All language subtitles for The Venetian Woman (La Venexiana) (1986)

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Original subtitles

- Nena, aiutami. Voglio uscire. - Subito, signora.

Nena.

Andiamo.

Finita la peste.

E' un anno felice per Venezia, ha portato via la peste.

Gran fortuna per voi viaggiatori! I viaggiatori dell'altra annata

passavano via curvi. Sembravano senza ossa per il terrore.

Lì si sono impestati tutti. Sono morti uno sull'altro.

Loro se ne sono fottuti della peste.

I veneziani sono buoni, così il Padreterno gli manda di tutto.

Tanto abbiamo pazienza.

Prima o poi Venezia affonderà.

Allora lasciamoci i guai a poppa e la lietezza a prua.

Finché si può, meglio godersela.

E' la chiesa che devo visitare?

Sì, siamo arrivati.

Guardate bene la chiesa, ma poi pensate a divertirvi.

Venezia stanotte sarà ospitale con i forestieri e generosa con i giovani.

- Compra un cero, per piacere. - No, grazie.

Prego, signore, qualche candela. Che cosa portate?

Guarda, il doge.

Signora, non volevate seguire la processione?

Sì, andiamo.

No, di là.

Vattene!

- Fermo! - Io devo...

Scansatevi, passa il doge.

E' passato.

Mi dispiace... Scusatemi.

Grazie.

L'ho persa per sempre.

Gentile donzella, ascoltatemi!

Sono forestiero, merito un po' di attenzione. Rispondete, per favore.

Le parole di un forestiero si devono sempre ascoltare.

- Allora portate i miei ossequi alla vostra padrona. - Alla mia padrona?

- Quell'angelo del paradiso è la vostra padrona? - Non vi ascolto più!

Tra tutte le veneziane solo lei mi ha conquistato al primo istante!

Non dite di più!

- Riferitele che mi sono innamorato della sua bellezza. - No, mai!

- Ditele che sono il suo schiavo! - Non posso! - Sono suo! Sono suo!

- E' un messaggio che non potrò mai riferire! - Fatelo per me!

- La mia signora vi ha notato. - Mi ha notato?

- Sì, ma il messaggio è troppo grave. - Non mettetevi contro di me.

Non posso dire queste cose. La signora Valeria è sposata!

Si chiama Valeria? Che nome dolcissimo!

- Le direte del mio amore? Non lasciatemi così! - Vedremo!

- Sì o no? Sì o no? - Chissà!

Aspetterò stanotte davanti alla chiesa una risposta!

Aspetta, aspetta!

- Raccontami tutto! - Quanta curiosità! Che smania avete stanotte!

- Allora? - Un momento.

- Non ti ho dato un incarico? - Abbiate pazienza, mi ringrazierete!

Basta con questi giochi!

- Non fare la tonta! - Non dico più niente. Mi avete chiamato "tonta"!

Adesso parli!

- Lo hai visto? - Se non ho sbagliato, era lui.

- Com'è da vicino? - Dio mio, è giovane e bello!

Maria Vergine...

- E... Che gli hai detto? - Non ho parlato!

Come? Almeno lui qualcosa avrà detto!

Sì, ma non ho ascoltato.

Per mio riserbo, per considerazione nei vostri riguardi

e poi perché non sono fatti miei, ma vostri!

- Però ho sentito l'ultima parola. - L'ultima?

Dilla, non importa come, ma dilla!

- "Raccomandami alla signora." - E basta?

- Ha detto: "Sono suo!" - Tu mi burli!

Se non mi credete, peggio per voi.

Ha detto: "Aspetterò davanti alla chiesa una risposta della signora."

Allora non fargliela mancare. Vai, corri!

A mezzanotte, a casa.

Muoviti e portalo qui!

E' meraviglioso. E' proprio lui.

- Chi? - Il ragazzo che abbiamo incontrato.

Non ho mai visto niente di più bello.

E' straordinario.

Non è possibile... Non era un sogno, non c'è più.

Come sarei felice, se potessi toccarlo.

Se potessi arrivare a quel giovane così bello...

Vedendomi con il velo da vedova mi avrà creduta vecchia.

Nena mia, come sto male! Nessuno in tutta Venezia può guarirmi.

Vanno tutti bene, basta che non siano castrati.

Hai ragione.

Passerà anche questa notte e verrà domani.

Buonanotte.

Solo di notte a Venezia? Vi perderete. Volete che vi accompagni?

- No, grazie. - Sì, venite!

Venite, andiamo. Vi porto io al posto giusto.

Voi cercate una donna bellissima e io cerco gente come voi.

- Dove mi portate? - Venite.

Una legge del doge sembra fatta apposta per i forestieri.

- Non voglio sembrare scortese... - Vuoi fare l'amore o no?

Sono qui per questo.

Guarda, anche questa è Venezia.

Vedi? Sono tutte ai tuoi piedi.

Il doge ha fatto obbligo alle donne di piacere di mostrare i seni

al fine di attirare gli uomini

perché non vadano sulla cattiva strada.

La Compagnia della Calza!

Aiuto!

Fermo!

Su, andiamo.

- Chi sono? - Nobili veneziani che non hanno nient'altro da fare.

Oria!

- Cosa cerchi a quest'ora? - Niente.

- Vuoi fare un giro in gondola? - Facchino!

- Cosa cercavi? - Un po' di acqua per la signora.

Cerchi l'acqua all'osteria?

- Hai bisogno di qualche servizio? - Non parlo con un ruffiano!

Allora vai all'inferno! Fatti rimescolare la polenta ogni tanto.

Venite, andiamo.

Di qua.

- Sarà uno spettacolo che le vostre orecchie... - Non hanno mai sentito!

- E i vostri occhi... - Non hanno mai visto! - Mettiti giù!

Ho un'amante forestiera

che tutte le notti mi racconta una storia tremenda.

Al suo paese, nei tempi antichi,

i cazzi erano reputati sapienti. - Beati loro!

A quell'epoca i cazzi sapevano anche picchiare.

- Erano grandi, grossi e possenti! - Non è vero!

Che cosa vuoi saperne tu? Taci!

- Così racconta la storia. - La storia non dice mai la verità.

La storia dice che i cazzi grossi, d'accordo con le potte belle,

han messo sul trono un re che si chiama Cazzone I.

Ci stanno guardando.

E' mio marito.

Il tiranno dichiara guerra ai cazzi piccini che cadono in miseria!

Vieni con me?

Mostreremo a mio marito un altro spettacolo.

I cazzi piccini, non sopportando questo martirio,

decidono di ribellarsi alla tirannia dei cazzi grossi.

- Ti vergogni? - Perché dovrei vergognarmi?

Allora?

Mi dispiace, mi aspetta mia madre. Grazie.

- Dopo chiamano tutti all'adunata. - Chi chiamano?

Chi vuoi chiamare? I coglioni! Ma loro rifiutano

e allora re Cazzone per punirli li ha messi in certi sacchetti

dandone due in schiavitù a ogni cazzo come ancora oggi stanno!

- Salute alla vostra magnificenza. - Finalmente!

Avete dato il messaggio alla vostra padrona? Posso amare solo lei!

- Nessuna donna mi interessa più! - Così mi mettete in agitazione!

- Vorrei rivederla ancora. Potrò? - Forse.

- Anche solo dalla finestra. - Può essere.

Le finestre, a volte, si aprono anche di notte.

Se oltre a vederla,

potessi anche parlarle?

Questo è più difficile.

Un solo momento, una sola parola.

Se fosse solo un momento, è possibile.

- Tre parole, da vicino. - Avevate detto una!

No, una non è sufficiente, ne servono tre. "Io ti amo".

- Potete sperare di vederla, se verrete stasera a mezzanotte. - Sì!

- Sssh! Dovrete trasformarvi in un gatto. - E' sicuro? - Può darsi.

Sarò come un topo, un gatto, qualunque cosa pur di parlarle.

- Può darsi, ma non è detto! - Aspettate!

- Dio mio, mi farete morire! - Può andare, se il padrone non ritorna.

- Altrimenti? - Altrimenti no! - Oooh!

- Venite a mezzanotte, prima casa oltre il ponte. - Ci sarò!

- Se c'è via libera, nel portone ci sarà una candela accesa. - Che gioia!

Il portone potrebbe essere aperto.

Solo se sarà aperto e non si sa, allora potrete entrare.

Ho detto anche troppo! Buonanotte!

Potrebbe essere aperto, non potrebbe, chissà, può darsi!

Eppure sono sicuro.

Sono sicuro, qualcuno mi sta aspettando.

Nena?

Signora...

- Nena, dormivi già? - Sì, signora.

Io non riesco a farmi venire sonno.

Sarà perché fuori sono tutti in festa.

Tu stai nel letto e io sono qui dentro nel fuoco che mi consuma.

- Che fuoco? - Le mie carni bruciano, Nena.

Ho nel profondo un dolore che mi assassina.

Forse avete la febbre. Fatemi toccare.

La febbre è qui dentro, nel cuore.

Domattina chiamo il dottore, messer Antonio.

Non ho bisogno del dottore, nessun dottore può guarire la tua padrona.

Anzi, non c'è uomo, tranne uno. Non riesco a cancellarlo dalla mente.

Quel muso d'oro sceso dal paradiso

e anche tutto il resto.

Ci sono tanti uomini, ma voi volete proprio quello.

Ho una gran voglia di averlo. Senti qua.

- Se avete una gran voglia, fatelo venire qua. - Non dirmelo!

- Che cosa vorreste farci con uno così giovane? - Non lo sai?

Buttargli le braccia al collo.

Mordere quelle labbrucce.

Tenerlo stretto così. Stretto, stretto, come sto facendo con te.

Nena, pensa se fosse qui.

Cos'altro vorreste fare?

- La lingua in bocca. - So farlo meglio io.

- Ti voglio... - Signora, non state così vicino, mi soffocate.

Caro, caro, caro, dolce più dello zucchero.

Non dimenticate che sono una donna.

Oh, Nena! Sono morta, sudo. Il mio corpo si liquefa.

Mi va di averlo.

Lo voglio.

- Adesso tornate a dormire, signora. - No.

Io voglio stare qui con te.

Se vuoi che io dorma, devi stringermi forte.

Io chiuderò gli occhi e farò finta che tu sia lui.

Vi sembro proprio lui?

Non ancora.

Fatti toccare, cara, dolce Nena.

No, vi prego, signora.

- Mi sembra di sognare. Fai l'uomo per amor mio. - State ferma...

- Non mandarmi via. - Adesso basta, signora.

- E allora devi farmi un piacere. - Cosa?

- Di' le parolacce. - Che parolacce?

Le parolacce sporche come fanno gli uomini. Tu le conosci, lo so.

- Non sapete certe cose? - Oggi la copia delle puttane è tanta.

Chi in amore non fa miracoli non riceve niente. Insegnamele.

Io sono la maestra e voi la fanciulla che impara.

Serve altro che alzarsi le sottane e dire "fai che io faccio",

se non volete fallire il giorno che riaprite bottega. - Hai ragione!

Quando sarete in camera con il vostro amore,

fate spogliare prima lui e voi spogliatevi lentamente.

Il culetto è una calamita, lui farà il possibile per voltarvi.

- Voi resistete. - Se lui vuole farlo, dico "non ancora, vita mia".

Bravissima! Piano e forte, piano e forte.

Fate come chi gioca a palla, fingono di correre di qua e di là,

ma colpiscono dove vogliono loro. - Farò così.

- Voglio essere tanto puttana quanto signora nella vita. - Avete capito.

Devi cercare il bel forestiero e portarmelo.

Non si potrebbe domani, un altro giorno? - No.

I tuoi baci, le tue carezze mi hanno ricordato cos'è l'amore.

Salve! "Alla bella notte", bel forestiero.

- Ancora al lavoro? - Non c'è ora che conti per un gondolier facchino.

Che avete? A che cosa state pensando?

Cupido gira per Venezia, avevate detto.

Non vi siete sbagliato, infatti...

- Mi sono innamorato, ma l'ho persa. - La ritroverete!

- Le mie vacanze sono ormai finite. - Trovatene un'altra.

- Non mi interessano più le altre. - Posso darvi un consiglio?

Mettete solo i coglioni nell'amore, il cuore crea solo dolori.

L'amore penetra nel cervello della gente e la fa tornare imbecille.

Non mi arrendo, l'aspetterò tutta la notte davanti alla chiesa.

Se mi ama come io amo lei, la sposerò!

Buona fortuna! Speriamo che almeno abbia una bella dote.

Se la mia signora vuole qualcosa, è impossibile non accontentarla.

Nena, me lo dici un'altra volta.

- Adesso perché non vai a dormire? - Infatti dormivo. Ora sono sveglia.

Quale sarebbe il motivo?

Per accontentare la mia signora, serve l'aiuto di un diavolo.

- Vai all'inferno a farti dare una mano. - No, meglio qua.

Un demonio come te, davanti a una ricca mancia, fa miracoli.

Guadagnerai più che a lavorare.

Parla allora. E' meglio guadagnare ridendo che sudando.

Sai cosa dicono di me? Sbuccia Venezia e troverai Bernardo.

- Quanto mi viene in tasca? - Dipende da quanto starai zitto.

- Al diavolo, tacerò. - Angela, la mia padrona,

oltre a essere una signora perbene, è anche vedova.

Non vuole essere nominata invano, come Gesù.

Se si sapesse in giro, perderebbe tutti i suoi beni.

Che denaro c'è per me?

La mia padrona è innamorata di un forestiero.

Fa bene a cercare consolazione.

Devi portarglielo in camera, ma con riserbo.

- Ti darà almeno dieci ducati. - Allora andiamo subito!

Devi parlargli con attenzione e convincerlo.

- Posso convincerlo facilmente. - Per questo mi serve un ruffiano.

- Cosa gli dirai? - So io quello che gli dirò.

Una signora deve scrivere una lettera urgente nella sua lingua.

Non hai capito! La signora vuole andarci a letto.

E allora scriverà con un'altra penna, non con quella dell'inchiostro.

Ecco i ducati. La mia padrona non mi ha dato altro.

- Frugati nelle mutande, forse c'è nascosta qualche moneta! - Fermo!

Bernardo, troverai sicuramente la maniera di parlargli.

Non ho paura di parlare neanche con il doge,

ma con questo forestiero, più ci penso e più mi sembra difficile.

Avrai un piccolo sovrapprezzo offerto da me volentieri.

- Anche noi faremo l'amore. - Magari nella soffitta della servitù.

La conosci bene, eh?

Cerchiamo la vittima. Basta che me lo indichi, al resto penso io.

Lo troveremo. Lo cercherò come fosse una bella ragazza.

- E' un forestiero ed è biondo. - Con una pelliccia addosso? - Sì!

Ho capito, andiamo.

- E' quello? - Sì, è lui.

Ero sicuro. Adesso che l'ho visto, puoi andartene.

La mia signora aspetta stanotte questo bel sollievo.

Sì, ma prima voglio un anticipo su quello che mi hai promesso.

- Dai, lasciami! - Di' alla tua padrona che è fatta!

- E allora? - E' fatta!

San Marco benedetto! Lo toccherò con queste mani.

- Con Bernardo dipende da quanto gli si paga. - Che gli hai promesso?

- Dieci ducati e dopo altrettanti. - Dovevi dargli il triplo!

Mi hai fatto fare la figura della misera.

- Farà malvolentieri il suo compito. - Gli è stato dato anche troppo!

- Tu che ne sai? - E allora io?

A te ne darò cento volte di più quando ti sposerai.

Stasera toccherete con mano che gran piacere vi ho fatto.

Non perdere tempo, apparecchia le lenzuola. Metti due guanciali nuovi.

- Portami il vestito rosso e brucia profumi orientali. Sbrigati! - Sì!

Nena? E' troppo bello per me?

State sicura, vorrà da voi tutti i piaceri.

Tre, quattro...

- Il tempo non passa mai. - State tranquillo.

Ho un appuntamento a mezzanotte. Sette, otto...

Nove, dieci, undici.

Undici...

Sono ancora le undici.

Dov'è il vostro appuntamento?

In una casa, laggiù, oltre il ponte.

Siete stato fortunato a incontrarmi.

Che avete detto?

Il caso del nostro incontro è fortunato.

Perché?

Ora vi considero un amico.

Uno come me può darvi un beneficio sublime.

A me? Ma come?

Un gentiluomo come voi non potrà mai darvi un vantaggio come il mio,

se venite con me. - No, ho già un impegno.

Un impegno dove un giovane può trovare grande soddisfazione.

Proprio vero, certi godimenti li cercano anche gli uccelli.

Io li ho trovati, a mezzanotte, oltre quel ponte.

Perché non sapete che cosa sto per proporvi.

Se voi mi seguirete e mi darete retta stanotte,

vi condurrò "in excelsis". Toccherete il cielo con un dito.

- Addirittura? - Vi porterò dalla più bella donna di Venezia.

- Aspetta solo voi. - No, grazie, Bernardo, ma io...

E' uno splendore.

La vostra immaginazione si incrinerebbe a pensarla così bella,

si spaccherebbe per il suo fulgore, come un vetro.

- Dio mio! - Vi conviene accettare.

Angela vi attende.

- Angela di nome e di fatto. - Valeria. - Angela!

No, non riuscirete a convincermi! Voglio solo Valeria nella mia mente.

Non esiste un'altra donna oltre lei!

Invece esiste.

La migliore di Venezia.

Lasciatevi guidare.

Per condurmi dove?

In paradiso ad incontrare "domini Dio"

che è innamorato di voi.

No, ve l'ho detto, ho un appuntamento a mezzanotte. Non posso mancare!

Chi vi dice che ci sarà? Scommetto che non ne siete sicuro.

- Potrebbe farmi entrare o non farmi entrare, dipende. - Angela è vedova.

Sapete quanto sono leali le vedove. Sono ligie come i soldati.

Non c'è cosa più virile, per un giovane aitante come voi,

avendo già un impegno amoroso, di andarvene con un'altra.

Vi giuro sulla mia fede ghibellina che con Angela vi divertirete.

- Non è un inganno? - Lo giuro.

Se accetto, che scusa posso trovare?

Non abbiate scrupoli con le donne, loro non ne hanno mai. Venite.

- Vi accompagnerò con la gondola fino in camera! - Bene!

Che cercate di più? Andiamo di là.

La signora Angela non vuole che voi ricordiate dove abita.

Certo, a pensarci bene, avrei potuto aspettare

e non rinunciare all'altro appuntamento.

Il fatto che Valeria possa lasciare il portone socchiuso

è solo una speranza.

Invece tu mi offri una certezza.

Avete capito.

Com'è buffa la vita!

Io voglio Valeria e invece Angela vuole me.

Ecco perché avete fatto bene a scegliere Angela.

E' mezzanotte.

- Non è ancora venuto. - Forse avrà avuto qualche inconveniente.

- Sì, una morosa che non vedeva l'ora di dormire con lui. - Storie!

L'ho visto spasimare per voi, pareva non avesse altro sogno.

Poco fa ho sentito una gondola, ho pensato fosse lui.

Ecco qua.

Venite.

- Andiamo. - Bellissimo!

- Chi è la padrona? - Niente domande. Fidatevi di me.

- Metto la mia vita nelle vostre mani. - Fate bene a fidarvi.

- Buonasera, gentiluomini. - Buonasera.

- Questa abitazione è di Dio. - Voi meritate il meglio.

Non avevo promesso di portarvi in paradiso?

Mettetevi comodo.

Che i vostri reni non si stanchino troppo prima del dovuto.

La signora ti aspetta.

Attento che il cavallo non si allenti prima della giostra di stanotte.

Avanti.

Felice sera alla magnificenza vostra. Sono qui per servirvi.

- Grazie di essere qui con l'ospite. - Il prigioniero d'amore è di là.

Vi considero un buon amico.

Prego, buon servitore e molto silenzioso.

Per una cosa simile non mi sarei fidata neanche di un parente.

- Voi sapete cosa può capitare a una vedova. - Silenziosissimo.

- Dimenticherò appena mi avrete pagato. - Ho capito.

- Come devo compensarvi? Ditemi. - Nena non ve l'ha detto?

Lasciamo stare gli spiccioli di quella povera zotichetta.

- Nena non sa vivere. - Lasciamoli.

Quanto?

E' stato più difficile del previsto, non voleva venire.

Senza il mio intervento, non si sarebbe mai convinto.

Quanto vi serve? Ditemi.

A una persona amica come voi, che cosa chiedere?

- Un paio di calze di lana rosse? - Colme di mocenighi nuovi di zecca?

- Nel tallone. - Fino all'orlo.

- Grazie. - Passate per di qua.

Allora... andrò a dare un'occhiata in cucina.

Dio mio, quanto è bello!

- Buonasera. - Sono felice che siate qua.

La maggior gioia è mia per avermi accettato nella vostra casa.

Scusatemi, se così licenziosamente vi ho fatto venire qui.

Non dovete scusarvi. Per me è come stare in paradiso.

Sto pensando la stessa cosa di voi.

Sssh! Piano.

Dai, vieni. Vieni.

Stanotte tutte le signore hanno voglia di fare l'amore e ora anch'io.

- La padrona non se ne accorgerà? - Ha altro a cui pensare.

Le ho detto che ti avrei mandato via e sarei andata a letto.

Guarda che mi concedo solo perché sei simpatica.

Tu mi consumi!

Perdonami, se con il pretesto della notte ho trovato questo coraggio.

Il gusto di farti venire nella mia camera senza neanche conoscerti.

Il gusto di baciarti, di accarezzarti.

Tu mi infiammi come un doppiere.

Voglio darti tutto di me, tutto.

Anch'io voglio darti tutto me stesso. Voglio darti la mia anima.

Da adesso in poi tutto quello che è mio è tuo... e non è più mio.

Bevi.

Per amor tuo berrei anche l'arsenico.

Mi piace guardarti quando bevi.

Beati tuo padre e tua madre che ti hanno fatto così bello.

Beati loro per aver messo al mondo qualcuno che piace a una bella dama.

Voglio baciarti ancora per questo.

La tua bocca è dolce, sa di buono.

Voglio spogliarti adesso.

Voglio frugarti dappertutto.

Voglio tutto per me, i tuoi occhi, il naso, la bocca,

le tue gambe, le tue braccia...

Ora io aiuterò te.

Se io ti piacessi solo metà di quanto tu mi piaci

sarei contenta lo stesso. - Tu sei il mio paradiso.

Che deliziosa esagerazione!

Non avrei pensato mai di averti.

Li senti?

Ricorderò ogni particolare, sarò tuo prigioniero per tutta la vita.

Promesse di forestiero, ma non importa.

Nena, anch'io sono tuo prigioniero.

Sei peggio di un brigante!

Ahi!

Era solo un morsetto da neonato.

Dammi la tua bocca.

Caro...

E' meglio fare l'amore che mangiare e bere.

Prendimi.

Tienimi stretta, anima mia dolce.

Ascolta! Una gondola si è fermata qui vicino.

Saranno i gendarmi.

Che stupida sono! Correre dietro a queste fantasie.

Un forestiero così bello non è come la manna dal cielo

che basta prenderla con la mano. - Non basta per avere le cose.

Quando mi capiterà una notte così? Mio marito è a Firenze, torna domani.

Non mi capiterà mai più!

- E' quasi mezzanotte e mezzo. - Vuoi dire che non verrà più?

- No, però... - Dovevi dirgli che gli volevo bene!

- Imbecille! - Riferisco quello che comandate e non sono imbecille.

Imbecille, imbecille e anche imbecille!

Non sono capace di mentire. Non mi avevate detto di dirglielo!

- Potevi immaginarlo! - Sareste sembrata sfacciata!

Perché? Non lo sono adesso?

Non può avere dimenticato l'appuntamento.

Forse qualche donna, vedendolo...

Poco fa le finestre della vedova erano illuminate.

Sì, è vero!

Sono prigioniero delle tue tettine dolci.

Ti piacciono così tanto?

Voglio questa solo per me, l'altra te la lascio.

Tieni la sinistra, quella del cuore.

- Vuoi che le dica qualcosa? - Sì, dille quello che vuoi.

Tettina lustra come un pan di zucchero,

liscia come una foglia di marzapane.

Sai cosa risponde? Che è contenta.

Oria?

Il giovane forestiero non è ancora venuto.

Tra poco tornerà mio marito

e io piangerò, piangerò, Oria,

per la rabbia di non averlo avuto.

Mi sento come vuota, ti ho dato tutto di me.

- Desidero un'altra cosa da te. - Cosa?

Una cosa che non puoi negarmi, una cosa adorabile.

- No, non voglio. - Sì.

- No... - Sì.

Le chiappettine. Anch'io voglio le tue chiappettine.

Le chiamo, ma non rispondono mai. Nena, ti sto chiedendo di voltarti.

No! Per quella cosa non puoi pagare il prezzo, ci vuole ben altro.

Avevo fatto una bella lezione alla mia padrona.

Dai, voltati.

No! Fai l'amore come si deve oppure vai via.

Amore...

- E' quasi l'alba... - Chiudo il portoncino e spengo la candela?

Pazza, vuoi togliermi anche la speranza? Sei un mostro.

- Io condivido tutte le vostre ansie. - Avresti dovuto rassicurarlo.

Avresti dovuto togliergli ogni esitazione,

non doveva avere dubbi. - Ma l'ho fatto.

Potevi dirgli quanto lo aspettavo,

che volevo che venisse qui solo per sapere se anche lui mi voleva.

- Ha detto che sarebbe venuto! - Come ha detto?

- Me l'ha assicurato. - Dovevi parlare più chiaro.

Avrà pensato che eri una bugiarda.

Non ne posso più dei vostri lamenti! Esco di nuovo nella notte!

- Sei pazza? - Lo faccio! Vado in cerca del giovane forestiero.

Tornerò solo dopo averlo trovato.

Ve lo porterò pentito, dovessi strapparlo dal letto del doge!

Oria, portamelo! Portamelo...

Per una notte come questa c'è da ringraziare Dio.

La signora contenta, il giovanotto contento, tu contento, io contenta.

- Ah! - Non farti sentire. Ho detto alla signora che ti mandato via.

La schiena, la febbre da acqua.

Tutte scuse. A Venezia metà gioventù si rompe.

Male da marinaio. Se mi riposo un po', mi passa.

Dopo, Nena mia...

Dopo è finita.

Troverò anch'io un forestiero. Guarda che resistenza!

E' tutta la notte che dice: "Ancora! Ancora!"

Altro che questo bel veneziano!

Se mi paghi, la prossima volta lo porto a te.

- A cosa pensi? - Eh?

Sono venuto libero a Venezia e ora sono tuo prigioniero.

Tu mi inganni, pensavi a un'altra cosa.

Per provarti quanto ti amo, dovrei aprire il petto con un pugnale.

Tu pensavi a un'altra cosa.

- A cosa? - Dimmelo tu.

L'orologio ha suonato e un pensiero ha attraversato il tuo viso.

Non vorrei separarmi da te, tutto qua.

Domani mi avrai già dimenticata.

Il tocco di un orologio mi ha già cancellato dalla tua mente.

Nemmeno cento anni dopo la mia morte potrò cancellarti dalla mia mente.

- Giuralo. - Lo giuro.

Hai un'altra donna a Venezia?

Se penso che un'altra veneziana può averti toccato,

posso morire all'istante tra le tue braccia.

In verità ieri una donna, in strada, mi ha lanciato un'occhiata.

- Da queste parti? - Può darsi.

- Abita qui vicino? - Forse.

- Valeria! - L'ho solo guardata per un attimo.

Non le ho nemmeno parlato.

Poiché la tua persona si è degnata di amarmi, io voglio solo te.

Sempre.

Soltanto te e nessun'altra.

Ti amo.

Dormi adesso.

Chiudi i tuoi occhi. Io voglio fare sopra di te a modo mio.

Vorrei che questa notte d'amore non finisse mai.

Non farò nulla, se è quello che vuoi.

Metti le braccia così.

Non devo fare proprio nulla?

Riposa. Taci e dormi, al resto penso io.

Purché io non muoia.

E' quasi giorno e quei due ancora rimescolano la polenta.

Ora busso, così lo stallone esce e andiamo via.

Non disturbare mai chi si ama, aspettalo giù.

Non darti pena, è stato bello, anzi, bellissimo!

Anche per me è stato bellissimo.

Tu hai dormito, ma io ho camminato tanto che sono stanca.

Ormai dobbiamo lasciarci.

Dobbiamo lasciarci.

Sento una grande tristezza.

Non troverò mai più il coraggio di questa notte.

Perché?

Perché tu ti ricordi di me.

Non posso rifiutare, se mi viene dato in modo sincero.

Lo accetto.

Bernardo.

Ti rendo il prigioniero. Ecco, te lo riconsegno.

Deve pesare poco ormai!

Fai attenzione al mio ospite, mi raccomando.

Tu ricorda quello che hai promesso.

Addio.

Io farò attenzione alla mia gondola, a voi badate da solo.

Andiamo, è finito il zum zum.

Facciamo presto, ho così sonno che sbatterò la faccia contro i muri.

Grazie, preferisco andare a piedi. Voglio prendere un po' d'aria.

- Chissà, forse... - Ancora?

Forse. Te la regalo! Starai più caldo la notte.

Grazie. Voi siete un amico.

- Ciao. - Ciao.

Sono sicuro che ci rincontreremo!

Guarda! Adesso chi me li paga?

- Scusami. - A cosa pensavi?

- Tieni. E' che sono felice! - Ma vai!

Vergognatevi! La mia padrona è arrabbiatissima.

Non venire da lei è stata una grande offesa!

- Cosa devo fare? - Che aspettate? Muovetevi!

Avete dubbi?

- No, infatti vi cercavo. Ero sicuro di... - Abbiamo poco tempo!

Mi sono stancato stanotte. L'amore consuma gli uomini.

- Ho paura che... - Non preoccupatevi per questo.

Vedete...

Ho il timore di non farcela più. Mi sento come svuotato.

La mia padrone resusciterebbe anche un morto. Andiamo!

Fermatevi! C'è un altro impedimento. Devo arrivare presto a Padova.

Poche storie! Adesso venite con me, dopo andrete dove vi pare.

La mia padrona muore senza di voi, se non venite a consolarla.

- Se è così, ci proverò. - Oh, caro messer Jules!

Sarà una notte benedetta.

Venite!

Su!

Andate!

- Perché non siete venuto? - Sono qui per chiedere scusa, amore.

Amore? Avete detto "amore"?

- Perdonatemi, la parola mi è sfuggita. - Non è amore.

Se non ti perdi, non precipiti dimenticando la tua dignità, tutto.

Dicendo "amore" intendevo dire solo che vi amo,

nient'altro.

Non avete ancora detto perché non siete venuto prima.

Avevo la febbre e non ce la facevo a uscire.

Che amore! Un po' di febbre vi costringe in casa?

Se avessi saputo che il vostro viso da vicino era così bello,

sarei venuto lo stesso.

Da Oria ho saputo che volevate dirmi alcune parole.

Quali sono?

Una l'ho detta.

E le altre?

Voglio darti tutto me stesso, voglio darti la mia anima.

Tutto quello che ho è tuo e non è più mio.

Qualcosa mi dice che questa notte ha già sentito le stesse frasi.

No, è la prima volta che le dico.

Amore mio...

Amore...

Tenerezza mia...

- Che cos'è? - Niente...

- Lasciami vedere! - E' una catena d'oro.

Una catena d'oro da donna!

Che c'è di strano? Se ti piace, prendila. E' tua.

No, grazie, non la voglio. Chi te l'ha data?

- Nessuno, è mia. - Tua? Davvero curioso!

E' un gioiello fabbricato solo dai migliori orafi veneziani!

Ciascuno diverso dall'altro!

Esatto. Infatti l'ho comprato a Venezia.

Davvero?

Somiglia a quella che porta una vedova che abita qui vicino.

- Una vedova? - Angela!

Chi? Angela?

Non mi sbaglio, è la stessa catena!

Te l'ha regalata Angela! La portava da prima che morisse il marito.

Oria! Oria!

A chi appartiene questo?

E' di Angela.

Ecco. La verità.

- Forse era sua, ma non la conosco. - Bugiardo! Bugiardo!

- Non mi credete? - Forse sono da meno di Angela?

- No, certo. - Non lo meritavo.

Mi avete assassinato.

- Che devo fare? - Fuori!

Non pensavate che la vedova e la mia padrona si conoscessero, vero?

Come potevo sapere questi intrighi?

Non dovevate maltrattare la mia signora.

Tanto più la vostra padrona non mi amerà, più sarò grato all'altra.

Se invece, nonostante le apparenze mi ama, allora peggio per lei!

Comunque meglio un peso solo, due erano troppi.

La vostra padrona è sospettosa, io posso solo odiarla!

- Andate a dirglielo! - Ahio!

Oria mia...

- Sono disperata! - Ha dimenticato il sacco, tornerà.

Sarà la notte più maledetta della mia esistenza.

Povera me...

Tra poco torna il padrone, vi terrà lui tra le braccia.

Sono stata una sciocca!

- Perché l'ho cacciato? Perché? - Oooh!

Chi potrà ridarmelo?

Piangerò questo amore perduto per sempre!

Poco fa eravate inferocita con messer Jules,

ora scalciate come una cavalla perché lo rivolete!

Adesso sarà arrabbiato con me. Perché l'ho cacciato? Perché?

Calmatevi.

C'è solo una cosa da fare. Devi andare a cercarlo.

Chiedigli scusa per tutti gli insulti che gli ho detto.

Solo una cosa è sicura, c'è una donna a Venezia mezza morta

e se lui non corre a consolarla, morirà di dolore!

Va bene, tornerò a cercarlo un'altra volta.

- Non verrà. - Gli darò la mano.

Gli dirò che porge pace a nome della mia signora.

Oria!

Via!

- Eccoli qua! Prendili. - Cosa fate? Signora!

- Tieni! - Che altro avete in mente adesso?

- Andrò io a cercarlo. - A cercarlo?

Prendi questi.

Ma siete matta! Questi cosa sono?

I pantaloni di mio marito. Non li riconosci?

Vestita da uomo nessuno mi riconoscerà.

Non lo fate, una gentildonna, per strada

vestita da uomo e sola! Vi arresteranno!

Sola? Per il momento!

Il cappello!

Questa mano porge pace, da parte della signora Valeria.

Questa mano è molto desiderata.

- La mia padrona sta molto male, ha pianto tutta la notte. - Mi dispiace.

La sua guarigione dipende da voi. Se venite subito, forse guarirà.

Non vorrei causare maggior male. La signora Valeria è arrabbiata con me.

Non mi crede, appena mi avvicino va in collera.

Non dite così. Valeria vuole quello che volete voi.

Ogni mia brutta parola...

Ogni pensiero cattivo su di te...

Li cancellerò con altrettanti baci.

- Perché sei stato così crudele? - E tu, con la tua gelosia?

- E' ancora possibile? - Quando voglio una cosa, niente può fermarmi.

Anche se abbiamo poco tempo.

Due uomini che si baciano... Povera Venezia!

Si è ribaltato il mondo.

Oria!

Oria, svegliati! Vai alla finestra, guarda se torna mio marito.

Non smettere un attimo di guardare!

Dall'inizio ho capito di amarti.

Amore mio!

In tutta la mia vita

non amerò mai nessuno quanto te.

Bugiardo.

No...

No, dico quello che sento.

Ti ho visto e ho pensato di essere la tua padrona.

Ora sono felice di essere tua schiava!

Signora! Signora! Il padrone è per le scale!

Svelto, amore!

Non ci rivedremo mai più. Addio, parto oggi stesso.

- Non dimenticarmi! - No.

Che devo fare?

Di' a mio marito che ho mal di testa e non voglio vedere nessuno.

Mi allontano da Venezia per sempre colmo di felicità.

Abbraccio questa città che mi lascio alle spalle

e tutte le donne veneziane.

Bellissime!

Il disegno è riuscito perfettamente, meglio non poteva riuscire.

Ne ho avuto due in una sola notte!

Non posso che lodare la dolcezza della prima

come la grazia dell'altra

e la femminilità di tutte e due.

Tutte uguali le donne.

Una volta tolti gli abiti, non sono più solo oggetto d'amore,

ma amano come noi uomini.

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