All language subtitles for Le Inchieste del commissario Maigret 2x03 La vecchia signora di Bayeux-01

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Original subtitles

Il tempo fila questo giorno, l 'acqua passa

sotto il porto, sui bordi dell 'Atene

due ombre s 'avvano.

Il tempo fila questo giorno,

niente ha cambiato, figlio.

Montmartre sa bohème d 'or sous la pluie.

A chaque jour sa chance et tous ces pleurs

qu 'on ne peut pas retenir.

Et puis sans qu 'on y pense la vie s 'en va en

portant nos souvenirs.

Il tempo si gioca a Parigi come in

oltre e passano le settimane

e l 'espoir si muove.

Vediamo un po'. Il 7 è partito stamattina.

Ma oggi è mercoledì e arriva l 'avvocato Pittar.

L '11?

No, no, è una matrimoniale ed è meglio tenerla a disposizione.

Potremmo metterlo al 18.

Ma è in soffitta.

Allora io vado al mercato, signora Ivette. Sì, va bene, e ti raggiungo dal

macellaio.

Signora, Pier mi ha mandato a dire che gli è arrivato dell 'ottimo pesce.

Potremmo fare la buia best di mercoledì.

Ma questa sera c 'è il pranzo del signor sottoprefetto. Lui vuole tempo in

pesce. E tu pensa alla verdura e alla carne. E quando verrò io vedremo.

Va bene.

Allora alla undici, la matrimoniale.

Sì, sì, non vedo altra soluzione. Anche questo è occupato. Buongiorno,

signorite.

Buongiorno. Buongiorno, François. Signor François, quanto tempo che non vi

vediamo. Eh, tre mesi. Temevamo foste ammalato. No, no, no, no. Il principale

ha mandato a fare un giro di ispezione nel TUD.

Nitta, Martiglia... Ce l 'ha detto il vostro collega, Richard.

Ah, sì. Oh, signor François.

Buongiorno, come state?

Bene, grazie. Dove ne porto? Nella mia solita camera, no? Il 12.

Ma il 12 è occupato.

Occupato? Come sarebbe a dire?

Io voglio quella camera, lo sapete. Sono dieci anni che vengo qui e... Eh sì,

però sono tre mesi che non vi fate vivo.

Eh, postate il cliente che c 'è.

Mettetelo in un 'altra stanza. Mi dispiace, non è assolutamente possibile,

signor Prato. È una persona di riguardo.

E chi è questo padre eterno?

Buongiorno, buongiorno. Buongiorno, buongiorno. Nessuna telefonata per me?

nessuna telefonata. Avete fatto una buona passeggiata?

Ottima, sì. E che ne dite di Saint -Lô? Vi piace?

Grazioso, è un bel... Per il pranzo avete qualche desiderio particolare? Non

pesce, carne, pollame?

Beh, mi affido a voi, signora Ivette.

Avete un ottimo affare. Vi ringrazio e cercherò di non deludervi. E di non

troppo ingrattare perché quando arrivo a Parigi mia moglie mi scrive su un po'.

Va bene. Se arriva qualche telefonata... Per me la passata all 'ufficio. Senz

'altro. Grazie.

Arrivederci, signor commissario. Buongiorno.

Commissario. Polizia. Già, è il famoso commissario Magret di Parigi.

E chi ti fa qui attenduto?

Il nostro caro commissario Lefebvre, quello che è stato trasferito. E hanno

mandato qui Magret a far pulizia. Ah, e alloggia qui da voi. Il nostro è l

'unico albergo che ha le camere col telefono. E il commissario vuol fare una

telefonata alla moglie ogni sera a Parigi.

È veramente seccante, però, eh?

Vi darò una camera anche migliore, signor Franco.

Buongiorno. Buongiorno.

Allora, dove le porto?

Vi do la numero 6. È la stanza col bagno. Siete contenti? Sì.

Sì, avanti.

Per voi, signor Comitario, da parte del procuratore.

Eh? Eh.

Una bella piazzetta questa qua, calma, pulita, eh? Sono accorto che era la meta

di tutte le bambinaie.

Però qui i bambini devono essere, non so, piuttosto tranquilli o tristi,

non si sentono mai piangere né strilli. Curioso.

Sa perché.

Eh.

Dove vai?

Non so.

Se non lo sai, aspetta.

Ecco.

Adesso.

Dunque.

È là fuori? Sì, è in anticamera. Vorrebbe vedervi. Ma io non ho detto

ci siete o non ci siete.

Va bene.

Entri pure, allora.

Carità.

Per carità.

Eccola qua.

Questa è la provincia.

Avanti, avanti.

Prego, accomodatevi.

Prego, prego signore, accomodatevi.

Senti, sentitevi.

Io vi ascolto. Vi ha mandato qui il procuratore generale, vero?

Sì.

E allora, signorina...

Jean Ledru, volete raccontare anche a me quello che vi sta a cuore?

Quanti anni avete?

28. 28 anni. Professione?

Professione? Ecco, forse è meglio che vi dica subito qual è la mia situazione.

Ero ancora piccola quando rimasi orfana. Ho cominciato a lavorare a 14 anni come

domestica. Allora non sapevo né leggere né scrivere.

Va bene.

Continuate, continuate, prego.

Entrai per caso al servizio della signora Quasia Bayeux.

Forse l 'avete sentita nominare?

No, no, confesso proprio no.

Vi parlerò dopo di lei.

Intanto però è bene che sappiate che presto si affezionò a me a tal punto che

fece studiare le sue spese.

Mi tenne presso di sé non più come domestica, ma come dama di compagnia.

Vole perfino...

Che la chiamassi zia Josephine.

Ah, dunque non è vostra... vostra zia, eh?

Bene, bene, signorina Jeanne Ledru.

L 'ho vicinata a Bayeux presso la signora Josephine Croazier, eh?

Tutto ciò ormai appartiene al passato.

La zia è morta ieri, qui a Saint -Loup.

È per questo che sono qui.

È stata assassinata.

Assassinata?

Siete certa?

Ci metterei la mano sul fuoco.

Come fate ad essere così sicure? Eravate presente?

No. Allora ve l 'ha detto qualcuno?

La stia stessa.

La tia mi ha detto di essere stata assassinata.

No, commissario, non ridete di me, non sono pazza. So benissimo quel che dico.

Signora, ora, mi prego, spiegatevi, accomodatevi pure.

La tia diceva sempre che se le fosse successo qualcosa mentre si trovava in

quella casa, il mio primo pensiero doveva essere di esigere un 'inchiesta.

Un momento, di quale casa intendete parlare?

Nella casa di suo nipote, Philippe Delijard.

In via Recolet.

La tia aveva bisogno di farsi curare i denti.

Figuratevi, a 68 anni, incominciava appena adesso a soffrirne.

Così si era decisa a passare qualche settimana qui a Saint -Lô, ospite del

nipote.

Io invece ero rimasta a Bayeux.

Non ero troppo ben vista in casa di Ligère.

E l 'età di questo nipote?

44, 45 anni al massimo.

45 anni al massimo.

Professione? Nessuna.

Fino a pochi anni fa disponeva di un discreto patrimonio.

Per la precisione, la dote della moglie.

Ma il signor Deligere è sempre stato un pessimo amministratore.

Sperfri, speculazioni sbagliate, hanno fatto piazza pulita dei beni familiari.

Devo dire però che il signor Delijard non ha cambiato il tenore di vita,

perché abitano ancora nella villa di Via Recollet con cuoca, cameriere e

autista.

E come risolve il signor Delijard il suo problema economico?

Prestiti, prestiti.

Come fate a saperlo?

L 'azia lo diceva spesso, del resto non era un mistero.

Tutti sapevano che Philippe si era rivolto perfino ai vari usurai della

Philippe? Sì, il signor Delijard.

Poi è venuto spettissimo a Bayeux a supplicare la zia perché gli prestasse

denaro. E lei si è lasciata impietosire?

Neanche per sogno.

Mi rispondeva sempre di aver pazienza, di attendere fino alla sua morte.

La zia, sì, la signora Corrattiera, molto ricca. Molto, non lo so.

Certamente abbastanza.

Ha saputo far fruttare molto bene il denaro lasciatole dal marito.

Allora, continuate, continuate pure, signorina, continuate.

Ma non ho altro da aggiungere.

Non avete altro da aggiungere? Allora, signorina, le dure.

La vostra accusa si basa

unicamente sul fatto che Philippe de Lisard era

corto di quattrini e che solo la morte della tia avrebbe risolto i suoi

problemi. Vi ho detto quello che diceva la tia, lo ripeteva sempre, che se le

fosse successa una disgrazia in casa del nipote... Beh, sì, va bene, dovreste

sapere quello che valgono certe...

Fissazioni, no? Delle persone antiane.

Capite, signorina, i fatti, ci vogliono dei fatti.

La zia è morta ieri, verso le 5 del pomeriggio.

Stava benissimo.

Vogliono far credere che è stata una crisi cardiaca.

Al momento della morte voi dove eravate? A Bayeux?

No.

Ero qui a Saint -Lô.

Mi pareva avesse detto che non avevate accompagnato la signora

Croazie. Infatti, ma io vengo spesso qui a San Francisco.

C 'è appena una mezz 'ora d 'autobus a Bayeux.

Così anche ieri avevo approfittato per venire a fare qualche commissione.

E non avete cercato di vedere vostra zia, la signora

Croazie? Sì, certo.

Sono passata in via Recolet. A che ora?

È verso le quattro. Ma la zia era già uscita.

E chi ve l 'ha detto?

Il cameriere.

Allora c 'è da credere che fosse la verità. A meno che questo cameriere non

avesse ricevuto prima degli ordini precisi.

Appunto.

E dopo?

Dopo cosa avete fatto?

Ve l 'ho detto.

Avevo diverse commissioni da fare.

Spesette per me e per la casa.

Poi sono tornata a Bayeux.

La mattina per caso, leggendo il giornale, ho saputo della morte della

strano, eh?

Perché? Eh sì, signorina, è strano perché alle quattro del

pomeriggio, quando siete passate in via Recolevi, hanno detto che la zia era

uscita.

Tornate a Bayer e stamattina prendete il giornale che la signora Croazie è morta

qualche minuto, qualche minuto, al massimo, insomma, un 'ora.

dopo la vostra visita.

Bene, bene, bene.

Siete sempre dell 'opinione di voler sporgere denunzia, vero?

Signor Commissario, io possiedo ben poco, ma darei fino all 'ultimo

perché venga alla luce la verità e siano puniti i colpevoli.

Ma sentite, già che avete accennato alla vostra situazione finanziaria, ditemi

un po'.

Contate di ereditare da vostra stia, sistema della signora Croazie?

Posso rispondervi con assoluta certezza, no. Ho scritto io stessa il testamento

e ho formalmente rifiutato qualsiasi legato.

Beh, bel gesto, eh?

Se no, chi avrebbe mai potuto credere al mio disinteresse durante tutti gli anni

che ho consacrato alla mia benefattrice?

Così ora voi vi trovate senza un soldo, eh?

Non ho detto quello.

Ricevevo uno stipendio come dama di compagnia ed ero completamente espesata.

mi è stato difficile mettere da parte una piccola somma.

Scusate, ancora una domanda.

Filippo è l 'unico erede, vero? Sì.

Supponete che venga giudicato colpevole dell 'uccisione della signora

Croazie.

In tal caso, a chi andrebbe l 'eredità?

Alle opere assistenziali per la protezione della giovane. Ah, e allora

signora Corazzi si interessava di opere di beneficenza?

Soprattutto ai problemi delle giovani.

Molto bello, questa era una donna molto virtuosa.

Sì, molto.

Forse un po' maniaca?

Forse.

Beh, io vi ringrazio signorina.

Ordinerete l 'inchiesta, vero?

Signorina, se ce ne sarà bisogno... Sì, vedremo, insomma. In ogni caso, dove

posso trovarvi?

Mi fermerò qui fino al giorno dei funerali. Quando vorrete mi troverete in

Viericolè.

In casa di Philippe Delichard?

Non ci rivolgiamo la parola, ma rimango ugualmente vicino alla zia nella camera

ardente. Non possono allontanarmi.

La notte però, dormo all 'albergo di Noa.

Il signor procuratore vi appena.

Ah, grazie.

Sì, avanti.

Permesso?

Ah, commissario Magretti.

Vi avrei chiamato io.

Sì. Prego, scusate. Grazie.

Allora, avete ascoltato quella... come si chiama?

Quella signorina Jeanne.

Ah, sì, sì.

Sì, signor procuratore, ho finito in questo momento, vengo adesso dal

commissariato.

Allora, cosa mi dite?

Chiacere, vero?

Fantasie? Sì, forse, ma è un po' prematuro dare giudizio adesso, signor

procuratore.

Vieneva andare sul posto, sentire altre persone.

Vorrei appunto essere autorizzato, sempre che lo riteniate necessario.

Cosa volete che vi dica, commissario? Se c 'è una denuncia bisogna pur far

vedere che si fa qualcosa.

Ecco, naturalmente, allora andrò oggi stesso in casa de Rijal.

Negri, vorrei dirvi due parole a proposito della nostra posizione

qui.

Voi venite da Parigi, vero? Gran bella città, un altro mondo, credetemi.

Qui purtroppo siamo in provincia.

Ecco, sì, è bene che nel vostro lavoro non lo dimentichiate mai.

Siamo in provincia, gran brutta bestia.

Avrete le mani assai meno libere che al vostro ufficio di Chede Torfevro. Che si

sa, effettivamente io non sono abituato, ma sono stato mandato qui per mettere

un po' di ordine e allora credo che... Bisogna usare la massima circospezione,

soprattutto quando si tratta di persone importanti. Ecco, è il caso di Philippe

Deligiar, che forse non sarà un santo, ma che è ricevuto dappertutto. Ha alle

spalle la parte rappresentativa della regione.

Allora, signor procuratore, devo intendere che è meglio minimizzare le

quella ragazza? Il dovere, la legge innanzitutto, ma prudenza.

Siate prudenti.

Va bene, signor procuratore, sarò prudente.

Arrivederci. Arrivederci.

Signor Deligiar, per favore. Ah, il signor Filippo è di là, nella camera

ardente. Mi spiace, ma è necessario che io gli parli. Ditegli che c 'è il

commissario Maigret.

Ditegli polizia.

Signor De Ligia, sono il commissario Megrè. Scusatemi, non è certo il momento

più adatto, ma avrei bisogno di qualche informazione.

Sono a vostra completa disposizione.

Volete accomodarti nel mio studio?

Prego. Vi faccio strada.

Accomodatevi, prego.

Ah, avete... avete un giardino meraviglioso, eh?

Ma che giardino? Questo è un vero parco.

È una rarità.

Già.

Dovrei chiedervi a che devo la vostra visita.

Non mi è difficile immaginare che si tratti di una delle tante manovre di

ragazza. Ah, parlate della signorina Ledru? Jeanne Ledru?

Parlo proprio di quella piccola intrigante che ha finito di avere un

ascendente sulla zia.

Tenta di mordere fino all 'ultimo.

Un sigaro?

No, grazie, io fumo solamente la pipa, anzi se permettete... Prego. Grazie

tanto.

Questo funesto ascendente, come dite voi, è durato molto?

Spero vi rendiate conto, signor commissario, quanto sia penoso.

Ed anche estremamente sgradevole ricevere in un momento come questo la

della polizia.

Ma io desidero che non ci siano ombre sulla morte della zia.

E solo per questo risponderò alle vostre domande.

Prego, accomodatevi.

Grazie.

Spero che quella piccola vipera abbia la lesione che si merita.

Cioè?

Dovete sapere, signor commissario, che la zia, almeno negli ultimi tempi, aveva

aperto gli occhi su quella ragazza. Non era più vittima dei suoi subdoli

raggiri. Aveva capito finalmente in che consisteva la sua famosa devozione

disinteressata.

Figuratevi che, quando abbiamo saputo che la zia voleva passare qualche

settimana qui a Zenlo, noi pensando di farle cosa gradita, ma soprattutto per

non cambiare nulla nelle sue abitudini, Ci offrimmo di ospitare anche la

ragazza, la casa è abbastanza grande ed è più che naturale.

Eravate molto affezionato alla zia?

Sì, quell 'affetto che si può avere per una zia che si vede di rado.

Allora dicevate che volevate ospitare anche la ragazza?

Sì,

beh la zia rifiutò nettamente.

Anzi, proprio in quell 'occasione ci confidò che ne aveva abbastanza di lei e

che cercava da tempo un pretesto per liberarsene.

Come è falso e crudele il mondo, eh?

Povera donna, non la poteva più soffrire da quando aveva capito che quella

pettegola aveva cercato, in tutte le maniere, di metterla in urta con noi che

eravamo i suoi unici parenti. Ma non c 'è riuscita, se Dio vuole.

Ah sì? Perché...

Ha cercato di mettere... Come?

Piccole meschinità, sapete, chiacchiere sulla mia vita privata.

Da uomo, uomo commissario, ammetterete che alla mia età e nella mia condizione

naturale, o con discrezione si intende, che volete la zia infatuata come era, di

virtù, non poteva ammettere, non riusciva a perdonare certe piccole

libertà. Del resto è più che giusto.

Inutile toccare certi argomenti con le persone di una certa età.

Eh, se capisco. Ma siete proprio sicuro che sia stata Jeanne a

informare vostra zia? Me l 'ha detto lei?

Ma certo.

Quella ragazza però ha fatto male ai conti.

È stata una pessima manovra che si è rivolta contro di lei.

Perché...

Quando la zia è venuta a sapere che la sua casta da migella riceveva sotto il

suo tetto un giovanotto, di cui almeno che si possa dire che la sua famiglia

è molto onorata.

Perché Jean aveva un amante?

Da due anni.

È incredibile, eh?

Lui si chiama Jacques Mercier. Si occupa di trasporti insieme ad un amico.

I suoi genitori sono falliti qualche anno fa.

Ma siete stati voi a dirlo alla zia?

Naturalmente.

Per farle capire da che pulpito veniva la predica.

Dovevo aprirle gli occhi. Era mio dovere.

Capite ora perché la zia desiderava liberarsi di lei.

Solo il timore di una vendetta la tratteneva.

Povera donna, non era tranquilla.

Per questo voleva sistemarsi definitivamente qui da noi.

Ed io, figuratevi con quale piacere l 'avrei messo a disposizione la mia casa.

Ma ne avevate già parlato alla CIA?

Naturalmente, ancora ieri l 'altro.

E lei cosa aveva deciso?

Beh, non aveva ancora deciso, però cominciava a preparare il terreno.

E Jean doveva aver subodorato qualcosa.

Tuttavia io non credo che accusiate Jean.

di aver ucciso vostra zia.

Ma mia zia non è stata uccisa.

Quella ragazza deve essere pazza che vi ha raccontato film di Fandonia.

La povera zia è morta di una crisi cardiaca e l 'ufficiale sanitario lo ha

espressamente riconosciuto.

Non vedo come... Insomma, voi non accusate Jean Ledru.

Lo farei, se non fossi certo che la zia è morta di morte naturale.

Ma state tranquilli che se quella spudorata continuerà a mettere in giro

chiacchiere sul nostro conto, la denuncerò certo, per diffamazione.

Una domanda, signor Deligiano.

Vostra zia è morta verso le cinque, vero?

Esatto, le cinque e pochi minuti. Sì, è stata mia moglie a dirmelo, perché io

non ero in casa, purtroppo.

È morta senza neppure aver avuto il tempo di dare disposizione.

Poteste dirmi dove si trovava alle quattro la signora Crozie, vostra zia?

Sì, posso darvi una risposta precisa perché ogni giorno alle quattro la zia

aveva un appuntamento col dentista.

Si trattava di una lunga protesi.

E sapreste dirmi anche a che ora è rientrata?

Sì, verso le cinque mi hanno detto.

Era nella sua camera quando ha cominciato a sentirsi male o no?

Sì. E vostra moglie era presente?

Ha potuto soccorrerla nel momento in cui la povera zia ha aperto la porta per

chiedere aiuto.

E voi dove eravate?

Commissario, spero non ti tratti di un interrogatorio.

Non lo sopporterei?

No, perché si tratta soltanto di controbattere una volta per tutte le

insinuazioni di quella ragazza.

Ero al circolo.

Generalmente esco di casa verso le quattro e mezza, cinque meno un quarto,

piedi per fare un po' di moto.

Verso le cinque sono al circolo, faccio un bridge.

Alle sette e mezzo viene la macchina a riprendermi per la cena.

Dunque vi hanno telefonato al circolo per...

Avvisarvi che la zia stava male.

Esatto. E quando siete arrivati a casa... Purtroppo la zia era

già morta. Era presente anche il medico. E i domestici erano in casa?

Arsène, l 'autista, era in permesso.

E il cameriere e la cuoca, suppongo, fossero in cucina.

Sì, lì.

Buonasera. Buonasera.

Scusami, caro, ma ci sono già delle persone che ti aspettano per salutarti.

Anche il presidente del tribunale ha fatto sapere che sarà qui tra poco.

Sì, siamo buoni amici.

E anche presidente del mio circolo.

Mi scusate, vero? Prego.

Mi spiacerebbe non essere presente.

Ma certo, certo. Vorrei soltanto approfittare un attimo della cortesia

signora, già che è qui presente.

Prego. Come vi siete accorta, signora?

Che la signora Crozi stava male.

Stavo riposando nella mia camera, eravamo da poco rientrati da fuori,

sentito come un prolungato lamento venire dalla camera della zia.

Ho esultato un istante per sincerarmi di non essermi sbagliata, ma è stata

questione di pochi attimi, perché ho avuto come un presentimento.

Mi sono alzata di scatto, ho aperto la porta e contemporaneamente anche la

della camera accanto si spalancava. Sono rimasta inquietrita.

La povera zia con il volto contratto e incredibilmente pallido si trascinava

chiedendo aiuto. E cosa avete fatto allora?

La mia prima preoccupazione è stata quella di aiutare la zia a stendersi sul

letto e poi mi sono precipitata a chiamare il dottore.

Avete telefonato al vostro medico di famiglia? No, abita troppo lontano.

Per far prima ho chiamato il medico più vicino ma è stato inutile.

Avete altre domande da rivolgersi? No, no, per il momento proprio... Allora

posso salutarvi commissario?

Senz 'altro.

E sono certo che dopo tutte le spiegazioni che ci siamo dati la pena di

il nostro lutto non sarà più turbato da questa ridicola storia.

Il cameriere vi accompagnerà. Grazie. Signora?

Questa camera?

Ah, era della povera signora così.

Vorrei darvi un 'occhiata, se possibile.

Ma io non so se non è stata ancora messa in ordine. Un attimo, questione.

Grazie.

Grazie.

Buongiorno, signor Jack.

Buongiorno. Non c 'è la signorina Ledry?

La chiave è qui.

Deve essere uscita.

Non ha lasciato detto niente per me?

No, niente.

Grazie. Prego.

Signorina. Jacques.

Scusa, è molto che aspetti.

Fuori una mezz 'ora, poi mi sono deciso di venire a chiedere. Oh, commissario.

No, se vuoi mettere a fare, io aspetto.

Ma che dite mai, commissario?

Buongiorno. Jacques Mercier, il commissario Maigret. Molto piacere,

volevo chiedervi solamente qualche schiarimento, ma mi pare che questo non

il luogo più adatto.

Vogliamo andare di là? Andiamo di là, magari.

Se ci fosse in quel tavolo, credete più adatto?

Beh, Jack può restare con noi. Certo, ampi, accomodatevi.

Dunque, signorina Jean, anzitutto,

permettetemi di farvi notare che non è stato gentile da parte vostra.

Non avermi parlato subito del signor Martini.

Ho pensato che non avete nulla a che fare con questa faccenda. Non è mai bene

essere sinceri a metà, credete.

Specialmente quando ci sono persone che non hanno nessun interesse ad essere

discrete. Già, avrei dovuto immaginare che Filippo Deligiave ne avrebbe

Che altro vi ha detto di me?

Cose abbastanza sgradevoli.

Come potete immaginare, è senza dubbio un perfetto uomo di mondo, ma ha il

avvelenato.

Cosa prendete, signorina? Un porto, grazie. Voi?

Anche per me, grazie. Allora, due porto e una birra per me.

Dunque, da quanto tempo vi conoscete?

Da due anni.

Da quanto tempo il signor Mercier aveva preso l 'abitudine di venirvi a trovare

in casa della vecchia signora?

Da più di un anno.

E non avete pensato a sposarvi, no?

La vecchia signora, come dite voi, non l 'avrebbe gradito. L 'avrebbe

considerato un tradimento.

Era molto gelosa dei miei sentimenti.

Non aveva nessuno al mondo, tranne quel nipote che detestava.

Così mi consideravo un po' come un oggetto di sua proprietà.

Abbiamo deciso di vederci di nascosto solo per non deluderle, per evitarle un

dolore.

Ero tanto, infine...

Grazie,

Diego.

Grazie a te. Alla vostra.

Dunque, Filippo De Ligiaro sostiene che i vostri affari non vanno bene, vero?

Rispondi, Jack.

In un certo senso è vero. Mi sono associato con un amico e abbiamo

camion di seconda mano per il trasporto del PC.

Purtroppo i camion erano in pessime condizioni.

Ora sono fermi in officina perché non abbiamo da pagare le riparazioni.

Ora, signorina Jeanne, volete ripetermi a che ora siete passate

ieri l 'altro, in via Recollet?

Saranno state le quattro, però già.

Ma perché, scusate, c 'eravate anche voi?

Sì, l 'ho accompagnata in macchina, l 'ho aspettata all 'angolo della strada.

Non dovevano essere più delle quattro qualche minuto.

L 'avete accompagnato in macchina da Bayer?

Sì.

Va bene.

Ma scusate, voi non mi avevate detto di essere venuta in autobus?

Molto bene.

Suppongo che la signorina Jeanne...

Vi abbia chiesto di accompagnarla qui a Saint -Lô, anche la mattina dopo, quando

ha letto sul giornale che la signora Croazie era morta.

Sì.

Va bene, benissimo.

E adesso ditemi voi, signorina, che ora era quando siete entrate in casa dell

'Ijar, il mattino dopo la morte?

Le nove e mezzo.

No, è mezzo, dunque era passata tutta la sera e l 'intera notte.

Potete dirmi quello che avete visto dal momento in cui siete entrata nella villa

di via Recolet?

Beh, prima di tutto ho visto il cameriere.

Poi ho visto degli uomini nel corridoio.

Poi Delijard, che mi ha detto a bassa voce, immaginavo che vi sareste

presentata.

Poi ho visto la zia.

Ecco, adesso...

Cercate di essere ancora più precisa, signorina Jeanne.

Avete visto il cadavere della signora Croatie?

Dove?

Nella bara.

Era nella bara?

Ma non era ancora chiusa? No, l 'hanno chiusa poco dopo in mia presenza.

I piomi che avevo incontrato nel corridoio entrando erano appunto delle

funebri.

Dunque siete certa di aver riconosciuto vostra zia?

Assolutamente.

Un 'ultima domanda.

Sapete se oltre all 'entrata principale di via Recolet ce ne sia anche un

'altra di servizio?

C 'è quella del garage.

Ah, quella del garage. E sapete se entrando di là si può salire i piani

superiori? Sì, si può. C 'è la scala piccola, come la chiamano loro, che

direttamente di sopra.

Ho capito.

Vi ringrazio. Scusate.

Arrivederci. Arrivederci.

Arrivederci.

Allora,

se

non vi dispiace, facciamo un piccolo verbale.

Sei pronto?

Prontissimo, signor Commissario.

Allora, signor Donatier, voi siete il segretario del club, vero? Sì, signore,

cinque anni.

Diciamo, questo club che si chiama? Club Presidente Lemasso.

Presidente Lemasso, è scritto?

Alla perfezione.

Dunque, riepilogando, siete certi di aver visto arrivare ieri l 'altro signor

Ligiaro alle cinque e un quarto, è così, vero? Ma come fate ad essere proprio

sicuro che fossero alle cinque e un quarto?

Da anni il signor De Ligiaro arriva un po' prima delle cinque.

Per iniziare alle 5 in punto la partita di Brigi con i suoi abituali compagni.

Ora, ieri l 'altro, uno dei tre signori che erano seduti al tavolo già da un po'

di tempo mi chiamò. Mi chiamò per chiedermi se per caso il signore De

avesse telefonato per avvertire del ritardo.

Io guardai l 'orologio. Erano le 5 e un quarto.

E proprio in quel momento il signore De Rigiardi entrava in sala da gioco.

Avrà avuto appena il tempo di sedersi e di dare la prima mano di carta che

dovete tornare. Dovete tornare per dirgli che lo chiamavano da casa.

Cioè cinque minuti dopo il suo arrivo? Forse nemmeno.

E cosa disse al telefono? Non ho sentito il commissario. Era chiuso in cabina.

Però quando uscì era molto pallido. Sì, gli era morta sua tira.

Ve lo disse lui?

Sì.

È successa una cosa terribile, mi disse.

Mia tira è morta.

Sì.

Sofforzare!

Posso assicurarvi, commissario, che alle sedici e quaranta la signora Croisier

sedeva ancora qui. E, sciacquare, alle

cinque meno dieci lasciava

il posto alla moglie del sindaco.

Qui c 'è scritto tutto, tutto annotato al minuto. Aprile.

È incredibile però, eh? Alle cinque e un quarto la signora era già morta.

Ma avete avuto l 'impressione, non so, che fosse una donna sofferente, ansiosa,

ansimante, qualche segno del male?

Ma niente, commissario. Era una vecchietta arzilla, sempre di ottimo

umore. Davvero, anche sotto il trapano.

Sembrava si divertisse.

Sopportare! Sciacquare.

È inutile cercare le cause. Se il cuore, come pare, era impegnato...

Basta un minuto, un istante, e può succedere a tutti, a me, a lui, a voi, e

senza alcun segno premonitore.

Ehi, il cuore!

Buongiorno, buongiorno, scusate il disturbo ma sono il commisario Megre,

vorrei qualche informazione a proposito della morte della signora Croazie.

Prego, prego, accomodatevi. Grazie.

Scusate se mi trovasse così ma stavo cuocendomi la colazione, non ero

in un 'operazione importante.

Come un 'operazione importante, importantissima, direi essenziale. Posso

sì? Scusate un attimo.

Fate, fate pure.

Benissimo.

Sì, bellissimo. L 'uovo della giornata.

E lo è tutto fresco.

Sì, molto bene.

Cos 'è?

Schubert? No, Mozart.

Mozart? Piccola serenata notturna.

Bravo, mi sembrava... Sì, sì, sì.

Prego, prego, accomodatevi. Grazie. Sono a vostra completa disposizione. Prima

il dovere e poi il piacere. Ma che piacere? Non è necessario, dottor, che

piacere. Dunque, voi siete il medico più vicino a via Recolet, dove abita la

famiglia Delijard, credo. Più o meno.

Credo che ci sia un collega in via Minim, ma non lo conosco. Vi era

essere chiamato in casa Delijard, no?

Mai. Come avrete capito, entrando qui sono all 'inizio della carriera e la mia

clientela non è molto numerosa, è di condizioni assai modette.

Anzi, io...

Mi sono stupito di essere stato chiamato in una delle più belle ville della

città. Scusate, che ora era?

Potreste rispondermi con esattezza?

Con un 'esattezza cronometrica.

Perché ho un 'infermiera che viene tutti i pomeriggi per le visite e se ne va

alle 5 in punto.

E quando il telefono ha suonato la ragazza aveva il cappello in testa e

salutando. Ah, dunque erano le 5 in punto.

E quanto tempo avete impiegato per recarvi in via Recolet?

Otto, dieci minuti, un quarto d 'ora al massimo. Certo.

Vi ha aperto il cameriere?

Sì, ma subito la signora Deligiar mi è venuta incontro sconvolta, gridando

venite, venite, presto, dottore, e mi ha condotto nella stanza della malata.

Che stanza era? Una stanza a grandi fiori, celesti?

No, no, signor commissario, era una stanza gialla a righe.

A righe, non a fiori, me la siete certo?

Certissimo, a righe, arredata in stile impero.

Bene, bene.

Guardate che le vostre uova vanno... Scusate, scusate.

Prego, prego.

Fate pure le vostre uova.

Vi disturba se le mangio? No, no, fate quello che volete, ci mancherebbe.

In questo momento volete che vi aiuti? Sì, grazie, molto gentile.

Fate pure.

Avete messo il sale e tutto? Il pepe no, ma non ce lo vogliono.

Benissimo, mangiare è sanissimo.

Uova e latte, eh?

Prima colazione, sempre così.

Dunque... Volete favorire? No, io devo andare fra poco a colazione, io abito

'albergo du Nord.

Si mangia molto bene lì, è una cucina veramente raffinata.

Sì, sì, conosco. La padrona segue molto, si mangia benissimo dei piatti

veramente... Dunque, siete nella casa di via

Recolè, verso le cinque e un quarto.

E il corpo dov 'è?

Sul letto, naturalmente.

Sul letto. E cos 'hai indosso?

Una camicia da notte e una vettaglia.

Siete sicuro?

Sicurissimo, perché?

Ma c 'erano indumenti sparsi in giro per la stanta, no?

No, no, no, mi sembra di no.

Era presente la signora Drijard?

Sì, mi ha descritto l 'attacco che aveva avuto la zia. Ho capito subito che la

morte era stata molto veloce.

Avete potuto stabilire l 'ora approssimativa della morte?

Non al minuto, ma...

Il decesso non può essere avvenuto prima di un 'ora, un 'ora e mezza.

Cosa dite?

Un 'ora, un 'ora e mezzo?

Sì. Del resto la signora Testa mi dice di aver tentato di rintracciare altri

medici prima di telefonare a me. Un 'ora, un 'ora.

Sentite, dottore, voi siete all 'inizio della carriera.

Perciò statemi bene a sentire, siete proprio sicuro di quello che mi avete

detto? Pensateci un momento, guardate, non c 'è mica prezzo, proprio pensateci.

Sareste pronto a sostenerlo anche se fosse in gioco la vita di una persona,

la vita di un uomo?

È la verità. È la verità, d 'accordo, ma ebbene sappiate fin d 'ora che con ogni

probabilità sareste chiamato...

A confermarla anche in tribunale, eh? Ah, vi avverto che gli avvocati faranno,

non lo so, i salti mortali per mettere in dubbio le vostre informazioni. Ah,

facciano pure.

Per quel che mi riguarda possono anche rompersi l 'osso del collo.

Mi dispiace, dottore, di avervi infortunato. Ah, ben dietro. Se posso

utile... Accomodatevi, signor Letti. Grazie. Non vi tratterò molto, almeno

possibile. No, non preoccupatevi, commissario.

Ho cenato e ho tutto il tempo per la partita al caffè.

Ma di cui ti tratta?

Voi siete l 'ufficiale sanitario della città, è vero? Sì, da vent 'anni.

E in questa vostra qualità avete constatato due giorni fa la morte della

Josephine Croazier in casa Delijard, vero? Sì, ma c 'è qualche cosa che non

Insomma, ci sono diverse cose che... Conoscevate già i signori Delijard, voi?

Vagamente il signor Derijar. L 'avevo visto in città, è un uomo conosciuto. Ma

non frequentiamo lo stesso ambiente.

E a che ora siete andato?

Il municipio mi ha avvertito verso le sei e mezzo.

Sarò arrivato in via Recolet certamente prima delle sette.

Conoscevate già la signora Croati?

No. Chi vi ha accompagnato in camera?

La signora Derijar.

Ora, dottore, dovrei farvi una domanda.

Beh, è una domanda un po' singolare.

Vi ricordate come era tapezzata la camera dove si trovava il cadavere?

Ma c 'era poca luce.

Fateci mi pensare. Non vorrei dire una cosa per un 'altra. Certo, potrete dirmi

almeno se era tapezzata a fiori grandi, vistosi.

No, mi pare di no. Fiori proprio no. No.

E non ricordate nemmeno il colore, non so, celeste, giallo?

Ma certo, gialla sì, a righe, a righe gialle. A volte la memoria proprio non

assiste.

Figuratevi che ci avevo fatto caso entrando, perché mia figlia è da tanto

mette in croce la madre perché vuole la sua camera tappezzata di giallo.

Giustamente mia moglie dice che è un colore un po' troppo vistoso. E così

sapete, ogni giorno ci sono... Capisco, capisco.

E avete compilato l 'atto di morte secondo la formula abituale. Sì, ho

constatato che la vecchia signora...

Era morta in seguito a un collasso cardiaco. Ecco, non ci possono essere

sulla vostra diagnosi, non è vero dottore?

Non direi.

Anche il collega che era stato prima di me è stato dello stesso parere.

Eh, purtroppo questo è il momento dei collassi cardiaci. I passaggi di

con questi continui cambiamenti di tempo sono micidiali per i malati di cuore.

In questi giorni ne avrò registrati almeno una diecina.

Davvero? Tanti?

Sì, sì.

Non ci si crederebbe. I quadri statistici che prepariamo sono davvero

interessanti. Anche l 'altro giorno, oltre alla signora Croisier... Avete

altri casi? Quanti?

Almeno due.

Ah, sì?

Ancora una domanda, dottor Nettin.

Avete potuto stabilire l 'ora del decesso?

Beh, non me ne sono preoccupato.

Ma tra le 4 e le 4 e 30 certamente. Mi ringrazio.

Non credete meglio ordinare l 'autopsia?

A me non è parso necessario. Ma se credete che sia opportuno...

Viva, eh?

Viva, ah, viva.

Grazie, commissario.

Non ha avuto il tempo di accorgersi che dall 'acqua di mare passava nell 'acqua

bollente. Beh, ci diventa crudeli per il gusto del palato, eh?

Un gusto innocente, commissario, che volete fare?

Pensate che per avere un buon pizzone arrosto bisognerebbe spennarlo... Beh,

questo è quasi criminale proprio.

Qualcuno forse potrebbe dire che si tratta soltanto di bestia.

Sì, ma vi rendete conto che è esattamente quello che gli assassini

altri uomini, eh? Ma è proprio qui la differenza, che si tratta di uomini, non

di bestie.

E me la sentireste proprio di sostenere che non siamo un po' tutti dei

criminali, voi, questi qui intorno, io anche, insomma.

Soltanto che io e voi ce la prendiamo con la ragosta, con i piccioncini,

eccetera. Invece certi criminali ce la prendono con una povera signora che

lascia un 'eredità.

Ma per loro è sempre la stessa tendenza che li spinge ad uccidere, capite?

Ecco qua, commissario. Maionese, tutto a posto.

Signor commissario, Parigi in linea. Così? È vostra moglie.

Ah, vengo subito.

Pronto? Buonasera signora Begri, come va?

Benissimo, è il solito.

No, beh, freschino, ma no, no, freddo, freddo, freddo.

Sì, sì, sì, alla maglia.

Con le maniche lunghe, stai tranquillo.

No, no, no, bevo pochissimo, un po' di vino, così, intanto una birra.

Al solito, no, al solito.

No, stai tranquilla, stai tranquilla.

Come?

Si mangia malissimo qua, si mangia molto male, parlo piano perché c 'è il

portiere che mi sente, si mangia malissimo, te l 'ho detto, no?

E non c 'è scelta, non si sa cosa prendere, cosa mangio stasera? Eh, cosa

stasera? Stasera mangio un cosa, un omelette mi sono fatto fare.

Sì? Sì, non c 'era niente altro, ho detto fatemi un omelette.

E speriamo domani sia meglio.

E i tuoi mangiarini, cara.

Eh, lo so, lo so, mi hai viziato.

Certo, le tue cure mi mancano.

Va bene, va bene.

Buonanotte. A domani, eh? A domani, sì, cara.

Buonanotte.

Io credo che l 'aragosta la sera sia un po'

troppo pesante. Eh, ma è freschissima, eh? Non dubito che sia freschissima, sì,

ma è pesante la sera.

Non sapete che l 'aragosta è pesante la sera.

È meglio che rinunci.

Portatemi, piuttosto, facciamo... Portatemi un omelette, eh?

Come volete.

Cameriere?

Porta via questa ragotta e fai preparare un nome letto al commissario.

Grazie.

Il signore e la signora non sono in casa e non ritorneranno prima di domani

mattina. Ah, ma io non sono venuto per cercare loro.

No, desideravo fare quattro cacchere con voi altri.

Beh, io me ne vado. Sì, facciamo dopo. No, no, prego, prego, non vi disturbate.

Continuate pure il vostro lavoro oppure, non so, riposate come preferite.

Avrei potuto chiamarvi al commissariato, ma per così poco non ne valeva la pena.

Allora, già che ci siamo...

Voi siete Arsene, l 'autista, vero?

Benissimo. Come mai avete chiesto un giorno di permesso ieri d 'altro?

No, non ho chiesto. Il signore me l 'ha concesso.

Siccome non potrò prendere il giorno di riposo la settimana prossima... Come

mai? Il signore avrà bisogno di me. Non so, forse per un viaggio nel sud.

Ah, capisco.

E cosa avete fatto di bello ieri d 'altro?

Sono andato a fare un salutino a mia sorella.

Che è sposata a Le Havre.

Ah, a Le Havre. E chi ha guidato la macchina ieri l 'altro, il signor

Credo di sì.

Pensavo che non ne avrebbe avuto bisogno.

Invece avrà dovuto fare un salto in campagna.

Campagna perché?

L 'ho trovata sporca di fango.

Non capisco come... Ah, vero, no, è importante.

E voi ditemi un po', a proposito, come vi chiamate voi?

Vittor. Ah, Vittor, sì, sì. Bel nome.

Ditemi, Victor, vi ricordate dove eravate e cosa facevate l 'altro ieri,

prime ore del pomeriggio?

Sì, mi stavo occupando dell 'argenteria alla luce di ogni quindici giorni.

Allora avrete certamente visto uscire la signora Croazie?

Certo.

Che ora era?

Ma poco prima delle quattro.

Usciva tutti i giorni a quell 'ora, aveva appuntamento col dentista alle

e il dentista è a pochi passi.

E come vi è apparsa quel giorno?

Non so, non avete notato se aveva l 'aria sofferente?

Affatto. Era una persona così giovanile per la sua età, sempre allegra. Non si

sarebbe detto davvero che... Poi ha la mano, sapete, con tutti, vero? Ogni

che la incontravamo non mancava mai di rivolgerci la parola. Tanto una cara

persona.

E quel pomeriggio, uscendo, vi dice qualche cosa?

Mi ha salutato come sempre.

E andava a piedi dal dentista? Sì. La signora detestava la macchina. Anche

quando tornava a Bayer preferiva prendere il treno.

Sapresti dirmi dov 'era la macchina nel momento in cui la signora Croazie

usciva? Non saprei perché i signori uscirono insieme in macchina appena

mangiato. Non erano ancora rientrati? No, rientrarono poco dopo che la signora

Croazie era uscita.

Alle quattro in quarto erano già in casa, perché la signora mi chiamò su in

camera per darmi disposizioni per la sera.

Mi disse anche di avvisare Vittor che non voleva essere disturbata per nessuna

ragione, voleva riposare.

E notaste se era agitato o di cattivo umore la signora?

Di cattivo umore non direi.

Forse aveva la sua solita emicrania, la signora ne soffre spesso. Deve stare per

ore stesa sul letto completamente al buio.

Bene, Vittorio, allora andiamo avanti.

Dunque, siamo alle quattro, quattro e quarto, eh? Sì.

Era appena scesa Evelyn quando ha suonato la signorina Jean.

Che ora era?

Ma saranno state le quattro e venti.

Appena seppe che la signora Croasdiero, Fita, non vuole nemmeno entrare.

E poi?

Poi, come ogni giorno alle quattro e mezzo, è uscito il signore per andare al

circolo.

Poi... Mi sono messo a lucidare i coltelli, sì.

Poi... Non mi pare che sia venuto nessuno fino alle cinque quando è

signora Croati. E com 'era, sempre allegro. Sempre.

Passando mi disse, è proprio un 'esagerazione aver paura del dentista.

dipende, dico io, una volta uno mi ha cavato il dente sano e mi ha lasciato

quello malato.

Glielo dissi che era già sulla porta di camera sua.

E lei cosa disse?

Si inizia a ridere dentro, in camera.

La camera della signora Croazie è quella che mi avete mostrato, fiori azzurri,

eh? Sì, l 'avete vista.

E chi occupa quella con la tapetteria a righe gialle? A nessuno. L 'avevano

preparata per la signorina Jeanne, ma poi invece è rimasta vuota.

Allora, torniamo a noi. La signora Croazie è salita in camera sua.

Poi? Sì, poi... Non ricordo bene.

È passato molto tempo.

Sì, sì, sì. Avevo finito i coltelli e stavo facendo le forchette. Quando...

Esce dalla signora Deligiar, tutta sconvolta. Un momento, un momento.

cercate di essere preciso.

Quanto tempo è passato?

Non saprei.

Però quando la signora mi ha fatto telefonare al circolo, saranno state le

un quarto, 5 e 20 al massimo.

Avete telefonato al circolo e avete detto al signor Deligiar che la tia era

morta? No, non lo sapevo ancora.

Gli disse soltanto che era stata colta da malore, come mi aveva detto la

signora. E siete salito sopra? No, non è salito nessuno di noi. Quando è

arrivato il medico, gli è andata incontro la signora.

Ma quando avete saputo della morte?

Alle sette. E verso le otto siamo saliti tutti per vederla.

Povero signore.

E siete rimasti molto nella camera?

No, con tutto quello che c 'era da fare. La signora poverina era in uno stato.

E il signore?

Ci pregò di fare noi le cose più urgenti. Io sono andata subito in

avvisare il parroco e Vittor alle pompe funebri e in celeria per preparare la

camera ardente.

Allora io vi ringrazio e buon lavoro.

Grazie. Buongiorno.

Ha detto che devo andare assolutamente subito. Ha detto subito? Si deve che è

urgente. Eh va bene, attenzione.

Vado, vado.

Cosa avete lì? Delle lettere, signor commissario. Ah, sì? Me le ha consegnate

Vittorio. Il signore vuole che siano impostate subito alla posta centrale.

ecco, ecco. Sì, certo, certo.

Tenete, tenete pure.

Devo andare?

Eh, certo.

Il signore ha detto che è urgente, no?

Allora, buonasera, commissario.

Buonasera, buonasera.

Il signor procuratore vi prega di attendere.

Io sono stato convocato, lo signor procuratore, per le dieci precise, sono

le dieci e venti. C 'è qualcuno di là?

Sapete se ce n 'avrà per molto ancora?

È qui dalle nove e mezzo.

Il signor procuratore vi aspetta.

Permesso. Il mio magico procuratore.

Buongiorno, signor De Ligia.

Chiudete la porta, commissario. Venite avanti.

Voi mi mettete in una situazione estremamente delicata e spiacevole.

Che cosa vi avevo raccomandato?

La prudenza, signor procuratore.

Non vi avevo detto che non prestavo nessuna fede alle chiacchiere di quella

ragazza alla quale mi sembra più che mai essere un intrigante?

Sì, sì, mi avete anche detto che il signor Deligiaro è un personaggio

della città e che bisognava osargli dei riguardi, sì, sì.

Sedetevi, smettetela di passeggiare, non sopporto che una persona passeggi

mentre le si rivolge la parola.

Dove vi trovavate ieri verso le 5?

Verso le 5 del mattino? Di sera.

Ah, verso le 17, se non sbaglio, ero in casa del signor De Ligial.

Cosa intendete per in casa?

Dentro la casa, evidentemente.

Ci eravate a sua insaputa, ci eravate fraudolentemente.

Perché nessuno vi ha mai dato regolare permesso di perquisizione. Ma io dovevo

rivolgere qualche domanda ai domestici e... E bene il meglio.

Sappiate che per questo il signor Deligiar qui presente ha sporto querela.

Che sono costretto a registrare perché voi avete oltrepassato i limiti.

Se dovevate interrogare i domestici era elementare avvertire il padrone di casa.

Mi capite, commisario?

Sì, sì, certamente, signor procuratore.

Ma non è tutto.

Il resto è molto più grave e non so a quali conseguenze porterà.

Dopo aver indugiato ad ascoltare e a provocare le chiacchiere dei domestici,

siete uscito dalla casa, ma non avete tardato a rientrarvi per un 'altra

Potete negarlo?

Ahimè, no.

Chi vi ha dato le chiavi del garage?

Le avete avute forse da Jean Ledru?

No, no, non avevo nessuna chiave.

Non è stato necessario, la ceratura era di una semplicità veramente infantile.

Un 'altra di scazzo.

Voi, un commissario della brigata mobile.

Beh, io avevo assolutamente bisogno di dare un 'occhiata a certe tracce di

sulla macchina che Arsène, l 'autista del Ligia, mi aveva segnalato.

Beh, è stata la cosa più semplice del mondo entrare in garage.

Io ho visto...

La macchina, ho detto la scala, la scala piccola, come dicono loro.

Io credo che non mi rendiate conto di quello che dite.

Voi avete violato un domicilio privato, perfino intercettato la corrispondenza.

Avete pensato alle conseguenze?

Sì, mi rendo conto di aver agito incautamente, ma, signor procuratore,

se avessi saputo di non disturbare il signor Delijard...

al quale avevano appena portato la tisana, io mi sarei fatto annunciare,

avrei chiesto a lui ciò che volevo sapere.

E aggiungo che non mi piace affatto il tono di scherno che vi sentite in

di usare.

Trasmetterò oggi stesso la denuncia al Ministero che il signor De Ligiar ha

sporto per violazione di domicilio.

Vi ringrazio, signor Procuratore.

Il tono di quest 'uomo era talmente arrogante che, se non altro per il buon

della polizia, io dovevo... Ci vedremo domani ai funerali. Signor procuratore,

se permettete vorrei fare una domanda, una sola domanda a questo signore.

Potreste dirmi, signor Delijar, se andrete ai funerali di Caroline?

Vedete bene, signor procuratore, che non abbiamo affatto finito.

Mi dispiace trattenervi, ma credo che non sarà per molto.

Ma, commissario... Non crediate, procuratore, che con questa Carolina io

per sollevare un velo sulla vita privata del signor Deligiano?

No, non si tratta di un 'amica, no, ma soltanto della sua vecchia governante,

una specie di ballia che abitava in campagna vicino.

al lago, a pochi chilometri dalla città, il che spiega appunto le tracce di

fango rinvenute sulla macchina.

Che cos 'è? Niente, l 'analisi chimica del fango.

Siamo di fronte, signor Procuratore, ad uno dei delitti più

ignobili che conosca.

Nell 'ospetto tempo ad un delitto quasi perfetto.

Spiegatevi chiaramente, vi ascolto. Eh, procuratore, perché possiate capire

bene.

Eh, beh, sì, mi dovrebbe percorrere tutto il cammino che io stesso ho

Ad ogni modo, tenterò assolutamente di spiegarvi.

Dunque, Filippe Deligiar è a terra già da tre anni.

In vita sua non ha mai fatto niente tranne sposare una donna ricca e

con così poco buonsenso da perdere in breve tutta la sua fortuna e anche

della moglie. E rimane un 'unica risorsa, la zia ricca, che però si

rifiuta di aiutarlo. Allora cosa fare?

Non si impara un mestiere alla sua età, né si può cambiare vita da un giorno all

'altro e così continua a fare il milionario benché...

rischi ogni trimestre di vedersi togliere il gas e tagliare i fili della

per morosità. Ecco qua le bollette, signor procuratore.

Ma la zia è sempre là, ancora di salvezza.

Se si potesse anticiparne la morte sarebbe tutto risolto, una volta per

Ed ecco come nasce e matura il delitto.

Bisogna solo aspettare l 'occasione per compiere il crimine, senza alcun rischio

naturalmente. L 'occasione si presenta.

La vecchia governante di Filippo è già da molto tempo, da molti

anni, è sofferente di cuore. Anzi, nelle ultime settimane le crisi si sono

aggravate.

I De Ligiar, lui e sua moglie, pensano sia venuto il momento.

Aspettano ansiosi, insistono presso la zia perché comincia la cura dei denti, è

proprio la stagione buona, dicono, e la zia arriva.

L 'altro giorno di primo mattino una vecchietta che abita vicino alla

avverte i coniugi dell 'Ijar che Carolina è la fine. Filippo si recca

immediatamente al suo capezzale con la zia della vicina assicurandola che

penserà a lui all 'assistenza e aspetta la fine.

che sopraggiunge puntualmente verso le tre e mezzo.

È il momento di agire senza indugi.

Carica il cadavere sulla macchina e torna a casa.

Entra con la macchina in garage dove l 'aspetta la moglie e l 'autista

impermesso, dunque nessun pericolo.

Per la scala piccola raggiungono direttamente il vestibolo.

Assicuratisi che non c 'è nessuno, sistemano il cadavere nella camera a

gialle.

Il mistero dei fiori e delle righe che è alla base poi della mia scoperta.

Tutto è andato bene, ma occorre farsi subito vedere.

Allora, la signora chiama la cuoca, le raccomanda di avvertire Vittor che non

vuole essere disturbata. Filippi invece...

Va nel suo studio, lascia la porta aperta in modo che la cuoca possa

prima parte del piano è andata benissimo, è andata meraviglia. Resta la

più difficile perché, dopo tutto, la tia è ancora in vita.

Allora il signor De Ligia non ha un minuto di tempo da perdere. Scende, vado

circolo, fa capire, passando di fronte a Victor, esce dal portone ma rientra

quasi subito dal garage e torna di sopra.

Non rimane che aspettare il ritorno della zia che non può tardare.

La zia arriva, chetta col domestico, entra nella sua tanta e subito viene

azzalita.

A questo punto corre un alibi di ferro e Filippe, uscendo sempre dal garage,

corre sui precipiti al circolo, il suo compito è finito, adesso tocca alla

signora De Ligiar, ma per lei è più facile, deve solo fingere la

tenere i domestici lontani dalla camera a righe gialle. Con i medici poi non

esistono difficoltà assolutamente, perché non hanno sospetti.

Visitano una vecchia che è effettivamente morta per collasso

rilasciano i certificati di legge a loro e partono. Siamo all 'epilogo.

Bisogna oramai sbarazzarsi soltanto del cadavere di Caroline.

Si allontanano i domestici da casa, si percorrono ritroso la strada verso la

campagna fino alla casa di Caroline.

Una vicina nota, sì, un certo movimento, ma non se ne preoccupa, sa quanti

deliciari siano affezionati alla vecchia.

Questi tornano a casa e ordinano di portare il cadavere della zia nella

righe gialle. Ne fanno la camera al dente, anzi, adesso sono davvero in

ah, perfino con i certificati di legge. Un delitto ben architettato, senza

dubbio, eseguito alla perfezione da due attori, bisogna dirlo, d 'eccezione, il

suo procuratore è un vero...

Un vero capolavoro. C 'è una sola cosa che vorrei chiedervi.

Come mai, dopo aver ricevuto al circolo la telefonata di Vittor,

annunciaste turbato al cameriere del circolo che vostra stiera morta, quando

Vittor sostiene di avervi detto soltanto che la signora era stata accolta da

malore?

Risponderò solo in presenza del mio avvocato.

La formula tradizionale del vero delinquente, eh?

Vi prego, signor procuratore, di autorizzare l 'autorizia della defunta

Croazia.

Buonasera, signor procuratore. Buonasera.

Buonasera, signor procuratore.

Buonasera. Buonasera, signor...

Buonasera signor Presidente.

Che bello e imprevisto incontro.

Permettetemi di congratularmi ancora con voi.

Siete proprio l 'atto che ci avevano annunciato.

No, cosa dite mai, signor procuratore, per carità.

Toglietemi comunque una curiosità che non sono riuscito da solo a soddisfare

finora.

Che cosa vi ha fatto pensare a Carolina?

Come avete stabilito la connessione?

Esatto, quando parlai all 'ufficiale sanitario l 'altra sera, che le dice?

Beh, mi dice semplicemente che in quei giorni si erano verificati vari collassi

cardiesi e allora scese come la scintilla, capite?

Andai al municipio, frugai tra i vari certificati di decesso e fui colpito da

quella Carolina di stessa età, tre anni in meno, crisi cardiaca cravata, poi c

'era l 'ora della morte.

Boccai quella strada e di colpo tutto chiaro.

Beh, non nascondiamoci, ho avuto anche una certa dose di fortuna, signor

procuratore, poteva andarci molto male, male davvero.

Senza dubbio, ve l 'avevo detto, meglio così naturalmente.

Tuttavia, credo che vi siate reso conto voi stesso che certi metodi che vi sono

abituali in una città di provincia come la nostra sono perlomeno ricchiosi.

Ciò significa, se non sbaglio, che non mi tratterò molto a Saint -Loup?

Non intendevo dire questo, ma certo.

Mi ringrazio proprio di cuore, signor procuratore. Cosa avete capito?

Perché anch 'io mi sentivo un po' a disagio in questa città. Se volete mia

moglie mi aspetta a Parigi, anche la vostra vedo che impazienza.

Io vi auguro buon appetito. A presto.

Ho già telefonato.

Piccioncino, scusatemi.

Un giorno dopo l 'altro il tempo se ne va,

le strade sempre uguali, le

stesse case.

Un giorno dopo l 'altro e tutto è come

prima.

Un passo dopo l 'altro la stessa vita

e gli occhi intorno cercano

quell 'avvenire che avevano sognato. Ma

i sogni sono ancora sogni e l

'avvenire ormai è quasi passato.

Un giorno dopo l 'altro la vita se ne va,

domani sarà un giorno uguale.

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