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Original subtitles

[voci indistinte]

Tu che forma fai?

Io un fiore.

Adoro questo vaso.

[voci indistinte]

Ne faccio un altro, perché questo qua è più colloso.

Che?

[colpi sul vetro]

- Buonasera. - Buonasera.

Ciao.

Tu che hai scritto lì?

Questo l'ho fatto io.

Ah, però! È un bassotto.

Vai a levarti il grembiule. Dai, amore, andiamo.

- Ha fatto tutto lei? - Sì, certo.

Brava, vero?

- Arrivederci. - Arrivederci.

Fatto, amore?

[rombo del motore]

Senti una cosa. Ma se io ti chiedessi

qual è il tuo personaggio preferito di Pinocchio?

Lucignolo.

Ah, sì?

Lucignolo?

Hai ragione, Lucignolo è un personaggio bellissimo.

- Ma è cattivo? - No, secondo me no.

Secondo me lui vuole solo essere libero.

Poi non esistono i bambini cattivi.

Non si nasce cattivi.

Ricordati quello che diceva Mangiafuoco.

"Bada, bambina, non fidarti di chi sembra buono

e ricorda che c'è qualcosa di buono in chi sembra cattivo."

Mm?

Andiamo, dai.

- Che succede, amore? - Niente.

Però devi stare attenta, perché questo è un libro bellissimo.

Però, come tutti i libri antichi, è molto fragile.

- Perché lo aprivi e chiudevi? - Avevo paura.

- Di che cosa? - Del pescecane.

Fammi vedere questo disegno, vieni.

Vieni. Vediamolo insieme, vieni.

Vieni qua.

Vediamo un po', perché non mi ricordo più

se fa veramente paura. Dov'è?

Aspetta, che non me lo ricordo.

Però secondo me ci vuole una musica speciale.

- Prova a guardarlo tu. - No, guardiamolo insieme.

Ci vuole l'accordo di sventura. Sai che cos'è?

No.

[canticchia musica inquietante]

Mi stava mangiando il dito.

Aah!

Bruttissimo!

[verso]

Proviamo a vederlo tutto, dai.

Facci paura!

[verso]

Aspetta, vieni qua.

Ehi, amore, vieni qui.

Senti una cosa… Guarda qua.

Abbiamo parlato della balena e ne porteranno una vera

qui in città, a Piazza del Popolo.

- Non è incredibile? - Ma è viva?

Come fa a essere viva? Non c'è il mare. È morta, poverina.

Ma l'hanno conservata intatta.

E ora questa balena sta facendo il giro di tutte le città italiane.

Tra qualche giorno arriva a Roma.

Sarebbe interessante andarla a vedere insieme, mm?

- Dove la mettono? - La mettono qua, vedi?

Un grande tendone come al circo. Che dici? Vuoi venire con me?

- Ci sto. - Ci sto, affare fatto.

Andiamo a vedere la balena.

Dai.

Il signor Asinello non viene, perde i peli.

Lasciamo il signor Asinello qua, dai.

[musica alla radio]

[canticchia]

Che succede, mm?

- Non voglio. - Dai, dai, coraggio. Andiamo!

Non voglio!

Vedrai che è una cosa bellissima, domani lo racconti a tutti i compagni.

- Ho paura. - Che c'è?

Non voglio entrare.

Come mai ieri sera volevi venire a vedere la balena e ora non vuoi?

Ti sei messa questo bel vestito per vederla e ora?

Ieri non avevo paura e oggi ho paura.

Intanto faccio i biglietti?

Dai.

- Buongiorno. - Buongiorno. Mi dà due biglietti?

Mille lire.

- Prego. - Grazie.

- Andiamo? - No!

Ora mi devi spiegare perché hai cambiato idea.

Io voglio tanto vedere questa balena,

se tu non vuoi vederla, pazienza per te, eh?

- Vuoi restare qui o venire con me? - Voglio restare qui.

Vieni. Mi fa una cortesia? Può stare cinque minuti con la bambina?

- Certamente. - Va bene?

[musica vivace alla radio]

[suona "Stasera mi butto" di Rocky Roberts]

Amore, stai dormendo?

No.

Volevo darti la buonanotte.

Sono tornato un po' più tardi.

Come va?

Che avete fatto a scuola oggi?

Che succede?

Niente.

Sicura?

Sì.

Mi racconti che è successo? Perché stai così?

Niente, niente.

Non è successo niente.

Io rimango qua finché non mi racconti che è successo.

Il mio compagno di banco è molto, molto timido,

non parla bene e tutti lo prendono in giro.

- La maestra che dice? - Anche lei lo prende in giro.

- Lo prende in giro anche la maestra? - Sì.

Domani ti accompagno e andiamo a scuola insieme,

così capisco meglio quello che è successo, va bene?

Non voglio che vieni alla mia scuola, ho fatto male a dirtelo.

Non hai fatto male, hai fatto la cosa giusta.

Non è giusto che la maestra tratti così un bambino,

è una cosa molto grave.

Adesso dormiamo.

Spegniamo la luce perché è molto tardi, va bene?

Ma se mi prendono… Se…

Poi non credi che mi prenderanno tutti in giro

e diranno che sono una spiona?

No, nessuno può dire che sei stata una spiona.

[voci indistinte]

Dai.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

Vai con Carla, vai.

Andiamo, su.

Che c'è? Sei stanca?

[in francese]

[insieme, in francese] Buongiorno, maestra.

[Luigi] Lei deve spiegare ai bambini, deve ascoltarli.

Se qualcuno prende in giro un altro bambino, deve spiegarglielo.

[in francese]

[in francese] Forza.

[cronista] Tutti i senatori, con molta decisione e fermezza.

Esplosioni anche a Roma, a Piazza Venezia, in una banca.

Il bilancio è meno tragico, ci sono 16 feriti.

Lo scoppio a Milano è avvenuto

nella Banca Nazionale dell'Agricoltura in Piazza Fontana.

Si era pensato alle caldaie, ma sono state trovate intatte.

Si tratta di una bomba ad alto potenziale esplosivo,

si tratta di un attentato.

Colleghiamoci con Milano, con Elio Sparano.

[Sparano] In Piazza Fontana continua l'opera di pompieri, carabinieri,

guardie di pubblica sicurezza e vigili urbani,

dove alle 16:30 una bomba ha seminato morte e distruzione.

Negli ospedali dove sono stati ricoverati i feriti,

l'opera dei sanitari prosegue senza sosta

e tutte le persone che ne avevano bisogno, sono state operate.

Alcuni interventi erano richiesti…

Avete fatto un lavoro gigantesco.

So già chi è il protagonista.

- Fa mille movimenti… - Certo che con questo sguardo…

- È ipnotico, eh? - Sembra che ti fissi.

- Piano piano perché è fragile. - Sai che cammina anche?

- Possiamo fare vedere due passi? - Sì, facciamolo muovere.

Piano piano, eh.

Oh! Eccolo!

Come fa a camminare se non tocca terra?

- C'è il trucco. - Guarda come cammina.

Aspetta, aspetta, vai lì, vai.

A me sembra già molto buono.

[cigolio]

Che ci faccio io con te, eh? Me lo dici?

Forse…

Forse bisogna rovesciare la storia.

Pinocchio deve essere un bambino vero fin dall'inizio,

deve vivere continuamente in una dimensione reale.

[Luigi] E io questo con un burattino…

per tutta la durata del film…

non posso farlo.

[voci indistinte]

Veloci!

[voci indistinte]

Attenzione al cavallo! Aspettiamo!

Che stiamo facendo qua? Vi ho dato una posizione un'ora fa!

- Per cortesia, dai! - Mandali via, dai!

Vincenzo, chiamiamo gli altri? Dai, dai, dai, dai!

Loro due e mi servono gli altri due.

Attenzione, ci mettiamo davanti alle porte…

[voci indistinte]

- Basta con 'sto vento! - E fermala!

- Sto lavorando pure io! - Come fa a lavorare?

Basta! Ancora?

Stacca 'sta cosa! Sto fumando!

Oh, ridammi la sigaretta!

Cesare, quanto manca?

Non posso fare miracoli, sto lavorando a…

Forza, forza, dall'altra parte!

Piano piano panoramichiamo su loro. Te la faccio vedere.

Sudditi, cittadini…

- L'artista… - Aspetta!

- Vai… - Paesani, sudditi…

- Cittadini, esultate! - Così.

- L'artista che stavate aspettando… - Oh!

- Oh, stiamo provando. - Scusa, eh.

Ok, va bene.

Allora, signori, vi spiego il senso della scena.

È la prima scena del film.

Dobbiamo fare entrare gli spettatori in un clima di freddo,

il protagonista è freddo e povertà.

Per raccontare il freddo avremo queste macchine.

Per questo io insisto con loro. Ci sarà vento, neve, freddo terribile.

Non è un motivo estetico.

Se il pubblico sente il freddo,

capiamo molto di più la rivalità dei personaggi.

Mastro Ciliegia ha il fuoco, ha dato mangiare

e l'altro disgraziato ha il fuoco dipinto. Tutto parte da qui.

Voi la fate bene, aiutatemi di più con il corpo a sentire il freddo.

Però ci sono 30 gradi.

Hai ragione, ma è il mestiere dell'attore. Io non faccio l'attore per questo.

- Siamo attori. - Facciamo un'ultima prova.

Virginia, vieni a tamponare gli attori! Ultima prova e si gira.

Senti una cosa, Andrea. Vieni.

Vieni con me. Hai imparato la scena con Geppetto?

Sì, già la so tutta.

Meno male che ci sei tu.

Andiamo qui dentro, ci proviamo le battute…

Io ti faccio Geppetto e tu mi dici le battute.

Che cosa ti dice Geppetto qui?

"E io che ti do da mangiare?"

Poi ti ricordi? Va verso la finestra, trova le due pere,

te le porta e tu che dici?

"Se vuoi che le mangi, mi fai il favore di sbucciarmele?"

Bravissimo! Così, molto signorino.

Sempre con quest'aria da signore, bravo! Tanto la rifacciamo dopo.

Bravissimo! Meno male che ci sei tu, Andrea.

- Ma ti diverti a fare questo film? - Sì.

- Sì. Sì o no? - Sì.

Silenzio, stiamo per girare! Luigi, ci siamo quasi.

Ve l'ho detto venti volte,

non voglio nessuno affacciato.

Lei si vede, è in campo. Rientri dentro. Anche lei.

Tutti dentro, non deve affacciarsi nessuno.

Piano, perché strilli?

Se vi affacciate, non possiamo girare. Signora, anche lei, dentro. Grazie.

All'azione ci muoviamo come abbiamo provato.

Signora! Entra dentro? In che lingua devo dirlo?

Dentro! Grazie!

Silenzio, via dal campo! Signora, ha rotto i coglioni!

E che cazzo! Rientri dentro e chiuda la finestra!

- E che cazzo! - Cesare!

Come ti permetti? Come hai parlato a questa signora?

Questa è casa loro!

Dobbiamo chiedere il permesso noi perché li stiamo invadendo!

- Ancora non l'abbiamo capito. - Ho capito, però…

"Ho capito" che cosa? "Però" che cosa?

- Sono le loro case! Capito? - Ho capito.

Siamo noi che stiamo invadendo le loro vite!

Prima la vita e poi il cinema!

Prima la vita. Se non lo capisci, è inutile che fai cinema.

Cazzabubbola.

Avanti, su! Dai, dai, su.

Signora, cortesemente, dentro. Tutti in posizione.

Ciak in campo…

- Scusa, Luigi. - Motore.

"Le avventure di Pinocchio". 24, 3, prima.

[rombo di aereo]

Aspetta che c'è l'aereo.

Dai, Cesare, sbrigati, che dura un attimo questa luce!

- Dai! Forza! - Via dal campo tutti!

Via dal campo tutti, dobbiamo girare.

- [uomo] Tutti in posizione! - Dai, vai a giocare di là.

Tutti quelli che non sono di scena, via dal campo!

Via dal campo tutti!

[voci indistinte]

[urla]

Vieni, vieni. Vieni.

Vieni, piano piano.

Silenzio! Silenzio, mi raccomando!

- Non è che si ribalta? - Ma che si ribalta?

No, fermi!

[urla]

Viola, è un totale, le maniche non si vedono.

Sbrighiamoci, sennò perdiamo 'sta luce a cavallo!

Veloci, che va via il sole!

Alza un po' 'sto fuoco. Voi siete i più bravi, bambini.

[Cesare] Dai, dai! Basta, basta, via!

- Cesare! Che problema c'è? - Niente. Un minuto e ci siamo.

- Porta i somari qua. - Come va con 'sti asinelli?

- Sono agitati. - Sembrate più agitati voi.

Perché l'omino di burro non è unto? Deve essere sempre unto!

- Su i bambini, forza! - Cesare! E dai!

- Sapete che dovete uscire di campo? - Lo sappiamo.

- Aspettiamo il via. - Va bene.

- Cesare, andiamo. - Ecco! Pronti a girare!

Pronti, via! Forza!

Leghiamo gli ultimi asini. Luigi, qua ci siamo!

Bravo, alzalo un po'.

- Ernesto, hai seguito? - Sì, tutto a posto.

Parti largo, tieni dentro i bambini, tieni dentro Lucignolo e Pinocchio,

poi, piano piano, vai a stringere sul carretto.

Levatevi da là!

Veloci!

[versi]

- Come andiamo? - Siamo pronti da un'ora,

ma se non giriamo quando tiene?

Via tutti che perdiamo la luce a cavallo!

Do motore, eh.

- Motore… - Ciak in campo!

- Silenzio! - 43, quinta.

Luigi. Cazzo, sta in campo!

- Do lo stop? - No, aspetta.

Sei in campo! Vai via! Vai via!

Guarda se 'sta ragazzina mi fa perdere l'inquadratura…

- Non mettertici pure tu. - Via! Dall'altra parte! Vai via!

Sei in campo! Sei ancora in campo!

Sei in campo! Via di lì! Via, via!

È ancora in campo! Vai via!

Sei in campo!

Sveglia!

Via!

Ancora in campo! Via!

- Silenzio! - E azione!

[nitrito di cavallo]

[nitrisce]

Eh! Guarda, questa è la luce a cavallo.

È bella, vero? Tieni.

Ma devi stare attenta, però,

perché è finta, è un'illusione.

[Luigi] E stop! Com'era?

- Buona! - Ernesto?

Buona, buona.

[Luigi] Molto bene. Bellissima! Facciamone subito un'altra.

[Cesare] Riportiamo il carretto in posizione, tutti in posizione!

[raglio di asini]

[voci indistinte]

[voci non udibili]

[suonano una ninna nanna]

[voci indistinte]

Ce n'è per tutti quanti, su.

Non fatevi venire il mal di pancia con tutto 'sto zucchero.

[voci indistinte]

Andate sulla giostra, andate.

Tu, Lucignolo, appena sceso, stai contento, fai…

Continuiamo con il movimento!

[voci indistinte]

Piano! Così vi fate male!

Vi macchiate i vestiti, venite qui!

[raglio di asini]

Vai. Fermati qua, fermati qua. Va bene.

- Prova? - Sì.

Prima prova!

Grazie.

Silenzio! Dobbiamo fare tutti silenzio!

Signori!

Mi rivolgo soprattutto agli adulti, io capisco i bambini…

Tutti in posizione! Stiamo lavorando qui!

Voglio l'omino di burro dentro al carretto!

Tutti i bambini piano piano sul carretto.

- Forza, dai. - Cesare, ci siamo?

Ci siamo, ci siamo.

[verso]

- Dai. - Dai, veloci.

Sul carretto, ma dammi lo zucchero filato.

Sul carretto, forza.

Tu scendi per prima, va bene?

All'azione, scendiamo tutti!

Uno, due, tre!

[urla ed esultanze]

Bravissimi! All'azione!

Silenzio! Tutti in posizione! Pronti a girare!

E motore… E azione!

Bambina, devi scendere! È azione, scendi!

Scendi!

- Ha detto di scendere! - Scendi, aspettiamo tutti te!

Azione!

[voci ovattate]

[ovattato] Azione!

[voce non udibile]

E stop.

Amore, ma stai bene? Eh?

È troppo bello!

Oh, è troppo bello. Allora, con questo entusiasmo,

quando senti l'azione, scendi di corsa!

Su!

- Luigi, che è successo? - Tutto a posto.

Allora, tutti in posizione!

Forza! Tutti in posizione!

È motore… E ciak in coda.

Partito!

Azione!

[cronista] Nuovo episodio di violenza a Milano.

Ieri sera verso le 19

il direttore dello stabilimento Siemens in Piazza Zavattari,

Idalgo Macchiarini, 42 anni,

è stato percosso, spinto su un furgone…

Questi sono pazzi…

Appeso al collo un cartello, "Brigate Rosse".

"Colpirne uno per educarne cento. Tutto il potere al popolo armato…"

Ma la presunzione… Presuntuosi esaltati.

Nel furgone gli agenti hanno trovato un altro foglio ciclostilato

sempre a firma "Brigate Rosse".

Hai visto, amore?

C'è gente che pensa che oggi basta fare un disegno

per cambiare il mondo.

Basta essere un po' estremisti, duri e puri.

O sei dalla parte giusta o sei dalla parte sbagliata.

Se sei dalla parte buona, fai la rivoluzione,

se si dalla parte sbagliata, ti prendono per matto o per traditore.

Questi sono solo degli assassini.

Adesso però finisci quel disegno.

Non sono brava neanche a disegnare, questa è la verità.

Pure il bassotto di ceramica…

non l'avevo fatto da sola.

E che me ne importa a me?

Che mi importa se non sai disegnare?

Hai imbrattato un muro, finiscilo!

Impara per una volta a portare a termine le cose.

Anche se fallisci, così almeno capisci che hai fallito.

Oggi tutti artisti e tutti i rivoluzionari, eh?

[sirene]

♪ Crescerò ♪

♪ Farò finta ♪

♪ Perché è giusto, prima o poi ♪

♪ Dargliela vinta ♪

♪ Non lo so ♪

♪ Se saprò amare ♪

[voci non udibili]

[rumori del traffico ovattati]

[sirena]

[sospira]

[la porta si apre]

Senti, scusa.

Vorrei parlarti un momento.

Io voglio chiederti una cosa…

una cosa sola.

Ma devi promettermi di dire la verità.

Sì.

Tu ti droghi?

No.

Mi stai dicendo la verità?

- Sì, papà. - Io ti credo.

Ti ho sempre creduto, mi fido di te.

Io mi rifiuto di sorvegliarti.

Voglio credere alle parole che mi hai detto, come sempre.

Quindi pensaci bene…

e rispondimi sinceramente, te lo chiedo un'altra volta.

Tu ti droghi?

No, papà.

Va bene, va bene.

Ciao. Da dove rientri?

Da un concerto.

- E da dove ritorni ora? - Da un corso di oreficeria.

Sto imparando a fare il pane fatto in casa.

Al Festival della Poesia.

Un corso di telaio.

Da dove torni invece stasera?

Ho scoperto che mi piace il reggae,

ascolto solo reggae ormai.

Sai invece tu chi mi ricordi?

Mi ricordi un personaggio di un racconto di Huxley.

Due o tre grazie. L'hai letto?

- No. - Leggilo. È molto bello.

La protagonista femminile

se sta con un fotografo, si interessa di fotografia.

Poi si innamora di un pittore e si appassiona di pittura.

Poi c'è un nuovo fidanzato poeta e inizia a scrivere poesie.

Poi incontra anche un etologo e si impara i nomi degli animali.

Leggilo, perché…

I dialoghi sono bellissimi, eh.

"Amore, se non inquadro il mondo, non lo vedo più.

Oh, tesoro, senza la pittura io non vivo.

Se non scrivo poesie tutte le mattine, non capisco più niente."

Ah, poi all'etologo gli dice:

"Muoio se non accarezzo un animale selvatico!"

Hai capito?

Una cretina, in pratica.

No, io non ho detto questo.

Diciamo una creatura altamente influenzabile, ecco.

Mm?

- È la mimesi. - Ah, certo, la mimesi, ho capito.

Sì, la mimesi, papà.

- Capire con il corpo. - Certo, con il corpo.

Sì, con il corpo.

Tu ce l'hai ancora un corpo, papà?

Che mi hai insegnato a fare le cose che mi hai insegnato?

"Le bambine sono come i maschi, possono fare le stesse cose."

Non è vero. Mi è bastato uscire di casa per sentire il disprezzo.

Ma tanto c'era già quel disprezzo in casa nostra.

E lo sai da dove è entrato, papà?

Dalla tua testa.

Sì.

Quanto era più facile quando ero una bambina?

Ma adesso che sono una donna, è un bel casino, eh?

Come fai ora che quell'essere… perfetto

adesso è diventata una donna,

uguale a tutte le altre donne che tu, come tutti, tutti…

sottilmente, tu educatamente…

ma visceralmente,

disprezzi?

[sbatte la porta]

[rumore indistinto]

[una porta si apre]

[chiude la porta a chiave]

[musica classica]

[rumore indistinto]

[sospira]

[sospira]

Mi apri, per favore?

Apri, per favore?

Che fai? Che fai?

- Lasciami! - Esci!

- Bugiarda! Sei una bugiarda! - Papà!

- Scusa! - Sei una bugiarda!

Che schifo!

Che schifo!

Schifo!

Mi hai mentito, mi hai mentito!

- Mi hai mentito! - Scusami!

Guardami!

Mi vergogno tantissimo.

Mi vergogno così tanto, cazzo!

[Luigi respira affannosamente]

Faccio schifo!

Stai zitta! Stai zitta!

Papà, io sono una merda!

Cazzo!

Non so fare un cazzo, papà!

Dio, mi odio!

Che fallimento…

Scusa. Non mi piace fare niente.

Non so che sto facendo, io non so…

Sono una fallita.

Papà, io non ho un sogno,

non ho una vocazione, non so che sto facendo, sono solo…

un schifo, cazzo.

Sono una merda. Guardami.

Questa idea del fallimento io la conosco proprio bene.

Senti, ti racconto una cosa.

Quando io avevo più o meno la tua età

stavo montando il mio primo film e questo film mi sembrava…

che non quagliasse, mi sembrava tutto freddo, distante, sbagliato.

Mi ricordo che ho scritto una lettera a un mio amico…

in cui gli dicevo che di tutti i mestieri che avevo tentato…

il regista era l'unico che non mi era riuscito.

E sì, poi ci ho messo quasi dieci film

a fare qualcosa che assomigliasse a ciò che avevo in testa.

Ma anche dopo…

anche quando ho iniziato a fare dei film abbastanza buoni,

questo senso di fallimento…

di non essere all'altezza…

me lo sono sempre portato dentro.

Mi è rimasto appiccicato addosso.

All'inizio quando facevo i film…

forse non dovevo fare il regista, ero troppo buono e gentile.

Non sapevo mai dire di no

perché volevo lavorare

e tutti consideravano il mio cinema troppo buono e gentile,

forse avevano anche ragione.

Poi questo senso di inadeguatezza, di non essere all'altezza…

secondo me viene da molto più lontano, da…

da quel bambino che forse ero,

sempre solo, timido, emigrato…

Anche se è proprio in quel bambino che io…

ho trovato la mia forza, la mia ostinazione.

Quindi, senti una cosa, questo te lo dico per due motivi.

Primo…

sempre tentato, sempre fallito.

Non importa.

Tentare di nuovo

fallire di nuovo, fallire meglio.

La seconda…

mettiti in testa che io non ti lascio più sola…

e devi fartene una ragione.

Io non ti lascio più adesso.

Ti sto sempre appiccicato.

Guardami.

Guardami.

[uomo al megafono] Questa mattina in Via Mario Fani, alle ore 9,

è stato rapito il Presidente della DC, Aldo Moro.

Questa mattina in Via Mario Fani, alle ore 9,

è stato rapito il presidente…

- Che è successo? - Che ne so.

[uomo al megafono] Questa mattina in Via Mario Fani…

- Eh? - Eh?

[uomo al megafono] È stato rapito il Presidente della DC, Aldo Moro.

- Aspetta, aspetta. - Ssh.

[uomo al megafono] In Via Mario Fani alle ore 9…

- Chi hanno rapito? - Moro!

- Che? - Aldo Moro!

- Moro? - Sì, hanno rapito Aldo Moro!

Hanno rapito Aldo Moro!

Continuate il tema! Non applaudite! Ma che fate?

Non applaudite, non applaudite!

Non applaudite!

Non applaudite! Non si applaude!

[esultanze]

Buoni!

Stai seduta, buona!

Non applaudite!

Seduti! È una follia! Continuate il tema! Sciagurati!

Non sapete quello che fate. Ricominciate il tema!

Avanti, scrivete! Dove vai tu?

Venite qui! Tornate indietro!

[uomo al megafono] Questa mattina in Via Mario Fani, alle ore 9,

è stato rapito il presidente della DC, Aldo Moro.

Questa mattina in Via Mario Fani, alle ore 9,

è stato rapito il presidente della DC, Aldo Moro.

Questa mattina in Via Mario Fani, alle ore 9,

è stato rapito il presidente della DC, Aldo Moro.

[elicottero]

[voci non udibili]

[cronista] Certamente, certamente.

Da Via Caetani sono arrivate le prime immagini

dal luogo dove è stata trovata l'auto con dentro l'onorevole Moro.

Questo è il posto dove è arrivato De Matteo

che ai giornalisti che stazionano a 80 metri dal luogo

ha detto, allargando le mani:

"Vi confermo che è l'onorevole Moro, non posso dirvi altro."

Vedete la ressa di questa strada piccola, stretta,

solitamente percorsa non dal traffico, ma da persone a piedi.

Lì il traffico scorre impetuoso per Via delle Botteghe Oscure,

facendo una circonvallazione intorno alle viuzze.

[prete] Beati gli invitati alla cena del Signore.

Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

Oh, Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa,

ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.

Nella notte in cui fu tradito

egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse:

"Prendete e mangiatene tutti.

Questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi."

Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice,

ti rese grazie con la preghiera di benedizione,

lo diede ai suoi discepoli e disse:

"Prendete e bevetene tutti.

Questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.

Fate questo in memoria di me."

Cupido, non ti lascio.

Non ti lascio, te lo giuro.

Non ti lascio.

Come stai?

Senti, devo dirti una cosa.

Ho deciso che partiamo…

io e te.

È meglio se andiamo via.

No.

Ma dove vuoi che vada? Dai.

Andiamo a Parigi.

Ma quando, scusa?

Ora.

- Devo fare la valigia. - Non devi prendere niente.

Ho già preso tutto io.

No, io devo passare a casa, devo andare da un'amica…

Non devi andare da nessuna parte, non devi vedere nessuno.

Ti ho detto che partiamo ora.

E il tuo lavoro?

Il lavoro…

Non ha importanza ora.

E…

quanto staremo via?

Ah, non lo so.

Il tempo che ci vuole.

E che faremo il tempo che ci vuole a Parigi?

Beh, andiamo al cinema.

Al cinema.

[rumore di treno]

[musica rock dalla radio]

Senti una cosa,

ma 'sto rock and roll non finirà mai di morire, eh?

Cazzo!

[sirena in lontananza]

[rombo di tuoni]

- Dove vai? - Scendo a comprare le sigarette.

No, aspetta che vengo con te.

- Non preoccuparti, vado da sola. - Mai da sola!

Ricordati quello che mi hai promesso.

Io devo uscire.

- Oh, lasciami! - Vieni qui!

Lasciami! Papà, che cazzo! Mi sono rotta i coglioni!

Non ce la faccio più qui dentro, vado fuori di testa, non c'è aria!

Se esci da quella porta, non mi vedi più.

[rombi di tuono]

Guarda che decidi tu.

Ma se esci di qui, io domani prendo il treno e torno a Roma.

Ma non mi rivedrai mai più per il resto dei tuoi giorni.

[rombo di tuoni]

Scusa.

Dai, andiamoci a fare una passeggiata insieme.

Mi vesto.

Speriamo almeno che non piova.

[sbuffa]

Ecco qua.

[in francese]

Ecco.

Ah.

Ridi, ridi.

[Luigi] Stiamo sempre a correre.

- Aspettami! - No.

- Aspetta, per favore! Ti prego! - No! Dai, papà, muoviti.

- Ho chiesto per favore! - È il mio ritmo, stammi dietro.

Sei cattiva.

Ti ho capito, sei proprio cattiva, questa è la verità.

Va bene, sono cattiva. Ora ti muovi?

Puoi rallentare almeno?

Dai, papà, sul serio, ora basta, muoviti.

[rombo di tuoni]

Sei sempre stato un camminatore, dai.

Lo stai facendo apposta, eh?

Papà, muoviti.

Cammina!

Ho detto cammina!

[sbuffa]

- Stai attenta, eh? - Sì.

Che c'è?

[parla francese]

[voci indistinte]

Quando ripenso a me bambino emigrato in Francia con la mia famiglia,

mi ricordo questo senso di grande solitudine…

in un Paese da cui sognavo sempre di scappare per tornare a casa.

Fino a che, un giorno…

era andato in città

e aspettavo emozionato una ragazzina che m'aveva dato un appuntamento.

Io aspettavo e aspettavo e questa ragazzina non arrivava mai.

A un certo punto mi giro e vedo un cinema

e decido di entrare.

Si chiamava "Cinema Majestic".

Entro e vedo questa attrice su un manifesto

che mi sembrava una dea scesa dall'Olimpo.

Te la faccio breve, questa ragazzina non arrivava

e io compro il biglietto ed entro in sala.

Era un film del '32,

L'Atlantide di Pabst,

di cui credo di non aver capito niente.

[Luigi] Però io ero sconvolto da questa sensualità che emanava.

Si svolgeva nel deserto del Sahara,

dove c'era questa regina misteriosa, Antinea,

che governava il popolo dei Tuareg,

di cui si innamora il protagonista, un ufficiale francese,

che vuole capire, dopo essere stato catturato,

chi è veramente questa Antinea.

C'è questa scena memorabile

in cui c'è questo luogotenente che gli dice…

"Antinea…

Antinea…

C'est Paris!"

E c'è questo ribaltamento favoloso

in cui dal deserto del Sahara ti ritrovi in un teatro di Parigi

pieno di luci, di ballerine stupende che ballano il cancan.

Oh, a me quel giorno m'è cambiata la vita.

Perché io ho capito che con il cinema potevo scappare.

Hai capito? Con l'immaginazione.

Hai fame?

Sì.

Allora dobbiamo subito andare a cercare un posto.

- Papà… - Che c'è?

Sto bene ora, mi sa.

[personaggio del film] Antinea…

Hai sentito?

Antinea…

[insieme] Antinea…

C'est Paris!

[musica movimentata del cancan]

Ciao, ciao. Bentornata.

- Benvenuti. - Ciao.

Guarda che faccia questo. Vieni.

Questo è molto più buono di te. Andiamo in camera.

Ti prendo la borsa? Non c'è bisogno, tranquillo.

Com'è andato il viaggio?

Bene, dai.

- Vi fermate per un po'? - Una settimana.

Ma è vero che stai preparando un film tuo?

Sì.

E di che parla questo film?

Parlerà dei miei anni complicati.

Ah. Vieni, vieni.

[vagiti]

Beh?

Non mi dici niente?

- E di che cosa? - Del film.

Ah!

Che devo dirti?

Questo è un mestiere in cui è bene non dare troppi consigli.

Va bene, ma a parte i consigli, dico…

Non lo so, che ne pensi?

Che vuoi che ne pensi.

Ho fatto più di 40 film, mai fatto un film autobiografico,

tu fai il primo film, lo fai autobiografico.

Che devo dirti? Complimenti, hai un bel coraggio.

- Sei arrabbiato. - Ma figurati.

È che non capisco perché abbiate tutti questa esigenza

di raccontare le vostre storie nei film, non lo capisco.

Io poi ho fatto sempre un cinema molto popolare.

Cercavo di fare dei bei film, spero che qualcuno sia venuto bene.

Però film che fossero capiti dalla gente.

Non che parlassero solo di me.

Ad ogni modo…

ti auguro di fare il film più bello possibile

e soprattutto che abbia molto successo.

Perché è importante.

Ti lascio adesso.

Ah.

Una cosa però.

Non chiedermi di vedere questo film

perché proprio… non ce la faccio.

[applausi]

Vai, vai, vai!

Bellissima, meravigliosa. Guarda qua.

[voci indistinte]

Bellissima, meravigliosa.

[voci non udibili]

E fai un sorriso, su.

Ecco.

[voci indistinte]

- Papà, che dici? - No, si vede l'immagine.

Va bene così?

Ma c'entrano tutti 'sti frati nell'inquadratura?

Pare di sì.

- È abbastanza larga, che dici? - Sì, va bene.

Senti, ricordati sempre di fare questi totali.

Hai capito? Vieni qua.

Non bisogna fare sempre i primi piani, i totali sono importanti.

Devi fare capire dove stanno i personaggi, li collochi,

sennò il pubblico non capisce niente.

Vuoi che facciamo una prova o la giriamo?

- Fai fare un'altra prova ai frati. - Vabbè, prova con i frati.

Siamo pronti per la prova della preghiera.

- Che c'è? - Niente.

Vieni qua.

Sì.

- Perché mi guardi così? - Come?

Ho capito che pensi.

Tu dici: "Io che c'entro con tutti 'sti frati e questo film?"

Il nostro è soprattutto un lavoro,

bisogna cercare di farlo nel migliore dei modi,

anche quando quello che ti chiedono non è proprio il film che vorresti.

È proprio bello stare ancora sul set.

Lo so e questo film sarà bellissimo.

Ah, l'importante è che sta in piedi.

I film o stanno in piedi o non stanno in piedi.

Poi decide il pubblico.

[insieme, in napoletano] Fateci tornare a casa!

Fateci tornare a casa!

[voci indistinte]

- Ma che stanno dicendo? - Dicono: "Fateci tornare a casa."

Ma come "fateci tornare a casa"? Dai!

[voci indistinte]

Signori, signori, ma che preghiera è, scusate?

- L'avete imparata la preghiera? - [insieme] Sì.

Allora dite la preghiera.

[insieme] Ave, Maria, gratia plena dominus tecum.

Bene, ci siamo quasi. Passa l'aereo e ci siamo!

Ave, Maria, gratia plena…

Il nostro è proprio un bel mestiere, vero?

Sì.

Dai che giriamo! Via dal campo! Vai!

- Fuori! - Via, via! Veloce!

Aspetta, che c'è l'aereo.

[rombo di aereo voci indistinte]

Un attimo che c'è l'aereo!

Frati, silenzio!

Grazie. Pronti?

Ed è motore!

Trentadue, 1, prima.

[ciak]

È buona?

E azione!

Ti annoi?

No, no.

Le domeniche in trasferta sono così, non si sa mai che fare.

[sigla del telegiornale]

[cronista] Eccoci dopo le notizie del telegiornale…

[narratore] Da 23 anni esiste il parco nazionale in Sila…

I soldati americani…

Aspetta, torna indietro, che c'è Paisà.

Oh!

Che meraviglia.

[personaggio film] Partigiane…

Un altro partigiano morto. Vado a prenderlo.

[in inglese]

Io vado lo stesso.

Vedi di fare bene, eh!

[musica del film dalla tv]

[tonfo]

[sparo]

[film] Questo accadeva nell'inverno del 1944.

All'inizio della primavera la guerra era finita.

[musica del film dalla tv]

Papà.

Troppo bello.

È troppo bello.

Troppo bello.

Ora…

tu lo sai che io non mi ricordo più niente,

però mi ricordo tutti i film muti, uno a uno,

che ho salvato da ragazzo prima che li mandassero al macero.

Li recuperavamo con questi due amici

dalle sale parrocchiali o dai cinemini di quartiere

prima che li distruggessero.

Io li tenevo a casa, sotto al letto.

È con quei film lì che abbiamo poi fondato la Cineteca di Milano.

Il cinema è così.

Quando penso al cinema, mi viene in mente l'immagine

del bimbo che gioca nella spazzatura e trova una biglia meravigliosa.

Allora dice: "Papà, guarda che ho trovato!"

Perché è così il cinema,

ti mostra quello che trova.

Avrei voluto mostrare quello che avevo trovato a mio padre,

ma non ho fatto in tempo, se n'è andato troppo presto.

Però tu mi hai fatto vivere grandi emozioni.

Perché tu ti sei gettata nella vita con coraggio, con decisione.

Hai guardato tutte le tue contraddizioni,

che mi hanno fatto molto soffrire, lasciamo stare.

Però è con quel coraggio,

grazie a quel coraggio,

che tu hai avuto il diritto di camminare a testa alta.

Hai capito?

[ride]

Visto che fa Rossellini?

[garriti di gabbiani]

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