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Io, Wilhelm Roschka, notaio in Budapest, davanti ai qui presenti eredi, do
lettura del testamento da me redatto in data 14 dicembre 1997 e dettato dal
signor Joseph Zaza.
Voltamentali.
Io, Joseph Zaka, nel pieno delle mie facoltà mentali e consapevole di tradire
fiducia di molti dei miei cari quando il notaio leggerà il mio testamento, io
non sarò più qui con voi.
Perciò non me ne vogliate, specialmente tu, Anita cara.
Ma ricorda che lo faccio anche per te, visto che con quel vizietto che hai
sperpereresti tutto il patrimonio in breve tempo.
Invece sono sicuro che la nostra parsimoniosa cameriera saprà
come ha saputo sempre amministrare la nostra casa.
Letto e sottoscritto, il giorno 14 dicembre 1996.
Anita Zadra era una giocatrice. Una giocatrice molto apprezzata nei casino,
perché perdeva regolarmente.
Fino a quel momento era riuscita a compensare quei periodi di scalogna,
riconoscono tutti i frequentatori abituali delle case da gioco, con delle
vincite ottenute all 'ultimo momento, quando lei stessa non ci sperava più.
Ma quel mattino, uscendo dal casino Las Vegas di Budapest, provava la brutta
sensazione che la sua fortuna fosse alla fine.
In poche ore aveva perso una somma enorme, duecentomila fiorini, e neppure
poteva sperare nell 'aiuto di Joseph, suo marito.
Quest 'ultimo, diplomatico ungherese, conosceva bene la debolezza di sua
per il gioco.
Una o due volte aveva perfino tornato delle piccole somme dal conto di Joseph
per uscire da una brutta situazione.
Ora la giovane donna cercava di fare il punto della situazione.
Non conosceva nessuno che fosse in grado di prestarle la somma perduta, di
prestarla soprattutto ad una giocatrice come lei.
Non le restava che un 'unica soluzione, vendere la sua cullana di diamanti.
Era un regalo di Joseph e lui ci teneva molto.
Ma era anche l 'unico modo di evitare il peggio.
Sarebbe stato sufficiente inventarsi una scusa qualsiasi, un furto.
Era pronta a giurare che Joseph ci avrebbe creduto.
Trovare un acquirente per un gioiello del valore di 5 milioni di fiorini non
poi così facile.
Se si fosse rivolta ad un gioielliere autorizzato c 'era la possibilità che
questi si informasse per conoscerne la provenienza.
Un rischio che non poteva correre.
Pensò a lungo su cosa dovesse fare e poi se il marito l 'avesse scoperto.
Ad un trap le venne in mente un fatto.
Gilbert, una sua amica e complice nella passione del gioco, le aveva parlato di
un usuraio pronto ad ogni tipo di losco traffico e più o meno specializzato in
questo genere di transazioni con la gente dell 'alta società.
Le aveva però anche raccomandato di non rivolgersi a costui se non in caso di
estrema necessità.
Bacci solo se non ne puoi fare a meno, le aveva detto.
Quel tipo è un vero diavolo.
Anita si ricordava benissimo di quel pomeriggio nel quale la sua amica, il
disfatto, le aveva mormorato quella confidenza, mentre nei suoi occhi si
leggere un segreto inconfessabile.
Anita aveva preso la sua decisione.
Non le restava altra possibilità che rivolgersi a Bonsal.
L 'usuraio che aveva salvato Gilbert dallo scandalo e dalla vergogna.
Buongiorno.
Buongiorno, vorrei parlare con il signor Bonsai.
Sono io, entri.
Prego.
Prego, venga, le faccio strada. Grazie.
Scusi il disordine, ma ieri ho fatto una festa e non è ancora venuta la donna a
pulire.
Si accomodi.
Prego, mi dica.
Mi hanno parlato di lei, spero che possa aiutarmi. Io avrei un gioiello da
vendere.
Bello.
Un gioiello molto bello.
Ma...
Tendenzialmente non tratto con degli sconosciuti. Mi chiamo Anita, amica di
Gilbert. Bene.
Lei è amica di Gilbert.
Centocinquantamila.
Io posso darle centocinquantamila fiorini.
Non dica che le ho fatto una cattiva offerta. Vale il triplo.
Spiacente, cara signora, ma non posso fare di meglio delle spese.
Ci sono percentuali dei mediatori.
Lei sa bene che non è facile vendere cose del genere.
Ho bisogno di 200 .000 fiorini immediatamente.
Capisco.
Forse... potrei arrivare a darle pure quella somma, ma... ma lei...
deve essere altrettanto comprensiva con me.
Altrimenti...
Io non credo che sia possibile poter concludere l 'affare.
Io corro dei rischi e questo lei lo sa bene.
La prego, io sono disposta ad accettare qualsiasi condizione pur di ottenere
quel denaro.
Bene, diciamo che mi piacerebbe conoscerla un po' meglio.
Un affare come questo che stiamo trattando richiede una certa complicità.
Capisce cosa voglio dire, cara signora?
Sì, certo.
Bene, mettiamo una cosa in chiaro.
Devi fare quello che ti dico.
Masturbati. Oh, no, non mi chieda questo, per favore. Che cosa ti avrò
mai, eh? Vuoi solo farmi perdere tempo.
Allora non ci siamo capiti.
Tu sei libera di fare come ti pare. Puoi anche andartene.
Ma non te ne vuoi.
Non è vero? Sei una porca.
Dimmi che sei una porca.
Ti prego, non trattarmi così, non lo sopporto, per favore, io... Adesso batta
giocare. Tu lo sapevi che dal momento in cui saresti entrata in questa stanza
avresti dovuto obbedirmi.
Tu vuoi soldi senza che tuo marito lo sappia. Bene, li avrai.
Se farei la trama, sarà una cosa tra di noi, un segreto.
Te l 'ho detto.
Io...
E io facciamo di parola.
Devi solo.
Vieni, alza.
Non così, ti prego.
una figa larga come una babbia io
te
la largo ancora no si te la largo ancora si così ti piace io
lo so
Così, capito?
Capito?
Capito? Capito? Capito? Capito?
Capito?
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