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Grazie
Ma è vero che è stato tutto uno scherzo, Micol ne è capace, come.
Ma a te chi ti ha telefonato, Alberto o Micol? Micol. Ma che scherzi stupidi
però. Ma no, scherzavo. Ma cosa credi, gente educata, sai, molto educata.
Educati sì, ma qui non si vede nessuno. C 'è nessuno!
Eccomi, arrivo!
Facciamo la gara chi arriva primo. Oh, mi lasciate sola, eh?
Forza, forza, forza!
Spingi quei pedali, dai, dai, spingili!
Spingili! Arrivano!
Portone, credevo fossero partiti.
Impossibile, i pinzicontini non abbandonano mai il loro regno.
Credo che la villa sia lontana dall 'ingresso, ecco perché ci mettono tanti.
questo da dove viene? Si accomodi noi.
Oh, ci accomodiamo, ci accomodiamo. Finalmente.
Attenso. Per te ci vuole il triciclo. Ah, per me rimettere. Ti do io qualche
lezione, stai attenta.
Non potrei sbagliare.
Grazie. E questo che ci sta a fare qui? Dio, che bestione.
Morde? Cosa vuole che il morsichi con quei quattro denti, per l 'amor di Dio,
siano la polenta?
Vabbè, vabbè.
Accidenti quanto è grosso.
Sembra un cavallo.
Credevi che a palazzo eri stato invitato solo tu?
Invece no, siamo i parecchi.
Beh, dobbiamo ringraziare il fascio, se abbiamo questo privilegio.
Vedo che voi due continuate a filare, che è un piacere. Ti danzati?
E tu allora, quando ti fidanti? E con chi?
Lo sappiamo tutti con chi.
È molto che vivi qui a Ferrara.
No, quasi un mese, ma non vado molto in giro neanch 'io come Alberto.
E Nicole la conosci? No, com 'è? È molto bella, alta, bionda, ma
imprevedibile.
Ina!
Mi fai cadere. Eccola qua, la nostra amicola.
Eccola. Pippi!
Ciao.
Ciao, come stai? Ciao.
Ciao. Ciao.
Ciao.
Mio fratello e io abbiamo pensato di rifarlo qui fra amici, il torneo. Visto
al circolo non ci vogliono più, forse sarà anche più divertente, no? Che bello
qui. Sembra di essere in campagna. Mi spiace però per il campo, è una specie
campo di patate. E lo so, bisognerebbe rifarlo in terra rossa e con molto più
alto. Ma lo sai, a papà la terra se non serve a piantarci roba, gli sembra
buttata via.
Ma speriamo per l 'anno prossimo, chissà. Ah, scusa, ma forse tu non
Adriana Trentini? Ciao, ciao.
Carletto Sani.
Ciao. E Tonino Collevatti.
Ciao. Ciao Desiree. Ciao Nicole.
Vorrei cambiarti, immagino. E allora, si gioca o no?
Lasciamo giocare prima i bambini e i campioni.
Lo spogliatoio è là, nella jutte. La jutte? E che roba è? La jutte è la
non sai il tedesco? L 'amor di Dio.
Molto male, imparalo da stasera.
Tu non vuoi giocare?
Dopo, adesso non mi fa.
Ti piace quello là?
E a te?
Figurati, non è il mio tipo.
Ma chi è?
Un amico d 'Alberto, un grande amico. Sai, Milano, università, amore. Lavora
nella zona industriale.
Come stai?
Bene, e tu? Bene.
Ti sei laureato? Non ancora, spero a febbraio. E tu?
Idem. A Venezia?
Sì, ma tu pensi che ci lasceranno laureati? Però ancora di sì.
Perché non ti sei fatta riva?
Io ti ho visto quando sei venuta a Venezia per i Litoriali della Cultura.
riconosciuto subito, non sei cambiata. Perché non ti sei avvicinata, non mi hai
chiamato? Mi avrebbe fatto piacere.
Ma non so, così.
All 'ultimo ci ho rinunciato.
Su che cosa hai preso la tesi?
In inglese, su Emily Dickinson.
Sai, quella poetessa americana dell 'Ottocento, una donna terribile, una
titella come me.
Eccoci.
Ior!
Magari sì, ma ti importa?
Oh, per me.
A me, sai, sono sempre piaciute donne del tipo della Gladys. Belle, sciocche,
sufficientemente... Puttane.
Ti piace Ferrara?
Beh, non è affatto quel tipo di tomba che dicevi te. La trovo una città viva,
'è tanta gente interessante.
Soprattutto nel proetariato, nel cosiddetto ceto operaio.
La borghesia, invece, non credo molto.
Mi sa che più o meno sia tutta quanta fascista.
Tranne voi ebrei, si capisce.
Per quanto.
Ma almeno gli operai da noi sono quasi tutti quanti antifascisti.
È bello qui.
Però il pensiero di rimanerci per sempre.
Ma tu non esci mai da qui?
No, io non esco mai. E poi, per andare dove?
Se uno...
Poteste scegliersi le facce che devi incontrare per la strada, allora sì.
Ma io invece ogni volta che sono uscito mi sono sentito spiato,
invidiato. Invece qui le facce le scegli te.
E' questo che vuoi dire?
No, non proprio.
Qui siamo sempre in pochi e non mi sento mai aggredito.
Lo so quello che pensi, pensi che mi manca...
La gioia di vivere.
Ma chi me la può dare?
Eccola ai miei sette vecchioni.
La sai che albericone? Palma.
Bravo. E di quale specie?
Non lo so.
È stata la nonna Giuseppe a farle venire dall 'orto botanico di Roma.
Sono delle Washingtonie filifere.
Che c 'è da ridere?
Sei un bel ignorante.
Io scommetto che non sai distinguere un ulmo da una quercia.
Su, forza, cos 'è quell 'albero?
Per me gli alberi sono tutti uguali.
E io invece detesto. Detesto, capisci chi non ama gli alberi.
Quel platano là, ad esempio, può averlo benissimo piantato Lucrezia Borgia.
Ma ti rendi conto? Ha quasi 500 anni.
Andiamo.
Oh, ho bucato.
Quando ero piccolo molto spesso scappavo.
Alberto no invece, è stato sempre più obbediente di me.
Un giorno però che ero rimasta un po' troppo a lungo in giro, fuori le mura
degli angeli, a farmi portare sulle canne delle biciclette da una banda di
ragazzi, quando sono tornata a casa ho trovato i miei talmente disperati che da
allora in poi mi sono decisa a farla brava e non sono scappata più. E io che
pensavo di essere stato l 'unico. Comunque non ho mai invitato nessun
entrare nel nostro giardino. Era vero? Sì, è vero.
Devo fermarmi qui?
Te lo ricordi?
Dieci anni fa.
Ma quanto eri bambino.
Oh!
Ma sei proprio anche cieco.
Che cosa fai là?
Sono dieci minuti che ti sto a guardare.
Se dormivi e ti ho svegliato, scusami, eh?
Condoglianze.
Condoglianze? Come? Perché?
Che ora è?
Credo le tre.
Immagino che avrai fame.
Ci sei rimasto male, eh?
E tu? Sei stata promossa?
Ancora non si sa. Devono essere interrogati diversi privatisti. Ma ho
oggi.
Esageri però.
Cosa vuoi che conti avere una materia a ottobre? Per contare conta, quando è la
prima volta.
Ma ormai è fatta e già non me ne importa più.
Sì? E allora spiegami perché non sei andato a casa a mangiare. Come lo sai?
Sappiamo, sappiamo.
Abbiamo anche noi i nostri informatori.
Come fai a stare lassù? Sembri alla finestra. Ho sotto i piedi la mia brava
scala a pioli.
Perché non vieni dentro?
Ti insegno io come devi fare.
Ma mi sembra molto alto.
Ma che è facile. Ci sono delle tacche, perfino dei chiodi. Li ho piantati io.
E la bicicletta dove la lascio?
Sì, subito, ma non urlare. Il professore non vuol che la vada di fora.
E' pericoloso. L 'avviso!
Siete dovuti passare dieci anni prima che apriste il vostro giardino.
È Alberto.
E allora lasciamolo fischiare. No, no, vieni, non è gentile. Ma perché?
Aspettami!
Con le vaffi sei un campione.
Brava, Desiree!
Però è stato bello oggi.
Sì, sì, ma in fondo... Era più bello quando eravamo soli.
Lo riconosci?
Sentimento lo voglio.
Gina, può portare per favore una borsa d 'acqua calda?
Subito, signorina. Grazie.
A letto.
No, non mi va.
Come pensi che diventerò da vecchia? Come nonna Giuseppe?
Chi vivrà vedrà.
Ciao Cento, ce la facciamo a passare in B quest
'anno?
Ci sei stato poi ieri pomeriggio a casa Finzi e Contini?
Certo. Sì? E com 'erano?
Gentili?
Gentilissimi.
Lo credo bene.
Sono gentili perché sono contenti di quello che sta succedendo.
È talmente chiaro.
Ma che cosa dice?
Ma sì.
A loro in fondo le leggi razziare gli fanno piacere.
Si seccano persino che ritardino a farle.
In viti, gran sorrisi, salamelecchi.
È il giardino, finalmente aperto a tutti.
Per farne una specie di ghetto, sottoposto al loro alto patronato.
Nei ghetti che io sappia ci stanno soltanto gli ebrei.
Casa Finzi Contini in questi giorni, a parte Bruno Lattes e me, è piena di
appartenenti alla razza ariana. Sì. L 'Adriana Trentini, per esempio.
Trucchi, caro, ignobili trucchi, per accalappiarvi meglio.
Sento che stai per arrivare alla tua romanza preferita. Quale? Quale?
A dire che Mussolini, in fondo, in fondo, è più buono di Hitler.
E che il fascismo è meglio del nazismo!
Va bene?
Hai visto il giornale oggi?
Leggilo subito.
Non ho gli occhiali.
Dice che da oggi i matrimoni misti sono proibiti.
E che i nostri figli sono esclusi da tutte le scuole statali.
E Giorgio, la laurea?
A meno che... A meno che?
Sì, a meno che uno non abbia grandi meriti patriottici fascisti.
Ma tu sei iscritto al fascio?
Sì, sì, lo so, ma non basta.
Cosa ridi, stupidina?
Non capisci che non puoi più andare a scuola?
Dobbiete dire che non è pura pulosa guardia domestica della Sarianti, sì?
Ignorabili de domestique.
Evidentemente. E come faremo?
E faremo, sta calma, in qualche modo faremo, no?
Cos 'è?
Interessante? Direi di sì.
Me lo passi dopo?
Eh sì, ho capito.
Però, devi ammetterlo, non è che le cose qui da noi vadano poi tanto male, d
'accordo. Niente matrimoni misti, ma questo d 'altronde non è che...
Niente nomi sul libro del telefono, niente scuole, e questo sì, questo lo
ammetto, è grave.
Niente servizio militare, e anche questo è grave, se permetti. Niente annunci
funebri sui giornali, adesso niente donne di servizio.
Ma per il resto, devi riconoscerlo, uno può vivere, circolare, possedere, essere
insomma un cittadino. Di serie C?
Di serie C, se vuoi, ma sempre un cittadino che può...
Godere dei diritti fondamentali.
Quali?
Ce ne sono sempre stati pochi di diritti, e pochi per tutti.
Quello che si può dire è che non siamo stati i primi ad essere perseguitati,
ecco, questo sì.
Ma siamo stati zitti quando non toccava a noi.
Non mi sembra giusto, da parte tua, abbi pazienza, startene così isolato.
Far sempre dire a chi telefona che non ci sei.
Fai male, malissimo a segregarti.
Anche per i tuoi fratelli, poverini, che naturalmente ti imitano.
Perché per esempio non ci vai più al circolo del tennis?
Nessuno ha mai pensato di esperderti, come nessuno ha mai pensato di
dai commercianti.
Ma non lo capisci, santo il Dio, Benedetto, che facendo così finisci per
piacere proprio a tutti coloro che vorrebbero che noi rinunciassimo ad
italiani.
Papà, ma io sono già stato espulso dal circolo del tennis.
Ecco papà e mamma.
Comodi, comodi.
Non disturbatevi, prego.
Continuate pure a giocare.
Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno.
Ho idea che lei in fondo in fondo non sia mica tanto portata per gli uomini.
Sì è vero, comunque per lei sicuramente no.
Cos 'è che non le piace in me?
Che sia tanto amico di suo fratello per caso.
Lei permette anche a me ora di essere sincera. Per carità, la sincerità... E
suo pane, lo sappiamo.
Anzitutto lei è troppo sincera.
E quindi inevitabilmente... Come dire?
Maleducato.
Precisamente.
Secondo...
Secondo...
Troppo lombardo.
Comunista. E per finire, troppo peloso.
Bravo Desiree!
Ehi, sono tre ore che giocate, ma chi ha vinto?
Ha vinto Desiree.
Devo farti vedere una cosa dopo. Dopo quando?
Dopo, quando saremo tutti.
Quanti ragazzi!
Questi sono i miei zii e la nonna.
Micol! Micol, vieni, ci sono gli zii.
Questo signore è un amico di Alberto.
Piacere, Alberto.
Tu ci parli spesso di lei.
Venga, venga a trovarci.
Hai sudato molto?
Un po'. Devi starci attento.
Faceva caldo a Bologna, zio?
Eh, sì.
Trenta gradi all 'ombra.
Ci sei andato per un consulto?
Eh, già, per un consulto, sì.
E come mai ti sei fatto accompagnare dall 'uzio Federico?
Ah, da quando lo hanno buttato fuori dalle ferrovie dello Stato, non ha più
niente da fare.
Beato lui, si diverte a guidare.
Come ti senti? Bene, un po' fiacco.
Dormi?
Mica tanto.
La carrozza che mi portava a scuola.
La riconosci?
Come la tenete bene?
Ci mancano solo i fiori. No, Perotti ce li mette, anche se nessuno la usa più
ormai. Qualche volta la nonna per un giro in giardino.
Ma Perotti, come fate a tenerlo con le leggi che ci sono?
Non è pericoloso?
Se vi scoprono?
No,
è un segreto.
Ah, scusa.
Papà dà molti soldi per le colonie marine del fascio.
Chissà dove finiscono.
Le rare volte che ci venivamo guardavo sempre dalla parte tua.
Ma non trovi Giorgio, che è molto meglio adesso, no?
Perché? Perché?
Perché ora possiamo restare qui soli, senza che nessuno ci rimproveri, tra l
'altro.
Da bambini sei sempre un po' prigionieri dei grandi.
Insomma, ecco, a me piace sentirmi donna.
E tu, preferiresti essere ancora bambino?
No, questo no, ma... Quanti ma?
Nicola, aspetta. No, è troppo tardi. Ma sta piovendo.
Oh, per qualche goccia.
Conosci la strada del portone?
Certo che la conosci, se sei entrato.
E ciao.
Telefonati qualche volta!
Ma difendi la regina?
Ah, è inutile, sei sempre troppo bravo per me.
Eh, sì.
Perché ridi?
Pensavo... A cosa?
Pensavo... pensavo alla Gledis lì a Milano.
E mi domandavo... Che cosa?
Ma insomma, ci sei o non ci sei andato a letto con la Gledis?
Ormai sono passati tre anni.
No.
Dopotutto non mi piaceva neanche.
E allora perché facevi tanto il misterioso e perfino il geloso? Per una
ballerina del lirico, dico io.
Così.
E io che mi facevo tanti scopoli.
Dice Maritain che con voi ebrei non ci si annoia mai.
Beh, un po' è vero. Siete talmente complicati.
Dai, su.
Ma almeno al casino ci sei mai stato?
E tu?
Io? E me lo domando.
Nicole, come siamo belle e chic.
Figurati.
Sai, gli ziri restano a cena e anche a dormire.
Anche lui rimane a cena.
E a dormire?
No, a dormire no.
Sì?
Ti telefono io.
Sì, domani mattina.
Ciao.
Buonanotte.
Chi era?
Giorgio.
Scusate, ho cambiato idea, non rimango a cena. Continuiamo un 'altra volta, eh?
Ma come?
Sera. Resti, su.
Faccia contento Alberto.
Se resta sono perfino disposta a chiederle scusa. Ma scusa di che?
Buonasera.
Ciao. Mi telefoni?
Sì, d 'accordo.
Ma su serio mi telefoni? Alberto.
Mamma? È in cucina, ti sta stirando la giacca.
Mamma!
Presto, presto. Figlione caro, ho due mani sole.
Mi portone giù.
Chi è? Sono io.
Ti ha visto nessuno? Chi t 'ha visto?
Carlino. Dio mio. Ma è un tipo che si fa i fatti suoi, non dice niente, non si
preoccupi.
Le ho detto di venire prima, ma non ce la fa, abita lontano. Lo so, ma non è
prudente, sai, ma... Ma viene solo per un paio d 'ore.
Ma viene qua?
Ciao. Ciao.
In ogni modo non diciamo niente a tuo padre, si preoccuperebbe.
Sì, ciao.
Buongiorno, posso entrare?
Per me?
Chi la cerca?
Il signor Alberto.
No, credo che la potrà vedere stamattina, è ancora in letto.
Deve avere un po' di febbre, perché c 'è stata tutta la piove ieri.
E la signorina? La signorina non c 'è, è partita.
Partita?
Per dove?
Per Venezia, così sì.
Si è andati tutti insieme, neanche un 'ora fa.
Ma non ha lasciato detto niente per me?
Il primo tavolo è libero. Grazie.
Scusa, mi ha detto il signor direttore che voi qua non ci potete mica stare.
Cos 'è, devo... Devo cambiare tavolo?
Ma che mai tavolo?
Dovete slociare.
Perché? Hai soia mia.
C 'è il signor direttore, vorrei parlargli.
Ma no, Brisa, se lo... Avanti, dai!
Gli dica di ricevermi.
Mi dispiace caro, mi dispiace moltissimo, ma non dipende da me.
Le disposizioni sono disposizioni, se stesse in me... Se stesse in lei?
Personalmente sarei ben lieto che un giovane del vostro ingegno, anche per la
vecchia amicizia col papà, una speranza fra l 'altro delle patrie lettere. A
proposito, come andiamo con la poesia? Scrivete, scrivete sempre?
No.
Sentite...
Io? Abbiate pazienza, ma io... Eh, lo so, lei ha famiglia.
Tutta l 'Italia ha famiglia.
Gli dispiaceva, ma lui ha famiglia. Lo capisco benissimo, poveretto. Non
certamente da lui.
E Alberto come sta?
Così, così.
Buongiorno. Ah, buongiorno.
Viene qua a studiare. Ah, bene.
Bravo, bravo. Cosa vieni a fare? Vieni a studiare.
Bene, bene.
Cosa vieni a fare?
A studiare, mamma. Ah, bene, bene.
Ecco qua, il tuo tavolo, i libri.
Che argomento hai scelto per la tua tesi? Dovrei fare un lavoro sulle poesie
Panzacchi, Enrico Panzacchi.
Ottima scelta, molto interessante.
Sulla cerchia del Carducci, insomma.
Sì, sì.
Beh, penso che qua troverai...
Tutto quello che c 'è alla biblioteca comunale.
Comunque delle cose più selezionate.
Insomma, i libri più importanti ci sono tutti. Grazie.
Mi hanno detto che lei ha anche degli inediti del Carducci, è vero?
Sì, un giorno te li farò vedere. Io sono di qua.
E se hai bisogno di qualcosa, un caffè, una limonata... Consiglio,
chiamami. Chiamami pure.
Grazie.
Eccoli là, beati loro. Chi?
Loro, i privatisti, non li vedi? Si riconoscono subito, sono diversi.
E a Ferrara che succede?
Che vedi?
Quando ritornerò?
Per me anche domani.
Ma voglio finire la tesi prima.
A Pasqua di sicuro. Quando è Pasqua nostra quest 'anno?
No, prima non posso proprio.
Mi sembra un secolo che non ti vedo.
Ma che cos 'hai?
Ma niente, Nicole, sto bene, ti assicuro.
Non vedo l 'ora di saperti qui.
Questo sì, ma non c 'è ragione che ti preoccupi.
Ho fatto le radiografie.
Non c 'è niente di nuovo.
Ho detto che non c 'è niente di nuovo.
Vuoi che ti telefoni domani?
Se ti fa piacere, va bene.
Te lo prometto.
Tutti questi soldati dove vanno? Ai reggimenti, quei che stanno dove.
Vuoi che vada a prendere dei giornali? Delle riviste. A questo punto preferisco
aspettare domani, leggerò quelli francesi.
Questa parte ci sia posto.
Aspetta. No, qua.
Qua, qua.
Ernesto.
Cerca di dormire questa notte. Mi raccomando, eh.
Neanche per sogno. Voglio sentire che il petto fa passare il continuo.
Oh, hai modo di risparmiare, eh? Sai bene che i quattrini non possiamo
mandarteli molti. Quindi, mi raccomando, metti l 'intasca che sta a tetto.
Ciao.
Ma dai, vado a studiare, non vado mica in terra.
Chi sapesse chi intendesse cosa cosa vuol dir due, due tavole di Mosè, uno
uno è, uno sempre uno sarà, uno è Dio che in cielo sta.
Chi sapesse chi intendesse cosa cosa vuol dir tre.
Pronto?
Pronto!
Ma chi è?
Chi era?
Nessuno.
Anche a me capita, di notte, tutte le notti.
Vado al telefono e non c 'è nessuno. Cosa voglio?
Chi sono?
Pronto!
Alberto!
Scusa, sei stato tu a chiamare poco fa senza rispondere?
Non ho niente, perché hanno chiamato poco fa senza rispondere.
Come?
Ho una sorpresa.
E quale sorpresa?
Ma scusa, non puoi anticiparmela, mettermi sulla strada?
Dai, quanti misteri!
Sì, sì, va bene, va bene, vengo subito.
Oggi pomeriggio fate il viaggio con gli zii.
Scusa.
Perché scusa?
Sono io forse che ho sbagliato a venirti incontro. La colpa è mia.
Quanta bella neve.
Pensa a Venezia mai, neanche un centimetro. Se sapevo che qui ce n 'era
Che cos 'è?
Mi sono fidanzata. Come, non lo sai?
Ma no, non vedi che scherzo? È un regalo di Alberto per Pasqua.
Vieni che sennò di sopra stanno in pensiero.
Niente. Ti è piaciuta la sorpresa?
Ti è piaciuta?
È gentile, è venuto di corsa. Forse ha indovinato tutto.
Ero incuriosito, questo sì. Ma ce n 'è un 'altra di sorpresa. Ah, questa la
indovino. Ti sei laureata.
Brava, Micola. Non è il caso di farmi dei complimenti. Ho preso 110 senza
Valeri voleva darmela, ma quello di tedesco, un azzestaccio, non ha voluto
saperne.
Figurate che faceva addirittura gli esami in divisa fascista.
Grazie. Abbiamo ospiti.
Buona pasta. Ben arrivato, accomodati. Bravo, bravo Giorgio. Accomodati, vieni
qua vicino a me. Oh Giorgio, finalmente.
Ma perché non viene più spesso? Sono così felice. Alberto è sempre così solo.
questa Pasqua la festeggi anche con voi.
Buonasera. Professore, non puoi immaginare quanto mi abbia fatto piacere
'invito di Alberto.
E non sapevo che Micola era tornata.
Si immagini.
Per fortuna la nostra amicola è tornata. Senza di lei si è così tristi.
Buoni ragazzi, così non respiro.
Scusa, Alberto ci ha parlato tanto di lei.
Sono amici di infanzia. E la tua tesi come va? È parecchio che non ti vede in
biblioteca. Ora che Pasqua è passata, ne approfitterò ancora.
Pensi di riuscire a presentare la tesi in giugno?
Ma chi lo sa?
Devi riuscirci, prima che gli venga in mente di stabilire.
Che anche le belle lettere sono ariane.
Che bel bicchiere. A che cosa serve?
L 'ha portato mia figlia da Venezia.
Servirebbe, secondo lei, a predire il futuro.
Ma è un gioco.
E che cosa ha detto?
Ma di tutto un po'. Prima gli abbiamo chiesto se io mi laurerò e ha detto di
Secondo.
Semicol si sposerà, ma lui non si è capito bene.
Terzo ha detto che ci sarà la guerra, una guerra lunga, dolorosa per tutti,
solo per noi, negri.
Ma alla fine si concluderà con la vittoria completa delle forze del bene.
Andiamo, vieni avanti, su.
Non avrei mica paura dell 'influenza, sono soltanto raffreddata.
Dai, sediti qui, che dobbiamo parlare.
Cosa stai leggendo?
Cocteau, molto chic.
Niente da dire, però vuoi mettere quei bei libroni che leggevamo da bambini,
durante le solite influenze?
I tre moschettieri.
Vent 'anni dopo, ti ricordi?
Guerra e pace.
Quelli sì che erano romanzi. E anche dal lato della sciccheria in fondo
funzionavano molto meglio.
Questa stanza è molto diversa da come me l 'ero immaginata.
Come va?
Così, così.
Senti, Giorgio.
Mi dispiace darti un dolore, mi dispiace moltissimo.
Ma d 'altra parte, guarda, cerchiamo di non sciupare i bei ricordi d 'infanzia
che abbiamo in comune.
Io, vedi, ho fatto del mio meglio.
Appena mi sono accorta della brutta piega che stavano prendendo i nostri
rapporti, che stava nascendo qualcosa di falso, di sbagliato, di molto
pericoloso. Devi ammetterlo anche tu, no?
Sono scappata.
Comunque se sono rimasta così a lungo a Venezia, è stato per te, per non
illuderti.
No, non è possibile.
Ma perché?
Perché non è possibile?
No, no, no, fermati!
No, su, ti prego, no!
Smettila, andiamo, può venire qualcuno, no!
Sei buono, no,
no,
no!
Alzati per favore, così non posso respirare.
Perché fai così?
Tanto è tutto inutile.
Inutile? Perché inutile?
Non vuoi andare un momento di là?
Sei tutto rosso.
Lavati la faccia.
Chi è?
È Ioro, vado a aprirgli.
Vieni qua, su, vieni, vieni, dai, salta.
Cuccia lì, eh, cuccia lì adesso, buono, qui sul letto, stai buono, eh, buono
lui, bello, bello.
Chi era al telefono?
E ora lasciami per piacere.
Ci telefoniamo domani?
No, non dobbiamo telefonarci.
Anzi, è meglio che non vieni più qui.
Mai più?
Sì, ti prego. È meglio. Molto meglio per tutti e due, credimi.
Addio.
Addio.
Giorgio, sei sveglio?
Sì, papà.
La sera è fatta tardi io.
Avevo voglia di prendere un po' d 'aria.
Di giorno c 'è troppa gente.
Come mai sei ancora sveglio?
Qualcosa che non va?
No, niente.
Hai visto la lettera di Ernesto? Sì, sì.
Che diresti di andare a Grenoble per qualche giorno?
Bisogna portargli dei soldi, prima che sia troppo tardi.
Troppo tardi per che cosa?
Niente. Quando si deve fare una cosa è bene decidersi subito, no?
Sai, per me io posso partire anche domani. No, ci vorrà qualche giorno per
visto francese.
E poi per procurarmi il denaro dovrò vendere i titoli.
Devi essere cauti, sai. Non ci mettono niente ad accusarti di non so che cosa.
La fantasia non gli manca. Per il visto francese non ci sono difficoltà.
Ma mi faranno partire?
Perché no?
Non siamo mica ancora a questo punto, no?
E poi ti farà bene cambiare aria, allontanarti un po' da Ferrari.
Buonanotte. Buonanotte, papà.
Ma scusami, ci sono quelli del 1916, 17, 18, 19, 20 e vengono a rompere le palle
proprio a noi altri.
Io il mio l 'ho fatto.
18 mesi d 'Africa.
Assuncia, papà, me la malaria è una meba.
Hai tu cagliautine adesso?
Cerca di dormire un po'. Poggiatemi. Ma dove siamo?
Abbiamo superato Novara. Ma tu alla Fiat stai al sicuro? Qualcuno le armi deve
farle. No, sicuro proprio no.
Alla Mirafiore i cartolini li richiamo, ne sono arrivate tante. A me basterebbe
di restare in Italia.
In Africa non me la sento mica di ritornarci, dopo quello che ho visto.
Ma dimmi la verità, i gas in Africa, li abbiamo buttati sì o no? Ma sì che li
abbiamo buttati.
Cerva Magnifico, come stai? Va benissimo, voi tutti piuttosto come
Papà, mamma, Fanny?
Bene, tutti bene.
Quanti soldati avete qui?
Ma che dicono, ci sarà la guerra? Dicono di sì, siamo in parecchi qui noi
italiani. Un Nevi di Torino, un Segre di Trieste, un Piperno di Roma, tutti
studenti del Politecnico. Ma li conoscerai tra poco.
In Italia tutti pensano che Francia e Inghilterra all 'ultimo momento faranno
altro compromesso.
In Italia non si sa niente, è difficile pensare qualcosa quando non si sa
niente.
Ma noi a questo punto, cosa dobbiamo augurarci?
Ma...
Parlano
molto di questi Stukas, l 'aereo della vittoria lo chiamano.
Sarà un aereo come tutti gli altri.
Posso avere sale?
Scusa, che cos 'è questo numero che hai sul braccio? Poi ne parliamo, Giorgio.
Me l 'hanno fatto a Dachau.
Si parla di Dachau in Italia?
No. No?
Peccato.
E che cos 'è Dachau?
Dachau è un albergo nel bosco.
Un centinaio di chalet con dei cameroni senza bagno, con un cesso in comune,
circondato dal filo spinato.
Il personale di servizio è costituito da SS.
Invece di mettere la targhetta sulla valigia, incidono un numero sulla carne,
ricordo della permanenza in cambio dell 'ospitalità.
Dachau ospita ebrei, comunisti, socialisti come me, oppositori di vario
In altri termini, quelli che i nazisti chiamano la feccia della stirpa umana.
Io ne sono uscito vivo perché sono un vigliacco.
Ho dichiarato di essere diventato un nazista.
Scusalo, mio fratello non poteva immaginare. Lui non sa niente di queste
Adesso sa anche lui.
per tornare.
Sì, sono legato a troppe cose, non posso portarmi tutto dietro.
Arrivederci.
Ciao Ernesto.
Bruno!
Giorgio, quanto tempo!
Ma da dove esci? Speravo di incontrarti dai finzicontini. No, non vado più.
E Nicole?
Nicole cosa fa?
Non l 'ho trovata per niente cambiata, sempre piena di vitalità, spensierata.
Alberto no, ormai non gioca più, è sempre in camera sua.
Gli farebbe piacere vederti.
E Adriana com 'è stata?
I matrimoni misti sono proibiti.
Si è fidanzata con un ragazzo di Bologna, così mi hanno detto.
Forse è stato meglio per tutti e due.
Certo, più per lei che per me.
Ciao. Ciao, vediamoci.
Sì, vediamoci.
Ah, a proposito, è un sacco di tempo che non ci vieni più.
Come mai?
Donne? Perché ti hanno chiesto di me?
Alberto, un paio di volte.
E Nicole?
Nicole cosa fa?
Traduce dall 'inglese.
Gioca a tennis, non esce mai.
Come se fuori da quel giardino perdesse ogni sicurezza, come suo fratello.
Beh, cos 'è che facciamo? Andiamo un po' in giro?
Preferisci il casino oppure il cinema?
Razza di canali che ha sta... Dai.
Seguite a renderlo. A sporsare... Coglione.
Va fuori da qui.
Sei un bel cretino, sei.
Ringrazio il tuo Dio che quella carogna l 'abbia soltanto tirato a indovinare.
Accidenti come tiri, se tanto mi va tanto.
Perché, vuoi provare?
Oh, come va in fretta. Al mio paese dicono, grosso nassuto di quel nero.
Non si sa mica se ce l 'ha davvero.
Dai, quant 'è che paghi?
Al primo colpo sono buoni tutti.
Dacci ancora.
Ma questa volta sono io che ho da parlarti.
Sei sempre stato a Ferrara in questo tempo?
Più o meno.
Sai, una volta sono passato in bicicletta vicino alle mura.
Vi ho visti che giocavate.
C 'eri tu, c 'era Malnate.
Ma sai, io e lui siamo diventati abbastanza amici in tutto questo tempo.
Mi fa piacere.
Allora, hai detto che volevi parlarmi. Cos 'hai da dirmi?
semplicemente rivederti.
Ecco tutto.
Ti amo.
Non mi è mai successo una cosa così.
E sento che non accadrà mai più nella vita.
Ma sono io, sono io che non ti amo!
L 'amore è roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda.
Ma noi così come siamo, simili in tutto come due gocce d 'acqua, potremmo mai
sopraffarci, io e te, noi due, sbranarci.
No.
Fare l 'amore con te sarebbe come farlo con un fratello.
Ecco, con Alberto.
Io e te non siamo della gente normale.
Però noi due, più che il possesso delle cose, quello che conta è come dire
il ricordarsi delle cose, la memoria delle cose.
Non è così.
E chi lo sa?
Forse è più semplice.
Forse non ti piaccio fisicamente.
Tutto qui.
Non dire sciocchezze, Vanni.
Che cosa c 'entra questo?
E come se c 'entra?
Betty's fishing for compliments.
E tu lo sai benissimo.
A meno che... A meno che cosa?
A meno che non ci sia di mezzo qualcun altro.
Non c 'è di mezzo nessunissimo altro.
E chi dovrebbe esserci?
A me lo chiedi.
Tutto può essere.
Cos 'altro potrei dirti, Nicole?
Non sono nemmeno riuscito a persuaderti e lasciarti amare da me.
Vedi come valgo poco.
Se succederà qualche cosa, la colpa sarà mia.
Non verrò mai più.
Non verrò mai più in questo giardino.
E di qualcosa.
Giorgio, sei tu?
Ciao. Non ti sei più fatto vivo, che succede?
Sì, vediamoci. No, domenica è tardi.
Sì, perché devo partire.
Mi hanno richiamato.
Eh sì, mi hanno beccato.
Beh, per il momento vado a Bologna, poi chissà.
Io spero soltanto che non mi mandino in Russia.
Va bene.
A più tardi. Ciao.
Ma perché non vai a trovarli?
Perché non ci torni più a casa loro?
Non posso.
Va così male con Nicole?
Ho preso una scufia terribile.
Se sapessi invece il bene che ti vuole, guai chi si azzarda a toccarti.
Anche Alberto ti vuole bene e ti stima.
Non so che cosa farmene, del loro bene e della loro stima. Ah, secondo me sei in
errore.
Qualunque cosa ci sia stata fra te e Nicole,
L 'amicizia e l 'affetto dovete salvarli.
Ma poi, scusa la domanda, sei mai arrivato a baciarla almeno?
Una volta, sì, una volta sola.
Ma è meglio non parlarne, con tutto quello che succede.
Mi sento ridicolo con le mie pene amorose.
Ora te ne parti anche tu?
Mi scriverai qualche volta?
Ma ci vedremo ancora.
Sino a quando mi lasciano a Bologna, la domenica la passo qui a Ferrara.
Caspita, è mezzanotte. Vado.
Sennò chi si sveglia domattina?
Buona fortuna.
Anche a te? Sì, ne ho bisogno anch 'io.
Ciao.
Ciao! Su con la vita!
Parla Londra.
Le truppe sovietiche si battono magnificamente in difesa di Mosca.
Le truppe naziste incontrano un 'aspera resistenza.
Stalin... Sei tu, Giorgio?
Sì, papà.
Ma lo sai che ore sono?
Le 2 .25.
Sono stato in giro.
Con quel tuo amico di Milano? Sì, sì.
Che c 'è di nuovo?
I tedeschi sono alle porte di Mosca.
Dici che ce la faranno a respingerli.
Io ho paura di no.
Io credo di sì.
E se non ci riusciranno, allora sarà finita davvero.
Adesso i tuoi rapporti con Nicole.
Scusa, sai, se mi permetto di parlarti di certe cose, ma sia io che tua madre
siamo accorti benissimo.
Peggio di così.
Non potrei però andare.
Anzi, è finita.
Eh sì, lo so.
Sono grossi dispiacere.
Ma dopo tutto, credimi, è meglio così.
Cosa avresti voluto fare? Fidanzarti?
Fidanzarsi vuol dire poi sposarsi.
E con questi chiari di luna.
E poi, perdonami, ma... Ah, anche come famiglia, i Finzi Contini non erano
adatti per... Non erano gente per noi, è gente diversa.
Non sembrano nemmeno degli Udim.
Nicole, lo so, lei ti piaceva tanto forse per questo.
Proprio perché era superiore a noi socialmente.
Ma ti passerà.
Ti passerà.
E molto più presto di quanto tu non credi.
Immagino, sai, quello che senti in questo momento.
Però un po'...
Vedi, nella vita, se uno vuole capire, capire veramente come stanno le cose di
questo mondo, deve morire almeno una volta.
E allora, meglio morire da giovani, quando uno ha tanto tempo davanti a sé,
tirarsi su e risuscitare.
Capire da vecchi è molto più brutto, sai.
Come si fa?
Non c 'è mica il tempo per ricominciare da zero.
E la nostra generazione ne ha prese talmente tante di cantonate.
Tra qualche mese vedrai.
Non ti sembrerà nemmeno vero di essere passato in mezzo a tutto questo. Sarai
magari perfino contento. Ti sentirei più ricco, non so.
Più maturo.
Speriamo.
Sono felice di essermi sfogato. Di essermi tolto questo magone dallo
Va a dormire, va.
Che ne hai bisogno?
Neanch 'io se ci riesco.
Cercherò di chiudere un momentino gli occhi.
Buonanotte. Buonanotte, papà.
Vai, Dalbe.
No, papà.
No, non saprei mentire.
Grazie.
Perché non spara un po' di colpi?
No, grazie.
Ma io ti conosco.
Prima di scoppiare questa merda di guerra, venivi spesso con tuo amico, che
anche amico mio.
Malnate? Sì, malnate.
È morto in Russia.
E te, come hai fatto a imboscarti?
Non mi hanno voluto perché sono ebreo.
Ebreo?
Fila, vattene!
Perché?
Perché vi cercano, vi pigliano, dove vi trovano. Fila, vattene, fila!
8 ore di perlustrazione, non
so, trovo.
Signor Latte?
Sì? Mi dispiace venire con noi.
In quest 'ora? Si tratta di una semplice formalità, pochi minuti.
Prego.
Aprite.
Finzi Contini, professore Ermanno.
Sono io.
Finzi Contini, Olga.
Io. Artom, regina in Herrera.
Finzi Contini, Alberto.
È morto sei mesi fa.
Vinci, Contini, Micol.
Micol.
Ascoli, Levi.
Presente.
Lattes, Magda. Presente.
Lattes, Luigi.
Presente.
Ancona, Olga.
Presente.
Ascoli, Elisa.
Presente. Benpora, Dantela. Porta questo a Montanari. Signor, sì.
Andiamo. Permesso.
Permesso. E fate passare. Benpora, Diole. Presente.
Tutti coloro che hanno risposto all 'appello, più i nuovi venuti, porta
Montanari. Vai.
Vengano con me.
Allineatevi.
Andiamo!
Springetevi voi.
Prego.
Finzi Contini, avete già terminato? Sì.
Buongiorno.
Nicole.
Nicole.
Anche lei è qui.
Siamo tutti qui, ma ci hanno separati.
A me mi hanno preso ieri sera.
E Giorgio.
Giorgio. No, lui no. Ci sono soltanto io.
Giorgio dovrebbe essere lontano con Fanny e mia moglie.
Forse ce l 'hanno fatta.
Dio sia ringraziato.
Dove ci porteranno?
E chi lo sa?
Preghiamo di Dio che ci lasci di insieme, almeno noi, eh, Micol?
Noi di Ferrara.
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