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Ah...
- Come stai ? - Non è niente.
- Sicuro ? - Sì, quello stronzo mi ha preso di striscio.
Dammi la pistola. Antonio, guardami.
Dammi la pistola. Sei già nei guai. Forza, dammela !
- Io non volevo. - Dammela !
Non volevo. Ah !
Tamponati con questo.
Fammi vedere, fammi vedere.
- Sì, per fortuna è di striscio. - Ah... Oh ?
Maresciallo, qua c'è quello che vi serve.
- Fate con comodo, per qualsiasi cosa sono qui. - Grazie.
Ruotolo, se non vuoi aggravare ulteriormente la tua posizione
ti conviene dirci tutto quello che sai. - Io non ho fatto niente.
Con me ci hai provato, con Damiano ci sei riuscito.
Per te ammazzare la gente è facile, eh ?
Sei un assassino, lo sai.
In carcere non duri un'ora. Sai che fanno a chi uccide i bambini ?
Non potete minacciarmi, sono un collega.
Non dire mai più quella parola.
Tu non sei un carabiniere. Non lo sei mai stato, mai !
Feno' ? Pietro !
Io non ho ammazzato nessuno.
E' stato un incidente.
Volevo portarlo in ospedale, ma non c'era più nulla da fare.
Chi c'era con te ?
Ruotolo, parla !
- E' un uomo pericoloso. - Il nome.
Savicchio.
Guglielmo Savicchio.
Io non volevo.
Mi sono fatto fregare, mi ha detto che sarebbe andato tutto liscio.
Comincia dall'inizio. Come l'hai conosciuto ?
In discoteca, io facevo il buttafuori per arrotondare.
Savicchio ha aiutato in un casino dei ragazzi ubriachi.
Il portafoglio.
Via Imbriani ? E' una bella strada, elegante.
E' vicino al mare. Ti trovo quando voglio.
- Che cazzo fai ? - Ehi ! Ehi !
[GRIDA]
Stai qua.
Qualcun altro vuole partecipare al dibattito ?
Quella sera mi disse che gli ero piaciuto, ero un ragazzo d'azione.
- Ragazzo d'azione ? - E mi pagavano una miseria per fare il buttafuori
uno come me meritava di più.
- Tu hai pensato che fosse giusto ? - Erano tanti soldi.
- Che dovevi fare per guadagnarli ? - Di tutto.
Dal recupero crediti al trasporto di merce preziosa.
Com'è nata l'idea dei sequestri lampo ?
No, io non ero d'accordo.
- Ma erano tanti soldi. - E ti sei convinto.
- Non avrebbe colpito gente perbene. - Un galantuomo ! E chi, allora ?
Chi faceva affari sporchi e aveva contanti in casa come i trafficanti.
Disse: "Gli rapiamo la moglie, gli chiediamo cento milioni"
"e ci paga subito." - Detulli ? Ti dice qualcosa ?
- Come sapete di Detulli ? - Rispondi !
Disse che avremmo guadagnato due anni di stipendio in mezza giornata.
- Da quanto va avanti questa collaborazione ? - Tre anni
ma dopo il bambino non ho più voluto vederlo.
- Non ho preso quei soldi. - E Damiano ?
- Damiano... - Come siete arrivati a lui ?
Un giorno Savicchio mi disse che la guerra non era tra i clan
come tutti pensavano, ma tra Lopez e Grimaldi.
Tutti avrebbero pensato che aveva preso lui il figlio di Grimaldi.
Tu hai pensato che non potevi sputare su duecento milioni, no ?
- Sentivo che sarebbe finita male. - Tu ti preoccupavi
solo di come sarebbe finita, non di commettere un reato.
- E' la mia vita che è finita là. - Non tua vita purtroppo !
- Com'è andata quel giorno ? - La notte prima
c'era stata la sparatoria alla sala giochi.
- A Bari c'era un casino. - Perché non avete rinunciato ?
Per Savicchio non poteva andare meglio di così.
Il colonnello partiva per Roma e lui aveva un giorno di permesso.
Con la guerra che c'era in città nessuno avrebbe pensato a noi.
- Saremmo stati invisibili. - Come avete avvicinato Damiano ?
Abbiamo aspettato vicino alla scuola.
Sapevamo che la sorella lo avrebbe accompagnato fino a un certo punto.
Poi lei sarebbe andata alla sua scuola.
- Damiano ? Ciao. - Chi siete ?
- Ci manda tuo padre, vieni. - Io devo andare a scuola.
Lo sappiamo, ma è successa una cosa.
Che è successo ?
Senti... hanno sparato a tua madre.
- Come ? - Tranquillo, magari non è successo niente. Vieni con noi.
Non so come gli venivano certe idee.
Dove avete preso la macchina ?
Da un meccanico amico suo. Non lo conosco.
Vai, vai.
Andiamo.
Dove andiamo ?
- Casa mia non è qua. - Stai tranquillo.
Fatemi scendere, per favore ! Dove andiamo ?
- Adesso ti portiamo da papà. - Non è vero che vi manda papà !
- Ora andiamo a casa, non preoccuparti. - Non è vero !
Fermati, per favore ! Fermati ! Per favore, fermati !
- Leva la mano. - Fatemi scendere ! - Lasciami !
- Per favore ! - Fermati.
Esci, vieni qua.
Vieni qua ! Vieni qua !
Dammi le mani. Dammi le mani.
Ragazzino, vuoi rivedere tua sorella ?
Allora stai tranquillo, eh ?
No, no !
Vai.
E poi... è successo.
Eh, siamo arrivati. Svegliati !
Ehi ! Ehi !
Dammi una mano. Prendilo.
Spostati.
(in barese) Che ha ? - Non lo so. - Che ha ?
- Non respira. - Che è successo ? - Non respira.
Oh, Madonna !
Non respirava.
Non respirava più.
Io sono andato fuori di testa. Invece lui è rimasto calmo, freddo.
Oh ? Oh !
E' morto.
- Che ha fatto ? - Ha detto che il bambino era morto.
Non c'era più nulla da fare.
Andare in ospedale era come andare direttamente in galera
o farsi ammazzare da Grimaldi.
Tu mi hai messo nei casini !
Stai calmo, stai calmo. Antonio, stai calmo !
Vieni qua, ho avuto un'idea. Vieni qua.
Mettiamolo dentro, vieni.
Ho avuto un'idea.
Ci penso io.
Vai, sali ! Andiamo.
Io avevo perso la testa. Non capivo più niente.
- Lui ha preso in mano la situazione, no ? - Sì.
Mi disse
che dovevamo disfarci del corpo
e aveva avuto un'idea.
- Fa male ? - No ! Tutto a posto.
- Poi andiamo a farci vedere. - Quando abbiamo finito con Ruotolo.
Hai rischiato di rimanerci secco. Lo sai ?
Pure tu.
Come facciamo con il colonnello ?
- Quando lo saprà, gli verrà un infarto. - Già, bel casino.
Poi io ci metto il carico da undici con la mia storia.
Però se non era per te, non saremmo qui.
Come facciamo con Valente ?
Intanto parliamo con la D'Angelo.
- Poi vediamo. - Okay.
- Io neanche lo conoscevo quello. - Savicchio come sapeva di Manzari ?
Era nella squadra che l'aveva arrestato anni fa.
Avete messo voi lo zainetto nella rimessa di Manzari ?
Ce l'ha messo lui.
Mi disse: "Tanto il corpo non lo ritrovano."
"Però non si può mai sapere. Mettiamo pure lo zaino a casa sua."
Avete rischiato di fare un altro morto.
- Chi ? - Lui, Manzari. Ha tentato il suicidio.
Per adesso ci fermiamo qua.
Chiamiamo un avvocato per scrivere il verbale.
- Quando scade il suo certificato medico ? - Tra sei giorni.
Ne faccia fare un altro.
Non dobbiamo insospettire Savicchio. E' chiaro ?
Va bene.
[SQUILLI DEL TELEFONO]
Avete rischiato la vita, dovevate avvertirmi prima.
Sì, ma volevamo essere sicuri.
- Valente non deve sapere nulla. - Certo.
- E' troppo vicino a Savicchio. - Ancora non ci credo.
Dobbiamo passare al setaccio la sua vita.
Abbiamo pochissimo tempo.
Ruotolo non può chiedere sempre certificati medici.
- Le sue dichiarazioni non bastano. - No, abbiamo solo la sua parola.
- Rischiamo che venga condannato solo Ruotolo. - Ci servono prove.
Assolutamente.
A proposito, ho novità su Grimaldi.
- Del tipo ? - Forse è troppo tardi.
- Se tu non sei stanca, per me non è un problema. - Va bene, vieni.
Quindi esiste un legame diretto tra i Grimaldi e i Lorusso ?
E' ancora da verificare, però il nome dello studio è qui.
- E' scritto nero su bianco. - Forse ci sono loro
dietro a tutto questo intrigo di banche, società, finanziarie.
E' più che probabile.
Il padre di Lorusso è nel Consiglio amministrativo della Banca Casati ?
E anche nell'atto costitutivo. Per questo volevo fartelo vedere.
Non sono prove, ma indizi pesanti. Davvero molto pesanti.
Emergono cose sempre più sospette su di lui.
- Altro vino ? - Sì, grazie.
Se vai avanti, c'è tutto lo statuto allegato.
Scusami.
Forse è meglio che vada.
[SCATTO DELLA SERRATURA]
[VOCI DALLA TV]
Che ci fai qua ?
Che hai fatto al braccio ?
- Niente, un graffio. - Non sembra un graffio.
E' un graffio. Perché non sei da tua madre ?
- Io voglio stare qua con te. - Hai litigato di nuovo con mamma ?
- Con "coso" ? - No, loro non c'entrano. - Perché sei qua ?
C'entri tu.
- Io ? - Sì, tu.
Non sono mai stata così bene come qua con te.
Beh, ora vai a dormire ora. Altrimenti altro che Maturità !
(segreteria) "Ciao, Fenoglio. Sempre al lavoro, eh ? Chiamami."
Ciao, Cutrone.
- Buongiorno, dottoressa. - Buongiorno.
Si può sapere che è successo ?
-Se vuoi aiutarci, non fare domande. -Ho capito, a scatola chiusa.
Vedi che sei sveglio quando vuoi ?
Mi raccomando, non toccate niente, soprattutto tu. Non fate casini.
Grazie.
Verifichiamo la situazione patrimoniale di Savicchio.
- D'accordo. - Poi troviamo il meccanico che ha gli dato l'auto.
Faccio controllare i telefoni di Savicchio.
Ho un amico alla SIP, mi ha dato i tabulati telefonici di Ruotolo
- Sono interessanti ? - Sì.
Fino a due giorni dal ritrovamento di Damiano
ci sono 15 chiamate al giorno, poi quasi niente.
- Ruotolo che dice ? - E' il numero di Savicchio.
Il contratto non è intestato a lui.
E' sempre la parola di Ruotolo contro quella di Savicchio.
Usiamo un microfono nascosto.
Non si può sollecitare abusivamente una confessione.
Se Ruotolo va spontaneamente, parla con il complice
registra le dichiarazioni e ce le porta.
Solo allora scopriamo tutto e arrestiamo il pezzo di merda.
Se Savicchio se lo ritrova davanti così all'improvviso, ci casca ?
Potremmo sparargli.
Invece no, facciamo in modo che si goda un bell'ergastolo.
Non perdiamo di vista Ruotolo o farà la stessa fine di Manzari.
- Gli abbiamo messo un collega in casa, giorno e notte. - Perfetto.
Io devo tornare in Procura.
Mi raccomando, stiamo attenti.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Oh ! Oh ! - Stringi bene i bulloni perché poi succedono gli incidenti.
Chi cazzo siete ?
Non potete fare così, eh ?
- Io non c'entro niente. - Questo lo decidiamo noi.
- Damiano Grimaldi ti dice qualcosa? - Eh! - Io che c'entro?
Non avete proprio fantasia ! Dicono tutti la stessa cosa.
Se non dici tutto, ti incriminiamo
per favoreggiamento in sequestro e omicidio.
- Hai dato tu l'auto a Savicchio, eh ? - Lui c'entra qualcosa ?
- Sei stato tu sì ? - Sì, ma che ne sapevo ? - Dov'è ?
- L'hanno demolita. - Puttanate !
Ha detto che era meglio farla sparire.
- Non ti sei insospettito ? - Io non faccio mai domande.
Perché sei un delinquente come lui. Da qui non esce niente, andiamo via.
Se scopriamo che hai parlato con Savicchio
la prossima volta, saremo molto meno gentili.
[SQUILLI DEL TELEFONO]
- Sì, pronto ? - Dormivi ?
No, figurati.
- Ah ! Allora come mai questa voce ? - E' solo un po' di stanchezza.
Certo, a forza di fare le ore piccole.
- So che stai lavorando tanto. - E tu ?
- Eh, anche io. - Per quanto ne hai ancora ?
- Così ti organizzi con la tua Pm ? - Smettila ! Quando torni ?
Pensavo di rimanere ancora un po' qua, dopo gli esami.
- Una collega ha una casa in campagna. - Allora ?
- Mi ha invitato da lei. - Per quanto tempo ? - Non lo so.
Pensavo che quest'estate saremmo andati
a farci un giro da qualche parte, no ? - Ho bisogno di stare da sola.
Ma torni ?
Ti aspetto.
- Buonanotte, Fenoglio. - Buonanotte.
- Ciao, Savicchio. - Ehi, Fenoglio ! - Il colonnello è occupato ?
- No, puoi entrare. - Grazie.
[BUSSA ALLA PORTA]
Avanti !
- Buongiorno. - Buongiorno. Che cosa c'è ?
- Devo parlarle. - Accomodati. - No, non qui.
- Dovevi dirmelo subito. - Era troppo rischioso. - Lo giudicavo io.
Abbiamo pensato che fosse pericoloso
vista la sua vicinanza con Savicchio.
Se vi sbagliate, sai che ci aspetta ?
Purtroppo non ci sbagliamo.
- Colonnello ? - Lo so. Con Savicchio come se niente fosse.
Volevo dirle che mi dispiace.
Grazie.
Savicchio, vai alla Legione e chiedi il mio stato di servizio.
- C'è aria di promozione ? - Ma che dici ?
- E' per l'assicurazione sanitaria. - Più tardi ci vado.
- No, fammi il favore, vai subito. - Come vuole.
Colonnello, va tutto bene ?
Sì, è...
- Il colonnello come l'ha presa ? - Ha avuto giorni migliori.
Sa che la situazione è assurda.
Adesso vedersi Savicchio davanti ogni minuto...
Speriamo ancora per poco.
Sul suo conto corrente non ci sono movimenti sospetti.
Ha un mutuo di 300.000 lire al mese, ma è una cifra normale.
Ha un'utilitaria e una macchina cabrio comprata due anni fa usata
con una fattura molto inferiore al suo valore. - L'ha comprata in nero.
- Nessun versamento anomalo ? - No.
Ho ricontrollato l'agenda perché non mi do pace per questa storia.
Il giorno del sequestro di Damiano io ero a Roma
ma proprio il 6 maggio Savicchio ha preso un giorno di permesso.
- Che coincidenza. - Hai capito ? Cominciano a essere troppe.
- Voi avete trovato qualcosa ? - Niente.
Ha fatto tutto senza lasciare traccia.
Quindi come lo incastriamo ?
- L'unica è mettergli microspie in casa. - Come facciamo ?
Se gli mandiamo i finti tecnici capisce subito.
Lui sì, ma la donna delle pulizie no.
- Ha una donna delle pulizie ? - Due volte a settimana.
- Sicuro ? - Sì, martedì e giovedì.
Bravo ! Mandiamo i nostri quando c'è lei.
- Poi la facciamo mettere in malattia ? - Sì. - Proviamo.
- Procediamo. - Forza !
[SAVICCHIO CANTA IN NAPOLETANO]
Non ha azzeccato una parola.
- Novità ? - Ha finito di farsi la doccia.
Cantava pure. Dovevi sentire com'era stonato !
Ha parlato Pavarotti !
- Andate mangiare un panino. - Comandi.
- Non si sente niente. Dorme ? - Non credo.
[SCATTO METALLICO] Eccolo.
[STRIDIO]
- E' un armadio ? - Sì, magari con le ante scorrevoli.
Si sta mettendo una delle sue camicie di merda.
[SCATTO DELLA SERRATURA] Sta uscendo.
Perché non andiamo a fargli un quarantuno ?
- Sei serio ? - Mm.
Ehi ! Il principino si è fatto la targa.
Dài, sbrigati.
[ALLARME ANTIFURTO] Via, via, via !
Perché un carabiniere ha l'allarme in casa ? Che nasconde di prezioso ?
I soldi ! Sono sicuro che ce li ha qua.
Savicchio è malato, deve contarli, toccarli, deve averli vicino.
E' la sua ossessione.
Una perquisizione a casa Savicchio ? E' molto rischioso.
Lo so, ma le intercettazioni sono inutili.
Se non troviamo qualcosa, l'indagine salta
e dobbiamo pure chiedergli scusa. - Dove sono i soldi del riscatto ?
Per te li tiene nell'appartamento ? Chi terrebbe tanti soldi in casa ?
Quale posto è più insospettabile della casa di un carabiniere ?
- In più ha anche un allarme. - Tu come lo sai ?
- Gli abbiamo fatto un quarantuno e ha suonato. - Devo sapere altro ?
Va bene, facciamola.
- Vengo con voi. - Non è necessario, non esporti.
Se qualcosa va storto, è giusto che la responsabilità sia mia.
Come vuoi. Va bene.
Grazie, Gemma.
"Questi campi cosparsi di ceneri infeconde"
"e ricoperti dell'impietrata lava"
"che sotto i passi al peregrin risona"
"dove s'annida e si contorce al sole..."
[CAMPANELLO]
- Aspetti qualcuno ? - No. - Vai a vedere chi è.
Buonasera. Posso ? Certo.
Papà c'è ? Sì, sta di là.
Disturbo ?
- E' successo qualcosa ? - No, tranquillo.
- Siamo di lettura ? Leopardi ? - Sì, ma non è mio. E' suo.
"La ginestra", forse è la mia preferita.
- La tua qual è ? - "Alla luna". - Bella ! - Molto.
- Comunque quando avete finito, io sono qua. - Hai ragione.
- Come va ? - Bene, tutto a posto.
Devo parlarti.
- Ketty, puoi andare in camera tua per un po' ? - Va bene.
Grazie, Ketty.
Accomodati.
- Domani ti prendi una bella giornata di permesso. - No !
Pietro, non farmi questo.
- Sai che ho un conto in sospeso con Savicchio. - Appunto! Non rischiamo.
Non lo farebbe mai, non aggraverà la sua situazione.
Può darsi che hai ragione, ma è meglio evitare.
Tonino, stai a casa.
Per favore, non lasciarmi fuori.
- Non ci speravo più. - Scusa il ritardo.
Vabbè, ordiniamo.
- Non ho molto tempo. - Come mai ? - Niente, le solite cose di lavoro.
- Lavori troppo. - Anche tu, mi pare.
Forse gli ultimi anni sono stati troppo dovere e poco piacere.
Per questo vorrei riequilibrare le cose.
Con te, magari.
- Hai scelto la persona sbagliata. - Perché ?
- Io vivo per il mio lavoro. - In realtà si lavora per vivere.
- Punti di vista. - Sì, ma la vita è una.
- A proposito, ho una bella notizia. - Era ora !
- Hanno riaperto il caso di Filippo. - Perché c'è un caso ?
Questo lo diranno i giudici. Ti chiameranno per testimoniare.
- Non c'è problema. - Perché dovrebbe ?
- Eri il suo migliore amico. - Infatti.
- Scusami, devo tornare al lavoro. - Sei appena arrivata, Gemma. - Sì.
Ci tenevo solo a dirti di Filippo, tutto qua.
Gemma.
- Io mi sono innamorato di te. - Ho rischiato anch'io.
- Ciao, Savicchio. - Ehi, Fenoglio.
Dottoressa, colonnello... Che succede ?
Dobbiamo procedere a una perquisizione.
- A casa mia ? - Legga il provvedimento.
Ha diritto all'assistenza di un legale.
La ringrazio, ma mi fido del vostro operato.
Avete creduto a Ruotolo ?
- Ci faccia entrare, Savicchio. - Prego, accomodatevi.
Dottoressa.
Ruotolo è un bravo ragazzo, ma non ci sta con la testa.
Ho anche cercato di aiutarlo.
- Mi dispiace, non dovrebbe fare il carabiniere. - Che vigliacco.
- Perché ? - Ultimamente ha cominciato a dire cose strane.
Aveva commesso dei peccati, doveva espiare.
Per fortuna tu gli stavi vicino. Lo chiamavi più volte al giorno.
Essere di buon cuore è reato ?
- Va bene. Se non ha bisogno di un avvocato... - A disposizione.
- Procediamo. - Montemurro ? - Comandi. - Pezzo di merda.
Hai una cassaforte ? Sì. Puoi aprirla ? Certamente.
A lei.
Quanti sono ?
Un milione, più o meno.
Grandolfo.
- Questi ? - Erano di mia madre. - Un libretto di risparmio.
Due libretti d'assegni.
- Sterline d'oro. - Anche quelle erano di mia madre.
- Nient'altro. - Continuiamo con la casa.
La camera ? Alle mie spalle.
- Che disastro ! - Controllato tutto ?
Tranne l'armadio.
[CIGOLIO]
Devo metterci un po' d'olio.
Il tuo studio ?
Allora non era l'armadio.
- Mi fai sentire la registrazione di ieri ? - Sì.
- Sembra che non abbia nulla da nascondere. - Gli ribalteremo casa.
Fate piano, devo ancora finire di pagarla !
Fenoglio, gli dici di fare attenzione ?
Lo stereo. Smontate pure quello.
- Si può sapere che cercate ? - Lo sai.
Colonnello, lei mi conosce !
Non abbastanza, evidentemente. Procedete.
[SCATTO METALLICO]
[STRIDIO]
- Hai sentito ? - Sì, ma che cos'è ? - Torna indietro.
[SCATTO METALLICO, STRIDIO]
- Lo metti sulla cassetta ? - Certo.
- Non abbiamo trovato niente. - Verbalizziamo e la chiudiamo qua ?
[CAMPANELLO]
Faccio io. (sottovoce) Che cazzo ci fai qua ?
- Fammi entrare. - Non puoi. - Fammi entrare. - No.
Savicchio non dirà nulla di noi due. Non si accusa di un altro omicidio.
- Che vuol dire ? - Comunque non mi importa.
- Dov'è la camera da letto ? - Che è quello ? - Un registratore.
- La camera da letto ? - Di là. - Tonino ?
[CIGOLI'O]
Che fa ?
[SCATTO METALLICO]
[SCATTO METALLICO]
[SCATTI METALLICI]
Toni', che fai ?
Lasciami stare.
Che fai ? Pelle' !
- No... - Savicchio !
[STRIDIO]
Pezzo di infame.
Che c'è ? Che c'è ? Sono i miei soldi !
Sono i miei soldi. Sono i miei soldi !
Sono i miei soldi ! I miei soldi !
I miei soldi !
- Dobbiamo verbalizzare. - Portiamolo in caserma.
- Hai le manette ? - Ma sono un collega.
A maggior ragione.
Mani dietro la schiena.
- Bravo, Tonino. - Portatelo via.
Portano Savicchio in carcere.
E' finita.
Non ancora.
Ora tocca a me.
Vado a parlare con Valente.
Mi dispiace.
Ciao, amico mio.
(Tv) Un'edizione straordinaria per una notizia molto grave.
Un attentato dinamitardo è stato compiuto a Palermo
in via Autonomia Siciliana. Sono coinvolte numerose automobili.
(Tv) Buonasera, seconda edizione straordinaria
per ulteriori dettagli sulla notizia data alle 17 e 40.
L'attentato dinamitardo che è stato compiuto a Palermo
intorno alle 17 e 15 coinvolgerebbe un magistrato
esattamente Paolo Borsellino.
La conferma è arrivata alle 17 e 48 sempre con dispaccio dell'Ansa
nel quale si sottolinea
che la notizia della presenza del giudice Borsellino
è stata fornita direttamente dalla polizia.
Ricostruiamo i fatti così come li abbiamo appresi
dai dispacci di Agenzia.
> Alle 17 e 15 sarebbe esplosa un'autobomba
intorno alla Fiera del Mediterraneo in via Autonomia Siciliana.
> Lì si troverebbe l'abitazione del giudice Borsellino
o della madre del giudice, così si pensava all'inizio.
> Le notizie sono arrivate frammentarie.
> Vedo Salvatore Scimè, il nostro collega da Palermo.
> Do direttamente a te la linea.
> Non abbiamo ancora la conferma ufficiale sui nomi e sul numero.
> Possiamo dirvi che ci sono dei morti e sono molti.
> E' una scena allucinante, mai vista una cosa simile.
Che fai ? Sali ?
No, Gemma.
Scusami.
Non devi scusarti.
Posso ?
Come stai ?
Non lo so.
Non so più niente.
- Tu ? - Così.
Grazie.
- Di che cosa ? - Di essere qui.
- Davvero ? - Ho capito adesso che ti aspettavo.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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