All language subtitles for Antonia.S01E06.iTALiAN.1080p.WEB.H264-NTROPiC_ita

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Original subtitles

È scappata!

Non si trova da nessuna parte.

[Antonia] Madonna...

Se non la troviamo, è finita! È finita!

Ma chi?

[Antonia] Non preoccuparti, la troviamo.

No, è scappata! La finestra del bagno era aperta.

I gatti saltano.

Sei stato tu, eh?

- Marco, ti avevo detto di non cagare! - Ma ero nervoso.

- Scusa, non hai una foto? - Foto? Quale foto?

Descrivila. Come è fatta?

Non lo so. Molto grande, orecchie a punta, aggressiva...

sagace, un po' irrisolta.

Vabbè...

Spatzy, se lo scopre Carrie, ci sfratta!

Sapevo che non dovevo farti rimanere qui!

Ci penso io!

Mi aiuti a cercare 'sto cazzo di gatto? Che fai al telefono?

- Radiosa mi insulta, forse torno a casa. - Vabbè, faccio da sola.

- Chi è Spatzy? - "Passerotto" in tedesco.

[ridendo] E saresti tu?

Spatzy!

Scusi, ha visto un gatto grosso, selvatico, sconvolto, rapace?

Con le orecchie a punta, perspicace? No?

Edelweiss!

Pst, pst, pst, pst...

[squilli del cellulare]

Oddio, mia madre!

[gli squilli si interrompono]

[rumore di passi]

Perché hai accettato questo carico? È un peso troppo grande per te!

È un peso troppo grande per te.

[Antonia] Sono Antonia Gabellini, ho trentatré anni

e sono qui per il ruolo della migliore amica di Lisa.

Il mio ultimo lavoro è Avvocati,

il mio personaggio era la segretaria

dell'avvocato più importante dello studio.

Quando vuoi puoi cominciare.

Perché hai accettato questo carico? Non dovevi accettarlo...

È un peso troppo grande per te.

Perdonami. No.

- Come ti chiami? - Antonia.

Antonia.

Lei non la compatisce. La compassione è un sentimento piccolo borghese.

La sta spronando, le sta dicendo: "Non dovevi accettarlo!"

Vedi com'è diversa così?

- Mm. - Mm.

Devi sentirla. Sentila.

- Quando vuoi. - Okay.

Perché hai accettato questo carico? È un peso troppo grande per te.

Perdonami, no.

Lei non la compatisce. La compassione è un sentimento piccolo borghese.

La sta spronando. È come se le dicesse...

"Non dovevi accettarlo!"

- Senti che è diverso? - Scusate, fermatevi, mi dà fastidio.

[donna] Per quello lo stiamo facendo.

Però non devi fermarti. Antonia, non devi fermarti.

Piuttosto non credi che questo c'entri

con il sogno che ci hai raccontato prima?

Boh. Forse sì, non lo so.

Mettiamo in scena quello? Voi che dite?

[insieme] Sì, va bene.

Grazie ad Antonia, che si è prestata.

Ma grazie a te. Non perché sia gratis, eh.

[risatine]

Va bene, dai. Ci sei?

Certo.

[donna] Scegli chi vuoi che interpreti chi era nel sogno

e poi disponi le persone sulla scena come ti pare, come erano nel sogno.

Come ti pare. Io non so come era questo sogno. Devi dircelo tu.

[insieme] Perché non mi rispondi al telefono?

Non mi aiuti con l'albergo?

E Giulio?

Ma tuo fratello è un artista, non può gestire l'albergo.

Anche lei è un'artista,

vuole diventare una grande attrice, non un'albergatrice.

Stai zittina. Dovevi fare una cosa,

portarti via mia suocera, non mia figlia.

[Radiosa] So che cosa vorrei da te.

Vorrei che facessi un figlio, così magari mi capiresti, come Gaia.

[Manfredi] Io gliel'ho chiesto. "Facciamo un bambino mio e tuo?"

Non ha voluto.

Non può fare un bambino, non è il momento.

[Marco] Perché è già lei una bambina.

- Parla l'adulto... - Adesso la difendi!

Ha ragione Marco, il bambino è una metafora del crescere.

Non vuole fare un passo in più e questo non c'entra con te.

Ma che stai dicendo? Ma soprattutto chi cazzo sei?

- Glielo dico? - Non ce ne frega niente.

Amore, ascoltami.

Abbiamo perso Edelweiss, perché non la stai cercando?

Prendi in braccio Rosa una volta?

Rosa è metafora delle tue responsabilità.

Davvero vuoi stare qui?

Leggi il libro che ti ho regalato. Sai leggere?

- Continuiamo a cercare. - Devi richiamarmi!

- Prendila in braccio. - Questo chi cazzo è?

- Leggi. Sai leggere o no? - Edelweiss!

- Prendila. - Leggi!

- Amore... - Torna a casa!

[voci sovrapposte]

Basta!

Come ti senti? Manca l'aria, eh? Vieni.

Succede.

Riempi lo spazio con i tuoi desideri o gli altri ci mettono i loro.

[la porta si apre]

Chiudiamola qua, ti lascio in pace.

[donna] Mettetevi tutti in... Anche tu.

[segnale di linea libera]

[voci non udibili]

Voglio vederti.

[rumore di passi]

Fa latte, ssh.

- Cin. - Cin.

Perché non mi hai detto quello che ti è successo?

Quando ci vediamo mi dici che mi serve sempre qualcosa...

Ma che c'entra?

C'è una grande differenza tra chiedermi di piazzarti dei vestiti

e dirmi che sei finita in ospedale, no?

Beh, meglio due vestiti

rispetto a raccontarti tutte le cose che vanno a rotoli nella mia vita.

Devo fare spazio e capire che cosa voglio.

Lo ha detto la sciamana?

- La psicodrammista. - Ah, la psicodrammista.

Ti ha detto pure di chiamare tua madre?

Sono giorni che mi chiama, dice che non le rispondi al telefono.

Tony, per favore, richiamala.

Se succedesse a Rosa quello che è successo a te, vorrei saperlo, no?

- Hai ragione. - Eh.

- Chiamala e raccontaglielo! - Ma no!

Ti prego! È l'ultima cosa che ti chiedo, dai!

- Mi sei mancata! - Ma levati.

"Avvocato, non potevo lasciare che ci dicessimo addio al telefono.

Mi dispiace tantissimo essere costretta...

Non ci verrebbe, non vorrebbe..."

Okay.

Adesso ci butta fuori.

Gertrude, possiamo non parlare di Edelweiss? Grazie.

È roba tua, vero? Hai fatto un post per cercarlo?

I tuoi follower hanno sparso la voce.

Eccoli, 50.000... [parla in tedesco]

Il posto dov'è? L'hai cancellato?

Non ho fatto nessun post, te l'ho detto!

Povera Edelweiss, chissà dov'è finita...

[autista] Chissà! Con 'sto nome da zozza, lo so io.

- L'aria! Hai l'aria? - L'aria, per favore.

- Stiamo morendo! - La metto, la metto.

Ah! Ecco la nostra influencer!

- Eh, "Adelaide non muore mai", caro. - Ho visto il meme, pazzesco!

Se continua così, ti fanno rientrare!

Magari! Mi siete mancati tantissimo!

Spatzy, vado. Ora che Carrie lo sa, la casa va presidiata!

Brava, vai.

Pure questa non muore mai!

Allora, Adelaide entra, rimane in piedi qua dove c'è la X.

Tu resti seduto. Bla bla bla... Ti alzi solo alla fine per salutarla.

Mi raccomando, siamo in ritardo.

Sbrighiamoci, questa è una scena in più.

- [donna] Motore. - [uomo] Partito!

Scena 612-1, prima!

Avvocato...

non volevo... che il nostro fosse un addio al telefono.

Ha fatto bene.

E volevo dirle che è stato molto bello lavorare con lei in questo periodo.

Ho imparato tanto osservandola.

Però lo sa, la vita ci mette davanti a delle scelte

e a degli obblighi...

che dobbiamo rispettare.

Lo so. Adelaide, lo so.

Però lei deve pensare a se stessa in questo momento.

Certo, avvocato.

- Adelaide... - Avvocato.

- Adelaide. - Avvocato...

Adelaide, sta bene?

- Oh! Aiutatemi! Aiutatemi! - Che succede?

[sirena]

- Vede? - [Antonia] Veramente no.

Nell'ovaio destro c'è una cisti molto piccola, qua.

Ma come è possibile? Io sto facendo i frullati per le fasi mestruali,

ho anche smesso di bere quasi, quindi...

Fa benissimo, però non basta.

Anche la prima cisti è cresciuta. Eccola.

Dovrà cambiare regime alimentare,

poi se non cerca una gravidanza e la terapia progestinica dà fastidio,

io valuterei una terapia estroprogestinica.

Ha casi in famiglia di trombi o infarti?

Sì, mio padre è morto di infarto molto giovane.

Allora con due cisti e i sintomi che si aggravano

io metterei le ovaie a riposo.

Valuterei una menopausa farmacologica.

Non deve rispondermi adesso, può pensarci.

Gli effetti collaterali scritti sul bugiardino sono da film horror.

Non si spaventi, ho moltissime pazienti in menopausa che stanno benissimo.

[canzone in tedesco in lontananza]

[canzone in tedesco]

[canta in tedesco]

[Antonia] Così mi ammazzi, però.

Ha ragione tua nonna. Non torna.

Fanno così gli animali. È andata a morire da qualche parte.

Muoiono tutti, Spatzy. È morta pure Adelaide.

Montano la scena del tuo svenimento.

C'è già un meme.

Tanto non voglio più fare l'attrice.

Peccato.

Perché ti hanno preso per A briglia sciolta.

Almeno così, un monolocale in due

potevamo smezzarcelo.

Eh, oh...

Mi dispiace.

[colpi alla porta]

[la porta si apre]

Si può?

Stavi dormendo?

No.

Che cos'è?

È il libro, l'ho finito.

Michele, io non leggo. Cioè, non è che non leggo il tuo libro.

Non ho mai letto un cazzo.

Mi addormento, mi annoio...

Cioè ecco, ogni tanto leggo questo.

Il bugiardino? No, ascolta...

Questa volta è diverso.

La protagonista sei tu.

Come "sono io", scusa?

Ci siamo noi.

Cioè non "noi" noi.

C'è uno, che potrei essere io, che fa lo zoologo

che incontra una, che potresti essere tu, che infatti sei tu.

Lui la vede su un autobus, lei è incazzata nera con tutti

e capisce che sta male un attimo prima che lo capisca lei.

"Male" in che senso?

Lei non lo sa, ma ha l'endometriosi.

Ah, ma dai...

Lo zoologo la segue, la osserva, la studia come se fosse un animale.

Vuole capire che fa, come si muove,

se è un esemplare unico della sua specie.

E lo è?

Sì, lo è.

- Hai i preservativi? - Eh, no.

- Come no? - Sono straight edge.

Che vuol dire? Non vi vendono i preservativi? Su.

Aspetta, vado io.

- Tu stai qua. - Sì, sì.

[colpi sul vetro]

[Antonia] Serve una mano?

No, no, tanto fa sempre così, ormai lo conosco.

No, questo è per un amico mio che non sta tanto bene,

è un po' stressato, si è separato da poco e...

Mi dispiace.

- Posso? - Certo, scusa.

Grazie.

Proprio non riesce a mandare giù, non accetta questa situazione,

allora prende questa roba che lo aiuta.

Mm.

È una situazione un po' delicata, ha pure un bambino.

- E quanti anni ha questo bambino? - Cinque.

Eh, allora l'amico tuo poteva venire qui cinque anni fa a prendere...

- I preservativi, dici? - Eh, già.

Ah.

[risatina]

Anche questi sono per una mia amica, non sono per me.

Mandano noi a comprare le cose, abbiamo la faccia di quelli che...

- Però non ha il ciclo. - No?

No, le viene domani.

Ah. Che fa questa amica tua, scusa? Prevede il futuro?

Legge fondi di caffè, palle di vetro?

No, prende la pillola che prevede il ciclo,

così evita di prendersi l'antiacido dopo.

Ah, allora all'amico mio dico di prendersi la stessa pillola.

- Eh? - Mm.

L'amico mio si chiama Manfredi, piacere.

La mia si chiama Antonia.

Ehi, ho quasi finito. Ho quasi fatto.

Ho cambiato il finale.

Io non tendo mai a dare un lieto fine, ma qui ci stava.

Michele, non mi va più. Ho bisogno di dormire.

Certo.

Che c'è?

Posso darti un bacio?

No.

Posso chiederti la giacca?

Certo.

[pianto di neonata]

[Lavinia, vocale] Venerdì faccio una cena per inaugurare la casa. Ci sarai?

Ti aspetto, eh!

[risatina]

Ciao!

[audio in ceco dal cellulare]

- Sei sicura che non dovevamo avvertirle? - Macché.

[Deanna] Senti, devo dirtelo. Secondo me hai un po' esagerato con l'antigiallo.

Scusi, non potevo aspettare! Ha ragione su tutto.

Non so chi sono e non so che cosa voglio. Voglio delle cose, ma non per davvero.

Forse sono un pollo che ha paura di diventare gallina.

E ho capito che non ho capito un cazzo! Perché è difficilissimo!

Ma io sono pronta a pagare e a fare un percorso con lei!

Oddio, mi scusi.

Tranquilla, è bello che sia tornata.

Mi chiami a studio e ci accordiamo.

Scusi, scusate.

Di nuovo scusate!

[chiocciare di gallina]

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