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[stridio di ruote]
[rumori metallici]
Ciao Kilian.
[vociare indistinto]
- La macchina? - Pronta.
È una Toyota Corolla, la più anonima che ho trovato.
Abbiamo i badge e ho preso i telefoni satellitari dagli americani.
- Andiamo solo io e Kilian. - [Jeco] D'accordo.
[Kilian] I numeri sono in memoria.
[Nicola] Qua dove siamo?
Baghdad sud. Questa è la Route Irish, laggiù c'è la Vernon.
[squilli di cellulare]
Nicola!
[Nicola] Stiamo andando verso il quartiere dell'appuntamento, Direttore.
Ci dovremmo essere tra…
venti minuti. Vi chiamo appena arrivati laggiù.
[Pollari] Va bene. Tienimi aggiornato.
- Sono atterrati? - Sì, sono in macchina.
Stanno andando all'appuntamento.
- Dove? - [Pollari] Al Mansour.
Io vado a Palazzo Chigi…
Accendiamo le quattro frecce, così ci riconoscono.
Sì.
Siamo in anticipo di mezz'ora.
[squilli di cellulare]
Sì.
[Carbonaro] Nicola sono io.
Abbiamo ricevuto una soffiata da un informatore che sta a Baghdad,
dice che il luogo dell'incontro è un altro.
[Nicola] Se andiamo lì ci infiliamo in un'imboscata.
- Queste sono le ultime. - E questi cosa sono?
Scarponi da sci, perché?
Lo dico tutti gli anni, ma perché, potendo affittare tutto lassù,
ci portiamo tutto da quaggiù?
E allora perché ce li siamo comprati, scusami?
- È quello che mi domando anch'io. - [Silvia] Vero?
- [Nicola] Dai, entrate, entrate… - [Rosa] Silvia, mi dai quella per favore.
- Sì. Hai visto Pepe? - [Nicola] Entrate, su, entrate!
[Nicola] Dai su! Faccio io amore, faccio io, dai…
Ce l'abbiamo fatta!
Avete preso tutto? Avete dimenticato niente? Sicuri? Partiamo. Ci siamo…
[uomo] Siamo arrivati.
[clacson]
- [in arabo] Buongiorno. - [in arabo] Buongiorno.
[in arabo] Documenti.
[in arabo] Chi è?
[in arabo] È una giornalista italiana,
lavora per un giornale amico, Il Manifesto.
[in arabo] Aspetta qui.
- [in arabo] Il parcheggio è di là. - [in arabo] Grazie.
[In inglese] Più veloci!
Non abbiamo tutto il giorno! Muoversi!
[donna in arabo]
[in inglese] Quelle bombe sciolgono la pelle, la carne, i muscoli,
rimangono solo le ossa.
Dobbiamo andare.
[in inglese] Tutto questo lo hai visto con i tuoi occhi, dimmi.
[uomo in arabo]
[in arabo]
Giuliana, dovevamo restare solo mezz'ora. Dobbiamo andare, Giuliana…
Va bene, va bene, andiamo…
[in arabo] Arrivederci.
[motore si avvia]
Barbara sono Giuliana e sì sì, ho fatto un po' tardi, ma…
Voi siete già lì a pranzo? Sì, vi raggiungo, vi raggiungo…
[stridio di pneumatici]
[grida in arabo]
[spari]
[in arabo]
[spari]
[continuano frasi in arabo]
[spari]
Perché non vuoi che prendiamo un cane?
[Filippo] Papà, lo portiamo fuori noi!
Perché io lo so come va a finire! Il primo mese lo portate voi
e poi tutte le mattine e tutte le sere tocca a me portarlo…
No, no! Ti sto dicendo ci pensiamo noi, ci pensiamo noi!
- E papà, dai… eh. - Papà te lo giuro.
- Te lo promettiamo, dai! - Promesse, giuramenti…
[Silvia] No guarda, c'è Francesca la mia amica,
ha il cane e lo porta sempre lei fuori.
[squilli di cellulare]
- [Silvia] Come lo fa lei lo farò anch'io. - [Nicola] Direttore!
[Pollari] Nicola, ho una brutta notizia,
hanno rapito un'altra giornalista a Baghdad.
Quanto tempo fa è avvenuta la cosa?
[Pollari] Eh, circa mezz'ora fa. Senti, ho bisogno di te per gestire la cosa.
No, io sono fuori Roma, ho bisogno di un paio d'ore per rientrare.
Capisco. Fai prima che puoi.
Va bene.
Mi dispiace, la vacanza è rimandata. Devo rientrare in ufficio.
- Che vuol dire, scusa? - Come rimandata?
[Silvia] Scusate perché? Perché, ce lo puoi dire perché?
Un problema al lavoro. Hanno bisogno di me.
[Silvia] Ma così all'improvviso hanno bisogno di te?
E non parla!
[Silvia] È possibile che con te non si può mai fare un programma papà?
Cioè, tutto un mistero deve essere! Mai che dai una spiegazione,
- mai che dice una parola in più. - Silvia… Silvia basta! Basta.
No, niente. Niente. È un segreto, va bene.
Per favore non è questo il modo di parlare a tuo padre.
Comunque Nicola, sarà importante non lo metto in dubbio eh?
Però almeno due parole in più potresti anche dirle. Almeno ai tuoi figli.
Dopo ne parliamo…
[brusio]
[squilli di telefono]
Sì, pronto.
Walter, ho saputo che Giuliana è stata rapita.
- Voglio sapere se è vero. - Ciao Pier.
Forse è meglio se parli con Polo, te lo passo…
Gabriele?
- Eh? - Gabriele c'è Pier al telefono!
- Ha appena saputo di Giuliana. - Passamelo, passamelo…
Ti devo lasciare adesso. Ciao.
Pier…
Ciao!
Sì, è…
Abbiamo verificato la notizia è vera, mi dispiace.
[brusio]
Pier?
- Chiarini dov'è? - Dovrebbe essere in Giordania.
E cerchiamolo. Magari lui coi suoi contatti può esserci utile.
Lo chiamo subito.
Io richiamo Pier perché non mi risponde più.
[in arabo] Andatevene di qua!
Subito!
[in arabo] Bene, sembra che sappia parlare arabo.
[in inglese] Cosa? Non capisco.
[in arabo] La TV ha detto che parli l'arabo.
- [in inglese] Non capisco! - In TV!
- [in inglese] Tu parli arabo. - No.
[In inglese] Sei una spia.
Assolutamente no, sono una giornalista, lo giuro!
- Non parlo l'arabo. - Zitta!
[in inglese] Entra.
[in inglese] Se volete uccidermi, fatelo adesso!
So che non mi lascerete andare, ho visto le vostre facce.
Fatelo adesso!
[Rosa] Antonio mi raccomando, controlli che Nicola mangi qualcosa.
- Ciao ragazzi. - [Rosa] Quando ci sono le emergenze
- si scorda perfino di bere! - [Antonio] Ci penso io.
- Vai. Ciao. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- [Rosa] Arrivederci! - [Antonio] Arrivederci.
Lo vedi come fa? Ride. Lui ci rovina le vacanze, lei ride.
- [Rosa] Allora… abbiamo preso tutto? - [Silvia] Sì.
[Nicola] La prima cosa da fare è farla presto e cercare un canale.
I canali dei precedenti sequestri non si sono poi rivelati sempre così validi,
sono stati anche dei fallimenti e tu lo sai Nibbio. Baldoni è morto.
Con Baldoni il problema non è stato il canale, e tu lo sai meglio di me.
Ci sono stati problemi di comunicazione.
Anzi i canali che abbiamo utilizzato si sono sempre dimostrati validi.
Per me è meglio individuare la prigione attraverso la CIA e tentare un blitz.
Io posso partire con la mia squadra anche subito.
Se c'è la possibilità di trattare, trattiamo.
Sì, sono d'accordo con Nicola. Procedi pure.
Hm! Sì, ma tu, ma tu l'hai vista proprio?
Sì, l'altro giorno, quando ci siamo dati il cambio.
Ero già ad Amman quando ho saputo del rapimento,
poi sono venuto qui a Baghdad appena me l'hai chiesto.
Sei a Baghdad adesso?
Sì. Il problema è che ora ci sono quelli dei Servizi Segreti che vogliono che…
che prenda un volo per Roma.
Perché?
[CHIARINI] Per la mia sicurezza. È una vita che sto qui in Medio Oriente!
Forse non hanno capito che sono l'unico
che ha i contatti giusti per arrivare a Giuliana.
Va bene, va bene! Comunque tu stai attento, eh?
Sì, Gabrie', stai tranquillo. Ti chiamo quando riesco a scoprire qualcosa.
Devo tentarle tutte. Ciao.
- [in arabo] Grazie. - [in arabo] Prego.
Vado un attimo in stanza a prendere la valigia e sono subito da voi,
va bene? Grazie.
Allora ragazzi, ultimi aggiornamenti che sta arrivando il capo?
[Alarìco] No, non ci sono novità. Però stiamo seguendo tutto passo passo.
- Eccomi. - [Omero] Ehi Nicola…
- [Alarìco] Ciao Nicola. - [Nicola] Ciao.
Facciamo subito un punto della situazione.
- Sì. - Intanto abbiamo raccolto informazioni
sui movimenti del quartiere in cui è stata rapita la Sgrena.
Si tratta della stessa zona in cui, il mese scorso,
è stata rapita la giornalista Florence Aubenas.
- Avete sentito la DGSE a Parigi? - Sì, chiamata subito,
ma i Servizi francesi non hanno informazioni diverse dalle nostre.
L'autista e l'interprete che erano con lei, che fine hanno fatto?
Li hanno risparmiati entrambi. Ma l'interprete è di assoluta fiducia,
tutti i nostri giornalisti lo conoscono, e si fidano di lui.
L'autista invece è stato interrogato poco fa dalla CIA, e pare che sia pulito.
Allora direi di passare dal canale religioso sunnita
- dei precedenti sequestri. - Certo.
Cerchiamo il leader degli Urema. Al Kubaisi.
- Mi ci metto subito in contatto. - Me lo passi di là poi.
[Alarìco] No aspetta Nicola, c'è pure un'altra cosa.
- Cosa? - L'inviato del Manifesto, Chiarini…
gli avevamo chiesto di tornare in Italia e invece è sparito.
Ci mancava pure questa! Va bene Omero, chiama Tiber e digli di ritrovarlo!
- Ok, lo chiamo subito. - Sì.
[in arabo] Sei sicuro che la macchina è a posto?
[in arabo] Lo sai che ti tratto sempre bene, Ryan! Non ti lamentare.
- Non mi fido di te, Mohamed. - La macchina è perfetta!
Vedrai!
[squilli di telefono]
[motore si avvia]
- Pronto? - Ciao Tiber, sono Omero.
- Ciao Omero, come va? - Bene, grazie. Dimmi tutto.
Senti, abbiamo bisogno di rintracciare Stefano Chiarini.
Un giornalista che sta lì a Baghdad. Lo puoi fare? È urgente.
Ok, ok. Tranquillo. Te lo cerco io a Chiarini.
[Giuliana sottovoce] Uno.
Due.
[brusio]
[dialoghi non udibili]
[dialoghi non udibili]
[Jeco] …degli ultimi due giorni. [Omero] Ok, perfetto.
- [Jeco] Eccolo qui. - Grazie.
- [Omero] Porta tutto al Capo. - Vado.
[Omero] Tieni Jeco. Questa è completa? C'è tutto?
- [Nicola] Sì! - Per te.
[Alarìco] Tiber dice che quell'uomo è un ex politico sunnita.
Faceva parte dello stesso partito di Saddam.
Bene.
Abbiamo raccolto qualche altro dato sulla giornalista…
- Vai. - Piemontese, inviata di guerra.
Sempre in giro, praticamente s'è fatta i posti più infami del mondo.
- Ha una famiglia, dei figli? - Sì, ha un compagno.
Però tutti dicono che la sua vera famiglia
è il giornale per cui scrive: Il Manifesto.
È una militante convinta.
Molto stimata dall'ex direttore del giornale, Valentino Parlato.
- Hm… Adesso il direttore chi è? - Si chiama Gabriele Polo,
uno che sa tutto di operai, lotte di fabbrica, sindacati,
cose di questo genere. Ovviamente dentro ci sta pure il suo numero.
- Bene, Grazie. - Vado.
[porta che si chiude]
[speaker TV] La solidarietà di Roma per Giuliana Sgrena…
l'inviata de Il Manifesto rapita a Baghdad e da ieri, lo sapete,
è nelle mani dei sequestratori. Sulla piazza del Campidoglio ci sono gli amici,
i colleghi di Giuliana e le associazioni pacifiste.
Le agenzie battono cinque, seimila persone,
venute per sollecitare l'immediato rilascio della giornalista.
Gli occhi vivaci di Giuliana Sgrena guardano piazza del Campidoglio,
gremita di amici, colleghi, pacifisti, volontari, gente comune,
che ha un'unica richiesta: liberate una donna di pace.
[in inglese] Per favore!
[in inglese] Datemi della carta, per favore!
[in inglese] Per scrivere. Per favore. Ne ho bisogno.
- [in inglese] Leggi questo. - [in inglese] Che cos'è?
L'unico libro in questa casa.
[in italiano] È in arabo!
[in inglese] Vi ho detto che non parlo arabo!
Non posso leggerlo!
- Ehi! - Ciao!
- Ancora sveglia? - Anche tu?
- Questo qua che fa? - [Rosa] Dorme.
Com'è la situazione?
Siamo ancora lontani. Non c'è nessuna rivendicazione.
Anzi, ce ne sono tante ma nessuna attendibile.
[respiro profondo di Nicola]
Hai l'aria stanca.
Hm… anche tu.
Mi stavo portando avanti col lavoro, visto che è saltata la vacanza.
- Hai mangiato qualcosa? - Sì, qualcosa.
Andiamo a letto?
Non ce la faccio più io a prenderti in braccio, eh?
Alzati e cammina, dai!
Tieni gli occhi chiusi che ti guido io, dai. Vieni qua.
- [sottovoce] Buonanotte! - [Nicola] Buonanotte.
[bussano alla porta]
- Papà! - Ciao!
Guarda un po' qui che c'è?
Oh! Da quant'è che non lo vedevo! Era stata una bella vacanza, eh?
Bellissima era stata, non bella.
Non abbiamo più fatto un viaggio così noi, te non hai mai tempo.
Beh, tra un po' lo ritrovo, il tempo.
Ho solo bisogno di sistemare alcune cose.
Dai, tu intanto decidi dove si va a fare un po' di immersioni serie.
- Già lo so dove si va… - Dove?
Mar Rosso! Ovvio. Bellissimo.
Qual è il periodo migliore per il Mar Rosso?
Perché?
Tu dimmi qual è il periodo migliore.
Tra settembre e ottobre.
- Andata. - Sì, vabbè…
Ottobre, Mar Rosso.
- Ci credo poi! E lo devi fare veramente… - Ci devi credere!
- Ottobre. - Promesso.
[squilli di cellulare]
Pronto…
[Nicola] Buongiorno, mi chiamo Nicola Calipari,
Dirigo l'Ufficio Ricerca del SISMI.
Ho l'incarico di occuparmi del sequestro di Giuliana Sgrena e vorrei incontrarla.
- Sì, quando? - [Nicola] Anche subito.
- Va bene, il tempo di una doccia. - [Nicola] Bene. Sono già sotto casa sua.
- L'aspetto. - Arrivo!
Stiamo cercando un canale per trattare, ma non è facile.
Come forse immagina, i primi giorni di un sequestro sono i più delicati.
Se l'ostaggio li supera indenne, allora ha buone possibilità di uscirne vivo.
Perché mi dice queste cose?
Perché dobbiamo lavorare insieme se vogliamo salvare la vita di Giuliana.
E lo possiamo fare solo condividendo le informazioni.
Ho paura che abbia sbagliato professione.
E perché mai? I Servizi lavorano come voi giornalisti. Su informazioni.
Ma noi le divulghiamo, voi le nascondete.
- Siete il pozzo nero delle informazioni. - Un tempo!
Adesso meno. Adesso cerchiamo di produrre sicurezza.
E la sicurezza si rafforza solo con la circolazione delle informazioni.
Almeno, così è come la vedo io.
Il governo ha attivato un'Unità di Crisi.
Qualche volta potremmo avere bisogno di parlare anche con lei.
Per il momento però,
e per il bene di Giuliana, tutto quello che le dirò, lei dovrà tenerselo per sé.
Certo. Mi faccia sapere. Intanto noi continuiamo
la campagna di mobilitazione internazionale attraverso il giornale,
per far capire ai rapitori che Giuliana non è una spia.
Questo è esattamente il tipo di collaborazione che le sto chiedendo.
Grazie. Possiamo darci del tu?
Sì, certo.
Ho un altro favore da chiederti.
Dovresti convincere il tuo corrispondente a Baghdad, Chiarini,
- a rientrare in Italia. - Va bene.
[brusio]
- Maestro! - Professore carissimo, qual buon vento?
Senti Tiber… però non mi dire cazzate, hm?
Perché i Servizi vogliono che torno in Italia?
Io sto facendo solo la mia parte per aiutare Giuliana
e cercare l'appoggio dalla popolazione locale.
Lo sanno benissimo, Chiarini. Benissimo.
Ma sanno anche che tu, un canale per avere informazioni sulla Sgrena ce l'hai,
- è il politico! - "Politico"?
- Quello che hai incontrato al caffè. - Quello è un amico mio.
[accento napoletano] Chiari', m'avessi preso per lo scemo di Baghdad?
Io qua so tutto.
Questo tuo contatto, lo può trovare un gancio con i sequestratori?
Ma non lavora per l'esercito!
E lui no, però forse, magari, i rapitori sono ex militari,
esercito, fedelissimi di Saddam
e lui forse qualcuno là in mezzo lo conosce.
Forse, però bisognerebbe convincerlo.
E bisogna ricordargli che la Sgrena è amica del popolo iracheno.
Ed è contro 'sti pezzi di merda di americani
che stano facendo i padroni qua, a casa nostra.
Sei diventato proprio iracheno, iracheno!
[squilli di cellulare]
Sì, Tiber, sto qui con Nibbio, ti metto in viva voce.
- Dottore ben trovato, come state? - Potrebbe andare meglio. A te come va?
Eh dotto', si tira avanti. Come i poverelli, diceva mio padre.
[Nicola] Hai novità?
Sì. Ho appena finito di parlare con Chiarini,
che attraverso il suo contatto, forse, ha trovato un possibile intermediario.
A che livello?
Qualcuno che può portare Chiarini a parlare con i rapitori.
Forse, è troppo pericoloso, dotto', però…
No, no! Fermalo.
Non possiamo mica mandare un giornalista a parlare con dei terroristi.
Chiarini ha già un appuntamento con questo qualcuno?
- Pare di sì, domani sera. - [Nicola] Fatti dire dove.
E all'appuntamento, al posto suo, ci vado io.
[Tiber] Ok, ricevuto dotto'!
[brusio]
Chiari'! E andiamo, dai!
Dall'Italia ti ringraziano per il contatto e per tutto il lavoro che hai fatto,
però dicono che non è sicuro.
Io gliel'ho detto che tu sei uno che sa il fatto suo però, Chiari', giustamente,
è troppo rischioso.
Quindi? Vai al sodo Tiber.
E allora! Noi ti portiamo all'aeroporto, e te ne torni a casa tua.
Ma te ne torni con onore però, Chiarì!
L'unico onore per me è fare bene il mio lavoro. Aiutare la gente.
E voi mi state togliendo la possibilità di farlo.
No, Chiarì! È una disposizione del governo,
la situazione è troppo brutta, tutti i giornalisti devono partire!
Ma poi fammi capire una cosa, Chiari'?
Ma chi te lo fa fare a fare la stessa fine della collega tua?
Sei sempre stato un signore!
[risate di Tiber]
- Stammi bene! - Anche tu!
Nibbio!
Che piacere rivedervi!
L'uomo ha detto a Chiarini per telefono di chiamarsi Tariq
e gli ha dato appuntamento in un quartiere in costruzione.
- Quando? - Tra quattro ore, dottore.
Che faccio, vi accompagno?
Sì, porta con te la macchina fotografica.
[Tiber] Sì.
Hey!
Hey!
[in inglese] Che succede?
[in inglese] Ho bisogno di parlare a una donna.
[in inglese] Perché una donna?
Ho un problema da donna…
Devo parlare con una donna, per favore!
Ok, ho capito.
[chiusura a chiave]
[in inglese] Come ti ho detto,
conosco persone che conoscono altre persone,
posso trovare il contatto che stai cercando.
[in inglese] Quindi, non hai un vero contatto.
- Mi stai solo facendo perdere tempo. - Aspetta…
Credimi, posso raggiungere le persone che hanno la donna.
In cambio, cosa c'è per me?
Cosa vuoi?
Ho bisogno di due generatori,
per irrigare i miei campi.
Sta morendo tutto,
per colpa della guerra, degli americani.
Ti troverò i generatori.
Incontriamoci qui domani alla stessa ora.
- Non qui. - Perché no? Fidati.
No, non mi fido!
Ti troverò io.
Sono all'Hotel Bahji.
[in inglese] Ciao, Nibbio.
[in inglese] Ciao, Clayton, tutto ok?
Tutto bene, grazie.
Lui è Peter.
- [Nicola in inglese] Ciao, Peter. - [in inglese] Ciao.
Posso offrirvi da bere in hotel?
No, grazie, non beviamo quando siamo in servizio, non è professionale.
Ok!
Allora…
Che succede? Cosa devi dirmi?
Abbiamo localizzato la prigione della giornalista.
Forse.
Forse?
Cosa significa "forse"?
Mi stai passando l'informazione o…
Significa che forse dovresti aspettare
finché non abbiamo finito il nostro lavoro.
Forse potresti evitare rischi inutili.
Non preoccuparti per me,
ho una pista, ho solo bisogno di tempo
e libereremo la giornalista.
[Peter] Siamo la CIA, amico, lo sai che siamo più veloci.
- Avete la posizione? - Sissignore.
- [Nicola] Chi ve l'ha data? - Un maledetto terrorista.
È tutto qua dentro.
[uomo 1 in inglese dal PC] Ti ho fatto una cazzo di domanda, figlio di puttana!
Dimmi dov'è!
[grida dal PC]
[uomo 2 in inglese] Per favore, basta! Te lo dico! La donna si trova…
Hai sentito che ha detto?
Ha detto dove potrebbero tenerla prigioniera. Non ti basta?
No.
Un uomo torturato dirà qualunque cosa tu voglia.
Hai sentito?
Il vecchio Nibbio ha un asso nella manica.
Va bene.
Sentiamo.
Non ho nulla di certo, ma so che un raid è pericoloso.
Inoltre, se foste davvero sicuri dell'informazione,
non sareste venuti a dirmelo.
Avreste agito, punto e basta, come avete sempre fatto.
Infatti, ti stiamo solo informando, amico.
- Tutto qui. - Molto gentile da parte vostra.
Ma non createmi problemi, ok?
Non è la prima volta che fate casino.
Ci sono quasi. Potete evitare questa follia?
Nicola, dovresti sapere che io e Peter non prendiamo queste decisioni.
Abbiamo le mani legate.
[in arabo] Aspettate fuori.
[serratura che si chiude]
[donna in inglese] Qui ci sono degli assorbenti,
lo shampoo e uno spazzolino.
Tieni, usa questi e attenta a non macchiare.
[in inglese] Chi sei?
- Cambiati i vestiti, mettiti questo. - Come ti chiami?
Puoi chiamarmi Karima.
Se resterai qui per molto tempo, ti porterò altri cambi.
Aspetta!
Mi uccideranno?
Non è stato ancora deciso nulla su di te.
[apertura della serratura]
[chiusura della serratura]
[audio della televisione]
[elicotteri in lontananza]
[elicotteri più vicini]
[sottovoce in inglese] Alzati, alzati!
[soldato in inglese] Prima stanza, libera.
[soldato in inglese] Libero.
[Nicola] Gli americani sono degli incoscienti.
Il blitz, come immaginavo, è andato a vuoto.
Ma con questa mossa hanno messo in allerta i rapitori
che a questo punto potrebbero pure decidere di liberarsi dell'ostaggio.
- E che pensi di fare? - Non lo so.
Il gancio che avevo trovato doveva farsi sentire, ma sono ore che aspetto,
mi sa che ormai quella strada è chiusa.
Avevo mandato una sua foto, l'avete controllata?
Sì, ma non siamo riusciti a risalire a nessun nominativo.
- [Omero] Nicola, sono Omero. - Omero, dimmi.
Ti ricordi quel capitano di polizia del distretto di Hamra?
Ah sì! Certo! Hassan… eh, ma bisogna vedere se non è stato epurato anche lui.
Beh, al tempo era uno dei pochi sunniti rimasti al suo posto.
[Nicola in vivavoce] Può essere un'idea. Verifica. Se è ancora lì, vado da lui.
Ok. Ciao.
Ragazzi andiamo.
Comandi!
- Arrivederci. - [Andra] Arrivederci.
- [Nicola in arabo] Ciao. - [Hannas in arabo] Ciao.
[Nicola in inglese] Grazie per avermi incontrato subito.
- [Hassan] Come posso aiutarti? - [Nicola] Ho bisogno di una mano, Hassan.
Sto cercando quest'uomo.
Dovrebbe possedere una fattoria da qualche parte fuori città.
- Puoi trovarlo? - Perché lo stai cercando?
Per una ragione che gli americani non dovrebbero sapere.
Non si può fare niente a Baghdad senza che loro lo sappiano.
Se non devono sapere, non glielo diciamo.
Non lo so, Nicola!
Sei rimasto uno dei pochi sunniti nella tua posizione.
- Non vuoi fare nulla per la tua gente? - Certo che vorrei, ma andiamo!
Ascolta,
so che tuo figlio ha una grave malattia,
so che qui le cure sono difficili, manca tutto.
Non vorresti portarlo in Italia
e farlo curare all'ospedale pediatrico di Roma,
che è uno dei migliori del mondo?
Non posso andarmene da qui, non mi lasciano uscire dall'Iraq.
Lo so che tu non puoi, ma tua moglie sì.
Può accompagnarlo e stare con lui finché non migliora.
Mi occuperò io di tutto, non preoccuparti.
Tu mi conosci.
Per favore, Hassan, aiutami a trovarlo.
Come mi hai trovato?
Abbiamo degli amici in comune.
- Ascolta… - No, non voglio ascoltarti.
Tariq, ascoltami, per favore!
L'attacco di ieri sera non è stato opera degli italiani.
Noi non c'entriamo niente.
Sì, c'entrate.
Voi e gli americani siete la stessa cosa.
Ho trovato i generatori e posso anche far scavare un pozzo.
E chi dice che lo farai davvero?
Nessuno, hai la mia parola.
Posso darti acqua ed elettricità, credimi.
Quello che è successo ieri non succederà più.
Devi dire che siamo pronti a negoziare,
ma per farlo ci serve qualcosa di concreto.
Una foto, un video sarebbe ancora meglio.
Ma devi farlo subito.
- Dammi due giorni. - No, posso dartene uno.
Ventiquattro ore da adesso, poi torno in Italia.
[in arabo] D'accordo?
[in arabo] D'accordo.
[in inglese] Cambiati.
[in inglese] Cosa volete da me?
[chiusura di serratura]
[in arabo] Portala lì.
[Karima in inglese] Chiedi al tuo governo di ritirare le truppe, nella tua lingua.
[uomo in arabo] Sono la giornalista di un piccolo giornale di opposizione,
perché dovrebbero ascoltarmi?
Perché devono capire che la guerra continua.
Perché anche noi iracheni abbiamo il diritto di lottare
per liberare il nostro Paese, come in Vietnam e in Algeria.
La resistenza è il diritto di ogni popolo, sono d'accordo con te.
Non m'importa se sei d'accordo! Fai come ti dico.
Lasciatemi fare un appello non solo al governo,
ma a tutte le forze che sono contro la guerra.
Allora, forse, mi ascolteranno.
[Karima in inglese] Ok.
[Karima in arabo] Registra.
[in italiano] Dalla fine di gennaio ero qui
per testimoniare la situazione di questo popolo
che muore ogni giorno. Migliaia di persone non hanno più da mangiare,
non hanno luce, non hanno acqua. Io vi prego, mettete fine all'occupazione.
Lo chiedo al governo italiano,
lo chiedo al popolo italiano perché faccia pressione sul governo.
Questo popolo non deve più soffrire così.
Ritirate le truppe in Iraq. Aiutatemi vi prego, aiutatemi.
[uomo in inglese] Supplica tuo marito… supplica la tua famiglia.
[in inglese] No, no… non voglio… Non è già abbastanza?
[Karima in inglese] Non devi commentare le nostre richieste,
devi solo fare quello che ti abbiamo ordinato di fare!
Non capisci che la tua vita è appesa a un filo?
[parole indistinte]
Pier, aiutami tu.
Sei sempre stato con me in tutte le mie battaglie, ti prego aiutami.
Fai vedere le foto che ho fatto sui bambini colpiti dalle cluster bomb,
sulle donne. Io conto su di te, la mia speranza è solo in te Pier.
Ti prego aiutami, per piacere…
[pianto di Giuliana]
[in arabo indistinto]
[appello di Giuliana dal PC]
Prego.
- Piacere Nicola. - Pier. Pier Scolari.
Accomodatevi, prego.
[Giuliana dal PC] Lo chiedo al governo italiano,
lo chiedo al popolo italiano perché faccia pressione sul governo.
Questo popolo non deve più soffrire così.
Ritirate le truppe in Iraq.
Aiutatemi.
Pier, aiutami tu.
Sei sempre stato con me in tutte le mie battaglie, ti prego aiutami, Pier.
Ti prego aiutami, fai vedere le foto che ho fatto
sui bambini colpiti dalle cluster bomb, sulle donne.
Io conto su di te, la mia speranza è solo in te Pier.
Ti prego aiutami, per piacere…
I video come questo non servono davvero a chiedere il ritiro delle truppe,
i sequestratori sanno che è una cosa che non otterrebbero mai.
E quindi a che servono?
Eh, innanzitutto a provare che l'ostaggio è vivo
e poi ad aprire un canale. E in questo voi potete darci una mano.
E come?
Giuliana parla delle cluster bombs
e di alcune foto che lei ha scattato a donne e bambini colpiti da queste bombe.
Sì, le avevamo pubblicate subito dopo il bombardamento di Hilla.
Ecco, bisogna che le pubblichiate di nuovo.
- Le stesse foto? - Le stesse foto.
I sequestratori e Giuliana capiranno che il messaggio è stato ricevuto
e poi noi speriamo che si facciano vivi al più presto.
Hm? Pier… coraggio.
La riporteremo a casa. Hm?
[squilli di telefoni]
[squilli di cellulare]
Tiber, dimmi.
Ricevuto, grazie.
Ci hanno contattato, abbiamo i dettagli sull'appuntamento.
Dobbiamo andare alla DIGOS.
[Giannini] Abbiamo visto il video Nicola, è la prova che aspettavamo.
Però manca un gancio, la proposta di un incontro. No?
La proposta ci è arrivata poco fa, da una nostra fonte.
- Da Baghdad? - Sì, però l'appuntamento è a Dubai.
- A Dubai? E con chi? - Per ora non lo dicono.
Si sono limitati a dire "al porto, al molo numero cinque".
E tu ti senti sicuro di questo appuntamento?
No. Però al momento è l'unica strada che possiamo percorrere.
Eccolo.
Vai.
- [uomo] Buongiorno. - [Omero] Buongiorno. Grazie.
[Mr. Simbel in arabo]
[Nicola in arabo]
[interprete in italiano] Benvenuti a Dubai.
[Mr. Simbel in arabo]
[interprete in italiano] II mio nome è difficile da pronunciare per voi,
potete chiamarmi Mister Simbel.
[in inglese] Preferisce parlare in inglese?
[in inglese] Sì, grazie.
Mi assicura che rappresenta pienamente il suo Paese?
Certo.
Sono un Generale delle Forze Armate italiane
e sono qui a nome del mio governo.
Accomodatevi.
[in arabo] Grazie.
[in inglese] Devo andare, è l'ora della preghiera.
[in inglese] Mi dia notizie sulla signora Sgrena.
Sta bene?
Le risponderò più tardi, la mia preghiera non può aspettare.
[in italiano] Zahid e Kilian voi due qua non servite. Aspettateci di sotto.
Limone o latte?
[in inglese] Mi conforta sapere che Giuliana Sgrena sta bene,
ma il prezzo del riscatto è molto alto.
[in inglese] Non mi piace la parola "riscatto".
- Ne scelga una migliore. - Scambio.
D'accordo. Il prezzo dello scambio è molto alto.
Forse,
ma il prezzo che gli iracheni stanno pagando per questa guerra
è molto più alto e più doloroso.
Inoltre,
la disastrosa decisione americana di eliminare i sunniti dalla scena politica
e di formare un governo di soli sciiti
complica tutto.
Prenda me, io sono iracheno,
sono sunnita,
ero un importante manager.
Vorrei partecipare alla ricostruzione democratica dell'Iraq
e invece,
sono qui, in esilio, senza aver commesso alcun crimine.
Mi sta dicendo tutto questo, perché
vorrebbe tornare sulla scena politica del suo Paese?
Le sto dicendo di più.
Le sto dicendo che l'Italia,
potrebbe essere l'interlocutore politico dei sunniti,
potrebbe mediare tra noi e gli americani.
Se questo dovesse accadere,
potremmo fermare immediatamente
gli attacchi, i rapimenti
e tutto il resto.
[folla] Giuliana libera! Giuliana libera!
[manifestante al megafono] La manifestazione sta per cominciare.
LIBERTÀ PER GIULIANA SGRENA E PER IL POPOLO IRACHENO
[manifestante al megafono] Mi raccomando, tutti uniti!
[dialoghi indistinti]
[squilli di cellulare]
Pronto?
[Nicola] Ciao Gabriele sono qui alla manifestazione.
Dove sei?
[Nicola] A sinistra, alla tua sinistra, qua.
Arrivo.
[vociare confuso dalla folla]
- Ciao. - Ciao.
Sono qui per confermarti che la trattativa si è aperta.
- Veramente? - Sì.
[sospiro]
Questa sì che è una notizia…
- Una notizia da non divulgare. - Sì, immagino!
Il problema è che i rapitori hanno chiesto,
oltre al denaro, una contropartita politica.
E tu? Di questa contropartita, cosa pensi?
Penso che sia necessaria perché finché i sunniti si sentiranno esclusi
la pace non sarà possibile.
Ma gli americani su questo sono d'accordo?
No. Loro pensano che tenere il mondo arabo diviso
lo renda più facile da controllare.
[Gabriele] Capisco. Comunque grazie per avermi informato.
La manifestazione sta per partire. Ti unisci?
No, ma forse ci sarà mia figlia. Anche se le ho detto di non venire,
ma novantanove virgola nove su cento non mi avrà ascoltato.
[voci concitate dalla folla]
Ciao.
[porta che si apre]
- [Silvia] Ciao! - Ciao.
- [Silvia] Ciao. - Ah!
Vedo che mi hai ascoltato.
No, non ti ho ascoltato, quindi?
[Silvia] Qual è il problema?
Il problema è che ti avevo detto di non andare.
Eh. Perché? Era troppo pericoloso?
Sì, poteva essere pericoloso.
Papà, ma tu mi vieni a parlare di pericolo a me?
Papà, l'ho capito quello che fai, cioè è inutile che fai così.
Non sono fuori dal mondo,
vedo la televisione, vedo altre cose, l'ho capito.
Ma questo cosa c'entra col fatto che io ti abbia detto di…
C'entra! C'entra papà! Perché andare al corteo, oggi,
è stato il mio modo di partecipare alla liberazione di questa donna!
Colpito e affondato?
Sto affogando…
[risata sommessa di Rosa]
[Nicola] Cosa ridi?
Ma non crescono troppo in fretta 'sti ragazzini oggi?
Cioè, io all'età sua non ero mica così sveglio.
- [Rosa] Io all'età sua ero sveglissima. - Eh! Figurati…
[Rosa] Lo sai che le donne sono molto più avanti di voi.
Sì, sì, la so questa storia, delle donne che sono più tutto in tutto. Mi arrendo.
È una donna, ti devi rassegnare. [Nicola] Ma quale donna?
A diciott'anni non si è donna. Si è ancora ragazzini.
[preghiere in arabo]
[in inglese] Ok, aspetto.
[in inglese] Stavi pregando.
Sì.
Tu non preghi?
No.
Perché?
Perché non credo in nessun Dio.
Perché sei comunista, come dice la TV?
Ah! No.
Non è per quello.
Ok, basta.
Grazie.
Prova a finirlo.
[chiusura di serratura]
[in inglese] Ma…
anche l'Italia vuole la pace, le assicuro.
Ho riferito il suo punto di vista ai piani alti,
ma la posizione del governo è molto chiara.
Non possiamo essere il vostro interlocutore.
Il nostro governo non può farlo, tuttavia…
[in inglese] Il suo governo non ha coraggio!
Ma io, forse,
potrei procurarle un passaporto.
Si spieghi meglio.
Un passaporto per venire da noi,
per tenere conferenze, promuovere relazioni
e sostenere la causa sunnita.
Un passaporto potrebbe essere una soluzione interessante.
- E il denaro. - Oltre al denaro, naturalmente.
Ma a questo punto la cifra deve essere più bassa.
Qual è la sua richiesta finale?
Per ora non si muovono dalla prima richiesta di 12 milioni di dollari.
Sono sicuro di riuscire a far scendere questa cifra,
però resta la questione del riconoscimento politico.
Noi non diamo riconoscimenti
a gente che rapisce i giornalisti e gli taglia la gola.
Potremmo limitarci ad un gesto per noi semplice
ma molto importante per il mio interlocutore,
il manager sunnita con cui sto trattando.
Pensavo che…
potremmo fargli avere un passaporto per venire in Italia.
E quindi in Europa, dove poter fare conferenze, incontri
e dar voce a quel trenta per cento di popolazione sunnita
che l'amministrazione americana ha completamente messo da parte.
È normale che una volta cacciato Saddam,
anche tutta l'impalcatura amministrativa sia cambiata!
Assolutamente, questo lo so.
Però, aprire una trattativa con i sunniti, significherebbe aprire una breccia.
Noi come governo,
potremmo fornire agli americani
la prospettiva di un dialogo con quella minoranza
che ha in mano la resistenza armata,
e che compie gli attentati e organizza i sequestri…
[Belloni] Direi… che c'è qualcosa di sensato in tutto questo,
ma in ogni caso prima di ogni decisione
dobbiamo riferire al Presidente Berlusconi.
Ci penso io. Lo vedo tra poco.
[Belloni] Intanto dottor Calipari grazie per tutto ciò che fa. Davvero.
Ci rendiamo conto di quanto sia difficile.
- Grazie, dottoressa. - [Belloni] Grazie.
- [Letta] Arrivederci. - [Belloni] Arrivederci.
[Pollari] Beh, è andata abbastanza bene.
Io sono convinto che il Presidente su questa mossa ci verrà dietro.
- Speriamo. - Tu Giulio che dici?
Io continuo ad avere i miei dubbi.
Prima dell'incontro ho parlato con l'Ambasciata americana,
lo sapete, loro sono contrari a pagare.
Ma sono contrari ufficialmente, ma poi sottobanco pagano anche loro.
Sì, ma lo fanno fare a uno Stato amico!
Per loro, l'importante è tenere la linea dritta rispetto all'opinione pubblica.
Tutto il mondo sa che loro non trattano.
Infatti hanno avuto molti ostaggi trucidati in maniera orribile.
L'opinione pubblica in questi casi non conta?
[Carbonaro] Ma certo che conta!
Ma poi chi è questo Mr. Simbel? Eh? Che garanzie ci dà?
Come fai a sapere che non ci sta prendendo in giro?
Vogliamo pagare? Facciamolo sapere a tutti!
Sai quanti Mr. Simbel spuntano fuori?
Io considero ogni sequestro come un episodio di guerra.
E quindi tutte le volte cerco due cose:
liberare l'ostaggio e fare un passetto che ci avvicini alla fine della guerra.
Cioè, in pratica sei un pacifista sotto copertura e non lo sapevo! Complimenti!
Se il governo ci autorizza
noi proseguiamo con la strada che abbiamo proposto al Ministero.
[Pollari] Chi è rimasto a Dubai?
Omero. Ma appena si sblocca la cosa, torno giù anch'io.
[Nicola] Questa sera intanto mi prendo una serata di vacanza.
- Bravo, fai bene… - [Nicola] Grazie!
- Appena puoi accosta che scendo. - Certo.
[dialoghi indistinti]
[sospiro di Rosa]
- [sottovoce] Dormono! - Sì.
[sospiro di Rosa]
La prossima volta che mi proponi un film d'azione, giuro che chiedo il divorzio.
Ma che t'hanno fatto di male i film d'azione, scusa?
Ma questo poi era bello, ben fatto, semplice…
Eh, infatti, pure troppo! Eh…
L'alternativa qual era che non mi ricordo?
- Beh, il film di Kiarostami, no? - Li fa tutti uguali…
Ah…
C'è sempre un tizio che va da un paese all'altro dell'Iran,
su una strada polverosa, senza dire una parola…
Ah, mamma mia!
È meraviglioso…
[sottovoce] Lo sai perché mi piaci ancora così tanto?
Perché?
Perché, dopo tanti anni quando apri la porta di casa,
ancora mi fai passare per prima.
[squilli di cellulare]
Omero, eccomi!
Sì, ciao. Guarda che oggi Mr. Simbel è incazzato nero.
Perché? Cosa è successo?
Dice che non abbiamo rispettato i patti, che stiamo facendo il doppio gioco…
Il doppio gioco? Ma non capisco di che parla.
Guarda non lo so, a me non ha voluto dire altro.
Era furioso. Dice che accetta di parlare solo se lo chiami tu.
- Sì, lo faccio subito. - Ok.
[squilli di cellulare]
[in inglese] Pronto?
[Nicola in inglese] Mr., che succede?
Sono molto deluso.
- Non vi fidate di me. - Ma cosa dice? Noi ci fidiamo.
Allora perché state negoziando anche con altri?
La negoziazione è sotto la mia responsabilità
e non ce ne sono altre in corso.
E la Croce Rossa?
La Croce Rossa?
Non ne so niente, glielo assicuro.
Mi dia del tempo, non molto.
Il tempo di capire e la richiamo. Ok?
Ok.
In conclusione, il tramite che avevo trovato sta per saltare,
perché qualcuno ieri si è mosso e senza che io ne fossi informato!
Anzi, con la precisa intenzione di non informarmi!
Che male c'è a tentare altre strade, scusa? Più tentativi si fanno e meglio è.
Esattamente il contrario! Più tentativi si fanno e più la confusione aumenta!
E chi è che valuta questa confusione? Tu?
Sì. Io.
Primo perché il Direttore ha dato a me l'incarico,
secondo perché agli occhi dei terroristi stiamo facendo il doppio gioco.
E non possiamo rischiare di perdere la credibilità
mettendo in pericolo la vita dell'ostaggio.
E terzo, non puoi ignorare che il compagno della Sgrena
e Il Manifesto hanno dato fiducia a me!
Ma dobbiamo preoccuparci di un giornale di comunisti che fa 30 mila copie? Ma va!
Con Il Manifesto ci sono i pacifisti italiani!
Sono milioni!
Milioni di nostri cittadini che non appoggiano la guerra,
non ci credono e credono che sia solo un disegno americano
per mettere le mani sul petrolio dell'Iraq!
Ce ne freghiamo anche di loro?
Eh… adesso basta però, eh?
Non mi sembra il caso di metterci qua a discutere fra di noi
mentre le ore corrono!
Allora, per prima cosa occorre che tu Nicola ristabilisci il tuo contatto.
- Va bene? - Sì.
- Fallo subito. - Va bene, ci penso io. Va bene.
[Mr. Simbel] Io ho rispettato i patti. Posso spiegarle?
Sì.
Quello che è successo, potrebbe succedere ancora.
No! Le garantisco che non ci saranno più interferenze.
Ma adesso è passato troppo tempo,
ho bisogno della prova che l'ostaggio sia ancora vivo.
Senza prove, ci fermiamo qui.
- Avrà la sua prova. - Grazie.
[porta che si chiude]
[Karima in inglese ] Hai perso troppo peso, devi mangiare.
[in inglese] Non posso, non posso fare niente, nemmeno piangere.
Dovresti invece, aiuta.
A causa vostra ho finito le lacrime.
Non abbiamo niente contro di te, ma fai parte degli invasori.
- Se è vero, se provi un po' di pietà… - Non ho parlato di pietà!
E non sono qui per parlare con te.
Devi scrivere una lettera a tuo marito.
Deve contenere riferimenti personali,
cose che solo tu e lui sapete.
- Chi sta chiedendo questa lettera? - Non è affar tuo.
È in corso un negoziato? Il mio governo sta negoziando?
Non lo so, non dipende da me.
Ma lo sai che è vero! Dammi un po' di speranza.
Scrivi la lettera.
Leggi.
"Durante la festa di Ashura, un attentatore suicida è…"
Nella lettera devi scrivere che sei a conoscenza di questi fatti.
È per dimostrare che sei ancora viva.
[chiusura della serratura]
[Rosa] Nicola che c'è?
Niente.
- Perché me lo chiedi? - Perché ti conosco!
Che c'è che non va?
Sono stufo!
Voglio tornare in polizia!
Io cerco di salvare la vita a quella donna e qualcuno tenta di mettersi al mio posto,
in cerca di un po' di celebrità.
- E lasciaglielo fare! Ma che t'importa! - No. No!
- Ma perché? - Devo farlo io.
Perché so che posso farcela.
Perché l'ho fatto altre volte. Lo farò anche stavolta.
Utilizzando lo stesso identico metodo.
Non puoi mettere da parte l'orgoglio per una volta
e lasciare che se ne occupi un'altra squadra?
Non è questione di orgoglio. L'altra squadra seguirebbe la linea americana,
tenterebbero un'azione spettacolare,
dove però finisce che qualcuno ci perde la vita,
magari l'ostaggio.
Scusa!
È la sua scrittura?
Sì.
Sì, sì, è lei. Ne sono sicuro.
Riconosco il modo in cui scrive il mio nome, con quella P strana che fa solo lei.
Bene!
Bene! Questo è un bel passo avanti!
E adesso? Come procedi?
Domani parto per andare a chiudere, ma vi tengo informati.
Grazie!
Grazie a te.
Lo sai sì, che se tutto andrà bene,
il Presidente che tu combatti ogni giorno
sarà in prima fila a rivendicare il successo?
Beh sì, lo so. Mica dovrò abbracciarlo, no?
Beh… magari è lui che abbraccia te.
Ma nel caso mi fai da guardaspalle per evitarlo…
Beh questo non te lo posso promettere, sai lui è un tipo piuttosto…
esuberante.
Quando tutto questo sarà finito,
magari ce ne usciamo una sera a cena con le mogli…
- Parliamo d'altro… - Sì.
E quindi, domani vai?
Diciamo che domani mi avvicino un po' di più a Giuliana.
- Fidati. - Mi fido.
E dopo?
Dopo cosa?
Manterrai quello che mi avevi detto?
- Torni alla polizia? - Sì.
Sicuro?
Sicuro.
Vieni qua!
No, no! Ancora un po'…
- [Nicola] Ciao. - [Silvia] Ciao.
- [Nicola] Come stai? - [Silvia] Bene!
- Di nuovo in partenza? - Sì, ma questa volta sarà l'ultima.
Ogni volta così dici…
Stai un po' vicino a tuo fratello, eh? Con i compiti più che altro…
- Sì! - Sennò quello pensa solo al pallone, hm?
Papà, sì lo so, Filippo ha 11 anni, le fa da solo queste cose. Fidati.
- Sì, ma seguilo. - Va bene.
Va bene?
La riporti a casa, vero?
La riporti?
Vero?
Sì amore mio. La riporto a casa.
[Silvia] Ciao…
Ciao, ciao amore.
- [Nicola] Fai la brava, eh? - Pure tu.
[Nicola in inglese] Mi ascolti, cosa otterrebbe altrimenti?
Un altro ostaggio ucciso,
niente denaro
e la reputazione del suo popolo
peggiore di adesso.
Questa non è pace.
Non è la pace di cui parlava.
Ok, accetto.
Ma a condizione che il passaporto arrivi con i soldi, non un minuto dopo.
E solo allora potrà avere quello che chiede.
Ok?
[in arabo] Ok.
- [Nicola] C'è tutto? - Sì, ho controllato personalmente.
Bene. Allora, partiamo per Baghdad, dove ci aspetta Kilian.
Alarìco e Jeco vengono con me,
tu Omero resta qui finché lo scambio non sarà concluso.
Se mi senti dire "siamo in tre", significa che l'ho presa.
- Solo a quel punto consegni la valigetta. - Ok.
[in inglese] Presto sarai libera.
Questo è da parte del nostro leader che ha negoziato il tuo rilascio.
Mettila quando sarai fuori e di' che ti abbiamo trattata bene.
Ah!
[Giuliana in inglese] Grazie.
Non so nemmeno i vostri nomi.
Il mio nome è Hussein.
[indistinto]
- E il tuo? - Abbas.
Sono i vostri veri nomi?
Comunque, non credo che mi lascerete andare.
Dovresti. I musulmani non mentono.
- Buongiorno. - [edicolante] Buongiorno.
- Allora, mi da questo… - Sì.
- E questo. - Ok.
- [Rosa] Ma stai mangiando qualcosa? - [Nicola] Mangio, non ti preoccupare.
Senti, mi passi Filippo?
[Rosa] Filippo vieni un attimo? C'è papà al telefono!
Eccolo!
- Pronto, papà. - Filippo, tanti tanti auguri amore!
Grazie, papà!
Te li senti tutti sul groppone questi 12 anni, eh?
Eh sì, eh! Tutti. È dura.
Eh lo so, ti capisco.
Senti, cosa fai per festeggiare?
Ah, no guarda, forse dopo le mamme ci portano al bowling.
Ah! Che peccato che non ci sono…
Lo so! Mi dispiace.
- Vabbè, sarà per l'anno prossimo, dai. - Ok.
Senti, intanto però ti ho preso un regalo, eh!
Come un regalo? Ma che cos'è?
E non te lo posso dire! È una sorpresa.
Però ti posso dire che sono sicuro che ti piacerà.
E non solo a te. Ma basta.
- Non ti posso dire nient'altro. - Ma quanto dovrò aspettare ancora?
Poco. Pochissimo.
- Ok. - Va bene, ripassami la mamma, dai.
- Ancora tanti auguri amore mio. - Grazie papà. Ciao ciao.
- Mamma? - [Rosa] Eh?
- [Rosa] Nicola… - [Nicola] Rosa!
No, così, era solo per risentire la tua voce.
- Senti, solo una cosa… - [Rosa] Cosa?
Lo sai perché dopo tanti anni anche tu mi piaci ancora così tanto?
Perché?
Perché mi porti a vedere quei film lì.
Iraniani, coreani giapponesi…
Non ci riuscirebbe nessun altro.
Mi fai fare certe dormite che neanche nel mio letto…
Eh!
[risate]
Torna presto, eh?
Più presto che posso amore mio.
- [Rosa] Ciao… - [Nicola] Ciao.
[Carbonaro] Sono atterrati?
[Pollari] Sono in macchina, stanno andando all'appuntamento coi rapitori.
- Dove? - [Pollari] Al Mansour.
[Pollari] Io vado a Palazzo Chigi…
- [Kilian] Siamo in anticipo di mezz'ora. - [Nicola] Aspettiamo.
[squilli di cellulare]
- Sì. - [uomo] Eh, dottore, ho un aggiornamento,
- il luogo dell'appuntamento è cambiato. - Dove?
[uomo] L'informatore mi ha detto dietro l'hotel Babylon.
Sei sicuro?
[uomo] Sì, così ha detto.
[squilli di cellulare]
- [Nicola] Sì. - [Carbonaro] Nicola sono io…
[Carbonaro] Abbiamo ricevuto una soffiata da un informatore che sta a Baghdad.
[Carbonaro] Dice che il luogo dell'incontro è un altro,
dall'altra parte del fiume.
Dove, esattamente?
[Carbonaro] Dietro al Babylon Hotel. Dice che c'è un vicolo…
- Pollari è lì con te? - No, è a Palazzo Chigi.
[Nicola] Ok.
[squilli di cellulare]
- Sì. - [Nicola] Tiber è urgente…
Ho bisogno di sapere se il vicolo dietro l'Hotel Babylon, è sicuro.
No, dottore, ma quello non è un buon posto. Che ci dovete andare a fare laggiù?
[Nicola] Non te lo posso dire.
Ok. Tra dieci minuti vi richiamo.
[motore si avvia]
[comandante in inglese] Muoversi, ragazzi!
[soldato 1 in inglese] Va bene, tenente, andiamo.
[soldato 2 in inglese] Muoversi, muoversi, muoversi!
[soldato 2 in inglese] Andiamo! Più veloci! Più veloci!
Tiber, dimmi…
[Tiber] Dottore? Qua, la situazione non mi piace proprio.
Non vi fate proprio vedere da queste parti.
Se andiamo lì ci infiliamo in un'imboscata.
[ticchettio di tasti]
[squilli di cellulare]
- Sì. - [Nicola] La pista è falsa!
Se andiamo lì ci ammazzano!
Da dove arriva l'informazione! Qual è la fonte?
È una informazione derivata, Nicola, non di prima mano.
È falsa!
[Nicola] È merda! Non voglio altre interferenze!
Qua sul campo ci sono io! E decido io!
[in inglese] Metti gli occhiali da sole.
Se ci sono controlli, ti prego di non mostrare nervosismo.
Non capisco.
Entra, per favore.
Resta qui in silenzio.
- Nicola siamo qui da troppo tempo. - Lo so. Lo so…
Vai!
[comunicazioni indistinte dalla radio]
[In inglese] Ok, ragazzi ci siamo, voglio una posizione protetta, subito!
Andiamo! Questo non è uno scherzo.
- Tieni gli occhi aperti, Lozano. - Sissignore.
Signore?
È vero che questo è uno dei luoghi preferiti per gli attacchi suicidi?
Non ascoltare i pettegolezzi.
Dicono che qui ci sono state più di 15.000 sparatorie, negli ultimi due anni.
Si dicono molte cose.
Come il nostro grande Presidente
che ha dichiarato la fine della guerra più di due anni fa!
- Giusto? - Giusto.
[Nicola] È qui.
[Giuliana ansima]
Giuliana… Giuliana, mi chiamo Nicola, sono un amico di Pier e di Gabriele.
È finita. Sei libera, ti porto a casa.
[Nicola] Ti porto in Italia. Vieni, vieni, vieni, vieni…
Sei con noi adesso. Lui è Kilian, ti riportiamo a casa.
[Nicola] Kilian, accendi la luce.
[Nicola] Mi siedo qui dietro con te, così stai più tranquilla…
[in inglese] Capitano, perché siamo qui da tutto questo tempo?
Le regole d'ingaggio prevedono un massimo di 30 minuti.
Sono passate 2 ore!
[capitano in inglese] Restate lì altri 20 minuti, poi veniamo a darvi il cambio.
Omero, siamo in tre. Ripeto, siamo in tre, siamo in macchina e stiamo rientrando.
Ok.
Andiamo.
[in inglese] Perfetto.
In questo mese ho conosciuto Pier, tra poco lo chiamiamo,
e chiamiamo anche il tuo direttore, è stato molto in pena anche lui.
[uomo] Buonasera Presidente.
Presidente, buonasera.
Volevo presentarle il direttore de Il Manifesto…
[Berlusconi] Piacere, Dottor Polo, complimenti per il suo giornale.
Anche se non mi tratta molto bene, però ho una grande stima per la sua testata…
[Pollari] E Pier Scolari, il compagno della signora Sgrena.
[Berlusconi] Si rassegni caro amico, la pacchia è finita: torna la moglie.
[risate]
[Bianca Berlinguer dalla TV] Edizione straordinaria,
per darvi una notizia, davvero una bella notizia,
Giuliana Sgrena sarebbe stata liberata proprio adesso.
[esultanze]
Signori, a Giuliana!
[continua Bianca Berlinguer dalla TV]
Mamma? Ce l'ha fatta papà. L'ha liberata.
- [Rosa] Chi te l'ha detto, come lo sai? - Adesso, al telegiornale.
[Rosa] Va bene amore, sto tornando.
[soldato in inglese] Capitano, ma che sta succedendo?
L'Ambasciatore doveva passare da qui, ma non si è presentato.
È successo qualcosa?
[capitano in inglese] L'Ambasciatore è tornato a Camp Victory,
- ha preso un'altra strada. - [soldato] Cosa?
Con tutto il rispetto, capitano,
ma allora che cazzo ci facciamo ancora qui?
[Kilian] Siamo a meno di un km dall'aeroporto.
Coraggio, ci siamo quasi.
Questa scenetta con Berlusconi devo raccontarla a Nicola.
[vociare festoso]
Scusatemi, vengo subito.
Sì.
[Kilian] Direttore, manca poco,
siamo a un chilometro dall'aeroporto. Le passo il dottor Calipari.
[colpi di mitra]
[Nicola] Attenta!
[spari al telefono]
Kilian!
Kilian!
[Kilian in inglese] Siamo dell'ambasciata italiana, non sparate!
[comandante in inglese] Metti le mani in vista!
[Kilian] Non sparate! Siamo dell'ambasciata italiana, non sparate!
[comandante] Zitto, scendi dalla macchina!
[voci concitate]
[comandante] Scendi!
[comandante] In ginocchio!
[Kilian] Abbiamo i documenti nell'auto! Controllate l'auto!
[comandante] Zitto!
[sergente] Merda!
- [comandante] Soldato, vieni qui! - Sissignore!
[sottovoce in italiano] Direttore, mi riceve ancora?
- [Pollari] Sì, ti ricevo. Dimmi. - Gli americani ci hanno sparato addosso.
[soldato in inglese] L'ho presa, ragazzi!
[lamenti di Giuliana]
- [soldato 1] Piano! - [sodato 2] Mettiamola giù.
[lamenti di Giuliana]
[soldato 1] Mettiamola giù… Attento alla testa!
[lamenti di Giuliana]
[soldato 1] Merda!
[in italiano sottovoce] La Sgrena è ferita ma è viva!
- [soldato 1] Mi serve una mano qui! - [soldato 2] Arrivo.
[sergente] Che cazzo abbiamo fatto?
Calipari è morto.
[brusio]
[Pollari] Signori. Signori, scusate. Signori…
[silenzio ]
[capitano dalla radio] La missione Ambasciatore è terminata,
potete tornare alla base.
Potete lasciare la posizione.
Capitano, abbiamo un problema, c'è stato un conflitto a fuoco.
[capitano] Ci sono vittime?
[tenete] Nessuno dei nostri, ma nell'auto c'è una donna ferita.
[soldato] Signore, questa è gravemente ferita,
dobbiamo portarla in ospedale il prima possibile.
Subito!
Tenente!
Tenente!
Abbiamo trovato questi in macchina. È morto, signore.
[tenente] L'uomo è italiano, è morto.
[soldato] Chi è lui? Tuo marito? Tuo fratello?
[tenente] È in abiti civili, ma dai documenti risulta essere un generale.
Per favore permesso, permesso. Per favore.
[acclamazioni]
Per favore tutti al desk e i giornalisti fuori, per favore.
Tutti i giornalisti fuori. Per favore!
Siete colleghi, per favore veramente, dieci minuti,
ho bisogno di parlare con le compagne, con i compagni de Il Manifesto.
Signori, lasciate la stanza, lasciateci un attimo soli per favore.
Sì, andiamo in un'altra stanza. Va bene…
va bene, andiamo in un'altra stanza. Andiamo.
Però loro devono uscire! Per favore, devono andare fuori.
[vociare concitato dai giornalisti]
Gabriele ma che succede?
[Gabriele] Adesso ve lo dico, aspettate. Adesso ve lo dico.
Niente compagni, è successo un casino.
Gli americani gli hanno sparato addosso.
Stavano andando all'aeroporto erano in tre in macchina.
Due dei servizi più Giuliana e a un certo punto è partita una raffica…
Giuliana è ferita ma sta bene
e l'altro dei Servizi è ferito
- e Nicola Calipari è morto. - E chi è?
Quello che l'ha liberata è morto.
- [giornalista] Il mediatore? - [Gabriele] Sì, il mediatore.
Tra l'altro sembra che questo poveraccio
l'ha salvata una seconda volta perché
si è messo davanti e se l'è presa tutta.
[brusio]
Nicola Calipari era una brava persona.
Ah! Ada grazie.
- Scusi, non riuscivo ad aprire. - Buonasera, signora.
Buonasera. Filippo, ciao…
[tonfo]
[pianto di Silvia]
[pianto sommesso]
[pianto di Rosa]
[pianto di Silvia e Rosa]
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