All language subtitles for ita.Mio-Papa-(2014)

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Original subtitles

- Non riesco a dormire fuori casa. - Quella la chiami casa'?

- Magari un'altra volta. - E' un mese che mi dici un'altra volta.

Te l'ho detto... ho finito una storia da poco.

Un anno è poco'? Stiamo insieme io e te si o no'?

Buon lavoro, ragazzi.

- Che fai stasera? Ci vieni?

- Ma le conosci stavolta? - Ho detto di sì!

Ho capito, come l'altra volta. Roba di internet.

Stiamo dalla mattina alla sera su questa piattaforma.

Meno male che c'è internet! Sono tipo modelle.

Ecco, appunto. Sono "tipo" modelle.

Tu posti delle foto che sembri un figo pazzesco.

- Cosa hai da dire, scusa'? - Che sei tipo un figo pazzesco.

- Sono queste le tue amiche, vero'? - No, devono ancora arrivare.

Guarda quel tavolo all'angolo. E' pieno di gnocca.

Mi sa che è un addio al nubilato. Sono tutte un po' ubriache.

Non ci cagano.

Dietro di te.

La nasona e la tettona ci spizzano da mezz'ora.

- Ho capito. - Vabbè, dai...

Va bene!

Va bene!

Bacio! Bacio!

Attenzione, cambio di programma.

Sonda con le amiche.

Eri la mia penitenza.

Ciao!

Le amiche che dicono'?

Mi butto sulla nasona.

Sulla tettona!

Mi butto sulla tettona.

E tu chi sei'?

Devi spiegarmi che fine hai fatto! Stavo congelando al porto.

Mi sono addormentato.

Non dormivi con una da quando quella ti ha mollato.

- Poi alla fine nasona o tettona'? - Lascia perdere, vai vai!

Buongiorno.

Ehi, voi due! Sapete che è vietato dormire fuori'?

Mica abbiamo dormito fuori.

Siamo rientrati pochi minuti dopo la mezzanotte.

Pochi minuti'? Erano le otto!

- Almeno ne valeva la pena'? - Chiediglielo a lui.

Pronto'? Chi è'?

Chi voleva'? Lorenzo'?

Lorenzo!

- Lorenzo! - Che c'è'?

- Ti vogliono al telefono. E' urgente. - Chi è'?

Non lo so, è una che non mi ha detto chi è.

- Pronto'? - Ciao, sono Claudia.

- Ti chiamavo per ieri sera.

Mi dispiace ma ho avuto un contrattempo.

Sarà pervia del nano che ti circola per casa.

- Almeno potevi avvisarmi. - Cosa'? Non ti sento'?

Dicevo che...

- Non ti sento, forse non c'è campo. Ti devi spostare. - No...

- Sono un po'... - Cosa'?

Dimmi.

Ti volevo invitare a cena stasera così, per recuperare.

- D'accordo. - Ti stanno sentendo tutti, vero'?

- Chi e'? - Eh... decisamente.

Tu fai finta che stai parlando con un call center.

Stiamo facendo un sondaggio sui gusti culinari dei sommozzatori.

Se accetta di partecipare, dica "accetto".

Accetto.

- Se preferisce il risotto alla pescatore dica "risotto".

Se preferisce i maccheroncini alle vongole, dica "pasta".

- Pasta. - Gusto tipico del sommozzatore italiano medio.

Comunque ha vinto la cena.

- Per confermare dica "accetto". - Accetto.

Scusi, non sento! Alzi la voce.

- Ti piace questa, eh'? - Va bene.

Ci vediamo alle 20.

Va bene.

- Sempre questi sondaggi! - Sondaggi, eh'?

- Per te. - Oh, grazie.

Adoro i ciclamini.

Per questo Ii avevo piantati.

- Stavo per fare un mazzetto! Tieni. - Grazie.

Come hai fatto a trovarmi oggi in mezzo al mare'?

Ho detto con voce affannata al centralino che era urgente.

E lo era'?

Urgentissimo.

Dai, che i miei sono già a tavola.

Come i tuoi!

E ci credi'? Vieni, scemo!

Matteo, lui è Lorenzo. E' arrivato.

Ti metti nudo anche stanotte?

- Basta giocare! Lavati le mani e torna a tavola che è pronto.

Lo metto a letto, eh'?

Vieni amore, andiamo a nanna.

- Mamma, non chiudere.

Sì però tu dormi.

Volevo chiederti scusa.

Una mia amica mi aveva promesso di tenerlo ma mi ha dato buca.

Tranquilla, non preoccuparti.

Però vado a dormire anche io.

Stai un attimo.

- Mamma, ho sete! - Che cazzo!

Un secondo, eh'? Arrivo subito.

- Matteo, l'acqua è qui.

Non credo che avere un figlio sia una cosa così spaventosa.

- Ci sta che ci siamo fatti una scopata e poi ognuno per la sua strada.

Però nel mondo dei grandi sarebbe carino lasciarsi con un sorriso.

Facciamo così.

Io e te siamo una cosa, tu e tuo figlio un'altra.

II fine settimana Matteo sta con suo padre.

Magari possiamo andare da qualche parte io e te.

Dai, sali. Poi ti spiego.

Matteo, saluta.

Avevamo detto che questo week end...

Sì, sono in mezzo alla strada ad aspettarti.

E' da stamattina che mi dici che hai avuto un contrattempo.

Non ce l'hai un'altra scusa'?

Anche io ho una mia vita privata, cosa credi'?

Sei proprio un deficiente!

Tuo padre dice che non può. Tieni, parlaci tu.

Pronto'?

No, non fa niente...

Mi dispiace, non so che dire. Sono in imbarazzo.

Suo padre gli aveva promesso di portarlo a vedere questo film.

No. m...

Siamo qui, portiamocelo lo stesso.

- Ciao. - Davvero dici?

Hai un'idea migliore'?

Sai che facciamo, piccoletto'? Ci andiamo lo stesso al cinema!

E ci mangiamo tutte le schifezze di questo mondo.

- I pop-corn, poi... cosa vuoi'? - I mash mellows'?

Certo. Ingrassiamo venti chili e ci facciamo venire i denti cariati.

Perché quello ha dormito qui'?

Perché era stanco e poi si è rotta la moto.

Tanto oggi è domenica, eh'?

- Possiamo divertirci anche insieme a lui. - Ha una moto'?

Sì, ha una moto bellissima. Poi te la fa vedere.

- Una casa non ce l'ha'? - Dai, mangia.

Io spero che quando si alza, se ne va via subito.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Siediti.

- Vuoi un caffè'? - Sì, grazie.

- Vuoi anche un po' di latte'? - No, grazie.

Matteo, non si saluta'?

Dai, finisci di mangiare. E poi vai a lavarti i denti.

Ti prendo un asciugamano.

Vuoi che vado via subito oppure posso finire il caffè'?

Tu non lo bevi il latte'?

Poi tua madre si arrabbia.

- Ma che è successo'? - Non lo so.

Matteo!

- Apri. - No!

- Vattene via!

- Matteo, apri subito. Dai!

Ho detto vattene! Ti odio!

Matteo, non farmi arrabbiare.

- - E' meglio se vado. - - Mi dispiace.

Se non apri subito la porta, non lo so che faccio!

Sei uscito dalla caverna finalmente!

- Che fai'? - Lavoro.

Tu non hai un lavoro.

- Ci provo, almeno. - Disegnare torte non e un lavoro.

Questo è quello che ti dice tuo padre.

Invece qualunque cosa onesta ti paghino per fare è un lavoro.

A me quello Iî non mi sta simpatico.

Sono uscito prima. E allora'? Succede,no?

Certo che succede!

Ma quando stai sotto pensa solo a stare sotto...

Se no rimani sotto. Conosco la regola.

Anche il povero Alfonso conosceva le regole.

Pace all'anima sua.

Orso... e che cazzo!

- Di quanti mesi è'? - Ma chi'?

La ragazza.

- Avete fatto Pimpiccio'? - Macché impiccio!

Ce l'ha già un figlio.

Sarebbe stato meglio se non l'avesse avuto, eh'?

Già.

- L'acqua dal vino non ce Ia togli. - Cosa'?

L figli già rompono quando sono i tuoi, pensa quelli degli altri!

Ma la tua ex non se n'era andata perché tu non volevi i figli?

E adesso te ne prendi una che ne ha già uno pronto per te'?

Tu non sei capace di fare figli?

- Chi è'? - Sono io.

Oh, Lorenzo!

- Puoi scendere un attimo'? - Non posso, sto cucinando.

- Sali tu'? - Matteo c'è'?

No, di solito a quest'ora va a donne con gli amici.

- Sali!

L'acqua dal vino non ce la togli.

- Ciao. - Ciao.

Che fai Iî impalato'? Non entri'?

Dai!

C'è la birra rossa in frigo.

Che c'è'?

Se devi dirmi qualcosa, dillo subito. Tra poco mangiamo.

Perché mi fissi così'?

Mi devo preoccupare'?

Sei strano, eh'?

Cosa mi vuoi dire'?

Niente.

Che sei bellissima.

- Che musica fai sentire a tuo figlio'? - Non lo so, si è fissato.

Immuni! dizionario.

Matteo, siediti. E' pronto.

- Vieni a giocare! - Mamma, io vado.

- Ciao! - Eccovi!

- Abbiamo deciso all'ultimo minuto e non ho portato niente. - Non mi pare.

- Ciao, io sono Luciana. - Lorenzo.

Spero abbiate molta fame.

- Ho svaligiato un peschereccio intero. - Finalmente sei arrivata.

- Lorenzo. - Sì'? - Vieni a darmi una mano.

Sono Luca. Qui chi non lavora non mangia.

- Cos'è questa novità? - Ce l'ho fatta.

Brava I

- Auguri! Sei bellissima! - E tu e... '?

- Lorenzo. - Da quanto'?

- Stiamo insieme da un paio di mesi. - Ma dove l'hai acchiappato'?

Io c'ero, ho visto tutto.

In un locale, amore a prima vista. Alcolico, però.

Erano anni che Claudia non si filava nessuno.

Ha dato più due di picche lei che un croupier al casinò.

- Ma come hai fatto'? - Ha fatto molto lei.

- Io sono Giovanni. - Detto "meno tre". - Perché?

Grazie.

- Bruschetta o spiedino'? - lo volevo la bruschetta.

- Ma io volevo la bruschetta! - Me la vai a prendere'?

Agli ordini.

Che belli che siete! Fate venire voglia di innamorarsi.

Mio marito è un bravuomo però si è un po' spento.

Il...“

- Le bruschette sono piaciute. - Bene, allora ricarico.

- Lui è Lorenzo, il fidanzato di Claudia. - Fidanzato è una parola grossa.

- Ciao. Piacere, Andrea. - Ciao, Lorenzo.

- Lorenzo, ho sete! - L'acqua sta sul tavolo di mamma.

Perché lo chiami Lorenzo'? Non è tuo papà'?

- Stefano, non ti impicciare. - Non preoccuparti.

- E' tuo figlio'? - Sì, lui e gli altri quattro che stanno a giocare.

- Ammazza, cinque figli! - Da tre matrimoni.

Per questo "meno tre": parte da meno 3.000 euro al mese.

- Per colpa di quella bionda Iî. - Una delle tue mogli'?

No, quella è Lea. Il mio awocato. Secondo me tifava per le mie ex.

Imminenti? mungitura?

- Scherzo! - Ragazzi, è pronto'?

Lui prima di sposarsi era alto un metro e 90, biondo coi boccoli.

- Scherza. - Portiamo tutto in tavola.

Ragazze, è pronto!

Un pesce così non l'avete mai assaggiato!

Bambini, è pronto! Si mangia!

- Come sono'? - Non Ii ho ancora provati.

- No, come sono i miei amici. - Ah! Sono simpatici.

- Carini, veramente. - Un po' di vino'? - Eccolo.

Ce n'è quanto ne vuoi, Giovanni ci ha riempito la cantina.

- Ha un'azienda vinicola. - Per questo riesce a mantenere tre mogli.

- Solo perché il vino è buono se no... - Dai, su! Brindiamo!

- E che cosa festeggiamo? - Voi due.

- Quando mettete su famiglia? - Ma che famiglia!

Lui non ha neanche Ia macchina. Va ancora in giro con Ia moto.

Tu, Lorenzo, che dici'?

Che non vorrei ridurmi come loro.

Scherzo!

- Stasera siamo insieme, me l'avevi promesso.

- Come se non stessimo sempre insieme. - Ho capito...

...ma sott'acqua non si parla.

Per questo siamo ancora amici.

Cinque chiamate senza risposta. Questa ti martella.

Ancora lei'?

- Alla decima vince una notte in piattaforma. - Pronto'?

- Ciao, amore!

Ho grandi notizie, non sto nella pelle.

Non so da dove cominciare.

Mi hanno chiamato dalla Germania.

Tra due giorni devo andare a Dusseldorf per un colloquio.

- Fantastico! - C'è la fiera dei disegnatori di dolci.

E vogliono che presentino i miei modelli. Ti rendi conto'?

Hanno chiamato me!

- Stasera festeggiamo, ti va'? - Sì, mi andrebbe ma...

...ho appena organizzato con Roberto. Non usciamo da una vita.

Ah, va bene. Non ti preoccupare.

- Divertiti. - Ok.

Fammi indovinare, facciamo un'altra volta.

E perché'?

Con tutte le fighe che puoi avere, ti metti con una che ha un figlio'?

- E' normale che questo ragazzino ti stressa. - Non mi stressa.

Ma c'è, fondamentalmente.

- E quindi? - E' come se lei sapesse dove andare e ci va...

...e io arranco, sono indietro e la rincorro.

Sempre un passo indietro.

Tu mi conosci, di passi ne ho fatti.

- E' come se lei non lo capisse. - Sei infognato.

E' come quando uno dice che il matrimonio è una trappola...

...poi prende e si sposa. - Infatti. - Ma ti sposi pure tu'?

- Ma che dici? Ti pare'? - Ah!

Loro sono già una famiglia, io sono un corpo estraneo.

Questa cosa del corpo estraneo mettitela bene in testa.

Quando quel bambino avrà 15 anni ti dirà: "Come ti chiamo di cognome?"

"Che cazzo vuoi?"

Lorenzo, scappa.

Ai consigli degli amici che uno non ascolta mai.

Che ci fai qui'?

Io stavo già dormendo.

Annusa? distinti.

Mi dispiace. Volevo festeggiare con te.

Avevi da fare! Eri impegnato.

Mi stai tenendo il muso'? Non vedevo Roberto da un sacco di tempo.

Non devi giustificarti.

Noi non siamo obbligati da niente.

Ognuno fa la sua vita, tu la tua e io la mia...

Annunci.

Va bene... Allora ci vediamo.

Ciao.

Tu stasera vuoi farmi incazzare.

Perché se ti incazzi, che fai'?

Mi metti le mani addosso'?

- Mettimi le mani addosso, dai!

Allora'?

Hai bevuto'?

Mi sono scolata tutta la bottiglia che avevo preso per noi due.

Dimmelo che non te ne frega niente che fra 20.000 hanno scelto me...

“puntando.”

E che forse avrò un lavoro che aspettavo da anni'? Dimmelo!

Dimmi che sei qui solo per portarmi a letto.

Sì, è vero.

Sei un bastardo.

- Sì, sono un bastardo. - Non mi dare sempre ragione.

- Hai ragione. - Non ripetere tutto a pappagallo!

Non ripetere sempre tutto a pappagallo.

Mi sei mancata stasera.

Non riusciva a dormire.

Come non sei ancora partito'?

Volevo essere Iî due ore prima, è un volo internazionale.

Autunno. fluttuanti.

Stavo facendo colazione.

“Il Oh.

- Ti ripasso mamma. - Dai.

Ci siamo detti tutto, no'? Cosa ti frega con chi sono io'?

- Io ti chiedo con chi sei'? - Ti piacerebbe andare sott'acqua'?

- Boh! - Guarda che ci vuole coraggio.

E forza.

Celi hai i muscoli'?

Fai sentire. E questo è un muscolo? Questa è una mozzarella.

Fai sentire.

- Io di muscoli qua non ne trovo. - Invece sono fortissimo.

Oh! Una zanzara mi ha appena punto.

Lasciami! Ho detto lasciami!

- Non mi toccare più. - Ma che urli'?

- Stavamo solo giocando. - Voglio mio padre.

- Ma adesso tuo padre arriva. - Perché lui deve stare qui'?

Ogni tanto anche per me è bello stare con qualcuno senza litigare.

- Lo capisci? - Con me non Iitighi.

Sì, con te non litigo però...

Mamma ha bisogno di stare con una persona più grande...

...che la protegga come io protegge te.

- Ricordi quando sono entrati i ladri? - Sì. - Ecco.

Se c'era Lorenzo i ladri non entravano.

L ladri Ii mando via io.

lo se non mi muovo, perdo l'aereo. Quello è sempre in ritardo.

Puoi aspettarlo qui con Matteo'?

Grazie.

- Buongiorno. - Buongiorno. E Lorenzo'?

- Non lo so. - In 14 anni non è mai mancato.

- Arriverà. Intanto vado in acqua io. - Vai vai!

Matteo, quanto ci metti ad uscire di Iî'?

E' tardi, dobbiamo andare a scuola.

- Pronto'? - - Sei ancora Iî'?

Sì, ormai al lavoro mi daranno per disperso.

Non preoccuparti, tanto non parto più.

- Perché? - II padre si è inventato la solita scusa.

- Non viene.

Lontano-II

Ogni volta che ho qualcosa di importante lui me la rovina.

- E tu che fai'? Gliela dai vinta'? - Ma che cosa devo fare'?

Che devi fare'?

Ti devi sbrigare se no perdi l'aereo.

Sì, va bene. E Matteo'?

Matteo starà con me, che bisogna fare'?

Eh, Matteo'?

Matteo, hai capito'? Tu starai con me!

- No. - Lorenzo, lascia stare.

Ormai ci ho rinunciato.

Chiamo quelli in Germania e Ii avverto che non vado.

Guardami in faccia.

Lorenzo!

Aspetta un attimo.

Questa cosa per tua madre è importante.

La fa essere felice.

- Tu vuoi vedere tua madre felice? - lo con te non ci sto.

Io non ti ho chiesto questo.

Ti ho chiesto se vuoi vedere tua mamma felice, sî o no'?

Anche io. Siamo in due.

Quindi cosa vuoi fare'? Vuoi continuare a fare i capricci?

- O vuoi vedere tua madre felice? - Passamela.

Ti vuole parlare.

- Mamma... - Amore mio.

- Tu ci tieni tanto a questa cosa'? - Si, per me sarebbe importante.

Non ti preoccupare, mamma sta venendo a casa.

- Aspetta, ti volevo dire una cosa. - Che cosa'?

- Quando torni'? - Ti voglio bene, lo sai'?

Non ti ho chiesto se mi vuoi bene, ti ho chiesto quando torni.

Tra due o tre giorni ma se non sei sicuro, dimmelo.

- Lorenzo è buono, vero'? - Sì, certo. E' buonissimo.

- starete bene insieme.

Adesso passamelo, dai.

Ti vuole.

- Pronto'? - Grazie.

- Non c'è di che. - Allora io vado.

'Mi.

Ti chiamo appena arrivo.

Mi sei piaciuto.

- Le chiavi'? - Le chiavi'?

- Non avevi tu le chiavi di casa'? - lo ho sei anni.

Ecco, infatti... dicevo io.

- Se non rispondo, sono sotto.

- Ciao, sono io. Come state'?

Sono appena arrivata.

Mi sono ritrovata le chiavi di casa in borsa.

Ne ha una copia Ia mia amica Lea, quella che fa l'avvocato.

L'ho già avvisata che le passi a prendere al suo studio.

- Se non rispondo, sono sotto.

- Devo dirti una cosa, chiamami.

Se io ti faccio così, guarda.

- Asso! - Bravo!

E se invece... faccio così'?

- Fante. - Bravo.

Attento, eh'?

Se invece faccio così...

- Non mi ricordo. - Guarda bene.

- In alto sulla testa che c'è'? - La corona.

- Bravo! E allora'? - Regina.

- No, il re. - La regina come si fa'?

La regina non c'è su questo mazzo. Si chiama cavallo.

Questo frega...

Faccio una spremuta al ragazzino.

Perché ti chiamano Orso'?

Mi chiamano Orso perché mio padre era scontroso...

...ma meno male perché mia madre voleva chiamarmi Gian Maria...

...che è un nome un po'... - Fante!

- Che gli stai insegnando? - Niente.

- Andiamo d'accordo, vero'? - Sî.

- Saluta Orso che andiamo. - Ciao, Matteo. - Ciao!

Ciao, Orso!

- Tu che lavoro fai'? - lo lavoro qui...

"calano. mm

Noi aggiustiamo il mare.

- E come si fa'? - Ci vuole molta esperienza.

Ho iniziato facendo tuffi...

...poi ho scoperto che tra stare in aria e andare sott'acqua...

...preferivo la seconda.

Quindi mi sono appassionato.

- Abbiamo recuperato le chiavi. - Devo fare il numero due.

- Cosa devi fare'? - Quella grossa.

Ah!

Potevi dirmelo prima. Torniamo su da Lea.

- No, io la faccio solo a casa. - Allora la devi tenere.

- Non so se ce la faccio. - No, ce la devi fare.

Andiamo! Veloce!

- Finito!

- Ok! - Ho finito!

Ho capito! Vuoi Ia medaglia perché l'hai fatta'?

Vieni!

- Che c'è'? - Mi pulisci?

- Eh'? - Mi pulisci?

- Ma te stai fuori! - Mamma mi pulisce sempre.

Sì, tua madre.

- E adesso'? - E adesso...

Aspetta.

- Mio padre è più forte. - Chiama lui la prossima volta.

- Ma è fredda! - E' solo il primo impatto, poi ti ci abitui.

- A me piace l'acqua come piace a te. - Bene!

- Un giorno mi porti alracquario'? - Certo!

- Premesso'? - Premesso.

Quando'?

Adesso vediamo.

Intanto sciacquati bene. Dai!

Se hai sete, qui ti metto l'acqua.

Se hai paura del buio, la torcia ce l'hai...

...e se hai bisogno di me sono di là.

Dov'è Dusseldorf'?

E'... vicina.

Allora mamma perché ci ha messo tanto ad arrivare'?

Perché...

...quando vai a nord è in salita.

Invece quando torni, è tutto in discesa e ci metti un attimo.

Un attimo quanto'?

Pochissime.

Tu adesso dormi, domani ti svegli e vai a scuola.

Poi ti riaddormenti, il giorno dopo arriva mamma.

Quindi fra due nanne'?

Esattamente fra due nanne. Praticamente dopodomani.

Oggi è già domani'?

Fra un'ora è domani ma se non dormi domani non arriva mai.

- Allora dormo. - Ecco, bravo.

Non ho sonno.

Va bene. Ti faccio compagnia.

- Perché ti sei conciato così'? - E' nuvoloso.

Ma mica piove.

Mamma dice sempre che non si sa mai.

Ecco, è lei. Rispondi.

Ciao, mamma. Stiamo andando a scuola.

No, non me le ha date le vitamine.

Vuole te.

Claudia'?

Non gliele ho date ma nella fretta... che tempo fa Iî'?

Sì. Quindi tutto bene'? Torna presto, ti aspettiamo.

Ti lascio se no facciamo tardi a scuola. Ciao.

Ti devo insegnare la solidarietà maschile.

- A che ora è il calcetto stasera? - Alle cinque, come al solito.

- Andiamo insieme? - Va bene.

- Eccomi, Matteo. - Eccolo tuo padre.

Mutandoni: donarmi?

Sono un amico della madre.

E' andata via per qualche giorno e oggi Io prendo io.

Domandano? -8.

In questi casi sarebbe opportuno avvisare la segreteria.

Certo, lo faremo. Grazie.

- Andiamo. - Mamma non arriva mai in ritardo.

Lo so però mamma viene a prenderti con la macchina, io con la moto.

Che fico!

Mamma non vuole che vada in moto.

E noi non glielo diciamo. Solidarietà maschile.

Andiamo.

- Ciao. - Ciao.

Sono tornata.

- Com'è andata'? - Bene. Molto bene.

I miei corredi sui dolci sono piaciuti tanto ai tedeschi.

Adesso vediamo se riusciamo a farli in larga scala.

Che ore sono'?

Sono le sei! Devo scappare al lavoro!

Grazie.

- Lorenzo! - Matteo!

Vai a letto. Puoi dormire un altro po' prima di scuola.

- Ciao. - Ciao.

Questa l'appoggio qui, poi vediamo.

- Se vuoi, c'è posto nel mio armadio. - Grazie.

Solidarietà maschile.

- Ahi! Vaffanculo! - Non si dice!

- Lo so, mi è uscito. - Se vuoi, puoi fare anche così.

- Anche questo non si fa. - - Matteo!

C'è la mamma di Luca al telefono.

- Dice se quest'anno vuoi andare a calcio. - No.

Però qualche sport lo devi fare.

- Voglio andare a tuffi. - Tuffi'?

Vuole andare a tuffi quest'anno. Ecco la novità di Matteo.

E perché no, scusa'?

- E' uno sport formativo. - Sì, è molto formativo...

...solo che a calcio ce I'accompagnava Annarita...

...a tuffi chi ce Paccompagna'? - Lo accompagno io a tuffi.

Perché no'? Che dici, Matteo'?

Voglio andare a casa.

Tu devi essere Matteo. Non ti preoccupare.

Si comincia su quei tappetoni Iî. Vieni a vedere.

Auguri, amore mio.

Foto'?

Stringiti di più a tuo padre'?

Aspetta Matteo'?

E' uscito prima, è venuto a prenderlo il padre.

Unicum-vi?

Ah... d.

Me n'era dimenticato.

Matteo, sono tornata!

Ciao.

Potevi dirmelo, no'? Che ti costava?

Alzavi il telefono e mi dicevi: "Matteo, lo va a prendere il padre."

Scusa, l'ho dimenticato.

- Mi dispiace. - Mi dispiace il cazzo!

Non aggredirmi così.

Io vado via dal lavoro per andare a prendere Matteo...

...faccio una figura di merda col bidello... - Ti ho chiesto scusa.

Sono loro.

- Come sei stato con tuo padre'? - Così così.

- Che vuol dire così così'? - Ha detto che sono noioso.

Mi?

Devi dire a tuo padre che "chi si annoia è colpa sua".

- A scuola come è andata'? - Non mi ricordo.

- Non ti ricordi'? - No.

La maestra ha detto che avete cominciato le prove della recita.

Io la recita non la faccio.

Mio padre dice che le recite sono una perdita di tempo.

Tu la fai invece!

Mio padre dice che se non mi piace, non la faccio.

Non me ne frega niente di quello che dice tuo padre.

Allora sei stupida.

- Cosa hai detto'? - stupida.

- Matteo, chiedi scusa. - No!

- Matteo! - No!

- Chiedi scusa a tua madre. - No!

- Chiedi scusa a tua madre. - Lasciami!

- Ti ho detto di chiedere scusa a tua madre. - No!

Pure tu sei uno stupido!

Fila in camera e non uscire finché non chiedi scusa.

Mi aiuti per il testo della recita'?

- Quello sottolineato è quello che devi dire tu, giusto'? - Sì.

Allora...

Consolati...

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare. - Perché lo allontani così tanto'?

Perché da vicino non ci vedo più bene.

- Dovrò mettere gli occhiali. - Sei vecchio'?

Consolati, Maria, del tuo pellegrinare.

Siamo giunti: Gerusalemme e ornata di trofei.

Presso quelrosteria potremmo riposare che troppo stanco sono...

"stuntman:

- Ripetilo tre volte e lo imparerai. - II primo pezzo lo so.

Consolati, Maria, del tuo pellegrinare... poi'?

E poi: "Siamo giunti: Gerusalemme e ornata di trofei."

Mio padre dice che tu fai il finto buono solo perché ti piace mamma...

...e vuoi continuare a baciartela. - Dice così'?

Per me non è vero.

Scusa se ti ho detto stupido.

- Perché i pesci non ci sono'? - Certo che ci sono.

Devi avere pazienza.

Tu appena senti che tira la canna...

Tac! Subito devi alzare!

Cos'è quella'?

Una stella cadente. Non l'avevi mai vista'?

No.

Perché cade in mare'?

Non cade in mare, si spegne prima.

Se esprimi un desiderio quando è ancora accesa, si avvera.

Papà... volevo dire, Lorenzo... eccone un'altra!

Ho espresso un desiderio.

E tu'?

Mi sono distratto.

Aspetterò la prossima.

...il tuo pellegrinare. AI fine siamo giunti.

Presso l'osteria potremo riposare...

...che troppo stanco sono e troppo stanca...

Troppo stanca'?

Sei! Sei, Matteo!

Stanco sono, stanca sei.

- Perché non lo fai quando sei in piscina? - Cosa'?

Dico saltare. Perché non lo fai quando sei sul trampolino'?

- Perché no. - Non è una risposta.

Perché Iî ho paura.

E' normale avere paura. Solo gli stupidi non hanno paura.

- Tu avevi paura quando ti tuffavi'? - Certo che avevo paura.

- Anche oggi ce l'ho. - Come fai'?

Mi butto.

Tutte le persone coraggiose hanno paura. Ricordatelo.

- Vai, da capo. - AI fine siamo giunti.

Presso all'osteria potremo riposare...

...che troppo stanco sono e troppo stanca... - Sei!

Sei! Matteo!

Vieni.

- Guarda che bel pastorello!

- Ehm... - Consolati, Maria...

Non dica niente, per favore. Mi fa sconcentrare.

La so!

Consolati Maria del tuo pellegrinare.

Siamo giunti: ecco Gerusalemme ornata di trofei.

Presso quell'osteria potremo riposare...

...che troppo stanco sono e troppo stanca...

Sei.

- Come sta'? Che è successo'? - E' tutto sotto controllo.

Sono cose che capitano nel nostro lavoro.

E' stato uno scompenso di azoto.

Mi sa che quel cretino Iî ci tiene a te...e tu tieni a lui.

Cercate di stare bene...

...se non muore.

Rimani... rimani...

u.' m

Cazzo! Che palle, Claudia!

Non possiamo fare l'amore senza l'ansia di fare un figlio'?

Ma noi due che cosa stiamo combinando insieme'?

- Cosa facciamo insieme io e te'? - lo faccio parecchio...

Faccio tuo marito e non lo sono, faccio il padre di un figlio che non è mio.

- Direi che faccio parecchio, no'? - Nessuno ti ha costretto.

- Abbiamo deciso insieme... - No, Claudia.

Tu hai deciso.

- Tu hai voluto che io venissi qui a vivere. - Ho deciso tutto io.

Va bene.

- Ho messo la mia vita nelle tue mani. - Che cazzo ne sai della mia vita'?

- Ti sei mai chiesta che cosa voglio'? - Sentiamo... che cosa vuoi'?

Per esempio ripartire da zero con una vita da capo, nuova!

Potrò avere il diritto di costruirmi la vita che voglio io'?

SÌ, hai tutto il diritto.

Basta che te ne vai davanti ai miei occhi! sparisci!

Mamma, dormi'?

No.

Sono sveglia. Adesso mi alzo.

Lorenzo'?

- Lorenzo...

Lorenzo è partito.

E' andato via per lavoro.

Quando torna'?

- Non lo so, starà via per un po'. - Chi mi accompagna a scuola?

Ti porto io, no'? Come sempre.

Faccio subito.

- Si è fatto male'? - L'ho visto!

Scusi, lei è un genitore'?

H. danno...

Sì o no'?

- No, non sono un genitore. - Favorisca i documenti.

La madre ha confermato.

Mi scusi, ma con la gente che c'e in giro...

- Chi è'? - Sono io.

- Che cosa vuoi'? - Chiedere scusa.

Ok, scusato.

- Che c'è'? - Non mi fai salire'?

- Ma la smetti? - Non la pianto finché non mi fai salire.

Va bene, falla finita. Scendoio.

Che c'è'?

Ripartiamo da capo.

Io voglio te, il resto non mi importa niente.

Non ti credo.

Non posso permetterti di entrare e uscire dalla nostra vita...

...come ti pare e piace. - Claudia, per favore.

- Matteo ti adora. - Anche io adoro lui.

Hai detto che tu non riconosci più in questa vita...

...che vuoi ricominciare da capo... - Ho detto un sacco di cazzate.

- Succede. - Le hai dette belle grosse e pure convinto.

Non mi fido più di te.

Ho capito come sei.

Va bene, cambierò.

- Non devi cambiare per fare felice me. - Facciamolo per Matteo.

Tu vuoi scegliere Ia vita che farai per il bene di qualcun altro'?

Se volevo stare con un uomo per il bene di mio figlio...

...stavo con quel cretino di suo padre.

- Noi siamo una famiglia, ormai. - lo e Matteo siamo una famiglia.

Oh, cazzo!

- Mi fermo qui finché non cambi idea. - Ma io non mi fido più di te.

- Non posso pensare che tra una settimana...

...ti ripiomba tutto addosso e ricominci da capo.

Non succederà!

Te lo prometto.

- Come vorrei poterti dire di sî. - E allora dillo.

Dillo che aspetti!

Una volta mi hai detto: "Se prendi me, prendi tutto."

Era vero.

Ma è vero anche il contrario. Se oggi perdete, perdo tutto.

Proviamoci.

Proviamoci non basta. Mi dispiace.

Che ci fai qui'? Entra.

Si è buttato! Si è buttato!

Si è buttato!

- Vado a prendere Matteo a scuola. - lo vado da una mia amica.

Sta disegnando nuove idee per i dolci. E' bravissima.

- A che pensi? Va tutto bene. - Sì, anzi...

Va tutto così bene che sono un po' spaventata.

Fammi andare.

- II bambino non vuole stare con il padre. - E' suo padre.

- Mi dispiace, certe leggi non le ho inventate io.

Ma che leggi sono'? Sono sbagliate!

Certi diritti non Ii hanno neanche i padri naturali...

...figuriamoci se puoi averli tu.

Dammi retta, dimenticatelo.

Se gli vuoi veramente bene, lascia che viva la sua vita...

...come farebbe un vero padre.

Ciao.

Perché Matteo non viene più'?

- Ah, non viene più'? - No. - Valerio!

- Tocca a te!

...sette, sei, cinque...

...quattro, tre, due, uno...

Lorenzo, per te.

- Pronto'? - Ciao, sono Lea.

- Ciao, Lea. - Come va'?

Abbastanza...

- Uno di questi giorni puoi passare al mio studio'? - Sì.

- Perché? - Quando vieni, ti spiego.

- Mi sta torturando.

Dice che gli avevi promesso di portarlo alracquario.

Le promesse fatte ai bambini sono importanti.

Ma soprattutto c'è questo.

E' un tema che gli hanno dato da fare a scuola.

Leggi.

- Tema: mio papà.

- Mio papà è molto buono...

...ed è anche molto forte.

Io e lui ci divertiamo tanto.

Andiamo al cinema, poi giochiamo...

...poi ci divertiamo di nuovo...

...poi mangiamo e dopo andiamo a dormire.

Certe volte, quando si arrabbia...

...io lo so che anche se mi strilla...

...lui mi vuole bene.

Di lavoro lui fa che aggiusta il mare ed è tanto coraggioso...

...perché va sott'acqua a tanti metri, sotto con le bombole.

E non ha paura dei pesci grandi che lo possono mordere.

Annunciando...

...anche io voglio aggiustare il mare come lui.

lo vado.

Tu dove vai adesso'?

- Lo sai. - E io'?

Avevo detto che ti avrei riportato per le nove.

Voglio venire con te.

Umana anche:

- Dammi il cellulare. - Che ci devi fare'?

Dammelo, per favore.

Quantum.

Gli ho detto quella cosa.

Ti vuole parlare.

Pronto'?

- Se non rispondo sono sotto.

- Ciao, sono Lea.

- Ho saputo che Matteo...

- Mi ha chiamato il padre. Mi richiami per favore?

- Che succede'? - Non riesco a dormire.

- Perché? - Ho paura.

Usciamo fuori a vedere le stelle che cadono'?

Ormai è quasi giorno.

Va bene. Proviamoci.

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