All language subtitles for enc-10.giorni.con.i.suoi.2025.italian.web.h264

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian Download
br Breton
bg Bulgarian Download
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
da Danish
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish Download
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian Download
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian Download
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

[battito cardiaco dall'ecografo]

- Sì, sei incinta. - No.

- Il test che hai fatto è giusto. - No.

No, non è giusto. È sbagliatissimo.

Oddio, che faccio?

Hai un pochino di tempo per pensarci.

- Anche Bianca era stata un imprevisto. - Mi ricordo.

Solo che un imprevisto a 35 anni è molto diverso da uno a 45.

L'imprevisto a 45 anni è la menopausa.

Ora significherebbe che, quando il primo imprevisto comincia le medie,

il secondo imprevisto comincia il nido.

Senza contare quelli previsti che sono adolescenti incasinati,

- molto peggio degli imprevisti. - Carlo lo sa?

No.

Volevo fargli venire un infarto a cosa sicura, non per un'ipotesi.

Adesso mi prendo un po' di tempo da sola.

Ho bisogno di pensarci, di capire cosa voglio fare.

Capire cosa fare con Carlo che ti piange sulla spalla,

e ti riempie di lacrime la camicia, è difficile. No?

Oddio!

Il vantaggio di avere un'amica come ginecologa è che puoi abbracciarla.

- Azzardo qui. - Ciao.

Ciao.

- Ti do una mano? - No, ho quasi fatto.

- Potevi aspettarmi. - Non arrivavi mai.

È che la riunione non finiva più.

Più che una riunione, un parto, direi.

- Che c'è? - Niente.

Io una cosa ce l'ho e credo sia meglio che la dica.

- Se non la dico, mi monta ed è peggio. - Vai.

Camilla a 18 anni non è pronta per andare a vivere con il suo fidanzato.

Mi dà anche fastidio che tu non affronti il problema con tua figlia

perché non vuoi litigare e fai fare a me la parte del cattivo.

L'ho detto.

Io penso che, su alcune cose e anche su Camilla,

ti fai travolgere da un'ansia eccessiva e dalla paura.

Non sono dei buoni esempi per i nostri figli.

Sì, va bene. Allora facciamogli credere che viviamo tutti a Disneyland. Ecco.

Amore.

- Tutta tua. - Eh, sì.

È pesantissima. Cosa c'è dentro? Uno scaldabagno?

In Puglia hanno gli scaldabagni.

- Sì, ma io preferisco il nostro. - Certo.

- Ciao. - Ciao. Ehi! Bianca?

- Che ne so io? - Dovevi andare a prenderla a scuola.

Lei mi ha detto che voleva tornare da sola in autostop.

- Scherzo! - Ciao.

- Ciao. - Ciao, Sara.

- Ciao. - Sara si ferma a pranzo.

Amore, ma noi stiamo partendo. Te lo avevo detto.

- Tito ha detto che potevo invitarla. - Me l'ha chiesto lei, non sono la Digos.

Sara, scusaci, ma stiamo partendo. Tito ti accompagna subito a casa.

- C'è qualcuno, sì? - Sì, c'è mamma.

- Che palle, non può andare da sola? - Piantala!

- La accompagno anche io. - Andiamo, qui non sei la benvenuta.

Tito, smettila di fare il cretino.

Quando si dice: "È l'età", non è vero.

Può essere che ti nasce un figlio idiota, non è per forza colpa di qualcuno.

Vado a vedere se abbiamo preso tutto.

È murata la macchina, è piena. C'è il mondo dentro.

- Se vuoi il cambio, dimmelo. - Ok, grazie.

Che cos'è quest'odore, lo senti?

- Che odore? - Boh, come di piedi.

Ah, sì. È un pensierino che ho preso per i genitori di Antonio.

- Che cosa gli hai preso, Carlo? - Dei piedi.

- Dai! - Scherzo.

- È un formaggio. - Un formaggio?

- Guarda che roba. - Il regalo è un formaggio?

Sì, ma intero. Guarda.

Lo metto in un sacchettino bellino…

e lo spaccio come una chicca bio, faccio un figurone.

- Lo metto via che dà fastidio agli occhi. - Ha veramente un odore terribile.

Perché è stagionato. Capito?

Certo, portare un formaggio che puzza

a chi mette un tetto sopra la testa di nostra figlia non è carino.

Non glielo mettono il tetto sulla testa, te lo dico io.

- Non glielo faccio mettere, il tetto. - Non dipende da te.

Ti pare che va a vivere con uno che non conosce neanche da un anno?

A me sembra una follia. O no?

Lei vuole fare l'università in Puglia, lui è pugliese e ha la casa…

Quindi, se lei voleva fare l'università a New York,

e il suo fidanzato era uno spacciatore di crack di New York, va bene.

L'importante è la casa, un bel bilocale nel Bronx.

- Ma che discorso è? - Camilla, questo neanche lo conosco.

Tu, vabbè, per dire…

Non ci si fidanza così, non si va a convivere così.

- Così, come? - Così! È troppo presto!

- Scusate. - Che è successo?

Hanno messo delle cose nello zaino, senza pagare.

- Non ho fatto niente, è stato Tito. - Ha fatto tutto lei, ve lo giuro.

- [Bianca] Non è vero! - Senta, mi scusi, davvero.

- Vogliamo denunciare il ragazzo? - Direi di no, troppe carte da riempire.

Vogliamo dargli un bello schiaffo, a mano aperta in faccia?

In maniera informale, senza burocrazia. Io mi giro, non lo conosco.

Teneteli d'occhio.

- In macchina, subito. - Veloci.

[fa un verso e sbuffa]

- Stai male? - Ho un po' di nausea.

Per forza, hai preso il polpo alla stazione di servizio.

Non si prende il polpo alla stazione di servizio.

Lo sanno tutti, non è il suo habitat.

Per fortuna, ho portato il bicarbonato e i fermenti lattici.

- Vuoi che ci fermiamo? - No, grazie.

Sai come sono i pugliesi, hanno la fissa del pesce crudo.

[in dialetto pugliese] "Apri la cozza, apri la cozza pelosa.

Il riccio, apri il riccio."

Con la testa nei ricci…

E allora il bicarbonato diventa fondamentale.

Fondamentale, proprio!

Cos'è questo odore?

Il regalo di papà ai genitori di Antonio.

Gli hai comprato uno stronzo?

- È un formaggio. - Un formaggio per regalo? Che regalo è?

[Carlo] È un pensierino.

È gastronomia di livello, stiamo parlando di Km 0,

made in Italy… non mi fate dire tutto.

- Tradotto: barbonata. - Io ti abbandono.

Mi fermo e ti abbandono.

Minchia, la riccanza!

Ragazzi, vi prego. Cercate di comportarvi decentemente.

Senza litigi, senza cafonate.

Io sono una signora, devi dirlo al cretino, qua.

[Giulia] Non sapevo che erano messi così.

Così, come?

- Guarda che tenuta. - Tenuta…

Siamo al Sud, qua ti regalano la terra.

[versi]

- Che è? - Ma che hai?

L'aria pugliese mi sta trasformando in uno zombie terrone.

Ti prego, te l'ho appena detto.

Tito!

[versi]

- Accomodatevi. - Ciao!

- Finalmente! - Buongiorno!

- Ho lasciato qua la macchina, va bene? - Sì. La spostiamo noi, lasciala là.

- Benvenuti a casa nostra. - Ciao.

- Io sono Lucio, lei è Mara, mia moglie. - Piacere!

Lui è Antonio che conoscete, e là c'è il piccolo Mario.

- Ciao. - Ciao.

Molto lieti. Sono Carlo.

Io sono Giulia, Camilla la conoscete, Tito e Bianca.

- [Carlo] Esatto. - [Antonio] Ciao.

"Ciao"… datevi un bacio! Fanno i timidi.

- Papà! - Lascialo in pace!

L'amore è l'amore. Vabbè, allora la bacio io.

- Tanto piacere e grazie per l'invito. - Per carità.

- Carlo. - Molto lieto del…

Carlo!

È affettuoso. Non esagerare! Noi siamo affettuosi.

Io avevo capito che avevi tre figli, non quattro. Dov'è tua moglie?

Sono tre. Uno…

Sta dicendo che sono giovane.

Non l'avevo capita, bella! Non l'avevo capita.

Sull'umorismo fa sempre fatica.

Sì. Sono la parte noiosa della famiglia.

Non è possibile, con quella faccia buffa!

- [Lucio] Che dici? - Grazie.

[annusa]

- Lucio, cos'è questo odore? - [Giulia] Oh, Dio.

Gli ho detto di non concimare che avevamo ospiti, e quelli concimano.

[Lucio] La campagna è così, è fatta di…

Ciao.

- Papà. - Che c'è?

La puzza viene da questo.

- Come? - Mario, ma che dici?

Il bambino ha ragione. Ci siamo permessi, spero non vi offendiate…

- Un petit cadeau. - Un formaggio!

Sì, sentite com'è la stagionatura. È commovente.

- Mamma mia! - Intenso!

- Perché è originale etrusco. - È per quello.

Scusate, non abbiamo avuto modo di fare il pacchetto.

Lo mettiamo giù, in cantina.

Vogliamo entrare? Vedete le stanze, vi date una rinfrescata.

Sì. Prendo le valige…

No, le prende Vittorio. Victor? Vieni qua.

- Salve. - Lui è Victor.

- Piacere. - Sposta la macchina dei signori

e prendi le valigie. Quanto è bello Vittorio!

Vabbè, entrate. Vieni, Giulia, ti faccio vedere.

[Carlo] È una bella struttura, qua.

- Chiacchieri molto? - Abbastanza.

Mi ci devo abituare.

Ce la farai, stiamo qua un po' di giorni.

Va bene, entriamo.

- Questa è la cena. - Ma no, stai scherzando?

- È solo un antipasto. - Dio, no!

Vi volevo fare i complimenti, perché Camilla è davvero bellissima.

- Grazie. - [Lucio] Bella, bellissima. Splendida.

Siete due gocce d'acqua. Vi somigliate tantissimo, incredibile.

- Dici? - Sì.

Tutti dicono che somiglia a Carlo.

- Tutti. - No, a Carlo no! Scusa…

Senza offesa, ma non ti somiglia proprio.

Forse il gomito avete uguale.

[risate]

- Questa casa è veramente magnifica. - [Mara] Grazie.

Questo mi fa davvero piacere, perché io ci tengo proprio tanto.

Anche se non sono un architetto o una designer.

Per esempio, la piscina l'ho disegnata tutta io.

Proprio tutta io.

Mi sono un po' ispirata alla geometria, ma anche all'amore.

Perché, essendo noi in quattro, ho avuto l'idea di fare quattro lati.

Beh, esperimento un po' azzardato, però riuscitissimo, se posso dire.

Non deve essere stato facile fare quattro lati.

Lei è così.

- È tutto buonissimo. - [Mara] Grazie, Giulia.

[Camilla] Anche le melanzane, meravigliose.

Vi faccio fare una frittura di lampascioni? Giusto un assaggio.

- Cosa sono? - Sono dei cipollotti, è verdura.

- Per me no, grazie. - Carlo?

No, preferisco lasciare libera un'arteria, per far passare un po' di sangue.

Non ho capito, non ti piace la cena?

- C'è qualche problema? Non capisco. - No.

Stavo scherzando, è tutto buonissimo. Buonissimo, sì.

- Allora metto. - Sì.

La verità è che noi ogni tanto esageriamo con il cibo. Può succedere.

Però noi facciamo tantissimo sport.

- Sì, io e Lucio facciamo le maratone. - Però!

È anche un motivo per viaggiare. Boston, New York, Sud Carolina, Oregon!

Digli che facciamo, amore.

Sì, facciamo la vela, poi facciamo il tennis,

e la pesca subacquea, con Mario e Antonio.

- [Mara] Per passare del tempo insieme. - [Carlo] Anche noi.

Tutti uniti, sempre insieme, facciamo attività, ci piace…

- Sì. - Più stiamo uniti, meglio è.

Che bello! Che attività fate per stare insieme?

Scannarci.

Questa è una battuta, perché ridiamo anche molto in casa.

- È di famiglia, no? - Si ride molto in casa nostra.

- Vero, amore? - Che schifo, hai le mani unte.

Questa è una battuta. Perché una tira l'altra. Pam pam!

- Quindi è la prima volta in Puglia. - Per noi no, ma per i ragazzi sì.

- [Tito] Per me sì. - Ah!

- Avete una casa bellissima. - Grazie.

Poi non sembra di stare al Sud.

- [Mara] In che senso? - In che senso?

[Tito] È tutto così pulito, ordinato…

- E c'è pure il Wi-Fi. - Tito, smettila!

Cosa ho detto di male? Ho chiesto pure la password ad Antonio.

[Camilla] Basta!

- Cosa c'è per dolce? Così decido… - Non ci sono dolci.

- Ah. - Sto scherzando, pure io.

[Giulia ride]

Mi sembrano persone a posto, no?

Insomma.

Antonio mi piace tantissimo, mi è sempre piaciuto tantissimo.

A me no.

Ti dico una cosa che tu magari non riesci a vedere, mentre noi maschi sì.

- Idiozia? - No.

Sguardo emotivo e sguardo erotico.

Questa sera Antonio ha guardato Camilla…

al 10%, se va bene, con sguardo emotivo, ma al 90%, erotico.

Allora il mio "sguardometro" cosa dice?

Questo sguardo erotico-bovino è da maiale.

- Pensa solo al sesso. - Ah, certo.

Ovviamente, tu lo dici perché hai lo "sguardometro".

- Sì. - Ma, per farmi capire…

non è che mi dimostreresti

uno sguardo 60% erotico-bovino e 40% emotivo?

Pronto?

60% erotico-bovino.

Così.

Ok. E il 40%?

[bussano alla porta]

Sì?

- [Giulia] Ehi, amore, ciao! - Disturbo?

- No. - Non disturbi, vieni. Come va?

Tutto bene.

E… che ne pensate di Antonio?

Che ne pensiamo? Lo abbiamo già conosciuto a Roma.

Sì, però qui, con la sua famiglia, è diverso. No?

Infatti ne stavamo parlando proprio adesso.

Perché babbo è rimasto veramente tanto sorpreso dalla sua aria matura,

- …dal suo sguardo rassicurante, giusto? - Molto, molto, sì.

Prima mi ha detto che gli sono venuti gli occhi lucidi

a vedermi qui nel suo mondo, dove è nato e cresciuto.

Che tenero.

Tenerissimo. Quasi infantile, no?

Che vuol dire "infantile"?

Amore, uno a vent'anni che si commuove

perché la fidanzata sgambetta in campagna…

Ma chi cazzo sei, Pascoli? No, dico…

Amore, sei più intelligente di così.

Camilla, Antonio è un ragazzo dolcissimo,

e la sua famiglia è molto accogliente, ci troviamo benissimo.

Umili. Io li definirei umili. Si respira grande umiltà.

Eh, dai!

Camilla, sto scherzando, su!

- Mi conosci. - Esatto.

Poi, se tu sei felice, anche…

la mamma è felice.

Ok.

Cercate anche voi di godervela, di rilassarvi.

Io sono rilassatissimo…

- [Giulia] Amore? - Buonanotte.

- 'Notte. - Buonanotte.

Che è? Cosa…

Niente. Facciamo come ha detto Camilla, rilassiamoci, ok?

Sono rilassatissimo.

- Io vado di là. - [Mario] Va bene.

- Eccoci qua. - Vado a fare l'altra torre.

- L'ultima lasagna. - La lasagna. Vedi, amore?

- Due succhi. - Bene, così stiamo leggeri.

- Giulia, apri pure se vuoi, serviti. - Sì.

- Ecco, guarda quel cretino di Vittorio. - Vittorio…

L'indianino al servizio da noi. Mi ha messo le posate d'acciaio.

Perché è fissato che l'argento con la sabbia si riga.

Però è vero, si dice che argento e sabbia non devono…

- Vabbè! - Per questa volta…

- Per oggi lo perdoniamo. - Ma sì!

- L'importante è stare in compagnia. - Giusto.

Madonna, quanto è bello.

Non sembra un po'…

un semidio, eh?

Un eroe greco. Poseidone!

- Ma chi? - Lucio.

Lucio.

Quando lo vedo così…

Con quell'acqua che gli disegna i muscoli, tutto bagnato.

Perdo quasi il controllo di me.

Fa molto Grecia, no, amore? Molto Poseidone.

- Più Creta, secondo me. - Anche Creta. Comunque, roba di Egadi.

[Mara] Sì.

Facciamo una bella sfida? Paradiso contro Rovelli, a Ruba Bandiera.

Bravo! Dai!

- Sì. - Sì, dai!

- No, mangiamo prima. - Questo pensa sempre a mangiare!

Io? Sono due giorni che friggete pure i passanti. Guarda qua.

- Muoviti! - Così butti giù anche questa pancetta.

- Si stanca. - [Carlo] Non è la pancia, è il fritto…

[Mara] Giulia, non ti preoccupare, vieni.

Andiamo, amore!

Il fritto freddo non…

Numero… tre!

Vai, amore!

[voci sovrapposte]

Brava!

Non importa, amore. Sei stato bravissimo.

- Non è stato bravissimo. - Adesso recuperiamo.

Uno per noi. Dai, concentrati, eh?

Numero…

- Uno! - Vai, Carlo!

[Carlo si lamenta]

Ho una contrattura. Qui è roba di retto femorale, è andato il retto femorale.

- Dai, che sono stanchi. - [Mara] È colpa della pancia.

- Dai, pazienza. - Numero due!

[Mara] Dai, amore, sei il mio eroe!

Scusa.

Scusa, sono caduto.

- È mia, però. L'ho presa io. - Brava, mamma.

Ragazzi, venite qui un attimo.

Sono caduto.

Allora… vogliamo perdere con queste pippe?

- Che ci frega? - Certo, a te interessa

fare i rotoloni abbracciosi nella sabbia.

- Tu vuoi perdere con una quarantenne? - No!

Bravo. Allora portami a casa quella bandiera.

C'è scritto Rovelli su quella bandiera. Rovelli, c'è scritto!

Fai qualunque cosa, Tito. Concentrato.

Pronti?

- Numero quattro. - Vai, vai!

- [urla] - Non vedo niente!

- [Camilla] Tito! - Brucia! Brucia!

Sei pazzo? Come ti vengono in mente certe cose?

Me l'ha detto papà.

- Tito! - Ma ci si comporta così?

Mi dispiace, è un cretino.

- Quante sono queste? - Uno.

- Mi dispiace. - No, non è niente.

- Madonna, ricomincio a vedere i colori. - Meno male!

Come va?

- L'ho appena detto, rivedo i colori. - Quindi bene, bene.

Sì.

Scusate. È che non…

Mi prendo la responsabilità, forse l'ho aizzato troppo,

- …ma non credevo che questo cretino… - Non è successo niente, davvero.

Anzi, a lei un po' di sabbia negli occhi piace.

- Beh… - Sto scherzando.

Ah! Certo. Che simpatico!

- Papà, dov'è mamma? - In farmacia, doveva prendere una cosa.

Ho bisogno di qualcosa per il mal di testa.

Posso darle il Ligonix?

- No, meglio paracetamolo, grazie. - Certo.

- Puoi prenderlo tu, per favore? - Sì.

Guarda che bello quel bimbo, amore.

Sì, però a quell'età hanno uno sguardo strano.

- Strano? - Sì, da piccione.

Dai!

Secondo me, la natura li fa così teneri e delicati per proteggerli.

Così ti fanno troppa pena e non riesci ad abbandonarli.

Perché dovresti abbandonarli?

- Perché sono insopportabili. - Cioè?

Fanno casino, piangono, urlano, gli devi pulire il sedere,

sono egoisti, li devi sempre guardare sennò si ammazzano,

sbavano e non parlano.

Da piccola desideravi una sorellina.

Sì, perché ero ingenua, come i bambini piccoli.

Mamma, guarda il tramonto!

È l'ora più bella.

Diventi un tutt'uno con la natura. Senti questa sensazione di benessere?

- Bello. - Respira.

- Respira. - Sì.

Più forte.

È bellissimo, sì.

- Guarda questa pianta. Che cos'è? - Un noce?

No, che cos'è di bellezza. Guarda che meraviglia.

- Mi viene proprio da abbracciarlo. - Sì.

La senti? Vieni a sentire. Vieni a sentire la linfa, vieni.

No, grazie, molto…

Io sono più platonico come rapporto con la… con la flora…

Però è vero che c'è pace.

Scusa, perché non vi traferite qua?

Sì! Io cerco una persona brava e qualificata

che si occupi dell'amministrazione dell'azienda. Giulia è perfetta.

E poi troviamo una cosa da fare pure per te.

A me non serve, però grazie.

Grazie di che cosa? Ormai siamo una famiglia.

Oddio, una famiglia, adesso…

Però Antonio e Camilla si frequentano da un anno, quindi…

È un'età in cui magari le cose possono cambiare.

Magari sì, magari no, non…

E poi… io non sono tanto d'accordo che vadano a vivere insieme.

Io ti ho capito. A te Antonio non piace.

No, mi piace Antonio. È proprio una questione di età, di…

- Dove vai? - Stai fermo, non ti muovere.

- Stai fermo, immobile. - Cosa?

Non ti girare.

[il lupo ringhia]

- È un lupo. - Sì.

- In Puglia? - Sì, è pieno. Stanno tutti qua.

Ma come in Puglia… Vengo su anche io.

- No, ormai è tardi. - Tardi?

Appena ti muovi, ti azzanna.

Ingrandisciti.

Che cazzo vuol dire "ingrandisciti"?

Lo dobbiamo confondere, deve dire: "Chi cazzo sono questi due?"

- Ingrandisciti, fatti più grosso. - Così?

Sì, fai movimenti fluidi. Alza le braccia, sì!

E poi devi fare dei versetti tranquillizzanti.

- Piano, non fare movimenti bruschi. - Ma ormai ho fatto.

Piano, fai dei versetti, come una ninna nanna.

[canta] ♪ Ninna-e! ♪

- "Ninna-e" va bene? - Non ti voltare!

[ringhia]

- Sì. - ♪ Tattaia, tattaia ie ie ♪

Che cazzo è "tattaia"? Fai una bella ninna nanna, normale.

♪ Tittaeia! ♪

Muoviti, muoviti fluido. Bravo. Sì.

♪ Ninna-eiaiaeia ♪

♪ Ninna-eiaiè! ♪

Stai facendo il sirtaki.

Non fare il sirtaki! I lupi odiano il sirtaki.

Non ti voltare. C'era una famiglia di greci qui,

ballavano il sirtaki e il lupo li ha sbranati tutti.

Muoviti più fluido. Vai! Bravo, tranquillizzalo.

[canta] Ninna-eia

- Se n'è andato. Mamma santa! - Ninna-eia…

- Mamma santa. - Che paura!

Che lui è un cretino possiamo dirlo adesso?

- Ha cercato di aiutarti, dai. - Ma come… ero nel panico…

Che suggerimento è "ingrandisciti"?

Comunque, con Lucio e con tutti loro,

dovresti essere meno respingente.

Cosa faccio, mi accoppio con un cespuglio,

copulo con una siepe? Dai!

- Mi ha offerto un lavoro. - Amore, sta flirtando.

- So io cosa vuole offrirti quello. - Oddio, Carlo!

È un lavoro molto interessante e con più garanzie di quelle che ho.

Non possiamo trasferirci tutti in Puglia a lavorare per questi qua. O no?

- Perché no? - Sei impazzita?

Dobbiamo ragionare in prospettiva. A Roma facciamo fatica.

- Tu sei part-time. - Sì, ma quello che serve lo porto a casa.

Abbiamo tutto. Camilla è indipendente e loro due, vabbè…

Aspettiamo una decina d'anni, teniamo duro.

Anche perché mi sono un po' stufato di…

Posso dire che non vedo l'ora che crescano?

Ho voglia di cominciare a pensare a me stesso, a noi.

Anche perché preoccuparsi sempre dei figli…

Dai, diciamoci la verità.

Fino a una certa età è bello, tutto bello, figli belli,

ma poi questi ti asciugano la vita,

ti prosciugano proprio.

Mi andresti a fare una camomilla, per favore?

Sì. Limone?

Mh, mh.

Camilla.

Papà, che ci fai qua?

Sto andando a fare una camomilla alla mamma, tu?

Eh… io stavo andando a dare la buonanotte ad Antonio.

- In camicia da notte? - È notte, papà.

- Vengo anche io. - Papà…

Una buonanotte tutti insieme, mi fa piacere. Poi a dormire, no?

[bussa alla porta]

[Antonio] Sì?

Buonasera.

Buonasera.

Papà è venuto per salutarti e poi andare a dormire. Vero, papà?

Sì, ci auguriamo la buonanotte e poi tutti a dormire.

- Suoni la chitarra? - Sì.

- Come l'hai capito? - Sesto senso.

- Suono in un gruppo. - Anche io da ragazzo avevo un gruppo.

- Come vi chiamate? - "I Dolcini".

Se avessimo chiamato noi un gruppo così, ai miei tempi…

appena saliti sul palco, ci avrebbero tirato la roba.

- Papà. - È vero.

Veramente per noi ha un senso.

Non lo metto in dubbio, però io lavorerei un po' sul rock.

- Inglesizzerei: "Pancakes", "Muffins". - Basta.

"I Dolcini"… immagino i fan con il latte caldo.

Eh! Dolcini! Dolcini!

- "Mi sono macchiato vedendo i Dolcini…" - Hai finito? Basta!

Noi ci chiamiamo così per un mio amico.

Pietro… Pietro Dolcini. È morto due anni fa.

Molto bello come nome. Anche per il gruppo, dico.

A questo punto l'inglese, forse, resta superfluo.

Poi come tutte le storie, se uno le sa… diventa bellissimo.

Buonanotte. Molto bella anche la stanza. Arida, ma bella.

[musica classica]

- Che cos'è? - È la Torre Eiffel.

La mia opera per gli Europei di Lego che si terranno a Sofia tra un mese.

- L'anno prossimo cominci le medie? - Sì.

- Sei contento? - Insomma.

In realtà, a scuola mi annoio.

Mi sembrano sempre tutti più piccoli.

Io non sono bravissima a scuola, ti sembrerò piccolissima.

No, invece, forse è che sei alta,

o che hai la faccia di chi giudica.

Poi con questo tutù mi fai un po' paura.

Io non giudico nessuno, vivo in una famiglia di pazzi,

sono piuttosto tollerante.

Bene, allora noi due andremo d'accordo.

Se hai un compito da fare, te lo posso fare io, ci metto un secondo.

Tu fai una spaccata e io ho finito.

Là… ecco qua.

Mi dispiace che Giulia non sia venuta.

- Non si sentiva bene. - Un vero peccato.

- Guarda, non è una meraviglia? - Sì.

Questa è la mia famiglia, è come se fossero miei figli.

Poi li ammazzi e li mangi.

- Esatto! È sveglio. - Insomma.

- Sembra… - E invece…

[forte muggito]

- Luigi. Che ha la mucca? - Buongiorno.

- Sta per partorire. - Quale?

La 246.

- La figlia della 158. - Natalina.

- Spettacolo! Oggi ti faccio un regalone. - Regalone…

Hai mai preso una vita stretta tra le mani?

- No, io sono più… - È un'esperienza.

Sono più un tipo cerebrale, grazie.

- Aiutami a far partorire Natalina. - Non la conosco e poi non so…

- Ti aiuto io. - Non sono… facciamo una cosa bella.

Facciamolo fare a Tito, lui ama gli animali, la natura.

- Sì, io faccio il video. - No, che video?

- Lui fa il video, andiamo. - Ahi!

- È la cosa più tranquilla del mondo. - Tito, vieni.

[splash]

Ho pestato una merda.

- [Lucio] Senti la vita? - [Carlo] L'ho sentita!

- [Lucio] Senti il cuore che batte? - Ho sentito tutto.

- Lo senti o no? - Basta!

- Lo senti o no? - Grazie.

Lo senti? Tira!

- Tira! - Ho sentito la vita.

- Stringila! Tira! - Basta!

[Lucio] Tira!

- Lo senti il cuore? - Ho sentito.

- Lo senti il cuore che pulsa? - Ho sentito tutto. Ho sentito il cuore.

Stringi forte! Tira!

[muggito]

Basta! Basta! Basta!

[muggito]

Che schifo, basta! Basta, basta!

[Carlo] Ecco.

- Che è successo, sei caduto? - Sì, in una mucca.

- Eh? - Io me ne voglio andare da qua.

Andiamo via tutti. Troviamo una bella scusa e si va a Roma.

E mi porto anche Camilla, perché io in questa famiglia di matti non la lascio.

- Mi ha fatto partorire una mucca. - Una mucca?

Una cosa orrenda!

Sangue dappertutto, grida strazianti, dispersi, macerie.

Una cosa… guarda!

Chi ha detto che il parto è una cosa naturale, meravigliosa?

Non è meravigliosa!

È una cosa schifosa, selvaggia, mostruosa! Guarda!

Che c'è?

Ti devo parlare, siediti.

- Addirittura? È così grave? - Grave non lo so, importante sì.

Sono incinta.

Non sei nelle condizioni di abbracciarmi, come se avessi accettato.

- Come stai? - Abbastanza scossa.

Ma sicuramente meglio di te.

Sento come un fischio.

- Quindi non era il polpo? - No.

La nausea, dico…

- Non era il polpo. - Il polpo era buono.

Il polpo era buonissimo! Era buonissimo.

- Hai fatto il test oggi? - Qualche giorno fa.

- Non mi hai detto niente. - Volevo essere sicura.

Anche i test non sono sicuri, sbagliano.

Sono sicuri.

Riconosco i segnali che mi manda il corpo. Sono incinta, Carlo.

Anche i segnali del corpo sbagliano.

Ad esempio, io l'altro giorno ero in forma.

Mi sentivo carico, ho sfidato Luca a tennis e ha vinto lui.

Però il mio corpo mi diceva che avrei vinto.

Forse sei incinta anche tu.

Non lo so, non credo.

- Forse dovresti chiamare Lisa. - Già fatto, l'ho vista prima di partire.

Non mi hai detto niente. Quando pensavi di dirmelo?

- Te lo sto dicendo adesso. - Ok.

- Sono già abbastanza sconvolta, scusa. - No, certo.

- E Lisa conferma. - Sì, anche l'ecografia.

Quindi è sicuro.

Ma come è successo?

Come è successo? Io non…

Un'ape ubriaca si è posata su un fiore e non è volata via in tempo.

- L'ape sono io? - Bravo.

Grazie.

Ma porca…

- Cosa facciamo? - Non lo so.

Non lo so, non ne ho idea. È una di quelle situazioni difficilissime,

in cui ti senti in mezzo a una scala di grigi,

però puoi scegliere solo bianco o nero.

Non ci sono alternative. Non lo so.

Non puoi partorirne metà, non si può.

Sì, però, Carlo, io sarò insensibile, ma piangi sempre!

Io non posso permettermi di avere una crisi

perché tu ce l'hai prima.

Io non mi posso lamentare perché tu ti lamenti di più. Che palle!

Comunque, è un pianto di gioia.

Non è vero che è un pianto di gioia, perché hai il labbro in giù!

- Ehi. - Ehi.

Che fai?

Vado in cucina a prendere da bere. Vuoi qualcosa?

Sì, una macedonia.

Una macedonia?

- Dove trovo la macedonia? - È pieno di frutta, in frigo.

Mi metto a fare la macedonia alle tre del mattino?

Mi hai chiesto tu se volevo qualcosa! Un bicchiere d'acqua va bene.

- No. Faccio la macedonia. - Non importa.

Cerco la frutta… quindi niente macedonia?

Ok.

Mi raccomando, lava bene la frutta, con il bicarbonato.

Per fare la…

Se per caso sono avanzati due calamari fritti…

- Con la macedonia? - Dopo.

- Non… - Va bene, solo frutta.

[Giulia sbuffa]

Frutta lavata.

[Carlo] Lavata bene.

Certo… i calamaretti sono più buoni.

- [Antonio] Vieni qua. - [Camilla] Se provi a schizzarmi…

[Antonio] Dai! Fa caldo!

[spruzzi d'acqua]

[gridolini di Camilla]

- [Camilla] Non mi devi schizzare! - [Antonio] Fai piano!

[Antonio] Basta! Smettila!

[Camilla ride]

[Camilla] Che vuoi?

- Basta! - Guarda la luna.

[Camilla] Guarda quanto è bella.

Uffa! Volevo i calamari.

[sbuffa]

[Mario] No!

Oh! Oddio!

Chi è stato?

Chi l'ha rotto?

[Giulia] Carlo?

[rumore di stoviglie]

- [Giulia] Carlo? - Sì?

Esci, ti si vedono le gambe.

Sì. Non è mica per… è che stavo… Salve a tutti.

Stavo cercando il pezzetto del Lego che…

Infatti, il pezzetto… vedete?

Perché poi, a volte, metti che ti va di rifarlo…

poi ti manca un pezzo e impazzisci.

Niente, stavo andando a fare la macedonia per te…

A un certo punto, ho sentito proprio… vedevo muoversi la…

L'albicocca.

- Ho sentito questa scossetta. - Ma quale scossa?

Non l'avete sentita?

Anche adesso un po'…

Comunque, insomma…

Sono corso subito su, perché ero… e guarda che disastro.

Incredibile. Comunque, questo è… tieni, amore.

Così lo finisci e…

Però facciamo i Lego antisismici, no? Mi sembra…

[voce non udibile]

Tua.

- Scusate ancora per… mi passi… - Certo.

- Carlo, ti posso chiedere una cosa? - Amore, vuoi?

Certo.

- Partecipi alla Processione dei Martiri? - Processione dei Martiri?

È come una Via Crucis. È l'evento più importante del paese.

- Un onore. - Bello.

Io sono cattolico, ma purtroppo non sono praticante.

Però…

- Però… - Sì…

Però se c'è da praticare, si pratica.

Bravissimo, è un'esperienza indimenticabile.

- Sì, immagino. - Davvero, è unica.

Oggi pomeriggio ti presento don Maurizio, il deus ex machina di tutta l'operazione.

Certo. In cosa consiste?

- Mi ringrazierai. - Sì.

- Dirai: "Grazie, Lucio". - Io già adesso vi ringrazio.

- Amore. - Ecco il nostro architetto.

- Ciao, Mario, buongiorno. - Ciao, come va?

Un anno. Ci avevo messo un anno per costruirlo!

Ci vorranno almeno sei mesi per rimetterlo in piedi.

Mi rendo conto.

Però, Mario, sai come si dice?

" L'attesa del piacere è essa stessa piacere."

È una cosa che si dice.

Amore, è molto importante questa cosa del piacere, ricordiamocela.

È vero. Anche l'idea che una di queste notti vengo in camera tua

e ti taglio le orecchie con il trinciapolli, mi consola.

Mamma…

Hai sentito il tuo amico?

Dovrei farlo anche io, in realtà.

- Un orecchio per uno. - Bravo.

- Questa è la… - [in dialetto] La "focazza".

"Cazz…" Posso?

- [Camilla] Scusami. - Di cosa?

Di tutto, dei miei, di come si stanno comportando.

Tu che c'entri?

Ora capisco perché volevi fare l'università fuori Roma.

L'ho voluta fare qua perché Scienze e Tecnologie per l'Ambiente è buona,

- e perché ci sei tu. - Lo so, capisco…

Amore, solo che… dicevo…

Quando mi dicevi che la tua famiglia era un gruppo di disagiati,

di problematici,

io pensavo che tu esagerassi, invece no.

Non mi piace che parli così di loro.

L'hai detto tu, non voglio fare polemica.

Tutte le famiglie hanno i loro problemi.

Anche quelle che vogliono essere sempre perfette.

- Di chi stai parlando? - Di voi.

Cosa stai dicendo? Che c'entra?

Se critichi e insulti la mia famiglia, non sto zitta.

Stai esagerando.

Camilla! Camilla!

- Io vado in piscina. - Sì.

- Vengo anche io. - Amore, vieni anche tu.

- A dopo. - A dopo.

Grazie.

Scusi, non ho finito. Può lasciare?

- Grazie. - Prego.

- Hai molta fame. - Mh, mh.

- Mi stai dicendo che sono bulimica? - No.

Era per dire che magari è il caso di…

- Stare un pochino più attenti. - A cosa?

- Niente. - No, dimmelo. Attenta a cosa?

No, era per dire… mangia pure tutto.

- Sparecchia, non c'è problema. - Scusa…

Senti, ma… secondo te, è maschio o femmina?

- Non lo so. - Dicono che voi lo sentite.

Io no.

Comunque, posso dire che non ho più il fisico?

Pensa solo organizzare una partita di calcio…

Queste sono preoccupazioni, sì.

La mia è quella di trovarmi sdraiata in ospedale a 45 anni per la quarta volta,

facendo uscire qualcosa di enorme dal mio corpo. Vuoi fare cambio?

- No. - Sei sicuro?

Sicuro? Bene.

- Quando pensi di dirglielo? - Non lo so.

Io aspetterei di tornare a Roma.

Perché dirglielo qua, con tutte queste mosche, tra l'altro…

- Nel caso, io aspetterei un paio di mesi. - In che senso?

Glielo diciamo quando siamo sicuri.

Certo, giustissimo.

Anche perché la cosa sarà un bel cambiamento.

Pensa Bianca…

Bianca non mi preoccupa, è grande, si abituerebbe.

Quello che mi preoccupa veramente è Tito, obiettivamente è un ragazzo problematico.

[Giulia] Ho paura che questa situazione aggraverebbe le cose.

Peggio di così…

Potevi dirlo che eri stato tu a distruggere la Torre Eiffel,

non si deve mentire.

- Non ho mentito. - Dai, papà.

L'ho sfiorata, va bene? Come se tu nel cortile della scuola,

ti appoggi un attimo, sfiori un muro e viene giù la scuola.

- Non me la prendo con te. - Se la scuola fosse di Lego,

non mi ci appoggerei.

Però posso dire che il posto non era giusto per quel tipo di struttura?

Quello è un posto di passaggio, prima o poi qualcuno lo fa cadere.

Poi il destino ha voluto che fossi io. O no?

Come va?

Puoi guidare un po' più dolce?

Ci sono le curve.

- Puoi prenderle meglio? - Ma se le pennello.

Puoi provare a prenderle meglio?

Ora tagliamo dritti di qua,

giù per i campi e andiamo su in mezzo agli ulivi.

[Carlo] Tanto ho il 4WD, facciamo un po' di fuoristrada.

[Carlo] Oppure nel rettilineo resti in auto,

poi scendi e fai le curve a piedi.

- Poi risali… - Hai finito?

- Sì. - Grazie.

Anche da giovani litigavate per le curve o è una cosa che viene fuori con gli anni?

Anche da giovani, babbo ha sempre guidato malissimo.

- Sì, vabbè. - Almeno da giovani vi amavate.

- In che senso? - Niente, lascia stare.

Bello, vero?

Aspettatemi qui, vado a parlare con don Maurizio, non ve ne andate.

Certo, amore, vai.

Che facciamo? Giochiamo a Un, due, tre, stella?

- Andiamo a prendere un gelato? - Va bene, è una bella idea.

C'è una gelateria mondiale qui! Andiamo! Mario, Vieni.

- Antonio, aspetti papà? - Sì, poi vi raggiungiamo.

Magari mi fermo anche io qui con Antonio.

Tranquilli.

Antonio. Vieni, ti devo chiedere una cosa.

Siediti.

- Mi dica. - Antonio, senti, come…

Come immagini questa convivenza con Camilla?

- In che senso? - Siete molto giovani, mi chiedevo…

Così, se sei pronto, no?

- Io credo di sì. - Ma sì.

La maggior parte del tempo staremo all'università.

Certo.

Faremo quello che fanno tutti i ragazzi, una vita normale.

Ecco, io non sono giovane da un po', allora mi chiedevo…

- Cos'è una vita normale? - Uscire a bere una birra con gli amici,

- …una cena, delle cose normali. - Mh.

- E a casa… - A casa, cosa?

Andrete a casa, non so…

Cosa pensate di fare a casa?

Non lo so, dipende.

Sei vergine?

- Non è il caso di parlare di queste cose. - Sì, infatti.

No, era così, perché…

Volevo che ti concentrassi un attimo su questa immagine.

Io sono invisibile.

Un momento qualunque, di un giorno qualunque, entro in casa.

Cosa vedo?

Vedrò tu che tratti bene Camilla, che la rispetti, che le vuoi bene?

- Sì, assolutamente. - Bene, bravo.

Quindi non ti darebbe fastidio se io fossi lì, invisibile, ma felice,

a controllare che tu…

- No. - No.

Non avresti nulla da obiettare se io decidessi di installare,

senza dirlo magari a Camilla, delle piccole telecamere.

- Telecamere… - Sì, ma mini.

Non immaginarti cose… Piccoline, giusto per…

Non mi sembra il caso.

Finché siamo nel campo delle ipotesi, fai il fenomeno.

E poi ti tiri indietro. Siete tutti uguali.

Venite, don Maurizio ci riceve. Dove sono gli altri?

- In gelateria. - Avevo detto di aspettare.

È stata Mara, lo so. È lei che dice: "Venite, andiamo".

Non è facile parlare con don Maurizio.

Ti dovrei dire una cosa in privato.

[in inglese] Parla in inglese.

Ok.

[in inglese sgrammaticato misto a italiano] Ho sentito mamma e papà

che si vogliono separare.

Non so perché, ho sentito solo questo.

Vogliono dircelo quando saremo tornati a Roma.

[Bianca piange]

Amore, Bianchina.

Tito sta scherzando.

[sottovoce] Sei stupido?

- Mi hai detto tu di parlare in inglese. - Questo non è inglese!

[Tito] Non sono madrelingua.

[Giulia] Io lo terrei.

Sono d'accordo.

Se adesso accendessi la luce, ti vedrei piangere mentre dici: "Sono d'accordo"?

Però si sta bene al buio.

Il mio babbo diceva sempre:

"Dove si mangia in due, si mangia anche in tre o quattro".

Però siamo in sei.

O sei.

- Comunque, te l'avevo detto. - Cosa?

Restiamo in Svezia.

Sei voluta tornare. Là con un bambino ti coprono d'oro.

Altro che sei, mangiavamo in dodici.

Sennò fallo in Svezia e poi incassiamo!

Comodo.

- Hai paura? - Sì.

Anch'io.

Ah! Beh… beh… beh…

Beh, dai…

Vabbè. Io… sì.

- Come va? - Bene.

- Caldo? - No.

- Perché oggi picchia. - Sto bene, amore.

- No, quello no. - Una fetta.

Non puoi. Lo mangio io.

Prova a prenderlo e ti inchiodo la mano al tavolo con la forchetta.

Allora mangia, però poco, per favore.

- Amore, come mai non mangi? - Non chiamarmi "amore".

Tu non sai cos'è l'amore.

Sempre questa ironia, eh?

Dopo la colazione, devo parlare a te e papà.

Certo. È successo qualcosa?

- Vi devo parlare. - Va bene.

Noi andiamo con Lucio a vedere la casa dove vivrete tu e Antonio.

Venite anche voi.

Lui deve fare una lezione per la patente nautica.

Sì, prende la patente nautica.

- Bravo. - Grazie.

Grazie, Vittorio.

Porta due nodini, Vittorio. Ogni volta…

- Che cosa c'è qui? - Pasticciotti?

No! Questo è il vestito della processione.

Un applauso per il vestito!

- Siamo sicuri di questo vestito? - Di che cosa?

Io non so se me la sento.

Ma certo che sei in grado, devi solo camminare.

Ma io sono timido, vi prego, non mi fate fare queste cose.

Vedrai che interpretare il ruolo di Gesù Cristo ti darà la tempra giusta.

- Come Gesù Cristo? - Certo.

Gesù è tanto, facciamo un ruolo minore, un apostolo, un passante.

No, devi fare proprio Gesù Cristo in persona.

- Si può vedere? - Come no.

- Ta da! - Minchia, Tarzan, sto male!

Che Tarzan!

Io questa cosa qui non la posso assolutamente mettere.

- Perché? - Perché no.

Se la metteva Gesù…

Gesù aveva trent'anni, io ne ho più di cinquanta. Sembro il nonno di Gesù.

È solo una rappresentazione.

Può diventare blasfema, se metto quella mutanda stracciata.

Se ti fa sentire più a tuo agio, possiamo prendere la barba, una parrucca.

- La parrucca. - Così passi inosservato.

Metto la mutanda, ma sulla parrucca posso pensarci?

- Ci penso, ma non garantisco. - [Lucio] Perfetto.

Venite, da questa parte.

Questo è il palazzo, immaginate l'appartamento cosa deve essere.

- [Giulia] Che bello! - Entrate.

Scusate. Io vorrei comprare un regalo per Mario.

Per tirarlo su di morale e per scusarmi di quello che…

- C'è un negozio qui vicino? - Non vieni a vedere l'appartamento?

C'è Giulia, poi mi racconta lei.

C'è una libreria qui dietro, ma non capisco. È un peccato che non…

- Sì, ma non… - Sicuro?

- Non vuoi vedere dove vivrà Camilla? - So dove vivrà, vivrà qui.

Tra muschi e licheni. Ma contenta lei, contenti tutti.

- Ci vediamo dopo. - Cinque minuti.

[Tito] Vengo anche io.

- Vabbè, andiamo noi. - Andiamo noi.

Sono convinto che l'appartamento ti piaccia.

Secondo me, abbiamo gli stessi gusti.

Beh, la corte è…

Eh? Guarda…

L'Italia è tutta bella, dove vai, vai…

- Sai che è un piacere parlare con te? - Ah, ah.

Passeggiata… padre-figlio…

[voce non udibile]

- Che cos'hai? - Niente.

È successa una cosa con i miei, ma non ne voglio parlare.

- Sarà colpa di tuo padre. - Di tutti e due, credo.

Alla tua età è ora che cominci a capire

che i tuoi genitori sono persone qualsiasi,

che si incasinano la vita, fanno pasticci.

Io ci sono passato. È doloroso, ma è normale.

Vuoi giocare al gioco della bottiglia? Per tirarti un po' su.

- Scusa, come facciamo a giocare? - In che senso?

- Siamo solo in due. - Meglio.

Così non dobbiamo neanche farla girare.

Se togli l'imprevisto all'amore, diventa noioso.

[Giulia fa un fischio di approvazione e ride]

Ma dai!

- Ti prego, amore! - Più che Gesù, sembri un santone!

- Abbiamo anche sbagliato religione. - Però sexy, diciamolo.

- Sì, però c'è un limite alla cortesia… - Wow!

Tu non devi dire niente. Tu… non devi dire niente.

Niente. Allora…

Com'è andata oggi? Cosa avete fatto con… Antonio?

- Siamo andati al mare. - La lezione come è andata?

Boh, penso bene, perché?

Così. Curiosità.

- Io vi devo dire una cosa. - Certo, amore.

- Vai. - Cosa?

- Tito ieri vi ha sentiti parlare. - Di cosa?

Della vostra situazione, di quello che sta succedendo.

In realtà, volevamo dirvelo subito.

Poi la mamma preferiva dirvelo a Roma…

Entrambi avevamo scelto di dirvelo a Roma.

Non è questo l'importante.

- E… - Voi come state?

- Onestamente un pochino sotto shock. - Un po'…

Però alla fine io sono anche felice.

- Addirittura felice? - Sì.

- E tu? - Sì, certo.

All'inizio abbiamo avuto un pochino di…

Qualche ripensamento, però alla fine la mamma era convinta…

È sempre molto bello sentirti così partecipe, sai?

Certo che ci sono stati dei dubbi, e anche moltissime paure, in realtà.

Però… scusa, tu avevi detto che eri d'accordo.

Io sono d'accordo. Era solo per dire che prima c'erano dubbi, invece adesso…

- Sei convinto? - Sicurissimo, parlavo dei dubbi…

Mamma, non ti devi innervosire, papà ha i suoi sentimenti.

Ognuno reagisce a modo suo. È pure normale che non sia felice.

- Sì. - Sì.

Certo. Camilla, io comprendo il tuo turbamento, davvero.

Lo capisco.

Però è molto importante ricordare che è prima di tutto una mia scelta.

E che io e te dovremmo essere complici, non dico solo come madre e figlia.

Io ti sostengo nelle tue scelte e tu dovresti sostenermi nelle mie.

Decisione vostra, non voglio interferire. Sappiate solo che io sono con voi.

Qualunque sia la decisione finale, lo capirò.

Bene, grazie. Però…

è molto importante ricordare questa cosa.

Se andare avanti oppure no, è innanzitutto una mia decisione.

Non sono d'accordo. È una tua decisione, ma anche di papà.

- Che discorso è? - Che discorso è il tuo?

Siamo nel Medioevo? Non ti ho insegnato questo, non scherziamo!

Tu non dici niente?

Io vado a finire di truccarmi, è meglio.

La decisione è più… però…

- Non litighiamo. - Contento te.

Però non litighiamo. Cerchiamo di non litigare.

- Che emozione! - Antonio, vai a controllare Carlo.

- Mamma! - Vai, muoviti.

Venite di qua che si vede bene, si vede tutto l'insieme. Venite.

- Scusate. - Attenzione, piano.

[Carlo] Non so se…

[Carlo] Il cavallo è montato bene, è giusto?

[Antonio] Come va?

- Va così. - Sta bene, è molto credibile.

Sì? Grazie.

Certe cose bisogna saperle portare.

- È pronto? - Sì, però non ho capito bene per cosa.

Nessuno mi ha spiegato nulla.

Però sono pronto.

- So che prenderai la patente nautica. - Sì.

- Oggi eri a lezione. - Sì.

- Cosa hai fatto, teoria o pratica? - Pratica.

Pratica.

- Carlo! - Vado.

- Padre. - Questa è la sua croce.

Ah, proprio… una croce. Sì.

È grande. Posso dire che è grande?

- Magari, provo a sollevarla. - Deve.

[versi di sforzo]

È pesantissima! È ghisa?

Se non riesce a sollevarla, può anche trascinarla.

Allora la trascino, è un po'…

Mi si dia la frusta!

Perché la frusta?

No! La frusta!

La frusta! La frusta!

Basta!

Padre del Cielo, che sei Dio!

Ahia!

Figlio, redentore del Cielo, che sei Dio!

Basta! Basta!

Padre del mondo, che sei Dio!

Ops!

Mi dispiace tantissimo.

- Ti dispiace. - Sì.

Dispiace a tutti, hai quasi ammazzato il prete.

- Eh, adesso… - Adesso, cosa?

Mi avete dato una croce pesantissima, lo vogliamo dire?

È difficile, è basculante, non c'è il controllo.

Sembrava di avere un pioppo sulla schiena.

Invece di accettare con gioia il ruolo di nostro Signore Gesù Cristo,

hai avuto un atteggiamento insofferente, vogliamo dirlo?

- Sì. - Insofferente, per tutta la processione.

Questo posso ammetterlo.

- Nessuno ti ha obbligato a farlo. - Infatti non avrei accettato!

Soprattutto se mi avessero avvisato che sarei stato fustigato a sangue!

- Ho tutti i segni. - La gente qui è passionale.

Il trasporto, la passione religiosa, sono un tramite con Dio.

Sì, però mi stai facendo male al braccio.

- Oddio, scusami. - Niente.

Comunque, sono io che mi scuso.

Spero anche che il prete non abbia niente di grave.

- Va bene. - Ok.

Facciamo così: scuse accettate.

Bene. Bene.

Grazie.

- Hai pensato alla mia proposta di lavoro? - Sì, grazie mille, ma…

Io penso che Carlo non si trasferirebbe mai in Puglia.

Antonio mi ha detto di quello che sta succedendo a te e Carlo.

Ti sembrerà strano, ma sta succedendo la stessa cosa a me e Mara.

- Davvero? - Sì.

- Dai, non è vero. - Sì.

E anche noi non l'abbiamo ancora detto ai ragazzi.

A questa età è molto complicato per tante ragioni diverse.

Io…

a volte stento a crederci, sono ancora sotto shock.

È il corso naturale delle cose. Se succede, succede.

- Certe cose non le puoi decidere. - In realtà, basta stare attenti.

- Non siamo più ragazzini. - No.

Sono stanco di stare attento, dopo tanti anni con Mara, voglio agire d'istinto.

Voglio prendere le decisioni come fanno gli animali, senza…

Noi ci distinguiamo dagli animali per il pensiero, però.

- No? - Posso baciarti?

Direi di no.

No.

No, infatti no.

- Don Maurizio! - [Carlo] Salve, come va?

- Oh! Oh! - Disgraziato!

- Oh! Oh! - [urla]

Come sta don Maurizio?

- Come sta? - Come deve stare?

Per fortuna, la croce non l'ha preso in testa,

e si è solo lussato una spalla.

Non è colpa della croce. La lussazione è proprio che…

- Questo meno, frusta. - Basta, amore.

Frustava come un ossesso. Sembrava il Palio di Siena.

Non pensavo che questi giorni sarebbero andati così.

Mi aspettavo che la mia famiglia si sarebbe comportata un po' meglio.

- Mi sbagliavo. - Camilla…

Un giorno, ci volteremo indietro e capirai che è tutto giusto,

che non aveva senso che tu venissi a vivere qui con questo…

- Scusa? - No, no, lasciamo stare.

Papà, mi dispiace che tu sia così legato a un modo vecchio di pensare.

- Quello legato al vecchio, è Antonio. - Non ho capito.

Io l'ho visto.

È brutto dirlo così, ma ti ho visto. Altro che patente nautica!

Entrava a casa di una signora, se la vogliamo chiamare così.

No… io ho ricominciato a vedere Franca.

- Meno male! - Franca.

L'idea di andare a vivere insieme mi aveva messo agitazione.

Sono emozionato, ma mi fa anche paura.

- Certo. - Sono andato due o tre volte.

Non l'ho detto perché non volevo che pensassi che c'erano problemi.

- Ma ti pare! - Non ci sono problemi.

- Cosa fa? - Non lo so, ci sarà una spiegazione.

- Sarà un'amica. - Camilla! Camilla! Camilla?

Ti ha detto due cose da romanticone tenerone, perché questo ha fatto…

e tu perdoni un tradimento così?

Io, veramente, sono…

Franca è la sua analista.

Scusa, Antonio, mi dispiace.

Allora… allora…

Mi scuso anche io con tutti.

Scusate, ho dedotto…

Ho visto un balcone e un ragazzo,

ho visto una signora, ho visto l'intesa, lui è entrato e ho dedotto che…

- Stai zitto! - Invece ho dedotto male.

- Stai peggiorando la situazione, basta! - Sì. Ho chiesto scusa.

Non capisco perché vuoi rovinarmi la vita.

- No. - [Giulia] Camilla.

Davvero, è che… ho dedotto male, male.

- Mara, buongiorno. - Buongiorno!

- Ti aiuto a fare qualcosa? - Tu non devi pensare a niente.

- Senti, congratulazioni. - Per cosa?

Ieri sera Lucio mi ha detto che siamo nella stessa situazione.

- È assurdo, non trovi? - Sì, è assurdo!

- Lo porto a tavola, i ragazzi sono fuori? - Sì.

- [Antonio] Buongiorno. - Ciao. Bianca non c'è?

- Credo che sia con Mario, li chiamo? - Sì, grazie, Antonio.

Dunque, io e babbo pensavamo di parlarvi tra un po'.

Ma abbiamo capito che tutti lo sanno, quindi tanto vale parlarne.

- Forse Bianca non lo sa. - Lo sa anche lei.

- Sì? - Come l'ha presa?

Come deve prenderla?

Abbiamo pensato che si può iniziare a scegliere il nome.

- Che nome? - Del fratello o sorella.

- In che senso? - Aspettate un bambino?

- Sì, amore. - E vi separate?

- No, perché? - Tito ha detto che vi state separando.

Tito non ha capito, mamma è incinta, aspettiamo un bambino.

- Quindi non vi volete separare. - No.

- Non più del solito. - Ecco.

- [Mara] Scusa? - Che c'è?

- Anche tu avevi capito che si separavano? - Sì.

Perché gli hai detto che eravamo nella stessa situazione?

Io non ho detto niente. Che cazzo fai?

- Mario e Bianca sono scappati. - Cosa?

Torneranno solo se vi rimetterete insieme.

"Penserò io a Bianca, non preoccupatevi. Ho preso 36 euro e 20 dal salvadanaio.

- Ci sentiamo nelle prossime settimane." - [Giulia] Hai controllato dappertutto?

Tito, resta qui in caso dovessero tornare.

- [Carlo] Bianca! - [Mara] Mario!

- [Mara] Mario! - [Giulia] Bianca!

Aspettate, so dove possono essere i ragazzi,

anzi ne sono assolutamente certo.

- Dove? - Seguitemi.

- Non è pericoloso qui? - Ma no.

Questo posto è come camera mia, mi ci portava fin da bambino mio nonno.

Tieni, mettiti questo.

- Che bella, che cos'è? - Ci ho cucito 25 tasche.

- Come una giacca-calendario di Natale! - Esatto, in ogni tasca c'è una sorpresa.

Una caramella, una poesia, un coltellino.

E questi?

- Li ho presi in camera dei tuoi. - Sono di mia madre.

Così, se ti manca, te li metti e fai finta di essere lei.

- Grazie. - Andiamo.

- [Giulia] Bianca! - Bianca!

- Mario! - Bianca!

Così è inutile, è meglio se ci dividiamo.

Facciamo così: voi andate verso la palude,

voi andate in pineta,

noi facciamo gli scogli e poi ci vediamo al mare.

La palude come riusciamo a vederla?

È di là, vedi un cartello: "Attenzione palude".

- E il cartello? - È prima della palude, lo vedi.

- È di là? - Sì.

- Prima della palude. - Andiamo.

- Chiamo la polizia. - No, aspetta.

Non aspetto! Oggi ho perso un marito, non voglio perdere anche un figlio.

- Che stai dicendo? - Stai zitto.

Non voglio ascoltarti, voglio trovare Mario.

- Andiamo a cercarlo. - Lucio.

Che c'è?

Quanto sei brutto!

Ci tenevo così tanto che non lo vedevo, invece sei proprio brutto!

Vieni, di qua.

- Hai paura? - No.

- Mario! Bianca! - Bianca!

- Mario! - Bianca!

Bianca!

- Bianca! - Mario!

- Mario! Bianca! - Bianca!

È di là.

[Mario] Eccoci qui.

- È bellissimo. - Sì.

È bello.

Monto la tenda.

Da vecchio, quando stai per morire,

ricordi quattro o cinque momenti, non di più.

- E questo è uno di quelli. - Come fai a saperlo?

L'ho letto su "Focus".

Mi vieni a trovare da vecchio, quando sto per morire?

- Possiamo parlare di cose più allegre? - Questa non è triste.

Magari muoio prima io e mi vieni a trovare tu.

No.

Tu fai ginnastica e mangi la frutta, ti muovi.

Io invece sono sedentario e mangio i fritti. Tu muori dopo.

- Mario! - Bianca!

- Ehi! Noi nulla, voi? - [Mara] Niente.

- Ragazzi? - Non si trovano!

- Io chiamo la polizia. - Sì.

[Carlo] Bianca!

- [Mara] Qual è il numero? - [Lucio] Il 113.

- [Carlo] Bianca! - Ehi, ehi, ehi! Guardate!

[Antonio] Sono loro.

- Che carini! - Venite, passiamo di qua.

- [Carlo] Andiamo. - Tutto suo padre.

- Ti piace qui? - Tantissimo.

- Posso darti un bacetto? - Se vuoi.

- Se vuoi tu. - Ok.

[Lucio] No, guarda!

Prima Camilla, poi Bianca. Un incubo.

È il problema di avere le figlie femmine.

- Andiamo. - No, aspettate.

Non si può interrompere un primo bacio.

No?

[Carlo] Guarda che bella foto, siamo noi.

La puoi mettere in salotto.

- In camera, dove vuoi. - Sì, grazie.

Così, quando ho nostalgia di casa, la vedo e mi passa.

Ecco, allora…

Se, per qualche motivo dovessi ripensarci, cambi idea, chiamami quando vuoi.

Lo so.

Secondo me, è presto perché voi due andiate a vivere insieme.

- Non so se l'ho detto. - Una cinquantina di volte.

Per voi noi genitori siamo noiosi.

Invece noi cerchiamo di non farvi fare scelte sbagliate.

- Scelte sbagliate per noi o per voi? - Per noi, per me, in particolare.

Comunque, il concetto è chiaro. Se avrai dei ripensamenti,

io non ti giudicherò.

- Vengo proprio… - Starò bene, papà.

Mi mancherai.

Tanto arriva un altro a sostituirmi.

Io già lo odio.

Non ti preoccupare, lo farò crescere dicendogli che non sarà mai come te.

- Tu sei la figlia preferita. - Mi sembra l'approccio giusto.

Stronzetto.

C'è "coso", qui.

Che fa, mi vuole baciare?

- Io non vorrei baciarla. - Meno male.

Hai proprio lo sguardo così.

- Proprio… - Così, come?

Lo so io.

- [Carlo] Ecco la mamma. - Eccovi.

Se ti rompono, io ho un divano letto, vieni a trovarmi.

- Amati. - Sì.

Sempre. Ok?

- Mi raccomando. - Sì.

Pure tu, mi raccomando, non diventare troppo terrona.

Sì, tranquillo.

- Trattatevi bene. - Grazie.

Quanto mi dispiace che dovete andare via, vi giuro.

Mara è rimasta in camera, si è innervosita per quella piccola incomprensione.

- Ha detto che vuole andare dall'avvocato. - Ma quale avvocato?

Per una sciocchezza del genere? Ma chi lo lascia questo pasticciotto?

- Panzerotto ammuffito! - Ahia!

- Grazie di tutto. - Niente, figurati.

A Natale ho un torneo di Lego a Hong Kong. Vieni con me?

Vorrei, ma non credo di avere il passaporto, non l'ho mai fatto.

A quello ci penso io, c'è uno a Lugano che te ne fa uno falso. Ti faccio sapere.

Ok, allora ci conto.

- Ciao. - Ciao.

[sospira]

Vi faccio fare un frittura di calamari per il viaggio?

- Direi di no. - Due nodini?

Victor, prendi i nodini.

- Non li prende. - [Mara] Dai, li accompagniamo.

- [Giulia] Bianca, pronti? - Ehi!

Che entusiasmo. Andiamo? Che c'è?

- Che dite? Camilla ci mancherà tanto? - Sì.

Sì, però almeno avrò una camera più grande.

Guarda che la camera diventa mia.

Quando il primo ufficiale muore, il secondo subentra.

Camilla ha detto che ci andavo io!

Tu resti in camera con il bebè che ti sbava in faccia tutta la notte.

Semmai sbava in faccia a te!

- Macché, sei tu la femmina. - Tito, cosa dici? Eh?

Anche mamma ha detto che ci vado io, vero?

Poi vediamo. Amore, puoi smetterla con il cellulare?

Mh, mh.

Che cosa stai guardando?

Mail di lavoro.

- Mi ha strappato i capelli! - Mi ha sputato!

- Non è vero. - Piantatela!

Altrimenti vengo lì e vi sputo io!

- Mettiamo un po' di musica? - È meglio.

[suona "Three Little Birds" di Bob Marley & the Wailers]

Andrà tutto benissimo!

Lo so.

[cantano "Three Little Birds" in inglese]

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.