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Zulu
(in cinese) Uno.
Due.
Tre.
Quattro.
Cinque.
Sei.
Sette.
Otto, nove.
Uno.
Tirate i pugni più velocemente.
Tre.
Quattro.
Cinque.
Sei, sette.
Fate attenzione al respiro, dovete far uscire l'energia dalla mente.
Uno.
Due.
Uno, due, tre.
Mei, molto bene!
Yun! Non perdere la concentrazione.
Respira!
Sguardo dritto. Spalle dritte.
Braccia più tese.
Tu, molto bene.
Yun, fai come me.
Uno.
Due.
Braccio, pugno, tesi in avanti, schiena dritta.
Guarda avanti.
Gamba.
Ricominciamo. Concentrate!
Ci siamo? Insieme.
(CIGOLIO Dl BICICLETTA)
(CAMPANELLO DI BICICLETTA) Yuxin! È arrivato qualcuno!
Mei, vieni con mamma, subito, veloce.
- No, non voglio! - Vieni con mamma!
Lasciami!
Entra, veloce.
Veloce.
Yun, non guardare. Dai continuiamo.
Proviamo la mossa successiva. Cominciamo.
Uno.
Due.
Tre. Mano tesa!
Non voglio! Voglio stare con mia sorella.
Va bene tesoro, tra un po' andiamo da Yun.
Voglio stare con mia sorella.
Va bene, tra un po'.
Mamma ti ha fatto un regalino.
Ti piace?
Fai la brava.
- Due. - Buongiorno.
Buongiorno!
- Lei è il Signor Xiao? - Sì, sono io.
- State facendo Kung Fu? - Sì, sto insegnando a mia figlia.
- È brava sua figlia. - Sì, grazie.
(MAMMA CANTA IN CINESE)
Vai, puoi andare!
Chi di voi ha avuto figli?
Rispondete!
Io.
Vedi...
la fica stretta non piace ai clienti.
Spogliati.
Spogliatevi tutte!
Sbrigatevi!
Dai, spogliatevi!
Veloci, sbrigatevi!
Siete proprio lente.
Togli queste mani!
Come ti chiami?
Xiao Xin.
Bordello.
Togli le mani. Ti ho detto di abbassare le mani.
Nome?
Ti ho chiesto come ti chiami!
Abbiamo trovato una muta!
Massaggi.
Togli le mani! Sporca e puzzolente!
Non ti avevo detto di spogliarti?
Dov'è Yun?
- Spogliati! - Ti ho chiesto dov'è Yun.
Mai sentita, non la conosco! Togliti i vestiti!
Dov'è?
Spogliatela!
Togliti i vestiti!
Svelte! Togliti i vestiti!
Dov'è Yun?
Dov'è Yun?
No, no, no, no…
Dimmi dov'è Yun!
- Dimmelo! - Non lo so.
Me lo dici o no? Parla!
- È di sopra. - Presto, andiamo!
C'è qualcuno sotto!
- Di sotto! - Veloci, scendiamo!
(GEMITI Dl PIACERE)
Porca puttana! Chi sei? Vattene via!
Yun!
Yun?
Dov'è Yun?
Yun non è qui.
Se stai cercando tua sorella…
(NON UDIBILE)
Adesso vai.
Vai.
Prendetela, non lasciatela scappare!
- Dov'è? - Di là!
Oh, mortacci tua, ma che cazzo fai?
Ma come cazzo attraver...
- Oh, mortacci tua pure a te! - E di tuo nonno.
- Ma come ti sei fermato? - E che la mettevo sotto?
Leva questo triciclo, stai in mezzo.
# Piazza Vittorio è vuota, le guardie fanno da lancette #
Venticinque o venti.
Sei sola? Vieni.
Mettiti qua, mettiti seduta.
Mettiti seduta. Vengo subito.
Ma vaffa...
Uno scatolone, quattro metri per due metri e mezzo.
Acqua? Leggermente?
Va bene, faccio io.
Quale tavolo era?
Ma che succede? (PARLANO IN INGLESE)
No, ma...
- (in inglese) È troppo alto. - Può darsi che mi sono sbagliata…
- Non pagheremo questo conto. - Un conto al 7.
(Lorena) Un attimo, non capisco niente.
(Marcello) Non ci posso credere, uno spaghetto cacio e pepe,
un rigatone alla carbonara, un bucatino all'amatriciana
e una penna all'arrabbiata, quattro paste diverse, come si fa?
Facilissimo, si fa prima lo spaghetto, poi i bucatini,
poi i rigatoni e in ultimo le penne.
Santi, oggi non è giornata.
Lino, sono 50 anni che fai questo mestiere,
come fai a prendere una comanda del genere?
-Ascolta, padroncino... - Non mi chiamare padroncino.
- Due cicorie. - Arrivano.
Devi venire di là, ci sono due inglesi...
- No, io non faccio foto. - Non mi sembra che vogliano fare foto.
C'è un problema con il conto.
- Parlino con mia madre. - E quello il problema.
Parlano inglese.
- Santi, vieni con me. - Arrivo.
È uno Chardonnay, non un Dom Pérignon!
Sono più di mille euro!
Che succede?
- C'è un problema con il conto. - E troppo alto.
Vergognatevi.
- Mamma, 1.400 euro? - Mi sono sbagliata!
- È un errore, ci scusiamo. - Digli che si è sbagliata.
- È un errore o sta cercando di rubare? - Volevate fregarci. Chiama la polizia.
- No aspettate, non è necessario! - Mistake...
- Che dice? - Che abbiamo provato a fregar...
- Ci vuole denunciare. - Ma che scherzi?
- Calmi tutti, guarda qua. Va bene così? - Vedi?
- Errore. Risolto. - Che denunci?
Siete nostri ospiti, okay? Ci scusiamo.
Sta piangendo...
- Per favore, non pianga! - Non è nulla.
Che stanno dicendo ancora?
- Di non piangere. - Ma chi piange?
Papà, dove cazzo sei? No, no!
No...
Vaffanculo.
Vaffan... No, non si può stare qua, non faccio foto, fuori.
(PARLA IN CINESE)
Alfredo non c'è.
(VOCE IN CINESE DAL CELLULARE)
Oh, ma non ci senti? Non ci sta!
Ma come ti permetti? Vedi di andare a fanculo.
Vattene a fanculo, traduci questo.
Ma che sei matta?
- Non lo so dove sta mio padre!
Ah! Ahia! Non lo so dove sta!
Non lo so dove sta!
È sparito con una puttana cinese!
È la verità, è sparito con una cinese prostituta, non lo so dove sta!
È la verità!
È la verità… È la verità...
Non ce la faccio più...
Marcello... Tutto bene?
No.
Sto male.
Ehi.
“Ehi" cosa? Tutto qua?
Ma che ci stai prendendo per il culo?
Ti intaschi i pezzi grossi e ci lasci le "petecchie"?
- Pezzi grossi? - I 2, 5, 10 euro.
Per fare pietà.
Nessuno ha pietà.
Malik...
Se continui così, come pensi di pagarmi?
- Faccio quello che posso. - Ah. "Faccio quello che posso."
Ah, sì. "Con tutto me stesso."
- Chi l'ha scritta questa stronzata? - Un amico.
Un amico del cazzo. Perché non funziona. Hai capito?
- Vedi di ridarmi i soldi. - Dammi un lavoro.
Pure un lavoro vuoi?
Ti ho dato un tetto, ti ho fatto credito, pure un lavoro?
Per chi cazzo mi hai preso, Malik?
Vedi di rimediare questi soldi. Se no di un watusso ci faccio due pigmei.
Non te lo dico più.
Casa.
Vediamo a chi altro dobbiamo fare il culo oggi.
Chiamate i pakistani, dite di andare a prendere gli ombrelli che domani piove.
Annibale...
- Bello mio. - Cip e Ciop qua no.
- Che hai fatto in faccia? - Niente.
Mi ha menato una cinese.
- Dai, serio, che è successo? - Non sono fiero, ma è così.
È venuta una cinese, voleva sapere dove sta papà e siccome non lo so…
Dici davvero?
- Come mai cercava Alfredo? - Non lo so.
- Ti sei fatto menare da una femmina? - Già.
Posto che può menarmi chiunque, questa mena pure ate.
Hai capito che ti ha detto? Mena pure a te.
Te l'ho detto cento volte, Cip e Ciop qua non ce li voglio.
Questi pezzi di merda.
Si sono permessi di venire qui dentro a casa mia.
Annibale...
- Eh? - Ma tu i debiti di papà...
Li ha pagati.
Mi ha pagato tutto.
Ma orali aggiusto io quei musi gialli maledetti.
Andiamo, Cip e Ciop.
Ciao, Marcellino.
- (Cip) Capo? - (Annibale) Eh?
Ma Bruce Lee viene a mangiare qua?
Ma che cazzo dici? Questo stronzo è morto 50 anni fa, ma può venire a mangiare qua?
Ma che cazzo ti dice la testa? Non vedi che è un fotomontaggio?
Tutto falso qui.
Tutto finto. Sono finti loro interiormente.
Pure l'edificio è falso, lo vedi? Guarda che roba.
Può essere vera una cosa del genere? Tutto finto.
Guarda la giacca di pelle di quello stronzo.
Finta pelle di finto cane morto.
Te la spacciano per italiana questa roba, filibustieri.
Oh, si può sapere quanto ci vuole?
- Annibale. -Annibale, sì.
Vedi come ridono davanti? Poi dietro...
(PARLA IN CINESE)
Chiede se è venuto a mangiare bene.
Ehi, belli capelli, basta fare lo spiritoso.
E piantala di fare questa recita perché lo so benissimo che mi capisci.
Che cazzo volete da Marcello?
Una…
Una di voi è venuta al ristorante, cercava Alfredo.
Ha "cercato" di botte Marcello.
Allora?
- Non ha mandato nessuno. - E certo.
Allora una cinese viene al ristorante e chiede di Alfredo.
C'è la firma tua, Wang.
I debiti li abbiamo pagati tutti, che cazzo volete ancora?
Annibale...
Per l'ultima volta, non ha mandato nessuno.
"Per l'ultima volta"? Allora facciamo una bella cosa.
La ragazza la troviamo noi.
E se viene fuori che sei stato tu a mandarla…
Io ti ammazzo.
Ti faccio un regalo.
Vai a prendere il CD.
Bella faccia di cazzo, chi è?
Suo figlio Maggio. Bravissimo.
- Melo immagino. - Canta in italiano.
Appunto.
Wang, stai in Italia.
Devi parlare italiano.
Non era meglio dirgli che la ragazza è stata anche qui?
(CANZONE: “CHE CI FREGA" DI MAGGIO)
# Ho un bagaglio di promesse da incidere
# Ringrazio chi mi ha fatto non sprecando proprio niente nelle viscere
# Occhi aperti, sguardo vigile, salute, buoni amici,
# Cose vivide da vivere o mi scende #
Mi scende!
# Miro al mio limite per stare trasparente
# In un circo di sentenze che non serve
# Sono padre figlio e filtro delle mie esperienze #
Mi scende.
(Lorena) # Non hai avuto mai
# E forse fingerai
# Di non sapere il mio nome
# Magari parlerai
# Dandomi del lei
# Tutt'al più
(CANZONE: "TUTT'AL PIÙ" DI PATTY PRAVO)
# Mi chiederai quanti ragazzi ho avuto
# Dimenticando #
Vaffanculo.
# Eppure tu sai bene
# Che una ragazza come me
# Non scherza con l'amore (TONFI)
# Non ha scherzato mai
# Tutt'al più
# Mi offenderai
# E mi caccerai
# Dicendomi che oramai no, non ti interessa più
# Una ragazza che serviva solamente
# A divertirsi un po'
# E allora me ne andrò
# E mi rincorrerai
# Chiedendomi perdono
# E mi accarezzerai
# Ricorderai il mio nome #
Magari fosse vero...
Mamma. Questa musica fa piangere pure se uno è felice.
- Che hai fatto in faccia? - Niente, ho sbattuto.
Mamma.
- Eh? - Che fai?
Pulizia.
Io sono sicuro che papà torna. Un momento dopo 30 anni può succedere.
Sono 34 anni, Marcello.
E quel coglione a 65 anni si va a ri-innamorare un'altra volta?
- Come se a me la testa non fosse mai girata. - A te?
A me, a me.
- Pensi che alle donne non può succedere? - No… - E allora?
Ma chi?
L'americano. Te lo ricordi? Quello alto, bello, biondo.
Con quella mascella che sembrava Robert Redford.
Te lo ricordi 0 no? Bellissimo.
Quello veniva al ristorante, lasciava 100 dollari di mancia.
Mi voleva portare in Texas, mi voleva sposare, Marcello.
A quest'ora avevo i pozzi di petrolio.
Invece di stare qui a piangere quel "fregnone" di tuo padre.
- E il russo? - Il russo?
Te lo ricordi? Il regista. Nemmeno di quello ti sei accorto.
- Pure il regista? - Era bravo, voleva portarmi a Hollywood.
Mi voleva far diventare una star internazionale. Sai perché?
Diceva che una con la faccia come la mia dietro la cassa non ci doveva stare.
Aveva ragione!
Io invece mi sono "intignata" a rimanere lì dietro, a dare retta a tuo padre.
500 cravatte.
Mi spieghi un uomo che cazzo ci deve fare con 500 cravatte?
Non dici niente?
No, stavo pensando.
A che?
Ma com'è che non mi sono mai accorto di niente?
Stavi in cucina.
- 30 anni sono lunghi per tutti. - Ciao, Marcello.
-Ciao. -Ciao, Élise.
Se uno ha fatto certe scelte e ha una famiglia,
certe porte non vanno aperte.
Questa è la colpa di tuo padre, che ha lasciato aperta la porta.
Se la lasci aperta, prima o poi qualcuno si infila.
- Ciao, Marcello. - Ciao, Manuel.
Ma finché non gli passa non puoi stare così.
- Ciao, Marcello. Ciao, Lorena. - Ciao, Sayid.
Esci con qualcuno, vediti con una tua amica.
Marzia? Da quant'è che non la vedi?
- Ma Marzia è morta da due anni! - Ma davvero?
Mi sa che tu ti sei rincoglionito.
Vabbè, fatti una vacanza, vattene in crociera.
Con quali soldi? Se n'è andato e ci ha lasciato senza una lira.
Non mi far urlare che già mi vergogno così. Da'.
Mustafà.
Tieni, un regalo per te.
- Perché? - Perché mi stai tanto simpatico.
Grazie, Lorena.
Quando torna, questa è la cosa che farà più male a tuo padre.
Ciao, Marcello.
Ciao.
- (Lino) Un conto al 12. - (Lorena) Lascialo lì.
Mi aiuti a portare via questi piatti? Mettili in cucina.
- Lorena. - Oh.
Ti guardavo.
- Stavo pensando che ti vedo bene. - Eh, una meraviglia.
Sai che... fatalità, che mi è tornato in mente?
Il Profeta. Te lo ricordi Il Profeta?
Sì, 500 anni fa.
Che poi ti ricordi che ci andavamo io e te…
Di nascosto, io e te da soli.
- Sì. - Che ti cantavo le canzoni.
Mi ricordo.
Eravamo belli come sono belli solo i ragazzini innamorati.
Lorena…
Ammazza come si mangiava male però.
Annibale, ci stai provando?
No, come provando? No, ma ti pare?
- No, Lorena. - Peccato.
Ah...
Ah, sì?
Se è così, allora uno di questi giorni io e te…
No, zitto, buono, per carità,
non mi far palpitare se no rifaccio un macello con i conti.
Dai, Santi, che un'altra giornata di merda è finita.
Per te.
Però voglio che tu sappia una cosa.
Voglio che tu sappia che qualsiasi cosa...
Lorena, qualsiasi cosa, ci sto io, sto qua, puoi contare su di me.
Lo so.
Grazie.
- Mamma. - Oh?
- Tutto a posto? - Eh, una meraviglia.
Guarda quanto abbiamo fatto, 380 euro. Vedi a non sbagliarsi?
Marcellino, vieni un attimo. Scusa, Lorena.
Che c'è?
Che qua bisogna andare in fondo a questa storia,
a questa cinese che ti ha menato.
Fosse quello il mio problema. Senti, allora, ho fatto due conti.
Allora, 500 euro al mese Ii riesco a mettere da parte.
Così in sei o sette anni ti ho ridato tutto.
Ah, sì? E l'inflazione?
Sto scherzando, facciamo una cosa.
Allora, quando ti senti più tranquillo mi ridai qualcosa, va bene?
Se ti senti tranquillo. Tu sei di famiglia, già te l'ho detto.
Basta, hai rotto il cazzo.
Oh, qui il problema è uno solo. La cinese.
Perché se tu lasci correre una cosa così,
domani cinesi, africani, "mongolesi" te li ritrovi dentro la camera da letto.
Tu hai capito come ci siamo ridotti?
- Annibale, che ti devo dire? - Ma che "Annibale"?
Marcello, questa è una guerra, si combatte per ogni centimetro.
Come il fumetto, come cazzo si chiama quel fumetto
dove ci stanno i galli con il villaggio che resiste contro l'invasore
con la pozione magica?
- Asterix e Obelix. - Bravo, loro.
Ecco, noi siamo quel villaggio.
Ma noi chi?
Noi italiani, noi di Roma.
Ma che t'ha preso in testa quella cinese?
Questo posto qui è quel villaggio.
E dentro casa nostra non si entra.
Ma là i cattivi non erano i romani?
Dici? Vabbè, ora non ti fissare con queste cazzate.
Senti, fai una cosa, descrivi la cinese a Cip e Ciop.
Descrivigliela, dai.
-Aveva gli occhi a mandorla. - Ancora? Fai pure lo stronzo?
- Non scherzare, è una cosa seria! - Come te la descrivo una cinese?
Come la vuoi descrivere?
Era alta, bassa, magra, grassa, capelli corti, lunghi, segni particolari,
come cazzo era vestita?
Stronza, con una forza incredibile, senza misericordia.
Per il resto era una cinese, ce ne stanno 100.000 qua, tipo...
Lei.
- Lei chi? - Oh!
- E lei! - Che vuol dire "è lei"? - È lei!
- Sicuro? - Sì. - Andate, dai!
Che le dovete fare?
Niente, voglio vedere se belli capelli ha detto una cazzata, non ti preoccupare.
Oh, vieni qua, ti voglio solo parlare. Mica ti mozzico.
Fermati.
Ehi, vieni qui, ti dico una cosa. Non ti faccio niente, vieni.
Oh.
Guarda questa stronza. Ci fa fare pure gli straordinari stasera.
Vai di là.
Stronza, dove stai?
Ti piace giocare a nascondino, eh?
Ti dice male, perché stasera ti faccio tana.
Stronza. Sei proprio una "pippa".
(GRIDA)
Oddio!
Stronza! Guarda che mi ha fatto!
Oddio!
(CIP GRIDA)
Si può sapere dove porco cazzo state?
- (Cip) Qui, qui. - Qui dove?
Porco cazzo, ma che è successo?
Oh, ma che cazzo è successo?
È il diavolo, Annibale. Quella è il diavolo!
Guarda che cazzo vi ha fatto...
Malik?
Ammazza, bella la vita, eh?
Andiamo bene. Malik?
- (Uomo 1) Oh... - Mortacci tua.
- (Uomo 2) Ma chi è? - Dai.
Che cazzo vuoi?
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Ma che cazzo "baccaiate"?
Oh, Malik, scendi da questo letto. Che "baccaiate", mi dovete dare i soldi.
Mi dovete dare i soldi tutti quanti. Hai capito?
Malik, sbrigati, vieni con me, salta giù da quel letto.
Perché devo venire con te?
Come perché? Non cercavi lavoro? L'hai trovato.
Devi stare con me sempre.
Oh, ti riconosco. Ate, lui e lui.
Mi dovete dare 400 euro.
- Avevi detto 350. - Allora te lo ricordi.
Bravo. Avevo detto 350, sono diventati 400.
Gli interessi dove cazzo li metti?
Se non ti sta bene, ti faccio rimpatriare. Hai capito come funziona?
Andiamo, Lothar, stai facendo tardi il primo giorno di lavoro.
Levati.
Rimettetevi a letto, va'. Muoviti.
(PORTA CHE SI APRE)
È chiuso.
- Ce l'hai una macchina? - Vai via, ubriacone...
- Ce l'hai una macchina? Macchina. - Per fare che?
- Sbrigati! - Ce l'ho, ce l'ho.
Mi vuoi dire dove stiamo andando?
- Guida, guida. - Dimmi dove andiamo.
Zitto e guida!
- Che dice? - Guida, guida.
Sì, guido, guido...
Frena, fermo.
Sbrigatevi!
- Dove? - Là.
Qui, qui.
Scavate.
Ma qui che?
Cominciate a scavare!
Sbrigatevi!
Scavate in fretta, non mi capite?
Non avevi detto che…
Saresti sempre stata con me?
Che mi avresti portata al mare?
Che ci fai ora qui?
Perché ti è successo questo?
Come sei finita qui?
Perché?
Perché?
Chi ti ha fatto questo?
È tutta colpa di tuo padre!
Alzati! Alzati!
Tuo padre ha ucciso mia sorella! E tutta colpa di tuo padre!
- Ridatemi mia sorella! - Non scappare! Aiutami!
Che cazzo dice? No!
Perché scappi? Che cazzo ha detto?
Che cazzo ha detto!
Dice che tuo padre ha fatto ammazzare sua sorella.
Come sua sorella?
Sua sorella?
È tua sorella?
- Che cazzo è successo? - Non lo so…
- Che cazzo è successo? - Non lo so.
Dimmelo, pezzo di merda!
- Oh, melo devi dire! - Non lo so, non lo so!
Io vi ho solo portato qua. Chiedi a mister Wang, giuro!
- Wang? - Sì.
Tuo padre ha ucciso mia sorella! E tutta colpa sua!
Perché le ha stravolto la vita? Come ha potuto!
(Marcello) Che cazzo dice?
Tuo padre è un assassino, perché credeva in quella stupida relazione!
Che cazzo dice?
Che tuo padre si era preso sua sorella. E colpa di tuo padre se lei è morta.
Tua sorella si è presa mio padre! Hai capito? E colpa sua!
Sua! Diglielo!
Dillo ancora una volta!
Papà?
Papà?
Ma che ti hanno combinato?
(MOTORE CHE SI AVVIA)
Oh... Oh!
Oh!
Dove vai? Dove vai!
Non mi puoi lasciare qua, oh!
Oh!
(CANZONE: “CANZONE DELL'AMORE PERDUTO" Dl FABRIZIO DE ANDRÉ)
(Annibale) # Sbocciavan le viole
# Con le nostre parole
# Non ci lasceremo mai
# Mai e poi mai
# L'amore che strappa i capelli
# È perduto ormai
# Non resta che qualche svegliata carezza
# E un po' di tenerezza #
Grazie, grazie a tutti!
A voi.
(SQUILLI Dl CELLULARE)
Dimmi, Marcello.
Oddio...
L'hanno ammazzato.
Mamma...
Come glielo dico a mamma?
(CANTA IN CINESE)
(Annibale) Magari sta meglio qua.
Che dentro a un loculo o a un camposanto fuori porta.
Ma ti devi dare pace, Marcellino.
Datti pace.
Per lui.
Per tua madre.
Perché se l'uomo che ami se ne va con un'altra, prima o poi ti rassegni.
La vita si riprende.
Ma se te l'hanno ammazzato così, non ti riprendi più.
Ma se i debiti li avevi pagati, se non c'erano sospesi,
perché il cinese l'ha ammazzato?
Io ho pagato quelli del passato, quelli del futuro…
Quella ragazzina faceva la schiava, magari se la voleva portare via.
Andarsene così all'età sua…
Perché non si è saputo tenere l'uccello nei pantaloni.
- Proprio una fine stronza. - Non devi parlare così di tuo padre.
E che devo dire?
È morto per correre dietro a una ragazzina.
E lascia noi nella merda.
Con il dolore, i debiti, la vergogna.
Tutto perché non ha fatto pace con l'età sua.
Non gli è fregato di niente e nessuno, è uno stronzo, solo un povero stronzo.
- Marcellino? - Eh?
Vieni con me, ti devo far vedere una cosa.
Eccola qua.
(DONNA CANTICCHIA)
(Marcello) Che stiamo facendo qua?
Desidera?
(DONNA PARLA IN ARABO)
Guarda te, roba da matti, sembra che siamo noi che rubiamo.
Selvaggi. Senti questa.
L'aveva presa per lei. Per lei e per lui.
Hai capito dove sono andati a finire i 40.000?
Pagava l'affitto.
Dava i soldi alla cinese per farla stare qua.
Praticamente pagava una puttana per non fare la puttana.
Non è il fatto di tenere a posto l'uccello, Marcello.
È che si era innamorato.
Marcellino, quel "fregnone" si era innamorato.
Non lo giustifico, eh, ci mancherebbe.
Scappa con una cinese, sfascia una famiglia.
Non lo concepisco.
Però non dire che non gli fregava di niente e nessuno, non è vero.
Hai capito, Marcello?
Che vuol dire "non si trova"?
Che non si vede da ieri sera.
Il telefono è staccato
e stamattina qua fuori abbiamo trovato questa.
È la sua giacca.
Lei.
Non siamo più quelli di una volta.
Siamo arrivati per conquistare…
Ma siamo stati conquistati.
Questa città...
ti entra dentro.
Si impossessa dei tuoi sensi, del tuo cervello,
affievolisce la mente e il corpo.
Ogni sforzo…
Appare inutile.
Trovatela.
Altrimenti nel menu ci metto i vostri figli.
Wang!
Dove sta Wang?
Wang, sei un assassino schifoso!
Assassino!
Vai via!
Sapete fare solo i prepotenti con i più deboli!
Via!
Sai fare solo il prepotente!
Siete un branco di assassini! Tutti quanti, tu e il tuo capo!
Sei un assassino, Wang! Sei un assassino!
Sei un assassino!
Lo sapete tutti che sono un branco di assassini!
(MUSICA)
- Mahjong! - Sei troppo forte!
- Gli dobbiamo di nuovo i soldi. - Allora è tutto mio.
Diamoglieli, abbiamo perso di nuovo.
Signori! Signori!
Vi rubo un secondo. Vi ricordate di mio figlio?
Maggio.
Nato nel mese più bello di tutti.
Ora è cresciuto, si è fatto grande
ed è anche un grande cantante, canta proprio bene.
Sta per fare un concerto.
Signori, ricordatevi di venire e di applaudire.
Sì, come no. Ma non ti vuole proprio vedere.
Si vergogna di lui, lo disprezza.
Non lo chiama papà, ma delinquente di merda!
Ne sai tante.
Che altro sai? Continua a parlare.
Pensi che nessuno sappia la situazione?
Visto che hai un po' di soldi pensi di poter fare come ti pare?
Signori, scusate il disturbo.
Il signor Zhang ama scherzare!
Continuate a giocare!
Vai a stampare 2.000 copie. Voglio che tutti vedano mio figlio.
Prendetela!
Basta!
Non qui davanti a tutti.
- Portatela giù. - Sì, signor Wang.
Prendetela!
Ti uccido, puttana!
- Dov'è? - Di là, di là!
Tu di là! Trovatela!
Occupatevi di lui!
- Stava qui pochi secondi fa! - Cerca di là! Tu di là!
- Qui non c'è! - Guarda anche sotto il camion!
Allora dov'è?
- È sparita! - Vai a cercarla!
- Oh? - Vieni, vieni con me.
- Vieni a prendermi! - Non litigare con tuo fratello.
Non sto litigando.
Marcello.
Tranquilla, ho finito.
Marcello, la devi portare con te.
Ma perché io?
Qui non può restare.
- Allora perché l'hai portata qua? - Perché io ho un cuore.
Io pure ho un cuore.
Io ho un cuore grande, non potevo lasciarla morire.
- E allora tieni te la. - Ma lo vedi, casa mia è piccola.
- Pure casa mia è piccola. - Ma che stai dicendo, fratello?
Tu vivi da solo, noi siamo sette.
E io non posso mettere in pericolo la mia famiglia.
Guarda questo.
Guarda questo.
Hanno ricoperto il quartiere.
Fratello, oh. Cinque figli.
Se succede qualcosa a loro, io mi ammazzo. Ti giuro che mi ammazzo.
E se succede qualcosa a me, muoiono.
Santi, ma non ti potevi fare i cazzi tuoi?
Si volevano bene.
(VIBRAZIONE CELLULARE)
Oh, Annibale?
te la posso dire?
Dimmi.
- Annibale. - Ce l'hai fatta.
Scusa.
- Che cazzo ti sei messo? - Mh?
In testa, che ti sei messo?
Mi sembri mia nonna.
Beh? Che c'è che non mi potevi dire al telefono?
Certe cose è meglio non dirle al telefono.
Che c'è?
Ma quella è la mia macchina.
Che cazzo state facendo?
- Oh, la mia macchia! Oh! - Stai buono, stai buono.
In quella macchina ci potrebbero stare tracce di sangue.
Del cinese, della cinese o di tutt'e due addirittura.
Dai retta ad Annibale.
Domani, dopodomani, quand'è, tu vai a fare una bella denuncia di furto.
Ma che stai dicendo? Ma non scherzare, questa la puliamo.
- Dove vai? Che cosa pulisci? - La puliamo...
La polizia oggi ha certi marchingegni, certe cose...
Sai che ci mettono a risalire a noi? Non ci mettono un cazzo.
Io in questa storia ci sono entrato per te e non voglio correre rischi.
Oh...
la cinese è un pericolo pubblico.
Se la trovano i cinesi, stiamo a posto, perché sicuro la ammazzano.
Se la trova la polizia...
quella canta e ci manda tutti "bevuti".
È per quello che ora la cerchiamo pure noi.
- Come la cercate? - Devi stare calmo, non devi fare nulla.
Solo se si fa viva, mi fai uno squillo, mi chiami, va bene?
Oh, porco demonio…
- Marcello, ti volevo dire una cosa. - Un'altra?
Eh...
Se, per dire, io dovessi invitare mamma a cena una sera, ti seccherebbe?
No.
Che peso che mi hai levato! Che peso che mi hai levato!
Noi siamo una famiglia, capito?
Dobbiamo stare stretti, uniti, abbracciati.
Perché quando questa tarantella sarà finita...
ci butteremo tutto alle spalle.
E rimarranno solo i ricordi. Quelli belli.
Ciao, Marcellino.
Andiamo, biondi!
Oh, muovete il culo!
Stai sereno, Marcello.
(PORTA CHE SI APRE)
Ciao.
Ti ho portato questi.
Per le ferite.
Questi li devo lavare.
Io sono Marcello.
Marcello.
Xiao Mei.
- Xiao Mei. - "Sciao" Mei.
- Mei. - Mei.
Mei.
Hai fame?
Faccio io.
"Sciao" Mei.
È pronto.
Il cinese...
Avevo solo quello, insomma... Non è la mia specialità.
con zuppa dell'albero del tè.
Davvero?
Vabbè, io ho "impapocchiato" quello che c'era.
Posso?
È buono.
Mh?
(COLPI, GEMITI)
Perché mi hai chiusa dentro?
Ma che cazzo, Mei!
Ah! Lasciami! Lasciami!
- Perché mi hai chiusa dentro? - Per non farti ammazzare, porca troia!
Per non farti ammazzare.
Non si può, ti cercano. No.
No.
Hai capito?
Questo è Maggio, il figlio di Wang. Ma da queste parti non si fa mai vedere.
Sbrighiamoci.
Ti piace Roma?
- Che bella! - E bella?
- Che bella! - Non lo so, che stai dicendo?
Non ti capisco.
Quella è una chiesa. Devi sapere che Roma è piena di chiese.
(CLACSON) Che ti suoni?
- Quant'è alto! - Questo è un palazzo antico.
- Eccola. - Quante luci! - E un'altra chiesa.
- Marcello, guarda là! - Ahia.
Certo che hai questo vizio di dare le botte in testa.
- È una casa grandissima! - Questo è il tempio di Giove.
Che bello!
Sono tempi, là c'è la Bocca della Verità.
Lì, lì.
Guarda lassù!
Questo è l'Altare della Patria, un obelisco, una chiesa.
Questi sono sampietrini. Guarda che belli i sampietrini.
"Tà taratà taratà".
Sono davvero felice.
Guarda quant'è bello il Teatro Marcello!
Si chiama Teatro Marcello, come me!
- Marcello! - Marcello!
Questa è una città di chiese, di fontane, di buche, di sampietrini, di ponti...
(CLACSON) Di stronzi.
Ciao!
- (in italiano) Ciao! - Brava.
- (Mei) Ciao! - (Marcello) Ciao, Roma!
- Ciao, Roma! - Ciao, Roma!
- Ciao, Roma! - Ciao, Roma!
Beh?
Ti piacciono?
Ammazza che Cicerone che sono stato.
Vabbè, a Roma è facile.
Oh? Quindi?
Sei contenta?
Grazie, Marcello.
Figurati.
Io pure era una vita che non ci venivo.
Vabbè, andiamo.
Che poi, a dire la verità...
è una vita che non esco, sto sempre chiuso in quella cazzo di cucina.
Oh? Dove stai? Mei?
Oh! "Psss"! No, no!
Non si può! Dove vai, Mei?
Così chiamano le guardie!
Mortacci tua…
Oh, non si fa così!
Io sto rischiando la mia vita per aiutare te, capito?
E tu te ne freghi così?
Se quelli ti trovano, ti ammazzano? Ti vuoi far ammazzare? Eh?
E fatti ammazzare!
Tanto da quando tu sei entrata nella mia vita è andato tutto a puttane.
Io avevo un padre che per me era felice da qualche parte.
E avevo pure la macchina. Ti saluto.
Quando sono nata,
nel mio Paese si poteva avere un solo bambino.
Mia sorella era già nata.
I miei non potevano avermi.
Quindi da quando sono nata, sono rimasta chiusa in casa.
Per ben 20 anni.
L'ho odiata per 20 anni.
Non capivo perché solo lei potesse andare a scuola,
uscire con gli amici,
prendere il treno, andare al cinema.
Ma ogni volta che tornava
si sdraiava con me.
Mi faceva chiudere gli occhi
e mi raccontava dove era stata, cosa le fosse successo.
Solo lei si preoccupava di come mi sentivo.
Adesso si possono avere più figli.
Ma dove sono nata io, bisogna ancora pagare una multa
per essere riconosciuti.
Mia sorella è venuta qui a Roma per mettere insieme i soldi,
per liberarmi.
Ma ora io sono viva...
e lei è morta.
Non le ho mai detto...
che è la persona...
che più amo al mondo.
La devo vendicare.
Ma quale vendetta?
Mio padre, tua sorella Yun, non sono abbastanza?
E tu cosa vuoi fare?
Dimmi cosa devo fare.
Dovrei fare come te?
Rimanere in cucina tutta la vita? Cucinare la pasta tutti i giorni?
Io non ci riesco!
Lui era tuo padre. Lei era mia sorella.
Non riesco a fare finta di niente come te.
Dimmi cosa dovrei fare.
E tu che vuoi fare?
Cosa possiamo fare?
Scusa, scusa.
Scusa.
Ho sbagliato, scusa.
E allora…
Buonanotte.
Grazie.
- Ciao, Mei. - Ciao.
- Oh! - E che è?
- Mamma! - Eh? Marcello.
Ma che cazzo, ma vuoi suonare almeno?
Ma io ho suonato un sacco di volte, pure ieri sera.
- Poi ho capito. - Che hai capito?
Te l'ho stesa io la roba. Non puoi tenere sempre tutto nella lavatrice.
Carina quest'amichetta tua?
Mi pare un po' tracagnotta o no?
- Ma è una cosa seria? - Mamma, ma che seria?
Tu le bugie non me le sai dire.
Guarda che io della vita non capisco niente, ma dell'amore sì.
- Quando me la fai conoscere? - Quando so che è una cosa seria.
- Ma di dov'è? Di Roma? - Di Roma est. - Ah, est?
- Faccio il caffè. - Sì.
- Marcello? - Mh?
- Annibale mi ha invitato a cena. - Lo so, mi ha chiesto pure il permesso.
Però a me imbarazza questa cosa, che ne so…
- Mi sento in colpa. - Mamma...
Pure papà ti vorrebbe vedere felice, io sono sicuro.
Mamma...
La vita è bella nonostante tutto.
E ci sorprende sempre.
(MUSICA CINESE DALLA RADIO)
Ciao.
Sono tornato.
Ciao!
Mei?
Mei?
(MUSICA)
(Rapper) # Salsa teriyaki e agrodolce mangio carbonara
# Sotto ai portici c'è tutto per passare una giornata
# A tarda sera la raccontiamo vera
# Torno a casa invorticato di involtino primavera.
# Non so smettere piazza Vittorio è vuota le guardie fanno da lancette
# Là prendo il fritto e da Luciano sigarette
# Non connetto se sto messo come sono messo sempre
# 200 cose appresso corro quanto la corrente
# Appostato agli angoli come i semafori tic tac, tiki-taka, gratta solo farmaci
# Din don, sento le campane mentre gioco a ping pong
# Per come la viviamo faranno una fiction
# Esquilino tappa fissa mangio dal mio amico il cibo
# Cinque continenti sparsi dentro il frigo
# Noi per strada sparsi persi chi sotto alla Pepsi
# Pensi ti riprendi, non penso se non versi il vino #
(Ragazzo) Sei ridicolo!
# Io non penso se non versi il vino ah ah ah
# Yeah yeah io non penso se non versi il vino #
Bu!
Grazie, ragazzi. Grazie lo stesso.
(CANZONE: “CHE CI FREGA" DI MAGGIO)
(insieme) Maggio! Maggio! Maggio! Maggio! Maggio!
# Sulla pelle sento il male che rimane dentro
# Un gelo maledetto che mantiene tutto fermo
# Se non lo lascio andare perdo il punto e sa di vecchio
# Come chi ha vissuto più di me questo tempo
# Non capisce o non ci sente poi mi lascia dei perché controvento
# Da reprimere o dirimere in un testo
# Assieme a un ventaglio di scelte da prendere al più presto.
# Ho un bagaglio di promesse da incidere
# Ringrazio chi mi ha fatto non sprecando proprio niente nelle viscere
# Occhi aperti, sguardo vigile, salute,
# Buoni amici, cose vivide da vivere o mi scende #
Scende.
# Io non sparo al cielo fra le teste, miro al mio limite per stare trasparente
# In un circo di sentenze che non serve
# Sono padre, figlio e filtro delle mie esperienze
# Non riesce faccio quello che si può contro i muri degli stessi perciò
# Ciò che conta me lo tengo dentro
# Mi stendo sopra a un cielo nero pece appiccicato sul cemento
# Stelle da osservare che non perdo
# Le accendo, le spengo, le accendo, poi penso #
Ma che cazzo fai?
(RUMORE METALLICO)
Vieni fuori!
Vieni fuori se hai coraggio!
Sei un vigliacco.
Un verme disprezzato anche da suo figlio.
Vieni fuori!
Vieni fuori!
Sono qua.
Mi hai fatto perdere il concerto di mio figlio.
Cosa mi faresti se lo avessi ucciso?
Se avessi ucciso la cosa più cara che hai al mondo?
Pensaci bene.
Perché…
È quello che farò a te.
Accomodati.
Dimmi...
Cosa le hai fatto?
Dimmelo!
Parla!
Dimmi cosa è successo.
Cosa le hai fatto?
(CANZONE: "E SE DOMANI" Dl MINA)
# Mettiamo il caso
# Che ti sentissi
# Stanco di me
# Quello che basta
(PORTA CHE SI APRE)
# All'altra gente
# Non mi darà
# Nemmeno un'ombra
# Della perduta
# Felicità
# E se domani
# E sottolineo se
# All'improvviso
# Perdessi te
# Avrei perduto
# Il mondo intero
# Non solo te
# E se domani
# Io non potessi
# Rivedere te #
Sospetta di qualcuno che volesse fare male a suo padre?
- No. No. - Lei dov'era ieri sera?
Ero a un concerto, suonavo qua vicino.
(Ragazzo) Palla!
# Quello che basta
# All'altra gente
# Non mi darà
# Nemmeno l'ombra
# Della perduta
# Felicità
# E se domani
# E sottolineo se
# All'improvviso
# Perdessi te
# Avrei perduto
# Il mondo intero
# Non solo te #
Sei sicuro?
(PORTA CHE SI APRE) Che cazzo stai facendo?
- Se sei qua è perché lo sai. - Andiamo. Posa quella penna e andiamo.
- No. - No? E invece sì, dai.
- È inutile che ti agiti, è così. - Non è così un cazzo!
Hai capito? Non è così un cazzo! Posa la penna!
Attento alla mia penna! È antica.
Devi stare zitto. Tu devi stare zitto, hai capito?
Traduci.
Dice che non parli così in casa sua.
"Casa sua"? Ma casa tua sta a 50.000 milioni di chilometri da qua.
Questa è casa mia! Hai capito? Tu stai giocando sporco.
Annibale, lascia stare, ci siamo accordati.
I soldi te li do io.
- Non è una questione di soldi. - No.
Devi stare zitto ho detto!
(in italiano) Sai qual è la differenza
tra casa mia a 50.000 milioni di chilometri da qua e qua?
Qual è?
Che qua tutto è permesso e niente è importante.
Da noi niente è permesso e tutto è importante.
E che cazzo vuol dire?
Che per prendere una cosa importante da noi,
bisogna dare qualcosa di importante in cambio.
Importante? Alfredo, ma è una mignotta.
Non ti azzardare. Non ti azzardare!
Xiao Yun, torna al lavoro.
No. No! Te ne devi andare, Annibale!
Ma che mi cacci via? Ti sto salvando il culo.
Voglio andare via con lei!
Voglio andare via con lei, lo vuoi capire?
- Se non gli do il ristorante, non la lasciano. - No.
Hai capito, Annibale? Hai capito?
Alfredo...
Ritorna in te, oh, sono io. Eh? Alfredo, oh.
Ma non ci pensi a tuo figlio, a tua moglie, alla famiglia?
Lo sai che c'è?
Tu non ricordi, come non ricordavo io, che vuol dire essere innamorati.
Hai capito?
Ma all'età nostra essere innamorati è un'altra cosa.
Quel ristorante era di tuo nonno, di tuo padre,
poi è stato nostro, sarà di Marcello e dei figli di Marcello.
Se resta lì dentro, Marcello i figli non li farà mai.
Perché no? Tutto questo per un pelo di fica cinese!
Ti ho detto di non parlare di lei così, è chiaro?
Annibale, io con lei sono rinato. Anzi, di più, sono risorto.
Tu non vuoi capire, perché sei ancora morto.
E così mi tradisci?
Alfredo, mi tradisci così?
Dentro a quel posto ci siamo cresciuti, eravamo ragazzini, siamo come fratelli.
Non possiamo cedere a questo ricatto e lasciare tutto a questi stronzi.
E lasciare che il mondo vada in malora.
Annibale, ma che cazzo dici?
È casa mia… Questa è casa mia.
Vi volete prendere tutto, pezzi di merda?
Io ho solo trovato una soluzione al problema del signor Alfredo.
Non fare scene, mettila via.
Annibale...
- No, no… - Che cosa fai?
- Stai tranquilla. - Vai via, lascia stare...
Tranquilla.
Ci vuoi sparare?
No, Alfredo, ti prego.
Alfredo!
Uno scarabocchio su ogni pagina e poi per lungo alla fine, no?
Alfredo, butta quella penna. Ti prego, non firmare, Alfredo!
Alfredo...
Alfredo!
Annibale...
Vattene. Metti via quella roba e vattene. Non hai mai fatto paura a nessuno.
No! No!
Che cosa hai fatto!
No!
Alfredo, non mi lasciare sola!
No!
Figlio di puttana!
Vai al diavolo, bastardo italiano!
Per questo volevo andare via.
Dove vai? Marcello!
Apri! Apri la porta!
Annibale.
Ma come ti sei vestito?
Ti vai a sposare?
Sei stupenda.
Sai che avevo pensato?
Ma perché questa cena non la facciamo qui?
- Qui? - Non c'è nessuno.
È casa nostra.
Eh?
Stasera mi faccio servire.
Senti, Lorena, ma tu ci hai mai pensato…
Se magari, che ne so…
Io e te, così...
Fosse andata diversamente oppure… non lo so.
È meglio se uno non se le fa queste domande.
Hai ragione.
È che tutto è meglio dei rimpianti.
- Bisogna guardare avanti. - Sì.
È per questo che ti ho invitato a cena. Per guardare avanti.
Dove lavoro da 30 anni?
(Lorena) Cos'è?
Marcellino, ma che è questa zozzeria?
Zuppa di bucatini all'albero del tè.
In onore di papà.
Ah...
Ho capito, ma avevo chiesto l'amatriciana.
Pure lui voleva sempre l'amatriciana.
Se avesse potuto, pranzo e cena.
Posso?
Però non la digeriva.
Gli restava sullo stomaco, la notte era un tormento.
Ti ricordi?
Ci costringeva a portarlo al Pronto Soccorso.
- Perché pensava che stava per morire. - Sì, me lo ricordo.
Gli piaceva andare al Pronto Soccorso.
Mal di testa, Pronto Soccorso.
Un dolore al braccio, infarto…
Pronto Soccorso.
Si faceva un taglietto, tetano…
Pronto Soccorso.
E poi voleva sempre che gli facevano quella cazzo di radiografia.
Per sicurezza.
E quanto si incazzava quando gli dicevano che non aveva niente.
E gli cominciava a dire: "Ma che state dicendo? "
"Ma questi non sono medici! Sono braccia rubate all'agricoltura."
"Braccia rubate all'agricoltura."
Sì, gli piaceva dire: "Braccia rubate all'agricoltura."
"Quegli scalzacani, quei pellegrini." Ti ricordi?
Sì.
"Questi pellegrini, scalzacani." Quante volte lo diceva.
Che poi che vuol dire scalzacani? Il significato lo sapete?
- No. - Neanche io so che significa.
Solo Alfredo lo sa.
Marcello, ma perché mi hai portato questa immondizia?
Non è il cibo che conta, è l'appetito.
E a te non è mai mancato.
0 no?
- Mangia. - Oh, ma che modo è?
- Mangia, Annibale. - Che vuol dire?
Mangia, ti voglio vedere mangiare!
Oh, Marcello, ma che ti prende? Perché fai così?
Lorena, mi sono ricordato che ho una cosa da fare.
E la nostra cena?
Un'altra volta.
Ma te ne vai così? Davvero?
Ti sei dannato l'anima per questo posto, te ne vai così? Annibale?
- Oh, Annibale! - Marcello, ma che è?
Mi dici che succede? Perché fai così?
- Che hai? - Mamma...
Quanto sei bella.
Niente, sono un po' nervoso.
Ora gli vado a chiedere scusa. Va bene?
Arrivo subito.
(Marcello) Annibale!
- Oh! - Torna dentro, è meglio per tutti.
Partiamo di là questa roba.
Annibale!
- Vattene, Marcello. - Non scappi da questa cosa. Oh!
- Vattene! - Come hai potuto?
Come hai potuto per quello schifo di posto?
Mi hai raccontato tutte quelle cazzate sulla tomba di mio padre, oh!
Dillo! Hai ammazzato tu il tuo migliore amico.
- Il mio migliore amico... - Dillo!
Mi stava abbandonando.
Tuo padre se ne stava andando,
stava vendendo la cosa più bella, più preziosa che avete,
il nostro ristorante.
- Ma quale nostro? - Quelle merde...
lo preferivo mio padre vivo!
Perché sei un povero coglione!
Perché sei un coglione.
Come lui.
- Ecco perché. - Il coglione sei tu, Annibale.
Guardati, fai pena.
- Attento a come parli. - Ah, sì?
- Attento a come cazzo parli. - Sei un morto di fame.
Peggio di quelli che sfrutti. Sei un dinosauro, Annibale.
Sei l'ultimo dei dinosauri rimasto sulla Terra e sei un assassino del cazzo.
"Assassino"?
- Ma se l'ho fatto per te. - Per me? - Sì.
- L'ho fatto per noi. - No.
Tu l'hai fatto perché sei solo come un cane.
E l'unico posto in cui potevi stare era quello.
E gli unici che ti volevano bene, che ti hanno accolto, eravamo noi.
E tu hai ammazzato il tuo migliore amico.
Ti voleva bene.
Con tutte le schifezze che fai.
Io ti ho voluto bene con tutte le schifezze che fai.
Lei…
Ti ha voluto bene con tutte le schifezze che fai.
Abbiamo voluto bene come si vuole bene a un povero disgraziato, guardami...
- Basta... - Mi fai pena, sei morto e non lo sai.
- Mi fai schifo. - Vaffanculo, basta.
Basta.
Basta così.
Vuoi ammazzare pure me?
E dai, ammazzami.
Perché non ti darò pace.
Dai, prendimi bene.
E mettimi accanto a mio padre.
(LORENA GRIDA)
(MEI PARLA IN CINESE)
Facciamo il saluto. La lezione è finita.
Ciao.
A domani.
Venite presto domani.
(Lino) Uno spaghetto aglio e olio, un bucatino all'amatriciana
e una penna all'arrabbiata.
Ciao,
- Ciao, Lorena. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Dai, fratello, un'altra giornata di merda è finita.
Per te.
Ti saluto.
Mortacci tua.
Che stanchezza. Siete stanchi?
Andiamo a mangiare.
Marcello?
Che fame, andiamo a mangiare!
- (in cinese) Grazie, papà. - Prego, amore mio.
- (in italiano) Grazie, papà. - Prego.
Buon appetito.
(in cinese) Domani li dovresti portare tu, altrimenti non faccio in tempo.
(in italiano) Ci penso io.
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