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- Non muoverti. Vado a prendere l'auto. - Tranquillo, c'è tempo.
- Sicura che non vuoi che vada? - Sì. Arrivo.
Prendo la borsa. Che altro?
- Sì? - Scusami, dormivi.
Si sono rotte le acque,
Un po' in anticipo.
Merda!
Buongiorno.
Christelle non risponde,
la mamma di un suo compagno che doveva occuparsi di lui.
Dato che avevi detto che per un'ora o due...
Ho detto così?
Mi dispiace.
Nel caso Elliott volesse un gioco o qualcosa dal frigo,
fai come fossi a casa tua.
Non va a scuola?
È sabato.
Ho lasciato un messaggio a Christelle con il tuo numero.
- Ti mando il suo. - OK.
E noi...
ci vediamo domani.
Ok.
Andiamo.
A domani, tesoro.
Piano.
Buongiorno, Christelle.
Sono di nuovo io, Sandra. La vicina.
Devo andare al lavoro.
Se per lei va bene...
posso portarle Elliott quando esco.
Mi richiami, per favore.
Hai milioni di libri. A che ti servono?
È il mio lavoro.
Sei uno scrittore?
Si dice «scrittrice » per una donna.
E no, sono libraia.
La mamma è una ceramista.
Esatto.
Non mi piacciono i tuoi quadri.
Non mi stupisce.
Non sono per bambini.
Non ne sai niente di bambini.
Tu che ne sai?
Non hai figli.
Sei molto sicuro di te.
L'ho sentito dire alla mamma.
E poi, ho visto che abiti da sola.
Tu vedi un sacco di cose.
I bambini nascono da questo buchino.
Non devo insegnarti niente.
È davvero possibile?
Dio deve avercela con le donne.
Vado a prepararmi. Non toccare niente.
E io cosa faccio?
Non lo so. Non hai dei giochi nello zaino?
No.
Vuoi fare un disegno?
Che vuol dire? Sì o no?
Alex sono Sandra, di nuovo.
La vostra amica è partita per il week-end.
Ha provato a contattarvi, ma...
Sono molto occupata oggi.
Se senti questo messaggio...
fra una contrazione e l'altra...
Grazie.
Vai troppo veloce.
Scusa.
Facciamo una gara?
No grazie.
Dai!
Non ho voglia di fare la gara. Vai tu.
Correre da soli non è una gara....
Sì, è bello. Corri contro te stesso.
- Sì, Antoine? - Uno, due, tre, via!
Lo so che non ami le consegne singole
ma non posso passare la vita a rispedirvi le rimanenze.
C'è la segreteria, merda.
Non hanno dei parenti?
Non lo so, non qui vicino.
Si sono trasferiti quando la madre è rimasta incinta.
Non sono mai stata così felice di vederti.
- Oh. Mi fa piacere. - La mia salvatrice.
Buongiorno Jibril.
- Come va? - Bene e tu?
Hai l'aria stanca. Non ha un aspetto orribile?!
Grazie.
Non si tratta di me ma di questo adorabile bambino.
Ma guardalo... è un amore!
Come ti chiami?
Elliott.
Dovrebbero arrestarti per bellezza molesta.
Io ne ho cinque, belli quasi come te.
Cinque figli?
Cinque grandi e bei ragazzi.
Mi chiamo Marianne,
sono la sorella buona della Regina Cattiva.
La Regina non ha sorelle.
Invece sì come vedi.
Dai andiamo.
Ti porto...
in un ambiente meno ostile.
Cosa vuol dire "ostile"?
Questo posto è ostile.
Ci vediamo dopo.
Ciao Elliott!
Pronto?!
Sì, sono io.
Ah sì? Ma ha partorito?
Che vuol dire che torna tardi?
Non può passarmelo?
Che palle!
Perché non cucini mai?
Perché non ho né tempo né voglia.
Gli adulti hanno sempre fretta.
La mamma mi dice sempre: "Sbrigati!"
Tua madre avrà tante cose da fare.
Lavora, ti fa da mangiare...
Non è lei che mi fa da mangiare.
Sì, perché vive con un uomo incredibilmente moderno
che la aiuta divertendosi in cucina.
Lo prendi in giro?
Tieni.
Semi-crudo semi-bruciato, una nuova ricetta
Ecco qua.
So tagliare! So tagliare!
Perché non mangi?
Vado a cena fuori con degli amici.
Se non resti bloccata qui per colpa mia.
Sei capace di tagliare...
Perché vivi da sola?
Non vivo da sola, ho i miei libri.
I libri non parlano.
Questo lo dici tu.
In ogni caso, anche alla tua età,
sognavo tante cose, ma mai di sposarmi e avere figli.
Perché?
È al di sopra delle mie forze.
La mia mamma è forte?
Si occupa della tua vita oltre che della sua.
Sì, penso che Cécile sia molto forte.
Cosa...
Entra.
Non posso...
Noi andiamo.
No, restate.
Non ne so niente di bambini, ma...
Non amo fare agli altri quello che non vorrei facessero a me.
Lascialo dormire.
Lasciagli sua madre ancora per qualche ora.
Scusa.
Non l'ho fatto apposta.
È nata la tua sorellina.
Ha i capelli?
Sì.
Ha un sacco di capelli.
E la mamma non ha troppa bua?
Perché dici così, tesoro?
Perché i bambini escono da un buchino piccolissimo.
Posso vederla?
Chi?
La sorellina.
Andiamo?
Aspetta, Elliott...
Devo dirti una cosa molto triste riguardo la mamma.
È morta?
Sì.
Di già?
Ma a cosa serve avere un amministratore, allora?
Non mi arrabbio, ma...
le ho inviato tutto per posta, oltre che per e-mail.
Aspetti un momento.
Scusa, devo solo recuperare le chiavi.
Certo.
Sua nonna è arrivata?
No.
Ci raggiunge direttamente in ospedale.
Metto le chiavi nello zaino
perché non so ancora se sarà tua nonna oppure io a venirti a prendere.
Non voglio andare da Hannah, voglio venire con te.
Non è un posto per bambini.
Non potrò occuparmi di te.
Ma non ti darò fastidio.
Va bene... ci arrangeremo.
Grazie, Sandra.
Alex.
Vi accompagno?
Ti va?
È facile, vede?
Ci provi.
Deve semplicemente metterle una mano sotto la nuca.
Ecco.
È bravo il tuo papà è bravo, eh Lucille?
Ottimo.
Così, potrà muoversi liberamente.
E lei può insaponarla con l'altra mano.
Va bene.
Vuole partecipare, Signora?
Buongiorno a tutti.
Maïa vieni, ci servi in ostetricia.
No, sono occupata qui.
Lo vedo, ma i tre gemelli di Mathieu sono più urgenti del tuo bagnetto.
Ve la rubo per un'ora, OK?
Emillia, ti presento il papà e la nonna di Lucille, la bambina nata questa notte.
Congratulazioni. Vedo che se la cava già molto bene.
Vieni?
Scusate...
Fa' con calma.
Posso vederla?
Certo, usciranno da un momento all'altro.
No, dicevo la mamma.
No, Elliott.
Non credo sia possibile.
Perché?
Perché, non è più...
Sarebbe troppo...
Vorresti vederla?
Se lei è d’accordo, sì.
Pensi che sarebbe stata d’accordo ?
Puoi parlarle se vuoi.
Non sali?
Ah no, io vi lascio...
No, vi riaccompagno.
Tornerò dopo.
- No, tranquillo. Ci pensiamo io e... - Sandra.
Io e Sandra.
Guido io.
Grazie.
Finisco di sbrigare delle formalità, e ti raggiungo. Ok?
Cosa sono le formalità?
Te lo spiego dopo.
Bisogna togliersi le scarpe.
Preferisce che rimanga?
No, grazie. Vada pure.
- Lascio qui la borsa. - Sì, grazie.
La mia piccola Cécile.
Lucille.
Fanny...
La dia a me.
La dia a me.
Ne ho ordinati una decina la settimana scorsa.
Hai guardato in magazzino?
OK. Grazie, Jibril.
Faccio io la chiusura, va bene?
- Sì. - Merda.
D'accordo, grazie. A dopo.
Tieni.
Grazie.
Lei era amica di mia figlia?
Non proprio. Sono solo la vicina.
Ah!
Perché non le dai il tuo latte?
Bisogna essere stata incinta per produrne.
È davvero brutta.
Tutti i neonati sono brutti.
È per questo che non ne vuoi?
No, ti ho già spiegato il perché.
Ma sono sicura che Lucille diventerà molto bella.
Credi che Alex amerà più lei di me ?
Certo che no.
Un padre ha spazio per tutti i suoi figli.
Ma io non sono suo figlio.
No.
Sì, sto bene, davvero.
Flora e Michel arrivano domani.
No, non lo sappiamo ancora, ma non prima della prossima settimana,
per via delle circostanze.
Mercoledì, forse.
Sì esatto, Lucille.
Aspetta, sta piangendo.
No, sta benissimo. L'ostetrica ha deciso che era meglio non separarci.
Che cosa fai?
Voglio dire una cosa a Sandra.
No Elliott, non è il momento.
Fabrice scusami, ti richiamo...
Sì?
La mamma...
Non voglio vederla.
D'accordo.
Dai, vieni tesoro.
Cianosi, bradicardia fetale,
isterectomia...
Non ho potuto fare a meno di fare delle ricerche.
Edema amniotico...
Mi sono ritrovata su dei forum medici
a leggere delle storie...
una più atroce dell'altra.
Non ne avevo mai sentito parlare.
È molto raro e imprevedibile.
Il liquido amniotico passa nel sangue della madre
e la avvelena, letteralmente.
È morta per arresto cardiaco.
Si sente proprio tutto.
I vicini possono farti sentire terribilmente sola a casa tua
nonostante adori stare sola a casa tua.
- Perché? - Non lo so.
Forse perché attraverso la parete
senti costantemente la colonna sonora
della loro vita senza di te.
Se vuoi il mio parere...
La sensazione che da un lato ci sono gli altri insieme,
mentre tu sei tutto solo dall'altro,
la proviamo tutti.
Già.
A giovedì prossimo.
Lei chi è scusi?
Io so chi è lei.
Ero il marito di Cécile.
Soprattutto, il papà di Elliott.
Anche.
Alex...
Allora, per Elliott...
Che cosa?
Io mi devo organizzare.
Forse potrei venirlo a prendere tra un mese.
Se ti va bene.
Per...
Per andare dove?
A casa mia.
Giusto tempo di iscriverlo a scuola vicino casa.
Forse non è il momento. Ne riparliamo.
Mi prendi in giro?
Sono suo padre.
Tre giorni per venirlo a prendere dopo che ha perso la madre?
Volevo essere pronto.
Non si tratta di te, David!
Gli hai insegnato tu a vestirsi? Ad andare in bicicletta?
Lo porti tu a scuola ogni giorno?
Vattene.
Tutto bene?
Che stai facendo?
Stavo leggevo. O almeno, ci provavo.
Il coniglietto ha due orecchie.
Le incrocia, le porta nella sua tana,
e tira...
- Forte. - Fortissimo!
Perché ha mangiato tanti spinaci?
Esatto.
Facciamo la seconda scarpa.
Il coniglietto prende della paglia, e la porta nella sua tana.
Come abbiamo fatto prima.
Scusa, non trovo più Elliott.
È mezz'ora che lo cerchiamo dappertutto.
Non lo sapevo, mi dispiace..
Ha 5 anni. Non si prendono i bambini senza avvertire.
Su, alzati.
- Andiamo. - Sono venuto io.
Si, lo so...devi smetterla di dar fastidio a Sandra. Scusa il disturbo.
Buona serata.
Elliott no!
La seconda si fa come la prima?
Uguale. Esattamente.
Forza.
Ehi!
- Ciao piccolo. - Ciao.
- Andate in vacanza? - Va da suo padre.
Scusa, non sapevo che fosse oggi.
Fantastico. Mi racconterai.
Andiamo, non mi piace essere in ritardo.
Non ti preoccupare. Tornerò nei week-end.
Merda. Che idiota.
Non è niente.
Sì invece, sono un coglione.
Cazzo merda!
Scusami, mi dispiace tanto...
- Non è niente. - Aspetta, raccolgo io.
Non ti preoccupare, ordino qualcosa.
Sai una cosa? Torno subito.
Vado a fare la spesa.
Torno subito.
La mia famiglia si è autoinvitata.
Ma dai, non si festeggia un compleanno solo con le patatine.
Un compleanno...
Elliott sarebbe felice.
La prima volta che l'ho visto lanciarsi sul curry
non aveva neanche due anni.
Sono caduto dalla sedia.
E non era un curry dolce per principianti.
Da allora, ogni settimana voleva un curry infuocato
o del formaggio che puzza.
Meglio mettere i piatti fondi, no?
Non ho certo scelto di averle queste due.
Non ci stanchiamo mai di sentirlo, mamma.
Avrei voluto vedere voi.
Quando l'educazione nazionale insegna a cucire e a cucinare alle ragazze
a partire dagli 11 anni...
Cosa deve fare una donna,
se non riprodursi e nutrire il proprio marito?
Devi essere fiera di me.
Perché?
Perché ho resistito alle ingiunzioni!
- Non hai resistito a un bel niente. - Perché?
Perché oggi giorno vi impongono di restare libere e non di accasarvi.
Certo.
Che tu lo voglia o no, sei tu la pecora
e tua sorella l'emarginata.
Non ha imparato a cucinare né a cucire, ma ha giocato cinque volte col joystick.
Un uomo non è solo un joystick con cui giocare, mamma.
Un po’ si eh...
Hai ragione, tesoro.
Non se ne può di tutte queste donne
che riducono gli uomini a burattini,
e poi li denunciano se gli palpano il culo.
Mamma!
Non cominciare con queste cose.
È insopportabile, non ce la faccio più.
Mia cara, ho quasi 80 anni.
Sei vecchia quando ti fa comodo.
E tu sei femminista quando ti fa comodo.
Che stupidaggini.
Non è buffo?
Quando erano piccole cercavo di farle stare zitte.
Ora, se non si lamentano mi preoccupo.
Ci siamo conosciute sul tardi.
Come un matrimonio di convenienza che si rivela meglio di uno d’amore.
Tutto il contrario del mio.
Arrivo, tesoro.
- Posso darglielo io? - Certo.
Vieni con me, tesoro mio.
Ha fame.
Attento, è lei che hanno dovuto svezzare dai suoi cinque figli,
non il contrario.
Ho sempre sognato una grande famiglia.
- Non hai sorelle né fratelli? - No.
Mi spezza il cuore che Lucille sia separata dal suo.
I bambini finiscono sempre per adattarsi.
Non è un buon motivo per fare quello che si vuole.
Io non ho fatto quello che volevo.
Mi sono sempre occupata di voi.
Non avevo scelta.
Evviva!
Devo proprio traslocare.
Cosa?
Ho detto...
devo traslocare.
Dato che dipendo da quella colonna che perde,
finché non è secca...
Anche da te c'è del salnitro?
Non voleva un secondo figlio.
Era una premonizione.
Aveva odiato la sua prima gravidanza.
Diceva di non voler perdere un altro anno di vita.
E io...
sono arrivato a dirle...
che la nostra storia non mi bastava,
che l'avrei lasciata.
L'ho tormentata
finché non ha ceduto.
L'ho costretta.
Vorrei essere morto io al posto suo.
No.
Non posso lasciartelo dire.
Tu chi sei per dirmi cosa ho il diritto di dire e cosa no?
Hai ragione. Non sono nessuno.
Scusa.
Grazie, Sandra.
Eccellente.
Sorridi,
fai i versetti...
Hai un buon peso per la tua altezza.
- Ciao. - Ciao.
Stai partendo?
Sì. Vado a Parigi per una fiera... Per delle conferenze.
Fai buon viaggio, allora.
È da un mese che faccio code assurde per un fottuto atto di nascita!
Avete la mia pratica, no?! È completa o no?
Buongiorno Alex.
Fanny.
Vi siete appisolate.
- Oggi è martedì o mercoledì? - Giovedì.
Hai bisogno di me questo week-end?
No, siamo con Elliott questo week-end.
Buongiorno. Sono venuto a prendere Elliott.
Lei è?
Sono il patrigno. Suo padre deve aver lasciato il mio nome sul libretto.
Ehi!
Alex!
Tesoro mio.
Mi porti in braccio?
Ora non posso.
Ma sono stanco.
Siamo quasi arrivati.
Non è giusto.
Da papà mangiamo pizza,
crocchette di pollo e patatine fritte.
Qui non sei da papà.
Aspetta un secondo, tesoro.
Vieni.
Questo latte sembra buonissimo.
Senti questo violino. Questo sì che è jazz gitano.
Leo Slabiak.
Ha suonato con lo Hot Club di Francia di Django Reinhardt.
E se la faccio cadere?
Non la farai cadere.
E se succede?
Apro io!
Aspetta.
Fai piano.
Piano.
Biancaneve
Te l'ho messo da parte.
Grazie.
Magari con questo si salva da Peppa Pig.
Entra.
No, passavo solo...
Lei sta bene?
Non è un animale, non è un essere umano...
- È una pianta? - No.
Ce ne hai in camera tua?
- Da papà? - Sì, da papà.
- Ne ho due. - Ah. Sono giocattoli.
Non ha solo due giocattoli da suo padre.
Ne ha 250.
Ha quintali di giocattoli nuovi, vestiti, caramelle...
Va bene, abbiamo capito.
Non sono giocattoli.
Ti arrendi?
- Non lo so. - Dai!
Va bene, mi arrendo.
Delle mosche morte.
È vero, ho iniziato una collezione.
Aspetta...
Una mosca non è un animale?
Non quando è morta.
Allora, se un cacciatore
uccide un cinghiale,
non può dire che mangerà il cinghiale, perché secondo te
se è morto, non è più un cinghiale.
Ma il cinghiale non è mica un insetto.
Questo lo dici tu.
Chi ha deciso che il cinghiale si chiama cinghiale
e non... ragno?
Il ragno non è un insetto.
Però ha otto zampe.
E allora Spiderman cos'è?
È un cinghiale.
Va tutto bene?
Sì, tutto bene.
Sta mettendo i denti. Almeno credo.
Credi o sei sicuro?
Un'ora fa, ha detto 20 minuti.
Lo so, non ci sono solo io. Ma almeno sa almeno cosa...
Signora.
Signora, venga con me.
- Io non sono la madre. - Eccomi.
- È mia figlia. - Allora, venga.
Eccomi...
Mi dispiace per l'attesa, ma quest'ondata di calore non aiuta.
Non si apre.
È bloccata.
Come sta?
Neanche io ti sento.
Le fanno male le orecchie. Ha un'otite.
Gli orecchioni?
Un'otite?
Ma un'otite non è grave.
Mi sono spaventata.
Faccio il giro.
Faccio il giro.
Di te, mi piace che sei tutto e il contrario di tutto.
Ah sì?
Ridi quando ti bruci.
Sei più indipendente di un bagno esterno.
Sei completamente chiusa a chiave.
Hai una libreria intellettual-femminista,
ma la tua favola preferita è quella
di una ragazza emotiva che fugge da una matrigna violenta,
e si ritrova con sette piccoli coinquilini a cui pulisce i mini-bagni,
e lava le mini-mutande con un mini-sapone e dei mini-guanti.
E poi, un bel giorno,
finisce per sedurre un principe imberbe solo grazie alla sua bellezza
e tenendo la bocca chiusa.
Che hai?
Non è niente.
- Che hai? - Niente.
È solo saltata una serratura.
Chi ti credi di essere?
Grazie del caffè.
Non voglio forzare niente. Eh?
Lo so.
Dimmi che succede. Vado troppo veloce? Posso aspettare.
No, non devi assolutamente aspettarmi.
Spiegami che succede, Sandra. Non andartene.
Non voglio perderti.
- Ti amo. - No...
Resta con me. Resta qui.
Non sei innamorato di me, Alex.
Sei innamorato della situazione.
Sono la vicina.
Andiamo d'accordo,
sono single, voglio bene ai tuoi figli,
sono troppo vecchia per averne. Ho tutti i requisiti.
No.
Elabori il lutto tramite me.
È come farsi i denti su un osso.
Sì.
Stai lottando contro il sentimento della perdita, dell'abbandono,
dell'isolamento...
- Non è amore. - Sì, è amore.
Si basa sulla sofferenza.
E allora?
Quale idiota ha detto che per incontrare qualcuno bisogna stare bene ?
Certo, Alex,
però...
Però, cosa?
Cécile ha affidato a me suo figlio.
Sono...
Sono semplicemente quella stava lì.
Deve smetterla di preoccuparsi.
Tutti i bambini hanno piccolo allergie.
Mi richiami tra otto giorni, va bene?
Grazie mille, Dottoressa.
Se la nonnina è ancora angosciata,
mandala da me, e le darò una po' di polvere magica.
Rachel?
Tocca a noi.
Buongiorno signora.
Avevo appuntamento alle 17:00 per una ricetta.
Mi dispiace, sono un po' in ritardo.
I medici hanno sempre una buona scusa.
Forse,
non fissano l'orologio.
Si renda utile nell'attesa, così non le sembrerà di perdere tempo.
Mi serve una cartella lì in alto.
Grazie infinite. Moussafir, con la M.
La seconda da destra.
Esatto.
Mi dispiace tanto. Sono un pompiere piromane.
Forse ho studiato medicina per aggiustare i miei pasticci.
Non le hanno insegnato l'informatica a scuola?
Allora, ho ereditato lo schedario dal vecchio pediatra,
che ha circa 107 anni e una spiacevole tendenza a conservare tutto.
Quindi, oltre ai miei pazienti qui e alle visite in ostetricia,
passo le serate a decifrare i suoi scarabocchi mentre mangio sushi.
E poi ci stupiamo...
Di cosa?
Che ci vogliono tre mesi per fare un vaccino,
che il pronto soccorso è pieno,
e che vai in ospedale per un'influenza, ed esci a piedi avanti.
Bene. Adesso basta.
Fuori.
Su.
Tenga.
Mi dispiace, sono stato un vero stronzo.
Non mi ha riconosciuto, ma sono vedovo da poco,
e vorrei uccidere tutti.
Non so perché mi sono sfogato su di lei, è l'ultima persona che lo merita,
perché lei cura le persone, è dalla parte della vita,
ma è come se voler vivere significasse lasciar andare Cécile...
Le ho preso del sushi per la digitalizzazione.
Ho preso anche degli spiedini manzo e formaggio,
e poi del sashimi, per bilanciare gli spiedini.
E anche del tè freddo, perché ne ho visto uno nel suo cestino.
Ma, comunque...
potrei aver sbagliato tutto, visto che ultimamente sbaglio tutto.
Il fatto è che...
ho già mangiato.
Appunto. Ho sbagliato tutto.
Davvero?
Perché no?
Per esempio, se una donna non prende la parola in pubblico,
la sua timidezza o il suo silenzio
possono essere attribuiti alla sua differenza.
Ma, se consideriamo che il silenzio non è tipico di quella donna...
Credo che se fossi vedovo, neanche a me si alzerebbe più.
Perché mi hai baciato?
Per sensi di colpa?
Per aver cercato di uccidermi con una scatola?
No, perché, quando hai detto che non ti avevo riconosciuto,
di colpo ti ho riconosciuto
e allora mi sono vergognata di non averti riconosciuto.
Di solito, nessuno si prende cura di me.
Simone de Beauvoir stessa, al contrario di quanto si creda,
dimostra che, proprio perché allevare i bambini è fondamentale per la società...
Ti sembra l'ora di rientrare?
Ho preso una baby-sitter.
Va tutto bene?
Che succede?
Ho passato una serata molto piacevole.
Oh cazzo. Non è affatto divertente.
E con una sconosciuta per di più.
Davvero?
È troppo presto.
L'hai detto anche tu.
Non è quello che ho detto.
Sto calpestando il passato.
Ah sì?
Dovresti scegliere tra tua moglie morta e la vita?
Rispettando una cosiddetta data di scadenza del dolore?
Puoi aspettare per sempre, allora.
La tua missione è di essere felice,
per dare a Lucille un esempio valido da seguire.
Altrimenti, per lei è finita.
Buonanotte.
Aspetta.
Cosa?
Dai...
Devo tornare a casa, ho Elliott.
Perché?
Lasciami venire con te.
Sanno che esisto, no?
Non andrò in giro nuda.
Dai, solo per un bicchiere.
Dieci minuti.
Otto minuti.
Quattro minuti.
Ti prego!
- Grazie, Félix. - Grazie a te.
Buonanotte.
Che fai?
Mi mimetizzo con l'arredamento.
Mi dispiace.
Ma, no.
Devi venire, c'è un'emergenza medica.
Buongiorno.
Buongiorno. Vieni?
È un ordine?
Vieni!
Allora? Non potete più fare a meno della vostra vicina prefe...
Buongiorno.
Elliott, esageri eh...
Sandra...
Emillia...
che sta facendo conoscenza.
Ottimo, tre piccioni con una fava.
Piacere, Sandra.
Piacere.
Scusate l'abbigliamento, ma...
mi avevano detto che c'era un'emergenza.
Sì.
Credo che bisognerà amputare.
Dobbiamo tagliargli il pisellino?
Elliott!
- No, Signore, si sdrai...per favore. - Sdraiati!
È una brutta frattura al piede. Forbici.
No, no. Non sono una chirurga, signore.
Sì che lo sei.
No, mi dispiace, ma non ho le competenze necessarie.
Dia le forbici alla professoressa...
Girasole.
È un pezzo grosso.
No, sei tu la dottoressa!
Ora basta. Non voglio bambini viziati, qui.
È meglio se vi lascio in famiglia.
- Vengo con te. - No.
Verrò a vedere come sta il paziente domani.
Domani sono da papà.
Allora, il prossimo week-end.
No, resta!
Sandra vai.
Sì, era la mia intenzione.
Resta se vuoi.
Ma non è lui che decide.
Faccio come voglio, non sei mio padre!
Non sono tuo padre, ma ti amo come un figlio,
quindi, tu obbedisci come un figlio. Fila in camera tua.
No.
Andiamo.
Sei cattivo! Ti odio!
Forza.
Basta così. Non ti voglio più sentire.
Non è giusto.
Non prendermi in giro.
Credi che non abbia capito?
Sono brava con i bambini quando hanno bisogno delle mie cure,
altrimenti...
Ah sì?
Bua.
Ti sei fatta la bua?
Dove ti sei fatta la bua? Fammi vedere.
Bua al cuore.
Allora in questo caso...
Solleva la maglietta.
Lo senti?
Cos'è?
È il cuore di Lucille.
Posso?
Sì.
Sì. Dallo a lei.
Daglielo.
Ecco.
Tanti auguri a Lucille!
Tanti auguri a te!
Soffia.
Elliott...
Sembra che tu lo faccia da una vita.
Lo faccio da una vita.
Sono le mie ostriche.
Le tue ostriche?
Sì, i miei sono ostricoltori a Cancale.
Ah.
È a Cancale che hai incontrato Cécile?
Se per te distruggere castelli di sabbia e litigare per una paletta e un rastrello
indossando il pannolino vuol dire incontrarsi, allora sì.
- Tieni. - No.
Mi offendo.
Allora, il vostro è stato un amore di gioventù?
D'infanzia.
Qual è la differenza?
L'amore di infanzia è l'amore per un tempo che non c'è più.
L'attaccamento a tante cose.
Qual è la differenza tra amore e attaccamento?
Ti invierò il mio saggio per posta.
Buongiorno.
Buongiorno a tutti.
Scusa, ho avuto 14 visite a domicilio, e l'ultima era lontanissima.
Ora sei qui.
Sì! È per te.
Buon compleanno, Lulu.
Spero ti piaccia quanto piace a me.
Non ho saputo resistere.
Vai. Puoi aprirlo.
Aprilo.
Piano.
Fa schifo.
Piano, Elliott.
Vai in camera tua.
Almeno a te piace?
Sandra?
Sandra?
Ciao.
Ciao.
Va tutto bene?
Sì. Tutto bene.
Ero solo curiosa di vederla.
Conosco tante librerie specializzate in diritto o medicina,
ma nessuna in femminismo.
Sì, perché in realtà, non è una specialità.
È un movimento che spazia in vari ambiti.
Certo.
Ma, allora, non è un po' paradossale... limitarlo a un posto così?
Sì, ma è un male necessario.
Come gli uomini!
Non è divertente.
Cerchi un libro?
Non proprio.
Sono venuta perché...
Non voglio sembrare troppo invadente, ma...
Volevo dirti che penso che la tua posizione sia complicata.
Se mi metto nei tuoi panni, la trova complicata.
E...
Credo molto nell'anzianità.
Non so come dovrei prenderla.
Perché?
No, non in quel senso.
Intendo l'anzianità del rapporto.
È insostituibile.
Un rapporto che è esistito davvero, per motivi concreti, è indistruttibile.
Quello che voglio dire è che...
Voglio che tu faccia parte della vita di Alex e dei bambini,
perché c'eri già, quando mi sono innamorata di lui.
Ma, non preoccuparti per me. Sono una donna adulta.
Certo.
Non volevo...
Scusa, credo sia fuori luogo.
Ora vado. Mi dispiace.
Emillia?
Sì?
Ti voglio raccontare una storia che ti sembrerà strana.
Quando avevo quattro anni,
all'improvviso,
ho deciso di portare solo vestiti troppo piccoli per me.
Volevo che mi stringessero la cintura, la sciarpa...
Perfino le lenzuola dovevano comprimermi, per riuscire a dormire.
Perché?
In pratica, mia madre era di nuovo incinta, ma non lo sapeva.
Il giorno in cui l'ha scoperto, ho ripreso a vestirmi normalmente.
Pazzesco.
Sì.
Pazzesco.
Non vorrei apparire troppo invadente nemmeno io,
ma...
A quanto pare, ho un radar
per le donne incinte.
Non devi preoccuparti, non voglio importelo.
È già abbastanza difficile allevare dei bambini desiderati.
Figurati se entrambi i genitori non vogliono...
Non capisco, ho fatto molta attenzione.
Chi fa attenzione non rimane incinta.
Devo aver ovulato più volte.
La mia famiglia è piena di gemelli
che aspettano altri gemelli, quasi tutti eterozigoti.
Non credo sia una divisione dell'embrione, ma...
Non mi interessa il programma del terzo anno.
Scusa, sono un idiota.
Scusa.
Non importa.
Per le donne della mia famiglia è così.
Se le guardi un po' troppo negli occhi,
le loro ovaie impazziscono
e sfornano a catena.
Quindi, è colpa tua.
Non dovevi guardarmi così.
Ma non preoccuparti.
Non è niente. Prenderò un appuntamento.
Non c'è bisogno di aspirare né di raschiare.
In questo stadio bastano tre pillole. Non è niente.
Troppo veloce.
Vai troppo veloce.
Sono sicura di me.
Stai mischiando troppe cose.
Credo che tu voglia tenerlo
ma la mia storia te lo impedisce.
E lì?
Con il sale di Guerande.
Vai prendine un'altra.
Prima di tutto,
vorrei fare un brindisi.
Voglio brindare a Sandra,
e al suo gusto per l'avventura.
Quale gusto per l'avventura?
Hai lasciato la tua casa e i tuoi libri
per avventurarti nella fauna selvaggia e la costa minacciosa di Cancale.
Mi sto esercitando per il trasloco.
Quale trasloco?
Forse ho trovato vicino all'università.
Un toyboy?
Era una domanda seria.
No.
Sei davvero molto divertente.
Grazie di avermi avvertito.
Non mi risulta che siamo sposati.
A tal proposito...
Propongo un doppio brindisi a Sandra.
Allora...
Emillia ed io vi abbiamo riuniti qui per dirvi quanto siamo commossi
che ci abbiate fatto l'onore di accettare spontaneamente di essere nostri testimoni.
in occasione di questo matrimonio, che promette di essere davvero singolare,
vista l'indecifrabile lista di invitati della mia futura sposa.
Le liste non sono il nostro forte.
Invito la zia Brigitte, ma non il cugino Robert...
- C'è ancora gente che si chiama Robert?! - Non esiste, in Romania. Davvero.
Ne approfitto per ringraziarla, Fanny, per averci accolto così.
Questa casa è anche di Lucille ed Elliott, e ora fai parte della loro vita.
Allora, se non vi dispiace, vorrei fare un brindisi...
alla vita.
Alla vita!
Alla vita.
Alla vita.
Ti andrebbe di riprenderlo con te?
Sei serio?
Sì, mi capita qualche volta.
C'è qualcosa che ti preoccupa?
Hai un problema di salute?
Ah!
Ti piacerebbe sbarazzarti di me.
Elliott resta mio figlio al 100%, non si tratta di adottarlo.
Non prenderla come una dichiarazione d'amore.
Hai visto il suo sguardo vivo e allegro,
e l'intelligenza fuori dalla norma?
È chiaro che è mio figlio.
Sono suo padre.
Pensavo, potremmo fare così:
io faccio il papà della domenica,
l'eroe del figlio, il re dei giochi e della piñata.
Un vero padre.
E tu fai la mamma della settimana che si occupa dei fagiolini,
dell'aspirapolvere e dei compiti.
Una vera madre, insomma.
Andresti d'accordo con Sandra.
Credo che per lui sia meglio vivere con la sorellina.
Sei d'accordo?
Prima dovremmo chiederlo a lui.
Ne abbiamo già parlato, per lui va bene.
Certo che sono d'accordo.
Bene.
Emillia!
Emillia!
Sì?
Posso entrare?
No.
Devo dirti una cosa.
Non ora, per favore.
Tutto bene?
Non proprio.
Che succede?
Emillia?
L'ho perso.
Posso entrare?
Preferirei di no.
Per favore.
Non preoccuparti, ora mi passa.
Dammi solo un momento, per favore.
Vorrei fare una doccia.
I tuoi genitori lo sanno?
No.
Aspettavo tre mesi.
Fottuti tre mesi.
Quando si ha un aborto si ha bisogno di conforto.
Se puoi disturbare chi ti circonda solo per festeggiare le cose belle.
Non siamo protetti.
Oppure lo siamo troppo.
Se l'embrione non ha tenuto, è perché non era vitale.
La natura è così.
Fanculo alla natura.
Sì, fanculo.
Non capisco perché, quando succedono queste cose,
ci sentiamo più vicine a tutte le sconosciute del mondo
che a colui con cui viviamo.
O alla propria madre,
anche se è la peggiore di tutte.
O alla propria figlia,
anche se è morta.
Sei qui!
Ti abbiamo cercato ovunque.
Tutto bene?
No.
Per niente.
Porto sfortuna.
Ogni volta che mi succede qualcosa di bello,
c'è sempre una specie...
di forza occulta che me la toglie per punirmi di aver gioito.
La mia vita è un sacco di merda.
La tua vita è un sacco di merda?
Non sei tu...
ad aver sopportato crampi terribili
per espellere un embrione insanguinato nella tazza del wc,
tra il formaggio e il dessert.
Smettila, è disgustoso.
No, non sono io che sono disgustosa.
è quello che subiscono le donne per avere figli,
senza mai lamentarsi, perché "è la natura",
perché è quello che la società si aspetta.
Ciò che è disgustoso è che tutti quanti se ne fregano.
Ecco a voi la femminista.
La femminista? Non esistono le femministe.
Esistono persone orrende e persone perbene.
Il mondo è diviso in due e tu sei dal lato giusto.
Tu non prendi nessun rischio.
Ti nascondi.
Ti difendi attaccando... Tipico.
Tipico degli uomini?
Sì, perché no?
Secondo te, non ho il diritto di dire che sono triste? Che soffro?
Certo.
- Che anche per me è ingiusto? - Certo che sì.
Ma non hai detto una sola parola sulla sofferenza di Emillia
prima di parlare della tua.
Non hai avuto tu l'aborto,
non hai avuto tu un'embolia amniotica.
Sei da compatire, Alex.
Ma non sei tu che sei morto!
Nel tuo piccolo sacco c'è della merda, d'accordo.
Ma c'è anche una bambina magnifica.
C'è il tuo legame con Elliott.
Ci sono i tuoi amici,
c'è perfino l'ex di tua moglie, che è una persona unica.
E poi, c'è Emillia.
C'è solo amore nella tua vita, Alex.
Ci sei anche tu nel mio sacchetto.
Sì.
C'è anche della merda.
Davvero traslochi?
Emilia Angelika Irina Demetriu,
accetta di prendere in sposo Alexandre Jérôme Perthuis?
Sì.
Alexandre Jérôme Perthuis,
accetta di prendere in sposa
Emilia Angelika Irina Demetriu?
Come direbbe De Gaulle "vi ho capito" ma non è il protocollo.
Sarebbe meraviglioso se questa entusiasta sala potesse godere di un fragoroso "Sì".
Ok.
Accetto di prendere in sposa Emilia.
E che cavolo!
Un patito del « né si, né no ».
Sì!
In nome della legge,
dichiaro il signor Alexandre Perthuis e la signora Emilia Demetriu
uniti in matrimonio.
Qui.
Non balli?
Sono felice per te.
Davvero?
Anche se...
questo tripudio di convenzioni matrimoniali mi sembra patetico.
Ti adoro.
E ti ringrazio.
Per cosa?
Per tutto.
Fai da tappezzeria?
Sembra felice.
Alex?
Parlavo di Elliott.
Sì.
Tu non sembri felice.
Certo che lo sono.
Tanto i bambini si adattano.
Se oggi sparissi dalla sua vita, tra due anni
non si ricorderebbe più di me.
Sei il tipo di donna
che beve tanto, ma non è mai ubriaca.
Già.
Se ci hanno messi vicini nella speranza che finiamo a letto insieme...
rimarranno delusi.
I tuoi genitori ci sanno fare.
Grazie.
Vedo che inizi a essere brilla.
Affermativo.
Stai bene?
È stato bello.
Sei sicura di stare bene?
Sì.
Conosci "Il Giudizio di Salomone"?
Eh?
Scusa.
"Il Giudizio di Salomone".
Più o meno.
Com'era già?
C'è una disputa tra due donne
che hanno appena avuto un bambino.
Uno dei due bambini muore
e le due si contendono il superstite.
E poi?
Per risolvere il disaccordo,
Salomone reclama...
una spada.
E ordina:
"Dividete in due il bambino".
Una delle due donne rinuncia al bambino, pur di non vederlo morire.
Salomone ne deduce
che la vera madre del bambino può essere solo quella
che hai preferito separarsene pur di lasciarlo in vita.
E le affida il neonato.
E quindi?
Allora...
Trovo straordinario
che tu abbia scelto di riportare Elliott ad Alex.
Siamo già arrivati al «restiamo amici» ?
Grazie per la comprensione. Non ne avevo la forza sai.
Ti abbraccio, mio genero per sempre.
Perché non lo tieni?
L'ho visto abbastanza.
Ma è bello.
Forse, ma non lo voglio più vedere.
Allora, lo prendo io.
No, voglio sbarazzarmene.
Appunto, lo prendo io.
No! Non ho voglia di ritrovarmelo a casa tua.
Tanto, non vieni mai.
Ah! Ciao, Alex.
Posso aiutarvi?
No, abbiamo quasi finito.
Ma stai scherzando?
Non ero mai stato in camera tua.
Nessuno è mai stato in camera mia.
Sandra!
Fammi vedere come sei bello.
Ciao. Come stai?
Com'è cresciuta.
Tutto bene e voi?
Benissimo, grazie.
Guardiamo le vetrine di Natale.
Ah bene!
Mettono allegria.
Potresti venire a cena da noi una di queste sere.
Ci farebbe piacere. Eh?
Sì.
Devo controllare l'agenda, durante le feste è una corsa continua in libreria.
Sai cosa ho chiesto a Babbo Natale?
Di pulirsi i piedi prima di entrare?
Ma no, come regalo.
Uno zerbino.
Un ragno appiccicoso e dei walkie-talkie.
Ah. Ottimo.
Penso che riuscirà a trovarli. No?
E poi, Emilia e Alex vanno a trovarlo al Polo Nord.
Andiamo in Islanda.
Faremo trekking zaino in spalla.
Ti piacerebbe molto credo.
Allora, ci sentiamo.
A presto.
Ciao, Lucille.
Ciao, tesoro.
Andiamo.
Ho dimenticato di dirle una cosa.
- Glielo dirai un'altra volta. - È urgente.
- No, Elliott. - Ti prego. È importantissimo! Sandra!
Mi sono dimenticato di dirti che sono i walkie-talkie dei Paw Patrol.
Va bene.
Hai ragione, è importante essere precisi.
Eravate dalla nonna, a Cancale?
No, eravamo a Saint-Malo.
Non avevo neanche un anno.
Eh già. Ti avevo appena conosciuto.
Eri piccolissimo.
Elliott!
Sì, tesoro. Questo è Elliott da piccolo con papà.
È la mia mamma!
Sì, con la tua mamma.
Un'altra foto.
- Questa? - Sì.
- Hai visto come ride? - Sì.
- Sta mangiando una crêpe. - Sì.
- Con la panna montata. - Sì.
- Anche a te piace la panna. - Sì.
Papà...
e mamma!
Qui, sei nella sua pancia.
Niente più foto?!
Finite?!
No, tesoro, niente più foto.
Sei qui da tanto?
Non volevo disturbarvi.
Elliott ha ritrovato un album.
La leggerezza
Il mio libro preferito.
Mi commuove tantissimo.
Eppure...
non sono una sentimentale.
Ecco qua.
- Buone feste. - Grazie.
- Buonasera. - Grazie.
Mi scusi Signora, avrebbe...
"Elogio della mascolinità bianca ed eteronormata?"
Me ne hanno parlato molto bene.
Mi dispiace, ho venduto tutta la scorta.
La libreria sta andando bene.
Organizziamo degli incontri molto stimolanti. Sono contenta.
Ad esempio, ne facciamo uno per bambini con Susie Morgenstern.
La conosci? La scrittrice americana con gli occhiali a forma di cuore.
Devi portare Elliott.
Sì.
Anche io in banca tutto bene.
Lavoriamo a un progetto con tre grandi gruppi,
stiamo sviluppando...
assicurazioni ecoresponsabili.
- È una bella cosa. - Sì.
Quando partite in vacanza?
Tra una settimana.
L'Islanda è stupenda.
Almeno credo.
Quanto starete via?
Quindici giorni.
Ah sì.
Bene, avrete un sacco di tempo.
E chi si occuperà dei bambini?
Fanny, David e i genitori di Emilia.
E io?
Intendi, chi si occuperà di te?
No. Mi piacerebbe occuparmene un po'.
Insomma, se pensi...
che sia possibile.
Penso si possa fare.
Roger, siete dietro o davanti a me?
Questi due giorni devi portarlo a scuola.
Poi, ci pensa Nathan.
Nathan è il nuovo baby-sitter?
- Esatto. - Yes sir!
Questa è una cosa molto importante.
Qui, ci sono i numeri da chiamare in caso di emergenza.
E qui, c'è un kit di primo soccorso. Mi stai ascoltando?
Sì, il kit di soccorso.
Un giovedì su due, non dimenticarti la sua amica Hannah.
Hannah! La famosa Hannah è tornata!
Non è la mia fidanzata!
Ah! Sei diventato tutto rosso. Guardatelo.
Smettila!
Nel caso non chiamassi è perché non ho linea...
- quindi, non preoccuparti. - Niente preoccupazioni.
- Io vorrei saperne di più su Hannah. - Ho trovato la fava!
- L'hai trovata? - Sì!
Bravo! E chi è la principessa?
La signorina Lucille.
Sì, Lucille è la regina!
Bambini, se non chiamo è perché non ho linea.
È un'escursione tranquilla.
Ci vogliono massimo quattro ore per arrivare alle cascate di Slej...
Non ce la farò mai.
Seljalandsfoss.
Va tutto bene?
Sì, ma è venuto un dubbio.
Non ricordo se ho comprato le composte.
Sei sicuro?
Vuoi che torniamo a casa a controllare?
Ecco.
Grazie.
Ce l'hai tu?
- Cosa? - Il mio passaporto.
No, non l'ho preso io.
Cazzo.
Aspetta...Non dirmi che hai pensato alle composte
ma non al tuo passaporto.
Grazie.
Che problemi hai con le composte?
Non ho nessun problema.
Lucille non è mai stata senza di me. Non posso lasciarla come se nulla fosse.
Certo. È solo che...
Se vogliamo goderci il viaggio sarebbe meglio...
che tu accettassi di mollare un po' i tuoi figli.
Tutto qui.
- I tuoi figli? - Sì.
Ne parli come se non facessi parte della loro famiglia.
Aspetta, tutti i genitori...
sono felici di stare un po' di tempo lontano dai figli.
Non c'è niente di male nel voler stare un po' tranquilli. No?
Non è la prima cosa che mi viene in mente.
Al contrario di me, vero?
Non è quello che ho detto.
È peggio, l'hai pensato.
Non hanno una madre... Emillia.
L'imbarco è alle 21:45, al gate 4.
Ecco i vostro passaporti
e le carte d'imbarco.
Buon viaggio.
- Grazie. - Grazie a voi.
Perché hai accettato di fare questo viaggio con me?
È la nostra luna di miele.
Sì, avremmo potuto fare altre mille cose.
Perché hai voluto fare questo viaggio?
Rispondi.
Perché lo desideravi.
Per farmi piacere, quindi?
Sì.
È sbagliato?
No.
Attenzione, invitiamo i passeggeri diretti a Reykjavik...
È una fortuna non aver avuto il bambino.
Cosa stai cercando, Emillia?
Volevi che lo tenessi per gentilezza, per empatia.
È sbagliato essere gentili o empatici?
Sono valori negativi?
No, ma non sono sicura che siano valori specifici all'amore.
E quali sono i valori specifici all'amore?
Forse sei tu che mi vuoi dire qualcosa.
- Credevo che volessi quel bambino. - Anch'io.
Allora...
Non ho capito. Ti ho forse forzato la mano?
No, ma stiamo insieme, Alex.
Quindi...
se non riconosci la mia parte di responsabilità, è dura.
È come Cécile che era responsabile quanto te
di aver voluto un secondo bambino.
Scusami. Mi dispiace.
Alex?
Farò questo viaggio senza di te.
È tutto ok.
Dico davvero.
Quando torno, verrò a trovare Lucille ed Elliott
per salutarli. D'accordo?
Emillia!
Emillia!
Ti ho amata.
In tanti momenti, ti ho amata.
Anch'io.
Sono una mangiatrice di bambini!
Vi faccio il solletico.
Sì, vi faccio il solletico.
Ma che gentile.
Attenzione.
Sei in prigione!
Abbiamo la tosse.
Non hai fame?
Elliott, guarda dietro di te.
C'è qualcosa di strano nell'erba.
So che nascondi un regalo dietro la schiena.
Sulla testa.
Io volevo "Gli Indistruttibili".
Metti un adesivo sulla schiena ed è uguale.
Gli adesivi fanno schifo.
No. Ciò che fa schifo è avere sempre quello che vuoi
esattamente quando e come lo vuoi.
Se ti cade tutto dal cielo, che ti resta da fare?
Vai a pisciare sui formicai?
Ti metti ad imbrigliare le mosche? È così?
Mi insegnerai ad imbrigliare le mosche?
No.
Perché?
Perché è crudele e non serve a niente.
Però, posso aiutarti a inventare la storia di un bambino
che, deluso dal suo giocattolo,
decide che la sua vita non sarà così.
In verità, sono fortunato.
Anche la mamma era fortunata ad averti.
Forse, noi siamo stati troppo fortunati con la mamma.
Forse, dato che ci è caduta dal cielo,
non abbiamo lottato abbastanza.
Sandra.
Gli uccellini sono andati via.
Come sta Lucille?
E come sta il bébé?
Pipì.
Il bébé ha fatto la pipì?
Per terra.
Rimettiamolo.
Si, hai fatto bene a toglierlo.
E ora, glielo rimettiamo.
Allora, ragazzi...
Cosa c'è per pranzo?
Che cos'è?
Questo cos'è?
... A Florence Assouline
E per mia figlia, Hannah...
LIBERAMENTE ADATTATO DAL ROMANZO L'INTIMITÉ DI ALICE FERNEY
Can't find what you're looking for?
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