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Original subtitles

Sbrigatevi!

Papà!

Papà!

Qual è l'unica cosa dell'isola che non ti è piaciuta?

Le alghe!

- Piccola bastarda! - Non mi prendi!

Troverò un posto dove metterlo.

Mi sta cercando?

Lì non possiamo andare.

Lo so.

Posso tuffarmi?

Dici che posso tuffarmi?

Certo che puoi.

Anche tuo padre diceva che poteva tuffarsi.

- Proprio da quel sasso, credo. - Davvero?

- E lo faceva? - Si tuffava a bomba.

Prendeva la rincorsa,

E volava per aria con le ginocchia al petto.

Io sì che sapevo tuffarmi.

Lo facevo con molta grazia.

Dimenticavo tutto il resto e...

Mi buttavo in fondo a quell'acqua pulita.

La superficie luccicava, ed era piena di bollicine.

Vieni a vestirti. Tuo padre si starà preoccupando.

Non fa niente.

Ehi!

Smettila.

Adesso basta. Sei proprio una birichina.

Sì.

- Cosa stai facendo? - Ascolto.

"La mia estate"

Papà coltiverà margherite spagnole, lavanda,

"dianthus chinensis"...

e anche tutto il resto.

E un vero pioppo che farà invidia a tutti gli abitanti dell'arcipelago.

- L'albero preferito della mamma. - Sì.

Con i rami che arrivano fino alle stelle.

Sei sicuro che qui possa crescere un pioppo?

Sì, sono sicuro.

Papà, perché non mettiamo i sacchetti

nell'ordine in cui crescono?

È davvero una buona idea, ma...

ho un incarico importante per una importante casa editrice.

È per l'illustrazione di un libro sulla produzione del formaggio.

- Non puoi farlo dopo? - Sophia...

La mamma lo avrebbe fatto.

Adesso lasciami lavorare.

Ora che è morta, non mi vuole bene più.

Sophia...

Non ha senso quello che dici.

Ecco perché ti vuole qui.

Vieni con me.

Ho qualcosa da chiederti.

Cosa pensi che ci siano di più:

stelle nel cielo o pesci nel mare?

Non vedo nessuna stella.

Vedi qualche pesce?

Direi più le stelle nel cielo.

Anch'io.

Ma preferirei non doverle contare.

Pensi che crescerà?

SÌ.

Lo spero.

Sono solo riflessi, Sophia.

Vieni, vieni qui.

Il leone mangerà l'uomo nella tenda?

No.

No, è lì per proteggerlo.

Io la chiamo "la foresta magica".

La chiami "foresta magica" perché ti ho detto io che si chiama così.

- Perché li togli? - Mi fanno male.

Sono nuovi e ancora non vanno bene.

Che fine hanno fatto quelli veri?

Credi che questi non siano veri?

Quelli veri tuoi.

E credi che questi non siano miei?

- Questi Ii ho trovati qui. - Li ho fatti io.

- Sei venuta qui e li hai fatti? - Sì.

- Quando? - In qualsiasi momento.

Ne faresti un altro per me?

Me lo fai?

Se vai a prendere il mio coltellino.

- Devo dire a papà che hai vomitato? - No.

Portami il coltellino e basta.

Quand'è che li hai fatti?

La vita è lunga, Sophia.

Sophia!

Ciao Eriksson!

Ho i fuochi d'artificio per il Ferragosto.

Sono un po' umidi. Dillo a tuo padre.

- Posso prenderli io? - No.

Metteteli in un posto caldo.

Hai detto a Eriksson che ero qui?

- Sì. - E lui che ha detto?

Ha detto dei fuochi d'artificio. Mi ha parlato di quelli.

Perché non gli hai detto...

- Entra a salutare papà? - O me.

Ha chiesto di me?

Magari è venuto per salutare me.

Non vi viene in mente?

Un gatto!

È rimasto lì tutto il tempo?

Ha detto di mettere la scatola al caldo.

Bene. Allora dovrai dargli da mangiare un po' di latte.

- C'è il mio biberon in soffitta. - Benone.

Il saggio, vecchio Eriksson.

Voglio chiamarla Mauppie!

Non ci separeremo mai.

Mauppie!

Mauppie, dove sei?

A volte penso di odiare quella cavolo di Mauppie!

Perché, che ti ha fatto?

Più lei mi piace, meno io piaccio a lei.

Beh.... I gatti sono così.

- Non mi hai detto dove eri. - Ma mi hai trovato comunque.

Anche papà vuole stare da solo. Quant'è noioso!

Davvero?

E poi se ne stai lì seduto con un cavolo di sigaretta.

Cos'è questo "cavolo" che dici sempre?

Non lo so. Suona bene.

Penso che quella sia per quando le cose si mettono male .

Oppure se arriva qualcuno che non vuole incontrare.

In quella tenda fecero la luna di miele.

Dobbiamo fare un programma per Ferragosto.

Ferragosto è Ferragosto. Facciamo sempre le stesse cose.

Ma quest'anno c'è anche Eriksson!

È fantastico. Avrebbe anche potuto andare da un'altra parte.

O da nessuna parte. Lui fa quello che vuole.

Ed è molto difficile sapere cosa piace fare a Eriksson.

Gli piace...

Gli piace il mare...

perché è grande e non si sa mai cosa può succederti.

Sì, gli piace il mare.

Ecco che salpa!

Sophia, vieni qui.

Adesso balliamo.

Ti porto io.

I fiori d'estate!

Su, mettili fuori.

Anche questi possono andare fuori.

Si sta alzando il vento.

In piena estate non dovrebbe piovere, giusto?

Quante estati hai visto fin'ora?

Okay.

Via!

Aringa e pesce persico.

E patate novelle.

Fave.

Spinaci.

E...

Conserva di pere.

Eriksson non mangia frutta e verdura.

Dovrebbe farlo. E non solo lui.

Sempre che venga.

Certo che viene! Ha detto che i fuochi sono per il Ferragosto.

Ma ha promesso di venire?

Senti...

Metti sette fiori sotto il cuscino e sognerai l'uomo che sposerai.

Lascia stare queste sciocche superstizioni.

Quali superstizioni?

Che non si cerchi di spiegare le cose inspiegabili.

Mia nonna era superstiziosa.

Entrò e disse:

"Qualcuno morirà prima che tramonti la luna."

"Perché qualcuno ha tossito tre volte."

Cioè... così?

Non ci provare!

O dovrai bere uno dei suoi orribili intrugli.

Accidenti, sei un mostro!

Non è un mostro. Fa il suo lavoro.

Sembra di stare a dicembre...

Papà è pronto per i fuochi d'artificio. Sophia...

Lasciala dormire.

Quest'anno puoi farlo tu.

Pensi che dovremmo aspettare ancora un po'?

Aspettare Eriksson?

Probabilmente non verrà.

Il tanfo del dolore lo tiene lontano.

O forse è autocommiserazione.

Ci sto provando.

Non abbastanza.

Io non vivrò per sempre.

Sophia.

- Siete pronte? - Sì.

Prova con l'altro!

Ma dai, allora!

Prova il prossimo! Ultima possibilità.

- Stringimi forte. - Certo. Ti stringo forte forte.

- Ferragosto! - Sì.

Vola via, papà! Salta su!

Fai un salto. Vola!

No, usale tutte e due. Insieme. O gireremo sempre in tondo.

Ti abitui a guardare l'orizzonte, e alla fine... eccola lì.

L'isola del Gabbiano.

Cosa c'è scritto sul cartello?

"Proprietà privata. Vietato l'accesso."

Dammi quei remi.

Nessuna persona educata sbarca sull'isola di un altro,

quando non c'è nessuno in casa.

Ma...

Mettere un cartello del genere è come dare uno schiaffo in faccia.

È una provocazione.

Questo è andare in cerca di guai.

E perché mettere tutto lassù,

quando l'unico posto dove poter attraccare è qui sotto?

Nessuna scala, niente.

Niente di niente.

Se non altro, possiamo strarcene sedute qui...

senza avere davanti al naso quell'accidente di casa.

Probabilmente non capiscono niente di muschio.

Del muschio? No, puoi scommetterci.

Il muschio funziona così:

- Ci cammini sopra una volta... - Si rialza in piedi.

- Due volte. - Non si rialza.

Ci cammini sopra tre volte, ed è...?

Morto. Finito.

La gente viene in questi posti...

con tanti progetti, belli e importanti.

E loro che fanno?

Li chiudono di fuori!

Sta venendo qui?

Nasconditi. Non sappiamo dove sono.

- Dici che verranno qui? - Non lo so.

Sono qui!

Vengono?

Vengono da questa parte?

Mi sa che mi hanno visto.

Cucù...

Salve!

- Salute! - Ciao. - Ciao.

Mi chiamo Malander.

Questa è mia moglie,

e mio figlio.

Christopher.

Ma noi lo chiamiamo Toffe.

Buongiorno, signor Malander.

Questa è mia nipote Sophia.

Sa, lei temeva che aveste con voi un cane.

E io credo che abbia un vero terrore per i cani.

Mi chiamo Hilma. Piacere di conoscerti, Sophia.

Ciao.

- Lei è nonna. - Piacere di conoscerti, nonna.

Vogliamo andare in casa?

Avete una scala?

No... Mi spiace, veramente no.

Venga con me.

Grazie.

No. No no.

Stai così.

Perché non vai a vedere cosa sta facendo Toffe.

Probabilmente sta chiamando la polizia. Hanno una radio.

No, non sarebbe educato.

Bisogna saper socializzare, Sophia.

Devi imparare come si fa.

Un cognac?

E questa è una speciale limonata fatta in casa,

- per questa bella bambina. - Grazie.

Lasciamo che gli adulti bevano il loro orribile cognac.

- Salute, allora! - Salute.

- Viene qui da 87 anni. - 47.

È davvero incredibile.

Cosa posso dire? Questo è il paradiso.

La vista qui, è davvero eccezionale.

Panoramica.

Vogliamo preservare l'isola così com'è sempre stata.

- Io, e anche mia moglie. - Sì.

Costruiremo passerelle per proteggere l'erica,

i fiori selvatici e... il muschio, naturalmente.

Lei è fanatica per il muschio.

Anch'io.

Tieni.

Prendi un po' di torta ai mirtilli.

- Posso? - Certo.

Grazie.

47 anni!

Non ci posso credere.

Quella terrazza, però...

Immagino che ognuno debba commettere i propri errori.

Tocca a te.

Gesù Cristo!

Non nominare il nome di Dio invano.

- Ho detto Gesù, non Dio. - È la stessa cosa.

- Uno è il padre, l'altro è il figlio. - Sono Dio tutti e due.

- Non mi interessa cosa siano. - Invece dovresti, perché...

Non mi importa niente della sua famiglia, nonna.

- Sophia... - Chi se ne importa delle famiglie?

Io lo odio, le famiglie!

Vai a parlarle.

Non vorrà parlarmi.

E comunque... SEI BRUTTA! Sophia.

Forza, ora. Un po' di terra.

Abbiamo tagliato un lombrico in due!

Non fa niente.

Ricresceranno.

Le due metà diventano due nuovi lombrichi.

Sophia!

Fino a quanto può contrarsi un lombrico?

Un settimo della sua lunghezza normale.

Un settimo della sua lunghezza,

così diventa piccolo e cicciotto,

e lo si può infilare nell'amo.

- A capo. - A capo.

Un lombrico tagliato in due sa che diventerà due lombrichi,

Ma noi non sappiamo quanto gli faccia male.

Che cos'è?

È tuo padre.

Si siede per lavorare.

Mi piace quando lavora. Così so dov'è.

Non accendere la luce. Usa la torcia.

Tieni.

Si guardarono in faccia l'un l'altro e si trovarono orribili,

e strisciarono via il più velocemente possibile.

Poi cominciarono a riflettere: ora la vita sarebbe stata diversa,

ma non sapevano come.

Probabilmente tutto ciò che hanno vissuto dopo,

è stato vissuto solo per metà.

Vuoi che te lo rilegga?

Adesso non ho tempo.

Ma tienilo per i miei figli.

Ehi, dove stai andando?

In città. Torna a letto.

Voglio venire con te!

Riesci a prepararti in 30 secondi?

Sono già pronta.

- Mettiti le scarpe. - No, niente scarpe.

Voglio venire con te.

Io però voglio leggere il mio libro.

Hai inventato tu i Boy Scout, vero?

È vero?

Baden-Powell ha inventato i Boy Scout.

Io ho solo fatto in modo che anche le ragazze potessero diventarlo.

Perché prima non potevano?

Dimmi come sei diventata scout, e tutto quello che hai fatto,

e com'è stato dormire in tenda.

Chiudi gli occhi. Solo un momento.

Ci sono le formiche in Paradiso?

No.

Come fa Dio a tenere il conto di tutti quelli che pregano?

Ha i suoi assistenti.

E se non avesse tempo di parlare con loro?

E se non puoi pregare perché stai cadendo da un albero?

Allora ti farà impigliare in un ramo finché non potrai farlo.

E così... Gli Scout.

Sedevamo attorno al fuoco.

Faceva freddo.

Mangiavamo la zuppa.

Detta così, sembra una schifezza.

Quel che ho fatto da giovane,

e che sembrava divertente e importante,

ora non significa più nulla.

- Non ti diverti a stare con me? - Sophia.

Volevo solo dire che ci sono cose che facevo,

che ora non riesco più a fare.

Quali cose?

Non mi piace quando stai immobile così.

E a me non piace che passi un giorno, e poi un giorno, e poi un altro giorno.

Il tempo che scorre, scorre, e scorre.

E il vento che soffia sempre su quest'isola.

Ma a te piace il vento.

Mi sta sfuggendo tutto.

Non sempre ricordo le cose.

Il più delle volte non mi importa niente.

Ma ogni tanto...

Sì che mi importa. E molto.

Cos'è che non ricordi?

Com'era dormire in una tenda.

Sono stata io a far sì che le ragazze potessero dormire in tenda!

Ora non saprei nemmeno dirti com'era.

Quando morirai?

Non pensarci. Presto.

Perché non dovrei pensarci?

Scaveranno una buca?

Com'è andata?

Sono venuta a dirti come ci si sente a dormire in una tenda.

Ho pensato che ti piacerebbe saperlo.

Sì, mi piacerebbe.

Si sente tutto molto più chiaramente,

e la tenda è molto piccola.

È bello poter sentire tutto.

Ti fa sentire al sicuro.

È vero.

Si sente tutto ciò che viene da fuori.

Come se tutto il mondo si stesse avvicinando.

E gli aghi di pino cadono dalle piante,

e scivolano lungo tenda.

E puoi sentirlo anche se non fa nessun rumore.

Me lo ricordo.

È come se tutta l'isola fosse dentro con te, ma non lo è.

Sì. È come se tutta l'isola,

si stringesse intorno a te,

finché tu e lei diventate insieme come una zattera,

in mare.

Ho sempre pensato che stessimo fluttuando.

Pensavo che proprio l'isola galleggiasse.

Lo pensavo, e insieme non lo pensavo.

Beh, forse sì, ma allo stesso tempo no.

Caro Dio. Sono annoiata da morire.

Fai succedere qualcosa.

Una tempesta, o qualcosa del genere.

Amen.

Un faro! Chi ci vive?

Nessuno.

Vieni, dammi una mano.

Perché non mi hai mai portato qui finora?

Quando tuo padre era piccolo,

a volte i guardiani del faro,

lo lasciavano salire fino in cima.

Ma... ora non ci sono più.

Si può entrare!

Wow!

Nonna!

Quassù!

Nonna!

Papà?

Oh no! La mia tempesta.

Sophia!

Vieni con me!

Dobbiamo entrare.

Brava.

- E papà? - Non aver paura.

Ci troverà qui dentro.

Caro Dio, ho cambiato idea sulla tempesta.

Scusa se ti ho disturbato. Amen.

Caro Dio, non hai sentito cosa ho detto?

Non voglio più la tempesta.

Nonna, dov'è?

Tutto qui quello che sai fare?

Tutto qui?

Sophia, perché non vieni ad aiutarmi?

Non dovevo pregare perché venisse una tempesta.

Sophia.

Ho pregato Dio perché mandasse una tempesta,

e ora è la fine del mondo e moriremo tutti!

È tutta colpa mia, nonna!

Sophia.

Sai, ho pregato per una tempesta anch'io.

Davvero?

Molto presto. Prima che ti svegliassi.

Non è colpa tua.

Niente è per colpa tua.

Alla mamma piacevano i temporali, vero?

Amava i temporali.

Amava i temporali.

Caro Dio. Grazie.

- Fino alle stelle. - Fino alle stelle.

Papà! Vado a fare i tuffi.

Eccolo!

Tuffati!

Mi sono tuffata!

Cosa mettiamo nel decotto?

Dobbiamo preparargli un sacchetto magico.

Non ha mai bevuto un decotto.

Due foglie di pioppo.

E slega quei lacci quando sei lì.

Adesso dobbiamo trovare il guscio di una piccola lumaca.

Trovato!

Bene.

Ancora uno. Poi il guscio. Ora...

Assicurati di metterglielo vicino.

Sei sicura che funzionerà?

Senza nessuna ombra di dubbio.

IL LIBRO DELL'ESTATE

Autunno.

Eriksson?

Non c'è nessuna barca.

È il tuo cuore.

[Sub & Sync by: keepondoin]

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