All language subtitles for Gerri.1x01.I.Figli.Sono.Pezzi.Di.Cuore.iTALiAN.WEBRip.XviD-Pir8.it

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Original subtitles

Ah !

Ah !

Ti prego !

[VIBRAZIONE DEL CELLULARE] - Aspetta... - Che c'è ?

Aspetta.

- Oh, cazzo... - Che c'è ? - Pierpaolo.

Amore !

Sì.

No, ho finito da poco, adesso torno a casa. Tu ?

- Che ti ha detto ? - Stacca tra mezz'ora e viene a dormire da me.

Ho preso le chiavi dell'auto, sennò non riesco ad arrivare prima di lui.

Non capisco come fai a tenere quella roba in casa.

Va bene, vado.

> Ha risposto a ogni richiesta con professionalità e spirito di corpo

andando oltre le sue mansioni di addetto al centralino.

- Adesso però... la pensione è un traguardo, vecchio mio. - Certo.

- Allora i traguardi vanno festeggiati ! - Congratulazioni !

Grazie davvero.

Si commuove ! Si commuove !

Bravo !

Voglio presentare anche la nuova arrivata. [SQUILLI DI CELLULARE]

- Pronto ? - L'agente scelto Nina Rodini. Brava, benvenuta !

- Brava ! - Vieni ! Vieni qui, vieni qui. Sei timida ?

Vieni qua. Ti presento i tuoi colleghi.

Deve diventare la tua famiglia.

Vieni un attimo ?

- Ho fatto o no una bella festa, Vito ? - Grazie.

Allora festeggiamo, abbuffatevi !

Tieni.

Si è accorto di qualcosa ?

No, ho fatto in tempo a mettermi a letto.

- Per colpa tua ormai mento molto bene. - Va bene, serve. - Eh !

- Ispettore Righi. - Buongiorno.

- Un cadavere a Cala Ferita. - Buongiorno.

Ti lamenti che non ti considerano. Si sta tra colleghi e ti defili.

- Io parlavo di lavoro. - Certo.

Se tu lavorassi sempre così, saresti questore.

- Buongiorno. - Buongiorno, eh ? - Buongiorno.

- Sempre socievole. - Ogni giorno sempre di più.

[SQUILLI DI CELLULARE]

E' Santeramo. Vedo che vuole.

Dottore, pronto ?

Sì. Siamo appena arrivati.

Perché non chiedi a me invece di fissarla in quel modo ?

- Dimmi. - E' stata strozzata a mani nude.

Le escoriazioni che ha sulle gambe e sul palmo delle mani

sono dovute a una caduta. L'hanno spinta o ha provato a scappare.

- E' stata violentata ? - Non posso...

Scusa, non l'ho fatto apposta.

- Cellulare, documenti ? - Li stiamo cercando, Esposito.

Tu torna a dormire, quando è tutto finito, ti svegliamo noi.

Non farci caso, ce l'ha con me. Bisogna solo aspettare che passi !

Non passa ! Non contarci, stavolta non passa !

Quindici anni di matrimonio e ancora fa scenate per cose immaginarie.

Non adesso, Castellani.

- Orario del decesso ? - Con il freddo di stanotte, non mi azzardo.

Dammi tempo, eh ?

Guarda qua.

- E' lei. - Sì.

Rossella Albani, 18 anni la settimana prossima

la figlia dell'avvocato Albani. Ha provato a contattarla, ma niente.

- Così ha chiamato Santeramo, in Questura. - Perché Santeramo ?

Sono molto amici. L'avvocato è uno molto potente in città.

- E' una brutta storia. - E' sempre una brutta storia, capo.

Ricorda tre mesi fa, la ragazza trovata morta in una galetta ?

Ne abbiamo già parlato, Gerri, se ne occupa la Procura di Bari.

I due omicidi sono simili. Potrebbero essere collegati.

Sei già partito per la tangente.

Faccio il poliziotto. Se vuole, mi metto a fare i gelati.

Non devi fare i gelati, devi andare a parlare con la famiglia Albani.

Santeramo non voleva che mandassi te.

Serve cautela e lui è convinto che tu non hai idea di che cosa sia.

Non farmi pentire, per favore.

Sono simili.

Sa dire l'ultima volta che ha visto sua figlia ?

L'ultima immagine che ho di Rossella

è quando ieri sera mi ha sbattuto in faccia la porta della sua camera.

Avevamo ospiti a cena, mia moglie voleva salire, ma l'ho fermata.

Può dirmi i nomi ?

Il senatore Enrico La Guardia e sua figlia Lavinia, poi Elvira Longo.

Mi chiedo come può indagare uno che non sa niente di questa città.

Sono questi.

- Fino a che ora sono rimasti ? - L'una e mezza.

Da anni ci vediamo ogni venerdì sera. Ceniamo e giochiamo a poker.

Mi sembra di parlare di cose così stupide adesso...

E' morta per colpa nostra.

Avete idea dell'ora in cui si è allontanata ?

- Non prima di mezzanotte. - Sì.

Sì, possiamo dirlo con certezza. Alle 22 la figlia del senatore

è salita da Rossella per parlare con lei, è tornata giù a quell'ora.

Servono le immagini delle telecamere di sorveglianza.

Erano spente.

Quando siamo in casa e se abbiamo ospiti, le disattiviamo.

Va bene. Potete farmi vedere il computer ?

Non è possibile.

- Grazie. - Prego.

Se mi vizi così, poi mi abituo.

Se ti abitui, pazienza.

Senti, ma... A Trani hai amici, programmi ?

No. Non ho nessuno.

Allora se ti va, una sera di queste...

Elia ?

Scusa.

> Allora ?

Cercavo di metterla a suo agio. Non è facile quando non conosci nessuno.

Certo. Che fai, ti giustifichi con me ?

No, ti sto spiegando.

- Marinetti è rientrato ? - Sì, da un po'.

Comunque le stai troppo appiccicato, ci vuole metodo.

Ero troppo vicino ?

[BUSSANO ALLA PORTA] Ho capito. Ho capito.

Sì... sono d'accordo, va bene. Non si preoccupi, è qui davanti.

Va bene, ci penso io. Buona giornata.

- Che c'è ? - Più mi raccomando e peggio fai. - Che ho fatto ?

- Volevi prendere il computer senza un decreto ? - Certo, sono indagini.

Se vuole, faccio i gelati. Rossella usava quel computer, è importante.

Poi l'avvocato nasconde qualcosa. Spegne le telecamere

quando ha ospiti a casa. - Tu hai insistito per prendere il computer.

L'avvocato si è incazzato e ha chiamato Santeramo. Lunedì mattina

Calandrini e la Postale vanno a visionare il computer.

E' tardi e Calandretti è un coglione, è inutile mandarlo.

Vuoi seguire da solo il caso ?

Va bene. Guardi qui.

La ragazza trovata a Bari ancora non è stata identificata.

Nella borsetta aveva profilattici, presumibilmente si prostituiva.

- Gerri... - Non è stato trovato il cellulare né i documenti.

- Gerri, io capisco che il caso della rom ti colpisca. - Romni.

Comunque i colleghi di Bari non fanno le capriole per risolvere il caso.

- Vuoi sapere quanti sono in Italia i casi irrisolti ? - Guardi qui !

Pensi a Rossella Albani. Tutte e due giovanissime, strangolate e adagiate

in posizione fetale sulla spiaggia. - Una seminuda, l'altra vestita.

Una che si prostituiva e l'altra che andava al liceo.

Io dico solo che se l'assassino è lo stesso

questo caso è l'occasione per fare giustizia anche a questa poveretta.

Rossella Albani è una giovane ragazza morta, non è un'occasione.

Io vado a prendere un caffè. Ti aspetto di là

così spieghi agli altri che hai scoperto su Rossella.

Dobbiamo sentire i La Guardia e Elvira Longo

potrebbero aver notato qualcosa e in più Lavinia La Guardia.

E' l'ultima che l'ha vista, è stata con lei fino a mezzanotte a parlare.

- Convochiamoli. - Mmm... Capo, scusi, eh ?

Secondo me va detto prima a Santeramo.

E' gente potente, è come camminare sulle uova.

- Cuor di leone. - Ha ragione. Altro ?

Servono le immagini delle telecamere delle altre ville. Sono tre in tutto.

Chiedi un decreto alla Crovace e ditele che l'aspetto da Santeramo.

Tieni, "Calandretti", i nomi dei proprietari delle ville.

Vedi se c'è qualche superpotenza anche lì in mezzo.

Calandrini non ti piace proprio ! Devi sempre storpiare il nome.

Calandrini è lineare, semplice. E' incredibile.

[VOCE NON UDIBILE]

Oh, ecco il motivo per cui vengo volentieri in Questura !

- Dottoressa Crovace, pensavo a lei. - E' un bel sentire.

- Che ti serve ? - Devo acquisire delle immagini di telecamere.

Abbiamo un po' di problemi con i proprietari.

Scusate. Ispetto', ecco qua !

- Il vostro latte e il vostro tramezzino. - Grazie, Antonie'.

Questa è quella giusta, è la terza volta che viene qua.

Più giusta di così.

- E' fidanzata. - Oh...

Allora...

Ci ho pensato e ripensato, lascio Pierpaolo.

- Perché ? - Dài, coglione ! - E' simpatico, scrive bene.

Annali'...

Scusa. Credevo fossimo d'accordo io e te... che andava bene così.

A te non piacerebbe andare a mangiare al ristorante

insieme, alla luce del sole ? - L'abbiamo fatto.

- Perché c'era stata una sparatoria e volevi impicciarti. - Cinque euro

sparatoria e panino. - Smettila. - Scherzo.

Ma tu esattamente... da me che vuoi ?

- Sincero ? - Sincero.

Che vieni a casa e ti metti la divisa.

E perché ?

Vuoi togliermela tu ?

Ispettore Annalisa Righi, Polizia Postale.

Con Santeramo abbiamo pensato di accorciare i tempi. In questi casi

le prime 48 ore sono fondamentali. - Sì. Non voglio più gente intorno.

Prendiamo questo benedetto computer e facciamola finita.

Se chiama Santeramo, siamo rovinati.

Io sono rovinato. Ti ho detto che avevo il decreto della Pm

e tu ci hai creduto. Tranquilla.

Ci sono quasi.

- Ecco. - "Per G."

Sembrano destinate a qualcuno. Rossella aveva un ragazzo ?

Non lo sappiamo.

Scusate, un'ultima cosa.

Avete mai visto questa ragazza o sapete se Rossella la conosceva ?

No, mai vista.

Invece sì.

Cronaca di Bari, qualche mese fa.

Che c'entra una zingara prostituta con mia figlia ?

Povera Annalisa. Che vitaccia le fai fare, eh ?

Mi dispiace, non lo merita, è una brava ragazza.

Dille che non è cosa.

Liberala, non lo so, liberatevi.

Ho pensato alla possibilità di avere una storia normale con Annalisa.

E vai a tirare in porta !

[TV] Giochiamo lì... Grande !

Che cosa vuol dire "normale" ?

Normale, non...

Non lo so... uscire, chiacchierare

lavare i piatti, asciugarli.

> Goool !

Il pazzo che urla in salotto dove si colloca ?

Gol ! Gol ! Sì !

Quello lo lascio volentieri a lei.

Una volta... una collega laureata in psicologia

mi ha detto che io sto bene solo in malsani meccanismi relazionali. Boh !

L'ha detto prima o dopo che ci sei andato a letto ?

Non vado a letto con tutte quelle che incontro.

Dopo.

E allora non vale.

Era arrabbiata.

La normalità...

non è uguale per tutti. Tu devi trovare la tua.

Devi fare i conti con chi sei.

A saperlo chi sono.

Finito.

Daje un po' !

- Chi è questa che saccheggia il distributore ? - Non lo so.

Credo si chiami Lea Coen, una della Prima Sezione.

[SQUILLI DI CELLULARE]

[COLPI]

Qualcuno deve spiegarmi il motivo per cui siamo qui.

Quanto ci fanno aspettare ?

- Eminenza. - E' un piacere, dottor Santeramo.

Conosce già mia sorella Elvira e il senatore.

- Sembra la scena di un film di Fellini. - Invece è Trani.

Un capitolo lungo, ha portato il fratello monsignore.

- Perché da Santeramo ? - Ci fanno parlare con gente di quel calibro ?

Però ci ha lasciato la figlia di La Guardia, Lavinia, è maggiorenne.

- Con lei possiamo parlare anche da soli. - Meglio.

E' l'ultima che l'ha vista.

Mi ha chiamato Castellana da Medicina Legale.

Secondo lui Rossella Albani è morta tra le 21 e le 23.

Non coincide con quello che dicono i genitori.

Castellana è irremovibile.

Dobbiamo capire chi ci prende per il culo, hanno spento le telecamere...

E' stata violentata ?

No, nessuna violenza, né rapporti consenzienti.

Neanche la ragazza rom trovata a Bari aveva avuto rapporti.

- E' sveglio il ragazzo. - Eccola. Buongiorno.

- Sono Lavinia La Guardia. - Sì. Prego, da questa parte.

Sono distrutta. Posso avere un caffè ?

Siamo cresciute insieme, poi i suoi l'hanno mandata in un altro liceo

e ci siamo un po' perse.

Grazie.

Ci vedevamo a quelle specie di feste del venerdì sera con i genitori.

Com'era Rossella ? Socievole, studiosa ?

Insicura.

Quindi dopo cena lei è salita in camera della sua amica e...

- Come stava ? - Non lo so.

Quando l'ho raggiunta in camera, lei non c'era già più.

Ha mentito a tutti.

Capisco il momento che sta passando, ma alcune cose vanno dette subito.

Fino a poco tempo fa tutti noi eravamo convinti

che la sua amica fosse ancora viva prima di mezzanotte.

Non volevo metterla nei casini con i suoi. Pensavo fosse andata in giro.

Per questo sono rimasta lì. Ho guardato una serie sul cellulare

e quando sono scesa ho detto che avevamo parlato. - In giro con chi ?

- Il suo ragazzo ? - Non aveva il ragazzo.

Non lo ha mai avuto.

C'è altro su cui ha mentito ?

- Oh. Ciao. - Ciao.

Esposito, fermo là.

Mi ha telefonato l'avvocato Albani. Ha detto che non mi ha chiamato ieri

per evitarmi un'arrabbiatura domenicale !

Quel computer era troppo importante per aspettare.

Hai trasgredito ai miei ordini. Sei entrato in casa loro con l'inganno !

E non contento, li hai umiliati facendo riferimento a un legame

tra Rossella e quella povera zingarella ammazzata a Bari.

So perché l'hai fatto, è scritto sulla tua scheda personale !

Non devi farti condizionare da chi sei ! E' chiaro o no ?

Beh, continui. Continui. Ha fatto uscire tutti.

Lo dica.

- Basta, Gerri. - No, che basta ?

Vuole che lo dico io ?

Sono un rom anch'io.

Anzi, uno zingaro. Uno zingaro di merda. Va meglio ?

Lei crede che lo faccio per questo ?

Se è così, mi sembra un caso di discriminazione, dottore.

Gerri, hai commesso una scorrettezza gravissima

rom o non rom. Qui oggi non ti ci voglio più, è chiaro ?

Vai a casa, vai dove vuoi, ma qui per le prossime 24 ore

non voglio più vederti in giro ! Anzi, per le prossime 48 !

Locascio e Calandrini mi bastano e mi avanzano !

Ragazzi, controllate i portafogli, non si sa mai.

Se volete qualcun altro a cui appioppare un po' di luoghi comuni

io sono ebrea.

Era una battuta, eh ?

Esposito !

Corri troppo veloce per i miei gusti.

Fa parte del patrimonio genetico, rubiamo il rame, dobbiamo correre.

- Tu perché mi rubi le merendine ? - Davvero ti piacciono ?

So che Santeramo ti ha fatto nero per qualcosa che riguarda Albani.

Sto indagando sulla morte della figlia.

Il suo nome è emerso in un'indagine che seguiamo alla Prima Sezione.

Non si sa ancora come e se è coinvolto.

Però...

- Quale indagine è ? - Un grosso giro di tangenti, un classico.

Appalti pubblici per la riqualificazione urbana.

Nella lista ci sono anche il senatore La Guardia ed Elvira Longo ?

Non ancora, ma non mi stupirei. Dal liceo quei tre fanno tutto insieme.

- Santeramo lo sa ? - Dell'indagine sì, del resto no. Mi servono prove.

Quando siamo andati nella villa con Annalisa... L'ispettore Righi.

- So chi è. - Cercavamo cose di Rossella sul computer del padre.

Le ho chiesto di fare un'indagine più approfondita. Ha copiato tutto qui.

- La tua ragazza è un genio ! - Non è la mia ragazza.

- Così dicono. - Dove ?

Grazie.

Non mangiare le merendine !

Mangia i crackers.

[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]

[CAMPANELLO]

Ti sei degnato.

Hai parlato con Pierpaolo ?

No. Gli parlo dopo.

Non farlo, Annali'. Almeno non farlo per me.

Aspettavo che mi suggerivi che cosa dirgli.

Annali', vorrei avere una storia normale con te

te lo giuro, però io non sono normale.

Dimmi qualcosa che non so.

Ho dovuto scoprire dai colleghi ciò che è successo con Santeramo.

- A te che cambia, se sono rom ? - Niente, Gerri, che c'entra !

Sarebbe una cosa, almeno una che saprei di te.

- Sai molte cose di me. - Sì ?

Sai che non dormo la notte, che bevo latte e mangio schifezze

che ho mille fisime per la pulizia. - Sai che penso ?

Tu fai tanto il misterioso, ma alla fine sei solo un coglione.

Sai che penso ?

Che hai ragione.

[UNA PORTA SI CHIUDE]

Pierpa'.

- Che cazzo fai qui ? - Ho chiesto ad Annalisa... tu non c'eri.

- Visto che sei qui, lo chiedo a te. - Che cosa ? - Ehm...

- Ti occupi di nera. - Beh ?

Ho una cosa per te. Un articolo in cronaca nazionale

su un caso che sto seguendo, anzi, due, collegati

però la fonte non deve comparire, è importante.

Va bene, dimmi di che si tratta.

[CITOFONO]

- Come ti senti ? - Bene.

E' opera tua ?

Io avrei fatto scrivere "romni".

Sto zitto.

- Santeramo si è incazzato ? - All'inizio come una belva.

L'ho convinto che tu non c'entri, ma servono a smuovere le acque.

- Per quello l'ho fatto... - Gerri. - Sto zitto.

Non contesto la tua ipotesi, ma che tu non riesca a considerarne altre.

Nella chiavetta che hai dato alla Coen ci sono file compromettenti.

Se l'avvocato Albani ha le mani in pasta con certa gente

forse la figlia è morta per questo. - Non è un omicidio di malavita.

Magari ci hanno depistato emulando un altro delitto.

La Crovace mi ha detto che i Longo hanno fatto pressioni

per riavere il cadavere. - A indagine in corso ? - Appunto.

La Crovace non ha mollato, ma monsignore oggi pomeriggio

darà una messa per Rossella. Gerri, voglio che tu vada lì.

- Mi serve il tuo sguardo su tutti loro. - Io ? In chiesa ?

- Appena mi vedono, mi sbattono fuori. - Entri per ultimo.

Ti piazzi da qualche parte dove non possono vederti.

Se ti vedono...

Meglio. Capiranno che non possono fare tutto quello che gli pare.

Rossella era un'anima candida.

La conoscevo bene...

Sei bravo a capire che cosa passa tra le persone.

Quando ho appreso della sua morte, mi sono scoperto debole e fragile.

[SINGHIOZZI]

Devo sapere che passa tra il padre di Rossella, Elvira Longo

e La Guardia.

Io oggi vi dico...

Se hanno paura... o se l'avvocato Albani li teme.

- Calmati. - Non dire che cosa devo fare !

La morte rende eterna la purezza di Rossella.

Noi, oggi, preghiamo tutti insieme perché eterno

sia anche il suo riposo.

(insieme) L'eterno riposo dona a lei, Signore.

Risplenda ad essa la luce perpetua. Riposi in pace, amen.

L'eterno riposo dona a lei, Signore.

Risplenda ad essa la luce perpetua. Riposi in pace, amen.

[VOCI NON UDIBILI]

- Ha visto le foto ? - Le ho appena scaricate sul computer.

- Tra l'avvocato Albani e la moglie c'è tensione. - C'è tra tutti.

Sento la Crovace, vanno intercettati.

Chiediamo aiuto alla Prima Sezione, alla Coen.

Possono farlo per le indagini sulle tangenti.

- Dobbiamo sentire che si dicono. - Chi è il tizio vicino alla Longo ?

Donato Russo, il suo bodyguard. Si vocifera sia anche l'amante.

La Longo lo ha ripulito, ma ha dei precedenti.

- Ti invio delle informazioni su di lui. - L'altro è il figlio ?

Giacomo Longo, vive a Marsiglia.

Ha parlato con Santeramo ?

Sì. Gli ho detto che avevo bisogno di te.

>Gli ho assicurato che non prenderai iniziative, andrai con Calandrini.

- Devo portarmi dietro quel coglione ? - Solo ufficialmente.

Sì, vabbè.

- Posso sedermi ? - No. Come mi hai trovato ?

- Ti ho seguito. - Mi hai seguito ? - E' per Rossella.

Domani vieni in Questura e ce lo dici.

So chi l'ha uccisa.

Io te lo ridico, se hai qualcosa da dire, vieni in Questura

e facciamo le cose perbene. - E' stato Giacomo Longo.

Giacomo Longo, il figlio di Elvira. Non era a Marsiglia ?

Studia fotografia là, ma torna il fine settimana.

Lui e Rossella avevano una storia, si sentivano spesso.

Di sicuro venerdì sera è uscita per incontrarlo.

- Quando te lo avrebbe detto ? - Il giorno prima di morire.

Mi ha scritto che... finalmente stava per fare l'amore

con la persona con cui avrebbe sempre voluto farlo. Era lui.

Stavano per fare l'amore, perché avrebbe dovuto ucciderla ?

Non lo so. Perché si uccide ? Questo devi scoprirlo tu.

Lavoro per te ? Mhm ?

Denuncialo e poi vediamo che cosa si può fare.

I miei non me lo perdonerebbero.

E' il figlio della loro grande amica, socia d'affari.

Prova a indagare su di lui.

Per favore.

Sono tutte edizioni antiche delle opere di Sofocle.

Le ho fatte rilegare perché si stavano deteriorando.

- Sono belle. - Importanti, "Edipo re" su tutte.

Donato Russo, sono il segretario personale della signora.

Lei sta arrivando. Intanto posso esserle utile ?

- C'era anche lei dagli Albani ? - No. Ero in Svizzera per lavoro.

[RUMORE DI PASSI]

Eccoci qua. Scusate.

Grazie, Donato, vai pure.

Non è più in castigo, ispettore ?

- Come possiamo aiutarla ? - Vorrei fare due chiacchiere con suo figlio.

Venga. Ci accomodiamo fuori.

Con permesso.

Torni spesso a Trani ?

Ogni quindici giorni. Tutti i miei amici sono qua, ma rimango poco.

Con mia madre non ci sopportiamo più di tanto.

Da quando sta con quella specie di guardia del corpo, ancora di meno.

Crede davvero che lei e i suoi amici giochino a poker il venerdì ?

Giocano a Risiko con la città, si spartiscono gli affari.

Io non sono mai stato così, per questo sono andato a Marsiglia.

- Hai mai partecipato a una di quelle cene ? - Sì.

- Noia pura. Davvero, noia pura. - Come noia pura ?

- Anche se c'erano Lavinia, Rossella ? - Sì.

- Le dinamiche tra di noi erano più complicate. - Tipo ?

Io e Lavinia abbiamo avuto una storia.

- Con Rossella ? - No, con lei non c'è mai stato niente.

- Qualcuno le ha detto il contrario ? - No, no.

Sul suo computer abbiamo trovato una cartella di foto nominata "Per G".

Non le ha mai pubblicate sui social, ho pensato che erano per un ragazzo.

- Tu come ti chiami ? - Giacomo. Sì, le inviava a me. - Già.

- Non ho mai detto niente per rispetto. - Certo.

E' sempre stata innamorata da quando eravamo piccoli.

La storia con Lavinia l'aveva presa malissimo.

Con lei era arrabbiata, con me... parlava, ci sentivamo.

- Quando vi siete sentiti l'ultima volta ? - Mercoledì.

Le ho detto che tornavo per la cena, ma ho avuto un impegno di lavoro

e sono tornato sabato. - Come sei rientrato ? - In aereo.

Ho saputo di Rossella appena atterrato.

Avevo il telefono spento, avevo litigato con mia madre.

Non volevo rischiare di sentirla.

- Va bene, Giacomo. - Va bene ? - Un'ultima cosa.

- Sì. - Hai mai visto questa ragazza ?

No. Dovrei ?

- Grazie. - A te.

Buona giornata.

[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]

- Elia, dimmi qualcosa di buono. - Check-in fatto, tutto regolare.

Giacomo ha preso l'aereo il giorno dopo l'omicidio di Rossella.

- Un vicolo cieco. - Pare di sì. - Ci sentiamo dopo.

Non stare troppo appiccicato a Nina.

Ciao.

Tranquillo, non voglio riaprire il discorso tra noi. Chiuso, sprangato.

E quindi ? Perché sei qui ?

Ho un regalo per te. Una ragazza ha letto l'articolo di Pierpaolo.

Ha riconosciuto la tua romni. Si chiama Nica, è la sorella.

Vive in un accampamento vicino Bari, di quelli non censiti.

Questo è il suo numero. Chiamala.

- Chiudi una volta per tutte con questa ossessione. - Grazie.

Ti voglio bene, tutto qua.

Cerca di volerti bene anche tu.

Ciao.

Sto cercando Nica Bubanja.

[PARLA IN ROMENO]

- Come hai detto, scusa ? - Aspettami qui.

(in romeno) Aspettami qui.

Hai ritrovato Didina.

Qui aveva sei anni.

Ero più grande, ma ero sempre io a darle fastidio.

Invece dovevo proteggerla.

Per noi la famiglia viene al primo posto.

Perché Didina è scappata, se la famiglia viene al primo posto ?

La maggior parte dei rom non è più attaccata alle tradizioni.

I miei purtroppo sì. Le mettevano pressione per farla sposare

con un ragazzo della comunità. Dicevano che era giusto per lei.

Io le dicevo di fregarsene, di fare come voleva.

Mio padre si sarebbe arrabbiato, avrebbe messo il muso

e poi gli sarebbe passata, ma Didina non era così.

Era diretta, avevano iniziato a litigare tutti i giorni

finché non è andata via.

Ho provato a chiamarla, ma il numero non era più attivo.

Mi ha chiamato per il mio compleanno, mi ha fatto gli auguri

ma non ha voluto dirmi niente.

Scusa, ma... da dove ti ha chiamato ? Hai un numero ?

No, era oscurato.

- Quando ? Ti ricordi ? - Il 17 settembre, alle sei di pomeriggio.

Lei è stata ritrovata il 18, all'alba.

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.

Ho cantato vittoria troppo presto. Ho fatto rintracciare il numero.

Didina ha chiamato da una cabina di Giovinazzo.

- Ci sono ancora le cabine. - Abbiamo i video delle telecamere.

Vieni a vedere.

Lavinia La Guardia ci ha mentito.

Non è rimasta tutta la sera in camera di Rossella.

No, mente, ma le immagini no. Alle 23 e 45 è tornata indietro.

- La strada sfocia in un bivio senza telecamere. Confermi ? - Sì.

A sinistra si va in un parcheggio, a destra si va verso Cala Ferita

dove hanno trovato il corpo di Rossella.

Ho sentito Castellana. Non è certo che l'assassino sia un uomo.

Un'ora e mezza basta per uccidere una persona.

[BUSSA ALLA PORTA]

Lavinia La Guardia è scomparsa.

Da ore il senatore La Guardia tenta di contattare la figlia.

Fa decine di telefonate, ma nessuno risponde. Si agita sempre di più

e fa un errore, chiama gli Albani.

(computer) "Ciao. Scusami, Lavinia non si trova. Sapete se..."

"Speriamo stia meglio di Rossella."

"- Bella cosa dire. - Lo meriti. - Non è colpa di Lavinia se..."

"Forse a quelli non è bastata mia figlia. Non sono l'unico problema."

"- Non si fidano neanche di te. - Non capisco di che parli."

"- Gli hai detto che volevo parlare e ora parlo. - Piero..."

"Enri', di' ciao alla polizia."

Potrebbe essere una prova della loro collusione.

Sospettano di essere intercettati, dobbiamo considerarlo.

L'ipotesi che l'omicidio di Rossella sia una ritorsione verso il padre

è concreta. Ottima collaborazione tra le sezioni, Coen.

Le cene del venerdì sera servivano a creare

una ragnatela protettiva sui loro affari.

Tutto ruotava intorno a un progetto di grande riqualificazione urbana.

Magari avranno anche pensato di fare il bene della città

e hanno messo insieme il potere politico del senatore

il potere clericale della Longo. Albani in tutto questo ?

Faceva il lavoro sporco insieme a Donato Russo

segretario, bodyguard, amante, non ho capisco cosa, della Longo.

- La notte dell'omicidio era a Trani ? - No, era in Svizzera.

Mi pare di aver capito che Albani ha iniziato a vacillare.

Esatto. Pensiamo che quelli con cui erano in combutta

gli abbiano dato una lezione.

Complimenti per le amicizie, Santeramo.

No, dottoressa, solo conoscenti. Trani è una città piccola.

C'è l'altra ipotesi.

Può averla uccisa questa amica bugiarda che ora non si trova più

Lavinia La Guardia. - I video ci dicono che ha mentito.

- Vorremmo capire il perché. - Esposito che dice ?

No, è meglio se sta zitto.

Invece a me piace sentirlo parlare, dottor Santeramo ! Che facciamo ?

- Se non ha niente in contrario. - No, anzi... Ci mancherebbe.

Vai a casa, ti cercano tutti.

Vai !

Dopo che sei stato da Giacomo, lui mi ha cercata. Voleva parlarmi.

Lavinia, devi dire queste cose in Questura o ti ci porto io.

Ho avuto paura e sono scappata.

- Hai ucciso tu Rossella ? - Che cosa ?

- No. - Sei uscita dalla villa subito dopo di lei

e sei rientrata dopo più di un'ora.

- Non l'ho raggiunta. - Dove cazzo sei andata ?

Dovevo vedere un tipo.

- Doveva vendermi delle cose. - Cocaina, fumo, pasticche ?

- MD. - MD. - Era la prima volta.

- Volevo provarla insieme a Rossella. - Il calumet della pace.

Tanto per non ascoltare le cazzate dei nostri e divertirci un po'.

Sono salita, lei non c'era e sono andata da sola da quello.

Mettiamo che io ti creda. Secondo te Rossella dov'è andata ?

Te l'ho detto. Ha incontrato Giacomo.

Le telecamere hanno ripreso solo te e lui ha un alibi inattaccabile.

- Cioè ? - E' tornato il giorno dopo da Marsiglia in aereo. - E' strano.

Torna sempre in macchina, ha l'attrezzatura per fare le foto.

Facciamo così. Se tu riesci a dirmi qualcosa in più

sul ragazzo che ha incontrato quella sera, provo a fare qualcosa.

Hai un phon ?

Guarda che so che fai finta.

Ogni volta Giacomo trovava delle scuse per toccarmi

starmi addosso, anche quando ero più piccola.

I miei genitori mi dicevano: "Dài, fai un giro con Giacomo."

Io li guardavo disperata.

Non volevo, ma loro sì.

La madre di Giacomo gli serviva.

Quella sera ho pensato: "Basta, ci sto."

"Ci vado a letto, così è contento e la smette."

Mi faceva schifo.

Quando non c'è riuscito, mi sono sentita sollevata

e l'ho preso per il culo.

Che gli hai detto ?

"Vuoi che chiami qualcuno per insegnarti come si fa ?"

Lui mi ha presa per un braccio, ha stretto con una forza assurda.

Ho avuto davvero paura.

Mi dispiace, Lavinia. Mi dispiace davvero.

Pensavo di piacerti.

No. Cioè sì... ma non in questo senso.

- E quale allora ? - Mi ricordi me quando avevo la tua età.

- Anche tu figlio di genitori assenti ? - Molto assenti.

Sono un rom cresciuto in una casa famiglia

da un prete e una specie di perpetua.

- Ecco perché tutti questi sensi di colpa. - Esatto.

Non hai mai avuto rapporti completi con Giacomo ?

C'è stato solo quel tentativo.

Vi siete visti dai Longo qui a Trani ?

No. Hanno una villetta a Giovinazzo.

- Il giorno te lo ricordi ? - Non lo dimenticherò mai.

Era il 17 settembre.

Il 17 settembre Didina ha chiamato la sorella da una cabina di Giovinazzo.

Quella sera Giacomo e Lavinia si incontrano nella villa che ha lì.

Per me è molto chiaro. Giacomo Longo ci prova con Lavinia

non ci riesce, si arrabbia.

Per qualche ragione si trattiene, non le fa niente

prende la macchina, arrabbiato, parte, trova una prostituta, Didina.

La carica, ci prova anche con lei e non ci riesce. L'ammazza.

La notte dell'omicidio di Rossella, Longo era davvero a Marsiglia.

Aspetta.

Eccolo qua. L'intervento di Longo a Marsiglia finisce alle 9.

- Se parte subito... - Riesce ad arrivare a Trani in tarda serata.

- Coinciderebbe con l'orario in cui Rossella è scappata. - Sì. - Aspetta.

Metti questa targa nel sistema.

Vediamo che movimenti ha fatto la macchina di Longo quel giorno.

- Ahia ! - Che ? - E' intestata a monsignor Amedeo Longo.

E' immatricolata al Vaticano.

Non ho parole, solo bruciori.

Lei prima mente a tutti dicendo che ha passato la serata con Rossella

poi ti segue e fa una dichiarazione fuori dalla Questura senza valore.

- Alla fine ti entra in casa. - Detta così non suona benissimo.

Come suona bene ? Fammi capire.

Io le credo, così suona bene.

Giacomo Longo le ha ammazzate tutte e due, così suona bene.

La mia prima teoria era giusta. Anche Jung è dalla mia parte

le coincidenze non esistono. - Come vorresti dimostrarlo ?

Basta chiedere i movimenti del cellulare di Longo o dell'auto

ma è intestata allo zio. E' monsignore.

Santissima...

Ho provato a prendere appuntamento con la segretaria, ma è impegnato

per i prossimi 15 anni. Faccio prima a incontrare il Papa. - Per favore.

-Ti rendi conto della situazione ? -Certo, sennò non le chiedevo aiuto.

- Perché non mi hai riferito subito le parole di Lavinia ? - Non lo so.

Perché volevo proteggerla, perché... sembrava mi avesse scelto.

- Non lo so. Sono un coglione. - Devi essere lucido !

- Stai attento a come ti muovi con certe persone. - Certe persone...

- Si mangiano la città. - Sì e anche noi. - Allora non faccio niente ?

- Devi farti un esame di coscienza. - Sì, vabbè. - Come mia moglie.

Nel pomeriggio, come ogni settimana, si confessa da monsignor Longo.

Oggi pomeriggio ?

Mi raccomando, eh ? E' una sua groupie spirituale esagerata.

(sottovoce) Non pensavo che fossi così cattolico. - Neanche io.

Però è come andare in bicicletta.

Immagino che questo non sia un caso come tutti gli altri per te.

No.

Quando sono stato al campo rom, ho avuto una sensazione strana

come se appartenessi a quella gente.

E' una cosa senza senso.

Come se i rom fossero tutti uguali.

Io non so neanche di che etnia era mia madre.

Bosniaca, slava, boh.

Però Nica mi ha detto che una cosa accomuna tutti i romanès.

E' l'importanza che danno alla famiglia.

Per loro la famiglia è la prima cosa.

- So che cosa stai pensando. - Che cosa ?

"Se la famiglia è così importante, perché mi ha abbandonato ?"

Però ci sono troppe cose che non sai per poterti dare una risposta.

Ne aveva combinate la signora, eh ?

Dài, vai prima tu. Vai.

- Grazie. - Di nulla.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

Sono l'ispettore Gregorio Esposito.

A Dio non interessa l'anagrafica e nemmeno a me.

- Solo i suoi peccati. - Sono troppi, monsignore, lasci fare.

Sto indagando sul caso di Rossella Albani.

Si tratta di un'imboscata. Non è un modo consono per un interrogatorio.

- Interroga così decine di fedeli al giorno. - Scherza con i sacramenti.

Non mi permetterei mai. Ho solo bisogno di fare un controllo

su un'auto intestata a lei. Se mi dà il permesso, sparisco subito.

Quale delle mie auto ?

Quella che usa suo nipote, Giacomo Longo.

Ha un buon rapporto con suo nipote ?

E' il mio unico nipote.

Beh, non è una risposta, se mi permette.

- Di che cosa è accusato ? - Di nulla, per il momento.

Per fugare qualsiasi dubbio che abbia a che fare con due omicidi

immagino che lei mi dia completa disponibilità.

- Deve fare quello che è utile per arrivare alla verità. - Fantastico.

Ma mio nipote non c'entra nulla, era a Marsiglia.

Non vedo nessuna ragione per fare tali controlli.

Ispettore, voi non mangiate, vi strafogate.

- Vi fa male. - Antonie', quando sono nervoso, devo mangiare.

Noi napoletani nasciamo con lo spirito precario.

Sappiamo che prima o poi il Vesuvio scoppierà.

Se avete brutti pensieri, confessateli al Vesuvio.

Lascia stare. Oggi mi sono confessato anche troppo.

[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]

Esci dal bar.

Sono al ristorante davanti al molo.

Ciao.

Ci sono proprio tutti.

Hanno deciso di proteggersi a vicenda invece di farsi la guerra.

Certo, hanno bisogno di trovare una versione comune.

Gli Albani hanno convinto mio padre che sei pericoloso.

Non vogliono che io parli con te.

Tu ascolti sempre, no ?

- Hai novità ? - Sì, Lavinia e non dovrei dirtele.

Te le dico solo perché voglio che tu faccia la tua parte

e perché sono convinto che hai ragione.

Giacomo non ha ucciso solo Rossella.

Un'altra ragazza ha avuto la sfortuna di incontrarlo

la sera che siete andati a Giovinazzo, Didina.

La sera che Rossella è morta

lui stava tornando da Marsiglia, si erano dati appuntamento.

Può essere andata così, si sono appartati in auto nella caletta

Giacomo ha iniziato a corteggiarla, le ha detto che era diventata bella

magari più bella di te e Rossella felice lo bacia.

Longo è convinto che stavolta sarà più facile, è convinto di riuscirci

invece non ci riesce.

Rossella era vergine.

Giacomo le piaceva tanto. Non l'ha preso in giro come ho fatto io.

Il punto non è la sua reazione o la tua. Lui non può più accettare

l'umiliazione di non riuscirci.

Allora arrabbiato mette le mani sul collo di Rossella

e stringe, sempre più forte, sempre più forte

finché Rossella alla fine...

- Muore. - Esatto.

Arrestalo.

Non è così facile. Non basta trovare l'assassino e arrestarlo.

Bisogna dimostrarlo, servono le prove.

Per coprire tutto si è mossa la famiglia più potente di Trani.

Adesso devo andare.

Come facciamo ?

Denuncia. Racconta tutto al mio capo e lascia che se ne occupi lui.

- Non dobbiamo più sentirci. - Non voglio perderti.

Fai la tua parte, Lavi'.

Gerri è più strano del solito.

Ormai è come la mia gastrite. Fa parte di me.

Tutto questo fervore religioso, all'improvviso...

Comunque vuole fare i conti con il suo passato.

Vuole sapere perché sua madre lo ha abbandonato.

Alla casa famiglia a Napoli dove è cresciuto

è stato portato dai poliziotti.

Alla Questura o al Commissariato di zona deve esserci qualcosa.

E' impossibile che Gerri non lo sappia.

Forse ha bisogno di qualcuno che gli stia vicino in questa ricerca.

[NOTIFICA]

E' lui.

Sta scrivendo.

[SQUILLI DI CELLULARE]

Gli ho scritto di vederci. Seguici, intervieni quando sono in pericolo.

E' un bel piano del cazzo.

-Voglio fare la mia parte. -Falla in Questura. -Ti mando la posizione.

No ! Lavinia ? Lavinia !

[NOTIFICA]

- Ha smesso. - Vabbè.

[VOCI NON UDIBILI]

[VOCI NON UDIBILI]

Lasciami !

Lasciami !

- Non ti sto facendo niente ! - Lasciami stare ! Lasciami !

Lasciami !

[SPARO]

No !

Sono ferito ?

Perché sono qui ?

Perché mi hai delusa.

No, Didina, non è vero.

Pensavo fossi diverso.

(in romeno) Aspettami qui.

Non hai fatto di meglio per me.

Anche tu ti sei fatto prendere per il culo da Lavinia, di' la verità.

Io per te non conto nulla.

E' così bello...

Che spreco.

E' un peccato doverlo uccidere.

No...

- No ! No ! - Gerri !

Gerri, va tutto bene. Devo chiamare qualcuno ?

- Lei è buona. - Certo. Perché non dovrei ?

Senta, ma...

Visto che è tutto un sogno, non facciamo male a nessuno

ci diamo un bacio ?

Temo che non sia un sogno, Gerri.

Mi sa che gli antidolorifici ti stanno facendo brutti scherzi.

- Che figura di merda... - No, lascia stare.

Pensa a stare meglio.

Un proiettile nel braccio non è una cosa da niente.

Quindi mi hanno sparato ?

- Ma chi ? - Non si sa nulla.

Ti hanno trovato a terra due ragazzi, Giacomo Longo e Lavinia.

Hanno sentito la sgommata di un'auto che è ripartita in velocità.

Lei come sta ?

La ragazza sta bene, ma è meglio che ne parli con Alfredo.

- Mi ha detto che sei in un bel casino. - Come al solito.

Avete trovato il modo di farmi mangiare sano. Fa schifo, ma è sano.

- E anche di farti riposare un po'. - Perché ? Mi hanno dato due giorni.

Secondo Santeramo è meglio che lei venga allontanato dal caso.

- Va bene. - Hai rischiato la tua vita a quella di una ragazzina.

- Non è stata un'idea mia. - Ho autorizzato due su tre dei controlli

che aveva richiesto. - Tranne l'auto del monsignore.

Abbiamo identificato lo spacciatore e tracciato il cellulare di Giacomo.

Il pusher quella sera si trovava nella zona di Villa Albani.

Se ci pensi bene, non significa nulla.

Lo scambio può essere durato pochi minuti.

- E Giacomo ? - Il giorno dell'omicidio di Rossella

ha chiamato la madre la mattina, poi ha staccato il telefono.

Quando lo ha riattaccato era a Trani, ma il giorno dopo.

- Tutto coincide perfettamente con quello che dice. - Esatto.

Anche troppo, no ?

Perché lui ha sentito la necessità di dirmi che...

venerdì a Marsiglia ha tenuto tutto il giorno il telefono staccato ?

Gerri, non mi fa piacere ripetere le cose trenta volte.

Lo faccio perché le cose non ti entrano in testa !

Questa cosa non ti riguarda più, d'accordo ?

Esposito, mi ha chiamato il collega della Procura di Bari.

Hanno firmato l'autorizzazione per restituire alla famiglia

il corpo di Didina Bubanja. - Posso comunicarglielo io ?

Certo, può dirglielo.

Però mi raccomando.

- Adesso regna Calandretti. - Insieme alla Coen.

Ho dovuto chiederla in prestito alla sua sezione.

- Lavinia ? - Lei ti difende, a spada tratta.

- Dice che tra voi non è successo nulla. - E' la verità.

- Anche se... - Che ?

Voleva venire a trovarti, ha fatto un casino.

- Figurati ! - Quella ragazzina è pazza.

Sei sicuro che lei sia pazza ?

- Qual è l'alternativa ? - Che è una grande furba.

Magari ha messo in atto una trappola per ucciderti

con la complicità di qualcun altro.

Mi ha detto cose troppo intime, era sincera.

Io ho mille difetti, ma riconosco le bugie.

- Ecco il mio taxi. - Vuoi che ti spari all'altro braccio ?

- Voi della Postale sparate ? - Vedo che ti sei ripreso.

Andiamo ?

Che devi dirmi ?

Una novità.

- Non ti sei lasciata con Pierpaolo. - Eh.

- Non dici niente ? - Che devo dire ? - Non lo so.

Che ti dispiace.

Sono felice, Annali'.

Metterete su famiglia, farete dei figli

ed è tutto merito mio.

Rimani un cretino

però sono contenta che non ci sei "rimasto secco".

Anch'io.

Dài, andiamo.

Abbiamo deciso di fare una piccola cerimonia. Vuoi venire anche tu ?

No. Sei troppo gentile, ho fatto così poco.

Le hai ridato un nome, una storia, è molto più di quello che credi.

Potrei fare molto di più. Ho un sospetto molto forte, ma...

Purtroppo mi hanno fatto fuori e non riesco a dimostrarlo.

- Però non mollo. - E' già molto. Per la maggior parte delle persone

noi rom siamo tutti uguali. Rubiamo, non vogliamo lavorare.

Uno vale l'altro.

Finché si sta sulla superficie delle cose, uno vale sempre l'altro.

- Ero in Svizzera per lavoro. - Sono rimasto a Marsiglia fino a sabato.

- Ciao, Espo'. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Esposito ! Che fai qua ?

- Uno vale l'altro. - Eh ?

Uno vale l'altro.

Okay. Dovrei aver capito tutto ?

Sì, non sei stupida come Calandretti.

- Hai letto il fascicolo di Giacomo Longo ? - Sì.

So che pensi che l'assassino sia lui, ma troppe cose non tornano.

Se Longo ha ucciso Rossella, come ha fatto a prendere l'aereo il sabato ?

- Escludo l'auto, servono 13 ore da Trani. - Esatto, è tutto lì.

Senti la mia ipotesi. Venerdì sera Giacomo Longo è tornato a Trani

incontra Rossella, ci prova e finisce come sappiamo, la uccide.

Poi che decide di fare ? Racconta tutto alla madre.

E' disposta a tutto per difendere il figlio.

E' abituata a proteggersi in ogni situazione.

- Non è un problema creargli un alibi di ferro. - Tipo un viaggio aereo ?

Esatto. Chi c'è in Svizzera a quattro ore di distanza da Marsiglia

pronto a prendere il posto di Giacomo Longo ? - Donato Russo.

Il suo fedelissimo servitore.

Gli serve solo la carta d'identità di Giacomo Longo, ho già controllato.

Quella mattina nel suo albergo ha ricevuto i documenti.

Ha senso.

- Devo preoccuparmi ? - Sì. Hanno dimenticato un angolo cieco.

L'auto di Russo. In qualche modo deve essere andato a Marsiglia.

Devi farlo confessare.

Di tutte le accuse che ho subìto, questa è la più assurda.

Qual è il problema, se sono passato da Marsiglia prima di rientrare ?

E' una domanda retorica, spero.

- Non sembra il percorso consigliato dal navigatore. - E allora ?

- Ho degli amici a Marsiglia. - Tipo Giacomo Longo ?

Io e Giacomo non siamo amici.

A lui sto antipatico perché pensa che voglio i soldi di sua madre

e io lo disprezzo cordialmente. - Come mai ?

Tratta malissimo Elvira, sputa nel piatto in cui ha sempre mangiato.

A differenza sua che per Elvira farebbe di tutto

tipo dare un alibi a suo figlio prendendo l'aereo al suo posto

mentre qualcuno ha riportato la sua auto a Trani.

Ricordavo la polizia con meno fantasia.

Nell'albergo dove ha alloggiato a Ginevra è arrivata una busta.

- Era piccola, giusto per una carta d'identità. - Era la mia patente.

L'avevo dimenticata.

Questo ci prende per il culo. Mi faccia entrare.

Non farmi pentire di averti fatto restare.

- Bisogna farlo confessare. - Va bene.

Lei è legato anche sentimentalmente a Elvira Longo ?

Non vedo come sia rilevante, ma... non ho problemi a dirlo.

Quello che provo per lei va oltre l'amore.

Ci credo. Non è facile rifarsi una vita dopo il carcere.

- Lei sarà stata l'unica a darle una possibilità. - Esatto.

Non mi è capitato spesso di avere qualcuno che dice di stimarmi.

E' un gran peccato

che la sua totale devozione le sia poco ricambiata.

Non vi fanno corsi di aggiornamento per questi giochini psicologici ?

Nessun giochino. Questa è Elvira Longo.

Sta pianificando un viaggio in Svizzera. Non ne sa niente, vero ?

(cellulare) Piero, la prossima volta vai tu.

Fai un giro a Ginevra, porta tua moglie al lago, così si distrae.

Il lago le fa impressione. Meglio usare un intermediario.

Non posso più mandare Donato. Fa finta di essere uno di noi

parla di cose di cui non sa nulla. Mi mette in imbarazzo.

E' meglio se gli faccio fare il giardiniere.

Beh, pensavo che ormai ti fosse indispensabile.

Di ragazzi disperati senza niente da perdere ce ne sono in giro.

Ha sparato a un ispettore di polizia per una donna che la considera così.

Se avessi sparato io, l'ispettore non sarebbe più in giro.

E' vero.

Mi piace ascoltare le cazzate dette da queste persone

che si credono tanto intelligenti solo perché hanno studiato.

Niente che serve a qualcosa con la vita reale

ma ogni tanto c'è qualcosa di interessante.

Avete mai sentito parlare del complesso di Giocasta ?

Il complesso di Edipo, ma visto dall'altra parte.

E' l'impulso sessuale inconscio di una madre verso il figlio.

E' un desiderio impossibile e la madre Giocasta difende il figlio

da ogni male, con tutto il suo potere di femmina alfa.

Gli ripete continuamente che lui può fare tutto quello che vuole.

Il problema è che non è così.

Non può fare tutto quello che vuole.

Quando il figlio lo scopre, cominciano i problemi.

Giocasta lo difende anche contro chi vede in lui qualcosa che non va

e prova ad aiutarlo.

Lo difende anche quando lui non vuole essere difeso

perché ha capito che il male è dentro di lui.

Non può più nasconderlo.

Pur di proteggere il figlio

questo tipo di madre può arrivare a uccidere.

La creatura a cui hai dato tutto è un mostro, questo che fa di te ?

E' stata la Longo in persona a sparare a Esposito.

Sì, da quello che dice Russo. Erano in macchina insieme, lo seguivano.

Quando lo hanno visto avvicinarsi a Giacomo

la Longo ha chiesto a Russo di sparargli e lui si è rifiutato.

La Longo ha perso la testa.

Incredibile. Tale madre, tale figlio.

So che ha contribuito alle indagini anche se non avrebbe dovuto.

Del resto l'occasione di incriminare i Longo per omicidio è ghiotta.

Dato che sarà molto dura procedere con l'indagine sulle tangenti

stavolta chiuderò un occhio. Anzi, li chiederò tutti e due.

Con lui bisogna fare così, giocare a moscacieca.

Ecco.

- Buona fortuna, Esposito. - Grazie, dottoressa. - Prego.

Marinetti, mi scusi.

So che ci sono stati pettegolezzi sulle origini di Esposito.

Anche i poliziotti si annoiano, chiacchierano.

Gli stia vicino, credo che non abbia proprio nessuno.

Lo farei io, ma si parla sempre di comportamenti inopportuni.

Speriamo abbia imparato la lezione e si calmi.

[ROMBO DI MOTORE]

Ah, fumi ?

E' l'ultima.

So che hai rischiato a venire qui, grazie.

Ci tenevo a salutarti.

Il senatore scappa da Trani.

Non vuole essere associato ai Longo.

Adesso guarda caso no.

Verrò a trovarti, eh ?

- Sono fortune ! - Sto prendendo la patente.

Azz... ! Avvisami quando sei in giro, così rimango a casa.

- E' una battuta vecchia di cent'anni. - E' vero.

Mi mancherai, Gerri.

Prima mi chiamavo con un altro nome.

Goran.

Allora mi mancherai, Goran.

Non so perché, ma anche tu.

[BUSSANO ALLA PORTA] Sì ?

- Hanno portato questa. Arriva dalla Questura di Napoli. - Grazie, Nina.

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