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Original subtitles

La violenza è una lingua che capiscono tutti.

Ti piace.

La usi, ti senti forte.

Ti sembra che niente possa toccarti

ma poi ti succede qualcosa e il conto ti arriva tutto insieme.

Mi ero scordato che cos'è il dolore.

A che cosa ti riferisci ?

A Damiano.

Perché mi hai fatto venire qui ?

Perché è finita.

Dottoressa ? Non l'ho toccato.

No, grazie.

[BUSSANO ALLA PORTA] Fenoglio !

Ha deciso di collaborare.

- Montemurro, falla repertare. - Comandi.

Ho solo una richiesta da fare.

Vi chiedo di mettere al sicuro la mia famiglia, sono a Torino.

Questo è l'indirizzo.

- Savicchio, contatta subito i colleghi di Torino. - Signorsì.

- Lopez, ha già un avvocato di fiducia ? - No.

- Ne chiamiamo uno d'ufficio. - Ci pensiamo noi. Grandolfo ?

Un'ultima cosa, da qua dentro non deve uscire una parola.

Assolutamente.

Giuseppe ! Ti ho detto che non devi guardare fuori.

Ma io voglio uscire.

Dove devi andare ? E' notte.

Papà ha detto che c'è un campo da pallone. Quando mi porti ?

- Quando torna papà. - Dice sempre che torna, ma non torna mai.

Dài, mettiamoci a letto.

In merito al sequestro e all'omicidio di Damiano Grimaldi

ha dichiarazioni da fare ?

Sì.

- Io non c'entro. - Nicola Grimaldi accusa lei.

Nicola Grimaldi si sbaglia.

Non è l'unico, tutti pensano che sia lei il responsabile.

Io volevo bene a Damiano come a un figlio.

Gli ho fatto da padrino.

L'ho visto crescere.

Non gli avrei mai fatto male.

Però Damiano ha seguito i suoi rapitori

senza fare storie, come se li conoscesse.

- Come se fuori della scuola ci fosse qualcuno di famiglia. - Sì.

Qualcuno come lei.

- Non l'ho ucciso io. - E' possibile.

Damiano è morto per un incidente, lei non voleva ucciderlo.

Come "un incidente" ?

Che cosa dite ? Che cosa gli è successo ?

Se sta facendo una scena, è un bravo attore.

L'autopsia ha rivelato che aveva un difetto congenito al cuore.

E' morto soffocato.

- A me sembra sincero. - Da quando fai il corso prematrimoniale

per te sono tutte creature di Dio.

Una cosa è innegabile.

- Lei aveva un movente. - Si sbaglia.

La morte di Damiano è conseguenza della guerra tra lei e Grimaldi.

- Arriva dopo numerosi omicidi riconducibili a lei. - Sentite.

Io non ho nessun problema ad accusarmi di questi fatti

e anche di altri di cui non siete a conoscenza

ma con Damiano non c'entro niente.

Dottoressa, a Torino è tutto a posto.

- I colleghi si stanno già muovendo. - Grazie, Savicchio.

- Stanno al sicuro, maresciallo ? - Sì, stia tranquillo.

[CAMPANELLO]

Ha mandato me a Milano a prendere la droga

perché voleva uccidere Losurdo. - Però il corpo non è stato trovato.

- L'ha bruciato. - E lei come lo sa ?

Che fine ha fatto Simone ?

- Quell'infame se la faceva con Saponaro. - Ma che dici ?

- Sei impazzito ? - Capisco subito se qualcuno mi vuole fottere.

L'hai ammazzato ?

Dove avete messo Simone ?

- Non lo troverà nemmeno la Madonna. - L'avete bruciato.

Se non c'è il corpo, non c'è nemmeno l'omicidio.

Lo ha detto lui.

Ma dove stiamo andando ?

Vieni, non preoccuparti. Entra.

Enzo, ma che cazzo succede ?

Dobbiamo tornare subito a Bari.

- Lei e Simone Losurdo eravate molto legati ? - Sì, eravamo amici.

Condividevamo la passione per i cani...

e quando Grimaldi li ha uccisi ho capito che era finita.

Si spieghi.

Quando Grimaldi ha ucciso Simone ha ammazzato pure il mio cane.

Questa cosa non l'ho mandata giù.

- Però l'omicidio del suo amico sì. - E' una cosa diversa.

Mi è dispiaciuto molto per Simone.

Ma un uomo si può difendere.

Invece un cane no.

Dopo questa scoperta che ha fatto ?

La guerra.

Grimaldi vedeva nemici ovunque, era diventato paranoico.

Solo un pazzo si comporta così

e i pazzi non possono comandare.

- Quindi ha pensato di comandare lei ? - Sì.

- E' qui perché ha perso la guerra ? - L'abbiamo persa tutti e due.

- I duecento milioni del riscatto non le sono serviti ? - Sentite !

Se non mi credete, è inutile.

Va bene, siamo tutti stanchi.

Si calmi. Si segga.

- Che le ha detto Lopez prima di arrivare in caserma ? - Niente.

Aveva già deciso, voleva solo capire se poteva fidarsi.

E' intelligente e sembra anche attendibile.

Sembrava sincero quando ha detto che voleva bene a Damiano

ma questo non lo scagiona. - Magari è stato il mandante. - Sì, forse.

- I sensi di colpa lo hanno portato qui. - Buonanotte. - Buonanotte.

Però qualcosa non mi torna.

Neanche a me.

Ehi, Pietro...

- Scusa, non volevo svegliarti. - Che ore sono ?

E' tardi.

Oppure è presto.

- Dipende dai punti di vista, sì. - I nostri non coincidono più tanto.

Serena, è la prima volta che indago sulla morte di un bambino.

So che non ti dài pace.

E' anche per questo che hai paura di avere un figlio ?

Ma tu davvero mi vedi come padre ?

Saresti un papà bravissimo.

(segreteria) "Ciao, Gemma ! Non facciamo passare altri 15 anni."

"Sei libera giovedì a cena ? Devo dirti una cosa. Dài, chiamami."

Era il 1981.

In carcere i camorristi spadroneggiavano.

Picchiavano, ricattavano e rubavano.

Venivano a comandare a casa nostra.

Un giorno intervenni in una rissa

per difendere un ragazzo che stavano massacrando di botte.

Io non potevo accettarlo

perché nelle carceri pugliesi dovevano comandare i pugliesi.

Io non lo sapevo ancora

ma un gruppo aveva già cominciato a reagire.

Il capo era Grimaldi

e quel giorno fece intervenire i suoi uomini.

Ooh ! Ooh !

Vi siete conosciuti così ?

- E' stato questo il primo contatto tra lei e Grimaldi ? - Sì.

Dopo la rissa venne da me.

Sei stato bravo con le mani.

Pure con la testa.

- Vieni a trovarmi quando esci. - Non credo che succederà presto.

Mi daranno almeno sei anni.

Non si sa mai.

Poi i camorristi si sono vendicati e mi hanno avvelenato.

Se non fosse stato per Fenoglio, a quest'ora non sarei qua.

Chiamate un dottore ! L'hanno avvelenato.

Guardami, non addormentarti. Apri la bocca.

Respira. Calmo, andrà tutto bene.

E' stato solo un colpo di fortuna.

Poi mi fece pure assegnare alla biblioteca del carcere.

Pensava che avrei cambiato vita.

- Che delusione sono stato ! - Ci ho provato.

Andiamo avanti. Poi come fu assolto ?

Davanti al giudice

il testimone della rapina che mi aveva riconosciuto ritrattò.

- Così io fui assolto. - Il testimone venne minacciato ?

Diciamo che alcuni ragazzi di Grimaldi l'avevano convinto.

- Quindi lei uscì dal carcere e andò a cercare Nicola Grimaldi. - Certo.

Grimaldi mi chiese di far parte dei suoi

e io accettai.

In che senso "dei suoi" ?

Di entrare nella Società Nostra.

Che cos'è la Società Nostra ?

Un'organizzazione.

In Puglia esiste un'organizzazione mafiosa con quel nome ?

Esiste.

E' nata in carcere per reagire al potere dei camorristi.

Com'è strutturata ?

Come le 'ndrine calabresi.

Sono stati loro a insegnarci tutto.

- Quindi quando lei uscì dal carcere fu affiliato da Grimaldi ? - Sì

ma prima volle mettermi alla prova.

Si chiamava Pierantoni Michele detto "U Rizz".

Era un piccolo spacciatore.

(in barese) Vaffanculo, bastardo !

Grimaldi aveva scoperto che faceva le soffiate alla polizia.

Non ridi più, eh ? Uomo di merda, infame !

Pensavo di dargli solo una lezione, ma Nicola mi passò il "ferro".

[PIANTO DI MICHELE]

Mi tremava la mano.

O gli sparavo subito o non gli avrei sparato più.

Per questo fatto non sono mai stato indagato o sospettato.

- In che anno fu affiliato ? - Nel 1982.

L'anno in cui è nato Damiano.

Sì, è vero, il primo ottobre.

Damiano è nato il primo ottobre 1982.

Secondo lei chi può aver pensato di rapire il figlio di Grimaldi ?

Grimaldi è pieno di nemici

ma uno che fa una cosa così non ci sta con la testa.

Losurdo aveva due fratelli, forse si sono vendicati.

Su un bambino ? Mai.

- Nessun affiliato farebbe mai una cosa simile. - Invece Saponaro ?

- C'era una rivalità tra lui e Grimaldi, no ? - Sì

ma era Grimaldi ad avercela con lui. Poi a che serve fare una cosa così ?

- E gli albanesi ? - Per come li conosco, lo escludo.

- Lei come li conosce? - Ho venduto a loro la droga di Grimaldi.

- Nicola, se quello stronzo parla... - Certo che parla !

I carabinieri hanno portato la moglie e il figlio in protezione.

Allora dobbiamo pararci il culo pure noi.

- Che vuoi dire ? - E' meglio cambiare aria per un po'.

Che cazzo dici ? Secondo te io perdo tre quintali di morfina base così?

Sai quanta roba ci facciamo ?

- Ci compriamo il tribunale con i giudici dentro. - Nicola.

Se quella merda ci fotte, stavolta io e te non usciamo più.

Enzo, forse non hai capito.

Se andiamo via da Bari adesso, per noi è la fine.

Tonia Grimaldi ha detto che secondo lei è gente di qua.

Perché l'ha detto ?

E' stata lei a ricevere la telefonata dai rapitori.

Gente di qua ?

Forse un maniaco, qualcuno che non sapeva chi era Damiano.

Indaghiamo anche in questa direzione.

Vede questi segni sui polsi ?

L'hanno legato con delle fascette.

- Che cosa gli hanno fatto ? - L'hanno tenuto fermo.

Poi l'hanno colpito, non duramente.

Però non ha subìto violenza sessuale

anche se al momento, non possiamo escludere nessuna ipotesi.

Solo oggi ha confessato sei omicidi

ma su Damiano continua a negare ogni coinvolgimento.

Secondo me nasconde qualcosa.

Mm, ma che cosa?

Non lo so. E' solo una sensazione, ma non mi convince.

Non ci sta dicendo tutto.

Lopez è un criminale molto atipico e questo complica tutto.

Secondo me sulla morte di Damiano è sincero, non c'entra.

- Lei è sempre così prudente. - Ha ragione, ma stavolta è diverso.

In Sicilia ho conosciuto tanti collaboratori

e cercano tutti di salvare quello che resta della loro esistenza.

- Vogliono evitare di morire in carcere. - E Lopez non fa eccezione.

Ha confessato omicidi di cui non era sospettato.

Avete notato come ci racconta le cose ?

Non è solo istinto di sopravvivenza.

- E' anche sete di giustizia. - Esatto.

Vuole mettere un po' di giustizia nella sua vita.

Magari gli faremo fare un concorso in Magistratura.

- A domani. - A domani, dottoressa. - A domani.

[BUSSANO ALLA PORTA]

Avanti.

Ti ho portato dei cambi.

- Maresciallo ? - Sì ?

Che cosa ha pensato quando ho raccontato di U Rizz ?

Perché me lo chiedi ?

Le ho fatto schifo, vero ?

Lei ha mai avuto paura della morte ?

Dico così, in generale.

Ha mai pensato che poteva morire proprio in quel momento ?

Sì, mi è capitato.

Allora sa che cosa voglio dire.

Sa che ho provato quel giorno ?

E tutte le altre volte come ti sei sentito ?

Sa una cosa, maresciallo ?

Non ho sentito niente.

Ci si abitua a tutto.

- Anche alla morte di un bambino ? - Perché non mi crede ?

Perché hai deciso di collaborare ? Perché non sei scappato ?

Per mio figlio.

- Oh, vacci piano ! - Siamo solo alla prima bottiglia ! - E ultima.

- Questo poi lo capiamo. - Allora ? Che cosa dovevi dirmi ?

- Non lo sa ancora nessuno, eh ? - Beh, dillo.

Ho pensato di intitolare una regata a Filippo.

Ti sembra una buona idea ?

- Sai che Filippo sognava di fare il giro del mondo in barca ? - Sì.

In realtà ho pensato anche a un'altra cosa.

- Puoi fare da madrina all'evento. - Non sono adatta. - Che cosa ?

- A me non si può dire di no. Io non mollo. - E neanche io.

Allora facciamo questo brindisi.

- Alla madrina. - No !

- Ma che succede, maresciallo ? Siete nervoso. - Si vede tanto ?

A un biliardo non si può nascondere niente.

- Problemi ? - Su tutti i fronti.

- Pure a casa ? - Sei sveglio te, eh ?

- Che succede ? O sono indiscreto ? - Soliti problemi di coppia.

- Quelli non sono "soliti", sono "cazzi". E' diverso. - Novità ?

Ho fatto qualche domanda in giro. Grimaldi sta nella merda.

Gli hanno ammazzato il figlio e molti uomini. Incolpano Lopez.

- Per reagire, Grimaldi sta addirittura rilanciando. - Cioè ?

Ha organizzato un giro molto più grosso.

Fa arrivare la morfina a casa sua per produrre eroina da solo.

Un bel salto, anche per uno come lui.

Maresciallo, qui finisce come in Sicilia.

- Brutta storia. - Hai vinto anche questa volta.

Comunque se Grimaldi fa il passo più lungo della gamba

forse è la volta buona che commette un errore. - E' un pezzo di merda.

- Grazie. - Arrivederci, è sempre un piacere.

Alla prossima, ciao !

- Da quanti metri ti sei buttata ? - Dieci. - Dieci metri ? - Eh !

- Come hai avuto questa idea dei tuffi ? - Mi piace volare.

Ti piace volare ?

- Non ci avevo pensato. - Vieni a vedermi.

Come faccio ? Sto sempre inguaiato con il lavoro.

Perché hai scelto questo mestiere ?

- Ricordi zio Franchino ? - Certo. - Una volta sono andato a trovarlo.

- A Mola ? - Non a Mola, in carcere.

Come "in carcere" ?

Ora si scoprono gli altarini. Zio Franchino era un rapinatore.

Era bravo, aveva talento.

- Perché non l'hai mai detto ? - Sono cose brutte da raccontare.

Però sono utili

perché allora ho capito da che parte dovevo stare.

In che senso ?

In carcere devi chiedere il permesso anche per respirare.

- Poi non scorderò mai la faccia di zio Franchino. - Stava male ?

No, non stava male.

Non ci stava proprio.

Se ti tolgono la libertà, è la stessa cosa che morire.

- Allora vengo da una famiglia di delinquenti ? - Ahò...

Non esageriamo ora. Delinquenti ? No, c'erano solo zio Franchino

e suo fratello, zio Giuseppe.

- E mio cugino Luciano. - "Solo" ? - Basta ! Tutto qua.

Delinquenti...

Non tornavo qua da un secolo.

Era bello quando venivi a fare il tifo per noi.

Sembra una vita fa ! Avere il tempo di fare le cose che ti piacciono

e anche quelle che non ti piacciono.

- Hai scelto un lavoro complicato. - Non più di altri. - No.

Però venendo dalla Calabria Bari deve sembrarti la Svizzera.

Sì, il Canton Barese.

Di che cosa ti stai occupando adesso ?

- Domanda di riserva ? - Non ce l'ho, ma senti questa.

- Sai che ho fatto una volta quando vivevi a Napoli ? - No.

Sono venuto sotto casa tua.

Ma veramente ?

Sì, pensavo che fosse una grande idea. Volevo farti una sorpresa.

- Poi ti ho vista con un tipo e sono andato via. - Anche tu mi piacevi.

- Ah. - Ma volevo andare via da Bari, non volevo avere legami.

- Buono a sapersi. - Che tortura ! Scusa, le tolgo.

Perché li hai messi ?

Come promemoria, per ricordarmi che sono una donna.

Non ne hai bisogno.

- Vieni con me. - Dove ?

Su un sogno.

Non guardarmi così, il nome c'era già.

Vieni. Ti faccio vedere casa.

- E' permesso ? - Prego.

Serena ?

A cinquant'anni pensava di averla sfangata e poi gli capiti tu.

- Scusa, gli dài ragione ? - No, però un po' lo capisco.

- Forse tra noi è finita. - Cosa? Basta vedere come ti guarda.

- Con lo sguardo non è mai rimasta incinta nessuna. - Una sì.

Dai ! Hai sempre detto che non volevi figli. Dagli tempo.

- Mamma, posso fare il bagno ? - Con questo freddo ?

- Fa caldo ! - Dài, faglielo fare. - Visto ?

- Hai anche l'avvocato. - Certo. - Che stai facendo ?

Gli uomini non vogliono mai i figli. L'istinto paterno è una cazzata.

- Serena, vieni ! E' bellissima. - Davvero ? - Sì.

- Ma sì, va' ! - Che fai ? - Il bagno.

- Con questo freddo ? - Che freddo ? - Sei più pazza di lei, ma...

No, mi arrendo.

Indaghiamo sulla morte di un bambino, Damiano Grimaldi.

In passato lei ha vissuto una brutta esperienza.

- Può raccontarci che è successo? - Veramente preferirei non parlarne.

Senta, ci sarebbe di grande aiuto.

- Possiamo allontanarci ? - Certo.

Manzari era il mio insegnante di Musica alle medie.

Era gentile. Io volevo suonare il piano

ma mio padre diceva che era una cosa da ricchi.

Un giorno mi invitò a casa sua per farmi provare.

Poi mi disse che se volevo, potevo restare.

- Lei che ha fatto ? - Gli dissi di sentire i miei.

E lui li ha chiamati.

Ha detto che erano d'accordo

ma non era vero. Quella telefonata non c'è mai stata.

Ehm, mi scuso per la domanda.

Ha abusato di lei ?

No...

però mi ha fatto dormire con lui. C'era pure sua sorella.

- Ah, quindi erano in due ? - Sì, ma lei non ha fatto niente.

- Cucinava e basta. - E' stato ammanettato o legato ?

No.

Lui mi ha tolto i vestiti

le scarpe...

Sono scappato scalzo, in mutande.

Grazie, è stato molto utile.

Mi scusi se ha dovuto ricordare queste brutte cose.

Ci ha aiutato molto. Grazie.

[SQUILLI DI TELEFONO]

- D'Angelo. - Gemma, sono il giudice Castellaneta.

Non pensavo di risentirla.

- Ho pensato molto alla nostra conversazione. - Sì.

Ho ricordato una cosa un po' delicata su tuo fratello.

Possiamo vederci più tardi ?

- Va bene. La raggiungo nel pomeriggio. - D'accordo, a dopo.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Come si chiama il maestro di Musica ? - Manzari Tullio.

Aveva già qualche precedente.

- Dopo questa storia è stato due anni in carcere. - Dov'è ?

- Qui a Bari. - Quando ci andate ? - Oggi.

- Ora. - Comandi.

Comandi. La D'Angelo ? Non dovete interrogare Lopez ?

- E' strano, non è ancora arrivata. - Dimmi quando arriva.

- Al Comando mi stanno tutti addosso. - Sì. - Fenoglio ? - Sì ?

Sulla mafia in Puglia avevi ragione tu. Continua così.

Comandi.

- Ciao, D'Angelo. - Buongiorno, dottor Castellaneta.

- Basta con questo "dottore". Dammi del tu. - Va bene.

- Scusa, ho poco tempo. - Facciamo presto, non preoccuparti.

Il tuo rimprovero dell'altro giorno era giusto.

Io ero in buonafede, ma questo non mi giustifica.

Comunque non ti ho chiamato per questo, ho ricordato una cosa.

- Che cosa ? - Quel giorno mentre leggevo la perizia del medico legale

mi arrivò la telefonata del procuratore capo. - Che disse ?

Di non perdere tempo e archiviare perché c'erano altre urgenze.

- E tu ? - L'ho archiviato. - Ma non ti è sembrato strano ?

Se devo essere sincero, no.

Scusa la brutalità, ma era solo la morte di un ragazzo per droga.

Purtroppo era uno dei tanti in quel periodo.

- Chi era il procuratore ? - Aragona.

- Mai sentito nominare ? - No. - Sei troppo giovane, certo.

Sono una famiglia di giuristi importanti.

Sono parenti dei Lorusso. Li conosci ?

- Conosco Marco Lorusso, l'avvocato. - Era suo zio.

E' morto qualche anno fa.

Tutto questo denaro proveniva dal traffico di stupefacenti ?

La maggior parte sì.

Poi c'erano le armi e altre attività minori

se così si può dire.

Il pizzo e piccole estorsioni.

Le risulta che Grimaldi raffini la morfina

per produrre eroina autonomamente ? - Può darsi.

- Ci pensava da anni. - Da dove la fa arrivare ?

- Quella roba si compra in Oriente. - A Bari come arriva ?

- Via mare. - Come evita i controlli ?

Marescia'... c'è un suo uomo al porto.

E lei sa chi è.

Si chiama Caputo, sta alla dogana.

Negli anni '70 Grimaldi controllava già il mercato dell'eroina ?

Io non ero ancora affiliato, ma è stato allora

che Grimaldi smise con le sigarette e cominciò con l'eroina.

Può spiegarci meglio che successe ?

Grimaldi fece un accordo con i calabresi

e riempirono la città di eroina.

- In pochi mesi fecero una fortuna. - E una strage di ragazzi.

Dottoressa ?

Mi scusi. Può uscire un momento ?

Sì.

Maresciallo, che succede ?

E' successo qualcosa alla mia famiglia ?

No, stia tranquillo.

Dobbiamo sospendere.

Perché ? Che succede ?

Montemurro, scriva.

Alle ore 18 e 50 l'atto viene sospeso

per gravi ragioni non inerenti l'oggetto del presente procedimento.

Abbiamo le prime immagini dello spaventoso attentato

nel quale hanno perso la vita il giudice Falcone

e almeno tre uomini della scorta. I feriti sono venti.

L'attentato è avvenuto

sull'autostrada che collega Palermo a Trapani.

C'è Salvatore Cusimano.

Vi mando immediatamente le immagini girate dal nostro collega.

Sono scene drammatiche, da guerra.

Quel terriccio nasconde quella che era l'autostrada.

Si vede un'auto al centro.

Forse è la Croma bianca blindata dove era il giudice Falcone.

Falcone guidava la sua auto. Accanto a lui c'era la moglie.

(Tv) Siamo già in grado di dirvi

che gli agenti rimasti uccisi sono tre e sono tutti pugliesi.

Possiamo dirvi i nomi.

Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifano.

Poi ci sono anche due civili dei quali non sappiamo il nome.

I feriti sono dieci, non venti come sembrava.

Tra loro c'è la dottoressa Morvillo, la moglie del magistrato

che è rimasta ferita alle gambe.

La dottoressa Morvillo è giudice alla Corte d'Appello.

L'attentato è avvenuto verso le 17 e 55.

Quanto cazzo di tritolo ci hanno messo dentro ?

(Tv) Rientrava a Palermo come faceva sempre nel fine settimana.

[SQUILLI DI TELEFONO]

Uè, Uccio ! Ci siamo quasi.

Mastrolindo arriva la settimana prossima.

Come chi ? Il chimico !

No, con il cazzo che vado via ! Tu non fai niente per ora.

(Tv) Hanno usato 1000 chili di tritolo.

Dobbiamo farlo pure con la D'Angelo. Quella merita la bomba atomica.

Dottoressa, sta bene ?

- Vuole che l'accompagni ? - Devo prendere un po' d'aria.

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