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[musica solenne in sottofondo]
[rintocchi di campane]
[musica solenne in sottofondo]
[musica funky in sottofondo]
[rombo di motore]
[musica funky in sottofondo]
[musica funky in sottofondo]
[stridio dei freni]
[rombo di motore]
- Testina? - [uomo] Dove sei?
Allora?
- Come va? - Tutto bene.
- Tutto a posto? - Bella!
- È arrivata ieri da Londra. - Bellissima!
- Di plastica? - Piano! È temperato, dai!
- Se mi scappa il ditino? - Mi girano i coglioni!
- C'è un problemino qui. - Lascia, ci penso io.
- Senti... - Eh?
- Lo sai chi mi ricordi? - Chi?
Cazzo, sei uguale.
Ma chi è?
Dustin Hoffman in Rain man. Te lo ricordi?
Che film è?
- Quello dove lui fa... - Cosa?
Dai dimmelo, cosa fa?
- Il ritardato. - Vai a cagare!
[squilli di telefono]
Vai a rispondere, vai.
- Sì, però tu fai piano. - Tranquillo.
- Mi raccomando. - Vai.
[squilli di telefono]
Pronto?
Gianni, Kemal vuole parlarti.
Ciao, Kemal. Tutto bene?
Aspetta un attimo, ti richiamo io.
[dialogo non udibile]
Anche lui è un player importante, internazionale.
Capisce che certe cose capitano. Mi dispiace, purtroppo è successo.
Siamo d'accordo.
No, non siamo d'accordo.
Non te la puoi cavare con la tua parlantina da frocio.
Scusi, ma lei chi è?
Io non la conosco neanche. La materia prima è di Kemal.
- Per cui... - La roba è anche mia, stronzo.
Strano, a me non risulta. Comunque, qual è il problema?
Il tuo problema è che devi pagare la roba.
Altrimenti ti metto il cannone in bocca
e ti faccio saltare la testa.
Capito, Gianni?
Hai una settimana.
Sappiamo dove trovarti.
[Santo] Non c'era molto da discutere. Dovevano morire tutti...
...ça va sans dire.
[uomo] Perché dovevano morire tutti?
[sparo]
[Santo] Forse è meglio cominciare dall'inizio.
Ancora oggi mi ricordo di quando siamo partiti dalla Calabria, da Platì.
Io, mia madre e mio fratello Luigi.
Siamo rimasti in treno tutta la giornata e la notte dopo.
Milano era ancora un mistero per me.
Ero convinto di andare in un posto fuori dal normale.
Ma della città, del centro, quella mattina non ho visto quasi niente.
[Santo] Mio padre si era già trasferito da tempo.
Aveva trovato una sistemazione fuori città.
E precisamente a Buccinasco,
che allora si chiamava Romano Banco.
Quattro case, non come Platì, ma quasi.
L'unica vera differenza è che faceva un freddo cane.
No, ho capito in fretta che non era un mondo nuovo.
A Platì mio padre faceva il pastore.
A Buccinasco si era reinventato muratore.
- Luigi, ne vuoi? - No, grazie.
Devi mangiare di più.
[voci dalla radio in sottofondo]
[musica western in sottofondo]
[Salvo] Mio padre era un uomo d'altri tempi.
Apriva bocca solo per mangiare e bestemmiare.
A Platì era stato affiliato alla 'Ndrangheta,
ma dopo uno sgarro era stato, come si dice in gergo, "spogliato".
Per questo se n'era andato.
Poteva andargli peggio. Ne ammazzano per molto meno.
Mario, ricordatevi il fegato alla Barzagli, sennò quella chi la sente.
Sì, papà.
Guarda come lo faccio incazzare.
Magreb!
Toglimi una curiosità.
Come vi lavate se nella vasca da bagno coltivate il basilico?
[in milanese] Barbieri, ma vai a dare via il culo!
Hai sentito che roba? È un miracolo.
[macellaio] La rivolta del Nord Africa!
[Santo] Non pensavo a fare il delinquente di mestiere,
però mi capitava di passare di fronte al bar del quartiere, il Saloon,
e allora li vedevo i delinquenti, quelli veri.
Gente che rubava e ammazzava
come io consegnavo il manzo e lo stinco di porco.
Vedevo i Gaetani, erano cugini,
non si separavano mai, sempre in coppia.
Se c'era uno, c'era sicuramente anche l'altro.
Insieme a loro c'era anche il proprietario del Saloon, Spadafora.
Erano al top della catena alimentare. In qualche modo erano figli di papà.
Avevano la strada nella 'Ndrina di Platì già spianata per le parentele eccellenti,
non come me, marchiato a fuoco dall'infamia di mio padre.
Gli portavano tutti rispetto, ma quelli non si erano sudati niente.
[rintocchi di campane]
[donna] Santo!
Vogliamo presentarti Mariangela e i suoi genitori.
- Piacere. - [donna] Anche loro sono di Platì.
- [donna] Si sono trasferiti da poco. - [ragazzo] Mario!
Domani faremo insieme il cenone di Capodanno,
così voi due vi potete conoscere meglio.
Guardala!
Oh!
Hai sentito tua madre?
Domani niente minchiate o a casa mia non entri più, capito?
Cammina.
[fuochi d'artificio]
[risate]
Diciotto.
Il sangue.
Sessantatré.
La sposa.
Trentotto.
Le bastonate.
Terna!
Lasciami!
La colpa è tua! Quello ha mancato di rispetto a tutti!
["Come prima" di Tony Dallara in sottofondo]
Come stai, bella bionda?
- Dove vai tutta sola? - Vuoi compagnia per stasera?
Dove scappi?
Dov'è che andate?
[dalla radio] Otto, sette, sei...
Cinque, quattro, tre, due, uno...
Buon anno!
[scoppio del tappo dello spumante]
["Come prima" di Tony Dallara in sottofondo]
[dialogo non udibile]
[Santo] Oggi lo chiamano Karma,
prima si chiamava semplicemente sfiga.
Ci hanno portato in centrale per colpa di quella Lambretta, a me e al Barbieri.
Risultava rubata e pensavano c'entrassimo qualcosa.
In centrale ci assegnano al Beccaria, il carcere minorile.
Però non potevano trattenerci, era un fermo provvisorio.
[squilli di telefono]
[Santo] Così hanno avvisato i genitori che potevano passare a ritirarci.
Sì?
No, mi dispiace, non conosco nessun Santo Russo.
[Santo] Giuro, mi hanno spedito al Beccaria
solo perché mio padre non mi voleva a casa.
Quattro mesi gratuiti, senza aver fatto niente.
Niente.
È assurdo, ma è così. È agli atti.
[musica triste in sottofondo]
[Santo] All'anagrafe il mio compagno di cella era Salvatore Mammone,
ma tutti lo chiamavano Slim,
anche se magro non lo è mai stato.
Però il vero benvenuto al Beccaria
l'ho ricevuto da René e i suoi.
Meglio della San Pellegrino, eh?
[in milanese] Ma vaffanculo!
Chi te l'ha insegnato il milanese? Don Bachi?
Che ti è successo?
Niente. Sono caduto dalle scale.
Prega con me.
Padre nostro
che sei nei cieli...
Sia santificato il tuo nome.
Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà...
Come in cielo, così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti...
["Cento giorni" di Caterina Caselli in sottofondo]
...come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci indurre in tent...
[suora] E non ci indurre in tentazione.
E non ci indurre in tentazione.
Ma...
Ma liberaci dal male.
Amen.
["Cento giorni" di Caterina Caselli in sottofondo]
[Slim] Oh!
- Ma ti stai passando la carta vetrata? - Problemi?
- [in calabrese] Testa di cazzo. - [in calabrese] Vaffanculo!
Sei calabrese, lo sapevo! Parlasti nel sonno ieri.
Sono calabrese solo quando dormo.
Ti vergogni?
[Santo] Slim era di Taurianova, vicino Platì,
ma antropologicamente eravamo due specie diverse.
Lo avevano condannato per una rapina con pestaggio in un bar di Lambrate.
Legnava forte, parecchio forte,
però in fondo era un bravo ragazzo.
Ci siamo presi bene quasi subito.
E quando due terroni si accordano,
per i mangiapolenta è finita la pacchia.
Meglio della San pellegrino, eh?
- Basta! - Non mi chiedi perdono?
Perdono!
[musica ritmata in sottofondo]
Andiamo.
[spari]
- [Slim] Fermi tutti! - [Santo] Collaborate e non succede nulla.
[Santo] Metti i soldi nella busta.
[Santo] Preparate i soldi!
[Santo] Riempili.
[Santo] Tutti!
[Slim] State giù!
[Santo] Non succede niente, calma.
[Slim] Su!
[Slim] Muoviti!
[Santo] Cazzo fai?
[Santo] Andiamo, andiamo.
[Santo] Andiamo, andiamo.
[spari]
[Santo] Andiamo!
[rombo di motore]
Dai, siamo in ritardo per la messa!
[grida di gioia]
["Malamore" di Riccardo Sinigallia in sottofondo]
[voci non udibili]
["Malamore" di Riccardo Sinigallia in sottofondo]
[voci non udibili]
["Malamore" di Riccardo Sinigallia in sottofondo]
Signori, Berta e Olga,
dalla Germania dell'Est e dalla Polonia.
E poi c'è lei, la nostra specialità,
direttamente dalla Swinging London, Jane.
Perché me la chiami specialità?
["Malamore" di Riccardo Sinigallia in sottofondo]
[gemiti di piacere]
["Malamore" di Riccardo Sinigallia in sottofondo]
Tu sei proprio una zoccola.
[risata]
["Malamore" di Riccardo Sinigallia in sottofondo]
- [donna 1] Mamma mia, che roba! - [donna 2] Che ore sono?
- [donna 1] Le 6. Serve un caffè. - [donna 2] E andiamo, vai.
Vuoi venire?
[vociare in sottofondo]
Ho sentito dire che stanno organizzando qualcosa di grosso.
- Cosa? - Non lo so.
Roba complicata.
Vuoi la verità?
Sei pieno di soldi, ma cerca di essere un po' brillante almeno.
È inutile che metti dieci anelli, braccialetti, la parure di diamanti,
sei pacchiano al massimo.
Capisco gli arabi che devono dimostrare la loro ricchezza con l'oro,
ma tu non sei arabo, perciò sei solo pacchiano.
Tra l'altro poi così ti fai notare.
Ma tu ti sei visto?
In che senso?
- Sembri un barbone. Come cazzo ti vesti? - Ho detto che puoi parlare?
Signori, come va? Tutto bene?
Tu chi cazzo sei?
Scusatemi, non vorrei sembrare invadente,
ma siccome so che siete i più forti qua in zona,
anzi no, in tutta Milano, direi,
volevo dirvi che se avete bisogno, se vi serve una mano,
qualsiasi cosa,
a disposizione.
Io ti conosco.
Sì! Tu sei il figlio di quel ladro di Pantaleone Russo.
Se non sbaglio, sei uscito da Beccaria.
Beccaria?
Beccaria, la palestra? Sì.
Diciamo che lì ho imparato a stare al mondo.
Siediti qua.
Sì, mi stavo sedendo appunto.
Vediamo quanto vali.
La conosci la gioielleria Di Mede?
Sì.
[Santo] La mia filosofia era sempre stata questa: non fare mai niente per niente.
E lì, c'era solo da guadagnarci.
Non sarei mai andato a Mede Lomellina per turismo.
Figuriamoci per una rapina. La questione andava analizzata.
L'oreficeria non è aperta a tutti. Devi suonare il campanello.
E a fianco al laboratorio c'è la caserma dei Carabinieri.
Le strade per la fuga sono viuzze strette che attraversano tutto il paese.
Basta niente per incartarsi.
[Santo] Come facciamo ad entrare?
Non possiamo farci avanti sparando. Non subito, almeno.
Fate parlare me. Ci penso io.
Sputa la gomma!
- Eh? - Sputa il "cicles"!
Merda!
Che ridi? Levati quell'anello da zingaro!
Perché ho la divisa da appuntato?
Anche a me! Ti pare che col mio fisico non faccio carriera?
Almeno sottufficiale! Così mi sento un pirla.
Facciamo un piccolo riepilogo.
Io sono il maresciallo Russo e voi i miei sottoposti, chiaro?
Mostraci il distintivo.
Eccolo il distintivo. Vi piace?
Basta cazzate. Andiamo.
[campanello]
Ci sono i Carabinieri.
Si può? Abbiamo un po' fretta, scusi.
Maresciallo, va' a cagare!
[Santo] So che nel primo cassetto al lato della scrivania
ha una calibro 38 a portata di mano e un pulsante per far scattare l'allarme.
Buongiorno a tutti. Signor Angelini?
C'è qualche problema?
No. Abbiamo soltanto una piccola pratica.
- Che pratica? - Muovi una mano e ti brucio.
Fermi! Anche voi.
Non vi muovete.
Salvatore.
Salvatore, basta.
L'hai quasi ammazzato.
- Portali di là. - Su, muovete il culo!
- [Slim] Via! - Bravi.
Signorina, anche lei.
Andrà tutto bene, dai, venga.
Fate i bravi. Vai a prendere le fascette.
- E dove sono? - Ma come dove sono? Nella valigetta!
- Stai calmino! - Che cazzo hai oggi? Sei rincoglionito?
- Li hai legati? - Sì.
[campanello]
Che cazzo fa, suona?
È Barbie. Vai, su.
Perché suona? C'è un problema?
[campanello]
Dai!
[campanello]
[Santo] Aspetta.
[musica funky in sottofondo]
[spari]
Là!
- Dove andiamo, maresciallo? - A destra.
Dai, muoviti!
Vai!
Ce l'abbiamo fatta!
Bastardi di merda!
[spari]
Ma stai buono!
[voci sovrapposte]
Ti abbiamo portato bene o no?
Ti abbiamo portato bene!
Che cazzo hai combinato?
Non hai voluto la tua parte,
ma almeno un pensierino per la fidanzata.
Io non ho la fidanzata.
Per quando ci sarà!
[Santo] La cosa che fa davvero impazzire i calabresi
è la festa della Madonna di Polsi,
anche se Milano è tutto un altro microclima rispetto alla Calabria.
Questi andavano fuori città con le famiglie a bivaccare
e ammazzare capre e capretti e a fare la scampagnata.
Nel mezzo ovviamente si discuteva di affari.
C'erano sempre i soliti,
tipo l'avvocato della 'Ndrina, Giovanni Bova,
specializzato in falsi alibi e seminfermità mentale.
Poi Giuseppe Caccamo detto Pino...
Pino.
...e il suo socio Antonio Ricò.
Ciao, Pino.
[Santo] Pure lui lo chiamavano Pino, non ho mai capito perché.
Erano specializzati in furto e rivendita di Testa Nera, le macchine da scrivere.
Come si chiama quel tipino?
- Che cazzo te ne frega? - Ma va' a cagare!
[musica romantica in sottofondo]
Serve una mano?
Non c'è bisogno, grazie.
Mi fa piacere. Lascia, ci penso io, veramente.
È pesante.
Ecco qua.
A cosa servono gli uomini sennò?
Posso fare altro?
No, Santo, grazie. Faccio da sola.
Ci conosciamo?
Allora non mi hai aiutato per farti perdonare di quella volta.
Quale volta, scusa?
La notte di Capodanno a casa dei tuoi, tanti anni fa. Ho pianto.
Lo scorfano! Cioè, Mariangela, scusa.
Mi fa piacere che ti ricordi.
Certo!
Cazzo, sei cambiata!
Sono cresciuta, tutto qua.
Sei cresciuta proprio bene.
Anche tu sei cambiato.
Prima non ti vestivi così elegante.
Trovi?
Il tempo ci ha cambiati tutti e due in meglio,
direi.
Scusa un attimo.
Parlo con mio fratello.
- Cazzo è successo? - Niente, Santo.
- Ma come? Guarda qua. - Non ti preoccupare.
Chi è stato?
- Santo, non ti preoccupare. - Dimmi chi cazzo è stato!
Spadafora.
E perché? Che hai fatto?
La scorsa notte gli dovevo dei soldi, ho perso alla bisca.
- Ma non ti preoccupare. - Quanto gli devi?
Centocinquantamila.
Non fare cazzate, Santo.
- Santo! - Che cazzo, Santo!
Buongiorno a tutti!
Santo, come va?
- Vuoi un po' di vino? - Sì, un po' lo assaggio.
Grazie, tu sei stato sempre gentile.
E perché non dovrei? Sei un bravo figliolo.
Porti rispetto,
ti sei sempre comportato bene.
Come si dice?
"Tale padre, tale figlio."
Se era per suo padre, Santo finiva morto di fame come lui.
E invece, guardate qua!
È un signorino!
È un "ramoscello"!
Il passato è passato.
Adesso festeggiamo. Salute!
No, alla tua salute!
Andate a ballare.
Forza, suonate!
[musica della banda]
[musica di tarantella]
[Mario] Mariangela non è più uno scorfano? È sbocciata come un fiore?
[Santo] È bellissima. Immacolata, una madonna.
Occhio, che poi te la devi sposare.
Io so sempre cosa devo e non devo fare.
- Ha parlato il ragioniere! - Non mi prendere per il culo.
Parliamo di questa questione.
Parliamone.
Se va bene, è un miliardo. La nostra quota è del 30%, siamo dieci.
Certo, è una gioielleria.
Non c'è cash, ma il giorno dopo monetizzi. Qui dobbiamo aspettare sei mesi.
Poi c'è il cugino di questo che lo sa,
l'altro che ha detto come si fa, Cristo e la Madonna,
alla fine restano 20 milioni e uno deve anche litigare.
Sai che ti dico?
Io preferisco le rapine. Le rapine rendono di più.
Non fa una piega, cazzo.
[colpi nel bagagliaio]
Mio padre te la farà pagare!
Ma che cazzo dici?
[grida di dolore]
- Hai capito? - Ho capito, ho capito!
- Queste cose mi fanno girare le balle! - Ho visto.
[Santo] L'avvento del business dei sequestri a Milano
fu come lo sbarco sulla Luna.
È stato liberato l'industriale rapito il 14 Gennaio.
Rilasciato a Bornago a pochi chilometri da Cassano d'Adda.
Il denaro che sarebbe servito per il riscatto...
L'industriale è stato abbandonato in catene.
[Santo] C'era il broker inglese che assicurava contro i sequestri.
Massimale 2 miliardi, e premi versati estero su estero.
C'era anche la classifica dei rapitori ai quali, se proprio tocca,
è preferibile finire in mano.
I peggiori di tutti: i calabresi. Ça va sans dire.
[Santo] La consegna del riscatto era sempre la parte più rognosa.
La madama cercava di interferire,
ma io avevo sempre le mie strategie di problem solving.
[musica funky in sottofondo]
[squilli di telefono]
Sì?
[Slim] È qui. Ha la madama in borghese attaccata al culo.
Lasciali fare. Stagli dietro.
[Santo] Quella volta ho organizzato una caccia al tesoro per tutta Milano.
Il tipo segue le indicazioni volta per volta,
si ferma, scende, legge, sale, riparte
e la Madama dietro senza capirci un cazzo.
Roba da impazzire,
ma efficace.
[musica funky in sottofondo]
[Santo] Metti il disco.
["Che vuole questa musica stasera?" di Peppino Gagliardi dal giradischi]
Va', va'!
[spegne la musica]
- Che c'è? - Meglio se vai.
Ma perché?
Mio fratello.
Vabbè, che fa?
- Dai, lasciamo perdere. - Hai paura?
Se hai paura, faccio da solo.
No, mi sono rotto di aspettare al freddo.
Allora vai, io resto.
Se non esce, me ne vado.
Vai, vai.
Me ne sto andando.
Te ne stai andando, ma sei ancora qua.
Ancora un attimo, poi me ne vado.
Eccolo!
[Santo] Ora, io ragiono così.
Tu, Spadafora, mi conosci.
Se hai dei problemi con mio fratello, vieni da me e me lo dici, provvedo io.
Ma perché devi picchiarlo?
A quel punto fargli il discorsetto era inutile. Cosa gli andavo a dire?
Non ha neanche senso, non è logico.
Gli ordino di scusarsi e in più gli devo dare i soldi?
E no.
Assolutamente no.
[Santo] Vai.
Ma che cazzo fai? Vai indietro? Vai avanti, no?
[Santo] Avvicinati.
Toccalo.
- Che cazzo... - Meni mio fratello?
[spari]
[Santo] Quello è stato il mio primo miracolo, come diciamo noi calabresi.
Noi non siamo come i siciliani,
che si riuniscono, discutono e deliberano prima di ammazzare qualcuno.
Noi agiamo in proprio, senza starci tanto a pensare.
Per Spadafora, nessuno ha sospettato di me.
Nessuno ha fatto domande.
Tutti con la codina di paglia.
Ciao.
["Che vuole questa musica stasera?" di Peppino Gagliardi in sottofondo]
[gemito]
["Che vuole questa musica stasera?" di Peppino Gagliardi in sottofondo]
[gemiti]
[Santo] C'era poco da fare.
È logico: la dovevo sposare.
[rintocchi di campane]
Da oggi sei ai domiciliari!
- E dai! - Santo.
Anche in chiesa con la gomma? Buttala!
Si fa aspettare la sposa, eh?
- Ma cosa ha Pantaleone? - Gli brucia il culo.
Tutto quel peperoncino che si mangia!
[Santo] Ma va' a cagare!
Santo!
Eccola!
[marcia nuziale in sottofondo]
Allora? Tutto bene?
[Santo] Tutta colpa del diamante che mi ha regalato Spadafora.
Uno di quelli rubati a Mede.
Quello stronzo di orafo a cui ho fatto montare la pietra
si è tenuto l'originale e me l'ha sostituito con una patacca.
Impossibile notare la differenza.
Il ladro che frega il ladro.
Quando la madama l'ha beccato col diamante rubato,
l'orafo è crollato, facendo i nostri nomi.
Una fregatura pazzesca.
Don Fortunato, fate qualcosa!
- Russo Angelo e Mariangela Assunta. - Non tirare.
Nel nome della Vergine Maria e dei vostri testimoni...
Sbrigati!
Santo, vuoi prendere Mariangela come legittima sposa?
Sì, lo voglio.
- E tu, vuoi prendere... - Sì!
Per i poteri conferitimi, vi dichiaro marito e moglie!
Nel nome del padre, del figlio...
- La mano è questa? - [Slim] Siete bellissimi!
Ciao. Poi ci vediamo, dai.
Auguri!
[Slim] Piano!
È tutto a posto! Ora sei una donna rispettabile.
Stretti, stretti.
Fate passare la sposa!
[insieme] Evviva gli sposi! Auguri!
Cazzo tiri?
I miei clienti sono persone rispettabili. Fate piano!
Santo, non preoccuparti. Risolvo subito!
[sirena di apertura porta]
[musica romantica in sottofondo]
[pianto del bambino]
E tu?
Fatti vedere, vieni qua.
[Santo] E dire che io avevo un sogno borghese all'origine.
Volevo una famiglia, una casa e un'attività.
Ma pensavo che non mi sarei mai sposato per fare le cambiali, come tutti.
E invece, mentre ero a San Vittore,
mia moglie le cambiali le ha dovute fare.
Mariangela era tornata dai suoi
e aveva trovato un lavoretto a domicilio per mantenere lei e il piccolo.
Cuciva abitini da bambola, mille lire al pezzo.
Non ero formalmente affiliato al clan per colpa dello sgarro di mio padre.
Quindi, mentre io non c'ero, nessuno ha aiutato mia moglie.
[gemiti]
[Santo] Non potevamo andare avanti così.
E allora mi sono dato da fare.
[Santo] Colore di merda!
Il traffico d'auto rispetto agli affari della Mala è davvero una cosa buona.
Ha 118 mila chilometri, quindi stai giù.
[Santo] I Gaetani avevano un buon sistema.
Si guadagnava tanto rischiando poco
ed era una cosa pulita.
O quasi.
[Slim] Là c'è un buco.
[Mario] Sono due gambe in meno per quel segno sulla radica!
[Slim] Abracadabra!
[Slim] Uno...
...due...
...e tre.
- Io lì non vedo 15 milioni, mi dispiace. - In che senso?
Avevamo detto 15 milioni.
- No, sette e mezzo. - Due Alfa Sud sette milioni e mezzo!
- Barbie... - Non chiamarmi Barbie!
Ci chiami tua sorella che l'ho chiavata a quattro anni!
Che cazzo dici?
- Lascia stare mia sorella! - È arrivato il giapponese!
[voci sovrapposte]
[Santo] Seconda cosa: mattone.
Un centro congressi qui, un residence di 28 appartamenti lì,
e zitti zitti abbiamo cementificato tutta la periferia.
Mettersi i subappalti in tasca era facile e poco rischioso.
Quasi tutti capivano che a fare affari con noi c'era solo da guadagnarci.
[esplosione]
[Santo] Ma c'erano anche quelli che non capivano.
[lamenti]
[sparo]
[sparo]
[Santo] E poi, c'erano i miracoli.
[Santo] Posso dire di non aver mai ammazzato qualcuno che non lo meritasse.
[sparo]
[fischia]
[Santo] Uomini di malavita che sapevano a quali rischi andavano incontro.
[spari]
[spari]
[sparo]
[Santo] Dopo Spadafora ne sono venuti molti altri.
[Santo] Faceva parte del lavoro.
Erano esuberi e io tagliavo il personale.
[Santo] Non ne vado fiero, ma a volte era necessario.
È la legge del capitalismo. Ça va sans dire.
[Santo] Mia moglie non sapeva niente, ve l'ho detto.
Tenetela fuori da questa storia.
Seguitemi, vi mostro la prima stanza.
Qua abbiamo un luminosissimo open space, come vedete.
Vista su tutta Milano.
Qua abbiamo luce tutto il giorno, sia a est che a ovest. È una chicca.
- Ti piace? - Sì, è bellissima.
[Santo] Non avrei più cercato un lavoro onesto.
Che prospettive avevo? Guadagnare un milione e mezzo al mese?
E come sarei andato avanti?
Ho tenuto per ultimo il pezzo forte della casa.
Vogliamo finire col botto, no?
[Santo] Vai avanti, che ti seguiamo. Non ti preoccupare.
- Ti piace? - Sì.
- Non ti vedo convinta. - No, mi piace!
Ti vedo titubante. Che c'è? Se vuoi, non la prendiamo.
No. Prendiamola!
- La prendiamo? - Sì.
Di qua. Occhio al gradino.
Signori, guardate un po' che spettacolo.
Ditemi se questo terrazzo non è il top.
Che bello, Santo! Siamo vicini alla Madonnina.
Ti piace?
Sarebbe stupendo abitare qua.
Certo, amore. È uno status symbol.
[musica romantica in sottofondo]
È arrivato il "cumenda"!
[Santo] Allora?
Prendi.
Allora? Com'è?
Tutto bene.
- Tutto a posto? - La mia bambina è al sicuro qui con te?
Ora ho il garage del parcheggio,
ma appena faccio due soldi, tiro su un autosalone.
Sì!
[rumore di incidente e vetri infranti]
No, no! Cazzo! Ma porca troia!
Ma sei cretina? Non ci vedi?
Guarda che danno!
Che danno! Il fanalino! Guarda che roba!
Guarda, guarda!
Ma dai!
- Mi è arrivato così, all'improvviso. - No, è colpa tua. Non scherziamo!
Qualche problema?
Ecco, è arrivato il paladino delle sciacquette!
Scusa, che hai detto?
Ascolta, bello, partiamo da un presupposto.
Quel giocattolo è una Porsche.
E la cogliona della tua amichetta me l'ha ammaccata!
E quindi?
Ma quindi, cosa?
- Guarda, risolviamo subito. - Non ti preoccupare, ci penso io.
Dai, chiedi scusa.
Non ci penso neanche. Macché chiedere scusa!
Non vuoi chiedere scusa?
Ascolta, leggi il labiale: no.
- Grazie. - Ma poi chi cazzo sei?
- Ahi! - Che cazzo fai?
Chiedi scusa!
- Basta! - Chiedi scusa.
- Scusa! - Anche in ginocchio!
- Grazie. - Scusa...
Chiedi scusa in ginocchio.
- Scusami. - [Santo] Bravo.
E adesso ti levi dal cazzo.
Dal cazzo!
Hai capito?
Frocio del cazzo!
Fuori dalle balle! Vattene!
Sparisci, bravo.
Ma vaffanculo!
C'è della gente in giro...
Tutto bene?
Sì, mi ha solo presa a parolacce, cose che capitano.
La ringrazio per essere intervenuto,
ma non c'era bisogno.
Buona giornata.
- Scusi, ma ci siamo già visti io e lei? - Non saprei.
A Brera?
A Brera?
Sì, in qualche posticino...
Frequenta le mostre, gli eventi dell'Accademia?
Sì, sì...
Sì, qualche volta.
Tipo?
Tipo...
Così su due piedi non mi viene.
I nomi non me li ricordo mai.
Va bene. Grazie ancora, ciao!
Comunque l'avevo capito che eri un'artista.
- Da cosa l'hai capito? - Beh...
Dal portamento francese, da come cammini...
Dal portamento francese?
Ok.
No, siccome io ho un attico in Via Torino,
in centro qua a Milano,
devo risistemarlo, è un loft, un open space,
magari lei mi può aiutare.
A dire il vero, faccio murales, tromp l'oeil.
Appunto! Murales è perfetto, ci sono dei muri bianchi pazzeschi!
Se mi dai il tuo numero...
Questo è il mio bigliettino.
Sono molto impegnata, semmai posso consigliarle qualcuno.
Annabelle?
Annabelle.
- Una così non te la darà mai. - [in milanese] Vaffanculo.
- Stai attento alla bambina! - E stai sereno!
[Annabelle] Mi sono detta: "Parigi è morta".
Accademici tromboni dappertutto.
Una noia mortale.
Così un bel giorno ho fatto le valige e me ne sono andata.
Milano mi piace.
Si respira aria di rivoluzione,
di sperimentazione,
contaminazione.
Mia madre non l'ha presa bene, voleva che restassi in Francia.
Ha paura dei rapimenti, delle sparatorie per strada.
- Pensa un po'! - Pensa te! A Milano poi.
Ma quel periodo è finito. Milano è cambiata.
Criminali, terroristi, non se ne vedono più.
No, infatti, non c'è più quel contesto...
...che c'era una volta, un tempo...
La stessa situazione politica, voglio dire...
[cameriere] Signori.
Avete deciso cosa ordinare?
Sì, per me una trota salmone fumé con polenta viola,
e niente bacche di ginepro, grazie, sono allergica.
Per lei?
Due.
Gradite del vino?
Come abbinamento ci vuole un buon vino scuro delle langhe.
Ça va sans dire.
Giusto.
Che vino vi porto?
Quello che ha detto lei. Ça va...
- Scusi, può ripetermi... - Quello che ha detto lei! Che annata c'è?
Un Barolo, riserva.
- Grazie. - Abbiamo un '72 in cantina.
[in francese] Ti va bene?
Sì, va benissimo. Ci porti quello lì, grazie.
[cameriere] Ve lo porto subito.
Non...
Non era il nome di un vino.
"Ça va sans dire" è un modo di dire, come "va da sé", "è ovvio".
Lo so, stavo scherzando.
Era uno scherzo, non ha capito.
Tu dove hai studiato
per diventare imprenditore?
All'università di Buccinasco.
Non esiste l'università di Buccinasco.
Esiste eccome. Ed è anche migliore della tua, fidati.
Bella risposta.
Sei simpatico per essere un uomo d'affari.
E tu sei molto intelligente.
Si vede che hai studiato.
Quando parli, sembri proprio un vocabolario.
Vado un attimo alla toilette.
Che spettacolo!
Cazzo guardi?
[Annabelle] È la prima volta che esco con uno come te.
Che intendi? Un imprenditore?
Un irrisolto.
È grave?
Per queste cose si va da un analista.
Comunque ti sbagli, io sono risoltissimo.
Ricordati di rimetterla appena torni a casa.
Comunque non è come pensi.
È un problema tuo, non mio.
Dove ti accompagno?
A casa tua.
Non mi fai vedere l'appartamento che devo dipingere?
E già!
A casa mia!
Devi dipingere l'appartamento, me l'ero scordato.
[Santo] Per quanto mi riguarda,
non mi sono mai considerato parte della 'Ndrina dei Gaetani.
Non volevo essere un dipendente.
Avevo nel sangue lo spirito imprenditoriale.
Come i grandi self-made men che sono partiti dal niente.
Ormai ero un veterano e volevo mettermi in proprio,
senza dover seguire quei due sottosviluppati.
Hai visto quanto spazio?
Ci servirà appena il commercio tira.
[Santo] Grazie ai siciliani di Trezzano sul Naviglio
ho conosciuto Michele Ventura.
[Santo] Lascia, faccio io.
Dimmi come funziona.
L'eroina è il futuro, Santo.
Fidati di un coglione
e ti faccio guadagnare 100 milioni al mese.
Ma come?
Importiamo il prodotto grezzo e lo raffiniamo qua.
Diventiamo factotum.
Riempiamo le piazze, le strade e i salotti di roba.
Investiamo parte dei proventi in Borsa
e il resto lo mettiamo in Svizzera.
Ti sembra assurdo? È la prassi.
Ci vuole spirito imprenditoriale e pragmatismo nella vita.
Mi segui?
Ça va sans dire.
Quanto hai detto?
Cento milioni al mese?
Cento milioni al mese.
Mica male.
Carlo Alberto, sbrigati o non ci fanno più entrare all'asilo.
- Lo vuoi un caffè? - Sì, grazie.
Dove sei stato stanotte?
- Stanotte? - Sì.
[in calabrese] Sei tornato alle due.
Amore, non parlare in dialetto, non diamo il buon esempio, anche a lui.
Lui già percepisce tutto.
Ho pensato che mi piacerebbe iscrivere Carlo Alberto dai Salesiani.
Va bene, informati e lo iscriviamo.
- Mi sono già informata. - E quindi?
E quindi è lontano, ci metterei una vita ad accompagnarlo.
Ho capito, è per l'appartamento in centro.
Sì, era bello, però a Buccinasco stiamo meglio.
C'è il verde, i bambini giocano, ci sono i nostri amici.
Tu pensa lo stress accanto al Duomo!
Il traffico, lo smog, inquinamento, e poi ci sono gli scippatori.
Non voglio vivere in quel bordello.
- Forse hai ragione. - Certo che ho ragione.
Ma che c'è?
Niente. Perché?
Non lo so, sei giù.
Sei poco brillante. Non sei brillante.
Non c'è da vergognarsi, non è più come prima.
Oggi si va dall'analista.
Io non ho nessun problema.
Non sto dicendo questo. Non mi fraintendere.
- È solo che secondo me sei un po'... - Un po'?
Sei irrisolta, ecco.
Ehi, papà va a lavorare.
Non far arrabbiare la mamma.
Fai il bravo.
- Ciao! - Ciao, ciao.
Ti fisso un appuntamento.
Santo.
Non è che sei immischiato con la droga?
Fai la brava, ciccia.
Ma sei scema?
[Santo] Nemmeno i Gaetani sapevano di Annabelle.
E io ho sempre negato per prudenza.
[Fotografo] Bella.
Direi di farla più stretta.
[Fotografo] Sì, dopo.
[Santo] Il mondo mafioso è uguale dappertutto.
Buscetta era considerato inaffidabile perché aveva l'amante.
Ma io alle regole d'onore non ci crederò mai.
Se ai pezzi grossi come i Gaetani
capita l'occasione di un picciotto che va in carcere per un po',
stai sicuro che con la scusa di aiutarlo,
dai oggi e dai domani, provano a tampinargli la moglie.
Lei che lavoro fa?
Scriva "imprenditore".
Di cosa si occupa in particolare?
Beh, costruzioni.
Russo S.r.l.
Diciamo che operiamo nell'ambito dell'edilizia commerciale, residenziale.
- Hai visto le palazzine nuove a Segrate? - No.
Le abbiamo fatte noi.
Se hai bisogno...
...manutenzione, ristrutturazione, mi chiami.
Ti faccio un buon prezzo. Ça va sans dire.
Grazie.
[Santo] Era ora di allargare la rete.
I calabresi stavano per inondare Milano di eroina.
[musica funky in sottofondo]
[rumore metallico]
["Self control" di Raf in sottofondo]
[Santo] L'idea dei tossici sommelier fu mia.
Le grandi aziende fanno i focus group per testare il prodotto?
Perché dovevamo essere da meno?
Il tossico prova la roba e vede quanto gli dura la fattanza.
In base alle loro risposte, tagliavamo la roba
e stabilivamo il prezzo.
Se vuoi stare sul mercato, il prodotto deve piacere al cliente.
Io ragiono così.
Com'è?
Bene, eh?
Questa la tagliate a quattro!
- Questa a quattro! - A quattro!
L'ho già detto io, perché ripeti?
- Non rompermi i coglioni. - Vai a cagare.
["Self control" di Raf in sottofondo]
Allora, com'è?
Cosa? Non fa un cazzo?
Ma vaffanculo!
Tagliatela a due questa.
Vaffanculo!
Tagliatela a due.
Se la prende con mio cugino?
Ah, è tuo cugino?
["Self control" di Raf in sottofondo]
Oh! Oh, com'è?
- Cazzo, è morto. - Lo abbiamo perso?
È buona?
A otto la tagliate questa!
- È buonissima! - Otto! Sì!
A otto, questa a otto!
[musica elettronica in sottofondo]
[dialogo non udibile]
[musica elettronica in sottofondo]
[gemiti]
[musica elettronica in sottofondo]
[gemiti]
[musica elettronica in sottofondo]
[vagito]
[Santo] La forza di noi calabresi era che non abusavamo del prodotto.
Se lo fai, diventi un pericolo.
La parola d'ordine è...
..."enfatia".
Enfatia come simpatia, se volete.
Obbediamo
ai movimenti dell'enfastico,
il fantastico entusiastico.
La meraviglia dell'orgoglio infantilista, dell'esibizionismo.
Dobbiamo essere opportunisti
e specialisti
di ciclopismo enciclopedico
che ci fa monocheggiare
tra le voci della vita stilizzata
classificata dalle enciclopedie.
Noi tutti dobbiamo pretendere il diritto
all'espatrio sul quarto mondo extraterrestre,
al riparo dalla minaccia enfatomica.
[artista] Il pianeta dell'enfarte.
Il pianeta dell'enfasi
che si fa arte.
Bravo!
Bravissimo, proprio...
- Grazie. - Ti presento Santo.
- Ciao, piacere. - Piacere.
- Dov'è l'opera, scusa? - È lui l'opera.
Sei un attore? Un mimo?
No.
Sono un concetto.
Come? Cosa vendi? Non ho capito.
Estro.
E l'estro è astratto.
Mi prendi per il culo?
- Lascia stare. - Vende l'estro!
Santo si occupa di affari, non sa cos'è l'arte.
No, non è vero, so cos'è l'arte.
Fammi capire come funziona questo concetto dell'estro.
- Scusaci. - Sto parlando con lui...
Stavo chiedendo come funziona l'estro.
Hai deciso di rovinarmi la serata?
E poi che ci fai qui? Non avevi da fare?
Fino a prova contraria, questa è anche casa mia.
Mi sembra di stare ai patti.
Non avevamo detto che la nostra sarebbe stata una relazione aperta?
Infatti...
Ti è venuta all'improvviso la calabresite?
Calabresite, io?
Ho perfino accettato di condividerti con la tua signora,
mi pare.
[porta che si apre]
Signora Russo, venga.
- [dal mangianastri, uomo] È pronta? - [Mariangela] Credo di sì.
[uomo] Quando vuole.
[Mariangela] Mi scusi, sono un po' stanca oggi.
E ha già due figli?
Si è sposata molto giovane.
E che dovevo fare?
Non ha mai pensato di lavorare, di rendersi indipendente?
[Mariangela] Quando guardo i miei figli, mi sento realizzata.
E mi va bene così.
E quando guarda suo marito?
Quando guardo lui, penso tante cose.
Penso a cosa gli passa per la testa.
[Mariangela] Mio marito ha sempre in testa altro,
progetti, idee, ambizioni.
Ma che gliene importa di me?
Finché può pagare qualcuno per ascoltarmi, va bene.
Dopo tanti anni di matrimonio, io non so più cosa pensa.
[Mariangela] Non so nemmeno se mi voleva davvero.
Certo, mi ha sposata e ci tiene ai nostri bambini.
Non gliene faccio una colpa se non mi ama.
In fin dei conti, lui non ama nemmeno se stesso.
Vuole essere un'altra persona, vuole sicuramente un'altra vita.
Senza di me.
Signora, crede che suo marito la tradisca?
Ma come vi permettete?
Mio marito è un uomo rispettabile. Come le viene in mente?
Come è successo?
L'hanno trovato le guardie per strada.
Era completamente sbullonato.
E con la roba addosso.
Slim è sempre stato un coglione,
ma ora è veramente fuori controllo.
Se canta, sono cazzi per tutti.
Ma non ti sei mai accorto che l'amico tuo era un tossico?
No, non me ne ero mai accorto.
Ora lo tiriamo fuori, no?
Abbiamo un problema.
Chiamiamo Bova.
Guarda che Bova è il problema.
Bova è il problema.
Ci sono state difficoltà nella trattativa. Slim c'è dentro fino al collo.
[Santo] In mezzo tra la malavita e lo Stato, ci sono gli avvocati.
Arrivisti e mascalzoni che pensano solo a se stessi.
Persone capacissime di far arrestare un altro
per ottenere la scarcerazione del loro cliente.
Ed era quello che voleva fare Bova.
Fottere Slim per liberare un altro detenuto.
Quanto ti hanno pagato quelli di Trezzano?
Ma che dici?
Ascolta, abbiamo sempre chiuso un occhio sui tuoi giochini di prestigio.
Non ce ne frega un cazzo della cresta che fai sulle quote del giudice Massari.
Quelli sono cazzi vostri.
Tu sei furbo, lui è fesso.
Ma per caso hai preso per fessi anche noi, avvocato?
Santo, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per Salvatore.
Obiezione. Cazzata.
Facciamo così.
Tu parli coi tuoi amici in questura e lo fai uscire.
Ti stiamo dando un'altra possibilità.
Come è che si dice? Il cliente ha sempre ragione, o no?
Non lo posso fare.
Non posso tirarmi indietro.
Se non faccio uscire il loro uomo, i siciliani vengono a cercarmi.
Vorrà dire che dovrai fare una scelta.
Mi sembra ragionevole.
Vedi, io ho sempre detto a tutti che eri bravo.
Sei bravo,
ma nessuno è indispensabile.
Non te lo dimenticare.
Signore, benedici questa casa.
Signore, benedici questa casa.
Signore, benedici questa casa.
Santo dov'è?
Non c'è. Prima della benedizione dovrebbe venire da lei a confessarsi.
Ci sono problemi?
Mio marito non rispetta l'impegno preso davanti a Dio.
Non fare come lui, non perdere la fede nel matrimonio.
Lei non sa di cosa è capace.
No, non voglio entrare nei dettagli, per carità.
Se Santo persiste nel peccato, tu che sei una donna devota, devi pregare.
Devi pregare per la salvezza della sua anima e dei vostri bambini.
Pregare, pregare, la Madonna ci ascolta.
Mi prometti che ti vedrò di più in chiesa?
- Lo farò. - Bene.
Allora io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio
e dello Spirito Santo.
- Amen. - Amen.
Fatti un bicchiere, sei a casa adesso.
Come andiamo, Slim?
Bene, eh?
Ora che sei tornato, dobbiamo parlare.
Abbiamo deciso, Bova deve morire.
Quel bastardo voleva lasciare te in prigione
e voleva liberare quel fottuto siciliano.
E noi lo leviamo dai coglioni,
quel sacco di merda.
E lo devi fare tu.
Ma siete sicuri?
Siamo tutti d'accordo.
Ma chi si occuperà delle questioni legali d'ora in poi?
Morto un papa se ne fa un altro.
Ma non so se me la sento.
Fammi questo favore.
- Salute. - Alla salute.
[musica di tensione in sottofondo]
[sparo]
[respiro affannoso]
[musica di tensione in sottofondo]
Cazzo.
A casa mia vengono a rubare! Bastardi, figli di puttana!
- Chi stai chiamando? - I bambini stanno bene?
Li ho appena messi a letto. Chi stai chiamando?
- Sto chiamando chi so io. - Santo...
Come che è successo? Ci hanno derubati!
Santo...
Santo, guardami. È tutto a posto.
Non ho più bisogno adesso.
- Ma che hai fatto ai capelli? - Niente.
Solo non ne ho più bisogno.
- Hai dato via la roba? - Sì.
Ho dovuto farlo, per la tua salvezza.
Le tue colpe sono diventate le mie. Non devi più avere paura.
Amore, tu non stai bene.
Ti serve l'esorcista, non lo psicanalista.
Ma non capisci? La Madonna avrà pietà di te,
anche se tu non ne hai per nessuno,
nemmeno per le persone che ti amano.
Ascoltami bene, tu adesso fai una bella cosa.
Li chiami e ti fai ridare tutto.
Capito? Tutto! Ogni singolo orecchino.
La pelliccia, l'ermellino, tutto, cazzo!
È chiaro? È tutta roba mia, l'ho comprata con i miei cazzo di soldi.
Chi hai chiamato? Chi cazzo hai chiamato?
Quegli stronzi della parrocchia di Buccinasco, eh?
O quelli di Corsico?
Li chiami e ti fai ridare tutto, chiaro?
Cazzo!
Fidati di me, Santo. È l'unico modo.
Ma che cazzo dici?
[porta che sbatte]
[dialogo non udibile]
[musica di tensione in sottofondo]
[musica in crescendo]
["Kick the funk" di Robin Aristo in sottofondo]
["Kick the funk" di Robin Aristo in sottofondo]
[in francese] Ma che hai fatto?
L'hai quasi ammazzato.
Sposami.
Io so chi sei veramente.
E sono sicura
che posso farti felice.
[Santo] Senti, Carlo Alberto.
Papà ci sarà sempre, hai capito?
Hai capito?
Tu adesso diventerai l'uomo di casa.
Ok.
Andiamo al punto.
Devi dire una cosa alla mamma da parte mia,
ma devi ripeterla esattamente come te la dico io adesso, è importante.
Se è importante, perché non glielo dici tu?
Deve sentirlo da te, sennò poi la mamma si intristisce.
Hai capito?
Dai.
Allora...
Allora...
Magari non subito, ma presto anche mamma capirà
che è la soluzione migliore per tutti.
E anche se non vivremo più insieme,
non ci farà mancare mai niente.
["Che vuole questa musica stasera?" di Peppino Gagliardi in sottofondo]
[campanello]
Lei sa chi sono, vero?
Posso entrare?
Prego.
Immaginavo che sarebbe successo prima o poi.
Lui le ha parlato di me?
Sì, qualche volta.
- Signorina Bermont... - Annabelle.
Annabelle. Lei prega?
- Io? No. - Certo che no.
Ma non la giudico per questo, non spetta a me.
Posso sedermi?
Sì.
Lei crede di conoscerlo, ma non è così.
Se lui non ha avuto la forza di confessarsi, allora dovrò farlo io.
Per il bene di Santo
e per la salvezza della sua anima.
Le sue colpe sono diventate le mie.
Ho assunto su di me i suoi peccati perché gli volevo bene.
Ma d'ora in poi dovrà essere lei a farlo.
Se lo ama, deve essere pronta anche a questo.
Non capisco.
Il nostro Santo è un ladro.
È un assassino.
Ha rapinato, ucciso, sequestrato.
Lui insieme ai suoi amici di Corsico e Buccinasco.
Anni fa poteva finirci lei nel bagagliaio della sua auto.
Ora capisce perché deve pregare per lui?
Mi prometta che lo farà.
[Santo canticchia]
Annabelle?
[Santo fischietta]
Annabelle?
Annabelle?
È una cena di raccolta fondi. Prendete gli zaini.
Ma che si aspettavano?
La mia onlus fa beneficenza, non carità, è chiaro?
Vuoi dirmi che questa gente non può permettersi 5 milioni a tavolo?
[musica funky in sottofondo]
Santo!
[Mariangela] Noi andiamo.
[musica funky in sottofondo]
- Scusi un attimo. - Prego.
Vuole fare una pausa?
Per me possiamo procedere.
[procuratore] Molto bene.
[procuratore] Perché i Turchi e Attanasio dovevano morire?
Come, scusi?
Perché dovevano morire tutti?
Il casino era scoppiato dopo una colossale zanzata.
[Santo] Una truffa.
Avevamo fregato 100 kg di eroina ai Turchi.
[Santo] Io e i Gaetani eravamo riusciti a incamerare dai Turchi 100 kg di eroina
senza pagare una lira.
Succede in un certo tipo di affari.
Il gentleman agreement è ciò che conta.
Purtroppo è successo. Che possiamo fare ormai?
[Santo] Ci aspettavamo una spedizione punitiva.
Non avevamo a che fare con degli scemi.
E invece niente, niente.
Piano piano ce ne siamo dimenticati.
Non so come ci hanno trovati.
Neanche sapevano il mio vero nome. Gli avevo detto di chiamarmi Gianni.
Gianni...
Kemal vuole parlarti.
[Santo] E mi hanno chiamato così fino alla fine.
È chiaro, Gianni?
[Santo] Ho fatto la parte del Vincenzo. Dello scemo.
Erano armati. Che altro potevo fare?
Quello che è successo dopo è stata solo una logica conseguenza.
Che c'è, sei nervoso?
Che c'è! Fa un freddo infame.
Non ti sento brillante.
Stai tranquillo, è l'ultima volta.
Arrivano.
[musica di tensione in sottofondo]
[sparo]
[sparo]
[spari]
[spari]
Gianni...
Gianni...
Sparisci.
Fuori dalle balle. Vai!
[sparo]
[voci non udibili]
[voce non udibile]
[musica malinconica in sottofondo]
[voce non udibile]
[musica malinconica in sottofondo]
[voce non udibile]
[musica malinconica in sottofondo]
[Santo] Quel pirla di Nuri
è stato arrestato a Brescia mentre spacciava neve.
Mi ha messo in mezzo, ha raccontato ogni cosa.
Ho sentito che è crollato quasi subito.
C'è anche qualcosa da parte di Mario. So che non è molto.
Non dovreste essere voi a occuparvene.
Mario dice che ha provato a parlare coi Gaetani,
ma loro insistono che devi avere pazienza.
Ma che cazzo dicono?
Faccio mica il cottimista che se lavoro mi pagano, sennò no.
Faccio parte dell'organizzazione solo quando gli conviene.
Dicono di essere fermi e che in cassa non hanno liquidi.
Sì!
I bambini?
Stanno bene.
C'è anche una buona notizia.
Ho sentito l'avvocato Tropea.
Un altro di quelli buoni!
È riuscito a ottenere il trasferimento in un'altra struttura.
- Mi trasferiscono? - Sì.
Dove?
A Bergamo.
Dice che le condizioni sono migliori.
Scusi, si può fumare qua dentro?
[Santo] Lo sapevo io cosa c'era a Bergamo. Anzi, chi.
Una colonia di platioti,
tutti parenti dei Gaetani, amici e galoppini.
Gente che sta dentro da anni e anni ancora ci deve passare.
Gente che non può negare un favore ai capi della locale.
Ovvio, mi volevano ammazzare.
Che c'è?
Non sei contento?
Non era quello che volevi?
Amore mio...
Qualsiasi cosa accada,
voglio che tu sappia che ti amo,
anche se te l'ho detto poco questi anni
e sono stato un cattivo marito.
Ma io ti amo.
Hai capito?
- Hai capito che ti amo? - Non ti sforzare.
[campanella]
Ci vediamo tra una settimana.
Forse ti porto i bambini.
Mariangela...
Ho bisogno che tu me lo dica.
Mi ami?
Ça va sans dire.
[battito amplificato del cuore]
[battito accelerato]
[battito accelerato]
Cosa è successo?
Niente di grave. Ti rimetterai presto.
Non c'è niente di cui avere paura.
[battito amplificato del cuore]
[suora] Pentiti, Santo.
Pentiti.
Pentiti.
Il pentimento non c'entra, Russo.
Mi faccia almeno la cortesia di ammetterlo.
Lei non mi ha chiamato perché ha capito di aver sbagliato.
L'ha fatto per calcolo, per salvarsi la pelle.
Costi e benefici, profitti e perdite, come sempre.
È la sua logica, Russo. Ed è più spietata di lei.
Ça va sans dire.
Allora, procuratore? Ce lo abbiamo questo accordo o no?
Ça va sans dire.
Carabinieri! Mani in alto!
[voci indistinte]
Piano!
[scatti di macchine fotografiche]
[Santo] Ora l'obiettivo numero uno dei calabresi sono io.
E lo sarò per sempre.
Dopo il processo non ho più visto mia moglie né i miei figli.
È andata così, pazienza.
Ma le perdite che ho sofferto me le porterò dentro finché campo.
[Santo] Vivo in un posto fuori dal mondo,
ma almeno non rischio di uscire e trovarmi gente di Platì.
Cioè, sarebbe il massimo della sfiga.
- [dialogo in francese, Santo] Buongiorno. - [donna] Buongiorno.
- [Santo] È maschio o femmina? - [donna] Maschio. Il suo?
- [Santo] Maschio. Non si vede? - No!
- Non sei di qua, vero? - No, sono italiano.
- Davvero? - Sì.
In Italia, dove?
- Sono di Milano. - Ok.
[Santo] Ho conosciuto un'altra persona. Non sa nulla di me.
Mi conosce sotto falso nome.
[dialogo non udibile]
[Santo] Potrebbe essere la compagna perfetta per una nuova vita.
O sbaglio?
["Malamore" di Riccardo Sinigallia in sottofondo]
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