All language subtitles for Federico-Fellini---Satyricon

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Original subtitles

La terra non è riuscita a inghiottirmi nella voragine, non m 'ha inghiottito il

mare con le sue rabbiose tempeste, sono sfuggito alla giustizia, sono scampato

al circo, mi sono perfino macchiato le mani di sangue, per ridurmi qui senza un

soldo, bandito dalla patria, abbandonato.

E chi mi ha dannato a questa solitudine? Uno che porta il marchio di tutti i

vizi, degno del bando per sua stessa missione.

Assirto! Un giovane che si è reso libero con lo stupro e con lo stupro si fa

avanti. La gioventù se l 'è giocata ai dadi, si è data in affitto come donna

anche quando la avvicinavano come uomo.

E quell 'infame digitone!

Il giorno della toga virile si è messo come le femmine la stola.

A non essere un uomo l 'aveva già convinto sua madre.

Uno che ha fatto la puttana in prigione, capace di rinnegare la più vecchia

amicizia.

Vergogna! È un 'infamia!

E ora, stretti l 'uno all 'altro, abbracciati, le notti intere passano

E ridono di me.

Ma giuro che non finisce così.

Io ti amavo, Gitone. Ti amo ancora.

Non posso dividerti con altri, perché tu sei parte di me.

Sei me stesso, sei la mia anima e l 'anima mia ti appartiene.

Sei il sole, sei il mare, sei gli dèi.

Il tronfio Ascinto è fuggito con la sua preda. Devo ritrovarti ad ogni costo o

non sono più un uomo.

Ascinto!

Ascinto!

Ascinto!

E in colpi mi sta cercando.

Vuole vendicarsi.

Gli ho portato via il fratellino con un inganno ben macchinato.

Se l 'è meritato lo scherzo. Lui che è un assassino notturno, un ladro pronto a

beccare tutto ciò che luccica come un uccello da preda. Mentre dormiva

dal vino, gli ho tolto di sotto Cidone e ho passato con lui la più dolce delle

notti. L 'amicizia può durare solo finché fa comodo. Io la penso così.

Sulle prime il fanciullo tentava di negarmelo il fiore, forse perché voleva

dormire. Ma io ho tirato fuori la mia spada e gli ho detto, se tu sei

hai trovato il tuo Tarquinio.

Oggi un famoso attore, e chi non conosce la sua fama, mi ha offerto di

comprarlo. Alla vista del denaro ho ceduto il mio schiavetto. Poi, mentre

per la città, un buon padre di famiglia mi ha avvicinato e mi ha condotto qui

alle terme.

Dentro una di quelle nicchie mi ha messo le mani addosso. E come insisteva!

Ma vedo in colpio che si avvicina l 'ivido di Bile.

Qui mi devo difendere o scappare.

Mi cercavi, encolpio.

Eccomi qua.

Dov 'è Titone?

L 'ho venduta per radio, lettore.

Sì, è ticca.

Ti denuncio davanti a tutti, devi interrompere la tua rappresentazione.

abbiamo un padrone, adesso abbiamo anche un padrone.

Quel giovane appartiene a me, me lo devi immediatamente restituire. Sei forso

cavaliere, sei senatore, sali bel giovane, la casa di Vernacchio è sempre

ospitale. Coraggio!

Aspetta, prima ti voglio presentare i miei familiari, i miei schiavi.

Gittone, vieni via subito.

Ma è bello, è carnoso.

Daccia pagato 35 denari. Un maialino del tuo velo costerebbe molto di più.

Senti, Vernacchio.

So che tu sei un attore famoso e da vedendoti mi sono reso conto delle tue

qualità. Ma ti ripeto che quel ragazzo è mio.

Quel cane bastardo che te l 'ha venduto non era autorizzato a questo mercato.

Perciò ti prego, non ricorrere al pretore, è inutile.

Gitone verrà via con me.

Compro io il ragazzo, per 40 te terzi. Per 45 te terzi, a me!

Per 60 il ragazzo lo compro io.

Questo giovane è più di una sposa. E qual è il cittadino libero che si vende

tua sposa? È ordinato, è saggio. In casa mi fa trovare il fuoco acceso.

E io l 'ho addestrato alla grande arte della scena. Vedrete come farà bene le

parti di donna.

Elena di Menelao, la fida Penelope, Cornelia. Un tesoro così non apprezza.

Ti renderò la somma che hai pagato. Non pretendere di più.

Gitone, viene via con me.

Cosa sei?

Vernacchio!

Vernacchio, la tua condotta è diventata intollerabile.

Già per quel tuo motto contro Cesare ti punimmo privandoti delle panche. E tu

continui a fomentare discordie?

Lascia che quel giovane riprenda lo schiavetto. O domani faccio bruciare il

teatro. Non è vero che Vernacchio... Sta' attento Vernacchio, la tua

ci ha stancato.

Signore, pietà!

Ti prego, non far distruggere il mio teatro. Te ne supplico.

Vernacchio è mite.

Vernacchio è ubbidiente.

Cesare lo sa.

Calpurnia, dove abitiamo noi? Dove volete abitare? E qua, bambini belli

è lui Vieni, vieni, su, andiamo dalle sorrelline Vieni, vieni, vieni, vieni

Avvicinati Vostri specchiosi Venite

Avete scelto il giorno propizio. Volevi una sposa fertile, tu?

Il colore bruno rossastro di questo fegato dice che la donna è fecondata.

O che

azzurro

eterno, hai sentito parlare di me? Sto ovunque, sei famosissimo. Gitone!

Grazie.

E allora, fratello venerando, che fai?

Una sola tenda per due, eh? Senti, Ascilto, fra noi due è difficile che si

ritorni amici.

Perciò dividiamoci tutto quello che abbiamo in comune e cerchiamo di essere

poveri, ognuno per la sua via.

Tu sei uomo di lettere, anch 'io.

Stiamo diventando la favola di tutta la città.

Perché oggi sei scappato mentre stavamo parlando col maestro?

Ma che cosa dovevo fare se stavo morendo di fame? Non voglio essere d 'ottacolo

alle tue iniziative. Per non farti concorrenza tenterò un 'altra strada.

vuoi, allora dividiamoci la roba.

Questo è mio. E anche questo.

Lo specchio, è mio.

È mio.

E ora dividiamoci, ragazzo.

Ha scelto, vuoi scherzare? Lasciamo decidere a lui.

Con te.

Ganimede, Narciso, Apollo che trasformò in un fiore l 'ombra del giovinetto.

Tutti i mitici parlano d 'amore, di unioni senza rivali, ma io mi son

preso in casa un ospite crudele. Io sono un poeta.

Tu dirai, ma com 'è che sei vestito così malamente?

Eh, proprio per questo.

La passione per l 'arte non ha mai arricchito nessuno.

Non so perché, ma la povertà è sempre sorella del genio. Mi chiamo Eumolpo.

I capolavori che vedi in questa pinacoteca denunciano il letarga

pittura così oggi non la sa fare nessuno.

E da che cosa è stata provocata questa rivoluzione? Dalla brama del denaro.

Nei tempi andati l 'ideale degli uomini era la virtù pura e semplice.

E per questo fiorivano le arti liberali. Eudosso invecchiò sopra una montagna

per cogliere il moto degli astri.

Lisippo disegnò tutta la vita un unico modello.

E morì di fame.

E invece noi, tra Vino e Baldracche, neppure i capolavori che ci sono

più. Ma dove sta la dialettica?

Dove è andata l 'astronomia?

Dov 'è la filosofia che una volta era la strada maestra?

Non ti meravigliare, mio giovane amico, che la pittura è finita. Quando ormai

per tutti noi c 'è più bellezza in un mucchio d 'oro che nelle opere di Apelle

di Fidia.

Quei greculi, teste matte.

Tutto gli nasce in casa.

Lana, limone, pepe.

Vai cercando latte di gallina e da lui lo trovi.

E prima che cos 'è?

Con rispetto parlando, un pezzo di pane dalle mani sue non l 'avresti mai

accettato. E adesso è talmente ricco che non sa nemmeno lui quello che può

essere.

E in più si crede un poeta.

Eppure nei suoi versi non troveresti una sola goccia di poesia. Ma intanto

questo bastardo, sai come mi chiama?

Collega, fratello, anima mia, mi dice.

Vado che alle sue cene ho il posto migliore.

Bevi il suo vino, non quello degli invitati, ti rimpincerai. È incampato la

tortura perché sei cittadino romano, ma dalle legnate dei miei schiavi non ti

salverai. Bocca impestata, bocca di cesso.

Ti piglio frustate, ti faccio rompere quella scena di cane.

Io gliel 'ho già rotta quel ruffiano di tuo figlio.

Ti mando in galera!

Pendaglio da fork!

Anche Venere teneva l 'occhietto torto.

sei venuto anche tu fratello mio la tua presenza mi riempie di commozione perché

tu sei come me sei uomo d 'ingegno e tra noi poetici è l 'amicizia vera e voi

chi siete?

che gli fate onore. I pesci devono nuotare.

Grazie agli dèi io non compro.

Tutto quello che fa saliva mi viene da un mio podere che chissà dov 'è.

Dicono che sta tra Ferracino e Starato.

Io mi devo sconfinare con la Sicilia perché mi voglio fare un viaggio fino in

Africa. Così a piedi, a cavallo o anche per mare navigo sempre sul mio.

Vi piace la citazione?

Anche a tavola i classici ci stanno bene.

Questa qui è la prima barba che medagliai. Io sembravo Genomo a 14 anni.

questi sono i lari miei, protettori della nostra proprietà.

Affarone, contentone, guadambione.

e propizi siano gli dèi. E

che

decuria sei?

Sei nato in caso o sei d 'acquisto?

Nell 'uno o nell 'altro, sono stato lasciato a te in testamento d 'avanza.

Cuscina il più grosso, cuscina, ma attento che se non vi è bene te passano

decuria dei scopini.

Una volta un povero ricco vennero a Ligia. E che cos 'è un povero ricco?

Mentre di volte, hai visto, a notte, allora non c 'è niente di meglio che

passare da letto alla tavola.

Abbiamo avuto un gran freddo, il bagno mi ha scaldato assente. Ah, e me ne che

mosche siamo, me ne che mosche. Loro una certa resistenza ce l 'hanno, ma noi

niente più che delle bolle siamo.

Un po' così, un po' così, come diceva il contadino che aveva perduto il maiale

pezzato.

a più di 70 anni ancora andava in calore non lasciava in pace nemmeno il cane di

casa

Ma come l 'avete già cucinato ? E la frescia non l 'avete nemmeno sventrato ?

me lo portate così ? Il gogo, chiamatemi ! L 'hai cotto intero, non l 'hai

aperto ! Pietà, mio signore, pietà ! Legatelo e frustatelo ! Ho sbagliato, ho

sbagliato, ma abbi pietà !

Allora che aspetti,

disgraziato ? Sventralo qua, adesso !

Qui tordi, gallini inghiassati, bandiglie d 'uccelli, colonne salcicce,

e piume tenere, chiocciole, peccato e cappucciata, prosciutto, coratelle,

rimalcione.

Ma che ridi, papè?

Non è di gusto tuo il lusso del mio patrone? Sei più ricco tu? Dai forse

banchette migliori?

Peccaronami. malantrine, vaccaponte e rite. Ma che sei, cavaliere tu?

E allora io sono figlio dell 'imperatore.

Ma che vuole? Papà te l 'ha comprato il capretto. Io ridevo perché è divertente.

Meno del tuo piscio, Vali. E come sei? Te lo sentite che bruza?

L 'hai pagato il tuo riscatto? Io sono un uomo libero.

Stamo a venti bocche più un cane. Ho riscattato a mia moglie. E mo nessuno si

a pulire le mani sopra le sue tigre.

Ma tu che fai?

Se rispondi si infiamma di più.

Nascuriggene l 'acqua, sei.

Peccio, più moscia ancora. Assa costecciante, armerote.

Porta pacienza, il ragazzo è giovane e c 'è il sangue caldo. Anche tu guardavi

Galletto, facevi coccorocco.

Avanti gli omeristi, cominciate.

Be' be' agite.

Ok. Ok.

Ok. Ok.

Ok. Ok. Ok. Ok. Ok.

Molto fratello poeta, hai capito la storia.

Diomede e Canimede erano fratelli. Elena era loro sorella.

Agamemnon era lì e Iace un pezzetto più.

E' un volpo

consola a tutti.

Il mestiere del letterato è ben difficile.

Sentite questi miei versugoli.

Quello che non ti aspetti, spesso di colpo succede.

Fortuna sopra di noi, di tutto a cura. Perciò vieni, coppiere, e versaci da

bere.

Abbiamo tra noi un nuovo ragazzo.

Come?

E quando è che l 'ho comprato questi orti pompeiani?

Vino e acqua calda. Siamo in ritardo ma stavamo a un banchetto funebre a casa di

Schist. Gli è morto uno schiavo. È metà delle bevute.

L 'abbiamo dovuto versare sugli ossicini di quel poveretto.

Tutto avevamo fuori che te. Oh, sanguinacci e frattaie, una torta con

caldo di Spagna, una lumaca a testa e come piatto forte, orso con uova di

incappucciate. Che quella colosona della mia signora se ne è mangiato tanto che

poi è andato di stomaco. Se l 'orso se mangia lo metto, perché lo metto non

deve... Oh, sì, fortuna.

Io ti stacco la testa, che io mi possa crescere sordi e non di peso, se a casa

non ti taglio le orecchie.

Che ne dici?

Auruti. Il suono è più limpido, indizio di mutamento.

La fine della settimana, attendi qualcuno, riprova.

Sono lieto per te, questo è buono.

Il fanciullo dei più costumati che rallegra la mia vita e me riempie di

soddisfazione. Vieni qua, non vuoi stare vicino a me? Non vuoi stare vicino a

zietto tuo?

Non avete mai visto una creaturella così aggraziata?

Su, su, faccia bubù, faccia bubù. Su, su, faccia bubù, faccia bubù. Su.

Ho ben affatto tra gli occhi miei.

L 'età meglio del donna al mercato del chiave l 'ho comprata. Sono trasformato

in essere umano. A me,

a me. Levala, stanno a destarpia dal mio monumento funebre. Levala, sennò

famosarra una dopo morti.

Abbattula. Sei vecchia, sei brutta, ti è.

Sto ragazzandere da pezzenti.

La casa che ne regge gli ho fatto, ve la sentite?

Ma sei gonfiata come la ranocchia.

Io ti faccio mangiare l 'inquasa.

A sto ragazzo gli voglio bene perché è bravo, non perché è bello. Lui si è già

diviso per dieci, legge un libro a prima vista e si è anche comprato la sedia

per conto suo.

Ma che fai, piangi ancora?

Trombona!

Ricordate che sto lusso in cui vivi lo devi a me. Ho sopportato per quattordici

anni le espansioni del mio padrone. Che siete male, il padrone che comanda. Io

però trastullavo anche la padrona.

Alla fine, per volontà degli dèi, diventai coerente con l 'imperatore.

Costruì cinque navi, le caricai dell 'ardo, del profumo, dei schiavi. Così

principiò la mia fortuna. Tutto quello che tocco cresce come un favo.

Ero una cimice, oggi sono un re. Questa è la vita. Tu, stico, prepara i miei

paramenti da morto e lunguento e porta un assaggio del vino con cui voglio che

me se lavino le ossa.

La vita passa come un 'ombra e prima o poi tutti diventeremo così.

Mi è venuta in mente una poesia.

Ascoltate, sulla scena è una compagnia che rappresenta un mimo. Un attore fa il

padre, un altro fa il figlio, un terzo fa il ricco. Ma appena la commedia è

finita, scompare il volto finto, ritorna quello vero. Che ne dici dei miei

versi, poeta?

Se ti devo dire la verità, questi versi li hai rubati a Lucrezio. Ma che dici,

vagabondo? Scompare il volto finto, ritorna quello vero! E' di Lucrezio! E'

Lucrezio! Basta! Questi versi sono miei! A cazzone! Io sono un poeta! Non tu!

Tu non scrivi versi! Al culo! Buttatelo nel forno! Questo straccione! T 'ho

sfamato! T 'ho levato dalle tappe!

A cosa mi è impasta sono io!

Buttatelo dentro al forno, quel sincrato! Ti devo svegliare!

Davanti a tutti!

Lasciatemi! Sono un cittadino romano!

Sono un femminilosa!

Iettatore!

No!

che si può paragonare al mio.

Abinna sta facendo un 'opera d 'arte.

Oh, sarà tutto coperto di marmo di crisanto con un frontone di oltre 120

Sulle pareti tutta la vita di Trimalcione e le sue navi, come ve le

la sua cagnetta preferita.

Sendite le pitassi.

Gaio, Pompeo, Trimalcione, Nuovo, Mecenate, qui giace. Pio, forte e

venne su dal nulla. Lascio trenta milioni di sesterzi e non ascolto mai un

filosofo. Così sia di te.

Fate conto di essere invitati al mio banchetto funebre.

Mangiate, bevete e ricordatevi di me. Chiamate i suonatori che intonino una

bella musica.

Addio, addio.

Ecco, sono morto.

Gaio Pompeo Rimalcione, mecenaziano.

Mecenaziano.

Mecenaziano, mecenaziano.

fu mai capace di farci sapere come si sta nel regno dei morti, mentre che

sappiamo benissimo come ci piace di stare nel regno dei vive.

La storia della matrona di Efesa, chi non la conosce? C 'è stata una volta una

femmina giovane e bella e virtuosa che rimase improvvisamente vedova.

usanza greca fu deposta nella cripta, la vedova così onesta e fidele non se ne

volle più andare.

Notte e giorno vegliava e pianceva e si voleva morire di fame.

Tutti se ne andarono e lei sola la dentro.

Ora successe che poco lontano dalla tomba un ladro condannato a morte era

impiccato e ci avevano messo di guardia un bel soldatino.

Perché vuoi lasciarti morire di fame?

A che serve seppellirti viva?

Bevi qualcosa.

Avanti, bevi.

No, no, no.

Tu devi vivere.

goditi le gioie della vita finché è possibile proprio questo cadavere che è

disteso dovrebbe convincerti

Hanno rubato l 'impiccato !

Mentre stavo qui con te, i parenti del ladro se lo sono portato via.

So già la punizione che mi darà il giudice.

Una morte atroce. A che serve aspettare?

Preferisco farmi giustizia con le mie mani.

No, caro. Perdere i due uomini della mia vita uno dopo l 'altro sarebbe troppo.

Meglio impiccare un marito morto che perdere un amante vivo.

Meglio impiccare in un marito morto che perdere un amante vivo.

I poeti muoiono in colpi,

ma che importa, la poesia resta.

Fratello mio, sei stato l 'ultimo compagno della mia vita.

Potrei dire...

Ho conosciuto Eumolpo, il poeta.

Che dire, se fossi ricca come Trimalcione ti lascerei un podere o una

Ma a te ti posso fare erede solo di quello che ho avuto io. Ti lascio la

ti lascio le stagioni, soprattutto la primavera e l 'estate.

Ti lascio il vento. il sole ti lascio il mare il mare che è buono

e anche la terra è buona le montagne i torrenti i

fiumi e le grandi nuvole che passano solenni e leggere

tu le guarderai e forse ricorderai questa nostra breve amicizia e ti

lascio gli alberi e i loro agili abitanti l 'amore le lacrime, la gioia,

stelle in colpio ti lascio, i suoni, i canti, i rumori, la voce degli

uomini, che è la musica più armoniosa, ti lascio.

Ti amo ancora anche se mi hai abbandonato.

E tu non parli.

Mi hai lasciato per un altro amore.

Meritavo io questo oltraggio.

Grazie.

Buongiorno!

Firmarono i miei compagni di sventura che eravamo caduti prigionieri del

terribile lica di Taranto.

Egli e la sua amica Trifena battevano i mari in cerca di cose preziose che

aglietassero la vita solitaria di Cesare nella sua isola.

Noi tutti, a guida di oggetti, eravamo così destinati a servire da pastatempo

per l 'imperatore crudele.

Eccomi quindi nuovamente in disgrazia.

E anche se vicino...

Ancora diviso dal mio amatissimo fratellino. È la tua tunica, voglio

dammi! E dammi!

E'

molto bello.

Disparami, Alun.

Grazie a tutti.

Il più prezioso lui non avrà.

Il sangue di vittima è per noi grande gioia.

Favorevoli gli dèi a questa unione.

Lita, prenda per mano tuo sposo.

Ricorda che tu unita e fedela a lui per sempre.

E tuo sposo?

Devi conoscere che il gusto di giovani ha avuto in passato. Tu devi

obbedienza. Al marito è vietato questa libertà.

Tu dovrai dedicare tutto te stesso e per sempre alla tua sposa.

Completa armonia e grande felicità deve essere con voi.

Le nozze celebrate sul mare sono predilette da venere.

Dite le parole rituali. Ubitu Gaius!

Felicità!

con queste parole se vuoi dividere con lui uguale sorte vivrai metà dei tuoi

anni sottera e metà nella dimora dorata del cielo

Il nostro periodo di fortuna durò ben poco.

Si approssimava infatti quel giorno fatale delle calende di giugno.

A largo dell 'isola Taunia, dove il giovane Cesare aveva la sua dimora

preferita, apparvero un mattino le navi armate.

Dammaste Senna!

Candido Agnellino viene con noi.

Che succede ? Questa nave non è più tua, Lita.

Cesare è morto. Il nuovo Cesare è in arrivo. Il tuo imperatore l 'abbiamo

affogato come un maiale.

Io voglio che quest 'uomo e questo giovane e quest 'uomo

siano liberi.

E tu.

E questo bambino.

E voi tutte siete libere.

Grazie, signore.

Grazie.

Calidia, Tiria, andate.

Domani, sono certo, arriverà il decreto di confisca, ma noi non saremo più qui.

Ben dilli.

Ben dilli.

Terra mia, sacra terra.

Gli dèi vi assistano nel viaggio.

Addio, signore.

Vieni, abbracciami.

Ti ricordi il bosco che ti piaceva tanto?

Vieni, vieni. Il carro passerà di là.

Domani? Certo.

Grazie.

Levi un po' di vino e versene anche a me.

Non farlo.

So che lo farei lo stesso, ma ti scongiuro, non farlo.

Una volta in Africa, un leone entrò nella mia tenda.

Anusava intorno come un cane.

E poi se n 'è andato.

Prima di partire i bambini non volevano mangiare.

Poi invece hanno preso della frutta.

La strada è sicura.

Prima di sera saranno arrivati.

In salvo.

Animula vagula blandula, osper scomoda.

gli antenati dei padroni, per Ercole quanti guardiani.

È il colpio!

È il colpio!

Nel dormitorio degli schiavi.

Chi è che piange?

Chi c 'è qui dentro?

Sì, certo.

Grazie.

Per parte mia, sempre e dovunque ho vissuto in modo tale da godere il

presente come se fosse stata l 'ultima luce che spuntava.

Ma che slava leggo dì?

Ma che leggo dì?

Ma che

leggo dì?

Buono!

Mi sentivo sfinito, come un ronzino in salita. E tu?

Ma chi parla?

Del nostro padrone.

Molto malato e infelice.

Un maschio sempre a lei ci vuole. Lei più fame di lupa affamata.

Sposo di lei disperato. Ma che lui può fare?

Maschi vogliono per lei sempre nuovi.

Mackey dice che tu puoi andare bene per padrona. Oh, fa lei felice.

Marito generoso, regala a te.

mia bellissima padrona

noi

domani portiamo padrona da oracolo tu sa, Ermafrodito figlio di dei

lui è bambina ma anche bambino fa tante magie lui gente con peste guarita

indovina cose di noi

Sta lassù, nel tempio vecchio di Cerere.

Una volta, lui punita città cattiva con lui, trasformata in pollaio, tutti come

gallini.

Lui può guarire mia padrona.

Tu vuoi andare?

Padrone buono, regalate, va.

Creatura di Afrodite e di Mercurio, Ermafrodito.

Ti prego, se mi zio, è l 'unico figlio che ho.

Non me lo fare morire. Sta male, povera creatura. Non l 'ho potuto portare,

tanto sta male.

Ma tu lo salverai. Fa un gesto, dimmi di sì.

Tuo figlio è salvo, vai pure.

se lo tiene quel vecchio.

Gallini, agnelli, maiali.

Perché è tutta lui questa fortuna?

Non è giusto.

Non è giusto che si gode tutto lui.

Prendete omaggio allo sfortunato eroe della battaglia di Pedregismo.

Rediletto dagli dèi.

Grazie.

Proviamo a passare da là.

Ma sta male.

Ha la bocca tutta secca.

Vuole bere, daccela bere.

E farlo mangiare pure.

Ascilco, è quasi vuota.

Andiamo su!

Il sole che gli fa...

L 'hai fatto morire. L 'avete fatto morire.

V 'ammazzo io.

V 'ammazzo!

Ascitto! Ascitto!

Ascitto!

Teseu vantarmi notar. Arianna, esperate. Amor, amor, vale.

Hercule!

Dimmi che sei!

Essereci un gladiatore al mio posto, io sono uno studente.

Non accanirti contro di me, risparmiami.

Non capisco perché mi hanno fatto questo scherzo.

Io non sono adatto a questo lopo, io non sono un teseo degno di te.

Caro Minotauro, io ti amerò se tu mi farai salva la vita.

Ti prego, abbi pietà di encolpio.

Tu mi conosci, vero? E allora perdona la mia incapacità.

e il discorso sensato di un giovane letterato. Io non lo ucciderò. Da te

giudicarlo ed emettere una sentenza. Per mia parte ti dico che da oggi è nata

una nuova amicizia.

Un giovane colto, un poeta, a quel che mi dicono. Certo, hai dimostrato scarsa

abilità nella lotta.

Sarai più destro manovrando la penna.

Almeno io lo spero.

Ma tu, straniero, non devi offenderti delle nostre risate.

Sappi che oggi hanno inizio le feste in onore del Dio Riso.

E tutti sanno che non possono cominciare bene se non si fa una burla a uno

straniero. E la burla è riuscita, vero?

Anna è vera, non è una burla. Te la sei guadagnata, Encolpio.

Va, affronta Arianna e lei almeno sconfiggila.

Va, Encolpio, falla felice.

Sì, dolce, non andare in collera. Vedrai che riesco.

Ma che fai, schifoso?

Schifoso, che fai?

Forte malauguri a tutti.

Lasciami riprovare.

Ho perduto la spada.

Guarda in colpio, c 'è un tuo amico.

Il lusso, la ricchezza, le belle donne, le cene succulente prolungate fino al

canto del gallo, le mollette che ottenebrano il cuore e la mente, i vizi.

rifiutati, sempre bene accolti.

Insomma, tutta questa felicità mi ha impestato. Ed ecco quali sono i

Ma anche tu che non hai un soldo, sei mezzo storpio, fratellino.

Ti ho visto, sai, sembravi un sorcio bagnato sopra una vacca.

Eppure, è una vacca bella, sai, tutta carne.

Basta di bere.

Priapo ce l 'ha con te che si vede bene.

Quello è un dio dispettoso che ora ti fa di legno e ora di palta.

Ma i rimedi ci sono.

Il tuo eumolpo ti guarirà.

Sono potente qui.

Nessuna porta mi è chiusa.

Eros mi protegge e mi dà molte prove di amicizia.

A forza di imbrogli e traffici sono diventato il padrone della città. Ho

di un ballo e me lo organizzo in mezz 'ora.

Per prima cosa ti conduco al giardino delle delizie.

Quante posizioni.

E certo ne inventeranno ancora altre. L 'uomo progredisce ogni giorno di più.

Per conto mio credo di averle provate tutte, anche se qualcuna l 'ho

dimenticata. Con l 'età nessuno può ricordare tutto l 'amore che ha dato e

avuto. Neanche i giovani. Tu, per esempio, ricordi tutto quello che hanno

baciato le tue labbra?

Ah, senti, c 'è qui un mio amico.

Oh, ma resti tra noi, che ha lo scettro che non funziona.

Ed era tutto il suo onore, come puoi ben capire.

Tu dormi adesso, sì? Dormi.

Tu ricordi il sogno dell 'altra notte? Non bello il sogno per te. Se tu giuri

star buono, io ti amo.

a smuonere i snaggini

Addio, Incorpio. Ti aspetto.

Mi aspetti dove?

La nave che porta in Africa gli schiavi e le merci preziose salperà la

mezzanotte di domani.

Io so cosa bisogna per te, Maga Enotea.

Enotea.

maga molto potente padrona di tutta città può fare acqua di

pietra spegnere stelle è storia molto antica

tanti anni fa è notea giovane bellissima e in suo paese c 'era un mago di

grandi prodigi che è diventato amoroso di lei

Ma il mago era vecchio e brutto.

E notea, sai che fatto lei?

Dice lui così, vieni stanotte, io calo cesto per te e così puoi

salire casa mia.

Ma quando il vecchio stava in cesto, lei legato lui così.

Ma il mago vendicato contro lei e contro tutta gente.

ha spento fuoco in tutto paese.

Allora tutti andati a pregare da mago. Tu ridà fuoco, non possibile

più vedere quando notte, non più cuocere fibo, e il mago detto così.

Il fuoco c 'è, è sotto le veste di Enotea, è là che si nasconde il fuoco,

a cercarlo, lo troverete.

devi cercare, molti raccontano che al di là di grande palude

Vedrai che viene.

Viene a pigliarsi questo.

E' vero, è vero.

È in colpio.

È in colpio.

Oh, mammina, vedi che disgrazia.

Il colpevole che è davanti a te ha commesso tradimento, ha ucciso un uomo,

profanato un tempio e ora è un soldato senza più armi.

Chi è che mi ha messo in questo guaio? Io non lo so, non riesco a capire cosa

è successo.

Io devo, devo, devo farlo, devo farlo, devo riuscire, devo riuscire !

E'

un colpio.

Andiamo.

Assilto ! Gli dai maggiori mi hanno rimesso a posto.

Mercurio mi ha restituito le forze.

Addio, Enotea, madre generosa.

Bisogna stare allegri adesso.

Voglio riguadagnare il tempo perduto. Il fiore della giovinezza passisce presto.

Corri, Ascisto!

Corri!

Ci imbarcheremo, sai?

Andiamo lontano, fratellino.

Del resto qui il terreno scotta sotto i piedi.

Il nuovo Cesare è molto severo con i fuorilegge Partiamo stanotte

Dov 'è adesso la tua gioia, la tua prepotenza?

Sei invalia dei pesci e delle belfe.

Tu che poco fa ostentavi la tua innocenza guerriera.

Ora riempitevi di sogni.

Dei grandi, come giace lontano dalla sua meta.

La nave che doveva portare in Africa le merci preziosi e gli schiavi non

partirà. Il nostro padrone è morto.

Ha lasciato uno strano testamento, signore.

Ascolta anche tu.

Tutti coloro per cui ci sono delegati nel mio testamento, ad eccezione dei

liberti, Potranno entrare in possesso di quello che ho lasciato a patto che

facciano a pezzi il mio corpo e alla presenza di tutti lo mangeranno.

Esorto i miei amici a non respingere il mio invito, ma divorino il mio corpo con

lo stesso ardore con cui avranno mandato all 'inferno la mia anima.

È impossibile, è uno scherzo. E perché?

Presso certe popolazioni c 'è ancora la norma che i defunti debbano essere

mangiati dai familiari.

infatti ai malati si rimprovera sempre il loro stato perché come tali rendono

cattiva la loro carne più rifiuto del mio stomaco non ho da preoccuparmi

le direttive se per un 'ora di nausea gli prometto in cambio un mucchio di

buone

Mancano esempi. I saguntini assediati da Annibale mangiarono carne umana e non

sospettavano un 'eredità. E quando Numanzio fu espugnato da Scipione si

trovarono delle madri che stringevano fra le braccia i corpi rosicchiati dei

loro figli.

Per parte mia sono pronto a uniformarmi.

Il vento è favorevole.

Ha rotto le nuvole giù.

Decisi di partire con loro.

Salpamo quella stessa notte.

Facevo parte dell 'equipaggio.

Toccammo porti di città sconosciute.

Udivo per la prima volta i nomi di Kelisha, Rektir.

In un 'isola ricoperta di erbe alte e profumate si presentò un giovane greco e

raccontò che negli anni...

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