All language subtitles for La vita accanto (2024) caption

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Original subtitles

Amen.

Maria.

Ej,

ej,

oh.

No, non van bene neanche questo.

Dai, le scarpe ci pensiamo dopo. Ma

poi ho tutti i piedi gonfi, non me ne va

bene neanche una. Guarda, mi hai preso

adesso quelli luminosi.

Ahia! Tata i scusa, non ci vedo

tu. Trovami l'altro intanto.

S�, s�, s�. Non va neanche bene questi

qua. Guarda sto vestito � orribile. Ha

gi� tutte le pieghe.

Ah, se � vero, se� bellissimo.

Ma no, sciatto. Come sciatto.

Ancora a sto punto siamo.

Come ancora? Dai, basta. Io non voglio

non voglio venire stasera via, basta.

Perch�?

Perch� non mi piacciono. Perch� son

gonfia. Perch� ho male ai piedi, perch�

non mi piace sto vestito. Non ci voglio

andare. Ma

ti sta benissimo sto vestito?

No, dai,

guarda che donna che sei. Ah, guarda

da scemo. Mi disturbi tutti i capelli.

Scemo da parte.

?

?

Stai rompendo le acque.

Andiamo, via,

andiamo, andiamo, andiamo. Scusate.

Venga, sonora

la

si metto qui

con calma. Ecco.

Grazie.

Vieni qua.

Allora,

ancora niente.

Cosa fai con la borsa di Maria?

Non ho capito perch� non l'hai fatta

nascere tu.

Ma c'� Travisan � bravissimo, pi� bravo

di tutti. Pi� bravo di te.

Pi� bravo di me non c'� nessuno.

Ma neanche assistere a parto.

Non sai com'� fatta Maria? Un'idea sua.

Concerto.

Benissimo.

Quanti bis?

Uno. Volevo arrivare subito qui.

Sei accorta che abbiamo fatto alzare

tutti?

Sono accorta. S�. Avete fatto alzare

mezzo teatro anche quando siete

arrivati.

Mamma mia che paura.

E lo faccio il mestiere anche. M.

Bona conona, baba, bona fet fora.

Laura,

Laura,

vieni con me un attimo. S�,

tieni solo gli abiti scuri

e tutti gli altri dalla parrocchia o

un'associazione o al comune. Fai tu.

Ma perch�?

E naturalmente c'� qualcosa che vuoi,

anche tutti le scarpe coi tacchi, via,

via tutto.

E io mi trasferisco allo studio della

libreria e dormo l�.

Ma tuo marito lo sa?

Certo che lo sa.

Vuole prenderla in braccio, signora.

No, no, non

la lascio dormire.

L'ambito

da sposa dov'�?

Ma non diamovi anche quello.

Te piace?

� strao.

Lo prenda allora.

Lo prenda che le sta benissimo, che � un

peccato buttarlo via.

Ma io non ho neanche fidanzato.

Beh, non importa, prima o poi marito lo

trover�.

C'hai pensato bene? Sei proprio

convinta?

Far� lei quando sar� pi� grande, quando

vorr� decidere e se vorr� decidere.

Era inteso che si faceva subito, appena

nata. Era tutto pronto. Ce l'avevi

chiesto tu, ma perch� hai cambiato idea?

Ma tu mi assicuri che l'acqua santa lava

via la macchia,

che il buon Dio aggiusta tutto come se

avesse solamente scherzato.

Scherzato? Ma come ti viene in mente?

Ma secondo te il battesimo me la lava

via la macchia o no?

Mi ritorna come tutte le altre o no?

Maria, noi ci conosciamo da tanti anni.

No, non ci conosciamo. Ci siamo visti da

tanti anni.

Non sappiamo niente. Nessuno sa niente.

Che ce l'ho.

Andiamo, va.

La miausina.

Ma ti amore, eh.

Ecco, adesso suona.

Non la deve portar fuori e basta

di giorno poi con quell'altra baucca

dietro.

Ma non volevano svegliarti, immagino.

No, e poi era una bella giornata con un

bel sole,

non pu� averle fatto che bene.

Io lo so benissimo che la luce e l'aria

le fan bene. Osvaldo,

io non voglio che esca per proteggerla

dagli sguardi cattivi, che la gente �

cos�,

che ci gode delle disgrazie altrui non

vede l'ora.

Uno sguardo pu� uccidere,

paralizzare,

gli occhi possono uccidere a distanza.

Lo sapevi?

Se tu as

se tu attraversi la strada

e ti viene incontro uno in moto o in

macchina

e tu ti fermi

di colpo e lo fissi

senza paura che ti metta sotto.

Possono perdere il controllo,

possono sbandare, possono fare

incidente.

Lo so, lo so che pensi che son pazza?

No, Maria,

non pensi? No.

Avanti.

Chi c'�? Adesso

c'� sua moglie di l�.

Come mia moglie?

S�.

Faccio entrare.

Prego, signora.

Maria,

bello qua.

Mi piace.

Chiss� perch� non siamo venuti qua con

la nostra prima figlia, dottore.

Chiss� perch�.

Sei stata tu a chiederlo?

S�.

Beh, se dovesse capitare di nuovo che io

rimanga incinta,

potrei proprio venire da lei.

Tutto bene, Maria?

S�, Osvaldo, tutto bene.

Volevo solo

per un attimo

sentirmi come una delle tue pazienti.

Letizia, mi pu� chiamare un taxi, per

favore?

?

?

Chiedo scusa, dottore, le posso parlare

un attimo? Certo, vengo pure.

Venga, venga pure.

Mi mi dispiace, non voglio che pensi che

manco di rispetto, ma avrei deciso che

che mi licenzio,

che vado via.

Eh,

perch�? Cosa � successo?

Mi scusi.

Allora, dica.

C'� troppa sofferenza,

c'� troppo dolore in questa casa.

Dobbiamo trovare una donna che si occupi

di Rebecca a tempo pieno, giorno e

notte.

Angelo custode. S�.

No,

mi era venuta in mente Letizia, la mia

infermiera. La conoscete bene,

fidatissima, preparata,

� sola. I figli ormai sono grandi e

se occorre si fermerebbe anche a

dormire.

Tra l'altro devota, terziere

francescana, insomma, per lei, a parte

l'affetto che ha per noi, si tratterebbe

quasi di una missione, cosa che sarebbe

un bel vantaggio.

Una missione? Rebecca non ha bisogno di

una missionaria. La beata Francesca

Cabrigna era una grande missionaria

e neanche di un'infermiera.

� preziosa la devozione,

la fedelt�

e anche la buona educazione.

Siamo gi� in troppi in questa casa, ci

pu� pensare benissimo alla Laura.

Sono d'accordo.

Laura,

Laura.

Maria Vergine

e tutti i santi apostoli.

� inutile che piangi.

Non serve che mi ricordi continuamente

che ci sei.

Lo so che ci sei.

Lo so che ci siete tutti.

Cosa volete ancora da me?

Com'� andato il concerto?

Bene, bene,

come sempre.

Il raccordatore � ancora qui?

Ma no, l'accordatore � gi� andato via. E

Rebecca � tutto il giorno che � la sua

al pianoforte a far plin plin plin plin.

Gliel'ho detto, non si va su, non si

suona il pianoforte della zia, ma non d

retta, sta mettendo su un caratterino.

Sh, metti gi�.

?

dice che come mandarla al circo.

Insomma, mica nell'800, eh. Andare a

scuola � obbligatorio. Scuola

dell'obbligo si chiama.

S�, s�, ci arriveremo con calma, tanto

potresti pensarci anche tu.

Ma non pensavo al pianoforte. Alla

scuola elementare la dobbiamo iscrivere,

ci deve andare. Ti rendi conto che sen�

commetti un reato che possono

intervenire i servizi sociali.

Ma che servizi sociali? Dai

Osvaldo, ti prego,

non starla a sentire, non farti

condizionare.

Non voglio che vada a scuola, gliel'ho

gi� detto a tua sorella.

S�, ma anche col pianoforte ha senso

farlo studiare. � un talento naturale,

un dono di Dio.

Pu� � una vostra idea?

No, non � una nostra idea. L'hai sentito

anche tu? No,

tra l'altro � una cosa che le d� una

gioia immensa a lei prima di tutti, non

a noi.

Non voglio altri estranei per la casa

che gente che poi giudica, che poi

spette

e poi c'� l'Erminia, pu� studiare con

l'Erminia. Chi � che � meglio di lei?

Non la mando al circo, non me la faccio

esporre come un mostro di natura. Non

finch� son viva io.

Ah.

Dai, aiutami.

E dai, sprota.

Ma mi porta il pap�.

Ti porta chi ti porta?

Aspetta, aspetta.

Andiamo,

dai. Demo.

Saluto la mamma. Las

st.

Vado a farmi vedere.

Las st No, lasciala stare. La mamma

dorme. Non ha chiuso occhio tutta la

notte. Dai, andiamo.

Ma mi porti tu? No, ti porta la zia

Erminia.

Come sei bella!

Vorrei essere piccola come te, venire a

scuola con te.

Pronta per il macello. Bravo, bravi. Non

hai neanche avuto il coraggio di

accompagnarla tu. Sei un vigliacco. Puoi

fare tutto a lei.

Ho un appuntamento importante. Maria,

� un appuntamento importante. Allora,

vai,

vai, vai al tuo appuntamento importante,

vai a prenderti cura dei figli degli

altri.

Corri, dai, forza, vai,

vai, vai, Usaldo, vai.

Corri dagli altri, vai.

Mettimi gi�.

accompagnarla.

Zo, io non voglio andare a scuola.

Portami a casa. Non voglio.

Rebecca, non fare la bambina, eh.

Andiamo a casa.

No, non mi piacciono queste cose.

Andiamo su.

Siamo davvero contente di avere Rebecca

qui con noi. Vedr� che si trover� bene.

Ne sono sicura e sono sicura che Rebecca

� pronta.

Ha solo bisogno di della giusta

attenzione. Lei sa cosa mi riferisco e

sono certa che non avr� nessun problema.

Grazie mille. Su di lei.

Vieni Rebeca.

Ciao.

Arrivederci.

Fiorella

presente.

Fioretti

presente.

Forti

presente.

Furnari

presente.

Allora bambini benvenuti. Siamo qui

all'inizio di un nuovo viaggio

bellissimo che faremo insieme. Allora,

io sono la maestra Albertina e sar� qui

con voi per 5 anni, quindi avremo modo

di conoscerci molto bene. Eh,

diventeremo amici, speriamo, e speriamo

diventi amici anche tra di Ma non va

via, no? Nemmeno quella candina. E conto

che il primo giorno di scuola paura come

sempre, vero?

Ma non dovete preoccuparvi, vedete che

sar� bellissimo imparare tante tante

esperienze che dai? Nessuno beve,

ma una cosa che grisce.

Magari cominciamo gi� a progettarla. Non

credo.

Qualsiasi problema, non vi preoccupate,

io sono qua per voi. Eh, inizio anch'io

oggi per la prima volta perch� ogni

classe nuova,

sei matta,

mi raccomando, eh, se mi vedete un po'

preoccupata,

secondo me l'emozione, la novit�, per� �

tornata contenta, non la camminasemo da

andare a scuola che va volentieri.

L'hai coperta bene almeno?

Eh, s�, ma � anche questo ottobre

ballerino. Un momento fa il sole, un

momento piove. Chiamo il dottore.

No, non c'� bisogno.

Preparare qualcosa di caldo, invece.

Mettici dentro il miele.

Ehi,

� bello essere ammalati.

� vero, piccola mia.

� bello.

S�.

Sei l'amica di Rebecca? S�. Ciao.

Buongiorno.

Vieni che ti porto da lei.

Cos'� quello?

I cioccolatini per Rebecca.

Ah, non li pu� mangiare. Dammeli a me

che poi te li rid� e li porti a casa

alla tua mamma.

Che grande.

Ma � vostro in affitto?

In affitto. Cosa vuol dire?

E la casa non � tua, come noi. Noi ce

l'avevamo una casa, ma mio padre l'ha

venduta. Ora ci tocca stare in affitto.

Cio�, mia madre ogni mese paga l'affitto

al tipo che ci d� la casa. Hai capito?

Ma sto palazzo � vostro, s� o no?

S�, l'hanno comprato i nonni, i nonni di

mio pap� e mia zia. Mia zia Herminia �

gemella del mio pap� e abita al piano di

sopra.

Allora, vuol dire che siete ricchi?

Non lo so. Una volta l'ho chiesto alla

zia se eravamo ricchi. Lei mi ha detto

cos�: "S�, ma con molte spese e poi che

paghiamo tante tasse.

Possiamo giocare?"

Ok.

Avanti.

Mamma, ti volevo presentare Lucilla, la

mia compagna di banco.

Ciao signora, buongiorno.

Che bei capelli che hai, Lucilla!

Allora, siete vicine di banco?

Siccome Rebecca non si decideva a

sedersi e gli altri prendevano posto, a

quello che era vicino a me, gli ho

detto: "Vai via l'ho minacciato con un

pugno cos� e la maestra Albertina, che

poi sarebbe mia zia, ma non si deve

sapere perch� non si potrebbe andare

nella classe della zia e la mamma mi ha

detto di non dirlo a nessuno, per� mi

scappano le parole di bocca".

Brava!

Bisogna sempre dire la verit�.

Mia mamma potrebbe stare anche tutto il

giorno seduta a guardare

cosa?

Il muro. Un giorno mi sono messa dietro

di lei per vedere.

Guardava, era l� ferma, guardava il

muro.

Ma � malata?

No.

Buonasera.

Ciao papino.

Lei � Lucilla, la mia compagna di banco.

Buonasera signorina Lucilla.

Ciao.

Ma tu non dovresti essere a letto?

Non ho la febbre.

Dov'� Laura?

Di l�.

Arrivederci signorina.

Ciao.

Hai sentito? Ci ho detto signorine,

ma quanto � bello il tuo pap�.

Invece mio padre � un porco. � un brutto

porco. Cio� � sia un porco che brutto.

Ma cosa dici?

Se� fatto tardi mi sa che devo andare.

Ma non ti vengono a prendere?

No.

E come fai? Vai a casa da sola? Certo,

a me da sola non fanno fare niente.

Poverina.

Poverina. Chi?

A mia mamma.

Perch�?

Ha una malattia.

Non lo so, nessuno lo sa.

Povero!

Eh gi�, poverina!

Poverini! Tutti!

Hai fame?

S�.

Laura ti ha preparato una cosa

buonissima.

Vuoi sapere cos'�?

S�.

Non te lo dico.

Signora Erminia. Signora Herminia.

Oh,

signora Rebecca pu� venire a mangiare da

me? Facciamo i compiti, poi la riporto a

casa io. Sono a due passi. Ecco, vede

quella casa. Noi siamo l� vicinissimi.

Abbiamo anche noi le finestre sul fiume.

Che dici? Ti va?

S�, ma la mamma cosa?

Non ti preoccupare, ma la mamma glielo

dico io. M

mamma!

Mamma!

Ehi!

Le chiavi!

S�, ecco. Tieni.

Lei � la mia amica Rebecca, mangia con

noi.

Ciao Rebecca.

Buongiorno signora.

Oh, signora, ma sono Beb.

Visto che andate su, mettete l'acqua sul

fuoco, che ho una fame, ci facciamo una

bella pasta.

Andiamo.

Saluta il signor Giuliano.

Ciao Giuliano.

Ciao.

Ciao.

Tu stai sempre con i capelli tutti

davanti al viso.

Scusa. Eh,

proviamo a metterli cos�. Ecco, dietro

le orecchie. Guarda quanto sei bella.

Non � vero che � la pi� bella di tutte?

� la pi� bella della scuola. Non devi

avere paura della macchia, non serve

nasconderla, te la devi dimenticare,

ci devi pensare, non esiste.

Lo so che � pi� facile dirlo che farlo,

eh.

Mio padre lo strozzerei.

Che cosa c'entra adesso tuo padre?

Non lo so, l'ho pensato e l'ho detto.

Tuo padre � un povero infelice.

Mio padre � un porco.

� uno che tampina le ragazzine.

Ma cosa dici? Io non so mica cosa ti ha

detto lei. Comunque mio marito, per

comodit�, eh, si � innamorato di una

ragazzina, una minorenna, una

studentessa,

ce l'ha voluto tenere nascosta, ma io

l'ho scoperto subito. E nel frattempo si

era intestato tutto, l'appartamento, la

casa e io ho firmato come una cretina.

Sai perch� l'ho fatto?

Mi viene in mente Gertrude, la madre di

Amletto, eh, quella che beve il veleno.

Siete troppo piccole, non ve lo posso

spiegare. Comunque lui la casa se l'�

venduta e intanto la minorenne �

diventata maggiorenne.

Non deve mettere pi� piedi in questa

casa, giuralo.

Ma dai,

vediamo. No,

alla peggio. Lo prendiamo a calcio in

culo. No.

No, non � cos�.

Vai avanti.

Dritta.

Tempo. Oh.

Ah, non posso pi�. Ah! E invece sei che

qua con un po' di sforzo

Rebecca

con un po' di sforzo ce la farai. Ce la

fai sempre

attenta.

� bella grande.

Ehi tu sei piccolina.

Ma viene su forte. Bellissima. Mh, vero

che sta crescendo bellissima.

Zia, perch� tu non ti sposi?

Non so che c'entra.

Laura dice che � un sacco di morosi.

Un sacco addirittura.

Senti, lei tutti mi vogliono,

non � vero?

M s�, forse un po'.

Ma la sai la storia di questa casa? Te

l'ho mai raccontata la storia dei nani?

No,

no. Allora, molto tempo fa qui viveva

una nobile famiglia

e il signora della villa aveva una

figlia che gli voleva molto molto molto

bene,

solo che questa bambina, poverina, non

cresceva, rimaneva sempre piccola, come

quelli del circo che hai visto in

televisione, insomma era una nana.

E allora il padre decise che tutti i

servitori della villa dovevano dovevano

essere dei nani in modo che la bambina

non si sarebbe accorta di niente. E un

giorno per� lei guardando fuori dalla

finestra vide un principe bellissimo con

i riccioli biondi, alto

e improvvisamente cap� tutto. Cap�

com'era lei e cominci� a disperarsi, a

disperarsi e e per la disperazione mor�.

E per il dolore

tutti i nani rimasero pietrificati l�

sul muro. Rimasero l� per sempre a

vegliare la povera bambina.

?

Torniamo a casa.

Zitta.

Buona.

Buona.

Zitta, zitta, zitta. Devi stare zitta.

Stai zitta. Stai zitta. Zitta. Ho detto

zitta, fai schifo. Hai capito? Sei

brutta, sei brutta, sei bruttissima. Hai

capito che sei Devi stare zitta, ho

detto devi stare zitta, zitta, zitta.

Buongiorno, signora Macola.

Serve qualcosa?

Bello vederla fuori,

eh s�, c'� un bel regalino. No.

Signorina, mi lasci finire?

Ma � mio! S�, � tuo. Ti piace? S�, ti

grazie.

� incredibile. Che bello. Finalmente.

Si potrebbe anche pensare che me la

voglia portare via.

Mi fai sentire come suono? S�. Dai,

corri, corri, corri, corri.

David

David

the door please.

Rebecca,

Rebecca.

Chiudi la porta.

Vieni qua.

Cosa c'�?

Fai apposta.

Cosa

mi vuoi far diventare pazza tu?

Non le sopporto pi� tutte ste scale.

Non le sopporto pi� tutte ste scale.

Tan tan tanan

tanan.

Non ne posso pi� di sentirlo, lo

capisci? Non ne posso pi�. Suona della

musica. Puoi suonare della musica. Basta

con ste scale, suona qualcosa.

Forse tu non lo sai,

ma senza le scale non si va da nessuna

parte. Sono la cosa pi� importante.

Non ti ho comprato un cazzo di

pianoforte per fare avanti Andre con le

scale.

Non mi devi toccare. Non esisti soltanto

tu al mondo. Non esiste che sei sempre

male, che bisogna stare attenti e che

rompi rompi i [�__�] a tutti.

Va bene.

Chi � che ti insegna a dire ste cose? La

Lucilla.

Non parlare male di Lucilla. Non ti devi

accertare a parlare male della mia

amica.

Vai mon te la lagna che sei finiscila di

rompere il cazzo al mondo intero.

Basta.

Hai ragione, hai ragione, hai ragione,

hai ragione, hai ragione, hai ragione,

hai ragione.

Scusami, scusami. Basta adesso,

basta, basta.

Dammi un abbraccio.

Dammi un abbraccio.

Va bene, va bene.

Maria.

Maria,

Maria.

Maria.

Amen.

Sono un brasno, Giord.

Sono un brutto sogno.

Dormi,

dormi, Giorgia.

Signora, fermi.

Allontaniamo per favore? Allontaniamo

da vedere.

Ora, condoglianze. Buonasera.

Condoglianze, mi spiace.

Senta, per favore, la polizia in casa.

Aspetti, soffri.

Grazie.

Ma dov'� la mamma?

Ma cosa� successo?

Perch� non sale?

Mi sono consultato con il vescovo, non

che ci fossero dubbi sul fatto che mi

avrebbe autorizzato,

ma per scruppalo, pensando anche che voi

avreste convenuto

per una cerimonia discreta. S�, insomma,

evitando una cosa solenne,

evitando di essere ipocrite.

Mia cognata non trovava pi� alcun

conforto nella fede altro che cerimonia

discreta.

Erano 10 anni che stava male, 10 anni

che voleva morire quest e questa volta

finalmente ce l'ha fatta.

Dov'� Rebecca?

Laura.

Guardi becca letto, per favore.

Senta,

un funerale religioso non ci sembra

opportuno, mi spiace.

Ci teniamo comunque a ringraziarvi per i

poveri della parrocchia.

Rebeca � a letto.

Norme.

S�, va bene. Laura, vai pure.

Vai da tua figlia.

Perch�

l'ho vista? Era dietro la porta.

Rebecca,

sei sveglia?

S�.

Perch� la mamma si � uccisa? Non si �

uccisa, � caduta.

Ma la zia ha detto che

hai capito male.

Non sono io che l'ho fatta arrabbiare

io.

Ma cosa dici? Cosa dici? Cosa c'entri

tu?

Ho sentito che dicevate che

cosa?

Che era malata da 10 anni.

E allora

io ho 10 anni. Pap�,

ho detto un numero cos� a caso per dire

che era malata da tanto tempo.

Malata quando sono nata io? Eh

no.

La mamma ti aspettava con gioia, come

tutti noi.

Posso stare qui con te un po'?

S�.

Come si chiama il cane?

George.

Perch� non suiamo un po'?

No, non posso. Non si pu�.

E perch�?

Ma perch� sono il lutto? Laura dice che

bisogna portarlo per il pap�, la mamma,

le figlie, i figli, i fratelli, le

sorelle.

Ma pensa io se mio padre morisse andrei

al cinema.

E quanto deve durare sto lutto?

Un anno dice Laura. Non lo so. Boh.

Un anno?

S�, ma noi andiamo gi� e cantiamo e

studiamo piano.

No, Lucila, la mamma non avrebbe voluto.

No,

ma come? Ma sei stata lei a regalarti il

pianoforte?

S�, � vero, me l'ha regalato lei,

ma dopo un po' non mi ascoltava neanche

pi�.

?

La mostra,

la cermin la chiamava mostra.

Questa qui sono io. Ma qui scriveva

tutto, vedi? Sempre cos�. Non devo, non

devo, non devo e non sapevo niente.

I non dirlo a nessuno, eh. Non l'ho

fatto vedere a nessuno.

Aspetta,

aspetta.

Questa qui sei tu,

Lucilla che canta e salva.

La mia mamma ti vedeva,

ti voleva bene.

Senti, la mamma ha detto di non dirtelo,

ma io te lo dico lo stesso.

Che cosa?

Per tuo padre � stata la fine di un

incubo.

E perch�? Sveglia, Rebecca, tuo padre �

un uomo giovane, bello, non pu� fare una

vita da castrato.

Castrato? Ma cosa vuoi dire?

Allora,

allora niente, lascia perdere.

Ritira.

Ok, ritiro. Pace.

Pace.

Aspettate, aspettate un attimo.

Vado io.

Ma quello l� ha le chiavi ancora.

Ti vale il modo di entrare in casa? La

telefonata? No,

il telefono � staccato.

Certo, chi le paga le bollette. E vabb�

dai, volevo mettermi d'accordo per

portare qui le mie cose. Ci sarebbe il

Tony quel furgone che mi d� una mano.

Non se ne parla nemmeno con Tony e il

furgone come ti permetti? E lei ti

lascia e vieni qua. Ma vai Monati. Tony,

� il furgone.

Come se tu non ti fossi fatto i cazzi

tuoi, Danle Frattante.

Ma dai, levati dai [�__�] Cerca un

altro posto. Damle fratto.

Questa qua che cosa ci fa qua? � mia.

Ma cosa tu?

La bicicletta � mia. S�.

Ma se me l'hai regalata la bicicletta?

No, non l'ho regalata a te. L'ho

regalata la bambina casomai. Ah, allora

� tutto tuo qui dentro.

Beh, questa � mia.

S�. Adesso vuoi la bicicletta perch� �

diventato cosa che vuoi la bicicletta?

Vedo che ti strago le mie stesse. Non

rimane nemmeno un segno.

Perodo blu Picasso.

Guarda che ci sono le bambine. Non si

pu� urlare cos� forte. Sei

insopportabile. Vattene via. Ragioniamo.

Ehi, non si saluta.

Ciao.

Buongiorno, signore.

La lady di ferro ha dunque posato il

bastone di comando. Margaret Tchera ha

abbandonato la guida del partito

conservatore la poter� rinunciare alla

rialetto.

Eh,

tu sapevi che la mamma teneva un diario?

S�. S�, lo sapevo. Lo tenevo sotto il

letto

e poi

e poi � sparito.

Ma non � sparito, l'ho trovato io.

Dove l'hai trovato?

Sai come la mamma chiamava la zia

Herminia?

La mostra.

E perch�?

Non lo so.

La odiava.

La mamma adorava la Zmenia. � grazie a

lei che ci siamo conosciuti un suo

concerto.

Allora perch� la chiamava mostra?

Perch� dopo non era pi� lei.

Ma dopo cosa?

Ma dopo la mia nascita? Non sia malata

per te, devi stare tranquilla. Stava

male, te l'ho detto. Lo sai?

Era pazza.

Non credo.

Era malata, ma non era pazza. E e non

capisco. Pap�, allora che malattia

aveva?

M Non lo so

cosa.

Un giorno ti dico.

No, un giorno. Adesso me lo devi dire.

Adesso non lo so. Non si possono capire

ste cose.

Quindi � colpa mia. � colpa mia. � colpa

mia. Sta tranquilla, devi stare

tranquilla.

Dobbiamo guardare avanti, Rebecca.

guardare avanti.

Non sei stato neanche capace di

difendermi.

Difenda da cosa?

Non hai spiegato perch� mi odiava.

Ho detto che ti adorava.

� ancora una bambina. Rebecca

hai mentito.

Poi non � vero che ti odiava.

Odiava a me, odiava a te, odiava, forse

odiava anche a sua figlia.

Asi avuto le forze si sarebbe buttata

con Rebecca.

Pensi di no?

No, no.

Mamma,

sei viva?

Ma tu hai capito cosa voleva dirti

Lucilla?

S�.

No,

non l'hai capito.

Silenzio, per favore.

Silenzio.

Voi due sedi.��

Ma

la maestra Albertina dov'�?

Bambini, non lo so.

Bambini, per favore. Silenzio,

per favore. Mi fai male,

bambini.

Ciao Laura.

Senti,

Lucilla non � venuta a scuola e non era

neanche a casa. Sono andata l� ed era

tutto chiuso con i nastri della polizia.

Ma cosa vuol dire questo? E cosa �

successo?

Hanno arrestato la sua mamma. Ma la

bebba? Ma cosa dici? Ver

S�, c'� stata una lite col marito e lei

gli ha dato uno spinton e � finito dalla

finestra e nell'acqua battuto la testa e

morto sul colpo.

Legittima difesa pare, per� intanto

l'hanno portata in gattabuia

e Lucilla

ha detto che suo pap� l'ha buttato di

sotto lei. Ma figurati se le hanno

creduta. Ma immaginati una bambina di 11

anni che butta di sotto un criston come

quello l�. Demo

la maestra Albertina, sua zia l'ha

portata via finch� non passa la buriana.

E dove?

Non lo so.

Ma per quanto?

E chi lo sa?

??

S�, bravo Svaldo,

adorabile marito, premuroso e

imbarazzato.

Credi che non mi accorga di come guardi

la mostra

o di come la mostra guarda te? Di come

guarda la mia bambina?

Volevo dirvi una cosa.

Voglio cambiare stanza. Non sono pi� una

bambina.

Vuoi andare?

Nella stanza della mamma. Da stasera

vado a dormire l�.

Rebecca, ma ma ti sembra una buona idea?

Certo che � una buona idea.

Oh, Rebecca,

vado a lezione, � gi� tardi.

Tempi duri, adolescenza,

miserabile busco di spine.

La prossima volta vi voglio tutti a

sentire la macola. � una che ha capito

che il talento non basta. Cos'�?

Un'extaterrestre, una superdotata? No,

molto semplicemente ha capito che ci

vuole studio, fatica, sangue.

Cosa vi dico sempre? Esercizio.

Esercizio e ancora esercizio.

Buongiorno.

Magari vinci pure il diploma di le

cacculismo. Tira te a manco. Va,

va bene a ti con sta mac.

Dai.

Era

gi� successo. Ero successo altre volte.

No, cos� no.

Ci parlo io col direttore.

No, ti prego, dopo � peggio.

Me la fanno pagare.

Maledetti testa di cazzo, pezzi di

merda.

Perch� non � la macchia?

La macchia non c'entra niente, � il

talento che non sopportano. � successo

anche a me. Troppo bella, troppo brava.

La gente odia il talento, odia tutto

quello che non ha.

Va bene, allora ti ritiri dal

conservatorio e ti preparo io per

l'esame.

No, non gliela do questa soddisfazione.

Non mi faccio spaventare da quelle teste

di cazzo. Pezzi di merda, stronzi.

Brava.

Cos�

si pu� amare e respingere insieme.

Volerti baciare, mangiare, mordere come

un gattino

e scacciarti via.

Non posso tenerti in braccio, ho paura

di farti cadere.

Non posso passare vicino a una finestra

perch� ho paura di buttarti di sotto.

Nessuno ti ama pi� di me. Ma come faccio

a dirtelo?

Nascondilo,

nascondilo,

nascondilo meglio.

Mamma,

lo trovano sotto il materasso.

Sono sicura che lo leggevano.

Sono sicura che sapevano tutto.

sapevano tutto e non hanno fatto niente.

Oh, cosa ci fai qua?

Vieni a vedere.

Tu hai capito perch� la mamma ha voluto

andarsene da questa stanza?

Non andava pi� d'accordo. Era diventato

tutto difficile.

No, no, guarda bene.

Non voleva pi� vedere l'acqua, averla

continuamente davanti agli occhi.

Guarda, guarda. Oh, sei impazzita? Sei

Oh,

smettila smettila di ritenermi

responsabile di tutto quello che succede

in questa casa. Hai capito? Non � colpa

mia di quello che succede in questa

casa. Non � colpa mia di tutto quello

che succede in questa casa. Lasciami.

Ma qua dove cori?

Vieni qua.

Dove vai?

A casa

nel palazzo sul fiume. Aspetta, com'�

che si chiama?

Palazzo Monaci.

Ah, s�, ecco, Monaci.

Vuoi?

No, no.

Dai, vieni, ti faccio vedere un posto.

Ma veramente devo andare a casa? S�, s�,

certo. Un attimo.

Vedi,

nessuno si immagina che c'� questo

giardino.

S�, ma non si pu� venire qui.

S�, certo.

� proibito,

vietato.

Visto?

Dai, vieni

che ti faccio vedere la vecchia

falegnameria.

Ci veniamo ogni tanto.

Guarda come mandavengo.

Non ti ho neanche ringraziato.

Per cosa?

Beh, l'altro giorno quando

Lascia stare Queimona. Sono dei

poveracci, fanno solo pena.

Perch� ti nascondi?

Lo sai che sei bella?

� tardi, devo andare.

No, che non devi andare.

Mica ti mangio.

O forse s�.

Ti ho detto che gli piacevi la

santarellina.

Ci chiedevamo, ma ti arriva pure sotto?

Abbiamo fatto una scommessa.

Dai, spogliati che vediamo.

Dai, che c'� una roba [�__�] magari ce la

tingiamo anche noi.

Dai, spogliati.

Dove vai?

Spogliati, Luda.

Signora, dove va? No, no, no, non pu�

entrare adesso. Direttore, mi scusi,

sono

S�, s�, tutto a posto, Sandra, tutto a

posto. Pu� chiudere la porta, per

favore? Grazie.

Perch� non ti siedi?

Mettete bene in testa una cosa. Io me ne

fotto di te e del conservatorio. Io

pianto un casino che vi faccio pentire

di essere nati. Ve lo faccio chiudere.

Vi mando in galera.

Erminna, ti prego, ti prego. Ragioniamo.

Su cosa? sul fatto che qui una rischia

di essere stuprata, che non ci sono

controlli, che i tuoi allievi sono dei

delinquenti fatti e finiti.

Ma non c'� stato un vero stupro,

Erminia?

Ah, no,

non tecnicamente, intendo dire.

Non tecnicamente, non tecnicamente.

Non tecnicamente.

M

Tu lo sai che cosa comporta una querela,

Erminia? Penso soprattutto alle difese

che metterebbero in campo, ma ma non

tanti ragazzi. quanto i loro genitori,

gli avvocati, le ticerie.

Ah, una ragazzata. � questo quello che

vuoi dire? Eh,

dov'� Rebecca?

A casa

voi che sia.

Lo ha detto a suo padre?

No, per tua fortuna no. L'ha detto

soltanto a me.

Erminia, noi ci conosciamo da quando

eravamo ragazzini.

E allora? Io di Rebecca ho una stima

immensa. Voglio solo evitare di esporre

a un'altra esperienza traumatica. Lei �

la migliore di tutti qui dentro. Su

questo non ci piove. D'altra parte,

voglio dire, il sangue non � mica acqua.

Eh,

farelle cacula avanti.

Perch� non le ritiri dalla scuola e fai

fare l'esame privatista? Qui avrebbe le

porte aperte. Ma ma se preferisci puoi

farglielo fare in qualsiasi altro

istituto, cio� qualsiasi commissione la

passerebbe a pieni voti.

Lasciamo che gli acque si calmino.

Perch� mi tratti cos�?

??

??

Non ce la posso fare.

Mi prendi la K.

the

me

I love

when

B

to me

Non ci credo che ha una figlia di 2

anni.

Eh gi�.

E adesso dov'�? L'hai lasciata col

padre?

Ma che padre? Manco so chi � il padre.

Ho chiuso con i padri io. Ma tu invece?

Beh, io col mio ancora ci vivo.

No, ma non intendo quel figone del

dottor Macol�. Voglio dire con chi stai

a chi vuoi bene.

Beh, io veramente Ma veramente cosa? Non

ce l'hai un ragazzo?

No,

no, no.

Ma sarei mica diventata una ciuccia

moquette.

Eh,

ma Luucilla, ma dai, ma sei diventata

volgarissima.

E dai, chiss� quanti uccelli avrei fatto

alzare in volo con quell'aria da

saltarellina.

Ma sei impazzita?

Lo sapevo che sei un'amata da gare.

Lo sai che sono stata io, vero?

Eh,

l'ha buttato gi� io. Ma non ti credere.

Rimorsi zero.

Ma cosa dici?

Eh, non ci credere. Allora, cosa vuoi

che ti dica? Nessuno ci crede. L'ho

detto al giudice, tutto verbale. Ma

pensi che mi abbiano creduto? No,

mia madre che ha voluto prendersi la

colpa. Anche quella, una cretina martire

e che andassero tutti in monala.

Perch� non vieni a Londra con me? O a

Berlino che mi voglio trasferire l�. No,

non posso, non posso.

Non vorrei mica rimanere qua con questi

mastica brodo del caso.

Non posso, tra un mese ho il diploma.

Che problema c'�? Dopo mi raggiungi?

Facciamo un po' di musica, no? Un po' di

casino insieme, come ai vecchi tempi.

Dai.

Pap�,

amore,

sei pronta? S�,

s�, sei bravissima. Bravissima.

Eccola.

Forza, forza, forza, forza.

Questo

Ma i Macola dove sono?

Buongiorno. Buongiorno.

Sta andando alla grande.

Non ti aspettavi che facesse l'esame

qui, vero?

Beh, no, � � una bella sorpresa. S�.

L'ha voluto lei. Fosse stato per me.

Sono

allora.

Benissimo, benissimo. No.

Non avere paura.

Vedi che avevo ragione, non ce la dovevi

avere quella cosa.

E allora perch�?

Perch

lo sai cosa?

Sei sicura di volerlo sapere?

S�.

Vieni.

Non trovi che c'� qualcosa di strano qui

dentro?

No,

vieni

devi aver paura.

E allora sono scesa gi�,

ho scavalcato la finestra,

ho camminato sul cornicione

e sono venuta a salutarti.

Avrei

potuto perdonare.

Avrei dovuto farlo per te.

Scusami.

Fermati.

Dormi adesso.

Dormi.

Buongiorno Susina. Vuoi dormire tutto il

giorno? Quand'� che ti vuoi alzare

Lazarona?

Certo, � consueto. S�,

caso pi� unico che raro. � come se non

ci fosse mai stato nulla.

Molto impressionante. S�,

io in tanti anni di professione, no,

devo dire, non ho mai visto niente di

simile, cos� repentino, voglio dire.

Me la ricordo quando era piccolina,

neonata, � un angioma classico molto

esteso. Anche con la crescita non c'�

mai stata nessuna regressione.

S�, certe volte capita a volte che

vengano riassorbiti.

Ma potrebbe ritornare?

Non direi di no.

Ma tu come lo spieghi?

Se fossi credente griderei al miracolo.

Da scienziato dovrei arrampicarmi sui

vetri. Purtroppo non ho mai creduto in

niente, nella scienza men che meno.

E allora

bambina bella,

adesso sei come tutte le altre.

Contenta.

Porta questa.

No, questa � la vecchia.

Ma tieni anche questa, va. Sch tutta

spiegazza.

Guardati che modi.

Allora, almeno porta questa.

Ma vabb�.

Sei sicura?

Quello che vuoi veramente fare?

Che cosa?

Partire.

Beh, vado a stare per un po' d'ora, mica

mica sparisco dalla faccia della terra.

Pap�,

dimmi una cosa. Tu hai avuto altre donne

dopo

o anche prima?

Devi sapere una cosa.

Io ho amato solo una donna nella mia

vita.

Tua madre.

Non ci credo.

Lo so. Non ci crede nessuno. No.

S�, lo so, � andata via, non c'� pi�.

Mi raccomando, per� rifaccio i documenti

cos� non le faranno problemi.

Grazie.

Dai, dai.

?

????

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