All language subtitles for Lultimo.Capodanno.1998.720p.BluRay.x264.AAC-[YTS.MX]

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Original subtitles

Senti, siamo qua.

Dammi le nuove.

Grazie a tutti.

Deve essere questo, comprensorio le isole.

Onza o capra?

Onza.

Piano.

Certo. Fatevi indifferente, se no c 'è gente.

Ma che c 'è gente? Stiamo a macchina. Però scegliete noi.

A marcia indietro della gizia vera e cara.

Mettete del lago, si sta, non siamo le donne.

Enzo? Enzo, amore?

Ci sei?

Le candele rosse erano finite.

Le ho prese verso.

Le ho prese verso, no?

Oh, ma ci stai?

Oh!

Amore?

Stupido!

Grazie a tutti.

RUENA! Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fosse

una bambola poi mi butti giù, poi mi butti giù come

fosse una bambola non ti accorgi quante volte

quante volte io...

No!

Fritta, ma io adesso come esco? Ma come?

Esci! Ma sei una settimana che non esci! Ma proprio questa sera, dai!

Ma rimani con noi, Cristiano! Ma con noi chi?

Siete sempre voi!

Hai invitato tutti i portieri della cazia! Io non te capisco, ma ci fatti

l 'anno, ma pure le feste!

Ma perché?

Ma che vuoi fare?

Hai fatto come ti ho detto con i semi di finocchio?

Ah, senti, guarda che ci dobbiamo...

Giulia?

Giulia, ci sei?

Giulia, sono Francesco, ci sei?

Senti, ti volevo dire che Fiorenza non viene, ha un mal di testa tremendo.

Uggia. Spero che non sia un problema, io comunque vengo.

Ci vediamo più tardi e... Baci, baci, baci, ciao.

Pronto Giulia, ci sei?

Sono Lisa.

Non so come vestirmi. Tu come ti vesti?

Sono disperata. Chiamami appena torni. Pronto, pronto, Lisa.

Enzo.

Giulia non c 'è.

Come stai?

Tom, tu?

Stanco. Ho appena finito di scrivere la relazione per Liri.

Non mi va proprio di venire stasera, guarda. Non me la metti, è una voglia.

Che?

Sta come una matta.

Pensa, si è svegliata alle sei per cuocere le lenticchie.

Dico, se le prendevi in rotticceria, fanno schifo uguale.

E se non vengo? No, no, no, ci viene da morire, ci rimane troppo male.

E poi che fai, mi lasci da solo?

E se già andassimo a Saturnia?

Ti ricordi?

Dai, pensa che bello, ci facciamo il bagno?

E a mezzanotte... Ti monto, Lisa, ti monto come un tornello a foca.

Sei schifo, sei il solito porco.

Non sarebbe male.

Lo so, non sarebbe male per niente.

Allora? Stai zitta, zitta, che lo sai che non si può.

Allora vieni qua, dai.

Se vuoi vengo stasera, vieni qua, subito.

20 .000.

Pronto?

Uè, Filippo, come stai?

Sì, sì, sì, sì, sì, sì, un attimo, un attimo solo, te lo do, sì, te lo do

subito, eh.

Un attimo, allora, aspetta un attimo che sto un po' impicciato qua.

Allora, eccolo qua.

Allora, via Cassia, mille... scusa.

1043.

Sì, sì, sì, sì, sì, sì. Sì, tanto sul campanello c 'è scritto Contessa

Sinibaldi.

Allora avete deciso di venire?

Fantastico. Eh, Scintilla sarà in estasi.

Gaidano!

Gaido!

Gaido! Gaido! Gaido! Gaido!

Gaido! Gaido!

Gaido! Gaido! Gaido!

Gaido! Gaido!

Mister! Gaida!

Ehi, chi è con me stasera?

Mannaggia che ti è stramorto, ma tu guarda la puccia che sono!

Gaidano Malagosto!

Oggi un meglio terzino che lo purgiano te!

Grazie, mister! Ma la cassa si è fornita!

Ma manca una potente cartolina! Mister!

So che ognuno abbiamo fatto il torneo di Natale! Ah, e come vi siete

qualificati? Ultimi, Gaida! E' un destino amare!

So tre anni che non si è più la capitale e so tre anni che non vinciamo la

chiave che è partita! Mister, scusate, ma come vi siete vestiti?

Allora, ma scusa!

Ma che leggiato l 'hai scordato da chi? Eh!

O simbolo la squadra tu, parolino come si bella, se si porta ancora più bello,

un vero signore.

Vagliù, andate a cacchicistà, vagliù. Non ha luccato a questi, per cortesia.

Vagliù, vagliù.

Scusate, per cortesia, non mi facete fare figure merda.

Scusate. Vagliù, vieni a cacciare.

Non posso, non posso,

sono mortificato ma non posso, veramente, me ne faccio io.

Come? E come?

Tengo un appuntamento improrogabile, mistero.

Gesù, io voglio non li saluti.

Quello li fai felici solo a guardarti.

No, dai, devi restare almeno per un caffè. Un cordiale.

un apero, lo ci diamo l 'aperitivo, dai dai, non me lo puoi negare, almeno un

caffè me lo dobbiamo prendere. Il caffè non lo prendo, lo sapete, mi fa pure

male, e poi, scusate, mi è andato all 'avvocato. Sì, vabbè, ma si chiama

avvocato, lo scaccio buono come si chiama quello che ti piace a te, patente

merda. Ma che fai, non parlare con me, ti dico.

Viste, stai fermo che è male, se la fate di manacuole, viste, mi facete male.

Vabbè, vabbè, vabbè, vabbè, vabbè.

Non ti preoccupare, che non ci dico i guaglioni più da giusto. Grazie Trecchi,

siete molto gentili. I guaglioni li vedono combinati così, vogliono venire

ora alla capitale.

E poi gli gioca più.

Comunque, Mitterra, grazie di tutto.

Statevi buoni e buon anno a tutti quanti.

bravo metteci la catena hai visto mai?

Dusaki porco zio si?

ma chi è quello?

niente tutto regolare

ci facciamo il bagno e a mezzanotte... Ti sento Lisa, ti sento come un torno

'acqua calda.

Ma è schifo, è il solito porco.

Però non sarebbe male.

Non sarebbe male per niente.

Allora? Stai zitta, zitta che lo sai che non si può.

Allora vieni qua, dai.

Se vuoi che vengo stasera vieni qua, subito.

Come sono?

Ottimo, signora.

Veramente.

Buonissimo.

Come mai non si ha messo dentro anche le alici?

Fanno arsura.

Cusciano? È in camera sua.

Pensa che è chiuso lì dentro da Natale.

Perché non gli dici di uscire, eh? Parlaci tu.

Convincilo tanto a me non mi danno i carattere.

Ma che c 'è Cristiano?

Ma che c 'è?

Non è che mi drogate?

Nonno, guarda, c 'è una donna, è tutta nuda.

Tu? Là, la Giovannini, è tutta nuda, nonno, sta pisciando il salotto. Vai,

camera mia, prendimi la go, vai.

Michele, potete dare una mano, però, eh?

Michele! Ora vengo, ma... Buonasera. Ci

guardiamo in fuoco. Michele, copriti.

C 'è il nonno.

Eh?

Grazie a

tutti.

erba tabra me l 'ha regalata mio fratello per Natale per regalo senti

allucinogena gris si spacca il cervello

fammi un filtro col bidetto della metro

Mi raccomando, fallo bello che tira.

Sì,

ce l 'hai le cartine tu?

No.

Pensa che incubo se non ce l 'ho nemmeno io.

Stiamo qui lato.

Non sono... Non sono... Non sono...

Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non sono... Non

Non sono... Non sono... Non sono... Non Dinamite?

Dinamite? Me l 'ha regalata mio cognato.

Quello che la vorrà ammazzacarrare. Nelle cave di Malgo. Ma che ci devi

La spariamo a mezzanotte qui. Oh, te sei completamente deficiente, giuro. Pensa

te, il botto di Capodanno.

E sa dove la spariamo?

Nel baghetto dell 'Istituto di Cultura Giapponese.

Là dentro ci stanno le carte rovi, quelle colorate.

Pressioni di 30 kg.

Pensa che il botto qui...

Secondo me arrivano pure fino al museo d 'arte moderna.

Sì? Chi è?

Ernesto, sono io, come va? Ah, sei tu, Lina, dimmi.

Ti disturbo? Un po'. Novità?

Bene, tutto bene.

Paolo ha detto che non vuole girare, aspetta il suo papà. Fai capricci, gli

comprato i mumbuls rossi a tutti e due.

bravi bravi continuate a spendere soldi stronzate c 'è neve? è tanta è Cagliari

Cagliari? ah è già no no che a Cagliari c 'è il sole avvocato mi scusi arrivo

subito grazie scusati disturbo beh abbastanza ma aspetta una briefing lo

no? eh lo so scusami no figurati però ti avevo detto di non chiamare ti sentiamo

dopo va bene?

Amore, scusami.

Dove sei stato?

A trovare papà. Sai com 'è poveretto, ci teneva.

Come sta?

Sta bene, sta lì, gioca una carta.

Gli hanno preparato pure il cenone di Capodanno. Chi l 'ammazza?

Che cosa prepari di buono?

Enzicchie.

La mia passione.

Buono. Guarda che t 'ho preso.

Belli. Li metto subito nell 'acqua.

Sarai stanco, amore?

Eh, un po', sì.

Vatti a fare un bel bagno caldo.

Dici?

Ma sì, ah. Mi sa che mi ci vuole proprio così allento. C 'ha tensione? Che

tensione? Beh, stai al lavoro, papà, insomma.

Non ci pensare.

Vai, dai.

Insomma, avevo promesso di aiutarti.

Non ti preoccupare.

È tutto pronto.

Sicura? Ok,

zucchina, come vuoi tu.

Vado. Ti preparo qualcosa?

Eh, magari.

Un blani.

Ma sai una cosa, amore?

Quando ho lasciato papà, prima, mi sono sentito, non lo so, come vuoto.

Lasciarlo lì tutto solo con quei vecchi. La notte di Capodanno.

E sai che cosa mi ha fatto più male?

Guardarlo negli occhi.

Gli occhi tristi, spenti.

Che mi dicevano vai Enzo, vai.

Io ho vissuto la mia vita.

Adesso tocca a te.

Ma... Ma sai che domani ci torno.

Sai una cosa, Gaetano?

Vorrei che questa musica non finisse mai.

Vorrei restare qui abbracciata con te tutta la notte.

Vorrei che non venisse più nessuno.

Come ti capisco, Scindilla?

Scindilla.

La secola è la cosa che più mi piace di te. La cosa che più mi fa impazzire.

Dimmi, dimmi, Gaetano.

Il tuo nome, Scindilla.

È un nome che... T 'accende.

Ma, bitch.

Sabone sto lì a scovolare, mi fanno cariche.

A sabone?

Guarda qua.

Che? Tu vedi che ti mancano i denti? Non vedi, non puoi vedere?

Non vedi.

Due anni fa stavo al disco volante, no?

Quello che sta lì in crucio, la Casal dei Passi, con via Scallaroli, no?

Io lascia bagnare sempre i versuti.

Questa sera invece quella figlia di una figliotta di Mario mi attacca una pippa

con questo cazzo da rivascolare.

Devi mangiare perché è qua, devi mangiare perché è là, devi mangiare

su, devi mangiare perché è giù. Perché è giù, abbiamo capito, sbattaglia.

A fine io faccio, vabbè va, portami pure questo cazzo da rivascolare.

Abbiamo finito.

A prima uno,

a seconda la terza.

Alla prima, subito.

Chi? Un Sergio.

Ci aveva messo dentro un Sergio?

Io la fanno scherzo.

Che fio d 'agno.

Ma quale scherzo?

A quelli che arrivano fuori con i salati.

Con i Sergio?

Noni, era una, quella sola.

Se non lo scordate dalle vaghe losse.

Ma è massa che gliela, però.

Alla prima Olivetta Scolana dà la vita tua.

Hai capito?

Mi dispiace.

Vedi come mette la mano in faccia, no?

Da quella che lo diceva la piagna, mi ha detto che non era colpa sua, che non

gli era successo.

Allora, Prigno... A proposito, lo conoscete Prigno?

Prigno... Ho capito, lo conoscete.

Ebbene, Prigno, che è un amico mio, è uno che ci capisce.

E mi ha detto di lasciarti sapere.

Anzi, mi ha consigliato di fare una cosa.

Sì? Che ti ha consigliato?

La faglia causa.

Ha fatto bene. Ha fatto bene, sì.

Ma faglia causa a chi?

Ma come a chi? A quelli che ne fanno, no?

E dove stanno quelli che ne fanno?

Chiusi, dove stanno quelli che fanno l 'oliva scolana? Dove ne sono?

Dove sono quelli che fanno l 'oliva scolana?

Dove sono?

A Ascoli. Che ha fatto?

Noni.

Come non è?

Perché non ti fanno lì a scoprire lo sbaglio?

A macerata, sciuro.

E cos 'è?

È una sorpresa, papà, è una sorpresa. Dai, aprilo. Ma cos 'è? Su, dai, aprilo,

papà, dai, aprilo, dai.

Aprilo, aprilo, papà, aprilo. Dai, su, vieniti.

Dai, aprilo.

Sono loro.

Ma sì che sono loro.

Originali. La prima serie.

Ma come avete fatto a trovarli?

Ti piacciono, eh, papà? Ti piacciono, eh? Io lo sapevo che ti piacevano.

Forse faccio ancora in tempo a iscrivermi al raduno di Sugniaco.

Ecco qua, 1043.

Quant 'era?

47 .000.

Prendi il resto.

Buonasera. Buonasera e buon anno.

Anche a lei.

Sì? Sono io.

Salite.

Minchia!

Che si fa?

Ci sarebbe sempre quel festone al genzano.

Però ci suonano quelle mezze seghe degli anima ulveri.

Oppure si potrebbe andare sul Tevere, al barcone.

La fisichella.

Allora?

Buona sterba, eh?

Che facciamo?

Tu non ascolti, non segui.

Ma che è sta burza?

Ci buttiamo sul barcone?

Boh.

No?

Ma te l 'hanno invitato?

No.

Cioè, avrei giurato.

Ma che c 'è, la scapia?

Non ti invita mai nessuno.

Cioè, quanti anni ti hanno che ci conosciamo?

Cinque, almeno cinque.

Ma perché? Che malattia c 'hai?

Cioè, adesso che ci penso, manco io ti ho mai invitato.

E poi, ma calaputtano, ma copri questi cadavri, ecco che è la puzza, metti

scarpe, oh!

Ma mica stai a casa tua, stai!

Oh! Che caro!

Quello è il mio amico, il più valido.

Spogliati.

Come mo'? Spogliati.

Adesso? Sì, adesso, subito. Ma stanno arrivando gli ospiti. T

'ho detto spogliati.

Io...

Giulia, le mie mutande.

Le ho lavate.

Come le lavate?

Le ho dovute lavare tutte, erano viene di tagli.

Di tagli.

E adesso che mi metto io?

Soprano e mezza.

Chi è?

Apro.

È aperto?

Sì.

No, no, no, no.

Aspetta. Che c 'è? Aspetta un attimo, un attimo. Che c 'è?

Aiutami.

aiuto filami sto coso

aspetta un attimo aspetta non

scendi scendi un momento aspetta un momento aspetta fermo un momento scendi

scendi

Sei morto.

Giuliano, complimenti.

Hai fatto proprio un gran bel lavoro, questo salmone alle pareti.

Illumina, illumina tutto.

Ma chi ti ha consigliato, un architetto? Mia mamma, è stata lei. La mamma, gran

gusto la mamma.

Brava.

Allora, lo sai che sono proprio contenta di stare qui stasera a festeggiare con

i vecchi amici. Pensa che dovevo andare a Norcia.

Norcia? Sì, un collega di Gianluca ha organizzato una festa in un castello e

Gianluca ci voleva andare, ma io mi sono rifiutata.

Secondo te ho fatto bene?

Vuoi un po' di finocchiona?

Così io gli faccio capire che sono indipendente da lui, capito? E che io mi

posso fare tranquillamente il capodanno da sola e non sto male.

Non stai male?

No, sto male. Non tanto, abbastanza.

Certo che un po' mi dispiace.

Chissà che starà facendo.

Forse ci dovevo andare.

Forse.

Scendite, scendite, scendite. L 'anima che ti è morta, scendite, scendite.

Aspetta un momento, forse questo lo puoi svegliare.

Eh, niente, manco poco cazzo.

Scendite, scendite, fammi sentire.

Eppure batte, eppure batte. Svegliate, scendite, scendite. Aspetta un momento,

eh.

Bella patria di me.

Andate via, andate via.

Pronto chi è?

Chi è che parla pronto?

Ma chi è?

Ma chi è?

Ma come dire?

Ma come avete fatto?

Che è successo? Niente, non strillate, non è successo niente E tu che stai

allucinando? Che è successo? Che è successo niente Trecchia, ma che cazzo

a me? L 'agenda Caetano! La tua l 'agenda! Te l 'hai scurtata l 'agenda,

La mia cazzo! L 'agenda!

Ehi, te l 'hai scurtata il capo distributore! Ti ha pure chiamato, ma si

proprio strutto! Ma che dite, mistero? Ha distrutto, no? E mo basta, mistero,

avete scassato, ma come vi permettete? E ha capito, cazzo, o fedendone, e l

'animica è morta. Io non la voglio più sentita nominata, pur chiaroderme tutti

gli abitanti cafore, fedenti, ignoranti e camurritte e merda casite.

Avete capito? Va buono? E mo con la giurita.

Ho capito, che dà?

Ti sento un po' camareggiato. Ecco, bravo, son camareggiato.

Ah, fai un culo pure tu, eh.

Sotto la porta.

No, no, no, no, no, bu, bu.

No vogliamo ragni, no tristezza, no niente, ciò è bello.

Non mi fate parlare di lavoro, dai.

No, raccontali, è geniale, semplicemente è geniale.

E dai.

E va bene, vi dirò qualcosa.

Dunque, vi faccio una domanda.

Quanti cani conoscete nel cinema?

Tantissimi.

Non scherzare, parlo di cani veri, tipo Zanna Bianca.

E la carica dei 101?

No, no, no, solo cani veri, non quelli dei cartoni.

E che cos 'hanno in comune?

Non parlano. Come non parlano?

I babboncini di Senti chi parla adesso parlano. E come se parlano? No, no, non

ci siamo ragazzi, è possibile che non capite?

È che sono amati.

Tutti questi cani sono amati e coccolati dai padroni, dai bambini che ci

giocano, dai nonni, dalle nonne, dagli zii.

È il classico stereotipo hollywoodiano, quando invece milioni di randaggi

muoiono abbandonati sulle strade, coperti di zecche, perché i loro

'estate non sanno che farsi.

O peggio, gli organizzano dei combattimenti per farli sbranare fra

E allora?

E allora io ci ho scritto una sceneggiatura.

Brava!

Con Carmine e Milo.

Milo!

Ma che gli aveva fatto Smilo?

La delitività.

E allora?

È una storia difficile, dura.

Pensa che è stata rifiutata da tutti i produttori.

Era troppo tolta.

Solo uno come Spaventa ci ha creduto.

Beh, Spaventa è Spaventa.

Smer Rossi, finalmente rilasciatemi.

Arrivo domani.

Ti amo, Eugenio.

E noi?

Adesso?

Io ve la racconto, però mi raccomando, eh. Vi dovete giurare che non ne parlate

con nessuno.

Ma c 'è? No, no, veramente, in questa mente ci mettono un attimo a fregarti di

te.

Ragazzi, è una bomba. Tu già la sai? Ecco, la so. E allora?

Allora. Ci siete?

Sì, sì.

È la storia di Ciro, un cane poliziotto.

Un pastore tedesco tossicomane.

E si droga? No, lo drogano.

Fanno così per rendere i dipendenti, no? E provare la roba nelle valigie.

Beh,

la prima parte è tutta sull 'addestramento, no?

E poi sul suo profondare nella tossicodipendenza all 'aeroporto di

caccia di spacciatori.

Beh, adesso non vi sto a dire tutto quello che succede.

Però ad un certo punto, quando l 'eroina l 'ha reso ormai uno schiavo...

Decide di scappare alla ricerca della libertà. Ah, e poi?

Scappa, scappa, scappa per chilometri e chilometri, giorno e notte, notte e

giorno, senza sosta, ma... Non c 'è niente da fare.

Non riesce a liberarsi della scimmia. Ah, c 'è pure una scimmia.

Allora?

Allora decide di tornare a Ciampia.

Ah, come lei!

No, ragazzi, però per continuare a tenere... Dai, ti prego, vai avanti, vai

avanti.

Insomma, si rimette in cammino.

Però a un certo punto si ferma in un cantiere e in piena crisi si piffa mezzo

chilo di calcio e viva. E la madonna!

Quando arriva il ciampino è in preda agli spasmi e decide di farla finita.

come? E niente, si mangia una statuetta di una divinità indiana, Ganesh, piena

di brown sugar e muore di overdose.

Nell 'ultima scena si vede Ciro morso in mezzo al bagaglio, steso su un

tapirulò, come una valigia che nessuno verrà mai a reclamare.

No papà, no, lo specchietto non è quello originale, è nuovo.

Che c 'era?

Vittorio. Prima non c 'erano, adesso sono obbligatori. Vabbè dai, andiamo su

c 'è nonno che ci aspetta, eh? Ho un 'idea.

Perché non facciamo una cosa, montiamo tutti in macchina e andiamo a

a Piaveneto? No papà, no. Ma mi avevi promesso che sparavamo i botti. No dai

Vittorio, ti prego, pensa al traffico che ci sarà, eh?

Rischiamo di rimanere imbottigliati.

Giusto, giusto, dopo.

Dopo la mezzanotte ci facciamo tutto il giro del raccordo.

Cosa c 'è? Cosa avete fatto?

C 'è una puzza? Cosa avete bruciato? No, no, ma che abbiamo bruciato? Niente,

dai, la mano, non abbiamo bruciato niente. Sei sicuro? Sì, sì. Ma c 'è un

No, sono i piedi tosta di pesce, dai, lasciaci in pace, ma stiamo per uscire.

Stiamo per uscire?

Sì, sì, abbiamo deciso. Ah, finalmente, un po' d 'aria vi farà bene. Però mi

raccomando, quando passi, saluta, educatevi. Sì, va bene, mamma, va bene,

bene, dai.

Non possiamo uscire qua dentro, sembra come dica. Ma capito tu questo cazzo?

Dai, dobbiamo uscire, veramente, eh?

Ma che te sei addormito?

Vabbè. Ma come sono stufato, ci aspettavo un 'altra cosa, dormivo tutto.

Vabbò, ancora non è ora.

Perché, che dobbiamo fare?

Che dobbiamo aspettare?

T 'ho detto che è presto, ma vuoi dire che è presto?

No, non vuoi dire.

Ammazza che freddo, se sono torpiditi tutti i rossi.

Grazie mille.

Piede del bordo.

Attenzione, attenzione, attenzione.

Attenzione, attenzione, attenzione.

Un

'ambulanza,

aiuto.

Una...

È grosso quello.

E metto a me così, no?

Guarda te la gente come se deve ridurre il capodanno.

Cambia di vista come sta lì.

Andiamo a pescare.

Cambia di vista. Cambia di vista.

Cambia di vista.

Cambia di vista.

Cambia di vista.

Pensi che piangendo cambi qualcosa?

Mamma, ma che ci fai qua?

Faccio quello che farebbe qualsiasi madre che vede la propria figlia

nella merda fino al collo.

È vero mamma, hai ragione.

Te ne rendi conto finalmente?

Sto male mamma, sto male.

Ho sbagliato tutto, tutto.

Smettila di compiangerti.

Sei sempre la stessa.

E' preso da tuo padre.

Hai quasi trent 'anni, Giulia. E ancora non sai come gira il mondo.

Tu hai una fortuna che gli altri non hanno.

E' una madre che ti vuole bene, che darebbe il sangue per te. Sì, lo so.

reagire. Deve dimostrare a te e a tutto il mondo quello che vale.

Fai vedere a quel porco che sei.

Deve pagare.

Deve pagare, Stellina.

Deve pagare i suoi errori.

Non bastano poche gocce di gutta, Lax.

Niente per tutto.

Forza, diamoci da fare.

Incomincia l 'anno nuovo come si deve.

La mamma ti vuole bene.

Ti vuole bene.

Capito?

Capito.

Giulia, dov 'è il vino che in tavola è finito?

Guardalo in frigo, ci dovrebbe essere dell 'acqua.

No, rosso.

Rosso lo volevo.

Eccolo rosso.

Un bel piantino.

Giulia, brava, tutto molto buono.

Grazie.

Facciani un po'. Facile come mangiarsi un panetto di burro.

Ma che stai dicendo?

Perché? A me è facile mangiarsi un panetto di burro. Ma che c 'è?

Che devo fare per mangiare?

A te non sei mai mangiato un panetto di burro?

No, ma se dice.

Se dice è facile come beversi un bicchiere d 'acqua, imbecille.

Vabbè, mi sono sbagliato, allora che cazzo vuoi? Bari!

Sto deficiente. Detta Bari!

Ma basta, mosce la cura.

Oh, ossa, vieni, vieni.

Ti faccio vedere un posto.

Ammazza che posto! Hai visto?

Ma perché non mi hai mai detto niente?

È bellissimo!

Aspettate. Aspettate.

Sembra che respiri, eh?

Aspettate, questa l 'ha costruita nel 1894 un ingegnere norvegese,

un certo Lars Feynman.

Guarda, l 'ha chiamata Ai in onore della figlia morta sotto una carrozza.

Non perdo un colpo.

Dicono che ci sei suicidato dentro.

Lascia che è nero.

Era disperato.

La sua vita non ha dato più senso dopo che gli era morta la figlia.

Ai.

Che bella, eh?

Beh, non so che ogni tanto i bruncolini si lamentano.

Dicono che dai termosifoni sentono dei rumori come una voce che chiama.

Ho già dorato.

Ancora. Sì, di più.

Tutta. Tutta ancora.

Che meraviglia. Di più.

Brava. Così.

Di più.

Tutta. Brava.

Ancora. Sì, ma che gli sta... Di più, dai.

Lasci, scusa.

Gli sta pesciando. Di più.

Dimmelo.

Buoni. Buoni, però questi... E poi per essere speciali ci dovevano mettere un

po' di fagiolini, le patate. E allora sì che diventavano specialità.

Avvocato, prendo l 'assegna.

Non puoi lasciarmi così.

Se avete bisogno di prestazioni particolari, a domani,

bondage, shitloading, sì.

Chiamati, c 'è anche il mio numero di cellulare. Succia, dove vai?

Aspetti, riparami, riparami ti prego.

Ah, Succia. Sì?

Ti posso fare una domanda?

Prego.

Ma perché io ho fatto la pipì addosso prima?

Mi piace. Succia!

No.

Non l 'hai scoprovato, eh?

L 'hai trovato?

Solvente.

Solvente per pittura, per i modellini.

Beh? È un allucinogeno potentissimo.

Che ne sai?

Me l 'ha detto mio cugino, quello di Salerno. Una volta stava in fissa per il

modellismo, poi è diventato tossico. E ogni tanto si sniffava sta roba qua.

Era meglio di un acido, diceva.

Sì, vabbè.

Ascettico. Io ti odio, giuro ti odio. Ogni volta che ti dico una cosa non mi

credi mai.

Non sai che... E poi è Capodanno, dai.

Dai, Cri, sniffiamocela.

Toma, che ti costa un tiro solo?

Io lo faccio, Cri.

Lo faccio?

Fallo.

Oh!

Oh, sta di pesce!

Che c 'hai, oh? Che ti senti?

Lo sai che...

Ti arriva dritto al cervello.

Ti rovina.

Prova, Cri, dai.

Col cazzo, guarda come stai. Come sto?

La merda.

La bomba, Cri, la bomba, dai.

Prova, dai, non fare il codardo.

Prova. Ti prego, fallo per me.

Dai. Ma com 'è?

Di più, Cri, di più.

Ma senti che puzza. Dai, dai, dai, prova.

Prova, dai.

Ehi, dai!

Buonasera, buonasera, buonasera, buonasera, buonasera,

buonasera.

E se c 'è denuncia?

Non glielo conviene. Ma non ha vista.

E' una professionista quella.

E con questo che ci fa?

Lo ammazziamo? No, mi prego, non lo ammazziamo. Ma lo ammazziamo? Cosa che

fatto? Non ho fatto niente. Lo soffocato? Ma se deve andare. Mettiamo

al faccio. Visco il duro nome, non ti detendo. Dove trovi il cuscino?

Ma che non vedi che non piace questo?

Siamo uno di quelli del divano, no? No, quelli non sono buoni.

Sono repelli, scivolano.

Hai ragione.

Lo sai come fa?

Che attappiamo la bocca così, no? Poi li mettiamo tutti dentro al naso.

Così come respira, chiedi.

Ragazzi, non mi fate scherzi.

Non voglio più. Sta buono, sta buono che stiamo ragionando.

Sì, però mi raccomando.

Fermi tutti, ragazzi.

Avevamo sbortato.

Sì.

Ho un 'idea. Eh?

Lo ricattiamo.

Gli facciamo le fotografie.

E se non ci dai i soldi, gli mandiamo la moglie.

Le fotografie?

E gli mandiamo pure.

A chi? A lui, no?

Eppur a moglie. Le fotografie, no?

Ah, un cagliardo st 'idea. Eh?

Un cagliardo.

Vedi quanto sei scinto.

Ma che c 'è in testa bene?

Come gli fanno le foto da solo?

Che vuol dire?

Le dobbiamo fare con quella di prima?

Mannaggia che le abbiamo fatte alla figlia.

E beh, sta sempre legato però, no?

Perché non poteva mai essere legato noi.

E c 'ha ragione.

Le dobbiamo fare prima con su.

A gu.

A gu.

Tu che t 'hanno fatto con la spero, eh? Che ti?

Ma chi vuole dare la vero? Ma chi vuole dare la vero? Ma chi vuole dare la vero?

Ma chi vuole dare la vero? Ma chi vuole dare la vero? Ma chi vuole

dare la vero?

la miseria, eh? Eh no! A chi? Pure il telefonato, dammi il suo tempo!

No, no, no!

Dammi il suo tempo!

Ma tu, Pasquivo, sei un nasochista e un perverso sessuale. Ah, raga, ma che

penso, lui o lui?

Lui.

Io lo so chi sei.

Tu sei Lars Fenning, il costruttore di Caldai.

Come stai?

Bene. E tu?

Molto bene.

E tua figlia?

È qui.

Heidi?

Ciao, Heidi.

Allora, sei stanco?

Un po'. Mi chiedo come fai. Tra poco finirai combustibile, se

non lo sai.

Sì. Ehi?

Niente.

Sei pronto?

Sì. Non sei preoccupato? No, neanche un po'.

Ho detto che manco ti ricordi di me, eh?

Momentaneamente.

Coticone e Angela, erano alberghiero, stavamo in classe insieme, ti scordate?

Poi ti sono bocciato.

Studiavo poco.

Ma sai una cosa?

Adesso te la posso dire.

Tu mi piacevi tanto e passavo tutto il giorno a riempire pagine e pagine del

diario col tuo nome.

Malacozza, Malacozza, Malacozza.

E tu neanche mi guardavi.

Che stupido.

Senti, Foticone, la sai una cosa?

Ci sta una festa sul Tevere, su un barcone, da Fisichella.

Perché non ci andiamo io e te?

Poi magari ti faccio conoscere Roma. La conosci Roma?

È bellezza di Roma.

Il Colosseo, San Pietro, Piazza Navona, Piazza di Spagna, Piazza Bologna.

Gaetano, Gaetano!

Ancora.

Ancora.

Non so, mister, avete proprio saggetto.

Non so, però avete sbagliato. Ho sbagliato, ho sbagliato, c 'è poco da

sbagliato. Solo che ora come facciamo? E ora come facciamo? Come facciamo?

Lasciamo perdere tanto quello che è stato, tanto la contesta, quella ormai.

Stava combinata male, Gaetano. Male, male, quella... E viva?

Ma quella è sempre bevuta. E ora come si fa, Gaetano? Come si fa? Si fa, si fa,

tanto è Capodanno, tutto passa.

È Capodanno?

Tu dici che sia giusto tutto? Non vi preoccupate, piuttosto andate a bevere

qualcosa. Ci pensi tu?

Grazie, carità. Statevi fermi.

Grazie, carità.

Non me lo scorderò mai.

Hai ragione.

Forse è meglio.

Mi scordo tutto.

Deve pagare, stellina.

Enzo, amore.

Ce l 'hai fatta?

La carta igienica era finita, ho trovato questi.

Dai, ragazzo, ti è venuto in mente da far sto risolto alla pescatura da merda?

Io voglio uscire, non ce la faccio più. Sei sicuro? Sì, voglio andare fuori,

voglio uscire a festeggiare, a fare casino, dai.

Ma perché? Si sta così bene qua.

Che ora è? Quanto manca? Non ce ne so, venti minuti. Dai, andiamo, dai,

Sì, va, andiamo.

Andiamo, eh.

Pare morta, lui.

Dai che la rabbio, guarda, fai le qualche cose.

Forza, bella, eh.

Andiamo, amore, su.

Le fotografie, no! Le fotografie, no! Le fotografie, no! No!

No! No! No!

No! No!

No!

No!

No!

No!

No!

No! No!

No! No!

Grazie, gentili, grazie. È un palossone questo roccio.

Stai tranquillo.

Pronto? Ernesto, scusami se ti chiamo io, ma i bambini volevano augurarti buon

anno prima di andare a nana. Come va, amore? Bene, bene. Dove sei?

Dove sono? Sono in camera, a letto. Ah, che brutto capodanno.

Guarda, mi dispiace.

Non sai a me?

Ma chi c 'è?

Nessuno. Come nessuno? E di chi è quella voce allora? Scusa, Ernesto. Di chi era

quella voce?

Di nessuno, non lo so.

Ma te la sento ancora.

Ma cosa dici?

Dimmi chi c 'è.

Nessuno. C 'è una donna.

Ma quale donna? Vai!

Ernesto, lo so, c 'è una donna.

E allora chi c 'è lì con te?

Lo vuoi proprio sapere?

Sì.

Sei sicura? Sì.

Va bene.

Allora se insisti te lo dico.

Sì? L 'avvocato Mastrantonio. L 'avvocato Mastrantonio? E chi è? Scusa,

fa in camera tua?

Che ci fa? Lo sto consolando.

Lo stai consolando? Sì. E lo senti?

Piange? Sì, piange.

Passamelo. Ma no, lasciamelo, lasciamelo perdere. Per favore. Ti ho detto

passamelo, gli voglio parlare.

Se proprio vuoi parlarci, allora adesso te lo passo.

Avvocato, mia moglie... Perfetto un attimo, per favore.

Avvocato, mia moglie vuole parlare con lei.

Con me?

Sì, con lei.

Lo so che è disperato e non vuole parlare con nessuno, ma mi faccia questo

piacere. Avvocato, la prego.

Ecco, adesso te lo passo.

E chi parla?

Buonasera signora, sono l 'avvocato... Mastrantonio.

Mastrantonio. Mi scusi avvocato, guardi io per un attimo ho proprio pensato che

mio marito... Sì?

No, mi scusi, no, piuttosto io ho saputo che lei è molto triste, non vorrei

essere indiscreta, ma cosa le succede avvocato?

No, beh, sono niente, così sono triste perché... Sì? No, se non ne vuole

parlare... No, no, per carità, no, è che così...

È che a un amico mio... Sì? Dica, dica, avvocato.

Gli hanno menato.

Gli hanno menato?

E chi è stato? Amore, nome preciso così non lo saprei dire, però so che gli

hanno dato un sacco di botte.

Ah, poverino, ma perché? Com 'è successo?

No, non è che gli hanno menato. Ah, no? Gli volevano menare.

Ah. E poi invece... E poi invece...

Sì, poi?

L 'hanno steso.

L 'hanno steso? Cioè, come l 'hanno steso? L 'hanno steso lungo e gli hanno

tagliato... Cosa gli hanno tagliato? Eh, gli hanno tagliato... Ma che cosa gli

hanno tagliato?

Dica, avvocato!

Sto cazzo, signor!

No! Sì.

Sono andata in Nepal, sei mesi.

Anche a questo tempo? E che ci facevi?

Praticamente niente.

Sono stata in un monastero.

Meditavo. Diciamo che ho meditato parecchio su chi ero e che volevo. E che

volevi? Lisa.

Che c 'è?

Devo dire una cosa importante.

Non vedi che sto parlando? Ma guarda come stai, ma che ti è successo? È

importante, per favore.

Scusatemi. Deve reagire, forza.

Deve dimostrare a te e a tutto il mondo quello che vale. Dov 'è? Dov 'è? Fai

vedere a quel porco chi sei.

Deve pagare.

Deve pagare, Stellina.

Deve pagare i suoi errori.

Diamoci da fare.

Incomincia l 'anno nuovo come si deve.

Devi dire... Buon anno e

tante care cose.

Buon anno e tante care cose.

Perfetto, così sei normale.

Poi, tranquillo, come se niente fosse, te ne vai verso la porta,

esci fuori...

Che mi aspetti?

Facile, no?

Facile.

Se la puoi fare?

Sì.

Ripeti. Sì.

No, cazzo, dai, la frase è quello che devi dire.

Ah.

Buon anno. Buon anno. E tante care cose.

Buon anno e tante care cose.

Giulia, ho capito tutto.

Cosa? Vieni noi due.

Ma pianta.

Ti dico di sì.

Ti ricordi la fotografia con la cernia in braccio? Non c 'è più.

E quella tua? La foto tua che stava lì? Sei paranoico. Ma non sono paranoico.

La luce l 'ha staccata lei.

Mi ha fatto pulire il culo con la relazione dell 'Illidia, hai capito? Oh,

pianta, stai farnetica. Non c 'è nessun braccio. Luisa, ascolta un attimo. No,

ascolta tu.

Io non sono abituata a fare queste figure di merda, è chiaro? Quelli ti

calmata. E se un paio di scopate ti fanno questo effetto, non è meglio di...

Ma che divertente! Senti, sentiamo.

Come stai?

Giulia, per favore, non è successo niente. Dammi quel fucile.

Giulia, non devi pensare.

Dammi quel fucile, per favore. È stata una cosa così senza nessuno a importare.

Giulia, non è così.

Non è come sembra, Giulia.

Le cose sono molto più complicate di quello che pensi, Giulia.

Allora vieni qua, dai.

Se vuoi che venga stasera, vieni qua.

Subito.

Aspetta.

Io ti ho dato le chiavi di casa.

Ti ho dato la mia vita.

Il mio amore. Io ti ho dato tutto.

Ti sei preso tutto.

Anche la mia amica.

Giulia, io ti amo.

Anch 'io.

Buon anno e tante care cose a tutti.

Papà, papà, io comincio, eh? Michele, stai calmo, mancano ancora venti minuti.

Quindici minuti e poi qua di fronte hanno già cominciato. Ah, Michele!

Vieni a vedere, papà. Come hanno cominciato?

e tante care cose a tutti

Galine, polli, tacchini.

E c 'è anche un orticello. Lo coltivo io.

È biologico.

Ma sai, quegli inverni freddi, quando ti svegli la mattina e senti ancora l

'odore del fuoco.

L 'odore della zuppa di latte.

La sigaretta dell 'uomo. Ma ti spavano. Un uomo.

Pote sta parecchio, Martino Non puoi farlo, non puoi! Lascia fuori, lascia

fuori! No!

Lascia scattare la bascia! La pagherete, bastatoni! Non la passerai, liscia

brutta puzzona!

Che m 'hanno fatto?

Michele!

Michele!

Costi! Come stai? Michele!

Michele!

Michele! Che t 'hanno fatto?

Michelino, che t 'hanno fatto?

Mattino. Parla, Michele, parla.

Mattino. Cosa, Michele?

ma

Tante care cose a tutti.

Pronto? Giulia, amore, auguri, tanti auguri. Mancano ancora due minuti ma ti

volevo fare tanti, tanti auguri. Tanti auguri, stellina, buon anno.

Buon anno.

E allora?

Hai seguito i miei consigli?

Ma che hai?

Hai una voce strana. Tutto bene tesoro?

Sì mamma, l 'ho fatto.

Che cosa amore? La spigola? Che cosa hai fatto?

L 'ho ucciso.

Giulia! Giulia!

Giulia! Giulia, pronto?

Pronto, che hai fatto?

Rispondimi, rispondimi, Giulia!

Giulia!

Allora, siete pronti? Sì!

Non vi ho sentito, siete pronti? Sì!

E tu, Winnie?

Sì! Buon anno e tante care cose a tutti!

E tante cose cari.

Ginocchio, mettiti in ginocchio, non fare movimenti falsi, che ti faccio

schizzare le cervelle su tutte le palle. Tira fuori la roba, forza. Sbrigati,

bastardo negro, sbrigati. Va bene, va bene, fate tutto quello che volete, non

sparate, non sparate.

Ecco, tiro fuori la roba, ecco la roba, ecco.

Tossico, ecco che cosa sei, sei soltanto un tossico.

La polizia! La polizia!

La polizia!

Dobbiamo scappare! Dobbiamo scappare!

Sono di là! Ma non è la polizia!

Sono di là!

Incazzatissimi!

Cristiano ti prego, alzi solo la mamma! Mamma!

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