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LA STRADA LUNGA UN ANNO
Questa � la storia di una delle tante strade che attraversano la terra:
dei dolori, delle speranze, delle gioie e delle illusioni che nacquero in chi la costru�.
Gli autori hanno voluto raccontarla con lo spirito, i simboli e la morale di una favola
per essere pi� liberi di abbracciare un orizzonte di sentimenti comune alla maggior parte degli uomini.
Ancora a questo punto state?
- Ora che facciamo? - Un'altra volta ti fermi prima.
Prima dove?
E fatti l'aeroplano se vai cos� di fretta.
La strada � di tutti, sai?
Lo sai che la mia corriera � servizio pubblico e con la precedenza assoluta.
Servizio pubblico! Buttala nel fiume la tua corriera!
- Con te sopra magari. - Io ti denuncio!
E' arrivato il tabacco.
Piano, nonno, piano.
- Io ne ho. - Sono foglie pure quelle.
Che c'� di nuovo? Che si vede oggi di nuovo?
Che si deve vedere, Gregorio?
Da cinque mesi che sono tornato e vedo sempre le stesse cose.
Pietre, mulini e pecore.
Che fa quello?
Tra le persone di tutte le parti del mondo, per ogni sforzo che migliora la vita di tutti, qualcuno deve pagare per primo.
Sono gli uomini di buona volont�. I loro sforzi non si dovrebbero mai soffocare e dimenticare.
A questo genere di persone appartengono Emil e Agneza
Hanno anche gli attrezzi.
Ha trovato lavoro.
Vanno dal Barone Iacoviello.
Di sicuro aggiustano la casa di campagna.
No, no, quattro giorni li ho gi� fatti io il mese scorso.
Ma dove andr� con tutta la famiglia?
Ho capito! Avranno incominciato i lavori per ingrandire il cimitero.
Li hanno rimandati.
Chi l'avr� raccomandato?
Lavorano i ragazzini e noi niente.
Apposta faceva tanto il misterioso ieri.
Perch� si fermano proprio qui?
Guardano?
Stanno parlando.
Ma...
Vedrai, tra poco scendono e si mettono a lavorare insieme a noi.
A quelli non gliene importa proprio niente!
Tu non li conosci. Al posto loro io farei lo stesso.
Il lavoro fa invidia.
Quando verr� fuori che � tutto un imbroglio, saremo nei guai.
A me basta... che ne vengano una ventina.
Incominciamo.
Cercano vermi per le galline.
Quelli non hanno galline.
Questo lo so di sicuro, abitano vicino a me.
Una pecora sperduta...
Cantate pure voi.
Cantano anche!
Se cantano, vuole dire che li pagano.
Una pecora sperduta...
il montone mi ha lasciato...
Vuoi vedere che stavolta sono cominciati i lavori per la strada nuova?
E' cos�, ha preso le misure.
No, no, � un lavoro troppo grosso. Non l'avrebbero dato a uno solo.
Per risparmiare in questo paese sono capaci di tutto.
A me non imbrogliano, andiamo a parlare con il sindaco.
Il sindaco � partito stamattina.
- Insomma chi � il capo qui? - Il vicesindaco.
Allora andiamo a parlare col vicesindaco.
Ma mi lasci qua? Aspettami.
Bernard!
Oh gente, gente!
Hai visto?
Credevi che venissero a lavorare qui insieme a noi.
Invece vanno dal vicesindaco.
- Quello chiama subito le guardie. - Fermati!
Anche se vengono le guardie, che vuol dire, che ci possono fare?
Sai di quello che dice la legge. Senza permesso non si pu� far niente.
A te questo lavoro non te l'ha ordinato nessuno!
Succeder� uno scandalo, io mi vergogno!
Io invece mi vergogno di pi� a vivere senza lavorare!
Questa � la Scandinavia, non ve ne dimenticate: ha la forma di un cane.
Che c'�, che volete?
Solo una parola, signor maestro.
Pap�, io sono qua!
Silenzio, silenzio!
Ma dove credete di essere?
Queste cose non si vengono a trattare qua dentro!
Il sindaco non c'�, parte sempre.
E' inutile che venite da me.
Io non so niente e non voglio sapere niente.
Vi posso dire soltanto che il Comune non pu� aver ordinato nessun lavoro.
E allora quelli che fanno, signor maestro?
- Quelli chi? - Cosma Emil, fu Nokiakova.
Ditegli di portare i figli a scuola!
Oggi spiego la Guerra di Indipendenza.
Nessuno deve mancare.
Vi ricordate quando la Guerra di Indipendenza la spiegavo anche a voi?
La guerra me la ricordo, signor maestro.
Quello che non mi ricordo pi� � quando ho fatto l'ultima giornata di lavoro.
D'inverno � sempre cos�, da quando esiste il mondo.
E che si pu� fare? E' una malattia inguaribile, ecco come il cancro.
Su, vi dovete rassegnare.
La pi� bella favola che io conosco � la favola della cicala e della formica.
Insegna il sacrificio, il buon senso, la ragione.
Bisogna cogliere d'estate per non morire di fame durante l'inverno.
Andate, andate, ragazzi.
- Dai, chiediglielo. - Emil, a me lo puoi dire.
Chi ti ha ordinato questo lavoro che stai facendo sulla strada?
Il Comune.
Ma il vicesindaco ha negato, dice che il Comune non c'entra niente.
- E tu fallo negare. - Ma se nega, chi ti paga?
Il Comune, Bernard!
Che cosa direbbe il Comune
se pure io e Angela lavoriamo con te?
Io dico che � contento.
Ma Bernard, tu non dovevi andare all'America?
S�, ma il passaporto non arriva mai.
Intanto posso lavorare.
Lo sai cosa vuole fare questo?
Vende la mia terra per comprarsi il biglietto e mi lascia qua.
Non capisci che Bernard poi fa venire pure te.
Ma che � colpa mia se i soldi della sua terra
non mi bastano a comprare il biglietto per tutti e due?
- Emil... - Cosa c'�?
E quanto pagano al giorno questo lavoro?
Quattrocento lire a te e ottocento a Bernard.
Milleduecento lire al giorno!
Vi siete messi d'accordo per i ragazzini?
-Ma? - Per i ragazzini duecento.
Noi non abbiamo ragazzini.
Magari ce li avessimo, sarebbero tutti soldi in pi�.
Lo vuoi capire che aver figli pu� anche far comodo?
Certo che se sto lavoro andasse avanti tre, quattro mesi, allora...
Tu che dici, Emil, ci sono buone speranze?
Lo facciamo durare quanto pare a noi.
Se nonno Gregorio fosse pi� giovane, potrebbe guadagnare anche lui.
Noi andremo in America. Abbiamo calcolato tutto.
Con i soldi che avremo dalla vendita della terra e dal lavoro
compreremo i biglietti.
Emil...ma tu sei proprio sicuro che dura questo lavoro?
Dura, dura.
Io a sto fatto non ci posso pensare.
Perch� a quelli s� e a noi no?
Io vi dico che qui ci stanno imbrogliando.
Sono stati fino a ieri qui a perdere il tempo con noi e non ci hanno detto niente.
- Non si fa cos�. - Si sono arruffianati col sindaco.
Ma come fanno a fare una strada cos� in pochi?
- Voi fate come volete, io vado gi� a lavorare. - Io anche.
Andiamo a vedere, Emil � amico mio.
- Buongiorno, Emil. - Buongiorno.
- Era ora che si faceva questa strada. - S�, s�.
Corri a casa, piglia un piccone!
Sono sicuro che prende a lavorare pure a me.
Ti aiuto io, Agneza. Dammi qua.
Fai guadagnare qualche soldo pure a me, Emil.
- Siamo disoccupati da tanti mesi. - Dite che vi segno.
Tu sterri, ai sassi ci penso io.
Questo palo bisogna spostarlo.
Tre metri pi� indietro, forza!
Basta, basta!
Come basta e io? Emil, siamo parenti.
Siete in troppi.
Siediti, Emil, siediti.
Non devi, sono stanco.
A te non do pi� niente a credito, sono gi� due mesi che non mi paghi.
Fra un po' ti seppellir� di soldi.
Come ci pagano, ogni settimana o ogni 15 giorni?
- Ogni sabato. - Perch� lo chiedi?
- Perch� no? - Si potr� avere avere un anticipo prima del sabato?
All' inizio dovrete anche arrangiarvi un po'.
Quando si sistemer� tutto, tutti vi faranno credito.
E' giusto cos�! Bisogna fare le cose regolari.
Alla pi� bella strada di tutta la provincia!
Salute a Emil! Salute a Emil!....
Emil, sei un amico!
- Buonasera. - Entra, entra, Emil.
- Ci siete prima voi. - Non importa, vai prima tu.
Emil, caro Emil!
Lo sai, sono arrivate le sardine.
- Aspettavo proprio te per aprire la scatola. - No, no, grazie.
Io volevo solo un chilo di pane e tre etti di formaggio.
Ma come? Hai mangiato formaggio tutto l'anno.
Proprio in una giornata come questa vuoi risparmiare?
Ti preparo io qualcosa per stasera.
- Fermati un po'. - Che c'�?
Aspetta.
E' un'ora che ti stiamo cercando, adesso devi venire con me.
No, non ho tempo, devo andare a casa, ciao.
Andiamo, andiamo, non aver paura.
- Che devo fare? - Stare con noi solo un po'.
Ma mia moglie mi aspetta.
Io all'et� tua mi guardavo allo specchio solo alla domenica.
Se non mi guardo adesso, quando sar� sposata non avr� pi� tempo.
Bel modo di entrare!
Quante volte te lo devo dire di stare lontano da mia figlia?
Diglielo tu che mi hai preso a lavorare sulla strada.
Filomena, adesso che ho un lavoro, tua figlia me la devi dare.
Ascolta, sei mesi di fidanzamento, poi vado a fare il militare per un anno.
Voi intanto preparate i documenti e quando torno me la sposo.
Andiamo.
Se non me lo date, me lo prendo lo stesso!
Emil, ti devo dire una cosa.
Prima che incominci, ti devo dire che siamo gi� al completo.
Niente da fare, neanche per un amico come te.
Cosa hai capito?
Mica mi rimetto a fare il muratore.
Acqua passata, non sono pi� cose per me.
Vieni, ho una sorpresa per te.
Vediamo un po'...
Queste vanno bene, tengono il piede caldo e durano un'eternit�.
"Special quality".
Che numero porti di scarpe?
Il pi� grande.
Ora che lavorate sono pi� utili del pane.
Per noi non c'� niente a credito?
Venite, venite avanti.
Susanna, Susanna!
Mario, vai a chiamare tua madre.
Legge, legge tutto il giorno.
Quello che vedete � a vostra disposizione.
E se non vi piace, ho tanta roba nuova gi� in citt�.
- Vogliamo solo roba americana. - Original!
Che c'�?
Non lo vedi?
Senti che vogliono.
Potresti anche aiutarmi qualche volta.
E butta la sigaretta!
Fuma pi� lei di me.
Le ho sempre davanti, in cucina, sotto il letto.
Emil siediti, proviamo le scarpe.
Eccoti le sigarette.
Festeggiamo la strada nuova.
- A me piace la donna che fuma. - Hai visto come guarda?
- Chi guarda? - Me, stupido.
Posso provarli qui questi calzoni?
No, di l� c'� lo specchio.
Io mi spoglio qui, non mi vergogno.
Voi vi vergognate di me, signora?
Ecco fatto.
Non ti fai mai vedere!
Ma come faccio? Ho tante preoccupazioni.
Quali preoccupazioni?
Adesso con la strada nuova tutto andr� meglio, vedrai.
Ti sta bene.
Susanna!
Porta a Emil un bicchiere di vino.
- Eh! - Ti senti un altro, vero?
Se il prezzo � buono, io compro questa.
Per quelli rispondi tu?
Non si sa mai, sono ragazzini.
- Come mi sta? - Sembri un americano.
Se poi mi fai venire gli altri operai, a te la roba la regalo.
A casa, a casa...
E mio caro Emil, stasera starai con la tua Agneza, opl�!
Antonio! Don Ant�!
Antonio, stammi a sentire.
Mi sono inventato tutto!
Scusate. Salute!
Don Ant�!
Il sindaco non mi ha ordinato niente!
Vi ho imbrogliato tutti!
Chiacchiera!
- Stai sempre con ragazze facili. - E' un vero gioiello e pensa a me.
"J'ai deux amours...mon pays et Paris...par eux toujours..."
Emil!
Mi devi credere, Chiacchiera, pensavo che fosse tutta un'altra cosa.
Io pensavo che dietro a me ce ne venivano solo una decina al massimo.
E' vero, siamo in tanti, ma io sono meglio di tutti!
- "Parlez vous francais?" - Io?
"Quatre ann�es in France", quattro anni in Francia.
Marseille, Toulon, Bordeaux.
Tutto ho fatto, pure il marinaio.
Che vita, sempre in mezzo ai pesci.
- Paris, je t'aime... - Questa non la conosco.
Je t'aime, je t'aime... avec ivresse...
Non � vero che il Comune ha dato lavoro,
ho avuto un momento di disperazione, capisci?
Le donne soffrono a vedere che il marito non ha lavoro.
"Les femmes!" Lo dici a me!
Ho avuto venti donne e non me n'� rimasta nessuna.
Adesso a Marsiglia ne avevo una negra.
- Davvero! - Ma come facevo a portarmela dietro?
Te la immagini tu una negra qua!
- Mai, mai. - Avrebbe sofferto.
Beato te, Emil...
che te ne vai a casa.
Ci sta tua moglie che ti vuol bene.
Emil, una di queste notti io posso pure morire.
Morire...ma chi se ne accorge?
Capisci? La morte del cane!
Voglio piangere, Emil.
- Fammi piangere, Emil. - Piangi, piangi.
Bisogna piangere, piangi!
Sai che ti dico, se io fossi una donna, lavorerei per te.
- No, no. - S�, s�.
- Il Sindaco. - Oh Dio!
Sei tornato finalmente!
- Viva il signor Sindaco! - Andiamo a dormire!
Bravo il signor Sindaco, bravo!
Io non ho mai votato per te, eh! "Jamais!"
E manco ci voter�, "jamais!"
"Je suis anarchiste, moi!" Io non voto per principio.
Ma tu, tu sei un santo.
Ti bacio le mani.
Evviva la strada! Ne abbiamo gi� fatti 20 metri.
Che dice?
Venti metri di che?
Vai!
Emil! Emil!
Che hai fatto? A quest'ora ritorni?
E' tornato il sindaco. Domani scoppia la bomba.
E non sei contento? Era questo che volevi.
Non mi lasciare solo proprio adesso, se no perdo il coraggio.
- Hanno mangiato? - S�.
Guarda quanta roba ho preso.
- Vieni, mangia qualcosa. - Non voglio niente.
- Ci sono...ci sono le sardine. - Ma no, lasciami stare.
Lasciami stare...
Lo scalpello dove � andato a finire?
Quante volte te lo devo dire che Ivo non ci deve giocare.
Quanto tempo era che non toccavo pi� questi ferri.
Mi ero pure scordato quanto pesa un piccone.
E' inutile, uno quando lavora si sente un altro.
Qua!
Sta buono.
Sai che ti dico?
Certe volte ci figuriamo le cose pi� brutte di quelle che sono.
Pu� darsi che tutto si aggiusti.
Vedrai che il sindaco � d'accordo.
- In fondo � un brav'uomo. - Per te sono tutti bravi.
Mi manda a chiamare, trova i soldi e mi fa pure i complimenti.
Bene, bene, ma dormi adesso.
Agneza mia...
pensaci un po'... almeno per un anno stiamo in pace.
S�, ma ricordati che questa � l'ultima volta che ti do retta.
- Stasera mi piaci cos� tanto! - Fai piano, sveglieremo i bambini.
Prendete, prendete, signor Sindaco.
Viva Luigi Salinas, Sindaco della nuova strada!
Evviva, evviva...
Signor Sindaco, mio figlio vi ringrazia per la costruzione della nuova strada.
Ma no, ma no. Ma che fate?
Mio genero, Mario Dago, erano mesi che non lavorava.
Mi teneva compagnia, ma te lo regalo lo stesso, si chiama...
Segretario!
Vieni!
Raccogliete tutta questa roba e venitemi dietro.
Ma si � offeso?
Il Comune non ha ordinato niente!
Avete fatto tutto di testa vostra!
Se il Comune avesse avuto i soldi,
da un pezzo avrebbe fatto la strada.
Qui si tratta di milioni!
Dovete capire! Ma che ci posso fare io?
Ho tentato tutto, ma se il Governo non ci aiuta e prende provvedimenti,
la strada ce la dobbiamo scordare!
Mi avete mandato i vostri vecchi con questi regali,
potete riprenderveli!
Io non ho mai preso regali da nessuno e questo lo dovreste sapere!
- Di chi � questo, avanti! - E' mio.
E questo?
Pure tu, Donato, pure tu che hai sempre avuto la testa sulle spalle!
Ci volevi mandare in galera?
Me ne stavo tanto bene a casa mia io!
- Ti volevi divertire alle spalle nostre? - Imbroglione!
Volevo insegnarvi come si fa a vivere!
Questo � un nido di cuculo. Ognuno pensa a s� stesso.
Solo a s� stesso!
Tremate sulla vostra miseria per paura che qualcuno ve la tocchi!
Quando uno � solo, pu� rompere una noce.
Ma se vogliamo costruire una strada,
dobbiamo essere in tanti.
Solo se riusciremo ad essere tutti uniti, potremo ottenere qualcosa.
Hai visto dove siamo arrivati.
Non � finita, se noi continueremo a lavorare.
E a noi chi ce lo proibisce di continuare?
- Emil ha ragione. - Non dobbiamo avere paura.
- Io voglio lavorare. - Anche io.
Ecco lo vedi? E, se tu non la pensi cos�,
� segno che ti piace restare senza far niente.
A me lo dici?
Io ho lavorato tutta la vita, imbroglione!
Io ti ammazzo!
Emil!
Pap�!
Ivo!
Pap�!
Ivo!
Ivo!
Dottore, mi dica la verit�, rester� infermo?
E' una brutta frattura.
Si � rotto il femore, bisogna portarlo oggi stesso gi� in citt�.
Io qui non posso operarlo.
Grazie.
Vai piano.
Vai piano, per carit�.
Pap�, hai la febbre.
Con la strada dobbiamo proseguire,
adesso pi� di prima.
COMUNE DI ZAGORA Strada in Costruzione
In montagna l'inverno � molto rigido, e, quando arriva, gli uomini hanno ancora
pi� bisogno di stringersi tra loro per trovare calore. Qui vi raccontiamo
come accesero un grande fuoco per scaldarsi...Chiacchiera e Katarina.
Ci siete tutti?
Adesso: prima squadra a destra.
Seconda a sinistra!
Terza squadra sotto strada!
Io sono contro la disciplina, per� quando ci vuole, ci vuole.
Hai visto, ora s� che si ragiona.
Per Dio!
Quando arriva la voce in citt�, chi ci va di mezzo sono io.
Mandano un'ispezione, mi ritengono responsabile e mi cacciano via.
- Basterebbe un piccolo sforzo di carit� e... - S�, facciamo la congregazione!
Don Rem�, voi ce l'avete con la carit�.
Bene, ma tu perch� non impieghi qualcuno nel tuo magazzino?
O all'ufficio del dazio?
Sono tutti analfabeti.
Il mio lavoro � molto delicato.
Mio fratello ha ragione, di carit� ne facciamo anche troppa.
Ogni mese 1.000 lire per le Figlie di Maria,
altre 3.000 per gli Orfani di Sant'Antonio,
12.000 per il fondo parrocchiale.
E tu non potresti rimodernare il tuo palazzo che casca da tutte le parti?
E chi l'ha detto che casca?
E poi, anche se cascasse, non si tocca.
E' monumento nazionale.
Ai cittadini ci deve pensare il Comune, i privati non c'entrano.
Il Comune? Vuoi che ti dica il bilancio del Comune?
Ecco.
Entrate 7 milioni e mezzo.
5 milioni per l'appalto del dazio che ti godi tu.
A parte il tuo commercio.
2 milioni per l'affitto dei boschi che ti godi tu, caro barone.
Mezzo milione per l'imposta di famiglia.
Uscite: 8 milioni,
che se ne vanno tra gli stipendi per i dipendenti comunali,
la scuola, medicinali e ambulatorio.
Certo, se tutti pagassero le tasse come dovrebbero!
E ora che c'entrano le tasse?
Noi non siamo venuti qui per farci insultare!
Lo sanno tutti che con le tasse fate quello che vi pare e piace!
- Chi �? - Avete finito?
E' un'ora che aspettiamo.
Ma non lo vedi che qui stiamo ancora parlando?
Che roba �?
E' roba del Comune, sono i registri del cantiere.
C'� scritto tutto: ore di lavoro, presenze, assenze,
assegni famigliari, contributi, ore straordinarie, tutto.
Portateli via, non li voglio nemmeno toccare!
Zoticoni!
Vanno, vengono, entrano, escono...
Me l'hanno fatto pure a scuola.
Questa � anarchia, ma che sta succedendo?
Questo � sempre stato un paese tranquillo,
nessuno si � mai lamentato. Ma chi li avr� messi su?
Cos� non si pu� andare avanti.
Io gli ho dato gi� 120 chili di pasta,
3 sacchi di farina, 4 quintali di pane.
E chi te l'ha detto di darglieli?
Ma chi ce l'ha il cuore di lasciare un paese senza mangiare?
Il credito non glielo potevo negare proprio adesso.
Glielo hai negato tante volte.
Perch� non dici che la strada ti fa comodo per i tuoi affari?
E pure a te. Per questo gli hai dato le pietre.
Se non gliele davo io, se ne andavano da soli a raccoglierle
gratis sulla terra mia. Sono due anni che la mia cava stava ferma!
Il Governo dovr� pagare.
Ci hanno aiutato tante volte,
ma perch� non ci dovrebbero aiutare proprio in questo momento?
Ma un conto � la costruzione di un gabinetto pubblico,
qui invece si tratta della costruzione di una strada.
Si sono messi contro la legge.
E pure voi,
che siete d'accodo con loro.
Questo non � giusto!
Un momento io non dico che la strada non si deve fare,
ma in regola con la legge. C'� una sola via di uscita:
- chiamare la polizia! - No...no...no, questo mai!
Succede uno scandalo, io voglio evitare lo scandalo.
Tu sei un debole.
Non vuoi perdere la tua carica, ma cos� andremo incontro al peggio.
Qui ognuno pensa al suo interesse, ipocriti!
Prima o poi smetteranno da soli.
Non c'� bisogno della polizia.
Non possono farcela con tutte le difficolt� che incontreranno.
Ecco.
Noi stiamo qua.
Domani attacchiamo questa curva, poi c'� un pezzo dritto.
In un paio di giornate possiamo sistemarlo.
Il Comune annuncia che non paga alcun esproprio ai contadini
nel caso che gli venisse espropriata la terra,
o altre propriet� di qualsiasi genere.
E dichiara ufficialmente di non assumersi alcuna responsabilit�
per ogni spesa che riguarda la strada.
Perch� il cantiere � abusivo e illegale,
e lo hanno fatto a completa insaputa delle autorit� comunali.
Lavorate, continuate a lavorare!
E adesso?
Adesso andiamo avanti lo stesso.
Che a noi non ci paga nessuno, ormai lo sanno pure i sassi.
Ma coi contadini come facciamo?
Quando verranno, parler� io con loro.
Che � questa X qua?
Questo � il cimitero, eccolo guarda.
Va bene, ma cosa � questo davanti al cimitero?
E' la casa di una che ha il marito in America.
Saranno cinque o sei anni.
- Una certa Katarina Pancrazi. - Ah, lei.
- Quella casa deve sparire. - Ma...
Ma come si fa ad andare da una e dirle:
per favore, ci faresti buttare gi� la tua casa?
Il bando l'avr� sentito pure Katarina.
- Ti pare? - Il banditore � stato chiaro.
Terreni, masserie e tutti i beni di propriet�.
E allora vuol dire che spostiamo il cimitero.
Ora pure i morti ci vogliamo mettere contro!
No, no, i morti non si possono toccare.
Se vogliamo togliere la terra ai vivi, perch� non possiamo farlo anche ai morti?
Quel benedetto Emil per� ci ha lasciato proprio in mezzo ai pasticci.
Ma dove si � visto mai che un operaio sta male sette giorni?
Perch� io non sono buono a risolvere i guai?
Se non vi fidate di me, perch� mi avete fatto capo?
Ti ci sei messo da solo, nessuno ti ci ha fatto.
E' cos�.
Ma quello � Emil!
- Buongiorno, Emil! - Buongiorno. - Buongiorno.
- Emil, - Per fortuna che sei tornato!
Questo Chiacchiera � un disastro.
Vuole spostare il cimitero e far saltare la casa di Katarina.
Con lui � impossibile. Se non torni tu, ce ne andiamo.
Facevi meglio a restare a casa, cos� ti ammali di pi�.
Non ce la facevo proprio pi� a stare in quel letto.
Hai visto come viene bene la strada?
E poi guarda che sto preparando.
Vedi.
Con questi il fondo viene liscio come un biliardo.
Dove hai preso tutto questo legno?
Angela!
Pap�!
Ti potevi fare almeno la barba.
Ha scritto la mamma.
A Ivo hanno fatto l'ingessatura.
I dottori dicono che � una cura lunga.
Ma pu� guarire?
Non si sa.
Mamma dice che ha trovato lavoro all'ospedale.
Cos� pu� pagare le cure.
Tieni.
Fatele capire che le conviene.
Ci pu� pure fare una speculazione.
La terra le aumenta di valore con la strada nuova.
E se ci dice del bando, eh?
Ditele che non � vero niente.
Ma...questo � pazzo.
Ieri il sindaco � venuto a offrirmi lavoro per venti persone.
Ah, allora il lavoro c'�.
S�, solo che ci dobbiamo scordare la strada.
Ma sei impazzito?
Non la spunteremo mai.
Hai sentito il bando?
Dicono che i contadini vogliono venire qui per cacciarci via tutti.
Falli venire, falli venire!
Oggi il bando, domani un'altra cosa...
e quando la finiremo?
Tu te la senti di rifiutare questi venti posti?
Questi sono soldi.
Almeno quei venti possono tirare avanti fino a Pasqua.
E chi l'ha detto che bisogna rifiutare?
Quei venti ci vanno e gli altri restano a lavorare sulla strada.
S�, ma il sindaco non ci sta.
Forse il Comune ci stava quando hai iniziato a lavorare sulla strada?
Invece vedi, hanno gi� mollato venti posti.
- Non ci capisco pi� niente. - Ma s�, Emil.
Se ci danno venti posti, significa che � il momento di continuare.
Oggi sono i venti posti, domani mollano tutto...
e zac, zac, zac, ci pagano il lavoro della strada.
Attenzione, attenzione!
Ascoltatemi bene!
Dovete sapere che abbiamo gi� ottenuto qualcosa.
E questo grazie a Emil.
Ha parlato con il sindaco.
Ha concordato lavoro per 20 persone. Pagano subito.
- Che lavoro �? - Quanto dura?
Durer� qualche mese e si dovr� fare un po' di tutto.
Riparare il nostro campanile, andare nelle vigne, pulire i filari...
Sorteggiate voi i nomi insieme a Emil.
- Allora? - Dice che siamo pazze.
Ha detto che la casa � sua e che non regala niente a nessuno.
Ma le avete spiegato bene? La avete fatto capire tutto?
Tutto. Il banditore del Comune si � spiegato molto meglio di noi.
Lo vuoi sapere? Per me ha ragione Katarina.
- Tu te la faresti buttare gi� la casa? - Senza niente?
Ma come senza niente? Allora siete d'accordo col Comune.
Non si trovano i soldi per noi e ora si trovano per la casa.
So chi devo mandare da quella.
Sono sempre allo stesso punto,
ci fossero almeno due pietre uguali!
- Sono tutte una diversa dall'altra. - Non ti scoraggiare.
Non ce la far� mai a imparare un mestiere.
Guarda come fa pap�, lui ci ha messo vent'anni,
e tu in pochi giorni vorresti gi� aver imparato?
Sulle pietre ci si pu� leggere come su un giornale.
Ecco, guardate.
Hanno le vene anche loro, come i cristiani.
Per spaccare bene una pietra bisogna colpire la vena pi� grande.
Cos�.
Un'arte � un'arte.
Ce l'ho io un lavoro per Lorenzo. Vieni un po' qua.
Senti...
- La vedi tu la vena? - Io non vedo niente.
Sono sei anni che non vede il marito. Tu mi capisci?
Benissimo.
Ma proprio lui ci dovevi mandare da quella?
E chi, se no?
Quelli.
Ma li hai guardati in faccia? Sono imbalsamati.
Vedi che pu� succedere a una donna
quando il marito la lascia sola per andare in America?
Cosa guardi?
Dove mi porti?
Zitta.
- Vieni. - Cosa ti viene in mente?
Stasera, non ora.
La sera sono stanco.
Appena mangio un pezzo di pane, casco morto sul letto.
Come sei bella!
Bella!
Facciamo un figlio.
Lo sai che non ce lo possiamo permettere.
Ma se i figli non si fanno subito...
E che gli diamo da mangiare, che gli diamo?
Una donna senza un figlio, che donna �?
Facciamo un figlio, Bernard, uno solo.
Cos�, se tu vai in America e io non posso venire,
almeno mi resta qualcuno.
Mamma, � tornato pap�!
Pap�, fermati!
Pap� aspetta, cosa mi hai portato?
Ero venuta da questi per farmi dare un po' di soldi,
ma non possono ancora pagare.
Ti sei fatto menare?
Ma chi ci ha fatto tempo a parlare? E' una tigre!
Se ti ha fatto male, � segno che non la lasciavi stare.
Non l'ho nemmeno vista quella!
Chiacchiera, Chiacchiera!
Arrivano i contadini!
- Cosa, da dove? - Di l�.
Lavorate, dai, lavorate!
Fermatevi, discutiamo prima!
Non fatelo!
Ragioniamo!
State calmi, non vi muovete!
La terra � nostra e non la tocca nessuno.
Ci volete rovinare?
Per mezzo metro di terra non si � mai rovinato nessuno!
Con noi non potete fare i prepotenti!
Ma voi lo sapete che vuol dire la terra per chi la lavora?
Un pezzo cos� produce almeno due quintali di patate
a novembre e tre a ottobre.
Senti, io sono contadino come te.
Qui ci abbiamo trovato solo i sassi e non le patate.
E mettiamo che io vi do la terra, ma voi a me che mi date?
Il Comune vi pagher�.
Ma che Comune! Non l'hai sentito il bando?
Prima o poi deve pagare, a noi e a voi.
Bugiardo, tu ci vuoi solo imbrogliare!
Ma lo volete capire che la strada � buona pure per voi?
Che quando � finita, i camion arriveranno fino ai campi per caricare le olive.
La terra non si regala!
Se allarghiamo la strada,
ognuno di voi viene a rimetterci mezzo metro di terra.
Ma quanto ci guadagnate se i camion vengono a caricare fino a quass�?
Ci guadagnate di manodopera,
di tempo, di fatica!
Se seguitiamo a fare i conti,
va a finire che voi dovete pagare noi!
I capi cantiere avvertono la popolazione tutta
e la autorit� comunali che i contadini, invece di tenersi la terra,
ce l'hanno regalata per fare ingrandire la strada.
Per questo capi esprimono la loro profonda riconoscenza
a queste persone meritevoli.
Tanta gente...
ho mandato da te...
nessuna risposta ho ricevuto...
Nel petto tenete signora... un cuore di Giuda...
Nel petto tenete signora... un cuore di Giuda...
Tu mi hai ingannato e piangere mi fai...
Katarina.
Signora Katarina.
Che sonno, eh!
Siete un altro di quelli. A quest'ora venite?
Levatevi il cappello che non state in casa vostra.
Stamattina un lattante e adesso uno con i baffi.
Per la vostra testardaggine si deve fermare tutto un cantiere!
Non strillate che svegliate il pupo.
Oggi avete fatto la processione.
Intanto la casa io non ve la do.
Anche se � un tugurio, � casa mia e non ho altro.
E adesso uscite.
Non mi muovo di qui se non mi state a sentire.
Ma come vi � venuto in testa?
Voi, che ci avete l'aria di un padre di famiglia,
andateglielo a spiegare che significa una casa a quegli altri sfaticati.
Non sono sfaticati.
Stanno a fare un lavoro buono per tutti e pure per voi.
Per me?
Per me non c'� stato mai nessuno che ha fatto niente di buono.
A cominciare da mio marito,
che mi ha fatto fare due figli e poi se n'� andato in America.
Cosa c'entra l'America, stiamo parlando della strada.
La strada che c'� per me va bene.
Come va bene?
Tanto sempre a piedi devo andare.
Aspettate, statemi a sentire un momento.
Mi chiamano Chiacchiera, ma voi non mi fate mai parlare.
Non ho tempo.
- Che volete fare con questa? - Ci vado a tagliare la legna.
Presto, presto, � tardi.
Proprio a quest'ora dovete andare a far la legna?
Di giorno ho altro da fare.
Riposiamoci un momento.
Non ce la faccio pi�.
Non ve l'ho detto io di venire.
Quanto vi danno per tutto questo lavoro?
Duecentocinquanta, ora che � inverno anche trecento.
- E come fate a campare? - Non lo so.
I primi tempi mi mandava qualche cosa, 10 dollari al mese.
Adesso sono due anni che non ricevo un soldo.
Intanto i figli crescono, bisogna nutrirli, vestirli, mandarli a scuola.
E lui chiss� dov'�.
L'ultima lettera me l'ha mandata da Detroit.
Ecco il vantaggio di nascere ora. Vogliono partire...partono.
Lasciano la moglie, la famiglia.
Io non ho nessuno, sono orfano.
Quando non ce la faccio proprio pi�, piglio e vado a cercare lavoro lontano.
Lo sapete che parlo pure francese?
Io ho due figli, ma sono contenta lo stesso.
Puoi essere pi� povero di San Francesco,
ma i soldi per crescere i figli li trovi sempre.
Chi lo sa come si fa?
Gi�...chi lo sa?
Eccola la strada.
E' il doppio di come era prima.
Andiamo, va!
Da anni non ero cos� contento di lavorare.
Lo sapete? Se non era per la strada,
a quest'ora me n'ero gi� andato via da qualche parte.
Voi mi siete proprio simpatica.
Katarina...perch� non venite pure voi a lavorare sulla strada?
Alle donne diamo 600 lire al giorno.
Ma quando gliele date?
Presto, presto.
E a voi, a voi poi vi paghiamo pure la casa se...
insomma se...
Io devo essere sicura dei soldi, non posso rischiare.
Aspetta, prendo la palla. Andiamo l�, su quel prato.
Vieni, vieni.
Oggi ho proprio fame.
Mangiamo insieme?
No...se non sto solo, non posso magiare in pace.
- E' permesso? - Chi �?
Una piccola sorpresa.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Avrei due ovette da cucinare. Posso entrare?
Prego, prego.
Date qua, ve le cucino io.
Basta che mi date un tegame, faccio da solo.
Eccolo l�.
Filipo, Mariza!
- Un pochetto d'olio, eh? - Fate pure.
L'altra sera avete lasciato la chitarra.
Non sapevo dove portarvela. I bambini la rompono.
Per carit�, io senza chitarra mi sento nudo.
"Ecoutez"...francese,
io volevo venire a ripigliarmela, ma non mi piace dar fastidio alla gente.
Mangiate pure.
Cos� sembro una donnetta!
Andiamo.
Da quando � morta mia madre,
non mi riesce pi� di mangiare una minestra in brodo come si deve.
E che ci vuole a farla?
Basta scaldare un po' d'acqua e poi si butta gi� la carne.
Io non ho pazienza.
- Sai chi � quello? - No. - E' quello che fa scoppiare le bombe.
Com'� che non l'ho mai visto prima? Di che classe � vostro marito?
- E' del 18. - Ah, ho capito!
Quando io tornavo, lui partiva.
Poi � scoppiata la guerra e buonanotte!
Eh, siamo vecchi, gli anni passano.
Lo sapete che...lo sapete che non mi ricordo pi� neppure di voi.
Che stupido! Quando ero grande, voi eravate ancora una ragazzina.
- Bevete sempre cos�? - Io batto tutti!
Un uomo che beve troppo per me non � un uomo.
Ma come, non vi piace l'uomo che beve?
No.
Quando lui beveva, c'erano i fulmini in casa, volava tutto.
Ah, io no!
Io, quando bevo, mi innamoro.
Chiacchiera!
Chiacchiera!
Sci�, sci�.
Chiacchiera. Ehi, Chiacchiera!
Gli altri hanno gi� rincominciato a lavorare.
Ma proprio sul mio letto vi mettete a riposare?
Scusate.
Erano dieci anni che non dormivo pi� cos� bene.
Katarina sapete: ho sognato che vostro marito era morto.
L'erba cattiva non muore mai.
Katarina, io...
S�, s�, andate su, andate che vi chiamano.
Stasera vi vorrei portare su a casa mia.
Ho avuto un'idea...
Bene, bene, ci vediamo pi� tardi in paese.
Questa mia casa ha tanti vantaggi sulla vostra, Katarina.
Tanto io che ci faccio. Certe volte non ci dormo nemmeno.
Le case sono fatte per abitarci.
Apposta quella mia non la voglio buttare gi�.
Ma questa la fate diventare una casa vera.
Ecco.
- Qui ci mettete gli animali. - Io non ho solo animali.
L� i bambini.
E qui ci potete dormire voi.
Avete il vino al posto dei santi.
E' un sacrificio troppo grosso per voi.
Ma quale sacrificio?
Prima o poi il Comune paga.
Io vi do la casa,
e voi mi date il buono che vi spetta per la vostra casa.
Quando il Comune paga,
mi piglio i soldi e me ne vado all'estero.
Tanto mi sono stufato di stare sempre qua...
solo.
Ma c'era bisogno di svegliarmi a quest'ora?
Se non facciamo presto, quella cambia idea e il cantiere si ferma.
"A la guerre comme a la guerre."
Poi facciamo i conti, eh?
Esci dalla stalla e porta via le bestie.
Ah, mio marito! Non abbiamo dimenticato niente?
Niente, niente, state tranquilla.
Il legno e la paglia sono cose che non servono a niente.
Qui invece faranno una fiammata che si vedr� fino su al paese.
Lo devono sapere tutti che fate questo grande sacrificio.
Che Dio mi perdoni!
E' proprio necessaria questa pazzia?
Cambiamo casa, non sei contenta?
Zitto tu.
Vi ho detto che vi facevo stare soltanto se stavate zitti, oh!
Andiamo pi� avanti.
Qui va bene.
Voi due nascondetevi dietro il carretto e non vi muovete.
Pu� essere pericoloso.
Per carit�, state fermi.
Non si poteva fare col piccone e con le corde?
Cos� non ve ne accorgete neppure.
Solo un colpo e non ci pensate pi�.
Quante cose mi sono successe l� dentro.
Il matrimonio, i figli...
Faccio io.
Qui.
Ma voi dove andrete?
Ve l'ho detto, dormo da Emil finch� non torna la moglie. Su!
Cos�.
Dio!
- Andiamo. - No. - Scappiamo subito!
- Dai, scappiamo! - No!
Non ci pensate pi�.
Perch�?
Attenzione, attenzione!
La denuncia parla chiaro.
Inizio di lavori pubblici senza autorizzazione delle autorit� comunali.
Rimozione abusiva mezzo mina
di una casa situata a fianco di questo cimitero.
La casa � saltata col mio consenso.
Con la roba mia ci faccio quello che mi pare.
Con la roba sua s�, ma non con le mine!
Poteva ferire qualche poveretto!
Abbiamo fatto le cose con coscienza.
Non si � fatto niente nessuno.
Per usare le mine ci vuole un permesso,
e non ce l'avevi n� tu che le hai usate,
n� Lena David che te le ha date.
L'ho costruita io da solo.
Qui ho la lista di quelli che hanno provocato i disordini:
Cosma Emil.
Lena David.
Garri Bernard.
Paternost Donato.
Prast Frano.
Bocca Antonio.
Vertin Carlo.
Venite.
- E io? - Tu sei un ragazzino!
Andiamo, svelti.
Renata,
vai a dormire da Angela, non restare sola.
E' colpa mia, non vi dovevo dar retta.
No. Aspettatemi, Katarina, aspettatemi.
Che ti faranno, Bernard, che ti faranno?
Sar� uno sbaglio, vedrai che stasera ci rilasciano.
Gi� si annunciava la primavera con i suoi profumi e i suoi improvvisi acquazzoni.
Gli uomini, avviliti per quanto era accaduto, con la minaccia della prigione sul capo,
quasi non uscivano di casa. Il paese sembrava abitato soltanto dalle donne.
Approfitto che il padre non c'� e la faccio partire.
Che devo fare?
Almeno si mette da parte un po' di soldi per il suo corredo quando si sposa.
Non � un peccato andare a servizio in citt�.
- Adesso arrivi? - Ho avuto da fare.
Mi dispiace partire, ma cinque o sei mesi passano presto.
- Tu mi aspetti, vero? - Ma come faccio?
Quando tu torni, io gi� sar� partito per fare il soldato.
Ma allora non ci vediamo pi�?
Se io ti lascio libera,
chiss�, pu� essere che in citt� trovi uno pi� serio di me.
Uno che ha un mestiere... io non sono buono a niente.
Ma non vedi che manco carcerato mi hanno voluto?
Parli cos� da quando c'� quella che ti gira intorno.
Credi che non me ne sia accorta?
Parla piano, ti possono sentire.
Non m'importa se vai con lei, tanto ha gi� marito.
Solo stai attento che se Davide se ne accorge...
E io che c'entro?
E' lei che mi guarda.
Non piangere.
Poi pensano che ti ho menato.
Io ti vorrei lasciare perch� non voglio farti soffrire.
Soffro di pi�, se tu mi lasci.
Ma in citt� ce ne stanno tanti!
Ma io posso pensare solo a te.
Mannaggia! Ma perch� sono fatto cos� io?
Almeno ci potessi venire pure io in citt� a trovare un lavoro.
Senti...
quando vai a fare il soldato, non ti puoi far mandare dove sto io?
Quelli chiss� dove mi sbattono.
Tieni, te la metti la domenica.
Questa la conosco, sai? E' di tuo padre.
Ma insomma, vi siete dimenticati anche l'Ave Maria?
Non ce la facciamo pi� a pregare, non abbiamo la testa.
Venite con noi, ci dovere aiutare.
Fate liberare i nostri uomini.
Le case nostre sono vuote, non viviamo pi� tranquilli.
Che hanno fatto di male? E' peccato pure lavorare?
Siamo sempre state buone cristiane,
non ci potete lasciar sole proprio adesso.
Fateli tornare a casa.
Buongiorno.
Ecco lo faccio divertire un po'.
Imprestamelo un po' che gioco con i miei amici.
Te lo regalo, vai, vai.
Mi ha regalato il pallone!
Il gioco mi ha fatto venire sete, hai un po' d'acqua?
- Smettila, lasciami. - Aspetta che ti dico....
Io con la porta aperta non posso bere.
Imparalo adesso.
Bene.
Non sei geloso di Rosa quando pensi ai giovanotti della citt�?
Figurati, mi sono fidanzato con Rosa solo per scommessa.
- Perch�? - Per fare dispetto alla sua mamma che non voleva.
E' buona la tua acqua.
Forse perch� la bevi anche tu.
Dove la prendi? Posso venire anch'io?
Nel pozzo in basso.
Quando vai?
Quando non c'� nessuno.
Prima del tramonto, verso le 5, le 6.
Non voglio aspettare in fila.
Lui � buono, lasciatelo stare.
Aspettate, che fate?
Sono figli di carcerati, che cosa possono imparare?
A scuola ci tornano quando fai liberare i nostri mariti.
Lo facciamo diventare un paese di ignoranti, se tu non ci aiuti.
Andiamo.
No...i bambini no!
Era ora che ti facevi vedere!
Hai dimenticato che sei il nostro Sindaco?
Quando avevi bisogno di voti, eravamo i tuoi figli!
Se non li fate liberare, noi da questo paese ce ne andiamo subito.
Andiamo via tutti oggi stesso.
Non ci restiamo in un paese dove nessuno ci vuole aiutare.
Qui ci lasciamo solo i morti. Sarai il sindaco di un paese di fantasmi.
Al Comune non ti ci abbiamo messo per farci arrestare i mariti.
Ritirate la denuncia, signor Sindaco.
Fatelo almeno per i nostri figli.
Non � passata neanche una settimana che Rosa � partita,
e gi� sto qui con te.
Se anche lei in citt� fa cos�?
Ma hai detto che non te ne importa niente.
Io sono debole con le donne, tu non puoi capire.
E mi fa pena, ecco.
Ma s� che ti capisco, vieni qua.
E' meglio andare via, pu� arrivare qualcuno da un momento all'altro.
Aspetta.
Solo adesso ti vengono le preoccupazioni?
Se tuo marito lo viene a sapere, ci da una coltellata.
Chiss� quando lo rilasciano.
E' proprio questo che non mi va gi�.
Lui l� e noi qua.
Lui non ha tanti scrupoli, ormai di me non gliene importa pi� niente.
Tu non sai quello che mi ha fatto soffrire.
Una volta � andato via per sei mesi con un'altra donna.
Una della citt� come me.
E tu?
In certi momenti mi sembra di volergli ancora bene.
E' cambiato da quando mi ha portata qui in paese.
Prima, quando eravamo fidanzati,
era un brav'uomo come te.
Lavorava, non era cos�.
Non dovrei parlare a te di queste cose ma...
Io con te ci sto bene, mi devi credere, ma...
neanche io lo so spiegare.
Pensi a Rosa.
Sta tranquillo, le ragazze come Rosa non si compromettono neanche in citt�.
Non � solo Rosa, � tutto.
Tu che puoi sperare da me?
Io non ho n� arte n� parte.
Potrei diventare anch'io come tuo marito.
Andiamo.
Non pensare a niente, fai come me.
Lo sai Bernard? Sono incinta.
E ora?
Pap�!
- Dov'� il piccolo? - Ti aspetta a casa.
Si dorme bene a casa mia?
S�, ma stasera come fate? Dove andrete a dormire?
Stasera? Stasera mi piglio una di quelle sbornie!
Dove � mamma?
Lei non sapeva che tornavi a casa.
Guarda il pallone che mi ha dato Lorenzo.
Vi hanno trattato male?
No, signor Sindaco, anzi si mangiava tutti i giorni!
Non l'abbiamo fatto per cattiveria.
Ma anche voi che fate saltare le case!
- Il Comune dovevamo far saltare. - Sta zitto.
Quella curva l� in fondo non andava fatta cos�.
E' troppo stretta.
E' giusto, il Sindaco ne capisce di strade.
Io l'avevo detto, doveva dirigerli lui i lavori!
La curva si pu� sempre correggere.
Basta passare l� sulla terra del Barone Jacoviello.
E gi�.
- Ma bisogna espropriare. - E allora esproprieremo.
Ma poi, quando arrivate al fiume, c'� pure il ponte.
E' un lavoro complicato.
- Per noi niente � complicato. - Per il ponte abbiamo lui.
E che c'entra lui?
Se Davide ci da una mano, fare il ponte diventa un lavoro come un altro.
Una volta lo mandavano a chiamare le imprese migliori.
Il ponte non � un problema. Ormai la strada la dovete finire.
Adesso col Governo � molto pi� facile.
Ne abbiamo gi� fatta quasi la met�.
E ora non possono dire di no!
Ancora un goccetto!
E tu, se bevi, crescerai.
Invece io vi dico che dobbiamo sbrigarci.
Tra due o tre mesi questi finiscono la strada
e qualche altro ci penser� prima di noi.
Ma chi?
Ma guardati intorno, chi? Sono tutti morti di fame!
E gi�, ma possono arrivare i grossisti della citt�.
E te l'organizzano loro tutto il commercio delle olive,
delle patate, della frutta.
Guarda.
L'ha fatta pap�.
Ecco � l� che sono caduto.
S�, ma adesso non � pi� pericolosa.
Hai visto come � bella, larga.
E' meglio andare, il treno domattina parte presto.
Mi vieni a trovare, pap�, quando mi leveranno il gesso?
Ma pap� prima deve finire tutta la strada.
S�, s�, certo. Appena mi danno i primi soldi, vengo.
Pago l'ospedale e tu lasci perdere quel lavoro.
Sembri un bambino, non ti fidare, Emil.
Noi siamo poveretti, ci rigirano come gli pare.
Non � pi� sicuro per te andare a lavorare in campagna?
Ormai la stagione � buona.
Ora anche il Sindaco � con noi,
devi fidarti almeno di lui.
Non posso pi� resistere con te, ho sofferto troppo.
Arrivo qui e tu, appena uscito di prigione, ricominci tutto da capo,
come se non avessimo avuto gi� abbastanza guai.
Sei tornata apposta per litigare?
Non ci roviniamo pure questa sera che stiamo insieme.
Andiamo a casa.
Ora bisogna fare il passaporto anche per lui. Non potevi aspettare?
Se nasce sulla nave, forse non ce n'� bisogno.
Aspetta, aspetta!
Sei impazzito? Copriti.
Questa scala la piglio e la spacco.
Adesso devi stare attenta.
Se fossi caduta e morta, che facevi?
Devo uscire?
Vai, vai.
Adesso tu non ci puoi venire pi� sulla strada a lavorare.
Bisogna che stai riguardata, � un lavoro troppo pesante.
Ma abbiamo bisogno di guadagnare, c'� il biglietto per l'America.
- Il corredo del bambino. - Pure il corredo!
Ma lo vedi quante preoccupazioni nuove cos� tutte in una volta!
Ma perch� ti arrabbi? Io sono cos� contenta.
Ma com'� che non si vede ancora niente?
- Che fai? - Tu sei sicura, eh?
Lo sai, ti aspettavo pure se stavi 30 anni in carcere.
Ti devo dire una cosa.
Quando ti ho sposato, non ti volevo tanto bene.
Mi piacevi solo quando ridevi.
Angela mia,
ti avevo presa solo per quel pezzo di terra che avevi in dote.
Per� adesso....
No, no!
Voglio vedere com'� casa mia con una donna dentro.
Per piacere uscite, vi hanno visto entrare. Mi volete compromettere?
Katarina, ti sarei piaciuto quando avevo vent'anni?
Abbiamo tempo di parlare domani. E' tardi, andate via!
In carcere ho pensato solo a te.
State buono, per carit�!
Per favore, uscite, uscite, vi prego uscite!
Katarina, dove stavi vent'anni fa?
Perch� non ti ho incontrata prima?
Mi avresti sposato quando avevo vent'anni?
Non t'avrei fatto mancare niente.
Se vuoi, ti sposo pure adesso, appena arrivano i soldi della strada.
Non me le dite queste cose.
Mi fate solo disperare.
Credi che tuo marito non si � preso un'altra donna in America?
I contadini sono tutti uguali.
Appena arrivano all'estero si trovano un'altra donna.
E' per questo che non ti scrive pi�.
Se parto, io ti mando un telegramma al giorno.
Gli anni passano, perch� li vuoi sprecare?
Quando ad un vita come la nostra togli l'amore, cosa ci rimane?
Va bene, ho capito. Datemi la chitarra e me ne vado.
Non posso parlare con questo legno davanti al naso
come se fossi in un confessionale.
Fatemi entrare un momento. Devo dirvi una cosa urgente.
Se no me la scordo.
Non posso aprire, lo sapete che non posso.
Con chi giocavi da ragazzina tu?
Com'� che non abbiamo mai giocato insieme?
Che bei capelli che hai! Dammene uno.
Katarina, Katarina...
tu sei il cuore della mia anima....
Ti hanno rilasciato?
Sei una carogna!
Non ti ricordi pi� di niente, eh?
Per dieci anni sei stata la donna pi� invidiata del paese.
Hai avuto tutto, tutto. Cosa dovevo fare pi� di quello che ho fatto?
Cosa hai fatto?
Ti sei sempre preso tutte le amanti che volevi, s�!
- Hai fatto sempre il comodo tuo! - Sta zitta, zitta!
Mi vuoi lasciare, va bene, lasciami.
Io ho rubato, ho rubato per te!
Per me? Per te hai rubato!
Non ti andava di lavorare.
Guarda gli altri, guarda Emil, guarda Chiacchiera.
Sono stati poveri come te!
Sono mai andati a rubare loro?
Dai, dai, non sai fare che questo!
Mamma, mamma!
Non � niente, tesoro, non � niente.
Rester� qui in paese perch� ho dato la mia parola.
Ma tu stai attenta, non farti pi� vedere da me.
Come se non mi avessi mai visto n� conosciuto.
Rifare il vecchio ponte era il maggiore degli ostacoli prima di arrivare in pianura.
Era anche la grande prova che tutti attendevano da Davide.
Ecco arrivano i capi.
Buona questa, eh? Dopo ve ne racconto un'altra.
Chiacchiera, � vero che Katarina ti ha cacciato di casa?
- Salve. - Buongiorno, Davide.
Qui dobbiamo portare tutto a livello.
Bisogna formare una squadra di carpentieri.
Io e Donato incominciamo la strada dopo il ponte.
- Tu ti puoi occupare delle pietre. - Io le pietre, ma come?
Ancora ieri ero il vostro capo, non mi potete trattare cos�.
Ho fatto tutto io fino adesso. Che � questa ingratitudine?
Emil!
Eccomi, eccomi.
Vengo a nome di tutti i contadini.
Siamo troppo pochi per la vendemmia, dovreste darci una mano.
Non possiamo pagarvi adesso, ma vi regaleremo qualcosa.
Prendi una ventina di uomini.
- Non potresti mandarci anche noi? - No, ho bisogno di voi.
Dobbiamo darci da fare, abbiamo bisogno di giovani.
- E' cos�, cominciamo subito. - Vai, vai.
Se faranno un monumento alla strada,
ti metteranno sdraiato cos�.
Mi devo scusare per l'altra sera.
Non vi dar� pi� fastidio.
E' il vino che vi mette cattivi pensieri in testa.
Non dovete bere pi�.
Non c'entra il vino. Io sono sempre cos�.
Quando mi restituirete la chiave?
- Quale chiave? - La chiave di casa mia, no?
Visto che le cose stanno cos�.
Io la casa ve l'ho data perch� mi piacete, ma...
visto che non mi volete...
Tu sei abituato con le puttane!
Che lavoro � questo?
Io so fare un altro lavoro.
Un muratore deve saper far tutto, non solo spaccare le pietre.
Come primo giorno hai fatto miracoli.
Eh?
Dai, per Dio, non � niente.
Non avevamo bisogno di lui.
Potevo farlo da solo io, sai.
Stanotte mi serve una squadra per fare un lavoro urgente.
- Va bene, io ci sto. - Anche io.
Di che lavoro si tratta?
Io non posso, sono stanco.
Se non ci sta Lorenzo...
Andiamo.
Ci vediamo domani.
- Davide! - Eh?
- Non vuoi andare in paese? - No.
Con i torrenti uno non � mai sicuro.
L'impalcatura � ancora troppo debole. Dormo laggi� al vecchio mulino.
Se non ti disturbo, rimango anche io.
Sono stufo di dormire da Emil.
E' noioso, parla solo della moglie e del lavoro.
Sei presuntuoso come me, ma tu hai viaggiato!
Sparisci!
Vattene!
- Cosa fai? - No, pap�, non farlo!
Andate avanti.
- Che � successo? - Niente, niente.
- Lo sa? - Lo sa.
- Ma va via, va via. - Va via, va via!
Che ti ha fatto? Voglio sapere che ti ha fatto!
- Vai via. - Niente. - Lascia stare mia mamma!
- Ci vediamo stasera? - No.
Ma dobbiamo parlare.
Non ci tornare pi� al cantiere. Dammi retta, non ci tornare pi�.
Ma guarda che ingiustizia.
Due uomini come me e te...
finire cos�...
senza una casa...
come due orfanelli.
La vecchiaia!
Come si sta da sposati?
Conviene?
Io non l'ho mai fatto perch� le donne vanno curate.
Ma, se io mi metto a curare una donna, a me chi mi cura?
Sono viziato io!
Eh, da quando mi ha detto che non devo pi� bere,
niente, il vino mi si ferma qua.
- Andiamo a dormire, va! - Non ho sonno.
Il lavoro al ponte o l'amore... io casco sempre dal sonno.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Lorenzo! - Lorenzo!
Ci abbiamo ripensato, quel lavoro lo facciamo.
Ma certo, che ci stiamo a fare in paese?
Bene.
Andiamo.
Stavamo freschi se non c'era la luna.
Anche la luna sembra una pietra.
Antonio dice che � abitata.
- L'ha letto sul giornale. - Ci sar� anche il servizio militare.
Se � vero che � abitata, ci sta tutto.
Come da noi.
Le automobili, le strade, i ponti, il vino.
Pure le donne!
Lorenzo!
Ti piacerebbe avere la forza di spaccare la luna con una martellata?
Pensa quante donne ci cadrebbero addosso!
Non si pu� spaccare la luna,
ma la terra s�.
Sul serio.
Con la bomba atomica.
Eh, caro mio, basta che quando provano sbagliano la dose
e tutto ritorna come prima.
- Come era prima? - Come non lo sai?
Prima il mare e i vulcani non stavano dove stanno adesso.
- Me l'ha spiegato Emil. - Perch�, dove stavano prima?
Da un'altra parte. Noi vivevamo sott'acqua.
Dice che non eravamo uomini.
- Ma come sarebbe a dire? - Eravamo pesci.
Me l'ha detto Chiacchiera.
L'ha sentito dire all'estero.
Se la guerra si facesse ancora come una volta,
sai quanto lavoro avremmo in questo paese?
Perch�?
Potevamo fabbricare palle di cannone.
- Dice che erano di pietra. - Tu sei suonato.
Io dico che a noi a fare il soldato non ci chiamano pi�.
Se usano la bomba, di noi che se ne fanno?
Chi sa come � fatto un milione?
Una volta l'ha visto un amico mio.
Dice che � di carta.
Io ho finito.
Prima di un anno fa non sapevamo nemmeno tenere in mano un martello.
Io, quando torno da soldato, mi faccio la casa da solo.
Andiamo.
Lo vedi? Ci mandano i contadini.
E il vino?
Non c'� del vino?
- Davide, prendi. - Non voglio niente da te.
Lasciala stare!
Lorenzo!
Lorenzo!
- Che � successo? - Lasciami in pace!
Spiegami, non voglio liti sul lavoro.
E' colpa sua se la moglie gli ha messo le corna.
Ha fatto il ladro fino a ieri.
Ora viene qui a fare l'eroe in mezzo a noi.
Forza, Chiacchiera, gratta!
Domani far� il bucato, mi vuoi aiutare?
Sposati cos� non ti stancherai!
Ti sposerei io, se ogni settimana mi fai il bucato!
Dove hai imparato a lavare? In Francia?
Fai solo attenzione a non rovinarti le mani!
Dove sono quelle tue donne?
Se ti vedesse Katarina, si metterebbe a piangere, poverina!
Sai anche cucinare, donnetta? Domani ti portiamo un grembiule.
Tagliati i baffi che non stanno bene a una femmina!
- Facci vedere che sei un uomo! - Cosa fai, ti stai nascondendo?
Come sei brutto! Brutto come una scimmia!
- Aspetta che lo guardo un po'. - Sei matta, corri, corri!
Davide, lo dico pure a te,
se questa domani viene ancora a lavorare, io me ne vado.
Prima un figlio non lo volevi.
Ma non capisci che pu� succedere una disgrazia al neonato?
Ma allora tua madre come ha fatto e la mia e la sua?
Non restavano a casa loro.
Andavano a lavare i panni, andavano a raccogliere le olive.
E a tagliare la legna fino all'ultimo giorno.
E siamo nati noi.
Tu devi essere figlio di un signore, Bernard.
Lo vedi? Sei arretrato.
- A voi vi scrive Rosa? - Ha scritto ieri.
Chiss� perch� a me non scrive.
- Ma tu le scrivi? - Ma io ho da fare.
E avr� da fare anche lei.
E non chiede niente di me?
Manco una parola. Come sto, che faccio.
Se � arrivata la chiamata dall'esercito.
Che devo fare? Le scrivo?
E lo domandi a me? Tu lo sai quello che devi fare.
Mangiamo insieme.
Fallo almeno per il bambino. Credi che non capisca?
Pap�, ho fame!
Siediti, ti servo io.
Non mi importa che mi tratti come hai fatto prima.
Lo so che soffri molto, per questo sopporto tutto.
- Come va il ponte? - Non vedo l'ora che finisca.
Cos� me ne vado.
Pap�!
- Ha scritto mamma. - Davvero? Leggi.
Caro marito mio, ti scrivo per farti sapere
che tra qualche giorno al nostro piccolo Ivo toglieranno l'ingessatura.
Speriamo che poi cammini bene come prima.
I dottori non dicono n� s� n� no.
Caro marito mio, se tu stavi qua, ero pi� contenta.
Sto in pensiero pure per te, ma ti voglio sempre tanto bene.
- Dice proprio cos�? - S�.
Ti voglio sempre tanto bene.
Dai continua.
Io, quando ricevo una lettera tua, sono proprio tanto felice.
Mi sembra di tornare ragazza.
Scrivi di pi�, Emil.
E, quando ritorno a casa, non litighiamo pi�, ti prego.
Speriamo anche che tutte le nostre grandi preoccupazioni
una buona volta finiscano.
Tanti saluti e baci, tua moglie Agneza.
Dice saluti e baci?
No... dai, fammi vedere.
- Hai freddo, vado a prenderti dei vestiti asciutti. - No.
Vado io.
- Pap�, vengo con te. - Andiamo.
Davide!
Va avanti.
Non devi credere che sono un vigliacco.
Mi dispiace per quello che � successo, ma non ne posso pi�.
Tieni...ammazzami!
Ci sei mai stato in galera? Io s�.
Io ci sono stato, ma sempre per cose da poco.
Si fa presto per� a finirci per tutta la vita.
Lo vedi? E' un attimo.
E ci vai per venti, trent'anni.
E poi...
come si fa ad ammazzare un altro uomo?
Un ragazzino come te,
che non sa ancora quello che vuole.
Lorenzo!
Lorenzo!
Rosa!
Rosa!
Attenzione alle assi!
Non ci devi tornare pi� in citt�.
Non lo far�.
Che hai fatto ai capelli?
- Ti piace? - No.
Sembri un maschio.
E' colpa tua, parlavi sempre delle donne di citt�.
Tutto questo tempo ho sempre pensato a te, come eri prima.
E Susanna?
- Ti voglio sposare, subito. - Ma devi partire.
Parto, ma prima ti sposo.
Mi hanno detto che domani dopo il collaudo del ponte parti.
S�.
Ma prima ti vengo a parlare per metterci d'accordo su tutto.
Voglio restare in pace con te.
Dove andrai? Lontano?
Al Nord, c'� un amico mio che ha una impresa.
Gli ho scritto, mi ha risposto.
Dice che un posto ce l'ha.
Un piccolo lavoro.
Tanto per cominciare.
Dai.
Non piangere.
Te ne devi trovare un altro.
Io verr� ogni tanto a vedere Mario.
Vedrai che starai meglio.
E' andata cos� e non � stata colpa tua.
Va a sapere di chi � la colpa.
Il collaudo � pericoloso?
Spero di no.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Te lo dico ancora, quella trebbiatrice mi � costata 2 milioni.
- Non te lo scordare. - Fai attenzione.
Ai miei buoi non deve succedere niente.
Ma che deve succedere?
Niente! E' una formalit� burocratica.
- Ehi, vai da solo? - S�.
Ma i camion ci potranno passare?
Se regge la trebbiatrice, pu� reggere pure un camion.
Il punto critico � a met�.
Ci sta passando proprio ora.
Mio Dio, speriamo che regga.
Bravo Davide, sembravi proprio Giulio Cesare!
Largo!
Andiamo.
Vieni a salutare tua moglie.
Dai Davide abbraccia tua moglie, guarda com'� contenta.
Ti vuole ancora bene.
Il fiume era stato superato. Davide e Susanna si allontanarono insieme verso un avvenire pi� onesto.
Ma quali frutti port� agli uomini del nostro paese il sole dell'estate?
Qui vedrete come per arrivare al mare fosse necessaria anche la buona volont� di un uomo giusto.
Il bilancio statale per quest'anno � stato gi� approvato.
Nella provincia, nell'intero paese, ci sono tante altre strade da fare.
E poi il Governo ha il problema delle pensioni, dei danni di guerra.
Parla chiaro! Pagano o non pagano?
Parlaci della strada!
Per� il Governo si � formalmente impegnato per l'anno prossimo.
Di pi� non � stato possibile ottenere.
Traditore! "Cochon!"
Ora che abbiamo fatto la strada, ci vieni a dire che non ci sono i soldi?
Tu sapevi che non c'erano e ci facevi lavorare lo stesso!
E' cos� che fai i nostri interessi!
Tu e il Governo volete che vi facciamo le strade gratis?
Penso che farebbe bene a dare le dimissioni.
Siamo stufi, vattene! In Comune non mettere pi� piede!
Prego i signori consiglieri qui presenti di accettare le mie dimissioni.
E adesso a me chi me la rid� la casa, eh?
Chi me la rid�?
A nome di questo Consiglio Comunale accetto le dimissioni del Sindaco.
Dichiaro tolta la seduta.
Dovevamo cacciarlo via prima!
Secondo me era tutto combinato!
Sicuramente � stato pagato per comportarsi cos�.
Non pu� finire cos�!
Aprite!
Non vogliono mangiare fino a quando il Comune non ha trovato i soldi.
Chi glielo ha cacciato in testa? Ma dove credono di stare, in India?
Certo esagerano, ma mettetevi nei loro panni.
I pochi lavori della stagione sono gi� stati presi da altri.
Se gli levano la strada, ritornano tutti su una panchina del belvedere.
Portala via, scotta.
L'ha ordinato il dottore. Deve scottare.
Emil mi ha detto:
creperemo tutti insieme, ma almeno si sapr� il perch�.
Sperano molto nel molto chiasso che il loro gesto pu� fare sui giornali.
Vogliono lo scandalo. Sono disperati.
La disperazione non ha portato mai niente di buono a nessuno.
Ma perch� te prendi? Mio fratello non c'entra.
Non � con te che ce l'hanno, non ti devi preoccupare.
Andate da loro, parlateci.
Oggi non siete pi� solo il loro maestro, siete anche il nuovo sindaco.
Bernard, Bernard, dove sei?
Siete impazziti?
Dov'� Chiacchiera? Perch� non c'�?
Pap�! Pap�, perch� non rispondi?
Antonio, esci subito! Domani tua figlia si sposa.
Pap�, io senza di te non mi sposo.
Lorenzo ti aspetta per firmare le carte.
Se vogliamo avere i soldi, dobbiamo continuare a lavorare.
E se voi non uscite da l�, ci andremo da sole!
Aprite, aprite!
Avete intenzione di rimanerci molto qua sotto?
Fino a quando non si risolve il problema della strada, signor Sindaco.
Dobbiamo fare uno scandalo! Andare sul giornale!
Ci rimane soltanto questo per farci sentire.
Se ne parlano i giornali, il Governo deve cedere.
Allora resto qua anche io.
Sto in digiuno come voi. Voglio vedere chi ha la testa pi� dura.
Voi o io!
Dio mio, ma che fai? Tu sei malato, non puoi.
Vai, Matilde, vai.
Che ci fate sulla mia terra?
Te la rifaccio la casa, te la rifaccio.
- Ero sicuro che i soldi arrivavano. - L'avete trovata buona la scusa.
Senza mangiare e bere non ci sapete stare.
Io sto digiunando Bevo acqua e nient'altro.
Il vino l'ho eliminato del tutto.
- Questa � Angela. - Vedi angeli dappertutto.
Agneza!
Sei tornata.
Sempre dietro le sbarre ti devo trovare.
E Ivo?
- Pap�, posso anche correre. - Davvero?
Dai!
Esci, vieni a casa.
Vediamo se mi puoi dare retta almeno una volta.
Non li potete lasciare laggi�.
Andateci, convinceteli che � una pazzia e che...
Ma ragionate, Matilde, fanno bene.
Hanno ragione a volere lo scandalo. Non si pu� lavorare solo per la gloria.
- Io ci ho rimesso le pietre, la terra. - Milioni e milioni.
E io che li ho sfamati per tutti questi mesi?
Vi giuro che, se non avessi questa dilatazione di stomaco,
ci starei pure io l� sotto.
Ma mio fratello non ce lo potete lasciare laggi�.
E' vecchio, fatelo almeno per lui.
Che me importa degli altri? Loro fanno quello che vogliono.
Ma lui, lui sta molto male. Voi lo sapete!
Chiss� quelli che hanno fabbricato questo paese
quante giornate di lavoro ci hanno messo?
- Secoli. - Ma come?
Secoli per fare quattro case?
Non facevano mica tutto nello stesso momento.
I primi delle nostre famiglie hanno fatto il castello.
Quelli che sono venuti dopo hanno fatto la chiesa,
e i vostri nonni hanno fabbricato il Comune.
Pure nei tempi antichi ci stavano quattro soldi per...
per fare qualcosa in questo paese.
Eh, � un male vecchio.
Ma allora che ci stiamo a fare qua dentro?
Non � mica detto che il male debba andare sempre male.
Donato, sei sveglio? Parliamo un po'.
Ho una gran fame e tu?
Sai che sto pensando?
Quando saremo morti noi due, Julio di Filadelfia e Stipe il prete,
non ci sar� pi� nessuno in paese che sappia tirare su
un muro a regola d'arte.
Te lo ricordi quanto tempo ci abbiamo messo
a fare quel grattacielo a New York?
- Non finiva mai. - Come passa il tempo.
Mi pare ieri.
Ancora un poco e gi� dovremo morire.
E Ant�, te lo ricordi ancora l'americano tu?
Qualche parola.
Work: lavoro.
Woman...donna.
Money: soldi.
Eat: mangiare.
Love: amore.
Shoes: scarpe.
To marry: sposare.
Strike: sciopero.
Sapevo anche camicia, ma me ne sono scordato.
Shirt.
Ehi, Antonio, ma � vero che gli americani vanno a lavorare in automobile?
S�, s�...sar�, ma io sono andato sempre a piedi.
Dove vai?
Ho un bisogno... devo andare di fretta.
Eh!
Acchiappami!
Zitta che ti sentono.
Ma come hai fatto ad entrare?
Sono due giorni che state qua e ancora non avete visto che c'� un'altra porta.
- L'hai riconosciuto il fischio? - Mica sono fesso!
Guarda che ti ho portato.
Cosa c'� l� dentro?
- Hai fame? - Ho fame s�.
Dai, mangia.
No, non posso.
Non ti vede nessuno.
Se una cosa non la devi fare, non la devi fare.
- Anche se non ti vede nessuno. - Ma dai!
- Dove sar�? - Nella valle.
L� fanno sempre festa.
Lo sai?
Ho fatto i conti.
Se questo fatto del digiuno va bene,
il biglietto ci scappa pure per te!
S�, ma non ti scordare che questo tra qualche mese nasce.
I figli, la fame, non se ne pu� pi�.
Ti dispiace se me lo mangio io?
Pi� mangio e pi� lui diventa grande.
Angela, io ho sempre paura che nasca con qualche difetto.
Ci penso giorno e notte.
- Non ti scordare i ditini! - Ora mi scordo i ditini!
Non � che non mi fido di te, ma...
con tutti questi spaventi che sopporti per colpa mia.
Che sia tutto come si deve.
Gli occhi, il naso e la bocca e il cuore e...
E?
Non mi fare una femmina che t'ammazzo, eh?
Ti faccio tutto quello che vuoi, ma tu adesso vieni a casa con me.
L'aria umida vi pu� far male. Venite.
Se non vieni via con me, io qua sopra non ci vengo pi�.
No, Angela, io devo fare quello che fanno gli altri.
- E' bella tua figlia, Antonio. - Anche Lorenzo � bello.
- Riposatevi un po'. - No, non voglio.
- Auguri. - Diventi vecchio!
Auguri Antonio!
Potevi uscire. Uscivi e ritornavi.
No, non c'era proprio niente di speciale.
Neppure un piccolo rinfresco.
Come avete il cuore di restare qui!
La famiglia per voi non conta niente?
Torna tuo figlio, tu resti qui. Non vai nemmeno a salutarlo.
Si sposa Rosa e ti comporti come se non la conoscessi.
Ma che idee avete in testa?
Chi ve le ha messe?
Quando eravate bambini, io vi ho insegnato ad avere fiducia.
Vi ho insegnato a credere sempre nella vita,
nelle leggi!
Voi conoscete solo i bambini e non gli uomini.
Gli uomini voi li lasciate a 10 anni. E gli altri 30, gli altri 40?
Quando questi hanno lasciato il paese, la famiglia, gli amici
per andare all'America,
voi non stavate con loro.
Non c'eravate sui grattacieli a Nuova York e neppure nelle miniere del Belgio!
Avete detto che non abbiamo cuore. Pu� darsi.
Ma che ci abbiamo di diverso da voi? Guardateci bene.
Quando io e loro ci alziamo la mattina
e vediamo che i soldi che abbiamo non bastano neppure per mangiare un giorno,
e andiamo a mendicare una giornata di lavoro, una sola giornata di lavoro,
voi non ci siete.
Voi non ci conoscete.
E allora come ci potete giudicare?
Dalla legge, da quella sola vi giudico.
Per voi non esiste nessuna legge, nessun rispetto.
Voi pensate solo ai soldi, solo ai soldi!
Ma ci sono altre cose nella vita.
Voi ci avete insegnato a leggere e a scrivere,
dobbiamo esservi riconoscenti.
Ma a che � servito questo?
Se uno poi non ha i soldi nemmeno per comperare un giornale.
E in tutta la sua vita si pu� permettere di leggere soltanto quattro libri!
Buona fortuna! Andiamo, ci aspetta la corriera.
Quando sono andato a militare io, c'era la guerra.
Voi siete pi� fortunati.
Se arrivano i soldi, metteteceli da parte. Cos� ce li troviamo quando torniamo.
Partiamo proprio adesso che abbiamo incominciato ad imparare qualcosa.
Se vi mettono tra i pionieri, troveranno sempre un muro per voi.
Davvero, vai.
Stammi a sentire: la domenica non la sprecare con le ragazze.
Adesso in citt� si fabbrica con tanti sistemi nuovi. Guarda bene!
E' proprio cos� che io ho imparato a lavorare il cemento armato.
Vai!
E fatti crescere i baffi.
Se non mi piace, scappo.
Arrivederci!
Chi ha distrutto il muro?
La sera lo lascio a posto e la mattina lo trovo come bombardato.
Cosa t'importa?
Saranno gli spiriti che vengono dal cimitero.
Questo posto � piccolo, vieni fuori che stai pi� comodo.
Prendi questo uovo, amico.
Pap�, vieni, morirai di fame. La mamma ti aspetta.
E adesso ascoltami bene.
Quel pezzo di bosco che tuo nonno derub� al Comune
� venuto il momento di pagarlo.
E ho fatto gli accertamenti anche sulle tasse.
Stavolta voglio andare fino in fondo!
Se vuoi ancora l'appalto del dazio,
devi anticipare al Comune l'importo di due annate.
E le tasse le paghi fino all'ultimo centesimo!
Ecco, qui c'� tutto.
Per vent'anni avete truffato il Comune.
Avete approfittato dei finanziamenti governativi.
Avete sempre trafficato con le propriet� del Comune.
Hai fatto tutto meno che il sindaco.
La carica ti � servita solo per conoscere pi� gente.
Per darti pi� importanza, per fare meglio i tuoi affari.
Adesso la responsabilit� te la prendi anche tu.
Io ho un libretto in banca, quarant'anni di risparmi.
350 biglietti da mille.
Li metto a disposizione.
E tu?
La strada � arrivata quasi alla fine con tanti sacrifici.
Ci sono dieci mesi di lavoro, ci sono giorni di prigione.
Si pu� abbandonare tutto quello che si � fatto
solo perch� non sono ancora arrivati i soldi del Governo?
Dobbiamo richiederli di nuovo e questa volta ce li daranno.
Vi assicuro io che ce li daranno.
Ma intanto non possiamo lasciare quella gente a morire di fame.
Con tutto quello che � successo, neanche un giornalista � venuto.
Ma � meglio cos�, meglio!
Meglio cos� perch� � una vergogna per noi, per tutto il paese
che dei forestieri vedano che non siamo stati capaci
con le nostre forze di far uscire da l� sotto i nostri paesani.
Leviamoci da dosso questa vergogna, ma facciamo presto.
Perch� chi ha fame non pu� aspettare.
Ognuno dia quanto pu�.
Era questo che vi volevo dire.
E ho parlato a tutti, all'uno e all'altro.
Anche se non ho fatto nomi e cognomi.
Perch� si sa chi pu� dare, e chi non pu�.
E chi ha gi� dato abbastanza.
- Sei tu, eh? - No, lasciami stare.
Adesso confessa!
Mi vuoi picchiare? So che sei capace di picchiare una donna.
Io ti rifaccio la casa e tu me la butti gi�.
Allora proprio non mi puoi vedere.
Tu mi vuoi rifare la casa, ma per cacciarmi via dalla tua.
Io?
Ah, io?
No, io sto bene dove sto.
Katarina!
Non pensate che ora i sacrifici siano dietro di voi.
I soldi sono pochi e dovete accontentarvi.
Almeno finch� il Governo non capir� il proprio sbaglio.
Lo stipendio sar� come sar�.
Per� l'importante � che ci sia.
Adesso andate a mangiare.
Sicuramente avrete un grande appetito.
- Grazie. - Fatelo riposare adesso.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Avete bisogno di me?
- Buonanotte. - Buonanotte.
Buonanotte, Don Remigio.
Matilde, siete sicura che stia bene?
S�, s�, � solo stanchezza.
Quanta gente!
Apro, cos� esce un po' di fumo.
Non veniva tanta gente
da quel giorno che tornasti dalla guerra con la medaglia.
Come fumano questi uomini! Sembra nebbia.
Tutti questi omaccioni grandi e grossi
con noi mica possono darsi delle arie, eh?
Ce li ricordiamo tutti alti cos�.
La prima classe, poi la seconda, la terza, la quinta...
e poi dopo si perdono di vista.
Ma guarda come hanno ridotto questo studio.
Non � modo questo di andare in casa degli altri.
Adesso � meglio che chiuda.
Come hai fatto a non perdere mai il coraggio?
- Avevo te e i figli. - Io ti ho aiutato cos� poco.
Agnese, ormai siamo vecchi.
Tra poco questa ci chiede di sposarsi.
E domani, se dicono: non � vero niente.
C'� da ricominciare la strada, tutto da capo.
Tu che gli rispondi?
Tutto da capo anche con te?
Con tutto quello che mi hai fatto passare, la casa, il resto.
Perch� no? Ho ricominciato tante volte.
Portala un po' tu.
Sembra figlia solo mia.
Ho faticato un anno per dare da mangiare a una femmina.
Ma insomma, tu ti sei fissato con queste femmine!
Chi t'ha fatto uscire dal carcere?
Chi l'ha fatta la strada quando voi stavate a far gli stupidi l� sotto?
Dammela!
- Domani che faccio? - Come che fai?
Capisci: la strada � finita.
Mi ero abituato a lavorare tutti i giorni.
E ora che facciamo?
Ci � basta poco, ora abbiamo il visto per l'America.
L'America? Non � una chiamata alle armi che scade.
Pu� aspettare.
COMUNE DI ZAGORA Strada in Costruzione
Sar� un'impressione, ma adesso la valle mi sembra pi� vicina.
Anche le fabbriche, anche il mare.
Se davate retta a me, la strada si poteva accorciare almeno di un chilometro.
E' arrivato il tabacco.
Finiti questi pochi soldi,
ricominceremo a farci le sigarette con le foglie.
Alle nuove elezioni ti vogliamo fare sindaco, Emil.
Ma ci devi far guadagnare almeno i soldi per le sigarette.
S�, s�!
Con noi non avrai neppure il tempo di dormire.
Cosa fa quello?
Bernard, che fai?
Emil, se ti facciamo sindaco, pensaci!
Ci sono da fare ancora nove strade!
Io le ho contate tutte.
Una che porta alla fonte.
Una che porta alla foresta.
Una che porta al passo.
E una che porta alla campagna.
Intanto io domani comincio questa!
Ricordatatelo cha a me una femmina non basta.
Non si pu� dire che la speranza esista, e non si pu� neanche dire che non esista.
Proprio come le strade che solcano la terra. Al principio sulla terra non c'erano strade:
si sono formate solo quando molti uomini hanno percorso lo stesso cammino. La Hsun
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