All language subtitles for Con la Zia non e peccato [VhsRip XviD ITA]

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish Download
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Gloria, Gloria, siamo qui.

Ti trovo bene, non sei cambiata affatto.

Questo lo dici tu.

Lui è Rosario? Su, che stai, ti saluta la zia. Buongiorno, signora. Ma vieni

qui, lo sai che siamo zia e nipote, o te lo sei scordato?

Su, andiamo, prendi le valigie della zia.

Subito.

Come bello.

Erano anni che non vedevo un sole così veramente meraviglioso, sai?

Ma come mai non mi hai avvisato?

Potevi telefonarmi o mandarmi un telegramma.

Sai, sono state in forze fino all 'ultimo momento e quel cornuto del capo

ieri mi ha dato il permesso.

Altrimenti ti avvisavo prima.

Disturbo forse, ti creo qualche problema.

Ma figurati, siamo così contenti di vederti.

E il notaio?

Poi si vedrà. A te piuttosto, mi pare è dal tuo matrimonio che non ci vediamo,

vero? Come va laggiù?

Buongiorno, signora.

Signorina.

Buongiorno. Buongiorno a lei.

Ciao, Sara.

Chi è quello?

Il farmacista.

Sai che ci voglio fare con questi soldi che prendiamo? No. Voglio far mettere

Giacomo accanto al fratello.

Una volta me lo disse, quando morirò voglio essere sepolto il rival.

Allora io ad un certo punto ho acchiappato il primario e l 'ho buttata

Caro professore, non è per interferire, ma o dentro io o

fuori la monaca.

E quello, un vecchio sporcaccione, ma guardata bene.

Beh. Adesso è tutto New Jersey ed intorni. Non c 'è un psicopatico che non

dipenda da me.

E la monaca?

Aria.

È andata a fare i fioretti in Africa.

I fioretti.

Oh, Dio mio, come si è fatto tardi. Oh, dai, mettiamo a posto.

Lascia. Lo faccio io domattina.

Allora, tu dormi in camera mia e io mi arrangio con Saro.

Ma siete impazziti?

Qui non si fa nessun cambiamento. O me ne vado in albergo.

Siamo o non siamo cognate?

Se non ti disturba, come vuoi.

Questo è per te.

Grazie, zia.

È bellissima. È proprio quella che cercavo. Fa vedere.

Buonanotte, mamma. Buonanotte.

Buonanotte, zia.

Buonanotte, Saro.

Mamma. Domani ci parli tu con la professoressa. C 'è compito in classe,

vorrei che quella... Non ti preoccupare.

Buonanotte. Buonanotte. Ma perché hai voluto disturbarti tanto?

Capirai e poi basta con questi complimenti.

C 'è un pensierino anche per te, una piccola cosa.

Hai vinto la lotteria?

Tu guarda se ti puoi.

Ma cos 'è?

Un costume.

È molto bello.

Ti ringrazio tanto.

Ma sai, qui da noi non accettano l 'idea della professoressa in due pezzi.

E poi, non credo mi sia bene.

Dio mio, ancora a questo punto?

Ma la liberazione della donna? Qui si muore sempre per tentativo d 'aborto.

Una donna giovane e bella come te che non possa mettersi il bichini.

Che poi è già i due pezzi della nonna.

Parli bene te.

Purtroppo da noi non è come in città.

Le vedove qui hanno sempre gli occhi addosso, più di tutte.

Ma tu lo hai conosciuto mio padre?

Era un uomo adorabile.

Non potendo sposare lui ho dovuto sposare il fratello.

Allo zio piaceva l 'America?

Con i piedi stava lì, la testa l 'aveva sempre all 'Italia.

La gente lo chiamava mafioso e lui rispondeva a tarti maledetti, schiume

patrie galere europee.

Qualche pugno, ma nel complesso si era ambientato abbastanza bene.

Vedi, da Rocione fino alla Baia una volta apparteneva tutto alla nostra

famiglia. Ah sì?

Sì.

Solo che sono terreni talmente in riva al mare che non ci cresce un accidente.

In paese la chiamano la passeggiata dei pesci.

E laggiù, al centro della spiaggia, c 'è la proprietà.

Quello che è rimasto.

Papà non vuole mai costruirci niente. Quello è il porticciolo. Guarda.

Là c 'è il vecchio faro. E laggiù dovrebbe passare l 'acquedotto.

Mafia e geometra comunale permettendo.

Da qui risale il costone e confina con il bordo di Cannes laggiù fino al mare.

Grosso modo saranno 30 ettari. Mica male.

Reggiti forte.

Ok.

Su, vieni.

Laggiù comincia il demani.

Papà si fece dare la concessione per cent 'anni.

È un vizio di famiglia.

Speriamo sempre nella provvidenza.

Stai attenta.

Ci sono serpenti? Qui no, stanno tutti in paese.

Ti fai il bagno? Fa un caldo incredibile.

Marzia, non hai il costume, potrebbero vederti. E allora?

Guarda come si fa.

lì in palato.

Forza, Saro! Come on, dear!

Senza pescica! Altro che lo sesso!

Sì, zia.

Fumi? No, grazie, mamma. Mamma non vuole, dice che ferma lo sviluppo.

Senti, zia, perché non sei mai venuta a trovarci? Perché non volevi vendere?

Chi vende scende.

Per quei quattro soldi che ci offrivano.

Però a volte fanno comodo anche quelli.

Vedi, Saro, un posto così bello non può avere un prezzo.

Pensa alle mille combinazioni naturali che hanno concorso a formarlo.

Comunque è deciso, vendiamo.

Sei contento?

Ma chi è che compra?

Proprio bene non lo so, ma dicono che ci sia dietro a De Vito, il geometra

comunale. Quello che da vent 'anni fa finta di progettare l 'acquedotto.

Intanto ci vende l 'acqua minerale a peso d 'oro.

Ogni volta che arriva l 'estate, tac, un piccolo aumento.

E' bravo il geometra.

Ma si, ma si, è la verità. E' così. E' assicuro. Oh, buongiorno signor sindaco.

Buongiorno.

Eh, eh, bel colpito pure questo, eh.

Ecco un altro che sta passando, eh. Oh, carissimo.

Capolidoro. Parliamo.

Udice. Passo dopo in farmacia. Miura carissima. Minchia dopo i corni a

eh.

Dottore. Signora.

Signore. Buona passeggiata.

Grazie. Si diverta.

Buona questa, eh?

Ora te racconto.

L 'altra sera il marito era uscito. E allora?

Cosa t 'ha fatto?

Basta, urlava.

Ma io come animale sordo fui.

Insomma, non mi ha confessato piangendo che col marito mai.

Ma va, te ne dico mai.

Ma te ne dico mai?

Sì, sì, a parte che nessuno di loro somiglia al pace.

Insomma. Il piacere fisico carnale. È quello che non aveva mai provato, amico

mio. Mi spiego.

Ehi, Calogero, che c 'è? Su, su, su, svelto. Andiamo, andiamo.

Arrivo.

Signora Antonia, buongiorno.

Buongiorno. Buongiorno. Signor Calogero, le presento Gloria Lamborghini, mia

figlia. Piacere.

Permette l 'insegnere Antonio De Vita. Palma Chiara Urzi.

Ciao, Saruz.

Saluta, Saro.

Buongiorno, buongiorno.

Possiamo avere l 'onore di accompagnarvi per fare una passeggiata insieme?

Grazie, volentieri.

Stavamo andando a mezza.

E allora, Saruz, come va la scuola, eh? Come va?

Bene, bene.

È mai stata sull 'Etna?

No, perché?

È come noi siciliani. Fuori la neve, dentro il magma incandescente.

Però...

Si

tratterà molto?

Dipende. Da? Da lei.

Da me.

Sì, perché, caro geometra, ha quei quattro soldi che ha offerto per la

Lamborghini. Prego.

Mia cognata Antonia, anch 'io sono un erede.

Ma è terreno agricolo, incolto da cent 'anni.

Ha appena un filo d 'acqua.

Sai come vanno le cose oggi.

Nessuno vuole rimanere in campagna.

Poi, lo prendo per la mia povera mamma.

Amministratrice unica della società, che poi presenterà un progetto di

lottizzazione. Guarda caso proprio a lei.

Puttana da miseria. Pardon?

Niente, minchiate.

Pardon, volevo dire sciocchezza.

Ehi, non sono mica il farmacista io. Ti piace?

A me sì.

Ma sai, i carabinieri, il pretore qui, sono gente molto difficile.

Non ti dico poi quelli del paese.

Rito indiano, eh? Se porta a viva insieme al marito.

Non ti depili?

A lui gli piaceva così.

Vieni qua, dai.

Dove stanno le forbicine?

È lì.

Stenditi un momentino, che operiamo.

A proposito... No, mai più da allora.

Ecco fatto.

E poi quest 'altro anno ti metti in tople.

Ma va là.

L 'hai vista?

Mica male questo calogero, di che segno è?

Ti ha chiesto di me?

No, c 'era troppa gente, ma hai capito benissimo perché ero venuta.

E' antipatico forte a Saro, eh?

No, è solo che non sopporta l 'idea di un 'altra accanto a me.

Forse quando sarà più grande.

Tu sarai più vecchia?

Ma forse, forse un corno.

Non hai mai pensato a risposarti?

Cosa? Vuoi dire ritornare a convivere stabilmente con una di quelle brutte

scimmie pelose con quel coso scivoloso tra le gambe che se gli dici uh come

piccolo corre subito dallo psichiatra? Io dico che veramente sei diventata

madda.

Buongiorno. Buongiorno, ingegnere. Ma oggi niente progettazione?

Acquedotto selvaggio.

Il solito, ingegnere. Sì, il solito.

Beh.

Allora. Playman.

Le ore.

Sì,

ci sono cose delle gare. Come devo dirlo?

Lei poi?

Parla sottovoce, è delegata la roba, no?

E che?

Ecco a lei, ingegnere. Ok.

Dite un po', manuale del bratici ne avete?

Bratici? Bratici, bratici, quella minchiata che gioco nei Contenandale,

specie di briscola 37 per i ricchi.

Ah, brigi, volevate dire, ingegnere. Ma perché, io che disse?

Allora.

Bridge, bridge.

Ecco, bridge.

Ci ho fatto?

Ecco qua, ingegnere. Proprio ieri è arrivato, l 'ultima edizione.

Good bet son.

Beh, beh. Tutto sul conto spese rappresentato del comune, ingegnere.

sarà, avrai l 'acqua gratis.

Questa è la quarta volta che me la porti.

Le medicine le devi prendere tu. Lo vuoi capire? Non andartela a vendere, hai

capito?

Sennò un giorno di questi... Senza offesa, dottor. Va, va, va, va.

Un impenneabile.

E non tornare più, eh?

Grazie.

Un salve a minchia. Mille.

Buongiorno, dottore. Ciao, dottore, che succede?

È una cosa urgente.

Ti sei arrossato di nuovo, eh?

No. Guarda che io ho medicina americana e questa volta non lo ho. Ma no,

dobbiamo fare il bridge. Bridge, io e te. Ma se non lo hai mai giocato.

Appunto, tu me la insegnerai stamattina. Ma va, ci vogliono anni.

Era per vedere Antonia.

Camela.

Camela. Mi dica, dottore.

Consuggentissima. Mi sostituisca.

Ma io non conosco le medicine, dottore.

C 'è tic -tac.

Tremila. Grazie. Prego.

Non si preoccupi, Cammela.

Finché la mutua non passerà ai profilattici, nessun problema. Abbi

Salutiamo, donna Cammela.

Buongiorno.

Cinque parafumini.

Salute. Sono per papà e mamma.

Perché se non resto figlio unico, devo dividere la proprietà.

Ma allora dividete i letti, no? Già fatto, ma continuano per terra.

Buongiorno. Buongiorno.

Passo.

Un fiore.

Un cuore.

Contre.

Quattro senza.

Basso.

Cinque quadri.

Contre.

Cinque picche.

Contre.

Come sta il tuo figlio? Ancora male?

È un po' esaurito. L 'ho lasciato a casa.

Sempre stanchi questi ragazzi.

Non vi ricordate i tempi nostri? Sempre in casa con mamma. E mai stanchi. Una

mano forte ci vorrebbe.

Mazza e Panella fanno i figli belli.

Panella senza Mazza. Fanno i figli pazzi.

Ma quelli mazze, panelle, quelle cretinate lì, ma lasciatelo vivere, ha

anni. Scusi, signora, ma lei ha figli?

No, ci sto attenta.

Oh, madonna mia, Alfredo, è successo una disgrazia.

Buonasera, queste belle signore. No, nessuna disgrazia. Ho finito prima il

e sono passato a salutarvi, ma... Distorbo, forse. No, anzi, ci fa

Grazie, molto gentili.

Mi hai spaventato. Non preoccuparti.

Ah, che bella compagnia.

Vieni, siediti.

Che mariti affettuosi.

Si fa quello che si può. No, è che dovevo chiederti un parere di carattere

sanitario. Ah, sì.

Hai scoppiato i coleri.

No, d 'inverno mai che ho visto la sua macchina qui fuori e allora ho pensato a

una disgrazia. Pure tu.

Che bella combinazione.

Manco ci fossimo dato un appuntamento.

Buongiorno.

Il consiglio comunale si riunisce qui adesso.

Buongiorno signore.

Sordo, prima ti hanno cercato.

Buongiorno.

Buongiorno, signore bellissimo.

Signori, buongiorno.

Salve.

Buongiorno, amico.

Carissimo.

Ah, Calogero.

Farmacista Calogero.

Sono arrivato alle pastiglie di liquirizia.

Alfredo, ti ho detto mille volte che la mia non è una drogheria.

Ah, signori, lasciateci almeno finire la partita. Anzi, perché non vi combinate

un tavolo pure voi?

Mi pare una buona idea.

Ci facciamo una briscola? Sì. Con un 3 -7 per rivincere.

Calocero, te vado a fare una briscola.

Mi dispiace, Totò, ma io gioco solo a bridge.

Bridge, bridge, bridge.

Basta un viaggio a Reggio Calabria e già diventano subito... Ma se manco a bocce

sai giocare.

Se non parlare di bridge già diventano dei maestri.

Allora, siete tutti d 'accordo per una briscola?

Eh, visto che la cosa piace tanto alla signora... Vabbè, lascia stare, che vuoi

fare? Facciamoci un po' di grigio.

Ma dove cazzarola me l 'avranno messa?

Chi è?

Sono io, zia.

Buongiorno. Ciao.

Oggi c 'è turno a Singhiozzo.

Ma tu lo sai dove sta la mia valigia?

Certo, nel soppalco. Te la prendo subito. Ok.

Stala su.

No, grazie, vado io.

Tu reggimi la scala.

Attenta, è mezzo incastrato.

Ecco qua, se non tornavi non sapevo come fare.

Dai, fammi passare.

Scusaci.

Buoni, a New York andiamo sempre al vermicello d 'oro.

Una merda.

Antonia! Signora Lamborghini!

Saro!

Buonasera, signora. Buonasera, buonasera.

Ciao, Antonia.

Stasera c 'è l 'inaugurazione del Jonah Club.

Tutto com 'è andato. Andiamo a piccare nella bocca della balena.

Quella non è la bocca, cretino. Che palle.

Veramente stavamo cenando? Quanto tempo ci date?

Mezz 'ora per farvi belle, vi basta?

Vi basta mezz 'ora?

Che pizza quello lì?

Saro, vestiti pulito che portiamo anche te.

Va bene, grazie. A tra poco.

Buonasera signore, buonasera. Facciamo le mani. Cammino, sordo.

Buonasera, buonasera.

Andiamo.

Grazie a tutti.

Grazie.

Grazie.

Grazie a tutti.

Hai visto che c 'è?

Beh, ha detto che è in attesa di divorzio. E che vuol dire?

Ti regolarizza prima e poi si viene in un locale pubblico. Ah, già.

Posso avere l 'onore di questo ballo con lei?

No, grazie. È troppo pericoloso ballare con lei. Ho saputo certe cose.

Mi augurano politiche.

Politiche.

Posso avere ancora l 'onore? Mi dispiace, ma questo ballo è riservato a

nipote. E beh, ha ragione. Povera Stella, tutto solo.

Ma zia, io e Lysion... Andiamo, su.

Eh, già.

Così non si può più andare avanti.

Io ti voglio bene.

Ma tutto, dico tutto a un limite, no?

Ti prego, non roviniamo la serata.

Senti, non possiamo più continuare a parlarci così sempre a spizzi che

Fai come ti pare, organizza, ma domani dobbiamo restare assieme.

No.

No?

Allora sai che faccio?

Domani vendo la farmacia al comune e me ne vado a fare il giro dei cugini.

No, il giro dei cugini no. Sì, invece.

America, Nord e Sud, Canada, Francia, Germania, Guatemala, Johannesburgo,

Australia.

Tornerò tra vent 'anni come Ulisse.

Non mi vedrai più, capito?

Assolutamente più.

Antonio, chi è?

Scusa, non riesco a dormire.

Mi gira tanto la testa.

Ma dove vai?

Ho la gola secca.

Vado a bere un bicchiere d 'acqua.

Ci hai dato sotto, eh?

Stenditi, te lo porto io.

Grazie a tutti.

sento mia

lontana

voce mandatina

E io penso a te, e poter, e poter,

non è finita.

E sei tu, e sei tu, non ci credevo più.

Se ti amo o no, ti prendo per la mano, ti asciugo

un po', e se guardo nei tuoi occhi, me lo fai tu.

E poi, non ci baciamo,

e tu, sempre più bella.

Ciao.

Se uno che ha dimenticato di comprare quello che penso io, giuro che lo

Sì, che c 'è?

Sono io, dottore, la cognata di Antonia.

La cognata di Antonia? Dio mio Dio mio, si è avvelenata, si è suicidata.

No, per il momento, ma potrebbe se lei non mi ascolta bene.

Domani mattina presto dovrebbe trovarsi al provveditorato. Sì, sì, sì, sì.

Farò come lei dice, sì, sì, sì.

Vado subito.

Cappuccino è pronta, professoressa.

Grazie, Aldo.

Dove vado, bello?

Alla parete.

Al provveditorato agli studi. È molto buono il cappuccino qua.

Grazie, signora.

Anzi, ne approfitto.

E mi compro anche due vestiti.

Due paia di scarpe e due camicette.

Sì, ma vacci con lui.

Prima o poi?

L 'autobus, professoressa.

Grazie, Aldo.

Grazie.

Senta un po', quando è l 'ultima volta che la professoressa andò a Palermo?

Adesso te lo dico.

Dunque, sindaco, dottore, professoressa. Il 14 aprile, sempre al provveditorato.

Questo fatto mi puzza.

Qui gatta ce cova.

A 300 luna, Massociacusa.

Come? 40 case. Ma come? Un aumento dell 'acqua minerale. Che ci volete fare,

Massociacusa? Condotto il rispetto, ma voi questo acquedotto lo volete fare,

signore? Lo volete fare. Ma allora siete fessi. E perché?

Ho in mano le statistiche di Palermo, Catania, Ragusa, Siracusa, Enna.

Tutte città servite dall 'acquedotto.

E allora?

Ma come allora?

Una competenza, Massociacusa.

L 'acqua del continente...

rende sterili le nostre donne.

Minchia. Ingegnere, facciamo una cosa.

Me ne mandate dieci cassette per mia, dieci per me figlia che si è appena

sposata e dieci per la nonna. Ah, pure per la nonna? Eh, la nonna, pure la

nonna, ingegnere.

Allora, ma che avete?

Scusate, scusate, ho un affare urgente da risolvere. Salutiamo.

Salutiamo, ingegnere.

Signora, ma che bella combinazione. Bella davvero.

E tenga, mi aiuti un po'? Prego.

Fatta. Dove andiamo?

A casa mia.

A casa sua.

Per la strada più lunga, eh?

Prego.

Com 'è bello qui.

Sì, sì, bello, ma... Facciamo così.

Lei ne parla con sua cognata Antonia.

E poi, quando avete deciso, mi date un colpo di telefono.

Sennò ve lo do io un colpo. Certo. Ma te lo pare, però.

Addio, bello Antonio.

No, amore mio, no.

La vinta è morta.

Ormai non resta che completare l 'opera.

Ma forse il caldo, l 'emozione, vedrai, amore mio, ti passerà. Per noi ci sarà

sempre un domani. È finita.

È finita. Prima di cominciare.

No, amore.

Sarai venire dalle medicine dell 'America.

Le prendi tutto il paese, puoi prenderle anche tu, no?

Arroso diventai.

Di male incurabile si tratta.

No, amore mio.

Io...

Io ti salverò.

Ciao, zia.

Ho fatto tardi?

No, giusto in tempo. Siediti che mangiamo. Subito, zia. Ti piacciono?

bellissimi. Mettiamoli qui che il pollo si fretta.

Senti, questa sera c 'è una prima all 'Eden. Ci andiamo?

Sì, va bene.

Ma senza il consiglio della rivoluzione intorno, eh?

Grazie. L 'anonimo Trapanese?

Il professore la sta aspettando.

Basta, basta che questo dà alla testa. Che male c 'è, una volta tanto. Quanto è

forte questo moscato. Gli agricoltori associati di Pantelleria lo fanno

buono. Qui ci vuole un caffè.

Lo prendi?

Oggi sì.

Allora? Sempre Don Giovanni sono.

Un blocco psicologico, Abby.

Dovuto al fatto che ti ho desiderata per anni come moglie.

Solo il matrimonio mi salverà.

Confetti, abito bianco.

Vedi un po' tu cosa si può fare.

Pronti con il caffè?

Come è andata oggi?

Come doveva andare, al solito. Quando sono preparato, niente.

Quando invece la lezione non la so, mi beccano subito.

Il guaio mio, sai qual è?

È che non so fingere.

È il tuo lato più bello.

Pronto? Sì, ingegnere, sono io.

Sì, sì, mi dica.

Va bene, ho capito.

Con i documenti della proprietà, ma al prezzo che ho detto io, eh?

Va bene, ho capito. Dal notaio per la stipula.

Sì?

Sì, sì, non ti preoccupi.

Riferirò a mia cognata Antonia appena torna.

Tutto a posto.

Io niente.

Ti puoi figurare. Ero così dispiaciuta per lui. Povero Paterotto.

Paterotto? No, ma posso immaginare. Gli sarà sviluppato un tale complesso di

colpa che ti avrà comprato tutta Palermo. Ti faccio vedere.

Sei mezzo rovinato.

Guarda, ti piace?

Bel regalo.

Vieni, ti faccio vedere una cosa.

Guarda, sono curiosa.

Ti piace?

Insomma è stata una giornata interessante.

Sei contenta?

Ci siamo fatti certi pianti.

E Saro dov 'è?

Non poteva venire, ha telefonato.

È da Massimo.

Ah, sì?

Dice che avevano un sacco di compiti. Ma tu finiscimi di raccontare. Vieni

allora, usciamo dal bar, eh?

Carissima, finalmente una donna puntuale.

Credevo non venisse più.

Caro Totò, diamoci del tuo... Bene, Gloria.

Accidenti!

Hai capito?

E poi dicono che la campagna non rende. È tutta roba vecchia, di casa.

Saraceni, Garabaldini, tedeschi, americani.

Non abbiamo fatto altro che portarla su e giù dalla cantina.

Prego.

Cedrata, menta, whisky?

Menta, grazie.

Ma dietro ogni fortuna si nasconde un crimine. Qual è il tuo?

Sono l 'ultimo maschio in linea diretta dei De Vita Palmacchiara Urzi.

E basta per tutto questo? No.

Si deve andare in cantiere a dieci anni, venire su dalla gavetta, se no il primo

manovale ti frega, e studiare quando gli altri dormono.

Così uno prende l 'abitudine a stare sveglio giorno e notte.

Poi, appena uno diventa geometra, magari comunale, magari provinciale,

magari responsabile dell 'ufficio tecnico aerareale, il gioco è fatto.

Diopo, ma non sarai mica una di quelle conciole intelligenti?

Se usata per togliere il necessario agli altri, sì.

È strano che una donna dica questo.

Qui da noi passiamo la vita a garantire a moglie e amanti il superfluo.

In cambio, riceviamo sempre solo una cosa.

Da noi la puoi avere lo stesso, ma su un piano di parità.

Prendi la pillola tu?

No.

Toglie il piacere del rischio e responsabilizza l 'atto.

Rende cosciente il maschio delle stupidaggini che combina quando il

abbandona.

Una teoria interessante.

Vogliamo parlare di qualcosa che ci riguarda un po' più da vicino?

Mamma!

Cara signora Gloria, ho tanto sentito parlare di lei.

Ma la realtà supera la fantasia.

Buonasera. Mia madre.

L 'amministratrice unica della società che comprerebbe i vostri terreni.

La signora Lamborghini.

In rappresentanza e a sua volta erede della proprietà.

Sono sicuro che troverete un accordo. Ciao, mamma. Ciao.

Signora.

Naturalmente, non prima di aver preso il tè.

Con vero piacere, baronessa.

E tu come mai non fumi?

La verifica di un rapporto è il dopo.

Se va, mi piace parlare.

Ben chiacchierone.

La presente vendita viene fatta ed accettata con tutti gli annessi e

usi e servitù, attive e passive, nello stato di fatto e di diritto in cui

trovasi la proprietà denominata tenuta Lamborghini.

Articolo 3. Il prezzo di comune accordo convenuto tra le parti per la vendita è

di lire 200 milioni.

Pertanto i venditori rilasciano ampia liberatoria e quietanza al saldo.

Ceccio, fai per mare.

Senti un po'. Mi devi spiegare come hai fatto ad ottenere il triplo di quello

che hanno offerto a me.

Sai cosa diceva la nonna McAllister?

Ogni donna siede sulla propria fortuna e non lo sa.

Lo hai seduto.

Domani devo partire.

Perché?

Ho parlato con il capo, se non torno subito farò la fine della monaca. Ma

intanto torno presto. Quest 'estate ti faccio lasciare la camera da Saro.

Ma per il tuo matrimonio, no?

La fai semplice tu.

Ricominciamo?

Ti sei scordata di Saro?

Hai visto come sei musonita?

Speriamo che nessuno abbia spettegolato.

È così facile ferirlo.

Non credere, è molto più maturo di quanto non sembri.

Senti, con Saro ci parlo io, tu non ti mischiare.

Oggi in classe qualcuno ha fatto lo spiritoso. Ah sì?

Sì, hanno tutti iniziato a parlare di quello che avrebbero fatto da grandi.

E tu?

E io, siccome non parlavo, mi hanno chiesto se è vero che farò il

Specialmente dopo un certo viaggio a Palermo.

Ma che cosa credi? Che la gente sia stupida?

Ma perché? Non capisco.

Quando il notaio ha detto 200 milioni, l 'hanno capito tutti che zia era andata

a letto con il geometra.

Siete due puttane.

Ecco cosa siete.

Due puttane.

A Palermo con quell 'altro figlio di cane, senza il minimo rispetto per la

memoria di mio padre.

E quel poveraccio di mio zio. Ma io non sono ancora morto. Mettici il farmacista

nella cornice.

Saro.

Antonia, che è successo? Ho visto Saro...

Lo

sapevo. Non dovevo andare a Palermo. Lo sapevo. Adesso ci parlo io.

Aspetta.

Portagli un golfetto.

Che stupida.

grazie

Saro, Saro, guardami.

Aspetta, vieni qui.

Sei innamorato di me?

Sì o no?

Sì. Con quali speravi?

Nessuno.

Un amore disperato allora?

Dammi un bando.

Così vuoi da me quello che neghi agli altri. Cosa, zia?

L 'amore, Saro. Tua madre è sola, ma è ancora una donna bella, desiderata. Un

giorno ti innamorerai, Saro. E forse tra dieci anni la metterai da parte per

occuparti solo di tua moglie e dei tuoi figli. E tua madre sarà troppo vecchia

per rifarsi una vita.

No, zia.

Non voglio nessuno al posto di mio padre.

Sei solo un ragazzino egoista e prepotente.

Proprio come era lui.

Scusa, zia, sono un vigliacco.

No, i vigliacchi non chiedono mai scusa.

Grazie.

Caro, sistema le valigie della zia.

Le partenze sono sempre più dritte.

Tempo tre mesi e torno. Che dici, gliela farai?

No.

Dallo alla Litalia, pensano loro a tutto. Grazie.

Oh, niente luciconi, altrimenti mi commuovo anch 'io.

Ciao. È meglio che andiamo adesso.

O la preside ci caccia tutte e due. Sì, mamma.

Buongiorno, dottore carissimo.

Buongiorno, signora Antonia.

Buongiorno.

Ciao, Charo.

Buongiorno, signora Antonia.

Domenica, vengo con le paste.

Oh, che sia chiaro. Farò il farmacista solo per vincere la disoccupazione

giovanile. Poi voglio un 'onda, la barca e lo stereo.

Ma avremo anche dei fratellini?

Ma cammina, sbrufone.

La femminita.

L 'impegnata.

La donna dal carattere forte, volutivo.

Quella che salva le vedove e i nipoti dai geometri rapaci.

Che ogni volta che ti guardava, ti moriva la voce in gola.

Come dicono gli italiani?

Ma che stronza che sei.

È mai stata sull 'Etna?

No, perché?

È come noi siciliani.

Fuori la neve, dentro il magma incandescente.

Però, neanche te è venuto a salutare il magma incandescente.

E poi perché avrebbe dovuto?

È stato un rapporto talmente chiaro, lineare.

Io ti do una cosa a te, tu mi dai una cosa a me.

Da noi la puoi avere lo stesso, ma su un piano di parità.

Certo, quello del letto. Più in piano di così.

Ma se l 'ha fatto per avere il terreno, l 'ha pagato caro.

Aspetta, aspetta che arrivo sull 'aereo. Quando non mi vede nessuno, mi voglio

fare uno di quei pianti.

Che ne inciadite? A qualcuno ci abbrucia, ve lo farà fino al crasto, eh?

Amici, tranquilli, questione d 'amore, eh?

E Davin?

Tu.

È una tradizione di famiglia.

Sono stata di molti altri.

Forse non sono proprio il tipo di donna adatta per una certa diffusa mentalità

meridionale. Comunque è da sfatare.

Mi hai avuti veramente tanti?

Sì, e tanti ne avrò.

Ma tu mi vorresti così come sono?

Mi sembra di avertelo già dimostrato, o no?

Sai cosa mi ha detto stamattina mia madre donandomi quest 'anello?

Lo sai?

Sentiamo.

Mi ha detto, figlio mio, se una donna dopo aver avuto mille esperienze sceglie

te, Lo sai cosa significa?

No.

Che sei migliore dei primi mille.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.