All language subtitles for 1978 - Voglia di Donna

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Original subtitles

Sì, è molto bello Ciccina.

Che stai facendo Ciccina? Io Ciccina?

Guardo il mare.

No, con le mani. No, io con le mani Ciccina non lo guardo il mare. Eh, lo

vedo che non lo guardi con le mani Ciccina.

Puoi stare fermo.

Ma perché devo stare qui?

No, no, no.

Grazie.

Vieni qua.

Eh no, Ciccino, fermati, eh. Proprio adesso, Ciccino? Eh sì,

proprio adesso, guarda là.

Io so che cosa vorresti farmi fare. Perché no?

Avevo detto solo i bacetti.

Vabbè, ricominciamo con i bacetti. No, neanche i bacetti.

No, Ciccino, proprio no. Dai, Ciccino. Ti avevo detto di stare buonina, invece

no, tu sei proprio bestellone.

Dai, Ciccino, vieni giù.

Dai, vieni giù, stiamo tanto bene, Ciccino.

Ciccino, giù.

Sì, Ciccino. Hai visto che bel mare?

Ho visto, ho visto il mare, Ciccino. Lo sai, Ciccino? Sì. Quando vedi un mare

così grasso, immenso. Sì, grande.

Immenso, Ciccino. Sì, quest 'aria così terza e pulita.

L 'aria terza e pulita, Ciccino, sì. Sai cosa penso, Ciccino? Cosa pensi,

Ciccino? Se posso levare le mutande. Eh, no. E ci ritiamo un 'altra volta,

Ciccino. È un po' tranquillo. Ho capito, ho capito. Qui ci vorrebbe una

sigaretta. Sa di sì. Perché non ti fumo le sigarette?

Non fumo.

Mi fa male. Ma chi è che non ti fa male, Ciccino? Io lo so chi è che non mi fa

male, Ciccino. Io lo so,

Ciccino.

No, no, no, no, no,

no, no, no, no, no, no, no, no,

no, no, no.

Un bacino, Ciccino.

Ciccino, amore mio.

Ciccino, amore mio. Ma come sei romantica.

Ciccino.

Ciccino, amore mio.

Ciccino, amore mio.

Ciccino, amore mio.

Ciccino, amore mio.

Ciccino, amore mio.

Ciccino, amore mio. Ciccino, amore mio.

Rinfrescatevi la bocca.

L 'ha angosciata le domeniche così. C 'è Artemio, ci vorrebbero un par di donne.

Eh, un paio di donne è una parola. No, ma le donne ci sarebbero, lo so per

certo. Il fatto è che gli italiani non ci stanno. Tutti a Ticchè, sapete, loro

sono così.

Eh, ora dovremo provare con le straniere. Quali passi sono per noi

Oh, madonna, guarda. Non ve li imbucciamo, cittadini. Artemio, vieni,

vieni. Eh, mademoiselle, niente. Do you speak English? Parle francese, buie. Eh,

buie, gode.

Questi sono gli zanzibar.

Maremma nervosa gli è andata male. Oh, no, italiani, italiani, poi tocca a

Guarda, quando mi girano io sono assai tremendo, io sono d 'ardenza, se mi gira

la mosca insomma... Allora le chiamiamo?

Signorine? Mi figge! Mi piacerebbe prendere un gelato! Ha presente il

italiano? È una cosa buona, ci prende per bocca! Non si lecca?

Si lecca tutto, c 'è presente!

Eccolo!

Sono stupendi.

Mi dai un colo da cento?

Senta me, mica è giusto però che tu ti pigli i clienti miei.

Ma che ti frega, scusa, io prendo i soldi da loro e ti li do a te. D

però... Buono.

Come lo fai? Con la farina, il latte, le uova, lo zucchero, la vaniglia, il

cioccolato e basta.

Io faccio il gelato e basta.

Però sai cosa ti dico? No. Il tuo è più buono. Vai, chiudi che si rovina.

Ci collegheremo con un campo di basket per trasmettere una partita di

campionato.

Porca giuda, sono già le due, devo scappare.

Rinfrescatevi la bocca!

Rinfrescatevi!

Eccoci di nuovo insieme per trascorrere una piacevole domenica con.

Domenica con.

Domenica con la mamma, con la moglie, con la fidanzata, con la serva. Pardon,

collaboratrice familiare.

Insomma, con.

Con qualcuno, l 'importante è non essere soli. E cominciamo con la nostra

valletta, che ci leggerà gli appuntamenti di questa domenica con...

Corrado, e proseguiamo subito con i nostri programmi che oggi sono

particolarmente interessanti.

Lo sport.

Alle 15 trasmetteremo, come di consueto, una partita di calcio dell 'odierna

giornata di campionato.

Nel frattempo vi informiamo su una variazione dei programmi di questa sera.

Un momento mammina, Susanna!

Prendi i pinoli. E questa la vanno montata? Sì.

È acida.

Susanna? Sì? Prendi pure.

La marmellata di Ribbes.

I confetti, Susanna. Sono questi? Sì, sono quelli. Oh, ma che combini! Che

sciamannona che sei!

Oh, una sporca!

Pensa se c 'avevo la torta. Vengo, mamma!

Carne. Ancora carne? Sempre carne.

E voilà!

ecco la tortina per la mia mammina e adesso una bella fettona per la

mammona ecco qua ancora

domenica con ma non cambiano mai che

schifo per forza tutte le domeniche lo stesso brodo ma no tutte le domeniche la

stessa schifezza di torta mamma fosse stato previsto

Di un po', quando conti di laurearti, Gian Federico? Beh, io

direi entro l 'anno.

Sì, insomma, spero.

Ecco a voi Asha Putli. Zitti, zitti, canta Asha Putli.

Scusate, ma non me la voglio proprio perdere.

Ti ricordi come erano diverse le nostre domeniche pisellino?

Erano veramente domeniche con.

Ma ora...

Eh sì, una volta!

Lo sai, caro, l 'ingegnere è ritornato. Chi?

L 'ingegnere del quarto piano. Ricorderai, vero, che era andato a

Africa. Ah, sì.

Me l 'ha detto il portiere.

Dice anche che si è sposato.

Sposato con chi?

Con un africano. Con una negra?

Beh, una negra.

Una principessa etiope.

No!

Credi di scappare, eh?

Sai quanti ore sono che non facciamo l 'amore, eh? Dai, dobbiamo mettere a

i regali.

Guarda questo che bello.

Lo mettiamo qui, eh? Ti va bene?

Sì, perché?

E guarda questo Bruno, ti piace?

Che roba è?

Finalmente un tuo parente che ci ha fatto un regalo non tradizionale. Ma che

'è? Un videotape.

Potremmo filmare tutto.

I viaggi che faremo, i bambini che verranno.

Guarda che meraviglia.

Ehi, ma non vorrei mica mettere in mostra anche quel coso lì. Sei pazzo. Tu

sai chi è.

No, non lo so.

Chi è?

Questo è un idolo.

Per noi è un dio importante.

È la divinità che protegge la famiglia.

Il futuro di noi tutti è nelle sue mani.

E non offenderlo mai, capito?

Va bene.

È un dio tanto buono quanto vendicativo.

Ecco, qui sopra sta benissimo.

Vedrai, lui ci proteggerà. E noi saremo sempre felici.

Vieni qua adesso.

Sì, saremo sempre felici.

No, no, Bruno, ti prego.

Abbiamo ancora tante cose da fare. Sì, ma anche queste sono cose da fare.

Non ti andrebbe di bere qualcosa?

Sì, grazie. Allora va a preparare qualcosa anche per me.

Questa domenica con, chiediamo ora la parola a Paolo Nolenti che vi informerà

sulle novità della domenica sportiva. Paolo, a te.

Buonasera. Giornata sportiva densa di avvenimenti. Cominciamo con il calcio.

Eccovi le immagini delle azioni da cui sono scaturiti alcuni tra i più bei gol

di questa entusiasmante giornata di campionato. Il Lecce ha aperto la

al tredicesimo minuto del primo tempo, quando la Mezzala Pecchioni... Te lo

faccio un caffè?

Ah, buona idea.

Senti, io poi avrei un 'altra idea.

Ancora? Te la fai passare?

Ma che hai capito?

Pensavo di uscire.

No, per carità. Siamo tanto bene qui.

Allora accendo la televisione.

Sì.

D 'accordo. Come sono i programmi in Italia?

Divertenti? Divertenti?

Beh, alle volte interessanti.

Certo.

Molto interessanti.

Proprio un bello spettacolo.

Vedrai.

Guarda.

Ma qui ne sono io.

Siamo noi due, come mai?

Bruno, ma com 'è possibile?

Grazie al videoregistratore di Zio Timbu. L 'ho nascosto lì, vedi?

E ora ci rivediamo.

Sei un bigliacco.

Ma io mi vergogno. E di che?

Siamo noi due, perché vergognarsi?

No, non mi piace.

Farlo è bello, ma vedermelo fare mi sembra una porcheria. Io non ti capisco.

Andiamo.

Rivedersi è eccitante.

No, Bruno.

Poi lo rifacciamo. Cosa ti prende? Non so.

È come se degli occhi strani mi stessero spiando.

Sì, è vero.

Adesso che ci penso l 'ho sentito anch 'io. Deve essere quel maledetto pupazzo.

No, no, Bruno.

È pericoloso, ti prego. Non lo fare, è molto vendicativo.

Te l 'ho già detto.

Ah, diavolo. Ecco che il portiere cace il pallone e il gioco riprende con la

furia omicida di prima.

Ah, ma si stanno invelenendo.

Ma che fai?

Deve essere un programma scientifico, ma ai miei tempi queste cose non si

facevano. È proprio una vergogna. E poi sono troppo magri.

che le posta la palla sul dischetto, ma a disdetta un colpo di vento la fa

volare via. A tempo a tempo non è stato in verità un colpo di vento, ma un

fiasco di vino rosso che è scagliato con rara perizia contro la testa dell

'arbitro e tra l 'altro lui abilmente schivato con un salto.

Il fiasco, tornando sul pallone che notoriamente è pezzato in bianco e nero,

ha sporcato di rosso, cosicché il televisore a colore, il pallone bianco e

sarà in avanti bianco, nero e rosso. Mentre il rosso, perché ha il televisore

bianco e nero... Hai visto il pisellino come si fa?

Proprio come noi una volta.

...bianco, nero e nero. Attenzione!

Cosa è da pazzi? Vedo che il pallone viene piazzato di nuovo sul dischetto ed

Quirino Filippucci che batterà la massima posizione. Cosa è da pazzi?

Quirino Filippucci, come molti di voi avranno già intuito dal cognome, è

e da tanti anni. Principessa del Fisello.

Dire che l 'ingegnere sembrava così per bene.

Porco! Prego? Mi scusi, non stavo dicendo a lei.

Parlo col 113.

Venite subito, a via dei Francescani 42.

Subito, eh, subito. Qui ci sono due che stanno facendo l 'amore in modo

scovolgente. Per la strada? No, in casa.

E beh?

Ma fanno l 'amore proprio dentro il televisore.

Che saranno stretti, perché non provano nel frigo?

Oh, lei non capisce niente.

Ambriagona.

Mamma mia.

Mammina, il bozzo!

Sei bene, Pucci? Non lo so.

Oh, signorino!

Susanna!

Mammina, permetti?

Ah, sì, sì, sì. Il pallone... Non è il pallone regolamentare che è stato

messo... Le parti!

Ma l 'arbitro... Gualtiero!

Gualtiero!

Gualtiero! Ma non vedi cosa fanno quei due davanti a queste anime innocenti?

...attacco. Poderona, la testa del Gasparelli. Ma tutto il Gasparelli

sotto diezza in seguito alla mischia di poco fa.

Attenzione, invasione del campo.

Rotte le transenne e una ventina di forsennati, tra cui notiamo...

Stanno correndo verso l 'arbitro, forse per avere un autografo.

Aiuto, aiuto, che c 'entro io?

Quelle che sentite sono le grido dell 'arbitro, che ha già un occhio blu, che

risulterà purtroppo... Tu poi sei peggio di quei due.

Io? Figuro, ti sto guardando i risultati.

Porco! Mi scusi, non dicevo a lei, è proprio un quiclo cuovo.

Neanche la conosco.

Mi ascolti, la prego.

Adesso le spiego tutto.

Ecco, dai, togliti la vestaglia.

Dai, aiutami.

Sì, un momento. Non si scioglie.

Dai, ecco.

Adesso anch 'io. Un momento, eh.

Ecco, papà. Mi viene da ridere un po'. Che tu non ridi.

Dai, che cos 'è?

Niente, è la polizia. Ah, va bene.

Senti, ma sei sicuro che la telecamera riprende tutto?

Sì, sì, riprende tutto. Stai tranquilla.

Commissario, è qua su al quarto piano.

Ma dov 'è? Dall 'ingegnere?

Cerchiamo di prenderli sul fatto.

Ne è proprio sicuro.

Ma sì, signor commissario, non c 'è alcun dubbio. Lo vede anche lei.

E il nastro è completamente vergine. Il registratore non è mai stato usato.

Zicco.

Signori, vi dobbiamo chiedere scusa.

Sapete, qualche volta può succedere.

Commissario, gliel 'avevo detto.

È un regalo di nozze.

L 'avevo appena tolto dalla casa, quindi... Commissario, signori,

Bene, la signora può tornare a casa. Le ho viste io, ve lo giuro, le ho viste.

Per cortesia, signora, basta.

Ragazzi, portatela via. Su, su, signora, andiamo, se no il commissario sarà...

Devo dire, un appartamentino simpatico, bei quadri, originali. Eh,

e questo cos 'è?

Ah, quello è... È il protettore della casa.

Sì, è una specie di amico. È una divinità africana.

Sì.

E perché ha questo, diciamo, questo sviluppo?

È perché, vedi, quello è il dio della cosa, della fecondità.

Ah beh, allora è tutto chiaro.

Il caso è chiuso.

Posso sedere, non è mica occupato.

Cos 'è, triste?

Mi farebbe accendere.

Non fumo. Ah, non fumo.

Bella giornata, però.

Ha dei problemi. Sono affari miei. Ma lei non ha dei problemi suoi?

Io no.

Oh, sì, uno piccolo piccolo.

Se vuole glielo racconto.

Senta, mi lasci perdere.

Lo gradisce un cono?

Io l 'ammazzo.

Quanto è vero Dio l 'ammazzo.

Non vuoi dire che siamo matti?

Io l 'offro un cono e lei mi ammazza, stia buono.

No, non voglio ammazzare lei.

Ah, e chi vuole ammazzare?

Ammazzo chi mi pare, va bene?

Sì, per me va benissimo.

Se uno non è più libero di ammazzare chi vuole, e perché l 'ammazza? Lei non

capisce proprio niente. Ah, no, eh?

Al mondo ci sono sfruttati e sfruttatori. Gli sfruttatori stanno

sfruttati stanno sempre sotto.

Ah, ma allora ho capito il suo problema di donne.

Eh, le donne sotto?

Sì, infatti.

Tratta proprio di una donna.

Perché lei se ne intende di donne? Io? Ma vuol scherzare? Guardi che

che faccio, io ho delle donne.

Sono tutto io.

Lei in cambio sa l 'ora?

Mi dispiace, non ho l 'orologio.

Ma se lo faccia un orologio, cosa aspetta?

Adesso purtroppo devo lasciarla, ho un appuntamento importantissimo.

Peccato, sa.

Stavo volentieri con lei e si ricordi che le donne sono essere straordinari,

tutte belle, brave, fedeli, oneste, affettuose e morbide. In gamba, eh?

Stia attento che è matto, sa. Certo.

Qualche volta sono anche un po' puttane.

Ma cosa vuol farci? Nessuno è perfetto.

Ciao!

Arrivederci!

Allora, tutto chiaro?

Abbastanza. Comunque ripetiamoci i tempi. La valigetta falsa della porta

Margherita al bar di Modesto. Quando?

Alle 15 .37 precise.

Ma perché Margherita?

E perché no? No, dico, certo proprio lei. Perché è fidata. Perché è puntuale.

poi perché è donna.

Io mi fido delle donne. Io no. Comunque è tardi per tornare indietro. Hai paura?

Certo. La paura è l 'altra faccia del coraggio. Senza la paura il coraggio è

coscienza.

Filosofia del cazzo. A te la filosofia ti spaventa più delle rivolverate.

Certo, è più pericolosa.

Che dici?

Funzionerà tutto.

Quando ci metto le mani io, le cose funzionano sempre.

Ecco, ci siamo quasi. Quella lì è la villa.

Però, e che se la passa male?

E quella lì è la macchina.

Accidenti. È proprio un uomo da distruggere. Sì, l 'hai detto.

E dove viene?

Lo studio è al primo piano, abitano di sopra. Tra un po' dovrebbero uscire, li

controllo da cinque settimane.

Ecco, vedi?

Che ti dicevo?

La moglie, il padrino... E quel bestione lì chi è?

L 'autista, il maggiordomo, e tu.

Una specie di gorilla, capito?

È gente che ha sempre paura.

Ha una bella moglie?

Sì, certo.

Una bella moglie.

A stasera, cara.

Grazie, amore. Ciao.

Buon pomeriggio.

Mi raccomando, Virgilio. Vai piano.

Bellezza, ricchezza, eleganza. Quanto li odio. Eh sì.

Soprattutto perché ce l 'hanno loro e noi no. E non è giusto.

Ah, Paolo.

Ancora una cosa.

E non dimenticarlo mai. Dilla.

Comunque vada a finire quello che... Ciao.

Luisa? C 'è Paolo?

Sì, sono pronta.

Vuoi il caffè? No, no, no, grazie signora, sono già tanto raggiunto.

Allora la di sopra.

Grazie.

Ciao. Ciao.

Ho fatto?

Oh, come siamo carine la domenica.

Fa vedere?

Tutto azzurro! Stupido, c 'è mamma.

Dai, su, andiamo adesso.

L 'avvocato ama l 'azzurro, eh? Ah, quanto rompi.

Sono cinque settimane che tutte le domeniche dici sempre la stessa cosa.

dico per il colore delle mutande, bianche, rosse, gialle, non mi

almeno perché cazzo non ti metti i pantaloni quando vai a lavorare, dico

perché se uno vuole i pantaloni non se li leva? Senti, io mi metto le gonne, i

pantaloni, quello che mi pare. Tu piuttosto perché non la pianti di

scatole con questa gelosia del cavolo? Perché sono cinque domeniche di fila che

invece di stare con me vai a casa dell 'avvocato.

Questo non mi sta bene, hai capito? Io mi sono rotto le scatole di te, dello

straordinario e di questo rompicoglioni dell 'avvocato.

Insomma, vuoi o non vuoi che ci sposiamo? Per sposarci ci vogliono i

tanti. E questi sono soldi che ci piavano dal cielo. Sì, dal cielo o da

altra parte.

Guarda che razza di cafone. Ferma e fammi scendere.

Mi perdoni?

Ne va bene, ti perdono.

Senti, andiamo a prendere un caffè, eh?

Se ti va. Sai, io sono geloso perché ti voglio bene.

Eh, ma che palle. Sai che facciamo?

Andiamo al bar di Modesto. Ti va?

Basta che non mi fai far tardi, però. No, non ti preoccupare, è di strada.

Vuoi un gelato?

No, meglio un caffè.

Due caffè, Modesto.

Arrivo.

Speriamo che si spicci.

Comunque sta tranquilla, vedrai che facciamo intento.

Ciao, Modesto.

Ciao, Margherita. Hai visto Alessandro?

No, non l 'ho visto.

Cerchi Alessandro? Oh, ciao.

Ciao, Luisa.

Sì, perché? Tu lo vedi? Per forza, abitiamo insieme. Che vuoi?

Niente, sono dischi che Alessandro mi aveva prestato. Dovevo restituirli ieri,

ma mi si è rotta la moto.

Li riporto io.

Quanti sono?

Dodici. Ah, dodici liste. Che roba è? Ma, canzoni.

Ah, questo è mio.

Questo è mio.

Questo è suo.

Guarda che quello di Fabrizio D 'Andrea è salvo. Era già rigato.

Non sono stata io. Tu lo sai come ha fatto Alessandro.

Va bene, Margherita. Glieli do io.

Vedi che lo chiamo stasera. Ciao. Va bene, ciao.

Ecco il caffè.

Se c 'è di per te, Paolo.

Perfetto, grazie.

Ti voglio proprio bene, sai?

Sì, e saresti tanto dolce se non fossi così geloso.

Certo, questo è vero. Però voglio dirti una cosa con calma.

Senti, se tu mi tradisci, ti giuro che t 'ammazzo.

Sì, sì, lo so che tu saresti capace di ammazzarmi, ma purtroppo per te non

che io ti tradisca.

Bisogna anche che tu riesca a scoprirlo.

Ma perché gli serve questo lavoro proprio la domenica?

Ma chi lo sa? Non lo so proprio. La mattina scrive degli appunti e la sera

vuole in bella copia. Evidentemente li serviranno per il lunedì mattina.

Che roba è?

Ma io non ci ho mai capito niente. Lui è avvocato di una di quelle grandi

società, multi cose lì, come si dice?

Multinazionale. Eh, sì, sì, mi sembra proprio così.

Luri di porci.

Ho capito, il tuo avvocato è proprio uno di quegli sfruttatori che vanno

eliminati. Se si vuole colpire nel cuore il sistema.

Pianta, è una brava persona invece.

Certo, e chi dice di no? Tanto più che per sposarci abbiamo bisogno dei suoi

soldi. Non fa una grizza.

Paolo, non esagerare, avanti, dai.

Ma io dico una cosa.

Allora, perché non fate una domenica tua e una domenica Gianna? Perché Gianna

non ha bisogno di soldi. Gliel 'ho chiesto io di cedermi il suo turno. Eh

poveracci siamo noi.

Siamo sempre noi a dover subire. Senti, è l 'ultima volta che te lo dico. L

'avvocato se ne frega di me.

Ha una moglie giovane e bella. E mi ha assunto in ufficio soltanto perché era

amico del mio paolo papà. Lo so, me l 'hai detto.

Allora, ciao.

Ciao.

Ciao. Ciao.

Ah, Luisa.

Luisa. Che c 'è?

Senti, ti dispiace tenerli tu i dischi? Fai il favore.

Forse vado a un cinema o a giocare a biliardo. Poi se me li rubano Alessandro

capace di farne un 'altra gente. Ah, va bene. Me li ridai quando ti vengo a

prendere. Va bene, d 'accordo.

Allora ci vediamo alle sette, eh? Ciao.

Ciao.

Sei puntuale. Anche tu, ciao.

Ciao.

Ah, finalmente, signorina. Siamo in ritardo oggi, eh?

Venga, venga avanti.

Ma lo sai che quello stronzo del mio fidanzato è pure geloso?

Chi?

Paolo. Volevo vedere se sei andato.

Ah, sì, sì, meglio essere prudenti.

Uff, ma che strazio. Ah, che divertente, te ci accompagno pure.

Eh, dai, su.

Aspetta. Che cosa?

Non mi piace quello che faccio.

Cioè?

Mettere le corna al mio fidanzato.

Se lo viene a sapere, quello mi ammazza.

Ma allora perché lo fai?

I fidanzati non sono scopari.

Come sarebbe a dire?

Non lo so, forse perché sono troppo giovane. E allora?

E allora, Paolo, come comincia, zac, finito.

E con me invece?

E con te invece.

Scusa, ma perché non ti levi mai la maglietta? Mi fa freddo le spalle, poi

lo prendo freddo. Ah, vecchierello.

Ciao. Un caffè, tu? Un caffè. Ah, per gli amici. A me non offrite niente dopo

quell 'anima di piacere che vi ho fatto.

Lei è stata bravissima. Allora, tre.

Certo.

Bravissima. E poi io l 'ho fatto solo perché mi siete simpatici.

Anzi, tu no.

Ah.

Invece tu sì.

Io l 'ho fatto per te.

Per levarmi il pensiero?

Non proprio.

Però io lo so come finisce.

E perché non lo dici anche a me?

No.

Dopo.

Certo tu non sei un uomo normale, sei una bestia. No, no, mia cara, mi sento

assolutamente normale.

Guarda, 61 postazioni, potrei anche ricominciare. E mica colpa mia se gli

non funzionano. Ma scusa, anche con tua moglie è così?

Mia moglie? Ma le moglie non sanno scopare.

E lo sa Virgilio, il tuo autista?

Che cosa?

Che mia moglie non sa scopare. Ma che c 'è? Te l 'ho detto, scusa, ma che dici?

Ma no, non ti agitare, calma. Ti chiedevo soltanto se Virgilio ha

la donna che viene qui tutte le domeniche sono io. E perché?

Perché sono un po' di giorni che mi guardo in un modo così strano. Non facci

caso, Virgilio non conta.

Virgilio è un domestico, non stronzo una cosa. Virgilio è una cosa al mio

servizio. Come suo padre era al servizio di mio padre, suo nonno di mio nonno.

Virgilio è uno di quelli che appartengono a quella categoria di

di schiavi, di lacche.

Più che altro dei roffiani. Io gli do grosse mance, lo sai.

Ah, gli do centomila lire ogni domenica per portarsi via mia moglie e il

bambino. E poi per farmi un 'eventuale telefonata d 'avvertimento nel caso

dovessero rientrare prima. Dai, vieni su.

Ma dove vai?

Ma che cosa c 'è? Non devo più?

Non lo so, ho una sensazione strana. Mi sento fuori fase, come fuori posto. E

perché? Forse non dovevo venire qui oggi. Ma cosa? Madonna, ti ho fatto uno

scampo. Ma ecco, intanto per esempio non mi hai mai detto che mi ami. Mai,

nemmeno una volta.

E anche tu?

Ma io non ti amo. E nemmeno io, te lo giuro.

Vieni.

Oh,

che idea!

Così, eh?

No, no, non è carino così.

Ma come mi hanno mandato le mie moglie. Anche lei mi dice sempre che no. Si può

essere diversa.

Sì, sì.

Sì. Sì.

Sì. Sì. Sì.

Sì.

Sì.

Ma che ti importa del telefono? Puoi essere paura.

Pronto?

Pronto? Attenta, forse è Virgilio.

Ma chi è?

Pronto?

La sento, scusi, perché non parla?

Ma chi è?

Non lo so, non parla.

Pronto? E se non parla non ci parlate?

Ho sentito come un respiro e poi qualcuno ha tolto la comunicazione.

E' storioso.

E questo che cos 'è?

Niente, dischi di un amico di Paolo.

Ma come?

Dischi che girano da soli?

Questi di calcio.

Cinque. E dichiarati.

Segnala.

Guarda come mi hai messo adesso.

E che facile.

Sono le 16 .42.

E già.

Non mi piace.

Proprio non mi piace.

Come la pensa il tuo ragazzo? Come come la pensa? Politicamente.

Che idea ha?

Ah, boh, lo so proprio. Ma come?

Posso sapere mai che non ne abbiate parlato?

Ma sì, cose vaghe. Ma non gli hai mai sentito dire frasi tipo, non so, abbasso

quello, vivo quell 'altro? I giovani dicono sempre frasi di questo genere.

Ah, sì, sì, sì, ecco. Lui dice sempre che bisogna colpire al cuore il coso.

Coso? Non te lo ricordi? Ma che sistema.

Eh sì, ecco, il sistema, proprio il sistema. Dice sempre che bisogna colpire

dritto nel cuore il sistema. Ah, che bisogna colpire dritto nel cuore il

sistema. Sì, sì. Allora è chiaro. Ma certo, oh Santa Rosalia.

Ma noi che centriamo? Ah, non c 'è tutto.

È certo che noi non centriamo. O magari tu sei la fidanzata, ma io no. Vabbè,

quindi, le povere vittime innocenti come me, meschino, e non contano. Oh Santa

Rosalia. Oddio, ma che fai? Mi cago sotto. Che faccio?

Però bisogna guardare, no?

Senti il rumorino?

È un orologio.

Oddio. a che ora l 'avranno messo?

aspetta che guardiamo no non

è una bomba è solo uno scherzo del tuo ragazzo simpatico

che imbecille qui dentro è registrata tutta la nostra storia d 'amore

Ma quelli erano dischi, li ho visti io Dischi, ma fa il piacere Ti ha

la valigetta, non lo capisci Te l 'ha fatta sotto il naso Oddio, adesso quello

va a matto Stai calmo, stai calmo Innanzitutto bisogna stare calmi Quello

ammazza nessuno Anzi, adesso ci divertiamo Boomerang Avanti, tocca a te

Senti che se ne accorgeranno E attento No, che non se ne accorgono

Tira

Sei sicuro? E dai, tira, non ti stare a preoccupare.

A me quello che fa paura è lui.

Perché lui?

Perché è ricco. E i ricchi te lo mettono sempre nel culo.

Quando sono intelligenti.

Speriamo che lui sia stronzo.

Andiamo, ho bisogno di prendere aria. Ma non finiamo la partita. Io quando

interrompo mi... Buongiorno, sono qui.

Benissimo.

Questo è il punto.

Allora, fino a qui è tutto buono.

Adesso, ti sei rimessa le scarpe? Sì.

Al mio via vai fino al tavolino e ti metto a scrivere a macchina. Mi

pesta bene i piedi. Sei pronta?

Sì, sì.

Aspetta.

Vediamo dove mi ha lasciato la roba da battere a macchina.

Ah, eccola qua.

Ecco.

Ci fumiamo una bella sigaretta prima di cominciare a lavorare.

Guarda quanta roba mi ha lasciato.

Felice!

Bravissimo, brava, brava, brava. Sei proprio un 'articenata, bravissima. E io

sono un ottimo regista.

Sono sicuro che ci riusciremo e quel babbeo, Zack, sta pigliando il culo.

Bene, bene, ah, ma non basta così, sai, adesso ci vuole qualche altra cosa,

qualcosa di diverso, non so, un particolare che renda tutto più

è convincente, in fondo sono venuta qui per lavorare, per scrivere a madre. Sì,

lo so, però anche lavorando succedono delle cose, dei dettagli, capisci? Sono

proprio le sfumature che rendono più convincenti le bugie, come dire, più

viretiere le menzogne.

Le menzogne.

Che cosa possiamo fare?

Ecco, ho trovato, ho trovato, una telefonata con Gianna.

Con Gianna? È chiaro, no? E dove la trovo Gianna? Ma no, non hai capito, io

a sua casa e ti chiamo, tu quando senti due squilli, due, dopo il secondo

squillo risponde e fai finta di parlare con Gianna, hai capito? Ho capito,

faccio finta. Eh, adesso scrivi a macchina, è semplicissimo, sta' attenta,

adesso metto in modo il registratore, tu scrivi, scrivi, quando ti chiamo tu

rispondi. Sì.

Studio legale Caimano, buongiorno.

Ah, sei tu, Gianna. E come mi hai chiamato? Ah, grazie, sei proprio

Eh, sto lavorando, ho un contratto che non finisce più. E tu?

Ah, vai al cinema, beata. Senti, me lo potresti fare un piacere?

Potresti venire tu domenica prossima?

Certo, domenica voglio uscire con Paolo. Sai quanto lo amo e pensa che è geloso.

Sì, dell 'avvocato.

Figurati, roba che neanche dipinta con quel vecchio.

Va bene, allora domenica ci vieni tu, ciao.

Eh, Gianna va al cinema e io qui al lavoro.

E chissà che farà intanto il mio Paolo.

Chissà se sarà andato veramente a giocare al biliardo.

Boh, quello con la scusa della gelosia.

Non ne potevo più. Grazie per il vecchio, sei carina. Ma no.

Ma che hai capito, scemo? L 'ho detto per Paolo. Ah, sì? E allora sempre per

Paolo. Io ne ho pensato un 'altra proprio bella. Che cosa? Una trovata

Il tocco dell 'artista.

Una visita dell 'avvocato alla sua segretaria. Cioè? Il vecchio avvocato va

trovare la povera segretaria che sacrifica al lavoro il pomeriggio della

domenica. Mi pare giusto, no? Oh, allora, carina, appena senti che esco e

la porta d 'ingresso, tu metti in modo il registratore, hai capito? Va bene.

E che ci diciamo? Eh, non lo so.

Invantiamo, viene meglio, è più spontaneo, va.

Pure registratore.

Ma allora non si fida di me.

Buongiorno, caro, buongiorno. Ma le chiavi non ce le hai? No, la chiave l

lasciata negli altri pantaloni, pensi. Ha forse bisogno di qualcosa?

Sì, senta, vorrei quegli appunti sull 'affare col piano.

Cosa sono?

La cartella è lì, su quello scaffale. Ah, me la fa vedere per piacere, me la

faccia vedere.

Ma che cosa?

La cartella, la prenda, la prenda.

Ecco, grazie. Io aspetto qui la presa, questa pratica.

Ecco, me la faccia vedere, pur conto sia.

Eh, senta signorina, siccome io non ho gli occhiali con me, le faccio la

cortesia. Ecco, prenda qualche appunto.

Lo vuole prendere? Ma io non... Ma sì che lo vuole prendere, carina, come no?

E basta!

Paolo, amore mio, io non sono degna di te e non chiedo il tuo perdono.

Vado a letto con l 'avvocato, tutte le domeniche. Mi dispiace, amore mio, ma

tutto quello che hai sentito fino a questo momento è pazzo.

Ma cosa hai fatto? L 'avevi fermato? Certo, ho capito subito quello che stavi

per dire.

Voi donne siete bravissime a mentire, ma quando dite la verità vi si legge negli

occhi. Dico, stiamo o non stiamo cercando di convincere Paolo a non

Dai, avanti. Ah, brava.

Ecco, signorina, mi raccomando, prendo appunto di tutto.

Il numero di repertorio.

La data della sentenza, vediamo, gli articoli del codice e anche

il ricordo.

Tutto. Eh, deve capire signorina che è un affare molto grosso.

Se ne sarà accorta anche lei, no? Non lascia fuori niente, prenda tutto.

È fondamentale penetrare la cosa fino in fondo.

Sì, sì, è questione di sensibilità.

Sono affari che vanno curati con calma, piano piano, anche se in un primo

momento appaiono un poco speculosi.

Poi vedi, io so prendere le cose al punto giusto, come dire.

Oh, sì, un certo tatto, poi si scende dai particolari fino al nocciolo della

questione. Mi segui?

Brava.

Scriva, scriva, scriva.

Scriva.

Scriva.

Scriva.

Scriva.

Scriva. Ecco.

Ha scritto.

Ecco, bravo. Così.

Benissimo. Grazie, signorina.

Ma le pare?

A domani.

Arrivederla.

Dovevi metterci un videoregistratore, coglione.

E tu brava, eh? Sei stata veramente un 'attrice straordinaria. E tu proprio

schifoso. Voglio andarmene.

Ah, sì? Senti, portagli il nastro così com 'è al tuo innamorato.

Deve esserci rimasto inciso giusto quello che stavamo facendo prima della

telefonata. Di quale telefonata parli?

Come quale telefonata? Quella che ci ha interrotto, proprio sul più bello, no?

Basta, basta, ho detto basta!

Se quella era una chiamata di controllo...

La precedente lunghezza del nastro deve corrispondere al millimetro.

Credo che chi ha inventato questo marchigegno deve averle pensate tutte.

Allora, carina, che cosa vuoi fare?

Affanculo, tu e tutti i maschi. Ma uno certe cose le deve sapere. Come fai a

stare con una donna se non sei sicuro che ti affede? Guarda, per me basta non

porsi la domanda, è molto semplice. I casi sono due.

O lui se ti mette le corna, o non te le mette, tu sei già indivisa da cornute.

Che cazzo, trovi?

Certo, e poi sei tu che la stai ingannando. Non vedo perché. Te lo dico

'hai fregata mettendo le registrature al posto dei dischi. E non è un

tradimento. Ma allora secondo te è colpa mia se Luisa mi tradisce.

Secondo te io non ho il diritto di sapere la verità. Ma baffa il culo,

'ho stesso diritto che lei di metterti le corna. E se te le mette fa bene.

Luisa!

È bello, un capolavoro.

Vieni, vieni.

Guarda che l 'ho risentita tutta, è perfetta, l 'abbiamo fregato.

Allora che fai, ci viene domenica prossima? Domenica viene Gianna, gliel

anche detto al telefono.

Veramente parlavi con me, non con lei.

Beh, glielo chiedo domani.

Oh no, dai.

Mancano ancora dieci minuti alle sette.

Non mi toccare.

Un bacio.

Solo un bacino per salutarci, eh? No, ti ho detto di non toccarmi.

Ma cos 'è? Poco fa ti rotolavi su quel letto con me, adesso cos 'hai? Ti faccio

schifo? No, io mi faccio schifo, io, a me stessa mi faccio schifo. Ma vai a

smettere, che parolone. Vieni, un attimo così, tanto per salutarci. Dai, su.

Lasciami. Un bacino, su.

Alla, avanti. Cosa vuoi fare? Lasciami.

Che vuoi resistere?

Si sono scappate.

Porca puttana, ci mancava solo questa.

Aspetta, vado su a prendersene un paio di mie moglie. Ma non ne ha un paio

azzurre? Eh, non lo so. Sono il tipo che guarda le mutande alla moglie.

Maledizione a te e a me e a quella gran mignottora che sono. Devono essere per

forza azzurre. Ma perché? Che differenza fa a Francova nell 'altro? La

differenza è che Paolo me le ha già viste addosso prima. Hai capito adesso,

no? Ah, hai capito.

E naturalmente vorrei rivederle di nuovo, eh?

Che stronzo. Ecco, io o Paolo? Tu.

Io. Ma come mi interessano le tue mutande?

Su, andiamo, abbiamo soltanto... Mancano cinque minuti, dai, su,

approfattiamole. Ormai se sentiamo tanto, tanto, dai, che posto. No, ho

Dai, che facciamo... Lascia... E non fare così. Basta, ma è stupato! Abbiamo

tempo, dai, su.

Lascia!

Luisa!

Luisa!

Luisa! Le mutandine, Luisa! Le...

Va bene, glielo darò domenica prossima.

Ciao.

Ciao, si attacca. Si attacca il piede.

Ti ha visto l 'avvocato? Sì, è venuto un momento.

A proposito, i dischi? O che me ne sono scordata?

Beh, te li riporto domani, lo stesso, no? Senti, ti dispiace se torniamo

indietro? Ci mettiamo due minuti. Sai com 'è fatto Alessandro, è geloso delle

sue cose.

Poi se la prenderebbe con Margherita.

Beh, va bene.

Ok, ritorniamo se vuoi.

Sei un genio.

La tua idea di fingere di aver dimenticato la valigetta è stata proprio

dell 'artista.

Bene, questo è il bacio che non ti avevo dato prima.

E le mutandine? Non ti è ancora gesto di vederle, le mutandine anzurre?

Oh, non ti preoccupare, ho già trovato la soluzione. Ciao.

Ah, guarda, può anche darsi che Gianna non possa domenica. E allora toccherà

ancora a me.

Ti dispiace?

Eh, le donne, l 'eschiavizzo.

Dove andiamo? Hai qualche idea? Perché non andiamo al cinema?

Eh, perché no?

Solo che ci vorrebbe un giornale, le ditole sono chiuse. Aspetta, mi pare che

proprio vicino a casa mia diano quel film bello, come si chiama? Quale?

con quell 'attore, cosa, di oggi non mi vengono i nomi. Ti ricordi che nell

'altro film, quello che abbiamo visto due domeniche fa, faceva il padre? Il

padre di chi? Ma di lei, di cosa? Di quella che ammazzava il marito, che fa

sempre quelle parti?

In quell 'altro film ammazzava l 'amante, ti ricordi? L 'amante? L

chi? L 'amante suo, no? Chi?

Adesso non ti ricordi proprio niente oggi. No, sai, io per i nomi sono...

Ma che è?

Niente, mi scappa la pipì.

Puoi farla al cinema?

Ma tu sei matto? Io faccio la pipì in un bagno pubblico, ma manco morto. Fa un

po' come ti pare.

Ma che cazzo... Fittina, il cinema è un passo da casa. Salgo un attimo e la

faccio a casa, no?

Le grandi idee risolvono i piccoli problemi. Eh, chiamalo piccolo problema.

Forza, forza, resisti ancora un po'.

Salgo

anch 'io? No, per carità, se c 'è mamma ci rovino la serata.

Dove mai?

Perché?

Rispondi! L 'hai lasciata impegnare l 'avvocato, vero?

Maledetta foglia, se tu rispondi!

Puttana schifosa, io ti ammazzo, hai capito?

Dove l 'hai lasciata? Lo straordinario lo fai senza mutande, è vero?

Rispondi, te la fai togliere! Ma te la giuro! Maledetta! Ma l 'elastica! Ma chi

è l 'elastica? A chi la racconti?

Appena arrivi l 'avvocato si scampola in tappe! È così!

Non puoi aspettare, deve scoparti subito, è vero! Ma io ti ammazzo! Ti

troia!

Questi erano i dischi.

E qui dentro c 'è la verità. Adesso sentiamo.

Studio Regale Caimano, buongiorno.

Ah, sei tu, Gianna. E come mai hai chiamato?

Grazie, sei proprio carina.

Sto lavorando, ho un contratto che non finisco più. E tu?

Intanto il mio Paolo, chissà se sarà andato a giocare al biliardo.

Quello con la scusa della gelosia... Oh, avvocato! Ma

come vai qui a quest 'ora?

Buongiorno, cara, buongiorno. Non ha la chiave? No, la chiave l 'ho lasciata

negli altri pantaloni, pensi.

Ha forse bisogno di qualcosa?

Sì, senta.

Beh, sei contento, figliacco? Luisa, ti prego, hai ragione. Ma non ti vergogni?

Luisa, renditi conto, non è tanto colpa mia. Vai, io, io che vado a lavorare,

mentre tu fai giocare a biliardo, io che mi sacrifico. Ma lo sai che sono Gesù?

È una specie di malattia, sei solo malato, che colpa mia? Fattene, fattene

subito, fattene!

Numero di repertorio.

Qualcosa che hai già visto.

Il serial killer.

No, ma ti prego!

Oh, ma sei matto? Fuori c 'è un sole che spacca le pietre e tu stai qui con la

luce accesa. Guarda che la bolletta te la faccio pagare a te.

Ma che fai? Sei molto vivo.

Fai la celeste a Ida.

Dai, un goccetto.

Paolo, le donne passano e il whisky rimane.

Ce ne rimane poco, eh?

Vuoi?

Ho quattro dita, questo da addormenta. È meglio della televisione. L 'ho

perduta. Chi? Lei, Luisa.

Per me era tutto.

Ma ti vuoi spiegare?

Da.

Le si era rotto l 'elastico delle mutandine, capisci ora?

Ma allora il registratore.

Appunto.

Quando mi sono accorto che era senza mutande io... Beh, è uscito dall

senza mutande.

Che vorresti dire? No, no, niente, che una deve portare le mutande. Oggi non le

porta più nessuno. L 'ho perduta. E lei ha perduto le mutande. Ho perduto lui,

era la mia donna. E l 'ho perduta.

L 'ho perduta perché sono un imbecille.

Cominci a capire adesso, cretino.

Sì, no, non capisco. Ha lavorato tutto il pomeriggio. Senza mutande. Senti,

senti anche tu.

Ma così non senti niente.

Oh, finalmente, io ho questo sulle spine.

Va su, sbrigati, altrimenti quello si ammazza. Come farà poi a piacerti? Eh

sai, com 'è andata?

Benissimo, cioè malissimo, insomma, benissimo per te.

Gliel 'hai detto del doppio registratore? No, non c 'era stato

tutto da solo. Vai, è tuo.

Grazie. Ciao, e attenta chi è geloso.

Io te lo giuro Luisa, quando Paolo mi ha chiesto questo favore non glielo volevo

fare.

Luisa, gli altri non sono stupiti come noi pensiamo, così se li vogliamo

dobbiamo essere più furbi, furbi due volte.

Ciao Luisa. Il bambolone si è portato il registratore, me l 'immaginavo.

Ma senti. No, sei tu che mi devi stare a sentire. Io vorrei che vi levaste dalle

palle una volta per sempre. Tu e quel cretino di Paolo. Io ti devo parlare.

posso, c 'è mia madre. Non è vero, l 'ho vista uscire adesso.

Saliamo su da te.

Va bene.

Su, vai avanti tu. Perché sei ancora senza?

Aia, e mica te lo levate io.

Andiamo in terrazza.

Allora, sentiamo che cos 'hai da dirmi.

Guarda che se si tratta di Paolo, ho già detto tutto quanto a lui. Io non voglio

vederlo mai più. Mi sono spiegato o no? Dai, andiamo.

No, no, voglio scusarmi con te.

Io non ci volevo entrare in questa faccenda. Allora potevi farne a meno.

Comunque penso che adesso sarai soddisfatto anche tu.

Tieni presente, Luisa. Se vuoi fregare qualcuno, pensa che non è stupido. E se

non è stupido, cerca di essere più furbo di lui.

Le cose o si fanno bene o non si fanno per niente Per esempio io qui avevo

un nastro vergine Invece adesso è pieno di falle Secondo me tu e l 'avvocato l

'avete un po' manipolato, vero? Come manipolato? Che vuoi dire? Avete

e inciso il nastro Ma siccome non credo mai che chi voglio fregare sia stupido

Ho pensato che dovevo essere più furbo di lui E ho messo due registratori

che uno Furbo due volte E qui dentro c 'è la verità, quella vera La vuoi

sentire? Piantala Eh no, no, no, bella mia, adesso la devi sentire. Piantala

questo coso. Ma non mi importa.

Luisa, se tu volessi, per me tu puoi continuare a scopare con l 'avvocato la

domenica, io mica sono geloso.

Senta, barbiere, mi faccia un po' la barba.

Padre!

Padre. Ma cosa c 'è? Sto leggendo.

È ancora qui.

Eh no.

Che cazzo.

Caspita. Adesso quello mi deve spiegare proprio tutto.

Ecco, per cui, caro San Marziano.

Mannaggia. Stai fermo. Non posso ritrarre con la campanella, scusa.

Ecco, io dicevo, una mano devi darmela, in fondo fai il santo, no? È proprio il

lavoro tuo, che cosa ti costa, scusa. Ma no, tu non ci rimetti mica niente.

Anzi, ci guadagni.

Ma quando prometto una cosa, lo sai, io è quella la cosa, no?

Allora, San Marziano, mi aiuto.

Da te da fare.

Aiutami. Dai, ti prego, ti scongiuro. Fammi un segno. Fammi un segno.

San Marziano.

Oddio, padre.

Mi hai fatto paura? Non devi aver paura. Vedo che sei molto devoto.

Sì, padre.

Devotissimo. In particolare a San Marziano. Sì, a San Marziano.

Bellissimo. Bello. Come ti chiami, figliuolo?

Gesuino. Ah, un bel nome.

Un gran bel nome.

Grazie, padre.

Senti, Gesuino, facciamo due chiacchiere, vuoi? Parliamo del santo?

Torna subito.

Non ti ritrarre.

Vedi, caro, tu vieni qui tutte le domeniche a quest 'ora, non è vero? E ti

inginocchi davanti alla statua di San Marziano. Sai, è anche un santo così che

non... Ma no, padre, io di San Marziano so tutto, cosa crede?

Quella lì però è la più bella immagine del santo che abbiamo mai visto. Sì, non

discuto, ma ci sono altri santi molto più conosciuti come Sant 'Antonio. Ma tu

perché proprio lui, San Marziano? Perché, padre, è un santo che fa molti

miracoli. Eh, miracoli, miracoli.

Fa presto la gente a parlare di miracoli. Oh no padre, io quel

conosco benissimo e anche lui mi conosce. Sì? Quando ero piccolo gli

sempre, ti prego fammi diventare gelataio. E mia madre, no, farlo

ragioniere. E io, ti prego fammi diventare gelataio. E poi?

Eh? Sono diventato ragioniere.

Lo vedi?

Ma poi non mi ha fatto trovare un posto così faccio il gelataio. Sempre lui? Sì.

E se ora mi fa un altro miracolo, io ti regalo mille ceri. Ma fa mille ceri,

mille ceri.

Scusa, avanti, fatti i conti con quello che costano oggi. E poi per un santo che

tutto sommato, te l 'ho detto, non lo conosce quasi nessuno. C 'è perfino che

dice che non è mai esistito. Sta qui per volontà di un benefattore, un

miliardario che ha lasciato... Io padre di miliardari non me ne intendo, però...

Io sono un caretino con gelati, con una licenza.

Se lui mi fa il miracolo...

Io mi vendo il carattere e le licenze. E dai i soldi a noi. Se ci regalano i

soldi... Se li regalo perché se li merita lui. Beh, ho stato per modo di

Sta qui perché l 'ha raccomandato questo miliardario.

Piuttosto, mi devi togliere una curiosità. Mi devi proprio dire qual è

miracolo che è talmente importante per te da farti regalare mille ciri a un

santo declassato come San Marziano. Ah, forse Sant 'Antonio.

Eccola, padre. Lui mi aiuterà. La voglio.

Ci piace? Una volta.

Ma vai via, porca zona!

Sono cose da chiedere nella mia chiesa! Vai via, sai! Un sacrilegio, un 'offesa

alla religione, un 'offesa a me che sono il parroco di questa chiesa, mio Dio!

Sono cose da pazzi, signore Fortuna. Fortuna che non l 'ha chiesto a Sant

'Antonio, che lo si incazza subito.

Abbiate pietà di lui, sono i peccati della carne. La carne è debole.

E poi costa.

Poveretto, non sa quello che si fa.

Figuratevi, crede a San Marziano.

Che c 'è? Mi sono pentito, padre. Mi sono pentito veramente.

Sì, ma vai via.

Mi sono pentito, mi credo. No, mi dispiace. Vai via, ti ho detto.

Mi sono pentito, mi credo, padre. Non basta pentirsi così a chiacchiere. Eh,

veramente. Sei veramente pentito? Molto. Ne sei certo?

Moltissimo. Posso contarci?

Ma sì.

Eh, va bene.

Vuol dire che quello che hai fatto lo considero un peccato veniale.

È vero?

Sì.

Padre... Credo che sei proprio pentito.

Lei crede che lui ci riuscirà?

Via! Fuori di qui!

Fuori!

Oddio, padre!

Il mio carattino!

La mia vita!

Il mio carattino!

Il mio carattino!

Era bel mio... E' stato il matto.

Con il suo furgone.

E mi ha dato mille dire per stare zitto.

Chi è stato?

Il matto.

Chi è? Come chi? Il matto. Lo sanno tutti. Dove sta? Il matto.

In fondo laggiù. In fondo alla strada. Lo conoscono tutti. Io lo distruggo.

Dammi la mille.

Assassino!

Non mi devo innamorare.

Assassino!

Assassino! Assassino! È un assassino quello lì.

Scusi, scusi, dov 'è l 'assassino?

Senta, l 'assassino non lo so, ma lì c 'è un matto, lo chiedo a lui, lì a

sinistra. Dov 'è la sinistra? Lì, lì, verso, dall 'altra parte della destra.

Assassino! Un matto assassino!

L 'assassino di un matto! A sinistra!

Apri il lacco!

Apri, ti faccio vedere, io ti faccio! Apri!

Aperto! Senta, giovanotto, se lei è quello del triciclo dei gelati, la

che io non ho un soldo, non sono neanche assicurato e non me ne frega niente del

suo carrettino.

Buongiorno. Buongiorno.

Sia attento alla porta.

Se me lo dice dopo...

beh venga dentro cercherò di stare calmo chi? lei cercherà di stare calmo? lei è

maronilato capito? e poi schifato via non potevo perdere tempo sono un grande

inventore lei anzi guardi voglio essere modesto con lei io sono un genio lei è

un pazzo un genio che lavora anche per lei chiusa quella roba lì è il

il gelato teletrasmesso in tutto il mondo Fino adesso lei come lo

Con il mio triciclo. Oh, il triciclo da bambini. Deve attrezzarsi, rinnovare gli

impianti, deve portare i suoi gelati, trasmettendoli via cavo, se preferisce

satellite, a New York, a Londra, Paigi, Berlino, Mosca, contemporaneamente,

capito? Se non le porto nel carrettino i gelati si squagliano. Ma perché penso

ancora al carrettino quando io le sto proponendo il telecono gelato di crema,

panna e cioccolato, trasmesso dovunque, che lei si ricopra il carrettino, si

ricopra un furgone, si copra una catena di gelateria, capito? Il carrettino me

lo compra lei. Ma lei non ha capito niente.

Guardi. Vedi?

Demos, non sbagli! No, non è una rivoltella, è un laser.

Guardi là, quell 'arancia. La dimensione non è ancora perfetta, però la vedi? Ma

certo che la vedo. Sono scemo che non vedo l 'arancia.

Guardi! Ma la vedo! Stacola, Voltaire, Ippocrate, Einstein, da esterni.

Aiutatemi.

Da adesso non c 'è più.

Da adesso non c 'è più.

Arancia.

Ma questo è un gioco da bambini. Far sparire gli oggetti. E farli

Eh, Arancia? Magari, ci sto provando da anni e anni. Se i grandi besti mi

aiutassero. E dai.

Vabbè.

Vabbè. Vabbè.

Vabbè. Vabbè.

Vabbè.

Ho vinto.

Ho vinto la materia.

Ho vinto la materia.

Che cosa è possibile?

Che testo, ma nessuno...

Dunque, si è convinto? E così

lei... L 'arancio è là, l 'arancio è qua.

C 'è questo carattino? Non un 'arancia, oggetto, pianta, animale, anche un

essere vivente, da un capo all 'altro dell 'universo, capisce? In una frazione

di secondo.

Maestro, per quella faccenda del mio carattino, eh, con i gelati, lasciamo

perdere, eh?

Ah, lo metti? No, no,

no, no, no, no, io sono in obbligo con lei e intendo disobbligarmi.

Oh, chiedemi qualunque... No, no, non potrei mai accettare dei soldi da un

come lei.

Non c 'è più un problema, io sono miliardario ormai, mi chieda qualunque

No, no, no.

Qualsiasi? Ma qualsiasi, oggetto, pianta, animale.

Maestro, io ce l 'avrei un problema.

Lavora in una tv privata, alla domenica sera, alle dieci in punto.

Del pezzo di fita. Maestro.

Venga, Giovanotto. Sì, sì.

Aspetta la porta.

Eccoci, signor Regno.

Me lo dite prima?

Cadevo più basso, però.

Ah, dunque, ecco, qui c 'è il mio selettore di voci antiche.

Tutte le voci del passato, le pur si muove di Galileo, l 'obbedisco di

e perfino l 'urca come scotta di Giovanna d 'Arco all 'orogo.

Giovanna d 'Arco?

Lei, giovanotto, cosa desidera? Ma, maestro, io sono venuto per quella cosa.

Ah, ah, sì, sì, ah, sì, sì, è vero. Ecco qua, guardi, quella è la console, è una

cittadina televisiva, capito? Sì. Riceve le immagini TV ed esse convertite in

cosce sette chiappe saranno a sua disposizione. Mia? Noi estrarremo, per

dire, dal video la sua più bella ragazzola, va bene? Dall 'acqua? Da qui

attraverso la telecamera.

Da lì? Da qua? Mi te l 'ho detto.

Attraverso la telecamera? La telecamera.

Maestro, io mi segno.

Però, un momento, un momento, attenzione, lei si sottopone a uno

indifferente, a uno stress psicofisico. Maestro, ma una volta, una volta sola.

Eh, ma si muore anche una volta sola, lo sa?

Quindi dobbiamo verificare la sua capacità cardiaca mediante la

ionocicletta? La ionocicletta. Che cos 'è? Non mi serve sapere quanti... Quanti

deve avere?

Due, due, con ioni due funziona, è il minimo sindacale. In questo modo si

evitano tante... E che succede adesso? Pedali.

Ancora cresciuto, eh?

Bene, Gionotto, stasera alle 10?

Stasera alle 10?

O l 'apparizione?

Sì. O il suicidio?

Il suo, maestro.

Ah, che il suo?

Ma siamo legati? Siamo complici?

Oh, giovanotto! È il maestro che parla, mi senti? Sì. Mancano pochi secondi alle

dieci. Manopola numero quattro. Quattro?

Quattro, quattro. Ha detto quattro? Sì!

Ma non c 'era quattro? E allora era cinque. C 'era cinque?

Poi c 'è scritto tre. E allora era tre? Non lo so, la tre, se no la sei.

Mi pare chiaro, no, giovanotto? Sì, sono mica tanti. Hai girato la manopola

sette? No, la tre.

Benissimo, pronti?

Prontissimo. Allora, la trasmissione dovrebbe cominciare adesso, dovresti già

vedere i titoli. Sì, li vedo.

Sono spariti, basta.

Un momento di pazienza. Adesso dovrebbe apparire la nostra ragazzola. La vedi?

Eccolo. È lei, è bestiale.

A tutti i cicciolini pacini da Ilona Staller.

Tu non ti arrabbi, vero, orsacchiotto di peluche? Che donna. Come sei dolce,

cicciolino mio. Come sei maschiettino.

E trae che stasera facciamo ingelezere tutti i telespettatori di telegioia.

Anzi, no, anche loro potranno fare la loro godutina.

Sì, ma no. Sì, sì.

Sì, anche loro sono i miei cicciolini.

No, io no.

Sì, sono tutti porcellini. No, io no. E fanno tante strane cosine con le manine.

Maestro, sono andata.

Come hai detto?

Non c 'è più.

Maestro, non c 'è più. Ma porca boia, maestro, faccia qualcosa.

Perché non siete qui con me tutti i cicciolini miei? A toccarmi, a

Io vorrei stringervi così.

Era lì.

Che cos 'è successo?

Dove sono?

C 'è stato un guasto alle emittenti.

E lei chi è?

Io? Sono il cameraman dello studio 2.

Sì.

Come sta?

Mi scusi.

Qui cabina regia studio 2.

Capio scena, avete un minuto di riposo. Grazie, signore.

Fuma?

Posso raccoglierle? Sì, certo.

Io non sono mica nervoso, sa, non ho... Io sono calmissimo sempre, sembro

nervoso, ma è un fatto di nervi. Eh, che cosa?

Non è detto eh?

Eh?

Eh?

Sì? Fuma?

Signori! Mi cammina Regia Studio 2. Stiamo preparando la scena per Notti

della Poppa 2. Quello che vedete scendere dall 'alto e che sembra un

letto. Anzi, proprio l 'alcova.

Sentite? È un 'alcova.

Lo vedo.

buonasera prima di restituirvi l 'immagine della nostra bella cicciolina

il telegiornale qualche scherzo mi fanno accenno dalla regia

scusate un momento dunque vi leggo questa notizia è arrivata a Aurora

Vi stupirete per questa procedura così straordinaria, ma le notizie che stiamo

per comunicarvi sono, come sentirete, veramente straordinarie.

Apprendiamo che la Camera e il Senato, riuniti in seduta plenaria, hanno votato

due leggi importantissime.

Viene ripresinata la campagna demografica allo scopo di incrementare

e si abolisce di conseguenza ogni tipo di censura su tutti gli spettacoli,

soprattutto quelli televisivi, purtroppo è un progetto non processuale. Ciò

significa che anche per noi da questo momento tutto sarà lecito. Anzi, su

nuova strada noi non saremo secondi a nessuno. I nostri spettacoli saranno

adesso molto, molto più vivaci.

Buonasera.

Ricapita Regia Studio 2.

Niente più cessura.

Bisogna subito modificare i programmi.

Cameramen, vada alla telecamera. Io capisco. Silvina Staller, si spogli. Ma

non vorrei spogliarmi. Silvina Staller, vuoi disobbedire la Camera e al Senato?

Nelle altre televisioni si stanno spogliando tutti. Alla RAI si sta

anche Maurizio Costanzo. E vogliamo farci fregare dalla RAI? Io mi

ma sotto sono tutta nuda. Che nuda deve essere? La legge parla chiaro. E lei che

fa, Cameramen? Aiuti. Che io?

Mi vergogno. Devi aiutarla, cretino.

Cretino, scusami. La telecamera 2 non dà immagine.

La telecamera 2 non dà immagine.

Ma il monologo dei cicciolini?

No, lo faccio sul letto il monologo. C 'è l 'alcol della poppa 2, può fare cose

da pazzi. Che aspetta? Sì, maestro.

Ma cosa fa?

Io quasi quasi l 'inquadro. Ma è certo che la devi inquadrare, siamo qui per

questo.

Che bene, forza, avanti.

E accendalo, la telecamera.

Ma non serve, io la vedo bene.

Ma io no.

Accendi quella telecamera, strozzo. Ah sì, la telecamera, bravo.

Va bene? L 'accendo di bene, eh, questa bella cattiva. Voglio dire la signorina

Staller.

Centrata. Signorina Staller, tocca a lei, ce la metta tutta, eh.

Avanti con i cicciolini.

cicciolino morbido cicciolino mio lo sai che ora per la prima volta ci vedono

nudi lo sai che sono tutta eccitata e sono tutti i cicciolini che mi stanno

guardando e che vorrebbero essere qui con me su questo lettino morbido morbido

io vorrei tutti qua sopra sapete i cicciolini miei vorrei sentirmi

accarezzare tutta solo a pensarci mi viene una voglia Invece sono sola con te

cicciolino, tutta sola con mio orsacchiotto di peluche.

Poi, che piccoli cicciolini veri, voi che mi state guardando nella vostra

che mi state desiderando, vero? Io cicciolini vi sento, sento le vostre

di me, le vostre mani calde, pirichine, che mi fanno sentire tanti privitini.

Io sono qui solo con il mio sacchiotto di peluche.

Oh, quanto mi piacciono le vostre mani su di me, cicciolini miei.

Ecco così.

Accarezzatemi cicciolini, accarezzatemi tutta.

Sono qui per essere amata, accarezzata.

Per sentire le vostre mani sulla mia pelle calda, calda.

Tu invece, orso chiuso di peluche, a che servi?

Pensa a tutti i miei cicciolini che ti guardano e che vorrebbero essere al tuo

posto. Ma non importa. Allarga. Cercherò di farlo con te. No, ma lei. Cameraman,

allarga. Allarga il cuore del tuo stupice peluche. Più giù. E tutto il

Così.

Così più giù.

Orso chiuso più giù.

Non vuoi ancora?

Immaginate cari, cari cicciolini, di farlo poi.

Vi voglio tutti qui sul mio lettino.

Perché non venite qui? Perché mi lasciate sola?

Così, così. No, non subito.

Voglio che duri tanto.

Io quello mi so. Adesso più giù.

Più giù.

Lì.

Corri con la tua morbida peluccia.

No, no, no, ci siamo.

Le altre televisioni stanno facendo cose da pazzi.

Costanzo sta facendo la danza del ventre.

Noi stiamo ricevendo qui un sacco di telefonate di protesta.

Cambiano tutti i canali.

Lei mi sta rovinando, signorina. Ma che cosa vuole che faccia? La legge parla

chiaro. Qui ci vuole un uomo. Amore fisico tra un uomo e una donna. Dove

un uomo adesso?

Ah,

il cameraman!

È lì che sta a guardare invece di aiutare la barca.

Camerame, mi sente?

Sì, ma... Mi spogli. Chi io? Mi spogli e si metta a disposizione la signorina

Staller. Oh, la lei sta trasmettendo in diretta un simposio di suori orzolini e

fratti trappisti.

Tutti nudi.

Camerame. Dov 'è Max? Sì, forza, avanti. Ci provo. Mi spogli, cosa aspetta?

Cos 'ha, paura di non farcela? Vuole che la faccia vedere io come si fa?

Che fa, rinuncia? No, no.

Forse questa volta ce la faccio.

Mi levo il camice. Su, figlioli.

Siete un uomo, una donna.

Come donna? Su.

A soggetto, via!

Uomo!

E questo che cos 'è?

Ma sono io!

Sì, infatti ci assomiglia, eh?

Oh, ma questo allora cambia tutto!

Ho capito! Tu sei uno dei miei cicciolini!

Io?

Maschio, audace!

Certo, tu mi desideri, è vero?

Ma vivi di sogni? Sì, io vivo sempre di sogni.

Io non ho mai avuto una donna in vita mia. Forse perché mia mamma era un uomo.

Stiamo andando in diretta.

Facciamo finta di niente?

Oh, mi raccomando, dovete attenervi alla legge. Fate l 'amore, scatenatevi.

Sentito, cicciolino? Ben gentile. Sono tua.

Subito? Prendimi. Un momento.

C 'è un po' assistente.

Ti prego. Grevosa.

Ti voglio. Va bene, dammi un po' di tempo. A te? Sarò tuo.

Poi, vertido di un cicciolino, vuoi farti desiderare?

Vieni qui accanto a me su questo lettino grande, grande.

Ma è l 'alcoma della poppa tua. Tu vuoi farmi soffrire?

Cicciolino crudele. Io cicciolino crudele?

Dai. Va bene, mi concederò a te. Ma non muovere il letto che mi fai scivolare.

No.

E dov 'era? Non lo so.

Vieni su.

Andremo anche noi con questo grande letto. In alto, in alto, verso il

Uomo di poca fede.

Muoio di un mondo poco.

Guardali che roba.

Oh, si sveglia!

Ma so, è un miracolo!

San Martino mio, maestro mio,

fammela grazie a queste belle gnocche, le voglio tutte!

Tutte!

Tutte quante!

Non ti devi preoccupare, ce la faccio sai, metti via la prova, va là.

Tutte, tutte, magari due per volta.

Grazie a tutti.

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