All language subtitles for The Blonde One.2019 (un rubio)

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Original subtitles

Per chi hai preparato la camera?

Per un collega del lavoro.

Gliela lasci così?

No, starà in affitto.

Prima ci stava tuo fratello, vero?

Sì.

- Sta per diventare papà - Mariano? Fantastico!

E' ancora giovane, 23 anni ?

No, più vecchio di me di 4 anni... 26!

Ha messo incinta la sua ragazza.

Nessun problema, comunque, ha un lavoro e quel che serve.

Ehi ragazzi.

- Chi ci viene? - Ci viene... dove?

Nella stanza libera.

Gabriel.

Gabriel chi?

L'hai già visto un paio di volte.

Il biondino.

THE BLOND ONE

Gabe.

Ecco le chiavi, ora esco...

Okay.

Ci vediamo domani. Se ti dà fastidio fai un fischio.

Certo.

Sta lì da solo.

Andiamo...

In USA e Svezia lo chiamano calcio.

E' uno sport femminile.

Anche in Cina...

E le donne sono bellissime.

Strafighe.

Dovresti vedere come giocano, come si muovono bene in campo.

Lavorano a stretto contatto con specialisti.

Hanno integratori per la muscolatura gambe.

Esprimono la forza di un uomo in un corpo femminile.

E non per chirurgia muscolare o roba del genere.

Sono assolutamente femminili.

Facci vedere. Da dove vengono? Svezia?

Guarda la sua maglietta. È stretta... come se indossasse un bikini.

Ma così non ti concentri sulla cosa più importante, davvero!

Che importa ... Tanto staranno comunque meglio di noi.

Vedrai. Finiranno col vincere la Coppa del Mondo.

- Guarda e basta. - Oh, vattene.

Sta' calmo, Mario.

Mario è un bel personaggio, giusto?

Sì.

Vado a letto.

Va bene.

Brian ti punta, spara e ti riempi di macchie.

Ricordo la mia prima volta.

Avevo dimenticato i miei guanti.

Venni fuori con lividi e macchie di vernice rosso sangue.

Tremendo.

Però il gioco è divertente.

Ma poiché si usano fucili ad aria compressa,

se non indossi protezioni puoi farti male.

È divertente. Dovremmo andarci una volta o l'altra.

Vado a letto. Domani comincio presto.

Va bene. Buona notte.

Lascia la porta aperta o dormirà fino a sera.

Va bene.

Dove vai oggi?

A Berisso.

Oh, è un po' lontano.

Tua madre vive ancora lì, giusto?

Anche tua figlia? Va a scuola lì?

Il treno è tra dieci minuti. Vieni anche tu?

Sì.

Scusaci un secondo.

Ma certo.

- Ti piace dove vivi? - Sì.

È un bel posto? Mangi bene?

Sì, mamma.

Hai una stufa? Sta arrivando il freddo.

- Papà, vieni nella mia stanza? - Sì, arrivo.

- Dai! - Arrivo subito, tesoro.

Oh, i soldi. Ecco.

Le comprerò una giacca.

Va'.

Sono qui, Juan.

Che succede?

Sto solo seduto qui.

La tua amica è uscita, ma non mi ha visto.

Non sapevo cosa dire.

Va bene. Non preoccuparti.

Hai mangiato?

No.

Prepariamo qualcosa.

Volevo tatuaggi su entrambe le braccia.

Un coniglio da questa parte ... Una volpe qui, nascosta tra i cespugli.

Solo inchiostro nero.

Come Yin & Yang.

Mio fratello usa Photoshop.

Così vedo prima come mi stanno.

Ma ho paura di pentirmene. Ho una foto qui ...

Starebbero bene dei tatuaggi su quella pelle così chiara ...

Guarda, ecco.

- Ti piace? - Sì, carino.

Si sono dimenticati il formaggio.

- Ti ho parlato del mio nuovo lavoro? - No.

Ho lasciato quello vecchio. Sai?

Sì?

Adesso lavoro nella farmacia vicino alla stazione.

Sì, la conosco.

Mi trovo bene per ora.

Risparmierò per qualche mese.

Così lascierò mia zia e vivrò per conto mio.

Sei stufo di lei?

Sì.

- Tu stai bene? - Sì.

Tu?

Ci siamo frequentati per un po'.

Ma non andavamo d'accordo così ci siamo lasciati.

Fa sempre la stessa cosa. Compare qui e non se ne va ...

Penso che ora abbia un ragazzo.

Ma continua a tornare da me.

Tu ti vedi con qualcuno?

Una specie...

Qual è il suo nome?

Julia.

Non sapevo che fossi di sopra.

Che succede? Tutto bene?

Sì, sono solo stanco.

Bevi un po' di birra.

Torni domenica?

Sì.

Quindi la vedi una volta al mese.

No, da quando sono qui lei sta a Cordoba con mia madre.

Ma solo fino a lunedì, quando inizia la scuola.

- È in seconda elementare? - Sì.

È Leandro.

La gatta era sotto le scale con i suoi gattini dentro una scatola da scarpe.

L'ho trovato strano perché non erano in un cesto

e non avevano una coperta.

Così ho chiesto alla nonna e ... mi ha detto che lei voleva nasconderli.

Perché la gatta aveva già avuto dei gattini in un cesto.

E la nonna li aveva messi in un cestino.

Ma la gatta li ha portati fuori uno per uno

per nasconderli da qualche parte, affinché non li potessimo trovare.

Certo.

Sono una bimba per cui lei sa che non gli farò del male

e lascia che io li tocchi e chiuda loro gli occhi.

- Come? - Così.

E ha iniziato a fare questo suono. Come si chiama?

Il suono che fanno i gatti?

Le fusa.

Sì, dimenticavo la parola. Lei mi ha fatto le fusa.

Volevo prendere un gattino ma la nonna non me lo ha permesso.

Non sarebbe andato d'accordo con Perla, perché è vecchia.

Sì probabilmente.

Ehi, vado a comprare le sigarette. Vuoi qualcosa?

No grazie.

La strada è un casino.

Cosa stai leggendo?

"L'uomo illustrato".

Chi lo ha scritto?

Ray Bradbury.

Grazie.

Ti dicevo. La strada è un casino.

Due motociclisti si sono scontrati.

Un ragazzo era a terra. Un macello.

Vado a fumare.

Vuoi andare a prendere una birra?

Va bene.

Sbrigati. Tra poco chiudono.

Va bene.

Ci sei per una birra?

Eccomi.

Collezioni coniglietti?

Sì.

Ehi, stiamo per farci una pizza. Vuoi unirti a noi?

Va bene.

Il treno è tra dieci minuti.

Vedi, non ho bisogno di matrimonio o figli.

E questo ragazzo invece sì ...

Ci frequentavamo già da due mesi, quando gliene ho parlato.

Non l'ha proprio mandata giù. Penso che volesse sposarsi.

Gli ho detto: "Se vuoi stare con un'altra, va bene".

Perché no?

L'ha presa davvero male e ha smesso di chiamarmi.

Idiota.

Due mesi dopo mi ha chiamato. Gli ho detto di dimenticarmi.

Sul serio. Addio per sempre.

Era fuori di testa ... ma rilassati !

Vado in bagno ora.

Sei stato tu a riparare il rubinetto della vasca?

Sì.

Quindi sai fare cose del genere?

Sì, me l'ha insegnato mio padre. Quando ero un bambino.

Ci sentiamo più tardi.

Ciao.

Papà?

Il mio insegnante mi ha chiesto

perché vivo con mia nonna invece che con mia madre e mio padre.

Così le ho detto che mia madre è morta quando ero piccola.

Che lavori lontano.

Che il nonno sta costruendo una stanza al piano di sopra

così puoi vivere con noi

perché non puoi permetterti l'affitto.

Perché te lo ha chiesto?

Perché gli ho detto che

è la nonna ad aiutarmi con i compiti.

Anche se a volte non capisce.

Ecco perché me lo ha chiesto.

Papà, voglio andare al cinema.

Perché l'ultima volta che

sono andata al cinema con la nonna,

stavano annunciando i film in uscita.

Ce n'era uno che vorrei davvero vedere

ma io e la nonna non ricordiamo il titolo.

Di cosa trattava?

Ti ricordi?

Ehi, quel tizio al lavoro oggi era fuori di testa, vero?

Pensavo che l'autista del camion lo avrebbe ucciso.

Anch'io.

Davvero matto. Gettare roba per terra in quel modo ...

Vuoi venire con me a comprare del gelato?

Ok, andiamo.

Vado a letto.

Altoparlanti di merda ...

Prendo le cuffie.

Ascolta.

- Ciao, come vanno le cose? - Bene.

Grazie per avermi fatto entrare, mi dispiace essere passato così tardi.

Ho avuto una discussione con Gime.

Ha letto qualcosa sul mio Facebook e si è arrabbiata, un disastro ...

Cosa stavi facendo?

Ciao, scemotto.

Ehi, Mario.

Come stai?

Gli stavo dicendo che mi ha messo alla porta ...

E non ho nemmeno scopato con la ragazza. Sono un totale idiota.

Ho lasciato il mio Facebook aperto ...e Gime ha letto tutto.

Stavamo solo scherzando, parlando di porcherie.

Sai, stupidate.

Poi Gime mi ha mandato a quel paese.

La ragazza è sexy?

Sì, molto carina.

Quanti anni ha?

22 anni, un po' giovane.

Manco fosse un ragazzo. Sono cose che capitano.

Vedi la foto di una bella donna

e ti ritrovi con un travestito o roba del genere.

Devo pisciare.

- Può fermarsi qui stanotte, no? - Certo.

Hai mangiato?

Vado a letto.

Ho frequentato il corso per circa sei mesi.

Ricordo che l'insegnante ci disse

di scegliere tre o quattro immagini per una mostra a scuola

alla fine dell'anno.

Abbiamo invitato famiglie e amici.

Quindi è arrivata la mia mattina. C'era anche mia sorella, tutti.

Ho sperimentato luci notturne e immagini sfocate.

Un po' strano ... Ma a mia sorella piaceva.

Mia madre non ha detto molto, ma è piaciuto anche a lei.

Mio padre non ha detto niente.

Ricordo che il giorno dopo

a casa seduti sul divano

mio padre mi ha detto:

"Non era bello quello che hai fatto. Non è fotografia".

Quindi non sono mai tornato al corso.

Forse aveva ragione. Non lo so.

Che ore saranno?

Fammi vedere.

Nove in punto.

- Vuoi mangiare qualcosa? - Va bene.

Non mi importa che ci vediamo solo il sabato.

C'è qualcos'altro?

C'è un'altra donna?

Non vuoi dir niente?

Non sono un maschio sciovinista. Ma sono d'accordo con mio padre.

Camila ha 18 anni. Non sa cosa vuole.

Scemotto!

Come stai?

Mio padre è arrabbiato perché lei passa tutti i giorni

con questa ragazza grassa dai capelli corti

con una moto che io non posso nemmeno guidare.

Mio padre le dice:

So che non sei una lesbica

ma perché devi uscire sempre con quel maschiaccio?

E lei dice che è solo moda e che quella ragazza ha un fidanzato.

Che noi non abbiamo mai visto, comunque.

Non lo so. Qual è il punto?

Tuo padre è troppo diplomatico.

Se fossi al suo posto,

prenderei a calci in culo questa lesbica da mandarla in volo su Buenos Aires.

Potrei tollerare un figlio frocio.

Ma una figlia lesbica? Preferirei tagliarmi le palle.

Il fatto è che ... padri deboli allevano figli froci.

E quando la madre è una specie di ...

Che cosa?

Mia madre è davvero femminile, sofisticata, tranquilla.

E mia sorella è solo ... ingenua.

La ragazza grassa la sta manipolando.

- Allora, torni a casa domani? - Sì.

A che ora?

Verso le undici.

Sai, domani non lavoro.

Ho detto a Raul che salterò alcuni sabati.

I soldi extra non valgono la pena.

Porterai Ornella a comprare le cose che voleva?

Sì.

- Leandro. - Apro?

No aspetta.

Amico ... sto con una ragazza.

No, lui non è qui.

Vieni domani, dai.

Sicuro. Ciao, stronzo.

Vengo lunedì e resto casa, okay?

Bene, mi raccomando sii gentile con i nonni.

È solo per questo fine settimana.

Vengo sempre il mercoledì e il sabato.

No, è solo per questo fine settimana.

Va bene.

Anch'io.

Ti amo mia principessa.

Sì, ciao.

Ehi raga!

Amici del vecchio quartiere.

- Ciao, sei impegnato? - No, venite dentro.

- Come state ragazzi? - Tutto bene.

Mono. Nico. Gabriel.

Ciao, come stai?

Tisana di mate?

Sono stato qui una volta per la tua festa di compleanno.

Tua nonna ha spostato i mobili per farci ballare.

Lui non c'era perché allora era troppo piccolo.

Quindi sono già stato qui, sì. È stato divertente.

Quando ti sei trasferito dal nostro quartiere?

Due anni fa.

Da allora non ci siamo più incontrati. Lui ti ha visto un paio di volte, io no.

Allora, hai una ragazza adesso?

Una specie...

Una volta gli chiedevamo quante ne aveva, non chi.

Ricordi quel che avete combinato

con quella troia del nostro quartiere?

Cavolo, era davvero bella.

Stavamo qui in giro e lui mi dice: Juan vive qui.

Quindi ti abbiamo fatto una sorpresa.

Lui ti ha visto un paio di volte, ma io mai in questi due anni.

- Tanto tempo. - Sì.

Allora che si fa adesso?

- Andiamo a comprare delle birre. - OK, non metteteci molto.

- Ti chiami Gabriel, giusto? - Sì

Potresti portarmi quella rivista di cui parlavi prima?

- Sicuro. - Non è un problema?

- No. - Grazie.

- Ecco. - Grazie, amico.

- Ti porto una birra. - Grande.

- È l'ultima? - Sì.

È sempre così con quei due bastardi. Si sono volatilizzati.

- Ciao, come va? - Bene.

Mi dispiace per ieri.

Nico aveva dei piani suoi e... siamo stati a casa di amici.

Era tardi, quindi sono ho dormito da lui.

E voi? Siete stati alzati fino a tardi?

Io sono andato a letto presto e... l'ho lasciato qui.

Stamattina se n'era già andato.

Non farmi spiegare come se tu fossi la mia ragazza.

Gabo!

Vieni qui.

- Dai un bacio a Ornella da parte mia. - Va bene.

Belle casette. Chi le ha disegnate?

Nonna?

Quando non ha idee

le suggerisco quale luogo o personaggio disegnare.

A volte non riesco a pensare a niente.

Quindi ti dico cose come... tre orsi, un unicorno,

un monte coperto di rose e l'ispirazione arriva.

Sì, per esempio una volta ho disegnato

un unicorno intrappolato tra le rose

che crescevano sulla montagna e gli orsi poi venivano a salvarlo.

Aggiungi fate e intrighi

così avrai una storia. È fantastico.

Farai tardi.

Già.

Papà, vediamo un film quando torni?

Sicuro.

Cucineremo costolette con patatine fritte.

- Ciao. - Come stai?

- Bene. - Hai fatto visita a tua figlia?

Sì.

- Gabo, stai bene? - Ciao.

- Andiamo sul tetto. - Va bene.

Se non sei d'accordo con lui, dice che ti sbagli, è così fastidioso.

E non è così!

A volte altri punti di vista contano. Non c'é giusto o sbagliato.

Le persone la pensano solo in modo diverso.

Ma lui non lo accetta.

E guarda te stesso, prima di parlare degli altri.

Mi sa che Brian è qui. Mi ha detto che stava arrivando.

Non dici niente ma mi capisci, giusto?

Voglio dire, ognuno ha il diritto di fare quello che vuole.

Ma è così testardo. Mi sono stancato di lui.

So che lavora con te ma ... andiamo.

- Prendo un'altra bottiglia. - Bene.

Ciao.

- Stai bene? - Sì, tu?

Sì, va bene.

- Prendo delle birre. - Sicuro.

- Non sapevo che stesse arrivando. - Va bene.

Sono davvero fantastici.

Non ho mai visto niente del genere.

Li ho visti a Tecnopolis e in Plaza de Mayo.

Stavano saltando giù dagli edifici.

Ma questo spettacolo è da non credere. Quasi un'opera teatrale, anche se

non ho mai visto un'opera teatrale e non c'erano personaggi famosi.

C'era una grande piscina sospesa

con le ragazze che ci saltavano dentro,

tutto nude e molto carine.

Tante davvero. E non smettevano.

Incredibile.

Mica era accanto a me. Penso che fosse un po' gelosa.

Ma sono rimasto sbalordito dallo spettacolo, non dalle ragazze.

Ho già visto donne nude. Ma non qualcosa del genere.

Incredibile.

Gabo?

Dove sei stato?

In giro.

Ti ho mandato un messaggio.

Il mio telefono è morto.

Vado a letto. Sono stanco.

Ciao.

Juan, Natalia era per le scale...

Ciao.

Come stai, scemotto. Tutto bene?

Sì.

- Bel film, non l'avevo mai visto. - Sì lo so.

È davvero spaventoso.

Il ragazzo è tutto matto e non si stanca mai ...

Guarda questa scena.

Dov'è Yani?

È andata a lavorare.

Brian, hai un preservativo?

No.

- Tu, Leandro? - No, neanch'io.

Non riescono a distruggerlo, continuano a sparare e non succede nulla.

Te l'ho detto, amico.

Sono quello che sono. Faccio quello che posso.

Non potremmo avere una vita migliore.

Viviamo, dormiamo e mangiamo insieme. Ci svegliamo fianco a fianco.

Ho già una vita e non posso cambiarla.

Non voglio cambiarla.

Voglio giocare a calcio con i ragazzi

e poter fare la doccia con loro in pace.

Non voglio altro.

Tu hai una figlia e io voglio la mia famiglia.

Voglio una vita normale.

Non voglio essere indicato per strada...

Non lo voglio proprio.

Ero molto giovane.

Avevamo entrambi 20 anni.

Vivevamo in una piccola casa a otto isolati dai miei genitori.

Ornella aveva due anni. Ecco perché non ricorda niente.

Successe all'improvviso.

Cadde al lavoro.

Svenuta. L'hanno portata in ospedale ed è morta.

Un difetto cardiaco non diagnosticato.

E così ...

rimasi solo con la piccola Ornella.

A quel tempo ero molto religioso, come i miei genitori.

Ho sentito che ...

non ero stato del tutto onesto con lei.

E poiché sapevo che mi piacevano i ragazzi,

era come una punizione per aver mentito

o per desiderare gli uomini.

Mi ci è voluto molto tempo per togliermi questa idea dalla testa.

Capire che questa cosa non ha niente a che fare con l'altra.

Ieri le ho detto che è finita.

Bene.

Voglio portare Mario a una festa.

È l'ideale per lui.

È come se fosse adulto ma allo stesso tempo anche bambino.

Mi fa ridere. È così stupido.

Puoi prendere per me quella pianta?

Va bene.

Ho detto a Lean che per la veranda lo avrei aiutato, ma non ce la farò.

- È vicino al parco? - Sì, proprio là.

- Basterà chiedere? - Esattamente.

Va bene.

Ciao.

La metto fuori.

Juan aveva paura che ti arrabbiassi.

Gli ho detto che ovviamente avresti capito.

Sicuro.

Vedi?

Non è urgente. Hai tempo per trovare un nuovo posto.

La mia scadenza è a maggio. Puoi restare fino alla nascita del bambino.

E smetti di fumare, per favore.

L'idea è ... sistemare quella stanza per il bambino.

Nessun problema.

Vedi? Non è stato così difficile.

Vado in bagno.

Vorrei continuare a vederti.

Col tempo, potremmo venire a capo di qualcosa.

Che ne dici?

Quando vivremo insieme?

Quando il nonno finisce la stanza al piano di sopra, no?

E adesso che fai?

Lavoro con le piante.

Mi prendo cura di loro, le metto sui camion, le innaffio.

Anche Juan lavora lì?

No, Juan fa ancora il vecchio lavoro.

Quindi non siete più amici?

No.

Ornella, posso dirti una cosa?

Juan era il mio ragazzo.

Cioè?

Proprio così, eravamo una coppia.

Allora perché non me l'hai detto prima?

Perché mi vergognavo.

Oh, papà ...

sottotitoli e traduzione Marco Calcinelli - Forlì

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