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È delizioso.
- Il sapore si sente molto distintamente. - Grazie.
Sì, è vero, ma io lo sento un po' insipido.
Perché di solito mangi troppo saporito.
Non è vero.
Mangiare in famiglia è bello, sono molto felice.
- È vero. - Stai mangiando un po' troppo.
No?
E tu? Sei felice?
Tesoro, sei felice?
- Bene, sono lieta di saperlo. - La piccolina è felice.
Sì, brava.
Così, bravissima.
Stai attenta alle dita, però.
Brava, hai cucito benissimo.
Mamma? Mamma?
- Mamma! - Che c'è?
Puoi andare in bagno da sola, vero?
BEST WISHES TO ALL
Ha la febbre?
Ma sta bene?
Ma ho già comprato i biglietti per il treno.
Andarci da sola?
Veramente non mi andrebbe.
Cosa?
Ok, sì.
Ciao.
Ciao.
- Vuole che le dia una mano? - Ah, sì.
- Grazie. - Lasci fare a me.
Oh, no, ti sei fatta male?
No, non è niente, andiamo.
Oh, mio Dio, era così bella e bianca, prima.
Va tutto bene, i segni sono sinonimo di carattere.
Che belle parole.
Mi dispiace che voi giovani dobbiate sacrificarvi per dei vecchi come me.
- Come? - Volevo dire
che vorrei che tutti fossero come te.
Grazie mille.
Grazie per aver viaggiato con noi.
Prossima fermata, stazione di Higashi Sanshiro.
L'uscita si trova sulla destra.
- Salve. - Salve.
Oh, quanto ti sei fatta grande.
Ah, entra, è aperto!
Vieni, è aperto.
- Ciao. - Quanto tempo è passato.
- Sì, tanto. - Ma ora sei qui.
- Finalmente sei arrivata. - Ti sei fatta proprio grande.
- Attenta al gradino, fatti aiutare. - Aspetta, ti aiuto.
- Pesa tanto. - Sì, ma ce la faccio.
Grazie.
Quanto ti sei fatta grande.
Non è cambiato niente. Anche l'odore mi riporta indietro.
- È un cattivo odore? - Niente affatto, è solo nostalgia.
Sei sicura? Davvero?
- Certo, è il profumo della nostalgia. - Va bene.
- Ecco, tieni. - Grazie mille.
Quindi adesso sei un'infermiera, è fantastico.
- Facoltà di Infermieristica, vero? - Non lo sapevo.
Sì, ma devo ancora superare l'esame nazionale, a febbraio.
Capisco.
E poi troverai anche tu un dottore.
È un po' troppo presto per quello.
E Tokyo com'è, divertente?
- Sì, molto divertente. - Capisco.
Sono contento.
E tu?
Sei felice?
Sono felice, adesso.
- Bene... che bella notizia. - Ne sono lieta, è importante. Sì, direi.
Nonna, dov'è il miso?
Noi abbiamo quello fatto in casa.
- Lo fate ancora in casa? - Ecco, è qui.
Ah, fantastico.
- Lo prendo io, lascia. - È pesante, fai attenzione.
Ecco qui.
Che meraviglia.
È anche molto buono. Poi ti faccio vedere come si fa.
Tieni.
Che profumo.
Usate la stanza al piano superiore?
- Qualcuno vive lassù. - Cosa?
Sto scherzando.
La usiamo come deposito per le cose che non servono.
Dev'essere molto utile.
Perché?
No... così.
Questa zuppa è particolarmente buona oggi.
Grazie all'aiuto che mi ha dato lei.
- Non è troppo densa? - No, è deliziosa.
Sono contenta.
Non è gustoso anche il maiale? Ce lo ha dato il nostro vicino.
Davvero?
Dimmi com'è.
- Buono. - Delizioso, vero?
Cos'è?
Nonni?
Che fate?
Che succede?
I maiali stanno dicendo che sono felici di essere mangiati.
Sì, siamo nati proprio per questo scopo.
Io... non credo che sia vero.
Veniamo tenuti in piccole gabbie e fatti ingrassare quasi fino a scoppiare,
senza farci pascolare.
Poi ci uccidono e ora siamo qui.
Voi non sapete nulla.
Beh,
allora devo essere grata e mangiare.
Nonno, il bagno è libero.
Nonno?
Nonno, stai bene?
Hai finito in bagno.
L'acqua era bella calda?
- Sì. - Bene.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Buonanotte.
Sì, ma si comportano in modo strano.
Forse è demenza?
Quando venite?
Voglio che veniate presto.
Cosa?
No, non ho sentito niente.
Forse sono solo chiacchiere.
Venite presto.
Ok, ora ti saluto. Ciao, ciao.
Stai bene?
Aspetta.
Guardate, è caduto.
Sì, proprio come un fesso.
- Che scemo, è finito in mezzo al riso. - Sì, è un vero perdente.
Che femminuccia.
Va tutto bene, grazie.
Tutto bene?
Che è successo?
Da quanto tempo.
Sì, è vero.
Scusami.
Non ti devi scusare.
Tranquillo, può succedere.
Sì... scusa.
Niente da fare.
Ti accompagno a scuola.
Sali.
Grazie.
Allora, vieni con me?
Sali.
Perché non sali davanti?
Va bene qui.
- Sicuro? - Sì.
- Grazie. - Tieni.
Quindi sei tornata?
Sì, ho finito il tirocinio.
- Tirocinio? - Sì.
Frequento la facoltà di Infermieristica.
A Tokyo?
Io invece ho ereditato l'azienda agricola.
Oh, bene.
Da quando mio padre è crollato, me ne occupo io.
E ora sta bene?
Sì... penso di sì.
Capisco.
E la tua bici?
La porto io a casa tua.
Hai davvero la patente?
Sì, ma non guido da quando l'ho presa.
Piano, vai piano.
Allora, dove vuole andare?
Dove la porto, signore?
Da nessuna parte, vorrei scendere subito.
Piano, piano, piano.
Ehi, adesso dovresti cambiare marcia.
- No, non ancora. - Non ancora?
Cambio dopo la prossima curva.
Che cosa produci?
Del delizioso riso.
Delizioso riso?
È difficile?
A volte sì.
Non ho molto da fare, ora che il raccolto è finito.
Perché infermiera?
Anche mia madre è un'infermiera.
E poi...
perché voglio salvare le persone.
Allora salva anche me.
Cosa?
Scherzavo.
Andiamo.
Resterò qui per qualche altro giorno.
Potremmo uscire insieme.
Sì.
Se sono libero, sì.
Sono tornata.
Bonsai?
Sei stata con lui?
Ah, sì.
L'ho incontrato in giro.
Non rivederlo più.
Cosa?
Perché?
Perché non devi farlo.
Nonna?
Tesoro, perché non ti siedi?
Ascolta, tesoro.
Vogliamo che tu sappia che ti vogliamo molto bene.
Grazie.
Tesoro, tu non ti rendi conto
di quanto noi teniamo veramente a te.
Grazie.
Sei la luce dei nostri occhi.
Nonni, ma che state facendo?
Basta, smettetela, per favore.
Nonna.
Nonna?
Nonna!
Nonna!
Nonna!
Tesoro, vuoi qualcos'altro?
- No, sono a posto. Grazie. - Sicura?
Allora, tuo padre arriverà nel primo pomeriggio.
Va bene.
Andiamo.
Portiamolo via.
- Pronta, via. - Sì, andiamo.
- Forza, così. - Ecco, tira.
Oh, issa.
- Forza, così. - Oh, issa.
- Ancora. - Oh, issa.
- Ancora, dai. - Oh, issa.
- Così. - Così. Oh, issa.
- Così. - Così. Oh, issa.
- Non lo avevi legato abbastanza bene. - Pensavo di averlo fatto.
Evidentemente no.
Mi chiedo come si sia potuto liberare.
- Legagli anche le gambe. - Stringiamo bene.
- Ecco fatto, ecco fatto. - Oh, oh, oh, ecco, così.
Che cosa fate?
Ditemi che cosa state facendo!
Guardalo attentamente, vieni.
Cosa vuoi dire?
Chi è quell'uomo?
Grazie a questa persona, noi possiamo essere felici, capisci?
Cosa?
Fai silenzio.
Fai silenzio, zitto.
Basta, hai capito?
- Devi stare tranquillo, zitto. - Vieni ad aiutarci.
Forse avremmo dovuto dirglielo prima.
Non importa.
Sono sicura che alla fine capirà.
Tutto bene?
Qualcosa non va?
Sì.
I nonni.
- I miei nonni... - Cosa?
Da quanto tempo, guarda come ti sei fatta bella.
È un piacere rivederla.
Ti vanno dei cachi? Dai, vieni con noi, sali.
- Dai, papà. - Stiamo un po' insieme, mi fa piacere.
Dai, sali, sali.
Attenta.
Ecco fatto.
Prendi questa.
Siamo a casa, finalmente.
- Puoi entrare. - Permesso?
Tokyo, eh?
La grande città.
- Sì. - Brava.
E dimmi,
hai già trovato qualcuno?
E invece di lui che ne dici? È un bravo ragazzo.
Sembra un pochino freddo, ma non è niente male.
Papà.
Parli sempre troppo.
Sei sempre il solito.
- Tieni. - Grazie.
Sembra delizioso.
Dai, assaggia.
- Molto volentieri. - Preso.
Ti mostro una cosa.
- No... non c'è bisogno. - Guarda qua, ti piace?
- È fantastico. - Dai, papà.
Ne ho anche un altro.
Papà, ho detto basta.
Va bene.
Potresti andare anche tu a Tokyo, o in un'altra città.
Potresti fare quello che vuoi, quello che ti piace, no?
Non devi restare bloccato qui a coltivare riso.
Hai un grande talento per il disegno.
Va bene, ma non dobbiamo parlarne adesso.
Se non ne parliamo adesso, allora quando?
Se tutti seguissimo solo i nostri sogni,
il mondo non andrebbe avanti.
Quello che dici è vero, però...
In ogni caso,
sono convinto che sia possibile per tutti essere felici lo stesso.
Basta così?
Basta anche per me.
- Sono stanco. - Ok, metto a posto.
Senti.
Lo hai detto a qualcuno?
Ascolta.
Non so cosa succederà adesso.
Ma è importante che tu creda in me.
Certo.
Aspetta qui.
Ehi.
Tutto bene?
Ora passa.
Come va?
Ti senti meglio?
Un po'.
Vuoi andare in ospedale?
No, sto meglio, ci vuole solo pazienza.
Basta.
Oh, sarà tornata?
Possiamo?
Forbici.
No, faccia silenzio.
Per favore, stia zitto, stia zitto.
Uccidetemi.
Signore, va tutto bene.
Adesso la aiutiamo.
Che state facendo?
Che state facendo?
Per favore, non intromettetevi negli affari altrui.
Ma è sbagliato.
Quello che fate è sbagliato.
Ascolta, non ne avevamo ancora parlato con lei.
Cosa?
Andiamo.
Non andate, tornate indietro.
Kotone.
Kotone.
- Dove andiamo adesso? - Vieni con me.
Tesoro, ora basta.
Avvicini troppo lo schermo.
Ehi, senti.
Non possiamo dirgli che ha ancora la febbre e restare per poco?
Perché? Gli ho già detto che saremmo rimasti.
- Ci hanno anche comprato dei pigiami. - Sul serio?
Mi trattano ancora come un bambino.
Per i genitori, i figli non crescono mai, non importa quanti anni abbiano.
Sì, immagino che sia così.
- Te lo posso assicurare. - Però è fastidioso.
Cosa...
Ehi!
- Come si sente? - Signore?
- Dica qualcosa. - È colpa mia.
Presto.
- Chiamate un'ambulanza. - È un vostro parente?
- È senza speranza, non si preoccupi. - La prego, resista.
- Deve resistere, la prego. - Non si preoccupi.
- Mi dispiace davvero tanto. - Ciao.
- Suocera. - Ciao.
- Da quanto tempo. - Gli è calata la febbre?
- Non del tutto, ma sta molto meglio. - Menomale.
Mamma!
- Ti sei spaventata? - Ehi.
Papà?
Ma... non te lo aveva detto nessuno?
Bene, allora scusate per il disturbo.
- Arrivederci. - Scusate tanto.
- No, non se ne vada. - Vieni qui, smettila.
- E spingi. - E spingi.
- Ma che state facendo? - Dai, smettila.
- Ancora una spinta. - Basta!
Guarda e basta!
Smettila.
No.
Cosa stai facendo?
Spegnete il fuoco!
Spegnetelo!
Esiste un limite alla felicità sulla terra.
Le persone continuano a rubare felicità gli uni agli altri, da sempre.
Che stai dicendo?
Cosa vuoi dire?
Ehi, tu, cerca di farti gli affari tuoi.
Tieni per te le tue convinzioni, capito?
Non posso.
Tutto questo è sbagliato.
Si può vivere solo di ideali a questo mondo, eh?
Guarda la realtà.
Anche la tua famiglia sta lottando.
Mi dispiace.
È assurdo.
Mamma, fai qualcosa.
Papà!
- Ma siete impazziti tutti? - Ehi, ehi.
Vuoi calmarti? Basta.
È assurdo.
Apri gli occhi, fai qualcosa!
Sei tu quella che deve aprire gli occhi.
Devo pensare a come sistemare questa cosa.
Hai fame? Mangiamo.
- Sì, sto morendo di fame. - Mangiamo, dai.
- Grazie per il cibo. - Grazie per il cibo.
- Oh, il pollo, che buono. - Che fame.
- Prendi. - L'ho fatto per te.
- Ricordo che è il tuo preferito. - Allora, come va la scuola?
Bene, è divertente.
Ti sei fatto degli amici?
- Sì, tantissimi. - Tantissimi, fantastico.
- A cosa giochi? - Palla prigioniera.
- Palla prigioniera! - Sei molto bravo, vero?
Davvero?
- Ma se ti colpisce ti fa male? Sì. - Lui è imbattibile.
- Non è mai successo. - Che bravo.
- Lui scappa dalla palla. - Sì, sì.
- È vero. - Immagino che sei veloce, vero?
- Molto veloce. - Sì, è veloce.
- È molto atletico, corre velocissimo. - Si vede.
State zitti! Siete pazzi?
È morta una persona!
Ah, quella cosa ti sembrava una persona?
Che?
Oh, no, è iniziato.
Dobbiamo trovarne un altro al più presto.
Nonno, stai bene?
Sta bene.
Tranquillo, non è niente di grave.
- Vedrai, tua sorella lo guarirà. - Sì, sì, sì.
Quello che sta succedendo è colpa tua, quindi sbrigati a trovarne un altro.
Prima il sanguinamento e poi le convulsioni.
Se inizia a ridere, è la fine.
Per favore, trovalo entro domani.
Questo non è un mio problema.
Non ha senso scappare.
È così ovunque nel mondo.
È in questo modo che siamo cresciute io e te.
Hai capito, vero?
È ora di guardare in faccia la realtà.
Forza, forza, forza, andiamo.
Il tuo zaino è aperto, stai attento.
Ciao, mamma.
- Ciao. - Ci vediamo stasera.
Buona giornata.
- È stato davvero spaventoso. - Davvero? Era grande?
Aveva una grande coda. Ne avete mai visto uno?
- No, mai. - E poi...
Ehi... come va?
Da quanto tempo.
Ho saputo, dev'essere dura.
- Chi è? - Quella di Tokyo.
Che farai?
In che senso?
Ti serve aiuto?
Che?
Quindi tu non lo sapevi.
- Ehi, tu... smettila. - Dimmi, credi ancora a Babbo Natale?
- Dai, smettila. - Ehi.
Beh, buona fortuna.
Non ci posso credere.
- Che ingenua. - Chissà se faceva sul serio.
È assurdo.
Ciao.
Dev'essere terribile per te.
Siamo anziani, non puoi scegliere noi, hai capito?
Cosa?
Sei carina.
Perché non vai in città a cercare un ragazzo?
Sono solo una seccatura, le persone come te.
Seccatura?
Sì.
Scommetto che credi che il mondo sia buono.
Ma tu non sai niente del mondo.
Ora che ci penso, è già successo anche con qualcun altro.
Mi sembra...
che fosse proprio la sorella maggiore di tuo padre.
Ma... tu non lo sapevi?
Lei chi è?
Dimmelo.
Chi è?
Mia sorella.
- Quindi sarebbe tua zia. - Cosa le è successo?
Quando aveva la tua età,
disse le stesse cose che hai detto tu e se ne andò.
Dov'è adesso?
Penso che a questo punto sia morta.
Qualcuno dice di averla vista in montagna.
Senti,
non voglio che tu faccia la sua stessa fine.
Scusi, ha mai visto questa donna?
- No, mi dispiace. - Va bene.
Grazie lo stesso, arrivederci.
Scusate.
Scusate.
Avete mai visto questa donna?
Questa foto non è molto chiara.
- Guardi meglio, magari le viene in mente. - Eh? Ho detto di no.
- La sua famiglia abita proprio lì. - Ho detto di no, quante volte devo dirlo?
Scusi tanto.
Credo... che sia lì dietro.
Ma non sono sicuro.
- Dice da quella parte? - Sì.
Grazie mille, la ringrazio tanto.
Salve.
Ehilà, salve.
Deve essere stato molto difficile per te arrivare fin quassù.
Grazie.
Ora che ti guardo da vicino, hai gli stessi occhi.
Ascolta.
Mio nonno e mia nonna...
Va tutto bene.
Non devi preoccuparti,
non c'è bisogno di sacrifici.
Dici... sul serio?
Certamente.
Stai tranquilla, tutto è solo un'illusione.
Cosa?
Sì.
Dimmi, tu forse pensi che i bambini in Africa siano infelici?
Beh...
potrebbe sembrare di sì.
Ascolta, è questo il problema, lo capisci?
Come pensi che si sentano quei bambini?
Se la nostra felicità dipende da come gli altri ci vedono,
come potremmo mai essere felici?
Tra 20 anni, arriverà l'era del continente africano.
Riesci a crederci?
Se questo accadrà, loro saranno molto più ricchi e felici di noi.
Innanzitutto,
questo mondo è composto da zero e da uno, lo sapevi?
Non so se riesci a capirmi,
ma questa è vera e propria...
realtà virtuale.
Quando moriremo, sai che succederà?
Lo staff verrà a toglierci
i visori per la realtà virtuale
e ci porterà dove dobbiamo andare.
Sai, nel mondo superiore potrei anche essere un uomo,
o forse potrei tornare ad essere un'adolescente.
Sì.
Sai, il mio desiderio attuale è andare al più presto nel mondo superiore.
Quando mi guardo intorno,
il mondo diventa sempre più contorto.
Oh, scusami tanto.
Ho parlato a lungo.
Ma abbiamo ancora del tempo a disposizione.
Non si è spaccato.
Va bene lo stesso.
Sei brava a usare l'ascia.
- Ne spacco ancora uno. - Metti le spalle in dentro.
- Sì. - Sì, dritto verso il basso.
Fai del tuo meglio.
Bene.
- Ah, ancora non ci sei riuscita. - Ci provo.
Prova ancora.
- Impegnati di più. - Sì, sì.
Sono sicura che ce la fai.
Ok, così.
Uno, due...
Ti andrebbe di stare con me?
Possiamo ricominciare da zero.
Mi dispiace.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Aspettatemi!
Ho ancora sonno.
Sei andato a letto tardi?
No, ma ho ancora sonno, non capisco perché.
Sbrigati. Ne vuoi ancora un po'?
- Adesso arrivo. - Avanti, dobbiamo fare colazione.
Il cibo si raffredderà.
Lui fa sempre così.
- È solo un bambino, bisogna capirlo. - Gioca sempre con quel gioco stupido.
Già.
Oh, bentornata a casa.
Avanti, vieni a mangiare.
Tra poco vengo.
La zuppa è un po' allungata.
L'ho dovuta fare così.
Non abbiamo più chi produce miso.
Che peccato, non è buona.
Che tristezza.
Rosso? Rosso.
Rosso, rosso, rosso, rosso, rosso, rosso, rosso,
- rosso, rosso, rosso, - Ma qual è il tuo problema?
rosso, rosso, rosso,
rosso, rosso, rosso, rosso,
- rosso, rosso, rosso, rosso, rosso. - Di cosa stai parlando, che vuoi dire?
Rosso, rosso, rosso,
- Guardate, è iniziato. - rosso, rosso.
- Oh, mio Dio, è tutta colpa del gioco. - Rosso, vedo rosso, vedo rosso,
rosso, rosso, rosso,
rosso, rosso, rosso.
- Non abbiamo più tempo. - Insomma, qual è il piano?
- State zitti! - Rosso, rosso,
rosso, rosso, rosso, rosso, rosso,
- Suocera, sembra che sia cresciuta molto. - rosso, rosso, rosso, rosso, rosso.
- Sì. - Non vedo l'ora.
- Rosso, rosso, - Sì.
rosso, rosso,
- rosso, rosso, rosso. - Presto arriverà.
Rosso, rosso, rosso, rosso, rosso.
- Ho una fame nera. - Sì, anch'io. Voi che avete preso?
- Io la cosa più costosa. Indovinate cosa? - Non saprei, diccelo tu.
- Delle merendine. - Merendine, e tu?
- Nuvolette. - Lo sapevo.
- Però dividiamo, ok? - No, le tengo per me.
- Non si fa così, però. - Prendi sempre quello che piace a me.
Ti ha ferito, fammi vedere.
No!
- Stai sanguinando. - Chi volevi spaventare?
Guarda che ti sei fatto, sei proprio un cretino.
Ti sei sporcato tutto.
- Assurdo. - Che dirà tua madre?
- Allora, facciamo a cambio o no? - A te queste non piacciono.
- Ma questa che vuole? - Non ne ho idea.
- È proprio inquietante. - Forse è meglio andare.
- Guardate che occhi rossi. - È pazza, andiamo via.
- Via. - Non è normale.
Ciao.
Reggimi questo.
Ti senti bene?
Sei cambiato.
Siete diventati amici?
Sì.
Ecco, mi sono stancato di prendere botte.
Insomma, l'ho accettato.
Sai, ho capito che gli adulti fanno la stessa cosa.
Quindi,
credo che dobbiamo vivere in modo più intelligente.
Capisco.
E sei felice?
Sì.
Rispetto a prima, credo di sì.
Scusami.
Devo andare a scuola.
Senti, starò bene.
Tranquilla.
Cosa?
- Serviti pure, avanti. - Mangia, non fare complimenti.
- Mangia, è tutto a tua disposizione. - Che aspetti, è tutto per te.
- Mangia e dicci cosa ne pensi. - È un dolce raro.
- Assaggialo, è buonissimo. - Dai, assaggialo.
- Dicci se ti piace, dai. - Prendine altro.
- Mangia, dai, è buono. - Non fare il timido, forza.
- Vieni. - Sembra proprio che ti piaccia.
Vieni.
Lei è mia figlia.
Avanti, vieni qui.
Vattene.
Cosa?
- Non fare caso a lei. - Vattene.
- Ho detto vattene via. - Ehi, ma che cosa dici?
- Vattene via. - Non darle ascolto.
- Basta. - Vattene.
- Ehi, smettila adesso. - Vattene immediatamente.
- Ho detto vattene, vattene via da qui. - Smettila, basta.
- Ho detto vattene! - No, aspetta.
- Vattene! - Aspetta, dove vai?
Devi smetterla!
Ehi!
Rosso, rosso, resetta.
Tesoro, non c'è più tempo.
- Resetta, rosso, rosso, resetta. - È solamente tutta un'illusione.
- Lei dice che è tutta un'illusione. - Ti sembra un'illusione?
- Moriremo tutti a causa tua! - Che cosa dovrei fare?
- Rosso, rosso, rosso. - Quanta confusione fa.
I bambini dovrebbero semplicemente essere bambini e comportarsi come tali.
- Resetta, rosso, rosso, resetta. - Lo sapevi fin dall'inizio, vero?
Il tuo problema è che non riesci ad accettarlo.
Facevi soltanto finta di non vedere tutto questo.
- Resetta, rosso, rosso, resetta. - In ogni caso, sei egoista.
Tanto quanto noi.
Zitto.
Stai zitto!
- Che vuoi fare adesso? - Che cosa fai?
Ehi.
- Aspetta, che fai? - No, ferma, non farlo!
- Non farlo. - Ti prego, fermati.
- Non farlo, ti prego. - Per favore.
Fermati.
- No, fermati! - Ferma!
Fermati.
Non ce la faccio.
Non posso farlo.
Non puoi?
- Non puoi? - Lei non può!
- Non puoi? Non puoi? - Non può!
Lei non può!
Lasciatemi!
Lasciatemi!
Dopotutto,
era senza speranza.
In fondo...
nulla può essere cambiato.
Non ne abbiamo mai avuto uno nella nostra famiglia.
Questo è il motivo per cui non possiamo essere felici.
No, non è vero.
Dev'esserci un modo per essere felici.
- Non c'è modo. - Dimmi che non è vero!
Ti prego, dillo!
Tu sei ancora in tempo, vattene.
No.
- Vattene. - No.
- Vattene. - Non voglio.
Ho detto vattene!
Cosa?
Suocera!
Come stai? Attenta, vieni.
- Ok. Vieni, dai. - Andiamo, dai.
Ehi.
Stai bene?
Mi senti? Ehi?
Non più...
questo mondo.
Lo odio.
Fermo.
Fermo.
Fermati.
Forza, adesso spingi.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
- Così, spingi. - Su, su, spingi.
No, ti prego.
Basta.
Basta.
Ti prego.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
- Su, su, spingi. - Su, su, spingi.
Ti prego.
Ti prego, no.
Ci siamo, ci siamo, dai.
Ancora, ancora, ancora... bene.
Che bello. Sì, eccolo, eccolo.
- Eccomi, scusa, sono in ritardo. - Sì, lo sei.
Non succederà più, veramente.
- Lo dici tutte le volte. - Ti prego, perdonami.
- Offrimi qualcosa. - Sì, va bene.
- Andiamo. - Mano?
Sì.
Scusa il ritardo.
Che dici, sto bene? Non è troppo chiaro?
No... stai benissimo.
- Andiamo. - Sì.
- Che mi dici dell'intervento? - Ah, è stato rinviato.
Bene, finalmente puoi rilassarti.
Sì, un po'.
- Ti piacerebbe fare un viaggio? - Un viaggio?
È passato un po' dall'ultima volta che ho viaggiato.
- Dove vorresti andare? - Vediamo...
- Ha bisogno di aiuto? - Signora, le diamo una mano.
- Grazie, che gentili. - Ma si figuri.
Stai bene?
Sei... agitata, per caso?
Un po'.
Tranquilla.
Cos'è quella faccia felice?
Sai che c'è,
è che sono felice.
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