Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Minchia, ma tu sei fatto con te?
Io di queste cose qua ho i cassetti pieni.
Mi dici tu a chi le vendi? No, dimmelo tu, a chi le posso vendere? Chiste, è
tutta un 'altra cosa.
Scusi se io lo dico, ma le cose che tu hai nei cassetti sono robetta.
Chiste sono rugge, fermate di classe.
E per forti, io e Fofo, abbiamo fatto un spettacolo di cerco, con canto, balle
e...
Sentarmi a Federico XI. Scusi, secondo, please.
Federico XI. E manca di palermo.
Tu lo sai che cosa ci compro io con 200 euro?
Ci compro un dollaro e questo d 'oro. Eh, lui è sparaglia.
Guarda che noi ci veniamo da te per tradizione.
Ma tu sapessi quanta gente, quanta popolazione.
Siamo coscietti a dirci di noi.
Parlo scienziato, padrone.
Fofo, mi fai un favore?
Alla felice questa mente è paloma.
Alla felice, buona felice.
Alla felice.
Alla felice.
Amico mio, facciamo un dichiaro. Per 200 euro questa roba a me aumenta di esso.
Aspetta, 200 è troppo per te?
Allora potremmo fare 150.
150 euro e amici come prima.
150?
Io per tutte e due ti posso dare 30 euro.
E a me c 'è più di prima.
Eccellenza!
Non ti fare fottere, come dice il poeta.
Bello essere amico di sparagna, ma è sempre meglio essere amico di un
Anche perché qui c 'è la dombella, dico, poverine.
Devono mangiare.
30 dirci.
Ma non si può fare.
Si può fare, si può fare.
30 euro.
È soltanto perché sei tu.
Scusi, Sparagna, ma caccio sono solo venticinque.
A parola a parola, che lo scuso.
Aiutami a crescere, Rosario e Totò.
E tienimi lontano dalle tentazioni e dai malaffari.
Ancora la gente, da quando è morto mio marito, mi guarda male.
Perché è morto e ammazzato.
A lui non c 'entrava niente, tu lo sai.
È stata colpa degli altri.
È quello che mi preoccupa di più, Totò.
Se mi sento so che vuole vendicare il padre, la faccio la tua questa idea,
perché se no mi ammazzano pure loro.
Dimmi. Allora oggi ci nesca io.
Chi li taccio io, picciotto?
Fatti vivo e vedrai. La volpe ritornava nella tana,
il lupo ritornava nel suo diserco.
Onestamente è proprio una bella cosa.
Certo è un po' corroponato.
Ma cosa si può aggiungere?
In Giavecciotto non c 'è più delle zone.
Ma voi capite, un San Michele è il cato mensale a Monnezza.
Ma lo signore ce l 'ha a pensare.
Vabbè, lo sa, per questo cato che questa volta ti do 50 euro e 20 che ti dovevo
fanno 70.
Se conti tanto ti sto trattando male.
Perché poi alla fine soltanto questo sapete dire, che la spadagna è passata
male.
Ti stanno bene, sì o sì? Ma che fai finta di non capire?
I soldi ci dovevano, quelli giusti, quelli 50 e 20 e 70.
Avete visto che cosa c 'è là?
A me non ne ha putta niente.
A me non interessa che mi paghi che degli ursi.
Ma venite a vedere.
Vi assicuro che è proprio una bella cosa.
Venite.
Che dici?
A Palermo ci saranno sei o quattro di queste posce anni settanta.
E una di queste è mia, di Michele Sparagna.
C 'è stata un 'occasione e me la sono comprata.
E questa sera la festeggio con l 'amico a mare.
Manciamo, beviamo, andiamo a divertirci. Tutto pagato me. E stasera vedo i
piccoli, va bene? Va bene niente. I soldi li vogliamo ora.
Ora, capiste?
Soldi, soldi, sempre soldi. Ma che ci fate di piccoli? Voi i soldi ve li
masticate. I soldi ve li conservo io, che sono la vostra banca per il passato,
per il presente e per il futuro.
Intanto, per il presente i soldi ce li devi dare ora.
Stasera alla festa ci veniamo, ma i soldi li voglio ora.
Perché che fa non te vede il rosario? Sta tranquillo che stasera tu non gli
piccio. E adesso... Vi faccio sentire come canta questo motore.
Ma è una sinfonia.
È una musica.
Ma che vuoi dare a capire con questi scazzoni di macchina? Voglio dare a
che mi piacciono le cose belle e soprattutto che me le posso permettere.
Palermo lo sanno tutti che questa è la macchina dell 'avvocato lo surdo. È
appena uscita da un incidente. Tutta piena di succo. Ma che minchia dici? L
fatta appena revisionata ed è come nuova. La vostra è tutta a media.
Avete amore di tegnose.
Invidia, sparangi.
Io con questa e tu con questa. Da qui a Mondello. Ti fotto!
Sta minchia.
Baragna, è vero quello che si dice in giro? Che si dice?
Che ti hanno rubato l 'autoradio.
Antonio, questa sera alla festa vienici pure tu, ospita mio.
Per quanto riguarda l 'autoradio, non ti preoccupare, ho sciolto i cani.
E l 'autoradio ha detto quella.
Cosa?
C 'aveva bisogno di spiegare una parola a tua madre.
No, niente, a fare di famiglia, così te la faccio. Se tu la vedi ci dice di
passare oggi dal magazzino.
Oh, vorrei che io vi aggiunga la via.
Se poi aveva bisogno di parlare ci piglia e te la faccio.
Sì, l 'ha tagliata pure sotto al tappetino, che l 'altra settimana se l
scordato. Non è possibile, io li levo sempre quando pulisco.
È possibile, è possibile, non si deve peccare, a tutti può succedere una
dimenticanza. Il lavoro è sacro, pure lavare per terra è un lavoro dignitoso,
è fatto bene.
Non ci facesse caso a quello che dice quella persona.
Perché lei per lavare, bene lava.
Ma quale? E' sempre a parlare, sai?
Ma ti mi dice.
E lasciale in pace la signora sana. Tanto quella giustamente non dà
nessuno. I ragazzi? Come stanno i ragazzi?
Stanno bene, ringraziano Dio.
Sempre per sparagna lavorano?
Lavorano per sparagna, ma fanno qualcosina anche per conto loro.
Sa, ci arrangiamo.
Certo. Dopo la morte di vostro marito, ora siete sola.
Ancora giovane.
E senza un uomo.
Io non ce n 'ho bisogno di uomini.
Mi bastano i miei figli. Signora Sara, è importante andare d 'accordo con la
propria coscienza.
A proposito, stasera Sparagna fa un festino nel ristorante dove lavoro.
A lei?
Non l 'ha invitata?
Io la sera sono stanca e me ne vado a dormire.
Non ci vado alle feste.
Lo sapeste?
Ammazzerà Tato Scarlato. Tato Scarlato? E questo?
Sicuro che lo conoscevi.
Lavorava nell 'officina di Basile.
Minchia, ora mi ricordo.
E come l 'hanno ammazzato?
L 'hanno sparato in faccia, davanti a sua moglie.
Pure le figlie hanno visto tutto.
Lo povero, questi quelli che ammazzeranno il papà.
In tre.
E li ho visti tutti e tre.
L 'ho tolto, l 'hai detto a nessuno. A nessuno.
Dicono cose che ti dicono. Ecco, bravo, e tu a nessuno lo devi dire.
Né agli sbirri, né manca agli amici.
Gli amici sono più sbirri degli altri.
Manca a Sparagna che tuo parente se lo devi dire.
Perché quello è uno che parla. Lo cazzo che parla. Né a nessuno lo dico. Né a
mia madre.
Nemmeno a mio fratello Rosario.
Ma io lo so chi sono.
E appena posso, li ammazzo uno e uno.
Dici giusto, Totò.
Io, io pure casugna così.
Se come vedi ti vengo.
Al sapere chi ha ammazzato mio fratello, lo scanto.
Prima ci taglio le mani e poi lo scanto.
Che fai, Totò? Mi vuoi mettere paura? A te non si può fare mai una sorpresa. Mi
riconosci pure se non mi vedi. Ma come faccio a non riconoscerti? Che c 'è un
altro Totò al capo?
Vuoi qualcosa?
Un paio con le panelle.
Tante panelle e tante croquettes.
E pure una gazzosa. Io oggi sono ricco. E domani?
Sei povero domani.
Domani niente panelle. E domani pure.
Vanno bene quattro croquettes? Sì, sì.
Lavori sempre con tuo fratello Rosario?
Un po' con lui, un po' con altri.
Sì, come capita.
A volte facciamo questo trasloco, trasporti.
Trasporti? E di che cosa? Di tutto.
Se ci chiamano o c 'è qualcosa da trasportare, noi lo facciamo.
Più tardi c 'è un trasloco da fare. Lina!
Lina! Melecca!
E che c 'è da gridare?
Chi c 'è posto Pasqua?
Diggiti scusami per il ritardo.
Ho capito cosa ha detto.
Sì. È un po' di tempo come fa sempre.
Mi raccomando. E fai presto.
Dove vai?
Alla renella.
Devo sbrigare una cosa e sono pure in ritardo.
Ti accompagno io. E come?
Non ti preoccupare.
Nena!
Un camionare!
E poi è piaciuto.
Hai visto che pure c 'è il motore? Sale, metti di colo.
Ma chi l 'ha rubato?
Ma quale rubato è rubato?
Io non rubo più, te lo giuro.
Mio padre si scusa per il ritardo.
Accomodati.
È tutto a posto.
Come sempre.
Salutami tuo padre.
Però dici di essere più puntuale.
Che non ci siamo solo noi ad aspettare.
Posso andare?
Sì, ma senti, aspetta.
Tu ce l 'hai a 18 anni?
No.
Ancora no.
Perché?
Niente.
mi ricordi, mi ricordi una persona che
non c 'è più.
Ma quando ci hai messo, Nino? Ho provato del gelato.
Scusa, mi ho dovuto aspettare.
Andiamo via da qui, per favore.
Vabbè, sali.
È
bello
il mare.
Quando c 'era la mamma, Andavamo ogni domenica a sfora a cavallo.
Mio padre ora non vuole andare più da nessuna parte.
Quando non lavora sta sempre a casa, davanti alla televisione.
A me piacerebbe stare sempre al mare.
Pure a me piace il mare.
Mio padre sempre mi ci portava.
Andavamo a Terrasini e qualche volta ci veniva pure mia madre.
Questa sera siamo tutti al mare a fare una bella mangiata. Siamo invitati da
Sparagna. Tu lo conosci Sparagna?
Meglio, meglio così.
Perché non ci vieni pure tu?
C 'è mio fratello Rosario, dei miei amici.
Tutti i nostri amici sono.
Mio padre la sera non mi fa uscire.
E ci parlo io con tuo padre. Sì, mio padre attesta a sentire.
Totò, guarda che ti consumi gli occhi.
Mai ne hai visti? Finché se ne ho visti. Padre mio è pieno di gente che si
bacia. Prima si bacia, poi si ammazza.
Come hanno fatto con mio padre.
Ma io glielo ho giurato a mio padre.
Appena posso, li ammazzo senza pietà.
Ancora con questa storia? Ma chi ammazza è ammazzo. Non devi manco pensare a
certe cose. Quella è gente che la vita non se la gode e prima o poi finisce
male. Non c 'è bisogno di fare vendette.
Totò, me lo giuri che non ci pensi più a queste cose?
Sensina,
ma tu l 'hai mai basato a qualcuno? Sì, ma non mi è piaciuto.
Allora me la fai una promessa.
Poi quando sono grande...
Grazie.
Va bene.
Alle quattro? Sì, sì, alle quattro.
...invece di perdere tempo con le polle. Polla? Polla c 'è da pagare, c 'è da
mangiare, è pure tasoro.
Ma te ne fai un pedico, hai una tolta, la madre è tutta tua famiglia. Mi
a far ammazzare, figli di bottano.
Ma fa un colo. Figli di bottano.
La madre è bottana.
Ma fanno la tolta al capo.
Purisce niente. Ma chi?
Niente c 'è.
Ma che ci veniamo a fare qua?
Ma che c 'ha di bello questa piazza?
Ma perché la testa ti dice di venire sempre a guardare?
Perché qua hanno ammazzato il mio padre.
Proprio in questa piazza.
Alle 10 di sera.
Guarda qua.
Te lo ricordi?
Minchia, ma di quando è sta foto?
Io sempre con i baffi l 'ho vista tutto scarlato.
Guarda che c 'è scritto, che ci hanno sparato con la pistola.
Oh, oh, oh, a chiara, a chiara che c 'è scagliola.
Che c 'è? Che ci fate voi qua? Siete in libera uscita.
E' finita la villeggiatura?
Antonio, che ti devo dire?
C 'è chi può e c 'è chi non può.
Noi? Può.
Eh?
Guarda chi c 'è qua.
E tenta a fare nemmeno un graffio.
Minchia.
Facciamo progrezia.
Che avete fatto piangere oggi, eh?
Niente, due minchione.
Ma Rocco, Rocco dov 'è? È rimasto al grandotel.
Antonio. Di nuovo te lo devo dire, noi siamo come i terzi magi, insieme dentro
insieme fuori.
Ti ha parlato di me?
A questo tempo i tanti sono diventati.
Ho saputo che hanno ammattato tuo padre, mi dispiace, assai.
A cura, eh?
A monelle.
Ciao, Antonio.
E non andare troppo veloce, eh?
Queste sono tutte cose che hanno fatto la quella.
Ma non la seconda, la prima, che da lui 15 diceva.
Dico, vi siete messi a lavorare nel campo dell 'archeologia?
Che cosa me ne faccio tutte queste cose vecchie io?
Vecchie? Ma chi mi chiede ci sparagna.
Questa è tutta roba di valore, roba che non si trova più.
Non la vuoi pigliare per fissa.
Ma dentro ci sono milioni, se non ti interessa... Ma quale maleuna?
Maleuna e maleuna, quale maleuna?
Milioni o mille euro, in via libertà c 'è una di queste cose se ne intende.
Queste sono cose di valore.
E qui ci capisce niente.
Mio cognato, c 'è una bella macchina fotografica che fa tutte cose da solo.
E ci prende una fotografica su una meraviglia.
Lo sapete quanto l 'ha pagato? 25 euro l 'ha pagato. Io mancaccio niente per
salvare. Ma che minchia dici? 100 euro?
Questa roba milioni vale.
Ancora questa maleuna?
Ma quella maleuna non è maleuna.
Da quando c 'è l 'euro i maleuni non esistono più.
Siamo tutti in mezzo alla strada.
Siamo dei poveri disgraziati.
E comunque tu mi appunti all 'esperienza mia.
Prima perché sono più grande.
secondo perché ti faccio lavorare e terzo perché io sogno tutto a te. Ma
è zia e zio, ho una canuccia a te.
Hai una canuccia?
Però senza questo sconosciuto tu e la tua famiglia siete in mezzo alla strada,
siete dei morti di fame, anzi peggio che morti. Baragna, abbiamo capito che sei
una persona importante.
Arriviamo al dunque, parla chiaro e dici quanto ci vuoi dare.
70 euro vi posso dare, non una lira di più.
E se non vi conviene uscite fuori, la custa va a restare subito.
Che? Non parlate più?
Adesso la favela ve la faccio tornare io.
Tanto?
Trenta euro.
E stasera tu non gli odia.
Sicuro, eh? Capisci? È mio.
A te?
A te ti posso dare dieci euro, visto che io sono uno sconosciuto.
Anzi, sette.
Dieci euro mi resiste. E dieci euro mi ha dato.
Perché sette ti fanno schifo. Sparagna, dacci dieci euro a Totò e non fare il
prepotente.
Ecco. T 'ha insegnato, cazzo, non ti ha insegnato.
Figlio del bottone!
Totò, Totò, Totò!
Chi sei che vado di fretta?
Ma dove vai?
Niente, tutto a fare.
Dove sta Rosario che ci devo parlare? Non lo so dove.
Non sa da Sparagna.
Perché vuoi sapere se è da sparagna? Come perché voglio sapere se è da
Non ci andate più a lavorare? Ci sono giustato stamattina. Ma la Rossella non
da sparagna. Non lo so dove è andato. Ma tu non ci andate da sparagna, che
quello è un cornuto.
Non devi parlare così, che quello ci dà da mangiare, capito? Ma che dici? Ma è
lui che ci mangia sopra noi.
Non ti fanno imbrogliare, che tutte chiacchiere ti dice.
Così, ecco, un volo di Colombi! Fotografo, pronti!
Dico io, pronti! Fotografo, pronti!
Colombi!
Bravi, grazie!
Maestà, gli sposi niente gli dicete? Ma come no?
I sposi sono al cuore d 'imperatore!
E' questo che vuole sentire!
Venite, barone e baronezzi! Oggi è giornata di feste, allegra a cuore!
Palermo e la Sicilia sono in testa, Federico, trent 'anni imperatore, uomo
pari e di valore, tutto sapeva dello suo signore, siciliano e latino,
tedesco, greco, franco e saricino, ricco di fame e di sventura.
Agli sposi niente ci hai detto. Agli sposi c 'ho una bella canzone, una
Qualcosa per gli sposi.
Poesia, canzone.
Fofo, vieni qua, poeta di corte. E offre questi due, oggi sposi, i
dulci parole della sorte.
Grazie, maestà, per questo invito. Forza, popò, facci vedere come sai fare
volare anche le palore.
Secondo passia, le colombelle che cosa sono?
Palore, ma con le ali. Hai visto che ci sai fare?
Forza, qualcosa per gli sposi. A bello cuore.
Signorina Brigida, volesse darmi l 'onore di accompagnarmi, diciamo, con
musica concia.
A concia, maestro.
a cosa?
canzonetta novella ma cantano una cosa
arrezzati al comincio del mattino bella
sei la rosa da tante rosa bionda più assai del loro
vino il vostro amore che canta
Senato di Lentini.
Grazie. Inchienatevi, signori. Inchienatevi a vostro signore Federico
e suo poeta di corte.
Grazie.
E chiediti, caroso, non mancare di rispetto all 'imperatore.
Ti permette di chiudere?
Come ti permette, panciolo, un pena a te e a tua famiglia? Ma vatti, ne va, non
lo farò un 'altra volta perché ti ammazzo.
Ma perché dobbiamo farci riconoscere subito per quei grandi panni che siete?
Qui dobbiamo lavorare, e poi senti a me, sei nata, sei
scagliata.
No, Michele, tu sei... Guarda che cosa ti ha portato Michele. Ti ho fatto un
regalo. Anzi, veramente te ne ho fatti due.
Guarda.
L 'obba fermata.
Elegantissima.
Non è una bella cosa?
Ti piace?
Michele, ma tu non ti devi disturbare.
Già, mi dai da lavorare.
E poi...
Questo è un vestito troppo bello. Un vestito da festa.
Quando me lo metto io?
Ma perché? Un regalo non te lo posso fare io.
Senti Casara.
Io a tuo marito ci volevo bene.
Che se fosse ancora vivo saremmo tutti felici e contenti.
Ma il destino è stato desgraziato. Che cosa dobbiamo fare? Ci speriamo un colpo
di pistola in bocca?
Per campare bisogna campare, bisogna andare avanti.
E tu che cosa vuoi fare?
Continua ad essere così?
A fare la vera per tutta la vita, eh?
Sono fatti miei.
Io devo pensare ai miei figli.
Ma perché io nemmeno un regalo ti posso fare, eh?
E poi sta tranquilla che lo sai tutto, non sanno niente, nessuno sa niente.
Però tutte e due con me si comportano male. E' come se fossero gelose, come se
avessero qualche sospetto.
E' che la gente è maligna, parla assai.
Tra me e te non c 'è niente.
C 'è solo che tu uccida da lavorare.
Io non voglio che mie figlie si mettono in testa cose che non esistono.
Mi capisci?
Ti capisci o non ti capisci?
Se ti fa piacere ti dico che ti capisco.
ha problemi con Rosario.
Non parla manco più con me.
Lui soffre che tu sei il cugino del padre che ci rinfacci sempre che ci dà
mangiare.
Ma guarda che lui lavora pure per conto suo.
Si fa i traslochi.
Eppure io lavoro per conto mio.
Ah, sì?
E allora se è così lo scuso, se tu ti voglio più fatta tua e tuo figlio ti
voglio più fatta sua, mi dite che cosa ci vado a fare con me? Tu che cosa ci
vado a fare con me, eh?
Per la mia bella faccia? Ci viene per la mia faccia? Più da cala che da faccia?
Rispondi!
Michele, tu non ti devi offendere.
È che in questo momento io non ho la testa per certe cose.
Ma non ti voglio offendere.
Non ho la testa per certe cose.
Lo capisco, capisco.
E comunque... Lo sa del Totò.
Andate a stare attenti a come parlano.
Specialmente uno di Totò.
E se continui il suo passo, lo sai che
faccio, Sara?
Non li faccio più lavorare qua.
Vi faccio fare la fame.
E voi senza me lo sapete che siete? Siete niente.
Siete dei morti. Anzi, di più, siete peggio che morti, siete dei caraveri.
Ti prego, Michele, non parlare così.
I ragazzi te li devi tenere a lavorare qua.
Perché sennò si mettono con gente di malaffare e finiscono nei guai.
E che ormai sono cresciuti, lo sanno cosa vuoi da me.
E sono gelosi.
Se non fosse per te, lo sai alla fine che ci farei fare.
La stima che do' andare fa la stessa. Ma quando è che ti decidi, eh?
Ma quanto devo aspettare un ciao azzurro?
Ti devo ricordare una promessa che mi hai fatto.
Promessa?
Quale promessa? Un modo quello, eh?
Che mi avresti detto il nome di chi ha ammazzato mio marito.
Ma che ti scappa dalla bocca? Ma che c 'è parte? Ma puoi consumare a me, eh?
Sì, è vero, te l 'ho promesso. Ma quelle sono frasi che risultano a costo di
riconforto. Io non faccio niente. Già ho sesso fatto che tuo marito era mio
cugino di secondo grado, di seconda mano.
Già si passano i guai.
Non ti ci mettevano tu.
E faremo una cosa.
Mettiamo che io ti dicesse qualche cosa, se la sapesse.
Tu che fai? Figlia, questo lo ci fa spare? Eh?
La finisce, va.
Io non ci voglio sparare a nessuno.
Non ci credo più in queste cose.
Non ne voglio vendetta.
Voglio sapere solo da chi devo stare lontano.
Oh, guarda, le buona cosa, tu quando, diciamo, ci hai detto a fare le cose con
noi, t 'ammazzo.
Lo ricevi per vero o per scherzo?
Perché guarda che se tu lo ricevi per vero...
Tu scagliò la gommea, non ne ve ne appagliò.
Anzi, ti dico un 'altra cosa che se lo dicevo per scherzo.
Queste cose non si dicono assolutamente.
Perché poi lo sai com 'è la vita, uno si picchia a cuscio.
E cosa succede o no?
E invece lo sai che ti dico? Che tu ti affari fatti tu e che io sono il patrone
che ti cambia bene il piacere.
Sì, caroso, dove vai?
Chi c 'è? Dove vai con questo gran premuro, eh, Totò? Il salvatore, come il
nostro salvatore, sarà l 'imperatore. Lascia perdere l 'imperatore, Federico,
ciò premura stai. Alla prossima.
Anzi, scusa per prima, Federico, per questa volta non ti ammazzo, va bene?
Ma ancora ci pensi tu? Io ho già scordato.
E chi è con te? È il scaiolo.
Ce n 'era il scaiolo.
Come disse il mio professore, cinere aiosa.
Minchia, Federico, il tuo imparatore ci sapeva fare, eh?
Ti ricomando.
Minchia! Buono, Totò, tu mi dicesti che non mi ammazzi più. Tu scordaste.
Quanta? Una euro.
Grazie.
Lina, Lina!
Che c 'è? Chi vuoi tu, Elena?
Lei non c 'è. Ci deve dire qualche cosa.
No, è che dovevo stare qua alle quattro. E sono in ritardo.
Ah, dovevi stare qua alle quattro e sei pure in ritardo.
Ma in ritardo per che cosa?
Me lo puoi dire, visto che stai parlando di mia figlia? Niente. Ci dovevo
dire... Ci dovevo dire una cosa.
Senta mia, Totò.
Mi pare che ti chiami Totò. Sì.
Io ho tempi per i delucotti o no?
Va a buscato Panola, ecco a te.
Oh, Roseno, te lo vanno a passare i tuoi set.
Sì, non è buono. Non è buono.
Ma cos 'è da
fai, sta? Ma cos 'è da fai?
Ti dispiace se ho abbassato il volume?
Non è più bello così?
No, perché mi ha dispiacere.
Che era troppo forte la musica.
Non era troppo forte.
Ma perché se era troppo forte facessero buona abbassare me la.
Non è che potremmo fare troppo buone idee allora.
Mi dite qualche cosa?
C 'è qualche cosa che mi interessa?
Che tutta roba buona c 'è.
A lei chi sei l 'ultimo festival?
Il suo festival?
Eh. Poi sono il festival dei molti di fame, prego.
E bravo perciò, atti.
Ti sei fatto strada, eh?
Oh, fai il tiro con quattro cd, quattro.
E ora, se ne vai in giro con un negozio musicale.
Reca, minchia, questa qua la conosco.
Peppi, non è l 'autoradio che hanno rubato a Sparagno? Minchia, vero, eh?
E che ci fanno?
Chi fa?
Allora, com 'è mentito?
Tu non sai niente!
Eh? Tu niente ne fai, no?
No! No! Chi puoi? Fatti da regalare! Io non so niente! No!
Io non so niente! Io non so niente! Io non so niente!
Io non so niente! Io non so niente! Io non so niente! Io non so niente!
Io non so niente!
Come diceva quel personaggio, un talattuidare sta faccia. Ma sto a cuore.
C 'è uno spicciato.
Che ci fai qua?
Tu piuttosto, dove sei stata?
Da mia cugina.
Da tua cugina?
Ma tuo padre non me l 'ha detto. E come te lo doveva dire? Non lo sapeva.
Ma perché vuoi sapere dove sono stata?
Perché tu alle quattro non c 'eri al negozio. Alle quattro? Ma che significa?
Alle quattro, alle quattro. Mi ha detto pure di sì che ci saremmo rivisti.
Sì, è vero. Ma andavo di corsa e mi è passato di mente.
Ma dov 'era la tua bugia? La sei stata?
Guarda che io bugie non ne dico. E poi a te non deve interessare dove vado.
Già mi basta e mi avanza mio padre.
Hai capito?
Ma non è che per caso tu conosci Sparagna?
Te l 'ho detto stamattina che non lo conosco. Che te lo devo ripetere? Te lo
ripeto. Non lo conosco.
E tu?
Dove sei stato?
L 'ho stato ad un matrimonio.
La sposa era bellissima. Era tutta vestita di bianco.
E tutti si baciavano.
C 'era la musica.
E poi mi ha portato una torta grandissima. Era uno, due... A tre piani
tre piani. A tre piani, a tre piani.
Totò, ma che c 'è?
Lino, aspettami qua.
Devo fare una bella sorpresa. Ma di che cosa si tratta? Non te lo posso dire, se
no che sorpresa è...
A chi l 'hai presa? Non è che l 'hai rubata a qualcuno? Ma quale rubata?
L 'ho comprata con i soldi che guadagno.
No, Totò, non posso aspettare.
Ma perché?
Perché, perché?
Perché se la vede mio padre mi ammaffa.
Se non la prendi sono io che mi ammazzo. Te lo giuro, mi ammazzo.
Va bene, Totò, per ora.
Per ora l 'accetto.
Dammi le mani.
Totò.
Ma tu sai baciare?
Eh? Baciare?
Vediamo.
Se tuo padre mi avesse conosciuta, tu dici che mi avrebbe voluta bene.
Anche se mi avesse visto con la collana di tua madre.
È a tua madre che l 'hai rubata, vero?
Mio padre non c 'è più.
E se c 'è ancora, ci sta guardando.
Che io a Dio ci credo.
E se ci sta guardando, sono sicuro che in questo momento lui è felice.
Primo. Perché dopo mia madre, l 'unica donna che mi vuole bene sei tu.
E secondo, perché a lui gli piacevano le sigarette senza filtro.
Hai visto?
La sta fumando tutta.
Vuol dire che gli è piaciuta.
Eccolo finalmente il nostro sparaglio.
Vamoni, a chiara da macchia.
Che lo scusa, che posso lasciare il magazzino in custodito? Non potessimo
parlare qua.
Ma che tu dici che ti dobbiamo parlare?
Io niente ti devo dire.
Sei solo invitato da amici.
Amici che ti vogliono chiedere qualche cosa.
E stai tranquillo con le quattro minchiate che c 'è nel magazzino. Non te
fotta nulla.
Vamone.
Non è finito.
Qua non ne sono sicura.
Fino a stamattina l 'ho vista.
Ma chi è?
Chi sta cercando?
La mia collana. Tu l 'hai vista?
Era qua.
E ora non c 'è più.
La verità è che in questa casa con voi due in giro non si può lasciare niente.
Oh, ma perché te lo stai prendendo con me?
Non lo sai che sono tornata fuori a ciavagliare?
Perché non ti esperienzi tu?
Invece di... Invece di che?
Cosa vuoi dire?
Niente. Tu lo sai cosa voglio dire. Tu così con me non ci parli, hai capito?
Ma ti pare che mi piace andare in giro a lavare le scale?
O a fare le pulizie da sfaragna, eh?
Non mi piace.
Però prima c 'era tuo padre.
Adesso sono da sola.
Sola. E ho due figlie a pensare.
Totò, tu mi hai voluto presentare tuo padre per farmelo conoscere. Ed ora lo
conosco. Per quello che si può capire dalla fotografia, era un uomo buono.
Gli uomini buoni non hanno bisogno di essere vendicati, capisci?
Gli uomini buoni, anche da morti, solo cose buone possono continuare a fare.
Lo so cosa mi vuoi dire, me l 'hai già detto.
Ma qua, se non alzi la testa, te la mettono sotto un mattone.
Toto, qua ora ci sono io, lo vuoi capire o no?
Ho capito, ho capito che mi vuoi bene.
Per il resto, ci penserò signore.
Testa dura, sai, ma ti voglio bene.
Così non ti scordi di me.
Totò, ma che c 'hai qua?
No, no, no, niente c 'ho. Niente?
E questa cos 'è?
Ancora con queste cose va in giro.
E allora sai che ti dico?
Che tu a me non mi rivedi più.
Lino!
Io con tutto il rispetto che ci porta alla sua persona, mi permetto di
insistere, io questo Bartolo, come schifia si chiama, non lo conosco. Non
conosci? Non lo conosco. Ma non dire minchiate, sparagna.
A Palermo lo sanno tutti che Bartolo Piscianguotto è un tuo cliente.
Ah, un piscianguotto?
Eh, io che sesso che si chiama Bartolo? Io ho pensato, per sopra non lo conosco.
Certo, siamo amici.
Ci siamo visti qualche settimana fa, anche perché abbiamo fatto degli affari.
che significa?
Io non ho casaccio di un nè, ma va a scusare.
Fai un altro sforzo e vedi di saperlo.
Solo la polizia ci deve raccontare le cose che sai. Io la polizia? Ma chi sta
dicendo? Queste sono tutte infamità che mettono le persone che mi vogliono male.
Porta gente venusa che ce la fa con Sparagna.
Io non ci conto niente.
Tu parli troppo, Sparagna.
E lo sanno tutti.
Solo con me non vuoi parlare. Io sono un poveraggio.
Uno che se vuol scopare che campa.
Che cosa devo fare per campare?
Andare a prestare quello, a prestare quell 'altro per vedere che fanno? Mi
faccia affare mia.
Io lo giuro, questo abbatto non lo so.
Tu vuoi lavorare, Sparagna?
e noi ti facciamo lavorare e campare basta solo che ci dici dove è finito
ma se non ci aiuti sai che succede?
succede che noi Baito lo giochiamo lo stesso magari ci mettiamo un po' più di
tempo però lo giochiamo però poi vi accompagniamo assieme al
cimitero
Ah, Sparagna, vieni qua.
Mi comandi?
Senti, tu hai un nipote, un parente, insomma un ragazzo che gli hanno sparato
padre. Un parente?
Un cugino.
Il mio cugino è buon anima. Cugino che sono convocato però. Attenzione. Vabbè,
vabbè, lascia stare i gradi adesso.
Comunque c 'è questo ragazzo, che si chiama Totò, che va dicendo in giro che
visto chi ha sparato il padre.
Vedete di sapere se è vero, eh?
Questa cortesia ce la può fare, no?
Questa sera io torno a festa con gli amici, una bella mangiata, alla Ranelli.
posso invitare pure a voi, mi farebbe piacere, di cuore lo dico.
Ma va a cattatupare, cosa inutile.
Rosà, ti devo dire una cosa.
Non voglio sapere niente. Oh, ma che c 'hai?
Niente.
Ci viene a mare questa sera?
Non lo so.
Oh, la vuoi sapere o no questa cosa che ti voglio dire?
Ti ho detto che non la voglio sapere.
A me non ne è.
La rincia è andata in stanza.
Me ne chi ha arrabbiata.
Per chi ha arrabbiata?
Che dice che stamattina ci scomparìa con l 'ana.
Non facciamo il ciabighese tu.
Io? Ma quello che non è co...
Allora, visto che non sai niente, ci vai e ci va a dice.
Eh, ci stanno a dire.
Tanto che il problema c 'è.
Mamma, guarda che non l 'ho presa io la collana.
Vieni qua.
L 'ho preso così.
Rubioni, vieni qua. Non solo rubi dentro casa, pure le bugie ti metti a dire,
eh? Ma ti giuro che l 'ho trovato.
Disgraziato, con queste cose si muore. Lo sai che si muore.
Vuoi fare la fine di tuo padre, eh?
Mi farete morire di crepacuore.
Tutto, fratello, e tutti quei disgraziati che frequenti. Vieni qua.
Che, ti pigliai?
Che è stato qualche amico?
Ecco, dottor, come si dice, amici e guardate.
Che ha inventato per primo questa frase?
Ci ha prestato il primo Nobel, perché lì c 'è la verità, amici e guardate.
Dimmi una cosa, a proposito di amici e parenti, è vero che va dicendo in giro
che tu hai visto chi ha ammazzato tuo padre?
Vero è, sì o no?
Io niente devo in giro.
Guarda che tu devi stare attento quando parli e guarda che tu mi devi vedere la
verità, i veristi sì o no?
No, non ho visto a nessuno.
Non hai visto a nessuno? E tu questo ti vedi in giro scemoneto, che non hai
visto a nessuno, che non sei niente e niente vuoi sapere, esiste qualche cosa?
Da te ne hai chiuso.
Ma ne ho comprato un 'altra. No, ma l 'hanno ritrovata. E ci ho imparato pure
'educazione. Perché con Spadagno non si scherza.
E l 'hanno imparata.
L 'hanno imparata, l 'hanno imparata. Che fa, non ci crede? Non ci credo, non
credo. Ma che inventaria sta a me?
E se tu mi chiamano, che la rovino.
Oh, ma che stai subito? Lava le mani, non la toccare.
Oh, capivo.
Un sogno solito. Vammi scendere il calcio, ma chi è che sta?
Vammi scendere! Esci!
Oh, capito!
Totò!
Totò, sai che ti dico? Che nella tua famiglia è stata tutta la malagomia.
Vattene, vaffantocolo, vattene!
Ma no, è che sei scagnuto!
Scagnuto e ignorante!
Se dici insegnare, no imparare!
Pure io lo so!
Signore e cavalieri... innamorati, cortesi di Magelle e graziose,
venitene davanti e ascoltate l 'alte ventura
e le guerre amorose che per l 'antico cavaliere...
Eppure io so qualcosa, e a poesia, e ad altre cose. Non sono secondo a nessuno.
Ciò, amici e picciotte belle, in alto il bicchiere, in alto il vino,
brindisi facciate col vostro amico Beniamino.
Brindisi facciamo a mio compadre Sparagna, che mai si asciuga e mai si
Buona è, a così vieni e a così ve l 'ho detto.
Auguri a tutti.
Auguri, Beniamino, auguri. Auguri.
Ma te vuoi mettere a spalacone con Federico II?
E' un artista, e' un poeta di corte. Noi siamo stracci in confronto a lui.
Troppo buono, Sparagna, troppo buono.
Basta chi brindisi, adesso mangiamo e beviamo, saluto e prosperità per tutti e
se qualcuno arriva in ritardo, si mangia la spinta e squarate.
Come si dice, se andasse, dicevo prima che t 'asse.
Anzi, sai che ti dico?
Ti alzi il culo e ti fai scendere la mano agli amici nostri.
Io a mamma non ce l 'ho neanche noto.
Sta sbagliando, Angelo.
Sei poco educato.
Ma come?
Spadagna ti perdona, ti invita alla sua tavola e tu mi rispondi così.
Tu lo sai che ti voglio bene, eh?
E ti vogliono proprio i tuoi amici, i tuoi amici. E te l 'hanno pure
amore. Spadagna non ci sono più dei coglioni.
Cioè, a vendere niente.
Che diceste?
Non ho capito.
Ho sentito.
Non ci sono più dei coglioni, ha detto.
Tu chissà a me o muoresci, ho capito?
Tu chissà a Spadagna o non ci ho detto, ho capito?
E
allora,
cani e mani, ti perdono per la seconda volta.
C 'è più che fare, andiamo a fare tanto, perché il sogno è troppo buono.
Un santo è Sparagna, usano pure i diavoli.
E pure i diavoli, sanno che non sapeva che Romagna fosse a morire l
'amico Sparagna.
Lo fanno bene.
Ti ringrazio di cuore, papà.
Come se avessi accettato. Però, come si dice a Palermo, meglio un diavolo vivo
con santo muoio.
E allora, che cosa si mangia questa sera? Pinocchi bolliti, eh?
Sei proprio arrivato giusto giusto. Non ti sei perso niente ancora.
Parà, pure Totò è invitato. Ma questa cos 'è, testa di carose? Carose sì, ma
carose che fanno danno.
Se il segno l 'ha invitato pure a Totò.
Ma siccome un signorino oggi era incazzato, io lo stavo a piedi per
Ma una volta che è qua, lo perdono.
Vieni qua, dottore, vieni qua.
Se siete al mio posto, o più nico, se al tuo posto o più grande.
Dovete venire a mangiare, sennò stasera faccio una strage.
Siamo tutti scantati.
Eh, mangi.
Buona salute.
Insomma, ad un certo momento il Presidente ci dice quali sono secondo
criteri in base ai quali si scelgono i killer. Io lo guardo e penso, minchia,
questo non capisce proprio niente. E allora ci dico, signor Presidente, che
bisogno abbiamo di scegliere?
Noi tutti killer siamo.
Signore, adesso spazio.
Alle dichiarazioni spontanee.
Avanti con le dichiarazioni spontanee. Che comincio per primo? Ah, comincio io.
Ammone.
Cancelliere, metta pure a verbale.
Che di quello che sto per dire vi voglio assicurare che non mi pentirò mai.
Mai e poi mai.
Perché voglio, e ora parlo sul serio, ringraziare qui davanti a tutti, a
Beniamino, numero uno, perché qua ne era rincia.
Sei ricordato pure del giorno del mio compleanno.
E' il numero due.
Per chi su un 'era pittia, io scivo solo con i piedi davanti.
Grazie, Beniamino.
E ricordati che finché sarò vivo, non me lo scorderò mai.
Beniamino, tu metti tutti.
Vi ho riunito qua stasera tutti i baroni e baronesi perché
Federico di Svevia, il gran signore... Federico, con tutto il rispetto, un
barone e baroneso che minchia dice che siamo tutti morti di fame.
Assegni, assegni.
Grazie, grazie.
Assegni. Anche se me lo consentite e se me lo permettete, vorrei fare un
brindisi. a tutti i morti di fame di Palermo e anche a quelli fuori di
evviva i morti di fame
Mi hanno ammazzato. A me?
Ma perché?
Io non ho fatto niente!
Io non ho fatto niente!
Ma non ce l 'ho fatto niente!
Ma non ce l 'ho fatto niente!
Ma non ce
l 'ho fatto niente!
Ma non ce l 'ho fatto niente!
Ma non ce l 'ho fatto niente!
Ma non ce l 'ho fatto niente! Mi stai fumando? Mi stai fumando?
Mi stai
fumando?
Mi stai fumando?
un bel regalo sui matamoni, un consiglio a gatti, un patato assai, un po' di
carne, un tallaicato.
Totò, vieni che ti ammazzo, non si dice neanche per scherzo, perché poi uno si
abitua e la cosa la fa sossega.
Totò, quando vieni, prendi il telentello, non lo ricchiare, Totò.
vuoi ancora vendicare? Io sempre qua sono, a disposizione.
Totò, come regista mia.
Grazie a tutti.
Totò, apri gli occhi, Totò.
Totò, apri gli occhi, Totò.
Totò, apri gli occhi, Totò.
Totò,
apri gli occhi, Totò.
Totò, apri gli occhi. Forse è lì, Totò.
Sto uscando, eh.
Totò, a me non mi piace.
Totò, a me non mi piace niente, Totò.
Non facciamo scherzi, Totò. La casa è tutta viva.
Voce, Totò, voce, con me niente.
Totò!
Totò!
Lino.
Lino.
Lino. A me, Lino.
Ma come, Lino?
Ma... Ma chi te l 'ha dato?
L 'ho trovata a petta, dietro la porta.
Me l 'ha portato un angelo.
Forse è stato tuo padre.
Mamma, poi quando sono grande te lo faccio sapere chi è stato.
Anzi, te lo faccio conoscere.
Ti senti meglio?
Perché mi fai scantare?
Ce la fa alzarti?
Sì, mamma, posso alzarmi.
Forse... Forse ho bevuto troppo.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.