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Original subtitles

[TUONO]

[PIOGGIA E FOLATE DI VENTO]

[SIRENE]

Ciao. C'è papà ?

Papà ! C'è la polizia !

- Salve, controllo. - Salve.

- Dov'è Enea Cavo ? - Eh... Non è ancora arrivato.

Sono le dieci e mezza passate, era atteso in Commissariato.

E' la sua prima sera fuori dopo otto anni di carcere.

Deve rispettare le decisioni del giudice.

Scusate il ritardo. Scusate.

Mi perdoni, agente. In carcere un'ora non passa mai

ma da libero stasera mi è volata via.

[FOLATE DI VENTO]

Deve essere stata contenta la fidanzata. Firmi.

Arrivederci.

Ehi, bello.

[RINTOCCHI DI CAMPANA]

Ohi, ma dici che si vede ?

Sei incinta da tre settimane. Che vuoi che si veda ?

Mi sento gonfia, non dormo e continuo a vomitare.

Sì, ma hai la pelle luminosa, i capelli splendidi e le tette sode.

- La gravidanza è la migliore estetista. - Quindi si vede.

Io già immagino Bacigalupo...

"Blanca, non solo cieca, pure incinta ! In pensione !"

Ti preoccupi che il tuo capo se ne accorga ?

Nessuno se ne deve accorgere finché non ho deciso.

E' più un sì o più un no ?

E' più no, Stella.

Sono cieca... e sola.

[(ASSISTENTE VOCALE) LIGUORI.] - Ci mancava lui.

[(ASSISTENTE VOCALE) LIGUORI. LIGUORI.]

[LIGUORI. LIGUORI.]

- Che vuoi ? - Dove sei finita ?

- Che ti importa ? - A me niente, ma a Bacigalupo sì. Sono le dieci.

- Come "le dieci" ? - Vengo a prenderti.

- Stella, sono le dieci ! - Che c'entro io ?

- Forse al padre dovresti dirlo, forse capirà... - Troppi "forse".

Poi Domenico è partito, non so neanche dove sia.

Le dieci.

- Dove andiamo ? - Ad Albaro.

- Tra i ricconi. - Sì, hanno trovato morta la figlia di un armatore.

Bacigalupo è furibondo. Dovevamo essere lì mezz'ora fa.

- Ottimo giorno per arrivare in ritardo. - Sì.

Non è la prima volta. Non è da te.

Ti abituo ai tempi di Roma.

Veronica è pronta ad aspettare la metro che non arriva mai ?

Ah, scusa, lei prende il taxi.

Era psicologa penitenziaria nel carcere di Marassi.

Serena Zoardi. Il cognome è conosciuto a Genova.

Forse è stata colpita da questo fermacarte, era vicino al corpo.

- Un cuscinetto a sfera ? - Sì, speriamo che ci siano impronte.

- Ci vorrà un po'. - Grazie.

Forse il colpo ha provocato un'emorragia interna.

Scusate, l'odore è un po' troppo forte.

Respira. Dài, Blanca, respira.

Ma che ha ? Di solito non si impressiona.

Non puoi contaminare la scena del crimine con il vomito.

- Blanca, tutto bene ? - Sì, sì, tutto bene.

Nessuna effrazione. La vittima deve avere aperto la porta all'assassino.

- Lo conosceva. - Probabile.

E' arrivato un uomo e li ho sentiti che discutevano.

- Sapreste riconoscerlo ? - No, era buio.

- Hanno rubato qualcosa ? - Sembra tutto a posto.

Manca il cellulare della vittima.

Io l'ho guardato bene

perché la signorina Zoardi, pace all'anima sua

non riceveva mai visite, specie di uomini.

- L'ha riconosciuto ? - Certo.

- Era quello che rapinava le banche. - Chi è ?

Il Genovese.

- Che cosa ha fatto lo zio Enea ? - Questa volta niente.

Tornerà presto a casa.

[ENEA RIDE]

E' per ieri sera ? Per un'ora di ritardo del controllo ?

- Che cosa hai fatto prima ? - Affari miei. Sono libero ora.

(cuffie) In libertà vigilata. - Quindi sono affari nostri.

Ti hanno visto entrare in casa di Serena Zoardi.

Che volevi fare in casa della figlia di un armatore ? Rubare in cambusa ?

Che c'è di strano ?

Serena è una psicologa e mi ha aiutato nel mio percorso

fino alla libertà vigilata.

- Sono andato lì per ringraziarla. - Hai capito ? Voleva ringraziarla.

Così l'hai ringraziata ?

Non è possibile. Era viva quando sono andato via.

Il medico legale ha detto che è morta tra le 21 e le 23.

Ecco il motivo di quell'ora di ritardo.

- Era viva quando sono andato via. - Era viva.

Fare il pappagallo non ti leverà altri trent'anni di galera.

Oh !

Visto che non vuoi parlare, sei in stato di fermo.

Ora puoi chiamare i tuoi avvocati.

- Secondo me non è stato lui. - Ma l'hai visto ?

No, ma l'ho sentito. Ha cambiato tono, era sotto shock.

Ci credo, se l'è fatta sotto.

A 16 anni la prima rapina, a 17 era già in riformatorio.

Poi non si è più fermato: banche, uffici postali, gioiellerie... Dài.

Molte ammiratrici gli scrivevano in carcere.

Una volta ha ottenuto un permesso per sposare una delle sue fan.

Lei era all'altare mentre lui svuotava un caveau.

- E' cresciuto a pesto e rapine. - Non ha mai ucciso nessuno.

- C'è sempre una prima volta. - Perché uccidere la donna

che l'ha aiutato a ottenere la libertà ?

- Domani andate in carcere e scopritelo. - Capo...

- Scusi. - Uh !

Che si festeggia ?

Ooh !

Olé !

- Per Liguori che porta via il "belino", hip hip... - Urrà !

- Hip hip... (insieme) Urrà !

- A lei, ecco qua. - Grazie, non dovevate.

- Esprima un desiderio. - Non è il mio compleanno, mi trasferisco.

Vabbè, il primo anno di una nuova vita.

Che facciamo, sprechiamo la candelina ?

Genovesi, mi mancherete.

- Evviva ! - Basta con la "belinata" della tirchieria di noi genovesi.

- Ti ho fatto anche un regalo. - Bellissima, dottore. Grazie.

Anche noi abbiamo un pensiero. A nome di tutti noi.

(insieme) Ooh... Olé !

Grazie, a tutti.

Evviva !

- Tu non bevi ? - Sono in servizio.

Se beve il tuo capo, puoi bere anche tu.

A che brindo ? Alla tua nuova vita con Sua Altezza ?

Non sei contenta ? Non dovrai più lavorare con...

Aspetta, come mi hai chiamato in quel messaggio ?

"Stupido", "vigliacco".

Il tuo prossimo partner sarà migliore.

- Te le segni tutte. - Sei strana, Blanca.

Sei distratta, fai tardi al lavoro, passi la notte con chissà chi...

Quello che faccio io sono affari miei.

Siamo solo colleghi. Anzi, quando andrai a Roma, non lo saremo più.

Dove vai ?

Io non ci vedo, ma tu non ci senti. Sono cazzi miei !

Non sono tenuta a darle informazioni sui miei agenti.

- Poi lei non è una poliziotta. - No, sono la loro consulente.

Cerco notizie sul figlio della donna che frequentava Domenico Falena.

Forse è ancora vivo e Falena è suo padre.

Se Domenico è partito, non gli importa molto del bambino.

Ora scusi, ho da fare.

Ti avevo detto di partire. Ti ho già coperto una volta.

So quello che faccio.

[PIANTO DI NEONATO]

Serve un passaggio ?

- Mi segui ? - Sì, se continui a indagare senza dirmi niente.

Due certificati di morte identici emessi in Ucraina

non bastano per aprire un'indagine qui da noi.

Se il figlio di Valya non è morto, è qui da qualche parte.

Per questo lei era a Genova.

Domenico non può essere partito fregandosene.

- Gliel'hai detto ? - Certo, Liguori.

E' suo padre. Deve sapere se suo figlio forse è vivo.

Ciao.

Scusi, lei chi è ? Che vuole ?

Ha un figlio bellissimo, ma gli occhi sono diversi dai suoi.

E' uno stronzo. L'unica a preoccuparsi del bambino sei tu.

Lo so che sono sola. Grazie per avermelo ricordato.

- Dài, sali. Blanca ! - Sali tu, testa di cazzo.

Non era Liguori che si trasferiva ? Lo fai anche tu ?

Neanche se me lo chiedesse in ginocchio sui ceci.

Non sono vestiti per me. Vado in carcere per un caso.

Ah, e vai a trovare tua mamma ?

Già che ci sono, le porto qualche cambio.

- Oddio, che cos'è questo odore ? - Cardamomo.

- Oddio... Respira così passa. - E' proprio vero.

- Che cosa ? - Le donne incinte hanno bisogno della mamma.

Io non ho nessun bisogno di Nadia. Le porto solo qualche cambio.

Certo, certo. Poi che consigli potrà mai darti una come lei ?

Appunto ! Fine del discorso.

[(ASSISTENTE VOCALE) PAPA'. PAPA'. PAPA'.]

- Papà ? - Gioia. Non mi chiami da due settimane.

- Che succede ? - Niente. Che deve succedere ?

- Sono occupata con il lavoro. Dove sei ? - Sto uscendo in barca.

Però mi sembri strana.

- Sei pallida. - Ma no, forse Stella ha sbagliato il fondotinta.

- Ciao, Leone ! - Che succede ? Sento dei rumori strani.

- Blanca sta bene ? - Tutto bene. Ha mangiato un gamberetto guasto.

Va tutto bene. Ti faccio richiamare.

- Fammi richiamare. - Ciao.

Com'era ? "La gravidanza è la migliore estetista".

Sì, era così.

[CONATI DI VOMITO]

[GUAITI]

Ehi.

Dài. Oh !

- Questo chi è ? - Si chiama Cane 3.

Ringhia ai buoni e scodinzola agli stronzi.

- Quindi Linneo... - Non c'è più.

Mi dispiace. Quando sei venuta qui sei mesi fa, era ancora viva.

Se sei qui, c'è qualcosa di importante.

Più della morte di Linneo.

Mi rimproveri che non vengo a raccontarti le mie tragedie ?

Non sono nella posizione di rimproverarti nulla.

Ma se hai bisogno di dirmi qualcosa...

Ti ho portato la biancheria.

Sei sicura, Blanca ?

Sicurissima.

Devo andare. Ci vediamo tra sei mesi.

Forse.

[LA PORTA SI CHIUDE]

- Com'è andata ? - Lascia stare. Andiamo.

Aule studio, biblioteche, campi da calcio...

Da noi il detenuto ha davvero l'opportunità di cambiare.

- Anche Enea Cavo ? - Quello che è successo a Serena è terribile.

Non avrei mai immaginato.

Direttore, lei perché era d'accordo alla libertà vigilata per Cavo ?

Mi sono fidato del giudizio di Serena e ho fatto male.

- Quindi è colpa di Serena se è morta. - Non l'ho detto.

La dottoressa Zoardi credeva nel suo lavoro, per lei era una missione.

La mia missione, però, è mantenere in ordine questo carcere

e avere sempre una cella libera, anche se non ce ne sono.

Se una mia collaboratrice mi dice che un detenuto può uscire

io la ascolto.

Il direttore fa quello che può, come tutti.

Vi presento Don Luigi, un altro sostenitore delle cause perse.

Lavorava a stretto contatto con la Zoardi.

Lui saprà dirvi di più.

- Arrivederci. - Grazie.

Venite. Mettiamoci qui.

- Non posso credere che Enea l'abbia uccisa. - Perché ?

Quando è arrivato, Enea era un criminale convinto.

Faceva le rapine come io dico le messe.

Ma Serena ci aveva lavorato, giorno dopo giorno, seduta dopo seduta

e lui era cambiato. Eccolo.

Qui noi facciamo il giornale del carcere.

Enea faceva il redattore e non ha neanche la terza media !

"Mani in alto ! Storia di un rapinatore, di Enea Cavo."

Così Serena aiutava i criminali a prendere atto dei loro crimini.

- Glieli faceva descrivere. - Esatto.

Con Enea stavano registrando anche un podcast.

Pur di uscire, il Genovese avrebbe scritto anche un romanzo.

- La Zoardi non aveva ben capito con chi aveva a che fare. - Cioè ?

Il Genovese se l'è intortata.

Il bello e dannato che recita la parte del redento

finché non ha ottenuto da lei il parere positivo

per convincere il giudice a dargli la libertà condizionale.

La Zoardi era una professionista, sapeva quello che faceva.

Scusi se insisto...

La dottoressa era molto comprensiva con quei delinquenti, anche troppo.

- E Cavo con le donne ci sa fare. - Tenga per sé le allusioni.

Io non alludo. Li ho visti, proprio lì.

Mentre si baciavano.

Non mangia da ieri.

Hai perso l'appetito.

E' meglio che parli se non vuoi l'ergastolo.

Ti hanno visto baciare Serena. L'hai usata per i tuoi interessi.

Non è la prima donna che freghi.

Però una volta fuori, Serena ha capito il trucco.

Avete litigato e tu l'hai colpita.

Come vuoi. Ci passerai la vita qua dentro.

- Andiamo, abbiamo finito. - Addosso hai un profumo da donna.

E' di Serena, vero ?

Non vuoi levartelo di dosso.

Non parli da quando hai visto la foto del suo corpo.

Ho sentito il tuo dolore.

- Ti sei pentito di averla uccisa ? - Non l'ho uccisa.

E non l'ho illusa.

Io amavo Serena... e lei amava me.

All'inizio non mi voleva alle sedute, credeva che ci andassi

perché volevo più permessi e aveva ragione.

Un giorno ha detto di sì e sono finito io in trappola.

Incontro dopo incontro ho iniziato a farmi tante domande

a capire tante cose.

I miei sbagli.

Io non vedevo l'ora di rivederla, di stare con lei.

Poi ho capito che anche per Serena non ero più un normale paziente.

Era spaventata.

Non potevamo essere neanche amici, ma ormai eravamo qualcosa di più.

Poi che è successo ?

Niente, a parte quel bacio.

Lei si era pentita.

- Sapeva le regole. - A differenza tua.

Io sono cambiato, voglio una vita diversa.

La volevo con lei e il patto era aspettare che io uscissi da qui.

Quella sera sono andato da lei per stare finalmente insieme

lontano da guardie e telecamere. - E perché avete litigato ?

Per colpa del suo fidanzato. Uno nato bene.

- Un certo Maurizio Guarco. - I Guarco...

- E' un'altra famiglia di armatori. - Dovevano sposarsi.

Però lei gli aveva detto di noi. Era confusa...

E lui non poteva accettarlo.

Anche io non potevo più aspettare.

L'ho messa di fronte a una scelta, o lui o me.

Poi me ne sono andato in spiaggia a smaltire la rabbia.

Poi sono tornato a casa.

Se fossi rimasto, sarebbe ancora viva.

Tutte "musse" ! Sta provando a intortare pure te !

La Zoardi aveva capito di essere stata presa per il culo

si è ribellata e l'ha ammazzata. - Cavo era sincero.

- Perché non dirlo prima ? - Era sotto shock. - Ecco.

Non dico che è innocente, ma era sincero quando diceva di amarla.

Che tenero. E' comunque colpevole e il movente è la gelosia.

Lei ha preso una sbandata per lui in galera, ma poi ci ha ripensato.

Perché rinunciare a un Guarco per un pregiudicato ?

- "Un Guarco" ? E' una specie rara ? - Rarissima.

Mangia solo gamberi rossi sul suo yacht con assessori e senatori.

-Solita storia. -Se viene fuori che aveva una tresca con un galeotto...

- Ci vuole massima discrezione ! - Scusate.

I giornali.

Che c'è scritto ?

Che siamo nella merda.

"La vittima aveva una relazione con l'assassino, Enea Cavo."

"Mi chiamano l'artista della rapina e hanno ragione."

"A 12 anni ho svaligiato una sala giochi."

"E' bastato un coltello da cucina."

"Poi sono passato a uffici postali e banche. Ma non è solo per soldi."

"Rapina fa rima con adrenalina, non posso farne a meno."

"Quando punto la pistola sulla gente a terra, mi sento un dio."

Più che pentito, sembra un esaltato. Credi ancora che sia cambiato ?

Il giudice ha rimesso Cavo in libertà vigilata.

Che fate lì impalati ?

Rassicurate gli Zoardi che l'assassino tornerà in carcere

e questa volta per sempre ! - Ci chiede di leccargli il culo ?

No, vi chiedo di andare a salvare il nostro... di culo.

Che soggetto.

Ti sei proprio affezionato a questo posto.

Non vuoi uscire ? Che fai ?

Niente. Controllavo il podcast che ho registrato con Serena.

Qualcuno l'ha diffuso ai giornali.

Enea... C'è qualcosa che devi dirmi ?

No.

Addio, Don Luigi.

Grazie.

Mi scusi.

L'affidamento preadottivo è andato ottimamente.

Il prossimo step è il provvedimento del tribunale

e poi Ivan sarà ufficialmente vostro figlio.

- Speriamo. - Stavolta andrà bene, vedrai.

Scusi davvero, non sono riuscita a fermarlo.

- Che ci fa lei qui ? - Lo conosci ? - Scusi, lei chi è ?

Konstantin Rusol. Il padre di Ivan.

Lo credevo morto a Odessa e invece è a Genova.

- Ma che dice ? - Voi rapite i bambini.

- Tutto bene ? - Sì.

Sei pallida.

Forse ho mangiato un gamberetto guasto.

Vieni.

Martedì no, è troppo presto.

Non hanno autorizzato l'inumazione. Farei sabato, per avere più gente.

I genitori sono distrutti. Serve tutto l'affetto della città.

Sul prezzo siamo d'accordo.

I signori Zoardi vi aspettano.

Le avevo detto di lasciare perdere quei carcerati.

Poteva lavorare nell'azienda di famiglia, invece no, niente.

Preferiva riparare le persone piuttosto che le navi, diceva così.

Certa gente non si ripara, non cambia mai.

-La morte di mia figlia è una prova. -Verrà fatta giustizia.

Intanto questi buttano fango sulla memoria di mia figlia !

Serena era una ribelle. Un'idealista, ecco.

- Non si sarebbe mai legata a un criminale. - Sei così sicuro ?

Stavamo per sposarci, avevamo già scelto la chiesa per il matrimonio.

Ora mi ritrovo a prenotarla per il suo funerale.

La cerimonia è pronta. Appena ci ridaranno Serena.

Provvederò io all'onorario e a tutto.

Grazie, Maurizio, ma pensiamo noi al funerale di nostra figlia. Vai.

Il fidanzato di sua figlia non le sta molto simpatico.

Maurizio sembrava perfetto.

Poi che è successo ?

- C'entra Enea Cavo ? - Sì.

Maurizio non accettava che Serena si fosse invaghita di quel detenuto.

Serena si era confidata con lei.

Era preoccupata dalla reazione di Maurizio.

Una settimana fa mi ha mandato questi messaggi.

"Sei con il tuo avanzo di galera ? Attenta a quello che fai."

L'altro è del giorno prima della sua morte.

"So che domani esce. Se lo vedi, è finita."

Le avevo detto di denunciarlo. Dovevo insistere.

Ma Serena era fatta così, vedeva solo il bene nelle persone.

Grazie.

Andiamo.

"Attenta a quello che fai."

"Sono sotto casa. Non me ne vado finché non esci."

"Se lo vedi, è finita."

Se è stato Guarco, non voleva che trovassimo il cellulare.

- Non fa di lui un assassino. - Doveva sentirlo.

E' passato dalle nozze al funerale con una freddezza...

- Si vede che non sei stata sposata. - C'è dell'altro.

Serena l'ha chiamato alle 22, prima che morisse. Dopo l'ha richiamata.

- Non è strano, era la fidanzata. - Ce n'è abbastanza per convocarlo.

Scusate. Ci hanno portato Domenico Falena.

- Lo faccio entrare ? - Quindi è rimasto a Genova.

Il tuo amico ha fatto un bel casino.

-Perché sei entrato in una Onlus sotto falsa identità ? -Sì, perché ?

- Lei ha figli ? - Le domande le facciamo noi.

Sa che per un figlio si fanno cose stupide.

Soprattutto se credi che sia morto e qualcuno ti dice che è vivo.

Valya aveva ragione, il bambino è stato rubato.

Ha solo sbagliato a cercarlo nel convento.

Non sapeva che le suore hanno aperto una Onlus

la New Hope, che si occupa di adozioni internazionali.

- Sì, ma le suore non c'entrano. - E' la New Hope che ruba i bambini.

Adesso dovranno tirare fuori le carte dell'adozione di Ivan.

- Potevi venire da noi, denunciarli. - Potevi venire da me.

Non mi sono fidato.

Non puoi mettere su un traffico di neonati senza complici ovunque !

Ancora una parola e ti sbatto dentro !

O ti sbatto fuori, così non ti rivedo più !

Mi spiace per tuo figlio, ma non ci sono prove per aprire un'indagine.

E i certificati di morte ? Due neonati morti in pochi giorni

nello stesso ospedale, per la stessa malformazione al cuore !

Strane coincidenze, no ? O forse è un metodo.

Fanno credere che siano morti, ma sono vivi

pronti a essere rivenduti a chi paga bene.

Non sono prove, ma coincidenze.

Non bastano per aprire un'indagine internazionale.

Faremo accertamenti, ma tu rimani a disposizione.

Posso andare ?

Ti stai affezionando. Magari gli darai un nome.

Chissà, con il tempo si abituerà anche a me.

[CANE 3 ABBAIA] Come non detto.

Sai la differenza tra Falena e Cane 3 ?

Falena non fa pipì ovunque e si pettina meglio ?

Entrambi non si fidano.

Però Cane 3 accetta una mano tesa.

- Vero ? Bravo. - Sì.

- Soprattutto se sa di focaccia. - Falena non vuole il tuo aiuto.

C'è chi invece ha bisogno di te. Enea.

Non sono l'unica ad avere dubbi.

Non so se è innocente, ma dobbiamo indagare su Guarco.

- Sì, certo. Bacigalupo ci scotenna. - Forse.

Hai già un'idea, ti conosco.

Guarco inaugurerà presto una nuova sala espositiva.

Non faceva l'armatore ?

A lui e Serena stava stretta l'azienda di famiglia.

Però lui con l'arte ci guadagna, invece Serena prendeva due soldi.

Vuoi andare all'inaugurazione. Perché ?

Per stanare il lupo nella sua tana, quando meno se l'aspetta.

Dovrai tirare fuori l'abito elegante.

E tu non venire in tuta.

Emergenza vestito. Chiama Stella.

(segreteria) "Ciao, non ci sono."

"Blanca, non fare cose alla cieca finché non torno."

Perché non ci sei mai quando servi ?

- Liguori ? - Finalmente...

"Sei pazzesca ! Bellissima !" Ti fa cagare. Vado a cambiarmi.

- No, è solo un po' surreale. - E' una mostra di impressionisti.

Tieni.

- Sei bellissima. - Mm. - Sono sincero.

- Andiamo. - "Vamonos" !

[BRUSI'O]

[RISATE]

[RUMORE DI DEGLUTIZIONE]

[DIALOGHI NON UDIBILI, TINTINNI'O DI BICCHIERE]

-Tutta la Genova bene è qui stasera. -Sono tutti in lutto per Serena.

- Il nostro uomo ancora non c'è. - Si fa desiderare.

- Grazie. - Vabbè. Che facciamo ?

Guardiamo i quadri.

Ecco, qui.

Questo mi piace.

- Com'è ? - E'...

E' colorato. Come te.

- Il prossimo ? - Di qua.

Qui invece vedo delle rovine

antichità e tanta polvere.

- Non mi sembra un granché. - Già. Vieni.

- Michele ! - Raffaella. - Bella Roma, eh ?

- Sì. - Veronica mi ha detto che vi trasferite lì.

Sì... Ti presento Blanca, una mia collega.

- Piacere. - Complimenti per il vestito.

- Salutami Veronica. - Certo.

Stronza. E' andata via.

Ha pensato che siamo amanti.

- In fondo un bacio ce lo siamo dati. - Due.

[TINTINNI'O DI BICCHIERE] Signori, un attimo di attenzione.

Vi ringrazio.

E' il momento che tutti aspettavate

e che il direttore della mia banca temeva di più.

Signori e signore, il mio Monet !

[VERSI DI STUPORE]

Bellissimo.

Si è consolato presto dal lutto.

Come vivo la perdita della mia fidanzata non vi riguarda.

Invece sì, per come la trattava.

"Vedi il tuo avanzo di galera ? Attenta a quello che fai."

"So che domani esce. Se vi vedete, è finita."

In che senso ? Voleva lasciarla o peggio ?

Quel bastardo me l'aveva allontanata !

Me lo sono ritrovato pure a lavorare in villa con la ditta di pulizie.

Quindi Serena l'ha lasciato. Non ce l'ha detto.

Non sopportava che l'avesse lasciata per un avanzo di galera.

Serena aveva il vizio di volere salvare tutti !

Specie "quelli non nati bene come noi", diceva.

- Come se fosse una colpa. - Perché Serena l'ha chiamata quella sera ?

[MORMORI'O]

Parlerete con me solo in presenza del mio avvocato.

Fuori di qui.

- Andiamo. - Sì.

Buona serata.

Signori, torniamo a noi e a questa magnifica opera.

Un brindisi !

Se ha perso il controllo davanti a tutti, figuriamoci con Serena.

Ci ha mentito. Altro che nozze ! Dovrà spiegarci quella telefonata.

- Giusto. - Convinciamo Bacigalupo a convocarlo.

Mi mancherà indagare con te.

Qualcuno ti aspetta.

- Chi ? Domenico ? - Proprio lui.

Che vuole ?

Le indagini sono un conto, la tua vita privata non mi riguarda.

- "Touché". - Prego. - Grazie.

Buonanotte.

- Che vuoi ? - Volevo chiederti scusa.

Non mi andava di parlarti davanti agli altri.

Non volevi dirmi neanche che sei rimasto a Genova ?

Non ti fidi, ma sono stata io a dirti che forse tuo figlio è vivo.

Voglio tenerti lontano da questa brutta storia.

Spostati. Ci sono già dentro a questa storia.

- Non fare il mio errore. - Quale ? - Farti ossessionare dal bambino.

- Oddio... - Lo devo a Valya, l'ho abbandonata.

Il nome falso, Konstantin Rusol, era il marito di Valya, vero ?

Sei molto brava.

Te lo ripeto, stanne fuori.

L'hai fatto scappare con il vestito da goblin ?

- Quando mi servi non ci sei mai. - Ti ho fatto un regalo.

E' un audiolibro, "Gravidanza per ipovedenti".

- Sei contenta ? - Sentiamo un po'.

- Lo sentiamo subito. Sei pronta ? - Vai.

(audiolibro) Primo capitolo: "Il padre ci vede ?"

Scusa.

Il padre ci vede benissimo.

Sono io che non riesco a vederlo.

- Che uomo è ? - Bla, non importa che uomo è.

Importa quello che vuoi tu.

Ehi.

- Non dovevi aspettarmi sveglia. - Com'è andata la festa ?

Non era una festa, ero in servizio.

- Com'è andata ? - Bene.

E Blanca ?

- E' l'ultimo caso insieme. - Se la caverà benissimo da sola.

- Andiamo a dormire ? - Prima c'è da firmare una cosa.

- Che cos'è ? - Il contratto per la casa di Roma.

Per intestarla a tutti e due serve la tua firma.

E' la nostra prima casa.

Andiamo.

Blanca, le ferie che ho preso per stare con te sono finite.

Tranquilla, io me la cavo come al solito.

[(ASSISTENTE VOCALE) FOXY ASSO ULTRA, DUE ROTOLI. - VEDI ?]

- Ho una nuova assistente personale. - Perfetto.

Prima o poi avrò un centro estetico a Genova, così sto sempre con te.

- Per quel giorno tu avrai già tre figli. - O nemmeno uno.

[(ASSISTENTE VOCALE) LUCIA. LUCIA.]

- Ehi ! - Oh, ciao comunque.

- Che giorno è oggi ? - Il giorno dell'umido ?

E' il nostro anniversario. Un anno che mi hai preso in affido.

- Me ne sono dimenticata. - Sei una pessima madre.

- Grazie. - Ciao !

Ma è Stella ? Che ci fa lì con te ?

Aveva bisogno dei miei consigli di vita.

- E' venuta fino a Genova ? - Sì, non riesce a stare da sola.

Le manco. Dài, ti chiamo più tardi, va bene ?

No, dopo ho lezione. Devo cominciare.

Ti chiamo domani. Ricordati di me qualche volta.

Scusate, ragazzi.

Dovresti dirglielo.

- Se decido di non tenerlo, perché dirglielo ? - Hai deciso ?

Non so fare la mamma a distanza, figuriamoci in presenza.

- Vuoi che rimango ? - No.

Prima cosa, basta piangersi addosso.

Seconda, basta vomitare. Terza, ascolta l'audiolibro.

- Piuttosto lavoro. - Meglio che piangersi addosso.

- Alla buon'ora. - Non ti sei ancora abituato ai miei ritardi ?

- Hai parlato con Bacigalupo ? - Ancora no, aspettavo te.

Che è successo ? Domenico non ti ha svegliata ?

Devi andare da un otorino bravo. O devo essere più esplicita ?

Hai avuto la tua occasione. Non sono più affari tuoi.

Ricevuto.

- Sbrigati, dobbiamo andare da Bacigalupo. - Andiamo.

- Che c'è ? - E' arrivato il lupo con tutto il branco.

Ah...

Ha inviato i suoi colleghi a un evento privato

a interrogare surrettiziamente il nostro assistito.

Ci saranno conseguenze.

Forse i miei colleghi sono stati inopportuni

ma lui ha detto tante bugie.

Banali omissioni che non hanno valore in sede legale.

Senza polemiche, il nostro assistito è qui per collaborare alle indagini.

La notte dell'omicidio ho ricevuto una chiamata da Serena

ma la voce era quella di un uomo.

Mi ha detto: "Vieni qui". Poi ha riagganciato.

Poi lei l'ha richiamata.

Il telefono era spento e mi sono preoccupato.

Sapevo che il rapinatore era uscito di galera... e sono andato.

Quindi lei era a casa della vittima quella notte.

Sì, sono arrivato dopo le 23.

Quando sono entrato in casa...

Serena era già morta.

E lei non ha fatto nulla.

- No ? - Sono andato nel panico.

Quella chiamata era stata fatta per incastrarmi. E sono scappato.

Ammesso che stia dicendo la verità

saprebbe riconoscere la voce dell'uomo che l'ha chiamata ?

Era quella di Cavo.

- Ora posso andare ? - Prego.

Abbiamo due sospettati sul luogo del delitto, entrambi gelosi.

Ma Guarco ci ha mentito.

Il Genovese è il patrono di chi non mente mai ?

Perché ammazzarla se potevano vivere insieme ?

Serena aveva lasciato Guarco.

Lei aveva capito che Cavo non l'amava davvero

e lui l'ha ammazzata per poi incastrare il fidanzato.

- Cavo è un criminale esperto. - E quindi ?

Perché fare quella chiamata ? Bastavano i messaggi a incastrarlo.

Qui il criminale è solo Cavo.

Cavo, una persona ti cerca.

Pure sul lavoro venite ? Ho da fare. Hanno lasciato un bel casino qui.

Mi dispiace, non posso vederlo, però posso immaginare.

- Ero qua ieri sera. - Una cieca a una mostra d'arte ?

Volevo dire "non vedente", come le persone che parlano bene.

No, "cieca" va benissimo.

Non ero qua per i quadri, ma per Guarco.

Indaghiamo anche su di lui.

- Quindi lei mi crede ? - Credo a Serena.

Lei si fidava di te.

Dicono che era un'ingenua, ma non è vero.

Era... Era una tosta.

Non faceva sconti, ma ti dava un'opportunità. E me l'ha data.

Mi manca. Mi manca da morire.

Senti, se vuoi il mio aiuto, devo potermi fidare di te.

Dammi la mano.

[BATTITO CARDIACO]

La notte del delitto tu e Serena avete litigato per colpa di Guarco ?

- Sì. - Tu hai chiamato Guarco con il cellulare di Serena ?

No.

[(ASSISTENTE VOCALE) LIGUORI. LIGUORI. - SCUSA.]

[(ASSISTENTE VOCALE) LIGUORI. LIGUORI.]

- Liguori, che c'è ? - Vieni in Commissariato. - Perché ?

La Scientifica ha trovato le impronte sull'arma del delitto.

- Sono di Cavo. - Arrivo subito.

- Brutte notizie ? - Devo andare.

Le impronte sono nel cerchio interno del cuscinetto.

Cavo ha pulito solo l'esterno.

Un errore da dilettante, più da Guarco che da Enea.

Lo chiami per nome ? Siete diventati amici ?

- Le sue impronte sono una prova. - I cuscinetti sono antistress.

Magari Cavo se l'è rigirato tra le mani mentre discutevano.

Rassegnati, è stato il Genovese.

- Però... - Basta ! Andiamo ad arrestarlo.

- Dov'è Enea Cavo ? - Non lo so, era qui.

L'ho visto uscire.

E' scappato.

- Dov'è ? - E' sparito senza dirmi niente.

E' strano, siete amici. Gli hai dato una casa, un lavoro.

-Gli hai trovato un posto sicuro per nascondersi ? -Lo trova da solo.

Se sapessi dov'è, non ve lo direi, perché sono suo amico.

[TICCHETTI'O DELLE STAMPELLE]

- Che vogliono, papà ? - Tesoro, tranquillo, cercano lo zio Enea.

Avevi detto che non ha fatto niente.

Non è così se è scappato.

E' scappato perché tra lui e Guarco sapeva che avreste fottuto lui.

Se chiama, fallo ragionare. Per il suo bene.

E' il cellulare della vittima. Stava nello zaino di Cavo.

Le impronte sull'arma del delitto e ora il cellulare.

Ci avevi visto giusto con 'sto Genovese !

In questo periodo sei "fuori", più del solito.

E finalmente ho capito il perché.

Ti hanno sbagliato il taglio dei capelli.

Mia moglie si stranisce per una settimana.

- Lei ci capisce di donne. - Vero ? - Per una volta ha ragione.

Usala come suoneria.

"Il capo ha sempre ragione, il capo ha sempre ragione..."

Carità. Il cellulare della vittima ?

La Scientifica lo sta analizzando. Ci vorrà tempo.

Intanto che aspettiamo, troviamo il Genovese. Dài, ragazzi, dài !

Ti prego ! Almeno il caffè stamattina. Ti prego, esci !

Bacigalupo ci è andato giù pesante.

Anche tu pensi che sono rintronata ?

Penso che chi nasce tondo non può morire quadrato.

- Un bugiardo continuerà a mentire. - Non stai parlando di Enea.

- Ho indagato su Falena. - La mia vita non ti riguarda !

Infatti ho indagato su di lui, come poliziotto.

Ho ricostruito i suoi movimenti in Ucraina.

Si è spostato da Odessa alla città di Valya, a Dobroslav.

- Ce l'ha detto. - Ci è andato più volte ed è rimasto a lungo.

- Ci possono essere vari motivi. - Durante uno dei suoi soggiorni

c'è stato il funerale del marito di Valya e lui ha pagato le spese.

Aveva una relazione con Valya prima della morte del marito.

Non fidarti di lui.

Dove vai adesso ? Vai da lui ?

Blanca, ti mentirà ancora !

- Se mentirà, lo capirò. - Come con Enea ?

[SIRENA DELLA NAVE]

Tu sapevi che Valya era sposata ?

Dimmi la verità. Se mi dici una cazzata, ti giuro, è l'ultima.

- Lo sapevo. - Perché non me l'hai detto ? - Mi sentivo una merda.

Perché l'hai messa incinta mentre il marito era in guerra ?

Sì, ma soprattutto perché quando è rimasta incinta l'ho lasciata sola.

Credevo che fosse una bugia.

Anche se ci fosse stato il bambino, io non lo volevo.

Così ho interrotto ogni contatto.

Finché poi le hanno detto che il marito era morto al fronte.

Volevo rimediare pagandole il funerale.

Avrei dovuto fare di più, invece me ne sono andato.

Finché non l'ho incontrata a Genova la notte prima che morisse.

[BATTITO CARDIACO ACCELERATO]

Basta, Blanca.

- Sei un bugiardo, un manipolatore. - Un vigliacco, dillo !

Ma non è giusto che il bambino paghi per i miei sbagli.

- Lo troverò. - E che farai con tuo figlio ?

Lo porterò dalla sorella di Valya, al sicuro.

Io tornerò alla mia vita e cercherò di dimenticare il mio errore.

- Un bambino è un errore ? - Se non lo hai voluto, sì.

Io non lo volevo prima e non lo voglio adesso.

Bene.

Blanca !

[GUAITI]

Grazie, ma non ho bisogno di leccatine.

Oddio ! Voglio solo menare qualcuno.

Credevo di rivederti tra sei mesi. Che succede ?

Stavo pensando a te e papà e mi è venuta la nausea.

Papà è un uomo buono, non mente mai.

E' il padre migliore del mondo. E tu che fai ?

Lo lasci, lo abbandoni con due ragazzine.

Uno come lui non si trova su mille.

Sei una stronza ingrata.

Sei incinta.

Certe cose le madri le capiscono.

Anche le madri peggiori.

E ho capito che un padre non c'è. Vuoi sapere che cosa penso ?

- No. - Se potessi tornare indietro, non vi avrei fatto nascere.

Farvi nascere ha portato sofferenza a me, a tuo padre e a voi.

Tua sorella è morta e tu sei diventata cieca.

Se avessi abortito, avrei evitato questo dolore.

Ma tu non sei me.

Tu sei più forte di me, sei coraggiosa.

Tu sei Blanca e sei in grado di portare avanti un figlio.

Anche se sei cieca.

Anche se non c'è un padre.

E' facile per te dare consigli, ma tu non ci sarai quando partorirò.

Sarai qui, perché hai scelto un criminale a me.

Che me ne faccio dei tuoi saggi consigli ?

Tu vuoi che tenga questo bambino per lavarti la coscienza.

Vaffanculo, Nadia.

- Signorina, mi scusi. - Sì. - Sono Don Luigi.

Mi hanno detto che l'avrei trovata qui. Devo parlarle... di Enea.

Che cosa dobbiamo dirci ? Ha fregato me, lei e Serena.

E' vero, ma devo confessarle una cosa che mi pesa.

Serena ne aveva uno uguale.

Li fanno dei suoi amici che hanno fatto una donazione al carcere.

Ce li hanno regalati come gadget in ricordo del gesto di carità.

Con il gadget della carità Enea ha ucciso Serena.

Enea ci giocherellava quando era nervoso.

Che voleva dirmi ? Non sono tenuta al segreto confessionale.

Serena ha trovato qualcosa di strano nella cronologia di questo computer

che le ha fatto pensare che Enea stesse preparando una nuova rapina.

- E non l'ha denunciato ? - Per colpa mia.

L'ho convinta a dare a Enea un'ultima possibilità.

Quindi non avevano litigato perché era geloso di Guarco.

Se avesse avvertito il direttore, ora sarebbe viva.

- Mi sembra così assurdo. - Che cosa ?

Che l'artista della rapina non avesse smesso ?

Era cambiato grazie a Serena. Si amavano.

Forse io sono solo un ingenuo, troppo fiducioso dell'animo umano.

Deve esserlo per l'abito che porta, ma io faccio un altro mestiere.

Aspetti. Tenga, ascolti questo.

- Che cos'è ? - Il podcast che Enea stava registrando con Serena.

- E' già sui giornali. - Quelli sono solo degli estratti tendenziosi.

Lo ascolti tutto, la prego.

Arrivederci.

Grazie.

- Allora ? - Allora niente. Niente rapina.

Bruno... Oh, sono io.

Ci conosciamo da ragazzini. Sempre insieme. Mi molli adesso ?

Adesso che lei è morta, è troppo pericoloso.

Ripensaci. Non facciamo l'errore dell'ultima volta.

Proprio perché è morta non ci rinuncio.

Poi comunque darebbero sempre la colpa a me.

Grazie, fratello.

(podcast) Mi chiamano l'artista della rapina e hanno ragione.

Organizzo rapine da quando ho 12 anni

da quando ho svaligiato una sala giochi.

"Rapina" fa rima con "adrenalina".

Non posso farne a meno.

Signori, questa non è una festa di Carnevale, ma è una rapina vera !

Al muro ! Mettetevi al muro !

Quando punto la pistola sulla gente a terra, mi sento un dio.

Giù per terra ! Mani sulla testa ! Bravi !

Così ce ne torniamo a casa felici e contenti. Sbrigati !

Giù per terra ! Mani sulla testa ! Giù per terra !

(podcast) Ora so che non c'è niente di artistico in una rapina

ma solo terrore e questo l'ho capito grazie a S.

La psicologa del carcere.

All'inizio andavo alle sue sedute

perché speravo che mi aiutasse a ottenere uno sconto di pena.

Ti sentivi un eroe ? Rubavi ai ricchi per dare a te stesso ?

Le banche sono assicurate contro le rapine

quindi rubavo ai ricchi, non ai clienti.

(podcast) Poi mi spendevo tutto. Locali, auto, donne...

Rimettevo il denaro in circolo. Il mio contributo all'economia.

Poi non ho mai ferito nessuno. Mai una vittima.

La gente che mettevi faccia a terra come la chiami ?

Non ho mai fatto male a nessuno.

Ehi, tutto bene ? Mettiti giù. Hai paura ?

Fermo ! Dammi quella cazzo di radio !

Quei "nessuno" si portano il trauma addosso per anni.

Non dormono la notte, non riescono più a uscire di casa.

Per te non sono vittime ?

(podcast) Parlami di tua madre.

E' l'unica persona che mi ha veramente voluto bene.

- E' morta mentre eri latitante. - Soffriva di cuore.

Gli attacchi le sono iniziati dopo il mio primo arresto.

(podcast) Pensi che ci sia qualche connessione ?

Sei andato al suo funerale ?

- Che domanda è ? Ero latitante. - Dov'eri mentre la seppellivano ?

A rapinare un ufficio postale.

Dopo mia madre, solo un'altra volta ho provato la stessa disperazione.

Nell'ultima rapina, giusto ? Com'è andata ?

(podcast) Sa che cos'è una batteria ?

Un gruppo di delinquenti che fa un patto, una banda. Di più.

Io, B. E M. Eravamo come fratelli, facevamo rapine sin da ragazzini.

- Ci chiamavamo "I gigli". - Come la canzone di De André.

"Se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo."

- Vi autocommiseravate. - Perché eravamo vittime.

Ci sentivamo invincibili.

- Ho finito ! Andiamo ! - Dài !

Fermi ! Butta la pistola !

Fino all'ultima rapina.

- Nemmeno dovevamo farla. - Buttala !

B. Era caduto dalla moto e si era rotto delle costole.

Però M. Ha insistito.

- Butta quella pistola ! - Enea, spara. - Butta la pistola !

[SPARO]

Oh ! Oh !

Ehi, andiamo, dài !

Cazzo... Cazzo... Ehi !

Dopo la morte di M. Mi è passata la voglia di vivere.

Ho pensato spesso a farla finita.

Ma poi ho incontrato S.

E ho ricominciato a sperare.

(podcast) Okay, per oggi basta. Il resto alla prossima puntata.

Chi è B. ?

"M." sta per Mara Govi. La conoscevi ?

- Eri tu il terzo della batteria ? - No, ma lo avrei voluto.

Se nasci in un quartiere come questo, hai due scelte

o sgobbi come un mulo o fai il delinquente.

Io non avevo le palle. I miei amici sì e non li tradisco.

Qui non c'è nessuno da tradire. Mara è morta.

B. Prima o poi scopriremo chi è.

B. Sta per Bruno... Torre.

Faceva l'apertura. Grosso com'era faceva paura.

- Che cos'è un'apertura ? - Quando dici "questa è una rapina"

e fai aprire le porte ai complici armati.

Bruno era il braccio ed Enea la mente che concepiva il piano.

Come mai avevano scelto Mara come autista ?

Mara guidava da dio. Enea e Bruno si erano innamorati fin da bambini.

Ma tra i due delinquenti... Mara ha scelto il mulo.

Così è nato Matteo.

A quell'ultima rapina non ci doveva andare

ma Bruno l'aveva convinta e avevamo bisogno di soldi.

Matteo era nato con una malattia alle ossa

e io non guadagnavo abbastanza.

Enea ha contattato Bruno per una nuova rapina ?

Bruno non so dove sia finito, dopo quel maledetto giorno.

Per ora basta così. Tieniti a disposizione.

Bruno Torre.

Sei anni per rapine, furti e resistenza a pubblico ufficiale.

- Un bel curriculum. - Manca la rapina dove è morta Mara.

- Aveva il volto coperto ed è scappato. - Aspetta.

- Che cosa ? - E' tornato a Genova un mese fa.

- C'è l'indirizzo. - Dài.

Vi agitate troppo.

La rapina dove è morta Mara è caduta in prescrizione.

Non sei qui per quella rapina

ma per quella che stai organizzando con Enea. - Di che parlate ?

Sei tornato a Genova un mese fa.

Serena Zoardi scopre che Enea vuole fare una rapina

vuole fermarlo e tu...

Di questa Zoardi io l'ho scoperto dai giornali.

Enea è un fratello per me. Per lui ammazzerei e mi farei ammazzare.

Ma di certo non toccherei mai la sua donna.

Comunque ho un alibi. Ero al casinò a Sanremo.

Enea farebbe una rapina senza suo fratello ?

Sono qua. Immagino che mi terrete d'occhio, sono bruciato.

Enea può fare anche da solo perché è il migliore

e voi non lo fermerete.

Tutti gli uomini a sorvegliare banche, gioiellerie e poste !

Il Genovese sta preparando un'altra rapina !

Fate attenzione, non correte rischi !

- E' sicuro ? - Finché non spari tu, sì.

Riesamina le dichiarazioni dei vicini della Zoardi.

Se discuteva con Cavo del colpo, forse c'è qualche indizio.

Dài, dài, dài !

Mi scusi, posso chiedere a lei ? E' importante.

- Mi dica. - Sono la madre di Ivan.

Lo abbiamo adottato tramite la New Hope.

Avevano detto che era tutto a posto, ma un tizio ce lo vuole togliere !

Non si preoccupi. Conosco il caso. Venga con me.

Ma lei è...

Cieca ? Sì. Prego.

Si accomodi.

Bubù, settete !

Bubù, settete !

- Ci sa fare. Ha figli ? - Sì, una.

Si chiama Lucia. L'ho presa in affido che era grande.

- Anche lei non può avere bambini ? - Sì, posso averne. Decisamente.

Allora perché si è sottoposta a quel calvario di burocrazia ?

- I colloqui con assistenti sociali, le attese... - E' stato un caso.

Era una ragazzina piena di casini, un'emergenza. Non che volessi figli.

- Invece io ne ho persi tre. - Ah.

Ogni volta dicevano che ce l'avrei fatta e invece...

Avevo paura che non sarei mai diventata una mamma

ma poi è arrivato Ivan ed è stata come una resurrezione.

Sono tornata a sorridere, a essere felice.

Non permetterò a nessuno di togliermelo.

Se vuole denunciare Falena, l'accompagno dall'ispettore.

No, ma ho i documenti che attestano la regolarità dell'adozione.

Ivan è mio figlio. Non lo abbiamo né rubato né comprato

e nessuno ce lo porterà via.

[SCATTO DI SERRATURA]

[CANE 3 ABBAIA] Che c'è ?

Vai.

- Papà, sei tu ? - Sei incinta ?

Quell'inutile audiolibro.

Sì, sono incinta.

- Beh, di' qualcosa. - Sei felice ?

Non lo so. Tu ?

Sì... Sì, molto.

Ma ?

Vieni qua.

E il padre ?

Ecco, il padre... Vabbè, facciamo finta che non c'è.

Papà, so che cosa pensi, che sono Blanca, posso fare tutto

se posso lavorare con la polizia, posso avere un figlio da sola.

- Non devo avere paura. - Anch'io ho paura.

Per te, per lui... lei.

Un bambino è una cosa bellissima.

Ma io sono tuo padre e morirò prima di te, come è giusto e naturale

e ti lascerò da sola.

Tutti i genitori hanno paura di questo, ma...

Ma io di più.

Ti ho insegnato a cavartela da sola.

Sei diventata una donna forte e indipendente.

Ma io dormo tutte le notti con il telefono acceso.

Tu come farai quando quel telefono non ci sarà più ?

Che devo fare ? Tu sei un cane per ciechi, non per una mamma cieca.

Come insegno a un figlio a camminare se già con te sbatto ovunque ?

E se al parco si allontana e finisce sotto una macchina ?

Fine.

Sentiamo l'esperto.

(audiolibro) Vostra madre sarà fondamentale.

Chi meglio di lei che è già mamma può aiutarvi ?

Sì, dalla galera.

Sai che cosa ? Lavoriamo che è meglio.

Riproduci informazioni sommarie dei vicini della vittima.

(cuffie) Signor Sarti, le sue generalità ?

Sarti Antonio, residente ad Albaro.

Quell'uomo e la vittima su che cosa litigavano ?

Questioni di cuore, credo. Parlavano di un lui.

Lei diceva di averlo lasciato, ma all'altro non bastava.

Era arrabbiato. La voce era profonda, calda, da baritono.

Aveva una voce stridula, sembrava piagnucolare.

Piagnucolava e diceva che aveva fatto colpo.

Serena gli ha risposto che era un "mona".

Ha sentito male. La Zoardi non era veneta.

Non ha detto "mona"... Monet.

Chiama Liguori.

[CANE 3 ABBAIA]

Il bello dei traslochi è buttare quello che non serve più.

[CANE 3 ABBAIA] Che c'è ?

Non c'è nessuno ! Va bene ?

[GUAITI] Che cosa ?

Non c'è nessuno. C'è qualcuno ? Salve ! Non c'è nessuno !

Pensa, io neanche ci vedo !

Dove sei ? Dove sei ? Vieni con me, vieni.

Ti sei incantato ? Domani mattina vengono a caricare.

So che ti mancherà tutto questo e soprattutto Blanca.

Dài, facciamo così.

Devo lavorare, grazie. Il cane pazzo mi hanno dato.

Andarla a prendere ogni mattina

indagare insieme, proteggerla dai pericoli...

Poi Blanca è divertente, imprevedibile... e cieca.

Bisognosa.

[ABBAIA]

Ti sei abituato a lei, ma non confondere un'abitudine per altro.

E' solo un vizio. Come il fumo, smetti e basta.

Hai ragione.

Blanca è un vizio e io non voglio smettere.

Lei non è solo una sigaretta. Blanca è tutto il pacchetto.

Io voglio che non finisca mai.

Liguori, che fine hai fatto ?

Ho scoperto una cosa importante su Cavo.

So dove farà il colpo.

Pss.

Il colpo si fa.

Stanotte.

- Ma senza Bruno... - Tu ci hai proposto il colpo.

Sei tu la mente. Lo facciamo io e te.

- Ma io non ho mai... - Ci stai o no ?

E la poliziotta ?

Lei non è più un problema.

Qui passava l'acqua per riempire la cisterna di Villa Guarco.

Da lì si sale nel palazzo.

Sbrighiamoci. Abbiamo mezz'ora prima della ronda dei vigilantes.

- Il sistema d'allarme è perimetrale ? - Sì.

Attivo solo di notte. Mentre pulivo, ho visto installare la centralina.

[SPARO SILENZIATO]

Ce l'abbiamo fatta.

Quello è mio.

Che cazzo fai, "belin" ?

Hai sentito bene. Il quadro lo prendo io.

- Grazie per aver fatto da apertura. - Io ho avuto l'idea del colpo.

I soldi servono per curare Matteo. E poi me lo devi.

- Mara è morta per colpa tua. - Non ti devo niente.

I conti sono pari, dopo quello che hai fatto a Serena.

- Che cosa dici ? - Dico che sei stato tu.

Quella sera mi hai seguito, hai aspettato che io uscissi

sei entrato... e l'hai ammazzata.

Tu sapevi che avrebbero dato la colpa a me.

Come ti è venuto in mente, Renato ?

Ci conosciamo da bambini, "belin".

- Non è andata così. - Ah, no ?

Com'è andata allora ?

Era venuta a casa mia il giorno prima che tu uscissi.

Aveva capito tutto.

La ditta di pulizie dove lavori si occupa anche di Villa Guarco

dove verrà esibito un Monet.

Ho controllato i turni e ultimamente hai lavorato lì.

Guarda caso, Enea ha fatto ricerche proprio su quel quadro

e sui sotterranei di palazzo Guarco.

Che cosa c'entro io ? Magari, come ha detto lei, è un caso.

Io penso che hai proposto a Enea un colpo.

Ma Enea è cambiato, per merito suo. Perché avrebbe dovuto dirmi di sì ?

A te non può dire di no.

Si sente in colpa per la morte di Mara e tu lo sai.

- Tutte "musse". - Vedremo che ne pensa la polizia.

Se lei ci denuncia, io perdo il lavoro.

Mi tolgono Matteo ed Enea tornerà in galera.

Non dica niente a Enea. Ci parlo io.

Gli dirò che ho cambiato idea e che è meglio non fare la rapina.

Per il bene di tutti.

Ti do fino a domani per dirglielo, poi ti denuncio.

Ho registrato tutto.

Per la polizia queste non saranno "musse".

Lei si è fidata di te, invece tu hai preso tempo.

- Per ucciderla, per incastrarmi. - No !

Non volevo ! Ero andato da lei per supplicarla di non denunciarci.

Lei mi ha risposto che mi aveva dato la possibilità di ripensarci

e che sarebbe andata alla polizia.

- Non è possibile. - Ho preso quel fermacarte...

E l'ho colpita.

L'hai lasciata morire.

- Ero nel panico. - Come sempre. Sei un vigliacco sin da bambino !

Non hai avuto nemmeno le palle per chiamare i soccorsi.

Non li ho chiamati perché volevo che morisse !

Che cosa dovevo fare ?

Dovevo rinunciare al colpo perché ti eri innamorato ?

E guardarti mentre facevi la bella vita con lei

mentre io finivo in galera e Matteo sulla sedia a rotelle ?

[CAMPANELLO]

- Papà ? - Vai tu ?

Ciao. C'è papà ?

Papà ! C'è la polizia !

Sei tu il vigliacco che in banca non hai sparato a quella guardia

e hai lasciato che Mara morisse !

- Oggi sparerò. - Non lo farai. Non l'hai mai fatto.

Le persone cambiano.

Serena lo diceva sempre.

Fermo, Enea ! Metti giù quell'arma !

Enea, non farlo ! Non buttare via tutto, fallo per Serena.

[SPARO SILENZIATO]

Ve l'ho detto, io non sparo a nessuno.

Solo i codardi uccidono.

Dimmi che non hai organizzato un'operazione sotto copertura

con un pregiudicato senza l'autorizzazione mia e del giudice !

Assolutamente no.

- Tu lo sapevi ? - Non sapeva niente.

E' arrivato quando l'ho chiamato, a cose fatte.

- Mi assumo tutta la responsabilità. - Meriti un disciplinare.

A te ti faccio sbattere fuori dalla polizia !

Non sono una poliziotta, ma una consulente.

Basterà dire al giudice che ho avuto una soffiata anonima.

Vuole sbattermi fuori ? Faccia pure. Già immagino i titoli dei giornali.

"Consulente cieca della polizia risolve caso Zoardi"

"e viene licenziata surrettiziamente."

Tan, tan, tan !

Fuori dalle balle !

Buonanotte.

"Grazie, Blanca, per aver risolto questo caso." "Si figuri, capo."

- Ha ragione, il giudice capirà. - E' l'ultima volta che la difendi.

Ora che te ne vai, chi ci metto a fare da cane guida ? Carità ?

- Non mi trasferisco più. - Ah.

- Hai litigato con la fidanzata ? - Ex.

- E Blanca lo sa ? - No.

Non ancora.

Magari stavolta... datti una mossa.

Con permesso.

Secondo te ho le gambe gonfie perché sono stata in piedi tutta la notte

o perché sono incinta ?

Ci sono quelle che hanno le coccole dei mariti, io ho te.

[TUONO]

[ABBAIA]

E' solo un tuono.

Non è che se continui ad abbaiare, smette. Dài, vieni qua.

E' normale, hai paura di quello che non conosci.

E tu, fagiolino ?

Hai paura anche tu ?

C'è tanto buio là dentro, vero ?

Non vedi niente, come me.

Però non devi avere paura

perché quel buio sono io.

E se vuoi...

Se vuoi, io ti insegnerò a ballare sotto la pioggia.

Wuu-uh !

Wuu !

Pensavo che la vita fosse una sfida continua.

Un percorso a ostacoli da superare con coraggio.

Una serie di banche da rapinare per poi scappare dalle sirene.

Dalle responsabilità.

Poi una persona mi ha detto che ciò che credevo coraggio era paura.

Paura di una vita normale.

Nel quartiere dove sono nato non credevo che c'era.

Questa persona era Serena.

Adesso che non c'è più, questa vita la devo affrontare da solo.

Lo devo a me stesso e a Serena

per dimostrare a tutti che aveva ragione

che tutti possono cambiare nella vita, anche i peggiori.

- Grazie di essere venuta. - Figurati.

-Bel discorso. -Fare discorsi non è proprio il mio.

Sbaglio o si sono commossi tutti ?

Spero che serva a qualcosa.

Mi dispiace, ti tocca ancora un po' di carcere.

- Magari evado un'altra volta. - Non ti conviene. - Scherzo.

Non voglio più tornare qui dentro.

Poi adesso ho qualcuno a cui badare.

Il direttore ha concesso a Matteo di incontrare il padre. Con te.

- Allora cin cin. - Cin cin.

Sta diventando un'abitudine venirmi a trovare.

- Ora hai un indirizzo fisso. - Sei tornata a insultarmi ?

No. Sono venuta a dirti che ho deciso di tenerlo.

- Non perché me l'hai detto tu. - Ti ha convinto tuo padre ?

- Pensa, lui era contrario. - Allora perché ?

Tu hai avuto paura di me, di Bea.

Avevi paura di quello che non conoscevi e sei scappata.

Va bene così, tu sei tu, ma io non sono te.

Te lo farò conoscere o te la farò conoscere.

Verrò ogni sei mesi.

Non voglio toglierti il piacere di fare la nonna, oltre che la mamma.

Quindi avrò un nipotino ! Non ci speravo più.

Questi non funzionano, tutto il resto è a posto.

Sono troppo felice.

- Ma ? - Ho ancora paura.

- Quando non ci sarò più... - Papà, non ti devi preoccupare.

Lo dirai al padre ?

Blanca.

- Devo andare. Augurami buona fortuna. - Buona fortuna.

Ma per che cosa ? Blanca ?

- Ciao. - Ciao. - Ehi, ciao.

Almeno il cane non ce l'ha con me. E tu ?

Tutti possono avere una seconda occasione, perfino tu.

- Stai meglio dell'altra volta. - Sì, molto meglio.

Ho preso una decisione di cui sicuramente mi pentirò

ma voglio crederci.

C'entro anch'io ?

Assolutamente sì.

Ho deciso di fidarmi di te, ma tu devi fare lo stesso.

Lo so che per il lavoro che fai è impossibile fidarsi degli altri.

Sei sempre in guerra, ma lo sono anch'io

tutti i giorni, contro il buio, contro il giudizio degli altri.

Ma per tua fortuna... ho capito che in guerra servono alleati.

Alleati per che cosa ?

La Onlus... Hanno controllato. Sono in regola.

Ve l'avevo detto che era tutto un equivoco.

Ah, Dottor Gardi. Scusate. Volevo ringraziarla.

Senza il suo lavoro pro bono non sapremmo davvero come fare.

Anche la coppia, ha adottato il bambino regolarmente.

Quello non è tuo figlio.

- Dobbiamo indagare altrove. - "Dobbiamo" ?

Sì, se non fai lo stronzo.

Allora ? Alleati ?

Alleati.

- Salve. - Buongiorno, dottore.

- Salve. - Salve.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Ditemi.

Siamo qui per il pagamento. L'ultima rata.

Non era necessario.

Così siamo a posto ?

Certo.

Non ci saranno più problemi, vero ?

Ve l'ho detto, il bambino è vostro. Nessuno ve lo porterà via.

Ehi, piccolo.

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