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E' morto, vero ?
- Dove sta ? Lo voglio vedere ! - Mamma ! - Signora, la prego.
- Mamma, ti prego, basta ! - La prego. - Entrate dentro.
Fuori da casa mia.
Condoglianze.
Fuori da casa mia !
Non deve farlo per forza lei, se vuole può far venire suo marito.
Lo voglio vedere.
Damiano ?
Amore...
Svegliati ! Ci sono io qua.
Svegliati, amore.
Non c'è più ! Damiano ?
Amore.
Tonia...
Amore mio ! Damiano ?
Non c'è più.
Tonia, basta. Andiamo via.
- Non voglio parlare con nessuno. - E' Uccio.
Vai a fumare una sigaretta.
Uccio, hai visto che mi ha fatto quel bastardo ?
Come posso stare calmo ? Me l'ha ammazzato.
Io scanno Lopez come un maiale. Lui e tutta la sua famiglia.
Vado a cercarli uno per uno, finché non li finisco.
- La roba ? - E' partita, tra due settimane è qua.
- E quant'è alla fine ? - Trecento chili, dalla Tailandia.
- Possiamo riempirci l'Italia. - Ora pensiamo a Lopez e alla famiglia.
- Devi trovarli. - Nicola, stai tranquillo.
Te li trovo io.
- Quindi il bambino non è stato ucciso ? - Tecnicamente no.
Ha avuto un arresto cardiocircolatorio dovuto a ipossia.
- Un debito di ossigeno. - La causa ? - Un vizio cardiaco.
Viene diagnosticato in età adulta
ma in condizione di forte stress può causare la morte.
- E' stato un incidente ? - Non è stato un omicidio intenzionale.
Lo spavento e la costrizione fisica hanno causato la crisi.
- Costrizione fisica ? - L'hanno legato.
- Ha segni sui polsi. - E le lesioni sulla testa ?
Sono superficiali, sono piccole contusioni.
Però c'è un altro dettaglio.
Aveva addosso filamenti di moquette, forse di un'auto.
L'hanno picchiato per farlo stare buono
e poi lo hanno messo nel bagagliaio. - Lo penso anch'io.
-Povero bambino. -Quindi ha lottato. -Non c'è dubbio.
C'è un'altra cosa strana.
Tra i capelli e sui vestiti ci sono tracce di terra, forse arenaria.
Ho già passato tutto a Cutrone.
- Ha subìto violenza sessuale ? - No.
- Almeno questo. - Ma l'intenzione poteva essere quella.
Non diamo nulla per scontato.
Quando possiamo restituire il corpo alla famiglia ?
- Farò il prima possibile. - Grazie.
Damiano è morto per un incidente, quindi ogni porta rimane aperta.
- Compresa quella di Lopez. - Già, la situazione si complica.
- Fuori è pieno di giornalisti. - Ci mancava solo la stampa !
- Ci penso io. - Grazie.
Prendiamo quel figlio di puttana, chiunque sia.
[VOCI DALLA TV ]
Avvocato, come procede la raccolta fondi per il Petruzzelli ?
Molto bene e non mi sorprende. La società civile si è impegnata
per restituire uno dei monumenti più amati di questa città.
Non ci fermeremo finché questa ferita non sarà rimarginata.
Si vocifera di una sua candidatura. Ce lo conferma ?
Non mi sento né di smentire né di confermare
ma la gente deve sapere che io sarò sempre al servizio di questa città.
Grazie, avvocato Lorusso. Da Bari è tutto, linea in studio.
[VOCI DALLA TV ]
- Che altro volete da me ? - Signora Grimaldi, capiamo il suo dolore
ma deve aiutarci. Damiano merita giustizia.
Se c'era la giustizia, a quest'ora stava a casa ad aspettarmi.
Ha ragione, ma noi siamo qua apposta per suo figlio.
Sappiamo che ha parlato lei con i rapitori.
Può dirci qualcosa di quella telefonata ?
Ho chiesto di parlare con lui per sentire la sua voce.
Hanno detto che se lo avessi chiesto di nuovo
lo avrebbero fatto trovare a pezzi nelle buste dell'immondizia.
C'era qualcosa di particolare nella voce ? Un accento ?
- No, è gente di qua. - Vuol dire di Bari ? - Sì.
Anche lei pensa che il responsabile sia Vito Lopez ?
Basta, voglio andarmene.
L'accompagni.
Invece di dare il veleno a me, pensate a fare il vostro lavoro.
Non capisco.
Io sono Vito Lopez, il braccio destro di Grimaldi.
Da un punto di vista criminale sono una sua creatura.
Succede qualcosa, forse legato al traffico di stupefacenti.
Litighiamo e scoppia una guerra. E io che faccio ?
Ti rapisco il figlio e ti chiedo 200 milioni di riscatto?
- Che senso ha ? - Ha ragione, però Lopez potrebbe essere il mandante.
Voleva usare il bambino
per obbligare Grimaldi ad arrendersi e poi qualcosa è andato storto.
Se è così, Lopez ha i minuti contati.
Per questo dobbiamo trovarlo noi prima di Grimaldi.
La sabbia sul bambino è arenaria delle cave a nord di Bari.
Abbiamo individuato un paio di posti.
- Li hai già confrontati ? - Li stiamo analizzando.
- Potremo identificarli con precisione. - Bene.
- I filamenti di moquette ? - Purtroppo possono appartenere
a qualsiasi modello di auto. - I segni sui polsi del bambino ?
Potrebbero avere utilizzato delle fascette di nylon.
- Possono essere una traccia ? - No, troppo comuni.
- Le trovi in qualsiasi ferramenta. - Non abbiamo molto. - Lo dici a me?
Damiano andava nella scuola di mio figlio.
Non sono riuscito a dirgli che è successo, l'ha fatto mia moglie.
Non ho avuto il coraggio.
- Ho un appuntamento, mi chiamo D'Angelo. - Controllo. - Grazie.
- Gemma. - Marco !
- Come stai ? - Bene. E tu ? - Tutto bene. Quanti anni !
Che facciamo ? Ci abbracciamo ? Vieni qua.
- Vieni, beviamo qualcosa. - Sì. - Vieni. Sei sempre uguale, eh ?
- Magari ! - Pure qua, tutto uguale. Il tempo si è fermato.
Appunto.
Te la ricordi ?
Questa è l'ultima regata che ho fatto con Filippo.
Mi ricordo.
Dài, vieni !
Non sapevo che fossi tornata a Bari.
Mi hanno destinato qua dopo cinque anni in Procura a Locri.
Deve essere stata tosta. Sei contenta di essere tornata ?
- Sì e no. - Capisco, non deve essere facile.
- Invece tu quando sei tornato ? - Dopo un paio d'anni.
-Non sei rimasto a studiare in America. -Per me l'America è qua.
- Hai preso lo studio di tuo padre ? - Sì, sono stato fortunato.
Di' la verità.
Tu sei sempre stato molto legato a Bari.
Sei andato via per Filippo ?
Credo di sì.
Tu sei stato l'ultimo a vederlo vivo.
Com'era lui quel giorno ?
Normale. Ci siamo visti qua.
Era brutto tempo e ci siamo allenati in palestra.
Ultimamente faceva fatica, saltava gli allenamenti.
- Non ti eri accorto nemmeno tu che si faceva ? - No.
- Perché, chi altro ? - Mia madre.
Ha sempre detto che non era un tossico
ma lei non ha mai capito niente. - Non era facile, eh ?
Nemmeno io mi ero accorto di niente.
Evidentemente era bravo a nasconderlo.
Tua madre come sta ?
Bene, credo.
- Come "credo" ? - E' tornata in Grecia.
Ci sentiamo il meno possibile.
Scusa se mi permetto, ma non dovresti essere così dura con lei.
Sono dura anche con me.
Se non fossi andata a Napoli a studiare
forse sarebbe andata diversamente.
E' assurdo, non puoi sentirti in colpa.
Tornando qua ho capito che non ho mai superato questa cosa.
- Grazie davvero, Marco. - Di che ?
Mi ha fatto bene parlare con te.
Ora devo andare al lavoro.
- Vuoi che ti accompagni ? - No, figurati.
Non facciamo passare altri quindici anni prima di rivederci.
D'accordo. Ciao.
Ciao.
- Montemurro ? Grandolfo ? > Comandi ! - Trovato niente ?
- Di là niente. - Proviamo di qua. - Sì, maresciallo.
- Tonino... - Sì. - Quando siamo andati alla scuola di Damiano
e abbiamo parlato con le persone lì attorno, nessuno aveva visto niente.
- Non fanno a mazzate per parlare con i carabinieri. - Sì
ma può esserci anche un altro motivo.
Forse apparentemente non è successo niente.
Damiano potrebbe essere salito sull'auto di sua spontanea volontà
senza fare opposizione.
Damiano conosceva i suoi rapitori ?
Quindi... Lopez.
Maresciallo, forse c'è qualcosa.
Guardate queste impronte.
Grandolfo, scatta.
Però non vedo impronte di bambino.
Ciao !
- Ciao ! - Che stai preparando ?
- Un risotto. - A te non piace il risotto.
Ma a te sì.
Allora grazie.
- Abbassa un po' il fuoco o si asciuga tutto il brodo. - Così?
Ecco. Come è andata ?
Bene.
Scusa, continua tu. Io vado in bagno.
Hai fatto il brodo con il dado o con la carne ?
- Che cosa c'è ? - Abbiamo risparmiato un test di gravidanza.
- Cioè ? - Non sono incinta.
Quindi era un falso allarme ?
Come "allarme" ? Per te era un pericolo ?
No, è un modo di dire.
Sì, certo ! Peccato che ho sentito che sei sollevato.
Fai un processo alle intenzioni.
Non negare l'evidenza. Non ti ho mai sentito entusiasta.
- Io non sono più un ragazzino. - Appunto ! Sii sincero
soprattutto con te stesso. - Ho capito, vuoi litigare. - Sì !
Solo così capisco quello che senti, non so mai che cosa pensi.
- Sei ingiusta. - Guarda se alla fine la stronza devo essere io.
Allora ! Nell'ambiente tutti pensano che sia stato Lopez
e noi lo stiamo cercando, ma finora non è venuto fuori nulla.
- Per il resto che cosa abbiamo ? - Solo alcune impronte in una cava
dove forse i rapitori avevano portato il bambino.
Io e Grandolfo controlliamo i sospetti pedofili di zona.
Anche se i maniaci non chiedono riscatti.
Magari è uno psicopatico.
Ha ragione, anche questa è un'ipotesi.
Seguiamo tutte le ipotesi, ma il bambino rapito è morto.
- Questo è inaccettabile. - E non è un bambino qualunque.
Damiano è la vittima innocente di una guerra.
Può darsi, ma non dobbiamo perdere la visione d'insieme.
Vediamo che dice Cutrone delle impronte.
Pellecchia, tu e Gandolfo controllate i sospetti di pedofilia
e verificate anche in tutta la provincia. E' chiaro ?
Vito, ma che sta succedendo ?
Rosa, non ho molto tempo.
- In questi giorni dovete stare ancora più attenti. - Più di così ?
Che dobbiamo fare ? Siamo qui seppelliti.
Fatevi portare la spesa da qualcuno e non uscite per nessun motivo.
- Io non ce la faccio più. - Rosa, fai come ti ho detto
e non vi succede niente. Hai capito ?
Rosa ? Rispondimi.
Sì, ho capito.
- Vito ? - Dimmi.
Con quello che è successo a Damiano tu c'entri qualcosa ?
- Mamma... - Passami Giuseppe.
Vieni, c'è papà.
- Pronto ? - Ué ! Tutto a posto ?
- Sì. - A tuo padre ci pensi mai ? - Abbastanza.
- Sempre ! - "Abbastanza sempre", eh ?
- Mannaggia a te ! - Tu quando torni ?
Presto.
Torno presto, però tu fai il bravo, eh ? E mi raccomando mamma.
- Piange sempre. - E tu falla ridere.
- Va bene. - Mi raccomando.
- Ciao. - Ciao, papà.
Queste impronte sono di un'auto di grossa cilindrata, non so di più.
Invece le impronte delle scarpe sono molto interessanti.
Innanzitutto sono di due soggetti diversi.
Una suola è con il carro armato.
Invece questa è di uno stivale. Iniziamo da Stivale.
L'impronta del piede sinistro è perpendicolare allo pneumatico.
Stivale era il guidatore e Carro armato era il passeggero.
E' così. Guardate dove vanno le impronte.
Stivale ha camminato due metri e sessanta.
Poi si è girato e si è fermato.
Carro armato ha fatto lo stesso dal suo lato.
- Sono andati al bagagliaio. - Ora guardate queste foto.
Carro armato resta fermo qui.
Invece Stivale ha lasciato tante impronte in questo punto.
Sì. Qui è successo qualcosa, forse si è agitato.
Hanno tirato fuori il bambino.
- Sì, ma le sue impronte ? - Non ci sono.
- L'hanno appoggiato a terra, perciò non ci sono tracce. - Era svenuto.
O forse era già morto e se ne sono accorti in quel momento.
- Montemurro ? - Comandi.
Accompagni la dottoressa in Procura.
- Faccio due passi, grazie. - Sicura ? - Sì. A domani.
- A domani. - A domani.
- Montemurro ? - Sì. - Che cosa c'è ?
- Nulla. - Che cosa c'è ?
- Quelle impronte sono inutili. - Abbiamo scoperto che è successo.
- E' un piccolo tassello, però... - Chiunque può avere scarpe così.
- Maresciallo, mi sembra di girare a vuoto. - Ti va un caffè decente ?
Certo.
Non so se sono adatto a fare questo lavoro.
- Neanch'io, se è per questo. - Lei ? - Mm.
Comunque porsi il problema è già una buona cosa.
- Tu studi Informatica, vero ? - Sì. - Anch'io facevo l'Università.
- Che studiava ? - Lettere. Volevo scrivere, figurati !
Con questo cognome dove vado ?
Ti piace questo lavoro ?
A volte sì, altre meno.
- Tipo oggi ? - Sì. - Non devi essere impaziente.
La frustrazione fa parte del gioco, ti spinge ad andare avanti.
Qualche volta si vince, tutte le altre si impara.
- Poi si è laureato ? - No, mio padre mi ha fatto la guerra.
- Un figlio letterato in casa era inconcepibile. - Lui che faceva?
- Appuntato, una vita nell'Arma. - Non l'avrei mai detto.
E invece ! Spiega tante cose.
Poi ? Che è successo ?
Mi ha iscritto al concorso per sottufficiali senza dirmi niente.
- Ma va' ! - Non ci siamo parlati per mesi.
- Poi come l'ha convinta ? - E' morto all'improvviso
poco prima del concorso. Ha avuto un infarto. - Mi dispiace.
Però se non voleva fare il concorso, perché l'ha fatto ?
Bella domanda.
Poi lei fa bene questo lavoro, con passione.
Mi piace scoprire quello che è successo.
In fondo un investigatore e uno scrittore hanno qualcosa in comune.
Almeno a me piace pensarlo.
[PAROLE NON UDIBILI ]
Che ci fai qua ? Vattene.
- Fammi parlare, Tonia, per piacere. - Sei senza vergogna.
Io non c'entro niente con quello che è successo a Damiano e tu lo sai.
La colpa è comunque la tua.
Pensi questo ?
Vattene.
Tonia, guardami.
Devi andartene.
Allora ammazzami.
Spara !
Vito, devi andare via
e non devi tornare più.
Mai più.
Pazzesco ! Hai fatto un lavoro pazzesco.
Ancora non è servito a molto.
- Posso usarlo per il libro ? - A tuo rischio e pericolo.
Alcune sono solo supposizioni. A che punto stai ?
Studio le carte del processo a Grimaldi, quando è stato assolto.
- Nonostante una montagna di indizi. - Le carte sono molto interessanti.
Il Pm aveva intuito perfettamente
le modalità di riciclaggio tramite attività legale. - E' tutto lì.
- E' il terzo livello di cui parla Buscetta. - Infatti !
- Dove finiscono questi soldi ? Chi li ricicla ? - Già. - Sono miliardi.
Lo so, per questo nessuno indaga in quella direzione.
Quindi pure da noi ci sono dietro gli insospettabili ?
- Non cominciamo con la politica ! - Ha cominciato lei, maresciallo.
- Vieni. - E' pazzesco ! Sì, sì...
- C'è Serena ? Volevo salutarla. - Sì, dovrebbe esserci.
- Professoressa Morandi, lavora sempre. - Tu che ci fai qui ?
- Ero a lezione dal maresciallo. - Ha qualcosa da insegnare ?
- Andiamo a mangiare una pizza ? - No.
Scusa, sono stanca morta e qua devo ancora finire.
- Facciamo un'altra volta. - Sì. - Buona serata ! - Ti accompagno.
- Non ti preoccupare, la porta sta qua. - Saluta Giusy. - Sì, ciao.
Ti va di parlare ?
Sono qua, mi sembra.
Hai ragione, ero sollevato quando mi hai detto che non eri incinta.
Non lo sapevo nemmeno io, me ne sono accorto in quel momento.
Forse non me la sento di avere un figlio
e questo lavoro non mi aiuta.
So quello che stai passando, però il lavoro non può distruggere tutto.
- Non tutti sono nati per essere genitori. - Lo dici a me?
Sai bene che non mi sono mai vista come una mamma, eppure adesso...
Adesso è la cosa che desidero di più.
Ci sono delle mattine
in cui mi sveglio con una specie di nostalgia fortissima
per qualcosa che deve ancora succedere.
Ehi, Ketty ! Sto qua.
Prepara la tavola, c'è la Coppa dei Campioni.
Papà, c'è un ragazzo che vuole parlarti.
- Che ragazzo ? - Che ne so ? Non lo conosco, vieni.
Buonasera. Scusate il disturbo, eh ? Sono venuto solo per ringraziarvi.
- Mario ha detto che siete stato voi a farmi assumere. - Esagera sempre.
Però noi nemmeno ci conosciamo.
Volevo sapere perché l'avevate fatto.
- Perché conoscevo tuo fratello. - Mio fratello ?
- Eravamo amici. - Mio fratello non aveva amici carabinieri.
Lui non sapeva che ero un carabiniere, ci vedevamo al bar.
Poi tu e tua madre siete rimasti soli e ho fatto quello che potevo.
- Dopo tutti questi anni ? - Aspettavo che ti diplomavi.
Come avete fatto a saperlo ?
Già, che scemo ! Voi siete un carabiniere, giustamente.
- Grazie allora. - Di niente. - Levo subito il disturbo.
- Ketty, accompagnalo. - Sì. - Arrivederci.
Ciao. Ci vediamo.
- Papà... - Eh ? - Hai fatto una cosa bellissima.
- Io ? - Sì, tu. Dài, vediamo 'sta partita.
- Non dovevi uscire ? - No, stasera io sto con te.
Aspetta, mangiamo prima i panzarotti.
Pensiamo alle cose importanti.
[SQUILLI DI TELEFONO ]
- Hello ? - Mamma, sono io.
Gemma, tesoro ! E' successo qualcosa ? Stai bene ?
- Sì, sto bene. - Non mi aspettavo più una tua telefonata.
Lo so... Senti, devo chiederti una cosa.
Quando è morto Filippo
nessuno ha parlato di un'eventuale autopsia ? - No, perché ?
- Niente, è strano. - E' stato tutto strano.
- Cioè ? - Lo sai come la penso, tuo fratello non era un tossico.
- Scusa se lo ripeto. - Non scusarti, non ce n'è bisogno.
- Hai scoperto qualcosa di nuovo ? - Non lo so, sto cercando di capire.
Io non ci ho ancora capito niente.
Gemma, sono tanto contenta che mi hai chiamato.
Ciao, mamma.
Secondo me Lopez sta già in Sudamerica.
- Maresciallo. - Buongiorno. Da lui possiamo aspettarci di tutto.
Certa gente non si ferma davanti a niente.
- Il potere ! - Fenoglio ?
- Che cosa c'è ? - Devo parlarti. - Dimmi.
No, è una cosa urgente.
Grazie del caffè, Guglielmo.
Signori...
Allora ?
Fammi il favore di togliermi da questo incarico
da questo schifo di pedofili o io non rispondo più di me stesso.
- Calmati, non esagerare. - Diglielo pure tu !
Ha ragione, è veramente pesante.
Poi quelli che abbiamo sentito hanno un alibi.
Gli altri sono in carcere e speriamo che ci rimangano.
- Proviamo a ribaltare la prospettiva. - Come ?
Prendiamola dalla parte delle vittime.
Sì.
- Mi raccomando. - Va bene. - Ci vediamo. - Arrivederci.
La dottoressa D'Angelo ?
- Piacere. - Giulio Castellaneta, ma questo già lo sai.
Allora, come posso aiutarti ?
Come le accennavo al telefono
ho visto per la prima volta il fascicolo di mio fratello.
Vede queste foto ?
Vicino agli occhi, intorno alla bocca ci sono degli aloni.
- Potrebbero essere lividi. - Veramente le foto sono vecchie.
-Non è così chiaro. -Ma lei le ha viste appena stampate.
Sì, ma è passato troppo tempo. Come faccio a ricordarmi ?
Sì, qui ci sono delle macchie. E' vero, ma chi lo sa ?
Posso chiederle un'altra cosa ?
Certo.
Come mai non è stata disposta un'autopsia ?
- La perizia del medico legale che dice ? - Niente di particolare.
Certifica la morte per overdose.
Allora non c'erano i presupposti per disporre l'autopsia.
Lo sai come funziona, no ?
Sei il magistrato di turno, ti arriva un rapporto
tu lo esamini e decidi in base a ciò che leggi. - Lo so, purtroppo.
Però che c'è stata un bel po' di superficialità da parte sua.
Senti, io ti capisco. Hai perso un fratello e mi dispiace
ma da qui a lanciare accuse ce ne passa. - Grazie.
Scusi se l'ho disturbata.
Arrivederci.
Condoglianze.
Condoglianze.
Condoglianze.
Grimaldi, condoglianze.
Fenoglio, dove vai ?
Che hai visto ?
Uno che qui non c'entrava niente.
[MUSICA CLASSICA ]
- Che ci fai qui ? - Io ho capito. - Che cosa ?
- Io so chi sei. - Che dici ? - Tu hai ucciso mio fratello.
- Ora ti lavi la coscienza facendomi l'elemosina. - Non sono stato io.
- Sono venuto a dirti grazie come un coglione. - Ahò !
Tu devi metterti una cosa in testa.
Non sono stato io ad ammazzare tuo fratello. Eh ?
Non scordarlo. Ora vai via.
- Papà, che è successo ? - Niente, non è successo niente.
Guarda che l'ho visto. Chi è veramente 'sto Rino ?
E' una storia vecchia. Gli dovevo un favore.
- Sì, guarda che ti ha fatto ! - Ehi ! Andiamo a mangiare.
[SQUILLI DI CELLULARE ]
Ora chi è ?
- Oh ! - Li ho trovati.
- Dove ? - Dove pensavamo noi, a Torino, dal cugino della moglie.
- Abbiamo fatto tredici. - Adesso bisogna riscuotere.
- Fai quello che devi. - Non preoccuparti.
Devono morire tutti e due. Vedrai come tira fuori la testa.
Che hai da guardare ?
Puoi ammazzarli tutti, tanto Damiano non torna.
Lo scanno come un maiale.
Deve morire come un maiale.
[SQUILLI DI TELEFONO ]
- Carabinieri. - Vorrei parlare con il maresciallo Fenoglio.
E' arrivata la posta !
Ahò ! Pensa che si è scomodato il maresciallo.
Che fai ? Non ringrazi ?
Mi avete disturbato mentre mangiavo. Devo ringraziare ?
- E' una lettera d'amore della Procura ? - No.
Niente di così appassionante.
Leggi "Moby Dick" ?
Mi piace il mare.
L'ho preso in biblioteca. A te che ti frega ?
Mi hanno detto che in biblioteca non ci va mai nessuno.
Io non sono "nessuno" e poi qua dentro non c'è niente da fare.
Non capisco che cosa c'è scritto.
E' un nuovo procedimento a suo carico, legga bene.
Non riesco a leggere.
Che cosa c'è ?
Ehi ! Ehi !
Chiamate un dottore ! Sbrigatevi, l'hanno avvelenato !
Non addormentarti. Apri la bocca, respira.
Calmo, andrà tutto bene.
Così, guardami.
A che ora è andato via Fenoglio ?
Più di un'ora fa.
Che ha detto Lopez ? Le parole esatte.
Voleva parlare con il maresciallo. Nient'altro.
Fa sempre di testa sua. Incontra un criminale come quello da solo !
- Dobbiamo fidarci di Fenoglio. - E' di Lopez che non mi fido.
Si ricorda di me, maresciallo ?
Buonasera, Vito.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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