All language subtitles for La Dolce Vita.Italiano (CC)

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Original subtitles

[rombo dell'elicottero in avvicinamento]

[grida festanti dei ragazzi]

Leontine, che cos'è?

Guarda, è Gesù!

Ma dove vanno?

Guarda, sta per scendere! Ehi!

- Ehi! - Oh!

Che cos'è quella statua? Dove la portate?

[parole non udibili]

Cosa?

Dove la portate?

[parole non udibili]

La portano dal Papa.

[parole non udibili]

Vogliono il numero di telefono. No!

[canto orientale]

[chef] Ragazzo, vieni qui.

Cos'hanno mangiato al tavolo 16?

Il principe ha mangiato lumache.

- E cosa hanno bevuto? - Soave.

Scusi, parlate dei principi? Hanno bevuto del Valpolicella.

- Ciao, Marcello. - Ciao, Pierone.

Lumache e Valpolicella.

- Giulio, fammi fare una fotografia. - No.

Perché gli dai tutti quei soldi? Posso darti io le informazioni.

[musica orientale]

Capoccia!

Direttore!

Direttore, mi porti quel fotografo.

- Mi consegni il rullino. - Ma non c'è dentro niente.

Esiste il diritto alla propria immagine, lo sa?

Mi dai del fuoco?

Cocco, vieni un momento qua.

- Io? - Sì, tu.

- [Marcello] Che c'è? - Ti devo parlare, vieni.

Buonasera, come sta?

Allora?

- Accomodati. - Dove? Non c'è la sedia.

Accoccolati!

Scusi.

- Birichino! - Perché?

- Perché sei un birichino. - Sì?

Sai cosa ti faccio io? Ti spacco il musetto.

Devo informare, è il mio mestiere. Del resto, un po' di pubblicità…

La chiami pubblicità? Hai messo quella donna nei guai col marito.

Io non mi interesso delle tue cornaccia!

- Ma tu non fai il giornalista. - Il suo è giornalismo?

Zitta.

- Datti una regolata, Marcello. - Mi ammazzerai!

- È arrivato? - No, signorina.

Appena arriva digli che è un cretino.

Dammi un whisky.

Cosa aspettate a chiudere questa baracca? È infrequentabile.

[applausi]

[musica ritmata]

Buonasera, Maddalena. Come sta? Sola?

- Vuole ballare? - No.

Beviamo una vodka?

No, mi va tutto storto stasera.

- Vado via. - L'accompagno?

Ma sì.

[dialoghi non udibili]

[in inglese] Buonasera.

Ci sono i suoi amici all'attacco.

Marcello, dove vai così elegante?

- Signorina Maddalena. - Vi prego, lasciatemi in pace.

Bentornata. Eccola, più fotogenica di una diva!

Tutte le sere la stessa storia! Ma non si stufano mai?

Basta!

Lei dovrebbe esserci abituata ormai. È un personaggio della cronaca.

Marcello, dove la porti?

Vorrei vivere in una città nuova.

A me invece Roma piace moltissimo.

È una specie di giungla, tiepida, tranquilla, dove ti puoi nascondere.

Anch'io vorrei nascondermi, ma non ci riesco.

- E adesso cosa si fa? - Facciamo un giro, restiamo…

Uffa, che noia Roma!

- Mi ci vorrebbe un'isola! - Se la compri.

Ci ho pensato.

Ma poi ci andrei?

[Marcello] Il suo guaio è che ha troppi soldi.

E tu non ne hai abbastanza.

Intanto, eccoci qua tutti e due.

Non è un guaio.

Siamo in pochi ormai ad essere scontenti di noi stessi!

- Cosa ha fatto qui? - Niente.

Lei non dovrebbe preoccuparsi.

Con tutti i soldi che ha, se casca, casca in piedi.

- Credi? - [Marcello] Sì.

[Maddalena] Io non riesco neanche a reggermi in piedi.

Non ho la carica vitale per girare a testa alta.

Quando faccio l'amore, c'è questa tensione.

Solo l'amore mi dà questa forza.

Allora viva l'amore.

[donna] Annamaria, guarda!

Quella non è una macchina, è un appartamento!

[Marcello] Sei Liliana?

[donna] No, e tu chi sei?

- Buonasera. - Buonasera.

[Annamaria] Ma con chi parli?

Chi c'è?

Liliana non è più qui, è andata a Milano.

Venite a spasso con noi?

- [donna] Io? - Sì.

Venga!

Una signora dice se vado a fare un giro in macchina con lei.

Vado?

Facciamo un giro con questa ragazza.

Ma cosa vuole fare?

[Maddalena] Niente, un giro. Poi magari l'accompagniamo a casa.

- La conosci? - No.

Almeno, non mi pare.

Vado a mangiare con il Bove. Ti aspetto là.

Spegni i fari! Esagerato!

Fatti trattare bene, questi hanno più soldi di Onassis.

Viene?

Se mi accompagnate a casa mi fate un favore.

Tu vieni?

No.

[donna] Abito un po' lontano, però.

Sali dietro. Ci passi?

Sì, grazie.

- Sta bene lì? - Sì.

- Ciao, Ninni! - Ciao, Annamaria!

- Dove abiti? - Ai Cessati Spiriti, pensi un po'!

- È vostra questa macchina? - Sì.

Gliel'hai comprata tu?

No, il padre.

Che padre! Mio padre mi dava solo schiaffoni.

- Lei conosce mio padre? - Sì, me lo ha presentato una volta.

Dove vivono i suoi genitori? Non me lo ricordo.

A Cesena.

- C'è il mare? - No.

Allora, come va?

Come deve andare?

Non è andata bene stasera?

No. Uno mi ha dato 1000 lire e un pacchetto di Nazionali!

Era giovane o vecchio?

E chi lo ha visto in faccia?

Lei ci andrebbe con una donna come questa?

No.

Perché?

Non è peggio di tante altre.

O lei non va con donne così?

Sì, qualche volta.

[Adriana] Mi volete far capire qualcosa?

Cosa facciamo?

Non volevi essere portata a casa?

- Sì. - E noi ti portiamo a casa.

- Perché, cosa avevi pensato tu? - [Adriana] Io? Niente!

[musica dall'autoradio]

Fate piano, qui dormono tutti. Spegni la radio!

- Tanto andiamo via subito. - C'è qualcuno in casa?

Cosa dice?

- Dice se c'è qualcuno. - No.

Ho un cugino, ma ora è a Velletri.

Allora? Ci offri una tazza di caffè?

Volentieri. Io il caffè lo so fare buono.

Non crederete mica di trovare una reggia!

Vi faccio strada.

Il caffè.

State attenti, c'è una scala.

L'altra sera un signore…

Oh, che macello!

Si è allagato di nuovo! Ma si può vivere così?

Mannaggia la miseria!

Aspettate un momento.

L'ingegnere! Dovevi fare il beccamorto!

Non cambierà mai niente.

Sto scontando tutti i peccati di Satana.

Ahi!

Ora vi faccio accomodare in camera da letto.

Dio mio!

Si è allagato anche qui. Intanto accomodatevi, vi faccio il caffè.

[Adriana] Ci vorrebbero delle conoscenze.

Mi scusi, ma ho fatto la domanda per via Giuseppe Verdi due anni fa…

Non ti preoccupare.

[Adriana] Intanto accendo il fornello.

Non chiuderesti la porta?

Vuoi fare l'amore qui?

No?

Vi lascio il caffè qui sopra.

Come? Non hai fatto i patti prima?

Cosa fai, i favori? Sei matta!

Hanno fatto tutto loro! Volevi che li mandassi via?

- Spero che mi diano due sacchi. - Cosa? I prezzi li faccio io!

- [Il Bove] Sono marito e moglie? - Sì, marito e moglie!

Tenete, e molte grazie.

[Maddalena] Devo fare marcia indietro?

No, arriva in fondo e gira a destra.

Posso darti un bacetto? Grazie.

- Tornate quando volete! - Ciao.

Non correte con quella macchina!

[geme]

Dio! Dio!

[geme]

Emma!

Emma! Emma!

Emma, cosa c'è? Rispondimi!

Cos'è successo?

Ma cos'hai fatto?

Sciagurata, pazza!

[Emma geme]

Emma!

Non è niente. Stai buona, adesso ti porto io.

Perché sei così pazza?

Chi vuoi rovinare? Me?

Io ti lascio morire una volta o l'altra.

Emma, rispondi. Basta adesso.

Emma, tesoro.

Amore mio. Emma.

Presto!

Rubini, quella donna che si è avvelenata l'hai portata tu?

Giannelli, non scrivere niente. Avrò già molti guai con la polizia.

- Che è successo? - Niente.

- Come si chiama? - Non telo posso dire, lasciami in pace!

Signore!

Si può accomodare.

Sì.

Emma!

Non la affatichi, ha bisogno di riposare.

Fra un paio d'ore potrà riportarla a casa.

Intanto vada dal brigadiere per il verbale, è obbligatorio.

Emma.

Emma, perché l'hai fatto?

Dimmi, perché?

Il brigadiere la aspetta.

Torno subito.

Aspetti lì, per favore, viene subito.

- Sorella, posso usare il telefono? - Prego.

[squilli del telefono]

[voci sovrapposte]

Venga giù!

Faccio una foto sola! Metti giù le mani!

[fotografi] Sylvia! Sylvia!

[voci sovrapposte dei fotografi]

- Gli occhiali! - Per favore, gli occhiali!

- Gli occhiali! - Ancora!

[in inglese] No. Torna indietro!

[voci sovrapposte]

Gli occhiali, Sylvia!

Fate presto. Presto.

Cavaliere, cosa le diamo prima, i fiori o la pizza?

La pizza.

State attenti che non si rovesci!

[uomo] Avanti con la pizza, disgraziati!

Indietro! Andate indietro!

È arri…

È arrivato il produttore cinematografico Totò Scalise,

che ha scritturato la diva per una coproduzione storica…

Ma chi è? La svedese?

Non me la fate vedere, se no ammazzo mia moglie!

Viva la Svezia!

[radiocronista] …viene offerto alla splendida attrice svedese.

[radiocronista] La bellissima Sylvia morde il tipico prodotto italiano,

che riassume la gioia di vivere del nostro Paese.

Ciao, Marcello. Bella bisteccona, eh?

Il produttore Scalise accompagna la diva alla dogana.

[voci confuse]

Dopo un viaggio così è fresca come una rosa!

Clementelli, corri immediatamente alla dogana.

- È andato bene il viaggio? - Molto bene, grazie.

Ha visto che confusione?

[in inglese] Edna, guarda quante galline!

- Passa avanti, Marcello! - Smettila! Non si cammina!

Passa avanti, investilo!

[giornalista] È vero che fa il bagno nuda nel ghiaccio?

[in inglese] Certo, ogni giorno.

[giornalista] Ha mai praticato dello yoga?

[in inglese] Miss Rank, quanto tempo si fermerà a Roma?

[in inglese] Benvenuta!

[giornalista] Quale personaggio storico vorrebbe interpretare?

Scusi, Miss, le piacciono gli uomini con la barba?

[in francese] Signorina, vuole bere qualcosa?

[giornalista] Signora, che ne pensa delle attrici italiane?

E ora una domanda per la radio, cosa ne pensa della cucina italiana?

[traduce la domanda in inglese]

[in inglese] La adoro, specialmente gli spaghetti e i cannelloni!

Dorme in pigiama o in camicia da notte?

[traduce la domanda in inglese]

[in inglese] Nessuno dei due, solo due gocce di profumo francese.

[in spagnolo] Molto bene, signora!

Crede che il neorealismo italiano sia vivo o morto?

[in inglese] Dica vivo.

Lei crede nell'amicizia dei popoli?

Cosa le piace di più nella vita?

[traduce la domanda in inglese]

[parla in inglese]

Mi piacciono molte cose, ma tre più di tutte: amore, amore, amore.

[in inglese] Allora la aspettiamo in Inghilterra!

Non ho telefonato prima perché non ho potuto!

Grazie.

Cosa vuoi che stia facendo? Sto lavorando!

- Hai preso le gocce? - Sei solo con lei nella stanza?

Ci saranno 50 persone qua dentro!

Giuralo sulla testa di tua madre! Avanti, giuralo!

Sì, telo giuro su mia madre.

Bella? Sì, per chi ama la bellezza americana.

Una bambola. Una grossa bambola.

[in inglese] Oh, che belle! Voglio provare questa.

Posso?

[in inglese] Qual è stato il giorno più bello della sua vita?

[in inglese] Qual è la risposta, Edna?

È stata una notte, caro.

[giornalista] Cosa l'ha spinta a fare del cinema?

[parla in inglese]

[Traduttore] Si è scoperto che ho un grandissimo talento!

Sì.

Guarda che io vengo lì e ti cavo un occhio!

Marcello, perché non vieni subito qui?

Non posso!

- [sottovoce] Voglio fare l'amore. - Cosa?

Voglio fare l'amore!

Dove la portiamo?

A San Pietro e al Quirinale con i corazzieri.

I corazzieri? Mica male!

[in inglese] Buongiorno a tutti.

Ah, Robert! Ecco Robert, il fidanzato della nostra attrice.

[in inglese] Perché non sei venuto all'aeroporto?

Dormivo.

- Marcello. - Ma che cosa vuoi? Esci?

No, ti aspetto qua. Resto a casa tutto il giorno.

Cosa vuoi mangiare?

Qualcosa di leggero? Un piatto di ravioli?

Ho la pasta, la ricotta. Scendo solo a prendere la verdura.

Poi andiamo al cinema, se no restiamo in casa, come vuoi tu.

Marcello, ma mi vuoi bene?

[in inglese] Che strano posto! Ehi, sono di legno.

Perché non hanno messo un ascensore?

Quanti nomi sul muro!

Edna, dammi una matita, voglio scrivere anche il mio.

- Edna, guarda! - [in inglese] Sylvia, guarda qui!

Sembra una nave.

- [in inglese] Quanto è alta? - [in inglese] Molto alta.

[Edna in inglese] Sylvia, ci sono più di 700 gradini!

Zitti, siamo in una chiesa.

[Sylvia] Voglio scrivere anch'io il mio nome.

[Paparazzo] Wonderful. Ne facciamo un'altra. Ferma.

Non si ferma un momento!

- [in inglese] Scusi, mi fa passare? - Prego.

Questa è la cura giusta per mantenere la linea.

Ho finito i rullini! Vado giù a prenderli.

Sì, vai.

- Ma dov'è andata? - Quella è un ascensore.

Sylvia. Sylvia!

Vieni.

[Sylvia] Vieni!

Incredibile!

Qual è il campanile di Giotto?

[in inglese] Ma non è a Roma, è a Firenze.

- Oh. - Sì.

Ah! Oh, no!

Guarda.

[musica romantica]

Tu sei tutto, Sylvia! Lo sai che sei tutto?

[in inglese] Tu sei tutto.

Tu sei la prima donna del primo giorno della Creazione.

Sei la madre, la sorella, l'amante, l'amica,

l'angelo, il diavolo, la terra, la casa.

Sì, la casa!

[canticchia]

Sylvia?

Perché sei venuta qui?

Torna in America, per favore.

Capisci? Cosa faccio adesso io?

[canticchia]

Ah, è anche pittore il nostro Robert! Bravo!

Ti devo vedere. Ti devo parlare a tutti i costi.

[parla in inglese]

Sylvia!

[grida]

Frankie!

- Ma chi è quel matto? - È Frankie Stout, un attore divino!

[in inglese] Cos'è questa roba? Suonate "Caracas"!

Ok, "Caracas".

Cha cha cha!

[l'orchestra suona "Caracas"]

Sylvia.

[Sylvia] Che fai qui a Roma?

Baby!

[in inglese] Ciao, Frankie. Cosa fai qui a Roma?

- Un film. - Come sei vestito?

[in inglese] Ti piace la mia barba da imperatore?

Prego.

Aspetta, mi tolgo le scarpe.

- Mi scusate un momento? - Vai cocca bella.

Ah, sta ballando con la signora.

[in inglese] Mi assomiglia?

[in inglese] Aspetta, mancano i baffi.

Oh, no! Va bene così.

Starai molto meglio con un paio di baffetti.

[suona il cha cha cha]

[Sylvia] Frankie, mettimi giù.

Robert, domattina devi lavorare.

Hai ragione.

Tu hai sempre ragione.

Ciao, tesoro!

[acclamazioni]

Bravo quel ballerino. Bravissimo.

Credi?

- Mangi le banane flambé? - [uomo] Sì.

- Le scarpe della signora. - Dammele.

- Le ho trovate per terra… - Va bene, grazie.

Scusi un momento.

[in inglese] Questo costume è sbagliato.

- No? - No.

È uno strano miscuglio di romano e fenicio.

Il bordo è tutto sbagliato, dovrebbe essere così.

[insieme] Rock and roll!

Adriano, vieni!

- Cosa vuoi? - Un rock and roll per Sylvia!

[canta rock and roll]

[applausi]

[Sylvia] Venite tutti! Seguitemi!

[musica rock and roll in diffusione]

Su, dai!

Giulio Cesare è ubriaco!

[Sylvia] Grazie.

[applausi]

- [Scalise] Bravissima. - Bravo, Frankie! Sei stato bravissimo!

[ragazzo] Guarda, piango! Bravissimo! Sei stato un dio!

- Grazie. - Che classe, signora! Che stile!

- Pericoloso, ma molto bello. - Grazie, signore.

[in inglese] Perché non fate il giro col piattino?

[Scalise] Marcello, dammi lo champagne!

[in inglese] Robert, ti ricordi Frankie?

[in inglese] Ciao, Robby!

Sei l'unico americano che non avevo ancora visto a Roma.

Non è fantastico?

Non lavori più con le ricche vedove, Frankie?

Buona questa!

Quell'improbabile romano ha riportato le tue scarpe.

Adesso aspettiamo qualche indumento più intimo.

Ubriacone idiota!

Ne ho abbastanza di te!

[Edna] Sylvia! Robert stava scherzando!

Oh, Robbie, perchè lo hai fatto?

Mi dispiace.

Signore e signori, buonanotte e buon divertimento.

Bene.

Buonanotte!

La vado a prendere io, tranquilli.

Dammi le scarpe. Vengo subito.

- Ma perché si è arrabbiata così? - Resta qui, ci penso io.

- [fotografo] Eccola! - [Paparazzo] Sylvia!

Sylvia, le scarpe.

- Cos'è successo? - Non è successo niente, andate via.

[in inglese] Sylvia, prendiamo la mia macchina.

- Bravo, Marcello. Bella idea. - [in inglese] Siediti.

- Sylvia, torna indietro! - No! Non ci torno!

[Marcello] Paparazzo, scendi dalla macchina.

Ti do il 50% del servizio.

Ma cosa me ne frega del 50%? Vattene via!

Ti do il 30%.

[in inglese] Non preoccuparti, cara. Ora andiamo.

[Paparazzo] Syliva, guardami.

- Levati! - Marcello, dimmi dove vai!

Mi ha detto dove va, portami con te, presto!

[Sylvia] Non ne posso più!

Sì.

Robert non è buono,

è cattivo, crudele.

Li abbiamo perduti.

[in inglese] Dove mi porti? Non voglio tornare in hotel.

Sì, no, certo.

Non voglio! Non posso!

[in inglese]È tutto così difficile, Marcello.

Sì, sì.

[in inglese] Scendiamo.

Sylvia.

Sì?

[in inglese] Sylvia, non ho mai conosciuto una donna come te.

[ululato]

Ascolta.

Che c'è?

[ululato]

Sta chiamando qualcuno!

[ulula]

[in inglese] Sylvia, attenta, perché…

è pieno di buche lì.

[ulula]

[ululati in lontananza]

[Sylvia ride]

- Sylvia, è meglio andare via adesso. - Ascolta.

- Si sono svegliati tutti i cani. - Sì, sì.

[abbaio]

Sergio è fuori, torna il 12. Cosa devo dire? Sono la mamma.

[Marcello] Lei ha la chiave dello studio?

No, la porta via lui.

Io sono la mamma. Era per lavoro?

Sì, era per una questione di lavoro. [musica ad alto volume]

Telefonerò il giorno 12.

Scusi, signora. Buonanotte.

[donna] Scusi, quella signora è quell'attrice americana?

Sì.

- Com'è bella! - Buonanotte.

Non ti posso portare a casa mia!

C'è quella matta, non capirebbe.

Capirebbe?

Aspetta, ho un'idea che forse…

Signorina, una telefonata per lei.

Sì?

Marcello!

Sicuro di non aver sbagliato numero?

Maddalena, posso venire con una persona?

- Che persona? - Chi le telefona a quest'ora di notte?

Una persona, una persona.

Non sei sola in casa?

Sto giocando a carte con mio padre.

Ah, c'è tuo padre?

Ma dimmi…

che cosa vuoi?

Niente, ti telefono presto. Scusa, Maddalena. Buonanotte.

[miagolio]

Sylvia, che fai?

[parole non udibili]

Dobbiamo trovare del latte.

Dove lo trovo a quest'ora?

Ho visto un bar, laggiù!

Sylvia, dove vai con quel gatto?

Roma è piena di gatti, se li prendiamo tutti…

Fermati!

- Dev'essere di là. - Ma che ne sai di dov'è la latteria?

Aspettami in macchina, ci vado io.

[ripete in inglese]

[imita il miagolio]

[sottovoce] Scusi, sa dov'è una latteria?

Va bene, grazie.

[imita il miagolio]

Perché piangi così tanto?

Ciao!

Marcello, dove sei?

Dov'è andato a prendere quel latte?

Oh, mio Dio!

Marcello, vieni!

Sì, Sylvia. Vengo anch'io.

Vengo anch'io.

Sì, ha ragione lei, sto sbagliando tutto.

Stiamo sbagliando tutti.

Sylvia!

Sylvia, ma chi sei?

Ascolta.

Sylvia!

- Giralo. - Stai buono così.

Ecco, non ti muovere, eh?

E pensare che faceva Tarzan.

- Rimettilo a posto. - Ecco.

Ora voglio inquadrarlo dallo specchietto.

Fermi, ve ne faccio una mentre lo fotografate.

Eccoli! Ecco Marcello!

- Mister Robert. - Ragazzi, non cominciamo.

Ehi, sveglia!

Mister Robert! Sylvia!

[in inglese] Guardi!

[Paparazzo] Marcello, ora devi raccontarci tutto!

- Te ne vuoi andare? - Marcello, ma io devo lavorare!

- Basta! - Vattene!

- Marcello, perché hai il vestito bagnato? - Basta!

- Perché hai il vestito bagnato? - Non lo so!

[fotografo] Paparazzo, qui finisce a botte!

Buongiorno, Robert.

- Buonanotte. Grazie. - [Robert] Aspetta!

Robert, perché non sei venuto con noi?

Ho visto una fontana meravigliosa!

Vai a letto.

Non dovresti trattarmi così davanti ai fotografi!

- Vai a dormire! - Ma non ho fatto niente!

Le corra dietro, Mister Robert! Come si dice in inglese?

Corri, non è finita!

- Eccolo, Marcello. - [in inglese] Ciao, Robert.

Posso capirti, però…

- Bello! - [Paparazzo] Marcello, picchia anche tu!

Marcello, alza la testa.

Se ne va già? Mr. Roberts!

Marcello, cos'è successo?

Marcello, questa l'ho fatta, ora che faccio?

Metti il cavallo sul tavolo e lei per terra.

- [Indossatrice] Ma cos'ha detto? - [fotografo] Mettiti sul tavolo.

Vengo subito!

[fotografo] Allora, stasera ti vengo a prendere alle otto?

Quante arie ti dai!

[indossatrice] Non mi do arie, io lavoro.

[uomo sottovoce] Marcello.

Steiner!

Mi sembrava di averti visto entrare. Come stai?

- Cosa fai qui? - E tu?

Come sono contento di rivederti!

Io sono un po' di casa qui.

Padre Franz mi ha trovato questo libro.

Lo cercavo da tanto tempo. È una vecchia grammatica di sanscrito.

- Quanto tempo che non ci vediamo! - Già.

Come va il tuo libro?

Va avanti. Ho raccolto il materiale.

Appena hai tempo, telo faccio leggere. E tu?

Ho letto un tuo articolo giorni fa. Mi è piaciuto molto.

- No. - Perché?

Andava benissimo.

Era lucido, appassionato. Vi ho ritrovato il meglio di te.

Quelle qualità che tu nascondi, ma che sono tue.

No, non so scrivere.

Io abito qui vicino. Una sera vieni da noi?

Sì.

- Puoi restare qui ancora cinque minuti? - Certo.

- Padre, posso salire con un amico? - Sì.

- Non disturbiamo? - No.

Come vedi, questi padri non hanno paura del diavolo, tutt'altro.

Mi permettono persino di suonare l'organo.

Mi raccomando, Steiner, non faccia troppo fracasso.

Non abbia paura.

- Casomai sentirà un po' di jazz. - Il jazz piace anche a me.

[musica jazz]

Mi scusi, le prometto di non farlo più.

Vuoi provare tu, Marcello?

[suoni dall'organo]

Sono suoni che non siamo più abituati ad ascoltare.

Che voce misteriosa, sembra venire dalle viscere della Terra.

- Cosa vuoi sentire? - Quello che vuoi tu. Mi fido.

[musica classica]

Che ti avevano detto? Che era alla fine di un muro?

Oh! Paparazzo!

Mi avevano detto che era al quarantasettesimo chilometro.

- Emma, non mi va l'uovo sodo! - Mangia!

- Non mi va! - Mangia.

- E mastica piano. - Sì.

Dovevamo venire ieri!

Ormai ci saranno i fotografi di tutto il mondo!

C'è un po' di caffè?

Sì, ma è quasi finito e serve per Marcello.

La banana non la voglio!

- Mangia. - Non mi va!

Mangia.

- E mastica piano. - Sì.

- [Paparazzo] I bambini della madonna? - Eh?

- Dov'è il prete del miracolo? - Da quella parte.

[vociare confuso]

È meglio che aspetti qui, c'è troppa confusione.

Norman!

Norman!

Tieni, non ti muovere. Norman!

- Ciao. Dove sono i bambini? - Sono chiusi lassù, ma non fanno entrare.

Marcello! Portami con te! Dopo ti dico cos'hanno fatto i comunisti.

- È quello l'albero del miracolo? - È laggiù in fondo.

Uno, due, tre, quattro. Prova altoparlante.

[tutti in coro] Maledetti! Maledetti! Maledetti!

[tutti in coro] Lasciateli! Lasciateli! Maledetti!

[uomo] Non potete trattenere quelle due creature, è abuso di diritto!

- Paparazzo, sono tutti di sopra! - Andiamo dentro, dai!

[vociare confuso]

Vieni!

- Dov'è? - Di qua.

- Dove sono i bambini? - Non lo so.

- E il maresciallo? - Non lo so.

- Il padre e la madre! - Fatemi andare a casa. Signor brigadiere.

Duecento lire te le ha date quella signora, 200 quello della macchina.

- Sento un dolore alla vita, fa freddo. - Sì, sembra già inverno.

- Guardi laggiù. - Dove? Là?

Brava! Ferma un momento.

- Adesso si metta qui. - Paparazzo, c'è anche il nonno!

È contenta di essere la madre dei santini? Come si chiamano?

- Dario. - [fotografo] Come?

- Dario e Maria. - Belli! Brava, pianga!

È un miracolo. La Madonna si ricorda di tutti!

- Sto bene così? - Sei bellissimo.

[canta un canto religioso]

Non è un miracolo?

Non ci credo. I miracoli accadono ovunque.

Anzi, accadono proprio con i più sprovveduti, ma una volta su mille.

- Non può essere questa volta? - No, i ragazzi sono in malafede.

Chi vede la Madonna ha un altro sguardo e non ci specula sopra!

I miracoli nascono nel raccoglimento, nel silenzio,

non in questa confusione!

[radio] Chi avete visto vicino all'albero laggiù?

- [bambini insieme] La Madonna. - Chi l'ha vista per primo?

- [bambini insieme] lo! - Tutti e due insieme, allora?

- [bambino] No, l'ha vista prima lui! - E dopo cos'è successo?

Sono i miei nipotini, due angeli!

[bambino] Ci siamo messi in ginocchio, la Madonna sorrideva e ci guardava,

e non toccava per terra con i piedi.

Come avete capito che era la Madonna? Ve l'ha detto lei?

Non ci vogliono proprio credere!

[uomo] Ma sarà stata proprio la Madonna?

Ma non importa se è la Madonna!

Come non importa? Perché?

[con accento straniero] La vostra Italia è terra di culti antichi,

ricca di forze naturali e soprannaturali,

quindi ognuno ne sente l'influenza.

Chi cerca Dio lo trova dove vuole.

Anche lei è venuta per una grazia?

No, sono qui con il fidanzato.

Fa il giornalista, è qui per lavoro.

Tutta questa gente, queste grida, mi fanno impressione.

[regista] Voi restate qui, non guardate la macchina e non ridete.

Alberto, vai su col braccio. Vai al massimo. Ancora!

No, scusa, ho sbagliato! Ritorna giù!

Proviamo l'inquadratura dei bambini. Tieni conto che sono piccoli, così.

Mi hai tutto in campo? Va bene così? Su, donne, presto!

Presto! Avanti, per favore!

- Ecco il mio fidanzato. - Bene, vada da lui.

Scusi.

[regista] Pronti? Via!

- [donna] Madonna Santa, fammi la grazia! - [regista] Più forte!

[regista] Dovete gridare tutte! Più imploranti!

Adesso sono le sette, ci vediamo tra un paio d'ore.

Andate a mangiare qualcosa. Grazie. A stasera. Buon appetito a tutti!

[altoparlante] Alessi Emilio, Alessi Stefania,

Bertoluzzi Eugenio, Bertone Mario, Bertone Letizia.

Madonna benedetta, Madonna santa, fammi guarire la mia creatura.

Fammi questa grazia, telo chiedo con tutta l'anima.

Madonna mia, levami questa croce.

Marcello, ma…

[donna] Morirà.

Tesoro mio, buono. La Madonna ci sente, è buona.

[altoparlante] Flavini Carmela, Iris Stefano.

[altoparlante] L'ingegnere Albani è desiderato alla cabina regia.

[donne cantano un canto religioso]

[radiocronista] Una folla enorme si è radunata in questi luoghi,

una volta deserti e quasi sconosciuti.

Molti sono i credenti e molti sono i curiosi.

Fra i curiosi ci sono i giornalisti, i fotoreporter

e i corrispondenti di quasi tutti i giornali del mondo.

C'è un'infinità di macchine.

La notte è umida, ma stellata. Il tempo si è rimesso.

I due bambini sono ancora in stato di fermo,

e non è arrivato nessun ordine nuovo da Roma.

Intervistiamo ora lo zio di questi due bambini.

Quando, per la prima volta, hanno visto il miracolo?

Hanno avuto l'apparizione della sacra immagine della Madonna,

il 15 marzo dell'anno, prossimo.

- Il corrente anno? - Il corrente anno.

Emma, tra poco arrivano i bambini, hanno dato il permesso da Roma.

- Sì, arrivano. - Arrivano, li hanno lasciati!

- Non ti muovere di qui. Buonasera. - Buonasera.

Torno subito.

- Dove vai? - Voglio andare lassù.

- Vengo anch'io. - No, rimani qui.

Stai con la signora. Dai, su.

Aspetta.

- Marcello, vieni giù. - Ma sono appena salito. Stai buona.

Vengo su anch'io?

[altoparlante] L'autista del generatore si sposti più in fondo.

Provate i gruppi del canale e teneteli al minimo.

Marcello, perché sei così cambiato?

Perché non mi vuoi più bene?

Madonna mia, se mi sposasse, verrei qui tutti i giorni a ringraziarti.

A piedi verrei!

Ma non ti chiedo neanche questo.

Vorrei solo che mi volesse bene, che fosse mio come una volta.

[in coro] Eccoli!

Eccoli. Alzati.

Quando sono arrivati all'albero, torna su di loro.

Aspetta a partire, ti do io il segnale col fazzoletto.

Ciao, bella bambina, come stai? Centrali col 5000, tutti e due!

Butta l'arco sulla folla! Qua è buio.

C'è anche mia moglie là in mezzo.

Certe volte mi fa una rabbia, altre volte invece…

[vociare confuso]

Buoni, buoni.

Uno alla volta.

- Piove. - Ora qui è pericoloso.

Non si vede più niente.

Massimo, l'acqua fa saltare le lampade, spegni tutto!

[altoparlante] Spegnere subito tutti i gruppi elettrogeni!

[canto religioso]

Ci siamo dovuti riparare nel pullman perché ha ricominciato a piovere.

[uomo] Mario, dove sei?

[voci non udibili]

Ecco la Madonna!

[invocazioni e grida della folla]

[fotografo] Un momento solo. Guarda qui.

[voci sovrapposte]

I bambini si stanno alzando di nuovo.

Ora corrono nella direzione opposta. Urlano, dicono di vedere la Madonna.

La folla li segue, come impazzita.

[grida della folla]

Cambiano di nuovo direzione. Vanno verso un altro punto.

[risata]

[bambina] Eccola là!

[grida della folla]

Lasciatemi passare, sennò quei due bambini si prendono una polmonite!

La Madonna ha detto che se non si costruisce una chiesa non viene più.

Fate silenzio!

La Madonna ha detto che se non si costruisce una chiesa non viene più.

Buonanotte. Andate a casa! Andate a dormire.

[grida della folla]

Emma!

Emma!

Emma!

[clacson]

Che volete da lui? È paralitico!

- Lasciami! - Marcello, girala.

Smettila! Ti ci metti anche tu?

- È una bella foto questa. - Lasciami!

[Emma] Non dovete fare così, non è possibile essere come voi!

Iene! Siete peggio delle Iene!

Non rispettate nessuno, mi fate schifo!

Vigliacco! Mascalzone!

[clacson]

Perché piangi adesso? Dove l'hai lasciato?

Non mi ricordo più!

[donna] È morto!

È morto!

È morto!

[orazione funebre in latino]

Buonasera, sono la moglie di Steiner. Venite, vi aspettavamo.

Enrico.

[donna canta un canto orientale]

- Ciao, Marcello. - Ciao.

- Come stai? - Bene. Che bella casa.

- Questa è Emma? - Sì.

È tanto che volevo conoscerla.

- [donna] Marcello. - Grazie di essere venuta.

Scusate.

- Ciao, Anna, come stai? - Hai finito il libro?

- Lei è Margherita. Conosci i suoi quadri? - Certo.

Figurati. Non hai visto neanche i miei!

- Che bella mano. - È una tua ammiratrice.

- Sì? - No, non parla neanche italiano.

Ha detto solo che sei decorativo.

Le sembrerà strano, ma io credo di conoscerla bene.

Quando lei capirà di amare Marcello più di lui stesso…

sarà felice.

[canto orientale]

L'ho sempre detto, l'unica vera donna è l'orientale.

Del resto, Eva era nel paradiso terrestre,

e il paradiso terrestre era in oriente.

Là l'amore è…

Perché hai sposato me che sono di Frosinone?

Lo so, ho commesso un grande errore.

Misteriosa, materna, amante e figlia insieme,

la donna orientale sta accovacciata ai tuoi piedi,

Sono 15 anni che parla dell'Oriente. Ma perché non resta là?

- Mi vuoi presentare Emma? - Certo.

Che bella faccia! Tenga duro con questo istrione.

Lo dico nell'interesse di lui, naturalmente, non per lei.

Ti dà la gioia di farsi dominare, nello spirito e nella carne!

Permettete? Vi presento il mio amico Marcello, ve ne ho parlato.

- E la sua fidanzata Emma. - Buonasera. Sono d'accordo con lei.

Abbiamo molto da imparare da queste magnifiche donne orientali.

Loro sono rimaste vicine alla natura,

una natura, conquistata dopo secoli e secoli di civiltà.

- A cosa vi serve la civiltà? - Ma cosa vuoi?

- Non sapete più fare l'amore. - Leonida, ognuno pensi per sé.

- Marcello, prendi qualcosa? - Sì, grazie. Io la invidio molto.

Ho seguito tutti i suoi servizi attraverso il mondo.

Anche a me piacerebbe viaggiare, conoscere donne di tutte le razze.

Mi piacerebbe avere figli di tutti i colori, rossi, gialli…

- Come un mazzo di fiori di campo. - Ma tu non sai dire altro?

La sua galleria di ricordi dev'essere straordinaria.

Un uomo della mia età non può accontentarsi di ricordi!

- Io ho soprattutto dei progetti! - Volete accomodarvi.

È la fidanzata del nostro amico? Lei è di certo meridionale.

Che tipo straordinario!

Ha scritto decine di libri importanti,

e ha conservato un candore infantile.

Mi domando da dove gli venga tanto ottimismo, tanta fede.

Lo guardo sempre con stupore, a volte forse lo invidio persino.

Vedo che hai un magnifico Morandi.

È il pittore che amo di più.

Gli oggetti sono immersi in una luce di sogno.

Eppure sono dipinti con una precisione e un rigore,

che li rendono quasi tangibili.

È un'arte in cui niente accade per caso.

[con accento straniero] Steiner dice che tu hai due amori

e che non sai scegliere tra i due.

Giornalismo e letteratura. Attento alla prigione!

Stai libero, disponibile, come me!

Non sposare niente, non scegliere mai.

Anche in amore è meglio essere scelti.

[recita il verso di una poesia in inglese]

Qualche anno fa ho letto le sue poesie.

Mi piacciono. Sono forti, nette. Non sembrano scritte da una donna.

Ma che ne sai tu delle donne?

Questa è l'arte che preferisco, quella che penso servirà domani.

Un'arte chiara, netta, senza retorica, che non dica bugie,

che non sia adulatrice.

Il mio lavoro non mi piace,

ma penso spesso a quello che servirà domani.

Dobbiamo pensare tutti al domani, ma senza dimenticare di vivere oggi.

Credo che se uno vive intensamente, in pienezza spirituale,

ogni istante gode per un anno e ogni anno diventa più giovane.

[fischio e risate]

- Iris, questa sera sei un oracolo. - Un oracolo alcolico!

Amici, voi pensate troppo al futuro!

Tu che sembri così diversa, cosa fai dei tuoi giorni?

Voglio dire, cosa ti piace fare di più?

- Non lo so, e lei? - Io lo so bene.

Le tre grandi evasioni: fumo, bere, letto.

- Questa sarebbe la tua saggezza? - Tu non mi hai mai capita.

Tu sei il vero primitivo. Primitivo come una guglia gotica.

Sei così alto che non puoi più sentire nessuna voce da lassù.

Se mi vedessi nella mia vera statura ti accorgeresti che sono alto così.

[in inglese] Un momento di silenzio, per favore.

Dialogo tra la saggezza femminile

e l'incertezza maschile.

Primitivo come una guglia gotica.

Sei così alto che non puoi più sentire nessuna voce da lassù.

Se mi vedessi nella mia vera statura ti accorgeresti…

[tuono dal registratore]

Ah, questo è un vecchio nastro. Scusatemi, ora lo spengo.

Cos'era? Non si può sentire?

Sono suoni senza importanza.

Sono rumori della natura che lui ha inciso.

Gli dica di rimetterli.

- [Steiner] Non ne vale la pena. - Sia buono!

Se non ti interessano perché li hai incisi?

Li ho trovati belli.

- Davvero li volete sentire? - Sì!

Io li conosco, sono stimolanti.

Va bene, come volete.

[tempesta dal registratore]

[parla in inglese]

[fruscio del vento]

[cinguettio]

Gli uccellini!

[Emma] Sono proprio così.

[fruscio del vento]

Questa è una foresta.

[fruscio del vento]

- Voi cosa fate qui? - Ma…

Perché vi siete alzati dal letto?

Cosa fai coi piedini nudi? Prendi il raffreddore!

Ha sentito il tuo temporale e si è svegliato.

- Volevi darmi ancora un bacetto, vero? - Papà testone!

- Non ti vergogni? - Papà testone!

Ora lo sanno tutti.

Che bei bambini!

Che occhi intelligenti ha!

Sì.

Quando gli si dice qualcosa che lo colpisce, rimane a pensarci su,

col faccino scuro scuro, e poi si mette a ridere di colpo, felice.

Se uno gli dà un fiore, per esempio, lo guarda da tutte le parti,

e poi scoppia a ridere, perché capisce che è bello,

proprio come sorridi tu quando ascolti della bella musica.

Ora dovete andare a nanna.

- Dopo vengo ancora a salutarvi. - Scusi.

- Dai la buonanotte a tutti. - Buonanotte.

[in coro] Ciao!

La bambina è completamente diversa,

ama le combinazioni di parole.

Una frase nuova la incanta.

A volte inventa delle frasi bellissime.

Qualcuna l'ho notata. Per esempio:

"Chi è la mamma del Sole?"

[Steiner] È bella davvero.

È già la frase di un poeta.

Dormono nel letto con voi?

Vorrebbero, ma non gli è permesso.

Però a volte il piccolo riesce a entrare e a saltare nel letto,

tra sua madre e me.

Mi prende un dito, lo stringe forte.

Non potete sapere come sia dolce addormentarsi con un bimbo accanto.

[donna canta in inglese]

Conosce Steiner da molto tempo?

Sì, ma ci siamo visti tre o quattro volte.

Però…

[donna canta in inglese]

Marcello, dai, anche tu un giorno avrai una casa così.

Stiamo bene insieme noi due. Siamo fatti l'uno per l'altro.

Fammi venire qui più spesso.

[Steiner] Vieni quando vuoi.

Cosa c'è, Marcello?

Dovrei cambiare ambiente.

Dovrei cambiare tante cose.

La tua casa è un vero rifugio, sai?

I tuoi figli, tua moglie, i tuoi libri, i tuoi amici straordinari.

Io sto perdendo i miei giorni. Non combinerò più niente.

Una volta avevo delle ambizioni,

ma forse sto perdendo e dimenticando tutto.

La salvezza non è chiudersi in casa. Non fare come me, Marcello.

Sono troppo serio per essere un dilettante,

ma non abbastanza per diventare un professionista.

È meglio la vita più miserabile,

che un'esistenza protetta da una società organizzata,

in cui tutto sia previsto, perfetto.

Io posso solo esserti amico, quindi mi è impossibile consigliarti.

Ma se vuoi cambiare abitudini, posso farti conoscere un editore,

che ti offra un lavoro decente e ti dia la possibilità

di dedicarti a ciò che più ti interessa.

Sempre meglio che scrivere per quei giornaletti mezzo-fascisti.

Vuoi pensarci su, poi ne riparliamo insieme?

Sì.

[Iris recita versi delle sue poesie in inglese]

Vieni.

A volte, la notte…

questa oscurità e questo silenzio mi pesano.

È la pace che mi fa paura.

La temo più di ogni altra cosa.

Mi sembra che sia solo un'apparenza e che nasconda l'inferno.

Pensa cosa vedranno i miei figli domani.

"Il mondo sarà meraviglioso", dicono.

Da che punto di vista?

Basta uno squillo di telefono per annunciare la fine di tutto.

Bisognerebbe vivere fuori dalle passioni, oltre i sentimenti,

nell'armonia che c'è nell'opera d'arte riuscita,

in quell'ordine incantato.

Dovremmo amarci così tanto

da vivere fuori dal tempo, distaccati.

Distaccati.

[musica dal juke-box]

Non posso passare la mia vita a telefonare a te!

Voglio lavorare in pace!

Non lo so.

Signorina, per favore, spegne il juke-box?

No, non ti dico dove sono e non so quando torno.

Ma va' all'inferno!

Matta disgraziata!

[canticchia]

[Marcello] Vuoi stare un po' zitta con quella vocina?

- Paola, questo è rotto. - Vai a prenderne un altro.

- Si ferma a mangiare qui? - No, sì… non lo so.

[Paola] Si mangia bene, sa?

È difficile scrivere a macchina?

- Vuoi fare la dattilografa? - Mi piacerebbe.

- Sei bellina! - Esagerato!

- Dai, lo sai benissimo. - Va bene.

Paola, anche questo è rotto.

Ma non sei romana.

- Di dove sei? - Sono umbra, della zona di Perugia.

Come mai sei qui?

Mio padre lavora ad Anzio, io sono venuta qui.

Ma dopo Natale cambio. Forse vado a Ostia o a Roma.

- Lui è tuo fratello? - No, il mio aiutante.

Allora ti trattano bene.

Sì, ma non mi piace molto, non vedo l'ora di tornare a casa.

Domenica ho visto una macchina con la targa di Perugia,

e mi è venuta nostalgia di casa!

- Girati di profilo. - Perché?

- Girati. - Perché?

Un momento.

Sembri uno di quegli angeli che ci sono nei quadri delle chiese umbre.

- Te l'hanno già detto, vero? - No.

- Perché ridi? - Così.

Hai il fidanzato?

Sì, il fidanzato!

Non scrive più?

No.

- Allora posso rimettere la musica? - Sì, certo.

Butta anche questo pezzo di carta?

[musica dal juke-box]

[squilli del telefono]

Che cosa vuoi?

- Marcello, è arrivato tuo padre. - Mio padre?

È lì. Ti ha cercato, dice che è tuo padre.

- Piantala, Cerusico! - È lì, sta mangiando.

È a quel tavolino. Sono due ore che ti cerca.

Ma non ha detto che era il padre?

- Marcello, è vero! È seduto lì. - Ma dove?

Vicino al negro.

Papà. Papà!

Marcello! Finalmente!

- Sono a Roma da stamattina. - Da stamattina?

Ti ho cercato dappertutto, a casa, al giornale…

Stavo per ripartire. Un tuo amico mi ha detto di aspettarti qui.

Sì, è Paparazzo. Sai, il mio lavoro mi porta in giro tutto il giorno.

- Ma come mai sei a Roma? - Una corsetta al Ministero.

Per quella maledetta pratica.

- Tu come stai? Ti trovo bene. - Anche tu stai bene.

- Insomma… - E la mamma?

Mi ha dato una lettera per te.

La mamma sta bene. È sempre un po' affannosa, la conosci.

Con l'età queste cose si accentuano. Eccola, guarda.

Povera mamma.

Potresti scrivere un po' più spesso!

E farti vedere, qualche volta. Non vieni mai a casa!

Lo so, ma…

- Ciao, Marcello. - Ciao.

- Ti ha salutato. - Sì.

- È un'attrice? - Che cosa?

Quella è una generica da quattro soldi, signor Rubini.

Papà, vuoi bere qualcosa? Vuoi un Gin Fizz?

Ma quale Gin Fizz?

La mia birra è ottima!

Perbacco, che movimento qui di notte!

- È così tutte le sere? - Sì.

Da noi a quest'ora è tutto buio, una tristezza!

Ma tu stai bene, no? Ti sei ambientato?

- Sì, ormai. - E il lavoro come va? Ti rende?

Il lavoro del giornalista, se ci sai fare, rende abbastanza bene.

Io ho avuto fortuna, mi sono introdotto, conosco tutti.

- Entro nei ministeri, in Vaticano. - Però!

Ho la macchina, la casa…

A casa tua risponde sempre una donna. Chi è?

- Come? - Non ti dico niente, sei un uomo,

ma non fare sciocchezze.

Divertirsi va bene, ma il matrimonio è una cosa seria.

- La convivenza è un legame, - No, è la donna delle pulizie.

- Buonasera. L'ha trovato finalmente! - Sì, grazie.

- Hai già conosciuto mio padre? - Sì, siamo già amici.

Il signore mi ha detto di aspettarti qui.

È un fotoreporter? Un lavoro interessante!

Un lavoro artistico, in un certo senso.

Lei lavora con mio figlio?

- Purtroppo mi è toccata questa fregatura. - Buona!

Sai dov'è andato il principe? Lo stavo fotografando, ma è scappato.

- Vado a dare un'occhiata. Ciao. - Ragazzi, forse avete da fare.

No, papà.

Se avete un impegno, un appuntamento…

- Il lavoro è anche qui. - Ah sì?

Qui capitano i personaggi che ci interessano.

Il mio giornale è qui.

Ho capito, ma state seduti qui?

- Vuoi che andiamo al cinema? - No! Ci vado sempre.

Là da noi non c'è altro da fare. Non importa, adesso me ne vado.

Vi lascio liberi, siete giovani.

Ma non abbiamo niente da fare.

Cosa si potrebbe fare? Così, per passare un paio d'ore?

A quest'ora ci sono solo locali notturni.

Un mio amico che è stato qui mi ha detto che c'è un posto niente male.

Una specie di cabaret, un cicià, chitcà…

Ah, il Cha cha, ma quello è un locale vecchio.

- Il Cha cha, sì. - Vuoi andare lì?

Solo per dare un'occhiata.

Mi capita così di rado.

- Paparazzo! - Bravo, invita anche il tuo amico.

- Offro io. - No, papà.

- Intanto pago io. - No!

Ma lasciami fare!

- Antonio. - Cameriere!

Paparazzo!

- [Marcello] Vieni, andiamo con mio padre. - Dove andiamo?

Ehi, dovevamo fare il servizio al principe.

Ah, però! Ho capito, qui si paga tutto insieme. Va bene.

Paparazzo, svelto, sali in macchina. Papà, vieni da questa parte.

- Dove andiamo? - Al Cha cha cha.

- Ma io ho qui la Vespa! - Sali.

Paradisi, prendila tu.

Dite al direttore che gli telefono a casa.

- Ragazzi, datevi da fare! Ciao. - Paparazzo, dove vai?

[musica da circo]

- Va bene qui, signori? - È proprio come melo ricordavo!

- Lei era qui nel 1922? - No, ero a Torino.

Ah, ecco.

- Sono a Roma solo da due anni. - Ah, bene.

- Papà, vuoi bere qualcosa? - Certo.

- Un whisky? - Sì.

Ci porti due whisky, anzi tre.

- Che marca? - Black and White.

Perché non facciamo un servizio qui? Non ti sembra una tomba?

Bella donna! Di coscia lunga!

- Cosa? - Dice che è di coscia lunga.

È stato a Parigi?

- No. - Io sì.

Una volta sono entrato in un cabaret e c'era una bella ragazza,

di coscia lunga, come quella!

[padre] Comincialo spogliarello, e quando è tutta nuda…

Era un maschio, porca miseria!

- [padre] Lei ha ancora il papà? - Sì.

Sarà ancora giovane, lei è un ragazzino! Cosa fa?

Niente. Sta in casa a dare fastidio a mia madre e mia sorella.

Canta, fischia e chiede i soldi per andare al cinema.

Non è vero.

E perché? Può essere.

[fischi e applausi]

[Charleston]

Paparazzo, ma non è Fanny?

Marcello!

[voce non udibile]

- Lilly, guarda chi c'è? - Buono quello!

Sto ancora aspettando la fotografia sul tuo giornale. Antipatico!

Sei bellissima!

- Come si chiama quella? - Fanny.

- La conosci bene? - La conosce, la conosce!

È una francesina.

Simpatica! Ah, è francese?

Bugiardo, blagueur, fregnacciaro.

- Come fa lei a stare con un tipo così? - [Marcello] È mio padre.

- Oh, dai! - [Marcello] Non ci crede, papà.

Come no?

- Davvero? - Ma sì!

[in francese] Buonasera, signorina!

[in francese] Buonasera, signore.

[in francese] Tutti i miei complimenti.

Le avevo promesso una fotografia, Ma è una brava ragazza.

- Non lo metto in dubbio. - Vuoi che la invitiamo al tavolo?

Perché no? Invitiamola!

E facciamo portare una bottiglia di champagne.

- Per quella un'aranciata è già troppo! - Lo champagne va bene.

- Va bene lo champagne, papà. - Io ordinerei Veuve Clicquot.

Lasciatemi fare, perché di queste cose me ne intendo.

- Ho venduto champagne a mezza Italia! - Intanto beva il whisky.

Fanny! Dopo venite qua.

[in francese] Va bene, ho capito.

[applausi]

Alla tua salute, figliolo.

- Alla tua, papà. - Grazie.

- Buono! - [Marcello] Sì, buono.

[musica romantica]

Avete ordinatolo champagne?

- Sì. - Eccolo!

E anche la cameriera, cosa volete di più?

- Fanny. - Piacere.

Non si disturbi.

Non ti saluto. Neanche te.

- Ha visto come lavora suo figlio? - Ho visto.

Bel lavoro, eh?

Lo mandi al suo paesello.

Senta, ma non è vero che è suo papà.

- Come no? - È troppo giovane.

Per carità, lasci stare l'età!

Non rinnoviamo "disperato dolor che il cor mi preme".

Sa cosa ci invecchia? La noia.

Io per i miei affari viaggiavo spesso da giovane.

Quand'ero in viaggio mi sentivo un leone!

Anche adesso, appena mi muovo, mi sento giovane come loro.

Ma quando rimango in casa, è come se avessi 80 anni.

Cosa fa? No, può usare la sua abilità per la Coca Cola,

malo champagne è roba mia.

[gong]

Zitti. Guardate.

[musica malinconica]

È tanto bello questo! Mi fa sempre piangere.

Sì, mi fa piangere!

[musica malinconica]

[fischio di apprezzamento]

Signorina, a lei.

Alle sue bellissime gambe che ho avuto la fortuna di ammirare.

Cin cin!

[scoppio]

[suono distorto]

[applausi]

- Molto bene. - Bravo.

Però bisogna bere ancora un po'.

Prima ho brindato alle sue belle gambe,

- adesso bisogna brindare… - No, no.

Non volevo mica dire niente di scandaloso!

Sai che tuo papà è molto più simpatico di te?

- Ma no! - Molto più simpatico.

Lasci stare, signorina! Non bestemmi così!

Le voglio fare un giochetto difficile.

Vediamo se lei riesce.

Stia bene attenta.

Bisogna mettere una moneta sulla fronte,

e farla cadere senza farle toccare il naso.

Facilissimo, un gioco da ragazzi.

- Vuole provare? - Sì.

Prendo la moneta e gliela metto sulla fronte.

Spingo un po', ecco.

Vediamo.

- Aspetti. - Ah, io aspetto.

Forse non è…

Mi ha fregato, eh? Adesso io ti racconto una storia.

Una bella storia. Ascolti bene.

È la storia di una signora che manda suo marito al mercato,

per comprare tre camicie, sei fazzoletti e poi…

- Come si chiama? Sai, per le donne. - Reggiseno.

L'uomo beve un po' di vino e si dimentica tutto.

Quando torna a casa la maestra…

- La maestra? - La moglie!

Dice: "Allora, hai preso le mie cose?"

"Ce le ho", dice, e prende il suo fazzoletto.

- "Dove sono i fazzoletti?" - "Eccoli! Uno, due, tre, quattro…"

- "E le camicie dove sono?" - "Eccole! Uno, due, tre."

- "E il reggiseno dov'è?" - "L'ho comprato, ce l'ho."

- Sì. - "Eccolo qua!"

Ma lei non ne ha bisogno! Preferisco le sue.

Ma papà!

- Beh, è bella. - L'asinello triste!

Non c'è più champagne! Bisogna farne portare ancora.

Cameriere!

[valzer lento]

Oh, ma questo è un valzer!

Quasi quasi…

Signorina, permette? Balliamo insieme?

- Sono qua. - Eccomi, sono pronto anch'io.

Che c'è? Me la cavo.

Sai che quando ero ragazzino, Tieni!

Quando ero ragazzino mio padre non era mai a casa.

Stava via una settimana, 20 giorni, non ritornava più.

I pianti che si faceva mia madre!

Io non lo vedevo quasi mai, non lo conosco.

Mi ha fatto piacere, però, rivederlo stasera.

- È simpatico, vero? - Sì, molto.

Stasera devi farlo divertire!

Sì, ma…

[gridolini]

Temo che questo ballo non si balli così.

A me piace di più così.

Ah sì? Allora balliamo.

- Che occhi straordinari! - Ah sì?

Non so come prenderlo, però.

Come l'omaggio della mia infinita ammirazione.

Ah, ho paura che sei come tuo figlio!

- Come mio figlio? - Sì.

Forse siamo di razza.

No, papà viene con me!

[Fanny] Marcello, tu seguimi.

Stai attento, io vado molto veloce, anche se non ho la macchina inglese.

Papà. Vuoi davvero andare da lei a mangiare gli spaghetti?

[padre] Certo!

Sì, vuole mangiare con me gli spaghetti alla bolognese.

[Fanny] Eccomi qua! Sei comodo sulla mia carrozza?

- Senti, papà. - Cosa c'è?

Va tutto bene?

Benone! Sono in ottima compagnia, lasciami tranquillo!

Guidi bene?

Se tu facessi l'amore come io guido, saresti contento.

[canta]

- Stai buona. - Si svegliano tutti!

Silenzio!

- Non correre! - Brava. Piano, così.

[cantano in inglese]

È ancora un bell'uomo mio padre, vero?

Sveglia, Gloria, siamo arrivati. Gloria!

Hai scelto la strada più lunga. Ah, il piede!

Perché hai fatto tutto questo giro?

Non scendi?

- No, non vengo. - Perché?

Sono stanco.

Paparazzo, ti lascio la macchina, accompagni tu mio padre?

Dai, su!

Senti,

digli che sono dovuto passare in tipografia.

E che mi telefoni domattina prima di partire.

Dai, vieni!

No, voglio fare un giro nel quartiere, così mi sveglio.

[Gloria ride]

Dove siete stati? Sono arrivata da mezz'ora.

- Marcello, tuo papà sta male. - [Marcello] Cosa?

Si è sentito male, forse ha bevuto troppo. Stavo andando in farmacia.

- [Marcello] E lo lasci solo? - Vuole queste gocce.

Paparazzo, corri, vai in farmacia a prendere queste gocce!

- Cosa? - Fai presto, corri!

- A che piano? - Terzo.

Qual è la porta?

Quella, ma non strillare, è una casa signorile.

Papà.

- Spegni la luce. - Sì.

- Dov'è la luce? - [Fanny] Lì.

Aspetta lì.

È andato il mio amico in farmacia. Arriva subito.

Non è niente, forse ho bevuto troppo.

Certo che non è niente.

[Marcello] Vuoi un bicchiere d'acqua?

No, ora mi passa.

[campanello]

Cos'è successo?

Non lo so, si è sentito male. Mi ha fatto paura.

Adesso c'è Marcello.

- Posso entrare a farmi un caffè? - No, ha detto di aspettare qua.

Ohi! Ohi!

[padre] Che quartiere è?

Dove siamo qui?

Quartiere Italia.

Non lo conosco. È lontano?

Quando venivo a Roma,

andavo in una pensione vicino a piazza Fiume.

Che ore sono?

Quasi le 4:00.

Alle 5:30 c'è un treno!

Devo prendere quello. Faccio in tempo.

Sì, faccio in tempo!

Senti, papà, perché non vieni un po' da me?

Ti riposi un po' e…

No, preferisco partire, così alle dieci sono a casa.

- Il mio orologio. - Puoi partire più tardi.

No, no.

Sto meglio, sto molto meglio.

Papà, fermati anche domani. Ti prego, fermati.

Se non vuoi venire da me, resta al tuo albergo.

In che albergo sei?

Domani io mi tengo libero.

Possiamo stare insieme tutto il giorno, parliamo, ci…

Non ci vediamo mai.

Devo andare, devo andare.

[clacson]

Il taxi.

- Marcello, è arrivato il taxi. - Che taxi?

L'ho chiamato io.

Dov'è il mio cappello?

Possiamo mandarlo via, il taxi.

Scendi un momento.

- Non andare via, papà. - No, voglio andare a casa.

- [padre] Buonasera, signorina. - Tanti auguri e arrivederci.

Ciao, Marcello.

[padre] Bene figliolo, sono contento di averti visto. Scrivi.

[padre] Non accompagnarmi, preferisco andare da solo.

[voci non udibili]

Ti spacco la faccia!

[uomo] Credi che siano tutti come il marito, che è cornuto e sta zitto?

Fa così perché ci sono le donne.

[voci sovrapposte]

Cos'è successo?

Non lo so, ma è stato bello. Ora mi informo.

Sì, bravo.

- Torna qua, tubercoloso marcio! - [uomo] Mia madre ha i soldi!

- Nico! Come stai? - Marcellino, bruttino, cattivo, frocio!

Dove vai?

A Bassano di Sutri, in un castello del mio fidanzato.

- Perché non mi ci porti? - Sì!

Paparazzo voleva farti un servizio su Jardin des Modes.

Non faccio più fotografie di moda da un anno.

- [uomo] Nicolina! - Ecco la macchina.

- Nicolina, siamo qua! - Avete posto per il mio amico e me?

- No, sali sulla macchina dietro. - Oh, che dolore!

Va bene, ciao.

Alt. C'è posto qui per due creature infelici?

- [uomo] C'è il 1400 dietro, salite là. - Oh, Dio mio!

Oliviero, c'è un amico con me. Può venire anche lui, no?

Il solito magnaccia di cui ti innamori tu?

Vieni!

- Appena fuori Roma guidi tu. - Dopo Capranica, la strada degli olivi.

Seguite noi!

[parla in francese]

Speriamo di no, così andiamo a letto presto.

Comunque a quest'ora ci saranno solo i fossili.

Le feste a casa nostra sono degli ottimi funerali di prima classe.

- Tuo fratello è a caccia. - Irene, riprendi questa specie di cane.

Dallo a me.

[parla in svedese]

Che paese è questo?

- Che paese è, scusa? - Bassano di Sutri.

[parla in svedese]

Ma perché piangi? Che lingua parli?

- Di dove sei? - Esquimese!

[musica malinconica]

- [uomo] Bella notte a tutti voi! - Oh, salve!

Cosa fai?

Dove vai con quel…

Stai attento, rovesci tutto.

Che senso ha questa passeggiata?

- Ciao, come va? - Bene.

[uomo] Ciao, Giulio, guarda chi ti ho portato!

[sottovoce] Mignottona!

Chi ti ha detto di venire qui?

[musica lenta]

È stata una cerimonia bellissima, triste e commovente.

Il popolo portava fiori alla tomba del suo capo amatissimo.

Non ho il piacere di conoscerla.

- Sono il terzogenito. - Rubini.

Sono il meno importante, naturalmente.

Vuole conoscere qualcuno della mia famiglia o ne ha già abbastanza?

Nonna.

- Nonna? - [Marcello] Lasci stare.

Nonna!

- Ti presento il signor… - Rubini. Molto piacere.

Bravo.

Fa finta di dormire per non parlare con nessuno.

Ora risaliamo l'albero genealogico.

Papà, ti presento il signor Rubini. Sembra uno che lavora sul serio.

Veramente? Come sta?

[parla in francese]

- Che bel giovane! - Ma lei è un giornalista?

Sono stanco morto, avrei bisogno di una balia che mi portasse a letto.

Chi vuole farlo? Tu, Jane? Jane, mi fai da balia stanotte?

No!

Lady Rodd, non li lava mai questi cani? Hanno una puzza!

Hanno un odore meraviglioso!

E questa è Irene, la più gloriosa debuttante di quest'anno.

- Vorrei sposarla, ma non mi vuole. - Grazie, so già chi è.

[Marcello] Scusate.

Su, fammi ballare.

Non ho capito se era lui che si dava da fare o tu.

Io, ovvio.

Hai una gran voglia di vedere il tuo nome sui giornali, vero?

- Ce ne andiamo per i fatti nostri? - Quali sarebbero i fatti nostri?

[in inglese] Lei è 1689 davvero un giornalista?

[Marcello] Sì, signora.

Il mio primo marito era giornalista, ma le sue notizie erano esagerate.

Io l'ho capito solo quando la luna di miele era finita.

Meglio avere notizie esagerate che non avere notizie.

Mio marito pensa la stessa cosa.

Spesso è il pubblico che vuole queste amplificazioni.

Personalmente io sarei in grado di darle notizie non esagerate.

[in inglese] È sicuro?

Conosco questo profumo.

- Maddalena! - Dove ti hanno trovato?

Sto bene, sono ubriaca.

- Conoscevi Jane? - No.

È una pittrice americana che vive a Roma, come se fosse in colonia.

Sì?

La ricevono tutti per sentire le zozzerie che dice.

Vedrai, è molto divertente.

Quelli sono i Montalbano.

[Maddalena] Federica, la lupa. Le piace allattare i giovanotti.

I Confalonieri, hanno mezza Calabria e le più belle garçonnière di Roma.

La piccola Eleonora 80 mila ettari, due tentativi di suicidio.

I Sanseverino, magnifico castello in Toscana.

Quelli sono don Giulio e Nico, la sua amica svedese.

Non fare quella faccia!

Cosa credi, che noi siamo meglio?

[Maddalena] Almeno loro certe cose le sanno fare con eleganza.

- Chi vive nella villa in fondo al parco? - Nessuno, è disabitata.

Come stile è la più bella.

Anch'io sono disabitata, lo sai?

E questo gineceo cos'è?

Avole, trisavole…

Che belle donne! Hanno tutte gli stessi occhi, hai visto?

Sai, Maddalena, ho pensato spesso a te.

Non ti capisco.

No?

Neanch'io.

Ma non fa niente.

Se vuoi farmi un discorso serio, non mi va di sentirlo.

[Maddalena] Come sta la tua amica?

Hai paura dei discorsi seri?

No! Ma tu non li sai fare.

- O li sai fare? - Ma dove mi porti?

Ecco, questa è la stanza dei discorsi seri.

- Siediti. - Che facciamo?

Silenzio.

- Dove vai? - Zitto.

Marcello.

Marcello, mi senti?

[Maddalena] Mi hai mai sentita così vicina?

Dove sei?

- Tu mi senti? - [Maddalena] Sì.

- Ma da dove parli? - [Maddalena] Da molto lontano.

[Maddalena] Se stessi zitta, sarebbe come se non esistessi più.

Maddalena.

Maddalena!

[Marcello] Maddalena!

Sono sempre qui, non muoverti.

Marcello, tu mi sposeresti?

E tu?

[Maddalena] Io sì. Sono innamorata di te.

Da quando?

Ascolta.

Sai cos'è questo rumore?

- [Marcello] No, non lo so. - Adesso indovina questo.

- Un bacio? - [Maddalena] Per te, Marcello.

[Maddalena] Allora, mi sposeresti?

O hai paura di rispondermi?

Perché mi fai questa domanda? Sei un po' ubriaca, eh?

Un po', sì.

Ti amo, Marcello.

Vorrei essere tua moglie, esserti fedele.

Vorrei tutto, essere tua moglie,

divertirmi come una puttana.

Stasera mi sembra di volerti tanto bene, di avere bisogno di te.

- È vero? - [Marcello] Sì, è vero.

Non so se hai parlato sul serio o se mi prendi in giro, ma non importa.

Ti voglio bene. Voglio stare con te.

Dopo un mese mi odieresti.

Perché?

[Maddalena] Non si può avere tutto, bisogna scegliere.

E io non posso più scegliere, è troppo tardi.

Io non ho mai voluto scegliere.

Sono una puttana, lo sai.

Sarò sempre una puttana

e non voglio essere altro!

No, non è vero.

Sei una ragazza straordinaria, Maddalena, io lo so.

[Marcello] Hai coraggio, sensibilità.

Ho bisogno di te.

La tua disperazione mi dà forza,

saresti una compagna meravigliosa perché a te si può dire tutto.

Maddalena, mi senti?

Rispondimi!

Maddalena, basta ora. Torna qui, voglio parlarti ancora.

Maddalena!

Maddalena!

[Jane canta in inglese]

Ciao, tesoro! Andiamo alla vecchia villa a caccia di fantasmi!

Maddalena è con voi?

Avanti!

Maddalena!

[in francese] Giulio, di' a tutti di fare attenzione.

Nel '22 ho passato la notte in un castello così, vicino a Genzano.

Nel castello di mia cognata ci è apparsa una bambina con una candela.

- Poi si seppe che non era una bambina. - Come?

- [uomo] E neanche una candela! - Questa poi! Ma dai!

[parla in inglese]

- Scommetto che quando sarò morto… - Sentite che silenzio!

Guarda, una luce!

No, è il riflesso delle candele sui vetri!

Come sei priva di fantasia! Non vi ricordate la storia del gobbo?

Giulio, non avete un po' di luce elettrica qui?

[donna] Fai attenzione, ci sono dei pipistrelli!

Pipistrelli! Sono i miei soggetti preferiti!

[Giulio] Nicolina, sta' attenta che l'onorevole ti fa la festa, là dentro.

Tesoro, la porta è chiusa, ci manca la chiave.

Dev'essere qua per terra. Dammi un po' di luce.

Non la trovo.

- [Giulio] Non c'è. - E allora?

- Torniamo indietro. - No, la buttiamo giù.

Ecco la chiave!

- Dammela. - Brava, Nicolina!

- Quanto tempo è che non venite più qua? - Più di due anni.

- Cosa ci fate? - Io ci farei una bellissima garçonnière.

Cosa ci prepara questo grande giornalista?

Un articolo sull'aristocrazia stupida e corrotta?

Io mi occupo di altre cose e poi lei non è molto interessante.

- Con chi è venuta Maddalena? - Chi è Maddalena?

[in inglese] Andiamo!

[Giulio] Attenzione, è pieno di topi, scarafaggi, vipere e vampiri.

- E adesso sarà anche pieno di mignotte. - [Irene] Grazie.

[canta in inglese]

Io vado avanti e faccio luce a tutti.

- [Jane] Quando è stata fatta questa casa? - Cinque secoli fa, da Giulio II.

- Cinque secoli di amore! - [Jane] Avevi un papa in famiglia?

Ne abbiamo avuti due.

[Ivenda] Contro la paura usami subito, Irene.

Due papi, amore mio!

[uomo] Venite, vi guido io. Da questa parte.

[donna] Giulio, guarda che stiamo scopando i pavimenti con i vestiti!

Irene, sento che quassù potrei anche amarti!

Pagliaccio!

Lei è un'apparizione straordinaria. Sembra scesa da un quadro.

[parla in inglese]

Che disastro!

Qui ci vorrebbe una trave, da una parete all'altra!

Ah, Giulio. È triste vedere che tutto cade a pezzi così.

Ma tu non ci sei mai!

Sei sempre a Roma. Non te ne occupi.

Cosa vuoi che faccia, papà?

Sarai tu il padrone un giorno!

- Giulio, sono il tuo antenato. - Vai via, cretina.

Irene, se vedi un fantasma, buttati tra le mie braccia.

Va bene.

[parla in inglese]

Eugenio, basta! Sii serio, altrimenti vattene!

- Tua zia è una medium? - Ma non lo sai?

Suo marito si è diviso perché trovava i fantasmi nel letto.

Sì, mi ricordo.

Io l'ho vista da qualche parte. Un viso come il suo non si dimentica.

Io lavoro. Mi avrà incontrata in qualche ufficio.

- Lavora? - Sì.

[Ivenda] Ma chi dovrebbe venire?

[risatine]

- Eugenio, che cretino! - È Cristina che mi fa ridere.

- Non è vero. - Cristina, silenzio!

Chi sei tu? Ti prego, dimmi chi sei.

Con chi vuoi comunicare?

- Io sento una forza. - [Cristina ride]

Contessina, contatto.

- E non rida! - Non rido.

[Lady Rodd] Hai un messaggio per qualcuno di noi? Rispondi.

Cos'è quella luce nella campagna che si accende e si spegne?

È un trattore agricolo. D'estate lavorano anche di notte.

- Chiamate suor Edvige. - Chi è suor Edvige?

Ogni estate gira per queste stanze con la sua testa dentro un piatto.

Ma dai!

Sei ancora tu? Perché non mi lasci in pace?

Vattene via!

[Oliviero] Straordinaria. Chiedile se è quella dell'altra volta.

Il profumo del tuo respiro nei miei polmoni.

- Il tuo sangue nelle vene. - Calma. Buona.

Ma è ubriaca!

[risatina]

[in francese] Amore mio.

- Perché fa così? - Buona.

Fate buio, via le candele.

[in francese] La morte. Voglio la vita!

Spegnete.

[in francese] Voglio l'amore, la vita, tutto quello che esiste.

- [Lady Rodd] Chi sei? - [in francese] Voglio la verità!

- Chi sei? Con chi vuoi comunicare? - Basta.

- Giulio. - Con Giulio?

[Lady Rodd] Giulio, c'è un messaggio per te.

Quella porca è innamorata di te.

[Federica] Giulio, non puoi sfuggire al mio amore.

- Adesso basta, accendete le luci. - Irene, dai, stiamo scherzando!

[sottovoce] Irene, vieni qua.

[Federica piange]

[Lady Rodd] Chi sei, povera anima? Perché piangi?

Perché piangi?

[Marcello] Aspetta, faccio un po' di luce.

[in inglese] Che coincidenza!

Ahi!

No, non qui!

No, amore, che fai?

Pazzo! Sei pazzo, tesoro!

[campane]

Sapete che è la prima volta che vedo l'alba?

[ragazzo] Uno, uno, uno…

[parla in inglese]

No. No.

Marcello, conosci mio figlio?

- Piacere. - [in inglese] Salve. Buongiorno.

Andiamo a mangiare gli spaghetti?

Allora si cambia fornitore. È un ladro. Le uova a 45 lire l'una!

Non le compri più da lui, le compreremo a Capranica.

- [in francese] Buongiorno, mamma. - A quest'ora siete ancora in giro?

- [insieme] Buongiorno. - Buongiorno.

[in francese] Vengo con te.

- Hai dormito bene, mamma? - Ti senti tanto ragazzino tu?

- Siamo stati a visitare la vecchia villa. - [Madre] C'era Francesca?

- Chi è? - La principessa madre.

[Emma piangendo] Che ti ho fatto per essere trattata in questo modo?

Non si fa soffrire così neanche un cane!

Chi credi di essere?

Se tu mi volessi bene la metà di quanto te ne voglio io, capiresti!

Sì.

[strillando] Tu non puoi capire, perché non vuoi bene a nessuno.

Non strillare!

Non immagini neanche cosa vuol dire voler bene.

- Lo sai tu? - Sei un egoista!

Hai il cuore chiuso, vuoto!

Ti interessano solo le donne! Credi che questo sia amore?

Lo so, sono quattro ore che me lo ripeti, non ne posso più.

- Voglio andare a casa. - Gli uomini non sono tutti come te.

Certi uomini sono felici se trovano qualcuno che gli vuol bene,

e non vanno in giro a cercare altre donne.

Solo tu sei così. È una disgrazia!

Io sono un disgraziato.

E la mia disgrazia è di aver incontrato te.

Hai capito?

Non ne posso più di averti vicino. Vattene via!

Vattene una volta per sempre.

- Dove vai? Vieni qua! - No.

Lasciami stare. Lasciami vivere.

[Marcello] Emma!

Avanti, deficiente, sali!

No.

Emma, guarda che…

Cammina, sali.

Ma cosa vuoi? Cosa cerchi da me?

Sei un verme, un miserabile!

Tu finirai solo come un cane!

[piangendo] Te ne accorgerai! Nessuno vuole starti vicino.

Io ti lascio.

Che farai della tua vita?

Chi trovi che ti vuole bene così?

Io non posso passare la mia vita a volere bene a te.

Tu dici sempre che sono io la pazza,

che vivo come in sogno, che sono fuori dalla realtà…

ma sei tu che sei fuori strada!

Non capisci che tu hai già trovato la cosa più importante della vita?

Una donna che ti vuole bene davvero, che darebbe la sua vita per te!

Tu rovini tutto.

Sei sempre inquieto, sempre scontento.

Marcello,

quando due persone si vogliono bene, il resto non conta.

Di che cosa hai paura?

Di te, del tuo egoismo.

Dello squallore dei tuoi ideali. Mi proponi una vita da lombrico!

Sai parlare solo di cucina e di camera da letto!

Un uomo che accetta di vivere così, è un uomo finito, è un verme.

Io non ci credo a questo tuo amore aggressivo, vischioso, materno!

Non lo voglio, non mi serve.

Questo non è amore, è abbrutimento.

Non voglio più vivere così. Non voglio più stare con te.

Voglio stare solo. Scendi da questa macchina.

No.

Sei una carogna, un vigliacco, mi fai pena.

E tu mi fai schifo.

- Scendi. - Non me ne vado, io sto con te!

No, Emma, non ci stai più con me. Scendi.

No!

Scendi dalla macchina.

- No. - Scendi! È finita, lo capisci?

È finita. Vattene!

- Delinquente. - Vai Via!

Sei un delinquente. Mascalzone!

- Ti maledico. - Non ti voglio vedere più.

Fatti caricare da un camionista, zoccola.

Vai con le tue puttane.

[squilli del telefono]

Pronto.

Dove?

Dove va lei? Qui non si passa. Va bene, si accomodi.

Lasciatelo passare!

- Una cosa mostruosa, Marcello. - Cos'è successo?

Tiziano!

Ha sparato ai due bambini e poi si è ammazzato.

[Paparazzo] Marcello!

Tu puoi entrare. Di' che sono il tuo fotografo.

Le vendo al tuo giornale le foto. Fammi passare con te.

- Fammi entrare. - Sono un amico, devo entrare.

Un momento.

Un uomo dice di essere un amico del signor Steiner.

Fallo entrare.

- [insieme] Ci faccia entrare! - No, solo lui.

Si accomodi.

Dal pavimento all'escavazione, metri uno e 50.

Dalla parete sinistra all'escavazione, metri quattro.

[giornalista] Hai scritto?

La moglie non sa niente. Non c'è, torna all'una.

Sembra, che prima della strage lui stesso abbia telefonato a un'amica,

pregandola di andare incontro alla moglie.

Faccia sentire di nuovo. Torni indietro.

[riavvolge il nastro]

Tu sei il vero primitivo. Primitivo come una guglia gotica.

Sei così alto che non puoi più sentire nessuna voce da lassù.

Se mi vedessi nella mia vera statura,

ti accorgeresti che non sono più alto di così.

[tuono]

Lei era amico della famiglia?

Io ero amico di Steiner.

Da quanto? Era amico intimo?

- L'ha visto in questi giorni? - Ce ne può parlare?

No.

Io ero amico di Steiner, ma non ci vedevamo spesso.

Non so niente.

Non so proprio niente.

[uomo] Metri tre e dieci.

Foggia?

Che lei sappia, non c'era qualcosa di strano nella sua vita?

Questioni finanziarie o altro?

No, non credo.

Aveva mai manifestato propositi di suicidio?

Non lo so.

Si tenga a disposizione, potrà esserci utile più tardi.

Mondini, raccolga la pistola.

[giornalista] Era pieno di amore e premure per la famiglia che adorava.

Era un'adorazione quasi morbosa.

[giornalista] L'arma del delitto è stata trovata,

accanto al cadavere che è su una poltrona vicino al caminetto,

in una singolare posizione.

[medico] Ho terminato. Lo vedrò più tardi all'obitorio coi bambini.

- [agente] Possiamo farlo ricoprire? - [dottore] Sì.

[commissario] Hanno finito di là con le foto? Andiamo dai bambini?

Dottore, sono le 12:15, devo andare incontro alla signora.

Andrò con qualcuno del palazzo perché non la conosco.

Vengo io.

Grazie.

- Andiamo subito. - Sì.

Polacci, poi mi raggiunga.

Se arriva qualcuno dalla centrale, telefonatemi in ufficio.

Ragazzi, un po' di comprensione, almeno questa volta!

Lo dica anche lei ai suoi colleghi. Stanno esagerando.

Forse aveva soltanto paura.

Parla dello Steiner? Aveva ricevuto delle minacce?

No, non nel senso che dice lei.

Forse aveva paura di se stesso,

di noi tutti.

Ma quando arriva?

Eccola, è lei.

- La prego, mi accompagni. - Sì.

Ma che c'è? Mi avete preso per un'attrice?

- Signora, guardi qui. - Cosa fate?

[commissario] Basta, andate via!

- Buongiorno, Marcello. Cosa c'è? - Sono il dottor Lucenti.

- Piacere. - Dovrei parlare con lei da sola.

- È successo qualcosa? - No. Venga con noi.

La prego.

- Perché? - È accaduta una disgrazia.

- Cosa? - Non si spaventi.

- I bambini! - No, venga con noi.

Ragazzi, via!

Cos'è successo, Marcello? Melo dica!

Li vedrà più tardi. I bambini sono solo feriti.

- Basta, insomma! - Come, feriti?

Ragazzi, via!

[voci sovrapposte]

[sirena]

[clacson]

[uomo] Liza!

- [uomo] Fermati. - [Liza] E adesso la chiave?

Non avete voluto aspettare.

[parole incomprensibili]

Marcello!

[Marcello] Entra con tutta la macchina, sfonda il cancello!

Levati di lì!

[donne in inglese] Ciao, eccoci qui!

Ah, che colori, che meraviglia! Che fate? Giocate?

[Marcello] Levatevi.

[Pierone] Carlo, vieni a vedere, Marcello rompe il vetro!

[Marcello] Attenti!

Uno, due e tre!

Alla salute di Nadia che ha ritrovato la libertà!

All'annullamento del suo matrimonio, di suo marito, di tutto.

Grazie. Grazie a tutti.

[Nadia] L'esperienza matrimoniale mi riconsegna ai vecchi amici,

carica di tutti i desideri.

È un po' come tornare vergine.

Sì, è una sensazione meravigliosa, essere annullati.

Bisogna prima sposarsi per provarla, non sei d'accordo, amore?

Zitta, sto confessando Lucia.

- Voglio sentire. - Solo un momento.

Mettete "Jingle Bells".

Voi due, basta confessarvi! Chi fa l'amore in privato mi insulta.

Eccoli!

Non prendeteli in giro, perché uno è l'amante del senatore.

Bravi, bravissimi!

[suona "Jingle Bells" dal giradischi]

[uomo] E questi chi li ha portati?

Questi non arrivano a Natale, li ammazzano prima.

Scusi, ma lei una volta non faceva lo scrittore, il letterato?

Vi annuncio che ho lasciato la letteratura e il giornalismo!

Faccio l'agente di pubblicità, e con grande soddisfazione!

Bisogna scrivere qualsiasi cosa per vivere, ma questo è squallido.

Sentite: "Ha un profilo greco,

ma la modernità della sua espressione,

lo avvicina al più moderno degli attori attuali, Paul Newman."

Marcello, lei è un verme.

Tu cosa saresti in grado di fare pur di farti pubblicare un'intervista?

Ti piacerebbe che scrivessi per te!

Mi stroncheresti la carriera.

Se ti dessi 300 mila al mese invece di 250 mila, cosa scriveresti di me?

- Che sei Marlon Brando. - E se ti dessi 400 mila?

- John Barrymore. - E un milione?

Dammi il milione, poi telo dico.

Non capisci niente! Vai a scuola!

Ahi!

- Ehi, si è fatto male! - Non si è fatto niente.

Gli ha fattolo sgambetto.

[lamenti in francese]

Lei è un bello stronzo. Ci avete portato voi qua.

Adesso ce ne andiamo, e la festa non sarà più bella!

Come siamo noiosi!

La nostra festeggiata si annoia. Facciamola divertire!

Perché non fai uno spogliarello?

No, hai il torace da intellettuale.

Se mettete la musica del mercato persiano, faccio io lo spogliarello.

- No, ti abbiamo vista tutti nuda! - Su, fatemelo fare!

Io non ti ho vista, però propongo che lo faccia la pantera!

Ecco Caterina che farà lo spogliarello.

[Laura] Ma è una professionista!

Allora torno a mangiare il pollo.

Se la festeggiata si annoia, può fare lei lo spogliarello.

Sì.

[Enrico] Bene! Nadia, se lo fai davvero, smetto di fumare!

Mettete "Patricia", io spengo la luce.

- Dai, metti "Patricia". - Patricia!

Spogliarello celebrativo della nostra Nadia per la sua nuova vita.

- Bisogna dare il buon esempio. - Ma è un gesto idiota.

E io lo faccio.

[Pierone] Nadia, il visone!

Oh, la luce.

Vediamo quest'altro scandalo!

[suona "Patricia" dal giradischi]

Quello dopo un'ora è a casa tua con i soldi in bocca.

Dammi retta.

[in inglese] Sei andato a letto con lei?

- Sì o no? - No!

Almeno, non mi ricordo.

- [in inglese] Ti piace lui? - Cos'ha detto la signora?

Ti ha chiesto se ti piaccio.

[avvocato] Quello lo devi dare a me, Nadia, mi spetta. Lo voglio io!

Tu hai fatto un bell'affare con quella macchina.

È meravigliosa!

Sciogli.

[Ruggero] Non basta ancora? Ma non vedi che non diverti nessuno?

Cosa vuoi?

Mi diverto io!

Non hai il coraggio di arrivare fino in fondo.

- Allora smetti subito. - Ah no?

Vedrai!

Nadia, non dovevi toglierti il reggiseno. Va tolto alla fine, no?

[in inglese] Lo fa troppo in fretta. Hai da accendere?

Brava, complimenti!

[parla in inglese]

Non levarti la sottoveste! Copriti col visone, poi la sfili da sotto.

[in inglese] Sei mai stato con una donna?

Non capisco.

[in inglese] Mai? Mai, mai, mai?

- Allora fa sul serio! - Brava.

[Enrico] Ruggero, ma fai sul serio? Non sei di spirito.

Non te la meriti una donna così.

[Enrico] Ora, Nadia, via il visone!

Su, Nadia, è arrivato il momento. Vogliamo vedere.

Ma come ha fatto il marito a concederle il divorzio?

- [Enrico] È notevole, vero, avvocato? - Meravigliosa!

Bona!

Oh, Dio, c'è Riccardo. C'è Riccardo!

[Laura] C'è il padrone di casa!

- Figli di puttana! - Ciao, Riccardo.

Nadia si è liberata del marito, stiamo festeggiando.

Cosa me ne frega dell'annullamento del matrimonio di quella matta?

E poi non voglio pubblicità.

Ma hai detto che potevamo venire!

Bacino.

Chi ha sfasciato la vetrata?

Ciao, Riccardo.

Domattina alle sei parto per Nizza.

Perciò tra mezz'ora tutti fuori.

Altrimenti vi sbatto fuori a calci.

Piacere.

L'ho vista a Spoleto.

- Hai telefonato a quella cinese? - No.

Ragazzi, fra mezz'ora fuori!

Che ci importa se devi partire?

Noi da qui non ci muoviamo.

Siamo tutti amici. Tu te ne puoi anche andare.

Fai qualcosa per farci divertire. Ti aumento lo stipendio.

Nadia prima ha dato prova di buona volontà con lo spogliarello,

però non è riuscita a scaldare l'ambiente.

Io ho mille,

duemila idee!

Posso tenervi qui una settimana senza annoiarvi,

però dovete fare tutto quello che dico io.

Per prima cosa, chiudiamo le tende.

Restiamo in questa bella intimità.

Come primo gioco farei fare l'amore alla nostra ballerina americana.

Scommetto che non l'hai mai fatto.

Hai mai avuto un uomo tutto per te?

- [in inglese] Cosa sta dicendo? - Aspetta.

- Ma che vuole quello? - Niente, è ubriaco.

- Contenta della prodezza? - Che ore sono?

È anche un dovere di ospitalità verso una straniera.

Scelgo io per te.

Sarà Tito il bruto a darti le delizie del primo amplesso.

Non abbiamo combinato niente! Occupati della musica.

- Tito, togliti la maglietta. - Cosa credi, che sia un maschio?

Appena spengo la luce, tu fai in modo che lei diventi donna.

Intanto la Tunisina si avvicinerà all'avvocato che vive di ricordi,

e si occuperà dei suoi riflessi.

- Tutti i mezzi sono leciti! - Noi ce ne andiamo.

- Grazie tante per la bella serata. - No, nessuno va via di qui!

Tu, mezzo impotente come uomo e come artista,

quando io spegnerò la luce, salta il fosso!

- D'accordo. - [Marcello] Questa sera…

ti accoppierai con Mariuccio.

Liza, che fa la pittrice solo per andare a letto con le modelle,

sai cosa ho pensato per te?

Lei adesso ci ha proprio stufato. Ma chi vuoi far ridere?

- Ti sbatto fuori a calci in bocca! - No, no.

[Riccardo] Ma chi l'ha invitato?

Riccardo, ora ti faccio divertire. Questa festa non deve finire più.

Stiamo tutti qua dentro, può sempre arrivare qualcuno.

Bella questa battuta! Nuova!

Senti, tu…

che muori dalla voglia di fare l'amore con me,

perché non trovi nessuno che venga sotto le tue lenzuola,

e che ti sfoghi cantando in quei quattro dischetti sfiatati.

Dio, Marcello, che pena mi fai!

No, no! Neanche nelle sceneggiate napoletane accadono queste cose!

Sei un maiale! Queste cose non le tollero!

Chiedi scusa alla signora.

- Lascialo stare, è un disperato. - Dove vuoi andare?

Voglio ringraziare tutti i miei amici per la bella carriera,

- che mi hanno fatto fare. - Resti qui a farmi compagnia?

Io volevo fare un discorso di ringraziamento.

Bella cicciona, contadina, montanara.

- Sei delle mie parti, scommetto. - Lei di dov'è?

Vieni qua.

Facciamogli vedere a questa massa di impotenti! Vai giù. Così.

- Sei venuta a Roma per cercare fortuna? - Invece sono sfortunata.

[colpi di tosse]

Cosa c'è? Cos'hai?

Stai male? Svegliati! Apri gli occhi!

- Portatele un po' d'acqua, sta male. - Andrea, spegni le luci.

- Che facciamo con quelle cambiali? - Non firmo niente.

- Ma sto lavorando, sto facendo un film. - E hai già speso tutto.

- Non è vero. - Non firmo niente!

La causa è stata rimandata al 15.

[in inglese] Sta male.

- Ah! - Oh, no!

Cosa ridi? Perché spegni le luci?

- Riccardo, mi porti in macchina con te? - No, non vado a Roma.

Voi, vestitevi, fuori!

[in inglese] È una pomata contro la sbornia,

bisogna spalmarla sotto il naso.

Cara, stai buona. Ti fa passare tutto, ti fa bene.

[parla in tedesco]

…ho dovuto fare una piscina nella tromba delle scale.

Questa ragazza sta male. Portatela fuori a prendere un po' d'aria.

Poi, meno male che ho trovato…

- Tira su! - Ma sto male!

- Senta… - Facciamo una bella gallinona?

No, non mi va.

- Scommetto che sei di Fano. - Vicino.

[donna] Ma cosa le fate?

[in inglese] Ne sta facendo una gallina.

- Non le importa di fare la gallinona? - No, non me ne importa.

- Non me ne importa niente. - Vieni qua!

Quante balle raccontate qua a Roma! Dite sempre di sì!

[Marcello] Tira su la testa.

Tira su la testa!

[ululato]

- Cretina. - Lei conosce il Commendator Angelini?

Sì.

- Vuoi ballare? - Sì.

- Ecco. - Ahi! Che scherzi da uomo!

- Andiamo a trovare il pittore? - Il pittore non è più a Fregene.

- È andato a Riccione con la moglie. - Andiamo in autostop!

No, voglio stare solo.

Mi è venuta una grande malinconia stasera.

Anche a me.

- Come sto? - Sembri una battona.

- Lei è stato molto cattivo con Odette. - La conosce?

- Le ho lasciato l'appartamento! - Ma chi è quella disgraziata?

Mi è venuto male al pancino.

È giorno!

Io faccio le 2:00. Allora si è fermato l'orologio.

- Ma che ora è? - Sono le 5:15.

[avvocato] Alle 9:00 devo essere in Tribunale!

- Mi dai un passaggio a Roma? - [Riccardo] Non vado a Roma.

È stata una bella festa, però adesso basta.

Basta, basta, basta!

Chissà dove sono le mie scarpe!

[Marcello] Caterina!

Sondra e Daniela!

Paul Newman.

- Buon viaggio, Riccardo. - [Riccardo] Ciao.

[Marcello] E adesso, la bella Nadia.

Andiamo.

- Ciao, Riccardo. Ti chiamo domani. - No, ti chiamo io.

- Ciao, Nadia. Auguri. - Grazie.

- Buona fortuna a entrambi. - Grazie.

[Enrico] E adesso l'avvocato!

Gran finale con l'avvocato!

Bravo, avvocato!

Cosa c'è laggiù?

Dove?

Ah, la natura!

L'alba mi fa sempre effetto. Tanto!

- Ieri sera stavo bene tutto truccato. - Ma dove andate?

Adesso mi sento tutto appiccicoso.

Ma non mi interessa, tanto io mi voglio ritirare.

Però più se ne ritirano, più ne vengono fuori!

Se ne ritirano due e ne vengono fuori dieci!

Nel '65 sarà una depravazione completa!

Mamma mia, che schifezza sarà!

Indietro! State indietro!

- Piano! - Piano!

Ti sei fatto una fortuna con questo pesce. Vale milioni!

Venite a vedere, c'è un mostro!

[Liza] Caterina, vai in cabina a prendere la macchina fotografica.

[in francese] Guardate, ha la bocca piena di meduse.

- Ma è vivo! - [pescatore] È morto da due giorni.

- È maschio o femmina? - Cos'ha da guardare questo?

[parla in inglese]

Perché non lo compriamo?

[parla in tedesco]

- Chissà da dove viene? - Vorrei saperlo.

- Forse dall'Australia. - Perché dall'Australia?

Nessuno sa qual è il davanti e il dietro?

Poverino.

E questo insiste a guardare!

[donna in lontananza] Ehi! Signore!

Non capisco, non si sente.

[parole non udibili]

[parole non udibili]

Non sento!

[parole non udibili]

- Marcello! Vieni! - Vengo.

[parole non udibili]

[parole non udibili]

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