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Original subtitles

[marcia funebre]

[rintocchi di campana]

[radio] Siamo a sei infortuni mortali all'Ilva di Taranto.

Solo l'ultimo in ordine di tempo è l'incidente avvenuto qualche giorno fa

a Claudio Fedele di 46 anni, morto schiacciato da un carroponte

dopo aver fatto 32 ore di lavoro in soli due giorni.

[uomo in tarantino]

[radio] ...viene preclusa. Ma adesso sentiamo gli operai.

Abbiamo capito che succede?

Che fa il sindacato?

I soldi fa il sindacato!

Pensano solo alle tessere. Pensano a stare bene loro e noi moriamo.

- Voi parlate e noi moriamo. - Buonasera.

- [uomo] Buonasera. - Buonasera.

- [radio] Il sindacato! - Prego.

Un gingerino.

[radio] In fabbrica non si può neanche commentare.

I lavoratori vengono minacciati, "fai così o te ne vai"...

- Prego. - Questa è la situazione...

Denunciamo un comportamento dell'azienda anomalo.

I lavoratori vengono minacciati anche se dicono che una scala può cadere.

Tutti hanno paura.

[suona "The Bad Touch" dei The BloodHound Gang]

[voci non udibili]

[musica ad alto volume]

[uomo] Abbassi questa musica?

Hai parlato con lo zio?

- No, però! Avevi detto che gli parlavi. - Poi gli parlo.

"Poi gli parlo, poi gli parlo". Non gli parli mai!

Ti piace questo?

- È bello. - L'ho comprato oggi.

- Quando mi porti a ballare? - Ehi, ancora con questa storia.

- Non mi porti mai! - Dici che io devo andare a ballare?

- [uomo] Chi è? - Florian.

- Che vuoi? - Sono venuto a chiamare Anna.

Non a trovare me?

Devi comprarne uno nuovo.

- Mi ha rovinato tutta la cassetta. - Tu me lo hai rotto.

Io? Questo è cascettone. Qui tutto è cascettone.

Cascettone sei tu!

Anna, dobbiamo andare, sbrigati.

Che cosa ti ho detto ieri, eh?

[in romeno]

Oh, ehi... Qua state in Italia e parlate in italiano,

sennò tornate a casa vostra a fare gli zingari.

Noi non siamo zingari e lei deve venire con me.

- Dammi una sigaretta. - Io non fumo.

Dice che non fuma!

- Dammi una sigaretta. - Non ce l'ho, non fumo.

Dai, che ti ho visto.

- Non ce l'ho, non fumo! - Ho visto che fumi!

[Anna in romeno]

[Anna in romeno]

Dice che non fuma!

[porta si chiude]

L'ILVA UCCIDE

[in tarantino]

[uomo 1]

[uomo 2]

[uomo 3]

[uomo in tarantino]

[uomo 1]

[uomo 2]

Sì, ma se non scioperate, le cose non cambieranno.

- A che serve questo sciopero? - Tieni, leggi.

[in tarantino]

La privatizzazione della fabbrica la stiamo pagando noi lavoratori.

Tagli del personale e aumento dei turni.

Voi siete tranquilli? Io no.

La situazione non è così semplice, lo sai bene.

Scusate... Morra, Romanazzi, che facciamo?

Sono due giorni che andate in giro a rompere i coglioni ai lavoratori!

Basile, questa è attività sindacale.

Adesso vi faccio due ore di multa per ieri e per oggi, a tutti e due!

E la macchina? Chi vi ha dato l'autorizzazione?

Tornate ai reparti, forza.

Ai reparti, tutti, muoversi!

Muoversi, mè, mè! Ai reparti!

[in tarantino]

[sirena]

[TV] L'uomo era vicino all'altoforno numero quattro dell'Ilva di Taranto

quando un macchinario lo ha schiacciato contro una parete.

Tutto è accaduto in pochi minuti. Inutile ogni soccorso.

L'uomo è morto sul colpo. Due inchieste aperte dalla magistratura.

Sulle cause dell'incidente indaga anche l'Ispettorato del Lavoro.

I lavoratori del siderurgico hanno indetto uno sciopero dalle 11:00 alle 15:00.

[Basile] Lamanna?

- Tu sei il nipote del dottor Vincenzo? - Sì.

- Come ti chiami che non mi ricordo? - Caterino.

Caterino!

Vieni, ti do un passaggio.

- [Basile] Come sta Il dottore? Bene? - [Caterino] Sì, sta bene.

Si è ritirato a vivere al mare adesso.

- Quello mi ha visto crescere. - Sì?

- Salutamelo. - Certo.

Il dottore Giancarlo Basile.

- Tu stai alle batterie? - Sì.

Ti piace?

Qualche volta mi fanno soffrire.

Per qualsiasi problema, fammi sapere.

- Io non voglio disturbare. - Che disturbo, Lamanna!

Il nipote del dottore?

Qualsiasi cosa!

Va bene, grazie.

Alla masseria avete sempre gli animali?

Qualche gallina, qualche pecora, ma poche.

Un giorno vengo a prendere un... Qualche uovo fresco.

Come no.

Insomma...

Caterino.

Tu vuoi continuare a buttare il sangue alle batterie?

Io quello faccio.

[in tarantino]

[risata]

[Basile] Allora, Caterino, ci siamo capiti.

[Renato dal megafono] Non possiamo incidere

nelle politiche industriali come abbiamo fatto finora!

Dobbiamo convincerci di questo.

Dobbiamo essere certi di questi limiti e ragionare con essi.

Infatti anche oggi, come vedete, siamo qui a celebrare

quello che è diventato quasi un rito, cioè la morte di un uomo!

I lavoratori non si devono...

Non si devono piegare al ricatto patronale!

Vogliono far pagare ai lavoratori

il prezzo di questa fantomatica ristrutturazione.

Invece noi dobbiamo pretendere...

Dobbiamo pretendere il rispetto delle norme di sicurezza

perché lavorare in sicurezza significa abbattere i rischi.

[in tarantino]

- [voci concitate] - Ti sei convinto alla fine.

- Io sono Aldo. - Caterino.

[grida confuse]

[voce indistinta]

[grida]

[acufene]

[grida confuse]

[grido]

Tutto bene?

Ti pare che va tutto bene?

- Ho perso pure una giornata di lavoro. - Mi dispiace.

Il cazzo che ti dispiace.

Sali, ti do un passaggio.

Vai, vai, aspetto il pullman. Vai!

- [Anna] Che hai fatto? - Niente.

- Hai fatto a botte? - Anna, per favore!

Per favore!

Tu che fai qua?

Pioveva, volevo aspettarti.

Tu mi vuoi bene davvero?

- Sei incinta? - No.

Voglio dire,

io e te siamo una coppia normale?

- Che significa "normale"? - Significa come tutti gli altri!

Se siamo una coppia normale, perché non viviamo in una casa normale?

Io non voglio che ci sposiamo e restiamo in quella casa là, in campagna.

Va bene.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Cerca qualcuno? - Il dottor Basile.

- Lei è il signor Lamanna? - Sì.

Mi segua, la sta aspettando.

- [Basile] Avanti. - [donna] Mi scusi.

- È arrivato il signor Lamanna. - Lamanna, vieni.

Il nostro direttore, il nostro caposezione.

- Buongiorno. - Il dottor Moretti.

- Mè, siediti. - Che hai fatto alla faccia?

Hai capito il discorso che ti ha fatto il dottor Basile?

Tu devi solo tenerci informati. Meno ti fai notare, meglio è.

- Lamanna è un bravo cristiano. - Sì, ma deve darsi una calmata.

[Caterino] Certo.

[squilli di telefono]

Capito che ha detto il dottore? Sì.

[Basile] Fallo passare.

- Mi hanno messo in mezzo. - Ma...

[bussano]

[Aldo] Buongiorno, dottor Moretti. Buongiorno, Giancarlo.

[Basile] Allora, Aldo.

Ci siamo messi a scioperare?

Avete fatto anche a mazzate con la sicurezza?

Tu sai che io non sciopero mai, ma stavolta la motivazione era giusta.

La motivazione...

Aldo, la nuova proprietà potrebbe ritenere ostili certi comportamenti.

- Lascia perdere il sindacato. - Il problema è Morra, il sindacalista.

Risolviamolo una volta per tutte, Romanazzi.

- Cioè? - Leviamocelo di mezzo.

[Basile] Lamanna, tu puoi andare.

La segretaria ha una consegna da darti.

Romanazzi...

[bussa]

- Basile mi ha detto di venire qua. - [donna] Sì, lo so. Venga.

Questo è per la consegna della macchina aziendale. È al parcheggio numero otto.

- Una macchina per me? - Per lei.

[Moretti] L'azienda ha grandi aspettative su di lei.

Non tradisca la nostra fiducia.

Sarebbe un peccato.

Quando lavorate la notte,

perché so che invece di lavorare fate un'oretta di riposo,

quando tocca a Morra, tu lasci la porta aperta

e poi pensiamo noi a...

Eh?

Ti faccio capo area.

Va bene?

[Aldo] Morra ha avuto un grosso problema in famiglia.

Il padre ha avuto l'ictus e solo lui se ne prende cura.

[donna] Questa invece, me la firma qui.

Sì?

È la modifica del suo contratto con l'aggiornamento del suo nuovo ruolo.

Sembra sorpreso.

Caposquadra?

Sì.

Il dottor Basile non le aveva detto niente?

Congratulazioni.

- Firmi questo. - Cos'è?

- [Moretti] La spostiamo. - Come, mi spostate?

Il suo settore è troppo strategico, non possiamo lasciarla lì.

Mi mandate in acciaieria? Io non posso firmare, sono un informatico.

Non ho le competenze per stare in acciaieria.

Vuoi darci una mano con Morra?

Fatemici pensare.

[clacson]

[in tarantino]

[Aldo] Buongiorno.

[Domenico]

[Basile] Questo è un altro che va alla Palazzina Laf.

Ve lo dico io.

[versi di fatica]

[respiri profondi]

[Renato] È tutto inquinato. Attività sindacale.

Tutto.

- [uomo 1] Lamanna. Buongiorno. - Buongiorno.

[Renato] Attività sindacale.

[in tarantino]

[Renato] Attività sindacale, grazie.

[Renato] Tu non sai che...

[uomo 2] Se non siamo noi a voler cambiare...

[sottovoce] Avvocato D'Alò.

[Caterino] Ora, lascia stare che è sporca, però è perfetta.

Va benissimo.

È come se fosse mia.

Io metto solo la benzina, neanche l'assicurazione pago.

- Ti hanno fatto caposquadra? - Sì.

- Quindi ti pagano di più. - Eh!

[in tarantino] Mè, bello, mè! Ti fanno scendere il latte.

- [uomo 1] Mè, bello! - [uomo 2] Ti vuoi spostare?

[clacson]

Chi è? È Aldo quello.

- [uomo 3] Si calmi. - [Aldo] Come faccio a calmarmi?

[Aldo] È un'infrazione che non ho commesso!

Io sono passato con il giallo.

- Il semaforo era ancora giallo. - Calma.

- Che succede? - Io non ci capisco nulla.

Ho visto quelli che se la ridevano mentre mi facevano questa multa assurda.

Se la prendono con chi rispetta le regole.

- Calmati. È una brava persona. - Ecco, io sono una brava persona.

Non sono un fesso! È chiaro?

- Scrivetelo pure. - Non ho scritto nessun verbale.

Adesso. Quando lo scriverete, scrivete: "Aldo Romanazzi non è un fesso"!

Ti dai una calmata? Non vedi che stai dando spettacolo?

[clacson]

- [Caterino] Mè, sali sulla macchina. - Io...

Non preoccuparti, gli parlo io. Può andare?

- Sì, al manicomio. - Ecco, vai.

- Grazie. - Prego.

[clacson]

Oh, che vi suonate? Sbrigati, vai!

[in tarantino] È una brava persona. Sto parlando con il comandante!

La patente, l'ha dimenticata.

- Pure la patente. - [uomo 3] Vai, vai.

[vociare indistinto]

Chi stai cercando?

- Aldo Romanazzi dove sta? - Non sta più qua, lo hanno spostato.

Quando?

Saranno un paio di giorni.

Ha detto che ha avuto una promozione.

Una promozione? Dove?

Non me lo ha detto, ma secondo me lo hanno messo alla Laf.

Oh! Che stai facendo qui?

- No, devo dare la patente a uno. - Non puoi stare qui.

- Non posso stare qua? - Non puoi stare.

- Perché? - Perché lo dico io.

- Che ci giochiamo che io entro? - Vediamo.

- [uomo 1 in tarantino] Prendilo! - [uomo 2] Sì, capo.

[vociare]

[in tarantino] Prendetevela in culo!

[uomo 1] Vieni qua!

[colpi alla porta]

[donna] Oh, ma tu...

Finalmente un bel giovane qua.

- Che è successo? - Niente.

- Dov'è Aldo Romanazzi? - Sono la sua mamma? Vai a vedere dentro.

Giovane, mi fai una cortesia?

Vedi se è rimasto un po' di caffè, se non l'hanno finito.

Buongiorno!

- Oh! Aldo Romanazzi dove sta? - [uomo 2] Sta là in fondo.

Permesso.

[insieme] "Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

[insieme] Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto..."

- [uomo 1] È entrato uno. Dove sta? - [uomo 2] Di là.

[uomo 1] Stai là! Cammina, vieni qua!

- [uomo 1] Cammina! - Preso!

Lamanna, anche tu qui?

- Oh! Oh! - Andiamo.

- Hai perso la patente. - [uomo 3] Meno male che l'ha trovata lui.

- Andiamo! - Ti è andata bene.

- Oh, lasciatelo stare! - Che cazzo fate?

- Che cazzo fate? - Lasciatelo stare.

Protesteremo con il direttore!

Vaffanculo a mammeta!

- Perché lo hai fatto? - [Caterino] Volevo vedere come stavate.

Beh? Hai visto? Siamo tutti in vacanza qua, Caterino.

Ué, lasciatelo stare! Gli fate male!

Lamanna, come devo fare con te, eh?

Che cazzo facevi là? Si può sapere?

Veramente dovevi dare la patente a Romanazzi?

Lamanna!

Voi lo trattate troppo bene.

A Romanazzi?

A Romanazzi.

Voi lo avete promosso, a lui.

Lo avete messo là,

dove si porterà a casa lo stipendio senza fare niente tutto il giorno,

alla faccia di quelli come noi che si fanno un mazzo così!

[Basile] Ah, sì?

Voi pensate che quello vi aiuta.

- Invece... - Che cosa?

Invece se la intende con Morra.

C'era anche lui là dentro, in quella stanza.

Li ho visti, stavano facendo firmare le carte agli altri colleghi.

- [Basile] Sì? - Eh.

- C'era anche Morra? - Sì.

Secondo me stanno combinando qualcosa.

[Basile] Mmh...

Io ho seguito Morra l'altro giorno e ho visto dov'è andato.

Sapete dov'è andato? Da un avvocato.

Dall'avvocato D'Alò.

D'Alò.

E bravo Lamanna.

Ti avevo sottovalutato.

E poi, hai ragione.

A te ti tengo alle batterie e quello lo sto trattando così bene.

Vuoi andare anche tu in mezzo agli impiegati?

A grattarti le palle tutto il giorno?

Dove? Alla Laf?

Alla Laf, sissignore. Ci vuoi andare?

- Mi mandate alla Laf? - Lamanna.

Se tu vuoi proprio andarci, io ti mando.

Veramente?

Sissignore, Lamanna.

Ti mando alla Laf.

Però mi dici tutto quello che succede là.

A disposizione, va bene.

Voglio sapere tutto. Devi dirmi tutto quello che fanno.

Va bene. Sei contento?

Bravo, Lamanna.

Vai.

Allora, Lamanna.

Domani una macchina della vigilanza l'accompagnerà al suo nuovo reparto.

Firmo?

No, questo no.

Mi raccomando, se ha bisogno di allontanarsi o di un permesso,

deve avvertire esclusivamente il dottor Basile.

Va bene.

Buona fortuna.

[uomo] È arrivato il paziente numero 48, morto che parla.

[Caterino] In culo a mammeta.

[uomo 2] Ancora qua stai? Allora sei fesso.

- Ora sto qua anche io, signora! - Auguri!

- Grazie. - Mi ha scacciato!

Questo è un altro cazzo di problema!

Che ha? Ha perso a carte?

Giocate anche a soldi qua? Sta bene!

- Era chiaro che finivi anche tu qui. - Tu sì e io no?

- È pronto. Volete favorire? - No, magari più tardi.

- Un po' mi sento in colpa. - Non cominciare, è tutto merito mio.

[Aldo] Ho fatto un casino quel giorno.

Qui bisogna arrangiarsi. Senti, mettiti qua con me.

- Mi fai compagnia. - Oh, che compagnia!

Io sto bene da solo, altro che compagnia!

Che c'è qui dentro?

Oh!

- Che c'è qui dentro? - È chiuso.

È chiuso.

[in tarantino] Che sta facendo questo?

[sferragliamento]

Da oggi Caterino Lamanna ha l'ufficio suo!

Questo è già inguaiato di suo.

Se qualcuno mi cerca, deve prima bussare.

Sennò non lo faccio entrare. Lo scrivo anche qua, Caterino Lamanna!

- [uomo] Lamanna? - [Caterino] Oh.

[pernacchia]

[risate]

[Vincenzo] Guarda dove sta il campo.

Ti sembra normale allenarsi sotto gli altoforni,

in mezzo ai parchi minerali? Si può?

Vostra moglie, la stessa malattia?

Là si muore solo di questo.

Vabbè, ma ora le cose stanno cambiando.

Sì, certo, come no!

Ricordi Giancarlo Basile?

[Vincenzo] Giancarlo, il figlio del geometra.

È diventato un pezzo grosso.

Ti saluta.

Davvero volete andare a vivere a Tamburi?

La casa è vicino allo stabilimento, zio.

È anche vicino al lavoro di Anna. È più comodo.

Stiamo pensando di sposarci.

[Vincenzo] La casa è chiusa da tre anni.

Vabbè, noi le facciamo prendere un po' d'aria.

[Vincenzo] Eh, aria.

Va bene, andate a vederla.

Se vi piace...

Poi ci mettiamo d'accordo, dai.

[bussano]

Complimenti! Che bell'ufficio ti sei fatto.

Anche a te hanno messo qui dentro?

No, a me no.

È ancora caldo.

Grazie.

Prendo un'ora di permesso sindacale per venire a vedere come state.

- Gli altri stanno di là. - Arrivo.

Allora, signori.

Buone notizie. L'avvocato ha accettato l'incarico.

Ora si tratta di capire come fare per procedere,

però noi dobbiamo organizzarci.

[Renato] Se fanno una proposta di lavoro, dovete dirmelo subito.

- Ieri mi hanno chiamato. - [Renato] Che hanno detto?

Qua ci sono per sbaglio e hanno trovato una soluzione.

- [in tarantino] Ci prendono in giro. - Quanto dobbiamo stare qua?

- Quanto? - Mancano anche le sedie.

- Lo so, Aldo, ma io non so dirvelo. - [donna] Io sono qui da sette mesi.

Sono stanca! Se mi chiedono di pulire i cessi, lo faccio.

Ma il sindacato dove sta?

Il sindacato? Eccolo, il sindacato.

[Renato] Dovete firmare le deleghe se vogliamo procedere.

[Renato] Tieni.

[brusio indistinto]

Lamanna.

[Basile] Aldo, portaci due birre.

Allora?

- Morra ha detto che... - [sottovoce] Aspetta.

Ha detto che l'avvocato ha accettato l'incarico...

[voci non udibili]

[campanello autobus]

Ancora sei contento, eh?

Vedrai che poi la nausea salirà anche a te.

- La nausea? A me? - Sì.

- Tu sai dove stavo io? - Dove?

A pulire i forni della cokeria.

La nausea viene a te che non puoi più fare il capetto dietro alla scrivania.

Che ne sai?

Sai perché stai male lì dentro?

Hai capito che per uscire di là devi mettere la tuta da operaio

e andare a lavorare, ma veramente senza più comandare nessuno.

- Io non ho mai comandato nessuno. - Eh...

Invece perché non puliamo la palazzina?

Togliamo la muffa, così stiamo meglio.

Che cazzo devi pulire?

Io è già tanto che non ho dato fuoco a tutto.

Addirittura?

Che cazzo sta succedendo?

[sirena]

La miseria! Lasciatele, che vi costa?

Credete di stare al circolo ricreativo qua?

Guarda qua, guarda qua. La palla.

All'età tua ancora giochi a palla?

La palla... Guarda.

- Stavi organizzando il torneo. - Noi chiusi qua qualcosa dobbiamo fare.

- Voi ora vi state accanendo? - Noi stiamo a lavorare. Tu che fai?

Bel mestiere di merda hai scelto, ma stai attento.

- Stai attenta a te. - [donna] Ci mettono le mani addosso!

- [in tarantino] Basta! - [donna] Eh, basta.

Noi stiamo lavorando. Facciamo quello che ci dicono da sopra.

Tu smetti di fare polemica.

- Tu non ridere. - Tu non farmi ridere.

- Andiamo. - Faccia di cazzo.

- Che si sono messi in testa? - Questa è una prigione.

Perché?

Perché?

[fracasso]

Che è questo odore?

La casa è stata chiusa tre anni, è normale.

- [Florian] È la puzza della fabbrica. - Che ne sai tu? Guarda quello.

[in romeno]

[Florian]

[Anna]

- Sempre... - [parlano in romeno]

Oh! Basta un po'.

[donna in romeno]

[Anna]

[belati]

[belati]

[respiro affannoso]

[rumore indistinto]

[sibilo del vento]

[ticchettio di orologio]

[respiro profondo]

[colpo]

[respiro profondo]

[colpo]

[respiro profondo]

[respiro profondo]

[respiri profondi]

[rumore indistinto]

[uomo] Intanto hai promosso Variale e hai voluto punire me.

Perché? Eh? Perché ho detto la verità, ecco perché.

Oh, sto dicendo a te.

[colpo]

[bisbigli]

[insieme] "Il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti..."

[colpi]

Hanno sbagliato a mandarti qua.

Pronto, dottor Basile?

[rutto]

Abbiamo gradito, grazie.

Il telefono è solo ricevente. Lo fa tutti i giorni, dopo mangiato.

Tutti i giorni lo fa?

[musica dallo stereo]

[Caterino] Anna!

Ehi! Chi ti ha dato il permesso di prendere le cose mie?

- Che è questo? - Che ti frega?

Perché ti arrabbi?

Qui ci sono segreti che nessuno deve sapere.

[in tarantino] È arrivata, prende e legge.

- [risata] - Non ridere.

- Dai, fammi vedere. - No.

- Fammi vedere. - Non si può.

- Fammi vedere. - Ho detto che non si può. Dai!

Fammi vedere! A me non lo fai vedere?

"Il telefono non funziona,

ma Franco Orlando fa finta di telefonare a Basile e gli fa i rutti"?

"Leonardo Morra ha parlato con l'avvocato per fare causa all'azienda."

"Ha" si scrive con l'acca.

"Quasi tutti giocano a carte e forse anche a soldi."

- Perché scrivi queste cose? - Così, perché...

Devo ricordarmi le cose, allora le scrivo.

[respiri profondi]

[donna] Buongiorno.

Scusate...

Sono stata assegnata qua.

È arrivata la paziente numero 52.

- La mamma. - Buongiorno.

Tu non sei la segretaria di Basile?

Sì.

Ecco, ci mancava un'altra che piange qua!

- Io non me lo aspettavo. - Da chi? Da Basile?

Signora, venga con me.

- Non si preoccupi, andrà tutto bene. - Grazie.

- Che bravo, è così premuroso! - Leva questa mano!

Venga qui, signora, si risolverà tutto. Non vi vergognate, eh?

La gente sta male e voi gli fate la caricatura.

Schifosi, maleducati, screanzati! Venga, signora.

Addirittura!

La Liaci.

Che ci fa qua?

Se mi permette, mi sembra strano che abbiano punito lei per un contratto.

Il signor Basile è pazzo. Noi tutti qui siamo controllati dai pazzi.

Oh, dottore, buongiorno. Cercavate qualcuno? Novità per me?

- Come state? - Come dobbiamo stare?

Ah, Orlando!

- C'è Basile. - Basile?

C'è Basile.

Volevi dirmi qualcosa al telefono?

- Io resto qua. - No! Vieni, signora, non succede niente.

Come va oggi la digestione? Tutto bene?

Voi pensate che io ce l'ho con voi.

Al livello personale, insomma.

Ma io che devo fare? Devo fare anche gli interessi dell'azienda o no?

Io in tutti i modi sto cercando una soluzione.

- Conosciamo le tue soluzioni. - Aldo, per favore.

Guardate come vi siete ridotti.

[Basile] A fare giochi e pernacchie al telefono.

Il villaggio turistico, invece di lavorare! Non vi vergognate?

[sottovoce] Che faccia di merda. Stai fermo o te lo schiaffo in fronte!

- Aspetta, sentiamo dove vuole arrivare. - Fallo parlare!

È impossibile.

- Posso parlare? - Avanti, parla.

Mi fai parlare?

Io so benissimo che voi non siete operai, lo so.

Vi sto chiedendo soltanto di adattarvi un poco

a questo momento storico che sta vivendo l'azienda.

- Voi volete lavorare, sì o no? - [uomo 1] Io sì.

- Mi faccia lavorare. - Dottore, anch'io voglio lavorare.

[uomo 2] Anche io. Dove volete mandarci?

Festinante!

Festinante...

[Basile] Allora... Oh, in Acciaieria Due.

- Ci vuoi andare? - Io?

Come gruista di carico.

[in tarantino] Lui è ingegnere e lo mandi in acciaieria?

Siamo in ristrutturazione!

- Volete capirlo, sì o no? - Questa è vecchia!

Orlando, vuoi fare il buffone qui o vuoi lavorare?

- Vai alla manutenzione treno nastri? - Io? Così?

- [Orlando] Con questa gamba? - Che gamba?

Con questa gamba mi mandi là? Io ci vado, voglio proprio vedere!

[Basile] Fai un turno di affiancamento prima di dire di no.

- Fatelo un turno di affiancamento! - [Renato] Franco...

Fai un turno di affiancamento.

Che ti costa? Tanto a lui che cazzo gli frega, la vita è tua.

Tu hai mandato qua personale qualificato con la scusa dell'esubero

che ora vuoi mandare a fare gli operai senza alcuna competenza

e al posto loro hai messo gli amici tuoi.

Quale esubero? Amici miei? Qua siamo impazziti!

Sono scelte dell'azienda

per la riorganizzazione dell'assetto produttivo.

- Ah, sì? È così? - Mi meraviglio, tu dovresti saperlo bene.

Avete firmato voi gli accordi o lo hai dimenticato?

Glielo dici a queste persone?

Noi agiamo nella più completa legalità.

È un diritto dell'azienda tutelare il fatturato oltre ai posti di lavoro.

[in tarantino] Noi ancora lo stiamo a sentire?

No, sentite lui che di sicuro vi risolve la situazione.

Io ve l'ho detto, il lavoro c'è. Poi...

[in tarantino] Fate come volete.

[uomo 3] Sempre discussioni, Morra!

Adesso siamo punto e a capo e ora avremo anche il resto.

Ha ragione.

Sarà sempre peggio. Sempre peggio sarà, te lo dico io.

Qui dentro non si vive più,

e continua ad arrivare gente.

Io faccio quello che posso.

[Renato] L'avvocato ha rinunciato all'incarico.

Non mi risponde più nemmeno al telefono.

[cane abbaia]

Lamanna.

Vieni, vieni.

[Basile] Siediti.

Chi scrive queste cose qua? Le avete viste?

"Basile bastardo e negriero" a me?

Trovatemi il responsabile di questa cosa.

Tu controlla il computer di Morra

e tu vedi se viene dalla palazzina, 'sto schifo.

Bastardi!

- Che dici? Faccio brutta figura? - No, però parla poco.

- Sono curiosa di conoscerli. - Ssh...

- Buonasera. - Buonasera.

- Lei è Anna. - Piacere, Aldo.

- Lui è Aldo. - Accomodati. Gli altri sono già arrivati.

[Anna] Grazie.

[sottovoce] Non parlare della Palazzina. Qua a casa non sanno niente.

Va bene.

Diossina e amianto ti ammazzano. L'Ilva ci ha comprato con pochi spiccioli.

- Sfamano migliaia di famiglie. - [donna 1] Loro se ne fregano.

L'alternativa è la chiusura, tanta gente senza lavoro.

Non dovevi raggiungere tuo fratello?

Sì, infatti. È meglio se me ne vado.

[Renato] Vabbè.

Forse è il caso che... Vabbè.

- Tutto buonissimo comunque. - [donna 2] Grazie.

Scusatela, ormai è un continuo. Con suo padre ogni giorno è una guerra.

Maria, basta, non cominciare. Dai, prepara il caffè a tutti.

- Volete il caffè? - Io no, sto bene così.

- [Maria] Bene. - Limoncello.

- Lo fai tu il limoncello, Maria? - Sì.

[voci dalla TV]

Ma... Avete visto questo?

- Dove lo hai preso? - [Caterino] Sta dappertutto.

Alla portineria...

- Alla mensa, agli spogliatoi, ovunque. - Chi te l'ha dato?

- Degli ex colleghi. - Sì?

Chissà chi li scrive.

Quello che c'è scritto è vero. Basile sta esagerando.

È meglio se sta attento.

[musica di tensione]

[voci non udibili]

[in tarantino]

Oh! Oh!

Lasci perdere.

No, qua se non ti fai rispettare, ti mettono i piedi in testa.

Oh! Ma...

Apri!

[voci concitate]

[Renato] No, questa è una persecuzione! È una persecuzione questa!

No, io vi denuncio! Non potete farlo, è una persecuzione!

Avete visto? Avete visto che mi stanno facendo?

È una persecuzione!

[Aldo] Che è successo?

Dovevo controllare il suo computer,

ha perso la testa ed è arrivata la vigilanza.

- Perché? C'era qualcosa sul computer? - Non lo so.

- Dove lo portano? - Non avrei dovuto.

Sei contento di quello che fai?

- Che faccio? - Noi stiamo facendo le spie!

[in tarantino]

Qui un tecnico del settimo livello è caduto e si è fratturato tutte le ossa.

Non doveva stare sul carroponte. Ce lo hanno mandato per punizione.

Fino a che punto vogliamo arrivare?

Non lo so. Perché, che vuoi fare?

Io non faccio più la spia.

Poi dicono di non diventare terrorista.

La violenza non è una buona soluzione.

Li prendevano, gli tagliavano le gambe. Bum, bum.

Quelli la risolvevano subito.

Vedi se uno deve pensare certe cose...

Però qualcosa dobbiamo farla! Dobbiamo farla!

Meno male che nessuno di noi si è fatto male finora.

Alla palazzina ce ne sono tanti che potrebbero fare una cavolata.

- Addirittura? - Festinante è uno di quelli.

Incateniamoci! Caterino, vogliamo fare lo sciopero della fame?

Voglio vedere se non ci danno retta.

Aldo.

Ci incateniamo qua.

Sei uno stronzo che gli metti in testa certe cose! Ora quello si butta!

- Aldo! È meglio se ci incateniamo. - [Caterino] Ancora?

- Che devo fare? - Aldo?

- Aldo, ehi! Scendi! - Si ammazzano, faccia qualcosa.

- Io? E che faccio? - Non lo so, faccia qualcosa.

Non ti buttare, pazzo!

- [Caterino] Pazzo, non ti buttare! - [Aldo] Chi si butta?

- [Caterino] Non volevi buttarti? - [Aldo] Ho famiglia, ma ti pare?

Vi siete mai chiesti perché accanto alla più grande acciaieria d'Europa

non c'è nemmeno una fabbrica di forchette?

Il nostro acciaio serve a costruire la ricchezza di qualcun altro.

A noi resta solo la monnezza.

Ho un'idea.

[Aldo] Che idea?

Il vescovo, viene a celebrare la messa per i dipendenti al capannone.

Beh?

Gli scriviamo una lettera e gliela consegniamo personalmente là?

[suona "Sogno l'amore" di A. Laszlo De Simone]

♪ Non c'è nessuno ♪

♪ E ho amato un'ombra ♪

[canta] ♪ Non c'è nessuno ♪

♪ Un bacio all'aria ♪

♪ Non c'è nessuno ♪

♪ Ho imparato ♪

♪ Che per sognare ♪

♪ Devi avere gli occhi chiusi ♪

♪ E sentire il respiro ♪

♪ Per poter immaginare che cosa... ♪

Mi piaceva cantare, ora non canto più.

♪ Non c'è nessuno... ♪

Lei ha una bellissima voce, lo sa?

- No. - È vero.

Ma va'!

♪ Non c'è nessuno... ♪

Che fa?

- Vuole ballare? - Ma no!

Dai.

♪ Un bacio all'aria ♪

♪ Regalerò ♪

♪ Non c'è nessuno ♪

♪ Ho amato un'ombra ♪

♪ Non c'è nessuno ♪

♪ Un bacio all'aria ♪

♪ Regalerò... ♪

Vuole sapere una cosa?

♪ Non importa Che sono solo... ♪

Sì.

Qui dentro c'è una spia.

È impossibile.

♪ So che non vuoi nemmeno ♪

♪ Questo mazzo di fiori ♪

♪ Che ho preso qua fuori ♪

♪ Quanti fiori ♪

♪ Che ho comprato... ♪

[Basile] Lamanna?

Allora, che è successo? Non ti si vede più, non ti si sente più.

- Tutto bene? - Tutto bene.

Il lavoro nostro come va?

Lo sto facendo.

- Lo stai facendo. - Sì.

Non devi dirmi niente?

Mi raccomando.

[voci non udibili]

[Liaci] Se volete, posso scrivere io la lettera.

- [Liaci] Ho una bella calligrafia. - È arrivata Leonarda da Vinci!

- Preferisce scriverla lei? - [donna] No, faccia.

Signora, scriva. Eccellenza...

- [uomo] No, è meglio Eminenza. - No, Franco.

- Eminenza è il Papa. - [Liaci] Egregio monsignore?

[uomo 2] Egregio monsignore, noi la preghiamo...

Ci salvi dall'Ilva.

Perché non la spediamo invece di fare questo casino?

[Orlando] Ecco il fifone. Invece no!

Dobbiamo farlo davanti a tutti! Tutti devono vedere!

[uomo 2] Ha ragione. Gliela dai tu, Franco?

Bisogna deciderlo qui, è importante.

[in tarantino] I morti vostri.

Furia francese e ritirata spagnola. Porto io la lettera.

[insieme] Brava!

[respiri profondi]

Monsignore...

Lei non ci conosce.

Siamo lavoratori Ilva.

Siamo i confinati della Palazzina Laf.

Gli esiliati.

Al contrario di quello che si dice in fabbrica,

non siamo lavoratori incapaci o lavativi,

ma professionisti di alto livello...

che contro ogni nostra volontà

siamo costretti a passare le giornate lavorative in una palazzina in disuso,

costretti a non fare nulla, tutto il tempo.

Per farci uscire di qui, ad alcuni di noi, provocatoriamente,

sono stati affidati degli incarichi che non c'entrano nulla

con le nostre competenze

e in questo modo veniamo umiliati una seconda volta.

[allarme sirena]

Tutto ciò ci induce a credere che le proposte,

lungi dall'essere finalizzate a ricollocare effettivamente qualcuno,

servano solo a fornire l'alibi alla proprietà

di avere offerto una possibile ricollocazione

a persone che devono apparire...

poco o per niente disponibili.

[tuono]

Dai, avanti! Da questa parte, in fila per due.

Veloci, dai!

[uomo] Andiamo, quelli dietro, dai!

[uomo] Mè, guaglioni, stanno aspettando voi!

[uomo] Mè, alziamo il passo! Dai!

[brusio]

I vostri posti sono là in fondo.

- Perché noi dobbiamo stare là? - Perché lo dico io.

- Io voglio stare in prima fila. - No, voi là.

- Vi rendete conto di come ci trattate? - Sì, certo.

- Monsignore, scusate... - Signora, che state facendo?

[monsignore] "Padre, veramente Santo, fonte di ogni santità,

santifica questi doni con l'effusione del tuo Spirito

perché diventino per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo.

[monsignore] Nell'attesa che si compia la beata speranza

e venga il nostro salvatore Gesù Cristo."

[voce indistinta]

[monsignore] "Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi."

[monsignore] Il corpo di Cristo.

Il corpo di Cristo.

Il corpo di Cristo.

Il corpo di Cristo.

Il corpo di Cristo.

Il corpo di Cristo.

Il corpo di Cristo.

Il corpo di Cristo.

Non fare fesserie, Rosalba.

[Basile] Non fare fesserie.

[monsignore] Il corpo di Cristo.

- Ehi! - Il corpo di Cristo.

Brava.

- Il corpo di Cristo. - Amen.

Questi sapevano tutto!

- Com'è possibile? - Ci stavano aspettando!

Scriviamo al Presidente della Repubblica, al comando dei Carabinieri, ai giornali!

- Se ci scoprono di nuovo? - [Orlando] Che hai da perdere?

Secondo voi ci rispondono.

[Aldo] Dobbiamo andare da Morra. Bisogna parlare con lui.

- Quando? - Domani.

No, domani non posso.

[Anna parla in romeno]

[parlano in romeno]

Amore?

Tutto bene?

[garrito]

[respiri profondi]

[colpi cadenzati]

[vociare indistinto]

[marcia funebre]

[colpi cadenzati]

[colpi cadenzati]

[colpi cadenzati in crescendo]

[respiri profondi]

- Buongiorno. - [Liaci] Buongiorno.

- Che succede? - Forse perché deve...

Forse è da questa parte.

- Che succede? C'è qualche problema? - [Liaci] Non mi accetta il badge.

- Dia a me. - [Liaci] Grazie.

Ha dormito bene?

Il solito.

Signora Liaci, questo è per lei.

È per me?

Mi hanno messo in cassa integrazione straordinaria.

- In cassa integrazione? - Per eccedenza di personale.

Volevo piantare dei fiori.

Li pianti lei.

- Oh, lasciatemi! - Qui non può stare!

- Ehi! - Dottor Basile, mi dispiace.

Non sono riuscita a bloccarlo.

Non preoccuparti, Veronica. Vieni, Lamanna.

Vieni!

Vuoi capire che non puoi fare così? Non è casa tua questa!

Aspetti, Basile. Magari è venuto a dirci qualcosa.

Dicci.

Perché l'avete messa in cassa integrazione?

- Chi? - Niente, la segretaria, la Liaci.

Vuoi separarci? Di' la verità.

Ma che...

Quando mai ci capirai qualcosa, Lamanna?

Ma qui...

- Qua sta per succedere un casino! - Basile.

Lamanna, qualcuno ha contattato la Procura della Repubblica.

Verranno a fare un'ispezione. Lei non ne sapeva niente.

- No. - Che ti teniamo a fare là dentro?

Torni al suo lavoro, Lamanna. Vada.

Mè...

[donna] Ho portato un po' di caffè.

Comunque mi dispiace per la Liaci.

Non mi stava tanto simpatica, però...

- Ma alla fine noi stiamo così male qua? - Mah...

A me sembra di stare a bagnomaria.

[insieme] ♪ Tu sei la mia vita ♪

♪ Altro io non ho ♪

♪ Tu sei la mia strada ♪

♪ La mia verità ♪

♪ Nella tua parola ♪

♪ Io camminerò ♪

♪ Finché avrò il respiro ♪

♪ Fino a quando io vivrò ♪

♪ Non avrò paura, sai ♪

♪ Se tu sei con me ♪

♪ Io ti prego, resta con me... ♪

[donna] C'è qualcuno qui dentro?

Ma quanti siete?

Settantanove, dottoressa. 'O mariuolo.

Buongiorno a tutti.

- [Aldo] Hai visto chi è tornato? - Oh, anche tu stai qua?

La lettera che avete scritto per il vescovo

io l'ho portata in Procura e la macchina si è messa in moto!

Caterino, ce ne andiamo da qua.

È vero che hai detto alla Liaci che qua c'era una spia?

- No, che spia? - Se lo sai, devi dircelo.

- È vero? - No, non so niente! Che spia?

Sono contento che è finito tutto. Qua non si respirava più, bravi.

Sono proprio contento.

[donna] Scusa.

[Moretti] Avevamo bisogno di una migliore organizzazione del personale,

pieno di esuberi.

Abbiamo ereditato dallo Stato un'azienda a pezzi.

Non era una guerra privata contro quei lavoratori.

[Basile] Secondo Romanazzi io lo avrei danneggiato se non avesse acconsentito

alla mia richiesta di lasciare la porta aperta del suo reparto.

Ma che senso ha?

Io già di mio dispongo di tutte le chiavi,

di tutte le porte dei reparti.

[donna] Il non lavoro produce un livello di stress preoccupante.

Può parlarmi dei sintomi?

Ho riscontrato una depressione reattiva all'ambiente lavorativo,

perdita del sonno, idee auto soppressive.

[donna] Tutti effetti riconducibili a una situazione di mobbing.

Che intende per mobbing?

[donna] Intendo una situazione in cui si subiscono molestie

e abusi fisici e verbali sul posto di lavoro.

[Moretti] Non eravamo in grado di offrire attività lavorative a quelle persone

alle quali è sempre stata data

la piena disponibilità aziendale di attendere, a casa,

completamente retribuiti, una nuova collocazione.

È mobbing questo?

Se lei era l'oggetto di questa richiesta, perché non la trasferirono alla Laf?

In quanto delegato sindacale, non potevo subire simili trattamenti.

Per liberarsi di me, dovevano cogliermi in fallo.

Che motivazione le ha dato Basile per questo trasferimento?

[Liaci] Mi disse: "Non c'è più posto per te come impiegata.

Se vuoi continuare a lavorare qui,

devi trasformare il tuo contratto da impiegata a operaia."

[colpi di tosse]

[donna] Lei è Caterino Lamanna,

di Enrico, classe 1957?

Sì.

[donna] Signor Lamanna, qual è la sua qualifica

all'interno del siderurgico di Taranto?

- Non ho capito. - In che impianto lavora? Che lavoro fa?

Operaio. Manutenzione e rifacimento forni.

[donna] Mi risulta che di recente è stato promosso.

[donna] È stato promosso capoturno o sbaglio?

Ah, sì, caposquadra.

Ma anche lei è stato collocato nella Palazzina Laf, giusto?

Sì.

[donna] Ma al contrario dei suoi colleghi,

lei aveva la mansione di riferire a Basile quello che succedeva là, dico bene?

- Qualche volta. - [donna] Come qualche volta?

- Lei ha detto che lo faceva abitualmente. - Signor giudice...

- Facevo quello che mi dicevano di fare. - Perché?

Signora, signora! L'azienda aveva bisogno di me

- [brusio] - [Caterino] Che ci sta l'esubero, ci sta...

Non si può più stare un po' di qua, un po' di là.

- Un attimo, che cosa ci sta? - Che cosa?

Lei ha appena detto: "Siamo un'azienda importante, qua ci sta..." Ci sta?

Esuberi.

- Che vuol dire? - Che bisogna lavorare.

Signor giudice, bisogna lavorare bene.

Che c'entra? Io le ho chiesto se faceva la spia.

Che spia?

A me avevano dato una macchina.

Mi avevano tolto dalle cokerie dove respiravo la merda!

Signor Lamanna, moderi i termini.

Signor giudice, è la verità.

Però a me la promozione non è mai stata riconosciuta.

Io avevo l'ufficio, io ero diventato un impiegato.

Facevo parte dell'ufficio del personale.

Signor Lamanna, per cortesia. Che significa che faceva parte

dell'ufficio del personale?

Io e Basile stiamo così.

Signor Lamanna, mi risponda a questa domanda.

Lei era consapevole che le sue delazioni avrebbero peggiorato

le condizioni di vita dei suoi colleghi nella palazzina?

[respiri profondi]

[respiri profondi]

Sì.

Loro giocavano, mentre io lavoravo. Ero l'unico che lavorava là dentro!

L'azienda è diventata importante e voi non volete fare un cazzo!

- Signor Lamanna! - Traditore!

Ah, quindi lei era in concorso con gli imputati.

In concorso, ma come parla? In concorso!

- Lei era d'accordo con Basile? - Sì!

- Allora adesso per me è chiaro. - Oh!

[donna] Non ho altre domande.

- [giudice] Può andare. - Posso andare?

[giudice] Sì, può andare. Lei ha un avvocato?

Ne cerchi uno, è importante.

Visto? Abbiamo riconosciuto l'importanza del suo ruolo. È contento?

- Sì, vabbè, ma quanto mi date? - [risate]

- [giudice] Signori. - Le daremo quello che merita.

[in tarantino]

Dovrei presentarmi al decapaggio per l'affiancamento.

[uomo]

I morti loro!

[uomo 2]

- Dove devi andare tu? - Devo presentarmi al decapaggio.

- Sei uno dell'acido? - Sai dove devo andare?

Io non so niente, bello. Datti da fare.

[Caterino in tarantino]

[in tarantino]

[sirena]

[colpi di tosse]

[colpi di tosse]

[colpi di tosse]

[uomo 1] Dice: "Prenda i suoi effetti personali

e da domani si trasferisce in una palazzina

in attesa di trovare una nuova sistemazione."

[uomo 2] L'azienda ci considera uomini suoi.

Dice: "Claudio, lascia perdere il sindacato, pensa alla famiglia."

[uomo 3] C'era chi guardava il muro e pregava,

chi guardava il muro e piangeva, chi tirava i calci al muro.

In quel momento io mi sono convinto che, veramente, lì si impazzisce.

[sospiro]

Sono ricordi brutti.

[uomo 4] Ho avuto una crisi di depressione.

Di conseguenza lo ricordi sempre. Io lo ricordo ancora oggi.

[uomo] Io non posso raccontarlo perché vado in crisi,

poi non sono più sereno.

[suona "La mia Terra" di Diodato]

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