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(accento siciliano) Flora si sta preparando.
- Allora, ti dicevo, così all'improvviso... - Ho capito.
Marco vuole conoscere Flora. Non ripetermelo cento volte
per convincerti che è vero. -Non psicanalizzarmi, non è il caso.
- Stiamo solo parlando. - Vabbè, quindi ?
- Qual è il problema ? - Non so quali sono le sue intenzioni.
A me sembrava uno che voleva scappare appena ha saputo di Flora
come se si sentisse in trappola, poi all'improvviso vuole conoscerla.
- Beh, ha meditato e poi ha preso coscienza. E' semplice. - Sì.
Io che dico a Flora ? Ti presento un amico ? Un compagno del liceo ?
Costanza, ai bambini si dice la veritĂ .
Flora te lo chiede ogni giorno. "Dov'è papà , fammi conoscere papà ."
- Ma come faccio ? - Co', i bambini sentono le bugie.
Poi finisce che non si fidano degli adulti e va a finire male.
Ho capito.
Però devi assicurarti di una cosa, le intenzioni di Marco.
Non può fare due giri con Flora e poi sparire. Sarebbe letale.
- Io ho paura di quello. - Ecco.
Con Ludovico ? Che faccio, glielo dico ?
(in siciliano) Sei "scemunita" ?
Devi dirglielo, sennò... [CAMPANELLO]
- Chi è a quest'ora ? - Boh, non lo so.
- Ciao. - Buongiorno, consegna speciale.
Stavo al lavoro e mi sono detto... Questi li ho fatti io.
C'è un cornetto, un bombolone, una sfoglia e basta, sennò mi rovino.
- Grazie. - Prego, e... ora il mio dovere di buon vicino l'ho fatto.
- Vado a riposarmi, sono stanco. - Fai piĂą spesso questo dovere.
A parte gli scherzi, grazie davvero.
- Dove lavori di preciso ? - Alla pasticceria qui vicino.
Fai Via Cappelletta fino in fondo, poi svolti a destra e mi trovi lì.
- Buono a sapersi, cioè... - Cioè ?
- Vabbè... - E vabbè. - Grazie. - Prego.
Maria, che profumo !
Madonna, che buono ! Assaggia.
Vabbè, abbiamo capito. Abbiamo il vicino dei sogni
però stavamo dicendo che devo dire la verità a Ludovico e poi ?
-Non ci credo che le patatine fritte a colazione fanno male. -Eh.
Assaggia questo, altro che patatine.
- Vabbè, allora ? - Devi chiarire tutto con tutti
ma non dimenticare che stai frequentando Ludovico
e se la storia va avanti, perché andrà avanti, no ? - E... Lo spero.
Allora Flora conoscerĂ anche lui e non deve confondersi.
Marco è suo padre, Ludovico è qualcuno
che per ora riguarda soltanto te. Capito ? - Capito.
- Tie', pulisciti. - E' troppo buono.
- Eccolo ! - Prendo solo questo, sono in ritardo.
- Perché questa fretta ? - Ho riunione con tuo padre.
-Disturbo ? -Fai colazione con noi ? -No, grazie.
Sono passato solo per ricordare a Marco la riunione delle dieci
e per darti un saluto. - Certo.
- Buona giornata. - Grazie, a dopo. - A dopo.
Marco... Alle dieci !
- Sono le otto. - Lo so, ma ho tanti dati da controllare.
Voglio prepararmi bene.
- A dopo. - Ciao. - Le chiavi ? Ce l'ho qua. Ciao.
- Devo andarci anche oggi ? - Certo, devi andare anche oggi.
La scuola è tutti i giorni.
- Vai, amore. - Ma... - La maestra ti aspetta.
- Ciao, buona giornata. - Ciao.
- Che fai qua ? Sei impazzito ? - Volevo vederla da lontano.
Devi darmi del tempo.
- Non è facile. - Sono d'accordo. Quando posso conoscerla ?
- Hai capito che ho detto ? - Sì, dimmi quando. - Tu non hai capito.
Flora è sensibile, da tanto mi chiede del padre.
- Veramente ? - Sì e questo è il punto.
Non puoi conoscerla e poi sparire, questo deve essere chiaro.
- Non c'è bisogno di dirlo. - Con i bambini non si scherza.
- E' un terreno delicato. - Sono qui perché voglio fare il papà di Flora.
- Giura che non sparirai, che ci sarai sempre per lei. - Lo giuro.
Vabbè, devo pensarci. Ti faccio sapere quando ho deciso.
- Buongiorno. - Buondì. - Novità ? - Stiamo lavorando.
Stiamo incrociando i dati per capire chi era l'uomo
di cui parla Selvaggia. - Che dati avete trovato ?
Ci sono dei riscontri di cavalieri e diplomatici
in visita alla corte di Ezzelino ai tempi di Selvaggia. - Ottimo.
- Può esserci il nome di chi l'ha salvata. - Esatto.
- L'uomo di cui parlava Ludovico. - Come ha scritto Selvaggia. - Mhm.
- Quanti ne avete individuati ? - E' presto per dirlo
ma qualcosa troveremo.
Certo.
- Buon lavoro. - Grazie. - Buon lavoro.
- L'hai cacciata praticamente. - No.
Siamo in competizione per un posto, voglio stabilire dei confini.
Se solo potessi parlare, quante cose ti chiederei.
Per esempio...
se il padre di tua figlia era presente nelle vostre vite.
[SCATTO DI SERRATURA]
Ho buone notizie. Lui sta tornando qui, a corte.
- Quando arriverà ? - Non so, so solo che è in viaggio.
Chissà se riuscirò a parlargli.
Dovete stare molto attenta, mia signora.
Ehi !
Mi sei mancata.
Che c'è ? Tutto bene ?
Anselmo e Diana stanno chiusi nella loro stanza a fare ricerche
e mi hanno fatto capire che io sono di troppo. Ecco che c'è.
Non prendertela. Loro hanno il loro lavoro, tu hai il tuo.
Ma c'è qualcos'altro.
Vuoi un caffè ?
Professore... Aspetti.
- Che succede ? - Ha richiamato di nuovo.
- Non si rassegna. - Evidentemente no.
Mi ha dato un nuovo numero sul quale contattarla.
L'ho appuntato qui.
Grazie.
Senti, io... Non so come dirtelo, però...
Ho trovato il padre di Flora.
- Così all'improvviso. - No.
L'ho cercato, ci siamo visti e gli ho detto che ha una figlia.
Prima o poi dovevo farlo, soprattutto per Flora.
Non deve essere stato facile.
No, per niente.
Quello che non capisco è... E' successo così, all'improvviso ?
Avevo capito che fosse completamente uscito dalla tua vita
che fosse una storia finita. - Sì, però lei mi ha sempre chiesto di lui
e io ho glissato, poi ho capito che era un suo diritto conoscerlo
e insomma... - Tu lo hai detto a Flora ?
No, però Marco, lui si chiama Marco, mi ha chiesto di conoscerla.
-Mi sembrerebbe strano il contrario. -Sì, però io non so che fare.
Finché non provi, non puoi saperlo. Devi decidere.
Sì, ma tu... che cosa pensi ?
-Per te sarebbe un problema ? -Tra te e questo Marco... è finita ?
Voglio dire... è veramente finita ? Come tra me e la mia ex ?
Sì... Sì, certo, è finita. E' fidanzato, anzi si stanno sposando
e credo che questa cosa di Flora gli stia creando dei problemi.
Allora se tu vuoi farli conoscere, devi fare quello che senti.
Sarà sicuramente la cosa giusta e non sarò io a essere un ostacolo.
Lui non fa problemi non solo perché è un uomo maturo come dici tu
però, pensaci, Marco conosce Flora e lui si toglie una responsabilità .
No, Ludovico non è il tipo.
Non sarà il tipo, ma non può non farsi certe domande.
"Sarò all'altezza ? Che si aspettano da me ?"
Senza contare i sensi di colpa se la vostra storia finisse
e lui si fosse legato alla bambina. - No, certo.
Invece lui scarica questo peso sulle spalle di Marco.
E' normale, Marco è il padre.
[VIBRAZIONE DI CELLULARE]
(sottovoce) Costanza...
Ehi, Marco. Ti volevo dire...
Sì, insomma...
Facciamo questo incontro.
- Stasera da me ? - Certo, va bene. Va benissimo, okay.
- Perché parli a bassa voce ? - No, scusa, c'è Federica che dorme.
Ah, scusa.
Ma... lei lo sa, vero ?
- Le hai detto di Flora e che vuoi incontrarla ? - Sì, ci mancherebbe.
Okay, a stasera allora.
Okay, a stasera.
Sì, ciao.
- Dai documenti esaminati... - Condivisi in rete internamente.
Abbiamo trovato tre personaggi
che frequentavano spesso la corte di Ezzelino
quando era sposato con Selvaggia e nell'arco di tempo
che le avrebbe permesso di concepire sua figlia.
Aldegard von Dannemberg, tedesco, in ottimi rapporti con Ezzelino
e con Federico II, presso il quale svolgeva funzioni diplomatiche.
Poi abbiamo il turco, Kamir Mohud, spesso ospite della corte
perché in rapporti di tipo commerciale
e Lanfranco Trissino, discendente di una famiglia nobile di Vicenza
che aveva il compito di mediare tra il papato e Federico II.
Confrontando tutti i dati possiamo azzardare
che uno dei tre personaggi possa essere il padre di Biancofiore
figlia di Selvaggia di Staufen.
Non abbiamo finito di analizzare gli altri nomi, ma sono meno probabili.
Beh, complimenti. Avete fatto un ottimo lavoro.
Grazie, anche se dobbiamo approfondire.
Sì, comunque siamo sulla strada giusta. Complimenti.
Io me lo sentivo.
- Guarda qua. - Chi è ? - E' il ritratto di Lanfranco da Vicenza.
Guarda i vestiti che indossa.
- Non capisco. - L'affresco che stava nella sala del Piviale. - Sì.
Aspetta, lo cerco.
Ecco, guarda. Questi sono alcuni nobili e cavalieri
alla corte di Ezzelino a Verona. Guarda com'è vestito Lanfranco.
- Hanno gli stessi abiti e lo stesso stemma. - Visto ?
- Per me è lui. - Può essere.
Lanfranco era un frequentatore assiduo della corte di Ezzelino.
Non affretterei conclusioni, ma ci può stare.
Io giĂ li vedo.
Il rischio che correvano a ogni incontro.
L'impossibilitĂ di amarsi liberamente.
[VOCI NON UDIBILI]
Andiamoci piano. Io aspetterei le verifiche di Diana e Anselmo.
Certo, però io mi documento, così mi faccio trovare preparata.
Dobbiamo festeggiare.
- Stiamo insieme stasera ? - Non posso, ho Marco per quell'incontro.
Ah, giĂ .
- Facciamo domani ? - Va bene.
Ohi !
Ciao. Scusa, sono rimasta incantata a guardare i dolci.
Sì, eh ? Ti faccio sentire una nostra specialità . Aspetta.
VoilĂ , i famosi baci di Romeo e Giulietta.
- Mai sentiti ? - Veramente no, mai assaggiati.
- Allora rimediamo subito, vai. - Grazie.
- Non ti piacciono. - Sono buonissimi. - Ah, vorrei vedere !
- Te ne incarto due per tua nipote. - Grazie ! - Prego.
> Come si chiama ? - Flora, si chiama Flora.
Flora.
Qua è tutto a posto, tranquilla.
Mi dispiace costringerti a restare, magari volevi uscire.
Io voglio restare e non solo per controllare la situazione.
- Almeno così è tutto più informale. Insomma, alleggeriamo, eh ? - Mhm.
Avanti, fai un bel respiro.
Perché mettete in ordine ?
Ecco, ehm...
Vieni qua, devo dirti una cosa. Vieni, sediamoci.
Comode comode.
Allora...
Io e la zia finalmente dopo tanto tempo
abbiamo trovato una persona che tu volevi conoscere.
- Il mio papà ? - Sì.
Evviva ! Viene anche a scuola ? Così lo faccio vedere a tutti.
- E... vediamo. - DĂ i, mi faccio accompagnare da lui.
- Amore, prima devi conoscerlo. Lo vuoi incontrare ? - Sì !
[CAMPANELLO]
Eccolo.
Tutto bene ? Eh ?
- Ciao. - Ciao.
Che... si dice in questi casi ?
Non lo so, non chiederlo a me.
DĂ i, entra.
Ehi... Hai visto chi c'è ?
Ciao.
Io sono Marco.
Guarda che ti ho portato ?
- Grazie. - Prego.
E' bellissimo.
E tu ? Mi dici come ti chiami ?
Coraggio, digli il tuo nome.
- Flora. - Flora !
E' un nome bellissimo Flora.
DĂ i, su, andiamo a sederci sul divano.
-Ciao, sono Toni, la sorella di Costanza. -Marco. -Prego. -Grazie.
- Anche a me piacciono le patatine fritte. - Con il ketchup ? - Certo
e con la maionese. - Davvero sai farle ? - No ? Adesso vedrai.
Vediamo, vediamo.
Sono uguali. Anche a lui piacciono le schifezze.
- Puoi fare di meglio. - Scusa ?
Grazie.
Grazie soprattutto...
per come l'hai cresciuta.
E' una bambina così intelligente, sveglia. E' meravigliosa. Brava.
Immagino quanto sia stata dura per te anche...
Insomma...
Decidere di tenerla. Grazie, davvero.
Quando... ho scoperto di aspettare Flora
avevo da poco perso mia madre. - Mi dispiace.
E... così questa nuova vita che si presentava all'improvviso...
mi è sembrata come...
Non so come spiegartelo, come... un risarcimento, capisci ?
Come se... il legame con mia madre potesse continuare.
L'altro giorno quando l'ho vista, l'ho riconosciuta subito.
L'altro giorno ?
Sì, e...
L'altro giorno sono andato
a vederla fuori da scuola da lontano senza dirtelo.
Non ho resistito, scusa.
Non so come spiegarti, è come se...
Quando ci siamo guardati negli occhi
ho capito da... da subito che Flora faceva parte della mia vita
come se fosse una parte di me.
E' stata... una sensazione incredibile.
[SQUILLI DI CELLULARE]
Scusa.
Fede.
Sì, sono ancora al lavoro.
No, ho quasi fatto. Non preoccuparti, ci vediamo tra poco.
Sì, okay. Ciao.
Non le hai detto niente ?
- No, è che... - Mi avevi assicurato che lei sapeva tutto. - Sì, e...
No, aspetta, fammi capire una cosa.
Se Federica dovesse decidere di non fartela vedere, tu sparisci ?
No, non sparisco. Sto aspettando il momento giusto per dirglielo.
Non è una cosa semplice. Devo stare attento anche a non ferire lei.
Mettiti nei suoi panni, no ? [SCATTO DI SERRATURA]
Che state dicendo ?
E... Niente, amore.
- Papà sta andando via. - Davvero ? - Sì, amore, devo proprio andare.
Ci vediamo domani, vero ?
Ci vediamo presto, promesso.
Buonanotte. Fai la brava, eh ?
- Ciao. - Andiamo, su.
- Buonanotte. - Buonanotte.
> Fammelo vedere perché mi manca. Sì, mi manca.
Mi manca. Fammi sapere perché io non so più come fare, capito ?
Va bene, ciao.
Stronza.
Ciao, Toni.
Ciao. Tutto bene ?
- Com'è andata con i baci ? - I baci ?
I baci di Romeo e Giulietta, quelli per tua nipote. Sono piaciuti ?
Sì, cioè... In realtà li ho mangiati tutti io.
Sono imperdonabile, ma non so resistere ai dolci.
A chi lo dici ! Perciò faccio questo mestiere
che è il più bello del mondo perché unisce passione e scienza.
- Che bella frase ! - Comunque se vuoi, stasera ti porto altri baci
per tua nipote, stavolta.
Sì, oppure, non so, magari... mi insegni a farli.
E' difficile preparare questi baci ?
- Bah, dipende. Come te la cavi con la sac Ă poche ? - La sac ?
- Va bene, iniziamo da cose piĂą facili. - Va bene.
- A dopo. - A dopo.
Mi raccomando, fai la brava oggi.
Ciao, che bello che ci sei !
- Ciao, amore. - Ancora, ancora, papĂ !
Oddio !
- Ciao, amore. - Ciao. - Ciao. - Entriamo tutti insieme ?
Così gli altri ti vedono ?
- Ciao. - Ciao. - DĂ i, andiamo.
Su, bambini, venite ? Dobbiamo entrare. Bravi.
Non va bene così. Dobbiamo stabilire delle regole, orari e modi.
- Hai ragione. - Certo.
- Non puoi piombare all'improvviso senza avvisare. - Hai ragione.
- Lo hai detto a Federica ? - Adesso glielo dico, tranquilla.
Comunque se te e Flora doveste avere bisogno di qualcosa, io ci sono.
Grazie.
Ci vediamo ?
- Prego. - Grazie. Scusi il ritardo.
- Ho accompagnato mia figlia e... - Tanto per cambiare.
Tranquilla, abbiamo capito la sua situazione. Ne teniamo conto.
- Oggi abbiamo finito, siamo rimasti al punto di partenza. - No.
Io ho fatto dei passi avanti.
- Ci dica. - Sì, ecco.
Questo così.
Allora, come potete vedere, abiti e stemma coincidono
con la figura di Lanfranco da Vicenza, però c'è di più.
Solo Lanfranco e Selvaggia non hanno i visi rivolti verso Ezzelino
ma verso l'uscita della sala. - Vero.
Non è solo una mia sensazione.
Secondo Ludo Tornesson, critico d'arte norvegese di inizio secolo
le loro posture rivolte verso l'uscita potrebbero rappresentare
la ricerca di una via di fuga e questo ha dato adito
a delle teorie di un loro amore segreto. - Teorie mai dimostrate.
Vero, però io ho fatto un'altra ricerca
e ho scoperto che le spoglie di Lanfranco da Vicenza sono sepolte
nella chiesa del Cimitero Maggiore a Vicenza. - Interessante.
Potremmo fare richiesta per analizzare la sua salma.
In fondo si tratta di riesumare e così potremmo confrontare il suo Dna
con quello della treccia rossa. - Ho capito, Macallè.
Devo pensarci. Datemi un po' di tempo e vi farò sapere.
Caffè ?
Sta invadendo il mio campo.
Hai sentito Melchiorre ? Ha capito che ha una figlia e ne terrĂ conto.
- Può significare tante cose. - No, va a finire
che questo della figlia diventa un vantaggio. - Quindi avere un figlio
non preclude la carriera. - Ancora ? - Sì.
Amore, ognuno fa la sua scelta e io ho scelto di aspettare.
- Melchiorre ci darà il permesso per la riesumazione ? - Penso di sì.
A me dispiace per Diana che si è messa in competizione.
A volte mi sento a disagio per lei.
Adesso rilassati. Respira.
Vieni, siediti.
Il lavoro è importante, ma non può essere l'unico pensiero.
Se è per questo, di pensieri quanti ne vuoi.
Che dici di staccare la spina da tutto ?
Da Diana, dalle responsabilitĂ , da questo posto. Di vivere un po'.
Hai ragione.
Abbiamo una cena in sospeso, no ?
Se si attacca alle mani, aggiungi la farina, così si raffina.
Poi la lavori con pazienza finché non senti la consistenza giusta.
- Detto così, sembra facile. - E' facile.
DĂ i, vieni ? Ti mostro.
Vai, prova.
- Senti la consistenza ? - Eh, è morbidissima.
Però qua fa ancora resistenza. Quando è così, tu la tiri, la tiri
finché non senti che le fibre cedono.
- Mi sa che stanno cedendo. - Vero.
- Poi c'è una cosa che devo chiederti. - Sì ?
- Ciao. - Ciao, Stefano e...
Scusate, devo cambiarmi in fretta per uscire.
- Tu sei sicura che puoi tenere Flora oggi ? - Sì, tranquilla.
- Okay. - Allora io vado tanto qua la situazione è sotto controllo.
La guarnisci come ti ho spiegato e la metti in forno a 180.
- Una torta ? - Sì, una torta buonissima che tu non puoi mangiare.
No, scherzo ! E' per te, piccola.
- Poi parliamo di quella cosa. - Quando vuoi. - Bene.
E' una crostata ?
Speriamo.
Ti sei preso una responsabilitĂ a ordinare per me.
Volevo farti assaggiare dei piatti di Vicenza. Assaggia questo.
Mmm... E' buono.
La carne di gatto è sottovalutata.
No, aspetta, sto scherzando.
E' lesso e pera.
E' un piatto tipico. E' buono.
Sei un cretino.
(in inglese) # Ho trovato un amore
# per me.
# Oh, tesoro, lasciati andare
# e segui il mio esempio.
# Ho trovato una ragazza
# bella e dolce.
# Non sapevo che fossi tu... # - Che c'è ? - Niente.
Beh, mi sembra il momento giusto.
Ecco.
- Per me ? - Sì.
E' un microfono, per registrare i tuoi podcast
così passi a un livello più professionale.
- Che pensiero bellissimo ! - Ti piace ? - Certo !
Grazie.
(in inglese) # Sto ballando al buio
# con te tra le mie braccia
# a piedi nudi sull'erba
# ascoltando la nostra canzone preferita. #
Mi piacerebbe che passassi la notte con me.
Piacerebbe anche a me, però... Flora mi aspetta a casa.
Certo.
Lo capisco.
Ma... no, non me lo ha fatto pesare, però sembrava un po' dispiaciuto.
Da quello che racconti sembra molto preso.
- Dici ? - Certo, ti ha fatto anche un regalo bellissimo.
Sì, in effetti non me lo aspettavo proprio.
Sono felice per te.
Grazie. Invece tu con Stefano ?
-A proposito, scusa se vi ho interrotto prima. -Non preoccuparti.
Non potevi saperlo. Comunque... dice che vuole parlarmi.
Mhm... interessante.
Speriamo.
Ho chiesto l'autorizzazione alla riesumazione delle spoglie
di Lanfranco da Vicenza.
Lei, Macallè, farà la comparazione del Dna dello scheletro
con quello della treccia.
Io aspetterei a pubblicare tutto sul podcast.
Lo so, ma... dobbiamo inaugurare il gioiellino, no ?
Poi mi sento di rischiare. Basta sentirsi sempre sotto esame.
- Mi sembra un argomento sensato. - Grazie.
Allora... questo così.
Nel castello di Ezzelino
Selvaggia cercava in tutti i modi dei motivi per essere felice.
Biancofiore diventava sempre piĂą bella
sempre piĂą simile a lei e aveva voglia di renderla felice.
Fai l'inchino. Brava.
Uno... due, tre.
Brava.
Che danzatrice !
Volete sfidarmi ? Non voglio che vedano la bambina !
- E' pur sempre vostra figlia. - Sappiamo entrambi che non è così.
Adesso il posto di vostra figlia è con la servitù.
Dimenticate che è la nipote di Federico II, l'imperatore.
Questo è l'unico motivo per cui è ancora in vita e adesso ubbidite.
Non voglio ripeterlo.
(sottovoce) Pensa tu a Biancofiore.
E qui entra in gioco il nostro cavaliere.
E' lui la speranza di Selvaggia.
E' lui il suo amore segreto, il padre di Biancofiore
Lanfranco da Vicenza.
Perdonate se ho fatto trascorrere tutto questo tempo prima di tornare.
Non avete nulla di cui farvi perdonare.
Vi ho aspettato, sapevo che sareste tornato.
Per fortuna avevate di che gioire.
Vostra figlia è incantevole.
- Tutti dovrebbero ammirarla. - Ezzelino lo ha vietato.
> Sembra quasi che si vergogni di lei.
Se fosse mia figlia, la ostenterei come un vessillo.
Adesso scappo a prendere Flora a scuola.
Poi... se vuoi, passo da te.
- Davvero ? - Vero.
Avevo voglia di farlo ieri.
Allora prima ti porto in un bel posto. Ti piacerĂ .
Non ti dispiace rimanere da solo ?
- Gisella e Marta non mi vedono da tanto tempo. - Figurati !
- Mi fa piacere che stai con le tue amiche. - Allora scappo.
- Ciao. - Ciao.
Voglio andare al parco ! [SQUILLI DI CELLULARE]
- A casa mi annoio. - Marco, dimmi. - DĂ i, ti prego.
- Andiamo al parco. - Come sta ? E' in modalitĂ capricci.
- La sento. Come mai ? - Ssh... - A casa mi annoio.
- Lei vuole andare al parco, ma io ho un impegno. - Ah...
- Non riesci a rimandarlo ? - Preferirei di no.
- Comunque adesso risolvo. Scusa, devo andare. - Aspetta.
- La porto io. - No, tranquillo. - Mi fa piacere.
- Dammi dieci minuti e sto là . - Davvero ? - Sì, davvero.
Okay, grazie.
Allora ti aspettiamo a scuola. Ciao.
- Sei contenta ? Ti porta papĂ al parco. - Evviva !
- Che bello ! - Aspettiamolo qua, arriva tra dieci minuti.
- Eccolo ! - Ehi, Flora ! Non correre, ci sono le macchine.
- Allora mi porti al parco ? - Ti porto dove vuoi, amore.
- Andiamo. Ciao. - Ciao.
- DĂ i ! - Mi raccomando, niente schifezze, Flora.
- Legati bene. - Perfetto, sì. - Per ora di cena, a casa.
-Tranquilla, anch'io devo stare a casa per cena. -Ciao, mamma. -Ciao.
Ehi, allora ?
Dov'è quel bel posto ?
- Dove mi stai portando ? - Aspetta e vedrai.
Che meraviglia ! Questo è il posto che più amo a Verona.
Vengo qui quando ho bisogno di stare un po' da solo.
Beh, adesso ci sono anche io.
Per me è molto importante questo.
Ti ho portata qui anche per dirti un'altra cosa
che non pensavo che avrei piĂą detto a nessuno.
So che... sembra strano perché ci conosciamo da così poco.
Volevo dirti che...
Sei diventata importante, molto importante.
> PapĂ ti vede. Vieni ! > Aaah...
- Aiuto ! - Hai urlato, Flora. - Lo so. - Facciamo un altro gioco.
- Facciamo il gioco degli animali. - Va bene.
-Vediamo se sai fare... il cane. -Bau, bau ! -Un cane che mi morde !
- Il gattino come fa ? - Miao, miao, miao.
Vediamo se sai fare la mucca.
- Muuu ! - Che occhioni spalancati ! Sei bravissima.
- Lo so, grazie. - Facciamo un altro gioco.
- Facciamo finta che quello è il castello. - Va bene.
- Tu sei la principessa prigioniera. - Sì.
- Io il cavaliere che viene a salvarti. - Sì !
Scappa, principessa !
- Drago cattivo, lascia stare la principessa Flora. - Aiuto !
- Vieni ! Scappa, vieni ! - Scappo. - Vieni qua !
Sei stata coraggiosissima.
Ma tu dov'eri prima ?
Prima... prima di vederci ?
Sì. Perché non venivi da me ?
Perché non potevo, amore.
Scusa.
- Mi perdoni ? - Sì. - L'importante è che adesso stiamo insieme, no ?
Non sparirai mai mai mai ?
Mai mai mai.
Ora tu e mamma state insieme ?
Io e mamma adesso...
siamo dei grandi amici che si vogliono tanto bene e...
che vogliono tanto bene a te. - Ho capito, non siete fidanzati.
- Lo sapevo. - Amore, ma...
- Queste cose succedono, non è colpa di nessuno. - Va bene.
Adesso che facciamo, papĂ ?
- Andiamo a prendere un gelato ? - Sì ! - Andiamo, forza. - Andiamo.
- Che gusti vuoi ? - Mhm... - Secondo me ti piace la fragola.
Un fine settimana stupendo. A te sarebbe piaciuto.
- PapĂ , posso assaggiare un po' del tuo gelato ? - Certo, amore.
Aaaaam...
- Com'è ? - Buonissimo ! - Marco !
Papà , è buono il tuo gelato. Perché non lo mangi ?
> PapĂ ?
- PapĂ ! - Federica...
- Federica ? - PapĂ ? - Aspetta un attimo. Federica !
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