All language subtitles for Le inchieste del Commissario Maigret 3x01 Maigret e i Diamant

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Original subtitles

Allora, Manuel.

Senta, commissario.

Non mi piace fare chiacchiere inutili.

Uno di questi giorni potrei perdere la pazienza, l 'avverto.

Sono un libero cittadino. Ho la fedina pulita e pago puntualmente le tasse.

Vivo qui dentro peggio di un topo nel suo buco. Ho le gambe paralizzate e non

posso uscire.

Devono spogliarmi, mettermi a letto, lavarmi, rivestirmi e sollevarmi come un

bambino. Una mosca che è una mosca può fare con me quello che vuole.

Eppure lei continua da anni a sorvegliarmi, a infastidirmi, a

a farmi domande idiote.

Sono stanco di essere considerato responsabile di tutti i delitti e di

rapine che si commettono a Parigi.

Quando lei veniva a trovarmi nel mio ristorante, beh, poco male.

Al cludo re entra tanta gente.

C 'è chi vuole bere, chi vuole mangiare, chi vuole soltanto parlare.

Bisogna accontentare tutti e io accontentavo anche lei. Era il mio

Ma adesso non sono più al ristorante.

E lei è a casa mia.

Mia e di Josephine.

Il domicilio è sacro e inviolabile, no?

Nemmeno la polizia può entrare senza un mandato. Ho ragione?

Lei sa che ho ragione.

Tuttavia, appena i soliti ignoti rubano un brillante o aggrediscono un

gioielliere, viene subito da me.

Va bene, se questo la diverte, continui pure.

Io sono sempre qui.

Non prendo il volo.

Non potrò prenderlo più, ormai.

Venga quando vuole, oggi, domani, fra un mese.

Quando vuole. Quattro chiacchiere con lei le faccio sempre volentieri.

Ma Giuseppino!

Giuseppino deve lasciarla in pace.

Non può muovere un passo fuori dalla porta che i suoi uomini già la seguono,

libertà vigilata.

Perché?

Perché è amica mia?

Perché mi vuole bene?

Lei, commissario, è una persona per bene, una persona come si deve.

Io guardi un po', non mi riconosco più.

Se passa un po' di tempo e non la vedo, quasi quasi ci resto male.

Affezionarmi a un commissario di polizia.

Proprio a questo dovevo arrivare, diavolo.

Avanti, parliamoci chiaro.

Che cosa vuole questa volta da me?

Emanuele, ieri è stata sbariggiata una gioielleria in Boulevard Montparnasse.

Due ragazzi, anche questa volta con le sciarpe sul viso, dovevano avere 20 -25

anni, non di più.

Il primo ha rotto la vetrina con un cric, il secondo ha raffatto un certo

di smeraldi che erano esposti da pochi giorni.

E poi una gran turismo color crema si è fermata giusto in tempo per far salire i

due uomini e si è subito rileguata.

È un colpo studiato, attuato, il centesimo di secondo.

Conosco il fatto, leggo i giornali, guardo la televisione, ascolto la radio.

Mi dispiace, quando ho potuto l 'ho sempre aiutata volentieri, ma oggi non

niente che possa esserle utile.

Josefin? È uscita presto questa mattina?

Giuseppe, sei andato a fare spese, vero? Buongiorno, Giuseppe.

Non avevo sentito lei all 'entrata. Perché devo chiedere permesso quando

casa mia?

Per carità.

Cosa vuole questa volta?

Non essere polemica col commissario Megre, amico nostro.

Tu odierai.

A me dai i nervi.

E non sopporto la sua pipa.

Giuseppe!

Guardalo, guardalo come sbircia i miei pacchetti.

Posso ammettere che fra un po' mi chiederà di aprirli.

Giusefino, un mio agente aveva l 'incarico di seguirla.

Perché lo ha seminato? Io non l 'ho seminato.

È lui che non si è accorto che ho voltato l 'angolo. Perché?

A lei non è mai capitato di cambiare idea all 'ultimo momento?

Io mi ero diretta verso una boutique, poi ho pensato che avrei acquistato

in un 'altra e così...

Se il suo agente fosse stato più sveglio non lo avrei perso. Ah, sa che cosa? La

prossima volta lo chiamerò con un fischio.

Oppure gli metterò il vinsaglio.

Manuel, conosci un piccolo cialtrone che si

chiama Quasac, che è nato in Corsica come te.

Che cosa ha fatto questo Korsak?

Senti, io sono sempre stato leale con te, vero?

Vero. E ti ho fatto anche qualche piccolo favore, no?

Anche questo è vero. Se qualche volta lei non fosse intervenuto, avrei avuto

delle noie. E allora, se non vuoi che le cose cambino,

dimmi quello che sai su Korsak.

Non lo conosco personalmente, ho soltanto sentito dire qualcosa su di

Da chi?

Ma come faccio a ricordare? I pettegolezzi sono sempre anonimi, lei lo

Ancora qui, lei?

Sì. Un giorno o l 'altro lo vedremo arrivare con una valigetta.

L 'aprirà e tirerà fuori lo spazzolino da denti e il pigiama.

Non può stare lontano da noi.

Ci vuole bene. Come sono commosso.

Ma tu ti illudi, caro.

Dovresti riceverlo, sai.

Io li conosco bene, i poliziotti.

Mi hanno fatto penare prima di conoscere te.

E lui è come gli altri.

Stai attento.

Prima o poi rivolgerà contro di te tutto quello che adesso ti fa dire.

Ma comunque, come ti senti?

Sto benissimo, caro.

Vuoi che apro la finestra? No, no. No?

Hai sete? No, tesoro, non ho bisogno di niente.

E allora un altro bacio dalla tua Giuseppina.

Ciao, caro.

Esci ancora?

Dove vai?

Sì, devo fare un fatto in profumeria. Sono rimasta senza acqua di colonia.

Stai attenta per la strada. Oh, qualcuno che mi serve piace sempre.

Non è vero, commissario?

Chi mi pedinerà oggi? La gente esile e biondo o quell 'altro, quello grasso con

i bassi?

E allora, Manuel?

Senta, è una semplice congettura.

Gliela dico perché lei insiste e voglio farle un piacere.

C 'è un albergo nei pressi di Lagnì.

È poco più di una locanda.

Il nome non lo ricordo.

Lo mandano avanti un vecchio mezzo rimbecillito e mezzo sordo.

E sua figlia, una bella ragazza.

Beh, dicono che Quasac sia innamorato di questa ragazza e vada spesso a

trovarla.

Bella giornata oggi.

Sì.

Domani è sabato.

Dove passerà il tuo weekend, commissario?

Andrò a Mönch, su Loire.

Macchina? No, ma che macchina?

Non ho mai avuto una macchina io. Mai.

Ci sono uomini che provano una singolare versione per la guida. Io sono uno di

loro. Salute.

Salute.

E ho un motivo in più, mi distraggo, mi distraggo facilmente, allora

quando ho un 'inchietta poi tra le mani mi abbandono spesso a fantasticheria

struse, no, guidare è fantasticando, non è possibile, non è conveniente.

No, andrò in treno a Mengesurluar con mia moglie, là abbiamo una casetta con

piccolo giardino, lo stiamo accomodando da tempo per il giorno.

in cui dovrò andare in pensione, ecco.

Guardo.

Guardo. Fra qualche anno, fra qualche anno, secondo i regolamenti.

Ah, è così?

Secondo i regolamenti? Fra qualche anno un uomo come lei diventerà

improvvisamente incapace di dirigere la brigata criminale.

Ma, insomma...

Ci sono molti fiori in quel suo giardino di me, non so

se lo ha.

Spera che ti piace, il giorno dopo sparisce, si dissolve e non la trovi

più. Ah, infatti, eccola qua.

Eccola qua.

Come hai dormito?

Bene, cara, bene. Sei riposato bene o sei ancora stanco? No, perché dovrei

essere stanco? Figurati, no, ho dormito tranquillamente.

Tu non hai russato. Ah!

Perché dovrei essere stanco, scusa.

Hai lavorato tanto, sai, eri in campagna. Sì. Prima del finello, poi in

giardino.

Era tanto tempo che non prendevi in mano una zappa o un rastrello? Era il giorno

lavorato, sì, ma un po'. Non ho fatto altro che dormire tutto il giorno sulla

sdraia blu.

Tutto il sole.

Tutto il sole, ma con il cappello di paglia in testa e un pazzoletto sul

È stata proprio una bella domenica, vero?

Io sarchiavo le aiuole e sentivo l 'odore del tuo arrosto.

E ti vedevo passare da una stanza all 'altra, tutta facendata, col foulard

arrodato sui capelli. C 'era tanto di quella polvere.

Non ti puoi lasciare una casa disabitata per tanto tempo?

Dobbiamo proprio andare più spesso a menzionare il foulard, no? Sì,

Vuoi un altro caffè? No, grazie. No, mi basta questo.

Ma guarda che sole!

Guarda, guarda che rifletti là su quei vetri di quella casa, guarda che

meraviglia. È un incanto, veramente.

Sei svegliato poeta stamattina?

Sì, sono pieno di gaiezza stamattina, ho voglia di sorridere così, ma senza

ragione, soltanto perché la vita è bella.

Vuoi sapere quali programmi ho per il futuro?

Per il nostro futuro?

No, no, no, per il mio futuro, per il mio futuro immediato, guarda.

Sai, uscirò fischiettando adesso dal portone, comprerò...

il giornale naturalmente neanche l 'aprirò me lo metterò in tasca e basta

camminerò lentamente sul marciapiede sotto i tendoni dei negozi e aspetterò l

'autobus all 'angolo del boulevard Voltaire dove arriverà di corsa tutta

la solita ragazza in minigonna bianca che scenderà a una fermata

prima della mia ah perché perché arriva sempre?

chi?

La ragazza in minigonna. Ah, sì, sì.

Ogni giorno facciamo il viaggio insieme.

E a quanto pare tu la guardi con una particolare attenzione, no? Chi?

Ma come chi?

Lei, no?

Hai notato che ha la minigonna bianca?

No, non sempre. No, no, no. Qualche volta è rossa, qualche volta è verde.

Sì, l 'altro ieri era rossa, tre giorni fa era grigia. E quattro giorni fa com

'era? Blu?

No, no.

Bianca. Ecco, lo vedi?

Signora Megre, mi diventi gelosa, eh?

Scusate, scusate.

Ma stai attento, sai. Un giorno o l 'altro io ti faccio predinare da

Ah, questo è bello! Torrance, che predina il suo comisario. Che moda che

hanno inventato, eh?

Questa moda costringe le donne a scoprire delle cose che più delle volte,

secondo me, farebbero meglio a nascondere. rispondere accuratamente.

La tua ragazza almeno come le ha?

Belle?

Di cosa?

Le gambe. Ha le gambe?

Beh, si fanno guardare, anzi proprio direi che sono notevoli. Qualche volta

capita, così di trattamento, di scendere una fermata prima.

Poi là, è tardi, eh? È tardi, è tardi. La tua ragazza avrà già preso

l 'autobus.

Sai come arriverò in ufficio?

Spalancherò la finestra, guarderò la senna e cercherò sulla riva un pescatore

con la lenza. C 'era sempre uno vicino al ponte Semmichelli. Lo chiamo il mio

pescatore. Meno male. Anche se lui non sa di essere il mio, però. Meno male,

meno male.

La campagna ti ha ridato il buon umore. Sì, ma... Non devi promettermi che

andremo più spesso a Menzurlar.

Prometto. Senti, il tuo pensatore lì mi ha fatto venire in mente una cosa.

Un 'idea per il pranzo. Che cosa ne diresti se così tanto per cambiare io ti

preparassi una ragotta alla maionese?

Signora Magri, da quanti anni mi prendi per la gola?

Un po' tanti.

Ma visto che mi è andata sempre bene così...

Io continuo.

Buon lavoro, Megretti. Buona giornata, signora Megretti.

Buona giornata.

sta nuvolando.

Salve ragazzi. Buongiorno capo. Buongiorno capo. Alla buona, vieni qua.

Alla buona, vieni qua.

Dimmi, c 'è novità sul Bolvarmo Parnassi? Ah sì, sì, è stata ritrovata,

macchina è proprio in una viuccia, vicino ai mercati generali. Stai a dire

sigaretta di bocca, non si capisce mai quando parli.

Ha ragione. Dicevo, è stata ritrovata la macchina in una riusa vicino ai mercati

generali. E le impronte?

Nessuna. Come nessuna?

Sei contento?

No. Secondo te.

Allora, cosa risulta su Quasar?

Niente da fare, io credo. Ha un alibi di ferro, ha prova di bomba, sarà molto

difficile demolirglielo.

E qual è?

È in prigione da 15 giorni.

Un vero spirito che fai, eh?

E anche la spiritosa.

La faranno franca anche questa volta, vedrai.

Ma capo, ma capo, dico io, ma come si fa? A Parigi ci saranno perlomeno 3 .000

gioiellerie, senza contare poi i soborghi. Come si fa, dico io, a

tutte? Prendiamo per esempio questa qui di Boulevard Montparnasse.

Il proprietario ha sempre esposto...

pezzi di scarso valore in vetrina. Valeva la pena sorvegliarla? Uno dice

Piccola gioielleria. Piccola gioielleria.

Ecco, invece lunedì scorso il proprietario ha fatto un affare, ha

smeraldi. Martedì ha avuto l 'idea di esporli in vetrina.

Giovedì l 'idea si è dimostrata infelice.

Davanti, chi è?

Chi è? Capo, una telefonata dal 17° distretto.

Manuel Palmarì è stato assassinato.

Sarà soddisfatto adesso.

Senti, Cleodan. Ah, commissario. Dovresti prendere subito il film.

Loro non si conoscono, il commissario Maigret, il giudice istruttore Einstein.

Lieto di conoscerla, signor commissario.

Onorato, signor giudice. Ho sentito molto parlare di lei.

Sono stato trasferito qui a Parigi appena da qualche mese, da cinque mesi.

Lione da otto anni.

Ho capito. Lei lo faceva sorvegliare perché le vedeva... No, no, le dirò poi

perché. Chi vi ha informato?

La donna che vedeva con lui, quella Josphine, ci ha telefonato verso le

un quarto.

L 'ha interrogata?

Sì, ma mi ha detto poco, niente.

Poi, nello stato in cui si trova, non ho insistito.

Dunque, dice che si è alzata alle sette e mezzo.

Hanno una donna di servizio che viene alle dieci.

E così lei alle 8 ha portato la colazione a Palmarì e lo ha aiutato a

a farsi lavare.

La vittima aveva le gambe completamente paralizzate.

E a che ora è uscita?

Come fa a sapere che è uscita? Perché scende tutte le mattine a fare la spesa,

no?

Dunque dice di essere uscita alle 9 con la rete della spesa.

Senti, Luca, scendi e domanda agli agenti dove è andata Josefine

vado. Dice che è stata in diversi negozi del quartiere.

Non ho capito. Perciò durante la sua assenza... Così dice lei, naturalmente.

ho capito.

È tornata alle 10 meno 5 e ha trovato Palmarì per terra morto in un lago di

sangue. E a che ora ha telefonato, hai detto?

Le 10 e un quarto.

Le 10 e un quarto.

Non ne sfugge niente, eh?

Anche una bottiglia può rappresentare un elemento, vero? No, no, no, no.

In questo caso no, guardavo la marca del vino e l 'annata proprio.

Non c 'è il caso di scoprire proprio niente.

È già venuto il medico, sì?

Venuto e andato.

Dice che senza l 'autopia non può stabilire quanti colpi sono stati

Comunque è certo che il colpo alla testa è stato sparato da uno che gli era alle

spalle. Vabbè.

Alcuno di cui Manuel non diffidava, certamente.

Lei crede che sia stata la donna?

Beh, forse le avranno detto, signor giudice, che io non credo mai a niente.

Chi arriva?

Ah, sono quelli della scientifica, le danno di loro quello che devono fare.

Se permette vorrei interrogare Giusefine da solo.

Se permette, subito dopo poi le riferirò.

Le do carta bianca, ma mi tenga informato, eh? Sì, si immagina, signor

Permesso.

Rufino vuol venire con me.

Dove?

Vuol portarmi al chieditor spesso? No, no, no, molto più vicino, qui in camera

sua. Ecco, tutto fatto, fatto, eh? La gente giù ha detto che la signorina

Giostino è uscita verso le dieci. Ho capito, va bene, va bene.

Vai giù, chiama subito gli uomini che sono di guardia, eh? Non mi scappo, sono

risalito ora. Beh, cosa vuol dire? Sei risalito ora? Riscendi poi, riscendi.

Andiamo, ti fa bene.

Muovi un po', andiamo.

Ma cosa fanno, cosa cercano?

Niente, niente, impronte, fotografie, solite cose.

A proposito, Clément, è stata ritrovata l 'arma?

L 'unica arma che è stata ritrovata è la rivoltella dietro la radio.

Ce l 'ha messa lei lì?

Io? Non l 'ho neppure toccata.

La riconosce?

Credo che sia quella di Manuel.

Venga, Josefina.

Io l 'ascolto.

Anch 'io.

Vedi, però se continuiamo ad ascoltarci, questo colloquio può durare a lungo.

Sa, Josephine, io sono convinto che non l 'ha ucciso lei, Emanuele. Ah, bene.

Che cos 'è una sentenza di assoluzione? Andiamoci, non sia indisponente. E l

'ordine di scarcerazione ti avverrà molto.

Vuoi smetterla di giocare alla guerra? No, io non gioco.

Mi difendo.

Ho imparato sui marciapiedi a difendermi.

E non ho mai fatto male a nessuno, io.

Che lei non abbia mai fatto del male è possibile.

Un male irreparabile, però.

Qualcuno l 'ha fatto a Manuel.

Perché? Le cose?

Perché l 'hanno ucciso.

Perché l 'hanno voluto morto.

Era troppo felice, forse, costretto com 'era a vivere su una teglia e rotelle

tra queste quattro mura.

Boh.

Beh, vedi.

Viveva con la sua donna.

E questo?

Gli bastava.

E invece soffriva.

Anche per me.

Era geloso.

E non ne aveva motivo, glielo giuro.

Avanti!

Eh Luca, che c 'è?

Che c 'è?

Fatti, su, parla, parla, parla. Posso parlare?

Sì. Dunque, sulla rivoltella non ci sono impronte.

E non ci sono neanche sulle maniglie delle porte, di tutte le porte.

Sì, ho capito. Una pulizia accurata, eh? Va beh, grazie.

Senta, a che ora è tornata dopo la spesa? Alle dieci meno cinque?

Non lo so, credo.

Del resto glielo può confermare la gente che mi seguiva, no?

Almeno che lei non l 'abbia perso, come le succede spesso. No,

no. Oggi no.

Come vai? Questa mattina non doveva incontrare nessuno per conto di

Non doveva dare disposizioni? Non doveva fare nessuna telefonata?

All 'ultimo. Commissario.

Chi ha seguito la signorina questa mattina, tu o Baron?

Io, non l 'ho persa di vista neppure per un attimo.

Dove è andata?

Ha comperato carne, pane, insalata, sigarette e giornali.

Sì, a che ora è rientrata?

Esattamente alle dieci meno sei.

Aveva fretta? No, anzi, mi è sembrato che se la prendesse con molta calma,

se volesse passeggiare.

Sorrideva. Sì.

Mi dai il chiamifero, piacere?

Chiamifero. Non fumo.

Ah, beh, bravo, bravo, non

fumi.

Allora dimmi una cosa, dov 'è Baron?

È di là a dare una mano a quelli della scientifica, lo chiamo.

E il giudice Hanslein dove sta? Anche lui è di là, lo vado a chiamare. Non

ti preoccupare, non ti preoccupare, piuttosto...

Baron era di guardia giù, no? Sì, con me. Poi io mi sono allontanato per

la signorina e lui è rimasto.

È rimasto.

Senti, chi... Scusa, faccio questa piccola operazione perché sono rimasto

senza i famigli.

Volevo dire, chi è entrato?

dai soliti inquilini commissario i soliti inquilini ah soltanto il ragazzo

macellaio il ragazzo del macellaio ha portato un pacco è nato soltanto quattro

minuti dentro così ha detto Barone vabbè vabbè grazie

se

la

conosco bene

Quando è rientrata dalla cucina è andata subito nello studio a dare un bacio

a Manuel.

È così?

Mi conosce bene.

Sì, è così.

Lei sa meglio di me che cosa ho visto.

Sì, però non so che cosa ha fatto.

Forse ho gridato.

Di certo mi sono precipitata per sollevarlo e poi... E poi?

Poi ho visto tutto quel sangue e mi sono spaventata, ho avuto paura, ecco.

E ha raccolto la rivoltella?

Ma le ho già detto di no.

Non lo vede, mi parla come un amico e poi appena può mi tende un tranello.

Va bene, va bene, va bene.

E non l 'ha neppure toccata?

Ma perché avrei dovuto farlo?

Non so, per asciugarla, se c 'era tanto sangue. No, non ho pulito niente, non ho

asciugato niente, nemmeno le maniglie, se è questo che vuol sapere.

E a che ora è arrivata la donna di servizio?

Non lo so.

Davvero, non lo so. Passa sempre dalla porta di servizio.

Aspetta.

Giusefine, lei è tornata alle dieci meno cinque.

Ha visto quasi subito Manuela Terra e ha telefonato lì al commissariato.

Soltanto alle dieci e un quarto.

Venti minuti dopo.

Perché?

E perché per prima cosa non ha chiamato un medico? Che poteva più fare un

medico?

Guardi, Josephine, quei venti minuti possono avere un 'importanza capitale.

Venti minuti possono bastare per distruggere documenti compromettenti,

nascondere gioielli di provenienza da dubbia quando si vuole salvaguardare la

memoria di una persona cara.

Però Manuel era troppo prudente per tenere in casa roba che scottava.

E allora?

Beh, e allora?

Se lei non ha distrutto niente e non ha nascosto niente, resta sempre quel vuoto

dalle dieci meno cinque alle dieci e un quarto.

Non sarà rimasta immobile per una ventina di minuti davanti a Manuel

No, no, venti minuti no.

Ma molto tempo sì.

A far che?

Ho pregato.

Una dopo l 'altra mi sono tornata alla mente le parole di... di una preghiera

che dicevo da bambina.

E dopo?

Dopo?

Dopo ho camminato.

Di qui allo studio di Emanuele e dallo studio di Emanuele fin qui.

Era nientata.

Lui era tutto per me.

Era il mio uomo.

È andata su e giù per venti minuti, a parte la preghiera.

Forse.

Ricca! Arrivo!

Vieni qui. E cosa hai fatto? Vieni qui, uno della scientifica con il test della

parafina, eh?

Vi torno.

Senta, che cosa vuoi fare?

Un piccolo...

Esperimento, voglio accertarmi che lei questa mattina non abbia usato un 'arma

da fuoco.

E poi dice di non sospettarmi.

Allora, capo, quelli della scientifica hanno detto che verso le tre potremmo

avere le prime fotografie.

e gli ingrandimenti delle impronte digitali. Ah, ne hanno trovato qualcuno?

Eh, tranne che sulla rivoltella e sulle maniere delle porte, dappertutto.

Lo so, sui mobili, sulla radio, per esempio, su tutti quegli oggetti che l

'assassino presumibilmente non ha toccato e di conseguenza ha creduto

di non pulire.

Anche sui dischi?

Ah sì, ce ne sono nitidissime. Beh, allora ci saranno anche le mie. Lo

lasciatevi nel discorso.

Vi faccio mandare poi dei panini, ragazzi. No, no, no, capo, grazie, non

importa. Mangeremo quando lei torna.

Beh, chi ti ha detto che tornerò? Eh, già, scusi, capo.

Arrivederci, ragazzi.

Commissario, l 'hai interrogata? E allora?

Sì, l 'ho interrogata, ma siamo ancora un po' indietro. Bisogna aspettare,

bisogna aspettare ancora, poi le riferirò completamente tutte.

Ha finito la casa?

No, purtroppo no. Mi dispiace tanto perché c 'era una ragosta che mi

Ah, peccato.

Allora potrebbe il piacere di invitarla io a pranzo? No, no, no, signor giudice,

no, perché lei, guardi, non conosce questo quartiere, signor giudice,

me, il piacere di invitarla, ecco. Le sorride l 'idea di pranzare in un

ristorante italiano?

Italiano. Eh, va bene, allora venga con me.

Capo, devo avvertire la ragosta che lei ritarda.

Cos 'è?

Lo dicevo, devo avvertire la ragosta che lei ritarda.

Fai anche lo spirito adesso su queste... Buon

appetito, caro amico.

Grazie.

Le piatti di spaghetti al

pomodoro a Napoli Esportazione.

Per il commissario Migretto.

E per il signore che non conosco.

Almeno questo signore che non conosce è un amico mio.

Ed è il giudice Ancelin. Ancelin.

Comodo, comodo, signor giudice. Per carità, io sono un uomo alla buona.

Piacere di conoscerla. E buon appetito, signori.

Spaghetti come questi hanno commosso il re sole.

Madame du Barry.

E se ben ricordo...

anche buona parte.

Buon appetito, torno subito.

Caterina? Il tovagliolo, signor commissario.

Io ho già il mio tovagliolo.

No, no, no, questo, questo.

Uno speciale, un tovagliolo speciale.

Spaghetti al pomodoro.

Grazie.

Ecco qua. Molto, molto bene.

Comissario, lo vede quel signore seduto alle sue spalle?

Ha una faccia d 'assassino.

Cosa devo fare?

Ogni volta che vengo qui trovi sempre uno con la faccia di assassino. Non mi

lasci mangiare in pace.

Se capisce, signor commissario, mangi pure, mangi pure, ma quello la faccia d

'assassino ce l 'ha. E io mi devo cautelare, no?

Ecco, ecco.

Beh?

Ah, ecco, se vuole ordinare il secondo, così facciamo prima, se oggi c 'è tanta

gente. Ma qualche preferenza, signor giudice?

Giudice? Come? Ah, no, faccia lei, faccia lei.

Allora cerco io, eh.

Le farò gustare una specialità.

Allora, due pizze alla pulcinella, va bene?

Sì, sì, due.

Sì, una per me e una per il signor giudice. No, no, dicevo, due pizze. Sì,

pizze, sì. Dopo gli spaghetti, due pizze.

Perché c 'è qualche cosa che non va?

No, no, signor commissario, va tutto bene, per carità. E poi, come si dice,

sono ospite in terra di Francia e rispetto usi e costumi locali.

Due pizze.

Due pizze alla pulcinella per il commissario Megretti.

Due pizze per il commissario Megretti e per il giudice

che è con lui.

Va bene.

Incredibile. Senta. Incredibile.

Senta la Greta. Permetta che la chiami così, anche se è la prima volta che

lavoriamo insieme. Da molto tempo aspettavo di conoscerla, sa?

Lei mi affascina.

Non lo dicevo.

Io la ringrazio.

Ma le piacciono gli spaghetti?

Ottimi, un po' complicati. Grazie, grazie. Io bevo poco.

Questo vinello bianco va giù come l 'acqua. Ma io sono ammoligerato.

Ho l 'impressione che lei consideri decisiva la prova della paraffina.

Confesso di ricordare assai pochi i metodi scientifici di investigazione che

pure a suo tempo ho studiato.

Beh, vede, signor giudice...

Le tracce di polvere restano per alcuni giorni sulla mano di chi ha sparato un

colpo di pistola e il test della parafina le rivela, a meno sì che la

momento dello sparo non sia coperta da un guanto di gomma, ecco.

In casa di Manuel Palmari, la luna di servizio ci va soltanto per qualche ora

giorno.

Anche Jacque Giuseppini qualche volta sarà costretto a lavare i piatti.

Come crede che le lavi lei? Con i guanti o senza?

Va bene.

Tra poco lo sapremo, signor giudice.

Io credo che lei, ne crede, abbia l 'abitudine di condurre le indagini da

con i suoi collaboratori, ma riservandosi di vita libera alla

giudice istruttore, soltanto quando ha già qualche elemento, se non proprio

certo.

Almeno tarda a giustificare le sue conclusioni, eh? No, vede, signor

oramai non è più possibile agire così. Lei lo sa meglio di me che adesso le

persone fermate hanno diritto di essere assistite al proprio legale sin dall

'inizio, eh?

E poi gli avvocati chiedono subito l 'intervento del magistrato.

Io ho desiderato seguirla durante le prime fasi delle indagini e sono stato

contento di venire a pranzo con lei.

Non per controllarla.

Né per mettere delle pastoie alla sua azione. Mi creda. Mi piace vederla all

'opera. I suoi metodi mi incuriosiscono, mi appassionano. Sono certo che ho

molto da imparare da lei.

Il modo di mangiare gli spaghetti, soprattutto.

Un po', un po', perché... Guardi, guardi.

Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi.

Guardi, guardi.

Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi.

Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi.

Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi.

Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. Guardi, guardi. a un certo punto

quando ne ha un bel po' magari questi sono un po' troppi allora

cerchi di prenderli dicono che in Italia ci riescono quasi tutti strano

non è strano perché in fondo è una loro abitudine per noi

la barba scusa

Signor giudice, è vero che lei ha sei figli?

Sei figli e sette tra tre mesi.

Complimenti. E sua moglie cosa dice?

Ah, mia moglie è tanto felice, poverina. Ah, sì? No, no, lo prego, lo prego.

Perché non ne vuole più?

Va giù con l 'acqua.

È vero, lei è morigerato.

Mi credo.

Lei, Manuele, lo conosceva bene, vero?

Sì, lo conoscevo da vent 'anni.

Era un duro?

Beh, come si fa a rispondere?

Manuele aveva una personalità complessa, tutta sfaccettature.

Un duro? Beh, secondo i casi.

Vent 'anni fa, quando arrivò a Parigi...

Era una belva, aveva fatto la fame in Corsica, dove era nato, a Marsiglia,

Costa Azzurra. Quelli come lui, quasi tutti, prima o poi fanno conoscenza con

polizia, col tribunale, con la prigione, è fatale.

Manuel, pur vivendo nel giro, si barcamenò sempre così bene da non farsi

incriminare, capisce?

E un bel giorno acquistò il Cludo Re, che allora era un piccolo bistrò.

Non fu difficile convincerlo che qualche informazione sulla sua clientela poteva

essere utile a noi e anche a lui.

Era uno dei vostri informatori, insomma.

Vedete, signor Giudice, sì e no.

Dicevo soltanto quanto poteva bastare per restare in buoni rapporti con noi.

Tre anni fa, tre anni fa ad esempio,

Una raffica di mitra lo centrò mentre abbassava la saracinesca del Clou d 'Oré

lui finì su una carrozzella d 'invalido, affermando ai quattroventi non aver

visto gli uomini che avevano sparato su di lui.

Però due sicari marsigliesi furono assassinati sulla Costa Azzurra

pochi giorni dopo.

Ecco, vedi, questo era Manuel Palmarì.

Delitti sulla coscienza, certo, ne aveva, eh.

Ma non erano mai stati provati.

Così a 60 anni si portava ancora dietro sulla sua poltroncina a rotelle una gran

voglia di vivere.

E io sospetto che ancora più della vita, più appassionatamente, più teneramente,

egli amasse quella Josephine che lui aveva levato dal marciapiede

per portarla a vivere con sé.

Lei crede che Giuseppina abbia amato Palmarì, malgrado la differenza d 'età?

'esperienza insegna, caro giudice, che per le donne, per alcune almeno, l 'età

'età poi non conta.

Allora non la sospetta per l 'assassina di Manuel?

Signor giudice, io non sospetto nessuno e sospetto tutti.

Sono sicuro che anche questa mattina la rivoltella era al solito posto sul

mobiletto, dietro la radio, a portata di mano di Manuel.

Non è stata Josephine, è stato pur sempre qualcuno di cui Manuel si fidava.

Per impadronirsi dell 'arma, l 'assassino doveva entrare nello studio.

Se appartiene alla malavita conosce certamente il test della parafina e non

credo che Manuel...

lasciasse passeggiare per casa sua un visitatore con i guanti di gomma.

Poi da mesi inoltre il palazzo è sorvegliato e in questo periodo Manuel

mai ricevuto visite.

E questa mattina poi nessun individuo sospetto è entrato nel caseggiato,

dunque... E se qualcuno è entrato ieri sera o questa notte e si è nascosto per

le scale, per esempio?

Beh, questo è un 'ipotesi.

ipotesi che io ho considerato che sto facendo verificare.

Eppure lei un 'idea deve averlo, eh?

Beh, sì, ha ragione, sì, beh, un 'idea sì, ce l 'ho, ha ragione, non

è talmente vaga.

Sì, perché è vaga, è vaga, perché... Mi scusi, mi levo questo affare, mi dà un

po' noia.

Sì, perché...

Il palazzo, sorvegliato, sta bene, anche il telefono era sotto controllo.

E allora?

E allora, e allora, come si fa?

Visite niente, telefonate niente.

Io ho fatto fedinare il Giuseppino ovunque andasse, la ragazza qualche

telefonato da posti pubblici, qualche altra spuggita, alla nostra sorveglianza

per qualche ora.

Io ho confrontato le date di queste telefonate, di queste fughe, con quelle

furti nelle gioiellerie. E coincidono?

Sì e no.

Vede, le telefonate precedono spesso il furto di qualche giorno e le fughe si

sono verificate spesso qualche ora dopo i furti. Dunque, concluda lei.

È bella, è difficile concludere.

Beh, il suo amico non gradisce gli spaghetti, signor commissario. Sono loro

non gradiscono me.

Ma perché sono così poco cotti? Ma si mangiano al dente.

Al dente, al dente, al dente. Beh, spaghetti e pizze. Ma casomai ci avete

pensato, le riporto indietro, non fa niente.

Le vuole, le vuole le pizze. Eccolo, signor giudice.

Questo è speciale per il commissario.

Eh, commissario.

Ho saputo chi è quell 'uomo lì dietro, eh?

Eh, l 'ho saputo.

È un missionario belga in Borghese.

Le vedi io, non ne avevo il minimo dubbio.

L 'altra volta si trattava di un monaco tibetano. La volta precedente di un

premio Nobel per la pace.

Vai peggiorando.

Amico mio, vai peggiorando.

Ancora buon appetito. Grazie, grazie, caro.

Negri, lei sa già da che parte incominciare?

Oggi pomeriggio?

Vuol sapere la verità?

Non ne ho la più pallida idea.

Oltre due pizze.

Fermi, fermi, non spingete.

Questa è dura, non parla.

Allora, da quanto tempo lavora qui?

A che ora è arrivata stamattina?

Quando è arrivata stamattina? Ha incontrato la signorina Sophie?

Ah, sta.

Questa è Sophie, la donna di servizio.

Io l 'ho interrogata, ma comunque si può provare che questa non è proprio

loquace.

Non so niente, non ha il diritto di trattarmi male.

Si la tratta male, non c 'è niente da fare.

Senta, da quanto tempo lavora qui?

Da giovedì.

A che ora è venuta oggi?

Alle dieci.

Sapevo che una volta o l 'altra sarebbe successo qualcosa.

Come lo sapeva?

Non erano sposati.

Cosa c 'entra questo?

Quando due non sono sposati succede sempre qualcosa.

Stamattina quando è venuta ha visto la signorina?

No, l 'ho notarita per le scale di servizio e poi mi sono messa a sistemare

cucina. Ah, cosa, ha lavato i piatti?

No, li aveva già lavati lei.

E mentre lavorava che cosa ha sentito?

Niente. Dov 'era la signorina?

Non lo so.

Non l 'ha cercata per chiederle che cosa doveva fare?

So quello che devo fare sul lavoro.

Quando mi è stato detto una volta non me lo faccio più ripetere.

Ha sentito nessun sparo?

Non ho sentito niente.

E nemmeno la signorina che telefonava, no? La porta era chiusa.

Ma lei l 'ha vista la signorina? Sì.

Quando?

Dieci minuti, forse più che ero qui.

E com 'era?

Aveva pianto.

E non piangeva più però?

No, in quel momento no.

E' entrato in cucina e mi ha detto, sento che sto per venire, non mi

sola. Hanno ucciso Manuel.

E poi?

E poi è andata in camera sua e io l 'ho seguita. Si è buttata sul letto ed è

scoppiata in singhiosi.

E... Ah, no, mi ha detto che aveva telefonato la polizia.

E lei non ha fatto domande altre? No, gli affari degli altri non mi

È andata nello studio a dare un 'occhiata al povero signor Palmarino?

No, perché?

Così. Cosa ne pensa del signor Palmarino?

Niente. E della signorina?

Niente. Niente.

Quante ore si tratteneva qui nei giorni passati?

Due ore, dalle dieci a mezzogiorno. Il sabato invece fino a sera. Ma grazie a

Dio non ci sarà un altro sabato. Posso andare?

Si può andare. Ha lasciato il suo indirizzo? L 'ho segnato io,

Boh, strano. No, strano, io non capisco.

Con me non ha mica parlato tanto.

No, vabbè, è questione di metodo. Che?

Comunque, ha pranzato con il giudice? Sì, ho pranzato con il giudice.

Quello mi sembra proprio un guastafeste, è proprio l 'aria.

No, no.

Senz 'altro le avrebbero messe qualche bastone fra le gambe.

No, sai che ti dico invece, quell 'uomo comincia a piacermi. È vero.

Novità? Nessuna. Ah, sì?

La scientifica ha mandato il primo rapporto.

Dunque il test della parafina è negativo.

Giuseppe Bos non ha sparato.

Adesso vai a mangiare, dopo andranno anche loro.

Se vuoi un consiglio, fai un salto da Pulcinella, l 'abbiamo mangiato noi, e

fatti servire un bel piatto di spaghetti al pomodoro.

Spaghetti? Sì.

In quest 'ora chissà che non siano cotti finalmente.

Però non ti dimenticare il tovagliolo così, perché? Perché sai lo sp... Il

frutto del pomodoro.

Cosa c 'è?

Ah, del pomodoro? No, niente.

Strano perché l 'ho messo al giudice e tutti nella barba.

Vabbè. Luca, passa poi di là in cucina e guarda i cassetti lì. Se trovi un paio

di guanti di gomma, sai quelli che mettono le donne per lavare i piatti,

Io adesso vado di là da Josefine.

Dunque, dunque, dunque, cucina, guanti di gomma, scientifica, tovagliolo,

spaghetti al pomodoro.

Che altro c 'è?

Dormiva? Non ho sonno.

Ha mangiato?

Non ho fame.

Ma smetta di irrigidirsi e parli invece... Sì?

E che dovrei dire?

Quello che un giorno o l 'altro dovrà pur dirmi.

Io ho pazienza, sa?

Eh, sì, ho molta pazienza.

Anche lei vuole che l 'assassino sia punito, vero?

Per questo, guardi, non faccio proprio affidamento sulla polizia, sa?

Ah, sì?

Preferisce incaricarsene lei?

Eh.

Eh, Giusefine, Giusefine, lei è giovane, ha tutta una vita

davanti a sé.

Manuela ha lasciato un testamento?

Non lo so, non me ne sono mai preoccupata.

E allora cosa ne faceva del danaro che gli rendeva il cludore?

So che proprio lei andava tutte le settimane a ritirare dal gestore...

La parte aspettante a Manuel, cosa ne faceva?

Lo depositava una filiale del credilione, salvo naturalmente quello

per le spese di casa.

E il conto è a suo nome?

Sì.

Senta, Josephine, lei è una ragazza intelligente, io allora le

parlerò francamente.

Guardi, ci sono...

Due ipotesi.

O che ha fatto fuori Manuel cercherà di farle fare presto la stessa fine perché

lei sa troppe cose che cerca di fare e soltanto i morti non parlano.

Oppure, seconda ipotesi, la lasceranno tranquilla e ciò vorrà dire che lei

è d 'accordo con loro.

Mi sono spiegato?

Cos 'è? Pensa di farmi paura? No, per verità. No, certo.

Di farla riflettere, anzi.

Senta, quando sfuggiva... Quando sfuggiva i miei agenti, che

quando telefonava da posti pubblici che non potevamo controllare, dove andava?

A chi telefonava?

Non potrei avere un amante, no?

Eh, lei fa di tutto per non capire il pericolo contro il quale cerco di

in guardia.

Fagli, supponiamo che io non mi interessi più di lei, che smetta di

sorvegliare. Dio lo volesse, non aspetto altro, sa.

E va bene.

Allora, parliamoci chiaro.

Manuel aveva 60 anni.

Da 20 anni era proprietario del Clou d 'Oré.

Con il ristorante ha guadagnato molto danaro e aveva altre fonti di entrata.

Non ha certamente speso molto per comprare questo appartamento e per

la vita di ogni giorno.

E dov 'è allora il suo patrimonio? Beh, è un po' tardi per domandarglielo, non

le pare?

Le persone come Manuel non tengono il denaro in banca. È troppo facile

riscontrare le date dei versamenti.

Io non ho niente da dire.

No?

E va bene, allora...

Lascerò qui nel suo appartamento, notte e giorno, uno dei miei uomini e la

invito ufficialmente a non lasciare Parigi fino al termine dell 'inchiesta.

Non vorrei ricominciare per lei la cerimonia di questa

mattina.

Le mie condogliante.

Manuela aveva scelto di vivere ai margini della società, ma non

le nascondo che avevo per lui una grande simpatia.

È la signora Barilar, dell 'interno 9.

9? Sì, quarto piano.

Sullo stesso pianerottolo di quei signori dove va sempre lei.

Io vorrei l 'elenco degli infiniti.

Non so mica se posso darglielo. Dovrei prima chiedere il permesso alla padrona

di casa.

Le telefoni? No, no, faccio prima prendere l 'ascensore. Perché?

Abita qui?

Vuol farmi credere che non lo sa.

Ma lei la conosce bene.

È la signorina Bosch?

La signorina Bosch?

La padrona di questa casa è Josephine.

Sì, davvero non lo sapeva?

Allora ho fatto male a parlare. Oh beh, tanto prima o poi l 'avrebbe scoperto.

Ma dov 'è questo elenco? Ah, io glielo do.

Ma poi se la vedrà lei con la padrona di casa.

Non è mica sempre di buon umore, sa?

Ha un caratterino quello.

Se qualcuno non paga puntualmente... Perché scatta il denaro?

A me risulta che non ha molta simpatia per la gente che non paga.

Vabbè, io vorrei scambiare quattro chiacchiere con gli inquilini di questo

palazzo.

Cominciamo dalle soffitte, vuole accompagnarmi? Sì, subito.

Oh, senta, guardi che l 'ascensore arriva al quarto piano, dovrà farti due

di scala a piedi? Non importa, non ti preoccupi.

Eccoci, ritiamo.

Qualche volta ho detto che i fornitori non devono prendere l 'ascensore,

Mi scusi.

vede quasi più ormai.

Povera signorina Faye, mi fa una pena.

Oh, ma lei non se la prende, sa? È sempre allegra.

Ecco, guardi.

Abita lì, quella porta laggiù.

Oggi è uscita presto perché è venuta a prenderla una nipote.

Questa è la soffitta dei Pasquier. E questa è della Vancher.

Chi ha la cantina non ha la soffitta.

Soltanto il signor Clave ha un bugigatto laggiù. Eh, ma lui la soffitta è come

se non avesse. Ci abita.

La signorina Felì abita qui.

Senta, si avvicina all 'orecchio, può sentire quanto chiacchierano i canarini

i papagalli.

Mi sente?

Quelli che avevano le cameriere le facevano dormire qui, prima che la razza

estinguesse.

Ecco, quella porta laggiù. E il signor Claude, c 'è sicuramente, non esce quasi

mai. Io gli ho detto, no, che è sordomuto.

Lascia sempre aperto.

Stava lì, davanti a me, col suo violino in

quel caffè, deserto e per

ispetto, e freddo

senza di te.

Grazie a tutti.

Scusi tanto, signor Klaas, se la disturbo.

Sì, sì, lo so.

Ah, lei vede il movimento delle dame. Mi scusi, signor Klaas, io sono

il commissario Maigret della Polizia Giudiziaria.

Commissario Maigret, lei conosce il signor Manuel Palmarì?

No. Abita qui sotto, all 'interno 8.

Sì, sotto qui.

Non lo conosce.

Non conosce nemmeno una ragazza che sta con lui?

Sì.

No.

Si chiama Bosch, Josephine Bosch, è la

proprietaria del palazzo, la sua padrona di casa.

Sì. Allora?

Ho capito. Vi siete incontrati, vi siete incontrati per le scale, facendo le

scale, sì, ho capito.

Spesso?

È mai sceso, lei è mai sceso all 'interno 8?

No, no.

La signorina Josephine le ha mai parlato?

Parlato?

No. Ah, beh, sì, certo.

Va bene.

E allora, niente altro.

Grazie, signor Klaas, e arrivederla.

Grazie.

Arrivederla.

Da quanto tempo abita qui?

Da diversi anni.

È un profugo belga. Ha visto com 'è ridotto?

Quando i tedeschi invasero il Belgio, il signor Klaas scappò con le figlie

sposate e i nipoti. A due, mentre aspettavano un treno, la stazione fu

bombardata. Ci furono più di cento morti. Il signor Klaas perse tutto,

nipoti. E fu ferito anche alla testa.

Dei due generi, uno pare sia morto in Germania in un campo di concentramento e

'altro... Beh, l 'altro è come se fosse morto perché si è riposato in America.

Grazie signora, vada pure, io continuo il mio giro. Non viene a prendere l

'ascensore? No, grazie perché mi fermo al quarto piano, non vale la pena due

rampe di scale.

Prego.

Così. Un jolly.

Poi facciamo così un altro jolly.

E questo era scarto. E ho chiuso. Ecco io tutto in mano.

Vuol dire che le cose non sono mica andate come lei potrebbe supporre, anche

l 'apparenza, io capisco, sono un po' contro di me, ma... Guardi, quando lei

è andato via, io ho cercato di convincere la ragazza a mangiare qualche

non c 'è stato niente da fare.

Anzi,

non ha voluto, si è chiusa in camera per più di un 'ora.

E poi... Grazie.

Poi, dopo è uscita fuori.

In... In Vettaglia.

E mi ha domandato se mi fermavo tutta la notte.

No, ho detto io.

Era qui un mio collega.

E poi mi ha domandato se sapevo giocare a carte.

Ho detto io, insomma, così.

Abbastanza. Ha preso un mazzo di carte e poi... Ha preso un paio di birre e

così... Abbiamo fatto una partitina. Ecco.

Questo è tutto. Adesso fumi anche le sigarette?

No, è che...

Avevo finito il tabacco, allora ho cercato di sostituire, ma non mi piace

proprio tanto.

Guarda che c 'è il filtro lì.

Cosa fai?

Senti, ti ricordi del tuo collega Durand?

Ah, Durand!

Che il poveraccio che è stato trasferito in Corsica, no? Sì, ad Aiaccio.

E perché?

Ricorda bene questo nome, il nome di questa città.

Aiaccio! Sì, capo, ma lei... Telefona a Torrance.

Digni che mi aspetti al Clou d 'Oreille in Rue Fontaine.

Aspetta un momento.

Sì.

Chi verrà a darti il cambio?

La puente.

Sa giocare a carte? Si difende.

Capo, poi ne parliamo. Buonanotte. Lei avrà capito che si tratta di un

Non si può pensare male per una...

Buonasera, signor Commissario. Cosa posso servirle?

Il direttore.

Io quello lì l 'ho già visto. Non è una faccia nuova?

Ma dove l 'ho visto? Non me lo ricordo.

Buonasera, signor commissario. Buonasera.

Mi aspettavo questa sua visita oggi.

E francamente ero sorpreso che non fosse venuto prima.

Cosa ne dice lei di questa faccenda?

Quale faccenda?

Dico di Manuel, commissario.

Ha un 'idea di chi sia stato?

Ma quando l 'ha saputo, scusi?

Quando? Non so.

Perché?

Perché i giornali non hanno ancora pubblicato la notizia.

Ma sapeva già qualche cosa all 'ora di pranzo? Sì, sì, mi sembra di sì. Sai, i

clienti ci parlano di tante cose.

No, quell 'altro, il Calvadosi, sì.

Grazie.

Ti ricordi chi lo ha detto, Jacqueline?

No.

Ma qualcuno ve l 'avrebbe pur detto, no? Io voglio saperlo.

Non lo ricordo, davvero. Anch 'io non lo ricordo, mi creda.

Allora, vediamo un po'. È stato forse il

signor Mazzoletti?

Mazzoletti? Chi è? Che cosa fa?

Vende automobili italiane.

Io non lo conosco. Tu dice che lì? È la prima volta che sento questo nome.

Allora, il signor Vignon?

No.

Signor Destuche.

È un professore di ginnastica. Non so chi sia.

Tony Pasquier.

Ah, questo sì.

Lo conosco, è un barman del Claridge. Lo conosco bene anch 'io. Di tanto in

tanto mi telefona per raccomandarmi qualche cliente. Ha telefonato oggi? No,

no.

Non sarà stato lui?

Io? Che ho fatto io? Fila, fila. Ma guarda se può essere più sciagurato. Ma

finirà, eh? Oh, se finirà! Fila!

James Stewart?

James Stewart?

No, no, neppure io.

Vabbè, allora... Allora Barry Lahr, il signor Barry Lahr.

Venga, venga qua, Gianluca, si sieda qua vicino a me.

Secondo voi, chi aveva interesse a togliere in mezzo Manuel Palmarino? Ci

avevano già provato.

Sì, però...

Da quelli del Mitra gli è passata la voglia.

Gianlu, da quanto tempo questo locale ha cambiato proprietario?

Da cinque giorni.

E chi è il nuovo proprietario?

Io.

Complimenti, Gianlu.

Complimenti. E da chi lo ha cooperato?

Dalla signorina Josephine Bosch. Manuel Palmari gliel 'aveva ceduto.

Quando?

Credo due anni fa, non ricordo con esattezza la data. Ma l 'atto di vendita

avete stipulato davanti ad un notaio? Ma sì, certamente, tutto regolare. Siamo

andati dal notaio Delgrier in Boulevard Pereire.

E quanto ha pagato?

400 .000 franchi.

Con tanti? Con tanti, 400 .000 uno sull 'altro.

E li ha presi Giuseppine? Sì, sì.

Li ha messi in una borsa o in una valigetta?

Non lo so, io sono andato via subito. Ho lasciato il denaro sul tavolo del

notaio.

Sapevate che anche il caseggiato di Rue des Acacias, dove abitava Manuela,

appartiene a Josefine?

Credevamo che fosse un pettegoletto.

Perché? Per abitudine.

Qui c 'è sempre gente che va e che viene. Se uno dovesse dare retta a tutto

quello che sente, che si dice... Vede, signor commissario...

Jacqueline è una brava ragazza e io sono una persona seria.

Abbiamo famiglia tutti e due.

Il clou d 'oreille si trova a Montmartre e la nostra clientela è molto varia. Le

porte sono aperte a tutti per legge. E per legge possiamo mandare via soltanto

gli ubriachi. Può accadere così che un galantuomo ubriaco venga sbattuto fuori,

mentre un mascalzone lucido resta dentro.

Voci sì, ne sentiamo, e tanti.

Ma preferiamo dimenticarle, eh? Esattamente, non è vero?

Lo stavo per dire.

Chissà se Josephine ha un amante.

Beh, quando veniva qui incontrava qualcuno?

No, no, no, non ti fermava neppure al bar. Veniva nel mio ufficio, controllava

conti, prendeva i soldi e se ne andava.

Ma non le sembra strano che un uomo come Emanuele abbia intestato tutto a

Josephine? O quasi tutto quello che possedeva. Perché, commissario?

Molti uomini d 'affari intestano tutto alla moglie.

Ma Josephine non era la moglie di Manuel.

Lo so, lo so, ma per lui era più che una moglie.

E lei cosa ne dice, Jacqueline?

Io sono convinta che anche Josephine gli voleva bene.

Manuel aveva fatto una signora, ma non credo che le l 'amasse solo per

gratitudine o per interesse.

Quello che ha fatto per Manuel negli ultimi anni. Una donna non lo fa se non

innamorata. Jacqueline?

Perdono.

Chi è?

Un cliente. So soltanto che si chiama lui.

E basta.

Beve esclusivamente menta. Credo che abiti da queste parti.

Ma era chi stamattina all 'ora dell 'aperitivo, verso mezzogiorno?

Aspetta un po'. Sì, sì, credo di sì.

Senta Gianlu, visto che lei non ha ancora molto da fare, possiamo

conversazione nel suo ufficio? Come le pare, commissario.

La precedo.

Vada, vada, la raggiungo subito. Va bene.

Sorveglialo, eh?

E se esce, seguilo. Bene, capo.

Jacqueline, un altro Calvados, per favore.

Prego, si accomodi, signor Commissario.

Allora, amico mio, vogliamo giocare a carte scoperte? Le mie carte

saranno sempre scoperte, Commissario.

Andiamo, andiamo, Gianlu.

Proprio a me lo viene a dire.

Come ha fatto allora a diventare il padrone del Clou d 'Oré, eh?

Senta, era un segreto, ma oramai... Quando Manuel

era qui, io venivo qualche volta a bere un bicchiere nelle ore in cui sapevo di

trovarlo solo.

Ogni tanto poi lui mi faceva una telefonata o veniva a trovarmi in

E i nostri rapporti di affari erano confidenziali. Era un informatore?

Lo aveva sospettato? Beh, è per questo che tre anni fa gli hanno sparato. È

probabile.

Beh, ma se è stato per questo non è esagerato.

Emanuele era furbo. Ogni tanto mi passava qualche informazione sui

Ma la rete sui grossi affari...

La tirava a riva nel più assoluto silenzio. Faccio portare una bottiglia

champagne, commissario. No, guarda che lo champagne è forse la sola bevanda che

non mi tenti. Beh, allora una birra. No, adesso niente, grazie.

Dunque dicevo, Manuel era molto furbo.

Era tanto furbo che non sono mai riuscito a trovare una prova contro di

Sapeva che io intuivo, eh, gran parte della verità. Non tentava neppure di

negare. Mi guardava tranquillo, col suo sorriso ironico.

E poi, quando proprio capiva che doveva cedere qualche cosa, mi mollava una

delle sue marionette.

Non capisco.

Eh, capisce, capisce.

Che cosa vuol dire?

Ho lavorato per Manuel, sì, ma qui.

Facendo prima il mestiere di maître e dopo quello di gestore.

Però oggi, a mezzogiorno, Lei sapeva già che Manuel era stato assassinato, eh?

Prima ha detto che anche a lei capita di sentire qualche voce, eh?

Ascoltando, uno si forma un 'opinione.

Cosa ne pensa, ad esempio, delle gioiellerie?

Penso a quello che dicono anche i giornali.

Giovinastri che vogliono imparare e che finiscono col farti acciuffare.

No, no, lei sa benissimo che non sono tutti alle prime armi.

Beh... Invece dice che ci sia alle loro spalle, quando agiscono, qualcuno

vecchio del mestiere. Sì, e poi cos 'altro si dice? Niente, le giuro che non

altro, commissario.

Le dirò io qualche cosa di più, qualche cosa che lei sa già.

Qual è il rischio principale che corrono i ladri di gioielli?

Quello di farsi acciuffare quando cercano di rivenderli.

Vedi?

Comincia, comincia ad arrivarci.

Tutte le pietre...

pietre di un certo valore, hanno come dire una carta d 'identità che

la gente del mestiere conosce e appena viene una rapina la descrizione dei

gioielli è subito trasmessa a chi di dovere, in Francia, all 'estero, un

recitatore non pagherà mai più del 10, del 15 % del valore reale e quasi sempre

poi dopo un anno, due al massimo,

Quando il ricettatore cerca di rimetterle in circolazione, le pietre

riconosciute. La polizia risale la trafila e chi ci ha messo mano

paga. È così?

Beh, penso che sia così.

Vengo qua Gianlu, si mette a sedere qua vicino a me.

Vede, ora si dà il caso che da diversi anni molti gioielli scompaiono.

E non lasciano nessuna traccia.

Che cosa le fa pensare questo?

Andiamo su, andiamo su.

Dove scrivere vent 'anni, trent 'anni a Montmartre come ha fatto lei senza

sapere certe cose, anche se si resta un po' al di fuori.

Non basta smontare le pietre, è necessario anche trasformarle.

E per fare questo ci vuole la complicità di un tagliatore.

di diamanti, lei ne conosce? No, no, infatti non è facile conoscerli per la

semplice ragione che sono rari, non solo in Francia.

A Parigi saranno, sì o no, una cinquantina e stanno quasi tutti nel

del Marais e costituiscono un clan severamente controllato dai grossi

gioiellieri.

Pronto?

Ah sì, subito. È il suo espettore, commissario. Sì,

sono io, Toraldi.

Pronto, capo.

Siamo al caffè qui all 'angolo.

Quel tale ha lasciato il Clou d 'Oré pochi minuti fa e ha fatto una

da questa cabina.

Attraverso il vetro ho potuto vedere che chiamava Etoile 4239.

Però non sono ben sicuro dell 'ultima cifra, potrebbe essere 7, 8.

Ora è seduto a un tavolino e sta sfogliando un giornale.

Credo si sia accorto che lo sto pedinando.

Va bene, Torrance, ci sentiamo.

Posso fare una telefonata? Prego, commissario.

Pronto signorina, sono il commissario Maigret della Polizia Giudiziaria.

Vorrei sapere a chi corrisponde il numero Etoile 4239.

Sì, per favore, mi controlli anche il 4237 e il 4238.

Sì, sì, sempre Etoile.

Mi richiami qui al... Monmartre 2318.

Ecco, Monmartre 2318, subito la prego.

Adesso berrei volentieri quella birra che mi ha offerto poco fa.

Benissimo, certo.

Jacqueline, due birre. Grazie.

Senta, è sicuro Jean -Lou di non sapere più di quanto mi ha già detto sul conto

di quel signor Louis?

Senta, commissario, personalmente non lo conosco. Lo vedo soprattutto al bar.

Qualche volta, quando Jacqueline non c 'è, lo servo io.

E sempre solo? Sì, sì, sempre solo, generalmente. Ed è restatito in un

Qualche volta mi pare che sia venuto con uno o due giovanotti.

Lui, lui, lui.

Ma non sa il cognome, l 'indirizzo? No. Ma l 'ho sempre sentito chiamare così.

Signor Lui.

Penso che abiti qui, qui vicino, perché viene sempre a piedi.

Sì, sono io.

Ecco i dati che lei mi ha chiesto. Il numero 4239 è intestato alla signora

Vernon, avenu Gran Arme 12.

Il numero eto 'al 4237 era intestato all 'abbonato André Vernet, avenu Gran Arme

15. Il signor Vernet ha però disdetto l 'abbonamento perché si è trasferito all

'estero. Il 4238 è sempre in linea, commissario?

Sì, sì, dica pure.

Tu hai il 4238?

Come?

Ah, no, no, non occorre che ripeta, signorina. Grazie tante.

Dunque, adesso rifletta, Gianlu.

Pepe possiede un ristorante ben avviato ed è consigliabile mantenere buoni

rapporti con la polizia, no? Non crede?

Beh, io sono sicuro che ci rivedremo presto, Gianlu.

Se vuole un consiglio non parli troppo del nostro colloquio.

Dica un po', le scatole di lusso le suggeriscono qualche cosa?

No. Niente? Perché?

Ma perché? Perché esiste tutta una produzione artigianale anche su scala.

industriale, specializzata nella fabbricazione di scatole per

caramelle, confetti, profumi, eccetera, eccetera.

Però deve sapere che tra questi eccetera hanno incluso anche le scatole come gli

scrigni e gli astucci destinati ai gioiellieri.

Buonasera Gianlu.

Arrivederci Gianlu. Buonasera commissario.

Buonasera, commissario. Buonasera, signora.

Io desidererei parlare con la... Ah, ecco, con il signor Barilaro.

Prego, siamo ancora a tavola.

Fernan? Il commissario Megre, Fernan.

Molto lieto.

Il commissario è già venuto oggi pomeriggio. Ha fatto il giro di tutti

inquilini, sai, per quel signore che è morto.

Ma finisca pure di cenare, è un comodo, io posso anche aspettare. Che comodi,

prego. No, grazie, preferisco stare in piedi, intanto...

Mi metto a guardare questi quadri, se permette.

Li abbiamo comperati da un altro tempo fa.

Ah? No, quello no, quello l 'ha dipinto un amico di Fernando.

È bello, vero?

Sì, non capisco bene, ma è bello come colore.

Ah, è molto bravo, Cristofo, vero, Fernando?

Gradisce un bicchiere di vino? Sì, no, no, grazie, non si disturbi. Ma che

scarica.

A mio marito piace tanto, anch 'io ne bevo, ma poco poco, mi gira subito la

testa.

Grazie. Come le

sembra? Buono. E

santero. E santero, ecco. E santero, vero Pernal?

Ho detto al commissario che noi non conoscevamo quel signore. Io non l 'ho

visto e fino a questa mattina non conoscevo neppure il suo nome. La

invece qualche volta l 'ha incontrato. Lascia parlare il commissario.

Prego, signor Magretto, dica pure.

Prego, prego. Su, forza, signor. No, no, no, non si preoccupi. Grazie.

Lei è rappresentante di scatole, signor Barilano?

Sì.

Buoni affari?

Sì.

E dov 'è che ha venduto scatole oggi?

Nel quartiere di Villa.

Ah, ha un campionario, suppongo.

Certo, i clienti vogliono scegliere.

Sarei curioso di vederlo. Che cosa?

Il campionario.

È una curiosità un po' strana, non le pare?

Beh, questo dipende dal punto di vista, signor Barilar.

Ha avuto delle curiosità come questa anche per gli altri inquilini?

No, ancora no, signor Barilar.

Aggiungo che lei ha il diritto di respingere la mia richiesta, nel qual

telefonerò... ad un giudice istruttore molto simpatico, che mi manderà

immediatamente un agente con un mandato di perquisizioni.

Se preferisce continuare questa conversazione nel mio ufficio del

Fevre, lo dica subito, così lo stesso agente porterà anche un mandato di

comparizione. Che succede per me?

Oh, niente.

Tra qualche minuto il signor Migret mi chiederà scuse.

Un 'ora fa, signora, ha ricevuto una telefonata?

Era per me.

Ah, era per lei. Un amico?

No, un cliente. Un pasticcere, un profumiere.

I suoi clienti sono questi, no?

È ben informato, pare.

Forse era... forse era un gioielliere.

Vuole dirmi, signor Barillard, il nome della persona che ha telefonato?

Non lo ricordo.

Lo conosce da molto tempo?

Chi? Il signor Lui.

Non conosco il signor Lui.

Se questo interrogatorio deve continuare andiamo nello studio.

Per principio non immizio mai una donna nei miei affari.

Una donna? Mia moglie, se preferisce.

Visto che non posso farne a meno, l 'ascolto.

Una sua frase poco fa mi ha molto divertito, Sam. Sì? E che cos 'è che ho

di così divertente?

Che per principio non immischia mai una donna nei suoi affari.

Lei è sposato da molto tempo?

Otto anni.

Abitava qui prima di sposarsi?

No, a Fontenay -Soubois.

E che lavoro faceva? Quello che faccio adesso.

Ho capito.

Vogliamo vedere questo campionario?

Sì, è comodi. Ah, ecco qua.

Cioccolatini, eh?

Profumi.

Saponette.

Ah, ecco qua, che te, ti porta gioielli, anelli, delle colamine,

stucce, stucce. Bene.

Senta, quante gioiellerie ha visitato oggi?

Tre o quattro.

Orologiai e gioiellieri sono soltanto una piccola parte della mia clientela.

E prende nota dei clienti che visita?

No, segno l 'ordinazione, poi passo in ditta e la consegno.

Viene con sé delle coppie, suppongo.

No, no, no, le butto via, non mi piacciono le scartoffie.

E così lei non ha un elenco dei suoi clienti. Mi dispiace.

Bene, bene, bene.

Per quale ditta lavora?

Jelou e figli, Avenue des Gobelins.

Ah, Jelou e figli, Avenue des Gobelins.

Beh, andrò a trovarli domattina, spero che loro non buttino le scartoffie.

Insomma, che cosa vuole da me?

Sostiene sempre che non immizia mai una donna nei suoi affari?

Anche se questa donna si chiama Josephine e abita qui a due passi. Non

sapevo nemmeno che si chiamasse Josephine. Ma però ha capito subito di

parlando.

E sua moglie è al corrente?

Di che?

Beh, di tutto.

Del suo lavoro, del signor Louis.

Le ho già detto che non conosco questo Louis.

No, non lo conosce. Tuttavia, un 'ora fa, il signor Louis le ha telefonato per

dirle che mi trovavo al Clou d 'Oré.

Che cosa dovrei dire? Oh, niente, parlo io.

Dunque, benissimo. Domani andrò alla Gelo e figli, a Venue des Gobelins.

Lei sa benissimo cosa scoprirò tra le loro carte.

Certo, certo. Nomi, indiritti, cifre.

Tot scatole, modello pompadura, 150 franchi la dozzina. Tot astucci,

portagioielli, ha tanto la dozzina.

È importante.

È importante, sì.

È importante, signor Barilato.

E sa perché?

Perché i nomi dei suoi clienti, A, B, C, D, eccetera, io li troverò già tutti

segnati in un elenco che ho in tasca.

Vuol sapere che elenco è?

Dovini. Dovini.

È quello delle gioiellerie di Parigi che sono state svaliggiate in questi ultimi

anni. E con questo?

Io visito quasi tutte le gioiellerie di Parigi, anche quelle dei dintorni.

Dovrei evitare quelle prese di mira dai ladri?

Un consiglio in tal senso glielo darà quanto sarà il momento il giudice

istruttore incaricato del caso Palmarì.

Ah, perché? Palmarì si occupava di gioielli? A modo suo sì.

Anzi, le faccio una confidenza.

Palmarì nei suoi affari immischiava una donna. Ah.

Sì.

Da quanto tempo Josephine Bosch è la sua amante, signor Barilar?

Se questa domanda me l 'avesse fatta poco fa davanti a mia moglie le davo un

pugno sul naso.

Lei non ha il diritto. Io il diritto riparo le domande che voglio.

E lei ha il dovere di rispondermi.

E allora?

Le rispondo no.

E non conosce il signor Lui? Non conosco il signor Lui.

E va bene.

Sai il numero di telefono del signor Palmari in casa?

No. No, non ho mai avuto occasione.

Che sta facendo?

Chi?

Come chi?

La ragazza?

La signorina.

Passeggia da una stanza all 'altra.

Non deve essere un tipo cordiale.

Levati la sigaretta di bocca quando stai parlando.

Dicevo, non deve essere un tipo cordiale perché ogni volta che mi guarda mi

fulmina. Ha dormito?

No. Ha mangiato?

No.

No. È venuto qualcuno?

No.

La pua?

No. Sì? Sì, sì.

Ecco, capo, scusi.

Telefona a Luca, buttalo giù dal letto, fammi un piacere.

Volentieri, capo, il piacere è tutto mio.

Dì di riprendere la macchina e di venire qui.

Sì. La macchina serve a me.

Lui deve restare tutta la notte davanti al palazzo.

Eh, ma, capo, c 'è Bonfis.

Bene, bene, capo. Sapere che c 'è Lucai in piedi, al freddo, per la strada, mi

aiuta a stare sveglio. Beh,

dici che non deve perdere di vista il portone, nemmeno per un attimo. Se vede

uscire un certo Fernand Barillard, deve risbatterlo dentro, intesi?

Intesi, capo. Che tipo è?

Aspetta che adesso lo guardo, perché è qui davanti a me.

Dunque, 40 anni.

1 ,80 m, capelli neri, occhi scuri,

atletico, elegante, bello direi.

Divieto di uscita anche per la moglie.

Luca la conosce, la signora bionda dell 'interno 9.

Ah, un 'altra cosa, fa mettere sotto controllo questo numero.

Ettoile, 42 ,38.

Pronto?

Pronto?

Pronto chi parla?

Come chi parla? Stai dicendo sei pronto, prendi una matita o qualcosa.

Sono pronto, prontissimo, agli ordini... Dica, capo. Allora, etual,

42, 38.

Ecco. Mi raccomando, eh? Sì, sì. Bene. A presto, la buona.

Arrivederla, capo.

Buonasera.

Immagino che...

Lei non ha ancora niente da dirmi, eh?

Andrò via fra dieci minuti, signor Barilaro. E nel frattempo io le farò

compagnia. Ecco qua.

Soltanto un minuto, signor Barilar, e lei naturalmente non ha ancora niente da

dirmi.

Allora io le auguro una buonanotte, un tranquillo riposo in attesa del nostro

prossimo incontro che sarà spero non meno cordiale di questo.

Buonanotte.

Mio marito non ha fatto niente di male, vero, signor commissario?

Me lo auguro per lei, signora.

D 'oggi modo bisognerà domandarlo a lui.

Sì, sembra scontroso, invece di solito è così gentile.

Buonanotte, signora.

... ...

Sono venuto per augurarle la buonanotte.

Non è fin.

Un po' tardi, ma la colpa di un signore che ho conosciuto questa sera.

Un certo Barilar.

Abita qui accanto, lo conosci? No.

Perché mi era sembrato... Beh, oggi è stata una gran brutta giornata, però...

Adesso è meglio che vada via subito.

La conversazione con quel signore è stata un po' lunga, ma ha detto tante

Peccato, sa, peccato che lei non lo conosca, Josefino.

Eh sì, veramente un peccato, perché non sa cosa perdere, Josefino.

Ascoltarlo è veramente un incanto.

Sì, e poi è un bell 'uomo, allo stampo del seduttore.

Ti resterei male se venissi a sapere...

che si contenta di una donna sola.

Sì, la moglie è carina, ma mi pare un po' troppo semplice per lui. Cosa ne

Non la conosco io.

Ah, giusto, è logico. Beh, certo.

Chi possiede un palazzo non può mica conoscere tutti gli inquilini.

Lei poi magari, oltre questo, ne possiede degli altri, eh?

Ma lo saprò domattina dal notaio Desgrier.

Domani alle undici.

Eh, si è fatto tardi.

Senti un po', lo qua.

Agli organi, diciamo.

Eh, sì. No, no. Lo sa che

l 'avevo sottovalutato quel signor Barilaro.

Ma pensi che l 'avevo scambiato, si figuri per un mercante di scatole.

Invece poi chiacchierando, una parola...

Tira l 'altro, ho saputo che si interessa anche di gioiellerie.

Cosa fa?

No, perché non prende un tranquillante?

Se ne va a dormire.

Adesso vado via perché devo ancora cenare.

Speriamo che il signor lui mi stia ancora aspettando lì.

Assolutore. Così ceneremo... ceneremo un po' insieme.

No, lì c 'è un errore, guarda. Eh, sì. Questo asso va qua.

E quest 'altro va qui.

Ecco, non tornava mai.

Occhio che c 'ha lei. No, ho visto subito che c 'era una mancata.

No.

Io domani voglio scordarmi questa brutta faccenda.

Però ho raddoppiato la sorveglianza giù al portone, sì.

A qualcuno potrebbe venire la voglia di uscire, non si sa mai, allora per stare

più tranquillo ho disposto anche che vengano registrate tutte le telefonate

signor Barillard, così avete tutte e due il telefono sotto

controllo.

Non dirà poi che non l 'ho avvertita?

Lei non ha niente da dirmi, vero?

Scusi, dico, ma è tutto vero quello che ha detto?

Quasi, la puoi, quasi.

Come va, signora?

Eh, sono io, sì.

Era buona la ragosta?

Beh, io lo so.

Senti, voglio farmi perdonare.

Subito anche, sai come?

Ti porto a cena fuori.

Ma no, che non è tardi. Ma non dire niente, preparati subito, guarda.

Alle dieci, eh?

Sì, passo a prenderti. Passo a prenderti con la macchina.

Quale macchina? Un taxi?

Va bene?

Donne, capo.

Cosa? Dico, donne.

Senti... No, donne no.

La puoi diventare un bravo ispettore?

Sì, signor, sì.

È la cosa che desidero di più nella vita, non aspiro ad altro. Vabbè, allora

impara a stare zitto. Eh?

Ci penso, sì.

Buonanotte, stai attento a non addormentarti.

No, no, tranquillo.

Ci penso io.

Allora hai capito bene tutto?

Sì, capo, credo. Come credi? Non si è addormentato ancora?

Mi hanno buttato giù dal letto.

Adesso mi preparo a passare una bella notte in bianco.

Consolati che non sarai il solo.

Più di uno là dentro passerà una notte in bianco. Bella consolazione.

Beh, fammi passare, su.

Buonanotte. Eh, buonanotte. Beh, si fa così per dire.

Permesso, buonasera, signor giudice. Ah, ma lei, lei, che piacere vederla.

Non aspettavo questa visita, grazie. Prego, prego, succeda. No, no, vorrei

disturbarla. Ah, scusa, c 'è un po' di disordine, ma qui forse... No, no, no,

lascia, lascia, perché... Grazie, grazie, mi trattengo solo pochi minuti

perché... Sì, pochi minuti perché mia moglie mi aspetta, sì.

Ho promesso di portarla...

Ha un night e allora... Ah, capisco.

Anche sua moglie ogni tanto ha bisogno di un po' di evasione. Un piccolo svago,

un divertimento.

No, mia moglie, no. Cosa dice il signor giudice? Mia moglie non sopporta i

night. Li trova oscuri, tenebrosi. Poi non c 'è mai stata.

Ah, capisco. E lei allora? E lei che vuole distendere i suoi nervi?

No, ma per carità. I miei nervi sono distesi, signor giudice. No.

Ho proprio voglia di andare al Nike, figuri.

Assolutamente. Capisco, capisco.

Ma allora?

Allora perché ci vado?

Capirà, signor giudice, capirà tra poco.

Beh, vorrei prima farle vedere questo rapporto, signor giudice.

Li ho trovati, sono due, c 'è un prefetto, li ho trovati sul mio tavolo

minuti fa.

Ecco, questo è il referto del medico legale.

Manuel Falmarì è morto tra le nove e mezzo e le dieci di

questa mattina.

La pallottola che l 'ha ucciso gli è stata sparata alle spalle, nella nuca,

quasi a bruciapelo, dall 'alto verso il basso.

Il secondo colpo l 'ha raggiunto sotto la clavicola sinistra, il terzo poi è

finito sulla spalliera della carrozzella. E chi ha sparato questi

colpi si trovava davanti a Manuel, proprio così, capisce?

Sì, era già morto. I proiettili sono tutti e tre dello stesso calibro,

Sì, infatti, sì, infatti, sì, una sola persona ha sparato, se è questo che vuol

sapere, e ha sparato con la rivoltella di Manuel.

Ecco qua.

Questa è la perizia dell 'esperto di balistica.

Adesso vorrei riassumere brevemente le ultime indagini.

Sono ansioso di sapere a che punto è. Grazie. Ecco, me ti accomodi però, eh?

Prego, prego. Spiace che rimani in piedi. Ah, no, no, non si preoccupi.

insomma... Ad ogni modo bisogna poi... Poi dai!

Scusa, tra l 'altro... Prossima volta... Eh? Sarà tutta una volta che devi farlo

sentire. Dunque, io ho interrogato la portinaia del palazzo e ho conosciuto

quasi tutti gli inquilini.

È un certo barilare in modo particolare, come poi le dirò.

Ho parlato ancora con Josephine Bosch e sono stato al Clou d 'Oré e qui ho

notato un tale...

Giù

al portone ho lasciato anche Luca. L 'ho fatto svegliare, adesso è là, che

passeggia. L 'ha fatto svegliare? Già dormiva?

Non sono ancora le dieci. Lo so, lo so. Ma vedi, Luca sono tre anni che tenta di

andare a letto almeno una volta, alle nove. Dice che è una tradizione, non

riesce più a tornare a casa invece prima di mezzanotte. Stasera poi è andata a

pensare al solito, facenza, farà l 'alba.

Oggi, io le ho detto, no, Megre? Sì. Che da molto tempo speravo di incontrarla.

E sa perché?

Perché sono sicuro di aver capito i tuoi metodi.

No, no, no, mi lasci dire. Lei parla con le postinaie, sale alle scale, va a

curiosare un po' dappertutto, chiacchiera con questo e con quello,

in certi locali non molto rispettabili, in bistrò malfamati, ma trova sempre

quelle notizie e quegli indizi che le occorrono. Sempre. Magari senza avere l

'aria di cercarli, ma li trova. E il caso, prima o dopo, è bello risolto.

Sono questi i miei dettagli. È vero o no?

La verità, caro signor giudice, è che lei ne sa più di me.

Sì, perché nella maggior parte dei casi io improvviso,

sì, sì, io improvviso vado dietro al mio istinto, sdego l 'impulso

del momento.

Oggi, per esempio, si vuole un piccolo esempio, oggi prima di interrogare il

signor Barilar,

Alla logica cosa avrei dovuto fare?

Prendere sul suo conto tutte le informazioni possibili. Invece ho

sono andato diritto da Barry Lord e gli ho detto apertamente che lo faceva

sorvegliare. E sì, gli ho lasciato intendere di sapere chissà che cosa poi

suo conto. L 'ho provocato, lui si è messo sulla difensiva. Non mi ha detto

niente di importante, niente di compromettente per lui o per qualcun

Non me l 'avrebbe detto comunque.

Anche se si invede, avrei potuto coglierla di sorpresa. Non oggi, forse,

domani, portandola di fronte a Barillard e studiando le sue reazioni per dadura

da queste, se lo conosce o no. Ma cosa avrei ottenuto, signor giudice?

Giuseppino è un 'attrice, mente, dissimula con una disinvoltura

Adesso intanto la ragazza sa che io ho stabilito una correlazione fra lei e

Barilar, sa che sono entrambi sorvegliati da vicino, che non possono

incontrarsi né telefonarsi.

Mi risponda a questa domanda, signor giudice, però mi risponda francamente.

Dunque, crede davvero che quei due in queste condizioni...

Dormiranno tranquilli questa notte?

Ecco, no, no, è quello che credo anch 'io.

E domani, quando li rivedrò, sarà come se avessero passato la notte sotto il

torchio dei miei ispettori. Ah sì, con questa differenza però, che sentendosi

liberi hanno ancora la possibilità di commettere qualche errore.

Nelle stesse condizioni poi si trovano...

Altre persone che forse hanno una parte e forse no in questa storia, per esempio

il signor Luice, Jean -Luc, Jacqueline.

Guarda, il signor Giudice, io non so nemmeno quale legame esista tra di loro,

loro questo però non lo sanno. No, non lo sanno. Io so soltanto che per ora c

una cosa che gli accomuna ed è l 'inquietudine e forse anche la

paura. Ma se è paura, sono perduti.

Capisco, capisco. Molto astuto, molto astuto. Non molto regolare.

Io non potrei agire in questo modo.

Ma comprendo la sua tattica e l 'approvo.

Grazie.

Ufficiosamente. Ma l 'approvo. Grazie, signor giudice. Ma c 'è mia moglie che

sta aspettando, mi scusi tanto. Ah, mi scusi, non l 'ha fatto... Ah,

arrivederci. Arrivederci, è vero. Allora, signor giudice... Meglio stai

signora mi credo. Grazie. Ah, scusi, signor giudice, mi ero dimenticato di

prima che il nai dove andrò stasera è il cludo re.

Il cludo re. Ah, certo, il cludo re.

ci va con sua moglie per non dare nell 'occhio e per far intendere a chi deve

intendere che lei si trova là da commissario o da privato del cittadino

privato del cittadino arrivederci caro Magrette lei non sa una cosa io la

invidio se non avesse tutti quei figlioli che mi stanno già aspettando a

con le forchette in aria pronti come vorrei volentieri anch 'io al night e

arrivederci arrivederci

No,

no, no, io la tengo.

Grazie.

Il playboy, guarda come sta.

Com 'è vestita questa?

Ah beh, queste sono le cosiddette conigliette.

Credi che sia un posto per me questo?

E perché no?

Non è un locale per uomini soli? Questo qui?

Guarda quanta gente c 'è, guarda. Non mi pare che gli uomini siano tutti soli.

Solo, anzi, ce n 'è nemmeno uno.

Beh, appunto, no?

Buonasera, signora, buonasera, signor commissario. Un tavolo? Sì, grazie,

Jacqueline, grazie.

Fred, Fred.

Tu vieni spesso qui.

Io mai.

Però questa signora ti conosce. Beh, conosce così un po'.

Vediamo? Eccola.

Grazie. Vuoi portarmi a questo?

Certo. Grazie.

Gianni? Buonasera signora.

Buonasera, capo. Sei un bravo ballerino, Torrano. No, bravo. Sì, sì, proprio

bravo, veramente.

Sì, capo.

Proprio bravo. E un po', balli spesso quando sei in servizio? Mai.

Ah, mai. E adesso dove ti credi di essere?

In licenza?

Mi scusi, commissario, torno subito.

Capo, ha visto con chi è la ragazza con cui stavo ballando? Sì, ho visto, ho

visto. Per questo parlo, invece di sorvegliare l 'uomo.

Sorvegliavi la ragazza, con molto interesse, molto da vicino. Veramente è

lei che mi ha invitato a ballare. Era una mia vecchia conoscenza. Si chiama

Lato. Fa un numero di stuzzine alla Boato Verde.

Hai cenato? Ho mangiato un panino dopo averle telefonato. Lui è rimasto più di

un 'ora in quel caffè. Poi è andato a casa a cambiarsi. Poi è tornato qui.

parecchio tempo è venuta...

Una ragazza, e sono messi a tavola, hanno mangiato alcune rapinatezze,

solo champagne.

Dieci minuti fa io ero lì al banco a prendere un 'aranciata, capo, eh, un

'aranciata. E allora Lulu è venuta a salutarmi, abbiamo parlato del più e del

meno, e mi ha detto che ha conosciuto quel signore soltanto ieri sera e che

sa niente di lui. Poi mi ha chiesto di farla ballare, allora no.

Beh, stavi qui, mangia con noi, va? Grazie, capo, ma ha capito? Sì, ho

Permetti?

Permetto, non prego.

Sei molto stanco? No, no, no.

Hai già infatti ballato.

Scusatemi, vi farò servire tutto, con precedente o con l 'ultimo.

Da sera posso darvi un consiglio, c 'è un 'ottima paella.

Comincerai con dei crostini al formaggio, commissario, e berretta del

meno che la signora non preferisca del cuino.

Come volete voi.

Va bene così, allora vado a fare la paella e il tavello secco.

Benissimo, benissimo.

Senti, Don Ranz, devi continuare a non perderlo di vista, eh? E

fai attenzione alle tattiche dispersive.

Ti ha mandato la ragazza perché occupandosi di lei...

Dimenticassi lui, capisci? Ma l 'avevo intuito, capo. Ecco, sta pronto a

seguirlo. Se rientra a casa, se va con la ragazza, dovunque vadano, averti

subito il che desorfeure.

E ti diano il cambio per la notte, capito? E domattina presto dai il cambio

alla pointe, in casa di Giuseppine.

E non ti stancare troppo, perché domani, guarda, che sarà una brutta giornata.

Va bene.

Begrini.

Io mi ero illusa, ma confesso.

Tu non mi hai invitato a uscire con te stasera per farti perdonare di non

venuto a mangiare la ragotta che io ti avevo preparato. Tu sei venuto qui

qui devi lavorare.

Quello che non capisco però è come mai tu hai voluto avere vicino proprio tua

moglie quando in un locale come questo...

Ammettiamolo, avresti anche potuto trovare di meglio.

Andiamo, andiamo, andiamo, signora Megre, andiamo, cosa vai a pensare? Io

qui con te, con Torran, soltanto per mangiare, eccovi. E con tanti crottini,

signor comitare.

Grazie. Si dà il caso che mangiando capiti di dover fare un po' di lavoro

straordinario, questo capita sempre, no? Ma è Torran che lavora, io no, io

invece gusto questi crottini, prego.

Come tu m 'hai conquista nelle strade di Veneto Veneto sotto la

neve Come tu mi hai seduta le strade

erano piccole Veneto preso al piaggio C

'era il tempo del givre ma al caffè Florian

Musset usava spesso

Come la vita fu bella

Venise sous la neige Les palais,

les places Le bancs sur la terrasse Venise sous la

neige C 'était le temps d

'écrire Mais au café Florian

Grazie a

tutti

Grazie a tutti.

Che faccio, capo? Eh, cosa vuoi fare?

Lulù vuole ballare. Va bene, tu balla, balla. Posso, signora, lei permette? Ma

certo che può, balli, balli.

Begri, e quale preferisci, la bionda o la bruna?

Beh, se te lo dicessi non mi crederesti.

No, no, no, tu parla, parla. Tanto ormai, sai, ho capito tutto.

Tra la ragazza e il miniconda dell 'autobus e le conigliette dei knight,

io non mi stupisco più di niente.

Beh, allora ti dirò che in questo momento sto facendo un po' di lavoro.

Straordinario, sai, dato che Torranti diverte, allora tocca a me lavorare.

Scrutare le belle ragazze lo chiami lavorare?

Ma se osservi bene, signora Megre, tra le belle ragazze vedi un uomo, ed

io più lo guardo, e più mi convinco di averlo conosciuto, quando, non ricordo,

dieci, forse vent 'anni fa, guarda.

Mi dispiace per il conto, capo.

Oggi, dopo che lei è andato via, mi è arrivato un pettegoletto.

Forse lo può interessare.

Tempo fa si diceva che Manuel avesse comprato un albergo in Rue de l 'Etoile,

'Hôtel Bestière.

Ah sì?

Mi fa portare il conto, per piacere? Subito.

Stava lì, davanti a me, col suo violino in

quel caffè deserto, e per

i stessi è freddo senza

di te.

a quel caffè giurai di non tornarci più invece

la sera

se passi mi

troverai

Lei non ha bagagli? No.

Se vuole qualche asciugamano in più e un pezzo di tappone. No, no, no, grazie,

grazie.

Sono per me.

Chiuda quella porta.

Mi pare di conoscerla, però non ricordo dove ho visto la sua faccia. Ah,

assomiglia qualcuno che viene qui?

Lei fa sempre il servizio di notte? Sempre no. Una settimana sì e una no.

Allora se lavora anche di giorno conosce i clienti abituali.

Non posso mica conoscerli tutti.

Non sono sola, ci sono anche le cameriere.

E poi qualche cliente lo serve personalmente la direttrice.

Guardi un po'. Conosce questa donna? Viene mai qui con un uomo?

Le piace scherzare. Perché?

Perché questa è la fotografia della padrona.

Non sarà mica il marito lei, perché... No, no, no, no, no, no. Per carità, sia

tranquilla, sia tranquilla.

Ah.

E la vede spesso?

Di notte mai.

Beh, qualche volta di giorno.

Perché ha una camera in albergo?

Ha un appartamento a primo piano.

Ah, e ci sta abitualmente?

Io non so niente, mi capita di vederla di rato, gliel 'ho già detto.

Da adesso sono qui per fare il mio lavoro, non per sorvegliare la padrona.

dove abita?

Come vuole che lo sappia? Beh, saprà almeno il suo nome, no?

Ho sentito la direttrice che la chiamava signorina Bosch.

E quando viene si ferma a lungo?

Non lo so, non potrei saperlo neanche se mi mettessi a spiella.

Quell 'appartamento è collegato con l 'ufficio della direttrice e con l

'ingresso di servizio per mezzo di una scala.

Perciò la signorina può andare e venire quando vuole, come vuole, senza che

nessuno di noi la veda.

Vabbè, ma può anche passare per la scala principale, no? Si capisce.

Vabbè, prenda.

Lei è della polizia?

Boh, chissà. Non ricordo dove ho visto la tua faccia. Ma spero che non sei qui

per dare delle noie alla padrona.

Altrimenti ci vado di mezzo anch 'io.

No, le prometto che il suo nome non sarà affatto, sa?

Quest 'altro vale una risposta leale.

Sentiamo prima la domanda.

Quando la signorina è in albergo...

Si intrattiene con qualcun altro oltre che con la direttrice?

Con noi del personale non parla mai.

Non essere un finga di non aver capito. Non ho domandato se le capita di parlare

con qualcuno del personale, ma si riceve nel suo appartamento degli estranei,

persone che salgono su per la scala principale.

Non per quella di servizio, persone che lei potrebbe vedere entrare ed uscire.

È un uomo, lo so. Che tipo è?

Beh, io l 'ho soltanto imprevisto qualche volta, sempre nel pomeriggio.

È sui 40 anni, alto, magro. Con basette, capelli lunghi.

Bel uomo, insomma.

E uno che viene qui con una valigia? Sì, quasi sempre.

Viene qui, si ferma qui. Ah, gli diamo sempre la stessa camera.

Quella più vicina all 'appartamento della signorina, naturalmente.

Resta qualche ora e poi se ne va.

Grazie. Le prometto che non avrà seccature.

Non ci sarebbe per caso una terza domanda che meriti una risposta reale?

No.

Credo proprio di no.

Pazienza.

La paura.

Alla base c 'è la paura.

Tutti hanno paura.

Paura degli altri, di quello che dicono, di quello che pensano.

Jean -Luc, la paura gli ha fatto aprire la bocca.

La paura di avere noia della polizia, di vedersi chiudere il locale, dalla

minima infrazione.

La paura è il signor lui.

Sì, sempre nascosto, sempre nell 'ombra.

Eccolo improvvisamente a tu per tu con la polizia giudiziaria. E perché?

Solo perché ha telefonato a Barilar.

E adesso ha paura.

Cernan Barilar, già. Chi può avere più paura di lui?

Un mercante di scatole, un piccolo uomo che non si contenta di una donna sola.

Una donna sola.

Anche Giusefina è sola.

Ehi, controllata, a vista, da Lucas e da Lapointe. Non può uscire, non può

telefonare. Ed è così disinvolta che deve morire di paura.

E a pochi passi c 'è l 'uomo che incontrava l 'hotel Bessières.

Qualche volta all 'Hotel Bessière non parlavano di diamanti. E questo Manuel

lo sospettava davvero.

E Manuel, anche lui, giorno e notte, in

continua agitazione.

La polizia giù al portone, il telefono sotto controllo.

L 'orecchio poi teso al minimo rumore.

La rivoltella a portata di mano.

E quella porta.

Chi c 'era dietro quella porta?

Manuel, Barilar, Josefine.

Josefine aggressiva con tutti e così dolce invece, remissiva con Manuel.

Sempre pronta a tirar fuori le unghie per difenderlo.

Per difenderlo.

Per difenderlo, per ucciderlo.

La paura.

Migri.

Megre, sei tanto stanco che ti addormenti sul divano.

Perché non vieni a dormire? No, lasciami che ho cinque minuti ancora, sto così

bene. Cinque minuti?

Vengo subito, scusa.

Che cosa si propone di fare questa mattina, Maigret?

Beh, prima di tutto un salto in Rue Lafayette.

C 'è una birreria là dove si svolge il mercato delle pietre preziose.

È una nota di colore, signor giudice. I parigini, anche quelli che passano ogni

mattina per Rue Lafayette, ignorano che i piccoli uomini malvestiti che

chiacchierano a gruppetti fra di loro, discutono.

Hanno in tasca quasi tutti delle autentiche fortune.

Sì, sì, sì, fortune che passano da una mano all 'altra sulla base di una sola

garanzia. La fiducia reciproca.

Io conosco alcuni di questi commercianti e a volte mi hanno reso importanti

servizi.

Vorrei ricapitolare un po' la questione, se permette.

Secondo lei...

Manuel Palmari era il capo dell 'organizzazione che lui stesso aveva

e diretto per 15 -20 anni.

Agli inizi quel suo bistrò di infimo ordine era convegno dei piccoli

In seguito si raffinò e si trasformò in un decoroso ritrovo a

copertura di una attività criminosa.

Solo apparentemente saltuale, ma in realtà quotidianamente studiata,

attuata.

Con una telefonata al momento giusto, Palmarì convocava ogni volta uomini

diversi, due o tre in genere, da diverse parti della Francia. Gli uomini

arrivavano, facevano il colpo e rientravano nell 'ombra.

È così o no?

È così.

È così.

E anche quando la vendetta di qualche scontento lo ha costretto a vivere

dal mondo, Palmaria ha continuato a dirigere la sua organizzazione tramite

Josephine, Josephine Bosch.

E qualcun altro, sicuro, qualcun altro, aveva comprato il palazzo dove

abitava e poteva farvi alloggiare chi gli serviva. E' comodo per chi è

sorvegliato dalla polizia avere un complice porta a porta.

E Emanuele aveva...

Barilar, già, Fernand Barilar, che dietro il paravento del proprio mestiere

informava sulle gioiellerie che valeva la pena di rapinare.

Josephine o Barilar stesso, uno dei due o tutti e due insieme, incontravano gli

uomini designati all 'Hôtel Béthier, ecco il motivo dell 'acquisto dell

'albergo, e passavano loro le istruzioni di Palmarì.

la volta successiva ricevevano la refurtiva pagavano i compensi e gli

del colpo ripartivano senza nemmeno sapere per conto di chi avevano lavorato

ecco perché anche quei pochi ladruncoli che in tutti questi anni siete riusciti

ad arrestare non hanno potuto condurvi sulla pista giusta praticamente non vi

sono stati di alcuna utilità Negre lei non crede che Barilar

per il mestiere che fa sia in grado di Tagliare le pietre preziose e di

smerciarle?

Beh, smerciarle sì, tagliarle no. Il taglio è un 'operazione difficilissima.

è un lavoro da dilettante.

Quello che manca a lei è il tagliatore dei diamanti.

Proprio così.

E il terzo elemento, il primo elemento era Palmarì.

Il secondo Barilar.

Il terzo, signor giudice, chi è?

Questo è il punto.

Vabbè,

mi darò una risposta martedì prossimo, poi partirò.

Oh, commissario Megre, buongiorno. Scusate, scusate.

Come mai è qui? Cosa c 'è, un altro furto di gioielli?

No, no, no. Prego, prego, si accomodi. Ma grazie.

L 'ultimo è stato quello di giovedì.

Beh, se la mia teoria è giusta, passerà qualche tempo prima che se ne verifichi

un altro, eh?

E quella persona che cercava, l 'ha trovata? Ma che sono anni che la cerco

entrare, le cose stanno precipitando. Se non la trovo adesso, penso che non la

troverò mai giusta.

Eh, io poco fa ho domandato ancora ai miei colleghi.

E noi conosciamo tutti i tagliatori di diamanti che abitano Parigi, sono pochi,

lei lo sa, e fanno parte del nostro piccolo mondo.

E qui per vivere, per lavorare, dobbiamo contare soprattutto sulla fiducia degli

altri. Ed io posso garantire di tasca mia l 'onestà di tutti i tagliatori che

conosco.

Vedi, commissario, ognuno di loro ha una specie di pedigree, perché il mestiere

viene trasmesso di padre in figlio, e non ce n 'è uno che si adorerebbe, non

dico a tagliare, ma addirittura a toccare una pietra rubata.

Bevo una birra, commissario. Sì, volentieri.

Per favore, due birre.

Se è possibile, chiara.

Sì, chiare.

Ecco.

Grazie.

Prima della guerra i tagliatori erano radunati principalmente ad Anversa, ad

Amsterdam. E chissà perché quasi tutti originari dei paesi baltici.

L 'avanzata tedesca li spazzò via.

Pochi ripararono in Francia e molti invece si recarono negli Stati Uniti.

Poi è finita la guerra, gli americani...

Tentarono di farli restare con delle offerte favolose e qualcuno restò, però

molti tornarono. Avevano nostalgia del loro paese, del loro piccolo angolo.

Molti si lasciarono sedurre da Parigi e sono quelli che oggi abitano al

quartiere Marais al 34 anno.

Quando c 'è stata un 'invasione tedesca, lei ha detto, qualcuno venne in

Francia, eh? Sì, sì, erano quasi tutti ebrei.

E quasi tutti finirono nei campi di concentramento nelle camere a gas.

Quasi tutti, ma qualcuno però si salvò.

Heinz?

Accidente, avrei dovuto pensarci prima.

Arrivederci, per il time mi scusi tanto.

Ma come, ma come, commissario? Ma le birre! Sarà per un 'altra volta, mi

tanto. Prego, prego. C 'è il capo che mi aspetta in macchina.

Arrivederci, commissario, arrivederci.

Signor Class, è uscito? No.

Non si, viene con noi.

Sono un imbecille.

Dovevo capirlo subito.

Capo, è suicidio. Ma... No... Forse...

Forse è stato lui a uccidere Manuel Palmarì. E poi il rimorso.

No.

Ma come se ne sarà fatte tutte quelle cicatrici?

Nel 40 i tedeschi bombardarono la stazione di Due.

I treni erano pieni di profughi belgi.

Lui era là.

I giornali parlarono molto di questo bombardamento.

Perché non me ne sono ricordato subito?

Ma allora, capo, lei proprio crede che non sia... Non è suicidio! Ma perché?

Perché non è.

Perché non può essere, perché non quadra, perché nel mio quadro non c 'è

per il suicidio. Quindi non è suicidio!

Ma... Adesso andiamo. Dove andiamo?

Trova un po' quella chiave, la tagliata.

Trova se va bene la porta.

Eh,

no, non entra.

Allora deve essere quella del ripostiglio che...

Che classe aveva in cantina.

Lorti, tu resta qui, che nessuno entri, non toccare niente qua. Bene,

commissario.

Andiamo da qui.

Scusi, signora, per favore, da che parte si va nelle cantine? C 'è la scala in

fondo, vengo anch 'io.

Erel, Bosch, Klaas e Barillat. Klaas.

L 'interruttore deve essere a destra, eccolo.

Lo tengo.

è vuoto, è vuoto, è vuoto, vediamo un po' cosa c 'è un

po'

di fosforo, impressione

Anno scolastico, 42 -43.

Vedi, però queste... Eh, no.

Le figlie di nipote del signor Klaas morirono a due, vero?

Sì, nel 40.

A proposito, lei come lo sa?

Me lo scrisse il signor Klaas su un pezzo di carta un giorno che salì da lui

riscuotere la pigione.

Ecco, lo vedi lui qua?

Questi quaderni non possono essere né delle figlie né dei nipoti del signor

Klaas.

Ma perché allora li avrà conservati?

Cos 'è?

Non so, ci sono delle matite colorate dentro, sarà un portamatite?

No,

no, questo è un astuccio da gioielliere.

Sì, deve essere.

Vogliamo andare?

Guarda come ti sei contato.

Sì, spengo io.

La chiave, signora. Eccola.

Questa è di Barilar, vero? Sì, Barilar.

Vada pure, signora, vada pure. Grazie.

Me ne vado?

Sì, sì.

Dov 'è il suo marito?

Sono qui.

Prenda subito le chiavi della cantina e venga con me.

Adesso esagera. È un ordine!

Dov

'è

Fra? Ma, commissario...

L 'ho detto, apra. Andiamo.

Che un 'attrezzatura completa, eh?

Per la lavorazione dei diamanti.

Questi occhiali li aveva ieri mattina Klaas mentre stava costruendo un

d 'automobile.

No, Luca.

Non è suicidio. Vuole avere la bontà di spiegarmi qualcosa?

E lei vuole avere la bontà di invitarmi a casa sua?

Portalo via, Luca.

Mi ammigri.

Mi scusi tanto signora, ma devo fare una telefonata urgente, scusi tanto.

Pronto, signor giudice? Sì, sono Vecre.

Sono un imbecile, mio caro giudice.

Sì, c 'è un altro morto, il ruite Zaccazia.

Mi scusi se non le do subito tutti i particolari. C 'è un uomo impiccato in

delle soffitte.

Il medico legale accetterà che non sia impiccato da solo.

E beh, un vecchio.

Sì, poi le dirò. Ma posso chiederle un favore?

Ecco, grazie. Faccio in modo che la procura non intervenga subito. Io mi

in un appartamento al quarto piano, per ora non vorrei essere disturbato.

Allora, a presto, signor giudice.

Eh no, oggi non posso, proprio non faremo colazione al fuggitore, peccato.

Vengo un 'altra volta.

Può aspettarmi, signor giudice, nel mio studio?

La ringrazio.

Arrivederla.

Lui che la porta la dà di là.

Lei crede che mio marito... Io non credo niente, signora, si sieda, si sieda e

cerchi di stare calma.

Mi dica di Fernan, commissario, lei non sa quanto sia importante.

In questo momento, signora, tutto è importante, credami.

Senta signora, lei è belga e si chiama Claude.

Sì, è il mio cognome da ragazza, ma non so se è quello vero.

Jeff Claude? Cos 'è, un suo parente?

No, non lo so, lui dice di noi, io non posso saperlo.

È passato tanto tempo da allora e ero così piccola.

È un ricordo tremendo.

Ma di che cosa sta parlando?

Del bombardamento di due.

Le sirene urlavano.

Gli stucca svegliano giù andate.

La terra tremava. C 'erano treni dappertutto. Treni che saltavano in aria

giocattoli. E donne che gridavano con i bambini stretti al petto.

E uomini che correvano in tutte le direzioni.

E poi quell 'esplosione tremenda.

che sembrava la fine del mondo.

Qualcuno mi aveva portato là.

Ma chi?

Mia madre?

O mio padre?

Qualcuno che mi voleva bene, che aveva un viso caro, che dopo

quell 'esplosione tremenda non ho rivisto più.

Non ho ricordato più.

E quanti anni aveva?

Quattro, credo. Forse meno.

Ma dove incontrò Jeff?

Non lo so.

Non lo ricordo. È tutto così confuso.

Mi pare di avere camminato con un uomo dal viso fasciato che mi teneva per

E quell 'uomo era Jeff.

E perché la portava con sé?

Ero io che andavo con lui.

L 'ho capito ripensandoci anni dopo.

Forse... forse perché mi trovai improvvisamente sola e mi

attaccai al primo uomo che mi era vicino e che forse rassomigliava a mio nonno.

Molte... molte persone...

Ci interrogavano, ci facevano tante domande e Jeff non rispondeva.

Chi eravamo, da dove venivamo?

Io non lo sapevo.

Dicevo solo, mina classe.

Ripetevo sempre con una cantilena, mina classe, mina classe, mina classe.

Dicevo sempre.

Jeff mi prendeva per mano e camminavamo, sempre più avanti, sempre più lontano.

Una cosa ricordo e la ricordo bene.

Un giorno finalmente vidi il mare.

Era la prima volta.

Ma dove voleva andare, Klaas?

Non lo so. Come potevo saperlo?

Non parlava, non sentiva.

Per capirmi, fissava le mie labbra e dovevo ripetere più volte ogni parola.

Ma non si chiamava Jeff Clark, è vero? No.

Aveva sempre in tasca dei pezzi di carta e quando incontrava qualche persona e

voleva qualcosa scriveva.

Quando arrivamo a Parigi affittò una stanza in un quartiere che non ho più

ritrovato da grandi.

Non era povero.

Quando aveva bisogno di denaro prendeva delle monete d 'oro che teneva In una

cintura di tela sotto la camicia. E poi... E poi cercavamo una gioielleria.

Facendo lunghi giri.

Perché aveva sempre paura di essere presa.

Ma perché... Qual era il suo vero nome?

Lo seppi... Quando i tedeschi obbligarono gli ebrei... A portare una

cucita sul vendito.

Jeff... Mi scrisse su un pezzo di carta che veniva da Anversa, dove faceva il

tagliatore di diamanti.

Si chiamava Viktor Krulak.

Era ebreo.

Io... io piango.

Era una bambina, ma mi sentì tanto importante.

Se lo rivelava a me, era per la gran fiducia che aveva.

Fui il fiera di quel segreto.

No, Jeff non mise mai la tela, ma ebbe per lo stesso tanti fastidi

dall'SS e dalla polizia, perché non avevo un documento di riconoscimento.

Chi era e come si chiamava, solo io lo sapevo.

Una volta lo rinchiusero in un manicomio, lo credevano matto.

E io rimasi...

chiusa in casa, senza mangiare e senza dormire.

Il giorno dopo tornò e era scappato. Ci rimandarono tante volte alla frontiera,

ma Jeffrey tornava sempre a Parigi e trovava una stanza qualche volta nel

quartiere di Sacre Coeur, qualche altra nel faubourg di Saint -Antoine.

E lavorava?

Come poteva.

Era ebreo e doveva nascondersi.

Ma un giorno, prima che finisse la guerra, tornò a casa con una carta d

'identità falsa.

Finalmente, dopo quattro anni, era diventato ufficialmente Jeff Clark.

E io ero la nipote.

Allora cominciò a lavorare per diversi gioiellieri.

Andammo ad abitare vicino al municipio.

Andavo a scuola.

E più tardi fui assunta come commessa in una gioielleria di Boulevard

Beaumarchais. E fu un gesto trovarle quel posto?

Sì.

E lì conobbe Barillard?

Sì, un anno dopo.

Fernand veniva a vendere gli astucci ogni tre mesi. Gli astucci per i

Finì per venirci tutte le sere.

E io mi innamorai.

Ma sapeva che lei era la nipote di Jeff Klaas?

No, certo, glielo dissi io.

Quando capì che faceva sul serio, gli raccontai la mia storia.

Tutto quello che Jeff aveva fatto per me.

O fornà anche buono, volle che Jeff venisse ad abitare con noi nella casetta

avevamo a Fontenisubua.

Fernand veniva tutte le mattine a Parigi con la macchina e trovava del lavoro

anche per Jeff.

Jeff lavorava in uno stanzino che Fernand gli aveva attrezzato al

E' mai venuto Manuel Palmarì a Fontenay -sur -Bois?

Palmarì? Quel signore che è stato ucciso?

Non lo so, io non l 'ho mai visto.

Venivano spesso alcuni amici di Fernando.

Ha mai sospettato niente lei, signora?

Cosa avrei dovuto sospettare?

Ti dico una cosa, signora. Suo marito ha l 'abitudine di alzarsi durante la

notte?

No, mai.

Lei prende qualcosa la sera prima di andare a letto?

Qualche volta una tazza di camomilla, ma non sempre.

Si addormenta subito?

Sì, perché?

No, non prende mai sonniferi? No, mai.

Allora, mi dica un po'. Chi prende queste compresse?

Non so.

Ah, ricordo.

Fernand, due anni fa soffriva d 'insonnia e un amico gli consigliò di

questo tomifero e Fernand lo comprò.

Due anni fa?

Sì, perché?

Perché, vede, questa confezione, signore, è stata messa in vendita

mesi fa.

Sì, e il tubetto contiene solamente cinque compresse.

Lei si è svegliata questa notte?

Ieri sera ha bevuto una camomilla?

Sì. Ma che vuol dire, commissario?

Eh, voglio dire, signora, che ieri sera, come tante altre sere, lei ha preso,

senza saperlo, una buona dose di questo sonnifero insieme alla sua camomilla.

E mentre lei dormiva, suo marito è salito in soffitto.

In soffitto?

Ma lei sbaglia, commissario. Noi non abbiamo la soffitta. Sì, voi no.

Ma l 'aveva Jeff Glass e ci abitava.

Ma perché dice si abitava?

Jeff ci abita.

Jeff è stato impiccato, signora, questa notte.

Dime che non è vero, Farla.

Dime che non è vero.

Tu non puoi aver fatto questo sempre.

Rispondimi, rispondimi.

Luca, portala via, su.

Portala via, vieni.

Questa è una viltà.

Che cosa è una viltà, Barilar?

Prendersela con una donna.

Se aveva delle domande da fare, poteva farle a me.

Guardi, io non... non ho più domande da fare a lei perché sono già tutte le

risposte. E lei lo ha capito, lo ha capito da ieri sera. Lo ha capito tanto

che ha ritenuto indispensabile eliminare l 'uomo che era il punto debole della

vostra organizzazione.

Victor Krulak, detto Jeff Klass.

Povero uomo, talmente anebbiata che aveva rinunciato alla propria onestà pur

restare accanto alla bambina che un

giorno l 'aveva preso per mano.

Lei è un mascalzone, Barillard.

Vede, ci sono mascalzoni e mascalzoni, ma a qualcuno posso anche stringere

la mano, vede, a...

Emanuele Palmari, per esempio, sì.

Ma lei invece no, lei è della specie peggiore, di quella che a guardarla in

faccia vi invoglia di fare a pugno o di sputare.

Vada avanti, vada avanti, signor Magretto. Il mio avvocato andrà a nozze

gli riferirò queste parole. Riferisca, riferisca, Barillaro, al suo avvocato.

Che andrà a nozze vorrà dire che è un mascaltone come lei. Luca!

Ega.

Portalo via, su avanti. Sei armato?

Sì. Vai, vai. Mettigli le mani.

Via!

Non me ne voglia, signora.

Per il dolore che prova.

E per quello che ancora le dovrò dare.

Ma... Davvero, Fernando?

Ha ucciso Jeff.

Temo di sì.

Ma perché?

Beh, bisognerà pure che lei si convinca di questo, mia povera signora.

Suo marito è un mascalzone.

E, disgraziatamente, ha trovato in quell 'appartamento una donna come lui.

Buongiorno, signore.

Vieni con me Giuseppino.

E allora è finito tutto.

Siamo alla resa dei conti.

Tre anni, eh?

Tre anni bloccato qui.

Gli rimanevi solo tu.

Era un autentico mascalzone il tuo Manuel, ma apparteneva alla vecchia

Non aveva la crudeltà dei nuovi, di quelli che vengono su adesso.

Stai a sentire?

Sì! Un bel giorno, dopo che cosa gli doveva capitare quel vecchio

si innamorò come un collegiale di una ragazza troppo sveglia, una ragazza che

passeggiava notte e giorno sul marciapiede di Rue Fontaine.

L 'idiota si è messo in testa di poter fare di te una signora, ti rivestì, ti

educò, ti insegnò tutto.

E tu ci sei stato, è naturale, sì.

Manuel qui, Manuel là.

Sei un 'aria affettuosa con lui, eh?

Hai sete? Come ti senti?

Vuoi che ti apra la finestra?

Un bacetto dalla tua Josephine?

Dalla tua Josephine?

Da quanto tempo sei l 'amante di Barilar? Due anni, un anno, sei mesi?

Eh?

L 'hotel Becchiere, eh?

Non vi bastava più?

Emanuele cosa serviva oramai? Ti aveva dato tutto, il suo patrimonio era alle

tue mani.

C 'era però il rischio che vivesse ancora lungo, altri dieci, quindici

non gli davo tregua, è vero, un giorno o l 'altro ci avrebbe lasciato le penne,

ma in questo caso la rovina di Emanuele sarebbe stata anche la vostra rovina,

tua e di Barilano.

Continua tu adesso.

Guarda, sei stata tu?

Non ne so niente!

Dov 'è Fernando?

È al Chiesa Orfeo.

Che cosa ha detto?

Non conta quello che ha detto lui, conta quello che so io.

Un 'altra persona è stata assassinata questa notte.

Chi?

Chi?

Andiamo, prova a pensarci.

Manuel viene ucciso, eh?

E io sospetto te che eri la sua amica.

È un certo Barilar che vende astucci ai gioiellieri.

Barilar si domanda cosa possiamo aver scoperto sul suo conto e sul tuo.

Eh, di te ha piena fiducia, sei sicuro che tu non lo tradirai mai.

Ma in soffitta, vedi, c 'è qualcuno che forse, forse un po' pazzo, forse

soltanto furbo e prima o dopo potrebbe capire tutto, eh?

e dire tutto.

Jeff! Jeff.

Jeff Klass.

Tu non ci avevi pensato, vero?

A Barilar? Sì!

Non si tratta più adesso di furti di gioielli, di alberghi a doppio uso,

di pietre preziose ed amori. No!

Si tratta di due omicidi!

I due attazzini commessi a sangue freddo e con premeditazione. Uno delle due

feste in gioco. La tua o quella di Barilar. O tutte e due insieme. Sono

io. Non importa chi è stato.

Vieni qua, sentila. Andiamo, vieni qui.

Senti lì.

Senti lì.

Avanti, non ti muovere.

Emanuele era sempre qui, eh?

Con la radio, i giornali, la portata di mano, vero?

Dove metteva la rivoltella?

Non lo so. Lo sai, lo sai.

Tutte le mattine Manuela la metteva qui, qui dietro la radio, sì.

Di giorno qui e di notte in camera sua accanto al letto, vero?

Forse. Non dire forse, è una maledizione.

Lo sai che è vero, eh?

E di mattina...

Si è entrata tutta allegra, pronta per uscire.

Un bacetto sulla fronte a Manuel, un sorriso lì dalla porta.

Ma quando ti sei curvata per sfiorare il suo viso, hai preso la rivoltella,

così.

E quando hai sorriso sulla soglia, l 'Arne era già dentro la tua borsetta. È

vero! Barilal ti aspettava sul pianerottolo.

Tu hai aperto la borsa e gli hai dato la rivoltella.

Hai chiamato l 'ascensore, sei scesa, sei uscita.

Eri ancora allegra quando sgambettavi da un negozio all 'altro.

Barilal poi è entrato, aveva la chiave, gliel 'aveva data Manuel perché veniva

spesso a parlare d 'affari, no?

E allora Manuel poi è andato alla scrivania, vero? È andato così alla

ma... Un attimo prima che si girasse, Barilar gli

aveva sparato un colpo a bruciapelo.

Barilar ha sparato ancora due volte e anche il secondo colpo è andato a segno.

E il terzo è venuto qui, vedi?

Perché Manuel si è piegato, si è piegato così come te, solamente che lui è

caduto lì in terra, capito?

Raggezione!

Andiamo, via, andiamo. C 'è Barilar che mi sta aspettando.

Lo vedrò.

Sì.

Oggi? Sì.

Potrò parlargli?

Sì.

Quanto vorrò?

Lo vedremo.

Ho fatto venire un 'altra macchina. Bravo.

Posso andare a vestirmi? Sì, vai, vai, vai.

Allora. E Baron?

Quando sarà pronta poi la porterai al chiesor Fevre. Baron rimarrà qui fino a

quando verranno ad apporre i figili. Bene, bene. Arrivederci.

Pochi minuti fa ha telefonato la Puan. Sì? Ha detto che il giudice Anselen è là

che aspetta e...

Nel frattempo, Sartella e Sacuccio.

Cosa? Sartella, secondo te? Così ha detto, io riferisco.

Chi l 'ha detto?

La foine.

Beh, va bene.

Hai detto.

Chiaro.

Chiaro. Jeff Glass tagliava e trasformava le pietre preziosi. Il

rivendeva. Chiarissimo.

Dov 'è questo lui adesso?

Ah, l 'ho arrestato, signor giudice, è a sua disposizione. Ah, bene, bene.

Lo sa che ho passato tutta la notte a studiarmi l 'incastramento dei busti

gioiellerie, rimasti impuniti da venti anni a questa parte.

Eh, beh, l 'avevo intuito, questa mattina in suo ufficio lei si divertiva

smontare e rimontare davanti a me tutta la questione, pezzo per pezzo.

Un gioco di pazienza.

Ma io stanotte pensavo...

Alla sua pazienza. Mi sento un po' responsabile della morte di Jeff Clark.

No, no.

Io invece sai cosa le dico, caro Maigret?

Che nel modo in cui ha condotto tale inchiesta ritrovo tale e quale la sua

pazienza.

Lei ha fatto uscire dall 'ombra i vari personaggi, uno per volta. E uno per

volta se li ha rigirati tra le mani, giocandoci come il gatto fa col tocco.

li ha ributtati, ognuno nel proprio angolo.

a covare la propria paura. Ha aspettato, l 'assassino si è mosso e lei non ha

giocato più.

Sì, avanti.

Capo.

Fala entrare.

È nervosa.

È nervosa, sì.

Se fosse armata non darei un centesimo per la pelle di quel mascalzone.

Questo confronto, le confesso, mi elettrita. Cosa pensa lei?

che assisteremo allo scontro di due belve.

Avanti, avanti.

Sieda, sieda là, signor giudice. No,

la prego, signor giudice, prego.

Cosa ormai il mio compito?

Ormai è finito, praticamente.

Resta poco da fare.

Si dovrà interrogare qualche testimone, fare qualche verifica, redigere

qualche rapporto. Ancora una settimana di scartocchi, insomma.

A starle dietro ho perso la nozione del tempo.

Non sapete nemmeno dire che giorno è oggi, sa?

È soltanto il giorno dopo, signor giudice.

Che pensiero gentile farmi trovare qui la signorina Bush.

Beh, da questi incontri spesso salta fuori la verità.

Dov 'è il mio avvocato?

Cos 'hai da guardare, stupida?

La verità, signor commissario.

Eccola la verità.

Non sono stata io.

Non sono stata io!

E dillo!

Dillo anche tu che io non c 'entro! Non c 'entri! Ha studiato tutti i

particolari per mesi e mesi e adesso non c 'entri! Non è vero! Mi è sempre

venuto dietro giorno e notte! Mi supplicava, mi invocava!

Negalo! Ma se ho avuto un attimo di debolezza adesso la paglia è assassino!

Non si sa che c 'è una delizia!

Se hai fatto tutto da sola, hai stabilito tutto tu! Il giorno, l 'ora,

ammazzare!

Non è vero, io gli volevo bene a Manuel.

E allora perché l 'hai ammazzato?

Perché l 'hai ammazzato?

Perché volevi me?

Perché volevi me?

Per salvarti, anche tua madre manderesti alla migliettina.

Diceva, diceva che aveva un piano perfetto.

L 'uscita è il suo piano perfetto! Il mio piano se per tre anni mi hai

Hai pianto perché te l 'ammazzassi il tuo Manuel! Manuel!

Manuel non ti è bastato!

Due anni ammazzati! Te ne sei andato a cercare un altro in soffitta!

Avevo un debole per Manuel, vero?

Beh, in un certo senso, sì.

Sentami, Gre.

Secondo lei, quale dei due?

Eh, quale dei due?

Il giudice è lei, no?

E adesso è a far suo?

Io gli riconsegno così come sono.

Non è stata una scena piacevole.

No, non è stata una scena piacevole.

Vedeme, Gre.

In tutta questa storia, così squallora, così cattiva, Così, così animaletta.

Pure c 'è un dettaglio che mi intenerisce.

Non posso fare a meno di pensare alla bambina che, nell 'inferno di due, mise

sua piccola mano in quella di un uomo dal viso fasciato e camminò con lui,

sapere dove andasse e dove l 'avrebbe portato.

Sente che aria, signor giudice?

Ogni giorno apro questa finestra e contemplo la senna, i rimorchiatori che

salgono la corrente, i battelli.

E ogni volta cerco sulla riva un pescatore. Lo vedo da anni, è una figura

familiare. Beh, non sarà sempre lo stesso. Ma cosa vuole, signor giudice? A

importa soltanto che ti sia sempre qualcuno che pesca vicino al ponte Saint

-Michel.

E mi completa il quadro. Io lo chiamo il mio pescatore, ecco.

senta di te come

un cioccolato sopra il freddo

ma ogni nota parlava di te

me

ne andai da quel caffè giurai di non tornarci

più invece la sera

Grazie.

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