Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
BASATO SU FATTI REALI AVVENUTI AD AGOSTO/SETTEMBRE 1976
CAPITOLO 1
N�RBURGRING: FUOCO NELL'INFERNO VERDE
Mi hanno detto che nel primo ospedale in cui fui trasportato, ad Adenau...
CAMPIONE DEL MONDO F1 1975 / 77 / 84
...chiesi a Daniele Audetto, team manager della Ferrari,
di prendere le chiavi dell'auto che avevo noleggiato, i bagagli,
e telefonare a mia moglie Marlene per dirle che stavo bene.
Ma io non ricordo nulla.
Non ricordo nemmeno di aver rilasciato un'intervista a una radio brasiliana,
e non ho idea di come fossero riusciti a trovarmi.
Mi passarono la cornetta e parlai.
Non ricordo neanche questo.
L'unica cosa che ricordo � quando ci alzammo in volo in elicottero.
Domandai al medico, che rivedo ancora davanti a me con la flebo in mano:
"Dove andiamo? Quanto ci vorr�?". Rispose: "A Mannheim, 45 minuti".
A quel punto, la mia testa riprese a funzionare normalmente,
a essere cosciente.
Di sicuro non sarebbe morto.
PILOTA F1 / F2 / 24 ORE DI LE MANS 1972 - 98
Gli risparmiai un'ora di tragitto in ambulanza.
Dal punto di partenza dell'ambulanza
fino al luogo dell'incidente
sarebbero stati 12 km, e da l� altri 20 km
per arrivare all'ospedale di Adenau.
TEAM MANAGER FERRARI F1 1976/ 77
Ero in ospedale. Con l'aiuto di Huschke von Hanstein,
direttore di gara, contribuii a salvare la vita di Niki,
organizzando in dieci minuti, come dissero i dottori Lutz e Peter,
il trasporto in elicottero alla volta di un ospedale specializzato
in quel tipo di incidenti.
L'infermiera mi chiese se volevo l'estrema unzione.
Ci pensai e le dissi di s�.
In fondo, non mi avrebbe fatto alcun male.
Annuii e non sentii pi� nulla,
a parte qualcuno che mi toccava la spalla destra,
ma non ero in grado di capire chi fosse. Poi pi� niente.
Quando nel reparto di terapia intensiva ripresero le normali attivit�,
erano ricoverati altri pazienti oltre me,
capii che doveva essere passato il prete.
Pensando che avessi perso conoscenza,
deve avermi somministrato l'estrema unzione,
senza capire se fossi sveglio.
Questo mi disturb� molto.
Pensai che avrebbe potuto dirmi parole di conforto,
dirmi che sarei sopravvissuto.
Me lo aspettavo, e il fatto che ci� non accadde
mi indispett� tanto da pensare: "Ora pi� che mai devo vivere!".
Il fatto che Niki fosse contrario a gareggiare a N�rburgring,
che avesse organizzato un incontro con gli altri piloti
e che avesse polemizzato con la stampa,
aveva influenzato negativamente i suoi pensieri.
Come si fa
a mettere in sicurezza una pista di 46 km?
CAMPIONE DEL MONDO F1 1969 / 71 / 73
Vanno considerati i due lati del circuito, ciascuno di 23 km.
A ogni lato della pista doveva esserci personale antincendio,
personale sanitario e commissari di gara.
Un mare di persone.
E non si potevano spostare prontamente
le attrezzature di soccorso.
140 DECESSI PER INCIDENTE DAL 1927
Le morti che si verificarono l�
si sarebbero potute evitare, in molti casi.
Non c'erano estintori adatti a spegnere
il fuoco che si sprigiona dal carburante, dall'olio
o dalle componenti elettroniche delle vetture
n� il fuoco di gomme o di altri materiali infiammabili.
All'epoca, le auto di Formula 1 si evolvevano velocemente.
Nel '76 organizzai un incontro del sindacato piloti a Long Beach.
Io ero presidente del GPDA, che � l'unione dei piloti di F1.
In quella sede, parlammo del circuito di N�rburgring,
del fatto che non fosse abbastanza sicuro.
Ma i miei colleghi dissero che il circuito, dietro loro richiesta,
era stato sottoposto a un piano migliorativo triennale,
che erano stati aggiunti guardrail e tutto ci� che avevano chiesto.
A quel punto dovevamo andare, era stato fatto tutto ci� che avevamo chiesto.
E anche se le vetture erano troppo veloci per quella pista,
dovevamo partecipare alla gara per l'ultima volta.
Questa decisione fu presa all'unanimit�.
Io ero contrario, per dirla cos�.
Ciononostante, il primo agosto mi recai a N�rburgring.
Ho sempre saputo che era pericolosissimo,
ma non fui condizionato negativamente da questa consapevolezza.
Il N�rburgring � il circuito pi� famoso del mondo.
Fu costruito negli anni '20 per dare lavoro agli abitanti
di una delle zone pi� povere della Germania.
Finanziato dall'imperatore Guglielmo Il,
fu il pi� grande progetto edile del governo tedesco
e diede lavoro a migliaia di persone.
La cerimonia di inaugurazione ebbe luogo il 18 giugno 1927,
durante la gara annuale automobilistica e motociclistica dell'Eifel.
Il vincitore della gara fu il leggendario Rudolf Caracciola.
Negli anni '30 il N�rburgring tenne a battesimo la Freccia d'argento.
Per adeguarsi ai criteri di peso della formula sportiva dell'epoca,
la Mercedes dovette grattar via la vernice bianca in una notte,
creando cos� il marchio utilizzato ancora oggi.
Il Nordschleife, 14,2 miglia, pari a 22,8 km,
e circa 180 curve nel mezzo di una fitta foresta,
� una striscia ondeggiante di asfalto
che richiede il massimo sia all'uomo che alla macchina.
� un luogo che ha dato vita a eroi e tragedie.
Il luogo in cui, fino a oggi, 70 piloti hanno perso la vita
durante i weekend di gara.
� un luogo che ha attirato folle di 400.000 persone
per assistere a eventi motoristici unici.
Nel 1950, fu fondata la Formula 1
e il Nordschleife divenne il banco di prova
nell'ambito delle gare automobilistiche dal dopoguerra agli anni '70.
Nel 1976, la Formula 1 disse addio al Nordschleife,
che rimase il posto in cui le case automobilistiche
testavano i loro prodotti,
tentando di battere il record sul giro
attualmente detenuto dalla Porsche 918 Spyder.
Annullare il N�rburgring la prima volta
fu un cambiamento importante.
Il circuito faceva parte
della storia di questo sport,
dello scopo di questo sport,
era la pi� grande sfida di questo sport.
187 curve per giro!
Quando il GPDA si adoper� per chiedere di mettere in sicurezza la pista...
9 SETTEMBRE 1970 A MONZA
...incaric� Jochen Rindt
di fare sopralluoghi a piedi e in auto lungo il circuito,
con i proprietari e i responsabili della pista.
I proprietari decisero
di non realizzare nessuno
degli interventi richiesti.
Se avessero acconsentito,
avrebbero dovuto fare 10, 20, 100,
o addirittura 187 modifiche.
Non potendo sostenere quella spesa,
decisero che non avrebbero fatto alcuna modifica sostanziale.
Il giorno della cerimonia a Londra
in memoria di Bruce McLaren...
2 GIUGNO 1970 A GOODWOOD
...ci ritrovammo nella cattedrale di San Paul.
Dopo, andammo al Dorchester Hotel
per una riunione del GPDA.
Quel giorno votammo.
Io presiedevo la riunione.
Sapevo che non ce l'avremmo fatta,
ma chiesi a tutti di votare per non andare al N�rburgring in agosto.
Se ci fossimo andati, nessun responsabile ci avrebbe pi� preso sul serio.
Tutti sapevano che il N�rburgring era la sfida pi� grande,
ma anche la pi� pericolosa.
Non c'erano vie di fuga, c'erano moltissimi abeti,
di cui si vedevano solo le cime,
alti pi� di 40 metri.
Si vedevano solo le cime e a noi sembravano alberelli di Natale.
C'era una scarpata. Se un'auto si fosse ribaltata,
non solo sarebbe andata addosso agli alberi,
ma avrebbe fatto un volo di pi� di 100 metri.
Ma non volevano cambiare niente.
La riunione in corso quel giorno era molto importante.
Pensavo di perdere.
Se avessi perso, mi sarei dimesso dal GPDA,
perch� era sbagliato.
La persona che modific� gli equilibri
fu Jack Brabham, il membro pi� anziano.
GP GERMANIA 1965
Si era ritirato quell'anno,
ma alla fine disse:
"Bisogna fare come dice Jackie".
"Se non teniamo il punto col N�rburgring,"
"non avremo pi� potere in tutti gli altri circuiti del mondo".
Quello fu un grande passo avanti.
Dopo la nostra votazione, iniziarono i lavori.
Non c'erano pi� 187 curve,
la distanza restava la stessa,
ma avevano tagliato le curve pi� pericolose.
Restava difficile presidiare la pista,
non c'era abbastanza personale sanitario,
non c'erano abbastanza vigili del fuoco,
non c'erano abbastanza commissari di gara,
come si � riscontrato nell'incidente di Niki Lauda.
I piloti facevano pi� dei commissari di pista,
non perch� i commissari di pista non fossero bravi, lo erano,
ma non erano sufficienti,
e non c'erano abbastanza estintori del tipo adatto.
Il rifiuto verso i cambiamenti era patetico.
IL RING VA BENE LAUDA, ALZA I TACCHI
Gara interrotta.
Qui alla sezione Bergwerk il circuito � asciutto,
ma regna il caos pi� totale.
Tre auto sono rimaste coinvolte in un incidente e sono andate distrutte.
La gara and� come tutti sappiamo,
tra l'incidente e tutto il resto.
Ma credo che in parte
pesasse anche la polemica
che Niki avvi� prima della gara.
Poi naturalmente si seppe perch� avvenne l'incidente.
La sua auto montava pneumatici da pioggia.
L'unico ad adottare gomme lisce fu Jochen Mass.
Aveva un amico dall'altro lato del circuito che gli disse
che il tracciato era asciutto.
Aveva un enorme vantaggio su tutti.
Avrebbe sicuramente vinto lui il Grand Prix.
� stato facile.
PILOTA F1 1973 - 80/82
Non avevamo pneumatici riscaldati.
Avevo pneumatici lisci
e la pista era per lo pi� asciutta.
Riuscii a portare le gomme a temperatura
e ad andare veloce,
senza slittare o perdere il controllo.
Niki invece usc� dai box con le slick nuove
e fu difficile per lui guidare normalmente
e farle arrivare a temperatura.
Le gomme lisce fredde sui tratti bagnati sono instabili.
Da quanto ho visto nel filmato, e in base alla mia esperienza,
all'altezza di quella curvatura, che non si vede nelle riprese,
c'� un leggero terrapieno.
Lui si avvicin� troppo rapidamente alla parte interna,
toccando il cordolo a sinistra.
Il retro della vettura venne spinto verso destra
e segu� il contraccolpo. L'auto divent� ingovernabile.
Accadde in una frazione di secondo.
Quando ci si ritrova in una situazione simile, quando si sbanda cos�, � finita.
Niki sopravvisse solo perch�...
GIORNALISTA / SCRITTORE
...gli altri piloti, in quel momento,
uscirono di pista.
Non c'erano commissari di gara nei paraggi.
Questo incidente segn� la fine del N�rburgring.
I piloti dissero che era impossibile mettere in sicurezza 22 km.
Niki Lauda ha sbandato, non so perch�.
PILOTA F1 1975 - 78 / 1980
Forse aveva perso il controllo,
per un guasto.
Guy Edwards l'ha evitato,
superandolo sul lato sinistro.
Niki ha colpito il recinto ed � rientrato in pista.
Brett Lunger non � riuscito a evitarlo, schiantandosi contro l'auto in fiamme.
Poi l'auto ha attraversato la pista, scivolando
e io non sono riuscito a evitare la macchina ferma.
Poi la vettura di Niki ha preso fuoco.
Noi tutti siamo usciti dalle auto
e Merzario � entrato nell'auto in fiamme con Guy Edwards.
Lunger e io abbiamo cercato gli estintori, spento il fuoco
e lo abbiamo tirato fuori dall'abitacolo.
All'ospedale di Adenau,
il medico era quasi sicuro
che Niki sarebbe morto,
non a causa delle ustioni, ma per ci� che aveva respirato.
Ti accorgi che diventi sempre pi� debole.
La cosa pi� facile sarebbe
mollare tutto e lasciarti andare,
come se cadessi in fondo a un pozzo
o una buca profondissimi.
Ma al tempo stesso, cerchi di reagire
e fare di tutto per non morire.
In questo caso,
ci si pu� basare solo su ci� che hai, cio� la testa.
Vuoi che il tuo corpo torni a funzionare.
Il suo sangue era gi� avvelenato.
Quando arriv� all'ospedale di Adenau,
prima di me e di Huschke von Hanstein,
era ancora molto reattivo, riusciva a parlare.
Poi per� col passar del tempo,
perse conoscenza.
Era gi� freddo quando lo caricarono sull'elicottero.
AI mio arrivo in ospedale, i medici mi dissero
che bisognava aspettare minimo 24 ore, se non 48,
per vedere se si sarebbe salvato.
Fortunatamente per Lauda,
la clinica di Mannheim era specializzata in ustionati.
l polmoni di Lauda erano avvelenati dalle esalazioni dell'incendio.
Rimase privo di sensi tra le fiamme a 800 gradi di temperatura
per quasi un minuto.
Ma a Mannheim ricevette le migliori cure possibili per l'epoca.
Abbiamo la madre di Niki Lauda
in collegamento telefonico da Mannheim.
GIORNALISTA / CRONISTA SPORTIVO
Signora, � vero che Niki
ha superato la prima fase critica?
S�, grazie a Dio,
la prima crisi � stata superata.
Ma prima di venerd�
non possiamo...
Mi scusi, sono molto nervosa.
Prima di venerd�, non sapremo se superer� le altre crisi.
- Lei � andata a trovare Niki? - Ci sono stata ieri.
� ricoverato in terapia intensiva e si deve indossare abbigliamento sterile.
Sono rimasta con lui due secondi, gli ho detto che eravamo tutti l�.
Niki ha annuito, quindi sono certa che abbia capito.
Ritiene che Niki sia consapevole delle condizioni in cui si trova?
Lui sa delle ustioni
perch� tentava di toccarsi la faccia con le mani,
ma non saprei dire se � al corrente del danno ai polmoni.
- Molte grazie, signora. - Prego.
Chiamai Ferrari diverse volte e lui mi disse:
"Non restare in ospedale,"
"la situazione la conosci e non puoi farci niente".
"Devi tornare al circuito e trovare un altro pilota".
"Niki non guider� mai pi�".
"Forse un giorno, ma quest'anno � fuori discussione".
"Non sappiamo se sopravvivr�".
Niki Lauda � sveglio.
� sedato,
ma � del tutto reattivo e riusciamo a parlare con lui.
MEDICO INCARICATO DELLE CURE DI LAUDA
Non � ancora fuori pericolo
e non lo sar� neanche nei prossimi giorni.
Stamattina ho parlato col primario.
FRATELLO DI NIKI LAUDA
La situazione resta grave,
ma c'� una concreta possibilit�
che Niki sopravviva.
Pensavi anche agli altri?
No.
Sei cos� preoccupato per i tuoi problemi che non pensi ad altro.
Non pensavi n� a tua moglie Marlene n� ai tuoi genitori?
Lei era l� ed � stato un bene.
Chiunque sia l� per darti sostegno � di grande aiuto.
� come se fossi sdraiato da qualche parte
e non pensassi con coerenza, non c'� nulla che ti venga in mente.
Poi vedi tua moglie vicino a te e cominci a pensare a lei perch� la ami.
Io non riuscivo a parlare con lei,
ma potevo pensare a lei,
e ci� mi ha aiutato nelle successive due, tre ore
e ha migliorato la mia situazione.
Il giorno dopo, lei era ancora l� e anche i medici.
Si � instaurata una routine
che mi ha fatto capire che stavo uscendo da quell'incubo, migliorando.
Anche i tuoi genitori erano l�?
C'erano e mi facevano sentire molto bene.
CAPITOLO 2
LAUDA: LA LEGGENDA DELLE CORSE
Ho imparato a guidare a dieci anni,
con un'auto piccola.
Mi insegn� un mio cugino,
che aveva gi� la patente.
Fino ai 18 anni ho guidato
solo su strade private o nei cortili delle fabbriche,
perch� non avevo la patente.
Quando compii 19 anni, ebbi la mia prima vera auto,
una Mini Cooper S, e anche se era una piccola Mini,
a quell'epoca la ritenevo la migliore auto del mondo.
Guidai quella Mini finch� nel '68 la cambiai con una Mini da corsa,
con cui partecipai a competizioni automobilistiche in Austria.
Poi presi una Porsche 911.
Per la seconda parte della stagione,
guidai la Porsche e vinsi tutte le cronoscalate
e una gara di circuito a Zeltweg.
I miei genitori non erano entusiasti delle mie ambizioni da pilota.
Soprattutto mio nonno avrebbe preferito leggere il mio nome
sulle pagine economiche di un giornale.
Ma a me non importava. Proseguii la mia carriera sportiva,
specie dopo i primi buoni risultati.
Niki Lauda � figlio di un'influente famiglia di industriali viennesi
ed � cresciuto in un ambiente molto agiato.
Il bisnonno di Niki fu nominato cavaliere
dall'imperatore Francesco Giuseppe nel 1916.
Con il nonno, Hans Lauda,
capitano d'industria e appassionato cavallerizzo,
Niki si scontr� a lungo.
L'unico a sostenere la sua carriera nel mondo delle gare era suo zio Heinz,
ma la prima auto da corsa gli venne regalata da Kurt Bergman
per partecipare alla Formula Vee nel 1969.
Bergman mi disse che mi aveva dato uno dei suoi motori migliori,
perci� acquistai fiducia in me stesso.
Nella prima gara a Hockenheim ero in testa fino all'ultima curva,
dove feci un testacoda, ma riuscii a finire quarto.
L'indomani gareggiai ad Aspern, vicino a Vienna.
Durante gli allenamenti e dopo la mia esperienza a Hockenheim,
pensai che la Formula Vee fosse un gioco da ragazzi e che avrei vinto.
Ma la sua auto si capovolse durante il primo allenamento.
Da l� in poi, partecipammo a tutte le gare di Formula Vee.
Gareggiai anche nel campionato europeo.
A parte pochi incidenti,
alla fine di ogni gara, riuscivo sempre a salire sul podio.
Il primo anno di Formula Vee con Bergman fu un discreto successo,
mentre l'anno successivo in Formula 3 con McNamara fu meno fortunato.
Le auto di McNamara non erano competitive,
perci� Lauda guidava al di l� dei propri limiti.
Si ritir� o ebbe incidenti in gran parte delle gare di Formula 3
e Formula Vee.
A fine stagione, la McNamara si ritir�
e Lauda ripieg� sulle auto da turismo,
guidando una Porsche 908.
Vinse subito diverse gare e salv� il resto della stagione.
Nel '71 riuscii a convincere una banca austriaca
ad aiutarmi a gareggiare in Formula 2.
Fu un anno istruttivo,
perch� era difficilissimo farsi strada in Formula 2.
Un fatto positivo fu che nel team March ero con Ronnie Peterson, che mi aiut�.
Ebbi il mio momento di gloria a Rouen,
mentre gareggiavo davanti a Ronnie durante un'eliminatoria.
Gli ordini di scuderia erano che dovevo lasciarlo passare,
ma per il resto della stagione del campionato europeo
ottenni ottimi risultati.
La carriera di Lauda in Formula 1 ebbe inizio il 15 agosto 1971,
al Gran Premio d'Austria su una March,
ma fu costretto a ritirarsi dopo due giri.
Per la stagione 1972,
ottenne un prestito per acquistare un posto nel team March,
dove gareggi� a fianco di Ronnie Peterson.
La March del '72 era un fallimento dal punto di vista costruttivo:
Lauda arriv� a definirla "impossibile da guidare".
Alla fine di quella stagione, Peterson e Lauda lasciarono la March.
Nel '73 la March era di nuovo senza soldi, quindi fui tagliato fuori.
Avevano bisogno di molto denaro e sapevano che io non ne avevo,
perch� avevo gi� ottenuto un prestito.
Non avevo possibilit� di restare con loro,
ma Louis Stanley mi diede l'opportunit� di guidare per la BRM.
Lo facevo completamente gratis.
AI massimo, se mi qualificavo, mi davano una pacca sulla spalla.
Tutto qua!
Alla BRM, che nei primi anni '60 era una squadra di successo,
collabor� con il pilota svizzero Clay Regazzoni.
La BRM vinse l'ultima gara a Monaco nel 1972,
ma da l� inizi� un costante declino a causa di problemi finanziari.
Alla BRM and� tutto bene.
In Sudafrica fui il pi� veloce dei loro piloti.
La stagione and� avanti bene, mi adattai bene al gruppo.
Insistevo per essere pagato,
gli altri lo erano e discretamente, mentre io non prendevo niente.
Al Gran Premio di Monaco 1973,
la carriera di Niki cambi� grazie alla sua performance.
La Ferrari mi volle
perch� il Commendatore mi aveva visto gareggiare a Montecarlo
dove mi ero piazzato terzo.
Quindi il giorno in cui avrei dovuto avere i soldi dalla BRM,
mi ero piazzato davanti a Jacky Ickx, che era un pilota Ferrari.
Da quel momento il Commendatore mi volle nella squadra.
Ferrari mi contatt� per la prima volta circa un mese dopo
e mi propose di diventare uno dei suoi piloti.
E dopo il Gran Premio d'Austria
firmai il contratto con la Ferrari.
Nel 1974 la Ferrari si riorganizz� completamente
sotto la guida del direttore di gara Daniele Audetto.
La fiducia della squadra in un Lauda ancora poco noto
fu presto ripagata da un secondo posto nella gara d'esordio,
al Gran Premio d'Argentina che inaugurava la stagione.
Oltre alle corse automobilistiche,
Niki Lauda aveva maturato un'altra passione, quella per il volo.
Lo si vedeva spesso all'aeroporto di Salisburgo.
In seguito, questa passione divenne una professione.
Lauda fond� persino due compagnie aeree.
La sua prima vittoria a un Gran Premio e la prima per la Ferrari dal 1972
segu� solo dopo tre gare, al Gran Premio di Spagna.
Quell'anno Lauda vinse un'altra gara, il GP d'Olanda.
Fin� quarto al campionato piloti e diede prova di enorme impegno
nel collaudo e nel miglioramento del veicolo.
Nei 1975 divenne il primo pilota
a completare il giro del N�rburgring Nordschleife in meno di 7 minuti
e vinse il suo primo campionato mondiale
con un terzo posto al Gran Premio d'Italia, a Monza.
Il suo compagno di squadra, Regazzoni, vinse la gara
e la Ferrari si aggiudic� il primo campionato mondiale costruttori
dopo 11 anni.
Niki � un bravo ragazzo e un mio caro amico.
CAMPIONE DEL MONDO F1 1976
Gareggio con lui dal 1970.
Anche se dicono che siamo molto diversi,
abbiamo la stessa visione della vita e condividiamo gli stessi obiettivi.
Correre per noi non � tutto. E un mezzo per raggiungere un fine.
Per noi, la vera priorit� � goderci la vita.
Di solito non esprimo giudizi
sui miei compagni,
ma i risultati di Niki parlano da soli.
CAMPIONE DEL MONDO F1 1978
Niki � un perfezionista,
anche se non possiede la versatilit� di altri piloti che ammiro.
Ci� non ha nulla a che vedere con le sue capacit�,
ma col fatto che non ha gareggiato in nessun altro campionato
all'infuori della Formula 1.
In quanto alla Formula 1, � un tipo competitivo.
Io in macchina sto seduto cos�.
Ho il volante davanti
e il contagiri � qui.
Il massimo � 12.500 giri.
Se si superano, il motore muore.
Se si scende al di sotto, si va troppo piano.
A sinistra, temperatura di olio e acqua.
Ci sono due indicatori, uno bianco e uno rosso.
A destra c'� la pressione dell'olio e del carburante.
AI volante c'� un interruttore per spegnere il motore,
se l'acceleratore si blocca.
La leva del cambio. 5 marce: prima, seconda, terza, quarta e quinta.
� in questa scanalatura, che � molto comoda.
La Ferrari ha forse la trasmissione migliore.
Se avessi bisogno della retromarcia, dovrei sollevare questa linguetta,
che � stata inserita per evitare di ingranare la retromarcia
nel passaggio dalla prima alla seconda.
I pedali sono importantissimi.
Come nelle normali automobili, a destra c'� l'acceleratore,
il freno in mezzo e a sinistra la frizione.
E questo � per appoggiare il piede nelle curve.
Se devo scalare due volte,
poich� la trasmissione non � sincronizzata,
Io faccio col tallone.
La macchina ha tre serbatoi,
uno a destra, uno a sinistra e uno dietro di me,
per un totale di 210 litri.
� una 12 cilindri e si vedono le 12 prese d'aria, 6 per lato.
Ha circa 500 cavalli e un massimo di 12.500 giri.
Se salgo a 12.600, si rompe il motore.
Se arrivo solo a 12.400, vado troppo piano.
Questo � il pulsante dell'estintore.
Dopo l'incidente al N�rburgring � stato aggiunto un sensore termico
che scatta automaticamente,
quando la temperatura arriva tra i 60 e i 70 gradi.
L'agente estinguente si riversa nell'abitacolo
attraverso le bocchette che mi circondano.
Continua a essere un'automobile o � una bomba su quattro ruote?
Dipende da come la si guarda.
Mia nonna direbbe che � una bomba su ruote.
Io trovo sia una macchina da corsa molto bella,
che svolge le sue funzioni fino in fondo.
Si sopravvive a un incidente a 250 km/h?
La Ferrari � un'auto molto solida.
E come abbiamo visto l'anno scorso al N�rburgring,
lo schianto contro un muro a una velocit� superiore ai 200 km l'ora
non ha provocato danni all'interno della vettura,
l'abitacolo � rimasto intatto.
CAPITOLO 3
MONZA: L'INCREDIBILE RITORNO
Stamattina siamo andati a trovarlo
e ci ha detto,
o meglio ci ha fatto capire a gesti,
che vuole tornare a casa il prima possibile.
Mi piace stare in Austria,
� un paese che amo.
Purtroppo mi fermo sempre poco, due o tre giorni al massimo.
Per il resto sono sempre in viaggio.
So che gli piace moltissimo stare qui
e che dopo ogni gara Cerca di tornare il prima possibile.
La casa che si � costruito
lo ha aiutato a riprendersi e a superare l'incidente.
FIGLIA DI WILLI DUNGL, FISIOTERAPISTA DI LAUDA
Il primo incontro ebbe luogo qualche tempo prima,
quando Niki si ruppe una costola.
Heinz Pr�ller chiam� mio padre
che rientrava da un allenamento con gli atleti di ski jumping.
Heinz chiese a mio padre di fermarsi a Hof,
perch� Lauda non si muoveva.
Lui rispose che c'era gi� abbastanza gente a occuparsi di Niki,
ma Pr�ller non si arrese, perci� mio padre pass� a casa di Niki
e constat� che aveva una costola fuori posto.
Cos� consigli� a Niki di andare a Vienna il mattino seguente
per farsi confermare la diagnosi dal professor Poigenf�rst
e decidere cosa fare.
Mi sa che Niki ebbe una cattiva impressione di mio padre, e viceversa.
L'inizio del loro rapporto non fu caratterizzato dall'armonia.
Comunque il mattino dopo Niki si present� a Vienna
e dopo che il professor Poigenf�rst ebbe confermato la diagnosi,
mio padre fabbric� un busto per sistemare le costole di Niki
e consentirgli di gareggiare in Spagna.
Questo episodio fu l'inizio
di varie sedute di riabilitazione dopo l'incidente al N�rburgring.
Mio padre and� subito a trovare Niki in ospedale
e not� che molte cose non andavano per il verso giusto.
Cose semplici, come l'orecchio di Niki che aveva fatto infezione.
E quando domand� ai medici cosa intendessero fare,
risposero: "Niente, aspettiamo che cada da solo".
Quando ti trovi in una situazione simile
e ti rendi conto di quanto stai male,
tenti il possibile per sopravvivere,
per reagire e andare avanti.
Le sue condizioni fisiche erano complesse.
I gas tossici che aveva inalato lo avevano avvelenato.
Gli antibiotici non sono solo una benedizione,
ma anche un peso per il corpo umano,
cos� come il cortisone e gli altri medicinali.
Anche l'immobilit� pesa sull'organismo,
perch� l'intestino smette di funzionare.
Andavo in aereo a Mannheim a giorni alterni peri controlli.
Dopo le analisi, me ne tornavo a casa.
Per me era importante uscire dall'ospedale il prima possibile,
ricominciare a stare all'aria aperta, a fare le passeggiate
e riprendere un programma di allenamento,
dopo essermi rialzato da questo letto di morte.
Willi aveva messo Niki a dieta stretta.
VICINO DI LAUDA NEGLI ANNI '70
Niki chiamava spesso mia madre,
dicendole: "Potresti prepararmi qualche cotoletta o delle patate?"
"Willi mi tiene a stecchetto".
Tutto ci� andava contro il volere dei medici,
ma per me era il modo migliore per rimettermi in piedi al pi� presto.
Poi, anche i medici appoggiarono la mia decisione,
tutto sotto mia responsabilit�.
AI secondo controllo, il medico guard� il trapianto di pelle sulla testa,
che non era guarito, o non come avrebbe dovuto.
Mi chiese se ero impressionabile.
"Dipende", risposi io,
e in quel momento strapp� via il trapianto con un paio di pinzette.
Devo ammettere che il dolore era insopportabile.
Mi aveva preso alla sprovvista, ma poi disse: "Tutto a posto, � finita".
E cos� risolse quel problema,
perch� per fortuna la pelle sotto il trapianto era guarita,
con il tempo si era gi� rigenerata quasi del tutto.
Mio padre prepar� un rimedio a base di calendula selvatica
per mantenere morbide ed elastiche le ferite di Niki.
Tolse anche delle schegge dal suo viso,
perch� una scheggia oltre a provocargli dolore,
gli avrebbe impedito di indossare il casco o la maschera antincendio.
� semplice: se hai il viso ustionato e ti guardi allo specchio,
o ti uccidi o decidi di conviverci. Per me � semplice.
L'unico problema era che gran parte delle persone mi osservava.
Tutti mi fissavano l'orecchio destro invece di guardarmi negli occhi.
Dicevo loro che i miei occhi erano qui, non l�.
"Che c'� di tanto interessante?".
Tutti erano curiosi di sapere cosa ci fosse sotto il berretto!
Cominciai a mettermi il berretto per proteggermi da quegli sguardi.
Solo per quello.
Com'era la tua faccia quando l'hai rivista per la prima volta?
Gonfia e ustionata!
In seguito per� mi sono fatto fare degli innesti di pelle
e oggi ho cambiato faccia rispetto a com'ero prima.
C'� chi nasce meno bello di come sono io ora.
Almeno ho la scusa dell'incidente!
I media ci facevano credere
che Niki combattesse per la vita.
MANAGER DI NIKI LAUDA NEGLI ANNI '70
Perci� lo chiamai in ospedale.
Avevo letto sui giornali che stava lottando per sopravvivere.
Non mi aspettavo molto.
Ma parlando con lui restai meravigliato di quanto la sua voce fosse squillante
e di quanto fosse lucido mentalmente.
Fu un'esperienza insolita:
discutevo d'affari con un uomo che era stato dato per morto,
ed era molto chiaro cosa gli stesse a cuore:
la prima conferenza stampa!
Quanti soldi volesse non lo ricordo precisamente,
ma voleva sapere dove e quando si sarebbe tenuta.
Fu all'Hotel Schloss Fuschl,
dove Niki arriv� con il suo fisioterapista di allora,
che era il guru della fisioterapia in Austria, Willi Dungl.
Quel giorno indossava il "Lauda cap",
che fino ad allora era stato un mezzo pubblicitario,
ma poi fu personalizzato per coprire le ferite.
Quella conferenza stampa mi colp� profondamente
e la disse lunga sul sangue freddo di Niki.
Entrammo in una sala piena di fotografi,
tutti spingevano in avanti,
verso il punto in cui eravamo seduti.
Dietro di noi c'era il pannello pubblicitario degli sponsor.
I fotografi iniziarono a scattare immagini
di ogni centimetro del suo volto ferito.
Niki si gir� per mostrare ancor meglio il lato destro
e si vedeva che l'orecchio non c'era pi�.
Ricominci� lo scoppiettio dei flash.
Era la prima volta che vedevo Niki in difficolt�,
di solito era molto freddo.
Poi arriv� la prima domanda
da un giornalista tedesco:
"Come si sente con quella faccia artificiale?".
Rispose: "Perch� artificiale?"
"Ho solo un pezzo della mia coscia sulla faccia".
La seconda domanda fu dello stesso tenore:
"La sua bella moglie Marlene cosa dice di com'� diventato dopo l'incidente?".
Capii che stava succedendo qualcosa di molto spiacevole.
Nessuno gli chiedeva come stesse o se avesse dolori.
Era impressionante che fossero cos� crudeli.
Impression� molto anche Niki.
Mentre rientravamo, dopo la conferenza stampa di un'ora,
percorrendo un corridoio
diretti in una saletta dell'hotel, Niki mi guard� e disse:
"Hai visto che erano tutti impazziti per la mia faccia ustionata?"
"D'ora in poi, ci faremo pagare il doppio!".
Ecco perch� continuo a indossare il berretto!
� il modo migliore per dire alla gente di guardarmi negli occhi,
anzich� cercare un pezzo di pelle ustionata.
Casa nostra, la strada
e persino il garage erano assediati
da giornalisti e fotografi.
Avevano grossi teleobiettivi
per fotografare Niki,
quando guardava fuori dalla finestra.
Lui era pi� furbo di loro e salvaguardava la sua privacy.
Quando andava ad allenarsi, usciva dalla porta posteriore,
evitando quelli che lo aspettavano assiepati sul davanti.
Siamo soddisfatti degli esiti del checkup di oggi
sia degli esami di laboratorio che dei parametri vitali.
CONSULENTE MEDICO DI LAUDA
Siamo in attesa di alcuni risultati,
ma non credo comprometteranno la sua partecipazione alle gare.
Abbiamo collaborato tutti,
col professore e con Dungl,
per una preparazione ottimale.
Aspettavamo l'esito degli ultimi esami
per vedere come andavano.
Sono felice che i risultati siano positivi,
il che dimostra che abbiamo spinto tutti nella direzione giusta.
Non c'� nessuno che non abbia visto l'incidente alla TV,
ma c'� chi dice che le sue ferite non erano tanto gravi,
o non sarebbe stato possibile riprendere a correre.
Evidentemente queste persone ne sanno pi� di me.
Che ferite ha riportato e quali erano quelle pi� gravi?
Sono stati i vapori che ha inalato o le ustioni?
Sono stato in terapia intensiva per una settimana.
I primi tre giorni sono stati i peggiori,
perch� i miei polmoni non funzionavano.
Gli esami del sangue erano disastrosi.
Dopo tre giorni ho iniziato a migliorare e da allora
hanno medicato solo le ustioni subite alla testa e al polso destro.
E ora � tutto a posto.
Niki Lauda la fa sembrare una cosa da niente.
Professor Inama, com'� possibile che le ferite subite da Niki Lauda
su un qualunque comune mortale avrebbero impiegato molto a guarire,
invece su di lui hanno avuto una pronta e veloce risoluzione?
� il risultato di una volont� di ferro
di rimettersi in forma per tornare alla sua professione.
Trovo stupefacente
che si sia ripreso cos� in fretta
e che ritorni cos� presto su un'auto da corsa.
PILOTA F1 1969 - 76 / 1978
Dopo un simile incidente � difficile ricominciare a guidare.
Credo sia un'impresa fantastica.
Dimostra grande impegno.
Probabilmente continua a sentire dolore.
Non credo gli sia cos� facile
indossare casco e passamontagna.
Sono molto colpito, soprattutto dal quinto posto alle qualificazioni.
Che cosa si aspettava da lui?
Credevo che qui non corresse affatto.
Pensavo che avrebbe ripreso in Canada o negli Stati Uniti,
ma che guidasse qui non me l'aspettavo.
Mi domando come abbia superato le conseguenze dell'incidente.
Una forma di shock probabilmente rimane.
Ho avuto un incidente anch'io ed � difficile guidare,
schiacciare l'acceleratore al massimo.
Come abbia affrontato tutto ci� � fantastico.
Lui non ha degli ostacoli fisici
per guidare un'auto.
PILOTA F1 1966 - 74 / 1976
Uno dei problemi principali
era di tipo psicologico,
ma da quel punto di vista sembra tutto a posto.
TEAM MANAGER MCLAREN F1 1970 - 82
Sono certo che abbia sufficiente buon senso
e che guidi entro i limiti delle sue condizioni fisiche.
Siamo felici che sia qui.
Trovo ingiusto che la Ferrari
abbia ingaggiato un terzo pilota,
vale a dire Reutemann.
Cos� hanno costretto Niki ad alzarsi dal letto.
Ora � obbligato a guidare o non potrebbe mantenere il suo posto.
� incredibile che in cos� poco tempo Niki sia tanto in forma
e che non veda l'ora di guidare.
Com'� ricominciare a battersi con Niki?
Molto difficile!
Troppa pioggia! � troppo bagnato.
Era impossibile guidare.
Ho fatto solo quattro giri per vedere come va la macchina
e per ispezionare le due nuove chicane.
Ora salta fuori che si deve sottoporre a un'altra visita medica. Perch�?
Gli organizzatori dicono che mi devo far vedere da cinque medici.
- Quindi vado. - Non le importa?
Potrebbero dirmi che i miei denti da coniglio
sono un ostacolo per la mia partecipazione a questo Grand Prix.
La cosa pi� importante
� stato il suo approccio alla guarigione.
FISIOTERAPISTA DI LAUDA
La sua grande intelligenza e lo stile di vita sano.
Non credo che sarebbe sopravvissuto, se fosse stato un fumatore.
Volevo tornare al lavoro, perch� era un rischio professionale.
L'incidente non era un motivo per smettere.
Sono sempre stato consapevole dei rischi.
Ho avuto un incidente. La conseguenza logica era andare avanti.
Nelle ultime cinque settimane cos� difficili,
ha mai pensato che sarebbe meglio
che Niki smettesse di correre
o se l'� augurato?
EX MOGLIE DI LAUDA
No. Non mi sono servita della sua malattia, se cos� si pu� chiamare.
Non ho mai detto: "Devi smettere!".
Sarebbe stato un grave errore.
Sapevo che non lo avrebbe fatto.
Niki non � un asociale.
Se lo conosci in privato,
scopri che � un tipo normalissimo.
DIRETTORE VENDITE KTM MATTIGHOFEN
� un amico,
non perch� sia campione del mondo, ma perch� � un tipo normale.
- � un tipo simpatico! - Un tipo simpaticissimo!
Molti dicono che vivi solo per la tua auto e per il successo.
� vero, ma solo quando sono in pista.
L� mi devo concentrare al 100%.
Quasi tutti quelli che mi giudicano cos� mi conoscono solo in pista.
Se mi vedessero qui, capirebbero che sono come tutti gli altri.
Dopo soli 33 giorni dalla dimissione dall'ospedale,
Niki Lauda si piazz� al quarto posto al Gran Premio d'Italia.
Lo stesso anno perse il campionato
con un solo punto di svantaggio dietro a James Hunt,
ma ridivenne campione del mondo per la Ferrari nel 1977,
e per la terza volta nel 1984 per la McLaren.
CAPITOLO 4
IL LUNGO VIAGGIO: DALLA MORTE ALLA SICUREZZA
Le preoccupazioni sulla sicurezza
durante le corse non esistevano,
o erano minime.
Tutto era iniziato nel 1894 con le prime gare.
Ogni produttore voleva dimostrare
di avere il prodotto migliore e il pi� durevole.
Le grosse gare si svolgevano soprattutto in Francia.
Alla fine del 19� secolo
furono organizzate numerose gare di Endurance,
in genere da Parigi a Le Mans,
Rouen, Rotterdam, Berlino o Madrid.
Si tenevano su strade sterrate pubbliche
e a volte ne derivavano tragici incidenti.
La fine di quest'epoca contrassegn� la gara da Parigi a Madrid nel 1903.
La met� delle 300 auto partecipanti si schiant� o si ritir�.
Oltre 100 persone rimasero ferite,
tre spettatori e cinque piloti persero la vita
nei numerosi incidenti sulle pericolose strade dei Pirenei.
Nel 1907 a Brooklands, vicino a Londra,
fu costruita la prima pista dedicata agli sport di velocit�,
ma le gare di Endurance,
che si tenevano su strade pubbliche chiuse al traffico,
come la famosa 24 ore di Le Mans,
proseguirono e divennero sempre pi� popolari.
l piloti diventarono i nuovi eroi di un moderno mondo motorizzato
che rivoluzionava e migliorava le nuove, spettacolari auto da corsa,
anno dopo anno.
L'aspetto che rimane invariato � la passione.
La tecnologia cambia, l'animale no,
e per animale mi riferisco al pilota.
Non penso...
che la mia passione...
per la guida sia inferiore o superiore
a quella di un Caracciola o di un Nuvolari,
o di altri venuti prima o dopo di loro.
Che si trattasse...
di Stirling Moss, Jim Clark, Jackie Stewart o Niki Lauda.
7 APRILE 1968 A HOCKENHEIM
Che si trattasse di Alain Prost o di Ayrton Senna.
Che oggi si tratti di Rosberg, Hamilton e Vettel.
Questi piloti sono gli stessi animali
con cui ho gareggiato io
e che mi hanno preceduto nel tempo.
Sotto il profilo tecnico,
erano state costruite auto sempre pi� veloci,
ma in termini di sicurezza non era cambiato niente.
Non esistevano cinture di sicurezza.
I sedili erano costruiti in modo da non venir eiettati a ogni sbalzo.
I freni erano un p� migliorati,
grazie a nuovi materiali in grado di assorbire la trazione,
ma non bisognava uscire fuori strada!
C'erano alberi, buche, fossi e cordoli!
Magari avevano anche pensato a questi rischi,
ma non erano in grado di intervenire.
Le gare su circuiti costruiti apposta divennero sempre pi� popolari.
ORE 2 INIZIO DELLA CLASSE PESANTE
Il famoso AVUS di Berlino vide la sua prima gara nel 1921.
I Gran Premi dei ruggenti anni '20 furono dominati dalle auto italiane.
Ma i primi anni '30 videro la nascita delle auto da corsa pi� iconiche:
le Frecce d'argento.
Questi capolavori tecnici gareggiavano sulle piste leggendarie
come sulle cronoscalate allora molto in voga.
Furono anche protagoniste
di alcune grandi tragedie dello sport automobilistico,
come a Le Mans nel 1955,
quando 84 spettatori furono uccisi in un unico incidente,
che segn� la fine delle Frecce d'argento,
che disputarono la loro ultima gara alla fine di quella stagione.
I caschi non esistevano. Indossavano copricapo di lino
e occhialoni efficaci contro i sassi
e per evitare gli insetti,
in modo da essere meno esposti a quella velocit�.
Ma l'attenzione alla sicurezza
venne fuori solo dopo la guerra.
Ancora oggi non capisco
il perch� dei berretti di cuoio.
PILOTA SAFETY CAR F1
Capisco gli occhiali,
ma perch� indossare un berretto di cuoio?
Non � comprensibile per noi piloti moderni.
A una Mille Miglia, per esempio,
dove Stirling Moss stabil� il record con la sua SLR 300.
Percorse 1000 miglia a una velocit� media di 160 km/h su strade sterrate.
Guidare in quelle condizioni, su quelle strade, per 1000 miglia...
Oggi non si potrebbe fare in alcun modo.
Non si affronterebbe quel rischio nel traffico.
Ma per chi gareggiava allora era normale,
ed � per questo che ancora oggi sono degli eroi.
I piloti da corsa della mia generazione
hanno il massimo rispetto per la vecchia generazione.
Hanno raggiunto risultati fenomenali.
Sono fortunato perch� ogni tanto riesco a mettermi nei loro panni
e a sentire l'aura di quell'epoca.
Ma oggi quelle gare non sarebbero mai ammesse.
Lo standard tecnico che avevamo
era il top.
Mio padre,
che quando gareggiavo in Formula 1 era vivo,
non si capacitava del divario tra la sua Auto Union 36
e le auto all'epoca della mia Formula 1.
Erano come tre salti quantici in una sola volta.
Ai suoi tempi guidavano con le valvole antipolvere
e le braccia fuori dalla macchina.
D'altra parte, quando guardo le auto di oggi,
ci sono altri dieci salti quantici.
Noi per� avevamo il materiale migliore disponibile all'epoca
e sapevamo ci� che rischiavamo, ma non ci facevamo caso.
A volte penso a Monza e all'anno in cui mor� Ascari,
andando a sbattere contro un cippo confinario.
I cordoli erano abbastanza alti solo per proteggere il pilota
da un cespuglio dietro la siepe o dall'erba.
Lui and� a sbattere lateralmente,
fece diversi testacoda, fu sbalzato fuori e si ruppe l'osso del collo.
Cose come questa venivano accettate.
Sapevano che correre era pericoloso
e non venivano compiuti tentativi reali per migliorare le misure di sicurezza.
Pochi piloti cercavano di inventarsi delle protezioni.
C'era un periodo
in cui perdevamo piloti
ogni mese.
Perdevamo piloti.
Nel 1960 accadde per 4 mesi consecutivi,
sempre lo stesso fine settimana:
il 7 aprile mor� Jim Clark.
Il weekend del 7 maggio mor� Mike Spence.
E lo stesso fine settimana di giugno mor� Ludovico Scarfiotti.
E a luglio, lo stesso weekend dello stesso anno,
Jo Schlesser mor� a Rouen, in un rogo terribile.
Quattro mesi consecutivi di protagonisti importanti dell'ambiente,
piloti molto famosi.
E poi vi furono tutti gli altri incidenti del 1970,
con Jochen Rindt, Bruce McLaren,
Pedro Rodriguez, un sacco di piloti...
Piers Courage.
Fu un'epoca mai vista per lo sport.
Jackie � una persona che conosco bene
e rispetto molto.
PILOTA F1 1994 - O8 / CRONISTA
Ci lavorai quando ero in Formula Junior
perch� per tre anni feci parte
della squadra di suo figlio.
Impiegai un bel p� di tempo a cercare di capire
come poteva gareggiare
in un momento in cui perdevano piloti ogni anno.
In alcuni casi non passava mese senza che restasse ucciso un pilota.
Perch� in nessun momento della mia carriera automobilistica
avevo mai preso in considerazione la morte,
neanche a undici anni, quando facevo karting.
Neppure quando guidavo la Williams nel '94,
sapendo che era la macchina
su cui aveva perso la vita il pi� grande pilota di automobili.
Nel 1970 al Gran Premio di Francia
a Clermont-Ferrand
la Firestone invit� capisquadra e piloti
a un congresso in cui avrebbero presentato serbatoi di gomma
provenienti dagli elicotteri in uso nella guerra del Vietnam.
Questi serbatoi erano antiproiettile e alla Firestone si pensava
che interessassero l'ambiente della Formula 1.
Se non che gli unici che si presentarono all'evento
furono Jack Brabham, Denny Hulme
e un solo costruttore, Ron Tauranac.
Gli altri non se ne interessarono,
perch� quei serbatoi pesavano qualche chilo in pi�.
Tutto cominci� alla fine degli anni '60 con Jackie Stewart.
Fu lui che cominci� a pensare a dei modi per migliorare la sicurezza.
Concep� delle zone di fuga pi� grandi, ma innanzitutto voleva guardrail ovunque.
Lui sosteneva che pi� era acuto l'angolo di rotazione di un'auto
e meglio era. Se i guardrail erano vicini al circuito,
la forza dell'impatto sarebbe stato inferiore.
Perdendo il controllo, si possono fare diversi testacoda,
senza riuscire a fermarsi.
Se poi si va a sbattere ad angolo ottuso contro una barriera, � pericoloso.
Ma se le sbarre sono vicine alla strada, come a Monaco,
gli scontri non sono altrettanto gravi. I peggiori incidenti a Monaco
si sono verificati in assenza di guardrail.
Ricordo Monaco nel 1967. Non c'erano guardrail.
La chicane del porto era formata da balle di paglia.
Dietro di esse, c'erano bitte d'acciaio per gli yacht.
Lorenzo Bandini si schiant� contro una di esse.
Nell'urto squarci� il serbatoio della sua auto.
La macchina esplose
e una densa nuvola di fumo si diffuse su Monaco.
Bandini, inerme, fu arso vivo.
I commissari di pista non riuscirono a recuperarlo,
perch� indossavano semplici polo
e tentarono di spegnere il fuoco con una manichetta da giardino.
Questo per la prima volta indusse a riflettere sulla sicurezza.
Ma ci vollero secoli prima che si facesse qualcosa.
A quel tempo andavamo a un sacco di funerali
e tante commemorazioni...
e facevamo le condoglianze a padri e madri,
fratelli e sorelle, mogli e fidanzate.
Era una fase deprimente.
Sono sicuro che se non fossimo stati cos� forti come siamo stati,
molti piloti sarebbero rimasti
traumatizzati nel lungo periodo,
perch� non era una guerra,
ma uno sport,
ma comunque ne morivano tanti
e non si faceva nulla per cambiare.
Il movimento che io coordinavo all'epoca
fu uno dei fenomeni pi� importanti della storia dell'automobilismo sportivo,
in fatto di salvezza di vite umane.
Ci credete che oggi
in 20 anni non abbiamo perso una sola vita di un pilota di Gran Premio?
� straordinario quanto si sia evoluta la Formula 1,
in quanto a incidenti,
se ne evitano molti.
PILOTA F1 2002 - 13
Secondo me � un bene
che ci siano le gare,
che ci sia anche qualche rischio.
A me piace il rischio in s�, quello ci deve essere,
ma non vogliamo fare le esperienze
che hanno vissuto i nostri colleghi e anche i nostri eroi.
Noi rispettiamo i protagonisti degli anni '60, '70 e '80.
Li rispettiamo moltissimo perch� ci hanno spianato la strada.
In tutti quegli anni nella Formula 1
troppi piloti persero la vita in incidenti di gara.
L'ultimo weekend nero della Formula 1 fu nel 1994,
quando Roland Ratzenberger mor� durante le qualificazioni del 30 aprile.
E il leggendario Ayrton Senna perse la vita il giorno successivo,
il primo maggio.
Fu un evento eccezionale,
perch� Senna era un'icona.
GIORNALISTA / SCRITTORE
Era un bellissimo fine settimana di primavera.
Alloggiavamo vicino a Bologna.
Quel venerd� Rubens Barrichello aveva avuto un brutto incidente,
e ogni volta che tornavamo al circuito ci sentivamo avvolti in una nuvola nera.
Come se fosse stato creato a proposito.
Tanti altri insieme a noi provavano la stessa sensazione.
Il progresso � stato incredibile.
All'improvviso, gli organi direttivi si sono svegliati
e i costruttori si sono svegliati
e hanno cambiato sia i metodi che il modo di pensare.
Ma per arrivare a quello, sono morti davvero in troppi.
Oggi la Formula 1 � molto pi� di una formula di gara.
� un giro d'affari mondiale che si pone al vertice dell'ingegneria,
del marketing e dal 1994 anche al massimo livello di sicurezza.
Una cosa � rimasta costante negli anni:
la Formula 1 e pioniera nello sviluppo degli autoveicoli.
Come con quasi tutti i nuovi materiali,
tutto cominci� negli sport automobilistici con la monoscocca.
La McLaren ne fu pioniera negli anni '70.
Poi fu montata sulle vetture Super Sport, poi su auto molto leggere
e ora sempre pi� spesso sulle serie maggiori.
La fibra di carbonio presenta diversi vantaggi.
Abbiamo un materiale leggerissimo con caratteristiche specifiche,
quali rigidit� e durezza.
La possibilit� di assorbire alti quantitativi di energia
rispetto al peso del materiale � sbalorditiva.
Tali caratteristiche consentono
di montare componenti leggerissime
e risparmiare carburante,
o componenti che garantiscono pi� sicurezza
a parit� di peso rispetto ad altri materiali.
Perci� si possono utilizzare in vari modi.
Ma in gran parte dei casi,
possiamo ridurre il peso e aumentare la sicurezza,
con l'unico svantaggio dei costi di fabbricazione.
Era molto pi� pericoloso
negli anni '80 e nei primi anni '90.
ALLENATORE GUIDA DA CORSA
Ma io sono ancora qui,
insieme a tanti piloti
che hanno perso i loro amici.
Oggigiorno le auto
sono molto pi� robuste e sono sottoposte ai crash test,
cosa che negli anni '80 non succedeva mai.
Nel 1982 fu introdotta nella Formula 1
la prima monoscocca in fibra di carbonio.
Oggi ogni team
costruisce la sua monoscocca...
DIRETTORE TECNICO MERCEDES GP
...secondo le proprie rigorose specifiche tecniche.
Le progettiamo su misura esatta peri nostri piloti,
perch� per ragioni di aerodinamica vogliamo siano pi� strette possibile.
VELOCIT� IMPATTO 54 km/h PESO TOTALE 780 kg
PESO MUSO F1 3,5 kg LUNGHEZZA MUSO F1 100 cm
� incredibile quanto � costante questa curva
in un intervallo di tempo pi� lungo.
AD ALLIANZ CENTER OF TECHNOLOGY
Qui abbiamo quasi 100 millisecondi
con solo un picco alla fine, dove il muso si allarga un pochino.
Ma � impressionante come una struttura cos� leggera
assorba equamente l'energia,
il che fa s� che il pilota riceva solo minimi picchi di pressione
e minimo stress sull'organismo.
Da pilota sai che,
se perdi il controllo dell'auto,
devi solo cercare di rilassarti,
sollevare le mani dal volante,
incrociare le braccia e aspettare l'impatto.
Quando tornai alla Formula 1 negli anni '80,
la McLaren costru� la prima monoscocca
in fibra di carbonio.
Ci� rese pi� sicure le auto da Formula 1.
Lo schianto non sarebbe mai andato com'� andato.
L'auto non si sarebbe incendiata e io non sarei rimasto ferito.
� questo il progresso della Formula 1, grazie a Dio.
Ora vi spiego come sto seduto.
PILOTA F1 DAL 2006
Come vedete � pi� appropriato
dire che sto sdraiato.
Quest'anno pi� che mai,
perch� le auto sono diventate ancora pi� basse
e anche noi dobbiamo abbassarci il pi� possibile.
Il limite � la mia linea divisione.
Bisogna avere l'imbragatura di sicurezza
per evitare di farsi male.
CAMPIONE DEL MONDO F1 2008
Se hai un incidente,
si inseriscono delle cinghie qui
e ti tirano fuori insieme al sedile.
Questo per un pilota � uno degli oggetti pi� sacri, il pi� importante.
Quando correvo, mio padre era molto agitato,
mi guardava dai pit e non riusciva a vedermi
quando 20-30 auto imboccavano la prima curva.
Perci� era importante avere un colore molto vivace,
in modo che fossi riconoscibile.
A me piace tenere sempre lo stesso casco,
come i grandi piloti, tipo Ayrton Senna o Prost.
Loro hanno sempre avuto lo stesso casco per tutta la carriera.
Quando vedi il casco di Ayrton, lo riconosci subito,
anche se non c'� pi� da un p�.
Quass� c'� la presa d'aria.
L'aria entra da qui e poi, attraverso tubi e tubicini,
si diffonde in tutto il casco.
Il problema � avere pi� aria fresca possibile,
perch� quando � tutto chiuso, diventa caldissimo.
Sulla visiera ci sono quattro tear-off, che tolgo quando si sporcano.
La visiera � fatta di un materiale speciale
che non viene perforato dai sassi.
Qui davanti c'� una protezione supplementare,
che � stata inserita dopo l'incidente di Massa.
La parte anteriore � rinforzata con altro carbonio.
Esistono normative chiare per quanto riguarda i caschi.
Abbiamo una partnership di sviluppo con un importante produttore
che lavora per molte squadre di Formula 1.
Lavoriamo a stretto contatto con quell'azienda
e produciamo caschi conformi alla normativa.
Finora si � trattato di un processo lungo e difficile,
con misure di sicurezza in continua evoluzione.
Penso a quando Felipe Massa
� stato colpito sul casco dalla molla di un'altra macchina.
Indossava un casco progettato da noi.
La visiera purtroppo non era stata messa a norma.
Dopo quell'incidente abbiamo dovuto modificare anche quella parte,
quindi alla fine abbiamo sviluppato dei nuovi caschi, partendo da zero.
Qui abbiamo delle parti aerodinamiche.
Il casco � esterno e a 300 km all'ora, se non ci fossero,
la testa verrebbe spinta troppo indietro.
Una macchina da corsa � caratterizzata da accelerazione e velocit�.
Il design si traduce in prestazione pura,
ma uno degli elementi pi� importanti di un'auto di Formula 1 sono i freni.
Essi contribuiscono alla sicurezza dei piloti,
ma sono in tanti a dire che le gare non si vincono con l'acceleratore,
bens� con il freno.
S�, i freni sono molto sensibili.
Bisogna trattarli con attenzione.
Seguire le tempistiche giuste.
Rilasciare i freni come si deve e con la giusta pressione,
man mano che ti avvicini alla curva. Non � facile.
Un'auto di Formula 1 esercita quasi il triplo di resistenza all'aria
di un'auto su strada.
Il semplice sollevare il piede dall'acceleratore
sottopone il pilota a forze di decelerazione pari a un 1 G.
Premere a fondo il pedale del freno spinge il pilota in avanti
con una forza incredibile
e surriscalda i freni fino a 1200 gradi in una frazione di secondo.
Il freno � la componente pi� affascinante di una macchina di Formula 1.
La decelerazione � pazzesca.
Di recente abbiamo misurato al simulatore
che ci sono voluti poco pi� di due secondi per passare da 300 a O,
vale a dire una decelerazione incredibile,
di una forza tale
che una persona non abituata a guidare un'auto di F1
non riuscirebbe a tenere ferma la testa in una frenata,
si schianterebbe sul volante.
Noi abbiamo muscoli robustissimi dietro al collo.
L freni di una moderna macchina di Formula 1
sono fatti di un apposito tipo di carbonio,
messo a punto per la tecnologia aerospaziale.
� leggerissimo, resistentissimo, ma anche costosissimo.
Un paio di freni costa circa 6.000 euro
e nel corso di una stagione ogni auto ne consuma circa 50 paia.
l freni al carbonio reggono fino a 1200 gradi
e in ogni gara si riscaldano fino a 1000 gradi per ben 800 volte.
Accelerare fino a raggiungere 300 km/h richiede circa 9 secondi
per un'auto di Formula 1,
mentre frenare fino a fermarla richiede 2 secondi e mezzo.
La cintura di sicurezza � un salvavita, come lo � su un'auto normale,
ma nella Formula 1 svolge anche un'altra funzione.
Senza sarebbe impossibile resistere alla forza della frenata.
La cintura ti impedisce di muoverti.
Questo salvavita sulla macchina di Formula 1
� fatto di poliestere leggero per uso militare
e le rifiniture sono in lega di titanio.
Questi due materiali devono sopportare carichi
di oltre due tonnellate
che potrebbero venir generati dal pilota in un impatto frontale.
VELOCIT� D'IMPATTO 30 km/h PESO DUMMY 78 kg
GRAVIT� SUL CORPO 13,2 G
GRAVIT� SULLA CINTURA 1030 kg
Oggi i circuiti dei Gran Premi
devono adeguarsi a requisiti di sicurezza sempre pi� elevati,
il che ha avuto notevoli conseguenze
sulla riduzione degli incidenti e sulla loro gravit�.
Intorno al circuito vengono collocate delle zone di fuga.
Possono sembrare tratti di asfalto vuoti accanto alla pista,
ma sono concepiti per far decelerare la macchina
quando � fuori controllo e per prevenire collisioni.
Nei giorni gloriosi delle corse,
la sicurezza era l'ultima delle preoccupazioni.
Barriere e zone di fuga non esistevano.
Negli anni '70, sulle piste vennero introdotti i guardrail laterali
e negli '80 sperimentarono l'uso dei campi di ghiaia
per far decelerare le auto, con esiti alterni.
Le pile di pneumatici erano un altro modo
per introdurre maggior sicurezza passiva per piloti e spettatori.
Attualmente sempre pi� barriere appositamente studiate
per evitare incidenti
stanno diventando lo standard in ogni pista del mondo.
Gli incidenti capitano,
anzi, sono parte integrante
delle corse automobilistiche.
C'� chi ne ha di pi� e chi di meno.
Non esistono vere statistiche in proposito.
Ci sono incidenti stupidi,
come quello che abbiamo visto di recente a Le Mans.
Non sono spettacolari,
ma possono risultare fatali.
E poi ci sono schianti estremamente spettacolari,
ma grazie a Dio il pilota ormai
riesce quasi sempre a salvarsi.
In passato guidare
era molto pi� impegnativo.
Non c'era il servosterzo
e per esempio a Monaco dovevamo scalare fino a 1300 volte.
Oggi basta premere un bottone, � come guidare al computer.
C'era molto pi� lavoro fisico da fare.
Dovevamo scalare in continuazione, perci� guidavamo con una mano sola.
Era molto pi� impegnativo allora.
D'altra parte per� oggi
imboccano le curve a una velocit� molto maggiore,
a causa del carico aerodinamico.
Questo rende la cosa pi� difficile sia fisicamente che psicologicamente.
� un'interazione.
Se dovessimo guidare le auto di oggi
con la forma fisica che avevamo nel '74,
sarebbe davvero dura.
Ci sono degli specialisti che sviluppano insieme ai piloti
strumenti e piani di allenamento, o addirittura macchinari,
per aiutare i piloti a mantenersi in un'ottima forma fisica.
La forma fisica � importante quando devi affrontare un brutto incidente.
Migliore � la forma fisica, pi� forte e stabile sar� il corpo.
Solo cos� si gestisce il potente impatto causato da un incidente.
� importante anche se hai un incidente durante le qualificazioni.
Scendi, ti fai fare un massaggio
e se non sei ferito,
dopo 20 minuti puoi rientrare nel cockpit.
Se si guarda la maggioranza,
dal 70 al 75% dei piloti di Formula 1 di oggi sono tutti atleti
che sarebbero in grado di portare a termine un triathlon,
arrivando tra i primi.
Il primo a rendersene conto
fu il nostro carissimo amico Niki Lauda.
Lui si rese conto che forma fisica e concentrazione vanno di pari passo.
Niki non era un atleta,
ma si rese conto che gli serviva qualcuno come Dungl
che lo mettesse in forma per una gara di due ore, a ogni costo.
Mi alleno in due modi;
innanzitutto i muscoli,
collo, busto e braccia per la guida,
e poi c'� l'aspetto della resistenza,
sempre per la guida.
E anche per affrontare meglio il calore e per riprendermi pi� in fretta.
� qui che entra in gioco il triathlon. Faccio nuoto, ciclismo e corsa.
Ai tempi di James Hunt, su certe cose si poteva chiudere un occhio.
Lui di questo � un esempio perfetto e io sono un suo grande fan.
Riuscivano a combinare lo stile di vita degli anni '70
con le corse in Formula 1.
Oggi questo � impossibile.
I piloti sono concentrati la settimana prima della gara,
mercoled�, gioved�, fino a dopo la corsa.
Andare a bersi una birra
domenica sera � comprensibile
e fa bene alla mente, perch�
anche la mente deve mantenersi sana.
Io ho un'idea molto semplice,
che rimarr� sempre valida:
se si prendono i grandi automobilisti della storia dello sport,
siano essi Fangio, Moss, Prost o Senna,
Jackie Stewart, Vettel, Schumacher o chiunque altro,
e si sottopongono alla stessa dieta, lo stesso allenamento,
le stesse informazioni, se oggi fossero tutti coetanei...
Erano grandi piloti del loro tempo e lo sarebbero ancora oggi.
Per guidare bisogna capire la dinamica del veicolo,
il lavoro di squadra, saper valutare i rischi:
se vado pi� veloce, magari ci riesco per un giro,
ma non per 20 giri, gli pneumatici non reggono,
perci� bisogna sempre soppesare rischi e benefici
e l'eccezionalit� di quei piloti non � solo la capacit�
di fare un giro in velocit�, ma quella di saper leggere il Gran Premio,
di saper leggere la squadra,
saper tirare fuori il meglio dalla squadra
e interpretare la stagione, per vincere il campionato alla fine.
- Mi senti? - S�.
Questa macchina � stata inventata nei primi anni '90,
insieme all'ex campione del mondo di Formula 1 Jacques Villeneuve.
In questa macchina si possono simulare le forze G, come se si fosse in gara.
Il tutto � racchiuso dentro una cabina di vetro,
in modo da simulare diversi climi:
temperatura, umidit�...
Si pu� anche ridurre l'ossigeno
per simulare gare a maggior altitudine.
Io l'ho trovata
un'esperienza molto interessante.
PILOTA GT4
Nella macchina da corsa GT4,
la forza G non � cos� estrema come si pu� simulare qui.
Ma come allenamento � perfetto, specie perle gare di Endurance.
E in particolare durante l'inverno,
� un allenamento e un addestramento fisico perfetto
per la stagione estiva.
Queste migliorie nella sicurezza dentro e intorno all'automobile,
come pure sulle piste, con la miglior forma fisica degli atleti,
hanno avuto come risultato il pi� lungo lasso di tempo
senza incidenti mortali dagli insidiosi anni '70,
che portarono a quelle migliorie.
Tutti quegli incidenti
non sarebbero mai dovuti succedere.
Non sto dicendo
che tutti i piloti se la sarebbero cavata,
ma molti sicuramente s�.
Le attrezzature mediche erano pari a zero.
Era solo una parvenza di assistenza medica.
Il cambiamento che si � verificato oggi nel Gran Premio
� che il centro medico � attrezzato
come ogni ospedale universitario del mondo,
pronto a intervenire per quel genere di incidenti.
E questo vale per ogni singolo Gran Premio.
Ci sono due elicotteri in attesa,
pronti a trasportare il pilota al pi� grande ospedale delle vicinanze,
in grado di prendersi immediatamente cura di lui.
Oggi abbiamo il miglior esempio di gestione dei rischi,
non solo in ambito sportivo, ma di ogni altra industria del mondo.
La Formula 1 � spesso sopravvalutata:
da tanti appassionati e altra gente.
Vengono al Gran Premio,
c'� una grande copertura mediatica, esagerata, secondo me.
La Formula 1 non dovrebbe essere cos�.
Il fatto � che 26 piloti pi� o meno folli
girano in tondo per divertimento.
Lo stesso dicasi per i fabbricanti e i proprietari delle scuderie.
Anche loro sono dei fanatici che praticano uno sport,
se cos� vogliamo chiamarlo, perch� gli piace farlo.
Ma � tutto qui. Esistono cose pi� importanti al mondo.
Ma quando si tiene il Gran Premio di Montecarlo
o il Gran Premio d'Austria,
sembra che il resto non abbia pi� importanza.
La Formula 1 ha acquisito un significato del tutto sbagliato,
assolutamente sproporzionato.
CAPITOLO 5
ADDIO, FORMULA 1? LA VITA DOPO LE CORSE
La vita mi ha cambiato,
sono diventato pi� umano.
Mi sono caduti i paraocchi
e non mi focalizzo pi� esclusivamente e in maniera brutale
sul vincere una gara.
La mia vita si � ampliata.
Non sono riuscito a sconfiggere del tutto il mio egocentrismo,
ma sono riuscito a ridurlo a un livello
entro cui gli esseri umani intorno a me, a cominciare dalla mia compagna,
non ne debbano pi� soffrire.
La mia focalizzazione esclusiva sullo sport non esiste pi�.
Sono diventato pi� umano, ma lo sport non ne ha risentito.
Ricordo la prima volta che incontrai Niki,
quando ero in Formula 1,
e ci� che pi� mi colp� fu
che non solo era un grande campione,
uno che aveva superato enormi ostacoli nella sua carriera,
ma che parlava con me, un pilota giovane.
Una leggenda, un eroe dello sport che parla con un ragazzino
al suo primo anno in Formula 1,
e questa � una cosa che lui mi ha trasmesso.
Niki Lauda vinse il campionato di Formula 1 nel '75, nel '77
e, dopo un breve periodo di assenza, per la terza volta nell'84.
Nell '85 si ritir� di nuovo e si trasfer� a Ibiza per dedicarsi alla famiglia
e alla sua florida linea aerea, la Lauda Air.
Che cosa fai quando sei a Ibiza?
Sei reduce da impegni di lavoro, una gara o una riunione per la Lauda Air?
Com'� la tua agenda qui? Quali sono le tue priorit�?
La priorit� � la Spagna,
qui tutto si muove con lentezza.
Di solito al rientro da una gara, quando arrivo qui,
mi rendo conto che correre e agitarsi non porta da nessuna parte.
Qui tutto va pi� piano.
Questo � l'equilibrio perfetto per uno con un lavoro come il mio.
� bello tornare a casa e non fare niente.
Purtroppo per� questa fase � molto ridotta.
Devo rigenerarmi assolutamente il prima possibile.
Lo conoscevo come un socio d'affari
molto corretto.
Quando era prevista un'ora di autografi,
arrivava puntuale e se ne andava dopo 60 minuti.
Dopo l'incidente arrivava pi� tardi e se ne andava prima.
Per me il cambiamento fu
che era diventato pi� consapevole del suo valore di mercato.
� cambiato tantissimo.
Si potrebbe tracciare un diagramma
come quelli per rappresentare l'andamento della febbre.
� incredibile. In pratica ci siamo sposati tre volte.
So quanto � difficile per lei
accettare il mio lavoro.
Ma so anche che questo non durer� molto a lungo.
Il problema � che non riesco a tenere in considerazione
tutto contemporaneamente. Mi � impossibile coordinare tutto.
Non ho mai conosciuto nessuno che sia cresciuto cos� tanto,
da solo,
con tanta positivit�.
� semplicemente perfetto.
La Lauda Air � stata fondata nel 1978,
quando in Austria sono entrati in vigore i voli charter.
Poi � arrivata la crisi economica mondiale
e abbiamo interrotto gran parte delle nostre imprese
e limitato gli affari.
I nostri aerei volavano fuori dall'Austria.
Volavamo per conto di Egyptair o in Spagna, per esempio.
Quando in Austria il turismo si � ripreso
e aveva un senso economico far volare degli aerei
accanto alla compagnia di bandiera austriaca,
abbiamo deciso di schierare aerei pi� grandi.
Abbiamo cominciato con due BAC-111,
che sono due jet da 104 passeggeri.
Li utilizzavamo per voli charter verso Spagna e Grecia.
Dopo aver venduto le proprie azioni della Lauda Air
a Austrian Airlines nel 1999,
Lauda diresse la scuderia di Formula 1 Jaguar Racing dal 2001 al 2002.
Alla fine del 2003, fond� un'altra linea aerea, la FlyNiki.
Nel settembre 2012 � stato nominato presidente non esecutivo
della scuderia di Formula 1 Mercedes AMG Petronas.
Di sicuro c'� gente a cui lui non piace,
gente a cui ha dato fastidio durante la sua carriera,
ma per me, da fan dello sport,
una cosa � vedere i tuoi eroi in gara,
un'altra passarci del tempo insieme
e annoverarli tra i tuoi amici e colleghi,
e un aspetto che salta agli occhi di ci� che ha trasmesso
� che si � goduto il percorso
sia come sportivo che come uomo d'affari.
Lui capisce l'importanza peri piloti pi� giovani
di essere riconosciuti e tenuti in considerazione.
Per me lui � un vero eroe dello sport,
non solo per l'incidente, non solo peri campionati,
ma per il modo in cui si relaziona con le persone,
che � una cosa che mi ha sempre colpito.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.