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Original subtitles

Arrivo da New York, volo Air France 022,

uscita gate 14.

Arrivo da New York, volo Air France 022,

uscita gate 14.

Aspetti qui. Ci servirà il suo passaporto.

Passaporto.

Si sieda.

Fammi il suo rapporto.

Nome e cognome, Calgagni Bruno.

Nato il 3 novembre 1951...

...a Clichy-sur-Seine.

Domicilio, 22 rue Vincent Garreau, Colombes.

Il nome di suo padre?

René Calgagni.

Luogo e data di nascita?

Arcueil.

Non sono sicuro della data, ha circa 55 anni.

Nome della madre?

Jeanne Vernet.

Nata il 19 giugno 1931, a Rouen.

È morta due anni fa.

Durante la sua incarcerazione.

Lei ha lasciato la Francia per andare negli Stati Uniti l'11 dicembre 1974.

Un anno dopo è stato arrestato per traffico di stupefacenti.

Corretto?

Ha cominciato a usare droghe qui e ha proseguito là,

ma è un vizio costoso ed era al verde.

Così è diventato spacciatore, è così?

Più o meno.

È stato arrestato il 26 ottobre 1975.

Con 40 grammi di eroina pura...

che cercava di vendere alla Columbia University, a New York.

Sentenza:

cinque anni di detenzione di cui uno in un ospedale federale

per una cura di disintossicazione.

È stato rilasciato ieri.

Giusto.

Ha un lavoro?

Ho finito la scuola professionale.

Ha denaro?

Quelli per la scarcerazione.

Dove abita?

Da mio padre.

È stato avvisato del suo ritorno?

No.

Bene.

Finiscila.

Dieci minuti, il tempo di verificare, poi sarà libero.

Posso prendere un caffè?

- Bertrand. - Sì.

- Puoi accompagnarlo a bar? - Sì.

Posso prenderne una?

Certo.

L'indirizzo che ci ha dato non è valido.

Suo padre non ci abita più, si è trasferito.

Ma abbiamo trovato dove dimora.

Ecco il suo nuovo indirizzo.

Non avrà niente sulla fedina, ma...

è comunque nell'archivio centrale.

Sì, arrivo.

Posso?

Quando sei arrivato?

Stamattina, cioè, stanotte.

Vieni, ti faccio un caffè.

Ti aiuto? Dove sono le tazze?

Nella credenza.

- Vuoi mangiare? - No, grazie, sono a posto.

Quanto tempo è passato?

Sei anni.

Non so cosa fare, che ore sono?

Le 7:10.

- Cazzo! - A che ora cominci?

Alle 8, ma possono iniziare senza di me.

Lo zucchero.

Ne prendi ancora tre?

- Che ora sarebbe laggiù? - L'una.

- Del mattino? - Sì.

Devo scappare.

Non ho il tempo di mostrartela, non è grande.

C'è un divano letto, in due staremo un po' stretti.

In frigo c'è da mangiare, se vuoi serviti.

Ah, le chiavi. Prendi le mie, il portiere ha un altro mazzo.

- Arrivederci. - Ci vediamo stasera.

Non sei uscito?

Avrai dormito per recuperare.

Che ore sono?

Alzati!

Stasera mangiamo fuori. Offro io.

All'inizio mi hanno messo in cucina perché ero francese.

Poi mi hanno trasferito, ai materiali plastici.

Era dura.

Andavamo col cronometro.

Perché non falegnameria?

Non c'era niente.

Allora cosa facevi?

Stampaggio.

La sera, all'inizio, sei troppo distrutto per pensare.

Ed era meglio.

Ma quando prendi il ritmo diventa automatico.

Poi ho iniziato a leggere. Leggevo sempre.

La sera, nelle pause, la domenica.

In fondo non ti è andata così male.

E tu?

Il mio lavoro? Non è male.

Sono cambiate tante cose.

Cioè... tutto sembra cambiare, ma poi è tutto uguale.

Votiamo per gli stessi e fa tutto schifo.

Siamo come dei vecchietti che guardano.

Odio diventare così!

Non voglio turbarti, ma...

- ...vorrei che tu mi parlassi... - ...di tua madre?

Cosa vuoi sapere?

Com'è morta?

Barbiturici.

È successo lentamente.

Ha iniziato quando sei andato via.

Smise di lavorare.

Non riusciva più a dormire.

Prendeva il giorno per la notte.

Così le dettero dei farmaci.

Delle schifezze.

Ne prendeva sempre di più.

Cercavo di fermarla, ma li prendeva di nascosto.

Così il cuore ha ceduto.

L'ha trovata Madeleine.

Era stesa nell'ingresso.

Questo è tutto.

Ti serve altro?

Buonanotte.

Non preoccuparti se senti rumore. Mi alzo presto.

Un altro, per favore.

- Le offro lo stesso. - No, grazie.

Mi farebbe piacere.

Grazie, davvero.

Ridia lo stesso al signore.

Le ho detto di no, si fermi!

Scendi?

Si, devo badare ai miei documenti.

Faccio un giro, per vedere se trovo qualcosa.

Sei tornato?

Da mercoledì.

Passavo di qui, così ho pensato: "Vado da Madeleine".

Non ci baciamo?

Sì, certo.

Scusi, signora, arrivo subito.

- Mi aspetti qua accanto? - Sì.

- Posso fumare? - Sì.

- Monique, mi rimpiazzi un attimo? - Sì.

Non credevamo di rivederti.

Eccomi.

Sei cambiato.

Tu no.

- Stai da tuo padre? - Sì.

Come va?

Bene.

Cioè...

...non lo so di preciso.

Ti ha parlato di tua madre?

Sì.

Giustamente.

La vedevi spesso?

Sì.

Cercavo di farla uscire, di fare qualcosa, di parlare.

Ma non parlava più.

Perché hai smesso di scriverle?

Non avevo niente da dire.

Era sempre la stessa lettera.

"O.S.", cosa vuol dire?

Operaio specializzato.

Non credo che sia per te.

No.

Sarai obbligato ad adattarti.

Non preoccuparti.

Ho il morale alle stelle.

Se non ti avessero arrestato in tempo...

...saresti uno spacciatore professionista.

Un corruttore.

Un cancro.

Hai ragione. Almeno non avrei problemi di lavoro.

Saremmo ricchi sfondati, avremmo alberghi.

Conti in banca.

Lingotti, uno yacht.

Faremmo il giro del mondo, tu col cappello bianco.

Io sarei al timone e mi grideresti:

"Figliolo! Rotta per le Bermuda".

Esci?

Esco per prendere un po' aria. Ti spiace?

Hai dei soldi?

Non ti preoccupare.

Camion 3: tu, tu...

E voi due, sul camion 4.

I tre in fondo e voi due andate con Chauchard.

Tu non reggeresti il colpo.

Sei francese?

Tanto sudi come gli altri.

Tu aspetta. Tu al 6 con Ismael, Tailleb e il portoghese.

Forza, imbarco immediato!

Tutto a posto?

Hai le palle.

Di solito i francesi smettono dopo tre giorni.

Dov'eri prima?

In prigione.

- Calgagni. - Calgagni.

Tailleb.

Tailleb.

André!

- Che ci fai? - Sono venuto a cercarti.

- Mi fa piacere. - Anche a me.

- Buonasera, M. Calgagni. - Saluti. Attento alla pancia.

Non stiamocene piantati. Vieni con noi?

Offro io.

- Hai tu la cassa? - Sì, sto stampando.

Allora sei ricco.

- Ha appena avuto la paga. - Cosa fa?

Chiedilo a lui.

Sono nei trasporti.

Guidi?

No, carico.

Roba dura.

- Se mi avessi ascoltato... - Ti ho ascoltato per 30 anni, e allora?

Tieni, finisco la bottiglia.

Vacci piano, sta al terzo, poi non sale le scale.

Potevate venire a cena, ma non ho avvertito Françoise.

- Cazzo. - Che fai?

Sposta il piede!

- Questo lo pago io. - Guardalo.

Che c'è?

Pensa che sono ubriaco.

Scusate, ma non mi ubriaco mai.

Forza, devo andare.

Ti lascio la macchina.

Si è fatto tardi. Vieni a prendermi domani.

Stammi bene, ragazzo.

Non preoccuparti, vivo più di te.

Mi mancherà, André.

Lascia il lavoro?

No, va in pensione l'anno prossimo.

A che ora ti alzi domani?

Alla stessa ora.

Dicevi sempre che il venerdì è un giorno fortunato.

Certo, era il giorno di paga.

Era un bel momento quando il caposquadra portava le buste.

Si sentivano le banconote.

All'epoca, ci sembravano tante.

Che guardi?

Quelle due.

Quindi?

Non sono male.

Sì, non sono male.

Ma non ho più l'età.

Non fai ridere. Mi vorresti dire...

Comunque non lo direi a te.

A fin di bene. Vado a parlarci e...

È la prima volta che mi sento bene.

Visto che oggi mi hanno pagato...

- vorrei contribuire. - A cosa?

Alla casa, a tutto.

Non te l'ho chiesto.

Ma sono io che ti dico...

Senti...

Vado a pisciare.

Lo sospettavo, sono occasionali.

Penso che per due ci fanno un prezzo speciale.

Possiamo invitarle a cena. Sono simpatiche.

D'accordo?

- Sedetevi. - Grazie.

Allora... tu sei Bruno.

- Il tuo amico? - René.

Io sono Marina e lei...

- Digli come ti chiami. - Sylvie.

Non parla molto.

- Posso prenderne una? - Fai pure.

Prendete qualcosa?

Abbiamo bevuto succo di pomodoro.

Lavorate qui vicino?

No, no.

Siamo...

Siete cosa?

Ora fai il magnaccia?

Coglione!

Che ti prende? Cosa ho fatto?

Levati di torno!

Sei pazzo?

Sei ubriaco?

Ma cos'hai nella testa?

Non capisci che è morta per te? Che sei tu che l'hai uccisa!

Mi hai rovinato la vita e mi vuoi portare a scopare!

Preferisco farmi una sega!

Vattene, non ti sopporto.

Non voglio più vederti!

Non ti sopporto più!

Questa lettera è per te.

È dell'Igiene Mentale.

Ciao.

Bruno.

- Bruno. - Che?

Sono cassette pirata. Con un disco ne fai quante ne vuoi.

Le vende al mercatino.

Quando l'hanno rilasciata?

Un mese fa.

Da allora hai avuto la tentazione di ricominciare?

No.

Rapporti sessuali?

Sì.

A pagamento.

Vuole i dettagli?

Mi lasci spiegare lo scopo delle sue visite.

Lei viene qui per un controllo, è lei che ha la responsabilità di venire.

Questa è l'Igiene Mentale, non la polizia.

Se non dovesse presentarsi...

...sono obbligato a comunicarlo alla Narcotici.

Siamo qui per aiutarla.

Come?

Il mio problema è lo stesso di tutti, i soldi.

Ho trovato un lavoro per 15 giorni e poi l'ho perso.

Restare senza occupazione... è più dura.

Non siamo un'agenzia di collocamento.

Ma possiamo provare ad aiutarla,

a cercare qualcosa che sia nelle sue corde.

Falegnameria.

Carpenteria.

- Non avevamo qualcosa...? - Non più.

E Dussart?

Non c'entra molto.

È un libraio. La libreria...?

Sì? Se potessi provare.

La devo avvisare che c'è già una che è là da...

Da quanto è lì?

Da sei mesi.

È in post-riabilitazione.

Per lei è un problema?

Per nulla.

Bene.

Chiama subito Dussart.

Vedrà, è una persona in gamba.

Posso vedere M. Dussart?

- Per cosa? - Per un lavoro,

Sono Bruno Calgagni.

Vengo da parte di...

Forse è al corrente.

Sì, sono al corrente.

M. Dussart è uscito.

Posso aspettare?

Se vuole.

Ci sono delle vecchie edizioni.

Sì.

Posso aiutarla in qualche modo?

Evidentemente non ne so molto.

Non abbiamo film, se è quelli che cerca.

Catherine, l'ho trovato. Guarda!

Ne ha già tre versioni!

Ma questa è la migliore.

Non ha capito. Il duetto nel primo atto è fant...

C'è qualcuno che l'aspetta, M. Calgagni.

Bruno Calgagni. Che piacere incontrarla.

Il suo nome mi ha incuriosito.

Lei non discende dall'abate Gagliani, l'amante di Madame d'Epinay,

autore di un rarissimo "Dialogo sulle donne", un po' lascivo,

che deve essere ristampato? Oh, a proposito.

Catherine, il "Dialogo delle cortigiane" viene a prenderlo Degreef.

- Ci dev'essere una copia. - La vuole subito?

Meglio, il cliente passa a mezzogiorno.

- Vado. - Grazie.

Caro Bruno, lei sa com'è, Catherine le spiegherà.

Tra i cataloghi e gli ordini noi siamo oberati.

Per prima cosa contiamo su di lei per l'inventario.

Venga che gli faccio vedere.

È un lavoro temporaneo,

ma, come sa, quando si comincia...

non si sa mai quando si finisce. Ecco qua.

Come vede, c'è tanto da fare.

Questo è l'incubo di Catherine. Vorrebbe che rimettessi a posto.

Non comprende che questo disordine apparente...

- Questo bordello. - ...esprime il mio concetto di ordine.

È un ordine che non si vede, Catherine preferisce l'ordine che si vede.

Allora, mi dica un titolo. Uno qualsiasi.

"Il rosso e il nero".

Molto bene. Che edizione?

1854. A occhi chiusi.

Eccolo. Verifichi.

È corretto.

Bene.

Quando può cominciare?

Subito.

Ma non può fare l'inventario da solo. Catherine.

Cosa gli facciamo fare?

Gli ordini. Le liste sono sulla mia scrivania.

La cosa si complica. I libri sono classificati, ma non per titolo.

Cerca per genere e nome dell'autore.

Sono furioso.

Tre ore di fila per due posti di lato!

- In basso? - No, grazie a Dio.

Carlos, lui è Bruno. Ci aiuta.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Hai visto?

- Poi l'hai comprato. - Sì.

È migliore la versione di Solti.

- Non sai cosa dici, non l'hai sentito. - Sì invece.

L'hai sentito, ma l'hai ascoltato?

Se cerchi la perfezione tecnica siamo d'accordo che la Caballé è superba.

- E questi? - Non li ho trovati.

Aspettavo lei.

Non sono alla L, è uno pseudonimo. È alla D.

Qui passa alla categoria superiore, è magnifica.

- La Caballé sulle basse... - Sulle basse, d'accordo.

Ma comunque...

Le cantanti usano solo la testa. la gola, le corde vocali, si fermano là.

Ma la piccola Freni...

...canta col corpo,

trema d'emozione, di freddo, di fame...

Questa è l'Opera.

Non dici niente, Catherine?

No, oggi non so cosa dire.

Mi mette a disagio.

Bene.

- Non smetta di mangiare. Né di bere. - No, al contrario.

L'ascolto. Mi piace ascoltarla.

Le cose stanno ingranando?

Sì, sono in anticipo.

Le sa usare le mani.

Sì. Da questo lato...

Pronto. Ah, Robert.

Sì?

Quando ha finito questa lista cominceremo l'inventario.

Sì, gliela passo. Catherine? Per te.

È Robert.

Sì.

Sì, cosa vuoi che ti dica?

No. No, non credo.

Ascolta, Robert, non so niente.

Ma no.

È tutto, sì.

Allora, l'inventario?

Sì, cominciamo con il magazzino.

Questi dove li metto?

Là sul tavolo.

Salga là in alto.

Tolga tutti i nomi che non cominciano per A.

Amyot, Apollinaire, Carco...

Roland, Rousseau.

- E quelle in-quarto? - "Parallèlement" di Paul Verlaine.

- Illustrato da Bonnard? - Sì.

Cazzo!

No, faccio io!

Perché ha scelto di venire qui?

Non l'ho scelto.

Ci hanno mandato dall'agenzia di collocamento.

Io sono qui da sei mesi, mi trovo bene.

Io non credo di durare molto.

Perché?

Lei piace a Dussart.

Piace anche a me, ma...

...tra noi non è possibile.

Dovrei farla sentire a suo agio, ma non ci riesco.

- Non ci posso fare niente. - No.

Ma non è un motivo per andare via.

Sì.

Perché da quando sono qui...

mi è successa una cosa...

che non succedeva da...

...tanto tempo.

Voglio stringerla tra le mie braccia, toccarla.

Sono innamorato di lei.

So che non ho speranze.

Ma dovevo dirglielo.

Non è senza speranze.

- Non ce l'ho fatta a fermarmi. - Non importa.

Farò meglio la prossima volta.

Dove vai?

A fare del tè. Col rum.

Qui si gela.

Non c'è il riscaldamento?

No.

È un posto grande.

È immenso.

Non è mio.

Di chi è?

Di nessuno.

È di mio padre.

Siediti.

Ne ha 3 o 4 di simili a Parigi.

A cosa gli servono?

Ci campa.

Una volta era ricco, poi ha investito e ha perso tutto.

Quindi ora vive di stratagemmi.

Compra vecchi appartamenti, li rinnova e li vende.

Questo è stato vuoto più di un anno.

Gli costavano troppo i lavori per sistemarlo, così ci vivo io.

Vivi da sola?

Sì.

E il tipo che ti telefona...?

Robert.

Significava molto per me una volta, ma ora...

…per niente.

E...

Cosa?

No, niente.

So che mi vuoi domandare se mi buco ancora.

No.

Sì, ancora succede.

A volte.

Ci sono altre stanze?

Sì.

Posso vedere?

- Perché, la vuoi comprare? - Certo.

Questa era la biblioteca.

È bella, c'è la moquette.

Non c'è luce?

Non c'è la lampadina.

Certo, al buio è bello.

È più bello.

Non lo vedi da allora?

No.

Ti spiace?

Sì.

Siamo in ritardo.

Non è più infelice di te?

Forse. Non lo so.

Catherine.

Non ti dimenticare dell'asta a Londra.

Non l'ho dimenticata.

Sarebbe meglio partire sabato,

vedere MacMillan domenica...

...e restare lunedì e martedì.

Come vuole.

Signorina.

Vorrei vedere quel volume.

- C'è una lettera manoscritta. - Vedo.

Allora ti sei installato da Catherine.

Sì.

- Le spiace? - No, per nulla.

Al contrario.

- L'Amazzonia. - Molto bello.

Ritratto.

Bruno?

Non ti aspettavo.

Volevo dirtelo, ma...

Non devi.

Ognuno fa la sua vita.

Ognuno vive...

...come vuole.

Come può.

Hai mangiato?

No.

Avevo bisogno di lei.

Non ti ho chiesto niente.

Buongiorno.

Ora lo sai.

Meglio così.

I cucchiai?

Sono là.

- Come stai? - Bene.

- Lavori? - Sì, in una libreria.

Mi acculturo.

Pagano bene?

Non abbastanza da essere tassabile, ma tiro avanti.

Sai, tra me e tuo padre non è una cosa improvvisata.

Dura da tanto.

Da quanto?

Sono le circostanze che ci hanno avvicinato.

Tu.

E tua madre che aveva perso la voglia di vivere.

Ma io l'amavo da prima.

- Madeleine. - Madeleine cosa?

Non dobbiamo vergognarci di dire la verità!

Ma l'avete nascosto.

Cosa vorresti dire?

Cosa stai insinuando?

Perché mi hai detto che sono un assassino?

Che l'ho uccisa perché non c'ero.

- Sì, sei andato via. - E tu dov'eri?

Come mi puoi parlare così?

Con che diritto? Che hai? Chi ti ha chiesto di tornare?

Scusatemi.

Bruno!

- Non puoi... - Sei come lui, siete due bastardi!

Ritira.

Ritira subito! Sei ancora...

Povero vecchio.

Fratello, come stai?

Un'altra per me, sono amici miei.

Tu vieni con me? Andiamo, ciao.

Dove sei stato? Ti ho cercato dappertutto.

- Non volevi lavorare in falegnameria? - Sì.

So di un posto, se ti interessa.

Certo che mi interessa. Dove sono, sto bene, ma dimmi.

Una falegnameria. Ci lavoro da tre settimane.

Il capo cerca un operaio qualificato, l'altro si è messo per conto suo.

È un tipo a posto, non è un razzista. Ma è dura.

Fa lavori di falegnameria, ma la sua specialità sono le sedie.

Ovvio che inizierai con l'incollaggio, l'assemblaggio.

Se sei bravo, passerai alla piegatura e poi alle macchine.

Dipende da te.

In un anno saprai far tutto.

Cos'ha detto Dussart?

Niente.

Gli è scesa una lacrima, ma ha capito.

Il problema non è lui, ma noi. Cioè... tu.

Sei triste?

No, hai fatto bene.

Volevo chiederti un parere, ma non volevano aspettare.

Allora, dov'è questa cappella?

Dov'è? È un'ora che sono cinque minuti.

Non hai girato a destra.

No, ti ho già detto cento volte che non lo devi dire all'ultimo.

Si dice "Attenzione, al prossimo incrocio gira a destra".

Così ho il tempo di rallentare, di frenare e di girare.

- L'ho fatto, ma non hai girato. - È vero, Dussart, sei un cane!

Se non volete vedere la cappella, io...

- Ci sono due strade, cosa faccio? - Su questa carta non vedo niente.

Secondo il sole, è a sinistra.

Aspettate, Ouistreham!

Lo conosco!

Bruno lo conosce.

Senta, conosco una casa, ci venivo in vacanza.

Ci sono andato in bici per la prima volta.

Mi ruppi il braccio.

Comunque il mare è di là.

Che faccio?

Direzione mare.

Mi fa piacere che non ci hai dimenticati.

Ma no.

Come vedi, a parte cucina e caminetto non è cambiato nulla.

È grande come prima.

D'estate con i bambini e i bambini dei bambini siamo affollati.

Ma quando siamo in due...

E venite qui...

Quasi tutto l'anno, col tempo bello e quello brutto.

Da quanto?

Quarant'anni.

Ti ricordi del tavolo?

Ci si impegnò.

Né chiodi, né viti, solo incastri. Tutto all'antica.

Lo fece suo padre, i cassetti li avrà ricominciati 10 volte.

Non gli piaceva il mare.

Ma veniva tutte le domeniche.

Non pensava ad altro. E non finiva più.

È l'unico anno che sei venuto?

- Che fa? - È matto?

Non si farà il bagno!

Se ha voglia.

Non vi rendete conto, l'acqua è a 10°. Si prenderà...

Non fare l'idiota, Bruno!

Allora... mi sento in forma!

Avete avuto torto.

Muoio di caldo.

Che hai?

Hai freddo?

Non è quello.

No. Vado da sola.

Chiedi il conto, torniamo subito.

Sai, non si è del tutto liberata.

Va aiutata, Bruno.

Si batte, ma quando è giù di morale...

cerca di darsi sollievo, facendo tutto da sola.

Si nasconde.

Sai cosa voglio dire.

Sì, lo so.

Cosa fai?

Lavoro.

Dussart vuole pubblicare un libro su Paul Klee.

Devo trovare i testi, scrivere dappertutto...

e scegliere le riproduzioni che corrispondono, è...

Ci lavoro da mezzogiorno.

- Sei stanca? - No.

Guarda cos'ho trovato.

"A 29 anni suonati...

sto perdendo il mio credo nell'infelicità."

- Hai fame? - Un po'. Tu no?

No, ho mangiato alle 7. Ti dispiace?

Mi andrebbe del vino.

Sono tornati alla carica.

I due fratelli, che vogliono comprarmi il negozio.

Sì.

Cioè, non lo sapevo.

Ma su questo non posso darti consigli.

Guarda che non avevo intenzione di chiedertelo.

Lasciami lì.

Il maglione.

Sì, grazie.

Che facciamo, René?

Che? Lo vedi che non piove più?

Guarda il cielo, sicuro?

No, non sono sicuro. Non sono Dio.

Le cinghie e la rete.

Che ha?

Non lo so.

Il calmante gliel'ha dato?

Faremo i raggi e vedremo.

Non ha detto niente. Non si è lamentato.

Così non potevamo sapere.

All'inizio non sembrava niente.

Poi quando hanno visto i raggi...

...era una frattura al collo del femore.

Per un giovane non è niente.

Ma tuo padre non ha più 20 anni.

Come le sue ossa.

Così l'hanno operato,

gli hanno messo una protesi e poi...

se tutto va bene comincerà la riabilitazione.

Ma ci vorrà tempo.

Quand'è successo?

Sono... tre settimane.

E me lo dici stamattina?

Lui non voleva.

Cosa vuoi che faccia con voi due?

E l'ospedale?

Non avvertono la famiglia? Della famiglia ci sono solo io.

Sì.

Ma... l'ha cancellato.

Ha cancellato cosa?

Il tuo nome.

Sul foglio di accettazione ha messo celibe e senza figli.

Veramente...

Cosa farai?

Niente.

- Ma non vuoi comunque... - No.

Non ci vado.

Pronto?

Mi scusi, potrei parlare con Bruno?

Nemmeno ieri?

No, no. Richiamo io.

La ringrazio.

Lo richiamo io. Arrivederci.

- Tenga. - No.

Per il disturbo, è normale.

Lei dov'è?

Dorme.

Perché non ti butti di sotto? Fai prima!

Non mi parlare così.

Erano cinque anni che non toccavo niente.

Non ne ho più bisogno.

Non è quello.

E poi non conosce la mia vita.

Mi serve una via d'uscita, almeno una volta.

E lei?

Una via d'uscita.

Non c'è via d'uscita, finestra a parte!

Uscire da cosa? Da sé stessi, dagli altri?

Dalla solitudine, dalla paura?

Vai a fare due passi... e sei uscito.

Per andare dove?

Senti.

Sono le 9 del mattino,

ho 63 anni.

mi riguardo, ho freddo, sono omosessuale e pieno di debiti.

Non posso permettermi questa vita, la libreria, Carlos e Catherine, quindi...

così bevo uno o due cognac, tutta la bottiglia.

Perché si mette a bere? Il vecchio idiota ha i suoi libri, i suoi dischi.

Una via d'uscita!

Arrivederci a tutti, a me, buon viaggio. Quando tornerò?

Quando sarò sobrio.

Allora rientrerò a casa e sarà tutto in ordine,

avrò 30 anni, non avrò preoccupazioni per Bruno o Catherine,

la libreria sarà mia, tutti saranno omosessuali,

sarà perseguitato chi non lo sarà,

Carlos sarà di sinistra e non dirà più cazzate!

Sì, sarebbe bello uscire.

A condizione di poter tornare.

Dussart, portami via.

Devo tornare là.

Per finire.

- Siamo pronti? - No.

- Dove sono i morsetti? - Davanti.

Allora andiamo.

Non possiamo continuare così.

Se l'ispettore del lavoro lo scopre mi rovina.

Finora non sei sui registri, sei al nero.

Ma d'ora in poi sarà impossibile.

- È un problema? - Sì, è un problema.

Da parte mia...

...non vorrei lasciarti andare.

Sarebbe un peccato.

Sì.

Ma se da parte mia ti dovessi dichiarare...

...cambierebbero i parametri.

Non devo farti il disegno.

I parametri? Cazzo.

Comunque ho deciso...

...di tenermi e registrarmi!

Esatto!

Beviamoci su.

Per forza.

Qua siete proprio nascosti.

Un problema trovarvi, manco un cartello!

Ho girato in cerchio per un'ora.

Io ho girato in cerchio quasi un mese.

Perché, dopo la cura...

...non volevo più restare qui.

Non sopportavo di fare la convalescente, ma questa volta vado fino in fondo.

- Sono bella, vero? - Estremamente bella.

Da quando si è trasferito in un hotel ci siamo persi di vista.

Sapeva che non ci saremmo visti per molto tempo.

O telefonarci.

Ma all'inizio, quando ero al centro, mi scriveva.

Non parlava di sé, parlava di me.

Mi scriveva per darmi notizie su di me.

Ma alle mie ultime due lettere non mi ha risposto.

Ora può telefonarmi, lo sa.

Sì, in effetti, come dire...

non lo conosco bene,

ma non ho niente contro di lui.

Lo so.

Come posso ringraziarti? Sono così contenta.

Ti avverto, leggere le bozze è un lavoro rognoso.

Ho messo delle note, ma non sei obbligata a tenerne conto.

Hai assunto qualcun altro?

No, per ora me la cavo con Carlos.

Anche se insiste a fare solo un lavoro di pregio.

Se lo mando nel magazzino, sua signoria si offende.

Mi fissa come per dire: "Perché io? Perché non lui?".

Cosa vuoi?

Delle notizie.

Di tuo padre? Non so niente.

Non più.

Mi ha cacciato.

Non lo sapevi?

Come facevo a saperlo?

Non vede nessuno, nemmeno André.

Si è rintanato. Il portiere gli porta da mangiare.

Che...

...bestia!

Con lui devi resistere.

Io ho resistito.

Ho retto, per tanto tempo, ma ora non ce la faccio più.

Ti dò fastidio? Aspetti qualcuno?

Sono in anticipo.

Ho 47 anni.

Ho ancora tempo, ma non posso sprecarlo.

Io sono... sono viva.

Ci sono altre persone.

Che amano la vita, che fanno cose. Che si prendono dei rischi.

Non dovevo rischiare per forza con tuo padre.

Lo amavo e poi...

...si è ritirato in un guscio.

Un guscio che ha dappertutto.

Che lo separa da tutto.

Ma lo amavo.

Come a te.

Ma voi siete uguali.

Non posso farci niente.

C'è una donna fra voi che non tornerà più.

E non posso farci nulla.

Ora devo pensare a me.

Ti avevo detto che ho 47 anni?

Ne ho 49, capisci che devo sbrigarmi.

Senza confondere la velocità con la precipitazione.

Allora sei venuto a trovarmi.

Sì.

Oggi non lavori?

È domenica.

Vero.

Aspetta, stavo per andare a...

Fai pure, non badare a me.

Ce la faccio.

Evidentemente, non è...

...non è facile.

- Hai la chiave? - Sì.

Andate, con la vostra sfortuna...

Vedi, ecco la mia riabilitazione.

Comunque, me la cavo.

Più o meno, come vedi.

Ma non posso più lavorare.

Siediti.

Resti sempre lì.

Non esci mai?

Con l'ascensore puoi scendere... a prendere un po' d'aria.

Cosa fai?

Leggi il giornale, ascolti la radio.

Guardi la tv.

Ogni tanto il portiere viene a trovarti.

E ridisegnate il mondo, voi due.

Perché non vuoi vedere Madeleine?

Non ho voglia.

Pensa di dover...

E quel suo profumo.

Non lo sopporto.

Puoi chiederle di cambiarlo. Prendere un'altra marca.

Vuoi bere?

Vuota.

Aspetta. C'è un'altra bottiglia sulla tavola.

Ci deve essere un fondo.

Prenditi un bicchiere.

È vuota anche questa.

Cazzo.

Vado a prenderle. Ti serve altro?

Le sigarette.

E del caffè!

Pronto?

Potrei parlare con Catherine?

Catherine Segal.

Sa a che ore torna?

Può dirle che ho chiamato? Bruno Calgagni.

Sì, Bruno.

Importante... No, ma...

Sì. Sì, è importante.

No.

No, richiamo io.

Sì, grazie.

Grazie.

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