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Grazie.
Adunque, narreròve alcune novelle o favole o parabole o istorie che dirle
vogliamo, nelle quali piacevoli e tascri casi d 'amore, allegramente vedremo.
Se lo lettore nostro pazienza avrà di seguirne, trarranne gran piacere e gran
sollazzo, tali che io non starò qui certo a dirve, giacché saranno istorie
fica e anco de cazzo. Oh, cari miei messeri!
Che cosa vuoi?
Smettila, te dissi, dai.
Smettila, dai.
Su, stanco sono, perché un po' riposo e non mi lasci?
Dai, ho una gran voglia.
Su, ma dai, mi è tanto che non lo facciamo.
Smettila.
Adesso ho proprio seccato le ave.
Dai.
E dai.
Ciao, a presto.
Su, bene, forza. Dai.
Ai vostri ordini, gentile Madonna.
Oh, che bella fichetta avete.
Adesso le spose sono peggio di buttare.
Farebbero si montare la sera a mare.
Letta me la ficha dolce amante. Se ti pisce fra le labbra, ora un importante.
Ma che ne so con questa lingua che rugosa.
Falla goderti questa infelice sposa.
Così. Così.
Ha messo in giro la lingua, troglione.
Fammi leccarlo per tutto dello tuo culo.
Come lecca bene la tua lingua.
Come lecca bene.
Come lecca bene la tua lingua.
Che colore.
Come lecca bene.
Come tocca bene il tuo dito. Il tuo dito tocca bene.
E come tocca bene lo tuo dito. Come lecca bene la tua linga. Sì, orlo dito
entrare e ti stimola a cagare.
Caga pur senza riserva.
Che te lecco anche la merda.
Orlo dito.
Così.
Così.
Che magnifico cucciotto.
Che stupendo boccolotto.
Come Suggiro Pinconi.
Se l 'ha meglio dell 'Orione. Forza Suggi, bella troia.
Ho un cazzo tutto in voglia. E nel Suggiorlo anche il...
tocca che te sbarra nella bocca, sì, così.
Sì.
Sì. Sì.
Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì. Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Fammi sentire quanto ti dà gioia.
Così, così, con la lingua del calvene che tra poco se ne vengono. Sì, così.
E che ingoia.
Nella gola di locaccia che ti sborra in bocca e in faccia. Sì, così.
Ti piace di Carlo Pinconi, eh?
Sì.
Non hai comunque questa lingua.
Bene, su.
Bene. Su, a cavallo.
Così.
Ora ti infilzo con questo paletto. Nella dita tutto tenente.
Sì.
Sì. Metti tutto dentro.
Così. Ah, troia. Oh, nello ventre me lo sento. E
per ora va contento.
Dammi il tutto fino in fondo. Che mi piace proprio un mondo.
Bene.
Bene, troia. L 'avessi allazzo dalla spinta dello mio cazzo.
Così.
Sì, trotta, troia, trotta, come sai.
Continua, non ti fermare mai, dai.
Trotterella, trotterella.
Trotterella, trotterella.
Trotterello questo, cazzo che te sbudella.
Lo cappello dimenticai, accidenti.
Girati, ancora voglio vedere le chiappe mentre cavalchi. Giro così.
Dai, trotta, trotterella, trotterello, dai che godi, che
bella, dai così, dai. Che specchio.
Stupido crone, dai!
C 'è inferitta sulla sella, non fermarti di trottare, fallo cazzo mio sburrore.
Oh, come trotta lo mio cazzo nel pertuso
dello culo.
Lo pertuso ne esce pazzo ad averlo dentro.
Davide, entra. Oggi almeno in culo prendo.
Stronzo dello mio spoglio, sto sempre a riposo. Oh, forza, spigni, cavaliere.
Non lo parre mai più di fuori.
Dai che lo mio cazzo è cotto, fagli un ricco boccanotto.
Ah, sì, sì.
Sì.
Brava. Forza.
Forza, leccami pure le palle.
Così, così, dai.
Sì, sì.
Come grosso, come duro.
Pure lo voglio ancora in culo. Sì, sì.
Bene, bene giocarti in filzo.
Nello culo posciate schizzo della mia sborra. Un forte getto, dai.
In culo te lo metto, sì.
Sì, così, dai.
Lo tuo cazzo lo culo mi spacca e mi fa scappare la cacca. Sì, così, spingilo
dentro. Ancora in culo me lo tengo.
Cacca, cacca la troia.
Cacca di sotto.
Dai.
Voglio sentire la merda tua.
Sì.
Così, così.
Forza, trotta, gammignotta.
Sì.
Continua, continua così, dai.
Gusto, come me lo puro, eh?
Continua, dai, continua.
Trotta, trotta, non te fermare, trotta galoppa.
Porca lo culo, t 'ho messo la toppa, no!
In mezzo allo percuso dello culo, mi pare di averlo cazzo di un bulo.
Così dentro.
Oh, di troia.
Così, così.
Qua te lo rimetto nello culo.
Tene, è tutto tuo il mio vincone.
Sì, sì.
Così, come scende.
Mi piace, mi piace, mi piace tanto, così continua.
Che vincone.
Ah, mi piace, bello, bello. Aspetta, sfondalo, perfuso.
Sfonda.
Sfonda.
Sfonda. Sfonda.
Sfonda. Sfonda.
Sfonda. Sfonda. Sfonda. Sfonda. Sfonda. Sfonda.
Sfonda.
Ti piace, troia, eh?
Ti piace il mio cazzo? Ti piace averlo nello culo, eh?
Sì, sì, tene, troia, godilo, pincone, che te spacca le chiappone. Con lo culo
lo suggi e pian piano lo distruggi.
Ecco, ecco, ormai già allora scocca che te sborra nella bocca, tene.
Sbaglia di pazione, orte dallo beverone.
me ne vengo me ne vengo si bevi troia la mia sborra è tutta ingogliatene e lei
che ve lo pesce succi tutto quel che ne esce si così così
Tene, ingoia, vacca troia. Che cosa c 'è alla voglia?
Così, così.
Che
ciuto.
Mi hai svuotato tutto.
Mi sento distrutto.
Lo mio caffè.
Io sono lo marito e per forza lo devo scopare, ma a te chi te lo fa fare?
Ciao, vi saluto.
Passiamo ordunque, amici miei carissimi, ad una nuova storia che certo arrecherà
ve gran sollazzo. Ma cosa dico mai?
Sollazzo è poco, è la terra.
Lo cielo me siano adunque gran testimoni e tutte le cose belle che se truoveno
in cotesto loco. Sarà, sarà essa un 'istoria che oltre allo gran sollazzo
sborrar sotto le farà, li cattivi e li buoni.
Questa cazzo è la verità. Scrivi, scrivi.
Bene. Pongi la pincona.
Fammi un ricco bocchettone. La poscia sta allegra, io te lo prometto. Nella
picca te lo metto.
Ecco, va giù.
Allora, allegra. Sì, così.
Sì.
Così no!
No!
No, di puzza nona.
Verga, verga porca.
No, di puzza nona.
Te sfondo col tincone.
Ah, questo è un cazzo de granito. Non è quel di fritto, vecchio, stonzo e anche
cornuto. Questo è un cazzo che ha pottuta tutte e tutte l 'ore.
Che regoli che è sto tontore.
Dai così, spuntami tutto.
Dalla tua cazzo, vai ad uscire il terzo rotto.
Tantino, tantino, non fermarti mica con la tua cazzo. Go, via me la vita.
Sì.
Sì. Non c
'è
colore. Un caracassinco, questo buco ricco, pur le palle dice picco.
Sì, sì.
metti il piccolo tortore, che te lo fa arrivarti dal locore, bella,
che te lo fa arrivare la pancia, te lo fa arrivare la pancia, così,
così,
Sto uscendo.
Forza, figlia.
Oltre a che non fosse proprio una vacca.
Oh,
te
non usa un po' la picca mia gran testa di colore.
Ma se lo senti di merda, deve andarmelo colore.
Oh, te il prometto, forse l 'avrai.
Ancora in striga vai.
Così dammelo tutto.
Orda lo piacere io russo.
Ma poi faccio ancora peggio. Orda lo piacere.
Che oletta.
Porca puttana.
L 'ho tolto un profumo male.
Stai.
Stai.
Nella cura, fa il gran sceglio, vai, che aspetti forza.
Pronto, metti nel culo, vai, figli.
Figli.
Ciao! Ciao Bruno!
Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah! Ah!
Ah!
Ah! Ah!
Ah! Ah!
Ora schizzali per lì. E tu continua.
Vai così.
Ehi, che cos 'è? Lamenti?
Porca vacca!
Sentirai ora la troia! La gran vacca!
Sposa mia, dove sei?
Mio marito, devi nasconderti presto. Ma dove va? Nascondetevi da qualche parte,
da presto, nell 'armadio, lì. Oh, mi raccomando, non fa rumore.
Oh, fedigrafa donna, è inutile che te rimetta questa gonna.
Perché? Dov 'è il tuo amante? Vai a ucciderlo all 'istante.
Ma no. Dove sta?
Non vedo nessuno.
Ora vedremo, vedremo.
Avanti, vieni qui, mostramelo a culo. Bene, bene, voglio sentirlo adore.
Se lo naso non mi inganna, questo è un 'altra canna. Ma se trovo un
gli darò una gran lezione.
Nulla mi sfugge, nulla. Dunque, dunque, vedremo, aspetta, fammi risentire.
Dunque, dove può essere?
Vediamo qui.
Qui non c 'è.
Là dentro, là dentro.
Neanche qui c 'è.
Aspetta, fammi sentire.
Se il trovo darò gli tante botte che avranno tutte le osse rotte.
Aspetta, fammi usare ancora.
Lì, lì dentro, lì dentro.
Niente, qui non c 'è.
Allì, se lo piglia, se lo piglia lo sbudello. Mi può sentire anche un
ma non c 'è qui, non c 'è.
Oh, lì, lì dentro, lì.
Oh, che crestone.
È peggio di Sansone.
Qui c 'è, ma non è lui.
oh mannaggia di pescetti lettori miei cari e diletti non ve par che tali
sien da ridere a crepapelle orsi avete la costanza ad eseguire la testimonianza
degli fatti chi va narrando riderete chissà fino a quando scrivi scrivi
una volta una madonna
Che goduria.
una donna come vecchi lo pincona in bocca mette sì così sì
tutto lo invoia tu sei proprio una gran troia oh
sì
Tutta ciuccia che ho in fondo.
Lo che mi cuore, donna donna, ti vuoi?
Sei una troia, lasciatel dire.
Dove cazzo va a finire?
Lo che mi cuore, non mi avanza.
Sì.
Ecco così.
Sì.
Ciuccia, lecca, suggi le palle.
Vieni a prenderlo in feca, lo pencone.
Girate, girate.
Ecco così.
Me lo stai rompendo?
Vado a fuoco, darò un pettroione.
Tene, godi, godi.
Oh, dai, dai, rimetti il
dentro. Nella figa ancora lo voglio. Tu me lo dai e io me lo prendo. Ne metti un
foro e lo toglio. Sì, sì.
Ah, godi, godi.
Così, così con i piedi. Non me lo nega. Come trovi una gran sega.
Così, così.
Mi piace.
Usi i piedi come le mani.
Così.
Aspetta. Mi stai facendo male.
Aspetta.
Dai, vai.
Oh, così, madonna.
Oh, sì.
Oh,
vieni qui, vieni qui.
Oh, sì, vieni, dai, che da dietro te vatti.
Oh,
sì. Oh, sì.
Oh, sì.
Oh, sì.
Oh, sì.
Oh,
sì.
Ho la fica che già butta. De piacer par che muoia. E la fica da una gran troia.
Sì, puttana, puttana. Io ti espondo la ficone.
Te trapasso con grazie d 'arte.
Nella fica, fino all 'altra parte.
Bene già.
Non ti metto in scatola.
No.
No.
No.
No.
No. No. No.
No. No. No.
No. No. No.
No.
Spinge giù fino al coglione.
Oh, che figa pietrosa. Questa sì che è una gran cosa.
Oh,
che cappa, che chiappone.
Oh,
che cosa bella.
Sì.
Mi brucia la pingone.
Grazie a
tutti.
Oh, porca mignota, mi pare che qui si è fatta.
Oh, tu non me dovevi fare, farte trovare a scopare invece di cucinare. A me, a
me che t 'ho trattata come il tuo babbo. Tu me ti fai trovare con lo cazzo nella
bocca. A me, tuo sposo, faccia un simil sgarbo, corvergognarmi ed esortirmi
tocca. Oh, misero me, ahimè, ahimè, ahimè, ahimè,
ahimè. No, no, no.
No, no, no, no, ahimè.
No, no, ahimè. No, no, no, no.
Cote sto affronto allo tuo marito proprio, non dovevi fare, hai capito?
Eh?
Allora.
Ehi,
ehi, io vi parlo e voi invece continuate a trombare, eh? No, non mi pare che sia
buona educazione.
Scusa! Sei anche maleducata. Non sai che cosa uscena a parlare quando la bocca è
piena.
E a te? Io a te te conosco, omo ingrato e losco. Io t 'ho dato da lavorare e con
questo affronto non me lo potrò mai scordare.
Ah sì, te lamenti pure.
Ma cazzo, me dovresti ringraziare.
Oh, muse divine, lamente ispirate allo poeta.
fate che ne abbondi de quartine, e che inoltre, che abbia con urco testo libro
alla sua meta, scrivi, scrivi, così che lo suo onore, in tutte le sedi risplenda
con grande fulgore, e chi vuole intenda, scrivi, scrivi, narrerò vi ancor de
fatti irriverenti, de mariti cornuti, che ancor fur contenti, scrivi, scrivi,
raccomando, scrivi tutto.
Or di robbe d 'un fatto cor ora me sovviene.
Scrivi, scrivi, or me lo rammento.
Vera, dunque, una volta un tal mercante.
Or bene.
Io me ne andrò allo mercato. Me raccomando, quando non ce sarò, tu non
vedere o muover uno, né dovrai uscir de qua per niuna ragione. Non dovrai parlar
con nessuno, anche se fosse uno frocione.
È tutto chiaro? Non temete, signor mio, lo prometto allo buon Dio. Quel che
dite... Bene, brava, bene, brava, brava.
Eccomi qua, Madonna, che non sia mai detto che allo fischio vostro non
già bello dritto e tosto.
Grazie
Andiamo.
Ma che fate? Per lo culo mi pigliate. Non si gioca, non si tocca.
Rimettetemi tosto in bocca.
Cosa veggiono gli occhi miei? Este è un culo da trofei.
Dello culo del pertuso ficcarò me con lo muso. Ma pria ancora nella fichetta,
permettete che me metta.
Che c 'è in me?
Porca troia.
Cosa fate scarmigliato alla tenda lì appoggiata?
Oh, niente.
Prendevo solo un po' d 'arietta.
Da codesto per tutto?
Sì, signor mio, sì.
Ah bene, ti rinfresca lo culo?
Oh, è un 'aria che mi ricrea.
E ne trovi vantaggio? Eh sì, direi. Allora prendo un po' d 'arietta allo
anch 'io, voglio sentire...
Che aria tira.
Ma che succede? A te cotestalietta te li crea, invece a me me sfonda lo culo.
Le donne, i cavalier, le troie, li cornuti, le figcatine, le inculate, io
scrivi, scrivi.
Oh Musa, tu che nel cielo...
fra i beati cori ai di stelle, immortali una corona, tu spira al petto mio,
celesti ardori.
Avanti, Mettere.
Ecco la mia sposa. Che bel fiore.
Madonna.
Bella. A voi.
Io sarò laggiù. Buona scopata.
Siete molto bella.
Vi voglio leccare.
Leccare tutta.
Su, madonna.
Leccatelo, pincone.
Leccatelo.
Sì.
Così, brava, così.
Suggila.
Suggila, suggila, suggila.
Che gran pochino è.
Mangia il cazzo.
C 'è un piccolo... C 'è un
piccolo...
Così, così.
E' sottile.
Così Così Così
Grazie.
C 'è... C 'è... C 'è... C
'è...
Dai.
Dai, vieni giù. Vieni giù così.
Oh, sì, che bello sentirsi dentro la ugella. Sì.
Sì.
Che bello cavalcarlo, Pinconi.
È tutto un poco.
Che augellone cerchi avete.
Prendetelo. Prendetelo, vincone.
Croia.
Che fate, madonna?
Retirate. Oh, dai, manname il dentro tutto che in faccia con la culora ti
Sveglietelo, piccone.
Te ne lo pinconi, te mando in corpo anche questo par di coglione.
Oh,
gusto.
Lo pinconi in corpo, eh, madonna?
Stignetevi l 'infante, lo pinconi.
Tutta me la apro. Sì.
Mi ha indocoreggiato.
Sì. Un 'altra me ne fa. Fatela ancora.
Così mi piscio sotto dalla muturia.
Ma che c
'è?
Cazzo mio, Fernando.
Sì, tutto in fondo.
Così.
No! No!
No! No!
Sì.
Non discorgere ancora.
Tene, troia.
Beve tutta la sbora.
Che lo mio vincone butta.
Dai, sborriamo sulla mia sposa insieme.
Ma chi prima ne deve?
Sbora tu che sbora io.
E gliene diamo un gran fottio.
Ah! Ah!
Ah!
Ah!
Bella sbordata, eh, mister?
Però non mi fa tanto bello cotetto tuo difettuccio.
Sarà bello lo tuo.
Beh, ogni difettuccio per chi lo ha è bello.
Sì. È giunto il fin della narrazione, tocco e chiudo, scrivi, scrivi.
Forza, madonne, datevi da fare.
Fate bocchini tutte quante a non finire. Lo vostro narratore face la via ritroso
e dopo tanto faticar andrassene.
A riposo. A
riposo.
Suggi, suggi.
Mi fa malattire la lingua.
Sì. Sì.
Sì. Giratevi, madonna, giratevi.
Non spegnetevi, sere.
Non lo so, non lo so.
Ancora.
Madonna bella, mi sfondo le budella.
Venite qua.
Allargatevelo il culo.
Il cazzo mio è fin troppo duro.
Giratevi che ve lo sfondo.
Suggetemelo appunto. Questo pertuggio bello tondo.
Cacardi, faccio sotto dal piacere.
Ti faccio godere.
Scorreggiate, scorreggiate madonna.
Voglio che la merda mi inonda.
Ma prima che io metta la parola fine, ogni cul sabbi lo suo pincone.
Sì, così sbondame tutta.
Dalla tua cazzo voglio uscire.
Allodiamo il mio nello tuo inferno.
Dello tuo il vostro. Fate trombetta.
Così, così, madonna.
tua, voglio sentire. Peglia questo bastone.
Così, tenete.
Tenete la mazza mia cazzuta.
No!
Sentevela tutta.
Ammettere, ve ne prego.
Spondatemelo, sedere.
Sì, così, così.
Vieni, dolce stronto di pettura.
Sfonda me.
Sì, ti sfondo tutta la fessura. Sfonda un po'.
E la picca poi vinondo.
Così, così, godete.
Godete, madonna.
Girate.
Tutto bello aperto, spalancato.
Fin 'anche le budella che voglio consentire.
Prendo questo bastone.
Almenatevelo, Barnarda.
Mi viene da scorreggiare.
Oh, che venticello, tu parlo che in corso.
Su,
godete, donne, date via le fichine a destra e a manca, senza fine.
Vieni qui.
Sto qui.
Che bella gnocca. Voglio vederti anche io con lo sforno.
Così, sì, così.
Sì, sì.
Sì,
sì.
Suggito. Suggito. Oh, un cuore.
Oh, un cuore.
Oh, un cuore. Oh, un cuore.
Tano, dai.
Oh,
un cuore.
Oh,
un cuore.
Oh, un cuore.
Vieni qua.
Grazie.
Meldai il tuo pinconi.
Ecco te il tucio.
Prendetelo tutto in bocchetto.
Sì, così, spandami tutto.
Dallo tuo cazzo voglio uscire del frutto.
Oh, quella Bernarda tua!
Ah, sì!
Sì! Sì! Sì!
Sì! Sì! Sì!
Sì!
Sì!
e non con le budella.
Tieni lo mio torruttore.
Forza, per la verità mia, ora smarrabbutto.
Ah!
Ah!
Ah! Ah!
Ah! Ah!
Ah!
Ah!
Ah!
Ah! Ah!
Scusa.
E ora che tutto è finito, chiuderò con uno detto assai antico. Scrivi, scrivi.
Baffo ancora a tutti quanti.
Alli ben pensanti che sempre se ne trovano tanti.
a quei che censurano quel che si dice e quel che si face, li quali, come si
dice, una volta per tutte, lo Padre Eterno li ha in pace.
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