Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Perché hai litigato con quella signora ?
- Perché si è arrabbiata. - Perché ? Poi chi è ? - Si chiama Federica
e per papà è una persona speciale. - Più di me ?
Vedi, amore ? Ci sono... diversi modi di essere speciale.
- Va bene. - Andiamo ?
Dài.
Andiamo.
Allora siamo d'accordo. Quello che è successo rimane un segreto
tra papà e te, okay ? - Sì. - Promesso ? Brava.
- Ciao. - Ciao. - Siete in anticipo. - Sì, ho un'urgenza al lavoro.
Amore, ci vediamo presto, eh ? Fai la brava.
- Ciao. Buona serata. - A te.
Costanza ?
Ehi ! L'hai già portata ? Pensavo che tornaste più tardi.
Ho avuto un imprevisto. Ho lasciato Flora a Toni.
- Tu sei il papà di Flora. - Sì. - Ludovico, Marco. - Piacere.
- Altrettanto. Vi lascio, devo scappare. - Ciao. - Alla prossima.
Ciao.
Che c'è ? Sembri un po' nervosa.
No, è che... Scusa, c'è Flora sopra e devo salire.
- A domani. - Va bene.
Fede ?
Amore ?
Fede ?
Amore.
Cazzo.
No...
Cazzo !
Fede...
- Apri, per favore. - Vattene !
Mi dispiace, Fede.
Non avrei mai voluto che tu lo scoprissi così.
Sei scioccata, lo capisco.
Anche a me è preso un colpo quando l'ho saputo. Fammi entrare, dài !
E' lei la madre, vero ? Quella che abbiamo incontrato per strada.
La cugina del tuo compagno di università !
E' stata una cazzata. Una singola e unica cazzata che ho quasi...
Ho preso il gelato, poi siamo venuti a casa di corsa
e papà era nervoso.
- Ah, sì ? Perché ? - Non lo so. - E' pronto, che vogliamo fare ?
Flora mi ha raccontato che il papà era un po' nervoso.
- Era strano, magari per una cosa di lavoro. - E' per quello
che è successo al parco. -Che è successo ? -Non posso dirlo.
- E' un segreto tra me e papà. - Amore, alla mamma puoi dire tutto.
- Non posso. - Allora facciamo così.
Se me lo dici, doppia razione di patatine fritte.
-Sicura che papà non si arrabbia ? -Certo, non preoccuparti. -Va bene.
- Decenni di progressi pedagogici e tu ancora così. - Vabbè... Allora ?
- Buongiorno. - Buongiorno.
- In orario ? Ma è... - Un miracolo, lo so.
- Stamattina Flora ha collaborato. - Bene.
- Sei arrivata ? Devo parlarti. - Che è successo ?
Ho lavorato su Lanfranco ed è spuntata una nuova fonte
ancora da verificare. Pare che quando è stata concepita Biancofiore
Lanfranco era a Roma, quindi non può aver messo incinta Selvaggia.
Mhm... E' da verificare. Comunque è stata chiesta l'autorizzazione
per riesumare la salma, quindi facciamo quella verifica.
- Perché ti sei fissata con questa teoria ? - Seguo le mie sensazioni.
Ne hai già parlato nel podcast. A Melchiorre non farebbe piacere
che divulghi informazioni riservate. - Io racconto storie.
Qual è il problema ?
Beh, qui facciamo un lavoro diverso.
Giusto ?
Non raccontiamo favole.
- Buon appetito. - Grazie. - Caffè ?
Meglio.
Marco, che combini ? Sto via due giorni e ritrovo mia figlia chiusa
nella sua stanzetta di quando era bambina. - Arturo...
Mi dispiace.
Facciamoci un caffè.
Io sono sicura che Diana ce l'abbia con me.
Forse cercava di farti vedere le cose da un altro punto di vista.
- Che vuoi dire ? - Forse pubblicare la puntata del podcast
prima di avere delle certezze, è stato un po' avventato
però penso di aver capito perché lo hai fatto. - Cioè ?
Hai appena dato un padre a Flora e lei è molto felice.
Forse la volontà di darne uno anche a Biancofiore ti ha influenzato.
E' un bel casino.
All'epoca frequentavo Federica da poco.
Non era così importante come poi è diventata.
Forse lo era già e...
e io ero spaventato, non lo so.
Vabbè, il passato è passato. Dobbiamo concentrarci sul presente.
Sì, ma io capisco che lei sia stravolta.
Immagino quanto sia difficile da accettare una cosa del genere
però... penso anche che la vita mi abbia fatto un regalo.
- Come hai detto che si chiama ? - Flora. - Flora.
Io quando sto con lei...
non capisco più niente.
Lo so, anch'io sono padre di una femmina.
Vabbè, ora io devo andare.
Marco, ascolta. Per il momento lascia stare Federica.
- Non starle troppo addosso. Mhm ? Le parlo io. - Grazie, Arturo.
Von Aschebach, von Grunigen...
Von Dannemberg ! E' lui, no ?
E... sì. E' uno dei diplomatici che frequentava la corte di Ezzelino.
Alla Biblioteca della Prepositura di Bolzano hanno un epistolario
del suo casato. Ci vado adesso. - A Bolzano ? - Sì.
Conosco anche un po' di tedesco antico.
Sono due ore di macchina. Se parto subito, inizio a lavorare oggi.
- Vai da sola ? - Sì, tu inventa una scusa con Melchiorre
sulla mia assenza.
Non puoi dirglielo ?
No, vado da sola, così se non trovo niente, non farò figuracce. Ciao.
E vabbè.
- Sicura che sia il momento buono ? - Sì.
Vostro marito è nelle sue stanze con una donna. Andate.
Finalmente. Avete portato anche lei.
Avete detto che se fosse vostra figlia...
La ostenterei come un vessillo e lo ripeto.
Biancofiore è vostra figlia.
Io mi dono a voi due...
con tutto il mio cuore.
- Macallè. - Professore.
Problemi ?
No, no... Stavo seguendo solo il filo di un pensiero.
Questa ricerca sembra coinvolgerla molto.
- Diciamo che porto il lavoro a casa e viceversa. - D'altronde...
Lei e Selvaggia siete giovani madri.
E' innegabile.
-Ma... era venuto per un motivo particolare ? -Sì, ho buone notizie.
- E' arrivato l'okay per la riesumazione. - Ah, di già ? - Sì.
- Pensavo che ci volesse più tempo. - Di solito sì
ma Lanfranco non ha eredi e la sovrintendenza è molto interessata
alla nostra ricerca. Sperano in un impulso al turismo culturale
sempre che...
la nostra ipotesi sia corretta.
Sì... capisco.
Macallè, io mi sono fidato di lei.
Avrei giurato che sarebbe stata più contenta.
No, no, ma sono contenta, eh ? Quando si parte ?
No, si occuperanno di tutto loro.
I resti arriveranno qui oggi pomeriggio.
[SQUILLI DI CELLULARE] Pronto ?
Ciao, Marco, scusami.
Oggi ho bisogno di una mano con Flora, ho da fare in dipartimento.
- Non so a che ora finisco e Toni è impegnata. - Va bene, ci penso io.
- Sicuro ? - Sì.
A casa hai risolto ?
-Quindi hai saputo. -Certo, pensavi che Flora si tenesse un segreto ?
No, ho sbagliato, è che...
Speravo di prendermi qualche ora per far rientrare la cosa
ma Federica non vuole parlarmi. - Tu hai fatto un casino.
- Mi dispiace che tu stia male. - Ciao. - Ciao.
Burro e... marmellata di mirtilli.
Mi ricordo bene ?
Da quanto non mangi ?
Ascolta, io ho parlato con lui.
- A me sembra sincero. - A me sembra di non riconoscerlo più.
Speravo di avere un matrimonio perfetto, come quello di te e mamma.
- Invece è finita prima di iniziare. - La perfezione non esiste, lo sai.
Mancavano sei mesi alla data del matrimonio con tua madre
e io l'ho tradita. Una volta sola, una cosa stupida.
Che dici ?
Dico che tutti possiamo sbagliare, l'importante è ammetterlo.
Io lo feci, mamma mi perdonò.
Non dico che tu debba fare lo stesso con Marco. La decisione è solo tua.
L'unica cosa che dico è che nascondersi non serve.
Mhm ?
[CAMPANELLO]
- Un attimo. > Sì.
Arriva proprio ora ?
- Ehi. - Ciao. - Ciao. Non sei al lavoro ?
- No, è il mio giorno libero oggi. - Anche il mio. Si vede ?
Sono passato perché non ti ho chiesto quella cosa
e mi domandavo se ora è il momento buono.
- Sì, entra. - Grazie.
-Posso offrirti qualcosa ? Un caffè, un amaretto di Agrigento ? -No.
Non preoccuparti, resto due minuti.
Il tempo di domandarti se per...
- Perdonami, sono un po' in imbarazzo. - La risposta è sì.
- Lo avevi capito ? - Beh, sì, un po'... era evidente, no ?
- No, aspetta. Si vede molto ? - Sì, a me il segnale è arrivato.
Ah, va bene. Quindi come ci organizziamo ?
Perdonami, per me è la prima volta.
- La prima volta ? - Sì. So che mi sono deciso un po' tardi.
- Tardissimo, direi. - Vabbè, c'è sempre la prima volta.
-Certo. -Quindi quando iniziamo la terapia ?
- La terapia ? - Sì.
Ah...
La terapia.
Va bene. Era la sovrintendenza.
- Saranno qui a momenti. - Che ci fa qui la Tv ?
Li avranno mandati da Vicenza. Ci parlo io.
Starò sul vago, meglio non dire niente finché non abbiamo certezze.
Sei arrivata ?
Sì, sono arrivata ora in biblioteca.
Tu hai fatto quella procedura per me online ?
Ti ho registrata e ho chiesto il materiale.
- Vai al desk accettazione e trovi tutto. - Sei un amore.
Fammi sapere se trovi qualcosa. Buona fortuna.
Grazie. Ciao.
- Ehi ! - Ehi. - Tutto bene ? - Sì, ero al telefono con Diana.
-E' tornata a casa, stava poco bene. -Forse pensa che stiamo sbagliando
e non vuole partecipare ?
- Perché ce l'ha con me ? - Non ce l'ha con te.
Okay. Non è personale, è che lei tiene molto a questo contratto.
- Quindi un po' di competizione credo che sia normale, no ? - Sì
però mi sembra che ci sia dell'altro e mi dispiace tantissimo.
- No, non c'entri tu. E' colpa mia. - Cioè ?
- Io vorrei un figlio. Lo sai, no ? - Sì.
Ci stavamo provando, poi lei ha deciso di concentrarsi sul lavoro
e io ho portato te a esempio di una mamma che lavora
e riesce a far combaciare tutto. -La cosa peggiore che potessi fare. -Sì.
Eccoli, scusa. Prego, da questa parte.
-Come si mette questo ? Non mi ricordo. -Qua. -Questo sopra ? -Sì.
Ciao, Lanfranco.
Al lavoro.
Il mio papà ! Quello è il mio papà !
Amore ! Attenta.
- Ciao. - Ciao.
- Buongiorno. - La mamma di Flora ci ha detto che sarebbe venuto.
- Ha avuto un imprevisto al lavoro. - Mi vuoi ancora bene
anche se ho detto il segreto ? - Certo, ti voglio bene.
Io ti vorrò sempre bene.
- Andiamo ? - Sì. - Arrivederci. - Arrivederci. Ciao, Flora. - Ciao.
- Com'è andata ? - Bene. - Sì ? Andiamo.
Sei preoccupata ?
Stanca e i reperti sono deteriorati. Non credo che si riuscirà a estrarre
un campione del Dna. - Con Selvaggia ti è andata bene.
Appunto. La fortuna mi ha già assistito una volta.
- Non vorrei che stavolta... - Ti aiuterà.
(in latino) La fortuna aiuta gli audaci.
Domani porto questo al laboratorio. Adesso sono stanca.
Sei sicura ?
Sì, devo proprio andare da Flora.
Ci vediamo domani.
Amore, papà deve andare. Tu mangia.
- Volevo mangiare con te e mamma. - Facciamo un'altra volta, okay ?
- Fai la brava. - Va bene.
- Ciao, Toni. - Ciao.
[UNA PORTA SBATTE]
- Ehi ! - Ciao. - Ciao.
- Come va ? - Toni sta facendo mangiare Flora e io sto andando via.
Federica non vuole ancora parlarti ?
- La capisco. - Sì, so che avrei potuto dirle prima la verità.
- Mhm, forse sì. - Forse non era così semplice ?
- Hai ragione. - Grazie.
Io capisco che per te Federica sia molto importante.
Tu conosci la storia dei miei genitori, no ?
Federica è tutta la mia famiglia.
Suo padre mi ha accolto come se fossi un figlio.
Puoi immaginare che significhi per me.
- Se penso che potrebbe finire tutto... - Ma vi amate, capirà.
Lo spero.
Secondo me quando Federica conoscerà Flora, capirà
che non ha niente da temere. - Sì, ma non ha paura di Flora.
Lei pensa che...
tra te e me...
Beh...
Tu devi farle capire che tra me e te da allora non c'è stato più niente
tranne il fatto che siamo genitori di...
una bambina nata da una notte d'amore.
Mi dai una mano ?
- Vuole mangiare solo le patatine. - Sì, certo, arrivo.
Vabbè, io... vado.
Ciao.
Ciao.
Domani dovremmo sapere qualcosa su Lanfranco.
Avresti dovuto vedere Melchiorre come gongolava.
- Io non ho trovato niente. Che palle ! - Allora torna a casa.
- Mi manchi. - Magari fossi a casa !
- Ho dimenticato gli antidolorifici. Mi sta scoppiando la testa. - Mhm.
Tra un po' esco a cercare una farmacia, così faccio due passi.
-Dopo tutto il giorno in biblioteca, mi farà bene. -Sicuramente.
Va bene, finisco di mangiare ed esco. Ci sentiamo domani.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Che è successo prima con Marco ? - Mi stava raccontando i casini
che ha fatto con la sua fidanzata. - Non devi dirmi altro ? - Smettila.
- Tu, piuttosto. Il tuo pasticcere ? - Oggi è venuto a trovarmi.
Me lo dici così ? Che è successo ?
Mi ha chiesto di entrare in terapia.
- Ah... - Eh.
Mannaggia, mi dispiace. Ovviamente tu gli hai detto di no.
- Non ci credo. - Costanza, mi ha preso alla sprovvista.
Sei "scemunita" ? Lui ti piace. Se diventa il tuo paziente
non potete fare più niente. - Vabbè, è finita così.
Almeno capisco che tipo è senza impiegare mesi per scoprire
che ama solo sua madre.
[UNA PORTA SBATTE]
- Marco... Vieni a bere un bicchiere di vino con me ? - Amore !
Ehi !
-Quello che è successo non cambierà le cose tra noi. -Non è così facile.
Io in questo momento fatico molto a fidarmi di te.
Che posso fare per farti cambiare idea ?
Ho bisogno di parlare con lei.
- Dài, Flora. Mettiamo la felpetta. - No ! - Dài, su, è tardi. - No, no.
- Mettiamo la felpetta. Basta con Zazu. - No !
Zazu è andato a fare la nanna nella grotta. Uno, oplà !
Girati, sennò facciamo tardi e Melchiorre mi ammazza. Andiamo.
Scendi, forza e andiamo.
- Possiamo andare domani ? - No, vai anche oggi. - Dài !
- Dov'è il tuo zaino ? - Non lo so. - Hai visto che è successo ?
- Che cosa ? - Il podcast, hai fatto 5000 visualizzazioni.
-Hai visto giacca e zaino di Flora ? E' tardissimo. -Sono in cucina
ma se hai fretta, l'accompagno io. - Davvero ? - Eh. - Grazie.
- Ciao, amore. Ci vediamo dopo. - Andiamo a prendere lo zaino.
Macallè, il professore ti vuole parlare. E' urgente.
- Avanti. - Buongiorno, professore.
Voleva parlarmi ?
- Sì e sarà meglio che mi dia delle spiegazioni. - Perché ?
Ho ascoltato il suo podcast e anche se è solo una storia
non è professionale dare certezze senza prove. -E' una cosa personale.
- Io non ho parlato dell'università. - Non è vero !
Legga i commenti che ho evidenziato.
"Bella storia, di sicuro inventata." "No, la racconta una ricercatrice"
"dell'università di Verona." - Ha capito il punto ?
Chi lavora per un'istituzione viene identificato con essa.
- Mi dispiace, pensavo di parlare a titolo personale. - Ora il podcast
è legato al nome dell'università e adesso dobbiamo sperare
che la sua ipotesi sia corretta o siamo tutti nei guai
ma lei un pochino in più.
Vada, vada.
[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.
Ha richiamato Elena, l'ho sentita in difficoltà.
- Non so più che inventarmi. - Non è tenuta a inventare nulla.
- Buongiorno. - Magari ! Vado al laboratorio.
Queste analisi sono troppo importanti per la mia carriera.
Addirittura ? [NOTIFICA]
Che succede ?
Scusami un attimo.
[VIBRAZIONE DI CELLULARE]
- Pronto. - Hai dato il mio numero a Federica senza chiedermelo ?
Non perde tempo. Che ti ha detto ?
Vuole vedermi adesso e io ho una giornata che non ti dico.
Ti prego, vai. Te lo chiedo come favore personale, è importante.
Va bene.
- Era Marco. - Sì, mi ha chiesto un favore.
-Tu con la giornata che hai non puoi dirgli di no ? -Lo faccio per Flora.
Scusami, eh ? Ci vediamo dopo.
Perché sei nervosa ? E' comprensibile che voglia parlarti.
- Sei seria ? - Se vuoi tranquillizzare Federica
perché tra te e Marco non c'è niente, non c'è da essere nervosi.
- Il problema è che invece... - Il problema sono io. Vabbè...
Sono arrivata, ti saluto. Ciao.
Federica... Oh, cazzo !
- Mi scusi. - No, si figuri.
Porca miseria !
- Tieni. - Grazie.
- Vuoi un caffè ? - No, grazie, l'ho già preso.
- Tieni. - Grazie.
Ecco il suo caffè.
Grazie.
Io... non volevo irrompere così nella vostra vita
però il destino ha voluto che io vincessi un concorso qua.
Quando siamo arrivate, Flora ha cominciato a tartassarmi
a chiedermi di conoscere suo padre.
- Mi sembra normale, si fa delle domande. - Mhm, sì.
Devo dire che Marco è stato subito perfetto.
E' riuscito a creare una connessione dal primo momento.
Non mi stupisce. Ho sempre pensato
che Marco potesse essere un buon padre.
- Certo, che potesse esserlo dei miei figli. - Li avrete anche voi.
Saremo una famiglia numerosa.
- Sì. - Anche io ho un compagno.
- Veramente ? - Sì, è una cosa recente...
però è importante e seria.
Sono veramente contenta per te. Beh, per noi.
[NOTIFICA]
- Scusa. - Figurati.
Ehm...
Quindi non c'è corrispondenza tra il profilo del Dna di Lanfranco
e quello di Biancofiore.
- Quindi è ufficiale, abbiamo fatto una figura di merda. - Mhm.
- Mi dispiace. - Ho sbagliato a fidarmi di lei.
Credevo che avesse presente i codici di comportamento
richiesti per stare in un'istituzione come questa.
Evidentemente non è abbastanza motivata.
E si cambi la camicia !
Non pensa sul serio quello che ha detto.
No ? A me sembrava serissimo
e anche ingiusto.
Gli passerà
perché non è esattamente a te che si riferiva o almeno non solo a te.
Che vuol dire ?
Melchiorre ha una figlia con cui non è in buoni rapporti
anzi da un po' di tempo non ha nessun rapporto
anche se lei sta cercando di ricontattarlo.
Lui voleva che facesse la carriera universitaria
ma lei ha fatto le sue scelte.
Quindi quando può sembrare un po' burbero con te e con Diana
non è solo per lavoro.
Quindi lei lo conosce molto bene.
Beh, mi dedico a lui da tanti anni.
Non avevi da fare ? Allora, forza.
Una bella mazzata.
- Tu mi avevi avvertito. - Capita a tutti di sbagliare una puntata.
Non ce ne saranno altre.
- Vuoi chiudere il podcast ? - Sono nei casini con il mio lavoro vero.
- Il contratto me lo scordo. - Melchiorre ha tempo per decidere
e non è un impulsivo. Hai imparato qualcosa oggi, hai più esperienza.
Sarebbe un peccato se smettessi.
Io voglio solo che questa giornata finisca. Ciao.
Ehi, stavo per chiamarti.
- So che hai incontrato Costanza. - Sì.
Com'è andata ?
Mi è sembrata simpatica.
Però a te piaccio io. Non è così ?
Tantissimo.
Io sono l'uomo più fortunato del mondo.
Ecco, non dimenticarlo mai.
[VIBRAZIONE DI CELLULARE]
(registrazione) Se vuoi, vado io a prendere Flora.
Ho il pomeriggio libero e mi piacerebbe passarlo con lei.
Sarebbe una mano santa.
Toni non c'è e ho una giornata che non ti dico.
Ti chiamo dopo per i dettagli. Ciao.
- Buongiorno, professore. - Ah, Macallè.
Con il professor Bramin stavamo cercando un modo per ovviare
alla spiacevole situazione in cui il suo podcast ci ha messo.
- Lei ha qualche suggerimento ? - Buongiorno. - Oh, buongiorno.
Macallè, per una volta non è arrivata ultima.
Abbiamo passato la notte a verificare una nuova ipotesi.
- Diana ha trovato il padre di Biancofiore. - Davvero ?
Aldegard von Dannemberg dell'omonimo principato tedesco.
Il suo nome era tra le famiglie alleate di Ezzelino
ma lo avevamo scartato per concentrarci su Lanfranco.
- Come siamo sicuri che sia lui ? - Lo ha scritto lui.
E' una lettera indirizzata al fratello
mentre soggiornava da Ezzelino, qui a Verona. C'è tutto.
L'amore per Selvaggia, la sofferenza per una figlia che vede di rado.
Non ci sono nomi, ma torna tutto. Anselmo lo ha tradotto per voi.
- E' l'uomo che cercavamo. - Posso avere copia dell'originale ? - Sì.
Bravi ! Bravi davvero.
- Grazie. - Grazie. - Dottoressa Ferrari, venga. - Sì.
Hanno ragione, la traduzione è corretta.
Ehi...
Non avvilirti. Per noi è comunque un grande risultato.
Anche se... lo ha ottenuto Diana.
- Ti ha parlato del contratto ? - Ma no, è troppo presto
però... mi ha ricoperta di complimenti. - Li meriti tutti.
Scusami, amore. Scusami.
Nell'ultima puntata vi ho detto una cosa non vera e vi chiedo scusa.
Ho capito che accertare la verità prima di divulgare
è una responsabilità degli scienziati
quanto di chi racconta storie.
Io... volevo smettere di fare questo podcast
ma ho capito che a quel punto avrei sbagliato
perché... per colpa di un mio errore
non avrei reso giustizia alla nostra protagonista.
Non era Lanfranco da Vicenza l'amante di Selvaggia
e il padre di Biancofiore.
E' un cavaliere proveniente dal nord.
Il suo nome è Aldegard von Dannemberg.
Mio signore, sono Selvaggia di Hohenstaufen. Perdonate l'impudenza.
Mi avete salvato la vita. Volevo ringraziarvi.
Volevo sapere chi siete, come mai siete qui.
Entrate.
Mi chiamo Aldegard von Dannemberg.
Sono in visita diplomatica presso la vostra corte.
Sono qui per servirvi.
Alzatevi.
Io mi dono a voi due con tutto il mio cuore.
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Siete stato prudente ? - Non credo che le guardie mi abbiano visto.
Amore mio !
Non ce la faccio più a stare accanto a lui. E' un mostro !
Maledetto ! Dovrei ucciderlo ora
ma il patto di alleanza con la mia famiglia me lo impedisce.
Vedervi così poco mi fa soffrire.
Ezzelino è sospettoso. Venire più spesso è un rischio troppo grande.
Quindi ?
Non passa giorno senza che io stia male sapendo
che voi e mia figlia siete nelle mani di quell'uomo. Che posso fare ?
Se nulla può cambiare, è meglio che le vostre visite cessino del tutto
almeno io e Biancofiore smetteremo di illuderci.
Selvaggia...
- Selvaggia. - Andate via, vi prego.
Aldegard doveva prendere una di quelle decisioni
che cambiano la vita.
Selvaggia.
- Non è sicuro qui. - La prossima volta tornerò per portarvi via
per sempre. - Dove ?
In Inghilterra. La mia famiglia ha amici che possono aiutarci.
Cambieremo nome e vita, ma staremo insieme, lontani da Ezzelino.
- Biancofiore... - Padre. - Presto saremo insieme
ma fino a quel giorno prenditi cura di tua madre e sii forte.
Tieni.
Questo servirà per difenderti e ricordarti sempre chi sei.
Andate ora.
Vieni.
Ezzelino li aveva visti ?
Aldegard è riuscito ad attuare il suo piano e a portare via Selvaggia
e Biancofiore ? E' quello che dobbiamo scoprire.
- Basta, non mi va più di giocare. - Perché, amore ? Sei stanca ?
Hai fame ? E' presto, ma se vuoi, posso prepararti la cena.
- Non voglio mangiare, voglio mamma. - Perché ? Che succede ?
- Mi fa male la gola e la testa. Non mi sento bene. - No, fammi sentire.
Forse sei un po' calda, eh ?
Mhm... Tu sai dove tiene il termometro la mamma ?
Aspetta un attimo.
Informazione gratuita. Il cliente da lei chiamato...
Adesso papà lo trova. Aspetta un attimo.
Eccolo.
Ti devo parlare.
Vediamo quanta febbre ha questa bimba bella.
- Oddio, 39,9. - Voglio mamma. Perché non viene ?
- Mi fa malissimo la testa. - La richiamo, stai tranquilla.
Informazione gratuita.
Sai che facciamo ?
- Papà ti porta in ospedale, così... - Non voglio andare in ospedale.
Va bene, tranquilla. Non ci andiamo.
Okay...
Dove sta ?
Amore, ti ricordi quanto pesi ?
Eh ? No, bene.
Amore, non dormire. Ti do la medicina, così ti passa la febbre.
Come si mette questo coso ?
[NOTIFICHE]
Minchia.
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE] Costanza, finalmente.
- Che succede ? Ho visto le chiamate. - Flora ha quasi 40.
Non vuole andare in ospedale. Io ho trovato il paracetamolo, ma...
Stavo facendo a occhio e... dove sta ?
- Dodici millilitri e mezzo vanno bene ? - Sì, giusto.
- Che ha ? - Mal di gola e un forte mal di testa.
Solo che questa cazzo di siringa non so come funziona.
- Calmati, sto arrivando. C'è un misurino nello scolapiatti. - Okay.
- Tu fai presto. - Arrivo. - Sì, ciao.
Flora, papà torna subito.
Porca miseria !
Flora ? Amore...
Flora ? Ehi ! Flora, amore ?
Devi prendere la medicina, svegliati un secondo.
Apri la bocca, amore. Allora...
Mannaggia... Flora !
[SCATTO DI SERRATURA]
- Come va ? - Le ho messo una pezza bagnata sulla fronte.
-Dorme o forse è svenuta. Portiamola al pronto soccorso. -Fammela vedere.
Poi ha sputato lo sciroppo.
- Cucciola ! - Mammina, sei qui.
Amore mio, va tutto bene.
Adesso riposati. La febbre sta scendendo.
E' successo già altre volte. Di solito è la gola o le orecchie.
- Un paio di giorni e passa tutto. - Sicura ? - Certo, tranquillo.
- Ehi ! - Ehi...
- Tutto bene ? - Sì, tutto bene.
Scusami, tutto bene.
- Ti sei spaventato ? - No, so che è solo una febbre, però...
Però era la tua prima volta.
Ho avuto una paura fottuta.
- Se le fosse successo qualcosa, io... - Ehi...
- Va tutto bene. - Lo so, lo so. - Stai tranquillo, è passata, dài.
Stai tranquillo, su.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.