All language subtitles for Costanza.1x08.Episodio.8.iTALiAN.WEBRip.XviD-Pir8.it

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Original subtitles

Io avrei pensato a questo.

E' bellissimo ! Sembra quello di una principessa. E' vero, mamma ?

-Sì, è bellissimo, però non è un po' troppo ? -Io devo essere elegante.

- Porto gli anelli. - Caterina, pensaci tu.

Voi date un'occhiata in giro. Qui ce n'è per tutti i gusti.

- Grazie, ma io so già che mettere. - E tu ?

L'altro giorno ho visto un abito che sarebbe perfetto per te.

- Bello, eh ? - Sì, è bellissimo, però...

- Costerà un occhio della testa. - No, tranquilla.

Io sono cliente da una vita. Fanno ottimi sconti.

Poi questo colore è bellissimo su di te. Provalo.

- Okay. - Vi aspetto qui.

-Mannaggia a te e al tuo amaretto ! -Quello è pieno di zucchero, lo sai.

- Perché sei venuta a fare shopping con lei ? - Non lo so.

Me l'ha chiesto davanti a Flora che era così entusiasta.

Credevo che volesse essere gentile prima di provare questo vestito.

- Ti sta benissimo. - In effetti è bello.

Co'...

Io penso che lei voglia essere tua amica, però tu no

e dovresti chiederti come mai.

- Hai due minuti ? - Certo.

Senti, io avrei deciso. Voglio che sia tu il capo progetto

per l'ultimo appalto che abbiamo vinto.

- Quello con la Regione ? - Mhm. - E' roba da milioni.

E' la cosa più importante che abbiamo ora.

Perciò voglio che lo gestisca tu.

Stai per sposarti, mettere su famiglia

ed è giusto che tu cresca anche qui sia di ruolo che di compenso.

Ho capito. E' il tuo modo per aiutarci con l'acquisto della casa.

No, io non ti sto regalando niente. Tu te lo sei meritato

perché godi della mia piena fiducia. Dico sul serio.

Io ho una grande stima di te.

Arturo...

- Grazie, veramente. Non so che dire. - Ssh...

Sono sicuro che non mi deluderai.

(in francese) Grazie, arrivederci.

In Francia non vedono l'ora di avervi lì.

- Sono ansiosi di partecipare a una scoperta. - Sì.

Ehm... Volevo parlarle proprio di questo.

Io non posso più partire.

Che dice ? Perché ?

- Perché ho dei problemi personali. - Che problemi ?

Scusi, ma questa è una trasferta importante.

Magari se possiamo risolvere...

Sono incinta. Devo rimanere a riposo qualche giorno.

Abbiamo fatto tardissimo. Devo fare la valigia per stasera

e c'è il tuo zaino da preparare. - Non posso pensarci.

Sono troppo contenta che dormo da papà. Devo portarmi Zazu e Jasmine.

Zazu, Jasmine, dove siete ?

Non le frega niente di separarsi da me.

-E' eccitata dalla novità, è normale. -E' impazzita per il padre.

Pensa se gli stesse antipatico. Come faresti a lasciarla a lui ?

[SQUILLI DI CELLULARE]

Professore.

Che palle, non mi va di partire da sola.

Se gli dico che ho la febbre ?

Possibile che una trasferta di lavoro ti metta così in ansia ?

L'idea di lasciare Flora per la prima volta

e in più con Federica, non aiuta. - Allora è questo il problema.

Vabbè, comunque non posso non partire. Melchiorre si infurierebbe

ma quando sarò là, mi prenderà male.

No, il lavoro ti assorbirà completamente

poi lì troverai il modo di distrarti, no ? Ciao.

Ah, sì.

- Così va meglio, grazie. - Prego.

A casa, come va ? Si sta abituando alla convivenza con Elena ?

- Lei che ne sa ? Vi sentite con mia figlia ? - Beh, sì.

A furia di fare da tramite in tutti questi anni.

Capisco.

Comunque va abbastanza bene, meglio di quanto potessi immaginare.

Sono contenta.

Ci vediamo domani. Può andare a casa, grazie.

Eccola...

- Fede, sono arrivate. - Arrivo.

- Ciao, amore. - Ciao. - Vieni, entra. - Ciao.

Ciao, Toni. Grazie.

Quanta roba ! Quanto deve stare Costanza in Francia, un anno ?

Non si è mai separata da Flora. Ci sta che sia nervosa.

- Certo, scherzavo. - Vabbè, per qualsiasi cosa chiamatemi.

Va bene, ma cercherò di lasciarti in pace e farti godere la solitudine.

- Grazie. - Grazie a te. - Ciao, Flora. - Ciao. - Ciao, Toni.

- Ciao. - Ciao.

Papà, ma... la mia stanza dov'è ?

Ci arrangeremo per adesso. Vieni su.

- Vai. - Vai, vai, vai.

- Buonasera. - Salve, grazie. - Ci mancherebbe. - Costanza...

Ludovico ! Che ci fai qua ?

Ho pensato che io non ho impegni imprescindibili a Verona

e tu non vuoi andare in Francia da sola. - Quindi vieni con me ?

(in francese) Se vuoi. - Certo che voglio !

Che bello, grazie !

- Maria, grazie, non dovevi. Sono bellissime. - Ti piacciono ? - Sì.

Poi hanno un profumo !

- Siediti. - Grazie.

- Vuoi del vino ? - Sì, volentieri.

[# ORA CHE SIAMO QUI]

[# SAI COSA FAREI ?]

[# MEGLIO NON DIRLO.]

[# DIVENTO ROSSO APPENA ENTRO NEGLI OCCHI TUOI.]

[# TU NON GUARDARMI. #]

Grazie.

Come era quel brindisi che porta bene ?

[# SEI BELLA CHE NON TI SI PUO' GUARDARE.]

[# SEI BELLA CHE NON TI POSSO TOCCARE.]

[# SEI BELLA MENTRE RIDI IN MEZZO A TUTTI I TUOI AMICI]

[# CHE POI MENTRE LO FAI, TU GUARDI ME E QUANTO MI PIACE.]

[# SEI BELLA CHE NON TI SI PUO' GUARDARE.]

[# SEI BELLA CHE NON TI POSSO TOCCARE.]

[# SEI BELLA MENTRE RIDI IN MEZZO A TUTTI I TUOI AMICI]

[# CHE POI MENTRE LO FAI, TU GUARDI ME E QUANTO MI PIACE. #]

Sono contenta che tu mi abbia accompagnata.

Anch'io, anche perché io da qui non ti faccio più uscire.

Va bene, chiamiamo la mamma. Allora...

Eccola qua.

[SQUILLI DI CELLULARE] Aspetta, deve essere Flora.

- Ecco, è lei. - Va bene, mi faccio una doccia. - Okay.

- Amore ? - Ciao, mamma.

Perché non ti vedo ?

-Voglio vederti. Dove sei ? -Eccomi. Aspetta un secondo, arrivo.

Eccomi. Ehi, amore, ciao.

Che hai fatto ? Sei spettinata e hai anche la camicia al contrario.

Mi ero già messa a dormire. Tu perché non dormi ?

Voglio te, mamma. Vieni ?

Ma come ? Eri contenta di andare da papà, non vedevi l'ora.

- Lo so, ma adesso mi manchi. - Amore, io torno presto

poi ti ricordi perché sono venuta qua, sì ? - Per trovare Biancofiore.

- Esatto. Quando torno, ti racconto un altro pezzo di storia. - Flora ?

- E' pronta la camomilla con tanto miele. Vieni a prenderla ? - Sì.

- Ciao, mamma. - Ciao, amore. Torno presto. Buonanotte.

- Vai. - Buonanotte, Costanza. Andiamo.

- Quindi è una fuga romantica, non un viaggio di lavoro. - Ma...

- Perché dici così ? - Dài, ho capito che c'è lui.

- Non devo darti delle spiegazioni. - Hai ragione, scusa.

-Vabbè, adesso chiudo. Buonanotte. -Buonanotte, ciao.

(Voglio te, mamma. Vieni ?)

(Adesso mi manchi.)

Ecco, da oggi in poi questa sarà la tua stanza.

Ti piace ?

E' molto bella.

Sì, ma io non voglio stare qui senza mia madre.

Non potete tornare a prenderla e portare anche lei qui ?

Non si può, piccola.

Ezzelino ha spie ovunque. Sarebbe troppo pericoloso per voi.

A volte allontanarsi da chi amiamo è l'unica strada

per continuare a vivere al sicuro e in serenità.

Giselle Aubry, preside del dipartimento

che ha curato il recupero del monile. - Costanza Macallè.

- Lui è il professore Ludovico Bramin. - Piacere.

- Lei parla benissimo italiano. - Abbastanza.

Ho studiato in Italia da giovane.

Ho fatto portare il frammento con l'autorizzazione del museo.

E' nel laboratorio. Da questa parte.

- Prego. - Grazie.

- Posso prenderlo ? - Certo.

- Non posso crederci. - E' lui !

- E' il terzo pezzo che mancava. - Straordinario !

Tutta questa storia lo è. I ritrovamenti e la ricostruzione

che avete fatto nel podcast. Bravi.

E' tutto merito della dottoressa Macallè.

- Quindi lei ha ascoltato il podcast ? - Sì.

Me lo ha consigliato il professor Melchiorre. L'ho trovato eccellente.

- Troppo gentile, grazie. - Dico sul serio.

E' un modo moderno di avvicinare il pubblico alla storia antica.

Voi qui di moderno avete un po' tutto.

Questo laboratorio è bellissimo. Il sogno di ogni paleopatologo.

(in francese) Stanno arrivando i tecnici. Vuole venire ? - Sì.

Arrivano i tecnici che hanno prelevato i resti dalla cappella

e ora portano la bara. A tra poco.

- Ti va di prendere un caffè ? - Andiamo. - Andiamo.

Sei ancora in pigiama ? E' tardi.

Oggi non vado in ufficio.

-Perché ? -Il dottore mi ha detto di riposare.

Anche Melchiorre mi ha detto di fare come mi sento.

Pensavo che facessi di testa tua e venissi comunque.

Sì, ma non sono più da sola.

- Ora c'è anche lui. - O lei. - O lei.

- A dopo. - Ciao. E' solo per oggi, eh ?

Il monile proviene da una cappella che ora appartiene allo Stato

ma in passato apparteneva a una famiglia nobile, giusto ? -Sì.

La famiglia Talleyrand-Périgord.

I gioielli erano in una nicchia che conteneva la bara di una di loro.

-Porteranno la bara di questa donna. -Tale Eugenie Talleyrand-Périgord

stando alla lapide.

La Biancofiore di Staufen, stando alla nostra ipotesi.

E' la bara più antica che c'era nella cappella.

Risale a un periodo tra il 1200 e il 1300.

Ma questo... è lo stesso simbolo del monile.

(in francese) Avanti, aprite.

Biancofiore, sei tu ?

- Posso ? - Sì.

Prego.

- C'è un doppio fondo. - Che cosa ?

- Possiamo aprirlo ? (in francese) Sì. Apri.

Qui.

(in francese) E' un manoscritto.

- Lei è un linguista medievale, vero ? - Sì.

Sembra la stessa lingua romanza utilizzata da Selvaggia.

- E' un altro indizio. - Non lo so

ma devo portarlo in biblioteca e iniziare a tradurlo.

- A dopo. - A dopo.

Grazie.

- Ehi. - Ehi. - Ciao. Hai già finito qui ?

Sì, questo è il campione per le analisi del Dna.

La Aubry lo porterà in un laboratorio di sua fiducia.

Dall'Italia hanno mandato il sequenziamento per il confronto.

- Lo fanno loro. - Sì, ci manderanno i risultati.

- Quindi tu puoi tornare in Italia. - Tu no ? - Non credo.

Le pagine del manoscritto sono messe male, ricostruirle non è facile.

Non posso portarle in Italia perché appartengono alla Francia.

Dovrei mobilitare ambasciata e ministero. E' troppo complicato.

- Certo, è impensabile. - Poi Melchiorre vuole

che il progetto resti in mani italiane, quindi devo rimanere.

Mi dispiace, però io devo tornare da Flora.

Quindi devo salutarla oggi ?

- Professoressa. - Scusate, ma la porta era aperta.

Io qua ho finito il lavoro e ho una bambina che mi aspetta.

- Capisco, ma io volevo parlarle. - Di che cosa ?

Lei mi piace molto. Non solo è competente, ma è anche appassionata

e prende a cuore i progetti. Se volesse unirsi a noi

le porte del mio dipartimento saranno sempre aperte per lei.

-Cioè ? -Le sta offrendo un lavoro ? -I paleopatologi non sono molti

e di bravi ancora meno. Noi abbiamo bisogno di quelli.

-Ma io collaboro con il professor Melchiorre. -E' un incarico a tempo.

Mi sono informata.

Grazie. Mi faccia sapere.

Il tuo assegno di ricerca scade

ma dopo Melchiorre ti farà un contratto di tre anni. -Siamo in due

per quel posto. - Il 50% di possibilità non è poco.

- Neanche tanto, quindi meglio pensarci su. - Capisco la tua paura

di restare senza lavoro, ma sembra che tu voglia fuggire. - Da cosa ?

Non so, forse da me.

Dài, su ! Se c'è una persona dalla quale non voglio fuggire, sei tu.

Puoi dire di no serenamente, eh ?

Te l'ho detto.

- Mi fa piacere conoscere i tuoi amici dell'università. - Sicuro ?

- Sì, sono sicuro. - Guarda, dico sul serio.

Casomai non mi offendo, vado da sola alla cena.

D'altronde ci frequentiamo da poco, quindi...

- Non so, magari per te è presto. - Toni, io non capisco.

- Ti fa piacere se vengo a conoscerli ? - Sì, tantissimo.

- Allora, dài. - Non voglio che ti senta pressato.

Diciamo che io voglio sentirmi pressatissimo sabato alle 9

e il posto lo scegli tu. A me interessa stare insieme a te.

Si fredda la zuppa.

Gli dica che sto arrivando, oggi avevo già deciso di venire.

Mi sento molto meglio.

Grazie, a dopo.

- Era Celestina. - Mhm.

- Melchiorre vuole parlarmi. - Ha detto per quale motivo ? - No

ma sarà per l'incarico. Vorrà silurarmi.

- Perché ? - L'altro giorno gli ho detto della gravidanza

e oggi mi convoca. Non sarà un caso, no ? - Sarebbe una cosa meschina

e lui non è meschino.

Vabbè, io vado.

- Prima arrivo, meglio è. - Sì.

- Ciao. - Ciao.

- In bocca al lupo. - Grazie.

- Ho fatto prima che potevo. Vengo direttamente dall'aeroporto. - Bene.

- Siamo tutte e due. Possiamo entrare ? - Aspettate un momento.

Adesso è al telefono. Appena finisce, vi chiamo.

- Tu non dovresti stare a letto ? Come stai ? - Bene.

- Basta che non faccio sforzi. - Mhm.

Carla. Ciao, come stai ?

Bene, bene. Sì.

Volevo dirti che alla cena vengo con un mio amico.

In realtà è più di un amico.

[VOCI NON UDIBILI] E' il mio fidanzato. Sì, lo so.

E' una notizia bellissima.

Scusa un attimo.

[VOCI NON UDIBILI]

- Prego, accomodatevi. - Preferisco rimanere in piedi. - Anch'io.

Ho deciso a chi affidare l'incarico per la docenza triennale.

Forse è meglio se mi siedo.

Anch'io.

Mm. A prescindere dal risultato dei test che stanno facendo in Francia

e pur apprezzando il lavoro che lei ha svolto qui, dottoressa Macallè

io... ho scelto di assumere la dottoressa Ferraris.

La figura di uno storico è imprescindibile per il dipartimento

e poi è giusto premiare il suo percorso. - Grazie.

- Non me lo aspettavo. - Perché ? Lo ha meritato.

- Congratulazioni. - Grazie.

Grazie.

Dottoressa Macallè... Mi dispiace, se avessi avuto più risorse

avrei assunto anche lei. - Grazie lo stesso.

Florabella !

- Mamma ! - Amore mio !

- Mammina, mi sei mancata. - Anche tu, tantissimo. - Andiamo a casa ?

- Voglio che mi insegni a fare una cosa. - Certo, andiamo.

Cucciolina, vieni qua !

Tesoro, che fai ? Così ti sporchi.

Non fa niente.

La mamma mi ha insegnato a scrivere. Non voglio dimenticare come si fa.

Una fanciulla che scrive non si è mai vista, poi a che ti serve ?

- Puoi prendere lezioni di pittura o di ricamo. - No.

Lei aveva un libro di ricordanze e ne terrò uno anch'io.

Quando sarò grande, non voglio dimenticare niente della storia

di mio padre e di mia madre

ma devo imparare tutte le lettere e tutte le parole.

- Guarda, mamma. E' venuto bene ? - Benissimo. Sei proprio brava.

Grazie. Voglio essere brava a scrivere come te e la zia.

Senti, Florabella... Sai che mi hanno offerto un lavoro

nel posto dove sono andata ? - In Francia ? - Veramente ? - Sì.

Il mio ufficio è tutto nuovo, moderno

e la Francia è bellissima. Ti piacerebbe andare a vivere là ?

Mmm... Con papà ?

E... no.

Io e te, però papà verrebbe a trovarci e noi veniamo qua.

No, senza papà non andiamo da nessuna parte. Restiamo a Verona.

Però a Verona il mio lavoro sta finendo.

Senza papà non vado da nessuna parte.

- Quindi Melchiorre ha scelto Diana. - Sì.

Vabbè, però il tuo assegno di ricerca non è ancora scaduto.

Puoi cercare qualcosa su Verona.

Ma tu non vuoi. Per lui ?

- Per non vederlo più ? - So che cosa vuoi dirmi.

Qualsiasi decisione io prenda, devo prima parlarne con Marco.

Costanza ?

- Scusa, non sono riuscito a liberarmi prima. - No, figurati.

- Grazie per essere venuto. - Che succede ?

Il dipartimento non mi rinnova il contratto.

Quando finirò, non avrò più lavoro.

Cazzo, mi dispiace.

- Avevo capito che le cose andavano bene anche con il podcast. - No...

ma infatti mi stimano, solo che... non possono tenermi.

Non ci sono le risorse.

Se ti preoccupi per Flora, ti do una mano io.

Io, Marco, in realtà avrei già trovato un lavoro.

Il problema è che...

E' a Digione, in Francia.

Come in Francia.

Lo so, logisticamente sarebbe un casino, però...

per me è una grande occasione.

Magari possiamo organizzarci. Digione non è così lontana.

Sarebbe impossibile per me mantenere...

una quotidianità con Flora. Bene che va, la vedrei nel week-end.

-Ci siamo appena ritrovati. -Sì, però non posso lasciarla con te

e fare io avanti e indietro. -Certo, non può stare lontana da te. -Cazzo.

Cazzo...

Stai tranquilla.

Una soluzione si trova. Stai tranquilla, Costanza, dài.

Ehi.

Ehi...

Marco, questa situazione tra me e te deve finire.

E' un disastro.

- "Un disastro", è difficile... - No, non è difficile.

E' impossibile.

Tu che ci fai ?

Sono venuta per parlarti, però a casa mia c'è Flora, quindi...

Dimmi. Che c'è ?

Ti ho visto stamattina con Sara. Ho visto che vi siete baciati.

No, no, no, calmati. Non è come pensi.

Abbiamo discusso, poi abbiamo fatto pace e...

Allora... Andiamo a casa, ti spiego.

Non serve, Stefano. Ormai ho deciso. E' meglio se la finiamo qua.

Tu provi ancora qualcosa per Sara e...

Noi due non avremmo mai dovuto iniziare.

Toni.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Ehi, ciao. - Come stai ?

Così. Hai visto che ho fatto bene a tenere una porta aperta con Aubry ?

Stai prendendo in considerazione l'ipotesi

di accettare il contratto ? - Io vorrei, però... qualcuno protesta.

Okay, scusami per ieri. Ho reagito male, sono stato egoista.

Ma no, tranquillo.

Allora facciamo così, ne parliamo quando torno.

Magari ci sono delle possibilità che non abbiamo preso in considerazione.

Okay, ciao.

- Florina ! Lavati le mani, è pronto. > Okay.

- Ehi, ci sono anche io. - Ah, meno male che ne faccio sempre di più.

- Com'è andata ? - Eh... Chiaramente lui non vuole separarsi da lei

e io non voglio portargliela via, poi qui Flora ha la sua vita

la sua scuola, te...

però neanche io posso pensare di partire senza di lei, no ? - No.

-Quindi pietra sopra sulla Francia ? -Mica tanto.

- Se non mi allontano da lui, rischio di impazzire. - Ma...

Credevo che con Ludovico ormai...

Flora ! Ti sbrighi, sennò si raffredda ?

> Un attimo, sto mettendo a letto Zazu. - Vabbè, noi cominciamo.

- Comunque ho fatto bene a rompere con Stefano. - Lo hai lasciato ?

Co'...

Con certi legami è così.

Non si spezzano mai del tutto, però... ti fanno solo soffrire.

Flora, dài !

Sono arrivati i risultati delle analisi genetiche

e voglio leggerli insieme a voi.

Pare che i campioni da lei estratti, Macallè, siano stati utili.

I colleghi sono riusciti a fare il confronto

tra i due patrimoni genetici.

Combaciano al cento per cento.

- L'abbiamo trovata. - Sì, è Biancofiore, la figlia di Selvaggia.

Questo è un ritrovamento storico, epocale ! Complimenti a tutti.

-Gioverà moltissimo al dipartimento. -Aspettate di sentire la storia.

- Già tornato ? - Ho tradotto il manoscritto di Biancofiore.

Ci sono delle cose molto interessanti.

Vai, amore.

Come racconta Biancofiore nel suo libro di ricordanze

lei e sua madre non si rividero mai più.

Selvaggia passò il resto dei suoi giorni nel monastero di Montorio

e lì fu seppellita, non lontano da Aldegard...

però il loro sacrificio diede i suoi frutti.

Biancofiore era cresciuta sana e forte

e non aveva dimenticato chi era e da dove veniva.

Un giorno ricevette una visita.

- Chi siete ? - Calma. Vengo da parte di Martino della Torre

con il quale condividete il nemico.

- Che volete ? - Ezzelino ha varcato il confine con il suo esercito

ma lo abbiamo sconfitto. E' fuggito, ma non andrà lontano. E' ferito.

- Altri gli stanno addosso ? - Sì

ma il mio signore dice che nessuno più di voi merita di prenderlo.

Biancofiore voleva affrontare l'uomo che aveva ucciso suo padre

e costretto sua madre alla clausura.

Allora montò a cavallo e corse più veloce che poté

verso i boschi che costeggiavano il fiume.

Chi siete ?

Non mi riconoscete ?

Ho lo stesso colore dei capelli di mia madre.

Tu.. La bastarda figlia di quella cagna!

Pensavo fossi morta !

Ah !

Che tu sia maledetto per l'eternità !

Il manoscritto ci ha rivelato che Biancofiore è riuscita a vendicarsi

però per noi del dipartimento non era abbastanza.

Allora ci siamo mossi con il Ministero della cultura

e siamo riusciti ad avere un ulteriore risultato.

Biancofiore tornerà in Italia dalla Francia

e verrà tumulata accanto ai suoi genitori.

Così queste tre persone che si amavano tanto

finalmente potranno riunirsi

dopo che in vita sono state ingiustamente separate

e tenute lontane.

Bellissima. Sono sicuro che appena si diffonderà questo podcast

ti fioccheranno offerte di lavoro dall'Italia. - Non è così semplice.

Va bene, allora accetterai la proposta della Aubry

e andremo a Digione.

"Andremo ?"

Anch'io ho ricevuto tante proposte dalla Francia negli ultimi anni.

Non le ho prese in considerazione perché... non ne avevo motivo.

Ora il motivo c'è.

Cioè...

- Tu lasceresti tutto per me ? - Sì.

Cazzo...

E' la frase d'amore più bella che potessi dirmi.

[SQUILLI DI CELLULARE]

Scusami.

- Che succede ? - Devo chiederti un favore enorme.

Volevo avvisarti ieri, poi mi hai detto quella cosa della Francia e...

- Mi sono dimenticato. - Qual è il problema ?

Oggi Flora deve fare le prove del matrimonio con me e Federica.

Dovevo andare a prenderla a scuola, però ho fatto tardi e...

-Federica è già in chiesa, non è che... -Devo portarla io ? -Magari.

So che è una richiesta assurda, ma non so come fare.

- Va bene, ci penso io. - Grazie mille.

[SOSPIRO]

Perdonami, però...

Io devo andare a prendere Flora

e portarla da Marco perché ci sono le prove del matrimonio.

Mi faccio sentire quando posso, okay ? Scusami.

Ah, Celestina.

Io vado alla riunione in ateneo, poi non torno in ufficio.

- Ci vediamo domani. - Veramente no, professore.

La mia lettera di dimissioni.

Che cosa dice ? Perché ?

Che cosa... E' successo qualcosa ? Qualcuno le ha fatto qualche torto ?

Non qualcuno in senso generico e non è propriamente un torto.

- E' colpa mia ? - Non parlerei di colpa.

La vita è così. Alcuni amo...

affetti sono reciproci...

altri no.

Ma io veramente...

Non dica che non se ne era accorto. Lei è troppo intelligente.

Semplicemente non sa che farsene di quello che provo io

e quindi lo ha ignorato, giustamente.

Professore, io la capisco.

- Senta, aspetti, perché non è come dice lei. - Allora com'è ?

Vede, professore ?

Se sono rimasta qui tutto questo tempo, è perché...

mi si stringeva il cuore saperla da solo e...

senza nessuno che si occupasse di lei

ma adesso c'è Elena e quindi sono libera.

Certo, a sessant'anni non so che farmene di questa libertà

ma non è mai troppo tardi per imparare. Giusto, professore ?

A me dispiace, io... io vorrei che lei ci ripensasse.

Stia bene.

Ah...

Non dimentichi questo.

- Che succede ? - Champagne, madame. Dobbiamo festeggiare.

- Addirittura ? - Sì. Solo un bicchiere, eh ?

- Hai vinto l'incarico, aspettiamo un bimbo. - O una bimba. - Certo.

La ricerca è andata bene.

Abbiamo tutto quello che vogliamo, no ?

Sì.

Che succede ?

No, niente.

Però ho capito una cosa.

Ho ottenuto l'incarico, non devo più dimostrare niente a nessuno.

- Non ti seguo. - Non accetterò l'offerta di Melchiorre.

Prima di tornare a lavorare, mi prenderò un po' di tempo per me.

[RINTOCCHI DI CAMPANA]

Ho capito tutto.

- Guardami poi, eh ? - Certo. > Riprendiamo dalle promesse.

A voce alta, Marco, che tutti possano sentirti.

Io, Marco, accolgo te, Federica, come mia sposa

e con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre

nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e...

di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.

Bene, bravo.

- Vado io adesso, giusto ? - Sì.

Io, Federica, accolgo te, Marco, come mio sposo

e con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre

nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia

e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita. - Benissimo.

- A questo punto io dico la formula. - Sì.

Il Signore onnipotente e misericordioso confermi il consenso

che avete manifestato e vi ricolmi della sua benedizione.

L'uomo non osi separare ciò che Dio unisce.

-Qui vengo io con gli anelli, vero ? -Esatto.

Grazie, sei stata bravissima.

- Ci vediamo il giorno del matrimonio. - Grazie, padre.

Vai a riposare un po', sei stanca.

Ehi, com'è andata ?

Co'... Che è successo ? [SINGHIOZZI]

Non ci riesco, Toni...

Certo, ci riesci.

- Devo andare. - Dove ?

Che fai qua ?

Non c'era bisogno che tornassi, potevi andare a casa.

Vado a fare il mio computo metrico.

[NOTIFICA]

Costanza ! Che succede ? Che hai ?

Marco, io...

Non so come dirtelo.

Insomma... io so che Federica è una donna meravigliosa.

Ti ha dato una famiglia che non avevi ed è perfetta, come Ludovico.

Solo che... non si può stare con una persona solo perché è perfetta.

Era quello che stavo cercando di spiegare a Ludovico

poi tu mi hai chiamato e... - Aspetta, non capisco.

-Non vuoi più stare con Ludovico ? -No, aspetta. Non è questo il punto.

Il punto è che...

Io sono innamorata di te, Marco e non posso fingere che non sia così.

Sono innamorata di te da sette anni

da quella... benedetta, maledetta notte che abbiamo passato insieme

e non mi passa, cazzo. Ho provato a farmela passare, ma non ci riesco.

Io sono innamorata di te, questa è la verità. Non posso farci niente.

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