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Original subtitles

Domenico, ha portato tè o caffè?

Caffè, signora.

Ma non avevo detto tè?

No, madame, aveva detto caffè.

Avevo detto tè, cerchiamo di capirci, eh, Domenico?

Va bene, madame.

Ma cosa stai facendo? Va bene?

È ingrippata, signora.

Un massaggio.

Oui, ça va, domenico basta.

Madame, il caffè s 'è fredda.

Posso servire, signora?

Oui.

Mi faccio un vero tostato del Brasile.

Ma Domenico, cosa combina? Cosa sta pensando?

Alla mia mamma, signora.

Ci pensi in un altro momento?

Mi scusi, ci penso sempre purtroppo.

Mi dispiace.

È un perdonabile disattenzione fu.

A che ora hai detto che parti stasera, chérie?

Alle 20.

Speriamo che il tempo sia buono. Se c 'è il temporale come questa notte, sai che

bel viaggio.

C 'è stato un temporale? La fine del mondo.

Non mi dire che non l 'hai sentito.

Ma te lo dico, non l 'ho sentito.

Com 'è possibile?

Se ci sono stati dei tuoni che avrebbero svegliato anche un morto.

Sarà la cura che sto facendo. Penso non riesco a svegliarmi neanche la mattina.

Champagne, monsieur?

Domenico, sti attento. Non faccio un altro disastro. Non pensi alla mamma.

Madame ha chiamato?

Sì, Domenico.

Mi sveglia alle 5 precise. Devo accompagnare mio marito all 'aeroporto.

Va bene, signora.

Signora, sono le cinque.

Signora, sono le cinque.

Signora, le cinque sono.

Madame Juliette.

Madame, il sencare, madame.

Lui dice di avermi chiamata alle 5 e invece dormite fino alle 6. Si vede che

è dimenticata di svegliarmi. Mi sembra strano un ragazzo così serio, così

premuroso. Sì, ma è anche un po' indiscreto, l 'impressione di avere

suoi occhi addosso, che mi scrutano dentro e fuori. Non farsi caso, tutti i

camerieri si innamorano delle loro padrone. E quello che avevamo prima?

che avevamo prima non si tensava, te per il semplice fatto che si tensava a me.

Eh sì, infatti mi rubava sempre le calze di seta, credo che era una sua

debolezza. Au revoir, bonjour.

Au revoir, chérie.

C 'est assez, Domenico, change ? Je change.

Trandu.

Trandu.

Cups de guto, la man de sa femme.

Benissimo fece. Basta, Domenico.

Buonanotte.

Buonanotte.

Vado. Vado.

Domenico?

Sì, signora?

Non dimentichi di bagnare i fiori prima di andare a letto?

Va bene, signora.

Domenico?

Oui, madame.

Mi sveglio domani mattina alle 8.

Buonanotte.

Alle 8, puntualissimo.

Signora, sono le otto.

Signora, sono le otto.

Mi scusi la... la confidenza, ma sono le otto.

Stia tranquilla, non sporco la lenzuola.

Mi sente, signora?

Che zinna, sono le otto, madame.

Vedo quando mi piace.

Ma padrona mia, fatti vedere.

Che pupa che teni.

E tu non guardare col noto.

Scusi signora, ma sono le otto.

Io...

Signora, sono Leo.

Madame.

Buongiorno, signora. Ha dormito bene?

Sono domenica.

Le otto e qualche menudo, signora.

La colazione, signora.

Grazie, Domenico.

Lo sa che quando mi ha svegliato stamattina mi ero appena addormentata?

chiuso occhio tutta la notte. Non dispiace, signora.

Quasi quasi vado a fare un sonnellino.

Mi sveglia alle 11, caro.

Va bene, signora.

Ma, Domenico, dove va la colazione?

Ha ragione, madame.

Ma, Domenico, un po' di attenzione.

Ma cosa mi ha portato? Avevo detto che...

Signorina, per qualche minuto non voglio essere virtuoso.

Bene, avvocato.

Pronto, qua sei rotto.

Buongiorno, amore, sono io. Senta, questo scherzo sta diventando assurdo e

folgare. Ecco, ma devi essere bello quando ti arrabbi.

Guardi, potrai arrabbiarmi veramente, eh?

E chiamare la polizia?

No, no che non lo farai, passerotto.

Nessuna donna può restare insensibile a un amore sincero. Ecco chi sono.

Un uomo tanto innamorato che vorrebbe stringerti forte fra le sue braccia.

Leggi qualche cosa.

Enrico.

È l 'ultimo numero, cara.

Dove vai?

87, torno subito.

Enrico, vedi, l 'ho svelto.

Amore, volevo solo augurarti la buona notte. No, no, non irritarti, non dirmi

brutte cose, passerotto.

No, no, sono amato, sono tanto innamorato di te.

E non riesco a dormire se prima non ti dico che ti amo.

Ti amo.

Grazie a tutti.

Ci sono dubbi, figuriamoci, se pensi che tiene nella portafoglia la fotografia

di Golda Meir.

Ma no, no, per lui la donna diventa desiderabile, ha 70 anni.

Ma che ne so, gerontopide, gerontologo, va per la pesca.

È molto che aspetti Carlo? Sì, è molto, ma non sono Carlo.

Fammi entrare, passerò. Lasciami entrare. Non se ne vada. Mi lasci stare.

Sono una povera vecchia. Sei meravigliosa. Non aver paura di me. Non

concupirti. Io sono pazzamente prego. Ma cosa vuole da me?

Io potrei essere sua nonna.

Voglio un bacio.

Sono giorni che penso al fuoco delle sue labbra. Ma perché dovrei baciarla? Non

siamo neanche parenti. E poi, perché ci vedi tu? Ma perché ti desidero?

Ma non sfuggirmi. Devi essere mia, soltanto mia.

Sarà bello, vedrai, ma non guardarmi con quegli occhi di gozzella ferito a

morte, povero passerotto, passerottino mio.

Guarda, guarda, ti ho portato i marangassi.

Oh, come sai che mi piacciono i marangassi. Sta tutto di te.

Esterio.

E' un liquore.

che ho fatto con le mie mani.

Uva, fragole e marena.

E un liquore analcolico me l 'ha segnato la mammina.

Mi prometti di fare il bravo ragazzo?

Di non toccarmi neanche con un dito? Promesso.

Al nostro amore.

Che occhiacci da diavolo che hai!

Passerotto, dimmi la verità, quando è stata l 'ultima volta che... L 'unica

volta, durante la guerra.

1940?

No.

Era un capitano, austriaco.

Lo amavi?

Alla follia, disertò per me.

E lo fucilarono, pum, pum, pum.

E' terribile.

E speri, tu lo ami ancora?

No, ora amo te Enrico.

Che faccio qui? Ma che ci fai tu, piuttosto?

Ah, sì, sono passato a trovarti. La mattina sono sempre fuori di casa e tu

sai bene.

Lo so, ma passavo da queste parti e pensavo... Pensavo.

Almeno sei sincero e di la verità. Sei venuto perché sapevi che Valeria era

in casa.

Non vuoi scherzare, è quasi una bambina.

Vabbè, però da domattina...

Tu i soldi! Assaggiti qua!

Ma cosa ti fa? Ti sei appena sposato e già cominci, porcellone.

Ma dai, è soltanto un omaggio alla bellezza. E te di cose belle ce ne hai

proprio tante. Ma se ti interessavano queste cose potevi pensarci prima, no?

Adesso che ti sei sposato, demonio.

Ci siamo stati anche io e tua madre in viaggio di notte, camera 35.

Albergo Adriatico, non sono mica un imbecille.

Dai mo', grazie. Camera 35, mi raccomando, ricordati. Ma non darete a

pazzesco di mio padre, alla stessa 28, no, 35?

E ricordati, grazie, di tutto quello che ti ha detto...

Così mi spegne la peste.

Ti piace?

Ma sei una cannonata!

L 'ho ricamata con le mie maniche, ho messo sei mesi.

Ma cosa ti fai? Ti dormi senza pigiama.

Sì, mi piace dormire nudo, come mi ha fatto la mamma. Ma cosa fai? Vieni qui,

vieni qui.

Oh, Lello, ti mi giudichi mal se ti dico che ho tanto sognato questo momento.

No, ma perché ti torni a giudicare male?

Quando due sono innamorati, l 'amore fisico è naturale.

Pensa che stasera non mi importa neanche perdere il rischio a tutto.

Oh, ma io ti voglio nuda, dai!

Togliti la camicia, anche la catenina.

Ma mi vergogno! Allora togliti la camicia, lasciati la catenina, basta che

spriti!

Spegni la luce allora.

Sì.

Ostia, come sei bella!

Ma lo sai che sembri? Sembri la vera Red Botticini!

Le mutandine, ma la mamma non te l 'ha insegnato che le devi togliere. Te le

tolgo io.

Non mi far male, Lello.

Ma che male, che male.

Quattro le voglio fare stasera, quattro.

Grazie, grazie, raccomandati a San Petronio, perché stasera quattro le

fare, grazie.

Cosa ti va?

Cosa ti succede?

No, no, grazie, guardala, no.

Stasera non mi sento tanto bene.

Ma così all 'improvviso? Eh sì, sì, così all 'improvviso.

Saranno i grazioli di stasera, te ne cammagnate quattro?

Saranno quelle quattro maledette che non saranno di stasera.

Ma cos 'è che fai? Ma spegni questa schifosa luce!

Dio, moscoli!

Ti vuol dormire?

Sì, sì, magari è meglio che... Sì, forse è meglio che mi faccia un pesolino.

Ma non è mica niente, vedrai che mi passa subito.

Non ti preoccupare, grazie.

Lo sai che oggi mi sento proprio bene, mi sento. Meno male, ti mi hai fatto

prendere una paura ieri. Hai magari ragione, poverina. Chissà cosa avrei

pensato. Avrei detto dentro di te, ma guarda che razza di uomo che mi sono

sposato.

Invece non era mica niente.

Adesso che mi sono fatto una bella dormita è passato tutto.

Ti sei sicuro?

Ma sentimo qua, danna di poca fede.

Condoliere, presto all 'albergo triattico.

Va bene.

Deco.

Non ho niente da fare, sai.

Mi dispiace.

Anche a me?

Sì.

Bravo,

lei. Ma da cosa dipende?

Ma faccelo domandare a lui, domandacelo a Bastiano da che cosa dipende.

È capitato anche con altre donne?

Sì, insomma, qualche volta sì.

Quasi sempre.

Dì, vuoi?

Ma me lo devi giurare che non lo saprà mai nessuno, eh?

Ma ti preoccupi degli altri?

A me non ti pensi?

Ma sì che ci penso a te.

Certo che ci penso, ma dai, questa è una cosa passeggera, passerà.

Eh, speriamo.

Lello, ma ti ha detto quasi sempre.

Sì. Ma allora qualche volta?

Eh, una volta a Rimini, con una tedesca.

Eravamo in barca.

Il mare era così agitato che per poco non cascavamo in acqua.

Ma mi ricordo che quella volta ho concesso anche il bis.

Vero, Bastiano?

Grazie.

Ma te mi vuoi ancora bene?

Ma sì che ti voglio bene.

In fondo tu sei mio marito, il mio uomo.

Grazie.

Uomo l 'hai detto con ironia.

Venite avanti, donne!

Io sono mio, se il colino non fa sciate, è ancora più valorizzato.

Amore, vantati un pochettino, con tutto quel ben di Dio ti ci vuole un misurino

di più, prova il 46.

Venite donne! Ciao Lello, come ti andrà il viaggio di mano? Non c 'è male,

abbiamo fatto del nostro meglio.

E la sposina? La sposina è in riparazione perché gli scontri sono

Lello.

Grazie amore. Venite donne, domani mi cercate.

Piccola o grande?

Piccola, siamo soltanto mia e Lello. La vedrà che in seguito aumenta la

famiglia. Certo, posto, mi sono sposata.

Augurio. Oh, ciao Giovanna, ciao Marta. Ciao, grazie.

Siediti. Un momentino, intanto che spesso la torta.

Te trovo ben sa.

Ti vedo incinta.

Eh, beh, non so, può darsi.

Anzi, penso proprio di sì.

Beata, ti che ti ridimi, quando penso di essere incinta, mi ciappa un colpo. Eh,

beh, sposati allora.

E ti evitiamo. Vittorio, quando è che vi decidete?

Ma non lo so, ti sa, Vittorio non si mega come Lello. Beh, guarda, se per

anche Lello mega sempre rispettata.

Anche prima di sposar?

Certo.

Dopo... Senti, che fatto fa a dormire con un uomo?

Si è vero che a volte, a notte, ti sveglia per... Beh,

alle volte succede.

Se è tardi, ragazzi, mi rilasso.

Prego, signora.

Grazie, Camillo, la segni, eh? Va bene, grazie.

Lello!

Lello! Lello!

Lello!

Ti ricordi di quella tedesca?

Ma quale tedesca?

Quella che ti ha fatto l 'amore in bar. Ma... ma avevamo detto di non parlarne

più! Parlemono invece, s 'è importante!

Vabbè... vabbè, allora parliamone.

Eccomi. Con chi altro ti ha fatto l 'amore? Ma cosa mi arriva in gara? Ma

Ma dimmi, che s 'è importante?

Con la moglie di mio cosino. Bravo, bel porco! E dove ti lo ha fatto?

Ma cosa vuoi che mi ricordi? Ah sì, sopra un camion.

Il marito guidava...

E noi eravamo lì dietro che facevamo le così.

Lello, che sì, mogo, ho capito tutto.

Quando siamo partiti per il viaggio di nozze, il treno ti è rieccitatissimo, il

motoscafo ti è rieccitatissimo, a letto invece niente.

Ma oddio, insomma. Ma come insomma, Lello, a letto niente, eh, mi sbaglio.

Vabbè, come vuoi, niente.

Il giorno dopo in gondola eri talmente su dei giri che siamo tornati dei corsi

in albergo manutilmente.

Insomma, le uniche volte che ti sei riuscito a fare l 'amor sei stato in

sul carro.

E questo cosa ti fa pensare?

due volte in trent 'anni è un po' pochino, mi sembra. No, se è che ti per

mortica hai bisogno di trovarti su un mezzo di trasporto. Ma cosa dici, cosa c

'entra? Ma lei lo c 'entra, non lo sai che il treno e la macchina sono

stimolanti sessuali, sono afroasiatici. Ma grazie, ma cosa dici?

Ma lei vuol dire che noi dobbiamo andare a far la mortica in macchina in

aeroplano? Ma te sei proprio scemo, ma te hai troppi romanzi di fatti.

Le macchine riesci a casa?

Signorena, lei ci verrebbe a casa mia?

Sempre io ci sono.

Ma se fa quello che ci dico io, gliene do anche 20.

Maronna mia, che re!

Ah no, niente, è mia moglie.

Che dobbiamo fare in tre? No, è una bambola a grandezza naturale.

L 'ho comprata quando Rosetta mi ha lasciato. Le ho fatti i suoi

le ho messo la sua vestalia, la sua biancheria.

La sera ci parlo e mi sento meno solo.

Venga che ci mostro il resto dell 'appartamento, signorina.

Ma perché tua moglie ti ha lasciato?

Ma veramente, lei non mi avrebbe mai lasciato.

È stato lui che l 'ha costretta.

Diceva sempre, scegli, o me o lui.

L 'avrebbe scelto bene, però lui la minacciava... Povere, non mi rispiace

No, niente, sono i casi della vita, signorina.

Va bene così?

Ma certo che va bene.

Ma che per caso fossi un umanico sessuale?

Ma mi vuole scherzare, signorina. Lo psichiatra mi ha detto che sono

assolutamente normale.

Ho anche in corso domanda per rischiatutto.

Però vede, dovrebbe tirarsi un po' sui capelli.

Vede come li portava lei?

Un po' alla schiava, più o meno.

Nena, che fai?

Senta pure, signorina, non abbia paura.

Il nostro, vede, è stato un matrimonio d 'amore.

Lo... L 'ho incontrata ad Asti, su una pista di patinaggio a rotelle.

Io scattinavo molto bene, era il mio hobby, facevo anche la segura.

Avevo un buon impiego al comune, archivista, ma lei mi rimproverava di

guadagnare poco, di essere un fallito.

Ma lo facevo per il mio bene, per il mio interesse, capisci?

Vanno bene i capelli così?

Sì, sì, va bene, va bene, sono proprio rossi come i suoi.

Solo che Rosetta era più piccolina, più grassa.

Peccato che lei non è grassa.

Aspetti, aspetti.

Faccia vedere.

Faccia vedere.

Scusi.

Eh sì, eh sì, sì.

Ci somiglia.

Magari Rosetta era più bellina.

Eh?

Insomma, che ha già fatto? Che devo fare?

Adesso lei arriva, suona il campanello e mi dice le cose che le ho scritte sul

foglietto. Ah, il foglietto! Dove l 'ho messo?

Oh no, dove?

Sulla sua borsetta.

Non ne vale a Montecarlo, il suo profumo preferito.

Che puzza!

Buono. Cansiero, Rosetta ti ama!

E che re è? Ah no, niente, è una gracola religiosa, è un merlo indiano.

Romeo, cosa devi dirci al tuo Cansiero?

Rosetta ti ama!

Ce l 'ho, ce l 'ho insegnato io.

E noi saremo di nuovo tutti e tre insieme, felici e contenti come una

sempre.

Hai sentito? Hai sentito? Suonano alla porta, forse è lei, vedrai che è lei.

Rosetta mi ama!

È lei, lo sento che è lei.

Nella pizza, il nostro disco, Rosetta.

Rosetta! Gian Siro! Sei tornata, vero? Sì.

Sei tornata per sempre, vero? Sì, potrai perdonarmi.

Che nostalgia avevo di te!

Che nostalgia avevo di te!

Che nostalgia avevo di te! Della nostra casa, della nostra intimità, della

nostra vita modesta e serena.

Io ti ho aspettato sempre, tesoro, e non ti ho mai fatto mancare i cannoncini

alla crema.

Quelli che ti piacevano tanto.

Questa volta non sono acidi, vero?

Veramente un poco.

No, per Dio, mi deve dire che non sono acidi, che erano acidi, me lo diceva

sempre Rosetta.

A volte me le tirava anche in faccia.

No, sono buoni, buonissimi. Sembrano sfornati in questo momento.

Sono contento, sono contento, Rosetta.

La riconosci, la tua stanza è ancora come l 'hai lasciata.

C 'è ancora il tuo profumo, il profumo della tua presenza.

Sono tanto stanca, vorrei andare subito a letto. Certo, certo, Rosetta, subito.

Io posso venire a letto con te o devo andare a dormire sul divano.

No, amore, il letto è grande e ci stiamo bene anche in due.

Grazie, grazie, starò buono, buono da una parte.

Non ti toccherò nemmeno con un dito, te lo giuro.

Ma io voglio essere toccata e stretta forte.

è questo che sono tornata, lo capisci? Davvero?

Ma certo, ti amo tanto, di lui non me ne importa più niente, è alto e robusto

come un facchino, ma non ha la tua delicatezza.

Ma lui è più giovane. E con questo, tu hai il fascino dell 'uomo maturo.

Vieni, vieni, vieni.

10, 20, e queste mille così.

Ah, grazie. È stato bello, no?

Senta, alla fine del mese, quando prendo lo stipendio, lo rifacciamo? Eh, lo

rifacciamo. Lei è sempre lì, no? Tutta la sera.

Ciao. Arrivederci.

Signorina Tamara,

se le chiedo un favore, lei me lo farebbe?

Tutto quello che vuoi.

Mi telefono domani facendo finta di essere Rosetta.

E che ti devo dire?

Una cosa carina. Quello che vuole.

Faccia lei.

45923.

Ciao tesoro, non stancare troppo. Ricorda che noi appadriamo se non

Ciao.

Sì, sì.

Sì, sì.

... ... ... ...

...

Che c 'è qui?

Cosa c 'è qui?

Max?

Max?

Cosa c 'è qui?

Niente.

Cosa c 'è qui?

Cosa c 'è qui?

Grazie.

Oh,

è Hanifin!

Bravo!

Le sorelle, che caccia c 'è con lo donatore?

Donna Mimma, mangiatevi una melanzana fritta. Hai fatto io che manumei.

Povero Michele!

Ammazzato! Povero Michele! L 'hanno ammazzato!

E chi l 'ha ammazzato si sa, ma non si dice!

Che cosa diste morire e lasciare in vita una moglie così bella?

Chi pesta i piedi a donna Alvaro non muore certo di vecchiaia.

Ah, eccolo, donna Alvaro Magaluzzi.

Donna Mimma, c 'è donna Alvaro.

La vostra, donna Mimma.

Questa casa è aperta a amici e nemici.

Accomodatevi. Don Alvaro onora chi parte e aiuta chi resta, come amico, Enzo.

Vi ringrazio per la corona, don Alvaro.

Dovere mio.

Gradite un sorso di marsala?

Un 'antichia.

Alla salute del defunto.

Non bevete, donna Mimma?

Alla salute del povero Michele.

Ma come successe sta disgrazia?

Io ne antavette e ne antasaggio.

Nemmeno voi ne sapete niente, donna Alvaro.

Mi dissero che infortunio fu.

Mentre rientrava a casa in macchina, si scontrò con un proiettile che procedeva

nella direzione opposta alla sua.

Ah, capisco.

Incidente della saga fu.

Posso rendere omaggio alla Salma? La Salma onoratissima sarà.

Faccia le mani, Don Alvaro.

Giovane, aitante, pieno di salute.

Cent 'anni ancora poteva campare.

E allora che facciamo?

Donna Mimma, su, bisogna farsi coraggio, essere forti. E purtroppo la morte è la

più incurabile delle malattie.

Accomodiamoci.

Donna Mimma, ora siete sola.

Se gradite la protezione di donna Alvaro, voi solo parlare dovete.

Che può fare una povera femmina tutta sola?

No, non siete sola.

Donna Mimma, ci sono io.

Eravate ancora una bambina e già la facevate impazzire dal pesadelo.

Sapete la devozione che ho per voi.

Qualunque cosa, qualunque.

Prego, non davanti a lui.

I morti non sono gelosi.

Ci sono anche i vivi. I vivi non hanno orecchie quando è donna Alvaro che

Se voi volete, donna Mimma, voi sarete la mia donna. La donna di donna Alvaro,

che vorrebbe dire la firste lei del collesano.

È troppo presto per parlare di queste cose.

Rispetto il vostro dolore, mi inchino al vostro lutto, donna Mimma.

Quanto tempo dovrà aspettare, eh?

Eh, almeno fino a domani.

Nel primo pomeriggio.

Il tempo di dimenticare.

Ecco qua, Memmuzza, questa è Rosolea, la regina della casa.

Che bella spostina, buona la sceglio.

Uomo di muscolo siete, eh?

Ancora niente, l 'avete visto?

Grazie, Memmuzza.

Quella casettina avete, eh, donna Alvaro?

Sì, e ora è tutta tua, tutta tua.

Minchia, molto sono.

Sono tre giorni che non esce, affamato di femmina era.

Oggi Rosalia in camera da letto ci ha portato a mangiare.

L 'ultima volta, due settimane ci è rimasto.

Cinque anni fa era più giovane.

Allora ce la guardate.

Grazie.

Grazie.

Ma vero credevi che ti avevo tradito, Metelluzzo? No, ti ho soltanto

Tutte le arti erotiche usai, me le feci insegnare da Carmela Labottana.

Tu la conoscevi, no?

Tutti i trucchi e gli artifici sessuali mi insegnò.

Per distruggere le velocità e con ogni parte del mio corpo.

Anche contro natura mi usò.

Ma ora vendetta è fatta.

Delitto sessuale fu.

Come?

Vuoi sapere se provai piacere?

Una volta sola mi scappò un godimento involontario. Ma poco a poco,

ti giuro. Poco a poco.

Un piccolissimo orgasmo fu.

Perdonami.

Incazzato sei?

No? Non mi guardare così, Micheluzzo.

Posso andare allora?

Ciao, Micheluzzo. Ci vediamo.

Che manga mode!

Eccoci in rio!

Cosimo, il tuo marito.

Siamo parenti.

Signore, lei ancora non sa Cosimo?

E' vestito fino a un anno fa.

Poi io ho lasciato la moglie e si è nascuto.

E dove si è nascuto?

Venga, dottor Bianchi, siamo arrivati finalmente, eh? Ci abbiamo messo un po'

tempo, ma ne valeva la pena.

Ah, senta che aria!

Respiri, respiri!

Eh, effettivamente, buono. È un bel posticino qui, quasi un etero di

casa in progetto, 150 milioni.

Buono e anche caro. Venga, venga, mia moglie quando gli porto qualcuna cena

lei, è una festa.

Sono sempre in casa, poveretto, non vedo mai nessuno, non esce mai.

È una donna semplice, tranquilla, ma cosa vuole? Sempre qui, sempre da sola.

Ciao, Pupino.

Buonasera, ingegnere. Come vanno le gardegne?

Adesso le porto in serra. Ecco, bravo.

Piace la casa? Pupino. Sì, le bunker.

Me l 'ha fatta un allievo del culo così.

Tiana, sa quanto prende quel giardiniere lì? 120 .000 lire al mese. Più i

contributi, casa, luce, riscaldamento gratis, le mance a Pasqua e Natale, per

più si ripassa le cameriere.

Ma mi dica lei che sta meglio di lui, no?

Ah, nessuno, nessuno. Ecco, vedi.

Ecco qua, questa è la mia modesta dimora.

Come dice il proverbio, dimmi dove abiti e ti dirò chi sei.

E questa è la mia signora.

Bella tutte e due, vero?

Ciao, tizi.

Dottor Bianchi.

Molto lieto.

È il capo ufficio statistica della nostra società. Lui è in sede centrale a

Padova, ma adesso è venuto qui a Milano per certi dati.

Ah, lei si occupa di statistica.

Dicono che sia la meno esatta delle scienze esatte.

Esatto. Prego, si accomodi.

Si stiega dove vuole. Cosa mi diceva il nostro dottore qui?

Che su cento persone invitate a cena, cinquantacinque rifiutano con una scusa.

Trenta per cento accettano, ma perché non sanno dire di no.

Dieci accettano con entusiasmo, ma poi si pentono amaramente.

Accendino in plexiglass, bello oggetto, vero? No, guarda, è semplicissimo, basta

girare. Perché uno crede che gli architetti dovrebbero costruire... Ma l

'altro... Invece no, fanno accendini, bicchieri, penne a sfera. Ti dicevo,

Tizzi, che soltanto il 5, 5 % degli invitati a cena si ritengono

soddisfatti. Mi auguro che lei sia uno dei 5.

Senza dubbio, mi dispiace di dare un po' di riturbo, eh.

Non vorrei, appunto... Non ti figuri nessun disturbo, anzi sarà una cena alla

buona. Ma saremo del nostro meglio.

Rosario ha un coperto in più.

La vede quella lì?

Quella lì guadagna un sacco di soldi e invece di essere allegra c 'ha sempre il

muso.

Pensi che becca 150 .000 lire al mese, peserà sì e no 38 chili, sono più di 4

.000 lire al chilo, come il filetto di vitello.

Sa che ha aumentato anche il grano. Ecco, anche il grano. Ha visto, ha

Adesso lei mi dica. No, cazzo, mi dica. Mi dica chi è. Sta meglio delle donne di

servizio. Ma lo dica. Anna non lo sa.

Forse il giardiniere. No, ma quelli di conforto sono dei pezzenti. E poi non le

dico le pretese. Per esempio, Tiziana vorrebbe un bambino. Non possiamo, se no

la domestica se ne va. Ma Vittorio, cosa vuoi che interessino al dottore queste

cose? Piuttosto prepara un aperitivo. Ma subito.

Dottore, intanto se lei vuole fare quella telefonata lì in albergo, si

pure. Ma non c 'è fretta, sa.

Guardi, il telefono è in camera mia. Venga, l 'accompagno.

Venga, dottor Bianchi.

Sì, forse è meglio, perché vede, ecco, così, se telefono in albergo, io dico

sono qui e mi chiamano così.

Tiziana, tu cambia, se non verrai mica a tavola così.

Pronto?

Albergo Duomo.

Ah, non è Duomo, ecco, appunto, supponevo, mi dispiace il riscudo, ho

Cercavo l 'albergo Duomo.

Ah, è l 'albergo Duomo, sì.

Senta, cercavo il dottor Bianchi.

Sì, attendo in linea.

Oh, che stupido, sono io il dottor Bianchi. Non sono in albergo, ma

fuori.

Ah, volevo dire che sono invitato a cena in una casa, senza reggiseno, e

che se arriva qualche comunicazione io sono qui che l 'aspetto al numero, sì,

vedrà anche il numero, 36,

44, 25, 26.

Grazie, attendo in linea.

Eh, ho avvertito.

È un aperitivo che richiede una preparazione un po' lungata, però è il

del mondo.

No, perché sembra facile fare un buon aperitivo, invece è una cosa molto

delicata. Questo qua è di mia invenzione, l 'ho chiamato bulldozer. E

così, ci mettono tre ottavi di martini, quattro ottavi di vodka.

Non mi faccio niente, signora. Non mi faccio niente, signora. Non mi faccio

niente, signora. È già tutto, è già tutto, signora.

Signora, scusita, ma la prego lì. Mi lasci fare, non vorrei che le passi la

macchina. Non si preoccupi, signora.

Ma, insomma, per te.

Cosa fai, signora? La faccio io.

La prego, guardi anche.

Scusi, signora.

Scusi, ma... Molto gentile, signora Tiziana, grazie.

Cicci!

Cosa fai, Tiziana? Niente, l 'ho pulito.

Assaggi, assaggi, dottore. Mi dica cosa ne pensa.

Sinceramente. Buono?

Buono, eh?

Che dica?

Cos 'è questo?

Basilico.

E allora?

Buono? Buono.

Pultozzer.

Vedete tutto il bianco, questo è il mio regno. Qua dentro io curo tutto con le

mie mani. Eh no, perché non mi fido di nessuno, capito?

Sarebbero capaci di farmi seccare tutto nel giro di pochi giorni. Sai che una

volta sono tornato da Parigi, un giorno prima, preoccupato per le mie rose.

Ma guardi, io ci tengo più ai miei fiori che ai miei amori.

Si fa per dire, naturalmente.

Lo sapeva lei che i fiori hanno una loro sensibilità musicale particolare? Eh

no, eh no! Li vedo che ci dottor parlando. Guarda, io ci faccio due ore

trasmissione. Una la mattina e una la sera.

Guardi che bella pesca!

Mi aiuto a prenderla?

Alcuni amano il jazz come i tulipani. Mi aiuti? Invece le camellie preferiscono

la musica. La tollevo?

Sarà per quella loro parentela, la traviata. Però deve essere sempre una

delicata, diffusa.

Niente probe, niente... Una volta che è passata qui... L 'ha presa?

Sì, sì, l 'ho presa. L 'ha presa? L 'ho presa? Lo sento, lo sento. Ha detto che

ai fiori piace della musica.

Tutti i fiori ci piace la mia, eccetto le daglie.

No, no, no.

Sì, veniamo, veniamo, Rosaria.

Tavola, tavola.

Tizzi, forse il dottore si può dare una sciacquatina alle mani. No, no, no, non

è importante.

Un risottino a quel dio biondo!

Cosa le devo dire, caro dottore? Io vado via tavola a chi ha letto!

Questo è l 'asciugamano pulito? Sì, sì, grazie.

Se si vuol togliere la giacca? Ah, no, no, no, grazie, va bene così, va bene

così. Se permette, io intanto approfitto.

Prego, prego.

No, non c 'è qui. Sì, eccomi. Sì, è qui, Tiziana.

È il tuo marito.

Che semo mi portavo il sapone.

Sa che sua moglie era qui dentro, ingegnere.

Bravo il nostro dottor Bianchi.

Eh, vabbè, insomma, grazie.

Ma lei capisce, caro dottore, che quando le dico che una mia tattilografa, dico

tattilografa, brava ragazza, 22 anni, buona famiglia.

Viene a prendere con gli straordinari la incredibile cifra di 180 .000 lire al

mese soltanto per battere a macchina 8 ore al giorno, che poi non sono nemmeno

tante.

Dico, dico, 180 .000.

Ebbè, allora, lei si rende conto che oggi come oggi in Italia quelli che

meglio sono quelli che una volta morivano di fame.

Ah, certo?

E cioè, che la classe più agiata sono gli operai. Ma come no?

Le sembrerà un paradosso, ma è proprio così, glielo dico io.

Una volta, come si dice, ai poveri era riservato il regno dei cieli. Ma adesso

si sono piazzati mica male anche sulla terra. Ah, niente male.

Ma sai, tizi, che è proprio buono questo rospifino. Io me ne becco un 'altra

bella fettina alla faccia del colesterolo. Ecco qui, questa qui, che

terra.

Buon rovino, eh?

Buonissimo, buonissimo.

Ma non si vuole girare di schiale?

Diciamo la verità, il nostro è un problema squisitamente economico.

Non si può più fare niente senza una sana, ma veramente sana, economia.

Ma io me ne becco un 'altra settina.

Ma lei lo sa cosa mi ha detto ieri il primo industriale Lombardo, non le

il nome?

Mi ha detto, non mi faccia parlare.

Adesso lei capisce che se un primo industriale arriva a dire queste cose

dire che siamo arrivati a livello di guardia.

Abbiamo proprio toccato il fondo.

Che buon odore che ha, signora Tiziana.

Senta, signora.

Mi dica.

Prima a tavola.

Prima a tavola?

Sì, quando... Quando mi ha fatto il piedino.

Quando le ho fatto il piedino?

Niente, pensavo... Se se ne accorgi... Che?

Suo marito.

Di cosa?

Niente, ho avuto l 'impressione che... Forse mi sono sbagliato.

Certamente si è sbagliato.

Dorme. Gli capita spesso dopo mangiato. Si sveglia, no?

No, però non credo di approfittarne.

In che senso?

Non so, magari le pensa, il marito dorme e io cerco di sedurre la moglie.

Parli piano.

Dica la verità che l 'ha pensato.

No, guardi, glielo giuro.

Non giuri, glielo leggo in faccia.

Se si avvicina, grido. No, cambiamo soltanto la posizione, non mi avvicinavo

mica.

Però lo desidera.

Eh, desiderare, beh sì, insomma, ma rispettosamente, ecco.

Dormi ancora, suo marito.

Questo l 'abbiamo già detto. E' vero.

Avrebbe il coraggio qui davanti a lui?

No, non credo.

Ma se lui non ci fosse, oserebbe?

Oserei, oserei, ma lui c 'è.

Osi, osi pure.

No, guardi, non mi provo più, perché può essere pericoloso. Il pericolo mi

emoziona. L 'emozione mi inibisce.

Gli inibiti mi eccitano.

Non c 'è, non c 'è niente.

No, no, no, non stiamo mica a scendersi. Abbiamo fatto tardi, ora andiamo a

dormire. Ma guardi che io... No, ma l 'assicuro che posso fermarmi. No, lei

così per farci piacere. No, no, no, io resto.

Magari bevo anche un bicchierino. Anche la Tiziana qui ha esitito, vero?

Rosario, accompagna il signore alla macchina, apre il camion.

Guardi, signora Tiziana, che sarei esito e io resto.

Magari il signore potrei tornare più tardi.

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