All language subtitles for Oh.serafina.(1976).ITA.Ac3.2.0.sub.ita.DVDRip.SD

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Original subtitles

Eccomi qua, buongiorno a tutta la famiglia.

< Menù del giorno: semi di zucca e girasole.

Buongiorno a tutti.

Bella giornata oggi, vero?

< Anche al mattino?

< Va bene che siete fidanzati, ma insomma...

Non litigate.

< Non protestate, non alzate la voce.

Vengo anche da voi.

< Pasquale, sei un po' ingrassato. Devi fare più moto.

Calma, calma. C'è da mangiare per tutti.

Ecco.

Calma, masticate bene.

Avanti, Sofia.

< Fabrizio...

< ...sei sempre il primo a litigare.

< Hai un carattere impossibile, guarda che ti mando in collegio.

Cosa vuoi? Ho capito.

Non hai mica torto.

< Bravo, Tano. Mangia la bistecca che sei un po' giù di cera.

Non dire balle.

Che dici?

< Parla chiaro. Due mogli?

Avete ragione, vengo anche da voi.

Però non siete mai contenti.

Domani un'altra marca di semi di girasole.

Ah, giusto te.

< Parliamoci chiaro, Leopoldo.

Smettila di rubare i bottoni colorati...

...altrimenti la mia fabbrica va in malora.

Sì, "Avanti popolo"!

Lascia stare la politica.

Che disastro, altro che madreperla!

Dobbiamo passare alla plastica.

Ma cosa dite?

Sì.

< Brutta carogna.

- Tirchia! - Pelandrone!

Sono quasi in orario, i genitori.

Troiona!

Sei andato all'osteria a buttare via i soldi!

A bere il mezzo litro!

Ubriaco come un asino!

Cretina bigotta! Vai a cagare!

Tu vai a cagare con quel pirla là fuori.

Alla sua età gioca ancora con gli uccellini.

Hanno quasi finito.

Colpa tua che sei alcolizzato. Tutti matti nella tua famiglia.

Ora lui dice che non ne può più.

Signore, non ne posso più!

Dice che va a buttarsi dal campanile.

Mi butto giù dal campanile.

Giù!

Vatti a buttare, mostra finalmente che sei un uomo!

- < Stavolta mi butto. - Vai.

- Madonna! - Vai. - Mi butto.

Vai.

Andrà da Pinelli a farsi mezzo litro.

Hai sentito? E' papà. Non sarà mica diventato matto?

Lascialo stare.

- E' matto! - E' matto!

Giuseppe, non fare una stupidata.

Sposatevi, coglioni!

< Sposatevi, vedrete come va a finire!

Ecco come va a finire.

- E' morto? - Morto, morto.

- Beveva tutto il giorno. - Eh!

< Ah, è così?

Hai voluto averla vinta tu.

< La smetta di agitarsi. Cosa dovrei fare io allora?

< Non c'è più un padrone.

Non si capisce chi comanda in questa baracca maledetta.

- Cosa c'è? - E' un ordine.

Quale ordine?

< Come osate toccare nonno Augusto?

Giù le mani dal signor Augusto!

Giù le mani da quell'uomo. E' un sacrilegio.

Fermi tutti!

Il nonno non si tocca.

La signora Belinda ha ordinato...

La signora Belinda, qua dentro, non comanda un tubo.

Il padrone sono io. Avanti, voialtri!

- Buongiorno. - Mettetelo lì, poi lo sistemiamo.

Un capolavoro!

- Un po' di uccellini ci volevano. - Sì.

Chi ha avuto il coraggio di andare contro i miei ordini?

- Non rompere i coglioni. - Ma cosa fai? - Fuori!

- Fuori. - Bastoni tua madre?

- Non temi il castigo di Dio? - A casa a fare la calza.

Fuori tutti. Voglio visitare la fabbrica.

Le chiamo il caporeparto Radice Romeo, dottore.

- Non sono dottore, sono il padrone. - Sì.

Fuori!

- Visto? - Tale e quale a suo nonno, benedetto.

Anche lui le donne le voleva sempre in cucina.

Ma quelli erano altri tempi.

Per me i tempi sono sempre quelli.

Tutto come quando era vivo il nonno.

- Eccetera. - Ecco.

Questo è il reparto delle taglierine.

La madreperla è bellissima.

Infatti è madre della perla.

Eh!

- Buongiorno, signor Augusto. - Buongiorno.

Queste macchine fanno troppo rumore. Gli uccelli si lamentano.

- Gli uccelli? - Sì.

Sono vecchie macchine, dobbiamo comprare quelle della plastica.

- Non parliamo di plastica. - Ma il progresso?

Il progresso non esiste.

Nella mia fabbrica tutto deve rimanere come ai tempi del nonno.

Fine del comunicato.

Buongiorno, signor Augusto.

- Buongiorno. - Questo è il reparto confezioni e imballaggi.

Buongiorno.

Che bel reparto!

E questo è il reparto lucidatura.

Sì, lucidatura.

Di chi è quel bel culo del reparto imballaggio?

Di mia sorella Palmira, signor padrone.

Ciao, Leopoldo.

Oggi ho visto un culo bellissimo con una faccia bellissima.

- Lascialo stare. - < Te lo giuro.

Ne parlo con te perché sei un adulto.

E' un argomento nuovo, però sento che mi interessa.

< Una cosa speciale.

Un perfetto equilibrio tra peso lordo e strutture interne.

Gli manca la parola.

Signor Augusto?

Acqua in bocca.

Lasciala stare.

Signorina Radice.

Stavo parlando con gli uccelli. No, cioè...

Si parlava di bottoni rotondi in generale.

Mi scusi, signor padrone. Non volevo disturbarla.

Ma guardi questo nuovo tipo di campionatura.

E' un quadro.

L'ho fatto io.

Che brava.

Buongiorno.

Mi scusi, non sono stato io.

Volevo solo toccare il coso, non l'ho fatto apposta.

Invece sì, l'hai fatto apposta.

Perché mi desideri come io desidero te.

Con tutta l'anima.

Sì, ti desidero. E' stato un colpo di fulmine.

Mi piace la tua dialettica. Mi piace il tuo culo.

Sento il richiamo dei sensi, facciamo l'amore subito.

Ma qui davanti agli uccelli?

Cosa credi che gliene freghi a loro?

- Lo fanno anche loro. - Sì, ma non si fanno vedere.

- Bisogna aver riguardo. - Allora?

Là.

Prendimi, sono tua.

Ma io...

...praticamente...

...non saprei da dove si comincia.

Neanche io.

Sarei anche vergine.

Anche io.

Diciamo che sono un autodidatta.

< Sono stato represso da mia madre.

Fino a oggi ho sempre fatto tutto da solo.

Però mi capisco, so come prendermi.

Mah!

Ah, ecco.

Ma non porti le mutandine?

Dicevo così per dire.

Anche senza sei una brava Palmira.

Non posso più aspettare.

Credo che si cominci da qui.

Sì amore, ma non in piedi.

Credo che abbiamo cominciato da dove si comincia.

Credo che siamo sulla buona strada.

- A me piace e a te? - Sì.

- Mi piace tanto. - Sì.

Mi piace moltissimo.

- Signor padrone. - Cosa c'è?

- Avrei una cosa da dirle. - Parla.

Mia sorella Palmira è incinta.

Ah!

E lei deve sposarla.

La sposerò, ma tu non rompermi le balle.

Radice.

- Sindaco o chiesa? - Chiesa.

Va bene, chiesa.

Cosa vuoi?

Cosa fai?

Mi hai ordinato di fare la calza, sto facendo la calza.

Perché la fai salmone? A me piace crema.

La calza la faccio come piace a me.

- Cosa vuoi? - Sono venuto a dirti che mi sposo.

Con chi?

Con la signorina Radice Palmira, del reparto imballaggio.

Sei matto. Ricorda le ultime parole che disse tuo padre...

...prima di buttarsi giù.

Chi se ne frega delle ultime parole di mio padre.

Sposala.

Ma io morirò.

< Va bene, ciao.

Sì.

Sì.

Eh, sì!

- Ha detto sì. - Poveraccio!

Uffa!

- Sarebbe questo il viaggio di nozze? - < Sì.

Ma cosa corri?

< Ciao, Francesco.

Era meglio se andavamo a Montecarlo.

Pazienza per lo spacco.

Pazienza per la gomma americana, ma vuole spegnere la radio?

Bene, se è così ce ne andiamo.

Ce ne andiamo, vero?

Vai via tu, non rompere le balle.

Dormi, dormi.

Tieni!

Uffa, lasciami dormire.

Mm!

Mi fai prender freddo.

Ma che fai?

Anche lei... Giotto?

Sopratutto gli uccellini.

Io forse più di lei. A casa ne ho mille.

- Cantano, ma siamo in pochi a capire. - Un'elite.

Già, un'elite.

- Pronti? - < No, aspetta un attimo.

E' uno scherzo?

< Girati, ma non guardare.

< Ecco, adesso puoi guardare.

Eh!

Ti piace? L'ho preso al sexy shop.

Eh, che roba!

Guarda che roba!

A raccontarlo non ci crederebbero. Che meccanismo!

Ho capito. Mettiti giù.

Ti piace?

Beh, si potrebbe comporre una cosa ad arte.

Allora, Palmira.

Questo va qui e questo... Ecco.

Così è un bel gruppo, si compone bene.

Ma non è abbastanza espressivo.

- Ah! - Così è più espressivo.

- Ah! - E anche così.

E guarda così.

Guarda che bielle.

Che stantuffi.

- Il treno. - Ah!

- < La locomotiva. - Oh!

Sei proprio matto.

Sì, sono matto.

- Non sei stanco? - Sì.

- Arrivato in stazione. - Vieni che ti faccio fare la nanna.

< No, qua che c'è un bel cuscino.

Ecco, qui sto bene.

Ma il vero cuscino è un po' più giù.

Ah, capito.

- Mi senti bene? - Mica tanto. Aspetta un attimo.

Sento un bel caldo.

Sì, così mi piace.

Anche a me.

- Chi è? - Lascialo stare.

Signor Augusto?

- E' lei? - Sì.

Ah, sì.

Ho capito.

Mia madre sta male.

Anzi, sta malissimo.

Finalmente!

Scusi, ma vuole che la chiuda dentro a chiave...

...così nessuno può entrare?

< Ho capito.

Vediamo se risponde perché potrebbe anche essere morta.

Signora Belinda?

Mamma, sono tornato.

< Avanti.

- Non è morta. - No.

- Siccome... - Alt!

Sei tu che hai voluto farmi morire.

- Mamma. - Alt!

Tuo padre era un deficiente alcolizzato.

Tu sei deficiente del tutto.

Tua moglie è una puttana.

Il figlio che nascerà non è tuo.

E' di Carlo Vigeva.

Ho capito tutto.

Vattene.

Lasciami morire in pace.

< Mamma!

- < Coraggio, Palmira. - < Mamma.

< E' un gran dolore, ma che ci vuoi fare?

< E' la vita.

Adesso qui comando io.

- Cosa hai detto? - Da oggi qui comando io.

Tu non comandi un tubo. E non mettere piede in fabbrica...

...sennò ti rimando al reparto imballaggio.

Non mi farai crepare come hai fatto con tua madre.

Non sono la tua schiava, non sono una donna oggetto.

Quale oggetto?

Dimentichi che qui dentro ho un figlio tuo.

Mio o di Vigeva?

Che differenza fa?

Tuo o di Vigeva...

...erediterà i tuoi soldi.

Comunque in fabbrica non ci metti piede.

E vai avanti a fare la calza di mia madre.

Qui comando solo io.

Chi paga la bolletta della luce?

Io!

< La pancia di Palmira si sta gonfiando come una camera d'aria.

Tra poco nascerà il bastardo.

Caro Leopoldo, sono giù.

Avanti.

- Mi scusi. - Venga avanti.

Mi scusi, credevo di trovare la domestica.

E' partita l'altro ieri. Dice che sua madre è malata.

Lei dice.

Posso esserle utile, ragioniere?

Volevo prendere una pillola per il mal di testa.

- E volevo un bicchiere di acqua. - Prenda un bel whisky e soda.

- < Troppo disturbo. - Lei non disturba mai.

- Lei è un gentiluomo. - Ma con l'aspirina fa droga.

Sono un benessere, vedrà.

Oh, mi scusi.

Un benessere consolante.

Le farà dimenticare le grane dell'ufficio.

< Le grane ci sono. Ogni giorno sempre peggio.

Mio fratello fa quello che può.

Ma le decisioni dovrebbero venire da mio marito.

< Che non ne vuole prendere.

Se fossi io il padrone...

Se fosse lei?

Trasformerei tutto in una fabbrica moderna.

Tutto ristrutturato e plastica, plastica.

Scusi.

Venderei il parco come area fabbricabile.

Centinaia e centinaia di milioni.

Un pied-à-terre a Milano.

- Il palco alla Scala. - Già.

Il night.

- Posso confessarle una cosa? - Sì.

Quand'ero la Palmira dell'imballaggio...

...lei mi piaceva moltissimo.

- Ma non ho avuto mai il coraggio di dirglielo. - E adesso?

Adesso guardi.

Guardi come sono ridotta.

Tocchi i fianchi.

Sembro una vacca.

Che bel tamburo!

Che bel tamburo!

- Appena sgravata, sarò tua. - Palmira.

Il Sindaco.

Lui può rendere fabbricabile l'area del parco.

La Giunta poi si compra. ln ltalia si compra tutto.

Farò il piano.

Prima il Sindaco, poi l'Assessore.

Oh!

- Appena sgravata. - Sì.

Lo voglio chiamare Giuseppe.

Ma tua moglie aveva detto a tutti che lo avrebbe chiamato Romeo.

- Ho detto Giuseppe. - Ma è il nome di tuo padre.

Non è neanche un anno che si è buttato dal campanile.

Vedremo se si butterà giù anche lui.

< Il giorno 12 febbraio alle ore cinque...

- Nella Clinica dei Tulipani... - Tulipani...

Da Augusto Valle...

< Vogliamo parlare dell'area fabbricabile?

Sì, Palmira, ma dopo.

< Dopo.

Va bene così, signor Sindaco?

Sì, che bello! Continua.

Che bello!

Adesso come abbiamo deciso.

Avanti.

Ahi!

Dai, non aver paura. Pesta la bestia.

Pesto.

Che bello!

< Ahia! Ma è bello.

< Ahi!

Grazie, cara.

- < Ahia! - Continuo?

Sì, benissimo.

Adesso l'altra cosa.

Vado?

Sì, vieni. Dai.

Ahia, mamma!

Un momento.

Ahi, un po' di meno.

Ahia! Ma sei impazzita?

Ahia!

Basta, porco Giuda, basta!

- Ma non le piace? - Sì.

Ma veramente mi fa male.

Ma allora perché?

Ho letto che il Barone Masoch lo faceva e godeva.

Più lo faceva, più godeva.

L'ho letto su Playboy.

Ah!

Allora come vuole scopare?

Cattolicamente.

E questa dove la metto?

- Dove ti pare. Sul calorifero. - Ah!

< Così, bene.

Ah!

Ehi!

Abbiamo tutto il tempo. Sono le sette e un quarto.

Sei una ragazza intelligente e queste cose non ti danno fastidio

Vaffanculo!

< Che gentile incontro.

Brava.

Così sono a mio agio, cara, bella Palmira.

Parliamo subito del parco da sbloccare.

E di questo parco qui?

- Di questo parco dopo. - Ah!

Non muoverti.

Ferma.

Ferma.

Sempre senza mutande.

Che bel tanga.

Perché non mi intesti il parco?

Cosa dici?

Non intesto niente a nessuno, il padrone sono io.

Sei un maiale, non il padrone.

Ora non sono più un'operaia, sono padrona anche io.

Ho bloccato la pratica di espropriazione.

Volevano farlo diventare un parco pubblico.

Io invece lo faccio diventare zona edificabile.

Una barca di milioni.

Possiamo diventare ricchissimi.

A me dei milioni non importa nulla.

Potremmo andare a Milano e vivere da signori.

Non voglio fare la vita del signore, sono ancora un ragazzo.

Allora introduciamo la plastica.

Non parlarmi di plastica mentre sono in amore.

Allora sappi che ti ho fatto becco.

Le puttane fanno sempre becchi i mariti.

Ma me ne frego, dammi il piede e girati.

Ti ho fatto becco col sindaco e con l'Assessore Buglio.

Il mutilato?

Stai pur certo che là non è mutilato.

Eh!

D'accordo, il parco è tuo e non lo vendi.

Pure i bottoni sono tuoi.

- Ma il corpo è mio e con me hai chiuso. - Cioè?

A meno che non mi intesti il parco.

Mai.

Vedremo. Chi la dura, la vince.

Vincerò io.

Mi dispiace per il tanga.

Cosa vuoi?

Voglio dormire con te. Ho freddo.

Vai a scaldarti nella fonderia di Vigeva.

Torna al tuo posto.

Palmira cara.

- Lo uccideresti per amore mio? - lo?

Non ho molta esperienza nel ramo.

Devo sbarazzarmi di quello lì, a costo di avvelenarlo io stessa.

Una soluzione diversa ci sarebbe.

< Anzi, c'è.

Perché non lo fai interdire?

Basta una domanda in carta bollata.

La firma di un medico e del Sindaco.

E tuo marito finisce dritto dritto in...

Già.

< Così ce lo leviamo dai piedi.

Ci vorrà del tempo.

Per ora non mi resta che farlo becco.

- Sei un genio. - Sì.

Vieni, oggi ti ammetto nella camera nuziale.

Sarà molto più eccitante.

Vieni.

Sei l'unico sorriso di questa mia triste giornata.

- Signor Augusto. - Parla.

Io non vedo, non sento e non parlo.

Ma in casa sua succedono cose terribili.

Cusetti scopa Palmira. E poi?

Basta.

Ah!

Ormai non sono solo preoccupata. Sono angosciata.

Pretende da me delle cose contro natura.

Dottore, Augusto non è normale.

Deve aiutarmi con la sua scienza.

Mio marito è sempre più morboso.

Continua a leccarmi e sento un prurito strano.

E' un caso di feticismo.

< Ma lei...

...come si sente?

Io?

Sto benissimo.

Mai stata tanto bene.

Vuoi visitarmi?

Tutta?

Tutta?

Sì.

Ti visito tutta.

Hai capito adesso? Dai, prova.

- No, il finale va su. - Ah!

Bravo, ecco.

Questo è quando il sole è già alto.

E la sera quando tramonta chiama la sua compagna.

Adesso provo.

< Ehi, sei mio cognato, ma sei anche il padrone.

Di fronte a te sono proletario tra i proletari.

- < Scusi, signor Baracchi. - Prego.

Sbrigati, non ho tempo da perdere.

- Non mi faccio prendere per il culo. - Oh!

< Lasciamo perdere il culo.

La fabbrica cade a pezzi...

...e regali dieci milioni a "ltalia Nostra" per gli uccelli.

E attacchi la lettera sul quadro sindacale.

< E' una provocazione.

I soldi sono miei e la fabbrica è mia.

Questi sono discorsi del tempo di tuo nonno.

- Oggi noi non li permettiamo più. - Noi chi?

Il consiglio di fabbrica, il comitato di base.

Siamo nel 1976.

Momento.

L'ltalia combatte la sua Prima Guerra Mondiale.

E siamo nel 1914.

Tale e quale suo nonno.

L'hai voluto tu, Augusto ll!

- Sciopero a oltranza. - Va bene, sciopero.

- Baracchi. - Sì. - Allora.

- Diventerai un professore. - Va bene.

Ci vediamo fra otto giorni.

Cusetti, viaggio e spese di soggiorno al dottor Baracchi.

Grazie.

< Come vuole.

Ascoltate e cercate di capire.

Scioperano gli operai, sciopero anche io.

In questa casa sono solo una proletaria sfruttata.

- Signora...? - No, grazie. Faccio da me.

Questa minestra la butto nel cesso.

Invece di regalare dieci milioni a "ltalia Nostra"...

...potevi comprarmi un visone azzurro...

< ...o una pelliccia di cincillà.

Ogni pelliccia sono cento delitti.

- < Cento bestioline uccise. - < Allora non mangerai più carne.

< lnfatti ho deciso.

Papà, ho fame.

In quanto al papà...

Lasciamo perdere.

< Comunque la fame va sfamata.

Papà.

Come va, fratelli miei?

Io sono stanco.

Ho paura che sono vicino alla voglia di farla finita.

Sì.

Io non ho le risorse morali di San Francesco.

Hai ragione, ma ho sposato una puttana. Non era neanche vergine.

Ha falsificato la data di nascita...

...ho un figlio che non è mio. Non ho molta voglia di vivere.

Eh, scusa.

E' tutto fottuto. L'industria è in una paralisi progressiva.

< Ancora qualche decennio e ti saluto, tecnologia!

< L'umanità è cieca, sorda e stupida.

Fabbricano missili atomici quando dovremmo coltivare insalata...

...purificare i fiumi e i mari che sono pieni di merda e petrolio.

Basta, ho predicato abbastanza.

Che guardi?

Giuseppe.

Ma allora, forse...

Lo dicono anche loro.

Stai a vedere che sei figlio mio.

Non di Vigeva.

Non potresti essere figlio mio?

- Cosa fai qui? - Si tratta di cose personali.

< Cosa vuoi? Ho i minuti contati.

Non posso far perdere il ritmo ai miei operai.

- Giuseppe di chi è figlio? - Giuseppe chi?

Il figlio di Palmira.

Ma se è figlio tuo, che cazzo cerchi?

Tieni presente che Palmira è una puttana.

E anche bellissima e a me piaceva da matti.

Ma a me non l'ha mai voluta dare.

Diceva che puzzavo di ferro. Ll ferro puzza?

Niente.

Se mi credi bene, altrimenti vaffanculo.

Levati dai coglioni.

Grazie.

Sono tanto felice.

Non sei felice, sei matto da legare!

Ciao e grazie.

Ah, per me non puzzi. Ciao.

Mi dispiace, ma è tutto regolare.

L'ordinanza.

E' stata brava.

Siete stati tutti bravi.

Dov'è mio figlio?

E' in casa.

Avvisa nonno Mantini.

Sì.

Giuseppe.

Ascolta.

Adesso pensaci tu.

Pensa ai nostri uccellini.

Io devo andare in manicomio.

Sì, papà.

< Pronto, prova microfono. Uno, due, tre.

Ci siamo cacciati in un brutto guaio, signor Valle.

- < Anche lei? - No. Lei. - < Ah!

Una di quelle situazioni delicate...

...che vanno esaminate con cura. - < Posso togliermi la giacca...

...professor Osvaldo? Sono tutto sudato.

< S'intende.

< Questa non è una prigione.

Qui abbiamo della psichiatria un concetto moderno, democratico.

Abbiamo istituito persino il passeggio comune.

Maschi e femmine, in un giardino modello.

Abbiamo qui davanti, l'ordine di internamento...

...firmato dal medico, dal Sindaco e dalla sua signora.

Puttana.

Prego.

Puttana.

Sì.

La sua visione delle cose...

...è certamente falsata da uno stato d'agitazione...

...ansiosa come si evince dal rapporto del medico Colbiati.

La visione del Colbiati è stata falsata dal fatto...

...che si è scopato la mia signora.

- Posso togliere la camicia? - < Tolga.

Poi, l'anamnesi.

Perché suo padre era alcolizzato e morì suicida.

Per sfinimento coniugale che ha il suo perché.

Ha registrato?

Mentre sua madre è deceduta in condizioni misteriose.

Pare si sia lasciata morire.

Esatto. Lo fanno anche gli elefanti.

E gli strani riti che imponeva a sua moglie?

Un'orgia di feticismo.

- "Continui leccamenti dei piedi..." - Sì.

- "Delle mani." - Sì. - "Dei seni e delle parti posteriori."

- Perché ha un bellissimo culo. Posso? - Sì.

Grazie. Lei l'ha mai leccato a sua moglie?

- Bene! - Posso togliermi anche le scarpe?

- Ma faccia quello che vuole. - Grazie.

Siamo democratici. Nessuna costrizione.

Cosa guarda?

Niente.

- Niente. - No.

Lei sta guardando la colomba reale.

Lei è fissato con gli uccelli. Lo dicono anche qui.

La domestica.

"Il padrone parla e ride con gli uccelli." Cosa dice lei?

E' vero. Ci sono degli uccelli molto spiritosi.

Per non parlare dei milioni regalati a "ltalia Nostra".

Corso Vittorio Emanuele ll, 287.

E la storia dei baffi finti?

- Ah! - Ahi, ahi!

Signor Valle.

La sua è una posizione delicata.

Non è facile nemmeno per noi studiosi...

...stabilire se uno è o non è sano di mente.

E allora cosa devo fare?

Assecondare.

- Asseconderò. - < Bravo.

Così mi piace.

Vedrà che noi due andremo d'accordo.

Quando pensa che potrò uscire da questo manicomio democratico?

Non si può dire.

Tra un mese, tra un anno.

Forse, mai.

Mm?

- Mm? - No.

- Perché no? - No.

Pss!

Ci hanno fregato.

- Eh, sì. - Acqua in bocca.

E soprattutto non parlare di uccellini, per carità!

- Vuoi favorire? - No.

< Ciao.

Ciao!

< Ciao.

- Dai! - Andiamo!

Leopoldo!

Leopoldo!

Fai finta di non conoscermi.

Leopoldo!

Cerca di capire. Non mettermi nei casini.

Cosa vuole da me?

Io non la conosco.

Ci dev'essere un errore.

- Lasciami stare. - Lasciami stare.

Vai via. Non vedi che sono in manicomio?

Non bestemmiare!

Vai via.

Salutami mio figlio.

Ce l'hai l'uccello?

< Cosa dice?

< Quale uccello?

Questo.

Prima di entrare in manicomio l'avevo.

Adesso lo sento un po' di meno.

Posso toccarlo?

Tocca!

< Dai!

Eh, beh...

Mariuccia!

Mariuccia!

Mariuccia!

Andate via!

Mariuccia.

- Guarda che manganello! - Che avete da guardare?

E dai!

< Sporcaccioni!

< Che avete da guardare?

Basta!

- Basta! - No. Lazzaroni!

E' finito lo spettacolo.

- Dai. - Via!

Cosa c'è?

- Sì. - Muoviti!

- Ferma. Andiamo! - Lasciatemi stare.

Dai!

< No, non voglio!

#Ci darem la mano, là mi dirai di sì.

- < #Vedi, non è lontano... - Signor Valle.

Stiamo confondendo la democrazia con l'anarchia.

- Lei rischia la camicia di forza. - Cosa ho fatto?

Ho mangiato la frittata! Mi ha detto lei di assecondare.

- Io ho assecondato. - Via, via, via, via. - Va bene.

Non si può più nemmeno mangiare la frittata.

- Adesso siamo a posto. - Uno non può neanche mangiare la frittata!

Assecondare!

Dice Caroniti.

Perché?

Il cazzo non va assecondato?

Caroniti!

< Tu non l'assecondi il cazzo?

- E chi non l'asseconda...? - Shh!

Shh!

Ecco, metti i piedi così coi calcagni aperti.

- E' una punizione? - No.

E' la cura. Purifica corpo e cervello.

- Lo dice Tommaso. - Chi è? - Lo.

Ah!

E se faccio l'infermiere, è perché ho i miei motivi.

I miei motivi.

E nessuno deve dire nulla.

Fermo!

E guai a chi mi manca di rispetto.

- Buongiorno. - Avanti. Pipì subito.

Non so se riesco a urinare a comando.

- Comunque, visto che devo assecondare... - Mm.

Pss!

Pipì!

- Ecco. - Scusi, dottore. - Stia tranquillo, signor Valle.

- Eh, sì. Tranquillo. - Non si preoccupi.

Io non mi preoccupo.

Prima di morire, voglio il mio avvocato.

- L'avvocato. - Sì.

("Quando pensa che potrò uscire da questo manicomio democratico?

Mah! Non si può dire.

Tra un mese, tra un anno. Forse, mai.")

Così adesso hai un lavoro.

Caroniti ha scoperto che l'ozio è il padre dei vizi.

Sì, è un genio!

Dammi il braccio. Ecco!

Bello! Vai.

Ah!

Pio, pio, pio!

Buongiorno.

Buongiorno.

< Pio, pio, pio!

< Nonno Mantini.

Augusto!

Caro Augusto!

Menomale che sei qui!

E' possibile che un uomo finisca in manicomio...

...senza saper niente? Senza aver fatto niente?

- Cosa dice la legge? - E' dalla parte di tua moglie, purtroppo.

Figurati se non ho studiato il tuo caso.

- Sto facendo di tutto per tirarti fuori di qui. - Grazie.

- Sono ancora io il padrone? - < Per ora sì.

< Ho bloccato la pratica d'interdizione.

Per il momento. Ma non firmare nulla...

...se non ti autorizzo io. E stai calmo, per favore.

Altrimenti ti tengono qui fino al giorno del giudizio.

Già. E' peggio della galera.

Almeno lì, presto o tardi, un processo te lo fanno.

- E stai attento a Caroniti. - D'accordo.

- Ti piace fare il postino, eh? - Eh, sì.

E' un lavoro di fiducia.

Senti, nonno Mantini, ma io ti sembro matto?

Un po' matto lo sei, ma chi non lo è?

Cosa fate qua? Andate!

Guardi che non l'assecondo più e poi l'uccello me l'hanno rubato.

Buona, non piangere.

Serafina Vitali.

- Buongiorno. - Buongiorno. Serafina Vitali.

Serafina Vitali!

Sei tu Serafina Vitali?

Sì.

Posta.

Ti aspettavo, sai?

Ciao.

Ciao.

Sì? No!

Un momento.

Avanti.

Vi lascio soli. Parlerete più liberamente.

Simpatico quel dottor Caroniti.

Ti vuole molto bene.

Dato che gli hai aperto le gambe a prima vista...

...immagino voglia molto bene anche a te.

E perché non dovrebbe?

In fin dei conti, non sono da buttar via.

Io ti butterei anche via, ma non posso.

La legge è dalla tua parte.

Sai una cosa?

Non avevamo idea di quanto fosse prezioso il tuo lavoro.

Ah!

Perché non vieni a sederti un po' qua, vicino a me?

Resto in piedi, tanto non ti devo scopare.

E poi, senza il tuo consenso...

...non possiamo prendere nessuna decisione.

Ci vorrebbe un piccolo gesto da parte tua.

Giù la zampa!

Per il bene di tutti, ti ho portato questa carta da firmare.

Una semplice procura.

< Così la fabbrica va avanti.

< Altrimenti, sono guai anche per te.

Non firmo nulla se non me lo ordina il mio avvocato.

E da quando hai un avvocato?

< Dalla nascita. Si chiama Mantini. Nonno Mantini.

E tu non lo puoi scopare, perché ha passato i novanta!

Ricordati.

Ricordatelo bene perché te lo dice Palmira Radice.

Da qui uscirai solo con i piedi davanti. Morto.

#Non me ne importa un cazzo!

Io qui sto benone.

- Buono! - Ah!

Serafina!

Serafina!

Serafina!

Sto ricevendo messaggi.

Posta.

Questa l'hai scritta tu.

Come lo sai?

Lo so. C'è scritto "ti amo".

- E tu mi ami. - Sì, così ho scritto.

Da ieri non so più se dormo o se sono sveglio. Ti sogno sempre.

A occhi chiusi e anche aperti.

Augusto ll. Perché?

Perché mio nonno era il primo.

Sembra il nome di un lmperatore.

- Io, invece, non sono nessuno. - No.

Ti sbagli.

Leggo nei tuoi occhi...

...discese e ascese nella spirale del divenire.

Fai parte delle mie relazioni "conniversali".

Come parli difficile.

Ho bisogno di purificarmi. Per questo ti aspettavo.

- Dici sul serio? - Sì.

Appena ti ho visto, ho saputo che eri tu.

- Io? - Sì.

La tua anima è molto più vicina della mia...

...alla grande anima cosmica! - Non è possibile.

- Tu sei come un angelo. - No.

Io, invece, mi sono buttata via.

Anche al mio corpo ho fatto male. Guarda.

Ho fatto l'amore senza amore, per rabbia o per distrazione.

Ma ora, devo avanzare verso la pura essenza.

E tu mi aiuterai.

Ho paura di non esser capace.

- Io credo nella reincarnazione. E tu? - Eh, eh...

Ne ho sentito parlare. E' come quando...

...uno diventa un fiore o una farfalla. Un elefante? - Già.

Sarebbe quasi così.

Infatti, noi ci siamo già conosciuti in passato.

Forse, mi ricordo...

Da quando ti ho incontrata, mi pare di aver viaggiato tanto.

E adesso...

E adesso ho voglia di dirti che ti amo.

Allora posso dirti tutto. Ho tante cose da raccontare.

Cose che non ho mai detto.

Mio padre era molto affettuoso con me, quando ero piccola.

("Ero un giocattolo per lui.

Anch'io l'amavo molto. Pensavo che da grande l'avrei sposato.

Ma l'infanzia è una stagione troppo breve.")

("Quando cominciai a capire, mi scontrai con un mondo...

...che non mi piaceva.

E la solitudine mi faceva paura.

Così, mi rifugiai tra le braccia di mio fratello.")

("E giocavo con lui.

Ma in breve tempo, il gioco, non era più un gioco innocente.")

("Presto, fui costretta ad affrontare una verità...

...che non potevo più nascondermi.

La ricchezza della mia famiglia aveva un'origine spregevole.

Il commercio delle armi.")

("Mio padre vende armi in tutto il mondo.

Ai guerriglieri, ai mercenari. Per lui conta solo il denaro.

E non l'orrore del fratello che uccide il fratello.

Ora, il padre sorridente della mia infanzia, era un nemico.")

< Augusto Valle, perché non distribuisci la posta...

...che poi ci vado di mezzo io? - Mi scusi, signorina Vitali.

- Ciao. - Vai.

< Cip, cip.

Cip, cip.

Cip, cip.

Augusto lll.

Cosa le suggerisce questo?

< Eh...

Niente.

- E questo? - < Questo...

Niente.

Possibile che non le venga in mente niente?

< Dottor Osvaldo, se glielo dico, lei si incazza.

Certo.

Se dice "gli uccelli", certo che mi incazzo.

Eh, vede!

Leopoldo!

Ah?

Vuol dire che lei mi aspetta.

Lei chi?

Eh...

La minestra.

La minestra calda. Buon appetito.

La minestra?

Quale minestra?

< Un giorno o l'altro te lo presento Leopoldo.

< Così gli parli.

< Anche le piante parlano e capiscono, sai?

< Allora, gli piace la musica.

< Come no! Ne hanno bisogno.

< Diventano bellissime.

E se vengono amate e curate, lo sentono.

- Come noi! - Si capisce. Sono come gli esseri umani.

Sì.

Ma il mondo degli uomini di oggi è nemico della natura.

- Cieco, sordo e cretino! - Sì e anche cattivo.

Crudele, prepotente.

Fabbrica armi mostruose. E' inutile.

E' un disastro, ma è proprio così.

Fa veramente schifo.

< lo ho cercato di ribellarmi, di distruggere...

...un mondo che sentivo falso e nemico...

...che difende i privilegi di gente come mio padre.

("Per il buon nome della famiglia...

...mi mandarono in una clinica per sottopormi a certe cure...

...senza che nessuno lo sapesse.")

("I sedativi li buttavo via.

Ero disperata.

Mi facevo scopare da tutti.

Volevo annullarmi.")

E così, ti hanno portata qui in manicomio.

No. Forse volevano, ma io sono scappata.

Dottor Osvaldo, come si fa a uscire di qui?

Dagli ospedali psichiatrici si può uscire per morte...

...per trasferimento ad altro ospedale, articolo 61...

...per guarigione, articolo 64.

Poi c'è l'articolo 66. Consegna alla famiglia perché migliorato.

Quando i rapporti con i familiari sono buoni...

...siamo disposti a largheggiare...

...e a correre qualche rischio. Lei capisce?

- "I familiari" sarebbero mia moglie? - Ecco.

- Come dire un compromesso? - Ecco!

Se per caso vede mia moglie e dico per caso...

...qui o anche là...

...le può dire che desidero un incontro?

Non ho avuto le tue esperienze...

...ma in Lombardia ne ho combinate di tutti i colori.

L'amore è qualcosa di magico.

E' solo amore e basta.

Non per vantarmi, ma l'amore l'ho consumato anch'io.

Ne sa qualcosa Palmira, che sarebbe mia moglie.

La leccavo dappertutto.

Tra i piedi, sotto le ascelle...

Anche il culo, ma tanto però! Una volta mi è mancata la saliva.

Non c'è niente di male. Lo fanno i gatti, le tigri...

...anche i leoni. E' un istinto naturale.

A me hanno detto che sono malato.

Cosa vuoi che capiscano? Lo sai perché sono qui?

Villa Vitali. Un'ambulanza.

< Adesso capisco perché ti hanno messa in manicomio.

< Una cosa è certa. Sono arrivata qui per incontrare te.

Ho bisogno del tuo aiuto per purificarmi.

C'è una parola magica, sai?

- Mantra. - Anch'io voglio la mantra.

Devo purificarmi.

Sì, però ora dobbiamo uscire.

Uscire...

...da questa prigione.

< Credo che dovremmo purificarci tra queste mura.

Ci sarebbe l'articolo 66. Ma è un compromesso.

Io mi comprometto con Palmira e tu con tuo padre.

Però noi, non accetteremo mai un compromesso, vero?

Ma dobbiamo uscire dal manicomio. Anche a costo di compromessi.

Brava! Proprio come pensavo io.

La nostra felicità è molto più importante dell'orgoglio.

Esatto. Chi se ne frega dell'orgoglio!

Se vuoi fare l'amore con me, sono felice.

Vuoi far l'amore con me?

Non ho capito la domanda.

Voglio fare l'amore con te.

Adesso, subito.

Vuoi?

Forse, dovrei dimagrire un po'?

Stupido!

- Augusto! - No!

No, no!

- Sarò tua! - < Serafina!

- Stai fermo. - < Sarò tua!

Sarò tuo!

Sarò tuo.

Sarò tua.

Ciao. Sarò suo.

Vai a dirglielo.

Sarò sua.

Ehi!

Zitto. Vestiti, presto.

- Cosa c'è? - Serafina.

- Dov'è? - Tu non mi hai visto stasera.

- Non ti ho visto. Chi ti ha visto? - Zitto.

Perché mi aiuti?

Perché ho un animo nobile.

Sono di origini nobili.

- Figlio naturale. - Duca?

Re?

- Papa? - Sì.

E la "mama"?

Una suora.

Sono entrato qui che avevo quattro anni.

Adottato.

Visto il profilo?

- Sì. - Eh!

Andiamo.

Tra un'ora torno a prenderti.

Sarà tua.

Grazie.

Ti farò spedire due casse di bottoni.

Di madreperla.

< Augusto?

Adesso ti trovo.

Ecco.

Ti ho trovata.

Adesso tocco il polpaccio.

< Tocca quello che vuoi. A me piace.

Tocco la coscia.

Augusto.

Tu sei il mio uomo.

E tu sei la mia donna.

Voglio vivere insieme a te ogni giorno e ogni notte.

Anch'io.

Ogni giorno e ogni notte.

Per sempre.

Adesso, dobbiamo uscire di qui.

Sì.

< Ciao.

Ciao. Ciao, nonno Mantini.

Ciao, Augusto.

Ti trovo bene.

Io, invece, trovo che hai sempre la stessa faccia.

Cioè?

- La tua. - Da puttana.

Già.

Il dottor Caroniti mi ha detto che stai molto meglio...

...e vuoi uscire. - < Esatto.

Come sarebbe, uscire?

Sì, voglio uscire.

E' quello che mi ha detto anche il medico.

Dice che sei guarita.

Sì.

E voglio andare a vivere insieme all'uomo che amo.

E dove l'hai pescato il fortunato?

Qui dentro.

E' un medico?

No, un ricoverato.

Un matto?

Che sa che sei miliardaria.

Tu per la legge sei ancora matto.

E se vuoi uscire, dipende tutto da lei.

Quali sono le tue condizioni.

Mi intesti tutto ciò che possiedi.

Fabbrica, casa e parco.

Non chiedo niente.

Solo il tuo consenso e la tenuta di Torre Scura.

- No. - Papà...

...aspetto un figlio dall'uomo che amo.

Il figlio non si fa nascere.

Il figlio nasce.

E allora siamo d'accordo.

Io ti intesto tutto, ma in cambio voglio mio figlio...

...e il divorzio.

Ma Giuseppe non era figlio di Vigeva?

No.

Vigeva è l'unico uomo in Lombardia che non ti ha scopato...

...perché non ti serviva. - Già.

Non mi serviva.

Immagino che questo santo, come tutti i santi...

...sarà un morto di fame. - No.

Noi non abbiamo bisogno di niente.

Inoltre, voglio un milione al mese.

Mezzo.

Però, ancorato al costo dell'uovo.

Bravo!

Papà.

Da quanto tempo non ci guardiamo più negli occhi?

Mm?

Fai come ti pare.

Però, ricordati che soldi da me non ne avrai mai.

Non mi faccio incastrare da nessuno.

Il divorzio lo avrai.

Tanto, di essere tua moglie non me ne è mai importato nulla.

< Eh!

#Uno, due, tre, la Palmira fa il caffé.

Fa il caffé con la "cioccolatta", la Palmira è mezza matta.

< Matta lì, matta lì, la Palmira vuol morir.

Un, due, tre, la Palmira fa il caffé.

< #Fa il caffé con la "cioccolatta", la Palmira...

Ecco fatto.

Ah, Leopoldo. Sei qua? Bravo.

Oplà!

E ora facciamo un bel viaggio.

Serafina hai visto? C'è anche Leopoldo.

< Ce l'abbiamo fatta.

Vai avanti. Facci strada.

- < Avanti, su! - < Avanti, su!

Bravo, Giuseppe.

Avanti, su! Avanti, su!

Avanti, su!

Aspettatemi!

Eh!

Non lasciatemi qui.

Sono sola al mondo!

Per me, matto era e matto rimane.

< Vado a casa perché non voglio stare un minuto di più...

...a perdere tempo con queste stupidaggini. - Buongiorno.

- Va via con una bella bionda. - Allora non è tanto matto!

Sottotitoli: CINEMATEXT MEDIA lTALIA

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