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< (voce narrante) C'era una volta...
..o meglio, c'erano una volta...
..un principe e una principessa.
Il principe era senza regno, senza palazzo, senza sudditi...
..anche voi al posto suo sareste stati abbastanza tristi.
< E la principessa non era la principessa del principe.
Era proprio principessa di suo.
Vivevano in due posti lontani ma così lontani...
..che sembrava impossibile potessero mai incontrarsi.
Senza saperlo invece, si stavano già cercando...
..e avrebbero fatto parte della stessa storia.
Come in ogni favola che si rispetti...
..qualcuno decise che era arrivato il momento di farli incontrare.
La fatina, direte voi! Un mago? Una strega cattiva?
No, molto di più.
Una psicoterapeuta.
< (dottoressa) Nome? - Roberto Marino.
- Scusi, può ripetere? - Beatrice Benassi.
Mi dica di lei.
Cleptomane.
Narcolettica.
- Perché ha cambiato terapeuta? - La dottoressa Allegri mi ha cacciato...
..perché le avevo rubato il libretto degli appunti.
Se per lei va bene, potremmo vederci il giovedì.
Dalle 14 alle 15 ho il corso di spagnolo...
..tra le 15 e le 16 faccio merenda...
..dalle 16 alle 17 sarebbe perfetto.
Dalle 17 alle 18? Sì, per me va bene tanto non ho niente da fare.
- Domande? - Le posso fare una foto?
Si potrebbe avere uno sconto?
- Facciamo il centro, grazie. - Con la tangenziale facciamo prima.
Lo so, ma la tangenziale mi mette un'infinita tristezza.
Non si preoccupi per il tassametro.
- Oh! Ma che sei matta! - Scusi, scusi, scusi!
- Quasi lo ammazzavo. < (tassista) Ho visto, signorina.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Valerio! Dai, passa!
< Signore, per favore, ci ridai la palla?
- A terra! - Chi è?
- Sì, sì... - Mani dietro la nuca!
< Faccia a terra! - Sto a terra.
< Ho detto faccia a terra! - Dove vado? Sono già a terra!
- Che sta succedendo? - Amore, giocavamo a pistole.
- Mi avete fatto prendere un colpo. Due idioti! < Scusa.
- Adesso rimetti a posto tutto. - Sì.
- Finisce che tu prima o poi spari a qualcuno. - E' scarica.
Che ci farai mai con quella pistola che sei all'ufficio passaporti?
Momentaneamente.
- Momentaneamente da quattro anni. - Stasera andiamo al cinema.
- Bravi, andate. - No, andiamo. Vieni pure tu.
- Non ci penso proprio, scordatelo. - Non puoi lasciarmi da solo.
- Amore, Robi viene con noi al cinema, ok? < Che bella notizia!
- Questa storia deve finire. - Io ti pago il biglietto.
Non m'importa, sono stanco. Perché non restate a casa?
Se restiamo a casa, dobbiamo parlare.
- E tu non parlare. - Se non parlo, mi devo accoppiare. - Eh!
- Le ha scritte lei queste? - Sì.
E non si vergogna?
A parte che queste favole sono scritte in un italiano discutibile...
..vogliamo parlare delle storie?
< Ma mi sta ascoltando? - Sì, sì.
Dunque, secondo lei, un bambino di sei anni...
..dovrebbe appassionarsi alla dialisi di papà...
..entusiasmarsi alle avventure di Peppino lo strozzino...
..farsi delle matte risate per un canotto a Lampedusa?
Le favole con le fate, i principi...
..e gli gnomi sono belle...
..però poi il mondo è quello che è.
Forse è il caso di raccontare ai bambini la realtà che li aspetta.
Le posso dare un consiglio?
- Vada in analisi. - Sì, infatti...
Non può che farle bene.
Stavo notando l'abbinamento tra la giacca grigia e la tinta bianca.
E' la scelta migliore quando una comincia a brizzolarsi.
Non è una tinta.
Ah.
Dove se ne va stasera di bello con suo marito...
..visto che è San Valentino?
Sono vedova.
- Vabbè, ma da... - Tre mesi.
Ah...
I miei sono morti quando avevo otto anni.
Uno schianto terribile vicino Orte.
L'hanno messo pure sul giornale. E' un botto che ha fatto epoca...
..anche per via della dinamica.
Mio padre guidava e mia madre stava seduta affianco.
Quando li hanno ritrovati, guidava mia madre....
..e mio padre stava seduto affianco.
Forse è arrivato il momento di parlare dell'altro problema.
Il bambino sgranò gli occhioni...
..e disse: "Tu come ti chiami?"
"Mi chiamo Aguir e lavo il vetro al semaforo. E tu?"
"Io mi chiamo Elia."
Elia non va bene... TUONO
- Come le sembra Elia come nome? - Scusi, ma chi è lei?
A prescindere, ce lo vede un bambino di nome Elia?
Non mi sono mai piaciuti i nomi maschili che finiscono per "a".
- Glielo stavo chiedendo perché... - Che vuole? Manco la conosco!
TUONO
Lei abita qui?
Sì.
- E lei invece abita qui? - Ogni tanto...
- Lei abita qui ogni tanto? - Diciamo che vado e vengo.
Non sarà un pilota d'aerei?
No, non è un pilota d'aerei.
Di solito sono dei figaccioni incredibili e vestono bene.
Lei mi sembra più un elettrauto.
Diciamo che ho volato molto poi c'è stata la crisi...
..insomma...
- Le andrebbe un caffè? - Con un pilota? E' pazzo?
- Ha smesso di piovere, meno male. - Mi dica almeno come si chiama.
Sara Berruti.
Io Roberto.
Rober...
Roberto Marino.
Potrei chiederle che cosa ci fa con quel frullatore?
Ci... frullo.
- Al momento ha un legame stabile? - Che intende per legame stabile?
Una relazione piena e soddisfacente con una donna...
..che non si limiti al mero rapporto fisico di una notte.
No, allora no...
- La risposta è no. - E' San Valentino stasera.
Le dispiace passarlo da solo?
Io non lo passerò da solo... purtroppo.
Volevi lasciarmi solo il giorno di San Valentino?
Già non so che dirle gli altri giorni, figuriamoci questa sera!
- Che gli devi dire stasera? - Oggi è il giorno degli innamorati.
E' molto pericoloso, guardati intorno. Guarda quante coppiette!
C'è gente che si parla, che si guarda negli occhi...
..che fa progetti. E' rischioso!
Tutte queste musichine, i cuoricini, i lumini... tutto in "ini".
- No, tutto in "oni" perché io mi sono rotto i... - Sta arrivando!
Sostieni la conversazione, metti argomenti.
Allora, Robi, che ci dici?
Sei voluto venire, hai insistito, ti abbiamo portato con noi...
Raccontaci qualcosa, no?
Sì.
- Ho conosciuto una. - Bene!
- Tempo perso, non fa per te. - Che ne sai te? - Infatti.
Il mio istinto non sbaglia mai.
- L'ho sviluppato con il lavoro che faccio. - Timbrando i passaporti?
Ti sembra facile?
Hai una frazione di secondo per capire chi hai davanti.
A volte timbro, a volte non timbro. Com'è questa?
- Un po' strana. - Lo vedi?
- In che senso strana? - Sembra una un po' dura.
Invece magari è solamente una persona fragile.
Come tutte noi donne.
Tanto il problema non si pone perché non mi guarda nemmeno.
- Meglio. - Falle un regalo.
Non so, una cosa piccolina...
Le donne adorano i regali.
- Chi cerca? - Scusi, signora.
Io sono Robi, cercavo Sara.
E' morta.
- Come è morta! - Non lo sapevi?
- No... - Non c'è più.
- Tu eri un suo amico. - Sì... no.
Ci conoscevamo da poco.
Scusi, sono un po' sconvolto... ma come è successo?
Pioveva, la macchina ha sbandato...
Era il giorno di Natale. Non c'è più.
Come il giorno di Natale! L'ho vista la settimana scorsa.
Anche io la vedo di continuo ma non c'è più.
Io l'ho vista al portone.
Io sulla lavatrice, ma non c'è più.
Ah!
Allora io andrei.
La saluto, arrivederci e...
- Quello era un regalo per Sara? - E' una stupidaggine che...
Lo prendo io.
- Mi farà compagnia. - Sì.
Non c'è più.
Non c'è più.
Sara!
- Sara! - Chi?
Sara!
- Ah! - Deve esserci stato un piccolo equivoco...
..perché ero passato a portarti un pensierino ma...
..c'è un'altra Sara Berruti qui perché mi ha aperto una vecchia.
- Oggi non è giornata, che vuole da me? - Niente.
Ti avevo portato un regalino così per conoscerci.
- Che regalino? - Se l'è preso la vecchia.
- Un pesciolino rosso. - Ah, no!
A me gli animali in gabbia mi hanno sempre fatto orrore.
Arrivederci.
Già gliel'ho detto l'altra volta, niente regali. Arrivederci.
- Salve! - Ancora lei?
- Ho preso questa cosa un po' retrò. - Non deve farmi i regali.
- No, ma è così... - Poi color salmone!
- Sorpresa! - Mi ha fatto prendere un colpo.
- Ma è pazzo? - E' una pianta grassa.
Basta! Gliel'ho già detto mille volte.
Ancora con questi regali!
- E' una pianta... - Ho detto basta, no?
- E' una pianta grassa. - Basta!
Grazie. Contento?
- Prego. - Arrivederci.
Il regalo sta dentro.
Mi piacerebbe conoscerla meglio, fare un viaggio con lei...
..magari una passeggiata in spiaggia...
- ..scoprire com'era da piccola. - Digliele queste cose!
Non sai a una donna quanto fanno piacere.
Sento di avere delle cose in comune con questa ragazza, capito?
L'amore lo riconosci dall'odore.
- Lei ha l'odore della donna della mia vita. - Che romantico!
- E che odore è? - Mica è un profumo.
- L'odore inteso come metafora. - Ma lascialo perdere.
- Continua così, è la strada giusta. - Quale strada giusta?
- La parte del romanticone non va più. - E chi te l'ha detto?
Te lo dico io, adesso alla donna piace l'uomo vero che la ignora.
- La devi schifare, schifala! - Lascialo perdere, è invidioso.
Secondo me lei adesso è là da qualche parte e ti pensa.
Dici?
Roberto Marino, uno spregevole individuo...
..che continua a corteggiarmi con regali assurdi.
Ha un terrificante taglio di capelli ed è vestito come un barbone.
Ad istinto non mi piace.
Persona assolutamente da evitare.
Che bisogno c'era di tutti quei dettagli? Vuoi farmi litigare?
Quali dettagli?
Quali dettagli?
L'odore, il profumo dell'amore...
..le passeggiate sulla spiaggia!
- Chi sei? Gigi D'Alessio? - Ma io le penso.
Chi se ne frega! Tienitele per te.
Poi quella si fomenta e mi dice: "Perché noi no?"
- Eh! Perché voi no? - Perché sono passati dieci anni.
Voglio vedere te fra dieci anni al posto mio.
E adesso si è messa pure in testa di avere un figlio. Ti rendi conto?
- Io non so più come arginarla. - Francesco. - Eh!
Perché non la lasci?
Meno errori, Matteo. Devi stare attento.
Michelle...
- Francesca. - Sì, maestra?
Leggevo il tuo compito.
Perché hai scritto una cosa così triste?
Perché a me la cosa che fa più paura al mondo...
..è che muoiono i miei genitori.
Però non devi preoccuparti.
La mamma e il papà ti vogliono bene e non ti lasceranno mai.
E lei che ne sa?
E' successo un'altra volta. Mi capita quando mi emoziono.
Le è mai successo con il suo compagno?
Non capisco il senso della domanda.
Lei ha detto: "Mi capita quando mi emoziono."
Con il suo compagno si emoziona?
Che c'entra? Stiamo insieme da 16 anni.
- Lo ama? - Certo che lo amo.
Non potrei mai stare con un uomo che non amo.
Sembra nervosa quando le chiedo del rapporto col suo compagno.
Amedeo è la cosa più bella che mi sia capitata.
- Roberto! - Sì, ma che ti strilli?
Ha detto Carlo se lo sostituisci in area bimbi.
Sì, vado.
C'era una volta un bambino di nome Marcolino.
Marcolino aveva una nonna a cui era molto affezionato.
Voi ce l'avete una nonna a cui volete tanto bene?
(tutti) Sì!
Però la nonna di Marcolino stava invecchiando...
..e i genitori decisero di portarla in una casa di riposo.
Marcolino era tanto triste.
Diceva: "Nonna, dove sei? Che fine ha fatto nonna?"
Allora i genitori decisero di regalargli un bel videogioco...
..che Marcolino desiderava da tanto tempo...
..e fu proprio una bella idea...
..perché il giorno dopo Marcolino era molto meno triste.
Passarono le settimane, passarono i mesi...
..un giorno i genitori di Marcolino gli dissero:
"Ti dobbiamo dare una triste notizia."
"E' morta nonna."
E Marcolino: "Nonna chi?"
Piaciuta?
La ringrazio, arrivederci.
- Ciao. - Ciao.
Era la dottoressa Grimaldi.
- Mi ha chiesto se voglio cominciare la terapia collettiva. - Bene.
Dopo avrei anche il corso di nuoto.
E siccome il sabato è il giorno in cui possiamo stare insieme...
Ma c'è la domenica, no? Dai!
Per me non è facile stare qui a parlare in mezzo a tutti voi.
Ho cominciato a pensare al suicidio un po' prima delle medie.
Scusi il ritardo!
- Ho un problema con la candela del motorino. - Roberto...
Può sedersi lì vicino a Beatrice.
< Vada avanti, Giovanni.
In fondo mi sarebbe piaciuto parlare.
< Avrei voluto dire tante cose. - Allora ti chiami Beatrice!
Ho sempre pensato di non avere cose interessanti da dire.
- Non Sara, Beatrice. - Non mi toccare!
< A ricreazione mi isolavo... - Non ho capito.
- Non ho capito... - Non mi toccare!
- Beatrice, cosa c'è? - Mi sta importunando.
- Ho solo chiesto come si chiama. - Sono settimane che mi corteggia...
..regalandomi delle cose assurde. - Roberto, si presenti ai suoi compagni.
Prego.
Mi chiamo Roberto Marino.
Ho 36 anni.
Sono single.
Sono cleptomane.
- Quindi la collana di perle... - Non erano perle vere.
Le ho rubate al centro commerciale, 16 euro e 90.
Mi ha mandato in giro con una collana di perle finte e rubata.
Come se l'è presa quando gliel'ho regalata.
- Guardami in faccia! - Ho rischiato la galera per te.
- E che te l'ho chiesto io? - Però stavo parlando io.
- Tu zitto! - No, zitti voi per favore.
La terapia collettiva è una cosa seria e dovete rispettare i vostri compagni.
Io qui esigo un'armonia assoluta.
Se le vostre vicende personali non ve lo permettono...
..cercate di chiarirvi prima della prossima volta.
Per oggi voi due avete finito.
Scusate.
Ah! Scusi.
- Arrivederci. - Salve.
- Aspetti qualcuno? - No.
- Tu? - No.
- Signori! - Sì?
Scusate, ne avete per molto?
Il tempo che ci vuole!
- Il tempo necessario a finire il lavoro. - Grazie. - Prego.
- Vado via io. - Prego?
- Se ti do fastidio, lascio la terapia di gruppo. - Fa l'eroe il pilota!
Nessun eroe...
- ..è che sono abituato. - Ad andare via?
Ad essere cacciato.
Mi hanno cacciato via dappertutto.
Dalla scuola, dagli scout, dalla squadra di pallone.
Cacciata più cacciata meno...
- Signori, dove state andando? - A mangiare un boccone.
Grazie, ho capito.
Quando finite?
Dopo.
Aspetta un momento.
Aspetta.
Prego.
MUSICA IN SOTTOFONDO
Come mai vai dalla Grimaldi?
- Sono narcolettica. - Forte! - Non sai quanto!
- Che lavoro fai? - La maestra.
- Non ti capita in classe di... - Sì, ma ho trovato una soluzione.
Mi sono messa d'accordo con una bambina.
Le ho regalato un fischietto così se mi addormento...
- ..lei fischia e io mi riprendo. - Figo!
Perché vai sempre in giro con quel librone rosso?
Questa è tutta la mia vita.
Tutto quello che faccio, vedo e soprattutto penso è scritto qui.
- E se cambi idea? - Succede raramente.
Però quando capita prendo un post it...
..ci scrivo "ripensamento" e ce lo appiccico sopra.
- Lo posso vedere? - No.
- Il librone non può vederlo nessuno. - Proprio nessuno?
No, neanche il mio fidanzato.
- Ah, sei fidanzata? - Sì con Amedeo.
Tra un anno ci sposeremo.
Che lavoro fa Amedeo?
La sua famiglia ha una fabbrica, producono orologi e pendole.
- Avvincente. - Tu sei fidanzato?
Non è facile avere una storia d'amore con uno che ti ruba la roba in casa.
Per cui poche storie ma intense.
A volte anche struggenti.
Una volta mi sono innamorato di una che aveva il mio stesso problema.
- E com'è finita? - Ci hanno arrestato.
Ogni tanto ti sarà venuta voglia di fermarti con qualcuna.
A me sì, ma bisogna essere in due...
Che ho detto?
Beatrice?
Beatrice!
FISCHIO
- Grazie, sei stato gentile. - Figurati, per due gocce.
- Ho perso il corso di nuoto. - Mi sono fatto il bagno io però!
Scusa se te lo chiedo ma...
..limone e caffè non fa schifo?
E' buonissimo, è il mio preferito. Dovresti provarlo.
Un'altra volta, grazie.
A questo punto torno a casa prima, noi ci vediamo sabato prossimo.
Sì. Ciao!
- Ti posso fare una foto? - Sì, certo.
Scusa, eh?
Scusa.
Ho le mani libere, no?
Fermo... sorridi!
Voilà.
Grazie.
- Sta andando verso la tangenziale? < Sì, a quest'ora facciamo prima.
Amedeo!
< (Amedeo) Bea!
MUSICA IN SOTTOFONDO
MUSICA IN SOTTOFONDO
Bene, allora iniziamo.
- Scusi, non aspettiamo Beatrice? - Beatrice oggi non viene.
Sandra, com'è andata la tua settimana?
Posso dire con orgoglio che sono cinque giorni che non mangio tofu.
Vado pazzo per le figurine dei calciatori.
Ce l'ho, ce l'ho, mi manca!
Vorrei anch'io una donna così ma non riesco a trovarla.
In una società così bigotta la donna si deve vergognare...
..di dire certe cose.
- Io lo chiamo pene ma lo sanno tutti che si chiama... < Grazie.
Per il mio ragazzo è un problema.
Allora?
Come si sente oggi la mia paziente preferita?
Mi sento irritata, seccata, infastidita, annoiata...
- ..esausta, tediata, esacerbata. - Il concetto è chiarissimo.
Però possiamo usare meno parole.
Nel dizionario ci sono 143.000 vocaboli.
A ogni cosa corrisponde una parola.
Quando mi fate uscire da questo nosocomio?
Cos'è tutta questa fretta? Non si trova bene con noi?
Benissimo, il paesaggio è ameno e la compagnia esilarante.
Se non mi suicido, torno anche l'anno prossimo.
Deve avere pazienza.
Abbiamo fatto passi da gigante queste settimane.
Non possiamo interrompere la terapia adesso.
Vedrà, il tempo passa presto.
- Buonasera a tutti. - Arrivederci.
- Ciao. - Dottoressa, scusi.
E' passato più di un mese... ma Beatrice?
La signora Benassi ha interrotto la terapia.
Non posso dirle altro.
Mi dispiace.
MUSICA IN SOTTOFONDO
- Manca tanto, signora? - No, solo venti giorni.
- Auguri. - Grazie.
- E' nato! - Nata... Sofia.
- Auguri! Buon Natale! - Buon Natale!
Auguri.
Scusi.
Beatrice.
Sono Roberto Marino.
Ricordi la dottoressa Grimaldi? La collana di perle?
Chiedo venia ma ho avuto dei problemi nell'ultimo periodo...
..e non rammento tutti gli individui con i quali solevo intrattenermi.
- Come parli? - Se ho inteso bene, noi saremmo conoscenti.
Sul tuo librone c'è anche una mia foto.
- Lei rammenta anche l'esistenza del librone? - Sì... lo rammento.
Sapessi per quanto tempo ti ho cercato, Bea!
Tra cinque minuti stacco, posso offrirti qualcosa da bere?
Volentieri, un po' di refrigerio mi ci vuole proprio.
Mi è dispiaciuto non vederti più così all'improvviso.
- Roberto Marino, eh? - Sì. - Strano perché non ti trovo.
Eppure il tuo nome non giunge nuovo.
Cerca bene perché noi avevamo parlato un sacco.
- Mi era sembrato che... - Eccoti qua, guarda!
Roberto Marino.
All'inizio non ci eravamo presi tanto bene...
- Scusi ma devo appropinquarmi verso l'uscita. - Aspetta.
Io e te siamo diventati amici.
Lì c'è scritto "ripensamento".
"Ripensamento" è scritto sul gusto del gelato.
Infatti limone e caffè fa notoriamente ribrezzo.
- Infatti. - Appunto.
Infatti nel senso che fa schifo.
- Io te l'avevo detto, ma tu insistevi. - Devo andare, mi scusi.
- Aspetta un attimo, non andare. - Non mi tocchi per favore!
- Per favore... - Chiamo la polizia.
Ti rendi conto di cosa mi stai chiedendo?
- Un favore. - Lo chiami un favore?
- Un favore grande. - Si chiama reato.
Violazione di domicilio, articolo 614 del codice penale.
"Chiunque si introduca in abitazione altrui..."
Francesco, ho capito.
Infatti ti sto chiedendo un favore.
Se il proprietario era d'accordo, bussavo.
Proprio a un poliziotto devi andare a chiedere un favore del genere?
Tu sei l'unico in grado di farlo.
E' un'operazione delicata.
Serve una persona addestrata, con una preparazione speciale.
Una persona abituata a gestire il pericolo.
E' molto rischioso.
Lo so però te lo chiedo per favore. Io devo capire.
Fatti trovare sul luogo dell'operazione a mezzanotte.
Vestito scuro, niente cellulare.
Niente mezzi propri.
E' lo studio di una psichiatra, non è la Banca d'Italia.
- Fai tu o faccio io? - Fai tu.
- Restituisci i timbri che hai in tasca. - Quali timbri? - Quelli là.
- Nella tasca. - E' uno solo.
EMETTE UN VERSO
- Ma come ti sei vestito? - Guardami le spalle.
Mantieni la calma.
PAROLE INCOMPRENSIBILI
Non si capisce, hai la torcetta...
Serratura a doppia mandata con blocco di ritorno.
- Ci vorrà più tempo. - Potremmo... - Ssh!
- Non mi distrarre. - Basterebbe...
Ssh! Sto lavorando.
- Se noi... - Non devi distrarmi.
Mi devo concentrare, è pericoloso.
< Chi è? - Signora Berruti?
Scusi l'orario. Sono Robi, mi può aprire per favore?
IL PORTONE SI APRE Grazie.
SBATTE LA PORTA
- Ssh! - Ho le mani sudate, mi è sfuggita!
- Vieni. - E' di là.
Non mi accecare. E' di là.
- Sicuro? - Sì.
- Libero. - Sì.
- Libero. - Ho capito.
- Libero. - E basta.
Eccolo.
Benassi... Benassi...
"La paziente è affetta da una rara sindrome dissociativa.
Sottoposta ad una forte situazione di stress...
..può essere soggetta ad una perdita di memoria a breve termine...
..per un periodo di tempo variabile.
Per aiutarsi psicologicamente nella sua vita quotidiana...
..il soggetto porta sempre con sé un grosso libro...
..in cui è condensata tutta la sua esistenza."
< (dott.ssa Grimaldi) In data 15 aprile la terapia psicologica...
..è stata interrotta a seguito di un nuovo attacco.
Dopo un lungo periodo di ricovero in un centro specializzato...
..dove la memoria le è stata ricostruita artificialmente...
..il soggetto risiede nella casa-accoglienza Villa Maria...
..Via Mario Piccoli 4.
MUSICA IN SOTTOFONDO
- Ancora lei? - Non te ne andare.
Ti giuro che non mi avvicino però tu ascoltami.
Che vuole?
Solo che assaggi questo... limone e caffè.
Solo un assaggino.
Se non ti piace, non mi vedi mai più.
Quindi se non mi piace, non la rivedrò mai più?
Com'è?
E' buonissimo.
Qua è dove ci siamo conosciuti.
Veramente ci siamo conosciuti prima però qui ci siamo conosciuti meglio.
- Ti ricordi? - No.
Siamo stati tutto il pomeriggio sulla panchina laggiù.
Poi abbiamo mangiato il gelato...
..e mi hai raccontato di Amedeo.
Anche di lui ti ho detto?
Mi hai detto solamente che stavate per sposarvi.
- Meno male che non l'ho fatto. - Non vi siete sposati? - No.
- Parlami un po' di te, dai. - Eh?
- Parlami di te. - Ma io non...
Niente di particolare, sono uno qualunque.
Lavoro nel supermercato dove ci siamo incontrati.
- E poi scrivo favole. - Scrivi favole? Bello!
- Se vuoi, un giorno te ne leggo una. - Volentieri.
Domani?
Domani.
- Bene, quindi l'ha ritrovata! - Sì, infatti sono preoccupato.
Preoccupato?
Non vorrei che poi prendesse una batosta, una delusione.
Una batosta?
Pensa positivo, scusa.
- Magari un giorno ci si libera la stanza e... - Eh!
- Cosa ci vogliamo fare? - La affittiamo.
Dai, scemo.
Potrebbe diventare la stanza del bambino.
Ah!
Che dici?
- Potrebbe? - Sì.
Potrebbe.
"Omar, il piccolo kamikaze."
Glissando sulla pochezza dell'italiano ma è inadatta per dei bambini.
- Sono contento ti sia piaciuta. - E poi la forma è importante!
Sì, per te è pure un po' troppo importante.
- Cosa intendi? - Mi dici l'ora per favore?
- Mancano 15 minuti alle ore 15. - No, sono le tre meno un quarto.
- Si fanno le tre per dirlo come fai tu. - E' la medesima cosa.
No, è la stessa cosa.
Vedi? Sei un po' rigida.
Rigida io?
Ti farebbe bene ogni tanto lasciarti andare, mollare un po'.
Mi piacerebbe.
Se ti va, posso aiutarti io.
Domani?
Intendi per 24 ore?
- Mi stai prendendo in giro? - Un po'.
< (altoparlante) Benvenuti a Rainbow Magicland!
Per prima cosa dobbiamo partire dal linguaggio.
Devi imparare a parlare in maniera normale.
- Quindi? - Quindi, per esempio, tu hai in mano una cosa...
..improvvisamente ti cade e si rompe in mille pezzi.
- Tu cosa dici? - E che diamine!
Non "e che dianime!", devi dire "e che cazzo!"
- Io le parolacce mica le dico, eh? - No? E vediamo!
Fatemi scendere!
- Preferirei un "mortacci loro!" - Non lo dirò mai!
Mortacci loro!
Mi sto cagando sotto!
Mortacci loro!
- Metteteli in galera! - Chi? - A sti' bastardi!
- Bea, sei vera! - Sì! Sono vera!
Mortacci loro!
- Adesso tunnel dell'orrore. - Cosa accade in questi tunnel?
Niente di particolare.
Ci sono pupazzi di mostri, di Frankenstein...
Poi a un certo punto arriva uno sfigato da dietro e ti fa "Bu!"
- Ed è spassoso? - Per i bambini sì perché hanno paura.
- Se uno ha paura anche da grande? - Torna in terapia dalla Grimaldi.
- Ho timore lo stesso. - Non c'è problema.
Basta che stiamo vicini così.
- Ma se si avventano su di noi da tergo? - Da tergo dici?
- Diciamo le parolacce che abbiamo imparato alle montagne russe. - Tipo?
Secondo me con un "a infamone!" te la cavi. Prova.
A infamone.
Mhm... no.
- Prova con "deficiente". - Deficiente!
Più convinta... cretino.
Cretino.
- Cornuto. - Cornu... aah!
E no però!
No! Dai! Che tocchi? Bea!
MUSICA RITMATA
- Bea, andiamo? - Non ci penso proprio.
- Buttati! - Sono impedita nel ballo.
- Sono bloccata. - Siamo qua proprio per questo.
- No, per favore! - Vieni, dai.
No, aspetta!
Vieni!
Sei pronta?
- Vai! - Che faccio?
Guarda me.
- Non ci riesco. - Muovi la testa.
- Così? - Sì, anche le braccia.
Muovi le braccia, vai!
Sei un po' impalata, libera la gamba.
Vai di gamba! Vai di gamba!
- Così? - Così sembra che stai tirando le ciabatte!
- Tutto insieme non ci riesco. - Senti la musica, capito?
- Così? - Vai così!
- Molto meglio! - Sì!
BEATRICE URLA
- Mi guardano tutti! - Ti credo!
Sì!
- (Roberto) Sei più tranquilla adesso? - (Beatrice) Sì, anzi scusami.
- Sul libro avevo scritto delle cose veramente... - A proposito.
- Forse dovresti sfogliarlo di meno. - No, debbo ancora trovarmi.
Si dice "devo ancora trovarmi".
Cercati pure però ritrovati come sei adesso...
..non come eri dieci anni fa. Sei diversa adesso.
Balli pure.
Dai!
- Com'eri da piccolo? - Bello.
Dai! Eri felice?
- Fino a otto anni abbastanza poi meno. - Perché?
Mia madre se n'è andata di casa e non l'ho più rivista.
Io in quel periodo massacrato dalle carenze affettive...
..ho cominciato a rubare e a ingozzarmi di cibo.
Spesso associavo le due patologie.
Rubavo le cose da mangiare.
- Che ci fai con quella cosa? - E' una maniglia. - Lo so.
Ero passato dal ferramenta... ti serve?
- No, non c'è niente da aprire qui. - Infatti.
Non ricordi proprio niente del tuo passato?
A volte ho come dei deja vù ma non riesco mai a comprendere...
..se sono sogni oppure rimembranze.
"Rimembranze" non pensi sia un termine desueto?
Mi stai canzonando.
No.
E' che tu sei proprio... desueta.
MUSICA IN SOTTOFONDO
Sta sorgendo il sole.
Non sarà mica la prima volta...
Robi...
- Robi! - Chi è?
- Che vuoi? - Te la sei "calzata"?
- Dico... te la sei "calzata"? - Stai zitto o si sveglia.
- Dimmi bene. - Vattene via.
- Com'è andata? - Te ne devi andare.
Vattene!
Le tazzine sono finite, bisogna che ne rubi qualcuna.
Scherzo, dai. Raccontami tutto.
- Che ti devo raccontare? - Tutto, anche i particolari...
- ..l'approccio... - Non c'è niente da raccontare.
- Questa è la classica storiella di sesso. - Ma che dici?
- Sono anni che non porto una a casa. - Hai bisogno di relazioni insulse.
Questa la vedi un paio di volte e poi puff! Scompare.
- Ma che dici? - Niente di serio, nessun progetto insieme.
Roberto, stai molto attento.
Questo è il classico tipo che ti si attacca e non ti molla più.
Hai visto che faccia che ha? E' una matta!
Buongiorno.
- Buongiorno. - Ciao!
- Io sono Francesco. - Piacere, Bea.
Benvenuta.
Buongiorno.
- Vuoi un caffè? - Magari, grazie.
- Prendi il mio, non l'ho toccato. - Zucchero? - Poco.
- Va bene così? - Sì. - Aspetta, lo giro.
- Tanto è pulito. - Pulitissimo.
- Valeria, lei è Bea. < Ciao.
- Ciao. - Valeria.
SQUILLI DEL TELEFONO Scusate.
Torno subito.
Non sai come sono felice di vederti qui.
Robi mi ha detto un sacco di cose su di te.
- Allora dopo parliamo un po'. - Sì.
- Amore, vuoi il caffè anche tu? - Le dai il caffè in quel bicchiere?
Sì, per non darglielo nel portauovo.
- Che succede? - Era l'editore Lecci.
- Dice che mi vuole parlare. - Bene! Ti vorrà pubblicare!
- Ma le mie favole gli fanno schifo! - Avrà cambiato idea!
Le sue favole mi fanno schifo.
Questo concetto me lo aveva già espresso in passato.
Però...
Però...?
Mi mandi mio figlio.
L'altro giorno ne ha lette per caso quel decerebrato di mio figlio.
Aò!
- Bella! - Bella.
- Lui le trova strepitose. - Da paura!
Quando sbarcano col canotto a Lampedusa, spacca!
Se proprio greve!
Le sue favole stanno facendo il giro della scuola.
Quindi ho pensato di pubblicarle nella nostra collana teenager.
- Veramente? - Condivido il suo stupore.
Mi metto subito a cercare un buon illustratore...
..e tra un paio di mesi andiamo in stampa.
Bella, papà!
< Dai! Vai!
- Al primo di una lunga serie di capolavori. - Esagerata!
E brinda, dai!
- Io voglio l'autografo dell'autore. - C'è un'altra cosa da festeggiare.
Dobbiamo fare un altro brindisi.
Glielo dici tu?
Valeria, abbiamo bisogno del tuo aiuto.
In agenzia sapete di un appartamento con un affitto abbordabile?
Io e Roberto abbiamo deciso di andare a vivere insieme.
- Ma che bella notizia! - Ci aiuti? - Certo!
Io ho ripreso la scuola, lui ha questo nuovo progetto...
..se non lo facciamo adesso, non lo facciamo più. - Certo...
Però adesso è un momento problematico per cambiare casa.
- Vi avverto. - Non esagerare!
Lei fa l'agente immobiliare e ha la deformazione professionale.
- I prezzi sono proibitivi. - Perché devi scoraggiarli?
Sono innamorati, vogliono andare a vivere insieme...
..mi sembra una notizia fantastica.
Affittano proprio davanti a noi, al 19.
Se devono andare davanti casa nostra, Bea potrebbe trasferirsi da noi.
Noi che ci facciamo con una stanza vuota?
Come che ci facciamo?
Dicevo come soluzione temporanea.
- Avevamo dei progetti, no? - Sì, infatti, come fase di...
..assestamento...
Sai che cosa sei tu? Non te lo dico neanche.
E comunque da stasera hai tutto lo spazio che vuoi.
- Valeria... - Non ti azzardare a seguirmi.
< Scusatemi.
Bea, ci sentiamo domani.
Vado da lei.
MUSICA IN SOTTOFONDO
- Ma è color carota! - Me l'hai detto tu.
Ti ho detto che volevo un colore vivace ma questo è troppo vivace.
E' la terza volta che me lo fai rifare.
Lo so ma questo è un colore che avremo davanti per anni...
..magari per secoli.
- E quindi che faccio? - Glicine.
Glicine.
SQUILLI DEL CELLULARE
Oddio, no!
E' Francesco un'altra volta. Non ne posso più!
Scusa, amore eh?
Francesco, che c'è?
- Sto malissimo. < Questo me l'hai già detto.
Abbi pazienza, è solo la terza volta che ti chiamo oggi.
- No, è la sesta. - Io la amo... la amo!
Dovresti stare meglio.
- Me l'hai detto tu che non ne potevi più. - Era solo una fase di maturazione.
E' la maturazione dell'amore, l'amore è acerbo senza maturazione.
< Secondo me ha un altro.
- Questa ha un altro! - Ehi!
Scusi, io sto partendo per Cuba.
- Magari un paio di settimane le farebbero bene. - Cosa vuole?
Perigoni Enrico. Sono qui per il passaporto.
- Tre fotografie, stato di famiglia e non si prenda confidenze. - Scusi.
- Ti chiamo fra dieci minuti. - No, ho da fare.
< Ti richiamo io.
< Francesco, ti richiamo io.
Giurami che non faremo la stessa fine.
E avremo anche un bambino?
Sì, certo.
- Come lo chiamiamo? - Pensavo come mio padre.
- Giuseppino. - Così poi lo chiamano Pino.
Tu di cognome fai Marino. Pino Marino?
Ci vuole una cosa più classica.
Ce l'ho! Ruben.
- E che è, un nome classico? - A parte che ricorda il padre...
..e poi comunque c'è la R di Roberto e la B di Bea.
- E' perfetto, prova a chiamarlo. - Ruben. - Più forte.
Ruben!
- Con decisione se no quando viene? - (insieme) Ruben!
- Mamma! - Eccolo!
E voilà!
MUSICA IN SOTTOFONDO
La storia che narra la lotta tra il bene e il male...
VOCI INDISTINTE
VOCI INDISTINTE
- Io vado a prendere Ruben. - Sì.
- Non è un po' presto? - Devo fare dei giri.
Ci vediamo dopo.
Ma non noti nulla?
La fascia! Carina.
Va bene... ciao.
Il librone.
Bea!
Brava, amore mio!
Ci vediamo dopo.
- Buongiorno. Posso aiutarla? - Cercavo l'ultimo di Herta Muller.
< Mi dispiace ma è terminato.
MUSICA IN SOTTOFONDO
Basta, Francesco! Sono passati anni.
- Valeria non ne vuole più sapere di te. - Lo so ma adesso cambierà idea.
Noi siamo fatti l'uno per l'altra.
Ricordi quello che dicevi di lei quando stavate insieme?
Sì, ma erano tutte fasi di passaggio. Adesso è diverso.
Non se ne parla perché è fidanzata.
- No, si è lasciata due giorni fa. - Te che ne sai?
Non mi telefonare, non mandarmi più messaggi.
..non costringermi a cambiare numero di telefono.
Una che dice così al suo uomo che significa?
Come lo sai che ha detto esattamente così?
Lascia perdere, lo so.
Non ci credo che l'hai fatto!
- La guerra è guerra. - Non puoi intercettare le telefonate di Valeria.
- In amore non si fanno prigionieri. - Sei un poliziotto, è reato!
- E' reato? - Sì. - Ma è reato di cuore.
- Un reato di cuore non è reato. - Ah, no? - Chiedilo a chiunque!
SQUILLI DEL CELLULARE - Sì? - Vedrai che effetto farà!
- Io me la riprendo, sappilo. - Arrivo subito.
Tutti mi direte: "Avevi ragione!"
Beatrice non è andata a prendere Ruben a scuola.
Ti chiamo dopo.
Ruben piangeva perché voleva la mamma così ho chiamato lei.
Ha fatto benissimo.
Non capisco che fine abbia fatto Bea.
< Vedrà che non sarà nulla.
Ruben, mamma ha avuto un piccolo contrattempo.
- Andiamo a casa? - Sì.
Beatrice Benassi con la "B" di Bologna.
Niente... sicuro?
Amedrano? Ciao, sì sono Poggi.
Sto cercando una persona, Benassi Beatrice.
L'orario non lo so.
- Può controllare dalle 13 in poi? - Sono l'ispettore Poggi.
Può guardare tra gli incidenti se c'è...
Non so se è stata ricoverata lì, sto facendo un tentativo.
Altezza 1.70 - 1.72...
Aveva una fascia gialla in testa.
- Niente... - L'hai sentita Valeria?
E' stata la prima che ho chiamato.
Dice che non la sente da due giorni.
Ha chiesto di me?
Francesco...
Mi scusi, io non sapevo proprio a chi rivolgermi.
Speravo che lei l'avesse sentita.
Purtroppo no.
Non so che cosa devo fare, non so cosa dire a Ruben.
Secondo lei ha avuto un'altra amnesia?
Chi può dirlo? E' possibile.
- Aveva il suo librone con sé? - No.
Si sentiva serena e aveva deciso di lasciarlo a casa.
Da quando è nato Ruben, Bea stava meglio.
Sembrava guarita.
- Ho paura sia successo qualcosa di brutto. - Roberto, dai.
Non saltiamo a conclusioni affrettate.
Non sono passate neanche 24 ore.
Aspettiamo.
- Finito? - Sì.
La banana?
Sì, mezza.
Non mi va più.
Dai, a nanna.
- Di' buonanotte a zia. - Buonanotte. < Notte.
Di corsa a lavare i denti.
CAMPANELLO Vado io.
Ciao.
Ciao.
Come stai?
- Entra, no? - Sì.
- Robi? - Sta mettendo a letto Ruben.
- Hai visto? - Cosa?
- Di Bea. - Sì.
Brutto, eh?
- Metto un terzo piatto. - No, questi sono per voi due.
- Ma avevi preparato per voi! - Sì, però io vado via.
La pasta è pronta, la devi soltanto scaldare.
Scusami.
- Forse ho sbagliato a venire, vado via. - No, vado via io.
Di' a Robi di chiamarmi.
La smetti?
Spegni che è tardi, su.
Domani mi viene a prendere mamma?
No, amore. La mamma non viene neanche domani.
Perché?
Ricordi quella favola che ti ho raccontato "Gira gira"?
Ecco, mamma è come "Gira gira".
Adesso se ne sta in giro per il mondo...
..a raccogliere storielle nuove e quando torna ce le racconta.
- Con balletti e canzoncine? - Sì, certo.
- Torna presto? - Sì, piccoletto... torna presto.
MUSICA IN SOTTOFONDO
< (Bea) Se non fosse stato per lui, chissà a quest'ora dov'ero!
Ha fatto di tutto per ritrovarmi, veramente di tutto.
E alla fine ci è riuscito.
Mi ha fatto leggere le lettere che ci siamo scritti.
Ho visto le nostre foto.
Dottoressa, lui per me è tutto.
E' mio padre, è il mio uomo, il mio amante, tutto.
Certe volte magari è un po' severo.
Però ogni tanto è giusto, no?
- Amore, allora com'è andata? - Bene. - Mi fa piacere.
La maestra dice che il mio disegno è il più bello di tutti...
..e che sono bravissimo.
Papà?
- Amore mio, che c'è? - Non mi ascoltavi.
Scusa, ero distratto. Che c'è?
Mi servono dei colori, dei pennarelli e delle matite.
- Adesso li andiamo a comprare. - Okay. - Dammi il cinque.
- Ciao. - Ciao.
- Sai dove sono i colori, vero? - Sì.
PARLA IN CINESE
Scusa... scusa.
- Ruben! - Papà.
Ruben!
Papà!
PARLANO IN CINESE
- Beatrice, sei qui con noi? - Scusa, stavo pensando ad altro.
Complimenti per la sacher, è squisita.
La cucina è la mia passione dopo Beatrice naturalmente.
< Tu sei la mente, Beatrice il braccio.
< Complimenti, è squisita. - Grazie.
- Per il matrimonio è tutto pronto? - Sì, più o meno.
- Resta ancora qualche stupidaggine. - Dove andrete in viaggio di nozze?
Porto Beatrice in Africa a fare un safari fotografico.
- Deve essere bellissimo. - Che cazzo!
Scusate, non so cosa mi sia successo.
Vado un attimo in bagno.
Papà...
- Vieni a giocare con me? - Sì, amore.
Finisco di farmi la barba e arrivo.
CAMPANELLO
Arrivo.
- L'ho trovata. - Chi? - Bea.
- Non ho capito. - So dov'è Bea.
Adesso ti spiego, vieni.
- Ciao. - Ciao.
- Che significa che hai trovato Bea? - Stai tranquillo, ora ti spiego.
- Sta bene, almeno credo. - Dove sta?
E' arrivata sulla mia scrivania una richiesta di rinnovo passaporto a suo nome.
- Dalla Svizzera. - Dalla Svizzera?
Dallo stesso comando è arrivata un'altra richiesta...
..a nome di un'altra persona: Amedeo Bartolomei.
- Ti dice qualcosa? - Amedeo è il suo ex.
Perché dovrebbe stare con lui in Svizzera?
Sai qualcosa di questo Amedeo?
La sua famiglia aveva una fabbrica di orologi, mi pare.
E' questa la fabbrica?
Non lo so.
- Che faccio, chiamo? - E se non è lui?
Io chiamo.
- Ditta Bartolomei, buonasera. - Cercavo il signor Bartolomei.
< Non è in sede, torna dopodomani.
Posso parlare con la signora Beatrice?
< La signora Beatrice? - Sì.
< A quest'ora in genere sono andati via tutti.
< Provo a controllare.
< (Beatrice) Sì?
< Pronto, chi parla? - Sono Robi.
< Robi?
Sono io, Roberto.
< Mi scusi, ci conosciamo?
No, forse no.
- Io chiamo da Roma. < In cosa posso esserle utile?
Volevo fare un ordine di alcuni orologi.
< Le hanno passato l'interno sbagliato.
Le passo subito il commerciale, arrivederci.
SEGNALE DI LINEA INTERROTTA
Dormi qua, parti domani mattina.
No, vado adesso.
- Vuoi che ti accompagno? - No, vado da solo.
- Cosa cerchi? - Il librone di Bea.
Non c'è.
Ruben!
Hai visto il librone di mamma?
Hai visto il librone di mamma?
Perché non mi rispondi? Hai visto il librone di mamma?
E' sotto il letto.
Grazie, piccolo.
Papà torna domani.
- Fai il bravo con la zia Valeria. - Sì.
Ciao.
Magari a quest'ora trova anche meno traffico.
Sì, effettivamente...
Va bene, io vado.
- Se non hai cenato, ho fatto il pesto. - Infatti non ho cenato.
A pranzo ho preso solo un tramezzino ma piccolo.
Allora, Ruben...
..qui ci sono diverse possibilità.
Scegli tu.
Abbiamo "La fatina cassaintegrata" che è sempre un grande classico.
"La foresta dei barboni assiderati"...
- "La piccola operaia..." - No, voglio una storia bella.
Una che finisce bene.
Tu hai ragione ma papà non scrive storie dal finale bello.
- C'è "Alice nel paese dei terremotati", questa forse... - La conosco già.
- Non mi piace. - E allora...
Qua ce n'è una che non conosco.
Vogliamo provare questa?
"C'era una volta, o meglio c'erano una volta..."
"..un principe e una principessa che vivevano in due posti lontani."
< "Facevano parte della stessa favola ma ancora non potevano saperlo..."
"..almeno fino a quando qualcuno non decise..."
"..che era arrivato il momento di farli incontrare."
"Un mago, direte voi! Una strega cattiva?"
"No, molto di più."
"Una psicoterapeuta."
"Una dolce psicoterapeuta dai capelli turchini."
"Da quel giorno superando mille peripezie..."
"..impararono a conoscersi e a proteggersi."
"Ebbero un bellissimo bambino ed erano felici."
"Ma le cose non vanno sempre come speriamo."
"Il destino aveva ancora qualcosa in serbo per loro."
"La principessa cadde vittima di un potente incantesimo..."
"..che le cancellò tutti i ricordi e scomparve."
"Il principe iniziò a cercarla ovunque, sulle montagne russe..."
"..su una panchina piena di fiori..."
"..in una vasca di gelato al limone e al caffè..."
"..fino a che per caso una sera in una locanda di uno sperduto paesino..."
"..gli si avvicinò uno strano omone, alto alto."
"Aveva gli occhi buoni e uno sguardo non proprio intelligente."
"Era solo anche lui."
"Molto solo... solissimo."
"Gli raccontò la sua storia e la leggenda della terra senza tempo..."
"..una regione desolata in cu viveva chi era stato privato dell'amore."
"Il principe non esitò un attimo."
"Uscì dalla locanda, attraversò la stalla..."
"..montò sul suo cavallo e filò via come un fulmine..."
"..deciso a riprendersi la sua principessa..."
"..in quella lontana vallata."
Manca il finale.
Saresti un buon papà tu.
Tu dici?
No!
Buongiorno.
Io sono Roberto Marino...
..volevo parlare con la signora Benassi.
- Benassi Beatrice. - Ha un appuntamento?
Sì, alle 9.
Alle 9.16.
Attenda un attimo.
Dottoressa?
C'è qui il signor Marino.
Sì, Marino.
Terzo piano, quarta stanza... lì ci sono gli ascensori.
BUSSANO ALLA PORTA Sì?
Prego.
Sono Roberto Marino.
Si accomodi.
Mi dica.
Io...
Io sono uno scrittore di favole per bambini.
Stiamo cercando uno sponsor...
..per una pubblicazione.
- Noi produciamo orologi quindi non vedo come... - Infatti.
Infatti è una storia d'amore...
..ambientata nella bottega di un orologiaio...
..tra una pendola bellissima...
..e un orologio da polso.
- Fa ridere? - Mi dispiace, non l'abbiamo mai fatto.
Capisco.
Ho fatto un tentativo.
Arrivederci.
Arrivederci.
Arrivederci.
- Signor Marino! - Sì?
Pensavo che anche se non l'abbiamo mai fatto...
..può essere una bella opportunità per la nostra azienda.
Non mi ha detto il titolo della favola.
"Rubacchione e Scordarella."
- Rubacchione e Scordarella? - Sì.
La pendola è Scordarella perché si scorda sempre le ore...
..e l'orologio da polso è Rubacchione.
Che ruba?
Ruba i minuti...
..perché va sempre avanti.
- Quindi come orologio non è un granché. - No.
Infatti loro si sentono emarginati...
..perché sono considerati fuori dal mondo.
A loro non importa tanto del giudizio degli altri...
..perché si amano tantissimo.
Mi scusi, non so che mi sta succedendo.
E' strano.
- Mi sento ridicola ma... - No.
- Ti va un caffè? - Sì.
Preferirei un gelato al caffè.
Limone e caffè.
Conosco un posto qui vicino...
- Ti va? - Sì.
E' bello qua.
- Ordinato. - Uno la Svizzera se la immagina diversa.
- Come? - Non lo so... con la neve.
- Invece... - Ma è primavera.
RIDONO
MUSICA IN SOTTOFONDO
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