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Com'è questa cittadina?
Non lo so, anch'io sono arrivato qui solo oggi.
Mi dispiace.
L'aspettavamo lunedì.
- Qualche contrattempo? - No.
Perché ha scelto proprio Rimini?
- Non ci ero mai stato. - E' una ragione sufficiente per lei?
Sì.
Dunque, Dominici.
Dominici... Dominici?
- E' figlio o nipote dell'eroe di El Alamein? - Pardon?
Chiedevo se fosse parente del famoso colonnello Dominici,
medaglia d'oro della Folgore.
Niente a che fare.
"Dominici, nato a Vienna.
Età 37 anni. Laureato a punteggio pieno alla Cattolica di Milano.
Docente di Storia dell'Arte,
scuola italiana di Mogadiscio dal '59 al '60.
Agrigento nel '63."
Che ha fatto nei tre anni in cui non ha insegnato?
- Ho venduto libri a rate. - Allora se ne intenderà.
"Scuola itinerante in Sardegna e altro periodo di aspettativa."
Le sue note caratteristiche sono normali, senza infamia e senza lode.
Non sembra che lei abbia
la vocazione all'insegnamento. - Probabile.
Oggi il liceo è in sciopero.
Questa è un'altra faccia della libertà!
Le mostro la scuola.
Prego.
Questa è la sua classe.
Non le dico altro, voglio che si formi un'opinione personale.
Ma nella mia scuola non c'è posto per la contestazione
né per i pensieri del Presidente Mao.
Scelga i sistemi che crede, ma tenga la disciplina.
19.
19. 19.
19. 19.
23.
- 5. 5. - 35!
51!
- Devo darti 20.000 lire. - Paga.
- A Leo fai credito, a me no. - Leo non ha soldi. 20.000!
Ragazzi, che c'è? Avete paura?
- 20.000! Leo! - Non mi va, poi non ho soldi.
- Dottore. - No. - Per una sera che vinco!
- Dai, Marcello, 20.000. - Oggi sono sfigato.
- Non ti do altre 20.000 lire. - Sono ancora le 18. Dove andiamo?
Alla Marina? Su, ragazzi! Banco 20.000.
Banco!
Non gioco con chi non conosco.
Non lo ascolti, è un burino viziato. Montanari.
- Il dottor Malvestiti. - Piacere.
- Nello Bazzoni. - Come va?
- Lui è Marcello. - Salve.
Faccia sparire quei soldi. Il maresciallo e io siamo amici,
ma il padrone non vuole vedere soldi sul tavolo.
- Giorgio Mosca. - Detto "Spider" per gli amici.
- 20.000? - Di più se vuole.
Cominciamo con 20.000 Tocca a te.
- Come ti chiami? - Dominici.
- Cosa fai qui? - Insegno qui, al liceo.
Fuori.
Sei in gamba!
- Banco di 40? - Banco. A che altro sai giocare?
A tutto.
(voce dall'interno) E' possibile che non lo trovo mai in casa?
Gli ha detto che telefono da 5 o 6 giorni?
Dica di chiamare a qualsiasi ora del mattino.
Grazie. Sì, Dominici.
Dormi?
Hai i fiammiferi?
Non pensarci, passerà.
Lo dico per esperienza. Ora ti sembra insostenibile, ma passa tutto.
- Allora perché si vive? - Si sopravvive.
- Ce l'hai con me? - Neanche ci penso. Cose che succedono.
A te sono successe?
Non seriamente. Solo per colpa delle donne che ho incontrato.
Mi hai amato molto?
Monica, sembra che stiamo vegliando il morto.
- Hai dei rimpianti? - Troppo lusso.
Non me lo permetterei.
- Vorresti un figlio? - Per farne che?
Dormi.
La tua bontà mi infastidisce. Ammazzerebbe un bue.
Non è bontà.
(voci non udibili)
"Secondo: vogliamo il diritto di dibattere i nostri problemi."
"Terzo: chiediamo che come in molti licei..."
Sono Dominici, il nuovo professore.
- Possiamo finire di preparare l'ordine del giorno? - Sì.
Grazie. "Terzo: chiediamo che come in molti licei
di Roma, Milano, Torino, Genova, Firenze,
gli studenti abbiano un Consiglio di Classe."
Bisogna farlo approvare anche allo Scientifico e alle Magistrali.
Usiamo caratteri più grandi e lo impaginiamo per domani.
Firma anche lei?
- Come ti chiami? - Fabrizio Romani.
Hai una media formidabile, 9, 8, 7, 8, 9! Quanti anni hai?
- Diciannove. - Cosa fa tuo padre?
- E' veterinario al Comune. - Un fiammifero? - Certo.
- Sono fatti vostri, non mi riguarda. - Molti professori lo firmano.
Affari loro. Io sono qui per spiegarvi
perché un verso del Petrarca è bello e credo di saperlo fare.
Tutto il resto mi annoia.
Neri o rossi, siete tutti uguali. I neri sono più cretini.
(mormorio)
Resterò tre, quattro mesi, fino al ritorno del professor Mariano.
Non insegno da un po' e so che sono cambiate molte cose.
Ma sull'insegnamento ho un mio punto di vista: non imporlo a nessuno.
Se qualcuno vuole studiare, io sono qua.
Gli altri possono venire, non venire, leggere, scrivere,
giocare a battaglia navale! Basta che non disturbino.
- Professore, si può fumare? - Certo.
Oggi abbiamo tre ore consecutive. Cosa faceva di solito Mariano?
- Compito in classe. - Allora vi do un tema.
In poco tempo, non potrò conoscervi tutti.
Quindi presentatevi da soli.
Scrivete della vostra vita privata, della famiglia, dei dolori, delle gioie,
degli sbagli che avete fatto!
Potete anche non firmare, ma per capire ci metterò più tempo.
Se non scrivete con sincerità, è fatica sprecata.
Per chi vuole rimanere nella tradizione, un altro tema.
"La contrapposizione di purezza e peccato in Manzoni."
Cominciate a scrivere
e non fate baccano mentre sono fuori.
Il Figaro Littéraire e il Newsweek.
600 lire.
Grazie.
- Professor Dominici. - Pardon?
- Perché non è in aula? - Sono sceso a prendere i giornali.
- I ragazzi hanno compito in classe. - E li lascia senza controllo?
- Cosa può succedere? - Lo vedrà con i suoi occhi.
La sua classe è la più turbolenta.
Romani, vai al tuo posto.
- Chi vi ha permesso di fumare? - Io.
- Spegnete le sigarette. - In molte scuole è permesso.
Non in questa. Cominciamo male! Passi da me alla fine della lezione.
- Si può fumare, professore? - Certo.
Che c'è? Non hai sigarette?
Tieni.
Hai già consegnato?
- No. - Allora perché non scrivi?
Ho già finito.
Cosa leggi?
- Ti interessa? - Così!
- Te lo hanno consigliato? - No, l'ho vinto al Bingo.
- Cos'è il Bingo? - Una lotteria.
- Conosci altro di Lawrence? - "L'amante di Lady Chatterley".
- Chi è lo spiritoso? - Io, professore.
- Quali altri suoi libri conosci? - "L'amante di Lady Chatterley".
"Abati Vanina". Vanina! C'è un romanzo che si chiama così.
Lo so, "Vanina Vanini", ne hanno fatto anche un film.
- L'hai visto? - No.
Strano, hai fatto il tema su Manzoni.
- Si poteva scegliere. - Certo.
Chi ha svolto il tema su Manzoni?
Sei l'unica.
- E' un argomento che ti interessa? - Era migliore dell'altro.
- C'è sempre qualcosa da dire su noi stessi. - Ho preferito questo.
(voci non udibili)
(suono di clacson)
Ciao.
- Abati. - Sì? - Vieni.
- Mariano vi interrogava dal banco? - Quasi tutti i professori.
- Ti imbarazzi qui? - No, è uguale.
- Quanti anni hai? - Diciannove, quasi 20.
Fai molte assenze. Volontarie?
- Qualcuna. - Ai tuoi non interessa che frequenti regolarmente?
- Ho solo mia madre e non le importa. - Hai fratelli? Sorelle?
Una sorella. E' sposata, non vive con noi.
E ti dispiace.
Sì.
Che vuoi fare all'università?
Niente. Non so se finirò l'anno.
Sarebbe un peccato, ti mancano pochi mesi. Che vuoi fare dopo?
- Andare all'estero. - A fare che? - Qualunque cosa.
Non stai andando male. Ti piace l'Italiano?
Abbastanza.
"O sonno, o de la dolce, umida, ombrosa notte placido figlio.
O de' mortali egri conforto,
oblio dolce de' mali sì gravi ond'è la vita aspra e noiosa."
- Non voglio sapere di chi sono, ma se ti piacciono. - Sì.
Di' un nome e un'epoca.
- Leopardi. - Trecento anni prima.
E' Monsignor Della Casa.
- Leggi molto? - No.
Ti sei riscritta dopo due anni. Sei stata male?
(risate)
Non sono molto paziente.
- Vai spesso al cinema? - Tutti i giorni.
- Quali film ti piacciono? - Quelli che fanno ridere.
- Che altro ti interessa? - Le macchine da corsa!
(risate)
- Esci fuori. - Perché?
Io non lo so, ma tu sì.
- Io non capisco. - Capisci benissimo. Esci.
Torna al banco.
- Ciao, entra. - Ciao.
- Salve. - Lavori qua? - Anche.
- Se vuoi una casa, te la do a buon prezzo. - Dove andiamo stasera?
C'è l'appartamento di Viale Trento, ma se facciamo casino, ci sentono.
- Oppure? - Villa Ortensia.
Non c'è una stufa. Lì ho perso perché mi si erano gelate le palle!
Oppure casa Ferri. Cerco di affittarla da tre anni.
Si può riscaldare, ma il bagno non funziona.
Se tiri l'acqua, c'è un'esplosione di merda.
- Chi viene? - Noi tre, Leo e Gerardo.
- Scrotone ci raggiunge. - Chi è Gerardo?
Gerardo Pavani, uno con molti soldi.
Lo avrai visto, va sempre a prendere Vanina a scuola.
- Non è nella tua classe? - Sì.
Andiamo a Viale Trento.
- Hai portato da bere? - Ho il whisky in macchina.
- Da mangiare? - Leo. Le carte?
- Bravo. - Andiamo.
Prego, professore!
Apro.
Tre volte.
Passo.
- Dice sei volte. - Va bene. - Gioco.
- Carte. - Una.
- Due. - A Santa Margherita ho fatto la vita da gran signora!
- Valeria. - Sì? - Benedicile.
- Togliti. - Perché? - Non voglio gente dietro.
- Parola. - 10.000.
30.000.
- Via. - Vedo.
60.000.
- 100.000. - Passo.
Va bene, non ti voglio castigare.
- Full. - Non basta.
- Quanto ti devo? - Con quelli di prima, 200.000.
- Me lo cambi a 15 giorni? - Dallo a lui.
- Che ci faccio? Lo metto in cornice? - Prima o poi diventa buono.
- Nello, gioca al posto mio. (Valeria) Uffa!
(rutto) Scusate. - Nessuno si formalizza.
Marcello, quanto può valere?
- L'hai fregato? - L'ho vinto. - La pietra è buona.
- Con l'incisione vale di meno. - Quanto mi dai?
- Non tratto queste cose. - Fammi vedere.
- M.A.S. Chi sono? - Non lo so.
- Carte. - 30.000 va bene?
Più o meno.
- Valeria! - Sì?
Tieni.
- E' per me? - Sì.
- Che mi dai in cambio? - Non quello che vuoi tu.
- Prima o poi... - Meglio poi.
- Vai a giocare. - Tu che vuoi? - Adesso te lo dico.
Ce l'hai portata per farcela vedere?
- Brutta porca! Mi porti via anche l'anima. - Mi fai male.
Dai, vieni.
- Passo. - Carte.
Parola.
Vanina mi ha detto che le hai fatto l'interrogatorio.
Mi ha fatto capire che l'hai notata.
- Non sembra contenta. Due carte! - Da un anno le dico di smetterla.
Comunque trattamela bene.
Non dirle che ci siamo visti, io sono a Torino.
- Tieni, l'altra "Vanina". - E' per me?
Sì, ma devi leggerlo.
E' una bella storia?
Sì. Lei è una principessa romana e lui un carbonaro fuggiasco.
- E si amano. - Sì.
Beati loro! Grazie.
- Il tuo ragazzo? - E' a Torino.
Vuoi un passaggio?
Per me è presto.
Non è molto pulita, non la lavo da un anno.
- Perde benzina, non teme si incendi? - Brucerebbe per un minuto.
- Metto solo 1.000 lire per volta. Dove abiti? - A Bellaria.
- Il tuo ragazzo cosa fa? - Dovrebbe fare il servizio militare.
- Riesce sempre a rinviarlo. - Sembra ricco.
Lo pensa per il Miura? Lo avrebbe anche se fosse povero.
- Vi sposerete presto? - Perché fa tante domande solo a me?
Non ci sposeremo. Contento?
Sì.
- Ti accompagno fino a casa? - Non vado a casa.
Ti dispiace che sia a Torino?
- Non è a Torino. - Dov'è?
Infrattato in qualche albergo
con una delle sue conquiste da 50.000. Sono belle ragazze.
- Non ti importa? - No.
- Vuol dire che non sei innamorata. - Sarà così.
- Che fai se non vai a casa? - Andrò al cinema.
Prima che aprano, ci vorranno un paio d'ore.
Aspetterò.
Ti dispiace se aspetto con te?
Non ha da fare?
Sì, c'è una cosa che vorrei fare da tanto.
- Ci eri mai venuta? - No.
Dovevo arrivare io a mostrarti le meraviglie di questa costa!
- Scommetto che so quello che pensi. - Sentiamo.
- Ti fa pena vederli prigionieri. - Un po'.
Penso che se li rimettessero in mare, morirebbero di nostalgia
per la loro bella piscina, con pranzo e cena assicurati.
Solo la mancanza di libertà ti dà certe ventate di allegria.
- Sempre così? - Sempre.
Ma ho risparmiato il pane. Che ore sono?
Le 14.20, tra poco comincia il tuo film.
- Ti va proprio di andarci? - Non vado al cinema.
- Racconti spesso bugie? - Quando è necessario. Lei?
Quando è indispensabile.
Devo prendere un treno.
- Non chiede dove vado? - No.
Da mia sorella. E' sposata, ha due figli, ma non ha una vita facile.
- Dove abita? - A Monterchi.
Lì c'è un bellissimo dipinto.
"La Madonna del Parto", ma non l'ho mai visto.
Eccola. Nel 1460, la comunità contadina di Monterchi
ordinò a Piero questa Madonna.
I committenti non erano Papi né principi né banchieri,
e forse all'inizio Piero trascurò questo lavoro.
Malgrado questo,
ecco il miracolo di questa contadina adolescente
altera come la figlia di un re.
Il silenzio della campagna intorno a lei è così compiuto.
Forse si è divertita a confidarsi con le sue bestie. Le chiama per nome.
E ride!
Poi tutto finisce
poiché attraverso i secoli, il destino ha scelto la sua purezza.
Lei è consapevole, ma non felice.
Forse sente che la vita misteriosa che cresce in lei
finirà su una croce romana, come quella di un malfattore.
Secoli dopo, un grande poeta le si rivolgerà con queste sublimi parole:
"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura, termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura nobilitasti sì,
che 'l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura."
Probabilmente non avrebbe capito.
Vorrebbe avere un figlio?
Sembrate tutti d'accordo per farmi la stessa domanda.
Dio Santo! Non ne ho più la volontà,
né il coraggio né la fantasia.
Ho scordato troppe cose. Tu puoi dirmelo, cominci adesso.
Quando due esseri si amano, c'è un momento in cui si desidera un figlio?
Non lo so. Non è vero che comincio adesso.
Due che si amano? Ecco, forse...
Altrimenti rimane solo un corpo che si deforma.
Rimane solo il disagio, la pena,
la crudeltà della gente che comincia ad accorgersene.
E non c'è nulla da fare.
O quasi.
Di nuovo triste?
No, Solo un po' delusa.
Pensavo che lei fosse diverso dagli altri.
Ma poco fa ho scommesso contro me stessa e avrei voluto perdere.
Mi sono detta: "Si fermerà in questo tratto senza lampioni."
Forse ho fatto di peggio. Sapevo che eri sola e ti ho cercata.
Forse il libro di Stendhal era uno stratagemma.
- Come sapeva che ero sola? - Me lo hanno detto i tuoi amici. - Chi?
Spider, Leo e Marcello.
Begli amici! Immagino cosa le avranno detto di me.
Neanche una parola.
Non ti ho cercata per passare una serata divertente, non mi interessa.
Ma lo sconforto che hai dentro!
Non riesco a sopportare la tua malinconia senza rimedio.
Non sa niente di me.
So quanto mi interessa sapere.
Fermati!
Ora che gli dico? Come faccio?
Scusami.
Due mozzarelle in carrozza e due involtini.
Mando subito il ragazzo.
Buonasera.
- Buonasera. - Ciao. - Ehilà!
- Chi c'è? - Nello. Sta "pelando" dei grossisti di maiali.
- Gli altri? - Leo ha una "tardona" svizzera con una sua amica lesbica.
Gerardo è per conto suo e Spider fa una festa al Nuovo Mondo.
- Mangi? - No, finisco il vino.
Qualcosa va storto?
Volete sempre capire tutto al primo sguardo.
In realtà non capirete mai niente.
In provincia si sviluppa un sesto senso.
Andiamo al Nuovo Mondo. Lì si rimorchia.
Che casino!
- Marcello! Come stai, brutto frocio? - E tu, vecchia porca?
Sei Daniele? Sento sempre parlare di te. Vieni.
- Come va col preside? - Lo vedo poco. - E' un maiale.
Mi cacciò dal liceo perché non mi facevo toccare il culo.
A me piace, ma lui mi fa schifo con quel guanto nero.
- Ha una sola mano, ma non la tiene mai ferma. Smettila! - Bravi!
Siete arrivati. Fatemi gli auguri. Sono 26 anni, mi sento decrepito!
Guarda che casino ho combinato!
Professore, guarda che roba si beve qui!
- Bevi! Fallo ballare. - Deve chiedermelo.
- Non so ballare questa roba. - Balla con me.
No, tu rischi un infarto. Vieni a sederti.
Non ti molla. Approfitta! Sembra di andare a letto con Gianni Agnelli.
- Ma c'è a chi piace. - Uffa! - Rosy!
(fischia) Rosy, dove sei? Troia!
- Daniele! - Buonasera.
(voci non udibili)
(canzone) E' uno di quei giorni che ti prende la malinconia
che fino a sera non ti lascia più.
La mia fede è troppo scossa ormai, ma prego e penso tra di me,
proviamo anche con Dio, non si sa mai.
E non c'è niente di più triste in giornate come queste
che ricordare la felicità
sapendo già che è inutile ripetere: chissà,
domani è un altro giorno, si vedrà.
E' uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita.
Bilancio che non ho quadrato mai.
Posso dire di ogni cosa che ho fatto a modo mio,
ma con che risultati non saprei.
E non mi sono serviti a niente esperienze e delusioni
e se ho promesso, non lo faccio più.
Ho sempre detto in ultimo, ho perso ancora, ma
domani è un altro giorno, si vedrà.
E' uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai.
Beato te! Sì, beato te!
Io, di tutta un'esistenza, spesa a dare, dare, dare,
non ho salvato niente, neanche te.
Ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
che tu potresti ritornare qui.
E come tanto tempo fa ripeto: chi lo sa?
Domani è un altro giorno, si vedrà.
Ti piace?
- Vanina? - Certo, non fare lo scemo.
- Certo, è bella. Molto!
Ma scomoda, ti avviso.
Anche lei crede di capire tutto al primo sguardo? Che significa?
Chiedi in giro, molto passato, poco presente.
Niente futuro.
Salve.
- Vuoi ballare? - No, grazie.
- Perché non balli? - Sono stanca. - Potrebbe bocciarti!
Quello parla, ma poi torna sempre con la lingua di fuori!
- Prego. - Un whisky e sigarette Gauloises.
(voci non udibili)
- Perché non hai voluto ballare? - L'ho detto, ero stanca.
Perché eri stanca?
- Non fate gli stronzi! - Ma noi siamo stronzi.
Ragazzi, mi sono "rotto".
- Cambiamo posto. - Non rompere i coglioni.
- Andiamo a casa mia. - Perché?
E' il tuo compleanno e andiamo a festeggiarti.
- Non ci hai mai invitato. - Questa è la volta buona. Andiamo?
Va bene, andiamo.
Barman! La mia giacca! Vado via.
Professore, andiamo?
Senti. Non hai detto niente di ieri sera, vero?
Già! Oggi non avevi lezione.
- Muovetevi! Fate meno casino. - Si può entrare?
Si installò come un pascià nell'appartamento più bello.
Poi scoprirono che aveva bevuto 500 bottiglie di champagne.
- Si può avere un po' di luce? - Andiamo a tentoni.
Che testone! Questo è il satellite delle teste di cazzo.
Lo hanno comprato tutti i bolognesi.
(fischio)
Questo sarebbe l'appartamentino?
Sono 100 metri quadrati. Sedetevi.
Vanina, servi da bere.
Vi piace? Io non lo so ancora.
Non capisco come ti sia venuto in mente di farti una casa così.
E' stato un architetto di Milano conosciuto al Lido.
- Un finocchio! - Accendi.
A Vanina era simpatico. Allora gli ho detto:
"Ecco i soldi, arreda la casa."
Prima ha discusso un po'. Poi gli ho trovato un ragazzo a Porto Verde
e veniva quasi tutti i giorni!
Purtroppo è piena di tasti. Vuoi una Coca-Cola e viene fuori un rasoio.
- Hai due camere da letto? - Una, non voglio una famiglia.
- E' qua? - Lascia stare, è in disordine!
Il campo di Roncisvalle.
C'è qualche libro che ti interessa?
- Spider mi ha detto che scrivi poesie. - Cosa ne sa Spider?
Spider sa molto di più di ciò che credete, coglioni!
Hai letto "Centomila gavette di ghiaccio"?
E' fantastico. Prendilo.
- Chi mi dà un fiammifero? - Lì c'è l'accendino.
- Cos'è? - Cinema per le sere di pioggia. - I film?
- Si prendono a nolo o si comprano. - A Copenaghen? - Anche più vicino.
- A Genova e anche a Rimini. - Hai materiale danese? Vediamolo.
- Ci sono delle signore. - A me fanno solo ridere.
Davvero?
L'anno scorso ho visto uno di quei film.
Se ti facessi vedere i film che dico io!
Non rompere i coglioni, vediamo questo film.
Vanina! Servi ancora da bere.
Ne comprerò uno anch'io.
- Da bere anche a me, per cortesia. - Anche qua!
Grazie.
- Quando è pronta la pellicola? - La luce dove si spegne?
- Siamo pronti? - Pronti!
Ci siamo.
Fammi sedere.
La Gerardo Film presenta: "Sette nerchie per sette sorelle"!
(risate)
(voce non udibile)
- Che fai? - Zitta. - Non interessa a nessuno.
Vi interessa?
- Sì! - Voglio vedere tutto!
(voce non udibile)
- Allora? - Cosa si fa?
Ragazzi, Vanina è nervosa. Che facciamo?
Facci vedere la roba che hai, non il viaggio di nozze.
Ormai è tardi, andiamo tutti a dormire.
Va bene, ho capito.
- Elvira, ti seguo. - Allora sbrigati.
- Scale anche in casa! - Andiamo.
Ciao.
Professore!
E' il tuo assegno, non so che farmene. Se rigiocheremo, mi dovrai 200.000.
Buonanotte.
(canta) Noi siam le zingarelle
venute da lontan!
Noi siam le zingarelle venute da lontano!
Canta insieme a me! Noi siam gli zingarelli.
Andiamo a passeggiar!
Mi accompagni tu?
- Temo di non avere benzina. - Lì segna ancora un quarto.
Segna anche che non voglio accompagnarti.
Stasera hai bevuto merda, professore?
Vieni, bionda, ti porto nei meandri dell'inferno!
Vieni, sali, troia!
Monica.
- Monica! - Che cosa c'è?
Apri.
Allora?
Mi hai fatto paura.
Perché sei ancora alzata?
Mi sono addormentata davanti alla Tv.
Mi sono svegliata quando la presentatrice ha augurato buonanotte.
E non ho più dormito.
Hai perso ancora?
Non ho neanche giocato.
E' tua.
- L'hai letta? - Appena scorsa.
- Non avresti dovuto. - Non c'è scritto che è per te.
Evita di nominarti.
Tu gli rispondevi sullo stesso tono?
- Rispondimi. - Vai di là, hai bevuto.
- Cosa fai? - Ti ho fatto una domanda.
Sì.
E al telefono?
Anche al telefono,
come facevo con te, nei primi tempi.
Quando fai l'amore con me, pensi a lui?
Rispondi!
Faccio l'amore, me ne infischio. Faccio l'amore e basta.
Spogliati.
Pensa a chi cazzo vuoi, basta che stai zitta.
- Mi fai male. - Zitta.
No!
No!
No! Non fermarti.
Non fermarti! No!
Non fermarti!
(squilli del telefono)
Rispondi, sarà per te.
Lascialo suonare.
(squilli del telefono) Rispondi!
Lascialo suonare.
(squilli del telefono)
Lasciami andare.
Un caffè.
No. Non è a casa.
Ci sono stato.
- Ciao, professore. - Buongiorno, professore. - Buongiorno!
(voci confuse)
- Pronto? - Sei tu, Vanina? - Pronto?
Sono Daniele. (linea interrotta)
Vanina!
(campanello)
- Chi cerca? - Mi chiamo Dominici. Vorrei parlare con Vanina Abati.
- Non c'è. Cosa vuole? - Devo parlarle. Oggi non è venuta a scuola.
- Dove posso trovarla? - Lei chi è?
- Sono il suo professore. - Come si chiama?
- Dominici. - Mia figlia è partita un'ora fa.
- Entri. - Non vorrei disturbare.
Entri, anch'io devo parlarle. Spengo i fornelli. Torno subito.
Eccomi, dica pure.
- Vanina interromperà gli studi? - Ho parlato con il preside.
La ritiro per motivi di salute.
- Qual è la vera ragione? - Non voglio che vada in giro.
Non mi piace l'ambiente e qui non serve che una donna studi.
- Sua figlia che ne pensa? - E' d'accordo.
Mi scusi se l'ho disturbata.
Se la tolga dalla testa, professore.
Vanina non è roba per lei e sta bene come sta.
Non la cerchi, non le telefoni, non faccia niente.
Potrebbe avere dei dispiaceri.
- Anche su questo Vanina è d'accordo? - Certo.
Non si fidi delle apparenze.
Era un'infatuazione. Lei e il fidanzato ci hanno riso.
A volte Pavani è manesco, ma conosco mia figlia.
Guai a lasciarla troppo libera!
Sa che Pavani non vuole sposarla?
Chi glielo ha detto?
Se Vanina è brava, si farà sposare.
Comunque non la riguarda.
Infatti. Buonasera.
Non ti riguarda, brutto stronzo! Guai se continui a tormentarla!
Ha detto tutto al fidanzato e ho penato per mettere pace tra loro.
Un pezzente come te non rovinerà tutto.
Riga dritto, figlio di puttana, o ti faccio finire all'ospedale!
- Cercava me? - No.
Ho fatto bene?
Come hai fatto con i soldi?
Un mio sistema.
- Giocato? - Sì. - Hai vinto?
(fischio)
- Era nella cassetta delle lettere. - E' per te.
Leggi.
Leggi!
- Perché ridi? - Dovrei piangere?
- E' vero? - Una lettera anonima non è mai vera.
- E' la seconda. - Usi e costumi del luogo.
Oggi ho cercato "Vanina Vanini".
Non l'ho trovato, dove l'hai messo?
- L'ho regalato. - Quando? - Ieri.
- A Vanina Abati suppongo. - Sì.
Ti piace?
Sì.
- Che c'è stato fra te e lei? - Niente.
- Proprio niente? - Ha lasciato la scuola. Non la rivedrò più.
- E' vero che è una puttana? - Mi interrogherai ancora per molto?
- Vorrei dormire. - Tu non hai mai sonno.
Ma mi annoio.
- Cosa c'è adesso? - E' buio, posso restituirti il favore.
Continua pure a pensare a lei.
- E' bello, vero? - Non sono di tua esclusiva proprietà.
- Stai zitto. - Smettila!
Quando risolvi le tue crisi, te ne freghi di quelle degli altri.
Non sono gelosa.
Non sono gelosa di te, vai a letto con chi vuoi.
Puttane, signore, ragazzini o uomini!
Mi irrita quest'aria di turbamento che circola in casa.
Non mi riguarda e non lo ammetto.
Quando riguardava te, non mi sono lamentato.
E' vero e invece dovevi farlo.
Sarebbe servito a qualcosa?
- No. - Lo vedi?
Vai a letto.
Hai tanta voglia di fare l'amore?
Una voglia pazza. Da ieri notte non penso ad altro.
Mi dispiace.
Che ti costa dividerla con me, stupido?
Sei abbastanza cinico per farlo.
Non è la prima volta.
Professore, ho girato tutta Rimini per trovarti.
Che hai fatto in questo periodo? Hai cambiato giro o ti nascondi?
- Medito. - Appunto.
Ma Spider, veggente e mago, è venuto a proporti una serata eccezionale.
- Compi di nuovo gli anni? - Li compie Elvira.
Sbava per metterti le mani addosso.
- E' tua? - Sì.
- Dove vai a 340 all'ora? - In nessun posto.
- Me la fai provare? - Sai guidarla? - No!
Allora sali.
Ma dove siamo?
Vieni o ti verranno i funghi al culo a stare sempre seduto!
Che cos'è?
Una casa abbandonata.
Questa casa si chiamava La Querciaia.
Là c'era anche un teatrino.
Tutto in rovina!
Era casa tua?
No, qui abitavano persone che conoscevo.
Una delle figlie annegò al Conero e la famiglia non venne più.
Lasciarono andare tutto in rovina.
Ma non fu solo per quello.
Era una stirpe di tarati,
mangiati per generazioni dalla sifilide e dalla pazzia.
Si sono lasciati morire lentamente in questo cimitero putrefatto.
Tutto marcito, distrutto, in frantumi!
Tu come li conoscevi?
Con le "toppe al culo" che dovevi avere già allora,
non potevi frequentare questa casa.
Alcuni zii avevano una casa a Recanati, poco distante.
Venti anni fa in estate venivamo qui. Eravamo un gruppo di ragazzi.
Andavamo a fare il bagno a Santa Maria di Portonovo
o al relitto della nave con la prua piantata di fronte alla spiaggia.
Come si chiamava la ragazza che annegò?
Come?
Di nome.
Come si chiamava di nome?
Non lo ricordo.
Non prendermi per il culo.
Calmati, Spider.
Andiamo.
- Perché sei voluto tornarci? - Non inventare storie come al solito.
Se non ti avessi incontrato con il tuo Ferrari, non ci avrei pensato.
Vieni.
Ogni tanto vengono in mente dei ricordi senza ragione.
"Colui che voi cercate non è qui."
"E' risorto, come disse, il terzo giorno.
Andate, vi ha preceduto in Galilea.
Là lo incontrerete."
Sei cristiano?
Sono ateo.
Entra.
(voci non udibili)
- La solita negra! Chi l'ha scovata? - Fleca. E' della Martinica.
- Come si chiama? - Boccadolce. Lei è Mirta Cocaina del Crazy Horse.
- Sì, di Bagnacavallo! - Stronzo! - Zitta, puttana.
Il bacio del perdono.
Uno scotch.
Me lo "aggiusti", Spider?
"Imbarco per Citera"! Per te, più tardi.
- Non fare lo stronzo, lui è già così lento! - Ho detto più tardi.
- Martine! - Sì!
- Lui è Daniele. - E' a lui che sei antipatica?
Un sera non l'ho fatta ballare.
Martine e io ci conosciamo da tanto, ci piace la stessa gente.
Fai vedere.
Ti leggo la sorte.
Rafforza la dose, cominciano a sciogliersi.
Versala tu.
- Dov'è Demetria? - Mai conosciuta.
- Qui dice che sei molto ricco. - Si sbaglia.
Le linee della mano non sbagliano mai.
- Fate amicizia? - Non immischiarti. - Sono qui per questo.
Vedo molti viaggi per mare.
E' stato nel passato. Poi ne vedo uno molto lungo nel futuro
che ti porta in posti sconosciuti.
- Vedo il segno del fuoco. - Cosa significa?
Nella tua vita c'è il fuoco.
Sei un artista, sei capace di essere molto triste.
Se una cosa non ti va, nessuno riesce a fartela fare.
Faremo in modo di fartela andare!
Poi c'è un grande buio. Non so cosa significhi.
Cazzate! Io leggo il presente, il passato e il futuro del mio amico.
Spider, non avere fretta, prima starà un po' con noi.
Fatti i cazzi tuoi, troia.
Ho provato a indovinare e ci ho preso!
- Spider è frocio e si sta innamorando. - Dimmi cosa ci vedi.
- Che cos'è l'estate indiana? - L'ultima fioritura dell'anno.
Lascia che risponda lui.
Perché la morte è la prima notte di quiete?
Perché finalmente si dorme senza sogni.
- Sicuro? - Sì.
- Chi è il traghettatore dei morti? - Caronte, somaro.
Perché si versa un obolo al santuario di Nepi?
Se visiti un museo, paghi il biglietto.
Ti ho fregato! Non te l'aspettavi, vero?
"Ma non esiste cammino per l'appuntamento
che mi sarebbe più dolce della vita, o cara.
A noi dovevi lasciare la decisione feroce
che ti cela dietro confini inviolabili di freddo."
"A Livia un anno dopo."
Perché? Il puzzle è quasi completo, me ne manca un pezzettino.
Tu puoi giocare con questi caproni, ma non con me.
- Scusa. - Aggiustamelo un po'.
No.
Non rompermi i coglioni, Spider.
Non ce l'ho più, davvero.
(tuono)
(tuoni e rumore di bottiglie rotte)
Lasciami.
(in francese) No! Lasciami!
(grida e parla in francese)
Daniele.
- Che cazzo vuoi? - Vaffanculo.
Qualcuno ti aspetta nella mia auto, le chiavi sono lì.
Quando sei tornata?
Un'ora fa, ho preso il primo treno.
Mi tieni con te?
Marcello mi ha lasciato le chiavi di una casa.
Andiamo là.
(rombo di motore)
Vanina, apri.
- Che fai? - Sono cazzi miei.
Non vuole capire. L'auto è qui perché non è ripartita.
- Se la trovi, che fai? - Stai zitta.
(colpi alla porta) Vanina!
Vanina, apri!
- Vanina, apri! - Pensi che siano arrivati a nuoto? - Apri!
Stai tranquilla.
Sei un disgraziato che fa il ruffiano, ma questa me la paghi.
- Io che c'entro? - Apri! - Marcello ha detto la verità.
- Le chiavi dove sono? - Basta, andiamo a casa.
- Levatevi dai coglioni, mi fate un favore! - Io resto qui.
Vanina!
Hai paura? Vanina, apri!
- Cosa vuoi? - C'è Vanina?
Entra.
- Ciao. - Ciao.
Hai visto? Ti ho rintracciato subito.
Ho fatto l'autostrada a 250 all'ora.
- Ti ho lasciato una lettera. - Certe cose si dicono a voce.
- Perché non l'hai fatto? - Per non essere picchiata.
Vorrei parlare a Vanina da solo.
- No. - Stai tranquillo.
Vanina non corre rischi.
E' andata bene la vacanza? Sono venuto a riprenderti.
- Troppo tardi. - Ma lui lo conosci appena.
Cambia qualcosa?
Non ti rinfaccerò niente.
E' successo, amen! Ho anch'io tanti torti. Non ne parleremo più.
- Ora torna a casa. - Ti sei portato i testimoni?
Appunto, per questa bella figura di merda!
Avevano paura che ti facessi del male, ma non ci penso. Vieni.
Non hai capito. Non ho più niente a che fare con te.
D'accordo! Hai una cotta per questo morto di fame di merda.
Non è la prima volta. Passerà. Noi stiamo insieme da anni.
- In che modo? - In tutti i modi, non solo a letto.
Vuoi sapere perché sono stata anni con te? Per i tuoi soldi.
Potevi fare qualcosa per me dopo quanto era successo.
Ma ero un'amante a mezzo servizio da sbattere fuori senza complimenti.
Era per i soldi e perché morivo di vergogna.
Vai via, Gerardo. E' meglio.
Fossi in te, non mi intrometterei.
Quindi non mi hai mai voluto bene.
Mai.
- Neanche a Venezia? - No, mi facevi paura.
- Durante i nove giorni a Madrid? - Hai parlato di anni, non di giorni.
- Gli hai detto come passavamo il tempo? - Può immaginarlo.
E a Parigi e a casa nostra?
- Vedi? - Non piango per questi ricordi.
Sposami. Ti supplico, vivrò solo per te. Ti chiedo perdono.
Non devi pregarmi, soprattutto davanti a lui.
Cosa sarà la mia vita se ti perdo?
Non è un capriccio o una vendetta.
Sono innamorata, non capisci?
Come ti ha incantato questo mezzo frocio di merda?
Che ha più di me? Questo?
Mi ha parlato.
Ti ha detto dove abitava a Torino nel 1955?
Da gennaio a giugno? In galera per truffa e assegno a vuoto.
- I carabinieri lo conoscono bene. - Sei un vigliacco.
A me non importa. Allora tu quanti secoli di galera dovresti fare?
E Marcello, il contrabbandiere? Spider con le ricette false?
- Vattene. - Peggio per lui.
No!
Gerardo, smettila.
Basta! Finiscila!
Basta! Ti prego, non picchiarlo più!
Volevi essere ragionevole, cerca di esserlo fino in fondo.
Andiamo.
Non finisce così.
Stai attento, imbecille.
Lei sparirà spesso.
Prende una sbandata e vuole cambiare vita. Non sei il primo.
Dirà bugie anche a te
mentre si fa sbattere da un altro che l'ha rincoglionita di chiacchiere!
Non la cambierai, è marcia. Lo avrai già capito.
Basta dirle "Ti voglio bene" e spalanca le cosce
come se avesse preso le pillole di Spider!
- Smettila! - Dai, picchiami!
Qualcuno ha rischiato la galera per lei.
Non sai da che fogna viene! Sua madre era una donnaccia.
Tutti noi abbiamo cominciato con lei per un pacchetto di sigarette!
Buon sangue non mente!
- Lasciami! - Basta! - Ti ammazzo!
Gerardo! Aspetta.
Racconta tutto. L'avrei fatto io, ma non ne ho avuto il coraggio.
- Sono passati quattro anni, non correte più rischi. - Piano, bella.
Piano. Abbiamo pagato molti soldi per non correre rischi.
- Ti dà fastidio confessare questo, vero? - Dimentichi un particolare.
Sono venuto dopo quando farsi vedere con te significava sputtanarsi.
- In qualunque bar sanno chi è. - Basta! Andiamo via.
- Perché le hai dato le chiavi? - Hai capito, deficiente?
Se la sono "ripassata" tutti.
Elvira compresa! Marcello mi disse: "Se vuoi, ne ho una di 15 anni."
L'appartamento di Bellaria è saltato fuori con la bacchetta magica?
No! Madame Abati ha presentato un alto onorario per il suo silenzio.
E noi abbiamo pagato, zitti e buoni.
Via di qui, fuori dai coglioni!
- Giù le mani, frocio sifilitico! - Anche voi, fuori!
- Senti, io... - Via!
Se vuoi, vado via.
Vieni qui da me.
- Hai paura? - Molta.
- Come reagirà? - Male.
- Ti vuole bene? - Sì, a modo suo.
(fischio del treno)
Eccolo.
Non andare da lei. Le scriverai, è lo stesso.
Ti prego, non tornare in città. Ho paura.
Tornerò da te e andremo via. Non so dove, ma ce ne andremo.
Vieni.
Ti amo.
Ciao.
Ciao.
- Ti faccio un caffè? - No, grazie.
Stanotte il telefono ha squillato 20 volte. Cercavano te o lei?
Lei, probabilmente.
Hai deciso di andartene?
Sì.
A me non hai pensato?
A lungo.
Che hai concluso?
E' giusto che sia così per il bene di entrambi.
Non stiamo neanche più insieme per abitudine, ma per disperazione.
Anche stare insieme per disperazione vuol dire molto.
Perché non mi hai lasciato tre mesi fa?
Sapevo che quell'insulso ragazzetto ti avrebbe scaricato
dopo aver fatto i suoi comodi.
Saresti rimasta sola
e dovevo essere io ad aiutarti.
Perché per te dovrebbe essere diverso?
Daniele! Alla nostra età ci danno le cose
solo per potercele riprendere.
Come puoi illuderti?
Ti sembra così assurdo?
Tu sei incapace d'amore come sei incapace di rimorsi. Pensa a Livia!
Di' la verità sull'angelica creatura che nessuno è degno di nominare.
Hai idealizzato una paranoica per rifugiarti in un'oasi di pena
e scrivere su di lei brutte poesie! - Il quadro è tuo.
Non farti fregare quando lo venderai.
E tu come farai?
Mi arrangerò.
Può arrangiarsi lei con qualche marchetta, dicono sia brava.
Grazie, rendi tutto più facile.
Credi finisca così? Non riuscirai a farmi impazzire.
Non ti liberi di me con il tuo silenzio e la tua educazione.
- Piuttosto mi ammazzo. - Lo hai minacciato spesso.
Vivendoti accanto, mi mancava l'aria.
Ti ho sopportato per dieci anni perché mi facevi pena.
- Credi ti abbia tradito una volta? - Mai supposto, Monica.
Io ti ho tradito sempre e con chi capitava!
Persino quando eri in casa, nella stanza accanto.
Ora che faccio? Ritorno a Mogadiscio da mio marito
supplicandolo di riprendermi dopo dieci anni? Io non sono più giovane.
Non voglio restare sola come un cane!
Addio.
Aspetta!
Stavolta troverò il coraggio.
Non ho nulla di caro su cui giurare, ma giuro ugualmente.
Se esci da qui, apro il gas e mi ammazzo.
Vorrà dire che per odio, mi avrai fatto l'estremo male possibile.
(segnale di linea occupata)
Ti ammazzo!
Daniele. Daniele!
Marcello, aiutami!
Portiamolo su.
E così, le hai prese.
- Dove siamo? - A casa di Marcello.
Che cosa ho?
E' come se tu fossi andato sotto a un treno.
Una costola incrinata e sei un po' malconcio dappertutto.
Ma non è grave.
- Aiutami. - Che vuoi fare?
Aspetta.
- Dove vuoi andare? - Da Vanina.
Abbiamo cercato di avvisarla, ma a Misano non c'era più.
E' a Monterchi, da sua sorella.
Aspetta fino a domani, l'avvisiamo.
Trovami qualcosa da bere.
Tieni.
Va meglio.
Molto meglio.
- Perché non mi avete portato in ospedale? - Ne sarebbe nato un casino.
E il primo nome a saltare fuori sarebbe stato quello di Vanina.
Paura di essere ricattati ancora?
Ecco i tuoi assegni. Li ho ricomprati da Fleca.
- Perché? - Non sono costati cari.
E lui ha fatto un affare. Rischiava di non prendere niente.
- Quanto ti devo? - Niente. - Niente?
Sì, non capisci?
- Quanti soldi hai? - 100.000 lire.
Non ci fai niente!
Cerco di corromperti per farmi perdonare.
Fai benissimo.
Puoi darli a mia moglie?
Marcello ha provato a telefonarle, ma ha trovato sempre occupato.
- Occupato? - Sì.
- Vuoi che riprovi? - No, vacci appena sono partito.
Va bene.
- Come lo hai scovato? - Spider, veggente e mago, ha infiniti poteri!
Livia era mia cugina, morì a 16 anni. L'anno dopo scrissi queste poesie.
Perché scrivi: "Il gesto altero di viltà o coraggio"?
- Si è uccisa. - Quest'altra?
"Ricevo una lettera da verdi campagne inglesi".
Mio padre morì in guerra in Africa.
Medaglia d'oro.
La vita di un uomo è piena di morti!
Vado.
Ti aiuto.
Che Dio ti protegga!
Ha altro da fare.
- Ti ho fatto il pieno. - E' un avvenimento.
Il pieno di benzina, tanti soldi! Parto con tutte le benedizioni.
La valigia è dietro.
Allora...
"Prendiamo il nostro eterno commiato.
Addio e per sempre addio, Cassio.
Se ci rincontreremo, avremo il sorriso sulle labbra,
altrimenti valga questo quale ottimo congedo."
Sei un uomo di buone letture.
Vaffanculo.
Ciao.
Signorina, per favore, mi sblocchi il 30110 di Rimini.
Un momento, per favore.
Presto, è urgente.
L'apparecchio è guasto o ha il microfono fuori posto.
(colpi alla porta)
Ho suonato due volte, ho bussato, ma dev'essere fuori.
- Non preoccuparti. - Tornaci.
Se non risponde, sfonda la porta.
- Subito, ti prego! - Che hai?
- Niente. - Ti senti male? - No.
Vai, ti raggiungo subito.
(pregano in latino)
Ogni tanto vengono in mente dei ricordi senza ragione.
"Colui che voi cercate non è qui."
"E' risorto, come disse, il terzo giorno.
Andate, vi ha preceduto in Galilea. Là lo incontrerete."
- Sei cristiano - Sono ateo.
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