All language subtitles for Asaf.S01E03.Dead.End.1080p.NF.WEB-DL.DDP5.1.H264-G66

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Original subtitles

Mi dispiace per quel poveretto. Kemal era un tipo solitario.

Per fortuna non aveva figli. E tu li hai? Hai figli?

Atlas! Atlas! Ha visto un bambino di sei anni con

uno zaino blu? È biondo. È malato.

Cosa?

Ha un problema al cuore.

Atlas!

Ecco, lo vedi? Il sistema ha qualcosa che serve anche a te.

Atlas!

Il commissario voleva i soldi. Tu vuoi un cuore.

Atlas! Atlas! Atlas!

EPISODIO 3 STRADA SENZA USCITA

Avanti, aprilo.

Pronto?

Gentile Cüneyt Bozkurt, il suo pacco le è stato restituito.

La ringraziamo per i suoi servizi alla Payen Kuyern.

Bene, Akif, concludi l'interrogatorio.

Che cosa ne facciamo del pacco?

Kemal non c'entra con quello.

Commissario, è uno scatolone pieno di contanti.

Asaf Erdem è un autista, ci sta mentendo.

Chi consegnerebbe tutti quei soldi, una volta trovati?

Che facciamo? Lo dobbiamo segnalare?

Lo pediniamo? Che ne pensa?

Ti faranno firmare la deposizione, tutto qui. Nel frattempo,

completiamo le pratiche per la tua richiesta, Asaf.

Quale richiesta?

Beh, quella di divorzio.

Non sono affari tuoi, avvocato, è una questione privata.

Sema non te l'ha ancora detto, quindi.

Che cosa avrebbe dovuto dirmi?

Il suo legale aveva trascurato la pratica.

Avresti dovuto consegnare le carte firmate tempo fa.

Comunque me ne sto occupando io, ora.

Che vuoi dire? Adesso sei tu, l'avvocato divorzista di Sema?

Beh, non avrei dovuto dirtelo io, capisci? Ma poco male. In ogni caso,

Sema dice che sei ancora a corto di soldi, quindi per stasera non mi devi nulla.

Però abbiamo bisogno di quella firma il prima possibile. Va bene? Allora,

in bocca al lupo. E sta' alla larga dai guai, d'accordo?

Asaf Erdem. Firmi la deposizione.

Come facevi a sapere dove tenevano i miei soldi?

Ti sei ferito scavando? Hai perso molto sangue?

Tanto, scoprirò dove l'hai sepolto.

Domattina ti verrò a prendere a casa tua personalmente.

E farai un'altra deposizione.

Penso che domani ti chiederanno come hai ottenuto tutti quei soldi.

Dovrai fare una deposizione anche tu.

- Papà! Papà! - Atlas.

- Papà! Papà! - Non devi correre!

- Stai bene? - Sì!

Domani ti verrà a prendere tuo padre. Vero, Asaf?

Certo. Verrò io, domani.

Su, in macchina.

Ora che si fa con te?

Andiamo a casa.

E andiamo.

I soldi li ha il dipartimento?

Sì, sono venuti due tizi, oggi.

Si parla dei bitcoin che avrebbe potuto comprare l'autista con quei soldi.

E quanti sarebbero?

Nemmeno uno, cazzo. Sono soldi falsi.

Akif, come mai non mi hai riferito che erano falsi?

Non lo so, commissario. Ha detto che non c'entravano niente con Kemal.

Questo è ben altro.

Duecento, quattrocento, seicento, ottocento,

mille, mille e due, mille e quattro,

mille e sei, mille e otto,

duemila, duemila e due, duemila e quattro,

duemila e sei, duemila e otto, tremila…

Cosa vuoi?

La tua garanzia è falsa, Servet. Mi hai imbrogliato.

Se vuoi i soldi veri, dovrai intrufolarti nella Banca

Centrale e rubarli da lì.

Sappi che la pagherai.

FCeff) Ah, davvero?

Da quando hanno tolto il caso al commissario

Kemal sei anche contabile? Se c'è qualcuno che può farmi

pagare qualcosa mandamelo pure.

RAGAZZO SCOMPARSO

Scusa, è tua quest'auto?

Sì, perché?

Che cos'è il pacco della Payen Kuyern?

Kemal mi aveva scritto in un messaggio che l'aveva trovato.

Tu sai dove sia ora il commissario?

Non mi devi seguire.

Io sono Rüya. Rüya Deren, giornalista, ecco il tesserino.

Sì, lo so.

Io e Kemal lavoriamo da mesi a un grosso caso. Il commissario è nei guai.

Ha un obiettivo ben preciso e io lo devo trovare assolutamente. È importante.

Va' alla polizia.

Non posso. Ci sono agenti corrotti.

A meno che non salti fuori Kemal e non si presenti all'incontro che ho organizzato,

chiunque sarà in serio pericolo.

Io non voglio più saperne.

Tu sei già in pericolo. Se hai preso il pacco fai

parte della Payen Kuyern. È così che ti ho trovato,

la tua auto è nel loro elenco.

Per quale motivo?

C'è stato un incidente.

Senti, chi ha capito che non ne sarebbe uscito

vivo o in che cosa si era cacciato, ha passato a Kemal informazioni

per fermare la Payen Kuyern. Lui si dovrà presentare all'incontro

di domani assolutamente.

So che guidavi quest'auto quando hai preso il pacco. Domani,

prima di consegnarlo dove ti hanno chiesto,

se per caso cambi idea e hai informazioni da condividere, chiamami.

Il tuo nome?

Asaf.

Ascolta, Asaf.

Qualunque cosa contenga il pacco, è importante.

Non ti lasceranno in pace finché non lo riavranno.

Entra.

Asaf, davvero, non avevo proprio idea che Murat

avesse preso l'auto senza dirtelo. Giuro.

E comunque è colpa mia. Perché si dovrebbe avere

a che fare con lui? Se fosse sveglio, lascerebbe Muzaffer.

Però, tu ci stai insieme.

No, in realtà. Asaf, non è come credi. Perché non funziona più,

non possiamo più stare insieme.

Davvero? E questo lo sa Muzaffer?

Cioè? Che vorresti dire? Vuoi che parli con lui e che lo lasci?

Non intendo questo. Io non c'entro, il rapporto è il vostro,

quindi risolvetelo. Scusami.

Allora perché volevi parlare con me?

Ecco, puoi dare un'occhiata al bambino? Io ho da fare per un po'.

Ma come no, puoi chiedermi quando vuoi

di badare a tuo figlio, non devi farti problemi.

Non è mio figlio.

Di chi è, allora?

Beh, non ha molta importanza. Torno tra un paio d'ore. Chiama, se serve.

Come, non ha importanza? Asaf, aspetta, io non ci so fare con i bambini! Asaf!

Dov'è andato?

Allora, tesoro che tipo di rapporto c'è tra te e Asaf?

E tra voi due, invece?

Nessuno, ma ho dei progetti che spero si realizzino.

Beh, anche io ho dei progetti.

Come?

Piccolo, non hai nessuno che si prenda cura di te?

Dove sono la tua mamma e il tuo papà?

Io ho fame.

Pensi che ti possa servire?

Che cos'è?

È piena di documenti sulla Payen Kuyern.

Asaf, quella l'avevo data io a Kemal. Come hai fatto ad averla?

È per questo che mi hai chiamata?

Non li avrai inviati a qualcuno, vero?

Dove hai trovato quella chiavetta?

Mi fermo qui, Rüya,

il resto riguarda te e il commissario Kemal. Io faccio

soltanto l'autista, non sono un poliziotto, va bene?

Potresti fingerti lui?

Chi?

Kemal. Puoi fingerti lui?

Non si conoscono tra di loro. Né hanno mai visto Kemal in faccia.

L'informatore si aspetta un commissario,

vai tu al suo posto e prendi le informazioni.

Semplice. Puoi farcela.

Non è vero.

Asaf, non sappiamo ancora niente su Kemal.

Qualunque cosa gli sia capitata succederà anche a noi due.

Non lo faccio solo per me stessa mi preoccupo anche per te.

Un sistema che può far sparire un commissario,

cosa potrebbe fare a un autista?

Io non posso. Sono solo un autista, è vero.

È proprio per questo che non posso. Dove vuoi che ti lasci?

Va bene. In ogni caso, ti ringrazio.

- Guardalo! - Piange. Piange come una ragazzina!

Io non sto piangendo!

- Stupido. - Sì che piangi!

- Bella bambolina, Atlas piange per te! - Ridatemela!

Che ridere!

Che succede?

La mamma dice che non esisti! Che io ti immagino e basta.

Hai raccontato a tua madre di me?

Sì, ma il nostro segreto, no. Non l'ho detto nemmeno a papà.

A lei che cos'hai raccontato?

Che ieri è venuto da me un uomo, Asil. E che sei un autista.

Perché anche il mio papà lo è.

Sì, lo so.

Ma tu sei un amico di mio padre?

Esatto.

È inutile che l'aspetti. Farà tardi.

Ma io sono qui per te.

In che senso?

Lo sai? Avevo delle bambole anch'io, da piccolo.

Ma un giorno le ho perse tutte. E in quell'istante ho capito quanto ci tenessi.

Per esempio,

se tu sparissi anche tuo padre si renderebbe

conto di quanto bene ti vuole.

Sei un poliziotto?

Per fortuna, no.

Beh, mi stai seguendo.

Ma ora tu seguirai me, forza. Nasuh Alphan ti vuole vedere.

Allora, tesoro, tu vai pure di là, io ti aspetto da questa parte, d'accordo?

Ma lì ci sono solo bambini.

E non è meglio? Vai a giocare con i tuoi amici, forza.

Uffa! Non sopporto i bambini che urlano mi fanno scoppiare la testa!

Allora?

Allora che? Ascolta, se volevi incontrarmi qui per manipolarmi,

ti dico subito che non funziona.

Ma no, i bambini mi innervosiscono. Non mi piacciono.

Non ti piacciono? Parli seriamente?

Avanti, se vuoi dirmi che ti dispiace fallo pure,

però poi vattene. Ma che domande fai?

Va bene. Senti mi hai frainteso. Non ho mai detto che non fosse mio,

parlavo solo di Muzaffer.

Ma ti rendi conto di quello che dici?

- Scusa, perché? - Giuro che ti tiro uno

schiaffo davanti a tutti!

- Controllati, siamo in un luogo pubblico. - Ma vaffanculo, davvero,

smettila di farmi incazzare.

Meltem.

Spiegami tutto allora, ti ascolto!

Vediamo Muzaffer ogni giorno, così volevo… Volevo solo essere sicuro perché

- non posso… - Quindi? Di che cosa?

- Di alcune cose. Volevo assicurarmi che… - Ad esempio?

Ho fatto quello che mi hai chiesto.

In realtà, nessuno ti aveva chiesto niente.

Ma tu hai agito comunque. Tirando fuori i soldi che ci

aveva affidato un commissario.

Non era il momento, ragazzo mio. Avrebbe avuto il pacco,

una volta fatto ciò che doveva.

Sono stato costretto, cercava di incastrarmi. E sono intervenuto.

Ma come hai scoperto dov'erano i soldi?

Tramite il commissario Kemal.

Mi dispiace per quel poveretto. Kemal era un tipo solitario. Per fortuna,

non aveva figli. E tu li hai? Hai figli?

Sì.

Ascolta, Asaf. Cüneyt mi serviva per costringere

una persona a fare una cosa. Chi prenderà il suo posto? Dimmelo.

Il telefono.

Rispondi, ora ti occupi di cose importanti, Asaf. Può essere urgente.

Sema?

Asaf, hai preso tu, Atlas?

No, avrei dovuto? Magari ho capito male.

Atlas è sparito. L'ho cercato per tutta la scuola, ma non c'è. Dov'è nostro figlio?

D'accordo. Sto arrivando.

Va bene.

È malato.

Cosa?

Ha un problema al cuore.

Ecco lo vedi? Il sistema ha qualcosa

che serve anche a te. Il commissario voleva i soldi.

Tu vuoi un cuore. Ma sei fortunato. Abbiamo la soluzione.

La Payen Kuyern ha tutto quello che i soldi non possono comprare.

Che c'è?

Sembri arrabbiato. Ferire un uomo non è come danneggiare un'auto.

E stavolta non è morto nessuno. Non puoi nasconderlo. Finirai nei guai.

Verranno a prenderti e ti porteranno da un collega di Cüneyt, Servet Karaman,

l'imprenditore. Va' da lui.

Occupa l'ufficio che usa come garanzia e assicurati che faccia quello che vogliamo.

Una volta finito, riavrai la tua garanzia.

Payen Kuyern.

Capo, è della Payen Kuyern.

Prego. Siediti pure.

Sei Servet Karaman?

Esatto. E tu, invece?

Sono Asaf. Asaf Erdem.

Va bene, Asaf. Cosa vuoi? Dimmi tutto. Chi sei, che cosa fai?

L'autista.

L'autista?

L'autista.

Lascia l'ufficio.

Sono disperati, se mandano un autista. Sentito? È della Payen Kuyern.

Non mi ha mandato via di qui un commissario, pensi di riuscirci tu?

Hanno confiscato i soldi che hai dato a Cüneyt,

non c'è più nessuno che ti protegga nel sistema. Fa' quello che ti hanno chiesto.

Fino ad allora, l'ufficio resta chiuso. Devi andartene.

Tu pensi di potermi mandare via? Eh?

Io sono Servet Karaman!

Servet Karaman esci da quest'ufficio, non voglio ripetertelo.

Ragazzi, evitate pistole, esplosivi, oggetti appuntiti o taglienti.

Col nuovo commissario, meglio andare d'accordo.

Aprite la porta. Ma non toccatelo. Sa andarsene da solo.

Ascolta, Asaf.

Occupa l'ufficio che usa come garanzia e assicurati che faccia quello che vogliamo.

Una volta finito, riavrai la tua garanzia.

Asaf, dove sei? Hai di nuovo il telefono spento!

Hanno chiamato dalla centrale, hanno trovato Atlas.

Atlas?

Papà?

Mio figlio non sta bene! Il suo cuore non può reggere! Dov'è?

Almeno lo state cercando?

Lui non è suo figlio, lo conosce, ma non sa come si chiama, è così?

Sì, è esatto, ve lo ripeto.

Quel bambino non è mio figlio! Che fine ha fatto Asaf?

Dov'è? Lui vi potrà spiegare. Quel bambino era con Asaf,

ieri, e l'ha portato da me, tutto qui.

Stamattina l'ha lasciato a me. Me l'aveva affidato,

l'ho già detto agli agenti, ho spiegato che non è mio,

che mi è stato affidato, ma non mi hanno ascoltata

e mi hanno portata qui!

Suo marito che ha detto del bambino?

Che era il figlio di Murat, il tassista.

Hai detto che non volevi figli, e viene fuori che ne hai uno, Murat?

No, non è vero, è una bugia. Sarà un altro Murat.

C'è un altro Murat tassista?

Ecco, lo sapevo.

Ho chiesto ad Asaf di chi fosse e mi ha risposto di non fare domande,

neanche il bambino me l'ha detto!

No, ve lo giuro, quel bambino non è mio figlio.

Ah, sta' zitto! Arrestatelo, cavolo, non ci si può fidare di lui.

Neanche il figlio lo vuole. Arrestatelo e interrogatelo.

È un gran bastardo!

Dai, Meltem, non peggiorare le cose, per favore.

No! Fermo!

- Lasciami stare. - Dice di chiamarsi Atlas, e

che suo padre è Asaf Erdem.

Sì, giusto. Dev'essere figlio di Asaf.

Ma di che cosa parli?

No, Asaf non potrebbe mai farlo.

Non ha proprio il carattere per compiere un gesto del genere, capisce che dico, no?

Di che cosa state parlando? Si può sapere chi siete?

Sentito? Quella donna ce l'ha con noi. Sono molto dispiaciuta per Asaf,

dico davvero. Ne ha già passate tante, poverino.

Quella donna non trova il figlio, Meltem.

Non farmi parlare dei figli altrui, altrimenti mi arrabbio sul serio.

Pensa alle cazzate che hai fatto tu e zitto.

All'agente, come hai detto che ti chiami?

Atlas.

Atlas. Quando ieri te l'ha chiesto

non hai risposto. Come hai incontrato questo poliziotto?

L'ho incontrato.

Hai chiesto a un altro poliziotto il numero

di targa dell'auto del primo agente?

Esatto.

E sei riuscito a memorizzarlo, per caso?

Mi ricordo i codici delle targhe.

Quindici. Diciassette. Capito i codici delle città?

Diciannove.

Me li ricordo.

E va bene. Il 35 che città è?

È facile: è Smirne.

Molto bene! E il sei, invece, qual è?

Ankara, è più difficile.

Trentatré?

Mersin. La chiamano anche İçel.

Tuo padre come si chiama?

- Asaf Erdem. - Bene. E tua madre?

Sema.

Lei non si ricorda di te, a quanto pare.

Pensi che sia possibile? Una madre dimenticherebbe mai il figlio?

Le serve tempo.

Che vuoi dire?

Ecco, dal momento che mi ero perso. Forse mi ha dimenticato.

Ma col tempo si riabituerà.

Atlas, dimmi, quanti anni hai? Non sai la tua età? Però sei bravo con i numeri.

Io ho fame.

Asaf!

Stai bene?

Atlas me l'aveva detto ma non gli ho creduto.

Pensavo che stesse parlando di te.

Cosa ti ha detto?

C'era un uomo di nome Asil. E i bambini, credendo fosse il padre, sono scappati.

Fa l'autista. Gli ho detto:

"Magari te lo sei immaginato visto che tuo padre doveva venire a prenderti,

ma era tardi". E non gli ho creduto.

Tranquilla. È normale che tu l'abbia pensato. Non è affatto colpa tua.

Ci sono video dell'uomo nel cortile della scuola. La polizia andrà lì a controllare.

Sarà spaventato?

Lo troveremo, sta' calma.

Credi che il suo cuore reggerà?

Non ci pensare, lo troveremo!

Sarà nascosto da qualche parte. Con un divorzio in atto i

bambini fanno queste cose. Insomma,

finché non vi stabilizzerete

lui reagirà in questo modo.

Bene, avvocato, basta così. È tutto chiaro.

Senti, non sono più il tuo avvocato. Ma ritrovato Atlas,

te ne servirà uno davvero bravo, caro Asaf.

Asaf! Asaf!

Harun! Stai bene? Siediti, forza. Vieni, fa' vedere.

NUMERO SCONOSCIUTO

Andiamo, datti una mossa. Avanti, muoviti!

Atlas!

Atlas! Avete visto un bambino alto così? Ha sei anni.

Ha visto un bambino di sei anni con uno zaino blu? È biondo. Atlas! Atlas!

Atlas!

Atlas!

Atlas! Atlas! Atlas!

Atlas!

Papà?

Tesoro!

Tutto a posto? Come ti senti?

- Sto bene. - Ti hanno ferito?

- No, papà. - Ma dov'eri finito, scricciolo?

Venivamo da te, papà.

- Eh? - Poi però ci siamo persi.

E dimmi, insieme a te chi c'era?

Ero con il tuo amico.

Stai bene? Non ti hanno fatto niente, vero?

- No, sto bene! - Sei sicuro?

Sì.

Io e tua madre stavamo impazzendo, eravamo preoccupatissimi.

Avanti, andiamo a casa. Vieni. Vieni.

Se non ti convince quello che ha detto il medico possiamo chiedere a un altro.

A te ha convinto, Asaf?

Anche lo psichiatra ha detto che non c'è niente che non va.

Non intendo questo. Atlas è grande,

si ricorderà per sempre quest'esperienza terribile.

Sì, ma abbiamo visto e descritto quell'uomo

alla polizia. Non succederà più,

guarda,

se servirà mi accamperò davanti

alla scuola ogni giorno.

Non succederà. Non succederà più.

Sema?

Avrò la custodia di Atlas.

Non puoi farmi questo.

Ti chiedo solamente una cosa. Firma le carte del divorzio, per favore.

E i nostri avvocati si occuperanno di tutto il resto.

Hai idea di quello che sto passando?

Hai la minima idea di quello che devo sopportare?

Sembra che più io mi sforzi, e più le cose peggiorino.

Oggi sono stato messo alla prova con mio figlio, ma non è colpa mia…

Zitto! Sei tu che metti alla prova lui. Di giorno ti aspetta nel cortile della

scuola e di notte alla stazione di polizia!

Tu non puoi vincere questa causa. Mantieni la tua parola per una volta.

Firma e basta.

Pronto?

Oh, bene, Asaf! Certo hai un bel modo di fare le cose.

Quell'ufficio è messo peggio della mia auto.

Beh, tutto sistemato. È finita.

Questo lo decido io. Non è così semplice. Quando sarà finita lo capirai.

Asaf?

D'accordo. Mi fingerò Kemal.

Dici davvero?

Chi devo incontrare e dove?

Buongiorno.

Questa volta hanno rapito un bambino da un orfanotrofio.

Qui c'è tutto.

È stato un uomo di Nasuh.

Di chi è il bambino?

Non lo so proprio. Non è importante.

Senti, questa è l'ultima volta. Basta e avanza per il tuo lavoro.

O fai fuori la Payen Kuyern o tutti gli altri informatori pur di

salvarsi riveleranno che sei tu la talpa.

Tutti gli altri? Di', quanti ce ne sono come te?

Tanti. Abbastanza per metterti nei guai.

Così tanti da minacciare un commissario?

Qui il tuo grado non conta. Noi siamo in maggioranza. E quindi siamo in vantaggio.

Anche io voglio che questa storia finisca.

Tutti credono che tu lo voglia solo per salvare te stesso.

Per questo non giocherebbero col fuoco come faccio io. Ma a me non importa.

Ho fatto di tutto per liberarmi di questa piaga. E farei di più, credimi.

Ad esempio, girare con un cadavere nel bagagliaio?

Potrei. Lo farei, se servisse.

Tu, però devi dire ai tuoi uomini che devono lasciarmi andare via.

Se provi ad arrestarmi gli informatori faranno il tuo nome a Nasuh.

Non sono i miei uomini, quelli la' sotto.

Ti hanno seguito?

Ma che razza di commissario sei?

Tu…

Alzati e apri il bagagliaio.

Alzati!

Aprilo.

Svelto.

Muoviti!

Aprilo. Avanti!

L'ho trovato, signore. Ho trovato la talpa.

Adesso, le chiedo di lasciarmi andare, per favore.

L'ho scoperto. Ho fatto tutto quello che mi ha chiesto.

Ora ho finito. La supplico, mi lasci andare.

Ho dei figli una famiglia.

Ecco il commissario mi liberi!

È l'uomo che cercava! È lui che cercava!

Quindi pensi che il commissario sia una talpa?

Certo, signore. La cercava. È della polizia.

E allora, dimmi, il commissario che ci ha traditi

dove sarebbe? Domandalo a Asaf, accanto a te.

Tu non sei un commissario.

È un autista. Un comunissimo autista.

Ma anche un grande detective.

È merito suo se potrai arrivare a destinazione.

No, la prego. Signore, non lo faccia, non deve farlo! Per favore! Ho una famiglia.

Asaf. Ora sai qual è il tuo compito.

So perché l'hai incontrato e so quello che stai cercando di fare.

Non puoi scappare dalla Payen Kuyern.

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