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Che vuole questo?

Tiè!

- Buongiorno, c'è posta? - E' tornato l'amministratore per la pigione.

- Quando esco. - Una volta quando esce e una volta quando torna!

Salve! Scusa se mi sono permesso.

Brigadiere, io sono innocente, sono un onesto lavoratore!

- Guardi le vesciche alle mani. - Se fossi un brigadiere,

forse mi avresti seminato. Volevo vedere come te la cavavi.

Non male, ma scegli un portone a doppia uscita meno signorile.

- Non ti fidi? - Entra in casa con l'effrazione e mi devo anche fidare?

- Sigaretta? - No. - Ma è svizzera.

- Fai con comodo, intanto io parlo. - Guarda questo!

Sono tempi di poca soddisfazione. La professione seria è in crisi.

Ma voi siete bravi. Avete fallito per la deficienza organizzativa

che frega sempre voi della capitale.

Insiste? Come devo dirvelo? Io non so niente, va bene?

Sono amico di Dante Cruciani

che vi ha insegnato a lavorare la cassaforte. Chiedigli del Milanese.

- E allora? - Vengo da Milano per offrirti un bel lavoretto.

Pagato bene.

- Anzi, benissimo. - Ascolti.

Se prima ho sbagliato portone io, ora lo ha sbagliato lei.

Questa è la casa di un uomo che ha dato un colpo di spugna al passato

e vive del suo onesto lavoro.

I lavori al cantiere sono finiti. Ora sei disoccupato.

Ma quello non è il mio mestiere. Io faccio il pugile

e ho ripreso i contatti col mondo dei guantoni per un rientro.

- Se ci ripensi, domani alle 19 sono al bar all'angolo. - Aspetta e spera!

Domani passo la visita medica per controllare le reazioni "psss"...

- Hai chiamato? - Psicofisiche! Ho la convocazione.

- Auguri. - Sì, te ne accorgerai.

Una piccola formalità e poi Baiocchi Giuseppe, detto il Pantera,

rientra sul ring. Ahia!

Gira, gira!

- Sono un leone, dottore. - Ferma.

- Forma perfetta! - Vai diritto alla parete. Braccia alzate, occhi chiusi.

Peppe, una persona ti aspetta da mezz'ora. Ma che hai fatto?

Ma che ti frega? Pensa a te.

- Salute. - Non cominciamo a fare i romani!

puntualità. - Si è fermato l'orologio. "Boy"!

- Ma non hai l'orologio. - L'orologio del tram!

- Un altro Campari. - Il solito! Metti sul mio conto.

- Ha pagato il signore. - Ho pagato i tuoi arretrati e un quaderno.

- Quale? - Quello dove segnavano gli arretrati. Conosci Milano?

- Insomma, non ci sono mai stato. - Meglio.

- Ecco il Campari, ecco il solito. - Bravo, Pizzangrillo.

E' latte. Ho avuto un'intossicazione da whisky e devo stare sobrio.

Allora, ogni domenica un'auto trasporta

l'incasso del Totocalcio di Milano alla Banca del Lavoro.

Bisogna bloccare l'auto. Sopra c'è un tizio, d'accordo con me.

Si lascerà portar via la valigia col "grano".

Ho capito. Scusi!

A me andrà la metà, il resto agli uomini, ma devono essere in gamba.

- E' naturale. - A Milano ne ho parecchi, ma hanno un difetto.

- Sono troppo conosciuti. - Certo.

- Tu hai qualcuno? - Certo.

Ho i migliori!

Credevate di ingannarmi?

Venite.

Attento! Se ci vede la maschera, mi cacciano via. Sono in prova.

- E' cominciato da molto? - Shh!

- Hai trovato lavoro? - No, ma la festa di fidanzamento

avrà luogo lo stesso. - Così aumentano le spese.

Devi regolarizzare la situazione con mia sorella.

- Se bussi alla porta, la gente che pensa? - Non mi fai mai entrare!

- Solo se ti fidanzi. - Mi fidanzerò.

- Capannelle, posa i popcorn! - Sono digiuno da tre giorni!

Che bella cerimonia! Quanto sono carucci!

- Ma siamo fidanzati. - Lo sarete dopo il matrimonio.

- Mamma, sono arrivati altri! - Auguri e cento di questi giorni.

Tanta felicità!

- Omaggi. - Obbligatissima!

- Li hai invitati tu? - Se non li invitavo, si offendevano. Vai!

Il fiore mi è costato 600 lire di multa per aver calpestato le aiuole!

- Obbligatissima. - Questo l'ho comprato!

- Fa caldo, potete levarvi la giacca. - Grazie, molto gentile.

- Un momento, non si può mai sapere. - Non ti fidi?

Mia sorella non sa niente

delle nostre passate attività. - Ci siamo conosciuti a catechismo!

- Rimetti la giacca, sembri il fante di picche! - Auguri! Capannelle!

- Chi ti ha invitato? - Fra voi due poteva finire a coltellate e poi...

Eccola qua. Tanto è bella la sorella e tanto è brutto il fratello.

Prego. Questa la metta in frigo che dopo brindiamo.

- Ottimo. - Li ha fatti Carmela.

No, li ho fatti io con le mie mani.

- Brindiamo all'ultima amnistia. - C'è troppo chiasso, andiamo di là.

- Andiamo. - Quanto ci hai messo a fare il corredo?

Dal 1942. L'ho cominciato a quattro anni!

- Non chiudi la porta? - Non c'è, la uso come tavolo.

Allora! Il lavoro vi va male, vero? Una frana!

- Come lo sai? - Come lo so?

Ho saputo che non puoi neanche pagare il prete che ti deve sposare.

E la tua fidanzata ti ha lasciato dopo aver capito che non hai soldi!

- Chi te l'ha detto? - Ci sono state delle indiscrezioni.

Non raccolgo! Anzi, ammetto. E con questo?

Abbiamo la tendenza al lavoro,

ma voglia di lavorare non fa salario! - Parla.

C'è un tale...

Un tale è venuto apposta da Milano

a proporre un movimento a questo Peppe qui.

Ma hai capito? Un movimento con l'alibi,

tutto calcolato, tutto scie... scientifico.

Basta con questo "scie... scientifico"!

Ah cenciosetto! Io dico "vaffa" a tutti e tre.

Ma guarda questo!

Vengo a offrirgli una montagna di quattrini e fa pure il sarcastico.

- Quanto? - Saranno quattro milioni a cranio.

- Sicuri? - Gli invitati vi aspettano per fare il brindisi.

Veniamo subito.

- Hanno preso la lampadina del bagno. - Lascia perdere.

Stavolta il piano d'azione è tutto motorizzato.

Serve uno specialista nel ramo automobili,

qualcuno che trasforma, trucca! - Questo meccanico è un artista fine.

Trasforma una Topolino in un camion e un camion in una moto!

Però se comincia a parlare dei guai in famiglia, non la finisce più.

La moglie è separata da lui e sta con Alfredo, un libraio.

- Ma cosa c'è qui? - Così litigano per il ragazzino.

Hanno messo una rete? Non siamo mica al confine.

Muoviti!

Eccolo qua. Papà tuo ti aveva detto che c'era!

Domenico, quanto vuoi per questo getto dell'Alfa Romeo?

- 50! - 30! Mettilo dentro la borsa.

- E' un'Aprilia questa? - E' un'Ardea, è più piccola.

L'Aprilia ha il cu... il posteriore più pizzuto. Fermo!

Vedi là dove si muove?

Mannaggia! Se ci eravamo portati il fucile...

- Papà, era un'allodola? - No, una quaglia.

- Così piccola? - Non tanto. L'Ardea è più piccola dell'Aprilia

come l'allodola è più piccola della quaglia.

Alfredo dice che non bisogna sparare agli uccellini, sono buoni.

Il gufo e la civetta sono buoni? Il gufo è cattivo come Alfredo.

- Solo che lui è anche stupido. - Ugo, ti cercano

dei gentiluomini di passaggio! - Ugo Nardi, il mago del motore.

- Tanto piacere. Che occhi questo ragazzino! - Li ha presi dal padre.

- Ha bei capelli ricci. - Li ha presi dal padre.

- E il bozzo in fronte? - L'ha preso dalla madre! Vai a giocare.

Quella carogna me lo porta via e poi lo picchia!

- Forse lei non conosce la situazione. - La conosco.

Ormai lo sanno tutti. Secondo lei mia suocera con chi vive?

- Con chi? - Con me! Mia moglie è andata via e mia suocera è rimasta.

- Se avessi i soldi per un avvocato! - Ti bastano quattro "Bonaventura"?

Forse dovrei rivolgermi alla Sacra "Ruota". Cosa?

Quattro milioni.

- Clara! Disgraziata! - Oggi il ragazzino tocca a me!

Lascia il ragazzino! Segno tutto per il processo!

Ti faccio vedere io. Ragazzi, grattatevi che quella porta scarogna.

Arriva! Forza, belli!

Ugo Nardi, il mago del motore.

- Piacere. - Questo è Angeletti Mario.

Questo è Capannelle. Come aspetto si presenta malamente,

ma dietro alla sua fronte si annida l'intelligenza della volpe.

Questo è Ferribotte detto il Taciturno perché è laconico,

ma quando parla, ogni parola è una sentenza.

- C'è della birra, servitevi pure. - Chi beve birra campa cent'anni!

- Ha sentito? - Fa caldo, ma in questa pensione non fanno domande.

Ognuno tiene le mani a casa sua e la lingua dentro i denti.

Sapete di che si tratta,

ma non sapete perché quel ragioniere del Totocalcio è d'accordo con me.

C'è di mezzo una donna.

"La donna, per quanto piccola sia,

il diavolo sorpassa in furberia".

E' per quella donna che il ragioniere non ragiona più. Però!

Giusto!

E' una mia mezza cugina.

Cugina davvero!

- Ve la presento. La ragazza ha voce in capitolo, chiaro? - Chiaro!

Prende il sole nuda.

Non prenderà freddo, poverina? Fa molto caldo!

- Tu non devi vedere. - Ahò!

- Floriana! Floriana! - Sì?

- Vieni a salutare gli amici? - Subito.

Voi due tornate dentro.

Tornate dentro!

- Capoccia fina. - Muovetevi.

Sembra che non abbiate mai...

- Si alza il vento. - Meno male!

- Le sigarette dove sono? - Vorremmo qualche spiegazione.

- Peppe è stato impreciso. - Che dici?

Quella domenica voi andate a Milano con un bel treno di tifosi

a vedere la partita Milan-Roma, seconda giornata di campionato.

- Io tifo il Palermo. - Che c'entra? Non vedrete la partita.

Scherza. Scusate, ma il coso...

Come si chiama?

- L'alibi dove sta? - Dove sta l'alibi?

L'alibi consiste che tornate a Roma con il treno dei tifosi

che è partito da Milano mentre stavate facendo il colpo.

- Certo! - Cioè?

- E' un gioco di prestigio? - Siamo fatati?

Di fatato ci sarà solo il motore preparato dal Nardi.

- Ahò! - No, ho capito.

Dovrete raggiungere il treno a Bologna in un'ora e cinquanta

con quel motore! - Solo con il motore?

Magari montato su Capannelle? Scusate, ma la macchina?

Acquistare macchina d'occasione, fare preventivo, provvedere subito.

Scusate, ma un'occhiata al posto di lavoro possiamo dargliela?

- Non serve. - Non serve?

Tutto quello che vi interessa di Milano è qui.

Piani, mappe e planimetrie!

E' tutto organizzato in ogni minimo dettaglio

fra me e Amedeo, il ragioniere.

Qui sono segnati le vie e i percorsi che dovrete seguire.

- Ecco qua. Guarda. - Sì, è chiarissimo.

- No, è chiarissimo così! - Appunto.

Con questo materiale, il lavoro è più facile del gioco dell'oca.

Non ho mai IMPALATO quel gioco, per me è difficile.

Attenzione. L'auto del Totocalcio parte dalla sede tutte le domeniche

e fa sempre questo percorso fino al tunnel di Via Ferrante Aporti.

All'altro imbocco ci siete voi con il camion.

Quando arriva l'auto, il camion curva contromano e vi scontrate.

E' facile, al coperto, senza traffico.

Saltate a terra, dite al ragioniere di mollare il "grano" e lui lo molla.

Floriana, dico bene?

- Sì! - Dovete dirlo in dialetto milanese.

- Qualcuno lo parla? - Una volta a Bergamo ho fatto un torneo novizi.

- Sentiamo, dai. - Bergamo di "hura" e di "hota".

Va bene?

- C'è il suono? - Floriana, dagli tu un paio di lezioni.

Sì. Venga da me domattina presto, alle 11,45 o 12 PLECISE.

No, devo SCLIVELE una LETTELA. Venga alle sette di SELA.

- Ma il ragioniere capisce solo il milanese? - Non è CLETINO come te!

Calmati.

Sono cretino e sono felice, più cretino chi me lo dice!

- La frase in dialetto milanese serve... - E' carina!

- Lui... - Se qualcuno vi sente, non penserà che siete romani.

Fa parte dell'alibi.

E' il treno, l'accelerato da Pescara delle 11,55.

Fra un mese lo elettrificano e il padrone di casa aumenta la pigione.

Ahi! Chi è stato? Sporcaccione!

- E' finita la benzina. - Quanta ne hai messa?

Cinque litri, ma ci sono troppi carburatori.

Va bene, ma ci faremo vedere da tutti quando ci sarà il botto?

Già pensato anche a questo.

- Madonna santa! - Ammazza!

- DLACULA il vampiro! - Forse è meglio di prima.

- E' più umano. - Con questa calza non vi riconosce nemmeno la mamma.

- Chi è? - Birra fresca per tutti!

- Mamma mia! - Ho cambiato i connotati!

Ricapitoliamo.

Sul camion Peppe e Mario, su questa Piede Amaro.

- Chi porta la terza vettura? Lui o Capannelle? - Bravi piloti entrambi.

Ma il migliore è Ferribotte.

- Disgraziato! - Vi siete fatto male?

- Tu saresti il migliore? Piede sul freno! - Ce l'ho messo.

Quello è l'acceleratore. Il freno è questo al centro,

dove hai la gamba gonfia di calci!

- Così ora mangiamo pane e terra. - Quello ci "mena", accelera!

Piano, c'è il marciapiede.

Mannaggia! Frena lentamente, abbassa la frizione o si spegne il motore.

- Bravo, sfila la chiavetta. - Non si sfila.

- Quella è la leva delle frecce. - Sì, ma perché ci siamo fermati?

Aspetta qui.

- Oggi non è giorno tuo. - Lo so, ma domenica vado a caccia.

- Ma metti il contatore? - Portami a caccia.

E' caccia grossa, di lupi, ma tu leggi stupidaggini!

- Era un libro sugli insetti. - Impara ad ammazzarli!

La cucina è piena di bacarozzi. Dammi il volante, guido io.

PLOVIAMO un'altra volta. "Ué, ti! Mani in alto e la valisa. Moeuves"!

Ho capito solo "valigia". Fra il dialetto milanese

e lei che parla con lo "gnocco in bocca", è un macello.

Perché le manca la Erre?

Si è offesa?

Fu un BOMBALDAMENTO. Avevo 4 anni e non sapevo dire la ELLE.

Mi venne uno shock e non IMPALAI più.

In fondo è una piccolezza, si nota appena.

Del resto anch'io, non so se si nota, ogni tanto "zagaio",

inciampo con la parola, balbetto.

Soprattutto quando mi trovo vicino a una bella signorina.

Cosa vuole, quando giunge il tramonto, mi sento solo.

La mia fragile esistenza viene invasa da una profonda nostalgia.

- Lei non ha la ragazza? - Ce l'avevo, ma è fuggita.

"La donna è come la castagna. Bella di fuori e dentro ha la magagna."

Esclusi i presenti! Lei diceva che non avevo una posizione.

Ma il lavoro stabile non ce l'hanno nemmeno gli incensurati!

La posizione... Mannaggia!

Ma non è finita così. Dopo il colpo, mi compro un'auto lunghissima

e passo sotto casa sua a Pieve di Cadore. Voglio farla schiattare!

- Anch'io cambierò vita. Ha un CELINO? - No.

Amedeo mi farà lasciare il posto e andremo in Venezuela o in "Mexico".

- Le manca pure la S? - No, si dice "Mexico", non Messico.

- Lì possiamo sposarci senza divorziare. - E' sposato?

- Sì, con una donna malvagia che lo assilla. - Faccio io.

Mannaggia!

Fumiamo dopo. Lascia il posto. E' impiegata?

- Sì, al Dancing ALIZONA Striptease. - Cosa?

SPOGLIALELLO! LIPLOVIAMO. "Ué, ti! Mani in alto e la valisa. Moeuves"!

OE', TI. MANI IN ALT... LA VALI... Che valigia!

MOVES! MUVES! Ma si può cambiare questa parola?

Ma è facile. Segua i movimenti delle mie labbra.

- Mo.. - Moe..

- Ma così non imparerà mai. - Aspetti che la aiuto io!

Stai fermo, mi rovini il golfetto.

- Com'è questo spogliarello? - Fermo!

- Fammi vedere un pezzetto. - Ma è una stupidata.

Senza la musica è inutile.

Amedeo è un poeta e ha scritto le parole della canzone. Non è gentile?

- Accidenti! - Dammi la camicetta.

Mannaggia! Cantala!

La, la, la, la!

Io voglio bene ad Amedeo.

Si capisce. Hai ragione.

Tu mi capisci.

Ho conosciuto Amedeo in un caffè con la televisione.

Mi disse che dopo la trasmissione si sarebbe suicidato.

- Era Cinelandia? - Invece abbiamo preso un gelato da Motta!

- Meglio. - Lui alla nocciola, io fragola, cioccolato e panna.

Signorina, al telefono! Interurbana da Milano! Il ragioniere!

Mannaggia, proprio adesso! Dove vai? Vieni qua!

Pronto, sei tu, tesoro? Certo che ti penso, stavo parlando di te.

Parto subito e stasera sono da te, è tutto organizzato.

Abbiamo ingaggiato cinque elementi fidatissimi, sono dei gentiluomini.

Sì. Ciao, amore.

- Cambiare targa! - Cambio targa eseguito.

Riprova.

- Ok. - In gamba!

Gliel'avevo detto. Sono ragazzi che ho "amalgamato" io. Ahi!

Biglietti per il treno domani, andata e ritorno, partenza ore 13.25.

- Li tengo io? - Biglietti partita.

Diecimila "svanziche" a cranio. Calze di seta per la faccia.

Un orologio per uno, puntualizzati col segnale orario.

Hanno i mezzi. Città ricca...

- Ma sul piano dell'intelligenza pura i più forti siamo noi. - Certo.

Un'altra cosa.

- Hai visto? - Questa per tenere a bada l'autista.

- E chi la usa? - Peppe. - C'è da sparare?

La prossima volta che mi rompi le scatole con un lavoro facile...

Non farmi innervosire. Io ti attacco al muro.

- Fermi! - Se ci ripenso...

- Non fate i "bauscia"! - Mario deve sposarsi.

Vorrei prendere il suo posto. Ho ottimi precedenti.

- Ho lavorato con Armandino di Macerata. - Questa è un'altra cosa.

- Sei la mia balia? Ci sto. - La pistola non ha il percussore.

E' solo per mettere paura.

Il tuo compito è più delicato. Vieni qua. Anche tu, Nardi.

Questa è la tua auto. La tua è qui.

Al momento opportuno, partite insieme creando confusione.

- Dov'è la tua auto? - Eccola.

Capito?

- I cerini? - Ho dato l'auto al pupo per non farlo tornare dalla carogna.

- Allude alla madre del bambino. - Basta, lavoriamo seriamente.

No, ho già afferrato. Guardi.

- Vroom, vroom! - La carognona!

Avvocato, dovrei lasciare mio figlio in questo ambiente?

Cosa? Stavamo facendo una perizia per un incidente.

Siamo i tecnici dell'assicurazione. Dottor Martini. Rossi...

- Carpano! - Venga, avvocato.

- Signora, ero qui per "dirimere". - Macché!

- Chi era quello? - E' l'avvocato legale!

Carletto. Carletto, scappa!

- Carletto, vieni. - Carletto, non muoverti.

- Ti denuncio per ratto! - No! Domenica non posso tenerlo.

- Così ho anticipato il turno. - Tu non anticipi niente!

- Ma non vi vergognate? - Facciamo i turni anche con tua madre!

- Resto con mio genero. - Non siamo sposati, possiamo lasciarci subito!

Non ho il cuore di abbandonarti e con mia figlia non ci tornerò più.

Sono cattolica e non mi piacciono i suoi sistemi di vita.

- Sono belli i suoi, con i quattro zozzoni che frequenta! - Offendi?

Annoto tutto per il processo. Avete sentito? Vi ha chiamato "zozzoni"!

Beh...

Io lo segno. Quattro zozzoni e con me, cinque!

Ma perché non ci credi? Ti leggo la lettera d'accompagno.

Egregio Mario, lei ci ha inviato trecento tappi di Chinotto Sport.

Perciò le alleghiamo due biglietti

per la partita Milan-Roma, a Milano. Distinti saluti.

- Leggi. - Spiritoso, non so leggere.

- E' vero! - Il viaggio lo pagate e qui ci tagliano la luce e il gas.

- Mannaggia! - Che fai? E' l'intimazione di sfratto!

- Però ce l'abbiamo fatta! - Portiamo la caffettiera?

- A Milano il caffè è inadeguato. Dove vai? - Hai strappato il bottone!

- Non ci posso nemmeno parlare? - Non provare a fare "pangrattato"!

Carmela, mi si è staccato un bottone.

- Scusa, non ricordavo che non sei stata a scuola. - Non è colpa mia.

La scuola distava venti chilometri. Così ci andavano solo i maschi.

- Perché? - Le donne non vanno in bicicletta.

- Però ho imparato a fare i "pupi". - Quali pupi?

I pupi con il lapis, i disegni per il ricamo. Cosa avevi capito?

Ti piacerebbero dei pupi? Pupi veri e una bella casetta?

Come fai? Vincendo al Totocalcio?

Può essere.

- Mario... Siete impazziti? - Mi stava cucendo il bottone.

- Ti stacco un orecchio! Sei un traditore! - Sì!

Vai alla partita con le calze da femmina in tasca? E tu lo copri?

- Porco e maiale, siete compari. - Hai visto? Ci è cascata!

- Digli per chi erano quelle calze. - Diglielo tu.

Sono per te. Mi ero stancato di vederti con quelle calze da monaca.

E tu mi permetteresti di indossare calze di seta?

- Ormai siamo nel progresso e... - Grazie, Mariuzzo.

Non esageriamo con questa intimità.

- Strilla. - Forza Roma!

Un solo grido, un solo idioma, forza Roma!

Guarda chi c'è!

- Stupido, non ci conosciamo! - Se non ci conosciamo,

perché mi dai i cazzotti?

- Sempre forza Roma! - Ehi!

Mando una macchina a prendervi, tutto previsto.

Tutto predisposto, aspettatela lì.

- Cosa ho fatto? - Hai rubato il portafogli a un turista

sul treno Milano-Roma. - Non sono stato io!

Io non ho fatto niente! Lo giuro sulla mia famiglia!

- Muoviti. - Mi si è sfilata la scarpa.

- E' un mocassino "Di Varese". - Sali!

Domani mattina arriva Ugo con la macchina e non sa niente.

Vogliamo buttare via una miniera d'oro?

- Per Roma c'è un rapido alle 23.45. - Ma...

- Poi ce n'è un altro... - Era meglio "che mia madre mi affogava",

così non ti conoscevo. Mi sono proprio stufato!

Non ce la faccio più con questa porca vita.

Da quando sono nato, ho mangiato più fiele che minestra.

Come devo dirvelo? E' tutto preparato, tutto scie... scientifico!

Ci siamo liberati dello sfruttatore. Quel "dritto" si prendeva tutto

e a noi lasciava le mollichelle.

- Se era un dritto, si faceva prendere per un portafoglio? - Appunto!

Scusa, ma credi che il movimento l'ha inventato lui?

C'è il buonissimo ragioniere.

Datemi retta, non avrete da "pentirsevene". Da "pentirsevi"...

- Addio! - Ma non conosciamo Milano.

- Io ci ho fatto il militare. - Al tempo delle Cinque Giornate.

- Ma dov'è questo ragioniere? - Non sono un gatto cieco come voi!

Avete dimenticato Floriana? Il cervello della banda è lei.

La, la, la, la!

Buonasera, signori. I signori hanno prenotato un tavolo?

Non ho la Erre, però ho tante altre cose. So che pia-ccio-cio-cio.

E d'un grande amore vado a ca-cia-cia

che mi doni il cuore o una pelliccia-cia-cia.

Non ho la Erre, però mi spiegherò.

Si vedrà tutto quel che cia-cia!

Io vi so coniugare il verbo "amare"

senza la Erre, ma con qualcosa di più.

I signori vogliono accomodarsi?

Sono come un brillante in un astuccio cio-cio-cio.

Parlo come Marylin Monroe.

Si vedrà tutto quel che cia-cia!

Io vi so coniugare il verbo "amare"

senza la Erre, ma con qualcosa di più.

Non ho la Erre, però sono come un brillante che brilluccia cia-cia.

Quando è il momento non mi cruccio cio-cio.

Parlo come Marylin Monroe.

Qui per guardare si paga.

Parlo come Marylin Monroe.

Parlo come Marylin Monroe.

In scena gli spagnoli. Pedro e Carmen!

Siamo pronti da mezz'ora. - Dai, svelti!

Floriana!

- Ma che fate da queste parti? - Tira su.

- Hanno arrestato il Milanese. - Appena sceso dal treno.

- POLCA l'oca! Povera me, addio soldi. - Noi pensavamo...

A mio cugino ho prestato quasi 100.000 lire per questo AFFALE.

- Erano tuoi i soldi? - Sì, l'affare voglio farlo comunque.

- Ha ragione. - Sì.

Che facciamo con il ragioniere?

Fra poco arriva e gli spiego tutto. Voi seguiteci di nascosto.

- Perché? - Quando si mangia?

Amedeo è molto prudente.

- Aspettate che mi vesto. - Va bene, fai pure.

- Ciao, micetto. Come stai? - Non ho dormito neanche stanotte.

- Come andrà domani? - Benissimo. Ho letto l'oroscopo.

- "Giornata felice e lungo viaggio." - Sembra il giorno prima degli esami.

Mia moglie si è tinta i capelli da sola, sono venuti male

e dice che è colpa mia perché non le do i soldi per il parrucchiere.

Povero micetto mio, non farti cattivo sangue, fra poco sarà tutto finito.

In quattro siamo troppo sospetti. Voi due aspettateci a Piazza...

- Che piazze ci sono a Milano? - Ai tempi miei c'era Piazza del Duomo.

Va bene. Se c'è ancora, ci troviamo là. Andiamo.

Stai attento che quello non entri in trattoria, mangi e non paghi.

Andiamo.

Ma questi romani chi sono? Io dei romani mi fido poco.

Sanno solo far pagare le tasse a noi che li manteniamo!

Per fortuna c'è tuo cugino Virgilio, lui è in gamba. E' vero?

- Devo dirti una cosa. - Virgilio è furbo, deciso, sveglio.

Se non era per lui, io non accettavo. Vuoi una mentina?

No? Io sì, con questo nervoso neanche una sigaretta!

- Non mi sarà venuta l'ulcera per i troppi pensieri? - Quante stelle!

- Scegliamo una che ci porti fortuna. - Quella a destra dell'Orsa Maggiore?

- La stella degli amanti, vicino a quella specie di manico. - Sì!

- A te piace? - Carina.

- Te la regalo. - Grazie.

Ci porterà lontano, nel Sudamerica. Honduras, Nicaragua, Messico.

- Mexico! - Hai chiesto a quelli dell'orchestra sudamericana?

- Sono di Gallarate, ma il batterista è di Codogno. - Ci seguono.

- Sono due uomini. - Cinque!

- Tre! - Otto!

- No, sono due vagabondi. - Signore, ho tanta paura!

- Anche stanotte sarà una pena. - Prendi un sonnifero per dormire.

Sette ore dorme un corpo, otto ore dorme un porco,

nove una zitella e dieci una donna bella. Io dormo 10 ore.

- Uno! - Tre!

- Sss... - Addio! - Quattro!

- Ciao. Ricordati, sii forte. - Sì.

- E l'avvenire è nostro. - Sì.

Amedeo è d'accordo su tutto. Non gli importa di mio cugino.

Bene, andiamo.

- Cos'è? Non ti va bene? - No, cara, va benissimo.

Ragazzi, io mi sono fatto un alibi su misura.

Risulto a caccia con Mimmo Storti e Vincenzo il Caciotta.

- Te li raccomando. - Ieri mi hanno visto andare a letto alle 21.

Alle 21,10 già stavo per strada ed eccomi qua.

State attenti, giovani! Io vi riepilogo tutto.

Piede Amaro, tu aspetti l'auto dei soldi davanti al Totocalcio.

Appena l'auto parte, tu la precedi, imbocchi il tunnel,

fai segno a noi che siamo qui in attesa e vai di sosta all'angolo.

La "sgrugnata" qui. Piede Amaro, tu svolti a destra e ti fermi qua.

- Proprio qua. Rimani ad aspettare. - Va bene.

- A motore acceso. - Sì, perché la benzina me la regalano!

Ferribotte, appena senti il botto,

metti in moto e procedi lento. Io salgo con il malloppo e via di là!

Invece Mario sale su questa e via di qua. Ho reso l'idea?

Ma io non faccio niente? Sono il più anziano.

- Perché ce lo portiamo dietro? - Orca!

Fai il "palo" quando Ferribotte fregherà la seconda auto

e quando arriva l'auto con i soldi. Come segnale togli il cappello.

Io e Mario, invece, proviamo a rimediare il camioncino.

Proviamo la fuga. Dai, Ugo.

- Ahò! Andiamo bene! - Io ho passato la notte in bianco.

Andiamo, non dormire.

Al prossimo tunnel a destra e sei salvo. Accelera.

- Ma siete matti? Non è un garage. - Pensa se ci succede oggi.

"Vai, Piede Amaro. Vai!" Io vi darei il piede in testa!

- Non ci azzecchi mai. - E' scritto qua! Dai, a tutta forza!

Lazzaroni! Disgraziati!

Stai attento. Bene!

Ancora un po'. Ci siamo, ci siamo!

- Al ladro! Fermo! - Vigliacco!

Le 17,51. A quest'ora Piede Amaro è già di vedetta davanti al Totocalcio.

78, 79, 80 milioni.

Ottanta! Ragioniere, dorme?

- Vuole vistare? Sono ottanta milioni. - Bene.

- Ragioniere, io sono qui fuori con la macchina. - Grazie.

- Lo porta lei in direzione? - Sì, ci penso io.

- Faccia presto o quelli della banca protestano. - Quella è la mia giacca.

Scusi, sono uguali.

Dia a me.

Qui non può stare, è in divieto di sosta.

Mi ha preso un colpo di sonno, volevo riposarmi.

Vado via subito. Grazie, lei è molto gentile.

- Va sul marciapiede? - Mi ero scordato il bloccasterzo.

Passiamo per il cavalcavia.

- Ma è più lunga. - Evitiamo tre semafori.

Qui è diventato peggio che a Napoli.

Chi lascia la via vecchia per la nuova non sa quello che trova!

Ué, ti! Mani in alto.

Dammi la valigia. Muve... Mu... Mu...

18,04! Acc... Acc... Accendere motore.

- Motore acceso. - Calze di seta.

Le ho dimenticate, ho portato due fazzoletti.

Mannaggia! All'anima di questo carciofo!

Pure lercio.

Ci siamo.

Uno, due, tre, quattro, cinque.

Ssss... Sei!

No, dieci.

- Vai! - Non parte! Non parte!

Il freno a mano!

Vai!

Mamma mia, che botta! Mamma mia bella! Ahia!

Mannaggia la zozza!

- Ma chi ti ha dato la patente? - Scappi!

- Non è colpa mia, e poi sono feriti! - E' un trucco, sono dei rapinatori!

- Vi porto al pronto soccorso. - Oddio, mannaggia la zozza!

- Venga qui! - Vieni di qua, andiamo!

- Ragioniere, dove va? - Mi faccia salire.

Torni indietro!

- Mi porti al commissariato. - Sissignore, subito.

- Che macello! Corri! - Mi hanno rovinato!

Avete visto? Non è colpa mia, mi hanno tagliato la strada.

Dove mi porta? Ma lei chi è?

- Da dove esce? - L'ho catturato al volo.

- Prendete i soldi, ma abbiate pietà di me. - Chi ti tocca?

- Dovete ferirmi un pochino. - Peppe, sistemalo tu che sei pugile.

- Peppe! - Dov'è?

- Ci siamo persi il capo! - E' vuota?

- Madonna santa! - Oddio mio.

- Ma quanti sono? - Ottanta milioni. Però picchiatemi, vi prego!

- Zitto. - Ho famiglia.

- Picchiatemi o mi arrestano. - Ma che ti frega?

- Sono rovinato. - Presto, avranno avvertito la polizia.

- Sono rovinato. - E chi se ne frega!

Piede Amaro, al volante, presto! Avranno chiamato la polizia.

- Piede Amaro al volante! - Picchiatemi o vi denuncio!

Dico che eravamo d'accordo! Vi denuncio!

Oddio, che botta!

Sissignore, Millecento nera. Agli ordini.

Pelagatta, una rapina. Millecento nera targata Milano.

Ne è passata una adesso!

- Arrivano? - No.

- Mannaggia! Ragazzi, all'erta! - All'erta sto, ma non si vedono.

Bisogna trovare il posto.

Rallenta, gira lì a sinistra!

Forza! Sbrigatevi!

Andiamo! Dai, Piede Amaro!

- Tieni. - Io non ho le unghie.

Presto che arrivano.

Dai! Presto!

Vai dentro!

- Sbrigatevi! Salite! - Dentro!

- La targa! - La targa.

Cambio targa eseguito!

Rallenta.

Vai.

- Spero di non aver fatto male al ragioniere. - Ma Peppe?

Il treno per Roma è partito da 8 minuti.

Peppe l'ha preso sicuramente.

Ugo, dai un'accelerata che dobbiamo arrivare fino a Bologna.

Ma questo dorme in piedi!

Sveglia, Piede Amaro!

Sbatti dentro tutti i carburatori supplementari!

Parlatemi, altrimenti mi addormento. Parlate, cantate!

Tua, solamente tua!

- Tua! - E di tuo nonno!

Piede Amaro, 3 minuti.

Il semaforo!

- Quale? - Buonasera! Non può tornare a Roma da solo.

Basta che ci porti fino alla stazione di Bologna.

Cestini da viaggio! Lasagne, tagliatelle calde!

- Presto che parte! - Corri, cretino!

Devo correre sempre a stomaco vuoto? Non si mangia mai.

- Buono il panino del bar della stazione! - Ma quale panino?

- Chi è? Sono io.

- Sei caduto dal treno? - Oddio!

Perché non sei con i tuoi amici? Ma cosa ti è successo?

Mamma mia!

Che macello!

Peppe!

- Cosa fai? Sei a casa mia, a Milano! Siediti qui. - Fammi sedere.

Non farmi cadere più. Il letto!

Perché sei ancora a Milano?

Mi hanno "rimasto" solo quei quattro cornuti.

Che c'è? Togli la mano da sotto!

Sono scappato, mi sono messo a correre. Madonna, quanto ho corso!

Mi sono infilato dentro lo scarico dell'immondizia, in un palazzo.

Hanno delle belle usanze a Milano!

Buttano l'immondizia in un buco addosso a me. Che zozzi!

Sono rimasto cinque ore con bacarozzi, sorci! Che giornata!

Che è successo? Che ha detto la radio?

Amedeo è in ospedale. Ha un "affare" in testa che sembra un marziano.

Sono stata a trovarlo, "Sparisci, amo solo mia moglie!"

- Sembrava un matto. - Perché ha un bozzo in testa?

Sono stati i tuoi amici quando gli hanno rubato gli 80 milioni.

Poveraccio!

Ottanta milioni?

Allora ce l'hanno fatta! Per forza!

Gli avevo organizzato un piano che sembrava un cronometro.

Funzionava anche senza di me.

Floriana, mannaggia la zozza, siamo a cavallo!

Siamo ricchi! Oddio, la schiena. Abbiamo una montagna di bigliettoni

con il profilo di Dante, hai capito?

Puzzi di pattumiera. Dai, ti preparo un bel bagnetto.

- Porto la valigia, signore? - No!

Boia di un mondo! Dove sarà?

- Ho girato tutto il treno, Peppe non c'è. - Forse lo hanno arrestato!

Ci prenderanno tutti. Io non vado in giro con quella valigia.

- Mettiamola al deposito bagagli. - Idea semplice ma geniale!

"La selvaggia aggressione in Via Ferrante Aporti."

"Un grosso premio al ragioniere ferito dai rapinatori."

Eccolo l'eroe, la vittima del dovere. Questo zozzone!

- Gli hanno dato anche il premio! - Ma che vi frega?

Ringraziate Santa Pupa che almeno questo non ha parlato.

- Io ho paura di Peppe. Ma dove sta? - Sul giornale non è scritto niente.

Se l'hanno preso e lo interrogano, non lo mettono sul giornale!

Peppe non parla, è di fibra forte e impavida.

Sul ring, alla prima ciavattata, si sdraiava e non si alzava più.

- Quello parla, ve lo dico io, ci denuncia! - Che vuoi fare?

Aprite! Polizia! Polizia!

Via, ragazzi!

- L'animaccia tua... - Vai a morire ammazzato!

- Disonesto e fetuso! - Questo imbecille!

Vi siete spaventati, vero? Che carogne! Vieni avanti, zebrona!

- Salve, ragazzi. - A Capannelle gli è preso lo sturbo.

Ragazzi, non dovete fare questi scherzi, vacca Giuda!

- Sono digiuno da domenica. - Coraggio, bello di mamma!

- Evviva! - Alla salute!

Questo vino fatto di mosto, alla salute di Peppe nostro!

Con questo vino nei bicchieroni, alla salute dei nostri milioni!

- Meno male! - Con questo vino buono e fino,

alla salute di questo scontrino.

- Così andiamo alla stazione... - A riprendere il nostro valigione.

- Peppe, attento allo scontrino. - Tua! E domani vita nuova.

Domanderò al Sindacato Avvocati chi è il più bravo.

"Avvocato, quanto vuole? 3 milioni?" Basta che distruggiamo la carognona!

- Quanto ci spetta per uno? - Quanto fa 80 milioni diviso per 6?

- Il 6 nell'80 ci sta... - Ci sta, ci sta!

- Certo che ci sta. - Una volta con l'avanzo di 2.

- Il 2 mettilo qua. - No, qua.

- Appunto. - Non parlano più della rapina.

Tutti pensano che i rapinatori stiano in Svizzera.

Niente! "Kruscev tende la mano e strizza l'occhio."

"BB aspetta un bebè." Che vorrà dire?

"Sono romani e non milanesi."

"Discorso dell'onorevole Moro, aumento delle tariffe telefoniche..."

Ma l'animaccia tua, sono romani e non milanesi! Ma hai letto sotto?

"L'autista del Totocalcio ha dichiarato

di aver sentito l'imprecazione "Oddio, mannaggia la zozza"

da uno degli aggressori, un giovane alto, bruno, bello, sbarbato.

Così le indagini si spostano nella Capitale."

Siamo fregati.

Guarda!

E chi sarò?

Tiè! Eccolo lì.

Guarda! Sto bene?

- Penso... - Stai zitta.

Chi è? - Amici.

- Entra. Perché cambi voce? - E tu perché l'hai cambiata?

Qui va sempre peggio. Un testimone ha visto uno dei rapinatori

che aveva i calzoni alla cavaliera. Io ho solo questi. - Incosciente!

Perché vai in giro così? Mi sembri Rugantino. Sii serio!

- No, sono sportivo! - Aspetta, vieni qua.

Tieni, mettiti questi e poi sparisci che non ci devono vedere insieme.

Hai capito? Non ci hanno mai visto insieme!

Prudenza! Prudenza! Prudenza! Porcaccio Giuda!

- Ma sono bucati. - Se erano sani, li davo a te? Cammina!

Ma solo uova sai cucinare? Che cuoca che sei!

Lascia perdere.

La tua missione nella vita è un'altra.

- Michele, è pronto. - Subito.

Fa caldo e ho fatto un sugo leggero.

Aglio, salsiccia, peperone, caciocavallo, sarde. Che hai fatto?

- Una pettinata più vivace. - Non siete vivaci. Vi vedo cupi.

- Cupi? - Ma no.

Chi è? - Polizia.

E' un amico che fa gli scherzi.

Peppe, non fare lo stupido.

Nicosia Michele.

- C'è anche Angeletti Mario, un viaggio risparmiato. - Che ho fatto?

- Venite al commissariato. - Carmela, non ti angosciare.

Sarà per delucidazioni, ho fatto domanda per la licenza di pesca!

- Che ho fatto? Sono un cittadino. - Via.

- Che soprusi antidemocratici! - Quelli della rapina di Milano?

Stanza numero 7.

Ma quale rapina? Io non so niente! Mannaggia!

- Ora ci siamo tutti. - Quando c'è un crimine, convocano sempre noi.

I giornali parlano di tutto, tranne dell'amnistia.

- Già, a loro che gliene frega? - Ma ci stessero attenti.

- Sei uscito? - Sì.

- Adesso rientri. - Che ti frega? - Vedrai!

Com'è andata?

- Qui "prende d'acido". Rilasciati ma a disposizione. - Anzi!

Mannaggia! Hanno chiamato tutti meno Piede Amaro.

- Quello si salva. - Capannelle? Che fa?

E' con un maresciallo arrivato apposta da Milano. Stai attento.

Ahò!

Beh?

- Ahò! - Che guardate?

Mario!

Grazie.

All'età tua ti sposti a Milano per vedere una partita di calcio?

- Io sono uno sportivo. - Tu entri sempre nelle trattorie,

mangi e poi quando arriva il conto, non ha i soldi per pagare.

- Hai undici condanne per questo scherzo. - Circa.

- Però hai trovato i soldi per andare a Milano. - Li ho trovati per terra.

- In una busta. - Per adesso puoi andare.

- Grazie, signor maresciallo. - Storti Amerigo. Domenica dov'eri?

Lo chieda a don Evaristo. Ero alla Prima Comunione di mia nipote.

Tu vai sempre alle Prime Comunioni, sei molto credente.

Io sì, è lei che non è credente a quello che dico!

Baiocchi Giuseppe, ex pugile.

Domenica ero a Milano per l'omonima partita. Sempre forza Roma!

Con lui sono dodici i pregiudicati che erano alla partita.

Scusi, ma solo dodici su quasi mille tifosi romanisti,

è una percentuale di pregiudicati irrisoria. Fra i laziali è maggiore.

- Così tu eri alla partita. - Certo che ero alla partita!

Guardi, biglietto dello stadio,

biglietto viaggio andata e ritorno Roma-Milano. Tutto regolare.

- E l'hai vista tutta la partita? - Certo, l'ho vista tutta.

Cos'è successo al quarantunesimo del secondo tempo?

Altafini, detto Mazzola, ricevuta la palla dallo scattante Danova,

aggirava Bernardin

e lasciava partire di sinistro una secca staffilata

che si insaccava alla convergenza dei pali!

Arbitro?

Arbitro imparziale, ma irascibile, il signor Baralla di Livorno.

Circa 75.000 spettatori, nonostante un leggero annuvolamento

senza che Giove Pluvio ponesse in pratica la sua passeggera minaccia.

- Una bella memoria. - E' un dono che ho sempre avuto.

- E che hanno anche i bugiardi. Vai. - Perché? Grazie, tanta salute.

Lui e altri tre hanno conservato i biglietti dello stadio e del treno

e hanno i testimoni sul treno. Non è un po' troppo?

Ma i rapinatori sono stati visti andare verso la Svizzera.

- Non potevano prendere il treno dei tifosi. - Lo so, però sorvegliateli.

Avanti, ragazzi.

Cerioni Otello, innocente.

- Un momento. Piede Amaro, al telefono! - Ti ha detto chi è?

- Pronto? - Pantera a Piede Amaro! Passo e chiudo.

- E non mi dici niente? - Aspetta. Mannaggia!

Siamo sotto tiro. Storti ha detto che stava a Manziana

alla Comunione della nipote. Niente caccia, il tuo alibi è crollato.

Come faccio?

Cercati un alibi vero con persona incensurata, anche pagando.

Se servono soldi, venditi l'auto. Passo e chiu...chiu...

- A chi la vendo, al Papa? - E chiudo!

L'hanno portata via, il Milanese gli aveva pagato solo un acconto. Pronto?

Pronto? Arrivederla, signora.

Mamma mia bella!

Piede Amaro, la tazzina!

E' proprio rimbambito.

- Che è successo? - Devo parlarti da uomo a uomo.

Che è successo?

Alfredo, domenica scorsa sono stato con te tutto il giorno.

- Che hai fatto? - Non devi farmi domande.

Me ne faranno tante in questura! Io sono un uomo, tu sei un uomo...

Ho capito, siamo uomini. Perché vieni proprio da me?

Perché sei incensurato! Sei l'unico incensurato che conosco.

- Sei onesto, sei un uomo... - Ancora?

Devo dirti che sei una donna? Mannaggia a me!

E questa dove l'avrò presa?

Domenica sono stato al Museo Etrusco. Ci credono che tu vai nei musei?

Perché, non mi fanno entrare? Mi è venuta una voglia di istruzione!

- Allora ti chiedo anch'io un favore. - Ma certo, se posso.

- E' per Carletto. - Che c'entra Carletto?

Carletto è intelligente, però gli serve un'educazione adeguata.

Dovresti lasciarmelo tutte le domeniche,

così gli insegno tante cose.

Lo porterei alla mostra dei merletti francesi,

a quella delle bambole del mondo... - Merletti, bambole!

Vogliamo farlo diventare...

Lo vedi come sei materiale? Può crescere bene con uno come te?

Comunque, prendere o lasciare.

Dimmi la verità. Carletto è figlio mio?

Se io fossi uno zozzo come te, visto che hai questi dubbi, te li lascerei.

Anzi, ti direi che è figlio mio, così impari. Vai via, ho da fare.

Va bene, come vuoi tu.

Portalo a vedere i merletti. Sarà meglio che avere il padre in galera!

Ugo, ma che fai?

Parli di uomini... Fanno così gli uomini?

Non fare il "fregnone"!

Ho portato via pure un cucchiaino.

Sono innocente, lo giuro.

Sono innocente, vittima delle circostanze.

No! No!

No, la tortura no! No, la tortura no!

- Carmela, che vuoi? - "Melone bianco e coscienza nera,

ti giri nel letto la notte intera." - Ti ho detto che è un errore.

Un errore giudiziario in coincidenza con il viaggio a Milano. Te lo giuro.

- Sulle ceneri di nostra madre? - Mescoli il sacro col profano?

Sono tuo fratello maggiore e mi devi credere.

Sono sereno e di animo tranquillo.

E' il rubinetto dell'acqua.

Traditore!

Mi dà una porzione di quelle cipolline?

Anche di pesciolini e di cetriolini.

Poi mi dà due porzioni di quel pescione là, capito?

Poi mi serva questo qua.

E' tonno. Poi mi dà anche questo qua. Poi mi dà quattro banane e poi...

- Che è successo? - La polizia vi ha perquisito casa.

- Carmela si stava sentendo male! - Hai visto? Non sapevano niente.

- Ma che cercavano? - Non lo so.

- Che avranno trovato? - Le polizze del Monte dei Pegni!

- Carmela. - Bisogna avvertire Peppe. Ha lo scontrino della valigia.

- Sì, ci andiamo. Carmela! Carmela! - Apri!

- Non c'è! Una lettera! - Ma non sa scrivere.

- Sa fare i pupi. - Due porci. Siamo noi due!

- E il treno! - Oddio, dove sarà andata?

A buttarsi sotto al treno!

- Corri da Peppe. Se ci vanno le guardie, è una tragedia! - Vai tu!

Io cerco Carmela!

Vieni qua!

- Questo non va in Sicilia. - Io voglio tornare a casa mia.

- Questo arriva ai magazzini generali. - Carmela.

- Lasciami! - Al manicomio! Che tipi!

- Carmela, dove vai? - Fermati!

- Torno in Sicilia e divento monaca! - Ragiona!

- Hai giurato sulle ceneri di nostra madre. - Non ho giurato.

Allora è vero, siete ladri.

Mi impongo come fratello, rincasa all'istante.

- No, sono maggiorenne, ho 18 anni. - Che dici?

La femmina è maggiorenne a 28!

- Maresciallo, niente. - Niente!

Non c'è niente.

- E tu? - Niente.

- E questa roba di chi è? - Di una disgraziata.

Chi può stare con uno come me? Sono un poveraccio, un disgraziato!

Lei fa bene a cercare, ma io sono un lavoratore, sono un disgraziato!

- Io non so niente! - Va bene, andiamo.

Arrivederci, grazie. Tanta salute! Non so proprio niente! Arrivederci!

Oddio!

- Cos'è successo? - Mi hai spaventato!

- Hanno trovato niente? - No, cosa dovevano trovare?

Lo scontrino! La ricevuta della valigia! Perché non l'hanno trovato?

- Mannaggia, dove l'ho messo? - Peppe, perché non andiamo via?

PALTIAMO per il Mexico. Tu non hai vincoli con nessuno.

PLENDIAMO la valigia con tutti i milioni e andiamo in Mexico.

- Porco Giuda, dove l'ho messo? - Cosa cerchi?

Lo scontrino! Porca miseria, è nei pantaloni che ho dato a Capannelle!

- E se lo perde? E se lo beccano? - ALLOLA?

- Cosa? - Andiamo nel Mexico?

Floriana, mannaggia la zozza!

Mi stanno braccando, ci siamo persi lo scontrino, mi danno 20 anni!

E tu mi vieni a rompere col Mexico? E vai in Mexico!

Vai in Mexico, vai a Milano, vai a morire ammazzata!

Sei impazzita? Io ti faccio male.

Porca miseria, ti insegno io l'educazione.

E quando torno a casa, devi anche chiedermi scusa.

Brutto porco, farabutto, carogna, terrone...

Bru... Brutto porco.

FARRABUTTO! Terrone...

Terrone, torrone.

Torrone, finestra.

Finestra, cortile, prato, rabarbaro!

- Scema! - Cretino! CRRR!

- Capannelle! Apri! Svegliati! - Non c'è.

A Capannelle è venuto un infarto alla pancia e sta all'ospedale.

Un infarto alla pancia proprio adesso!

Si riempie sempre di zozzerie!

Carrube, ghiande, torsi di broccolo. Tutto buono!

Gli avrò detto dodici volte di farsi visitare

perché nella pancia ha una tribù di vermi solitari!

In questi giorni io sarò calato dieci chili.

- Invece lui pensa solo a Carmela! - Se sei così fesso

da dare a Capannelle i calzoni con lo scontrino, te la prendi con noi?

Smettila!

Sono loro che vogliono parlare col 29.

- Parenti? - Grazie, professore.

No, i parenti sono loro. Sono i nipoti.

- E' un'indigestione? - Si, ma è la goccia che fa traboccare il vaso.

Vostro nonno ha avuto una vitaccia e così ci è andato di mezzo il cuore.

C'è poco da fare.

Come?

Facciamo un consulto, qualche cosa. Non so.

Non badi all'aspetto, i soldi li troviamo, qualunque somma.

E' inutile. Andate a salutarlo, anche se è tardi.

Ma non con quella faccia.

Guardatelo.

Vacca, che terremoto!

Che lavandino che sei, Capannuccio mio!

- Però già stai un fiore. - Questo ci sotterra a tutti.

- E' il ritratto della salute. - In ospedale c'ero stato tanti anni fa,

quando ero vecchio. Io ci sto bene.

Quando viene suor Angelica, ve la presento. E' una simpaticona.

- Meno male. - Ma cosa hai mangiato?

"Antipasti misti, agnolotti, trippa, abbacchio.

Ossobuco, zuppa di pesce, dolce,

macedonia, caffè, liquorino, fagioli col tonno."

- "Servizio, pane, coperto e vino, 7.750 lire." - "Te possino"!

- Hai fatto di nuovo il giochetto? - Ti hanno denunciato?

- No, perché ho pagato. - E i soldi chi te li ha dati?

Ho trovato lo scontrino nei calzoni di Peppe

e non ho resistito alla tentazione.

Ho ritirato la valigia e mi sono preso 10.000 lire.

Dove hai messo la valigia?

- Me la sono portata dietro, sta sotto al letto. - Mamma mia!

Il maresciallo!

- E tu chi sei? - Il dottore dice che devi dormire, zio.

- Ma io dormo quando voglio. - Se non dormi, puoi morire subito.

- Letto numero 29. - Va bene, grazie.

- Siete amici? Non lo sapevo. - Ci hanno presentati al commissariato.

- E' solo una visita di cortesia. - Hai fatto un altro bel pranzetto.

Questa volta avete fatto un viaggio a vuoto, ho pagato.

Io sono venuto proprio per questo. Dove hai preso quelle 10.000 lire?

- Le ho trova... - Non ci credo che le hai trovate.

Ci penso io, dottore.

- Scusi tanto. - Grazie.

Scusi, ma perché un cittadino come il signor Capannelle

non potrebbe avere a sua disposizione una certa somma?

Uno come lui deve dimostrarmi come l'ha guadagnata, lira per lira.

Va bene, ma se un giorno vincesse un Totocalcio?

Deve mostrare la schedina, altrimenti significa

che la somma l'ha fatta col Totocalcio, però senza fare 13.

Allora provvede il giudice. Tredici anni per rapina a mano armata.

Se hai qualcos'altro sullo stomaco,

mandami a chiamare. Sono all'ingresso.

Ma che roba! Uno non può neanche fare un pranzo che arriva il maresciallo.

- Poi dicono che c'è la libertà. - Adesso non facciamo i poemi.

L'imperativo del momento è portare via questa valigia.

Se la trovano qui, ci beccano tutti.

Ma non possiamo andare in giro con quel valigione.

- Il maresciallo è all'ingresso. - Tu aspetti fuori, sotto al muretto.

Io butto la valigia a Ugo e Ugo la passa a te.

Va bene.

Allora, Capannelle, ciao.

- Ciao. - Noi ti veniamo a trovare presto.

- Certo. - Coraggio, Capannelle.

- Andate o ritorna il maresciallo. - Ciao.

Mi raccomando, stai allegro. Hai capito?

Non li spendete tutti, parti uguali.

Quando esco, non voglio più lavorare. Senza quei soldi, cosa mangio?

Va bene, ho capito. Stai tranquillo, addio. Ciao, bello.

Mortacci tua!

- Mario, sono tre ore che ti cerco! - Zitto!

- Carmela mi ha cacciato di casa. - Cosa?

La maggiore età è a 18, quindi ha detto che non ci vuole più vedere.

Non ci apre la porta finché le nostre mani sono disonorate. E Capannelle?

E' Ugo!

- Hai un fiammifero? - No. Tanta salute.

E la valigia?

Quel broccolo deficiente disgraziato di Ugo!

- Eccomi. Che è successo? - Che è successo? La valigia.

Forza, scuotete tutti.

- Dai! - Eccola.

- E' rimasta incastrata. - Porco Giuda. Fammi provare.

Sono basso. Mettiti sotto che salgo io.

- Forza. - I carabinieri!

- Facciamo i disinvolti. - Sì.

- Eccomi! Sotto a chi tocca! - Oplà!

- Ma proprio qua dovete giocare? - Perché?

- Non vedete che c'è? - Che c'è?

- E' un ospedale. - Scusi tanto, non lo sapevamo.

- Andiamo. Grandi e grossi! - Ogni tanto una "mattata"...

- Tanta salute. - Buon passeggio.

Porca miseria! Questa valigia! Tieni!

- Sono stufo di fare sempre il capro "respiratorio"! - Non ti arrabbiare.

- Ora spartiamo e la facciamo finita. - Non mi fido.

Se uno spende i soldi, lo beccano e ci arrestano tutti. Tredici anni!

- Amara verità. - In questi casi l'esperienza insegna

che il maltolto deve rimanere unito e globale.

Questo globale chi lo tiene?

- L'ho tenuta abbastanza, prendila tu. - Io abito in subaffitto.

- Tieni. - Da stasera non ho una casa.

Prendila tu!

- Io no. - Dai!

Prendila!

Va bene, il rischio me lo accollo io, però tengo tutto.

Perché ha l'alibi dell'incensurato!

- Bravo! - Bella carogna!

Ma quale carogna? Allora dividiamo.

Facciamogli tenere tutto a lui.

- Sai che ti dico? - Dimmi.

- Strozzati! - Strozzati con i soldi ma non ci coinvolgere!

Anzi, non ci conosciamo nemmeno.

Non sappiamo neanche il tuo nome. Anzi, ti chiami Giuda!

Tutte medicine!

Guarda! Pecoraro, che ore sono?

- E' tardi. - Capito?

Ora potremo riappacificarci con l'affetto di Carmela.

- Tu che ne dici? - Per essere sincero,

a me dell'affetto di Carmela non me ne frega niente. - Guarda che io...

Però è stata una buona soluzione. Anzi, vi dirò di più.

Fra sei mesi o un anno, quando tutto si sarà calmato,

chiederemo a Ugo di darci 2 o 3 milioni a testa.

Lui ce li darà. Ugo è impunito, ma è buono.

- Che dici? - Che ne so? Forse sì.

- Certo, certissimo. Anzi, probabile. - Aspettate! Eccomi qua!

- La valigia? - Fatto!

- Cosa? - Non abbiamo più niente da temere.

L'ho messa sotto una panchina del giardinetto.

Poi ho telefonato al commissariato, col fazzoletto sul microfono,

e ho dato l'ubicazione. - Che ti prenda un colpo!

- Sei matto? - Ma che hai fatto?

Ma siete stati voialtri! Quando l'ho presa, sembrava che scottasse

e adesso dite che sono matto? - Ma ne hai presi un po'?

- Non eravamo d'accordo. - Giovanotti, corriamo!

- Dove sta? - Laggiù, sotto la panchina.

- Ne prendiamo un mazzetto per uno. - Non di più.

- Non si apre. - Chi ha la chiave?

Non lo so.

- Chi ha un temperino? - Io ho un cornetto di corallo.

- Sai che devi farci col cornetto? - Sì.

La polizia!

Hai telefonato al commissariato più vicino, mannaggia a te!

Via!

Dove corri?

Stai alla Mille Miglia? Brutto figlio di una...

- Protesta? - Non ha visto la zebra?

- Quale zebra? - Il passaggio pedonale. E' in contravvenzione.

- A quest'ora? - Il Codice è valido a tutte le ore. Concilia?

- Paga subito? - Ma che dice?

Stiamo perdendo il senso della misura, porcaccio Giuda!

Arrestate i ladri

invece di perseguitare gli onesti cittadini che pagano le tasse.

Mi vuole dare le sue generalità?

Ugo! Mario! Ferribotte!

Mi hanno "rimasto" solo questi quattro cornuti!

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