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[Musica]
เ
[Musica]
า
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
เ
[Musica]
Sesto secolo, l'Impero Romano è dissolo.
Per la gente italica è iniziato il
periodo dei secoli bui. La penisola è
nelle mani degli ostrogoti. Da Ravenna,
dove ha instaurato la nuova capitale,
Teodorico, nel tentativo di attuare la
convivenza tra il suo popolo e i romani,
lascia a costoro l'amministrazione
civile e affida alla propria gente il
potere militare. Ma da Bisanzio
l'imperatore d'Oriente, il Basileus,
capo politico ed anche effettivo capo
religioso, segue con occhio attento e
interessato ogni mossa di Ravenna e di
Roma. In quegli anni siede sul trono di
Bisanzio un grande imperatore,
Giustiniano, il Papa
[Musica]
Laico.
Romani, una notizia in attesa che vi
farà gioire.
Teodorico di Ravenna, il re dei
Goti, protettore di Roma,
è morto sempre troppo tardi. Ora si
scanneranno per andare al potere. Ci
occorre un capo militare. Dobbiamo
muoverci subito. Non voglio imprudenze.
Calma. La nostra vera arma è
l'intelligenza. I barbari hanno sempre
un esercito forte che non siamo in grado
di affrontare. Che cosa hai in mente,
Cetego? Anzitutto devo cercare
l'appoggio dell'imperatore Giustiniano,
dell'imperatrice Teodora e quello di non
minor consigliere Narsete. Praticamente
siamo senza armi.
È necessario quindi restare amici dei
Goti e nello stesso tempo dobbiamo
stringere una salda intesa con la
potente
Bisanzio. Ci occorre tempo per
organizzarci. Solo con le armi Roma
potrà tornare libera e nostra.
[Musica]
Basta,
vattene. Temo che Ravenna, dove
intendono incoronare una donna, si
trasformi in un focolaio di lotte che
possono estendersi al resto dell'impero.
È anche la mia idea e per questo spero
di convincere
anzitutto te, Narsete, che ti so nostro
amico a proteggere Roma dai
goti. Via anche tu, Senofonte, questo
animale mi ha stancato. Portalo via di
qui. Dategli da mangiare della buona
carne, ma non cruda. Via, via.
e brucia altri profumi che l'aria qui
dentro sembra appestata.
Siamo molto simili, Cetego, quanto è
intelligenza, ma la bilancia tra le mie
forze e le tue sono certo che penda
decisamente a mio favore.
Narsete mi dia il suo aiuto e un giorno
saprò ricambiarlo.
Non devi sottovalutarmi, Cetego. Le mie
aspirazioni non sono affatto minori
delle tue. I miei sogni volano molto in
alto. Narsete,
mi crederai se dico di conoscerli, Ceto.
E li rispetto, come vedi. E tu hai la
mia parola che io rispetterò i tuoi.
Ti
credo. Mi sono permesso di annunciare
all'imperatrice il tuo
arrivo. Proprio
così. Lei mi ha subito firmato un
lasciapassare per te. Teodora ti
riceverà nel suo palazzo. Ricorda bene
il vostro incontro ad Alessandria. Sei
ben informato. L'imperatrice è
doppiamente famosa nell'ottenere favori
e nel fare l'amore. Molti uomini
vorrebbero apprezzare entrambe le doti.
Tu sei fortunato.
Approfittane. Avrai una notte piacevole.
Sarà a Roma ad approfittarne.
[Musica]
Imperatrice, sono spiacente, Cetego, di
averti fatto attendere, ma l'attesa
rende più caldo l'incontro. Impossibile
smentire vostra maestà. Non è facile
varcare questa soglia.
A pochi ho concesso questo onore.
Giustiniano ha
sposato la dea dell'amore. Incoronata
imperatrice di Bisanzio. Sei qui per la
dea o per l'imperatrice? Sono qui agli
ordini della mia dea.
Sei sempre lo stesso, come la tua
immutabile bellezza. Teodore,
mi
piace crederlo.
[Musica]
Giustiniano non ti attende questa
[Musica]
notte. Giustiniano, anche lui per
entrare deve ottenere il mio permesso.
È un profondo osservatore dell'animo
umano e al suo fianco ha preso che gli
uomini guardano più al potere che alla
bellezza. è così occupato da non poterti
apprezzare. Giustiniano ama il potere,
ma è anche sensibile al mio fascino e
alle mie
richieste. Avvicinati.
[Musica]
Allora, mi farai ricevere in udienza.
Quella sarà
ufficiale, questa no.
[Musica]
Sarò legato da un altro dolce ricordo.
[Musica]
Cetego, prefetto di Roma, chiede udienza
alla maestà vostra.
[Applauso]
a Giustiniano imperatore di Bisanzio e
alla sua imperatrice Teodora i saluti
del popolo di
Roma e da colui che la rappresenta un
grazie per l'udienza che gli viene
accordata.
Voglia Giustiniano ascoltare
attentamente la voce di Roma. Quanto il
prefetto adesso ci esporrà è degno di
considerazione per le sorti dell'impero.
Quale
problema? Vuoi sottoporci? Morto
Teodorico, Roma è sola di fronte ai
Goti. Ora Bisanzio deve proteggerla
concretamente. Temi che i Goti
potrebbero attaccarla? Certo. E dovremmo
soccomberl. Ci chiedi di muovere
l'esercito contro i Gotti? No, non è
questo che
intendo. A Ravinna due donne si
contendono il trono e non sappiamo se la
nuova regina rispetterà
Roma. Ci rendiamo conto,
Cettego, ma non abbiamo valide ragioni
per intervenire, almeno per il momento,
perché i
Goti non hanno mai violato i patti e noi
intendiamo agire nell'ambito della
legalità.
Riteniamo doveroso attendere gli
sviluppi della
situazione. Se i Goti attaccheranno
Roma, allora Narsete ci consiglierà sul
modo migliore per difenderla.
Roma non abbia timori. Ora ascolta
Ceteg. Ecco le nostre decisioni.
I goti devono restare fedeli ai patti.
Se compissero un solo atto di ostilità,
allora cambieremo
politica.
L'imperatore ha mostrato la sua
saggezza. Noi sappiamo come
correggere il corso degli
eventi e dare alle cose la loro forma
definitiva.
Vieni, ritiriamoci.
[Musica]
Sua maestà Malasunta, Regina dei G.
Generale Belisario, delegato di Sua
maestà, l'imperatore
Giustiniano. Cetego, prefetto di Roma.
Noi, amalassunta, regina dei goti che
celebriamo oggi la nostra incoronazione,
annunciamo a voi che Amala Frida,
sorella di re Teodorico, nostro grande e
giusto predecessore, è stata destinata
in sposa per il bene del suo popolo al
principe Carinias. La mia presenza
ostacola i tuoi disegni e perciò vuoi
allontanarmi da Ravenna. Tu sei regina,
ma non puoi impormi un matrimonio che
giova solo a te. Non accetterò mai di
sposare quell'uomo, mai.
Concedetemi un colloquio, maestra.
Sono certo che mi sarà
[Musica]
utile. Sei sempre stato leale con mio
padre e credo che tu lo sia anche con
me. A chi fa capo questa cospirazione?
Su, dimmelo. A
Bisanzio o a Malafrida? Lei certo non
avrebbe agito mai di propria iniziativa
e il rifiuto davanti alla corte? Per
indebolire il tuo prestigio. I bizantini
sono scaltri. Preferiscono vedere
un'altra sul trono. Perché? A differenza
di te, lei è più
malleabile, arrendevole ai loro voleri.
Gode i loro favori, si prepara a
tradirmi. Ha dei contatti non chiari con
un bizantino. Allora potrebbe aspirare
al trono.
Possiedi un intuito pari alla tua
intelligenza. Saprò farne buon uso,
Cetego.
[Musica]
Vattene
tu. Perché questa visita? Che vuoi
ancora? Sei condannata all'esilio. E con
quale accusa, regina? Tradimento. Accusa
pesante. Quali sono le prove?
Vuoi chiedere prove a chi abusa del
potere? Proprio la tua risposta ti
accusa. Solo i romani hanno interesse a
questa discordia.
Non è il momento per le insinuazioni,
Vitige. Conosco lei come me stessa. È
gelosa e ambiziosa di me. Venderebbe il
suo popolo per un trono.
Sì, generosa, non essere crudele. Suo
dovere è unirsi a chi voglio io. Questo
mai. La sua ostinazione è un'altra prova
del tradimento. Sarai esiliata
nell'isola di Bolsena e là imparerai
quanto sia meglio obbedire che
ribellarsi. Vitige, che il mio ordine
venga
[Musica]
eseguito. Io
credo che la regina sia stata istigata
da cetego. Forse non resterai nell'isola
a lungo e sposerai l'uomo che
ami. Lo sento Malafrida. Le difese di
Roma sono
deboli. Bisogna ricostruire.
fortificare. Se Roma fosse attaccata da
Oriente cadrebbe e con essa anche il tuo
regno. Ravenna è la capitale del regno,
non Roma. Quanto ci chiedi è giusto.
Come prefetto della città hai la nostra
autorizzazione a provvedere alla sua
difesa. Questa decisione spetta al
consiglio della Corona. La corona ne
assume le responsabilità.
Non bastano mura e torri a difendere
Roma. I soldati sono la prima
difesa e a Roma scarseggiano. Dovrei
arruolare degli uomini. Mi hai concesso,
mia regina? Perché esiste una nostra
guarnione a Roma? Non certo sufficiente
a difenderla. Da quale minaccia? È solo
una precauzione.
Precauzione
ragionevole. Puoi reclutare uomini a tuo
giudizio. Ma la nostra guarnigione sarà
messa in stato di inferiorità. Comprendo
i dubbi che vi
animano. Inviate a Roma un delegato
perché vigili sulle mie azioni.
Verrà Totila a rappresentarmi.
Servirò la mia regina ovunque lei
voglia.
Nella mia casa sarai sempre il
benvenuto.
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
Temi ancora la potenza di Roma? Fare una
città tranquilla. Ricorda cosa ci
attente. Sì, lo so.
[Musica]
Ferma qui.
Onore a te. La mia umile persona ti ha
grata per questa visita.
Scegli, scegli tutto ciò che vuoi.
[Applauso]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
Attento. Ah.
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
Ti riporto a casa.
Sì, grazie Livio.
[Musica]
Grazie per quanto hai fatto.
[Musica]
Voglio sapere chi è quell'uomo.
Te lo dirò molto presto.
[Musica]
Ancora non hai vinto. Aspetta e vedrai.
Hai ancora molto da
imparare per oggi basta così, Armenico.
Riprendiamo domani. Eh,
mondo. Salute al valoroso comandante
della nostra guarnigione, il De Brando.
Otila, il famoso difensore di donne.
Anche a Roma le notizie corrono. E tu
dovresti vigilare sul Cetego. Ordine
della regina. M porterò a termine la mia
missione, sta
tranquillo. Non giudicare Totila dalla
sua età. Ha già dato prove di coraggio e
sagaccia. Con quel leone là può
impressionare le donne, ma con questa si
misura un uomo. Hai ragione.
Bene. Se il leone lo conosceva neanche
si avvicinava.
E tu, Totila, non sottovalutare Ceteggo.
La sua arma migliore è l'astuzia.
I romani vi hanno mai dato fastidi? No,
finché ha regnato Teodorico, ma ora c'è
sul trono una donna. Finché tu
comanderai la guarnigione, non criamo
pericoli. Plinio, vecchio briccone, non
mi dici niente su quella donna che mi
hai mandato l'altra notte. Hai visto che
razza di sgorbio era? Come può vedere un
cieco, padrone? insieme alla vista.
Adesso hai perduto anche il senso del
tatto. Non hai sentito due gobbe sulla
schiena? Accidenti, era la schiena
quella.
Benvenuto nella mia casa. Ti attendevo
fin da ieri.
Chiedo scusa, prefetto, ma prima di
venire ho voluto compiere un'ispezione
allo stato attuale delle difese di Roma.
E sei rimasto soddisfatto della tua
ispezione? Comeo? Certo, ma come amico
di Roma? No, troppi punti deboli per un
nemico. Abbiamo dei piani per il loro
consolidamento. Che rapidità! Sono
pronti da molti anni. Abbiamo sempre
temuto che le ambizioni bizantine si
estendessero a Roma. Oh,
Giulia! Ci rende visita a Totila, un
valoroso goto inviato dalla regina
Malasunta, la mia unica figlia Totila.
Lei divide il mio amore con Roma.
La tua presenza sarà sempre
gradita. Ci parlerai della corte di
Ravenna. Ai piani. Dunque, manca solo la
mia approvazione. Ve li manderò presto
perché possiate esaminarli. Conto sul
vostro sollecito senso per dare inizio
ai lavori. Amico Totil, aggiorni nella
foresta oltre il fiume daremo una caccia
in tuo onore. Vorrai essere nostro
ospite. Grazie per tanta gentilezza.
Fammi sapere e verrò. Ritemprerai le tue
forze,
[Musica]
Totina.
Giulia, Roma già ti deve molto. Contiamo
su di te. Tutti noi.
Sono figlia di Roma come di te, padre.
[Musica]
Padrone, l'uomo che ha salvato la vita
di tua figlia è quel giovane, capo dei
godi. Trottila.
Mettiamoci al lavoro, amici. Sì.
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Risate]
[Applauso]
Da quanto tempo ci conosciamo?
Da sempre, mi pare. Eppure tanto poco.
È questo l'essere
[Musica]
felici. Quanto potrà mai durare?
Il tempo che ciascuno lo crederà.
Ma se smettessimo di crederlo finirà. A
noi non può accadere.
Felici per sempre. Allora
mia figlia è Totila, dove saranno
andati? Non ti aspetterai che sia
soddisfatto di vedere mia figlia con un
barbaro?
[Risate]
Togila.
Giulia cominciavo a temere per voi.
Neanche una
preda. Eppure la battuta è stata
fruttuosa. Solo colpa mia, padre.
Davvero grazie Totila, per la tua
attenzione. Hai voluto risparmiare a mia
figlia la vista del sangue. Tutto sembra
procedere secondo le nostre
intenzioni. Quello che i Goti ci hanno
autorizzato a fare è fatto. Quei lavori
li hanno distratti dagli altri più
importanti. Nessuno di loro scoprirà mai
le vere difese
sotterranee. Il comandante quel
Torismondo è venuto diverse volte a
controllare i nostri lavori. È un uomo
pericoloso. Almeno quanto t'ho tirato.
Lui è legato mani e piedi a mia figlia.
I barbari sono facile preda del fascino
romano, lo sappiamo.
Quali pensieri ti assillano? Torismondo.
Hai visto quanti uomini sono stati
reclutati e che fortificazioni e quante
armi entrano giorno e notte a Roma? Sì,
tutto vero ciò che dici, ma io ho
fiducia in Cetego. Agisce nell'interesse
di Ravenna. Sei più cieco di quanto
pensassi. Allora tu ami una donna capace
di tradire come quanto suo padre. Tu
rismondto. Sto insultando una donna
romana. Ricordati che sei un goto.
Non litighiamo, ci sono cose più
importanti.
Spiegati meglio. Avalasunta non merita
di essere regina. È una pedina nel gioco
di Cedego. Il nostro popolo è in
pericolo. Sì. E noi possiamo salvarlo
insieme alla corona e a ciò che
rappresenta.
Ma i membri del Consiglio della Corona
conoscono questi tuoi dubbi? Li
informerai tu,
Tortila. Partirai domani stesso per
Avenna, ti ascolteranno.
E il nostro giuramento alla regina? Non
alla regina, ma alla corona, al nostro
popolo, come hai fatto anche tu, come
abbiamo fatto tutti
noi.
Totil,
bene, bel lavoro, Plinio, avrai il tuo
compenso più
tardi. Grazie,
signore. Amici, a Ravenna sta per
riunirsi il consiglio e la regina
potrebbe essere costretta a togliermi il
suo appoggio, perciò ho deciso di
partire.
[Musica]
Tu corri dalla regina e convincila a
seguirti. Devi condurla nell'isola
Bolsena. Presto, non c'è tempo da
perdere. La sua vita è in pericolo. Va,
[Musica]
[Applauso]
lasci andare.
Proprio quello che non voglio. Eh,
lavati, fra poco si va a mangiare. Su,
pidi,
svelto. Quanto è cresciuto dall'ultima
volta che venni a casa? È passato quasi
un anno. Troppo tempo per tutti e due. È
vero.
Ma quando ritornerò a Ravenna vi porterò
tutti e due con me. È difficile che le
donne di corte dimentichino che hai
sposato una plebea. Sei mia moglie e
verrai con
me. Il De Brando. Teia
Aligerno. Solo qualcosa di molto grave
può averli condotti fin qui.
Salute, amici miei. Salute a te amico
mio. Cosa vi porta da me? Hai cattive
notizie? Il de Brando ti si legge in
viso. È appena arrivato e già vuoi
riprendermelo.
Non io, ma le circostanze lo vogliono.
Apriamo casa agli amici. Mi pare che
arrivi un altro ospite.
Quali novità?
Vi porto un messaggio da parte di
Torismondo. Le sorti del regno sono in
pericolo. Il consiglio della corona deve
riunirsi per
[Musica]
discuterne. Il consiglio della corona ha
deposto colei che regnava.
ha riconosciuto i tuoi diritti
e adesso ti schieri dalla mia parte.
Naturalmente mi schiero dalla parte
della giustizia. Sei stata vittima di un
complotto. Se ti vendichi nessuno può
rimproverarti. Prendi quest
anello. Se avrai bisogno di me, io
verrò.
[Musica]
Dammi una valida ragione per poterti
credere. La donna che fu regina è qui.
Ah, ma l'assunta
deve
scomparire se vuoi la pace fra i goti.
[Musica]
Perché mi hai fatto portare qui? A
Malafrida ti aspetta. Ma vogliono
depormi. Sì, però ti ha perdonato.
Rendile
[Musica]
omaggio. Alzati malassunta.
Non penso più al
passato. Il mio risentimento è svanito
per il bene della corona è
nostro.
Aspetta, preparale il
bagno.
Grazie. Grazie.
[Musica]
[Musica]
[Musica]
[Musica]
Aiuto! Aiuto! Fatemi
uscire! Aiuto!
Aiuto!
Aiutami! Aiutami!
No.
[Applauso]
[Musica]
Quella morte terribile mi sgomenta.
Volevamo deporla, è vero, ma non
volevamo la sua vita.
Non dovrebbero esserci più donne sul
trono. A la Frida è erede di
diritto. Ma io preferirei servire un
uomo come
re. Il De Brando. No, sono troppo
vecchio. Ci occorre un uomo che sappia
lottare, un uomo sulla cui lealtà si
possa giurare. Il suo nome è Vitige.
Tutti.
Ma non io. In nome del consiglio noi
decidiamo che sarai re vitige. La scelta
del capo è nostro diritto. Lunga vita
vitige, nostro re. Lunga vita nostro.
[Musica]
Oh.
[Musica]
L'ultima volta che ci incontrammo eri il
mio amico. Vid lo sono ancora, sta
sicura. Parole. Le truppe schierate ti
smentiscono. Il destino mi ha fatto re
dei goti. Il destino può venire
corretto.
Vitige e Amalafrida possono dividere il
trono. Il potere regale è indivisibile.
No, se si
sposa. Un giorno mi avevi predetto che
avrei avuto l'uomo che amo. Ricordi?
Era un augurio. Che secca risposta.
Come uomo potrei spiegarti, ma essendo
re la decisione spetta al consiglio che
vuole la pace e dirà di sì.
[Musica]
[Musica]
L'armata bizantina guidata dal generale
Belisario, è ormai a soli due giorni da
Roma. È in marcia per liberarla dai
Goti. È l'occasione tanto attesa.
Belisario confida nell'aiuto dei romani,
ma non l'avrà. Roma non vuole più
padroni, né Goti né bizantini.
Roma sarà libera, tornerà ai romani.
Perciò tu
vai e tu trasmetti gli ordini
immediatamente.
Tutto deve svolgersi esattamente secondo
i
piani. Buona fortuna.
[Musica]
i romani.
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
Pagherai con la vita il tuo tradimento
romano. Va coi tuoi, Torismondo, sei
libero. Corri da Vitige e annunciagli
che Roma è nuovamente nostra. Per quanto
tempo, Cetego? So bene che non avresti
osato ribellarti senza l'aiuto dei
bizantini. Narsete ti dirà grazie e poi
ti metterà da parte.
[Musica]
[Musica]
Chi pensi di combattere? Adesso non mi
spero. Non te, è chiaro, ma i bizantini.
Belissario avanza su Roma per riunirsi
alle forze di Cettego. Ho atteso questa
notte molto tempo, dal giorno che mi hai
steso la mano e ti ho amato.
Non illuderti, solo le necessità di
governo ci hanno uniti. Ti offro la mia
amicizia, non potrò mai darti di più.
Voglio essere una vera
moglie, una donna completa in
tutto. Ho già una moglie e un figlio che
ho dovuto lasciare. Abbiamo sacrificato
la nostra felicità per il regno.
Bigiacco, mi hai sposata solamente per
umiliarmi.
[Musica]
Non è vero. Tu dividi con me la corona,
io divido l'amore con mia moglie.
Ma dove vuoi andare? Vuoi forse che
tutta la corte si prenda gioco di me?
[Musica]
Così crederanno che sia rimasto
qui. Nessuno potrà dubitarmi.
[Musica]
Asp.
[Musica]
Regina, ma il tuo viso vorrei ucciderlo.
No, non ci credo.
Da questo momento vivrò solo per
[Musica]
vendicarmi. Conosco qualcuno che potrà
aiutarmi.
[Musica]
[Musica]
Benvenuto alle porte di Roma. Ti porto
con i saluti di Bisanzio, la liberazione
di Roma dai Goti. Ne sono grato
all'imperatore, ma Roma è già libera. I
goti sono stati già cacciati dalle mie
truppe. Dalle tue guardie, vuoi dire?
Dal mio esercito, generale. Un esercito
potente che renderà molto più facile la
tua vittoria sui goti. Devo
riorganizzare le mie forze. Roma deve
fornire vitto e alloggio ai miei uomini.
Puoi entrare in città in qualsiasi
momento, ma alle mie condizioni.
Condizioni a un generale dell'imperatore
d'Oriente. Noi siamo alleati con uguali
diritti e gli stessi poteri per farli
valere. Quali sono le condizioni? I miei
soldati resteranno al comando. Hanno
armi a sufficienza per espingere
qualunque attacco nemico. Torri, mura,
porte sono saldamente presidiate. Questo
è vero e proprio tradimento. Una piccola
precauzione. Vincerò la tua ostilazione.
Ci sarà un solo vincitore qui in Italia.
Roma.
Roma. Prima attaccherò Vitige da solo e
lo batterò mentre sarai nascosto fra le
tue mura. Poi tratteremo le
condizioni come preferisci, generale.
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
[Musica]
Li circonderanno senz'altro.
[Musica]
Si aspettano un attacco frontale.
Melisario non sa cosa lo attende.
[Musica]
Soldati pronti.
Il vostro generale non ha mai conosciuto
la sconfitta e neanche voi la
conoscerete. Elisario ha vinto tutte le
battaglie. Noi vinceremo anche
questa. Distruggeremo questi ribelli
come abbiamo distrutto tutti gli altri
nemici. Pronti per l'attacco?
Voi contro Cetego.
[Musica]
Pronti,
inseguiteli. Avanti su Roma.
[Musica]
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
Ah, soldati verso l'ova.
[Musica]
Aprite romani. Sono Delisario, il
comandante dei Bitantini. Aprite le
porte.
[Musica]
[Musica]
เ
Feliciario è sconfitto.
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Applauso]
Aprite le
porte, romani. Date il benvenuto ai
nostri amici e offrite loro quello di
cui hanno bisogno.
[Applauso]
Elisario, che tu sia il benvenuto entro
le mura di Roma. pagherai, caro, il tuo
tradimento.
[Musica]
Valorosi soldati di
Bisanzio. Raddoppiate il vostro
coraggio. Unitevi a me per vendicare
l'onore del vostro capo e delle vostre
armi. Dobbiamo unirci per cacciare il
nemico dalle porte di Roma.
Volete combattere con me? Ah.
[Musica]
Il mio imperatore desidera qualcosa da
me? Conoscere il tuo stato di salute,
Narsette, vostra maestà è davvero
gentile. Sempre i soliti dolori alla
schiena. È sapere della mia armata in
Italia.
Mi dicono che sia ora sotto il comando
di Cego in Roma e che la usi per
attaccare i go. Abbiamo quasi raggiunto
il nostro scopo, mio
imperatore. Ha il nostro esercito, ma lo
mantiene a sue spese. Restiamo in attesa
della vittoria e facciamo economia. Sono
d'accordo, ma le nostre vittorie devono
portare il mio nome quando i goti
attaccheranno di nuovo e lo faranno
presto, voglio che allora un bizantino
sia al comando dell'esercito bizantino.
Maesta, bisogna far sì che la sconfitta
di Belisario possa tornare a nostro
vantaggio. Secondo me quella sconfitta
si poteva evitare.
È stata o non è stata la nostra
imperatrice che ha proposto Belisario
per il comando di quella
campagna?
Marsete, che cosa stai allambiccando nel
tuo piccolo fragile cervello? Io sono
consapevole del rischio che corro per
ciò che dirò e certo non mi aspetto la
vostra gratitudine. Cosa pensi? Dunque,
non vi sono che due possibilità. O
l'imperatrice non è stata convincente
con Cetego oppure lo è stata per altri
motivi. In ogni caso il pericolo per te
è ovvio.
Cerchiamo di trattare una pace
onorevole. Cetego è orgoglioso, ma è
anche pratico. Però vado io. No, mi
oppongo. Il fascino romano è più mortale
di una spada. Propongo di attaccare. Se
è quello che desiderate, fra tre giorni
saremo
pronti e
attaccheremo qui.
[Musica]
Asp, che stai facendo qui? Nostalgia di
Roma. Mia madre vive là, Regina. Non la
vedo ormai da molti anni.
E ora tu desideri riabbracciarla, ma non
puoi, perché le porte sono chiuse e le
mura sorvegliate. Non è per questo.
Conosco alcuni passaggi sotterranei.
L'avranno chiuse.
Non quello che so io. È in una vecchia
cava abbandonata e l'entrata è ben
nascosta.
E dove sbuca questo passaggio? Presso la
mia casa, in una taverna.
Vieni. Hai il permesso di
andare. Davvero posso andare, mia
regina. Credi che ti sarà possibile
parlare con Cetego, il
prefetto? Non dovrebbe essere difficile
con qualche conoscenza. La taverna è il
luogo ideale per incontrare la persona
adatta.
E
ascolta, Cetego riconoscerà questo
anello.
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
เ
[Musica]
Chi ti ha consegnato questo anello? A la
Frida con un messaggio per te.
Parla. Vitige attaccherà fra tre giorni.
Nella notte alcuni dei suoi entreranno
in città per una via sotterranea.
All'alba attaccheranno da Oriente, ma il
vero assalto avverrà poi alla porta
sinaria.
Perché la regina dei Goti tradisce il
suo popolo e suo marito? Lo odia dal
giorno che lo ha sposato. Perché
la mia signora divide con lui solo la
corona? Ma nel suo letto c'è un'altra
donna. Quale donna? Quella che ha
sposato prima di essere re.
Riportalo alla regina con la mia
gratitudine e la promessa che sarò
sempre leale a sua maestra. Si
facce. Fa accompagnare questa donna a
casa. So trovare la strada da sola. Sono
di Roma io.
Si facce. Convoca subito tutti i miei
ufficiali.
[Musica]
Aligerno, devi compiere una missione.
Vieni con me.
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
Andiamo.
[Musica]
Oh.
[Musica]
Svel.
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
la porta.
[Musica]
Via!
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Applauso]
[Musica]
Ehi, tu dove
Torna indietro.
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
Aprite la porta. Ora cosa hai detto? Ti
ho dato un
ordine. Crederanno che siano i loro ad
aprirla, ma avranno una sorpresa.
[Musica]
Aprite la porta.
[Musica]
Aligno ce la fat.
[Musica]
[Musica]
[Musica]
เ
[Musica]
[Musica]
Vidici! Dobbiamo
[Musica]
ritirarci. Aprite! Presto! Il re è
ferito.
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
Chi sei
tu? Che cosa fai
qui? Chi ti ha permesso di avvicinarti
al re?
Non sto vicino al re, ma a Vitige, mio
marito. Sei tu la moglie? Il re è
ferito, parla piano, soffre. La sua
sconfitta è anche la tua. La mia? Ma è
la mia
vittoria. Mi senti Vitige? È la mia
vittoria. Non è stato Cedego a
sconfiggerti, sono stata io. Una volta
mi hai umiliata, Vitige, e adesso paghi
con la vita.
Hai ottenuto ciò che volevi. Il re è
morto. Adesso hai vinto.
Non ancora.
Non certo. Finché tu vivrai non sarai
più regina per
molto, perché io vendicherò la morte di
mio marito. Prova. Non conti più niente
ora. Sono io che ucciderò te con le mie
mani.
Era un grande re.
Non lasciate che i romani prendano il
suo corpo. No, partirete subito. Lo
riporterò a casa.
Dopo la vostra recente vittoria avete
guadagnato la nostra stima e la nostra
gratitudine. I vostri valorosi guerrieri
hanno ora diritto al riposo. Sua maestà
l'imperatore ha preso il comando di
tutte le truppe bizantine in Roma e sta
inviando rinforzi.
Ma significa nuovi soldati? Questa
lettera è firmata da Narsete, senza
dubbio per provarmi che siamo ancora
amici. Un'amicizia che ci può costare
cara. Siamo riusciti a cacciare i Goti,
ma abbiamo ancora i bizantini in Roma.
Ma perché non buttiamo amare anche loro?
Non si può cominciare un'altra
guerra. Questa ci è già costata molto
cara.
Desidero che tu rimanga in piedi di
fronte a Ne.
Le assomiglia.
Leggi,
maestra, fate che si possa rimanere
soli. Devo discutere con voi. Ho le mie
ragioni per ordinarti di leggerla. Leggi
la tua lettera. Questa lettera non è
mia. Leggi.
È indirizzata a te. Ti chiamano la più
esperta e la più fortunata tra le donne
e la più bella tra le pelle. Non sei
d'accordo su queste parole? Sapete,
maestà, che io divido l'ammirazione del
mondo per l'imperatrice, ma non vi è
stato mai nulla di più tra noi e non so
cosa sia questo complotto. Complotto,
Narsete? Tu e io insieme Teodora
potremmo governare non un impero, ma
tutto il
mondo. Non puoi dividere più a lungo il
trono con quel mezzo sacerdote,
architetto, legislatore. Egli egli è
all'apice di una vita inutile e non può
farti felice. Solo io, Narsete, posso
ottenere la sua morte quando voglio. E
il sigillo, maestà, guardate il sigillo,
ma non vedete che è contraffatto?
Io credo che si potrebbe trovare un
testimone.
Un testimone? C'è un certo Amet in
questa città. La sua pessima reputazione
eglia solo la sua mancanza di scrupoli.
Maio dite il suo nome,
signore. Fate entrare
[Musica]
quell'uomo. Avvicinatevi, signora.
[Musica]
[Musica]
Riprenderemo lo studio delle sacre
Scritture più
tardi. Nar.
Quanto hai ricevuto per quello che hai
fatto? Perdonatemi, ma sta cinque
piastre d'oro. Hai sentito, Norsette?
Cinque piastre d'oro per la testa di un
consigliere dell'Impero. Speravo valesse
di più, solo cinque piastre d'oro,
ma per un falsario sono un buon prezzo.
Se fosse riuscito ad ingannarmi sarebbe
stato comunque un ottimo
affare. Chi ha
pagato? Chi è venuto a pagarti?
È Teodora che ti ha pagato. Sì, sì, ho
preso l'oro dalle sue stesse mani.
Cai condannato. Pietà, pietà, morte. No,
no.
[Musica]
[Musica]
Non ho mai amato nulla.
Quanto ha amato lei.
Dopo un anno le nostre speranze stanno
per diventare realtà. Il tuo nuovo
esercito aspetta
Ravenna e troveremo altri uomini pronti
a marciare su
Roma. Anche il popolo si solleverà
contro Cetego. Avremo finalmente ragione
del suo orgoglio. I goti attendono solo
un tuo ordine, Totila, per sottomettere
Roma al nostro potere.
La vedrete. Parola di re.
Padre, finalmente ti vedo contenta,
Giulia. Ho ricevuto una buona notizia.
Totila è ancora
vivo.
Padre, ma perché? Perché questa
incomprensione?
Speravo che non lo amassi fino a questo
punto. Non ti aspetterai che sia
soddisfatto di vedere mia figlia
dividere la sua vita con un barbaro. Non
vorrei farmi la morale proprio tu. Hai
finto di amare ogni donna che servisse
ai tuoi scopi.
Giulia, ti proibisco di parlare
così. Ho dedicato la mia vita a Roma.
Roma? Roma. Non parli che del tuo amore
per Roma, ma non ti accorgi che dietro
di te non nasce che odio. Sarebbe questo
il tuo amore per Roma. La città viveva
in pace quando c'erano i goti. Il popolo
era soddisfatto.
Soddisfatto? La mia città è stata
costruita perché l'abbitino animali
soddisfatti. Tu mi chiedi che cosa sia
Roma?
Essa rappresenta il grande dono della
civiltà al mondo intero e una folla di
barbari vuole distruggerla per piegarla
alle loro leggi di rozzi contadini, come
questi goti hanno
tentato. Che abbiano avuto partita vinta
con te, figlia
mia, è cosa che non comprenderò mai.
Continuerai a odiarli, a combatterli.
Sì, dobbiamo
farlo. Non può esserci un
compromesso. Totila, ci sono delle
donne, sono romane. Una ha chiesto di
te. Donne romane sono arrivate fin qui?
Sì, è così.
Sono felice che la notizia della tua
morte non sia vera,
[Musica]
Giulia.
[Musica]
Non ti lascerò mai più.
Allora non temi una vita come la
mia, semplice con una tenda invece di
una casa. Una vita di lotta. Niente mi
spaventa. Niente vicino a te.
Non avrebbe mai potuto fuggire senza un
aiuto. Mi hanno tradito nella mia stessa
casa e il tradimento io non lo posso
tollerare. Non ci può essere pietà per i
nemici di Roma. Risparmialo. Mio figlio
voleva solo aiutare Roma. Voglio che
tutti sappiano che cosa attende i
traditori di Roma.
Distruggerò il regno dei goti e punirò
chiunque passerà dalla loro parte.
Ricordati quello che abbiamo sofferto
per te. Abbi pietà. Abbi pietà.
Arrivate da Bisanzio a mani vuote.
Questa è la verità.
Molto consolante apprendere che gli
aiuti arriveranno, certamente, ma oggi,
domani o forse tra un mese, i goti
avanzano verso Roma e non potremo
resistere a lungo. Totila non oserà
attaccare. I goti ricordano la
sconfitta, troppo dura. Su Roma incombe
la minaccia
dall'interno. Ho fatto più di quanto
avrei dovuto per Bisanzio. Il popolo mi
odia, si è stancato di combattere.
Narsete sbarcherà a giorni e affronterà
i Goti a condizione che il controllo
della città e le vostre truppe passino a
lui.
Non ho scelta.
Dunque hanno ricostituito un'armata
imponente. Molte di loro non sono Goti,
ma romani della campagna. Credo che
Narsete abbia scelto il momento adatto
per i suoi fini. Troppo tardi per Roma.
Eppure è la sola vostra speranza che
coincide però con la fine del mio
potere. Ma non abbandona la partita così
presto. Lasciate che Totila entri a Roma
per
ora. Io andrò a incontrare Narsete e da
lui comincerà la mia rivincita.
[Musica]
Toti la viene come amico. Apriamogli le
porte.
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
Narsete è
vicino. Resterai qui tranquilla ad
attendermi.
Questo non puoi
chiedermelo. Sono regina dei Goti ora e
dove sei tu quello è il mio posto.
Possiedi le doti delle nostre due razze,
dei goti e dei romani
insieme.
Coraggio,
amore e senso del dovere.
Questo ci unisce anche nella lotta e
dopo la vittoria la nostra felicità sarà
completa. È impossibile con mio padre
che sarà lontano, fuggiasco.
Vedrai che verrà a batti con noi perché
anche lui ti vuole
bene. Farà lui il primo passo per non
perdere insieme a
Roma anche il tuo affetto.
Dimmi un po',
Cetego, questa volta schieri le tue
forze o starai a guardare? Se non
intervengo, sei sicuro di vincere?
Quali truppe farai scendere in campo? Se
vorrai aspettare il loro arrivo, potrai
risolvere il problema tu
stesso. Non sono molte,
vero? Sono gli stessi soldati che hanno
sconfitto Vitig e che si opposero alle
richieste del tuo generale
Belisario. Non si dimenticano certi
fatti, lo sai, però non è male averli
ricordati. Pelisario ha compiuto un
errore. Tutti ne facciamo prima o poi.
Cetego. Anch'io. Anche tu. Certo, tu,
per esempio, ci hai
sottovalutato, hai preso tempo rinviando
la venuta e hai conseguito dei vantaggi
più o meno previsti. Domani però le tue
truppe libereranno Roma dai Goti.
Possibile, però prima dobbiamo vincere
la battaglia.
Non avrei dubbi al tuo posto. Per quello
che ti può interessare, io ho sempre dei
dubbi. Sei l'espressione della saggezza.
Col tuo permesso rientro, ma prima
vorrei chiederti un favore personale.
Totila, il
re, lascialo a me domani.
Con piacere.
[Musica]
Avanti. Sì.
[Musica]
Avanti. Sì.
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
Togila
[Applauso]
Abilo,
[Musica]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Applauso]
[Musica]
[Musica]
[Musica]
Ti ha ucciso l'orgoglio romano.
[Musica]
I goti furono sopraffatti dall'armata
bizantina e si arresero al generale
Narsete, dal quale ottennero di
abbandonare in pace l'Italia,
impegnandosi in cambio a non muovere più
guerra entro i confini
dell'Impero. Crolla così il regno Goto
in Italia.
Insieme a Cetego, ultimo prefetto, si
era spento anche l'ultimo anelito di
indipendenza della grande Roma.
[Musica]
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