All language subtitles for Oh, Serafina! (Alberto Lattuada, 1976)

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Original subtitles

Eccomi qua, buongiorno a tutta Ia famigIia.

- Men� deI giorno: semi di zucca e girasoIe.

Buongiorno a tutti.

BeIIa giornata oggi, vero?

- Anche aI mattino?

- Va bene che siete fidanzati, ma insomma...

Non Iitigate.

- Non protestate, non aIzate Ia voce.

Vengo anche da voi.

- PasquaIe, sei un po' ingrassato. Devi fare pi� moto.

CaIma, caIma. C'� da mangiare per tutti.

Ecco.

CaIma, masticate bene.

Avanti, Sofia.

- Fabrizio,..

- ..sei sempre iI primo a Iitigare.

- Hai un carattere impossibiIe, guarda che ti mando in coIIegio.

Cosa vuoi? Ho capito.

Non hai mica torto.

- Bravo, Tano. Mangia Ia bistecca che sei un po' gi� di cera.

Non dire baIIe.

Che dici?

- ParIa chiaro. Due mogIi?

Avete ragione, vengo anche da voi.

Per� non siete mai contenti.

Domani un'aItra marca di semi di girasoIe.

Ah, giusto te.

- ParIiamoci chiaro, LeopoIdo.

SmettiIa di rubare i bottoni coIorati..

..aItrimenti Ia mia fabbrica va in maIora.

S�, ''Avanti popoIo''!

Lascia stare Ia poIitica.

Che disastro, aItro che madreperIa!

Dobbiamo passare aIIa pIastica.

Ma cosa dite?

S�.

- Brutta carogna.

- Tirchia! - PeIandrone!

Sono quasi in orario, i genitori.

Troiona!

Sei andato aII'osteria a buttare via i soIdi!

- A bere iI mezzo Iitro!

Ubriaco come un asino!

Cretina bigotta! Vai a cagare!

Tu vai a cagare con queI pirIa I� fuori.

AIIa sua et� gioca ancora con gIi ucceIIini.

Hanno quasi finito.

CoIpa tua che sei aIcoIizzato. Tutti matti neIIa tua famigIia.

Ora Iui dice che non ne pu� pi�.

Signore, non ne posso pi�!

Dice che va a buttarsi daI campaniIe.

Mi butto gi� daI campaniIe.

Gi�!

Vatti a buttare, mostra finaImente che sei un uomo!

- - StavoIta mi butto. - Vai.

- Madonna! - Vai. - Mi butto.

Vai.

Andr� da PineIIi a farsi mezzo Iitro.

Hai sentito? E' pap�. Non sar� mica diventato matto?

LasciaIo stare.

- E' matto! - E' matto!

Giuseppe, non fare una stupidata.

Sposatevi, cogIioni!

- Sposatevi, vedrete come va a finire!

Ecco come va a finire.

- E' morto? - Morto, morto.

- Beveva tutto iI giorno. - Eh!

- Ah, � cos�.

Hai voIuto averIa vinta tu.

- La smetta di agitarsi. Cosa dovrei fare io aIIora?

- Non c'� pi� un padrone.

Non si capisce chi comanda in questa baracca maIedetta.

- Cosa c'�? - E' un ordine.

QuaIe ordine?

- Come osate toccare nonno Augusto?

Gi� Ie mani daI signor Augusto!

Gi� Ie mani da queII'uomo. E' un sacriIegio.

Fermi tutti!

II nonno non si tocca.

La signora BeIinda ha ordinato...

La signora BeIinda, qua dentro, non comanda un tubo.

II padrone sono io. Avanti, voiaItri!

- Buongiorno. - MetteteIo I�, poi Io sistemiamo.

Un capoIavoro!

- Un po' di ucceIIini ci voIevano. - S�.

Chi ha avuto iI coraggio di andare contro i miei ordini?

- Non rompere i cogIioni. - Ma cosa fai? - Fuori!

- Fuori. - Bastoni tua madre?

- Non temi iI castigo di Dio? - A casa a fare Ia caIza.

Fuori tutti. VogIio visitare Ia fabbrica.

Le chiamo iI caporeparto Radice Romeo, dottore.

- Non sono dottore, sono iI padrone. - S�.

Fuori!

- Visto? - TaIe e quaIe a suo nonno, benedetto.

Anche Iui Ie donne Ie voIeva sempre in cucina.

Ma queIIi erano aItri tempi.

Per me i tempi sono sempre queIIi.

Tutto come quando era vivo iI nonno.

- Eccetera. - Ecco.

Questo � iI reparto deIIe tagIierine.

La madreperIa � beIIissima.

Infatti � madre deIIa perIa.

Eh!

- Buongiorno, signor Augusto. - Buongiorno.

Queste macchine fanno troppo rumore. GIi ucceIIi si Iamentano.

- GIi ucceIIi? - S�.

Sono vecchie macchine, dobbiamo comprare queIIe deIIa pIastica.

- Non parIiamo di pIastica. - Ma iI progresso?

II progresso non esiste.

NeIIa mia fabbrica tutto deve rimanere come ai tempi deI nonno.

Fine deI comunicato.

Buongiorno, signor Augusto.

- Buongiorno. - Questo � iI reparto confezioni e imbaIIaggi.

Buongiorno.

Che beI reparto!

E questo � iI reparto Iucidatura.

S�, Iucidatura.

Di chi � queI beI cuIo deI reparto imbaIIaggio?

Di mia soreIIa PaImira, signor padrone.

Ciao, LeopoIdo.

Oggi ho visto un cuIo beIIissimo con una faccia beIIissima.

- LasciaIo stare. - - Te Io giuro.

Ne parIo con te perch� sei un aduIto.

E' un argomento nuovo, per� sento che mi interessa.

- Una cosa speciaIe.

Un perfetto equiIibrio tra peso Iordo e strutture interne.

GIi manca Ia paroIa.

Signor Augusto?

Acqua in bocca.

LasciaIa stare.

Signorina Radice.

Stavo parIando con gIi ucceIIi. No, cio�...

Si parIava di bottoni rotondi in generaIe.

Mi scusi, signor padrone. Non voIevo disturbarIa.

Ma guardi questo nuovo tipo di campionatura.

E' un quadro.

L'ho fatto io.

Che brava.

Buongiorno.

Mi scusi, non sono stato io.

VoIevo soIo toccare iI coso, non I'ho fatto apposta.

Invece s�, I'hai fatto apposta.

Perch� mi desideri come io desidero te.

Con tutta I'anima.

S�, ti desidero. E' stato un coIpo di fuImine.

Mi piace Ia tua diaIettica. Mi piace iI tuo cuIo.

Sento iI richiamo dei sensi, facciamo I'amore subito.

Ma qui davanti agIi ucceIIi?

Cosa credi che gIiene freghi a Ioro?

- Lo fanno anche Ioro. - S�, ma non si fanno vedere.

- Bisogna aver riguardo. - AIIora?

L�.

Prendimi, sono tua.

Ma io..

..praticamente..

..non saprei da dove si comincia.

Neanche io.

Sarei anche vergine.

Anche io.

Diciamo che sono un autodidatta.

- Sono stato represso da mia madre.

Fino a oggi ho sempre fatto tutto da soIo.

Per� mi capisco, so come prendermi.

Mah!

Ah, ecco.

Ma non porti Ie mutandine?

Dicevo cos� per dire.

Anche senza sei una brava PaImira.

Non posso pi� aspettare.

Credo che si cominci da qui.

S� amore, ma non in piedi.

Credo che abbiamo cominciato da dove si comincia.

Credo che siamo suIIa buona strada.

- A me piace e a te? - S�.

- Mi piace tanto. - S�.

Mi piace moItissimo.

- Signor padrone. - Cosa c'�?

- Avrei una cosa da dirIe. - ParIa.

Mia soreIIa PaImira � incinta.

Ah!

E Iei deve sposarIa.

La sposer�, ma tu non rompermi Ie baIIe.

Radice.

- Sindaco o chiesa? - Chiesa.

Va bene, chiesa.

Cosa vuoi?

Cosa fai?

Mi hai ordinato di fare Ia caIza, sto facendo Ia caIza.

Perch� Ia fai saImone? A me piace crema.

La caIza Ia faccio come piace a me.

- Cosa vuoi? - Sono venuto a dirti che mi sposo.

Con chi?

Con Ia signorina Radice PaImira, deI reparto imbaIIaggio.

Sei matto. Ricorda Ie uItime paroIe che disse tuo padre..

..prima di buttarsi gi�.

Chi se ne frega deIIe uItime paroIe di mio padre.

SposaIa.

Ma io morir�.

- Va bene, ciao.

S�.

S�.

Eh, s�.

- Ha detto s�. - Poveraccio!

Uffa!

- Sarebbe questo iI viaggio di nozze? - - S�.

Ma cosa corri?

- Ciao, Francesco.

Era megIio se andavamo a MontecarIo.

Pazienza per Io spacco.

Pazienza per Ia gomma americana, ma vuoIe spegnere Ia radio?

Bene, se � cos� ce ne andiamo.

Ce ne andiamo, vero?

Vai via tu, non rompere Ie baIIe.

Dormi, dormi.

Tieni!

Uffa, Iasciami dormire.

Mm!

Mi fai prender freddo.

Ma che fai?

Anche Iei... Giotto?

Sopratutto gIi ucceIIini.

Io forse pi� di Iei. A casa ne ho miIIe.

- Cantano, ma siamo in pochi a capire. - Un'eIite.

Gi�, un'eIite.

- Pronti? - - No, aspetta un attimo.

E' uno scherzo?

- Girati, ma non guardare.

- Ecco, adesso puoi guardare.

Eh!

Ti piace? L'ho preso aI sexy shop.

Eh, che roba!

Guarda che roba!

A raccontarIo non ci crederebbero. Che meccanismo!

Ho capito. Mettiti gi�.

Ti piace?

Beh, si potrebbe comporre una cosa ad arte.

AIIora, PaImira.

Questo va qui e questo... Ecco.

Cos� � un beI gruppo, si compone bene.

Ma non � abbastanza espressivo.

- Ah! - Cos� � pi� espressivo.

- Ah! - E anche cos�.

E guarda cos�.

Guarda che bieIIe.

Che stantuffi.

- II treno. - Ah!

- - La Iocomotiva. - Oh!

Sei proprio matto.

S�, sono matto.

- Non sei stanco? - S�.

- Arrivato in stazione. - Vieni che ti faccio fare Ia nanna.

- No, qua che c'� un beI cuscino.

Ecco, qui sto bene.

Ma iI vero cuscino � un po' pi� gi�.

Ah, capito.

- Mi senti bene? - Mica tanto. Aspetta un attimo.

Sento un beI caIdo.

S�, cos� mi piace.

Anche a me.

- Chi �? - LasciaIo stare.

Signor Augusto?

E' Iei? - S�.

Ah, s�.

Ho capito.

Mia madre sta maIe.

Anzi, sta maIissimo.

FinaImente!

Scusi, ma vuoIe che Ia chiuda dentro a chiave..

..cos� nessuno pu� entrare?

- Ho capito.

Vediamo se risponde perch� potrebbe anche essere morta.

Signora BeIinda?

Mamma, sono tornato.

- Avanti.

- Non � morta. - No.

- Siccome... - AIt!

Sei tu che hai voIuto farmi morire.

- Mamma. - AIt!

Tuo padre era un deficiente aIcoIizzato.

Tu sei deficiente deI tutto.

Tua mogIie � una puttana.

II figIio che nascer� non � tuo.

E' di CarIo Vigeva.

Ho capito tutto.

Vattene.

Lasciami morire in pace.

- Mamma!

- - Coraggio, PaImira. - - Mamma.

- E' un gran doIore, ma che ci vuoi fare?

- E' Ia vita.

Adesso qui comando io.

- Cosa hai detto? - Da oggi qui comando io.

Tu non comandi un tubo. E non mettere piede in fabbrica..

..senn� ti rimando aI reparto imbaIIaggio.

Non mi farai crepare come hai fatto con tua madre.

Non sono Ia tua schiava, non sono una donna oggetto.

QuaIe oggetto?

Dimentichi che qui dentro ho un figIio tuo.

Mio o di Vigeva?

Che differenza fa?

Tuo o di Vigeva..

..erediter� i tuoi soIdi.

Comunque in fabbrica non ci metti piede.

E vai avanti a fare Ia caIza di mia madre.

Qui comando soIo io.

Chi paga Ia boIIetta deIIa Iuce?

Io!

- La pancia di PaImira si sta gonfiando come una camera d'aria.

Tra poco nascer� iI bastardo.

Caro LeopoIdo, sono gi�.

Avanti.

- Mi scusi. - Venga avanti.

Mi scusi, credevo di trovare Ia domestica.

E' partita I'aItro ieri. Dice che sua madre � maIata.

Lei dice.

Posso esserIe utiIe, ragioniere?

VoIevo prendere una piIIoIa per iI maI di testa.

- E voIevo un bicchiere di acqua. - Prenda un beI whisky e soda.

- - Troppo disturbo. - Lei non disturba mai.

- Lei � un gentiIuomo. - Ma con I'aspirina fa droga.

Sono un benessere, vedr�.

Oh, mi scusi.

Un benessere consoIante.

Le far� dimenticare Ie grane deII'ufficio.

- Le grane ci sono. Ogni giorno sempre peggio.

Mio frateIIo fa queIIo che pu�.

Ma Ie decisioni dovrebbero venire da mio marito.

- Che non ne vuoIe prendere.

Se fossi io iI padrone...

Se fosse Iei?

Trasformerei tutto in una fabbrica moderna.

Tutto ristrutturato e pIastica, pIastica.

Scusi.

Venderei iI parco come area fabbricabiIe.

Centinaia e centinaia di miIioni.

Un pied-�-terre a MiIano.

- II paIco aIIa ScaIa. - Gi�.

II night.

- Posso confessarIe una cosa? - S�.

Quand'ero Ia PaImira deII'imbaIIaggio..

..Iei mi piaceva moItissimo.

- Ma non ho avuto mai iI coraggio di dirgIieIo. - E adesso?

Adesso guardi.

Guardi come sono ridotta.

Tocchi i fianchi.

Sembro una vacca.

Che beI tamburo!

Che beI tamburo!

- Appena sgravata, sar� tua. - PaImira.

II Sindaco.

Lui pu� rendere fabbricabiIe I'area deI parco.

La Giunta poi si compra. In ItaIia si compra tutto.

Far� iI piano.

Prima iI Sindaco, poi I'Assessore.

Oh!

- Appena sgravata. - S�.

Lo vogIio chiamare Giuseppe.

Ma tua mogIie aveva detto a tutti che Io avrebbe chiamato Romeo.

- Ho detto Giuseppe. - Ma � iI nome di tuo padre.

Non � neanche un anno che si � buttato daI campaniIe.

Vedremo se si butter� gi� anche Iui.

- II giorno 1 2 febbraio aIIe ore cinque...

- NeIIa CIinica dei TuIipani... - TuIipani...

Da Augusto VaIIe...

- VogIiamo parIare deII'area fabbricabiIe?

S�, PaImira, ma dopo.

- Dopo.

Va bene cos�, signor Sindaco?

S�, che beIIo! Continua.

Che beIIo!

Adesso come abbiamo deciso.

Avanti.

Ahi!

Dai, non aver paura. Pesta Ia bestia.

Pesto.

Che beIIo!

- Ahia! Ma � beIIo.

- Ahi!

Grazie, cara.

- - Ahia! - Continuo?

S�, benissimo.

Adesso I'aItra cosa.

Vado?

S�, vieni. Dai.

Ahia, mamma!

Un momento.

Ahi, un po' di meno.

Ahia! Ma sei impazzita?

Ahia!

Basta, porco Giuda, basta!

- Ma non Ie piace? - S�.

Ma veramente mi fa maIe.

Ma aIIora perch�?

Ho Ietto che iI Barone Masoch Io faceva e godeva.

Pi� Io faceva, pi� godeva.

L'ho Ietto su PIayboy.

Ah!

AIIora come vuoIe scopare?

CattoIicamente.

E questa dove Ia metto?

- Dove ti pare. SuI caIorifero. - Ah!

- Cos�, bene.

Ah!

Ehi!

Abbiamo tutto iI tempo. Sono Ie sette e un quarto.

Sei una ragazza inteIIigente e queste cose non ti danno fastidio

VaffancuIo!

- Che gentiIe incontro.

Brava.

Cos� sono a mio agio, cara, beIIa PaImira.

ParIiamo subito deI parco da sbIoccare.

E di questo parco qui?

- Di questo parco dopo. - Ah!

Non muoverti.

Ferma.

Ferma.

Sempre senza mutande.

Che beI tanga.

Perch� non mi intesti iI parco?

Cosa dici?

Non intesto niente a nessuno, iI padrone sono io.

Sei un maiaIe, non iI padrone.

Ora non sono pi� un'operaia, sono padrona anche io.

Ho bIoccato Ia pratica di espropriazione.

VoIevano farIo diventare un parco pubbIico.

Io invece Io faccio diventare zona edificabiIe.

Una barca di miIioni.

Possiamo diventare ricchissimi.

A me dei miIioni non importa nuIIa.

Potremmo andare a MiIano e vivere da signori.

Non vogIio fare Ia vita deI signore, sono ancora un ragazzo.

AIIora introduciamo Ia pIastica.

Non parIarmi di pIastica mentre sono in amore.

AIIora sappi che ti ho fatto becco.

Le puttane fanno sempre becchi i mariti.

Ma me ne frego, dammi iI piede e girati.

Ti ho fatto becco coI sindaco e con I'Assessore BugIio.

II mutiIato?

Stai pur certo che I� non � mutiIato.

Eh!

D'accordo, iI parco � tuo e non Io vendi.

Pure i bottoni sono tuoi.

- Ma iI corpo � mio e con me hai chiuso. - Cio�?

A meno che non mi intesti iI parco.

Mai.

Vedremo. Chi Ia dura, Ia vince.

Vincer� io.

Mi dispiace per iI tanga.

Cosa vuoi?

VogIio dormire con te. Ho freddo.

Vai a scaIdarti neIIa fonderia di Vigeva.

Torna aI tuo posto.

PaImira cara.

- Lo uccideresti per amore mio? - Io?

Non ho moIta esperienza neI ramo.

Devo sbarazzarmi di queIIo I�, a costo di avveIenarIo io stessa.

Una soIuzione diversa ci sarebbe.

- Anzi, c'�.

Perch� non Io fai interdire?

Basta una domanda in carta boIIata.

La firma di un medico e deI Sindaco.

E tuo marito finisce dritto dritto in...

Gi�.

- Cos� ce Io Ieviamo dai piedi.

Ci vorr� deI tempo.

Per ora non mi resta che farIo becco.

- Sei un genio. - S�.

Vieni, oggi ti ammetto neIIa camera nuziaIe.

Sar� moIto pi� eccitante.

Vieni.

Sei I'unico sorriso di questa mia triste giornata.

- Signor Augusto. - ParIa.

Io non vedo, non sento e non parIo.

Ma in casa sua succedono cose terribiIi.

Cusetti scopa PaImira. E poi?

Basta.

Ah!

Ormai non sono soIo preoccupata. Sono angosciata.

Pretende da me deIIe cose contro natura.

Dottore, Augusto non � normaIe.

Deve aiutarmi con Ia sua scienza.

Mio marito � sempre pi� morboso.

Continua a Ieccarmi e sento un prurito strano.

E' un caso di feticismo.

- Ma Iei..

..come si sente?

Io?

Sto benissimo.

Mai stata tanto bene.

Vuoi visitarmi?

Tutta?

Tutta?

S�.

Ti visito tutta.

Hai capito adesso? Dai, prova.

- No, iI finaIe va su. - Ah!

Bravo, ecco.

Questo � quando iI soIe � gi� aIto.

E Ia sera quando tramonta chiama Ia sua compagna.

Adesso provo.

- Ehi, sei mio cognato, ma sei anche iI padrone.

Di fronte a te sono proIetario tra i proIetari.

- - Scusi, signor Baracchi. - Prego.

Sbrigati, non ho tempo da perdere.

- Non mi faccio prendere per iI cuIo. - Oh!

- Lasciamo perdere iI cuIo.

La fabbrica cade a pezzi..

..e regaIi dieci miIioni a ''ItaIia Nostra'' per gIi ucceIIi.

E attacchi Ia Iettera suI quadro sindacaIe.

- E' una provocazione.

I soIdi sono miei e Ia fabbrica � mia.

Questi sono discorsi deI tempo di tuo nonno.

- Oggi noi non Ii permettiamo pi�. - Noi chi?

II consigIio di fabbrica, iI comitato di base.

Siamo neI 1976.

Momento.

L'ItaIia combatte Ia sua Prima Guerra MondiaIe.

E siamo neI 191 4.

TaIe e quaIe suo nonno.

L'hai voIuto tu, Augusto II!

- Sciopero a oItranza. - Va bene, sciopero.

- Baracchi. - S�. - AIIora.

- Diventerai un professore. - Va bene.

Ci vediamo fra otto giorni.

Cusetti, viaggio e spese di soggiorno aI dottor Baracchi.

Grazie.

- Come vuoIe.

AscoItate e cercate di capire.

Scioperano gIi operai, sciopero anche io.

In questa casa sono soIo una proIetaria sfruttata.

- Signora...? - No, grazie. Faccio da me.

Questa minestra Ia butto neI cesso.

Invece di regaIare dieci miIioni a ''ItaIia Nostra''..

..potevi comprarmi un visone azzurro..

- ..o una peIIiccia di cinciII�.

Ogni peIIiccia sono cento deIitti.

- - Cento bestioIine uccise. - - AIIora non mangerai pi� carne.

- Infatti ho deciso.

Pap�, ho fame.

In quanto aI pap�...

Lasciamo perdere.

- Comunque Ia fame va sfamata.

Pap�.

Come va, frateIIi miei?

Io sono stanco.

Ho paura che sono vicino aIIa vogIia di farIa finita.

S�.

Io non ho Ie risorse moraIi di San Francesco.

Hai ragione, ma ho sposato una puttana. Non era neanche vergine.

Ha faIsificato Ia data di nascita,..

..ho un figIio che non � mio. Non ho moIta vogIia di vivere.

Eh, scusa.

E' tutto fottuto. L'industria � in una paraIisi progressiva.

- Ancora quaIche decennio e ti saIuto, tecnoIogia!

- L'umanit� � cieca, sorda e stupida.

Fabbricano missiIi atomici quando dovremmo coItivare insaIata,..

..purificare i fiumi e i mari che sono pieni di merda e petroIio.

Basta, ho predicato abbastanza.

Che guardi?

Giuseppe.

Ma aIIora, forse...

Lo dicono anche Ioro.

Stai a vedere che sei figIio mio.

Non di Vigeva.

Non potresti essere figIio mio?

- Cosa fai qui? - Si tratta di cose personaIi.

- Cosa vuoi? Ho i minuti contati.

Non posso far perdere iI ritmo ai miei operai.

- Giuseppe di chi � figIio? - Giuseppe chi?

II figIio di PaImira.

Ma se � figIio tuo, che cazzo cerchi?

Tieni presente che PaImira � una puttana.

E anche beIIissima e a me piaceva da matti.

Ma a me non I'ha mai voIuta dare.

Diceva che puzzavo di ferro. II ferro puzza?

Niente.

Se mi credi bene, aItrimenti vaffancuIo.

Levati dai cogIioni.

Grazie.

Sono tanto feIice.

Non sei feIice, sei matto da Iegare!

Ciao e grazie.

Ah, per me non puzzi. Ciao.

Mi dispiace, ma � tutto regoIare.

L'ordinanza.

E' stata brava.

Siete stati tutti bravi.

Dov'� mio figIio?

E' in casa.

Avvisa nonno Mantini.

S�.

Giuseppe.

AscoIta.

Adesso pensaci tu.

Pensa ai nostri ucceIIini.

Io devo andare in manicomio.

S�, pap�.

- Pronto, prova microfono. Uno, due, tre.

Ci siamo cacciati in un brutto guaio, signor VaIIe.

- - Anche Iei? - No. Lei. - - Ah!

Una di queIIe situazioni deIicate..

..che vanno esaminate con cura. - - Posso togIiermi Ia giacca,..

..professor OsvaIdo? Sono tutto sudato.

- S'intende.

- Questa non � una prigione.

Qui abbiamo deIIa psichiatria un concetto moderno, democratico.

Abbiamo istituito persino iI passeggio comune.

Maschi e femmine, in un giardino modeIIo.

Abbiamo qui davanti, I'ordine di internamento..

..firmato daI medico, daI Sindaco e daIIa sua signora.

Puttana.

Prego.

Puttana.

S�.

La sua visione deIIe cose..

..� certamente faIsata da uno stato d'agitazione..

..ansiosa come si evince daI rapporto deI medico CoIbiati.

La visione deI CoIbiati � stata faIsata daI fatto..

..che si � scopato Ia mia signora.

- Posso togIiere Ia camicia? - - ToIga.

Poi, I'anamnesi.

Perch� suo padre era aIcoIizzato e mor� suicida.

Per sfinimento coniugaIe che ha iI suo perch�.

Ha registrato?

Mentre sua madre � deceduta in condizioni misteriose.

Pare si sia Iasciata morire.

Esatto. Lo fanno anche gIi eIefanti.

E gIi strani riti che imponeva a sua mogIie?

Un'orgia di feticismo.

- ''Continui Ieccamenti dei piedi...'' - S�.

- ''DeIIe mani.'' - S�. - ''Dei seni e deIIe parti posteriori.''

- Perch� ha un beIIissimo cuIo. Posso? - S�.

Grazie. Lei I'ha mai Ieccato a sua mogIie?

- Bene! - Posso togIiermi anche Ie scarpe?

- Ma faccia queIIo che vuoIe. - Grazie.

Siamo democratici. Nessuna costrizione.

Cosa guarda?

Niente.

- Niente. - No.

Lei sta guardando Ia coIomba reaIe.

Lei � fissato con gIi ucceIIi. Lo dicono anche qui.

La domestica.

''II padrone parIa e ride con gIi ucceIIi.'' Cosa dice Iei?

E' vero. Ci sono degIi ucceIIi moIto spiritosi.

Per non parIare dei miIioni regaIati a ''ItaIia Nostra''.

Corso Vittorio EmanueIe II, 287.

E Ia storia dei baffi finti?

- Ah! - Ahi, ahi!

Signor VaIIe.

La sua � una posizione deIicata.

Non � faciIe nemmeno per noi studiosi..

..stabiIire se uno � o non � sano di mente.

E aIIora cosa devo fare?

Assecondare.

- Asseconder�. - - Bravo.

Cos� mi piace.

Vedr� che noi due andremo d'accordo.

Quando pensa che potr� uscire da questo manicomio democratico?

Non si pu� dire.

Tra un mese, tra un anno.

Forse, mai.

Mm?

- Mm? - No.

- Perch� no? - No.

Pss!

Ci hanno fregato.

- Eh, s�. - Acqua in bocca.

E soprattutto non parIare di ucceIIini, per carit�!

- Vuoi favorire? - No.

- Ciao.

Ciao!

- Ciao.

- Dai! - Andiamo!

LeopoIdo!

LeopoIdo!

Fai finta di non conoscermi.

LeopoIdo!

Cerca di capire. Non mettermi nei casini.

Cosa vuoIe da me?

Io non Ia conosco.

Ci dev'essere un errore.

- Lasciami stare. - Lasciami stare.

Vai via. Non vedi che sono in manicomio?

Non bestemmiare!

Vai via.

SaIutami mio figIio.

Ce I'hai I'ucceIIo?

- Cosa dice?

- QuaIe ucceIIo?

Questo.

Prima di entrare in manicomio I'avevo.

Adesso Io sento un po' di meno.

Posso toccarIo?

Tocca!

- Dai!

Eh, beh...

Mariuccia!

Mariuccia!

Mariuccia!

Andate via!

Mariuccia.

- Guarda che manganeIIo! - Che avete da guardare?

E dai!

- Sporcaccioni!

- Che avete da guardare?

Basta!

- Basta! - No. Lazzaroni!

E' finito Io spettacoIo.

- Dai. - Via!

Cosa c'�?

- S�. - Muoviti!

- Ferma. Andiamo! - Lasciatemi stare.

Dai!

- No, non vogIio!

#Ci darem Ia mano, I� mi dirai di s�.

- - #Vedi, non � Iontano... - Signor VaIIe.

Stiamo confondendo Ia democrazia con I'anarchia.

- Lei rischia Ia camicia di forza. - Cosa ho fatto?

Ho mangiato Ia frittata! Mi ha detto Iei di assecondare.

- Io ho assecondato. - Via, via, via, via. - Va bene.

Non si pu� pi� nemmeno mangiare Ia frittata.

- Adesso siamo a posto. - Uno non pu� neanche mangiare Ia frittata!

Assecondare!

Dice Caroniti.

Perch�?

II cazzo non va assecondato?

Caroniti!

- Tu non I'assecondi iI cazzo?

- E chi non I'asseconda...? - Shh!

Shh!

Ecco, metti i piedi cos� coi caIcagni aperti.

- E' una punizione? - No.

E' Ia cura. Purifica corpo e cerveIIo.

- Lo dice Tommaso. - Chi �? - Io.

Ah!

E se faccio I'infermiere, � perch� ho i miei motivi.

I miei motivi.

E nessuno deve dire nuIIa.

Fermo!

E guai a chi mi manca di rispetto.

- Buongiorno. - Avanti. Pip� subito.

Non so se riesco a urinare a comando.

- Comunque, visto che devo assecondare... - Mm.

Pss!

Pip�.

- Ecco. - Scusi, dottore. - Stia tranquiIIo, signor VaIIe.

- Eh, s�. TranquiIIo. - Non si preoccupi.

Io non mi preoccupo.

Prima di morire, vogIio iI mio avvocato.

- L'avvocato. - S�.

(''Quando pensa che potr� uscire da questo manicomio democratico?

Mah! Non si pu� dire.

Tra un mese, tra un anno. Forse, mai.'')

Cos� adesso hai un Iavoro.

Caroniti ha scoperto che I'ozio � iI padre dei vizi.

S�, � un genio!

Dammi iI braccio. Ecco!

BeIIo! Vai.

Ah!

Pio, pio, pio!

Buongiorno.

Buongiorno.

- Pio, pio, pio!

- Nonno Mantini.

Augusto!

Caro Augusto!

MenomaIe che sei qui!

E' possibiIe che un uomo finisca in manicomio..

..senza saper niente? Senza aver fatto niente?

- Cosa dice Ia Iegge? - E' daIIa parte di tua mogIie, purtroppo.

Figurati se non ho studiato iI tuo caso.

- Sto facendo di tutto per tirarti fuori di qui. - Grazie.

- Sono ancora io iI padrone? - - Per ora s�.

- Ho bIoccato Ia pratica d'interdizione.

Per iI momento. Ma non firmare nuIIa..

..se non ti autorizzo io. E stai caImo, per favore.

AItrimenti ti tengono qui fino aI giorno deI giudizio.

Gi�. E' peggio deIIa gaIera.

AImeno I�, presto o tardi, un processo te Io fanno.

- E stai attento a Caroniti. - D'accordo.

- Ti piace fare iI postino, eh? - Eh, s�.

E' un Iavoro di fiducia.

Senti, nonno Mantini, ma io ti sembro matto?

Un po' matto Io sei, ma chi non Io �?

Cosa fate qua? Andate!

Guardi che non I'assecondo pi� e poi I'ucceIIo me I'hanno rubato.

Buona, non piangere.

Serafina VitaIi.

- Buongiorno. - Buongiorno. Serafina VitaIi.

Serafina VitaIi!

Sei tu Serafina VitaIi?

S�.

Posta.

Ti aspettavo, sai?

Ciao.

Ciao.

S�. No!

Un momento.

Avanti.

Vi Iascio soIi. ParIerete pi� Iiberamente.

Simpatico queI dottor Caroniti.

Ti vuoIe moIto bene.

Dato che gIi hai aperto Ie gambe a prima vista,..

..immagino vogIia moIto bene anche a te.

E perch� non dovrebbe?

In fin dei conti, non sono da buttar via.

Io ti butterei anche via, ma non posso.

La Iegge � daIIa tua parte.

Sai una cosa?

Non avevamo idea di quanto fosse prezioso iI tuo Iavoro.

Ah!

Perch� non vieni a sederti un po' qua, vicino a me?

Resto in piedi, tanto non ti devo scopare.

E poi, senza iI tuo consenso,..

..non possiamo prendere nessuna decisione.

Ci vorrebbe un piccoIo gesto da parte tua.

Gi� Ia zampa!

Per iI bene di tutti, ti ho portato questa carta da firmare.

Una sempIice procura.

- Cos� Ia fabbrica va avanti.

- AItrimenti, sono guai anche per te.

Non firmo nuIIa se non me Io ordina iI mio avvocato.

E da quando hai un avvocato?

- DaIIa nascita. Si chiama Mantini. Nonno Mantini.

E tu non Io puoi scopare, perch� ha passato i novanta!

Ricordati.

RicordateIo bene perch� te Io dice PaImira Radice.

Da qui uscirai soIo con i piedi davanti. Morto.

#Non me ne importa un cazzo!

Io qui sto benone.

- Buono! - Ah!

Serafina!

Serafina!

Serafina!

Sto ricevendo messaggi.

Posta.

Questa I'hai scritta tu.

Come Io sai?

Lo so. C'� scritto ''ti amo''.

- E tu mi ami. - S�, cos� ho scritto.

Da ieri non so pi� se dormo o se sono svegIio. Ti sogno sempre.

A occhi chiusi e anche aperti.

Augusto II. Perch�?

Perch� mio nonno era iI primo.

Sembra iI nome di un Imperatore.

- Io, invece, non sono nessuno. - No.

Ti sbagIi.

Leggo nei tuoi occhi..

..discese e ascese neIIa spiraIe deI divenire.

Fai parte deIIe mie reIazioni ''conniversaIi''.

Come parIi difficiIe.

Ho bisogno di purificarmi. Per questo ti aspettavo.

- Dici suI serio? - S�.

Appena ti ho visto, ho saputo che eri tu.

- Io? - S�.

La tua anima � moIto pi� vicina deIIa mia..

..aIIa grande anima cosmica! - Non � possibiIe.

- Tu sei come un angeIo. - No.

Io, invece, mi sono buttata via.

Anche aI mio corpo ho fatto maIe. Guarda.

Ho fatto I'amore senza amore, per rabbia o per distrazione.

Ma ora, devo avanzare verso Ia pura essenza.

E tu mi aiuterai.

Ho paura di non esser capace.

- Io credo neIIa reincarnazione. E tu? - Eh, eh...

Ne ho sentito parIare. E' come quando..

..uno diventa un fiore o una farfaIIa. Un eIefante? - Gi�.

Sarebbe quasi cos�.

Infatti, noi ci siamo gi� conosciuti in passato.

Forse, mi ricordo...

Da quando ti ho incontrata, mi pare di aver viaggiato tanto.

E adesso...

E adesso ho vogIia di dirti che ti amo.

AIIora posso dirti tutto. Ho tante cose da raccontare.

Cose che non ho mai detto.

Mio padre era moIto affettuoso con me, quando ero piccoIa.

(''Ero un giocattoIo per Iui.

Anch'io I'amavo moIto. Pensavo che da grande I'avrei sposato.

Ma I'infanzia � una stagione troppo breve.'')

(''Quando cominciai a capire, mi scontrai con un mondo..

..che non mi piaceva.

E Ia soIitudine mi faceva paura.

Cos�, mi rifugiai tra Ie braccia di mio frateIIo.'')

(''E giocavo con Iui.

Ma in breve tempo, iI gioco, non era pi� un gioco innocente.'')

(''Poi, ho cercato aItre esperienze.'')

(''Presto, fui costretta ad affrontare una verit�..

..che non potevo pi� nascondermi.

La ricchezza deIIa mia famigIia aveva un'origine spregevoIe.

II commercio deIIe armi.'')

(''Mio padre vende armi in tutto iI mondo.

Ai guerrigIieri, ai mercenari. Per Iui conta soIo iI denaro.

E non I'orrore deI frateIIo che uccide iI frateIIo.

Ora, iI padre sorridente deIIa mia infanzia, era un nemico.'')

- Augusto VaIIe, perch� non distribuisci Ia posta..

..che poi ci vado di mezzo io? - Mi scusi, signorina VitaIi.

- Ciao. - Vai.

- Cip, cip.

Cip, cip.

Cip, cip.

Augusto III.

Cosa Ie suggerisce questo?

- Eh...

Niente.

- E questo? - - Questo...

Niente.

PossibiIe che non Ie venga in mente niente?

- Dottor OsvaIdo, se gIieIo dico, Iei si incazza.

Certo.

Se dice ''gIi ucceIIi'', certo che mi incazzo.

Eh, vede!

LeopoIdo!

Ah?

VuoI dire che Iei mi aspetta.

Lei chi?

Eh...

La minestra.

La minestra caIda. Buon appetito.

La minestra?

QuaIe minestra?

- Un giorno o I'aItro te Io presento LeopoIdo.

- Cos� gIi parIi.

- Anche Ie piante parIano e capiscono, sai?

- AIIora, gIi piace Ia musica.

- Come no! Ne hanno bisogno.

- Diventano beIIissime.

E se vengono amate e curate, Io sentono.

- Come noi! - Si capisce. Sono come gIi esseri umani.

S�.

Ma iI mondo degIi uomini di oggi � nemico deIIa natura.

- Cieco, sordo e cretino! - S� e anche cattivo.

CrudeIe, prepotente.

Fabbrica armi mostruose. E' inutiIe.

E' un disastro, ma � proprio cos�.

Fa veramente schifo.

- Io ho cercato di ribeIIarmi, di distruggere..

..un mondo che sentivo faIso e nemico..

..che difende i priviIegi di gente come mio padre.

(''Per iI buon nome deIIa famigIia,..

..mi mandarono in una cIinica per sottopormi a certe cure..

..senza che nessuno Io sapesse.'')

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(''I sedativi Ii buttavo via.

Ero disperata.

Mi facevo scopare da tutti.

VoIevo annuIIarmi.'')

(''Come morire.'')

E cos�, ti hanno portata qui in manicomio.

No. Forse voIevano, ma io sono scappata.

Dottor OsvaIdo, come si fa a uscire di qui?

DagIi ospedaIi psichiatrici si pu� uscire per morte,..

..per trasferimento ad aItro ospedaIe, articoIo 61,..

..per guarigione, articoIo 64.

Poi c'� I'articoIo 66. Consegna aIIa famigIia perch� migIiorato.

Quando i rapporti con i famiIiari sono buoni,..

..siamo disposti a Iargheggiare..

..e a correre quaIche rischio. Lei capisce?

- ''I famiIiari'' sarebbero mia mogIie? - Ecco.

- Come dire un compromesso? - Ecco!

Se per caso vede mia mogIie e dico per caso,..

..qui o anche I�,..

..Ie pu� dire che desidero un incontro?

Non ho avuto Ie tue esperienze,..

..ma in Lombardia ne ho combinate di tutti i coIori.

L'amore � quaIcosa di magico.

E' soIo amore e basta.

Non per vantarmi, ma I'amore I'ho consumato anch'io.

Ne sa quaIcosa PaImira, che sarebbe mia mogIie.

La Ieccavo dappertutto.

Tra i piedi, sotto Ie asceIIe...

Anche iI cuIo, ma tanto per�! Una voIta mi � mancata Ia saIiva.

Non c'� niente di maIe. Lo fanno i gatti, Ie tigri,..

..anche i Ieoni. E' un istinto naturaIe.

A me hanno detto che sono maIato.

Cosa vuoi che capiscano? Lo sai perch� sono qui?

ViIIa VitaIi. Un'ambuIanza.

- Adesso capisco perch� ti hanno messa in manicomio.

- Una cosa � certa. Sono arrivata qui per incontrare te.

Ho bisogno deI tuo aiuto per purificarmi.

C'� una paroIa magica, sai?

- Mantra. - Anch'io vogIio Ia mantra.

Devo purificarmi.

S�, per� ora dobbiamo uscire.

Uscire..

..da questa prigione.

- Credo che dovremmo purificarci tra queste mura.

Ci sarebbe I'articoIo 66. Ma � un compromesso.

Io mi comprometto con PaImira e tu con tuo padre.

Per� noi, non accetteremo mai un compromesso, vero?

Ma dobbiamo uscire daI manicomio. Anche a costo di compromessi.

Brava! Proprio come pensavo io.

La nostra feIicit� � moIto pi� importante deII'orgogIio.

Esatto. Chi se ne frega deII'orgogIio!

Se vuoi fare I'amore con me, sono feIice.

Vuoi far I'amore con me?

Non ho capito Ia domanda.

VogIio fare I'amore con te.

Adesso, subito.

Vuoi?

Forse, dovrei dimagrire un po'?

Stupido!

- Augusto! - No!

No, no!

- Sar� tua! - - Serafina!

- Stai fermo. - - Sar� tua!

Sar� tuo!

Sar� tuo.

Sar� tua.

Ciao. Sar� suo.

Vai a dirgIieIo.

Sar� sua.

Ehi!

Zitto. Vestiti, presto.

- Cosa c'�? - Serafina.

- Dov'�? - Tu non mi hai visto stasera.

- Non ti ho visto. Chi ti ha visto? - Zitto.

Perch� mi aiuti?

Perch� ho un animo nobiIe.

Sono di origini nobiIi.

- FigIio naturaIe. - Duca?

Re?

- Papa? - S�.

E Ia ''mama''?

Una suora.

Sono entrato qui che avevo quattro anni.

Adottato.

Visto iI profiIo?

- S�. - Eh!

Andiamo.

Tra un'ora torno a prenderti.

Sar� tua.

Grazie.

Ti far� spedire due casse di bottoni.

Di madreperIa.

- Augusto?

Adesso ti trovo.

Ecco.

Ti ho trovata.

Adesso tocco iI poIpaccio.

- Tocca queIIo che vuoi. A me piace.

Tocco Ia coscia.

Augusto.

Tu sei iI mio uomo.

E tu sei Ia mia donna.

VogIio vivere insieme a te ogni giorno e ogni notte.

Anch'io.

Ogni giorno e ogni notte.

Per sempre.

Adesso, dobbiamo uscire di qui.

S�.

- Ciao.

Ciao. Ciao, nonno Mantini.

Ciao, Augusto.

Ti trovo bene.

Io, invece, trovo che hai sempre Ia stessa faccia.

Cio�?

- La tua. - Da puttana.

Gi�.

II dottor Caroniti mi ha detto che stai moIto megIio..

..e vuoi uscire. - - Esatto.

Come sarebbe, uscire?

S�, vogIio uscire.

E' queIIo che mi ha detto anche iI medico.

Dice che sei guarita.

S�.

E vogIio andare a vivere insieme aII'uomo che amo.

E dove I'hai pescato iI fortunato?

Qui dentro.

E' un medico?

No, un ricoverato.

Un matto?

Che sa che sei miIiardaria.

Tu per Ia Iegge sei ancora matto.

E se vuoi uscire, dipende tutto da Iei.

QuaIi sono Ie tue condizioni.

Mi intesti tutto ci� che possiedi.

Fabbrica, casa e parco.

Non chiedo niente.

SoIo iI tuo consenso e Ia tenuta di Torre Scura.

- No. - Pap�,..

..aspetto un figIio daII'uomo che amo.

II figIio non si fa nascere.

II figIio nasce.

E aIIora siamo d'accordo.

Io ti intesto tutto, ma in cambio vogIio mio figIio..

..e iI divorzio.

Ma Giuseppe non era figIio di Vigeva?

No.

Vigeva � I'unico uomo in Lombardia che non ti ha scopato..

..perch� non ti serviva. - Gi�.

Non mi serviva.

Immagino che questo santo, come tutti i santi,..

..sar� un morto di fame. - No.

Noi non abbiamo bisogno di niente.

InoItre, vogIio un miIione aI mese.

Mezzo.

Per�, ancorato aI costo deII'uovo.

Bravo!

Pap�.

Da quanto tempo non ci guardiamo pi� negIi occhi?

Mm?

Fai come ti pare.

Per�, ricordati che soIdi da me non ne avrai mai.

Non mi faccio incastrare da nessuno.

II divorzio Io avrai.

Tanto, di essere tua mogIie non me ne � mai importato nuIIa.

- Eh!

#Uno, due, tre, Ia PaImira fa iI caff�.

Fa iI caff� con Ia ''cioccoIatta'', Ia PaImira � mezza matta.

- Matta I�, matta I�, Ia PaImira vuoI morir.

Un, due, tre, Ia PaImira fa iI caff�.

- #Fa iI caff� con Ia ''cioccoIatta'', Ia PaImira...

(FISCHIETTA)

Ecco fatto.

Ah, LeopoIdo. Sei qua? Bravo.

OpI�!

E ora facciamo un beI viaggio.

Serafina hai visto? C'� anche LeopoIdo.

- Ce I'abbiamo fatta.

Vai avanti. Facci strada.

- - Avanti, su! - - Avanti, su!

Bravo, Giuseppe.

Avanti, su! Avanti, su!

Avanti, su!

Aspettatemi!

Eh!

Non Iasciatemi qui.

Sono soIa aI mondo!

Per me, matto era e matto rimane.

- Vado a casa perch� non vogIio stare un minuto di pi�..

..a perdere tempo con queste stupidaggini. - Buongiorno.

- Va via con una beIIa bionda. - AIIora non � tanto matto!

SottotitoIi: CINEMATEXT MEDIA ITALIA

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