All language subtitles for Padroni di casa_Bdrip_ITA

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Original subtitles

[RINGHIO DI UN ANIMALE]

[RINGHIO DEL LUPO]

[SPARO]

[FISCHIO]

- Cosa hai fatto?

- Merda. E adesso?

- Che si fa ragazzi eh?

- Seppelliamolo qui. - No, no, no.

(padre) - Qui non seppellisce niente nessuno.

- Come no? - No!

- E facciamo presto, che avranno sentito lo sparo!

- Papà? - Sì, andiamo.

(Cosimo) - Ammazza che bello questo posto! Mi ricorda Arcinazzo!

Ti ricordi Arcinazzo?

(Elia) - Perche già ero nato, 10?

(Cosimo) - Mamma t'ha trovato lì, a un cassonetto vicino all'entrata di Arcinazzo,

non ti ricordi?

(Elia) - A te invece ti abbiamo vinto con i punti della Standa.

Come abbiamo fatto?

(Cosimo) - Ti ricordi ad Arcinazzo, nonna e la pigna?

Eh? Che storia!

Ti ricordi o no?

(Elia) - A Co'! Ho avrò avuto due o tre anni ad Arcinazzo, ma che mi devo ricordare?

(Cosimo) - Successe un macello!

Di questa storia a casa se n'è parlato per venticinque anni almeno.

Almeno l'avrai sentito dire? (Elia) - Sì... cinquanta!

(Cosimo) - No cinquanta no, ma venticinque si.

(Elia) - Non ci sei mai stato te a casa, ma che ne sai?

(Elia) - Guido io ora, eh!

(Cosimo) - Mamma mia oh... abbiamo solo venti minuti di ritardo. Mica...

(Elia) - Si, va be' ma a me non mi piace arrivare tardi.

Permesso...

Buongiorno. - Trenta.

[FISCHIO]

(Elia) - Hai sete? - No.

- Oh! Cazzo fai?

- No, scusa, niente.

A Co", ma che cazzo stai a fare? Che devi fare?

- Perché non ci sta una pulita al vetro?

- Ma dai, si, controlla pure le gomme! Quando arriviamo così?!

- Oh, ma abbiamo venti minuti di ritardo!

- Io voglio arrivare puntuale! Voglio arrivare puntuale!

A me non mi piace arrivare tardi.

Stiamo partendo già male, stiamo partendo malissimo.

- Mamma mia...

- Non me ne frega niente.

- È il primo trofeo di mio figlio Davide e lo voglio impagliato, cazzo.

- Io te l'ho detto. Mio cognato non è mica un professionista.

Lo fa più per hobby.

- Gli fanno schifo i soldi? - No! Ce n'è sempre bisogno!

Adesso poi.

- Guarda qua. - Bella bestia.

- Ora glielo chiedo e poi ti dico.

Oh! Te, Calzolari, con questa roba qui devi stare attento,

adesso che il tuo amico sindaco è passato dalla parte del parco.

(Calzolari) - S'è venduto.

[SUONO DEL CITOFONO]

(donna di servizio) - Chi è? (Elia) - Ediltelli, signora.

È uguale, è uguale a quando cantava!

Certo che per questi il tempo non passa mai.

Permesso.

Dove vai? - Dice di andare, andiamo no?

- Buongiorno.

- Perché strilli? Non strillare.

- L'ho salutato, è educazione. - Ho capito, ma parla piano.

(Fausto) - Venite. Piano. - Che c'è?

[RUMORE DI QUALCOSA CHE CADE E SI ROMPE]

(Fausto) - È la seconda volta che me lo fanno scappare!

(Cosimo) - Ma che? - C'era un capriolo lì.

(Cosimo) - Hai capito, c'ha i caprioli in giardino.

Be' ma qui è tutta una riserva naturale.

Io sono il testimonial del parco.

Ultimamente abbiamo ripopolato, ci sono cervi, caprioli...

Sono tornati anche i lupi.

- Tra l'altro infatti, ne abbiamo visto uno sotto, al benzinaio.

- Ma come giù in paese? Un lupo?

- Sì, va be', ma era morto. Stava su un pick up, proprio morto.

- Ma no, è impossibile. Sarà stato un cane idrofobo,

i lupi sono protetti. Be' ragazzi, benvenuti, bene arrivati.

Ciao Fausto, grande! - Tu sei? - Cosimo.

- Io sono Elia, ci siamo sentiti al telefono. Lui è mio fratello.

(Fausto) - Venite, vi presento mia moglie.

Moira! Loro sono gli operai, appena arrivati da Roma. Eccoli.

Salve! Buongiorno. Salve. - Buongiorno, piacere.

Elia e Cosimo. - Salve.

- Bevete qualcosa ragazzi? - No, io sto a posto, grazie.

- È meglio che cominciamo subito. - Se avete bisogno chiedete.

Amore, sei d'accordo che loro dormono sotto, vero? - Bello, bello!

- Alina, lei ha preparato la camera? - Sì, sì.

(Fausto) - Attenzione, sotto c'è un cancelletto che non funziona

ho perso le chiavi non vorrei che chiudendolo rimaneste dentro.

(Elia) - Sì, stia tranquillo.

(Alina) - Signor Fausto, una chiamata urgente.

- Sì? Pronto? Un attimo.

Scusate, non si sta un momento tranquilli.

Dieci anni che non faccio un concerto.

Sono emozionato come un ragazzino.

Sì, sono Mieli, allora?

- Infatti C'è mancato tanto perché è uno importante.

(Elia) - Va be', noi cominceremo a scaricare il furgone che abbiamo tanto da fare.

Vi lasciamo... - Buona continuazione.

- Dai, Co', andiamo dai... - Arrivederci.

(Cosimo) - Ma te ti rendi conto,

che uno diventa ricco, famoso, cioè uno diventa Fausto Mieli,

e poi passa la vita

in culo alla luna

a pulire la bava alla moglie.

- Oh, ma vuoi star zitto? - Oh, ma io l'ammiro.

- Statti zitto che ti sente. - Ho detto la verità.

(Cosimo) - Comunque se mi succede a me una cosa del genere, mi devi ammazzare.

- Sì, come t'ammazzo a te, con la stricnina? [RIDE]

- Quella mi rimbalza. - Ecco a posta.

- Ma davvero hai visto un cane morto?

- Era un lupo, non era un cane.

- Ma dove stava? - Al benzinaio.

Io non ho visto un cazzo.

(Elia) - Certo è bello davvero qua. (Cosimo) - Fammi fare un tiro, và!

(Elia) - Sei stanco? (Cosimo) - No.

[MUSICA LEGGERA]

(Fausto) - Sei pronta amore?

Ti ricordi questa musica amore?

(Cosimo) - La senti? (Elia) - Che è?

(Cosimo) - È la lupa! La madre del cucciolo morto che hai visto te.

Ora comincia a ammazzare tutti gli uomini finché non scopre chi è stato.

Sarebbe pure giusto.

Come l'Orca Assassina, ti ricordi?

Ammazza che film.

- Dai su. Che devi fare con questa doccia? Me la faccio io?

- No, no me la faccio io. - Me la faccio io, dai.

- Vuoi fumare? - No, no fuma, me la faccio io.

- Vado io! Dai, dai... - Tieni, pigliati quest'asciugamano.

E sbrigati.

- Oh! Corri, vieni a vedere! - Ma che è? - Vieni.

- Ma chi ti ha sciolto?

Dove stai, oh?!

- Vieni! - Ma dove vai?

Non ci si può andare là!

- Eh? - Dai, oh.

- Gli stiamo dentro casa... - A posta, dai!

Dai, su...

Lo sai cosa pensavo amore?

A un certo punto dello spettacolo mando via i musicisti,

mi metto al pianoforte e canto solo per te...

Tu sei in prima fila, bellissima, elegante...

lo scendo e ti do un bacio,

che ne dici?

Cosa vuoi, Moira?

Sai quanti anni che sono sepolto qui dentro?

Dormi va...

Ma i pavimenti li rifai tutti o soltanto fuori? - No, solo fuori.

Comunque dentro l'hai vista la casa? - Sì, certo! - E com'è? E bella?

- Sì, è una bella casa... Molto elegante.

- Se non è elegante casa sua... Eh babbo?

(babbo) - Eh si, certo...

- Grazie!

- Serve una mano? - No, no, faccio io. Posso?

- Certo! Fai, fai non c'è problema. - A posto.

Arrivederci. - Arrivederci!

Salve.

Ciao ragazze.

(Fausto) - Ehi!

- Buongiorno! Sono passato un attimo. Abbiamo preso il materiale.

- Scusa. - No, niente. - Posso dirti una cosa?

- Ma chi è quello?

- Boh.

[RUMORE DEI PNEUMATICI SULL'ASFALTO]

- Bravo! Questione di buona volontà.

Senti, era quello lì il camioncino dove hai visto il lupo?

- Sì. Mi sa... un pick up, così.

- Ma sei sicuro?

- Sì. Penso di si insomma, ce ne saranno tanti.

- Ciao Elia!

- Ci vediamo dopo.

- Stai in campana! - Sì.

(Adriana) Sei quello che fa i lavori a casa di Mieli?

- Scusa un attimo... Dimmi.

- Vai a casa di Mieli? Mi ci dai uno strappo? Abito giù di là.

- Sì, come no. - Grazie. - Prego.

La cintura.

(Elia) - Niente quindi penso che abbia trovato su internet,

perché comunque è molto pubblicizzata la ditta nostra.

Su un sito di bioedilizia, una cosa così e...

- Che culo! E siete finiti proprio a casa di Mieli.

- Eh si! Beh, sì, un po'...

- Ora ti dico una cosa, te però non la dici a nessuno, ok?

Io vorrei che Fausto Mieli morisse.

- Che morisse? [RIDE]

Madonna... e perché?

- Perché?

Perché appena sanno che vieni da qui, tutti ti dicono

“ah, il paese di Fausto Mieli”

E per tutti diventi come lui.

- Beh certo... no beh, capisco.

(Adriana) - Lo odio questo posto.

Ogni volta che posso vado a Londra. Te ci sei mai stato?

(Elia) - No, però ci andrei volentieri, lo sai?

Fermati, fermati qua. - Qua? - Sì, scendo qui. Grazie!

(Alina) - Buongiorno signore!

(Cosimo) - Buongiorno a voi, come va? (Alina) - Tutto bene...

Facevo una pausa. - Noi invece facciamo passeggiata.

- Ah, facevate passeggiata? Brave, brave, guarda che meraviglia.

(Alina) - Hai fatto bagno? - Ho fatto bagno, ho fatto tuffo, tutto.

- Ci piacciono tuffi. - Ti piace vedere i tuffi?

Allora te ne faccio uno serio

ma serio perché io poi dovevo andare alle olimpiadi...

poi le cose della vita si sa come vanno, no?

C'ho avuto le mie cose ma...

Come lo vuoi, carpiato o a volo d'angelo...?

[RESPIRI FATICOSI E CONVULSIONI] Oh, signora?!

[RESPIRI FATICOSI E CONVULSIONI] Che c'ha?

Chiamo qualcuno? Che faccio vado?

(Alina) - Un attimo.

Brava signora, respira...

Respira...

Brava.

(Alina) - Signor Fausto, c'è uno degli operai. (Fausto) - Fallo entrare.

- Prego, da questa parte. - Grazie.

Permesso...

- Prego. - Salve, buonasera.

Volevo soltanto avvisarla che abbiamo smantellato tutto e domani cominciamo.

Volevo farle vedere un attimo un campioncino qua della mattonella

che andiamo a mettere. - Benissimo.

- Sì, che poi è quella per cui eravamo d'accordo

giusto per sicurezza.

E la signora come sta?

- Bene, bene, non preoccuparti.

- Le volevo chiedere scusa un po" anche a nome di mio fratello.

- Sì, ragazzi lo sapete che non si può fare il bagno, no?

C'è anche un cartello, per i batteri.

- Certo. Infatti...

- Comunque, va bene così.

(Elia) - Non succederà più.

Questa sera le pastiglie te le do io.

Sono una bianca e una rossa, no?

Le hai mandate giù? Fai vedere...

fai vedere!

Te l'ho già detto. Non voglio rotture di coglioni in questi giorni.

E guardami in faccia quando parliamo.

(Fausto al telefono) Sono sicuro, è stato Calzolari. Il pick up è quello suo.

Sindaco non prendiamoci in giro eh?

In questa storia del parco io ci metto la faccia,

e questi continuano a sparare come se fosse il far west...

(sarta) - Se si può alzare... Sì, così...

Abbiamo quasi finito. Se si alza in piedi...

Calzolari?

(Calzolari) - Vieni dentro, no? - No esci te, è meglio.

Signori.

(cliente del bar) - Certo che il sindaco prima di entrare nel tuo bar...

(altro cliente) - Ma come si sente importante calabron.

(altro cliente) Ha bello e rotto i maroni lui lì. - Ha ragione...

(titolare bar) - Boia se è ignorante.

Che t'ha detto?

- Niente! Fammi un caffè va la.

(cliente) - Ma è per la storia del lupo?

- Mieli è un gran chiacchierone.

(cliente) - Chi cazzo gliel'ha detto che non c'era nessuno?

(Calzolari) - Qualcuno che si crede furbo.

(Cosimo) - Che t'avevo detto? Stiamo facendo un lavoro preciso.

(Elia) - Se lavori invece di chiacchierare...

(Cosimo) - Si ma tu diglielo a Roberto quando ti chiama, capito?

(Elia) - Glielo dico, non ti preoccupare...

Gli dico pure che stavi facendo morire la moglie di Mieli.

(Cosimo) - Va bene, digli pure questo, va bene. (Elia) - Dai...

(Cosimo) - Comunque fai poco lo spiritoso perché ti sta guardando.

Ti fa paura pure a te, eh? (Elia) - Sì ma non dire che ti legge il labiale.

Guarda che quella dentro ci sta, è viva.

Guarda un po', sta guardando ancora?

(Cosimo) - Si! [RIDONO INSIEME]

Buonasera! Salve! - Che cazzo saluti, che li conosci?

- Siamo in paese, in paese si saluta.

(Elia) - Che vuoi?

- Guarda un po' se c'hanno una spuma? - Una spuma? - Può essere...

No! Il ping-pong.

- Oh, ti sei imbambolato?

- Ma che è? - È acqua tonica.

- La spuma non ce l'avevano? - Mi vergognavo a dirgli “la spuma”.

- Quanto siamo? - Sette a tre.

(Elia) - Ciao, noi ci siamo visti al negozio, no?

(ragazzo) - Ciao!

- Noi pure mi sa che ci conosciamo, ci siamo visti...

- Buona sera. Sono il fratello io. (Adriana) - Ehi!

- Si, lui è il ragazzo... - Ciao. - Ciao!

- Che ci fai tu qui? - Niente ci siamo venuti a prendere una cosa così dopo cena.

Come stai? - Bene.

(ragazzo) - Adri, la vogliamo finire sta cazzo di partita o...

- No, non c'ho voglia... Vuoi giocare te?

(Cosimo) - Capirai, mi inviti a nozze a me...

- Gioco io. - Davvero?

- Scusa amico, grazie.

Batto io? - Sì.

- È giusto, sono ospite.

Ci sei?

Eccolo.

Uno a zero.

È che cerco l'angolo capito, c'ho sempre avuto...

- Due a zero... a sei a zero è cappotto.

Anche otto a due...

- Anche otto a due? - Se perdi passi sotto al tavolo.

- Davvero?

Va bene, cambiamo angolo va..

C'ho mirato...

Due a uno.

Due a due.

Tre a due cambio palla... oh scusa.

Non devi tenere la racchetta così, perché è un po' da catechismo capito?

- Te pensa per te. - Ti sei offeso, no?

Scusami per il nastro... scusa. Quattro a due.

Tocca a te battere. Dai non ti distrarre, dai!

Cinque a due.

Sei.

Sette.

Otto a due no? - Otto a due è... - È cappotto.

- È cappotto, si passa sotto pure otto a due?

- No, non si passa, teoricamente cioè...

(Cosimo) - Teoricamente un cazzo! Vai, passa, t'aspetto qua sotto.

(Davide) - Non ci passo sotto.

- Dai, non fa così eh!

- Non passo.

- Non va bene così,

perché tu hai detto si passa sotto a sei a zero o otto a due,

a otto a due, le regole sono regole, no?

- Sì, ma ho detto che non ci passo.

- Ti spiego, può succedere a tutti eh?

Anche ai più grandi, a me non m'è mai successo,

ma è un altro discorso. Stasera è toccato a te...

- Stai giù con le mani.

- Va beh, ragazzi che vi devo dire? È molto triste, questa cosa è molto triste.

- Lascia perdere Davide, è un pagliaccio.

(Cosimo) - Senti ce l'hai un aranciata?

Che bel tatuaggio che c'hai!

- Grazie. - Bello proprio, quando l'hai fatto?

(barista) - Due anni fa.

(Cosimo) - Ma l'hai fatto per ricordo? - Tre euro.

- Sì.

(Adriana) - Che cazzo c'hai?

(Elia) - Vado a pisciare un attimo.

Adriana?

Adriana?

[MUSICA METAL PROVENIENTE DALLA MACCHINA]

(Elia) - Che cazzo fai? (Adriana) - lo che cazzo faccio?

(Elia) - Dai andiamo al paese.

- No, te lo scordi. Mi hai lasciata qua come un idiota, ci voleva tanto per pisciare?

Ci dovevi mettere così tanto? Non potevi aspettare un attimo?

- Va beh, scusa dai...

Dai, su, andiamo in paese. - Non mi rompere il cazzo

E comunque sai cosa? Sei uno sfigato pure tu.

(Elia) - Dai Adriana!

(Fausto) - Ciao Cosimo.

Ciao, Fausto! Buonasera!

(Fausto) - Ma, dove sei stato?

- A mangiare una pizza, poi a fare due passi, niente di che...

- Ce l'hai una sigaretta? - (Cosimo) - Come no!

- Vieni.

(Cosimo) - Come va?

- Siediti. Magari fumane una anche tu. - Sì.

- Pensare che avevo smesso.

- Io avrò smesso una trentina di volte,

ma non è che posso andare in comunità pure per le sigarette no?

- Ma tu sei sposato Cosimo? - No.

Senti, scusa se ti parlo di lavoro, lo so che... Secondo me nel terrazzo,

questi giorni ho dato un'occhiata, ci sta bene un mosaico, che dici?

- Sì, ma devi stare attento, Cosimo. - Te faccio pagare uguale, eh?

Cioè come... rientra nel pacchetto, non è che.

- Ma non è una questione di soldi. Quello che c'è da pagare, pago.

E' che i problemi vanno affrontati di petto.

Anche a costo di farsi male.

Sai, la vita non dura un cazzo, capisci?

Non dobbiamo rinunciare a niente. Anche perché, quando arriva il conto,

è sempre troppo salato.

E non è questione di soldi. Capito?

- Certo.

Te sei un grande Fausto! Questo capisco io!

Sei proprio uno... sei uno di noi. Questa è la verità!

- Bella serata, eh? - Bellissima.

(Elia) - Co'?

Oh, ma te che cazzo vuoi, mi segui? - Dove sei stata?

- Ma vattene a casa, va...

- Voglio sapere dove sei stata! - Vuoi sapere dove sono stata?

Vuoi saperlo? Sono stata in collina

e c'ho pure scopato ed è stato bellissimo, felice?

(madre) - Adri?!

- Ciao mamma.

- Buonasera signora. (madre) - Ciao Davide.

Che fate venite in casa, ragazzi?

- No, mi ha accompagnata ma ora va via, vero?!

(madre) - Va bene, allora buonanotte Davide. - Buonanotte.

- Buonanotte.

(Cosimo) - Secondo te quella fuga là, quella coda...

Che dici, una bella lingua di fuoco?

Eh? - Co', ma che ne so, ma come eravate d'accordo con Mieli?

- A dire la verità, lui m'ha dato carta bianca, gli piaceva l'idea.

Guarda, me sa che c'è va proprio. Mi manca il rosso fuoco però.

Lo vado a prendere...

(Fausto) - No Ric, non ci voglio parlare con quella signora,

sono trent'anni che scrive male di me sul suo giornale di merda,

ma che cazzo vuole?! Che colpa ne ho io se non sono Bob Dylan?

Beh comunque fammi sapere, dai.

(Adriana) - Ehi!

(Cosimo) - Ciao, meraviglia!

- Vi va un po' di crescenta? - Eh?!

(Cosimo) - C'hai visite! - Ciao. Ti ho portato questo.

(Cosimo) - Mangiala che è buona! Come si chiama?

(Adriana) - Crescenta. (Cosimo) - È pizza. È buona.

- Grazie! - E bellissimo.

(Cosimo) - Ti piace? L'ho fatto io.

Mo perché m'hanno dato poco tempo,

sennò in due, tre giorni facevo più livelli, più colori...

(Adriana) - Avevo voglia di vederti...

- Che sorpresa.

(Fausto) - Ciao Adriana.

- Buongiorno Fausto.

- Come mai sei qui?

- Così, mi stava facendo vedere il mosaico.

(Fausto) - Ah, vi conoscete. Bene.

Ma cos'è questo?

- Come? È la spirale colorata.

(Fausto) - La spirale colorata? Ma chi vi ha detto di farla?

(Cosimo) - Ma no Fausto, ieri sera ti ricordi, mi hai detto che se volevo,

se c'avevo questa bella idea la potevo...

(Elia) - Perché non eravate d'accordo con questo cambiamento che facevamo qua?

- No, doveva essere tutto uguale alla veranda.

- Sì, prima. Poi...

(Cosimo) - Hai detto che lo potevo fare.

(Fausto) - No, ragazzi sia chiaro è bellissimo,

solo che Moira vuole tutto come la veranda,

poi è meglio lasciarla perdere quando lei si fissa.

(Elia) - Ma no... ma scherza? Poi è un errore nostro.

Stia tranquillo che rifacciamo tutto come eravamo d'accordo.

- Bene. Allora fatelo e fatelo presto. - Sì, sì.

- Ciao Adriana, saluta a casa. - Ciao.

- E scusi ancora.

(Adriana) - lo l'avevo detto che era uno stronzo.

(Elia) - Chi è lo stronzo? Lui è lo stronzo, non lo vedi?

Perché dobbiamo far sempre queste figure di merda io e te?

Me lo dici per quale motivo?

- Ma ti pare che mi mettevo... - Perché dobbiamo far queste figure di merda?

Avevamo quasi finito...

Non t'aveva detto un cazzo?! - Come no?

- No, è che ti inventi tutto te, perché tu nella capoccia sei malato sei.

Parli da solo?

Sei tornato a parlare da solo un'altra volta?

Che dobbiamo fare qua?

Co', hai cinquant'anni c'hai io ancora che ti do retta!

Questa è la vita vera! La vita vera, svegliati!

Lo stronzo sono io che ti do retta ancora a te, capito?

Il mosaico!

Il tribale abbiamo fatto, tutte queste cazzo di mattonelle che hai comprato!

Scusa!

Mi viene da piangere, mi viene, guarda...

(Cosimo) - Va be', dai. Ha detto che lo vuole tutto uguale alla veranda,

glielo faccio uguale alla veranda. (Elia) - Sì, ma non l'ha detto oggi.

L'ha detto dagli accordi che avevamo preso con Roberto.

Pure con Mieli, guarda...

- Tiè ragazzina, questo per ricordo!

Comunque m'ha detto “fallo”. - Cosimo devi stare zitto.

Stai zitto e porta queste mattonelle via.

Vedi se riesci a fartele cambiare e sbrigati che dobbiamo lavorare qua.

(commesso) - Mi spiace, se non le avessi scartate tutte te le avrei anche prese,

ma così non posso.

(Cosimo) - Ma come non posso, sono nuove. Le ho prese stamattina.

(commesso) - Lo so, me l'hai già detto, ma non posso rivenderle in queste condizioni,

sono aperte e si vede.

(Cosimo) - Ma perché sono matti non te le ricomprano, scusa ho aperto la scatola,

rimetti lo scotch. Le mattonelle sono intatte, non le ho neanche toccate.

- Senti, magari a casa tua te le riprendevano, qua non funziona così.

Mi dispiace.

(Cosimo) - Ti dispiace? Bhè almeno ti dispiace.

Ma lo sai quanto mi dispiace a me?

Dai non fare il matto dai su, ridammi i miei soldi e facciamola finita dai.

- A parte il fatto che li gestisce mio padre quindi...

se poi non è d'accordo lui non posso farci nulla.

- Va be', allora parlo con tuo padre.

- Adesso non c'è, è fuori.

- Quanto torna?

- Mezz'ora... un'ora...

- Magari ti muore il coniglio guarda.

- Mi dai un'aranciata per favore. Le bibite sono calde.

Fresca c'ho solo la birra. - No, no, va bene calda.

- Come vanno i lavori, tutto bene?

(Cosimo) - Bene. Abbiamo quasi finito, così se Dio vuole ce ne andiamo.

- Perché, non ci stai bene qua? - No. Neanche a morire ci verrei.

- Vi fa sgobbare, eh?

- È contento Mieli del lavoro?

- Chiediglielo a lui.

- E del resto? Del resto che dice?

- Che deve dire? Quello canta mica dice.

- Manaro! Come fa quella canzone?

(cantando) Lascia il sole nei tuoi occhi ancora un po'

Non nasconderli nel buio della notte. (cantano tutti insieme)

Ho bisogno come un fiore della luce che mi dai

non dirmi che è finita... e che adesso te ne vai...

Se c'è un velo di tristezza su di te...

chiudi gli occhi e ascolta il suono dei tuoi sogni

I fantasmi del passato, il futuro che non c'è

non fanno più paura se tu sei con me,

A Fausto! (tutti insieme) - A Fausto!

- A Fausto! - 'Fanculo a Fausto!

- Non si brinda così.

- Va bene questa. - No, no lascia perdere, porta anche sfiga con l'aranciata.

Dagli un bicchiere di vino, và.

- Basta, basta, basta.

- A Fausto! - A Fausto! - A Fausto!

(Manaro) - Dim bàin un quell coso...

- Che ha detto? - Dimmi, una cosa...

Ma del lupo a Mieli, gliel'hai detto tu vero?

- Che lupo?

Cazzo me ne frega a me del lupo.

Ma perché, non ci credete?

Io se ero nato qua, ero morto di overdose a dodici, tredici anni,

invece in città, uno capito... dura un po' di più.

Pelato, senti una cosa... in paese quanti sarete?

Tre, quattrocento, quattro gatti siete.

Però c'avete tutti lo stesso cognome.

Come mai?

Che fate? V'ammucchiate tra di voi, come i criceti?

- No, inculiamo i curiosi! [RIDONO TUTTI]

- Te sei un grande! lo l'ho capito subito!

Un'altra marcia, tu c'hai un altra marcia proprio.

[CLACSON DELLA MACCHINA]

- C'è il tuo furgone in mezzo alla strada.

[CLACSON DELLA MACCHINA] - Chi è?

- È un'ora che aspettiamo, dai. Sposta questo bagaglio.

(Cosimo) - Ma che suoni? Cosa suoni? Ci passa pure il 170 qua.

Piuttosto ricordati che sei te che devi passare sotto a un tavolo.

Anzi, perché non vieni qua dentro che è pieno di tavolini!?

Scemo!

- Testa di cazzo.

Guarda che belli... otto e quindici.

[MACCHINA CHE SGOMMA E RUMORE DI VETRI E CAROZZERIA ROTTA]

- Chiama Calzolari va'...

(Elia) - Non finiremo mai in tempo qua.

- Potresti rimanere un giorno in più.

Meglio.

(Elia) - Tu che dici?

[SQUILLI DEL CELLULARE]

Oh, ma che cazzo di fine hai fatto?

(Calzolari) - Arrivederci maresciallo.

- Davide.

(Davide) - Non c'entrate un cazzo in questo posto.

Perché non te ne torni a casa tua? (Calzolari) - Davide, andiamo!

[SUONO DEGLI SCATTI FOTOGRAFICI]

- Oh, ragazzi, ma cosa è successo?

- Mi ha chiamato il maresciallo.

- Eh... - Sia chiaro, eh? lo non vi accuso di niente.

Lo conosco quel Calzolari.

Ma sapete com'è, noi qui siamo gente un po' chiusa, montanari.

Ma tanto non è che dovete tornarci qui, no?

Beh, scusate ho da fare...

Forse mi danno la copertina di Vanity Fair.

Bene, allora...

(Calzolari) - Davide!

Perché non rispondi quando ti chiamo?

Per oggi...

non è che io non ho voluto denunciarli, non ho potuto.

Magari tiravano fuori di nuovo sta storia del lupo.

- Se c'ha sfasciato la macchina quello stronzo.

- Ancora con questa macchina...

T'ho detto che si ripara la macchina.

Piuttosto facciamolo stanotte, così non ci pensiamo più.

- Va bene...

(Alina)- Ecco. (Cosimo) - Permesso?

- Prego.

(Cosimo) - Buongiorno.

(Alina) - Buongiorno.

(Cosimo) - Senta signora, potrei avere anche io un bicchiere d'acqua per favore,

ho caldo...

- Certo! Un attimo solo. - Grazie.

- Mi dispiace per il baccano con il martello pneumatico,

però facciamo prima perché a mano sarebbe un lavoro...

- Prego. - Grazie.

- Va bene, io torno a lavoro. Ancora scusate, ma è quasi fatto.

(Cosimo) - T'ho detto lascia perdere, faccio io.

Che ci vuole, dai. - Lascia.

[MUSICA PROVENIENTE DA LONTANO]

Senti che caciara...

Perché non vai? - lo? Ma dove vado?

Giusto magari per andare a salutare... - Vai, finisco io.

- Ma dove vado? Che è tutto... eh, dici?

Ma quasi quasi.

Faccio un salto allora! - Vai.

- Tanto poi pulisci te magari.

Oh!

Lo sai che ci stava meglio il mosaico?

Mo' torno!

Alina, hai visto i miei gemelli? - No mi dispiace.

- Amore, sei bellissima! Una principessa. Le ha prese le pastiglie?

- Certo. - Su, sbrighiamoci. Ma devi farti ancora la doccia.

Non ci stanno mica ad aspettare! Andiamo, siamo in ritardo!

(gridando) Alina! | miei gemelli!

[RUMORE DI QUALCOSA CHE CADE A TERRA]

Moira?

Moira?

[IN LONTANANZA FOLLA CHE CHIAMA: "FAUSTO"]

[FAN CHE GRIDANO: "FAUSTO"]

(voce dall'altoparlante) Signori e signore, un attimo di attenzione.

Vi informiamo che al termine del concerto

ci sarà un bellissimo spettacolo di fuochi d'artificio.

Rimanete con noi.

[APPLAUSI DELLA FOLLA] (sindaco) - Grazie, grazie.

L'artista che vi devo presentare, non avrebbe bisogno di presentazioni,

perché è lui il vero sindaco, [SUONO DEL SMS RICEVUTO]

il sindaco della canzone.

La mia emozione, sono sicuro, è anche la vostra...

- lo me ne vado. - Dove vai? Sta per cominciare.

(sindaco) - Un'emozione vera.

[SUONO DEL CELLULARE]

- Sì, pronto? Roberto.

Torniamo domani perché Fausto praticamente è rimasto talmente contento

che c'ha invitato al concerto suo, capito Robè?

Il grande ritorno. Dimmi, dimmi...

No, le fatture io non c'ho niente.

Devi parlare con Elia. Chiamalo, insisti.

Guarda tanto io ora lo vedo, appena lo vedo gli dico di chiamarti, va bene?

Ciao, ciao Robè, ciao.

Ciao, ciao. Ma vaffanculo va! Le fatture, a me?

No!

Porca puttana!

[FISCHIO]

Signora!

Come cazzo si chiama questa?

Signora badante!

[FISCHI]

C'è nessuno?

[SUONO DEL PIANOFORTE]

Signora?!

Signora?

Signora?

(sindaco all'altoparlante) e Fausto Mieli!

[OVAZIONE E GRIDA DEL PUBBLICO]

- Come sono andato?

- Benissimo, benissimo. Meglio di me.

[GRIDA DEL PUBBLICO]

Ho pensato mille volte di essere morto. Ma oggi sono rinato. Grazie a voi.

[OVAZIONE E GRIDA DEL PUBBLICO]

Lascia il sole nei tuoi occhi ancora un po'

non nasconderli nel buio della notte

ho bisogno come un fiore della luce che mi dai

non dirmi che è finita e adesso te ne vai

Se c'è un velo di tristezza su di te...

chiudi gli occhi e ascolta il suono dei tuoi sogni

I fantasmi del passato, il futuro che non c'è

non fanno più paura se tu sei con me,

C'è tutto il mondo intorno a te

no chiedermi perché sei così bella

ma non sorridi mai...

C'è tanta luce intorno a te

non chiedermi il perché

c'è un cielo azzurro nuovo ogni mattina...

quando la notte tornerà il corpo tuo mi scalderà...

- Sei sicura che non c'è nessuno, vero? - Sono tutti al concerto!

C'è tanta luce intorno a te

non chiedermi il perché c'è un cielo azzurro

nuovo ogni mattina...

quando la notte tornerà il tuo corpo mi scalderà...

(Calzolari) - Che succede?

Emanuele, ci pensiamo noi.

Ma non ci pensate voi, con questi due ragazzini...

Stai calmo. - Stai calmo cosa?!

[PUBBLICO IN DELIRIO]

Oh! Ragazzi, questi stronzi di romani hanno ammazzato la moglie di Mieli!

- Che cazzo dici? - Sì, hanno ammazzato la moglie di Mieli.

Quei due stronzi!

Andate a prendere i fucili, ci vediamo al bar. Devo chiamare Davide!

[SQUILLI DEL CELLULARE]

- Merda!

Pronto?

Perché? Al chiosco.

Sì, ma perché?

- Che succede? - Chi è? - Mio padre.

Dai!

- Che fai?

(Davide) - Col cazzo che rimango al chiosco! - È da Adriana, sicuro. Te lo dico io.

Gli facciamo prendere una paura che se la ricordano finché campano quegli infami!

- Guarda qua che roba! - Cazzo fai? - Chi è che lo sa tenere? - lo, io...

(Elia cantando) - C'è tutto il mondo intorno a te,

non chiedermi perché sei così bella, ma non sorridi mai.

(Adriana) - E se domani venissi via con te?

- Ma dove, a Roma?

(Adriana) - Sì, mi ci vuoi?

Eh sì, ma poi sai, ti viene la nostalgia del paese.

- Oh!

Dove vai? Dove vai, pezzo di merda!?

Dov'è tuo fratello?

Guarda che t'ammazzo, t'ammazzo! T'ammazzo!

T'ammazzo pezzo di merda!

Pezzo di merda, pezzo di merda!

Cazzo, è qui davvero!

- Oh!

Oh.

[RISATE PROVENIENTI DALLA CAMERA]

[SPARO]

(Calzolari) - Ma che cazzo fanno?

Davide? Che è successo?

Davide?

Davide?!

Questa canzone è la canzone più importante della mia vita,

perché l'ho scritta per Moira.

[APPLAUSO DEL PUBBLICO]

Anche se un giorno dovessi

lasciarti sola e partire

per lunghi tramonti e concerti

e se non potessi venire

io, amor mio,

io non potrei mai farti soffrire

tu dentro me sei un giardino di rose proibite.

Cercami là, sulle rive

dei fiumi che portano rime

tu cercami là, sulle cime

perché tu, dentro me, sei la neve

che scoglie ad aprile.

Anche se un giorno dovessi

lasciarmi solo e partire

io, amor mio,

non potrei lasciarti fuggire

tu dentro me,

sei la musica che voglio

[SPARO] sentire...

Solo tu dentro me sei la musica che

voglio sentire...

[APPLAUSI]

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