All language subtitles for Un.Dramma.Borghese.AKA.Mimi.1979.PAL.DVD9-idkC

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic Download
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian Download
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian Download
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin Download
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish Download
pt-BR Portuguese (Brazil) Download
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian Download
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian Download
sh Serbo-Croatian Download
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish Download
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Un pellegrinaggio.

Dopo anni di abbandono.

Un pellegrinaggio a rievocare la memoria di una vita…

...trascorsa fra le altre, in segreto.

Solo oggi sappiamo come si consumò silenziosamente la sua tragedia.

Con la sola compagnia dei suoi fantasmi.

In un estenuante sforzo di comunicare con gli altri.

Chiuso oltre quella soglia.

Le fantasie fervide…

...dell'uomo che solo da poco abbiamo imparato a conoscere e amare.

Un fiume di parole.

D'immagini.

Nacquero qui.

Nacquero qui i suoi personaggi.

Ironici.

Dolorosi, grotteschi.

Le trame realistiche o paradossali.

Un travolgente bagaglio di esperienza umana consegnato a noi.

Alla nostra meditazione.

Attraverso le pagine dei suoi romanzi.

Credeva che fossi un cliente? Dove sono questi due?

- Ha detto due, vero? - Due.

Pensavo di non aver capito, al telefono

Due in un colpo, fuori stagione.

Alla suite 48.

- Tutti e due? - Sì

Ah. Due come?

Maschi? Femmine? Maschio e femmina?

Sì, uomo e donna.

Non li ho visti, ho iniziato il turno adesso.

Ho trovato il biglietto.

Hanno lo stesso cognome.

Marito e moglie!

Sicuramente abbienti!

- Che piano? - Secondo.

Scusa papà.

Non avevo sentito entrare il dottore.

Signorina, i miei rispetti!

È sua figlia, se ho afferrato bene, eh?

Ha afferrato benissimo.

Anche lei è ammalata.

Respiri.

Basta.

Padre e figlia

Mi avevano detto "una coppia".

Pensavo a una doppia influenza, o un doppio raffreddore

Capita, tra marito e moglie.

O magari un doppio imbarazzo di stomaco preso a un festino.

Un festino, addirittura!

Non abbiamo avuto proprio tempo di fare festini,

io e Mimmina…

Si giri, si sdrai.

Comunque è raro nelle coppie, trovare…

...gli stessi disturbi di stomaco.

Magari lei ha uno stomaco da struzzo…

e il marito invece tende all'ulcera…

...e viceversa!

Dottore, ancora non mi ha detto che cos'ho.

Lei non ha niente. La diagnosi non è difficile.

Non c'è di che preoccuparsi, perbacco.

Soltanto questo attacco reumatico…

...che si manifesta in modo così acuto.

Invece la terapia è più difficile.

Oggi la scienza dispone solo di analgesici.

Efficaci, efficacissimi, ma…

La malattia resta.

"Non abbiamo medicine che attacchino la sua essenza."

...come direbbe un medico del settecento.

La ringrazio, dottore.

Ora mi farebbe piacere se visitasse anche mia figlia.

- Subito… - È molto simpatico. Qual è il suo nome?

- Vanetti. - Vuole visitarmi qui?

Beh, forse meglio di no.

Daremmo disturbo al signore, il suo papà.

- Venga allora. - Certo.

Ha figli, dottore?

Sì, sei.

Dev'essere bello vivere in una famiglia numerosa.

Io sono figlia unica.

Sì, ma anche una famiglia numerosa ha i suoi problemi!

Dottore!

Vorrei sapere perché questa ragazza ha quelle linee di febbre.

Sono dodici giorni che è stata operata all'appendice

- Vedo, vedo! Operata qui a Lugano? - No, Ginevra.

Appena arrivati l'altra sera, ci siamo messi tutti e due a letto.

Perbacco, capisco.

È una bella saccatura ammalarsi in albergo.

- Chi è? - Sono io, Signorina.

Eccomi.

- C'è un pacchetto… - Grazie, Eugenia.

Mimmina, chi è?

Eugenia.

E chi è?

La cameriera.

Cosa voleva a quest'ora?

Ha portato le medicine mandate dal dottore.

Chiacchierone micidiale.

- Come va, papà? - Così…

- Non dormivi? - Dormivegliavo…

E il braccio? La spalla?

Vai a letto, non sei malata anche tu?

Inauguriamo la caffettiera?

Che ore sono?

Presto…

Non è l'ora per perdere il caffè…

Cosa importa l'ora? Tanto siamo malati.

E poi voglio provarla.

Dove sarà la presa?

Qua non c'è…

Forse qua...Ah, eccola!

In tre minuti dovrebbe essere pronto.

- La miscela ce l'hai messa? - Certo.

Credevi me ne fossi dimenticata?

Vuoi convincermi di essere una brava donna di casa.

Per ora mi sembra solo che fai confusione.

Sai quando sono nata, io?

Tre giorni fa.

Quando mi portato via da quel maledetto pensionato.

Maledetto pensionato?

Non te l'avevo mai sentito dire prima.

Tanto sapevo che mi ci avresti lasciato lo stesso.

Cosa te lo dicevo a fare?

Oh! Le tazzine, lo zucchero!

Sei arrivata appena in tempo.

Stava per uscire e sporcare tutta la sedia.

Accidenti.

Poco per me, e anche per te!

Va bene.

Però ti piace dolce. Me ne sono accorta.

Sì…

Uno per me, se no ingrasso.

Un altro.

Uno…

...e due.

Sai, ho fatto il conto.

Da quando avevo sette anni a oggi…

...siamo stati insieme cinquecento ore.

21 giornate in tutto.

Che te ne pare?

Cos'è, un rimprovero?

Un rimprovero?

Ma no! Che te ne pare del caffè!

Ah. Ne ho bevuti di migliori.

Ma anche di peggiori, se ti fa piacere.

Certo che mi fa piacere. È il primo caffè che bevi fatto da me.

Che bello avere da pensare a una persona che conta più di me.

La mattina quando mi sveglio penso…

"Il mio papà è lì, in quella camera."

Basta aprire quella porta e lo vedo.

Ho l'impressione che anche Dio mi sia più vicino.

Dio.

Sì! Tu non mi credi.

Non c'è niente di strano.

Voglio solo dire che mi sento più felice.

Hai uno strano modo di mescolare Dio e caffè

E zucchero… Ah, le medicine!

È stato bravo il dottore.

Così preoccupato per suo figlio, eppure ha pensato a noi.

Quale figlio? Ho sentito che ne ha sei

Uno è ritardato. A te non l'ha detto?

A me sì.

Gli ho dato anche dei consigli. Mi intendo di queste cose.

Ecco. Queste sono le tue e questa è la mia.

Prendila e vai a dormire. Anzi, misurati la febbre prima.

Vai di là, perbacco! I 6 anni li hai passati da un pezzo!

Anche tu dici "perbacco" come il dottor Vanetti!

Dev'essere un modo di dire della vostra generazione.

Mettermi insieme a quel medico non è un complimento.

Lui almeno è in carne, ben nutrito.

Tu sei così sciupato…

Se mi tieni con te, ci penso io a sorvegliarti.

Fino a prova contraria dovrò prendermi cura io di te!

Ma sei tu che fai il giornalista.

Sei tu che sei sempre in viaggio.

Mangi poco e lavori troppo!

Che ne sai tu?

Credi che non si veda?

Posso toccarti la testa?

Il mio papà…

Giura che se hai bisogno di qualcosa chiami me e non la cameriera.

Non sarai mica gelosa di… come si chiama?

Eugenia!

No, devo essere io a occuparmi di te.

Finalmente abbiamo potuto fare due chiacchiere in pace.

Però adesso ho sonno…

Non guardare, se no poi ti arrapi…

Ma è ancora troppo presto!

Sono sempre le solite lineette. Se questo vuol dire essere malati…

Lascio la porta socchiusa, così ti sento subito.

Chiudi invece. Fammi il piacere.

Non scordarti le basse insinuazioni.

Cosa?

Il dottore ti ha ordinato una supposta ogni sei ore.

Oddio Mimmina, che spirito… le basse insinuazioni!

Non è divertente? La signora Ritter lo diceva

quando a qualcuna venivano ordinate delle supposte.

"Ragazze, non scordatevi le basse insinuazioni!"

E Therese, la mia amica, commentava:

"Lo so io di che basse insinuazioni avrebbe bisogno quella!"

Mimmina! Che linguaggio è questo?

Se stata in un pensionato femminile o in una caserma!?

Ma dai, Papà! Adesso vuoi fare il moralista?

A parte gli scherzi

Sei sicuro di farcela a metterti le supposte da solo?

Ma vuoi lasciarmi in pace!?

Mimmina!

Mimmina!

Ho sentito un rumore. Cos'è successo?

Ho chiuso la finestra.

Sognavo, lo so.

Ho avuto una specie di incubo.

Non sarai andata sul balcone in quelle condizioni?

È stato solo un momento.

Papà.

Posso farti una domanda?

Fammela.

Ti dispiace vivere rinchiuso qui dentro solo con me?

Per il mio carattere…

...la solitudine è la condizione naturale.

E in secondo luogo, "vivere" è inesatto.

Noi non viviamo qua. Siamo solo di passaggio.

Almeno spero.

Perché comincio a sentirmi meglio.

Le supposte stanno funzionando.

E in terzo luogo?

In terzo luogo ci sei tu.

È la prima volta che sono veramente padre.

Non mi sono mai sentito…

...così in compagnia.

Anzi sarà meglio stabilire un modus vivendi fra noi due.

- Cioè? - I pasti, per esempio.

Mi piace mangiare da solo.

Per me ormai è un'abitudine.

Ciascuno nella propria camera. Ti va?

No, non mi va.

Ma il papà sei tu.

Io devo solo obbedire.

Puoi anche discutere se vuoi.

Davvero, posso?

Allora discuterò, vedrai.

Ma mi piace anche se mi dai degli ordini.

Giuro che sono il padre meno adatto a farlo.

Sei adatto, sei adatto!

Però non mi hai ancora risposto.

Di dispiace o no, startene qui da solo?

Senza la tua amica.

Che ne sai della mia amica?

Potrei non averne, o averne più di una.

Ti dispiace o no?

Sei testarda, accidenti.

Tra noi due l'argomento è irrilevante. No comment.

Devo disturbarti. Posso andare in bagno?

Non te ne se mai fatta un problema.

- Stanno arrivando. - Stanno arrivando…?

Le mestruazioni, perbacco.

Hai visto? Ho detto "perbacco" anch'io.

Quando usi il bagno, chiuditi dentro.

- Lo faccio sempre. - No, non lo fai mai.

E ti assicuro che assistere alle tue funzioni è una cosa che non mi va!

Va bene.

Se d'ora in poi dobbiamo vivere insieme…

...bisogna che io impari le tue abitudini, i tuoi gusti

Dimmi le cose che non ti piacciono di me!

Così mi correggo!

Solo una bestia può mettersi con un ragazzo…

...che potrebbe essere suo figlio!

L'ha stregato!

E adesso lui dice che la vuole sposare!

Mai sentita al mondo, una roba cosi!

Sposare?

Ma quella donna non è sposata?

Ha detto che ha tre figli.

Sì, sparsi per il modo.

Uno in Italia, il più grande, ha quasi 20 anni.

Una ragazza in servizio a Losanna. Chissà poi che servizio farà…

E il più piccolo in un orfanotrofio come un trovatello.

Queste tre povere creature non sanno chi è il padre.

Neanche la madre lo sa. Con tutti gli uomini che ha conosciuto…

E mio nipote, che per me è come un figlio, la vuole sposare!

Può immaginare mia sorella. Diventerà matta!

Sono cose del destino. Cosa vuol farci, Eugenia?

Cosa voglio farci? Lo so io cosa farci!

Non ho niente da perdere. Glie l'ho detto a Mia sorella…

"Te ne libero io"!

- Se quella non la rimpatriano… - Mimmina!

...faccio uno sproposito!

Mi scusi un momento, Eugenia!

Ti sei portata il teatro in camera con quella lì.

Ti diverti?

Non farti sentire, poveretta.

Non è una cosa divertente. È una disgrazia per lei!

Hai sentito tutto?

Non riesco a leggere, urla come una pazza. Avrà finito, spero!

Non hai comprensione delle disgrazie degli altri.

Ninna oh…

Ninna oh…

Questo pupo a chi lo do?

Lo darò alla befana che lo tiene una settimana…

Lo darò al mago nero che lo tiene un anno intero…

- Lo darò al buon Gesù… - Piano!

- …che lo tiene un anno in più! - Questa è una tortura, non un massaggio!

Mi sono imposto un compito molto difficile.

Farle da padre dopo tanti anni di lontananza e distacco.

È fatta così, questa figlia.

Uno strano miscuglio di impudicizia e innocenza.

Di provocazione assurda anche se incosciente.

Di grande ostinazione…

...e di totale disponibilità.

Una cosa molto strana in lei, che non so come interpretare…

...è l'assoluta mancanza di curiosità per sua madre.

Vuole sapere delle mie eventuali amiche.

Ma di sua madre non mi ha mai chiesto niente.

Se l'è dimenticata.

Eppure quando Carla è morta, Maria Luisa…

...Mimmina, come lei la chiamò sempre, aveva già 6 anni.

Qualcosa della sua immagine deve esserle rimasta dentro.

Che fai, papà? Parli da solo?

No, sto dettando al magnetofono.

È così che lavori?

Cos'è, un articolo?

Sono degli appunti.

Appunti su cosa?

Su un romanzo, magari.

Sono orgogliosa di te. Ho un papà così bravo…

Non hai idea di come erano invidiose le mie compagne.

Perfino Therese, che non si emoziona mai per niente.

Quando arrivavi al pensionato erano tutte in subbuglio.

Uno scrittore è una cosa romantica.

Pensa un po'…

Se mi vedessero su questa poltrona paralizzato dai reumatismi…

Non mi piace questa tendenza che hai.

Ogni volta che puoi, ti butti giù.

Ferma quel coso!

Perché incide anche la tua voce.

Non voglio che incida la mia voce.

Va bene.

Cosa fai con quello in mano? Lascia fare le pulizie alla cameriera

Tanto per muovermi.

Quando ho le mie cose…

...sono nervosa.

Come tua madre che puliva l'argenteria.

Chi è questa Therese di cui parli tanto e non si emoziona facilmente?

- Posso prenderti la mano? - No!

Le tue sono sporche di Sidol.

Mi da fastidio anche l'odore. È un intruglio velenoso.

In certe cose sei più delicato di una donna.

Therese è una ragazza italiana.

Cioè, i suoi erano italiani.

Lei è nata in Svizzera.

È più grande di me, ha 24 anni.

Siamo state insieme tanto tempo.

Adesso ha finito di studiare, lavora a Ginevra.

Vive ancora lì con voi?

Credevo fossero tutte studentesse, al pensionato.

Sì, la maggior parte.

Con Therese dormivano nella stessa camera.

Sapessi come le è dispiaciuto vedermi partire.

Anche a me è dispiaciuto lasciarla.

Io mi confidavo con lei.

Mi ha insegnato un mucchio di cose.

Per esempio?

Riguardo al sesso.

È lei che mi ha spiegato tutto.

Anche sulle mestruazioni, che ne sapevo io?

- Va bene se apparecchio qua? - Sì.

Lasci, non si disturbi.

Vai a lavarti le mani, disinfettale.

Come sei esagerato, per un po' di Sidol…

Allora devo andare in camera mia a mangiare?

Ti piace obbedire, lo hai detto tu.

Devo preparare nell'altra camera per la signorina?

No, non importa, vada pure.

Buon appetito.

Grazie.

Chissà quanto hai sofferto nella tua vita, papà

Hai assaggiato il vino?

Ah, l'idea del vino e stata tua!

Per ripagarmi delle sofferenze della vita?

Che c'è?

Il cagnolino. Ho fame!

Senti…

Se vuoi mangiare di qua, per questa volta puoi venire.

Va bene?

Guarda, lo vedi com'è grosso?

Basta, cattiva! Mi fai male!

- Aspetta, ce n'è un altro qui. - No!

Ahi!

Stamattina volevi sapere degli uomini.

Tu volevi raccontarmelo.

Cos'è, un argomento buffo?

Anzi. Quando sono con un ragazzo che mi piace divento molto seria.

Però ho una gran voglia di strusciarmici addosso…

Te l'hanno fatta venire in molti, questa voglia?

Tre o quattro.

Sì, anche Albert, un tedeschino.

Ma poi quando se ne vanno, non ci penso più.

Therese, invece, se si prende una cotta è rovinata.

Per questo dici che sei più in gamba tu?

Sì, certo.

Cioè sapresti controllarti meglio.

Per me gli uomini non sono problema, per lei sì.

Io sono sicura che non mi innamorerò mai.

Eh! "Mai"…

A forza di strusciarti addosso…

...a qualcuno resterai appiccicata, vedrai.

Non ci sperare.

Lascia stare la mia roba.

Ho messo a posto in camera mia, metto un po' d'ordine qua.

Stendhal, Lucrezio…

Montaigne...sono tutti libri vecchissimi.

Non ti farebbe male leggerne qualcuno.

Che Bella pistola.

Perché ce l'hai?

È un oggetto che mi segue dai tempi della guerra.

Sei tu che te la porti dietro!

Fammi vedere la portatile.

Com'è carina.

Perché non mi detti?

Faccio duecento battute al minuto, non è mica male.

Così posso aiutarti quando lavori.

Perché non prendi uno di quei libri? Ce ne sono anche di moderni.

...e vattene a leggere in camera tua. Lasciami riposare, su.

Ancora cinque minuti.

Voglio conoscerti, papà.

Voglio sapere tutto.

È per questo che mi stai ispezionando?

Ne avremo, del tempo.

- Mettiti il termometro. - Già fatto, ho le solite lineette.

A una cosa però devi rispondermi.

Eri più contento prima?

O sei più contento adesso?

Con me.

Come sei perentoria.

Vuoi sempre dividere il mondo a metà.

Sì o no. Bianco o nero.

I sentimenti umani non hanno confini così netti.

I miei sì.

Per esempio, Frau Ritter la odio.

Te, invece, non ti odio.

Ti amo.

A un padre si dice "Ti voglio bene".

Devo fare la pipì.

Chiudi la porta.

Agli ordini, capo!

E poi subito a letto, capito?

Mi tratti come una bambina. Prima la pipì e poi a letto!

Sei peggio della signora Ritter!

Mi tieni con te, papà?

- Cosa fai? - Non ti darò fastidio.

Grazie papà.

Hai avuto momenti di molto tristezza.

Quando eri nel pensionato?

Non molti.

Povera bambina.

La solitudine ti metteva tristezza.

Posso essere triste anche in mezzo alla gente.

Se non c'è nessuno che mi interessa.

Certo, ma è un'altra cosa.

Quando eri piccola…

...avevi paura a dormire sola?

Non mi ricordo.

Mi addormentavo di colpo…

Mimmina, mi ridai il braccio?

Tua madre soffriva di insonnia.

Tu proprio no.

Meglio così.

Non le assomigli molto…

…ma me la ricordi terribilmente.

Chi sarà?

Forse il dottor Vanetti.

A quest'ora?

È venuto ieri sera!

Mi si è impigliata la camicia!

Chi è?

La posta, signore.

Un attimo.

Avanti.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Metta pure là.

Qualcuno nel mondo si ricorda che esistiamo.

Fa ancora male?

Sì. Abbastanza…

Mi dispiace.

Vediamo a chi dobbiamo essere grati.

Ce n'è una anche per te.

La leggiamo dopo. Vieni a letto.

Che ne dici delle mie meduse?

Mi affliggono.

Cosa dici? Le tue meduse?

Cosa sono?

Il mio seno.

Il seno di tua figlia.

Ti dovrebbe interessare.

Il fattorino ci ha lanciato un'occhiata.

Non è sembrato molto convinto.

Sarebbe meglio che ti esponessi di meno ai fattorini.

Per quel che c'era da vedere…

È il mio problema.

Ho preso anche delle pillole, ma non succede niente.

Forse cambierà quando avrò un'attività sessuale.

Cosa stai dicendo?

Pensi di no?

Therese mi hai detto che le aveva come le mie.

Poi le si sono formate meglio con l'attività sessuale.

Proprio lei…

La leggo dopo, non mi va adesso.

Vieni o no?

Ma lo sai che ore sono?

Semmai, hai il tuo letto.

Ieri sera mi hai assalito con un'azione di sorpresa.

Ma è stata la prima e l'ultima volta.

Non riuscirai più ad approfittare della mia debolezza.

Mai più.

Cosa vorrai, Therese?

Ancora una delle tue solite prediche?

Quanto scocci!

Ma no, no...hai sentito male!

Ti voglio bene, ti voglio bene!

Antipatiche!

Così si chiama Hilde.

Ho letto solo la firma, te lo giuro!

Mimmina, tu hai bisogno di un paio di schiaffoni.

Ma che c'è di male?

Io volevo solo…

Tu non mi racconti mai niente di te…

Insomma, ho torto io e ragione tu?

Dillo, hai ragione tu?

Cosa ho fatto di male?

Volevo solo lavarti la schiena e tu non hai voluto…

...ero qui e ho dato un'occhiata.

Sono tua figlia, non una qualsiasi! Ho diritto di conoscerti!

Quale diritto?

Che cosa stai dicendo?

Perdonami, papà…

Io ti voglio bene. Ti voglio bene!

Picchiami, se vuoi. Hai ragione tu!

- Picchiami! - Mimmina, basta.

Lasciami qui, lasciami qui!

Mimmina non chiede altro…

…stare vicina al suo papà.

Piantala.

Non fare il solito teatro, piantala.

Sì, papà.

Mimmina fa quello che vuoi tu.

Indovina chi ci viene a trovare.

Therese, la mia amica.

Vedrai, ti piacerà.

Ja, ich bin krank.

Ich bin krank!

Im bett ins Hotel…

Mit meine Tochter! Meine Tochter, Mimmina!

Herr Hilde,

ich kann nicht wegfahren von Lugano

auch meine Tochter Mimmina ist krank!

Hilde, warum verstehst du nicht?

"Perché non hai bisogno che qualcuno ti voglia bene?"

Me l'ha detto stamattina.

Mi sorprende sempr---

When the general arrived to the barracks…

Tu non ti fai mai il bagno?

La signora Ritter non ve l'ha insegnato?

Uffa papà!

Non posso, ho la passerina malata.

Non hai sentito che sta salendo? Copriti!

Tanto mi deve visitare. Sono già pronta.

Ti fai trovare così, mezza nuda?

Arrivo, dottore.

Avanti, avanti. La aspettavo.

- Ero sicura che sarebbe venuto. - Buongiorno. - Buongiorno.

Scusate se non ho avvertito. Mi sono trovato a passare di qui e ho detto…

"Bisogna che riveda i miei due ammalati."

Grazie.

Permette?

Più tardi mi sarebbe stato impossibile.

Ospedale, visite a domicilio, ambulatorio…

Proprio ora…

...giornata terribile.

Come va? Come va?

Benissimo, grazie.

Sono contento. Ora vediamo.

Cominciamo da lei allora, signorina.

La vuoi smettere, Maria Luisa?

Il dottore è qui per noi, non fargli perdere tempo!

Il vostro caso è veramente interessante,

avvalora una certa teoria che si sta facendo strada oggi.

Ne leggevo recentemente in una rivista medica.

La complementarità biologica dei genitori con i figli.

Attestata del resto dai gruppi sanguigni…

Ma a parte questo…

...voi siete fortunati nella sfortuna!

Sì, perbacco! Vi assistete l'un l'altra!

Bravi.

Bravi davvero.

Ma…

...tutto ciò potrebbe anche condurre a uno stato di inerzia psicosomatica.

Per cui gli organismi arrivano a una sorta di…

…assuefazione, che toglie loro ogni stimolo per superare lo stato patologico.

Veniamo a noi.

Più forte.

Ecco.

Come si chiama suo figlio?

Quello malato, poverino.

Gino.

Stamattina sembrava…

...sembrava più sereno.

Mi ha anche sorriso.

Ha dei momenti in cui è dolcissimo…

A volte mi chiedo se non intuisce tutto.

- Mi chiami se ha bisogno, signorina. - Sì, Eugenia.

È qui, Professore? Se vuole tornare dentro, io ho finito.

Grazie. Anche qui si sta abbastanza bene.

Come vanno le smanie di suo nipote con quella vecchia?

Lei mi prende in giro.

Se sapesse come ci sto male io…

Scherzo. Non mi permetterei mai.

Mia figlia cosa sta facendo?

Appena ho chiuso le finestre si è alzata.

È la che mette in ordine. Com'è brava quella figliola!

L'avessi avuta io una figlia così!

Grazie, grazie.

Questa è Mimmina che russa.

Speriamo che il suo futuro compagno abbia il sonno più duro del mio.

Mi chiedo perché ho voluto fissare per sempre su questo nastro…

...le manifestazioni sonore del suo sonno.

Forse solo per il piacere di conservare qualcosa di noi e degli altri.

...che è anche la ragione della fotografia

No, non solo per questo.

Semmai, in questo caso, per sottolineare con toni diversi, divertiti…

...le scenette che si svolgono in questa camera,

o addirittura su questo letto.

Su questo letto ho assistito a un fatto più traumatico.

Mi sono svegliato all'alba.

Accanto a me ho avvertito come un'inquietudine.

Una...agitazione.

Mia figlia era a occhi chiusi.

Però dopo un attimo, quello che stava accadendo…

...la cosa più normale di questo mondo, a quell'età…

Mi è apparso evidente.

Dentro, mi è successo qualcosa che non so definire.

Il sesso non mi ha mai ossessionato.

Ma mentre stavo lì, raggelato accanto a mia figlia…

...che compiva su sé stessa gesti istintivi…

- ...provavo una sensazione… - Non è vero!

Stavo dormendo, non me ne sono accorta!

È stato un sogno, sei un bugiardo!

Tu mi odi!

Mi odi!

Non fare così, è assurdo.

Prendere appunti è una mia mania.

Non c'era alcun rimprovero per te.

Non mi vuoi bene!

Lo anche tu che ti voglio bene.

Avanti, non comportarti come una bambina!

Calmati.

Mi studi come un insetto.

Cerco solo di conoscerti.

Ti creo solo problemi.

Vattene. Torna a Bonn, vai dalla tua Hilde.

Vai dove vuoi, farò a meno di te.

Mimmina.

Io non resisto più!

Papà!

Papà, ti voglio bene.

Non devi farti del male, non puoi trattarmi così.

Papà mio…

No, Mimmina…

Mi hai visto mettere al mondo…

- Mimmina… - Oddio…

Papà! Aiuto!

Aiuto, qualcuno! Eugenia!

Mimmina!

Sono io, Therese.

Apri, Mimmina!

Sei tu, meno male! Aiutami, ti prego!

Papà è svenuto. Sollevagli la testa.

Vado a prendere dell'acqua.

Come sta?

Therese, si è ripreso?

Sì. Si sta alzando.

Bagno un asciugamano.

Eccomi, arrivo.

- Sono qua. - Cos'è successo?

Non lo so, dev'essere scivolato.

Forse ha battuto la testa sul marmo del camino.

Strano modo di fare conoscenza.

Bentornato.

Hai visto chi è arrivata? Proprio adesso.

È Therese, papà. Come stai?

Piccolo colpo di scena.

Anche mio padre a volte sveniva.

Un'abilità di famiglia…!

Si è ferito?

C'è del sangue, deve aver battuto la testa.

La colpa è mia, perdonami papà!

Sto benissimo, Mimmina!

Vorrebbe distruggermi…

Ma ci vuole altro, per un tipo come me!

Così lei è la grande amica di Maria Luisa.

È arrivata al momento giusto.

E questo?

Mi è caduto dal tavolo prima.

È successo un disastro qui dentro!

Grazie…

Sì, oggi è stata proprio una giornata no.

Adesso che c'è lei speriamo che il segno cambi.

Maria Luisa, che ne facciamo della tua amica?

La invitiamo a cena in camera da noi?

Sì, grazie papà.

Mi sembra un'ottima idea. Che ne dici, Therese?

Come vuoi, sono qui per te.

Avete una sigaretta? Ho dimenticato le mie in camera.

Mi dispiace, noi non fumiamo.

Non vi credevo così malridotti.

Mi sembra di essere in un lazzaretto.

> Mi passa lo chef, per favore?

Sì, ci stiamo riprendendo faticosamente.

Il fatto è che conoscerci, dopo una così lunga lontananza…

...è stato un trauma per tutti e due.

Me ne sto rendendo conto.

> Senta, ci dovrebbe servire tre coperti in camera.

Ha un'aria un po' ironica, lei.

Non si giustifichi, ha ragione.

Le hanno già assegnato una stanza?

Sì, sopra di voi.

> Cosa prevede il menù stasera?

- Le pro… > Fatemi fare bella figura!

Le propongo di fare un cambio con la mia camera.

Posso andare io di sopra, così voi due state vicine.

Non lo dica neppure per scherzo.

- Perché? - Parli piano…

Si lei se ne va di sopra, darà un dolore terribile a Mimmina.

> Certo, anche il vino.

- Guido, ti va bene il solito vino? - Sì, benissimo.

Therese, tu bevi, lo so.

- ...O hai perso anche questo vizio? - No!

> Allora va bene, mi raccomando, grazie.

Intanto che vi fate compagnia, io mi metto un po' in ordine.

In onore di Therese!

Come si sente?

Bene, bene, veramente.

Non so neanche cosa sia stato…

...ma mi è successo ancora.

Un mancamento improvviso.

Maria Luisa è molto contenta del suo arrivo.

Mi sembra già cambiata d'umore.

Spero si rimetta presto.

- Vorrei andare a spasso con lei. - Certo!

Saremo alla fine di questa incredibile clausura, francamente non ne posso più.

Non credo che a Mimmina sia pesata molto, questa clausura.

Non ha fatto fatto altro che pensare al suo papà, in tutti questi anni.

Mi fatto venire la curiosità di conoscerlo, questo famoso papà.

> Guido.

> Puoi venire di qua un momento?

Cosa vuoi?

Un momento solo, puoi venire?

Mi scusi.

Cosa fai?

Mi dici in che giorno è morta la mamma?

Che ti viene in mente?

Cosa significa?

Perché te ne stai qui?

C'è la tua amica, perché devi fare sempre l'originale?

Voglio saperlo.

Devi dirmelo, ti prego.

Non me lo ricordo più.

Quanti anni aveva la mamma quando è morta?

Trent'anni.

Il doppio degli anni che ho io adesso.

Non è un po' troppo forte?

È tardi, non ci siamo solo noi.

Scusami. Se ti disturba, lo vado a spegnere.

No, mi piace.

Ti piace.

Perché...ti ricorda la mamma?

La mamma?

Non capisco il collegamento.

È una musica dolce.

E poi la mamma non suonava il pianoforte?

Non come Rubinstein, ma se la cavava.

Spiegami, Mimmina…

...come mai questo ricordo improvviso della mamma?

Abbiamo parlato così poco di lei…

Pensavo di addolorarti, perché…

...credo che tu non l'abbia dimenticata.

La mamma era spagnola, vero?

Sì, ma ha sempre vissuto in Argentina.

Ma tu…

...cosa ricordi di lei?

- Eri così piccola… - A volte la sogno.

Però non riesco mai a vederla in faccia.

Mi pare di averlo, un ricordo.

In un giardino grande e pieno di fiori.

A Buenos Aires ce l'avevamo un bel giardino.

Il nonno cominciò a picchiare il cane con il guinzaglio…

Aveva un giornale in mano.

Mi pare di vederlo…

Era un uomo alto.

Arriva la mamma di corsa…

...e prende il cane in braccio per proteggerlo.

Allora il nonno sgrida anche lei.

E la mamma si mette a piangere.

È un quadretto molto verosimile, bambina mia.

Non ti ricordi nient'altro di lei?

No, non mi pare.

Ma ci penso spesso.

Davvero?

Sì.

A com'è morta…

Devo dirtelo?

Che cosa?

Io credo che l'abbia voluto lei.

Ce l'ha mandata apposta, la sua auto contro quel muro.

Ma cosa dici?

Fai un torto gravissimo a tua madre, con queste idee…

...assurde!

Non l'ho pensato mica adesso.

È da tanto tempo che ne sono convinta.

Ah, ne sei convinta!

Certo, e chi te lo toglie più della testa?

Non ne abbiamo mai parlato prima d'ora.

Neppure sai com'è accaduto…

Devi sapere che Carla e io non eravamo soltanto marito e moglie.

Eravamo anche amanti.

Sei abbastanza grande per capire…

Innamorati.

Ma tu…

…eri lontano da tanto tempo.

Hai pensato anche a questo…

Se proprio vuoi saperlo…

...stavo per tornare in quei giorni.

E non ce l'hai più trovata…

Forse ha voluto punirti.

Punirmi?

Ma che dici?

Punirti della tua assenza.

Tu…

Non ci hai mai pensato che poteva essersi uccisa?

Potevi chiedermi qualsiasi cosa di tua madre.

Ho sempre sperato di poterne parlare con te, un giorno.

Com'era bella…

...piena di vita…

Volevi sapere cosa ho pensato in quei giorni?

Ho pensato di tutto.

Ero disperato.

Sì, anche che si fosse suicidata.

Ho impiegato mesi per ripercorrere gli ultimi giorni della sua vita.

Le sue ultime ore.

Credimi…

Non ho trovato niente che potesse propensare a quello che tu dici.

Allora, ti piace?

Sei bellissima.

Non io, il vestito!

Era di Anne-Marie-

È rimasta incinta e non le stava più. Me l'ha venduto per una sciocchezza.

Ho fatto un affare.

Che piacere rivederla, signore.

Grazie

La signora non può uscire ancora?

No. Signorina, è mia figlia.

Certo, mi scusi.

Ma vedrà che si rimetterà presto.

- Buona passeggiata, signore - Grazie.

Perché non ti alzi?

Dovresti uscire all'aria aperta!

Divertirti un po', trovarti un bel fidanzatino…

Non posso. Vai tu, vai pure.

Va bene. Vado, prima che ricominci a piovere.

Dai, vieni anche tu!

Vieni! Ti aspetto!

No, lui poi mi sgrida, devo obbedire.

Torno presto.

Se lo incontri, salutamelo.

Oggi è la prima volta che è uscito.

Va bene, ciao.

Ciao

Saluti da Mimmina. Se l'aspettava che ci incontrassimo.

- Di che umore era? - Buono, mi è sembrato.

Mimmina ha un bel carattere.

Non credo di averla mai vista di cattivo umore.

È vero.

Ha un carattere abbastanza allegro. Quasi vivace.

Per me questo esperimento di convivenza si sta rivelando molto difficile.

Me lo sono immaginato quando mi ha scritto che eravate insieme

…in due camere vicine comunicanti.

Anche lei viveva in camera con Mimmina.

Sì, per un anno.

Ma non è la stessa cosa.

In che senso?

Lei è un uomo.

Il padre.

Comunque mi creda, io con Mimmina ci stavo bene.

Non avrei mai condiviso la camera con lei se non fosse stato così.

A quel tempo io lavoravo dentro al pensionato come assistente.

Mimmina studiava fuori.

Le ore insieme erano molto piacevoli.

Ci facevamo certe risate!

Mimmina sente molto la sua maturità.

È normale, ho otto anni di più.

Ha un'adorazione per lei.

Ce la vedo…

Adesso c'è lei.

- Mi permette un momento? - Prego…

Il telefono, per favore.

Là dietro, signore.

Mi ha riempito di raccomandazioni, come una moglie premurosa.

Anche lei è stato premuroso a telefonare.

Facciamo una passeggiata?

Sì, ci stavo pensando anch'io.

- Quant'è? - Uno e cinquanta.

Grazie.

> Che bello! C'è la neve!

Sentito? Dicono che c'è la neve.

Io sono vestita così leggera…

Moriremo di freddo.

Se lei vuole fare una passeggiata…

…io l'aspetto da qualche parte. Sto gelando.

- Ho bisogno di scaldarmi. - No, no…

Andiamo nel bar, per carità!

Con i miei reumatismi… Venga, venga.

...in ogni modo, peggio per lui!

Come mai non se l'è portato in vacanza?

Bella vacanza voleva farmi fare!

Mario è solo una carta di riserva. Sta lì, aspetta il suo turno…

...se verrà mai.

Se non lo ama, perché non se ne libera?

Liberarmene? Che fretta c'è?

Non si sa mai nella vita.

Ha mai letto quegli annunci sui giornali…

"cercasi segretaria di bella presenza"?

Sapesse quanti ne ho letti io…

Sono di bella presenza, secondo lei?

Anche troppo, per una segretaria!

Infatti le ho sempre scartate, certe offerte di lavoro.

Cercavano solo la bella presenza, mica la segretaria!

Va meglio così?

"Sono una ragazza seria, responsabile, Commendatore…

Ho bisogno di lavorare, sono alla fame!

Se c'è qualche straordinario da fare, non mi tiro indietro!"

Mi assume?

Ha le mani gelate.

Faccio le Public Relations in una banca.

Molto...svizzera, come occupazione.

Sapesse quanto ci ho messo per trovarla…

Non è che sia proprio l'ideale.

E se mi stancassi?

C'è sempre Mario che aspetta il suo turno.

Detta così, la cosa pare molto meschina.

Forse lo è.

Ho cercato l'amore.

Ancora lo sto cercando.

Ma non l'ho mai trovato.

Forse si può vivere anche senza amore.

Lei non crede?

Non le piace?

Il panorama?

Non lo vedo, fa troppo freddo!

Benché, vicino a lei…

Forse più caldo qui che la dentro.

Anche il Punch era appena tiepido!

Non le faranno male tutti questi sbalzi di temperatura?

Bello! Le piaccio?

Proviamo lei.

Sta bene, un bel prete!

Sa che una volta un prete si era innamorato di me?

Bellissimo, giovane!

Mi scusi.

A Mimmina dirà che è andato al cinema.

Io tornerò dopo cena da una gita a Locarno.

È meglio così.

Mimmina, sei lì?

Mimmina! Sei pazza!

Vieni qua!

Dentro! Su!

Dentro.

L'ho fatto perché volevo diventare più ammalata!

Più ammalata? Non sei malata abbastanza?

Non dai già abbastanza pensieri a tuo padre, col tuo comportamento?!

Non era tanto che ero là fuori!

Ci sono andata quando ti ho sentito arrivare!

Scusami!

Mimmina, io sono stanco.

Molto stanco.

Se non la smetti di tormentarmi ti mando via!

Mi dimetto da padre!

Ci vediamo ogni dodici mesi, a Natale! Mi sono spiegato?!

Eh?!

Perché non mi capisci?

Perché non mi credi?

Mi è impossibile portarla al mare, ora.

Ho ricevuto una lettera dal mio direttore…

con ordine di rientrare a Bonn entro quattro giorni.

Mi rendo conto, ma una soluzione si trova.

Pensi alla riviera ligure di questa stagione.

Un vero incanto!

Io ci vado spesso in automobile coi miei figli durante il weekend.

La conosco palmo a palmo!

Ah già, dimenticavo…

Sua figlia è proprio una cara ragazza.

Mi ha invitato stasera a cena in albergo con voi

Ah, bene.

Lei non lo sapeva?

No, ma ne sono felice. L'aspettiamo.

Comunque un altro clima sarebbe un coadiuvante notevolissimo!

- Prego. - Grazie.

Anche da un punto di vista psicologico.

Perché da un punto di vista medico…

...sta meglio di lei e di me!

È così giovane…

Benedetta lei.

Monogamo, dottore? In che senso?

Monogamo, sì!

Ho scoperto di esserlo quando lei…

...mia moglie, mi ha lasciato per sempre, poverina.

E da allora ha rispettato sempre la sua memoria?

Scrupolosamente, sì.

Mio dio, e quanti anni sono?

- Sette. - Sette?!

Sì, lo so…

Lei è così giovane, esuberante. Si meraviglia, ma…

Dopo aver passato tutta la vita con la stessa persona…

...condividendo con lei gioie, dolori, ogni cosa…

Quando ti viene a mancare, senti che…

...che è insostituibile.

E dove la ritrovi una comunione simile?

Quella totale complementarità…

morale… e anche fisica…

...che si è creata in tanti anni.

Altre donne possono attrarvi per un momento.

Superficialmente, ma è l'illusione di un attimo

Quando poi le ha vicino, niente.

Non mi succede più niente.

E all'illusione segue una delusione profonda.

E allora io…

- Rinuncio. - Rinuncia?

È commovente, dottore!

Sai una cosa?

Ho letto che c'è anche una razza di colombi monogama.

Maria Luisa! Il dottore appartiene alla specie dell'Homo Sapiens!

...che non è affatto monogama. Il dottore non è mica un colombo!

- Un colombaccio, semmai! - Non ci scherzi, dottore.

Io la capisco perfettamente.

Anzi, brindo alla sua monogamia.

Adesso sono io che non capisco più.

Non mi dica che anche lei è monogamo?

Ma pur di bere ancora, sono pronta a fare qualsiasi brindisi.

- Io con l'acqua! - Alla monogamia!

Oh, com'è tardi! Ho ancora una visita da fare!

Devo correre. Anzi, precipitarmi!

Scusatemi davvero.

Però ci vuole il bicchiere della staffa!

Ma sì!

Salute.

Salute a lei, dottore.

Arrivederci! Devo andare, scusate.

No! Quella è la mia camera, non l'uscita.

Papà, accompagnalo.

No, non occorre… Sono lucidissimo…

Per un bicchiere di vino…

Ci mancherebbe altro, perbacco.

Addio fiori…

- Il neodramma italiano, bellissimo! - Arrivederci!

Sono proprio stanca.

Sarà meglio se vai a letto anche tu.

La mia borsetta.

- Salutami tuo padre. - Va bene, ciao.

Buonanotte.

Io trovo che è davvero molto simpatico, il dottore.

Sì, ma uno di questi giorni gli scoppieranno le vene,

quell'omaccione con la sua monogamia!

Vuoi? Te le lascio.

No, ho smesso. Non te ne sei accorta?

Sì, ho notato che non hai fumato. Pensavo fosse per tuo padre.

Buonanotte.

Ciao.

Sono le tue.

Grazie.

Ti erano cadute ieri sera.

Scusami per stanotte.

Poi hai dormito?

Macché.

Sei un po' pazza, di' la verità.

Perché cerco la tua amicizia?

Ce l'hai già, la mia amicizia.

Non è vero.

Non è facile per una come me conquistare l'attenzione…

non solo la curiosità, di uno come te.

- Perché? - È il segno della vera amicizia.

- Il gioco è un ritorno all'infanzia. - Appunto!

Così noi facciamo girotondo intorno agli alberi.

Non sono mai salita su un aereo.

Caro papà, la giornata è stata lunga e triste.

Sono stata sempre sola.

Poi è venuto il dottore.

Ma io pensavo sempre a te…

...e tu non tornavi.

Allora ti ho scritto questa lettera.

Spesso vorrei scriverti.

Torna presto, creatura mia.

Cosa fai lì?

L'hai letta?

Sei arrabbiato?

Perché mi hai scritto una lettera come questa?

Quando mi scrivevi dal collegio erano lettere normali.

A me piace che mi scrivi così.

Perché non ci sento la Mimmina che conoscevo io.

Una simpatica figliola, sempre allegra, scherzosa.

Le espressioni che usi per me, anche affettuose, non sono giuste.

Non si adattano a un padre.

Perciò non mi vanno.

Non mi piacciono per niente.

La prossima volta cambierò la firma.

Scriverò Therese, o magari Hilde.

Così le gradirai.

Ecco, questo è il tuo errore.

Non puoi sostituirti alle altre donne.

Lo capisci questo? Sì o no?

Tu vuoi bene alle altre.

Ma che senso ha quello che dici?

Io ti voglio bene, come una figlia.

Moltissimo.

Pensi che non sia mai andato con una donna?

Con molte.

Alle quali ho anche voluto bene.

E allora che c'entri tu?

Ti dispiace se fumo?

Non ti da fastidio?

No, no. Fai pure.

Figurati.

Vorrei parlare un po' con te.

Da vecchie amiche, come una volta.

Mario ti ha lasciato?

Eravate così legati...Come mai?

Chi ti ha detto che mi ha lasciato?

Sono io che gli tengo le briglie lente.

Meglio non essere troppo possessive con gli uomini.

Una volta però mi hai detto…

"Stare con Mario è una cosa bellissima."

Si. Me lo ricordo benissimo.

Giuravi che non l'avresti mai lasciato

e piagnucolavi perché le tue cose tardavano.

Non esagerare! Quando mai ho piagnucolato?

Era solo un falso allarme.

Ti sei spaventata più tu di me.

È più di un anno che sei con Mario, vero?

Due, per la precisione.

I primi mesi non lo sapeva nessuno perché andavo così spesso a Zurigo.

Io l'avevo immaginato.

Tu lo puoi nascondermi niente, Therese.

Ti conosco troppo bene.

Ora ti chiedo soltanto una cosa.

Non lo separare da me.

Non parli più di Mario.

Sai benissimo di chi parlo.

Ma cosa dici? Chi può pensare di separare un padre una figlia?

Sei sincera, Therese?

Solo adesso ho imparato a voler bene.

Prima non sapevo cosa voleva dire.

Ero contenta quando mi veniva a trovare a Ginevra…

…e passavamo qualche ora insieme.

...o i pochi giorni che mi portava con lui in vacanza.

Ma adesso è diverso.

Nessuno si deve mettere tra noi due.

Tu ci devi lasciare stare.

Io non ti capisco.

Certo che vi lascio stare.

E poi cosa significa che nessuno deve…

...mettersi tra voi due?

> Tu sei sua figlia e basta.

> Pretendi che ti faccia da balia?

> Mi sembri un po' troppo cresciuta.

> E lui, come può pensare soltanto a te? È un uomo.

> Sono fatti che non ti riguardano.

> Perché no?

> Siamo amiche.

> Dovresti pensare solo a guarire e riprendere gli studi.

> Magari tornando a Ginevra? Mio padre lavora a Bonn, lo sai.

E vorresti andare a vivere con lui?

Ci vorresti andare tu, a Bonn?

C'è già una certo Hilde, se per caso non lo sapessi.

Parli davvero come se avessi la febbre a 40°.

Mimmina, cosa dici? Io a Bonn? Tu sei matta, deliri!

Ho solo 37 e mezzo. Sono più lucida che mai, cara mia!

Oggi con Mimmina non riesco parlare.

Vado a fare due passi.

O torno da dove sono venuta.

Lei cosa fa? Rimane inchiodato lì?

Pensi di conquistarti il mio affetto con queste scene?

Rispondimi!

Perché mi tratti così?

Non vedi come soffro?

Sei contento di vedermi soffrire.

E credi che Dio sia contento?

Sono tanti giorni che te lo voglio chiedere.

Io voglio bene solo a te…

...ma non devo mostrarlo!

...devo fingere!

...anche se sono tua figlia!

E tu sei mio padre non puoi…

In nome di Dio, Mimmina!

Ecco, proprio in nome di quel Dio che chiami così spesso in causa.

Come faccio a pensare solo a te?

E perché, poi?

Sei tu che rifiuti una tua vita fuori dalla mia!

Guarda come ti sei comportata con la tua amica!

Basta, non dirlo più!

È lei che ti vuole portare via da me.

Io mi fidavo.

Era la mia amica, le volevo bene.

Ma adesso la odio. La odio!

Certo, cosa posso fare? Partirò

Va bene, d'accordo.

> Scendi le valigie della signora al quarto piano.

>Poi chiama Giovanni.

Ho parlato col giornale. Devo proprio tornare a Bonn.

Mimmina l'hai salutata?

Ci ho provato poco fa per telefono.

Mi ha rimesso giù il ricevitore.

Non l'ho mai vista così

Sono anche preoccupata, non so cosa fare per lei.

Sinceramente non ne ho la minima idea neanch'io.

Per fortuna Vanetti si sta dimostrando un vero amico.

Ora è su con lei,

Devo proprio andare. Puoi aspettarmi cinque minuti?

Non vorrei più restare qui dentro.

I raggi ultra violetti…

L'aria salsoiodica…

Ma soprattutto…

...la libertà…

...dei pensieri.

...dei movimenti…

Le corse…

...in riva al mare.

Mi dai ascolto un attimo, Mimmina?

Ti ha parlato il dottore?

Sì sì, io…

Il suggerimento di mandarti al mare è suo.

Ti accompagnerà lui. Vero, dottore?

Sì, Camogli. L'ho trovata lì la pensione. Vedrà!

Una delle località più simpatiche e pittoresche della Riviera.

Ti lascio anche tre dei miei figli.

Verrò a trovarvi una domenica sì…

…e una no, signorina Maria Luisa.

Intanto, per qualche giorno, fino a quando partiamo…

...io, se vuole, le farò compagnia.

Hai sentito, Mimmina?

Maria Luisa!

Sì, papà.

Non c'è tutta questa urgenza, parto solo domani.

Io devo andare a Bonn.

Hai visto anche tu la lettera che mi hanno spedito, no?

Ho telefonato adesso, insistono.

Potrei addirittura mettermi nei guai se non torno.

E io?

Leggila e ti renderai conto che non m'invento niente

Sono un dipendente, io!

Devi capire che questa è la realtà della mia esistenza, quindi anche della tua.

Sono stato richiamato all'ordine. Né più, né meno.

Esci, adesso?

Sì, vado fuori. Anche perché non è che tu mi dia molta soddisfazione.

Parlo e non mi ascolti!

Vada, vada. Non si preoccupi.

Così potrò spiegare alla signorina il mio programma di cura, perché…

...voglio vederla…

...rifiorire.

Se preferivi restare con lei potevo prendere un taxi.

Anche io sto fuggendo. Non te ne sei accorta?

Non sai di che cosa sia capace Mimmina.

I nostri tête-a-tête sono lo spettacolo più penoso di questo mondo.

Non mi hai ancora dato il tuo indirizzo di Bonn.

Non ho il coraggio di mentire troppo a Mimmina.

E neppure alla Donna che hai a Bonn?

Perché giri di qua? Dove vai?

Non ti ho chiesto di guidare solo per fare l'autista.

Vuoi dire che sono nelle tue mani?

Quello che mi affascina in te è la tua dolce ipocrisia.

Non è molto.

Ho capito che non si può chiedere tanto a un egoista debole come te-

Nemmeno l'amicizia. Ti impegnerebbe troppo.

Hai pensato che volessi strapparti alla tua Hilde.

A tua figlia, il tuo lavoro, sconvolgere il tuo mondo, le tue abitudini…

Forse sono stata un po' aggressiva.

...e hai avuto paura.

Avanti, dammi tuo indirizzo, se no ti cavo gli occhi.

Questo è mio.

Non lo buttare, almeno per un po'.

Mi rincresce proprio…

...che anche la gelosia di Mimmina si sia messa…

...tra me e il suo papà.

Ogni ora che passa mi sei più cara.

Ti ringrazio.

Almeno una volta me l'hai detto.

Senti.

Non avevo neppure infilato le mutandine.

Avevo qualcosa in programma.

L'ultimo addio su questa macchina.

Noi ci siamo su questa macchina.

No…

Così comincerei a credere alla mia amicizia.

Scusami, anch'io ti sto complicando le cose.

Sei già talmente nei guai…

Ora ce ne andiamo alla stazione.

Tu non entri nemmeno.

Riprendi il tuo volante…

...giri la tua macchina…

...torni dalla tua Mimmina, e amen!

No, ti prego.

...Sì, ma non ho sentito niente, mi ha chiamato la cameriera.

Ah, ecco il padre.

Signore.

La prego, non vado di sopra.

Perché?

Sua figlia si è fatta male.

Senta.

Signore.

È inutile. Non si allarmi, non è così grave.

Signore.

Ma dove va?

Oh, è lei!

Non è qui.

È stata una disgrazia…

Non pensi mica a altro!

È stata di sicuro una disgrazia!

Poverina.

Si era messa a preparare le valigie.

Oh Dio, Dio! Che disgrazia!

Oh Dio, Dio…

Ma dov'è?

Dove l'hanno portata?

A Villa Neumann, la clinica.

Ma era viva, allora.

Sì, certo. Venga.

La accompagniamo noi.

Mimmina, perché?

- Perché, Mimmina? - Per sbaglio!

Ha preso in mano la rivoltella per sbaglio!

Ero al 315, ho sentito il colpo. Mi sono spaventata ma non ci ho pensato.

Poi ho sentito dei lamenti.

Quando sono entrata era lì sopra il letto.

C'era tanto sangue.

Lei chiamava...chiamava…

Chiamava? Chi chiamava?

Non ho capito.

Non lo so…

Dov'è? La voglio vedere.

Non si può, la stanno preparando.

- Preparando? - Sì, per l'intervento chirurgico

Stiamo aspettando il primario.

Sì, ero stato con lei fino a un'ora prima. Era…

...normalissima.

Abbiamo parlato di mio figlio.

Sa, di Gino.

Lei si interessava molto alla sua malattia

Mi dica di quest'intervento. Che speranze ci sono?

Resti calmo.

Secondo me non c'è nessun pericolo.

Non pare che sia leso nessun organo vitale.

Eccolo, il primario. Professor Lutz.

Io voglio parlargli.

Avrò diritto di sapere cosa succede!

Le ho già detto io.

Non c'è che da attendere.

Quel tragico colpo di pistola.

L'eco delle sue più segrete ossessioni si riverbera ancora fra queste mura.

Come può nascere l'idea di porre fine alla propria vita?

Per l'impossibilità di darsi capire…

...di farsi amare.

Nel romanzo "Un dramma borghese" di Guido Morselli…

...dalle ultime righe, si può dedurre che Mimmina ha qualche probabilità di salvarsi.

Non si salvò invece Guido. Lo scrittore Guido Morselli…

...che morì suicida a Varese il 1° Agosto 1973.

Nella disperata solitudine in cui aveva concepito le sue opere.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.