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- Cesira, ti sei fatta il bagno? - S�.
- Ti sei lavata con la saponetta? - S�. Ma guarda che domande!
Spartaco ha detto che vorrebbe essere quella saponetta.
- Che voleva dire? - Niente.
Sbrigati, sono 2 ore che stai seduto l�!
- In treno vanno al bagno? - S�, ma tengono la porta chiusa!
- Certo, quelli sono signori! - Che ragazzino!
Cominciamo! Chi sta in porta?
- Doveva starci Armando. - Ma come al solito � andato a giocare a Tivoli.
- Lo hanno portato a Civitavecchia. - Adesso anche l�!
Morbillo, gli hanno messo le manette e ora gioca con la Squadra Mobile!
Sempre cos�! Ora chi metto in porta domenica?
- Amilcare esce domenica. - A che ora esce?
- Tu lo devi sapere! - Alle 11, quelli sono precisi.
Alle 10,15 ti registrano, alle 10,30 ti consegnano i vestiti,
- alle 11,OO aprono i tre cancelli. - Abbiamo risolto.
- Hai fatto pace con Amilcare? - S�, ieri a Regina Coeli.
Digli che domenica alle 2 c'� la partita!
Dopo tre mesi che sta in galera lui viene a giocare? Sei matto!
- C'� il fratello di Cesira. - E' uscito tuo fratello?
- Esce in settimana. - Non gli avevano dato tre anni?
A quello piccolo, I'altro esce in settimana.
Speriamo bene, con dieci giocatori come voi, perderemo.
I migliori giocatori di Tiburtino Ill stanno al Terzo Braccio.
Dovrebbero comprare i giocatori al Terzo Braccio, non in Argentina.
- Ma il direttore non li vende. FISCHIO D'INIZIO
- Cesira, sei una "sventolona"! - Bambola! - "Fatalona"!
- Smettetela! - Stai zitta!
Spiritosi! Perch� si divertono proprio con me?
- Forse perch� sei come MARILINA. - Perch�?
Dicono che quando fa la doccia, non riesce a bagnarsi i piedi.
- Cesira, tu non ti bagni neanche i calcagni. - Basta!
Era un complimento!
Ragazzi! Il pallone � da quella parte!
- Ma Cesira sta di I�! - Cesira, anche tu ci volevi!
Cesira! Cesira!
- Basta! - Non sei contenta? Hai un fisico che ti aiuta! - Giusto!
Mi aiuta a perdere il lavoro! Ho dovuto cambiare 5 impieghi!
Mi aiuta a farmi pizzicare dai principali
che non sanno stare fermi. Sono anche sposati!
- Quelli sono i migliori! - Per� ci sono anche i principali perbene.
Dove stanno? Anche noi facciamo le commesse.
Ora lavoro da una persona perbene. Non � sposato ed � un bell'uomo.
Lavoro l� da una settimana e non mi ha mai guardata.
- Forse � come il figlio della signora Giulia. - No.
- Se non ti guarda, dev'essere... - No, � una persona perbene.
- Come si chiama? - Raimondi.
- Raimondi? - Che vuoi?
- Che hai ottenuto dalla nuova commessa? - Una botta in fronte.
Una botta in fronte dovete dare a quel delinquente!
- La botta in fronte I'hai presa tu. - Di chi parli? - Di Cesira.
La commessa che ti ho mandato.
Gol! Non mi hai fatto vedere!
- Facciamo la rimonta! - Macch� rimonta! La Roma vince 3 a 1!
Chi ha segnato per la Lazio? Lo voglio abbracciare!
- Burini. - E lo volevano vendere!
A proposito di "burini", non � venuto quel burino di tuo fratello?
- No, non voleva vedere perdere la Roma. - Poverino! - Tu ci speri?
- Volete fare una scommessa? - Noi non ci approfittiamo dei morti.
- Volete scommettere? - Se la Lazio perde, vai a casa in mutande.
Come I'anno scorso! Aveva le mutande a righe!
- Va bene. - Allora ti piace farti vedere le gambette!
- Oh! Fallo di mano! - Fallo di mano?
A proposito di fallo di mano, ci hai provato con Cesira?
E' una ragazza perbene, ha lavorato in tutti i vostri negozi,
voi dicevate di avere la commessa "bona" e non avete concluso nulla.
- E' come una partita di calcio. - E' vero.
Ha toccato con le mani e lei gli ha dato un calcio di punizione!
- Sto parlando di te. - E' vero, ho ancora il ginocchio gonfio.
Se si licenzia da te, andr� da Cesaretto. Ma con te "ci star�".
No, � una brava ragazza. Secondo me ci sta solo dopo il matrimonio.
Infatti noi che stiamo dicendo? Dopo il matrimonio!
- Noi tre siamo sposati. - E furbi!
Non ti capisco, non approfitti di quelle referenze che ha?
- O sei fesso, oppure non ti piace. - E' fesso anche se non gli piace.
- No, a me piace! - Anche a me!
Stavo per innamorarmi! A me piacciono i tipi gentili, delicati.
Dai un calcio in bocca a quella carogna! Forza Roma!
4a 1!
Cesellatore! Sei Benvenuto Cellini?
- Raddoppi? - No, mi accontento di restare in mutande.
- Gi� i calzoni. - La Lazio � disinteressata, signorile.
Alla Lazio non importa il risultato finale, preferisce il bel gioco.
ll gioco ad uncinetto, a "crocher", a punto Sangallo.
- Laziale, ballaci il calipso! - Il calipso!
- Marlene, ti sei ingrassata dall'altr'anno! - Che bei polpacci.
Canti "L'Angelo Azzurro" per fare addormentare tutti?
- Baciare la vecchia! - Non la bacio. - Baciare.
E non ci vogliono stare! E non ci vogliono stare!
Li abbiamo imbottigliati! Oh, oh, oh!
- Mamma! - Cencio mio!
- Come stai? - Bene e tu? - Anch'io.
- Cesira, come stai? - Cos�. - Fatti vedere.
- Come sei diventata bella! - Tu come stai? - Bene.
- Mio fratello non viene? - No.
- L'hanno trasferito al carcere di Civitavecchia. - Non lo sapevo.
- Non ha voluto fare il vaccino. L'hannno fatto a tutti. - Perch�?
Fuori c'� "I'asiatica". Spero che fra poco ci sar� un'amnistia...
Cesira, quanto sei bella!
- Cencio, quelli chi sono? - Chi?
Bertucci! Siete diventati matti?
- Stavamo giocando. - Giocate con il secondino!
Non possiamo. Mio fratello ne ha gi� strozzato uno.
Smettetela o lo dico a vostra madre.
- A mamma, no! - Invece s�!
Hanno paura solo della madre.
Mamma, ricordi i Bertucci? Cesira, tu non puoi, erano...
- Quando vi hanno arrestato la prima volta? - Eravamo bambini.
Bambini! Pensa che a 9 anni hanno rubato un tram!
Poi hanno rubato cose sempre pi� grosse e si facevano arrestare.
Cesira, mi dispiace che abbiano trasferito tuo fratello.
- Adesso non tornerai pi�. - Verr� la domenica con tua madre.
- Il tempo vola! - Tre anni sono lunghi se non c'� un'amnistia...
- Mamma! - Mamma, Colomba!
State buoni!
- Come sta, Amalia? - Bene, e lei Colomba? - Bene. Avete salutato '?
- I miei rispetti, signora. - Li ha educati bene.
I figli danno grandi dispiaceri, ma anche tante soddisfazioni.
- Loro quando escono? - Escono solo se scoppia la guerra.
L'ultima volta sono usciti con i bombardamenti del '43. Sono bimbi!
Cesira.
Cencio.
COLPl ALLA VETMTA
- Dicevi che portava iella passare sotto a una scala. - Smettila.
- Sei indelicato. - Non ti arrabbiare!
Volevo vedere come ti comportavi con la nuova commessa.
- E' una ragazza graziosa. - Con la scusa della scala, guardi le gambe.
- Per me � una ragazza seria. - Le ragazze serie hanno le gambe storte.
- Ti saluto, fammi sapere! - Ciao.
- Signorina, controlliamo i cartellini della settimana. - S�.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Cominciamo dagli scampoli. - Va bene.
- 1 e 80. - 1 e 80.
- 2 e 60. - 2 e 60.
- 2 e 05. - 2 e 05.
- Si � divertita domenica? - Cos�... 1 e 95.
1 e 95... Una ragazza come lei chiss� che domeniche trascorre!
2 e 30... Le domeniche per me non sono speciali.
2 e 30. Tutto � speciale con lei.
SQUILLO DEL TELEFONO
- Pronto? - Raimondi cosa mi racconti di Cesir'a?
Quella stoffa va bene per la mattina.
Per la mattina e per la sera! E' un bel doppio petto, Raimondi!
Ti far� sapere, ciao.
- 2 e 60. - 2 e 60.
- Questa stoffa le starebbe bene. - Se la compro, a casa non mangiamo.
- 1 e 80. - 1 e 80.
- Sa perch� le starebbe bene? - 2 e 30. - 2 e 30.
Le starebbe bene perch� ha un fisico che I'aiuta.
SQUILLO DEL TELEFONO
- Pronto? - Come va con Cesira?
Sbrigati, non fare il fesso!
Se mi telefonate ogni minuto, come faccio? Ho molto lavoro...
Non le dire di fare I'inventario dopo I'orario di chiusura!
lo I'ho fatto e ho preso uno schiaffo.
Ciao.
- 1 e 30. - 1 e 30. Questo le starebbe meglio.
Gli scampoli devono stare bene alle clienti, non a me.
- Possono stare bene anche a lei. - Perch� ho il fisico che mi aiuta?
- Perch�, non I'aiuta? - No! 1 e 30.
- Guardi! - Lei � il proprietario del negozio o il vetrinista?
- Con lei farei tutto. - E lei sarebbe serio?
SQUILLO DEL TELEFONO
ll signor Raimondi � uscito!
Ho capito, non c'� riuscito.
- 1 e 60. L'ho pure difeso! - 1 e 60. Da chi?
Ho detto alle mie amiche che lei era un principale serio.
Gli altri 5 erano tutti lazzaroni.
- Che facevano? - Quello che vorrebbe fare lei.
- Quello serio! - lo sono serio!
- E' colpa mia se lei... - Ho capito benissimo.
- Glielo regalo. - Non ne ho bisogno. - Le sta bene.
Cos� ho perso anche il sesto posto!
Sono stufa! Dovete tenere le mani a posto con le commesse!
Noi veniamo per lavorare, non per fare quello che vorreste voi!
- E' un quarto d'ora che ti aspetta. - Dovevi dirgli che non c'ero.
Non fare la ragazzina, vai di I�.
Qui si sta pi� comodi che sulla sedia.
- Buonasera. - Buonasera.
- Chiudi la porta! - Mamma dice che non mi devo chiudere dentro.
- Perch� � venuto? - Volevo parlarle.
Mamma, devo andare a letto, domattina mi devo alzare presto.
- Cesira, ho messo la tua vestaglia. - Va bene. E' uno dei miei fratelli.
Mi dispiace, ma per andare a letto devo passare di qua.
Vorrei che lei andasse via, non abbiamo nulla da dirci.
Lo avr� capito.
Signorina Cesira, non mi mandi via, sono venuto per un motivo serio.
Non aveva il diritto di venire qui.
- Mi dispiace per quello che � successo. - Dispiace pi� a me.
Sono pronto a riparare.
- Mi rid� il posto? - Questo non � possibile.
Dopo la figura che mi ha fatto fare con i commessi la dovevo licenziare.
Allora cosa vuole? Perch� non va via?
Voleva vedere se sono abbastanza povera? Ora I'ha visto.
Non voglio aiuto da lei.
So che le dispiace che sia venuto, ma sbaglia a vergognarsi.
Non avevo bisogno di venire qui per sapere quanto si pu� essere poveri.
Sembra la mia borgata. Anche davanti alla mia finestra passavano i treni.
Treni lunghi, belli. lo mi incantavo a guardarli.
Osservavo la gente affacciata ai finestrini.
Una volta, un vagone letto si ferm� davanti alla mia finestra.
Affacciato c'era un signore che mi sbadigliava in faccia e si stirava.
Per la rabbia gli tirai un pomodoro in faccia.
- Perch� mi dice questo? - Per farle capire che sono sincero.
E' come se avessi fatto del male a me stesso, mi dispiace.
Potrei darle delle buone referenze, troverebbe subito un altro posto.
Non sarei licenziata solo se fossi io la padrona del negozio.
Se io le regalassi qualche scampolo, lei potrebbe aprire un negozietto.
Anch'io ho cominciato cos� in una specie di scantinato_
La porta era cos� bassa che tutti sbattevano la testa.
- Vuole scherzare? - No, parlo sul serio.
Non voglio niente in cambio e se vuole dopo non ci vedremo pi�.
Accetti, mi dispiace averle fatto del male. Vorrei farmi perdonare.
- Solo per questo? - Lo giuro.
Sarebbe un piccolo regalo: tre mesi di affitto, dei tagli di stoffa...
- Grazie, ma non posso accettare. - La prego.
- Quel giornale � di oggi? - S�. - Guardiamo gli annunci.
Ecco: offerte, affitto, locali. Ce ne sono molti, c'� da scegliere.
"Occasione: quartiere San Giovanni, negozio a una porta, affittasi. "
- Non le ho neanche detto di sedersi. - Grazie.
Mi scusi un momento.
- Mamma, fai il caff�. - Scaldo questo? - No, fresco. - Va bene.
Guarda che tazze!
- Mi prestate due tazzine buone? - S�, vieni.
- Hai invitati? - S�, uno... - Ho capito, ti brillano gli occhi.
- E i cucchiaini d'argento? - S�! - Per� c'� scritto "Grand Hotel".
Gente, Cencio � uscito! E' ritornato Cencio vostro!
- Cencio, sei uscito prima? - C'� stata I'amnistia!
- Allora esce anche mio figlio? - No, lui deve scontare 30 anni!
- E Otello? - Esce solo se gli mandate il vestito!
- Perch�? - L'hanno arrestato in mutande!
t Mamma!
- Cencio! - Mamma! - Figlio mio! "Cocco de mamma!"
- Come sei stato? - Lo domandi sempre, non � la prima volta.
Mi hanno dato la solita cella, quella del povero pap�.
ll direttore � gentile, anche se � occupata, la fa liberare.
Anche se c'� una personalit�, la manda via!
- Il direttore � stato contento. - Davvero?
Gli abbiamo organizzato un coro e una bella recita.
A Regina Coeli si sta bene, anche il signore trova il suo conforto.
- Poich� io sono un signore, ci sto bene. - Che sono?
- Ho fregato i costumi della recita. - S�? - Ti regalo il cappello.
Con le penne? Ma va'!
Non dovevi riportare le penne, ma le coperte!
Tuo padre era un uomo! Mi portava le coperte.
Te le ho sempre portate anch'io, ma stavolta non ho avuto il coraggio.
Si sono messi a piangere quando sono andato via, ma io dovevo tornare!
Cesira non � venuta pi� a trovarmi. Dammi la camicia di seta.
Attento, quelli di Gorizia la cercano da un anno,
da quando non I'hanno trovata nello stenditoio.
Ci sono le 10 mila lire che ho lasciato un anno fa!
Questa � una casa di ladri onesti! Non siamo ladri, siamo mezzi matti.
- Non metterti la camicia di seta. - Cesira mi deve vedere elegante!
Lascia stare Cesira.
Perch�, sta male?
Non sta male, ma lasciala stare. Cesira ha altri pensieri.
- Si � fidanzata? - Non lo so, ma si � messa a lavorare.
A lavorare? E' diventata matta?
- Mamma, stai scherzando? - No.
Si � messa a lavorare! Ma chi � che I'ha convinta?
Povero Cencio, che avr� in quel cervello?
Cesira!
- Cesira! - Cencio, come stai?
Cencio tuo � uscito!
Sei diventata matta? Mia madre ha detto che hai iniziato a lavorare.
- Scusami, Cencio, mi aspettano. - Ti aspettano?
- Chi �? - Te lo dir� un'altra volta, ciao. - Me lo dirai?
- Buongiorno. - Buongiorno.
Questo non � un negozio, sembra un ascensore rotto.
- Se si preme un bottone, si finisce all'ultimo piano. - A me piace.
- Davvero? - S�, mi ricorda lo scantinato dove ha cominciato lei.
- Andiamo a vedere. - Si accomodi.
Lo guardi bene prima di decidere, io prenderei quello di Via Merulana.
- A me piace questo. - Mi sembra stretto.
Non c'entra pi� di un cliente per volta e senza cappotto!
Non mi prenda in giro, mi accontento di cominciare con poco.
- Venga al mio negozio, le dar� i tre mesi anticipati. - Bene.
- A lei far� un assegno per le prime spese. - No, � troppo.
Avr� bisogno di un falegname per gli scaffali, un bancone...
E' la prima volta che devo faticare tanto per fare un prestito.
- Signorina, gli scaffali a che distanza li vuole? - Faccia lei.
Cestelli, Maghetti e Valletti assumono le commesse "bone"
e se non ci stanno, le licenziano.
- Invece questo... - Raimondi. - Questo � perbene e buono di cuore.
- Ti regala addirittura il negozio. - Mi ha offeso e si � disobbligato.
Ma poi ti dovrai disobbligare tu. Sei ingenua.
Smettila, Raimondi � una persona perbene.
S�, ti regala le pezze e si prende "un pezzo di ragazza" come te.
- Che dici? - Vuole farsi I'amante.
Ancora non ti ha invitato a casa sua a fare i conti?
Sbagli, non mi ha chiesto niente.
- Se te lo chiede? - Sono affari miei, so io cosa rispondere.
Allora perch� mi chiedi le cose? Sai tutto tu, sei cresciuta!
Fatti regalare il negozietto! Ti saluto!
- Aspetta! - lo sono uscito dal carcere e lui � una persona perbene.
Se mi trova qui, fai una brutta figura. Ti saluto!
- Cencio! - Te ne accorgerai!
SQUILLO DEL TELEFONO
Pronto?
Sono io, signor Raimondi. Non disturba affatto.
ll mio arredatore deve fare un lavoro per me e nel prezzo
potevamo includerci la sistemazione del suo negozietto, � molto bravo.
Credo di riuscirci anche da sola.
Non voglio darle altri fastidi.
- Quando dovrei passare al negozio? - Anche subito.
- No, ho un appuntamento. - Scusi. Allora quando?
- Dopo le 20. - lo chiudo alle 19,30.
- Vediamoci alle 20 a casa sua. - Pu� venire alle 20 a casa mia?
Va bene, signor Raimondi.
Cencio, perch� tutti si vogliono approfittare di me?
Perch� sei sola e indifesa.
Si approfittano perch� tu non puoi dire a quelli che "ci provano"
che tu sei fidanzata.
Che?
Se fossi fidanzata, potresti dirlo.
In questa borgata come trovo un fidanzato?
I giovanotti di questa borgata non sono cattivi.
Per� quando si arrabbiano diventano cattivi! Quei tre zozzi!
- Di chi parli? - Dei tuoi ex principali. - Loro che c'entrano?
- Ti hanno liquidata quando ti sei licenziata? - Scherzi?
Sono sposati e fanno anche gli spiritosi!
Ma io gli far� pagare la tassa di famiglia!
- E' una questione di diritto! - Ho diritto? - S�, domani ci andiamo.
- E' una questione di diritto. - Si pu� sapere chi � lei?
Chi sono? Diciamo che sono I'avvocato della ragazza.
- S�... I'avvocato! - Se c'ero io, non succedeva.
La ragazza dopo I'aggressione si � dovuta licenziare.
A titolo di risarcimento, di liquidazione, di buona uscita,
ci d� 200 mila lire e tutto � sistemato.
Se sua moglie venisse a sapere che lei importuna le commesse...
Mia moglie?
Giovanotto, mi fa ridere! lo sono sposato da 25 anni!
- Sabato ho il pranzo per le "nozze d'argento". - E allora?
Crede che mia moglie sia ancora gelosa? Mi fa ridere!
Se crede di intimorirmi con questi ricatti,
telefono in Questura e la faccio arrestare.
- lo voglio conciliare, non ha capito? - Ho capito tutto!
Ma con me non c'� niente da fare.
Allora mi permetta di porgere i miei complimenti alla sua signora
per il 250 anniversario di matrimonio, bravo commendatore!
- Mi metto in blu? - Come? - Un bel rigato?
- Chi sono quei due? - Stanno con me.
- Tanti auguri, commendatore. - Me li ha gi� fatti.
- Li porga... - Ho capito!
Auguri, signora Amalia, tanti auguri! Auguri! Auguri!
Sei sicuro che ci abbia invitato? La moglie mi guarda in un modo!
Non ci ha proprio invitato. In negozio non ho potuto concludere
cos� ho pensato di venire qui al pranzo di nozze.
Vieni, ti presento alla moglie.
Signora Amalia, le presento la signorina Cesira.
- Lei � stata commessa con il commendatore. - Piacere!
Mi ricorda quando ero commessa io da Cestelli!
Mi assunse solo perch� voleva prendersi delle libert�.
- Ci sediamo? - Certo.
Un giorno mi disse: "Signorina, stasera faremo lo "straordinario".
- Non raccontare queste cose! - Commendatore!
Cos� la sera restammo soli al negozio.
lo ero ingenua, quando capii quale straordinario voleva fare lui...
- Non dire queste cose! - Cominciai a girare intorno al bancone...
.. e lui mi disse: "Se si fa prendere, la nomino capo-commessa. "
- E come � finita? - L'ho fatto correre come un bersagliere.
Poi I'ho chiuso dentro il negozio per tutta la notte.
lo avevo le chiavi e la mattina dopo le commesse aspettavano fuori.
lo ho bussato e ho detto: "Commendatore, ho perso le chiavi. "
- "ll fabbro ha detto che ci vogliono due giorni per rifarle". - E lei?
- lo? Niente. - Lui stava zitto, ero io che parlavo.
Gli ho detto: "Se mi sposa, forse trover� le chiavi subito. "
E voi eravate ingenua?!
Una guardia mi fece anche la multa,
perch� non avevo costruito una porta di sicurezza.
- Ti saresti salvato! - No, mi sarei rovinato,
perch� non avrei incontrato il profumo della mia vita!
- Lei non fa pi� la commessa da mio marito? - No, mi sono licenziata.
- Perch�? - Se il commendatore ci aiuta, apriamo anche noi un negozio.
- Lei � il fidanzato? - S�. Sono il fidanzato.
Non � andata via a causa del commendatore,
perch� lui rispetta le commesse, infatti le sposa.
- Ma io non mi sento tranquillo se lei lavora l�. - Perch�?
- Cestelli � buono, per� � anche colpa vostra. - Mia? Perch�?
Lui ha la commessa "bona" e lei non � gelosa.
- Chi vi ha detto che non sono gelosa? - Siete gelosa?
Mi chiede se sono gelosa?
- Se scopro che corteggi le commesse ti cavo gli occhi! - Allora...
Allora che cosa?
Basta con questi discorsi e facciamo un brindisi.
Lascialo parlare, forse scopro qualcosa.
ll commendatore ha ragione, � meglio smettere con questi discorsi.
Se continuassi a parlare io, non finirei pi�.
Quindi alzo il bicchiere.
Al commendatore che dopo 25 anni di matrimonio � un marito perfetto.
Gli auguri pi� semplici sono i migliori.
200.OOO di questi giorni!
Bene. Adesso devo fare io il brindisi.
Grazie delle belle parole che ha detto e del brindisi.
Per� 200.OOO giorni per me sono tanti.
Sono troppi. Mi accontenterei di 100.OOO.
- Vuole accorciarsi la vita? - Allora facciamo 150.OOO.
- No, commendatore. - Allora va bene 200.OOO.
E poi vedo che quando ha bisogno di un abito viene da me.
- Ma chi dice 200.OOO � un figlio... - Sei matto? Lui ti fa gli auguri.
Invece � proprio una questione di diritto.
- Permette, commendatore? - Dottore. - Scusi, dottore.
La ragazza ha sub�to il danno, 200.OOO � una somma irrisoria.
- lo non do niente a nessuno. - Lo dice lei!
- Lo dico io. - Lo dice lei! - Lo dico io!
- Cos'� questo suono? - E' un orologio.
- Un orologio? - Con il carillon.
C'� tutto, la notte, il giorno, il sole, la luna, il calendario!
- Costa molto? - Quasi un milione. Ce ne sono solo tre nel mondo.
, Uno ce I'ha Churchill uno Eisenhower,
- e il terzo io. - Lei.
A me piace spendere cos� il mio denaro,
non darlo a chiunque! lo non lo trovo per terra!
Si sposti, devo prendere I'ombrello, devo andare.
- Commendatore... - Dottore.
Scusi, dottore, per me � una questione di diritto.
Se io non fossi un gentiluomo e sua moglie lo sapesse...
- Cosa? - Si � approfittato della ragazza, si � dovuta licenziare.
- Se lo scoprisse sua moglie... - Chi se ne frega!
Mi dice sempre: "Se combini qualcosa, torno da mia madre!"
Se glielo dicesse, mi farebbe un favore.
Allora, commendatore, lasciamo perdere tutto.
Un uomo che se ne frega della moglie ha tutta la mia stima.
Mi stringa la mano!
- Bravo, commendatore. - Lei mi sta diventando simpatico.
Lasciamo perdere tutto e non ne parliamo mai pi�.
- Arrivederci, commendatore. - Arrivederci.
Simpatico! Mi ha rotto una mano.
L'orologio!
- Cesira, � un investimento. - Che ci faccio?
- L'avete solo in tre al mondo! SUONO Dl CARILLON
Senti che bello!
E' un calipso, quattro passi avanti e quattro passi indietro.
- Non c'� lui. - Non c'�.
- Desidera? - Il commendator Maghetti. - E' in ufficio.
- Delia, vogliono il commendatore. - E' molto occupato.
Non per noi. Siediti.
Gli dica che la signorina Cesira, sua ex dipendente, deve parlargli.
- Ma il commendatore non pu�. - Non pu�?
E' inutile, � un Paese incivile.
lo dichiaro il mio reddito, lo Stato non ci crede
e mi manda la Tributaria a frugare come se fossi un ladro!
STARNUTO - Salute. - Grazie. Noi facciamo il nostro dovere.
Lo so, ma � lo Stato che ha il dovere di credere al cittadino.
Questa non � democrazia, � uno Stato poliziotto.
- Sigaretta? - No, grazie, I'ho fumata adesso.
- Questo cos'�? - Sono appunti personali, non riguardano I'azienda.
- Potrebbero interessarci. - Anche questi? - S�. - Ma...
- Che c'�? - C'� la signorina De Angelis... - Non m'importa!
Qui c'� la Tributaria! Mi lasci in pace.
Per� i grandi evasori fiscali stanno tranquilli, vero?
Questo � il Paese della corruzione! Democratica. Corruzione democratica.
C'� la Tributaria? E io mi metto a ridere!
- Ha detto che c'� la signorina? - S�, che gli doveva parlare.
Deve dirgli che deve trattare una questione di diritto.
Va bene, ma c'� la Tributaria, so gi� cosa mi risponder�.
Ma chi se ne frega della Tributaria!
La Tributaria?
Abbiamo calcolato solo le entrate, guardiamo anche le uscite.
Le tasse, i dipendenti, i salari, le spese di rappresentanza.
- Lei non sa cosa sono le spese di rappresentanza! Salute. - Grazie.
lo guadagno 70 mila lire al mese e offrire un caff� � un problema.
Allora sa cosa sono le spese di rappresentanza!
Chi bussa?
- Commendatore, quelli... - Vada via!
Dottore,
adesso fumiamo una sigaretta?
lo fumo le mie.
Dove sono andati?
- Perch� siamo usciti? - C'� la Tributaria. - Allora?
Chiss� quanti imbrogli ha fatto! Lo aiuteremo noi.
Mio padre usava questo trucco: diceva che conosceva il modo
per non pagare le tasse.
- Che vuoi fare? - Faccio prima a fartelo vedere che a spiegartelo.
Domani di' al commendatore che hai un amico
- che lo pu� aiutare a non pagare le tasse. - E saresti tu?
S�, chi dovrebbe essere? Certo, sono io.
E' sicura che il suo amico conosce il cavalier Lauricella?
- Stanno nella stessa stanza. - Speriamo bene.
Eccola, stanza 234.
- Permesso? - Prima entra e poi chiede permesso? Desidera?
- E' il cavalier Lauricella? - S�. - Sono venuto per il concordato.
- Ha I'invito? - L'invito? - Certo, altrimenti come trovo la pratica?
- Devo guardare tutto lo schedario? - Forse lo dovr� fare.
- Credo di averlo perso. - Ci vorranno almeno due ore!
Chiamami.
- Se lo sapevo portavo I'invito... - Si deve portare!
- Mi scusi. - Com'� il nome? - Maghetti Stefano.
- Puoi venire un momento? - S�, cara. Torno subito.
Intanto lei cerchi la pratica.
- Viene? - S�, subito.
- Cesira! - Il commendator Maghetti. - Piacere.
- Non so come ringraziarla... - Lo far� dopo. Ora vediamo...
Andiamo in un posto pi� tranquillo.
Lei mi aspetti, � per la pratica del babbo, vero?
Bisogna aver fiducia da tutt'e due le parti.
- La fiducia con i soldi... - I suoi soldi sono al sicuro.
- Per� sono sempre soldi! - Pensi a quanti ne risparmia.
- Met� subito e met� alla firma. - Facciamo tutto alla firma.
Lei non firma il concordato con me, ma con un mio collega.
- lo penso a sistemare tutto. Ha capito? - No.
- Ecco la met�. - Questi sono del mio collega. Mancano 10 mila lire.
- Ma c'� la fascetta della banca! - Va bene, mi fido.
Poi lei � stato presentato dalla signorina.
Commendatore, due caff� e due "brioches".
Mette 5?
Metto mezzo.
- Eccomi! - Prima mi fa cercare la pratica...
Quando chiama la moglie � meglio andare.
- Lei � Maghetti Stefano? - No, sono un suo impiegato.
- C'� stato un brutto accertamento. - S�?
- Ha la delega? - Per cosa? - Per trattare! - No.
- Serve o la delega o I'interessato. - lo porto I'interessato.
- Porti I'interessato. - Bene.
- Sistemer� tutto. - Bene. - Ha un brutto accertamento. - Lo so.
Vada a firmare, dichiari tutto, fino all'ultimo centesimo.
- Come tutto? - S�, altrimenti non possiamo defalcare le spese.
- Ma come le defalcate? - Diventano tutte spese.
- Ma chi lo dice? - Lo diciamo noi. - Ah.
"La dichiarazione del dichiarante deve essere pari
all'ammontare della dichiarazione del dichiarato
e I'ammontare delle spese deve essere inferiore
alla dichiarazione del dichiarando sulla dichiarazione. " Che dice?
- Niente. - Allora vada dentro.
- Permesso? - Si accomodi.
Grazie.
Beh?
- Sono qua. - Lo vedo, ma cosa desidera?
- Sono venuto per il concordato. - Concordato? Ma lei chi �?
- Maghetti Stefano. - Ah! Ha portato I'invito? - S�, eccolo.
- Concorda? - Certo. lo le dico la verit�, poi lei...
- Certo, deve dire la verit�. - Poi lei che fa?
Scusate, devo prendere il cappotto. Arrivederci.
- Come va? - Dice che devo dire tutto. - Certo, poi ci pensa lui.
E' come un bambino.
Arrivederci.
E' un bravo ragazzo. Fra di noi bisogna aiutarsi.
L'ufficio ha accertato che lei ha guadagnato 20 milioni in un anno.
Lei ne ha dichiarati 3. Il resto sarebbero spese:
spese di viaggio, spese di rappresentanza e beneficenza.
Allora, spese di viaggio: 4 milioni.
Beato lei! Anche a me piacerebbe viaggiare.
Cavaliere, io non mi sono mai allontanato da Roma.
- I due milioni di viaggi in aereo? - lo non ho mai preso un aereo.
A me piace atterrare su una tavola apparecchiata!
Poi ci sono 5 milioni di spese di rappresentanza. Cosa sono?
Cavaliere, lei sa quante cose dobbiamo inventare per le tasse!
Un milione di spese di segreteria.
Quelle sono vere. Non sa quanto costano le impiegate!
Qualcuna ha freddo e devo comprarle la pelliccia,
qualcun'altra ha il fratello, il padre, il nonno disoccupati.
2 milioni di beneficenza. A beneficio di chi?
A beneficio di tutti.
Una "bustarella" qua, una I�... Bisogna sempre "ungere"!
Per esempio le 100.OOO lire sue. Bisogna scrivere "beneficenza".
- Quali 100.OOO? - Quelle che ho dato al suo collega.
- Quale collega? - Quello che � venuto a prendere il cappotto.
- E' un suo impiegato. - lo non lo conosco. - Neanch'io.
- Cavaliere. - Allora, lei non ha mai lasciato Roma,
quindi cancelliamo i viaggi.
Le rappresentanze sono per noi tasse, quindi le cancelliamo.
Poi cancelliamo anche le pellicce.
Deve pagare 20 milioni di tasse.
- Cencio, che hai, sei preoccupato? - No.
Questa volta non mi posso vantare di aver fatto una buona azione.
lo ho fatto pagare le tasse a chi non voleva pagarle.
- Non � una buona azione? - Certo.
- No, � da criminali avr� tutti contro di me. - P!erch�?
In Italia siamo tutti Maghetti, nessuno vuole pagare le tasse.
Immagino quel poveretto!
- Cesira, un orologio come quello! - Non sapevo che ti arrabbiavi.
- I soldi erano finiti. - Finiti? Ma che ci fai!
Questo povero figlio mio si ammazza di fatica e non ha mai soldi.
E' colpa mia, Cencio ha dato a me tutti i soldi.
- Dice che ne avevo diritto. - S�. - Questo � matto.
Mia madre voleva la radio, mio fratello piccolo... quel coso...
- Cosa? - Lo ricorder� dopo.
Faceva continuamente la lagna, voleva la bicicletta.
Se me I'avessi detto, gliel'avrei trovata io.
ll garzone del fornaio la lascia sempre fuori dal negozio!
lo ero uno specialista.
Quando c'era I'arrivo delle corse in bicicletta, mi vestivo da meccanico.
Quando arrivava il primo, mi vedeva, e mi dava la sua bicicletta.
Avrei potuto farlo di nuovo e gliel'avrei data a tuo fratello.
Accidenti, hai dato via quell'orologio solo per 35.OOO lire!
Chi � questo ricettatore?
- Si chiama Accurzio. - Chi ti ha dato I'indirizzo? - Tiberio.
Ma � uscito ieri dal carcere! Non sa le novit� che ci sono in giro!
, "Pistacchio", "Lo Sceriffo" "ll Chiodo"
ti avrebbero dato almeno 100.OOO lire!
- E tu per 35.OOO I'hai dato a... Come si chiama? - Accurzio.
Comincia a saltare! Chiss� cosa avr� in mente!
Ora penso io ad Accurzio. Potrei anche mettere i gradi di colonnello.
Accontentati di essere maresciallo, altrimenti lo capiscono subito.
- Perch�? - Posso metterli io. - Ma va'! Prova il saluto.
Ma che fai? Si saluta con la mano destra!
Non mettere troppa roba, il maresciallo deve essere semplice.
- Bravo, Morbillo! - Piano, altrimenti ti spezzi il braccio.
E' lui?
- S�. - Lei ha ricettato un orologio
con la notte, il giorno, il sole, la luna, il calendario e il carillon.
lo non ho mai ricettato niente.
- E' lui o no? - S�.
- lo non la conosco. - Apri la cassaforte.
Apri la cassaforte, forza!
SUONO Dl CARILLON
Eccolo.
- Cos'� questo carillon? - lo ho un orologio con il carillon.
Davvero? Prendilo.
- Ha il sole, la luna, la notte, il giorno e il calendario. - E allora?
La ragazza ha confessato, I'ha rubato ieri.
Si riconosce subito, ce I'hanno solo tre persone al mondo.
Se vuole faccio venire il derubato per riconoscerlo.
- Non sapevo che era rubato. - No? Le hai dato 35.OOO lire
per un orologio che vale mezzo milione!
Celerino, porta la ragazza a "Le Mantellate".
Non lo sapevi?
- Cos'�, refurtiva? - Ma cosa dice?
Non � la prima volta che sei condannato per ricettazione.
- Controller� sul casellario. Tu sei Accurzio Gaetano, fu Angelo? - S�.
- Chiudi la saracinesca. - Che vuole fare? - L'inventario.
- Brigadiere, scrivi. - L'inventario? - lo detto.
Orologio con carillon.
Poi, uno, due, tre, quattro, cinque, sei...
- Sette bracciali d'oro. - E' inconcepibile.
- lo sono un commerciante onesto. - Zitto,
o ti spezzo una costola. Guarda quanta roba!
Sette collier di brillanti smeraldi, rubini. Sette_
"Arraffo" e controllo. Uno, due, tre, quattro anelli.
Brillante, topazio, rubino e smeraldo.
Stai su. Scrivi, quattro anelli.
- Sei fili di perle coltivate. - No, vere.
Meglio! lo sono un maresciallo e non so il valore di questa roba.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei... Cos'�?
Bigiotteria di poco valore. Scrivi.
Qui c'� il doppio fondo! Accurzio, non mi freghi!
, Brillanti, diamanti, rubini smeraldi, topazi!
Quanti sono? 12.
Ancora anelli, orecchini...
Cos'�? Cammeo della vecchia.
- Porta la valigia in macchina. - Dove andiamo?
Portiamo lui a Regina Coeli e la refurtiva alla Procura.
- Entriamo dal cancello 2 o 3? - L'ultima volta dove si entrava?
- Dal 2. - Allora andiamo al 2.
Per� i detenuti in transito entrano dal 3.
Ora � tutto cambiato, non c'� pi� quel direttore basso.
Se mi scoprono, mi sequestrano la divisa e sono guai!
Mi hanno detto che all'ufficio accettazione � cambiato tutto.
- Saluta. - Ciao.
Hai provato il saluto per due anni e dici "ciao"!
- Buongiorno, maresciallo. - Detenuto in arrivo.
Buongiorno, maresciallo.
L'ordine di carcerazione. All'ufficio Matricola.
Ultima porta a destra. Attento al gradino, ci inciampano tutti.
Che c'�?
Ho portato qui tanti delinquenti! Vengo qui da un anno!
- Devo firmare il verbale? - S�.
SUONO DELL'INTERFONO
Pronto?
S�, direttore, vengo subito.
- Con permesso. - Prego, brigadiere.
- Mi sono sbagliato. - Sei sicuro che lo stampato � uguale?
Mancioli non fa bene i soldi ma con gli stampati � bravissim' o.
Per� non dovevamo mandarci Morbillo, quello � pericoloso.
Invece di portare qua I'orefice, potevamo lasciarlo per strada.
No, dopo mezz'ora ci avrebbero inseguito tutti.
20 anni fa mio padre port� qui un orefice. Andr� bene anche a noi.
Per emulare tuo padre, hai scontato tanti anni di galera.
E' ingiusto, condannano un figlio che vuole seguire I'esempio del padre!
Brigadiere... Non c'� il brigadiere?
No, � uscito.
- Hai visto? - Era "Gnaccheretta". - Non ci ha riconosciuto.
Cencio! Lombo!
Vi hanno arrestato vestiti da carabinieri!
Non ci hanno arrestato, abbiamo portato un detenuto!
Da quando sei andato via, sono ricominciati i soprusi.
- Al Terzo Braccio controllano la situazione. - Non m'importa. - Senti.
Me lo dirai un'altra volta, quello ci arresta.
Meglio, cos� ti trattengono e domani a quelli del Terzo Braccio...
- lo devo andare via. - Noi dobbiamo andare via.
- Chi se ne frega! - Ma che dici? - lo ti...
- Gnaccheretta! Chi si vede! - Finalmente, ci hai messo due ore!
- C'� pure Morbillo! - Smettete di baciarvi, dobbiamo andare.
- Cencio, non puoi andare via. - Fai il bravo, lasciami.
Tutti dentro, c'� il "capoccione".
- Bene, cos� rimanete qui. Vado a dirglielo. - Dove vai?
Che c'�?
Che c'�?
Cencio... Buoni.
Agli ordini, signor direttore.
- Ecco il brigadiere. - Scusate. - Dammi il foglio.
Ecco.
- A posto? - S�. - Arrivederci. - Maresciallo. Brigadiere.
VOCE SOFFOCATA
- Chi sei? - Il 103.
- Che fai l� dentro? - Pulisco la stufa.
- Come sei entrato? - Dal tubo.
- Come hai fatto? - Sono dovuto entrare per forza.
Per fortuna ti ho sentito, stavo per accendere la stufa.
Mi lascia qui?
Un proverbio romano dice: "A Regina Coeli c'� uno scalino,
chi non I'ha salito una volta non � romano. " E' proprio vero.
Quando ho visto quel gradino mi sono commosso!
Capisco mio padre, a lui veniva da piangere.
Era vecchio, ma ogni anno doveva salire quel gradino.
E poi non era di Roma, ma di Norcia.
- Poi mio nonno... - Ora pensiamo a nascondere questa roba.
- Mio padre la nascose... - Ma gliela trovarono. Bisogna smontare tutto.
- S�, squagliamo I'oro e le pietre... - Dove le mettiamo?
Dove le mettiamo?
VOCE NON UDIBILE
No?
- Mamma. - S�?
- Non lavarti i denti con questi dentifrici. - Perch�?
- Ci ho nascosto un po' di roba. - Cosa?
Ho smontato gli anelli del gioielliere e li ho messi qui.
Mi raccomando, sono pietre dure, potresti romperti un dente.
Lavori anche adesso che abbiamo una fortuna nei dentifrici?
Anche tuo padre tornava a casa con certe fortune...!
Ma io ho continuato sempre a fare la maglia.
Questo ti servir�, questa volta resterai tanto tempo I� dentro.
- Chi ti ha detto che mi prendono? - Ti hanno sempre preso!
Come pizzicano! Credi che io sia un fachiro?
- Mamma, non dire niente a Cesira. - Di che?
Di questi. Lei crede che i soldi che le ho dato
siano il ricavato della vendita dell'orologio con il carillon.
Ecco, � lei. Cesira non capisce queste cose.
Bisogna prepararla, dirglielo piano piano.
Poi glielo dico io. Ogni tanto le far� un regalo.
Con il Durbans le do I'anello, con il Gibbs la spilla...
Li metto qua. Non le dire niente.
- Buongiorno. Cencio? - Sta mettendo a posto i dentifrici.
Mamma! Ciao, Cesira. Accomodati, vengo subito.
Sono ansioso di vederti in "d�collet�".
Le amiche tue saranno invidiose.
- Dove andate? - In una boutique. E' un'idea di Cencio.
- Ogni giorno ha un'idea nuova. - Dice che devo vestirmi meglio.
Poich� siamo diventati signori, posso permettermelo.
Dice che siamo diventati signori, ma io non ho capito.
- Non hai capito? C'� tutta quella roba... - Mamma!
Se dice che non ha capito, lasciala stare.
Neanche tu hai capito. Ti ho portato un cappello nuovo e non I'hai messo.
- Stai zitta. - Non farmi fare brutte figure alla boutique.
- Maria Lele � cos� fanatica! - E chi �?
lo non la conosco, comprava le stoffe dove lavoravo io.
Tutti i miei principali frequentavano la sua boutique.
Mi dicevano: "Se vieni a cena con me, ti compro un vestito da Maria Lele. "
E questa la chiamerebbero una boutique? Andiamo.
- Beata te che non conosci il mondo. - Buongiorno. - Ciao.
- Ti piace questo vestito? - S�. A te?
Sembri un carabiniere. Se arrivassi all'improvviso, mi spaventerei!
- Provane un altro. E' possibile? - Prego.
- Gaia. - Gaia.
- Lei � Maria Lele? - S�. - Mi sembra di averla gi� vista.
Questo abito si chiama "Caccia alla volpe".
- Caccia alla volpe? - S�. - Accidenti che volpe!
Questi vestiti non vanno bene. Noi vogliamo qualcosa di pi�...
Non le piace niente!
Questo si chiama "Merenda sul prato".
Che hai messo? lo mi vergogno.
Noi vogliamo un vestito, non un ombrellone. Che stoffa �?
- E' lana purissima! - No, � lana "mortaccina".
- Cos'�? - Lana delle pecore morte di malattia.
Ci guardano come se fossimo dei "burini". Che figura!
Ma ti hanno messo addosso un tendone!
- Questo mi piace. - Anche a me. Come si chiama?
- "Sonata Kreutzer. " - Quanto costa? - 50.OOO.
Questa � una "sonata" a Cencio! Ti piace?
Prendiamolo, ma qui non vengo mai pi�!
Bene! lo neanche ti volevo fare entrare!
Morto di fame, "rubagalline"!
Ehi! Ma tu non sei la figlia di Zaira la "stracciarola"?
- Lei chi �? - Il figlio di Pompeo.
ll figlio di Pompeo? Allora sei Cencio! Potevi dirmelo prima!
- Tuo padre? - E' morto. E tua madre?
- Sta bene. - Sta sempre al Quarticciolo? S�. Vai a trovarla.
- lo per� abito ai Parioli. - Sapevo che avevi fatto i soldi!
Lei � la mia amica d'infanzia, la "stracciarola".
- Senti, ma che lana �? - Signorine, andate di I�.
- Che lana �? - E' lana "mortaccina"!
- Te possino...! - Te possino...!
Cencio, � esagerato spendere tutti questi soldi.
I soldi sono fatti per essere spesi.
Hai sempre sognato di andare a Venezia in vagone letto.
S�, ma adesso... Sai che ti dico? lo scendo.
Sei matta? Ho prenotato il vagone letto.
- Ma ho quello di sopra. - Meglio, non si sentono le ruote.
- Se sbatto la testa al soffitto? - Ma va'! Sbatti?
- E' pericoloso dormire sopra? - No.
Eccellenza, 11 e 12.
- Cesira, viaggi con un'Eccellenza. - Ma no! - S�.
- Quel ciccione � Eccellenza, vero? - Ma che vuole?
- Stanno qui da due ore! - Tu sei obbligato a rispondermi.
Cencio, smettila. Ora ti metti a litigare?
- Ti cacceranno via. - Scherzi? Abbiamo pagato il biglietto!
Fai una bella dormita. Ta-tan, ta-tan, ta-tan.
- Se mentre dormo, cado? - Dici "pardon" a quella di sotto e risali.
Dici "pardon". Questi sono treni internazionali.
- E' vero che sono treni internazionali? - Basta!
- A questo gli faccio la testa come un cocomero. FISCHIO DEL TRENO
- Il treno parte! Speriamo bene. - Non devi avere paura.
Ricorda che abbiamo pagato il biglietto, tu sei una vera signora.
Se vuoi suona il campanello e chiedi quello che vuoi.
Attenta a non suonare il campanello dell'allarme.
Guarda se puoi rimediare qualche coperta e qualche stampella.
- Hai detto a mamma di affacciarsi? - S�, ti aspettano tutti.
Ti vogliono vedere passare.
- Quanto dai per il vuoto? - Niente. - Gi� le mani!
Quando arriva Cesira? Ho gi� detto due rosari!
Di' qualche Requiem Eterna per quel poveretto di tuo padre.
- Come sei permalosa! - Alighiera ha ragione ad essere orgogliosa.
Che esagerazione! Quello � solo un letto che cammina su due ruote!
Mio figlio tutte le mattina dorme sul carrello della verdura
per andare ai mercati generali e non si vanta!
Speriamo che il segnale diventi rosso, cos� rallenta.
- Cesira! - Cesira!
Ecco mia figlia! Cesira!
Sembra una signora! Figlia mia, su un vagone letto!
Cesira, sono qua! Cesira, guardami!
- Come stai bene I� sopra! - Sei si ferma, cadi sul morbido!
Se trovi un letto a due piazze, vengo da te.
Quando giri, metti fuori la mano!
- Ti potevi affacciare in camicia! - E' nata per fare la signora.
Cesira, l� c'� il gabinetto?
- Lei si chiama Cesira? - lo? No.
FISCHIO
E chiuso, non vede il cartello?
- Chiama Maria Lele, dille che c'� Cencio. - Chi? - Cencio.
- Aspetti qui, la signora ha un "d�fil�". - Che ha?
- "Rosa d'autunno". - Bello!
- Avete visto che gambo? - Guarda i petali!
- Questo � un fiore da coltivare. - Allora passate all'altro.
- Signora Maria Lele, quanto? - 150.OOO.
- Tutto? - Solo I'abito. - Potrebbe farmi uno sconto.
- Lo prende? - Il vestito lo do a mia moglie, io prendo la modella.
- Noi abbiamo intenzioni serie. - Peccato, io voglio solo divertirmi.
- "Invito a cena". - Prenotato. - Venduto al commendatore.
No, ho prenotato I'invito a cena con la signorina.
- La desidera il signor Cencio. - Scusate. - Prego.
- Viene a cena con me? - Sono impegnata con il signore. - Grazie.
- E dopo cena? - Sono libera.
Come libera? Ma che scherzo � questo?
- C'� quello che deve trasferire i soldi all'estero? - S�.
Allora invece di trasferire i suoi soldi all'estero,
- li trasferiamo a casa nostra. - Vuoi mandarmi in galera?
Se vuole trasferire i soldi non pu� fare la denuncia_
Ma se viene qui, che gli racconto?
Gli dici che una tua cliente lo pu� aiutare a trasferire i soldi
perch� il fratello � un alto prelato.
Lombo, stringi un po' di pi�.
Sei bravo a fare le divise dei carabinieri
ma non sei esperto con i vestiti da prete.
Questa tonaca ha una storia. Ricordi, mamma?
20 anni fa, con questa tonaca mio padre si nascose nel confessionale
e riusc� a far confessare un amico che gli aveva rubato il portafoglio.
- E come fin�? - Il suo amico confess� tutto,
allora lui usc� dal confessionale e gli diede un pugno in testa!
Le persone che aspettavano di confessarsi dissero:
"Guarda questo prete che penitenze d�! Andiamo via!"
- Finalmente! - Non � stato facile. - Bello! Bravo.
- E' piccolo. - Non potevo prendergli le misure mentre faceva la predica!
- Allargalo un po'. - Ci penso io.
Ricorda che Maria Lele ha detto che non conosce I'alto prelato,
e che � il fratello di una sua cliente.
Sar� la stessa cosa delle tasse.
Tu aspetti gi�, io vado al primo piano, guardo dalla finestra,
quando arriva quello, io scendo, voi salite e ci incontriamo.
Allora io dico: "Scusate, il cardinale mi aspetta,
- possiamo concludere I'affare qui. - Ho capito, per le scale.
- Andiamo al Caff�. - No, un prete al Caff�!
- Alla pizzeria. - Tuo padre dove li portava quando si vestiva da prete?
Una volta li ha portati all'osteria,
ma si � ubriacato, si � messo a bestemmiare ed � andato in galera.
ll rettore ha detto di fare la richiesta.
Reverendo, cosa desidera?
- Aspetto padre Amedeo. - Chi �? E' italiano?
- S�, di Mondragone. - lo non lo conosco.
- Vengono da tutto il mondo. - lo attendo.
- Desidera parlare con me? - No, io attendo padre Amedeo.
Sono io che devo parlare con lei.
Deve essere importante, forse � un monsignore.
Se i calzini sono rossi � un monsignore.
Ma sono a scacchi!
MUSICA Dl CARILLON
Hanno chiuso la finestra! Non potr� farci il segnale.
- E' sicura che il suo amico verr�? - Certo.
Cencio non pu� stare tanto tempo I�, potrebbero scoprirlo.
Non capisco questo ritardo. Forse � successo qualcosa. Aspetti qui.
Psss!
- Avvocato, ci sono novit�? - Pu� immaginare, lei legge i libri.
Quando arrivano a questo punto, li chiudo e non li leggo pi�.
E' chiaro come finir�. Le conviene chiudere e fallire.
E mandi all'estero quei pochi soldi che le sono rimasti.
Ho gi� trovato la persona che pu� aiutarmi, � un alto prelato.
Che fa qui? La cugina del reverendo aspetta da mezz'ora.
Arrivo. E' lei che conosce il parente dell'alto prelato.
- Monsignor Maggi? - Ancora non � arrivato.
PARLANO IN TEDESCO
PARLA IN TEDESCO - Oddio!
PARLA IN TEDESCO - Chiss� chi crede che io sia!
Scusi, io stavo leggendo...
Mi ha confuso con un altro.
PARLA IN TEDESCO
- lo non capisco cosa dice. - Gli parli in latino.
- Ah, gi�, in latino! - Latino.
Possiamo parlare in latino. E ora che gli dico?
Dunque, in latino...
- PATTER. - PATTER?
- PATTER. - PATTER?
"PATTER nostr... " Questo barbone!
PARLA IN TEDESCO
- Che fata! - Guarda che "stanga"!
- Bambolona! - Andate via!
- Chi ti credi di essere? - Fanatica!
Cesira.
PAROLE INCOMPRENSIBILl
- Bella pupa! - Sei sola? Vieni con noi!
Psss!
Giovanotti!
Dice a noi?
q Dica.
q Che?
- Camminare! - Camminare? Boh!
- Allora, vieni? - Ti facciamo girare il mondo.
Ma guarda questi! L'anima de...
Psss! Giovanotti.
- Di nuovo! - Reverendo, ce I'hai con noi?
- Andate via! - Ma perch�? - E' meglio. Andate.
- Reverendo, se le d� fastidio, vada via lei. - Bella!
t Ehi! Doyete andare yia! - Perch�?
- Se vi dico di andare via, andate via! - Ma perch�? - Mannaggia...
Beh... lo...
Mi arrendo.
- Finalmente! - Il reverendo suo fratello sta aspettando, andiamo.
- E' lui? - S�. Ecco, lei � la sorella del reverendo.
Allora? Andiamo.
Mi dispiace, ma il vescovo mi aspetta. Possiamo parlare qui.
- Padre. - Smettila, Cencio!
- S�, smettila. - Che c'�?
- Lui doveva portare i soldi all'estero? - Mi fate pena!
lo non sapevo niente!
Potevate dirmi che lo conoscevate! Aspetti!
Se avessi saputo che era lui, non mi sarei vestito da prete!
Abbiamo perso tempo per quel disgraziato!
Dove vai?
- Dove vai? - A Via Tiburtina. - A Via Tiburtina?
- S�. Hai qualcosa da dire? - No. - Allora vai!
Tra tanta gente, dovevamo trovare proprio quello!
- O lui o un altro � lo stesso. - Invece no!
Maria Lele non aveva un altro cliente?
- Ma non � finita qui! - Per me s�.
- Sono stanca di fare questa vita! - Dici cos�, ma poi...
Parlo seriamente. Non mi sono mai vergognata tanto.
Cencio, ti sei visto? Ma guardati. Guardati!
- Che devo guardare? - Guardati!
- Che hai da guardare? - Ha detto "guarda".
- Tu guarda avanti! - Ma chi I'ha fatto diventare prete!
- Desidera? - Volevo dirle che non sapevo che era lei.
Se I'avesse saputo, non I'avrebbe fatto?
So che ora non importa pi�. Quello che pensa di me...
Ormai � tutto chiaro. Ho capito come vive. E' stato inutile venire.
- Ma stia tranquilla, non la denuncer�. - Pu� farlo, lo meriterei.
Ma non sono qui per questo.
Ricorda quando � venuto a casa mia
e mi disse che non dovevo vergognarmi di essere povera?
Quando ieri � andato via e mi ha guardato in quel modo,
ho capito di cosa mi dovevo vergognare.
Mi dispiace di essermi sbagliato.
A volte si crede di conoscere una persona, invece � diversa.
Potrei dire a me stesso: "Ho sbagliato" e tutto finirebbe l�.
Ma con lei non riesco a rassegnarmi.
Le avevo offerto di aprire un negozio.
Credeva che fossi una brava ragazza.
Mi piaceva I'idea di poterla aiutare
e volevo vederla di nuovo. Ma non come ieri.
- Mi � piaciuta fin dall'inizio. - Buongiorno.
Buongiorno. Mi scusi.
Ho studiato i libri, la situazione � grave, ma non disperata.
Ha qualche parente o amico che possa aiutarla?
- Forse qualche amico. - Bene.
Per� mi dispiace chiedere aiuto in questo momento.
- Ci provi, lasci stare I'orgoglio. - Buongiorno.
- Ecco il tipografo. - Ho portato le bozze degli altri striscioni.
- E allora? - Volevo sapere se le piacciono i caratteri.
- Chiude lei? - S�. - Se non le piacciono, posso cambiarli.
Ha letto quello che c'� scritto?
- Certo. - I caratteri non importano, il significato non cambia.
Con il carattere "fantasia" farebbe una bella figura.
- Scusi, quanto costa questa stoffa? - Un momento.
Signor Raimondi, faccio io. Ora vediamo il prezzo.
5.700. E' molto buona, dura un'eternit�.
Ci verrebbe un magnifico "tailleur".
A questo prezzo non la trova in nessun altro negozio.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Quest'anno vanno di moda questi colori. - Va bene, la prendo.
- Quanti metri? - 2 e 80. - Bene.
Uno, due...
e 80.
Signor Raimondi, cassa. 16.500.
- Che altro vi devo dire? - Un discorso dovrebbe essere pi� lungo.
Vi posso dire un'altra cosa, anzi, vi dovevo parlare da molto tempo.
- E' I'ultima volta che ci vediamo. - Perch�? - Parti? - Quasi.
- Non ci incontreremo per un po' di tempo. - Sei malato?
- Hai preso "I'asiatica". - No, sto male qui.
- Ora il cuore sta a destra? - No, lui sta dalla parte giusta.
E' il portafoglio che sta a destra.
La coda si mangia con le mani!
Se voi mi aiutaste, potrei ancora salvarmi.
- La coda � finita? - Romolo, una salvietta pulita!
- Capisco, "ognuno per s� e Dio per tutti". - Sono tempi brutti.
Le tasse mi stanno mangiando vivo. Ho un incubo da una settimana.
- Perch�? - Hanno chiuso la filanda di Gallarate.
- L'hanno chiusa? - S�.
Alla salute.
Dovevo tacere, ognuno deve tenersi le proprie disgrazie.
Fallire oggi � una fortuna. Tu lasci tutto
e i creditori invece dei soldi ricevono 2 etti di carta bollata!.
Se sei furbo, apri un'altra azienda in un altro posto e stai tranquillo.
Quando fallisce uno di noi il "botto" � grosso, 20 o 30 milioni.
100, 200, facciamo un milione in tre.
- Cosa? - No?
Romolo, il talco! Porta il talco!
- No? - No.
Magari potessi fallire io, ma pap� � vecchio ed � un uomo all'antica.
Dice che un commerciante che fallisce � come un marito impotente.
- L'ultimo boccone a chi lo diamo? - Al pi� bello, cos� si consola.
- Mangia, tutto si aggiuster�! - Ecco il talco.
- Vuoi il talco? - Ti ha chiesto i milioni e tu gli dai il talco?
Chi vuole il talco per le macchie?
# Basta una canzone e con due note dolci
ti sento in braccio a me.
Ti voglio bene, ma non lo sai capire. #
Raimondi: "ti voglio bene e non mi puoi capire".
#.. mi sento gi� morire.
# Ti devo parlare... #
Cos� Cencio mi convinse ad aiutarlo. Ma non immaginavamo che fosse lei
- quello che doveva importare la valuta. - Per fortuna ero io.
- E' contento che la volevamo imbrogliare? - S�.
Tutto per uscire da quella borgata.
Signor Raimondi, sognavo solo di andare ad abitare in una vera casa.
Di sposarmi con una persona perbene, uno diverso dalla gente che conosco.
Ho due sorelle che si sono sposate nel quartiere.
Neanche le serve fanno la vita loro.
Ogni giorno a pulire ragazzini e a volte a girare con gli occhi gonfi
perch� i mariti se bevono troppo, se la prendono con le mogli.
L'ho fatto per uscire da quella vita. Un'altra volta stia attento.
Cesira, la colpa non � tutta sua.
Noi facciamo lavorare le commesse per 26 mila lire al mese.
Per una somma simile non � giusto stare in piedi per 8 ore!
Poi alcuni principali quando la commessa � carina...
sempre per 26 mila lire al mese...
Anch'io mi sono comportato male, le ho mancato di rispetto.
- Mi perdona, signorina Cesira? - Lei dice a me...
Se non le avessi dato fastidio, adesso farebbe ancora la commessa.
- Signor Raimondi, non mi parli cos�. - Perch�?
Lei � il miglior uomo che conosca e io le ho fatto troppi torti.
Vorrei non essere stata una ladra, signor Raimondi.
No.
No.
No.
No.
No.
Aspetti.
E' questo.
- Sicuro? - S�.
Guardalo bene, I'avrai visto a Regina Coeli. C'� stato spesso.
lo ne vedo molti, ma solo quando entrano e quando escono.
Non li ricordo tutti, per� mi sembra proprio lui.
Devi essere sicuro. Vai a trovarlo, ti faccio dare I'indirizzo.
Va bene.
- Buongiorno, maresciallo. - Chi sei?
Maresciallo, la settimana scorsa mi avete consegnato un detenuto.
Ricordo, eravate all'accettazione! Mi sembrava di avervi visto.
Anch'io ero indeciso, oggi state in borghese.
- Sono fuori servizio, arrivederci. - Abitate qui? - S�.
Sono venuto a trovare un parente qui al Tiburtino e... che combinazione!
- Mi ha fatto piacere incontrarvi. - Vi accompagno. - Sono arrivato.
- Abitate qui? - S�, qui.
- Levatemi una curiosit�... - Brigadiere, avrei da fare.
- Vi disturbo? - No, ma...
Non ho trovato i miei parenti e non sapevo che fare, per fortuna...
- Arrivederci. - Queste case sono belle, pagate molto d'affitto?
No, lei sa che stipendio ci danno.
- Capisco. - Meno male!
La saluto, abito qui.
Signora.
Nonnetta, vi siete alzata?
Dovete restare a letto! Avete 104 anni e volete fare la ragazzina?
- C'� qualcuno? t Chi �?
Accomodatevi, fate come se foste a casa vostra, restate a pranzo?
- No, grazie. - Abbiamo un ospite! - Non vorrei...
Nonna, fai compagnia al signore, io vado ad avvertire.
- Buongiorno. - Lei chi �?
- Un conoscente del maresciallo. - Chi? - Mi ha invitato a pranzo.
Qui non ci sono marescialli, lei che vuole?
- Buongiorno. - Buongiorno.
Chi �?
- Non ci credo. - Glielo giuro.
Ero andato a vedere il negozietto, ma era sempre chiuso.
Le avevo anche mandato dei clienti.
Ogni tanto dicevo a qualche cliente che non avevo una certa stoffa,
ma che I'avrebbe potuta trovare in un negozietto di via Panisperna.
- Lei aveva tanti problemi e pensava al mio negozietto? - S�.
Peccato che tutto sia andato diversamente!
E' lo stesso, Cesira, non � cambiato niente.
Non � vero, sono cambiate molte cose.
lo sto bene con lei, ma non � giusto dopo tutto quello che ho fatto.
Signorina Cesira, vuole sapere una cosa?
A 17 anni ho rubato. Una notte sono andato a rubare i copertoni.
Mi ci portarono i ragazzi pi� grandi del mio casamento,
molti erano pregiudicati come il suo amico Cencio.
La polizia ci rincorse e ci spar� anche addosso.
Ricordo che mentre scappavo giurai dentro di me
che se mi fossi salvato, non sarei mai pi� andato a rubare e cos� feci.
Lei ha mantenuto la promessa, io ho continuato a rubare.
lo ho pubblicato degli annunci con sopra stampato:
"Raimondi liquida tutto a met� costo. "
Lo facevo per far venire la gente nel mio negozio.
I primi 100 tagli li vendevo a poco prezzo,
ma dopo ne vendevo altri 1000 al doppio di quanto mi erano costati.
I clienti uscivano dicendo che io regalavo la roba.
- Questo come lo chiamerebbe? - Lei esagera.
Esagero? Pensi a un impiegato che guadagna 50 mila lire al mese
e compra un cappotto al figlio a 8 mila lire
mentre a me � costato 4 mila lire. Esagero?
Ho fatto quello che ha fatto lei, ma non ho corso rischi.
Adesso che sa tutto di me, le voglio dire una cosa.
Se ruba ancora una lira, I'ammazzo. Parlo sul serio, I'ammazzo!
E io le prometto che da oggi guadagner� di meno.
- Le posso dare del "tu"? - S�.
Ti spiego perch� non voglio pi� rubare.
Non voglio che tu sia la moglie di un ladro.
- La moglie? - S�, ti voglio sposare.
Non credo di poter trovare un'altra ragazza come te.
Una come me?
S�, una che quando sbaglia capisce che si pu� anche non sbagliare pi�.
Volevo trasferire all'estero i pochi soldi rimasti, ma ci rinuncio.
- Pago tutti i debiti e ricomincio, pulito. - Mi sposeresti?
lo ti sposo! Domattina vai a fare i documenti.
Se frequenti ancora quel prete con la faccia da ladro, ti ammazzo!
Perch� piangi?
lo ti sposo... ma tu mi vuoi bene?
S�, tanto. Peccato che me ne sia accorta tardi.
E' I'occasione ideale per uscire da questa borgata.
Poi gli voglio bene, ricominceremo dal niente, con poco.
- Meglio che vivere una vita sempre in agitazione. - Hai fatto bene.
Scappa da questa borgata. Hai detto a Cencio che ti sposi?
- No. - Allora sbrigati a dirglielo, altrimenti lo sapr� nel '70.
- Che dite? - Di I� c'� un'altra volta Clemente.
Per fortuna ho finito di fargli queste maglie.
Mio marito diceva sempre che d'inverno a Regina Coeli c'� vento.
- Che vi ha detto Clemente? - Lui non dice mai niente.
Ormai � di casa. Aspetta, gli preparo un bicchiere di vino.
Ha 60 anni e sta per andare in pensione. Per me � di famiglia.
Ha sempre arrestato lui mio marito e anche Cencio, fa il suo dovere.
Cesira, anche se ti sposi, vai qualche volta a trovare Cencio.
- Che ha fatto? - Ha vuotato il negozio di quel gioielliere.
Clemente, che vuoi da me?
Ti devo portare in caserma, ti devono interrogare.
Vogliono sapere se sai qualcosa sul furto a una gioielleria.
Non so niente. Per questo mi devo lavare la faccia?
- C'� il tenente nuovo, vuole vedere tutti puliti. - Ora sono pulito.
Dietro le orecchie ti sei lavato? Devi fare una bella impressione.
- Sono pulite, non perdiamo tempo. - Allora lavati i denti.
- Anche i denti? - S�, se devi sorridere...
- Ora mi metto a ridere? - Lavati i denti.
I denti si lavano con il dentifricio.
- Chi dice che si lavano con il dentifricio? - lo.
Qui alla borgata li lavano tutti con il dentifricio.
Lombo, Morbillo, Chiodo.
Bravo, Clemente. Come hai fatto a scoprirlo?
E' un po' di tempo che vedevo tutti sorridere con dei denti bianchi...
Allora mi sono chiesto perch� c'era tutto questo spreco di dentifricio.
- Ed ecco qua. - Certo, non se li erano mai lavati! - Appunto.
- Bello. E' Dourbans? - S�. - Allora � zaffiro.
- C'� tutto qui? - S�, non mi hai dato il tempo di lavarmi i denti
come avrei voluto!
Brigadiere, due minuti e sono pronto. Mamma, il vestito blu!
ll vestito blu! Quando I'arrestano sembra che vada a ballare!
- Ciao. - Volete un bicchiere di vino?
Se ogni volta che I'arresto mi date il vino, mi fate ubriacare.
- Cencio, ti aspetto di fuori. - Vengo subito.
- Ma perch� I'hai fatto? - Perch� sono un ladro e mezzo matto.
Allora sono una ladra anch'io. Non crederanno che non sapevo niente.
- Mi hanno visto con te alla gioielleria. - Glielo spiegherai.
- Tu non sai niente! - E il gioielliere?
Gli daranno 10 anni per tutto quello che ha ricettato.
- lo ho paura. - E di che? Non hai fatto niente.
Se ti interrogano e ti dicono che io ho confessato,
apri la finestra e guarda in cielo.
Se vedi due lune, vuol dire che hanno detto la verit�.
Se ne vedi una, vuol dire che Cencio tuo non ti ha tradito.
- Ma poi che succede? - Mi daranno qualche anno.
A mio padre hanno dato 10 anni perch� si era vestito da capitano.
lo ero maresciallo, mi faranno lo sconto.
A Regina Coeli ho tanti amici, saranno contenti di vedermi.
Che fai? Piangi?
Guarda mia madre, che incosciente!
Devi sentirti male al processo, cos� i giudici si commuovono.
Ma' ricordi cosa disse il Pubblico Ministero?
- Chi fa piangere la madre � un delinquente. - Allora vuoi ridere?
Ti preparo le maglie, ma non dimenticarle I� dentro.
Ora faccio la lista, cos� spero che riporti tutto a casa.
Allora, due maglie, tre mutande lunghe...
Ciao, mamma.
Cesira, stavo per dimenticare. Auguri!
- Sapevi che mi sposo? - Se sei contenta tu...! Venite a trovarmi.
- Ciao. - Ciao.
Andiamo.
- La ragazza non c'entra. - Questo lo decidiamo noi.
- Di' tutto con ordine. - lo ho saputo tutto da un informatore.
- Un informatore? - Noi siamo organizzati.
- Continua e non fare lo spiritoso. - Va bene.
L'informatore mi disse che una ragazza aveva rubato un orologio
e I'aveva portato da un orefice. Quello che ho mandato in prigione.
Disse anche che I'orefice aveva dato alla ragazza 35.OOO lire.
- Cos� mi sono infuriato e mi sono vestito da maresciallo. - Continua.
Sono andato dalla ragazza e ho fatto giustizia.
Le ho detto che I'arrestavo, poi sono andato dall'orefice.
Per� quando siamo usciti da Regina Coeli, ho liberato la ragazza.
Era giovane, carina...
Ho fatto un atto di clemenza. Ho fatto male?
- So che voi I'avreste arrestata. - Tu sei un ladro e noi carabinieri.
Puoi trattare come vuoi i ladri come te.
Va bene, dica pure che sono un ladro, ma un ladro di cuore!
- Continua. Hai fatto scendere la ragazza dall'auto. - A Ponte Sisto.
Ha cominciato a piangere. Diceva: "Ze la prima volta!"
- Cosa? - "Ze la prima volta!"
- Ze? - Vuol dire "�". Era la prima volta che rubava.
- Ora dov'�? - Non lo so, io non la conosco.
Diceva "ze" perch� era di Bologna o di quelle parti.
Ha detto che faceva la cameriera a Firenze e ora stava a Roma.
Poich� il padrone... Ha capito?
Cos� ha lasciato il servizio e per mangiare ha rubato I'orologio.
- Secondo te dov'� ora? - Forse glielo posso dire.
- Andava a Bologna e poi in Francia. - Fai una segnalazione.
Comandi, dottore.
Perch� hai voluto portarlo a Regina Coeli?
- Per dargli una lezione. - Sai quanto ti costa?
- Mi sono divertito a portare il derubato in galera. - Cammina!
GRIDA FESTOSE
Ragazzi, � tornato Cencio vostro!
Per fortuna sei tornato! Hanno rotto la stufa per farmi uscire.
- Ciao, Gnaccheretta! - Cencio, che dice di me mia moglie?
Mi dovrebbero dare 30 anni per raccontarti tutto!
- Che mi ha mandato mia madre? - Un bacio.
- Vieni a darmelo. - Zozzo peloso!
- Braciola, ti saluta tuo cognato. - Ma mia sorella ha 10 anni!
Aveva 10 anni 15 anni fa. Non gli passa mai il tempo!
- Siamo i fratelli Bertucci. - Che dicono di noi alla borgata?
Hanno rimesso i fili di rame e tolto la scorta all'autobus!
Attenti ai Bertucci quelli ci fanno rimanere se'nza luce.
- Remo, non dovevi uscire 6 mesi fa? - Sono uscito, per questo sto qua.
Ora mi sono sistemato bene, mi hanno dato I'ergastolo.
Speriamo che lo danno pure a te.
- Fammi toccare le chiavi! - Hai molti amici qui.
S� e mi vogliono tutti bene.
Mio padre, mio nonno, il nonno di mio nonno, sono venuti tutti qui.
Quando morir�, qui metteranno una lapide con scritto:
"Dal 600 in poi qui abit� la famiglia di Cencio. "
- Ragana, sto alla solita cella? - Stai qui.
- Stai con me. - Chi sei? - Sono io. Vieni su, bello.
Guarda chi c'�! Oddio, non lo ricordavo!
ll capoccione!
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