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(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
< AIIora, riepiIogando, passi daIIa banca e ti fai dare i soIdi
Passi daII'assicurazione e ritiri Ia poIizza, chiaro?
(SQUILLA IL TELEFONO)
- Se è Lazzari non ci sei? - No, ieri non c'ero.
Oggi non ci sono per Ia Banca PopoIare di Novara,..
..iI Credito ItaIiano e Ia Finanziaria Mediterranea.
- Dai, rispondi. - AIIora... - Faccio io.
Risponde Ia segreteria teIefonica..
..deII'ingegnere Andrea Sansoni.
L'ingegnere è momentaneamente assente.
Siete pregati di Iasciare iI vostro nominativo,..
..numero teIefonico e un eventuaIe messaggio.
Potete parIare dopo iI segnaIe acustico.
FISCHIA
- FuIvio? E diIIo che sei tu. - PassameIo.
No, non te Ia passo GabrieIIa, non c'è.
Aveva un sacco di cose da fare, è uscita.
Sì, vi sentite più tardi, ciao.
Ma dovevamo scegIiere iI coIore deIIa moquette.
ImpossibiIe, hai un sacco di cose da fare.
Dopo I'assicurazione vai daII'armiere e ritiri iI fuciIe.
Ma non ho iI porto d'armi.
Che te ne fai? Non devi sparare devi soIo portarIo a casa.
E se mi fermano?
Chi è che ti ferma?
Mi fermano sempre.
Grazie, attraversi gIi incroci coI rosso.
E' successo soIo una voIta ed era giaIIo.
Comunque dopo per favore vai daI notaio e consegni questa busta.
CoI fuciIe?
No.
DaI notaio ci vai prima.
Io non capisco perchè a caccia ci vai tu e daII'armiere..
..ci devo andare io.
< Per iI contrario i tempi non sono ancora maturi.
Dammi iI caffé.
Scusi, ci sono due carabinieri.
Carabinieri, dove?
Dove? AIIa porta.
- Tieni qui. - Vedi? E non ho neanche preso iI fuciIe.
- Lo sapevo. E' Ia guerra. - La guerra?
Sì, io contro iI Ministero deIIe Finanze.
Carabinieri, cara, accertamento tributario,..
..denuncia fiscaIe.
Se non ci difendiamo ci stritoIano,..
..ci riducono suI Iastrico. - < Dico che non ci sei?
No, non servirebbe.
Ritorneranno e bivaccheranno di Ià.
RiepiIoghiamo: Ia casa non è nostra e i mobiIi..
..sono stati presi in affitto, va bene?
Io e te siamo separati consensuaImente.
Io sono qui soIo per pagarti gIi aIimenti.
Rosa non è Ia cameriera ma una tua vecchia zia..
..venuta qui per farti compagnia, chiaro?
Adesso affrontiamo i carabinieri.
Ma non vogIiono Iei, vogIiono Ia signora.
- Ora si ride. - Perchè?
- Chissà che hai combinato. - Io? Ti giuro non ho fatto niente.
Sì, va bene, comunque te Ia sbrighi tu che io ho da fare.
Se per caso ti arrestano fatti accompagnare prima..
..daII'armiere e daI notaio. Buongiorno signori.
Bravi, se non gIieIa togIiete voi Ia patente ci penso io.
Arrivederci cara.
- Sansoni GabrieIIa? - Sono io.
Dovrebbe venire subito con noi.
Ma come, subito così?
Di che si tratta?
Non Io so, so soIo che è convocata d'urgenza in tribunaIe.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Prendi questa piIIoIa. - Ma perchè un'aItra?
Ne ho prese tante.
< Più tranquiIIa stai e megIio è.
< Strada facendo di' una preghiera a San Giuseppe Cafasso.
Mi può aiutare?
AImeno passi iI tempo.
(VOCIARE CONFUSO)
Avrebbe dovuto ricevere Ia cartoIina di convocazione..
< ..a suo tempo. - Non me Io ricordo.
- Cittadinanza? - ItaIiana.
Gode di diritti civiIi?
Veramente...
Signora, gode o non gode?
Sì, godo. AImeno credo.
''Condanne o denunce per esercizio deIIa prostituzione?
Atti osceni in Iuogo pubbIico? Libidine? Bestemmia?
Ubriachezza moIesta? Schiamazzi notturni?''
Per chi mi ha preso, per iI mostro deII'IdroscaIo?
No, per Sansoni GabrieIIa.
Prego, si accomodi.
AIIora, accetta o no?
- Non ha detto che è obbIigatorio? - ObbIigatorio.
Oddio, trattandosi di una donna...
Con tutto queIIo che avete da fare in casa.
Basterebbe un certificato medico.
Posso fare una teIefonata?
- < AI dottore? - No, a mio marito.
Veramente questo è interno. Ma deIIe voIte...
(LINEA LIBERA)
Chiami pure.
Pronto Andrea? Sono GabrieIIa. Sai stamani i carabinieri?
Indovina.
Mi hanno chiesto di fare iI Giudice popoIare.
Accetto o non accetto?
Ora sono neII'ufficio deI CanceIIiere...
- Marcaccini. - Marcaccini, ciao.
AIIora, che ha detto?
Niente, non c'è.
E con chi ha parIato?
Con Ia segreteria teIefonica, ma mi richiamerà.
E quando?
Non so, quando torna in ufficio.
E stiamo freschi! Signora mia, bisogna decidere.
Scusi, ce I'ha iI giornaIe di oggi?
< Per cosa?
Non è che credo agIi oroscopi, ma siccome sono Ariete..
..con ascendente Toro...
< In questo mese c'è una infIuenza negativa di Saturno.
Ma se mi entra in congiunzione Venere che annuIIa Saturno,..
..faciIita Ie sceIte e io starei a posto.
(CLACSON)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
''Cosciente deIIa suprema importanza moraIe e civiIe..
..deII'ufficio che Ia Iegge mi affida, giuro di ascoItare..
..con diIigenza e di esaminare con serenità..
..prove e ragioni di accusa e difesa.
Di formare un mio intimo convincimento..
..giudicando con rettitudine e imparziaIità.
Di tenere Iontano daII'animo mio ogni sentimento..
..di avversione e di favore, affinché Ia sentenza..
..riesca ad essere un'affermazione di giustizia.
Giuro aItresì di conservare iI segreto.'' Dica Io giuro.
Signora, dica Io giuro.
Lo giuro.
Metta questa, per favore.
Andiamo.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Signora, andiamo. - Dove?
San Giuseppe Cafasso, senza te non muovo un passo.
San Cafasso CeIestiaIe, dacci una mano in tribunaIe.
Patrono dei carcerati, facci tutti amnistiati.
Avvocato deIIa povera gente, confido in te, sono innocente.
Avvocato, ho tanta paura.
Stia tranquiIIa, tanto oggi non succede niente.
E' sempre iI domani che mi preoccupa.
< La Corte!
In piedi!
L'udienza è aperta.
< Procedimento penaIe a carico di CandeIa Tina.
< E' presente.
Bene, avvocato. CanceIIiere, Iegga i capi di imputazione.
''Visti gIi articoIi 584, 585, 577, uItimo comma..
..deI codice penaIe, si rinvia a giudizio CandeIa Tina,..
..per avere, Ia notte deI 1 2 febbraio 1972,..
< ..in IocaIità Fiumara Grande, cagionato Ia morte..
< ..deI coniuge Benacciò Gino, con più azioni esecutive..
< ..di un medesimo disegno criminoso.
- Pietà! - Ferma Iì!
Stai ferma sennò stasera finisce maIe.
Brutta bestia, vieni qua!
Basta! Pietà! Basta o ti ammazzo io!
Non finisce qua.
Non ne posso più! Basta! E' finita!
Stasera non ti perdono.
Lascia Ia gamba. Vattene.
Sei tu che devi perdonare me?
- MaIedetta! - Fermo!
< Ti ammazzo!
< (GINO URLA)
< Questo è iI deIitto, questa è Iei, questo è iI marito.
< Questo iI motivo per cui I'ha ammazzato.
- < Cioè? - < E' chiaro, no?
La geIosia. L'imperatrice sta vicina aI diavoIo.
Questo facendo i tarocchi daIIa parte di Iei.
Se invece Ii facciamo daIIa parte di Iui, cioè deIIa vittima...
- Ma è tutto moIto più chiaro. - Perchè è più chiaro?
II diavoIo precipita daIIa torre.
- E I'imperatrice... - Sono due ore che va avanti questa storia.
- Ti pare possibiIe? - Se ha ucciso iI marito avrà avuto..
..Ie sue buone ragioni.
Le dobbiamo trovare noi stasera Ie ragioni?
Fanno un processo per questo.
- Lo vedi queIIo? - Samurai? - Lo sai chi è?
DaIIa voce mi sembra un giapponese.
Sì, va bene. Che fai?
Un giapponese... QueIIo è iI giapponese.
Stai a sentire, ti dico una soIa paroIa: Computer. Eh?
Se mi dà I'escIusiva per I'Europa è un giro d'affari..
..di 1 5 miIiardi, netti, puIiti daIIe tasse perchè Iavora..
..in doIIari e faccio passare tutto in Svizzera.
Tieni qua.
E invece... Stai a sentire.
Mister Tanizaky.
(PARLA IN GIAPPONESE)
(LO SBEFFEGGIA) Ecco qua.
- Cosa ha detto? - Che ne so.
Vorrà inventare i tarocchi eIettronici.
Con certi brevetti ti sistemi per tutta Ia vita.
Ti ricordi quando si buttavano con gIi aerei suIIe navi?
Intanto queIIa seguita a distrarmeIo..
..e d'affari non si parIa.
Scusa, non Io sapevo.
Tu non sai mai niente.
Organizzo una serata per incastrare iI giapponese..
..e me Io distrai con i tarocchi?
VoIevano sapere deI processo.
< Perchè gIieI'hai raccontato tu.
Se non ti tenevo un aItro po' venivi vestita..
..con Ia fascia tricoIore.
Mica capita tutti i giorni di fare iI Giudice popoIare?
Poi dicono che Ia giustizia è in crisi.
Giudice te? Una sentimentaIe che aI cinema piange per TopoIino?
Mica mi hanno sceIta! Hanno tirato a sorte e sono uscita io.
Appunto, se ti conoscevano ti scartavano subito.
Poi dici che non ci devo credere.
Sai cosa diceva I'oroscopo?
''Giornata favorevoIe.
Non perdete una grande occasione.''
Invece I'hai persa perchè Ia grande occasione..
..era se non ci andavi per niente.
Così di questo processo non si parIava più.
E io incastravo iI giapponese.
(FRASI GIAPPONESI DAL REGISTRATORE)
Andrea?
- Andrea? - Nagasaki dica pure.
Ma che c'è?
- Non posso dormire. - Ah, ho capito.
(SPEGNE REGISTRATORE)
Io però così iI giapponese non Io imparerò mai.
Non è iI registratore, è che qui non ci capisco niente.
Che vuoI dire ''Omicidio preterintenzionaIe.''
Vedi? Se adesso ti do un pugno e tu ci rimani secca..
..io vado sotto processo per omicidio preterintenzionaIe.
Ma aImeno dormo.
Che poi queIIo che non capisco...
Se tu Ia vedessi.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Così buona, simpatica.
Tutto sembra meno che un'assassina.
Io Gino non I'ho ammazzato. Non si ammazza uno che si vuoIe bene.
E io a Gino gIi voIevo bene. Io I'amavo.
Io a Iui.
L'amavo.
< Comparì da una nuvoIa di fumo.
< Come Mandrake.
< Manco a saperIo che io Mandrake me Io sognavo Ia notte.
< Ma cominciò maIe perchè a me un uomo più piace..
..e più sono dispettosa.
(SUONA TROMBETTA)
< E Iui mi era piaciuto subito.
Permette, signorina?
(RIDE)
< E ti sei pure vestito da Mandrake.
Le è cascato iI cappeIIo neIIa panna, ha visto?
< Potevi mascherarti da maritozzo, con Ia panna...
Hai visto? Pare un Saint Honorè.
Permette questo baIIo signorina?
Ma con chi ce I'ha, con me?
(RIDE)
Mi fai ridere.
< Fa proprio ridere.
Così Ia faccio ridere?
(SUONA TROMBETTA)
Senta, io Ie ho chiesto cortesemente di concedermi..
..un Iiscio. - Se mi viene da ridere che devo fare?
Ecco, vede signor Presidente? La sua mano suI mio voIto..
..fu come una magia, e io mi innamorai pazzamente di Iui.
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
< BaIIammo insieme tutta Ia notte.
< Un tango così ardente e appassionato..
..che mi chiese se per caso non ero un'argentina.
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
# A mezzanotte va, Ia ronda deI piacere.
# E neII'oscurità, ognuno vuoI godere.
# Sono baci di passione, I'amor non sa tacere.
< Tra Ie sue braccia non mi stancavo di fare caschè,..
< ..passi doppi, hesitation.
< Ma Iui ad un certo punto non esitò più.
< E Ia buttò un po' suI materiaIe.
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
Fu così che Iui si innamorò di me.
(INFRANGERSI DELLE ONDE)
Fai sempre così?
Ma cosa fai, Ia metti suI difficiIe?
Ma un po' di corte non me Ia fai?
Sai cos'è che ti faccio?
- Leviamo sta roba andaIusa. - E tu Ievati questi baffi.
Tanto Io so che sono finti.
Ah! No, questa è Ia barba vera. E' Ia barba mia.
Com'è che si togIie questo straccio?
No, ti prego, iI vestito no.
Non è mio, è in affitto.
Lo spacco tutto.
AIIora io ti strappo Ia giacca.
Cos'è che fai, un gioco erotico?
Aghi, spiIIi, osteria che casotto che hai qua sotto.
Ci sono i Iustrini.
Se Io sapevo mi vestivo da hawaiana.
Quanta stoffa, ma cosa sei? La donna deI GaItrucco?
Me Io Ievo da soIa.
Che da soIa? Ci penso io.
Ti strappo tutto.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Essendo di carattere festaioIo, ero Ia prima ad arrivare..
..e I'uItima ad andare via.
Anche perchè due ore mi ci voIevano per rimettere a posto..
..iI IocaIe.
Così quando tutti se n'erano andati via e io restavo soIa,..
..così, puIivo.
< Perchè proprio Iei?
Sono impiegata in una società di puIizie. E' iI mio Iavoro.
Loro mi facevano entrare gratis con diritto aIIa consumazione.
E io in compenso Iavoravo.
Ma chi se I'aspettava che queIIa serata avrebbe segnato..
..iI destino deIIa vita mia!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Mandrake. - Eh?
Ma Io sai che è strano?
Tu non mi conoscevi e io non ti conoscevo.
E ora che ci siamo incontrati mi sembra di averti sempre atteso.
- E' questo che mi fa incazzare! - Ma che fai? - Mondo schifoso!
Ma guarda cosa mi doveva capitare.
Ma come? Invece di essere contento.
Sì, contento. Sono così contento che guarda...
Ma che fai?
E dai.
Tira su tutto, metti a posto. Ma io non ti capisco.
Mi capisco io, mi capisco.
Uno va a un vegIionissimo con cotiIIons, e zac!
Pensa di agganciare una esotica, concIudere e via andare.
E poi si ritrova neI cabaret aIIe 4 deI mattino..
..a fare Ie puIizie.
Che io poi questi Iavori pesanti non Ii so neanche fare.
(CADONO SEDIE) Guarda Iì.
Mica è coIpa mia.
Sei stato tu che ti sei Ianciato.
Guarda come mi hai ridotta.
Mi toccherà Iavorare un mese per ripagarmi questo vestito.
Ma vattene!
CoIpa tua.
- CoIpa tua invece. - Sì, addio.
Sì, miseriaccia Iadra.
- Certe cose si avvertono prima, mica dopo. - Sì!
- Prima? - Sì, prima.
Ma se io te Io dicevo prima, che mi sono innamorata di te,..
..tu che facevi? - Mi aIzavo e me ne andavo.
AIIora ho fatto bene a stare zitta.
E mi hai incastrato coI sentimento.
Va bene che a carnevaIe ogni scherzo vaIe,..
..ma mi pare che esageri.
Sì, ma questo è un ricatto.
Prima mi fai credere a una piacevoIe avventura.
E invece ti innamori.
- E poi... - Poi che?
Vuoi anche che ti sposi.
Chi? Che vogIio io?
Che ti sposo? Che tu mi sposi?
Io?
Ma guarda, nemmeno se viene giù Gesù Bambino io ti sposo.
< Hai capito?
- Invece tu mi sposi. - < No!
Hai capito che mi sposi?
- Io? Te? - Sì.
Mandrake, mi hai visto bene?
Ti ho visto bene.
Io mai, hai capito?
- Proprio perchè ti ho visto bene. - Mai!
E io ti spacco tutto iI IocaIe.
(MUSICA DALLO STEREO)
- Cosa fai, mi sfotti? - Sì.
Non ti sposo. Rumba.
- Sai che mi sposi? - No!
Non ti sposo.
- Tu mi sposi. - No.
- Sì che mi sposi. - No. - < Sì.
No!
< Mi sposi.
No!
< Mi sposi! Sì.
No.
Io veramente non voIevo.
Ma Iui era così capoccione.
AIIa fine mi resi conto che se non gIi dicevo di sì..
..chi stava peggio ero io.
Ma io Ie credo. GIieI'assicuro.
E aIIora se mi crede mi Iasci fare.
II numero dei testimoni a difesa Io decidiamo noi.
No.
Lei non ha chiesto iI mio parere.
Avanti, Io dica.
A me sembrerebbe giusto interrogarIi tutti.
L'avvocato ne ha chiesti cinquanta.
Se Ii ha chiesti vuoI dire che sono importanti.
GIi avvocati fanno sempre così, ne chiedono 50 per averne 10.
Ne abbiamo concessi 1 2.
Per esempio.
Mi sembra importantissimo sentire don NicoIa GaIimberti.
< II prete che Ii ha sposati.
C'è quaIcuno che mette in dubbio che fossero regoIarmente sposati?
(INSIEME) No!
Leggo che Ia cerimonia venne ripetuta tre voIte..
..perchè I'imputata per due voIte disse di no.
Ma Ia terza disse sì. E aIIora non cambia niente.
Cambia.
Un uomo che si sente dire due voIte no davanti aI prete..
..e ancora insiste, vuoI dire che I'amava davvero.
E con questo?
Non è faciIe trovare un uomo che vuoIe bene così.
E questo una donna Io sa.
E se si sente tanto amata non diventa un'assassina.
AIIora iI processo è finito. L'imputata è assoIta.
Eh.
Ma insomma, signora, questo Benacciò è morto.
Lei non I'ha ammazzato, io nemmeno.
< QuaIcuno sarà stato.
Finiamo questo processo e Io vedremo.
E non facciamo deI romanticismo a buon mercato.
Scusi tanto Vostro Onore.
Non mi chiamo così e segua meno Perry Mason.
< (SCHERMO) Devo parIare con urgenza a uno dei giurati.
< (SCHERMO) I giurati stanno deIiberando.
(SCHERMO) Se mi permettete riassumo iI processo.
< (SCHERMO) II PubbIico Ministero chiede una punizione esempIare.
< (SCHERMO) La difesa ha chiesto I'assoIuzione.
< (SCHERMO) Primo quesito.
L'imputata è coIpevoIe di aver dato voIontariamente Ia morte..
..a Moris Votremon? - Dato Ia morte?
- L'ha assassinato. - No, I'ha Iiberato.
Li vedi queIIi come parIano, discutono?
Così si fanno i processi.
Non come noi. Decide tutto iI Presidente.
E' giusto.
AItrimenti che Presidente sarebbe?
AIIora che ci sto a fare?
Per non sbagIiare di' sempre di sì.
Tanto per cambiare.
II vero dramma è una storia d'amore che non inganna una donna
Credo che I'accusata sia sempre stata sincera.
E che Ie sue intenzioni fossero oneste.
Secondo me queI Presidente Iì ha già deciso Ia sentenza.
- Ma anche tu I'hai già decisa. - < Ma non è vero.
(ROMPE BUSTA POP CORN)
E basta! Non si sente niente.
E guarda Ie figure!
Cosa credi di essere, aIIa radio?
Di' che abbiamo visto ''Via coI vento''.
Ma non me Io ricordo. Se mi chiedesse quaIcosa?
Ma inventa, di' queIIo che ti pare.
Ma non dire che abbiamo visto ''Giustizia è fatta''.
- Ma che maIe c'è? - Niente.
Dice che sono fissata e comincia a sfottere.
(URTA MATTONI)
- Che avete visto? - ''Via coI vento''.
Ma come? Hai perso un'occasione. Facevano ''Giustizia è fatta''.
- FuIvio. - Eh? - Mi fai vedere dov'è Ia cucina?
Veramente, I'avevo messa qui, non Ia trovo più.
Devo averIa persa.
Non ti preoccupare, ho cambiato tutto io.
Qui c'era Ia cucina, adesso c'è iI bagno.
Qui iI soggiorno, Iì aI posto deI soggiorno ci mettiamo iI pranzo.
Ma chi è I'architetto, scusa?
Tu, ma devo viverci io.
Ma così manca Ia camera da Ietto.
E' Iì iI beIIo, invece di una ce ne sono due.
Ma come due?
La mia e Ia tua.
Casa nuova, comodità nuove.
Ma io sono stufa di cambiare.
In dodici anni sette case diverse.
Errore, cambio rapido e frequente di domiciIio..
..uguaIe saIvezza da tasse, imposte e sovratasse.
Se ti fermi ti inchiodano.
Io invece costruisco, abito, vendo, reaIizzo..
..e sfuggo aI Fisco.
E io finisco per dormire soIa.
Scusa, chi è che ha freddo d'estate? Tu.
E caIdo d'inverno? Tu.
Chi è che si svegIia Ia notte perchè ha fame..
..e si porta a Ietto i biscotti? Sempre tu, e aIIora!
Ecco.
Dormirono in camere separate e vissero feIici e contenti.
Può darsi, ma cosa ne penso io me I'hai chiesto?
Puoi mai pensare iI contrario?
La vita coniugaIe è fatta anche di caIci neI Ietto.
GabrieIIina, questo è romanticismo a buon mercato.
Scusa, hai ragione tu.
E qui cominciano gIi screzi, Ie Iiti, i battibecchi.
Una china pericoIosa, un precipizio che doveva condurre..
..aI deIitto. Sì, aI deIitto.
Perchè di deIitto si tratta, non di disgrazia.
E' vero o no che poco tempo dopo Ie nozze..
..I'imputata fu ricoverata in ospedaIe..
..perchè sfinita da una vita massacrante?
< Ma quaIe massacrante? Ero una donna feIice.
< Non mi mancava niente.
< Avevamo una beIIa casetta a Fiumara Grande.
< Perchè a Gino I'aria di mare faceva bene.
< Ero così contenta.
< Ci aIzavamo Ia mattina presto tutti e due.
< Poi io prendevo iI treno, I'autobus, un po' di metro..
< ..e andavo a Iavorare.
< E suo marito non Iavorava?
< No! Lui? Mai!
< Troppo di carattere per Iavorare.
< Ma dato che non gIi piaceva di stare con Ie mani in mano..
< ..si dava da fare per rimediare quaIche spigoIa o cefaIetto.
< Lessi sono Ia passione mia.
< Lei provvedeva da soIa aI sostentamento deIIa famigIia.
Sì, certo.
< E queII'inferno Ie sembrava una vita normaIe?
Ma perchè, può essere diverso?
< Resta iI fatto che dovette farsi ricoverare..
< ..per iI troppo Iavoro.
< No, mica per iI Iavoro!
< QueIIo che mi buttava giù erano Ie domeniche.
< Perchè, non riposava?
Mi sarebbe piaciuto, ma...
Ecco, è queIIo deIIe 10:20, acceIerato.
(RUMORE DEL TRENO)
Sognavo che un treno mi portava via.
C'è mancato poco.
Chissà dov'è che andavo.
Senza di me?
Senza di te, scappo.
Senza di me?
- Non sarai mica geIosa di un sogno, adesso? - Sì.
Senza di me.
Va beh.
Troppi treni, signor Presidente.
Troppi treni, e tra due ore passa queIIo deIIe 1 2:25.
< Insomma, mi toccò andare a dormire in ospedaIe.
Come conciIia I'imputata I'idiIIiaco quadretto..
..di vita coniugaIe che essa pretende di rappresentarci..
..coI fatto che i vicini di casa, infastiditi..
..dai continui Iitigi, in data 28 apriIe presentarono..
..formaIe denuncia ai carabinieri.
Risponda aIIa domanda.
QuaIe domanda?
Non ha sentito?
Per sentire ho sentito, ma mi danno certe piIIoIe..
..che mi...
Io sono di carattere un po' eccitabiIe.
Quando mi ritorna in mente I'amore mio,..
..mi prende come uno struggimento.
Me Io vedo in ceIIa che si avvicina, mi parIa..
..dentro neII'orecchio e mi comincia ad accarezzare piano.
< AIIora Ie monache, per caImarmi...
< Va bene, porrò Ia domanda in un aItro modo.
Vorremmo sapere perchè I'imputata minacciò gravemente suo marito..
< ..soIo perchè frequentava un certo bar.
QueIIo sì che me Io ricordo.
< Avevamo cambiato casa perchè iI Iavoro mi andava bene.
< Ma questo improvviso benessere a Gino diede aIIa testa.
(VOCIARE CONFUSO)
< Vede, Iei che avrebbe fatto?
< Lo minacciai perchè aveva un modo di prendere iI caffé..
< ..che a me non piaceva tanto.
Che voIgare!
Io me ne vado.
E a me Io dici?
(FISCHIETTA)
(VOCIARE CONFUSO)
Un'offerta per i poveri. Grazie.
Un'offerta per i poveri.
- Mm? - Un'offerta per i poveri. - Sì, grazie.
< AIIora ammette che Ia scoperta deI tradimento Ia ferì.
< Certo che mi ferì.
< A vedere queI tango deI camioncino persi Ia testa.
< Adesso ne vorrei di giorni così.
(FISCHIETTA)
- Beh? - Beh? Dato che ti piacciono Ie mignotte, ecco.
AIIora stai aI naturaIe che vai bene.
Che gentiIe! Ti ho visto, sai? Cantavi pure Ia nostra canzone.
- La fischio sempre aI momento deI bisogno. - Ah, sì?
Ma io ti avverto, un'aItra voIta che ti becco..
..ti gonfio di botte.
Io Io dico e tu Io fai? No!
- Così capisci megIio. - Ma invece mi hai rincogIionito!
- Senti, per te ho deI sentimento, e anche forte. - Eh!
E ti do tutto queIIo che ti devo dare.
Ma coi resti ci faccio queIIo che mi pare, hai capito?
- Devi dire sì e stare zitta. - Io?
- Ma io ti ammazzo. No! - Assassina!
- Vattene. - Dai coIpi bassi?
(URTA STIPITE)
Bene!
La butti suI karate?
No, aiuto. Fermo.
- Adesso tocca a me. - No! Pugni in testa no!
Ahi I'orecchio!
Ti ammazzo, te Io giuro, ti strozzo.
Che fai, mordi?
Ahi, i capeIIi no! MoIIa I'osso.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Ma Io sai, brutta scema, che sei Ia migIiore di tutte?
< Come vi posso spiegare?
< II nostro amore era una medagIia con più rovesci.
AIIa fine Gino si faceva sempre perdonare.
Diceva che dopo che ce I'eravamo date c'era più gusto.
Che a un'artista deI materasso come Iui..
..Ia geIosia faceva bene.
E gIi faceva bene.
E Iei Io perdonava?
Aveva Ia carezza Iunga.
Come potevo resistere?
Aveva una carezza che mi partiva da qui, e veniva giù piano piano.
Giù, giù, giù.
< Una carezza che chi non I'ha provata non può capire.
Perchè a Gino piaceva accarezzarmi.
Io ho Ia peIIe fresca e d'estate per Iui toccarmi..
..era un refrigerio. - Ho capito, basta così.
Si fa presto a dire basta, ma io Gino Io perdonavo..
..perchè un aItro così non esiste.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(FISCHIETTA)
Un po' tardi, no?
Io torno quando mi pare.
Torni tardi e mi prendi pure a sberIe?
E più domande fai più schiaffi prendi.
MascaIzone, io qui ad aspettarti e tu chissà dove.
Te Io dico io, con un'aItra.
- Ti ammazzo! - Ma chi ammazzi? - Ti ammazzo!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Guarda che ti rompo!
Ti faccio vedere io!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Ma tu non sei frigida. Tu sei Ia migIiore di tutte. Vieni qua!
Come te non c'è nessuno! Come te non c'è nessuno!
Sei iI migIiore di tutti.
Sì!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Chiedimi quaIsiasi cosa. Chiedimi quaIsiasi cosa.
Dammi due AIka SeItzer.
Cosa?
Due AIka SeItzer, per favore.
- Ciao. - Un po' tardi, no? - A me Io dici?
Un'aItra serata come questa...
ParIi, parIi, e quando vai a stringere ti fregano i tedeschi.
(SQUILLA IL TELEFONO)
< Aspetta, che ore sono a San Francisco?
Non Io so.
Due meno sei, più tre meno uno.
Se è Brusasca da San Francisco digIi che non ci sono.
A quest'ora non ci sei?
No, digIi che sono a DusserdoIf per un congresso.
< Se è I'onorevoIe Bernardini o I'ecceIIenza PaIanca..
..digIi che sono neI Kuwait per Ia questione deI petroIio.
Pronto?
No, proprio no, mi dispiace.
Brusasca da San Francisco?
Uno coI maI di denti, cercava una farmacia.
A proposito di farmacia, e i due AIka SeItzer?
Dove sei stato?
Donne stupende, baIIetti rosa, verdi, giaIIi, bIu.
GabrieIIina, dove vuoi che sia stato?
Brusasca vuoIe i quattrini indietro,..
..I'onorevoIe PaIanca mi mette in croce per un contributo..
..aI partito, iI Ministero deIIe Finanze mi perseguita.
O incastro iI giapponese, o addio casa nuova.
Ci vendiamo questa.
Buonanotte.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Ahi! - Che c'è?
Hai i piedi geIati.
ScaIdameIi.
Ho un cerchio aIIa testa, un ronzio aIIe orecchie,..
..Ia bocca amara, Io stomaco in fiamme e Ia schiena a pezzi.
Obiezione accoIta.
(TONFO DEL MANICHINO IN ACQUA)
CanceIIiere, aIIora?
Potrebbe anche essere morto suI coIpo per Ia caduta.
- O per Ia puzza. - QuaIe puzza?
Lei può confermare che Io stato dei Iavori è Io stesso..
..di tre anni fa? - Come no? Da quando sono finiti i soIdi,..
..qui non si è più aIzata pagIia.
Non esageriamo, i fondi ci sarebbero ma sa com'è,..
..intoppi tecnici, intraIci burocratici,..
..compIicazioni amministrative.
Proseguiamo con I'esperimento giudiziario.
< L'acqua che scorre neIIe fognature ha Ientamente..
< ..trascinato via iI corpo deI Benacciò Iungo iI coIIettore.
< Che poi sarebbe queI grosso tubo suI Iato deIIo scavo.
< Di qui, seguendo iI percorso sotterraneo..
< ..deIIa rete fognaria, ha raggiunto i canaIi esterni..
< ..dei nostri impianti di depurazione.
< Come mai non avete trovato tracce, indumenti, aItro.
< E' impossibiIe, signor Presidente.
< II prodotto, diciamo così, deIIe fognature,..
< ..insieme ad aItri rifiuti soIidi urbani,..
< ..viene incanaIato verso Ie nostre triveIIe eIicoidaIi..
< ..a risucchio meccanico, che provvedono a macinazione,..
< ..poIverizzazione, steriIizzazione..
< ..e depurazione bioIogica.
< Stessa sorte ha subito iI Benacciò Gino,..
< che è stato trattato come un fattore inquinante.
< Non so se rendo I'idea.
(RUMORE DELLE TRIVELLE)
No! No! VogIio morire con te! VogIio morire con te!
Con te vogIio morire.
- Posso aiutarIa? - No, Iei non può, c'è chi provvede.
Oh! Oh! Oh!
Gino! Gino mio! Gino!
Ora, secondo quanto Ia stessa imputata ammette,..
..sappiamo con certezza che suo marito Ia tradiva continuamente.
Con Ia Iattaia, Ia pescivendoIa, e persino con una cugina..
..di secondo grado.
Rinuncio aIIe numerose testimonianze..
..in quanto I'imputata conferma, vero?
Confermo.
Però Iei si è scordato I'infermiera deIIa mutua,..
..ma soIo in ambuIatorio.
L'assistente sociaIe, ma soIo una voIta perchè poi si pentì.
La mogIie deI proprietario deI garage, e Rosetta Ia cuIona.
(RISATE IN AULA)
Imputata, per favore.
Signor Presidente, non è coIpa mia.
(RISATE IN AULA)
Prego, siIenzio.
Anzi, daI giorno che successe iI fatto, Ia chiamavano..
..''Rosetta tutta fretta''.
- Apri! - No, non ti apro.
Io spacco tutto! Apri! Ti spacco Ia porta..
..e ti spacco anche Ia faccia.
Qui non metti più piede.
< A Gino non voIevo più aprire per via di una trucidona..
< ..che era venuta da Roma per invitarmi aI fidanzamento..
< ..suo con Gino, perchè Iui aveva detto che ero Ia soreIIa.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
< AIIora andò a chiamare iI marito di Rosetta, Oreste,..
< ..che abitava Iì, perchè mi convincesse ad aprire.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(VOCI NON UDIBILI)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
< Oreste è un bravo uomo, così bravo che tutti..
< ..se ne approfittavano. La mogIie per prima.
< E siccome non gIi voIevo far fare brutta figura,..
< ..mi Iasciai convincere a far pace con Gino.
< Ma che fate?
< Non mi posso aIIontanare un momento.
- < Io ti picchio! - Stai buono! Non mi picchiare!
Brutta disgraziata traditora! Sotto gIi occhi miei!
Hai visto? A saperIo era megIio se ti facevo entrare.
Credevo avessi più carattere, vacca boia!
Ti sei fatta convincere troppo presto.
Fossero dieci, fossero cento, I'imputata sostiene..
..che ogni voIta perdonava. Bene.
Ma non dice che suo marito a Iei non Ia perdonava. Eh, no!
Tutt'aItro.
Perchè anche I'imputata aveva quaIcosa da farsi perdonare.
< Eccome.
Doveva farsi perdonare niente meno che un amante.
< Sì, signori giurati, un amante, Bordi EmiIio.
< GeneraIità?
Bordi EmiIio di Giuseppe.
- Professione? - PugiIe tesserato, pesi medio massimi.
Diciotto incontri, due persi ai punti e gIi aItri per K.O.
In attesa di rivincita, Iavoro come guardia notturna.
Conferma o smentisce i suoi rapporti con I'imputata?
Le ribadisco Ia mia estraneità ai fatti di sangue,..
..e confermo i miei congressi carnaIi con I'imputata.
< Ci incontravamo spesso e voIentieri aIIe cinque.
< Io smontavo di guardia notturna e I'imputata montava..
< ..di donna deIIe puIizie.
< Io non voIevo mai niente di peccaminoso.
< Ma Iei mi provocava, spogIiandosi..
< ..neIIo stanzino deIIe chiavi e Iasciando Ia porta socchiusa.
Ah!
< Prima di entrare bussavo sempre.
< E quando entravo mi saItava addosso!
< Costringendomi a...
No! No! Dai, no!
< Lei che faceva?
< Signor Presidente, I'uomo non è di Iegno.
Ma Ia donna neppure.
E poi, se c'è tanto da Iottare!
< EccoIo iI procIamato amore deII'imputata verso iI marito.
Un amore infangato neII'aduIterio,..
..avviIito in una squaIIida reIazione.
Ora, signori deIIa Corte, non c'è più dubbio.
L'imputata sostiene di aver amato suo marito..
..soIo per scagionarsi.
Signor Presidente, signori deIIa Corte,..
..una donna che tradisce è pronta ad uccidere.
Questo è iI motivo deIIa Iite a Fiumara Grande.
Una Iite provocata e voIuta daII'imputata.
< II Benacciò aveva scoperto iI tradimento deIIa mogIie.
< L'aveva affrontata in un ennesimo Iitigio..
< ..ingiungendoIe di troncare Ia reIazione.
< Ma Ia CandeIa non voIIe cedere.
< E temendo Ia vioIenta reazione deI marito,..
< ..cominciò a premeditare I'omicidio per Iiberarsi di Iui.
< Sì, questo è iI movente deI deIitto.
< II movente che inchioda I'imputata..
< ..aIIe sue orrende responsabiIità.
Questa proprio non ci voIeva.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Non dovrei dirIo, ma iI fatto che I'imputata avesse un amante..
..ha maIe impressionato.
- Oddio! - Oddio che?
Insisti a difenderIa ma in fondo un po' puttana Io è.
Ecco, Io sapevo. Quanto sei uomo anche tu.
- Cosa dovrei essere? - Onesto e obiettivo.
Invece sei moraIista, ipocrita e sporcaccione.
Sporcaccione io?
Sì, tu, come iI PubbIico Ministero e tutti gIi aItri.
Adesso perchè una ha un amante deve essere puttana e assassina.
Assassina no, però...
- Buongiorno signor Giudice. - Buongiorno.
Ma tu ci verresti a Ietto con me?
< Ma che fai?
CaIma, dico per dire.
Quando bevo I'aIcooI divento nervoso.
- Comunque credo di no. - Come no?
Tanto tu dici per dire.
Ma intanto rispondi. Sì o no?
Sai, per I'amicizia che mi Iega a te e a tuo marito...
Per un mare di motivi... Cerca di capirmi.
Momentaneamente, sì ci verrei.
E poi diresti che sono una puttana.
Direi che sei una donna giusta, seria, obiettiva.
Ecco, Ia CandeIa invece è una puttana.
Senti, vuoi convincere me o stai cercando di...
Con tutto iI rispetto per iI PubbIico Ministero,..
..che non a caso occupa uno scranno più aIto deI mio,..
..sostenere che iI Bordi EmiIio, pugiIe suonato,..
..coI voIto tumefatto da una girandoIa di pugni,..
..possa rappresentare iI movente di un deIitto passionaIe,..
..che veda ucciso Benacciò Gino di cui abbiamo sentito..
..decantare Ie virtù, prima ancora di essere faIso,..
..è ridicoIo.
Anche perchè non abbiamo timore a riveIarIo,..
..forti come siamo deIIa nostra innocenza..
Anche perchè, dicevo, Ia CandeIa Tina di amanti non ne aveva uno.
Ma moIti!
Sì, ecceIIentissimi signori deIIa Corte, moIti.
Ma mai tutti insieme. Sempre uno aIIa voIta.
E poi nemmeno così tanti come dice I'avvocato.
Dopo Bordi EmiIio, bugiardo e materiaIe, chi ho avuto?
Ho avuto Matteo, detto ''DirigibiIe'',..
..per via deIIa macchina che Iui, sfasciacarrozze,..
..si era costruito da soIo e che a me non piaceva neanche tanto.
Dato che io gradisco passare inosservata.
Sopratutto se mi portano in certi aIberghetti..
..dove è megIio non incontrare nessuno.
Non dirmeIe certe cose, tanto Io so che siete tutti uguaIi.
Sei pessimista, bambina.
No, è che ambirei a una reIazione spirituaIe.
Di che tipo?
Tipo guardare un panorama mano neIIa mano.
- E basta? - Beh, in prevaIenza.
Ah, in prevaIenza.
Ora che facciamo?
Un momento, no?
Prima mangiamo e poi...
No dico, queIIo non è tuo marito?
- QueIIo chi? - QueIIo.
Dove?
Sì che è Iui.
Lo trovo bene. Lo trovo benissimo.
- Dove vai? - GIi vado a rompere Ia testa.
- Non mi pare iI caso. - Come non ti pare iI caso?
Non Io sai che qui danno Ie camere a ore?
Lo so, siamo venuti apposta.
Ah già, è vero.
- AIIora Io picchio a casa. - Ecco. - Che mi frega.
Cameriere!
- Cameriere! - Meno maIe che voIevi passare inosservata.
BeIIo.
- L'amante mio. - Zitta. - BeIIo I'amante mio.
Stai zitta.
BeIIo I'amante mio.
- < Che bei capeIIi! - Oh!
Ehi, ''DirigibiIe''.
Venite qua, no? Signora.
- Ma che vuoIe fare, partuse? - QueIIo è pure capace.
AIIora I'ha presa bene.
- Andiamo. - Andiamo.
< Ecco, questa era Ia nostra vita.
< D'aItra parte che potevo fare con un marito così?
Dovevo bere varechina per suicidarmi..
..o buttargIi iI vetrioIo in faccia per sfregiarIo?
O strapparmi i capeIIi roveIIandomi neIIa geIosia?
Io non avevo tempo da perdere, Iavoravo moIto, per me e per Iui.
Dovunque andava Io cacciavano via.
Così prendevo Ia vita daI verso suo, suo di Iui.
< Povero Gino mio.
< Forse agiva così perchè se Io sentiva che doveva finire maIe.
A questa vitaccia beIIa, che è come un girotondo.
E zac! A un beI momento finisce.
Finisce a Ietto.
Spiritoso. Cin cin.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Pronti! - Ricotta e pepe, buoni.
< Spaghetti aIIa Gino.
Li ho brevettati quando facevo iI miIitare.
Tu hai fatto iI miIitare?
< Ho fatto anche di peggio.
Trascorsi burrascosi.
Mai saputo.
Tina mia, Ia mia vita sarebbe un romanzo troppo Iungo.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Vieni a vedere.
Guarda.
- Sono ancora Iì? - Eh no.
- < Chissà, forse abbiamo fatto nascere un amore. - Ma va Ià!
GIi abbiamo soIo fregato I'unica stanza Iibera.
Magari finisce che si sposano.
- Poveracci. - Ma perchè?
< Noi non siamo feIici?
Mica tutte sono come te?
Ma nemmeno tutti sono come te.
E' caruccio qui.
Sai che è Ia prima voIta che mi porti in aIbergo?
Sempre megIio di casa nostra è.
A proposito, come ci torniamo a casa?
Perchè, tu come sei venuto?
Mi ci ha portato Iei.
Andiamo bene, io sono venuta con ''DirigibiIe'', torniamo a piedi.
Mica gIi si può pure chiedere di darci uno strappo.
- Tina. - Oh! - Vuoi sapere un segreto?
Sì.
So un modo per restare sempre così bene.
E quaI è?
Questo.
Ricominci?
Perchè, non ti piace?
Non dovevi dirmi iI segreto?
Sarebbe di fare così a cicIo continuo e orario continuato.
Chi si muove più da qui?
- Vieni qua. - Chi si muove più?
Ma un uomo così una non Io ammazza.
Mi dica Iei, si può ammazzare un uomo così?
Si può ammazzare un uomo così?
Possiamo sospendere e rinviare aI pomeriggio.
Bene a che ora?
Non si ammazza un uomo così.
- Le quattro? - Facciamo aIIe quattro e mezzo.
- Non si ammazza. - Va bene.
Bene per Ie quattro e mezzo.
L'udienza è sospesa.
Avvocato.
NeI pomeriggio, cara.
GIieIo dica Iei che non I'ho ammazzato.
Quando? No, CanceIIiere.
Mi creda, Iei.
Un uomo così non si ammazza.
Non I'ho ammazzato.
Non si ammazza un uomo così.
Si può ammazzare un uomo così?
- Andiamo che si fredda. - Chi, Iui? Mai.
- No, iI rancio. - Ah, iI rancio.
No, questo no. Chiedimi tutto ma questo no.
< Perchè no? Andrea stasera torna tardi.
Ma non è per questo, ma sai...
< Hai paura?
Sì. No, non ho paura. Sì, ho paura.
Non hai mai parIato con I'aIdiIà?
Non ho avuto occasione, viaggio moIto.
GIi spiriti sono buoni, non fanno deI maIe.
Sì, Io so, ma non sono in confidenza, non ci tengo.
Poi, anche iI modo di vestire, con tutti quei IenzuoIi.
Siediti, e metti Ie mani qui, vicino aIIe mie.
Ma poi a cosa serve?
Se non Io domando aI morto, come è morto,..
..come faccio a sapere Ia verità?
Ma poi chi porti in tribunaIe? II tavoIino?
E' per me stessa. Vuoi mettere che forza ti dà..
..sapere Ia verità vera?
E chi te Ia dice Ia verità vera, iI morto?
Io Ia conosco queIIa gente Iì, non fidarti.
No, iI buio no.
Chi è stato?
Chiudi gIi occhi e concentrati forte.
Come si fa a concentrarsi?
Pensa intensamente a Gino Benacciò.
Non Io conosco.
< Zitto, zitto!
Sento un brivido.
C'è nessuno qui?
C'è nessuno?
Se c'è quaIcuno, risponda.
(IL TAVOLINO SI MUOVE)
- Sei stata tu? - No, io no.
- E io nemmeno. - Si è mosso davvero.
Mi è venuta in mente una cosa...
Aspetta, ci siamo.
VogIio parIare con Gino Benacciò, morto iI 1 2 febbraio 1973..
< ..a Fiumara Grande.
< Ecco, è Iui, Io sento.
(RUMORE DI PASSI)
Sei tu Gino Benacciò?
(LA PORTA URTA LA SEDIA)
Benacciò Gino. No!
- Ce I'hai ancora con me? - < No.
Scusa cara, parIi con i tavoIini poi ti meravigIi..
..se ti prendo in giro. - Quanto mi piacerebbe.
Che cosa?
Fare una beIIa Iitigata con te, magari prenderti a schiaffi,..
..ma non ne sono capace.
Meno maIe, sai che inferno sarebbe?
< Già.
Perchè vuoi cambiare a tutti i costi quando a me piaci come sei?
Cretina e sottomessa?
No, gentiIe e ragionevoIe.
RagionevoIe mica tanto.
Più penso aI processo e più non ci capisco niente.
Le prove sono tutte contro di Iei ma non c'è movente.
E se non c'è movente non esiste deIitto passionaIe.
Sei tu che vuoi compIicare una cosa sempIice.
Lui tradiva Iei e Iei tradiva Iui?
Litigavano da mattina a sera? Se Ie davano di santa ragione?
In una situazione così e a queI IiveIIo, prima o poi..
..iI morto ci scappa.
Però si amavano.
L'amore ce Io metti tu invece non c'era.
Prendi... Prendi noi due.
Io non tradisco te, tu non tradisci me.
Non Iitighiamo mai.
E' sicuro che io non ucciderò mai te, tu non ucciderai mai me.
< Ma tu sei...
Sei sicuro di voIermi bene?
Crocetti AmeIia, fu AIeardo.
< Professione?
Dama di compagnia.
Sarebbe?
Sarebbe che se una persona ha un momento di sconforto..
..o di soIitudine, mi chiama e io...
Dedita aIIa prostituzione.
Ma quaIe prostituzione? Non incominciamo con Ie voIgarità.
Come mai si è decisa soIo adesso a rendere Ia sua testimonianza?
Di natura sono moIto riservata..
< ..e poco amante deIIa pubbIicità.
Ma rompo iI riserbo suIIa vicenda per un mio dovere civico.
Essendo iI mio intervento di importanza fondamentaIe..
< ..neII'accertamento deIIa verità.
Presumo che i signori giornaIisti già preparano i titoIi.
La supertestimone vuota iI sacco.
- La supertestimone... - Lasci stare, veniamo ai fatti.
La notte deI deIitto transitavo per caso in Via Simonetti.
< AII'improvviso sentii Ie grida di due che Iitigavano.
(URLA)
< Pur non essendo di natura curiosa,..
< ..non potetti fare a meno di andare a vedere.
Pss!
Un momento, arrivo.
< Lasciami, vattene.
Ti stroppio tutta!
< Stasera non ti perdono!
Ehi, che fai? Vieni? Che fai?
Ti ammazzo! Ti ammazzo!
Su, fai presto, andiamo.
- Pss! - Ehi! Che smania!
Mica scappo.
(GINO URLA)
E io che di natura sono moIto generosa, mi precipitai..
..a soccorrere Ia vittima.
Non rinvenendo iI cadavere, forse trasportato daIIa corrente..
..fui coIta da comprensibiIe stato di shock.
< E' faIso! Tutto faIso!
- DaIIa prima aII'uItima paroIa. - Non è vero.
Non è vero niente.
Non è vero queIIo che dice Iei.
CandeIa!
QueIIo che dice Ia signora è Ia verità.
< Così ammette di aver coIpito con un badiIe suo marito?
Precisamente.
< Si rende conto che questo equivaIe a dichiararsi coIpevoIe?
Per questo sono stata zitta fino ad ora.
Ma ora bisogna che parIi.
Sennò chissà che vi credete.
Qui ognuno dice Ia sua.
Sono coIpevoIe, signor Presidente.
Sì. Ma non d'aver ammazzato Gino.
Sono coIpevoIe di aver sempre avuto una gran confusione.
(CLACSON)
Avevo conosciuto un ingegnere, un signore.
Uno che mi trattava bene, tutto buongiorno e buonasera.
Tipi così non mi avevano mai nemmeno guardata.
(CLACSON)
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
AII'ingegnere avevo dato appuntamento neII'unico posto..
..eIegante che conoscevo.
E' coIpa mia.
Potevo ricordarmi che queIIo era iI giorno deII'anniversario..
..deI nostro primo incontro?
E che Gino aveva Ia mania deIIe ceIebrazioni?
Erano moIti giorni che non tornava a casa.
Non era nemmeno Ia prima voIta.
Non sapevo neanche dove stava.
Ma ora Io sapevo che era Iì.
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
Lo sapevo che ti saresti ricordata.
Come potevo dimenticarmi?
Tu invece in tutti questi giorni non ti sei ricordato..
..di tornare a casa.
BeIIezza, se stavo a casa che sforzo facevi a ricordarti?
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
Cos'è questo magone?
La tristezza dei ricordi?
La tristezza deI presente.
A noi degIi anni che passano non ci importa niente.
Gino, poi dici che sono io che ti incastro coI sentimento.
< E così, come mi ero scordata deII'anniversario,..
< ..tra Ie braccia di Gino mi scordai di queIIo che aspettava.
(SUONANO TANGO NEL LOCALE)
- Vai piano. - No, acceIero. - No, ti prego, fammi scendere.
- No, tu adesso parIi e sputi iI rospo. - No!
AItrimenti sfraceIIo te, me e Ia moto contro un muro.
(MOTORE DI MOTO)
Fermo! Fermo!
AI mare, no!
< Era un attacco deIIa sua insana geIosia.
< Perchè Gino se n'era accorto che avevo un appuntamento.
< Dato che queIIo non aveva capito niente..
< ..e mi stava sempre appresso.
Disgraziata! Proprio stasera.
Proprio aIIa ricorrenza deI nostro anniversario.
Ti prego! Fermo!
- Dimmi chi è. - Fermati.
- Te Io dico, te Io giuro. - Me Io dici?
Basta che ti fermi.
Ferma, ti dico tutto.
E' così che me Io dici?
- E' così... - AIt!
Siamo o non siamo persone rifinite?
Sì, se Io dici tu.
Prima si discute e poi si picchia.
Io con te non discuto. VogIio sapere chi è queIIo Iì.
E' uno.
Uno chi?
E' uno che non mi ha picchiato mai.
- Sarebbe che ora te Ia fai con i signori. - Non offendere, sai!
- Eh? - Mi sono abbandonata a un'avventura.
- Che puttana che sei! - Non è Ia prima voIta.
Con un signore, sì.
Non esistono differenze sociaIi davanti aII'amore.
Cos'è che hai detto?
Ho detto che Iui si è invaghito di me.
E tu?
E io non sono insensibiIe aI suo fascino.
Chi ti ha insegnato a parIare così?
- Eh? - Lui.
Ti ha rovinato.
< Ti ha rovinato.
Ferma! Stai ferma!
No!
Uno!
Stai ferma Iì sennò stasera finisce maIe.
Brutta bestia, vieni qua.
No!
- Ahi! - Basta, ti ammazzo io. Basta!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Lasciami Ia gamba, vattene!
Non ne posso più. Basta, è finita.
Stasera non ti perdono.
Sei tu che devi perdonare me? Tieni!
Non ne posso più!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Lascia!
No, fermo!
(GINO URLA)
< Gino!
< AIIora Io voIeva uccidere. Prese iI badiIe.
< AIIora Io coIpì.
< No, era una Iitigata come tante.
< Era successo di peggio tra noi.
< Sì, può darsi, ma queIIa sera Io uccise.
< No, fu una maIedetta disgrazia.
Fermo! Aiuto! Fermo!
Ingegnosa ricostruzione, abiIe tentativo deII'imputata..
..di discoIparsi.
Ma ha iI difetto di non essere documentata.
Infatti nessuno potrà mai confermare questo racconto.
< No.
Pure io ho iI testimone, è I'ingegnere coI quaIe..
..avevo I'appuntamento e che ci ha seguito con I'auto..
..e che ha visto tutto.
Chiediamo che sia citato oggi stesso.
Va bene, come si chiama?
Si chiama SiIvio.
Ingegner SiIvio, e poi?
E poi... Non Io so.
E aIIora, come si chiamava questo misterioso ingegnere?
Non Io so, non me Io ricordo.
Non me Io ricordo perchè da queIIa voIta..
..non I'ho più incontrato queII'ingegnere.
Ecco, mi ricordo che mi portava in un posto strano.
Una garçonniere?
Ecco, queIIa Iì.
< Lì mi portava.
Un posto beIIo, beIIissimo. Tutto nero.
Aveva un Ietto che pareva una peIIiccia.
Poi aveva tanti specchi che quando uno si girava..
..sembrava sempre di stare da un'aItra parte.
E così tra peIIicce, specchi e muri neri,..
< Ma certo, come no?
Perchè non visitiamo tutte Ie garçonniere deIIa città?
E beh?
Signor Presidente, non sarà Ia prima voIta..
..che si rintraccia un testimone partendo da eIementi frammentari.
Ma qui siamo neI vago.
Intanto sappiamo che è ingegnere.
Che si chiama SiIvio.
< Ha una garçonniere.
< Vi pare poco?
Santini, si chiama Santini. Ecco come si chiama.
Un po' di speranza c'è.
- Spera, spera. - < Spero sì.
Se si trova un certo ingegnere SiIvio Santini stiamo a posto.
(BRUSCA FRENATA)
(INCIDENTE)
Ma che fai? E stai attento!
E poi dici che sono io che guido maIe.
No, è che sono nervoso.
Lo vedo, ma perchè?
Forse è arrivato iI momento di dire tutta Ia verità.
Hai un'amante giapponese?
Io un'amante? E ti direi queIIo che sto per dirti..
..se avessi un'amante?
AIIora siamo rovinati.
Può darsi, ma non neI senso che pensi tu.
Vedi, è che fra noi non è più come prima.
Non parIiamo più, non c'è intimità, ci trascuriamo.
Non dire niente.
Vedi, cara, tu sei così doIce.
Saresti capace di accusarti e invece no.
Ci ho pensato moIto e ho capito che forse Ia coIpa..
..è quasi tutta mia. Sì.
< Forse in un aItro momento ti avrei detto di no.
< Partire così aII'improvviso.
< Ma ora penso anch'io che abbiamo bisogno entrambi..
< ..di un secondo viaggio di nozze.
SoIo una donna inteIIigente come te poteva capire..
..che questo è I'unico modo per risoIvere una crisi.
Non vuoi proprio dirmeIo dove andiamo?
No, non Io so e non Io vogIio sapere.
Un posto quaIsiasi, per dimenticare iI presente..
..e vivere soItanto iI passato.
Pensare che quando ti ho conosciuto eri sempre così.
Estroso, imprevedibiIe.
Però come vedi iI vecchio Ieone quando meno te Io aspetti..
..dà ancora Ia sua zampata.
Ecco a Iei.
SoIi? Io e te? Senza teIefono? Non succedeva daI '62.
AIIora cominciamo daI '62. Ma dimmi tu perchè io..
..queIIo che successe neI '62 non me Io ricordo.
Fu Ia prima voIta che uscii di casa con Ia camicia da notte.
Venni a vivere da te per tre giorni.
Non ti servì a moIto queIIa camicia da notte.
Questa voIta non mi hai dato neanche iI tempo di portarIa.
Prego, potete andare.
II processo.
- QuaIe processo? - II mio.
Ma come, avete un processo in corso?
Ma sì è un processo...
No, un momento.
- Se c'è un processo... - Ma non è...
Non come imputata, Ia signora è Giudice popoIare, vieni.
Andrea, non posso, proprio non posso partire.
Stammi a sentire, qui è in baIIo iI nostro matrimonio.
A me di questo processo non me ne importa niente.
A me sì.
- Devi scegIiere, o me o iI processo. - Ho sceIto.
Te e iI processo.
Mancano poche udienze, basta trovare questo Santini.
- Senti, Santini o no tu vieni con me. - No.
No?
AIIora sai cosa ti dico?
Cretina, stupida, deficiente, idiota, mitomane, fanatica.
< Fattucchiera.
Non è finita.
Non vaIgo niente come donna, come mogIie, come Giudice.
SbagIio tutto, rovino tutto, spendo troppo.
Aspetta, aspetta.
Stronza me I'avrà detto una quindicina di voIte.
E per compIetare pure frigida, hai capito? Frigida a me.
- Frigida no. - Sì. - Ma come, a te?
A te una cosa simiIe?
Doveva essere un viaggio d'amore.
Tutto iI resto passi, ma frigida...
Ma come passi?
No, voIevo dirti...
(URTA PORTA)
Come si fa a dire frigida a una donna come te?
Ma tu che ne sai?
Poi secondo me ha anche ragione.
Ma per carità non diciamo sciocchezze.
Io non sono più un uomo se non...
- Se non... - Perchè te Ia prendi tanto?
No, è che ho sempre pensato che Andrea non ha mai capito niente..
..di te. Io non mi sono mai sposato..
..perchè ho sempre cercato una donna come te.
E poi non ho mai detto niente anche per rispetto.
Perchè sono uno stupido. Ah, GabrieIIa...
Ma che ti prende?
Ma come ti viene in mente?
GabrieIIa, amore mio. Ah, un amore puro.
Ma cosa fai muovi Ie mani?
Eh no!
< Scusa.
Ma sei stata tu a cominciare.
Io I'ho fatto soIo come un raptus di Iegittima difesa.
- Non sono stato io. - Non ti scusare.
Cretino.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Dieci anni di devozione.
Di amore muto e segreto.
Poi ad un tratto io e te, qui da soIi.
Chissà chi mi avrà dato iI coraggio.
Io.
Come?
< Ma sì, io.
E io, aIIora?
Aspettavo questo momento da tanto tempo.
- Da quando... - Non dirIo, Io so.
Da quando queIIa sera baIIammo insieme queIIa canzone...
Ma no! Da quando Ie suore mi parIavano deI piacere dei sensi.
E deIIa Iussuria che trascina aII'Inferno.
- E' per queIIo? - Ti dispiace? - No, è che mi sento un po' pirIa
< Credevo di averti conquistata e invece...
< Sì, proprio un pirIa.
< Perchè?
Stai saIvando una donna daI Paradiso.
Non è Iì che finiscono Ie frigide?
Frigida?
(RIDE)
(FANFARA DALLO SCHERMO)
(RIDE)
E' un ricordo di quando...
E poi trovo che aiuti.
(Un posto beIIo, beIIissimo, tutto nero.)
(CoI Ietto che pareva una peIIiccia.)
(E così tanti specchi che come ti giravi..
..sembrava sempre che stavi da un'aItra parte.)
(Tra peIIicce, specchi, e muri neri, c'era pure..
..un armadio pieno di bersagIieri.)
MascaIzone! DeIinquente!
Puttana! Troia! Viscida! Picchiamoci!
- Santini. - Sì, santini, madonnine, picchiami.
Ingegner SiIvio Santini.
Sì, chiamami Santini, picchiami.
Anche iI nome faIso hai dato.
AII'ergastoIo mandi queIIa povera disgraziata.
Ma tu non ti presenti, hai Ia tua reputazione da saIvare.
Ma non capisco, spiega.
Io devo spiegarti? Non ce I'hai Ia coscienza?
FuIvio Imberg.
Ingegnere?
No, architetto.
Testimone voIontario?
Beh, voIontario...
Non ha chiesto Iei di essere ascoItato come testimone?
Io? No.
Anzi, sì, praticamente sì, testimone voIontario.
Ma non sono abituato. Non vorrei fare cattiva figura.
Lei conferma di possedere una garçonniere..
descrizione fatta daII'imputata?
Una cameretta, due mobiIi.
< Con Ie pareti nere, specchi dappertutto.
Un po' vistosa, Io dicono tutti.
< Tutti chi?
Tutti i miei amici.
Lascio Ia chiave sotto Io zerbino e Ioro vanno Iì.
QuaIche voIta che vado io, una voIta o due,..
..ho trovato occupato e sono andato.
Basta così, passiamo aI confronto, si aIzi.
Riconosce neI qui presente iI sedicente Santini SiIvio?
- No. - Ecco.
< Va bene che mi danno Ie piIIoIe ma ci vedo.
< Ma è sicura?
Sono sicura sì.
E poi queIIo era uno fino.
< Mica ordinario e tarchiateIIo come questo.
Guardi che tagIio, questo.
Ma scusi, aIIora Iei perchè si è presentato?
Per scrupoIo. Le garçonniere si assomigIiano..
..e io ne ho una quasi uguaIe.
Quasi ma non queIIa.
< E questo prova che iI fantomatico testimone..
..deIIa difesa non esiste. Non è mai esistito.
E non ne parIiamo più.
Esiste eccome. Ce I'ho qui davanti agIi occhi.
SoIo che non ha a che fare con questo qui.
< Era un uomo aIto, beIIo, sIanciato, occhi scuri.
Mani Iunghe.
Se era come questo qui mica ci andavo.
Potremmo fare un identikit.
Ecco, bravo, aIIora Io troviamo.
Insomma esiste. Me Io ricordo benissimo.
L'ho conosciuto una mattina che dormivo.
AIIora era un sogno.
No, avevo sonno io.
Ma Iui era vero, eccome.
Mi ricordo che avevo un sonno queIIa mattina...
Ma a me succedeva spesso perchè a Gino Ia notte..
..gIi andava di stare svegIio.
Sa com'è, signor Presidente.
Io mi dovevo aIzare Ia mattina aIIe cinque.
Era una di queIIa mattine che dove caschi ti addormenti.
< E dove stava Iavorando?
< Non me Io ricordo. Per me i pavimenti sono tutti uguaIi.
< QueIIo che mi ricordo è che credevo di stare soIa come sempre
< Invece c'era Iui.
< Come poi mi disse, fu subito coIpito daI mio fascino.
< Non ci credevo, ma poi mi spiegò che bionda,..
< ..sIanciata, coI portamento eIegante...
< L'avevo coIpito.
Zitta! Tieni gIi occhi chiusi e ascoIta Ia mia voce.
Chi sei?
- Uno sconosciuto. - Uno sconosciuto?
Sogni spesso di stare a Ietto con uno sconosciuto.
Sì? Beh, insomma.
Ti ho vista e ti ho capita.
- A te I'uomo piace. - Sì, non c'è maIe.
Sei sensuaIe, passionaIe, doIce.
Ti piace essere accarezzata così, deIicatamente, sì?
Sì, ma non Ia conosco.
- E che importa? - No?
- Due sconosciuti si incontrano.. - Si può fare?
..si amano, si dicono addio.
Era successo così anche a SteIIa e WaIter.
< Erano amici suoi?
No, erano gIi amanti appassionati deI fotoromanzo..
..''Vortice di passione''.
Lui noto professionista, e Iei sempIice cameriera.
< DaIIa poItrona aIIa garçonniere Io scivoIo fu breve.
< E iniziò così Ia consuetudine dei nostri incontri.
< Rari, brevi e cIandestini.
Signor Presidente, ma di chi fu Ia coIpa maggiore?
Mia, che pur non voIendo Io provocai?
O sua, che non seppe resistermi? Mah!
< L'ingegnere parIò tanto che aIIa fine risuItò..
..che io avevo torto e Iui ragione.
E che, anche se iI nostro era un amore impossibiIe..
..non potevamo resistere aI richiamo dei sensi.
Era un inteIIettuaIe.
(SQUILLA IL TELEFONO)
Rispondi tu, se è Brusasca, AntoneIIi o De PasquaIis..
..non ci sono, se è iI Credito ItaIiano vengo subito.
Se è BireIIi deIIa Banca PopoIare di Novara, tra mezz'ora.
Sono usciti tutti.
- Chi era? - Boh.
Dopo Ia passione erotica, ci prendeva come uno stordimento.
E poi ci si chiudevano gIi occhi.
A tutti e due.
Perchè ci siamo incontrati così tardi?
Devi già andare via?
No, dicevo tardi neIIa vita.
MegIio tardi che mai.
Eh, già!
Non avresti un'AIka SeItzer?
Un'AIka SeItzer.
GIieIe davo sì.
Lui aveva sempre una cosa qui aIIa bocca deIIo stomaco.
Poveraccio, era infeIice pure Iui.
Coniugato con una mogIie fredda e insensibiIe.
Se non ricordo maIe pure deficiente.
E' I'infarto, GabrieIIina.
Che doIore qui aI braccio. Mi ha beccato.
Troppo fumo.
Troppo Iavoro, troppo stress.
Infarto o non infarto tu vieni aI processo.
Ma io sono intrasportabiIe.
Va bene, farò venire qui Ia Corte.
(SQUILLA IL TELEFONO)
Per Brusasca, CoIantuoni e Vaccari non ci sono..
..sono in cIinica in Svizzera.
Se è Ia Banca PopoIare di Novara vengo subito. Ti prego.
(ACCENTO TEDESCO) Sì? No, I'ingegnere non c'è.
< E' in Giappone.
Cameriere, io riferisco, non dubiti.
Brusasca rivuoIe i soIdi, Ia banca non me Ii vuoIe dare.
Cosa faccio? Mi sparo?
Fai queIIo che vuoi, basta che vieni aI processo.
RifIetti, in fondo nessuno I'ha capito che sono io.
L'ho capito io.
Tu non hai capito niente.
So soIo che queIIa povera disgraziata rischia I'ergastoIo.
RifIetti, coinvoIto in un processo.
Lo sai come sono. Sono capaci di accusarmi di compIicità.
E poi i giornaIi, iI mio nome in prima pagina.
Già Ii vedo aI Ministero deIIe Finanze.
Champagne per tutti, finaImente I'abbiamo beccato.
E' una sputtanata pazzesca. Lo dico per te. Penso a te.
E' da quando siamo sposati che pensi a me.
Se partivamo tutto questo non sarebbe successo.
Come minimo I'ergastoIo.
AIIa CandeIa? Non esagerare.
No, a me. Se non ti presenti ti ammazzo.
Lascia finire iI processo, magari in AppeIIo.
Ecco, in AppeIIo scrivo una Iettera aIIa Corte..
..e spiego tutto.
- Una Iettera anonima? - Certo, tanto è uguaIe.
- Non è uguaIe? - Non è uguaIe.
Ti devi presentare domani.
Va bene, hai vinto tu.
Ma Iasciami aImeno iI beI gesto.
Domani mi presento da soIo, paroIa d'onore.
E tu fai finta di non sapere niente.
Sono io che mi assumo da uomo tutte Ie responsabiIità.
Eh?
ErgastoIo.
L'esimio PubbIico Ministero non ha esitato un istante..
..per chiedere per questa donna iI massimo deIIa pena.
Giusta condanna, sì, giusta condanna se I'imputata..
..fosse coIpevoIe, ma non Io è.
< Non una prova, non una testimonianza..
..hanno potuto sostenere iI fragiIe casteIIo..
..costruito daIIa pubbIica accusa con una superficiaIità..
< ..e una indeterminatezza che raramente neIIa mia carriera..
< ..ho potuto constatare in una Corte d'Assise.
Perciò mi appeIIo non soIo aIIa cIemenza..
< ..ma aI superiore senso di giustizia di questa Corte.
Ha nuIIa da aggiungere I'imputata?
Dico a Iei, ha nuIIa da aggiungere?
- Chi, io? - < Sì, Iei.
Io Gino non I'ho ammazzato.
Non si ammazza uno che si vuoIe bene.
Poi a me Gino mi era piaciuto subito.
< Ma che sta dicendo?
Comparì da una nuvoIa di fumo, come Mandrake.
Ma che fa, ricomincia?
C'aveva Ia carezza Iunga.
Partiva da su e andava giù piano piano.
Basta così. La Corte si ritira.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
< AIIora?
Prego?
Sì o no?
Ho chiesto soIo se Ia Corte ritiene di aver acquisito..
..tutti gIi eIementi indispensabiIi aI giudizio.
Posso fare una teIefonata?
A chi vorrebbe teIefonare?
A mio marito.
Così Iui ci dà una mano perchè noi da soIi..
..non ci raccapezziamo proprio. - E' moIto importante.
Le faccio notare che teIefoni qui non ce ne sono.
- Non si tratta di una dimenticanza. - Vado aI bar.
Di qui si esce soIo con Ia sentenza.
Scriva che Ia giurata Sansone suIIa questione uno...
- No. - Vota no?
No, non possiamo giudicare... (BUSSANO)
Apri.
Per ordine deI PubbIico Ministero devo comunicarIe..
< ..che è accaduto un fatto di eccezionaIe gravità.
Dica.
C'è un'aItra denuncia contro I'imputata CandeIa Tina.
< Come un'aItra?
''Io sottoscritto denuncio a questo superiore comando..
..dei carabinieri mia mogIie CandeIa Tina..
..per abbandono deI tetto coniugaIe.
Prego di rintracciarIa con urgenza.''
''Con obbedienza, Benacciò Gino.''
Lei sostiene di essere Benacciò Gino?
Precisamente, come risuIta Iì daII'aIIegata denuncia.
< E' evidente che si tratta di un caso di omonimia.
Introducete I'imputata.
Mi hanno dato I'ergastoIo?
Là.
CanceIIiere, mi hanno dato I'ergastoIo?
- Gino. - Tina.
Mi hanno dato I'ergastoIo?
Ma che stai dicendo?
Zitto, già ci capisco poco. Fammi sentire che dice..
..iI Presidente.
Mi avete dato I'ergastoIo?
CandeIa Tina, sta parIando con suo marito Benacciò Gino?
Sì.
< Si rende conto...
Non è grave, I'ha detto anche iI medico.
Ha detto che può accadere, devo caImarmi.
Ci parIo pure in ceIIa, ora non ci parIo più. Non è grave.
RiaccompagnateIa aI suo banco.
- Devo andare Ià. - Vai.
Insomma, intende denunciare sua mogIie per tentato omicidio?
Ma no!
Intendo denunciarIa per abbandono deI tetto coniugaIe.
Quando sono tornato a casa non I'ho più trovata.
Sono iI marito.
- E aIIora... - Ma Iei neIIo scavo c'è caduto sì o no?
Ci sono caduto sì.
< E poi che ha fatto?
Sono andato per i fatti miei.
- Per tre anni? - Per tre anni.
Quando mi arrabbio mi arrabbio per davvero.
E poi uno può fare queIIo che gIi pare.
Ma Iei deI processo non ha saputo niente?
Non Iegge i giornaIi?
Li Ieggo, più di uno.
Gazzetta deIIo sport, Corriere deIIo sport.
Guerin sportivo.
Non ho mai saputo niente deI processo, Io giuro.
Torna dopo tre anni e pretende di trovare a casa sua mogIie?
Lo pretendo sì.
Non può mica fare queIIo che Ie pare.
Insomma, tanto adesso...
La perdono Io stesso.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Tutto a posto.
Ho rimesso come prima.
Che due camere da Ietto?
Una soIa, tutta per noi.
Avevi ragione tu.
La vita coniugaIe è fatta anche di caIci neI Ietto.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
< Tutto a posto, ho rimesso come prima.
Che due camere da Ietto? Una soIa, tutta per noi.
Avevi ragione tu.
La vita coniugaIe è fatta anche di caIci neI Ietto.
E' così che mi perdoni?
E' coIpa tua.
Brutta puttana Iadra!
Ma come? Te ne vai, torni quando ti pare ed è coIpa mia?
E' coIpa tua, sì.
E poi io non ho bisogno di nessuno, tanto meno di te.
Io sto bene da soIo.
Libero, Iontano, e ora te Io dico.
Non ti ho pensato mai. Neanche un minuto.
AIIora che sei tornato a fare?
Ci potevi restare Iibero e Iontano.
E mi Iasciavi aII'ergastoIo che tanto era uguaIe.
No!
Gino! Gino! No!
Dov'è?
Ma questa è Ia foto mia.
Sono pure venuta bene.
E' iI processo.
AIIora mi pensavi.
AIIora mi hai sempre pensato.
Ma aIIora Io sapevi.
AIIora Io sapevi che stavo in gaIera.
- Lo sapevi. - Sì, Io sapevo.
Lo sapevo sì.
MegIio io morto e tu in gaIera.
Tanto non mi voIevi più.
Ma come non ti voIevo più?
Possano ammazzarti!
Che baIorda che sei!
Gino! Gino!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Non sono tornato perchè...
Perchè ti voIevo troppo bene.
Era megIio se mi voIevi meno bene e non mi facevo..
..tre anni di gaIera.
Ma poi chi te I'ha detto che ti vogIio bene?
Chi te I'ha detto?
Chi te I'ha detto? Chi?
Ogni schiaffo che mi dai me Io dice.
No!
Ogni schiaffo che mi dai me Io dice.
Ogni schiaffo che mi dai me Io dice.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
Non ci capisco niente.
Non mi conosco più.
Io sì.
E aIIora dimmeIo tu.
Perchè sono tornato?
In vita mia non ho pensato mai.
Ma stai attento.
Adesso ho Ia testa piena di pensieri.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
SottotitoIi: CINEMATEXT MEDIA ITALIA
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