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Zulu
(COLPI DI TOSSE)
(Davide) Basta!
Ah!
Basta!
(MUSICA DANCE)
(Ragazzo) Auguri, Davide!
(VOCE NON UDIBILE)
- Torno subito! - Eh?
Torno subito!
Ma chi è?
Chi sei?
A volte capita di incontrare le persone sbagliate.
Stanotte è toccato a te.
No!
Aiuto!
Aiuto!
Aiuto!
Ah! Fermo! Aiuto! Aiuto!
Aiuto!
Ah! Fermo! Aiuto!
Aiuto! Vi prego, aiuto! Aiutatemi!
(Uomo, sussurrando) Batiza. Vieni, Batiza. - Chi è? - Batiza.
- Chi c'è? - Ah!
Ah!
Te lo avevo promesso che lo avrei trovato.
Hai dovuto aspettare tanto.
Ma adesso ci siamo.
- Legionario è morto. - Ci penso io a questo pezzo di merda.
(Boss) Aspetta!
Si è guadagnato di vivere ancora un po'.
Voglio vedere quanto dura.
Ha ucciso Legionario.
Mi ha fatto perdere un bel po' di soldi,
in qualche modo mi devo rifare.
Portatelo via!
È tutto tuo, Minuto.
Ascoltami bene.
La tua vita, la vita di prima,
è finita, non tornerà più.
Tu ora sei peggio di un cane. Questa è la tua condizione.
Se vuoi continuare a vivere, farai quello che ti viene detto.
Senza fare domande.
Il ragazzo?
Sopravviverà.
- Non posso allenarlo, non è giusto. - Lo so che per te non è facile.
Da quella notte ci sono stato solo io per te.
Mi dispiace, ma solo tu puoi farlo diventare come ci serve.
Le cose dovevano andare in un altro modo, me lo avevi promesso.
Tu mi hai chiesto di trovarlo e io l'ho fatto.
Adesso è cosa mia, decido io.
Anche tu sei mio, non te lo scordare mai.
Hai capito?
Pensaci bene.
Quello che lo aspetta è molto peggio della morte.
Devi mangiare, capito?
I miei genitori mi staranno cercando. Possiamo pagare.
Visto che riesci a stare in piedi, lavati. Fai schifo, puzzi.
Chi era l'uomo nel camion?
Che c'è?
Perché? Non ho fatto niente!
Non ho fatto niente!
Vedi di fare quello che ti dico, chiaro?
Ah!
Volevi sapere chi hai ucciso?
Uno di loro.
Ora capiremo davvero quanto vali.
Devo combattere di nuovo?
Ti insegnerò quello che serve per affrontare un incontro.
Ti conviene imparare in fretta. Non ci sono regole.
Si combatte a mani nude. Chi perde, muore.
Devo uccidere?
- Solo se non vuoi morire tu. - No, io non sono capace.
Lo hai già fatto.
No, io...
Tutti siamo capaci di uccidere, di fare cose terribili.
Tu non sei diverso.
No, io non volevo.
Mi avete obbligato voi.
Se non combatti, non ci servi a nulla.
Non sta a me trovarti il motivo per andare avanti.
Capito?
Vediamo come tiri i pugni.
Puma!
Combinazione sinistro-destro. Vai.
Basta.
Di nuovo.
Basta.
Non ti reggi in piedi. Allarga le gambe, trova un equilibrio.
Non ti muovi di qui finché non impari.
(Minuto) In guardia.
- Quanto ti ha fatto male da uno a dieci? - Dieci, cazzo.
Non era nemmeno un tre, frocetto.
Ascolta il tuo corpo, impara a contare il dolore.
Saprai dove colpire l'avversario e fargli più male.
In guardia.
(DAVIDE TOSSISCE) In guardia.
Basta, cazzo. Basta.
In guardia.
Ti credi furbo?
Pensi di poter scappare?
Provaci, frocetto.
Secondo me, diventi un bel bersaglio.
- Tu sai dove siamo? - No.
E non lo voglio sapere.
- Che cazzo c'entro io con tutto questo? Perché sono qua? - Che?
Hai ucciso Legionario. Che ti aspettavi?
Perché io? Perché quella cosa del camion?
Era il suo allenamento. Ogni tanto lo fanno.
Prendono qualcuno a caso e lo buttano nel camion con dentro uno di noi.
Come cazzo hai fatto a uscirne vivo?
Sei proprio un cazzo di miracolato.
Sei fortunato che non ci fossi io lì dentro con te.
Puma, Fester, Zulu. Domani notte combattete.
Vai, così.
Vediamo quanto resisti sott'acqua.
Buon bagno, frocetto.
Devi restare lucido.
Controlla il respiro.
Di nuovo.
- Può andare bene. Mi faccio risentire io. - A disposizione.
Shh!
Non ti conviene.
Tu come ci sei finito qua?
Avevo un grosso debito.
Se mi aiuti a scappare, te li trovo io i soldi.
- Me li dai tu? - Sì.
Mio padre è ricco.
- Veramente? - Sì.
- Andiamo a parlarne? - Sì.
Pensi di essere più intelligente di noi?
Tu non hai ancora capito con chi abbiamo a che fare.
Siamo morti che camminano.
Dovresti fare testamento.
Peccato che non ti è rimasto nulla da lasciare.
Ah...
- Vaffanculo. - (Minuto) Ehi!
Pausa finita.
Pausa finita.
(Puma) Di nuovo.
Perché non posso stare con gli altri?
Perché degli altri mi fido, di te no.
Posso chiamare i miei?
- Solo per dire a loro che sono vivo. - No. Prima lo accetti e meglio è.
Pausa.
Che fai quando non sei qua?
Perché me lo chiedi?
Cerco solo di immaginarmi che vita fai.
E che ti immagini?
Sei sposato?
Lo sono stato.
Non hai figli, vero?
Pensi che diventeremo amici?
Sei un cane come tutti gli altri.
Non so nemmeno se riuscirai a farci fare dei soldi.
Tranquillo. So che la mia vita non vale niente per te.
Volevo solo parlare.
Fine pausa.
- Stasera combatti. Mangia tutto. - No, aspetta.
Non sono pronto. Devo ancora allenarmi.
- Fai come ti pare. - Aspetta.
- Secondo te, ce la farò? - Hai imparato quello che serve.
(Puma) Oh.
C'è tanta gente stasera.
Fatela divertire.
Fammi sapere subito come finisce.
Sono curioso.
Ci serve un nome per le scommesse.
Non puoi combattere con il tuo vero nome.
Batiza.
Che vuol dire?
Non lo so.
Il nome è tuo.
Ho visto combattere il tuo avversario. È forte, ma è lento.
(Minuto) Batiza.
Io non voglio morire.
Nessuno vuole morire.
1 e 50.
- Vai! - Vai!
Finiscilo.
O lo uccidi o io uccido te.
(RANTOLI)
Zitto... Zitto...
Ti prego. Zitto.
- (Boss) Problemi? - (Minuto) Tutti risolti.
Il ragazzo quando potrà combattere di nuovo?
Le ferite si stanno cicatrizzando.
- Il medico dice che ci vorranno un paio di settimane. - Bene.
Ah, Minuto...
Sei sempre convinto che ti ho fatto un torto a lasciarlo vivere?
Ci vediamo.
Comunque, sono contento che ce l'hai fatta anche tu.
Io non so se ce la faccio a rifarlo.
Prima o poi passa, ci si abitua a tutto.
Bisogna andare avanti.
E poi non voglio restare per sempre un cane minore.
Che vuol dire?
Che ci sono i combattimenti per noi e quelli per i cani maggiori,
come Fester e Zulu.
Sono gli incontri più pericolosi, ma è lì che ci sono le scommesse grosse.
- Se lo diventassi anche io, pagherei più in fretta il mio debito. - Ah.
Che facevi prima?
Ho fatto un po' di tutto, ma lo sbattimento era troppo
e mi sono messo a spingere la roba in giro.
Avevo molti clienti fighetti come te.
Per un po' mi è anche andata bene.
Tanti soldi, bella macchina, bei vestiti.
Con la mia ragazza volevamo anche un figlio.
E poi?
E poi ho voluto troppo. Volevo prendermi tutto.
Scommetto che tu, invece, studiavi.
- Una vita tutta bella apparecchiata da mamma e papà. - Già.
- Oh! - Oh!
Fermo!
- Oh! - Oh!
(Minuto) Ehi!
E cosa sai di Minuto? Perché lo chiamano così?
Perché con lui duravi pochissimo.
Era il più forte di tutti.
Lo è ancora.
Le piace?
Può andare.
- Tutte le telecamere dovranno essere spente. - Certo.
Il resto dopo.
Dai!
(Sacerdote) Confiteor Deo omnipotenti
et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione,
verbo, opere et omissiones,
mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.
Ideor precor beatam Mariam semper Virginem, omnes Angelos et Sanctos
et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.
Misereatur nostri omnipotentes...
Omnipotentes Deus et, dimissis peccatis nostris,
perducat nos ad vitam aeternam.
Chi è?
La prego, chiami la Polizia.
- Mi hanno rapito. Mi chiamo Davide Bergamaschi. - Va bene.
Calmati, chi ti ha rapito?
Non lo so, la prego. Chiami la Polizia.
- Va bene. Sei al sicuro adesso. - Sì.
- Ora prendo il telefono e chiamo i soccorsi. - Grazie.
- Aspetta qui, non ti muovere. - Sì, grazie.
Misereatur nostri omnipotentes Deus
et, dimissis peccatis nostris, perducat nos ad vitam aeternam.
Amen.
Confiteor Deo omnipotenti et vobis, fratres,
quia peccavi nimis cogitatione,
verbo, opere et omissiones,
mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.
Ideor precor beatam Mariam semper Virginem, omnes Angelos et Sanctos
et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.
Miseratur nostri omnipotentes Deus et,
dimissis peccatis nostris, perducat...
Non te ne andrai così.
- Adesso siamo pari. - Per ora.
Domani combatti di nuovo.
Ti giuro che ti ammazzo. Pezzo di merda, io ti ammazzo, capito?
Pensa a tornare vivo domani.
Io torno domani! Hai capito?
Pezzo di merda! Io torno domani, capito? Pezzo di merda, io torno!
Io torno... Pezzo di merda...
(CANZONE: "TERRITORY" DEI THE BLAZE)
Sì!
Dai!
(VOCI SOVRAPPOSTE)
(insieme) Puma! Puma! Puma! Puma! Puma! Puma! Puma!
- Sì! - Sì!
(insieme) Batiza! Batiza! Batiza! Batiza! Batiza! Batiza! Batiza!
Mi hai fatto chiamare, che c'è?
Credo che oggi sia il mio compleanno.
E perché dovrebbe interessarmi?
Non lo so.
Auguri.
Gli altri parlano tutti di te.
Ero preoccupato. Come stai?
Ho pisciato sangue per qualche giorno, ma ora sto meglio.
Bene.
Minuto che dice?
Minuto non sa niente e non deve sapere niente.
E perché?
Mi hanno promosso cane maggiore.
Ho l'occasione di ripagare il mio debito e andarmene, finalmente.
Mi bastano due o tre incontri.
- Capisci? - No.
Dobbiamo dirlo a Minuto. Non puoi combattere così.
- No. - Sì.
- No. - Sì.
Promettimi di non dire niente.
Per favore.
Vado ad allenarmi.
Puma...
Ah!
No! No!
No!
Lasciami! Fermo! Lasciami!
No!
(VOCE NON UDIBILE)
Non dovevi affezionarti.
Sapevi che prima o poi sarebbe successo.
Mi aveva detto che gli mancava poco per andarsene.
Non ha mai avuto una possibilità.
- Nessuno ce l'ha. - Tu ce l'hai fatta però.
Ne sei sicuro?
Non so nemmeno come si chiamava davvero.
Andrea.
Preparati. Tra poco tocca a te.
(DAVIDE PIANGE)
Rimaniamo qua.
Sei mai stato in prigione?
È capitato, sì.
È come qua?
Le prigioni si somigliano tutte.
La differenza la fa quanto ci metti a adattarti.
Ho conosciuto persone
che non sarebbero in grado di vivere da nessun'altra parte e lo sanno.
E qui è la stessa cosa.
Prima di finire qui, io ho fatto una cosa orribile.
Però poi mi ero convinto che non fosse accaduto realmente.
Ho continuato con la mia vita di sempre,
ma quello che ho fatto ha avuto delle conseguenze.
Che cosa hai fatto?
Ho fatto male a una persona e non se lo meritava.
L'hai uccisa?
No...
No, non io.
Ma se avessi agito diversamente, forse adesso sarebbe ancora viva.
Io mi merito di essere qui. Mi merito tutto questo.
(CANZONE: "AVE MARIA" DI SCHUBERT)
Hai imparato a contare il dolore.
Sei stato bravo stasera.
Ormai non provo più niente. Non ricordo nemmeno più come ero prima.
Non ha importanza.
Tanto alla fine si diventa sempre quello che si doveva diventare.
E io cosa sono diventato?
- Questo lo sai tu. - E tu?
Sei diventato quello che dovevi?
Sono molto peggio.
Andiamo.
Voglio passare tra i cani maggiori.
- Non sei ancora pronto. - Devo vendicare Puma.
Fammi combattere con Sisma. Posso farcela.
Non puoi. E anche se ci riuscissi, non ti farebbe sentire meglio.
E tu che ne sai?
Ho detto di no.
(CANZONE: "AVE MARIA" DI SCHUBERT)
A Minuto non farà piacere.
Hai sbagliato! È un errore!
Mi dispiace, ma ho deciso così.
L'incontro ormai è organizzato.
- Ci sono già molti soldi sopra. - Non ha abbastanza esperienza.
Ma è il più richiesto.
E poi, finora, è sempre stato capace di stupirci. Mi ricorda te.
Come tu mi ricordavi me, perciò ti ho scelto.
Tu non hai mai perso la testa di fronte alla morte.
- Sisma è troppo forte. - E allora?
Non era questo che volevi?
Pensi di essere più furbo di me, vero?
- No. - Invece sì.
Pensi di avermi fregato e ora non puoi tirarti indietro.
- Lo so. - No, tu non sai un cazzo! Morirai!
Vuoi fare così? Fai così.
Ma stavolta te la cavi da solo.
- Tu mi devi aiutare. - Io non ti devo niente.
Vai.
Ah!
(insieme) Sisma! Sisma!
(SPARI)
Grazie.
Che ci facciamo qua?
Sei libero, tornatene a casa.
E tu?
Questo non ti riguarda.
Non posso.
Dopo tutto quello che è successo, stanno più al sicuro senza di me.
E poi stanno aspettando un figlio che non c'è più.
Portami con te.
No, non puoi venire con me.
Guardami.
- Dove dovrei andare? - Sarebbe sbagliato venire con me.
Scendi.
- Scendi. - Non lasciarmi solo.
Ti prego.
- Tabacco. - Grazie per esserti ricordato.
Come è andata al lavoro?
Bene. Non do confidenza a nessuno, come hai detto tu. A te?
Tutto normale.
Ci pensi mai a prima?
- Qualche volta. - Lo rifaresti?
Che cosa?
Perdere tutto per salvarmi.
Lo rifaresti?
Non lo so, ma ormai l'ho fatto.
Lavati le mani e apparecchia. Tra poco mangiamo.
Grazie. Ciao, a domani.
Ciao. Quel tabacco blu e le cartine, per favore.
7,80 euro.
Grazie.
Grazie. Ciao, a domani.
- Ciao. - Ciao.
Una birra chiara piccola, giusto?
- Giusto. - Arriva subito.
Eccola.
- Grazie. - Hai delle belle mani.
È un complimento.
Intendo che sembri uno che sa aggiustare le cose.
Non ho aggiustato molto finora.
- E tu, come te la cavi? - Anche io sono più brava a fare danni.
- Allora è meglio starti lontano. - No, qualche qualità ce l'ho.
Non lo so, non ti conosco.
Eva. Adesso mi conosci.
Io sono Andrea.
- Piacere, Andrea. - Piacere, Eva.
Ci vediamo.
Mi servi anche domani.
Qualche giorno fa ho conosciuto una ragazza.
La risposta è no.
- Non ti ho chiesto niente. - Non puoi uscirci. È pericoloso.
Ci stanno ancora cercando.
- Quando tornerò a una vita normale? - È ancora troppo presto.
Ci lasceranno in pace prima o poi o no?
No, non credo.
Ciao.
- Sei sorpresa? - Per niente.
Ti eri dimenticato di chiedermi il numero.
Stai qui o ti siedi fuori?
Sto qui.
Ci siamo trasferiti da poco e cerchiamo il posto giusto dove stare.
Magari stavolta lo avete trovato.
Magari sì.
Tu?
Io sto bene qui.
- Ti piace quello che fai? - Sì, è solo temporaneo.
A te piace il tuo lavoro?
È un lavoro come un altro.
Per adesso va bene così.
E se potessi scegliere, cosa faresti?
Non lo so. È un po' che non si penso.
- Vabbè, ci sarà qualcosa che sai fare. - Niente di utile.
- Non ci credo. - No, è così.
Perché porti sempre il cappuccio?
Ti sei divertito ieri sera?
Sono passati sei mesi e non ci ha cercato nessuno.
- Tu che ne sai? - Non le ho detto nulla.
Lavoro e basta.
Devo fare come fai tu? Chiuso in casa tutto il giorno?
Ma almeno sei vivo, no? Devi solo rispettare le regole.
- Però io non sono come te. - No.
Infatti non hai imparato niente.
Alla fine mi hai tolto da una prigione per mettermi in un'altra.
Fai come ti pare.
- Mh? - Insomma.
Sto attenta.
Bello, no?
Andrea?
Tutto bene?
No, non proprio. Scusa.
Ehi. Ehi.
Che succede?
- Niente. - Che c'è?
Che c'è?
Voglio fare l'amore con te.
- Tu non mi conosci. - E allora parlami.
Dimmi.
Ho solo voglia di aspettare ancora un po'.
Va bene?
Va bene.
(Minuto) Così. Vedi?
Prova tu.
Ora dobbiamo solo aspettare.
È che io non sono molto paziente.
Nemmeno io lo ero.
La pazienza si impara tardi.
Quando il tempo che hai a disposizione è quasi finito.
Tu hai tutto il tempo che vuoi, no?
Credo di essermi innamorato.
Pensavo di fartela conoscere...
Di invitarla a cena da noi.
Sembra più strano se ti nascondo, no?
Perché è così importante?
- Perché le ho parlato di te. - E cosa le hai detto?
Che sei mio padre.
- Come era da bambino Andrea? - No, dai. Mi vergogno.
Invece sì, non mi racconti mai nulla.
Era vivace.
La prima volta che mi ha fatto seriamente preoccupare...
Avrà avuto tre anni...
Era uno dei week-end in cui stava da me.
Io e sua madre ci eravamo separati da poco.
Gli piacevano tanto i libri
e mi chiedeva in continuazione di leggerglieli.
È una passione che ancora ha.
Eravamo a casa mia, gli leggo una storia e ci addormentiamo sul divano.
A un certo punto, si sveglia...
Ha sete e, dato che era molto indipendente,
decide di non svegliarmi e bere da solo.
Purtroppo, trova una boccetta di antidolorifico e se lo scola tutto.
Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare in ospedale
senza andare a sbattere.
Eravamo lì, i medici stavano preparando una lavanda gastrica
d'urgenza
e mi accorgo che aveva due scarpe di colore diverso.
Di sicuro gliele avevo infilate io uscendo in fretta da casa.
Lui era sul lettino, mi guarda, vede che sto guardando le sue scarpe...
Scoppia a ridere e dice...
"Belle!"
Da allora, quando usciva con me,
voleva sempre mettere le scarpe di colore diverso.
Quella volta finì tutto bene.
È una brava ragazza.
Sei qua?
Eva è una brava ragazza.
Ah, sì.
Non devi farla soffrire.
Non lo farei mai.
Promettimelo.
Di chi parlavi prima a cena?
Promettimelo.
Te lo prometto.
Buonanotte, Davide.
- Ora me lo dici dove siamo o no? - Vieni.
Entra.
- È tuo? - Non è bellissimo?
Mi hanno aiutata i miei.
Era chiuso da anni e l'estate prossima vorrei riaprirlo...
e rimetterlo a nuovo.
Me lo immagino pieno di gente che si diverte, che ride...
Poi pensavo che...
che potresti aiutarmi tu.
Cioè...
Vorrei farlo con te.
Se ti va.
Sei sicura?
Io sì.
È vero. È bellissimo.
Quindi è un sì?
Sì.
(CANZONE: "I LOVE YOU" DI BILLIE EILISH)
Senti, ma se iniziassi già da domani a lavorare al chiosco?
- C'è molto lavoro da fare. - Sì. Ok. - Ok.
Però io posso raggiungerti solo nel pomeriggio perché sono al bar.
Ok.
Ok.
- Ciao. - Ciao.
(CANE CHE RINGHIA) (Uomo) Ti ammazzo, cane di merda!
Ti ammazzo! Non ti muovere! (CANE CHE GUAISCE)
- Stai giù! - Scusa?
Lascialo stare.
Che cazzo vuoi? Il cane è mio e faccio quello che voglio.
Stai calmo.
Pezzo di merda.
(SIRENE)
- Ho fatto una cazzata. - Che è successo?
C'è stata una rissa con uno. Credo di averlo ucciso.
- Ti ha visto qualcuno? - No, non lo so.
Dobbiamo spostarci di nuovo.
No.
- Non abbiamo scelta. - No, non lascio Eva. Non la lascio!
Troveremo una soluzione.
Ma che cazzo dici?
È colpa tua se sono diventato così. È colpa tua.
- Cazzo! - Abbassa la voce!
Non me ne frega un cazzo se ci sentono!
È colpa tua se sono un mostro!
Mi hai fatto diventare un mostro, capito?
- Eri così già prima di conoscermi! - Non è vero!
- Questa è la tua natura! - Non è vero! Non è vero!
La ragazza sulla spiaggia!
Era mia figlia!
Ti ricordi almeno il suo nome? Eh?
Giulia.
Si chiamava Giulia.
Come hai fatto a perdonarmi?
Non ti ho mai perdonato.
Allora uccidimi, vendicati.
Non hai capito niente.
Quando ti ho portato via, non volevo salvare te.
Volevo salvare me.
Ho provato a essere meglio di quello che sono sempre stato.
Ma non ce l'ho fatta.
Non mi cercare più.
(MUSICA DANCE DALLA CONSOLLE)
Ma sai solo guardare? È tutta la sera che lo fai.
Hai ragione, lo so... È che sei bella.
- Che noia, lo dici a tutte. - No, lo dico solo quando lo penso.
- Sì, certo. - Ora è colpa mia se tu sei bellissima?
Comunque, ti è andata male. Io me ne sto andando.
Peccato.
Fai piano.
Fai un po' più piano.
Aspetta, no! Ah!
- Ahia! No, aspetta. Così mi fai male. - Stai zitta. Stai zitta.
- No, così no! - Stai zitta. Stai zitta.
No, fermo! Ahi! Ahia!
- Basta, ahi! - Stai ferma. Stai ferma.
Mi fai male! Basta! Fermo!
Aspetta.
Ahia! Basta!
- Ahia! - Ho fatto. Ho fatto.
- Se vuoi, ti riaccompagno a casa. - Vaffanculo.
Come vuoi.
Pulite tutto.
(Giulia, piangendo) Papà, dove sei? Ti ho chiamato un sacco di volte.
So che mi avevi detto di restare a casa,
ma sono uscita e sono andata a una festa sulla spiaggia.
Papà, vieni a prendermi. Vieni presto, mi hanno fatto del male.
Papà, ti prego. Ho bisogno di te.
(CLACSON)
(CLACSON)
(SQUILLI DI CELLULARE)
Ciao, Giulia.
Scusa se non sono mai venuto a trovarti.
Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.
Venga il tuo Regno e sia fatta la tua volontà
come in cielo, così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Amen.
(Boss) Voi tre fermatevi qua.
Gli errori più grandi li facciamo solo per i nostri figli.
Non ci speravo più di trovarti proprio qui.
Mi sei mancato, Pietro.
- Da quanti anni ci conosciamo? 15 anni? - Sono 18 anni.
18 anni, giusto.
E io non ti ho mai capito.
E lei?
- Pensi che lei ti avrebbe capito? - Lei non era come noi.
Hai ragione.
Avevi ragione sin dall'inizio anche sul ragazzo.
Se ti avessi ascoltato, non ti avrei mai perso.
Andarmene è stata la scelta più giusta che abbia fatto.
Ma adesso sei qui.
E devo punirti.
Ma tu questo lo sai già. Sai come andrà a finire questa storia.
Fai quello che devi.
Io sono pronto.
Non qui.
Ciao.
(VIBRAZIONE DAL CELLULARE)
- Minuto. - Minuto adesso è impegnato.
Non può parlare con te, ma è qui con noi.
- Non lo devi toccare. - Questo dipende solo da te.
Fammi parlare con lui.
È troppo semplice.
- Devi raggiungerci se vuoi parlare con lui. - Non ti credo.
Fai come vuoi. Se vuoi abbandonarlo, io ti capisco.
Io lo farei.
- Cosa vuoi? - Mi devi ancora un incontro.
Te ne sei scordato?
È meglio che ti sbrighi a decidere.
Andrea?
Andrea?
No! Fermo!
Fermo, oh! Fermi! No!
Dov'è Minuto? Dov'è Minuto! Fammelo vedere!
Rispondi! Rispondi! Dov'è Minuto?
Rispondi, bastardo! Non erano questi gli accordi!
Aspetta! Me lo avevi promesso! Non erano questi gli accordi!
Mi senti? Non erano questi gli accordi!
Che spreco.
Io non ci entro là dentro! Non ci entro là dentro, lasciami!
Lasciatemi! Lasciami! Fermi, lasciatemi!
(RUMORE DI PASSI)
Minuto?
Sei tu? (RESPIRO)
Sottotitoli a cura di Artis-Project
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