All language subtitles for Il matrimonio (1954)_704429349_456241171_480p

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Original subtitles

Compera questo, guarda quanto � bello.

- Mi piacerebbe, ma... - Non costa quasi niente.

- Vi piacciono questi pettini? - Sono molto belli, vero?

Certo, ma � urusanza d'altri tempi.

Al giorno d'oggi, con quei capelli, � pi� moderno andare senza niente.

- Credete davvero? - S�.

Poi se spendo troppo che dir� la mamma?

Vecchia usanza i pettini?

A Pietroburgo tutti i cavalieri ne offrono uno alla propria dama.

Che ne sapete voi di Pietroburgo?

- Posso accompagnarvi? - Non vorrei che il mio fidanzato ci vedesse.

- Io sono un amico! - Un amico che fino a poco tempo fa

mi ha corteggiato e il mio fidanzato lo sa.

Arrivederci, lvan Mihailovich.

Arrivederci, Dashenka.

- Epaminonda Maksimovich, siete qui! - Cosa voleva quello?

- Niente, mi ha salutato. - So che vi corteggia ancora.

- Vi sbagliate. - No, la vostra dote attira molti uomini.

E voi dovete sposare me.

- Andate presto a casa. - Non mi accompagnate?

- No, devo fare dei conti con vostra madre. Arrivederci. - Arrivederci.

- Buongiorno! - Buongiorno.

- Ho un affare da proporvi. - Non m'interessa.

- Fino al mio matrimonio mi interessa solo un affare. - Capisco.

- No, voi non capite niente. - Scusate...

Voi non dovete capire niente. Arrivederci.

Non devo capire niente! Ma � tutto chiaro.

- Buongiorno e benvenuto. - Grazie.

- Temevo di aver fatto tardi. - Buongiorno, signora.

- Avete fatto la mia commissione in citt�? - Certo.

Fai piano, l� c'� del vetro. Prego.

Scusate. Dammi questa valigia e metti l'altra nella mia stanza.

Ora vi do il libro.

Come sono felice! E' come un po' d'atmosfera in questo buio.

Dico sempre ai miei amici: "Datemi un po' di poesia."

"E lui ribelle cerca la tempesta come se in essa fosse la sua pace."

Voi siete greco, non conoscete la poesia.

- Ma quella poesia mi � costata due rubli. - Oh, scusate!

Buongiorno! Bene arrivato.

- Non vi degnate di salutarmi? - Buongiorno.

Io penso sempre a voi. C'� un puledro che aspetta che lo domiate.

- E' un affare, 400 rubli. - Io non ho soldi.

- Non scherzate. - Magari!

- Entro stasera devo pagare il mutuo. - Avete fatto un mutuo?

S�, con la banca Agricola e domani scadono gli interessi.

- Un signore come voi! Non credevo... - Gi�.

L'alluvione dell'anno scorso ha distrutto case,

bestiame e raccolto dei miei fittavoli.

Ad un altro proprietario non sarebbe importato niente.

Io invece ho ricostruito le case e ricomprato il bestiame.

E non ho pagato con i miei soldi perch� li avevano i miei debitori.

Vi pagheranno, saranno riconoscenti.

- Buongiorno, signora. - Buongiorno, Andrej Andrievich. - Ossequi.

Fate come lei, non si preoccupa.

Voi avete debitori che non pagano e lei creditori che non dormono.

- Guardate chi arriva. - Lomov. Prima l'ho incontrato.

Indossa il frac. Ma oggi non ci sono ricevimenti.

- I fiori. - Ah, gi�.

Rose gialle.

- Se vi do un consiglio, mi fate un regalo? - S�.

- Preparami un antipasto. - S�, eccellenza.

- Stefan Stefanovich � vostro debitore, vero? - S�.

Ieri ha venduto il grano. Non potr� dirvi che non ha soldi.

- Grazie! Mangio qualcosa e vado da lui. - Non dimenticate il regalo.

E non dite che vi ho mandato io.

- Torniamo indietro. - Non si manca di parola ai morti.

Hai ragione, ma non ce la faccio. Sto male.

- Volete bere qualcosa per farvi coraggio? - S�.

Mi raccomando, solo un bicchierino.

- Alla salute, eccellenza. - Andiamo!

Fate presto, ho fame. E fate preparare una stanza per riposare.

- Volete la stanza da 20 o da 40 copeche? - 40!

Alla salute.

- Buongiorno, eccellenza. Permettete? - Accomodatevi.

Sto solo un momento. Non sto bene, cos� bevo un bicchierino.

- Vodka. - Anche per me. - Che freddo!

Tremo come se dovessi andare a fare un esame. Infatti ci sto andando.

- Alla vostra et�? - La cosa principale � decidersi.

La mia povera zia diceva: "Se si pensa troppo, non si prende moglie."

- Io l'ho promesso a mia zia. - S�? - S�.

Io devo prendere moglie. Innanzitutto ho 35 anni,

e poi ho bisogno di una vita ordinata.

Ho sempre le palpitazioni e mi agito continuamente.

Soltanto a pensarci mi tremano le labbra e mi viene il tic all'occhio.

- Si vede? - No. - Per� io lo sento.

- Solo "ubbie". - Cosa? - Ubbie.

La cosa pi� terribile � la notte.

Quando sto a letto e sto per addormentarmi,

sento una fitta al fianco destro

che si ripercuote sulla spalla sinistra e alla testa.

Voi avete bisogno di un medico, non di una moglie.

Scusate, ma credo che il signor Lomov non abbia torto.

- Accomodatevi. - Grazie.

Sappiamo come sono i medici.

Dopo che vi hanno visitato e prescritto qualche medicina,

voi tornate a casa e siete solo. Chi vi cura? I servi?

- Ci vuole una donna... - S�, come quella di Borzov.

- Chi �? - Quell'ubriacone che si incontra in tutte le taverne.

- Lui che c'entra? - Non ha moglie.

Era un signore. Quando ero ragazzo, lui passava in carrozza.

Aveva 5 troiche e oggi � un vagabondo che chiede l'elemosina.

- Che c'entrano le donne? - Si � rovinato a causa di due donne.

Si innamor� pazzamente di una donna, rideva sempre.

Non aveva cervello, ma era una donna di classe.

Lui si innamor�. Erano felici.

Tutte le notti uscivano a divertirsi.

- Poi si � ammalato? - No.

- Ha speso tutti i soldi? - No. - E allora?

Decisero di sposarsi. Il giorno delle nozze

la giovane donna fugg� in carrozza

con uno che aveva incontrato il giorno prima.

- Era brutto, giovane e senza soldi. - Non tutte le donne sono cos�.

Ma lui aveva le terre, tanti soldi.

Ci ha pensato la sorella, l'altra donna della sua vita.

Per farla sposare, deposit� in una banca, per il cognato,

una cauzione di 130.000 rubli. Ai cognati piace "sgraffignare" soldi.

E adesso Borzov va nelle taverne a ubriacarsi

mentre la fidanzata si diverte in citt�

e la sorella ha comprato un podere. Queste sono le donne!

Non sono d'accordo. Borzov si � rovinato per colpa delle donne,

ma sarebbe finito in miseria lo stesso.

Se uno � cos� sciocco da perdere la testa per una donna

e depositare cauzioni per i cognati, � logico che finisca male.

Il matrimonio � una cosa seria.

Prima di sposarsi bisogna pensarci bene,

conoscere chi si sposa e sapere cosa porta in dote.

- Allora sposatevi! - Se uno si innamora, che fa?

II pericolo � che lei non voglia.

Qualsiasi ragazza sarebbe felice di sposare un uomo come voi,

che non si fa prendere i soldi dai fattori.

Signore, � tardi.

Coraggio. "ln bocca al lupo".

Andiamo.

IVAN BATTE I DENTI

- Ancora? Ma che avete? - Ho paura.

- Di che? - Bisogna pensarci bene prima di fare un passo decisivo.

- Potremmo rimandare di qualche giorno. - Ma ci avete pensato tanto.

Sapete tutto della signorina Natalia.

E' una ragazza seria, la moglie ideale. Andiamo.

- Pap�, mi vuoi ascoltare? - S�.

Tu devi pensare al nostro raccolto.

Sono stata costretta a vendere il grano a un prezzo basso.

- E ora c'� il raccolto del fieno. - Io ti lascio fare ci� che vuoi.

Tu non vuoi avere scocciature, e poi davanti ai servi mi contraddici.

A volte dovresti essere pi� tollerante.

Bisogna essere severi, qui nessuno vuole lavorare.

Credono di poter fare i loro comodi perch� io sono una donna.

Per fare quello che fai tu ci vorrebbe un uomo.

- Tu non sei un uomo? - S�, figlia mia.

Ma a me piace stare qui tranquillo, curare qualche malato...

- Ma non hai nemmeno un cliente. - Ne ho quattro.

Sono stati studiati e osservati molto attentamente.

Sai che non faccio il medico per guadagnare, ho una bella rendita.

Quindi curo solo i malati che mi interessano.

Guarda. Una dissenteria, una malaria,

uranemia perniciosa e una bella meningite.

E se prima di morire ci sar� un colera, sar� soddisfatto.

E mentre tu sogni il colera, i nostri possedimenti vanno in malora.

Il raccolto � andato male, la semina � stata rovinata dalla pioggia.

- Non so pi� che fare! - Prendi un fattore.

No, ci ruberebbe quel poco che ci � rimasto.

- Non tutti sono disonesti e ladri. - Invece s�!

Solo un padrone pu� curare bene le proprie terre.

Sprechi la tua giovinezza invece di trovare un buon marito.

Un marito.

Un marito.

Se la povera mamma fosse qui, ora avrei anch'io un marito.

Forse Dio non voleva che si occupasse pi� delle terre.

Non ti interessa neanche che io resti zitella!

Sei tu che devi fare in modo che non succeda.

Noi abbiamo ancora 2.000 iugeri di terreno.

Se ne vendiamo 100 all'anno, possiamo ancora vivere 20 anni.

Quindi hai il tempo di trovare un marito.

- Ma siamo pieni di debiti! - Chi ha debiti non trova marito?

Pap�! Con te non si pu� ragionare!

Lvan Vasilievich, ogni uomo ha il proprio destino.

E' questo che mi preoccupa. Qual � il mio?

Le vostre esitazioni non potranno cambiare il vostro destino.

Mia zia mi ha messo in questa situazione. Potrebbe darmi un segno.

Se i nostri cari ci guidassero con segni, ci sarebbe molta confusione.

Due ore fa ero calmo. I Chubukov avrebbero risolto la mia situazione.

Una figlia seria, brava negli affari e un padre dottore.

Mi dicevo: "Cosa vuoi di pi�?

Alle mie terre penser� mia moglie e alle malattie mio suocero."

CAMPANELLA - Che fai? Potevi aspettare!

In queste due ore i signori Chubukov non sono cambiati.

E' vero.

(IVAN) Che freddo!

Eppure l'ambiente � quello. Non capisco.

BUSSANO ALLA PORTA - Avanti.

- Ivan Vasilievich Lomov vorrebbe parlarvi. - Fatelo entrare.

- Felice giorno, Stefan Stefanovich. - Anche a voi.

Scusate se sono sconvolto, ma ho un caso strano. Una morte apparente.

Mi dispiace. Chi �?

- Questi bacilli sembrano morti, ma sono vivi. - Ma io sono gi� malato!

- State tranquillo, sono innocui. - Torno dopo.

No, i bacilli possono aspettare. Non avete pi� niente da temere.

- Allora, come vanno i vostri disturbi? - Male.

E' colpa vostra, vi lasciate impressionare.

Vi avevo detto di farvi visitare dopo circa dieci giorni.

- E voi invece... - Ecco, io...

Grazie, non dovevate disturbarvi.

Per me � un piacere avere dei malati

e voi siete un caso interessante.

Se dimostrer� che siete guarito dalla meningite avuta a 12 anni,

vi porter� io i fiori per riconoscenza.

Io sono a vostra disposizione.

Per� i fiori sono per uraltra persona.

Infatti mi ero meravigliato. Perch� dovevate portarmi dei fiori?

Gi�... Per� potete tenerli.

No, sono per uraltra persona.

L'altra persona � come se foste voi.

Io frequento la vostra casa da molto tempo

- e voi mi avete curato. - Diciamo osservato.

- Quindi voi mi conoscete bene. - Credo di s�.

In tutto questo tempo io osservavo voi... e vostra figlia.

Non volete fare voi il dottore, vero? E' meglio che vi sediate.

Temo che ci sia una ricaduta nelle vostre meningi.

No, sono solo un po' agitato.

Vorrei sbagliarmi, ma sembra una ricaduta. Sembravate guarito.

Perch� siete vestito cos�?

- Credete che sia Capodanno? - No, sono vestito cos� per venire da voi.

- Da me? - S�. Io ero calmo, solo un po' agitato.

Poi mi hanno raccontato una storia terribile.

- Fatemi vedere le meningi. - Lasciate stare.

Piuttosto ditemi, vostra figlia � quella che sembra?

- Cosa intendete dire? - Non so...

Io credo che sia uramministratrice. Non � una sperperatrice, vero?

Se voi credete di essere malato, lasciate che io vi curi.

- Altrimenti occupatevi degli affari vostri. - Sono affari miei!

Se vostra figlia � una sperperatrice, io vado via.

Per mantenere la promessa a mia zia, non voglio finire come Borzov.

Calmatevi e cercate di ragionare.

Lasciate stare mia figlia e parliamo di voi.

No, io voglio parlare di lei. Voglio sapere chi sposo.

- Cosa? Volete sposarla? - S�.

Per questo sono nervoso. Capite perch� mi preoccupo?

Certo, ora � tutto chiaro.

Ma voi siete nelle vostre piene facolt� mentali?

- Faccio male a volermi sposare? - No, fate benissimo!

Dovrei chiedervi scusa. Avrei dovuto accogliervi a braccia aperte!

- Figlio. Figlio! - Calmatevi. Sedetevi.

- Voglio sapere... - Non c'� niente da sapere, volete sposare Natalia.

- Se io non le piacessi? - No, ha sempre voluto sposare uno come voi.

- Che ho di diverso dagli altri? - Siete modesto.

- Non conoscete i vostri meriti. Vado ad avvertirla. - Aspettate.

- Prima bisogna parlare. - Parlatene con Natalia,

- cos� vi conoscerete meglio. - Prima visitatemi le meningi.

Va bene.

Avanti un altro.

Ah, sei tu.

- Perch� non hai pagato il tuo canone? - Non posso, padrona.

Per� trovi i soldi per ubriacan'ti!

Sono calunnie! Bevo ogni tanto un pochino per dimenticare la miseria.

- Non hai voglia di lavorare. - E' la terra che non rende.

Sei tu che non rendi.

La mia terra � grassa e fertile, tutti me la invidiano

e vorrebbero togliermela. Tu devi lavorare di pi�.

Lo faccio. Ammazzo di botte mia moglie per farla lavorare!

E tu perch� non lavori?

Lo non ce la faccio, mentre mia moglie � robusta.

Dovresti essere frustato! Ti approfitti di quella povera donna.

Io non approfitto di lei. Allora perch� mi sarei sposato?

Da questo momento tua moglie verr� ad abitare a casa mia

e tu zapperai la terra!

- Cos� pagherai il tuo canone. - Non pu� dividere un uomo dalla moglie!

- Avanti un altro. < Natalia. Natalia!

- Pap�, che c'�? - E' importante.

C'� una persona che ti vuole parlare.

- Pensaci tu. - No, � meglio che te ne occupi tu.

Come al solito! Tu non vuoi occuparti degli affari.

Questi affari ti interesseranno moltissimo.

Va bene. Tu continua con loro.

Devo pensare a tutto io. Mai un momento di pace!

Allegria! Siete tutti in libert�.

- Oggi � giorno di festa. - Che cosa � successo?

La mia Natalia si sposa.

- Con chi? - Con il mio cliente lvan Vasilievich Lomov.

Io chiedo la vostra mano.

Vi piaccio? Ma no!

Volete sposarmi?

Se lei dice di no? Oddio, i topi!

Siete voi!

- Buongiorno. - S�, sono io. Buongiorno.

- Scusate il grembiule. - Prego.

- Allora? - Io vorrei sapere... Vi ha detto qualcosa vostro padre?

Lui scarica sempre le responsabilit� su di me. Ma ci sono abituata.

- Vi � gi� successo? - S�, quasi tutti i giorni.

- Ma io credevo... - Sbrighiamoci. Di che affare si tratta?

Allora non sapete! Mi avete spaventato.

- Non vi ha detto nulla? - No, sono qui per sapere.

- Spero sia un affare interessante. - Per me lo �.

- Allora sediamoci. - Volentieri.

Ecco...

I bacilli! Sono dappertutto!

- Non temete, io li tocco tutti i giorni. - Allora siete infetta.

- Macch� infetta! Ma poi che vi interessa? - Mi interessa.

- Potete infettare anche me. - Io non sono infetta.

- Comunque parlate, non ho tempo da perdere. - Calmatevi.

Non � facile, ma cercher� di fare presto.

Cara Natalia, noi ci conosciamo da tanto tempo, vero?

- Da bambini. - Poi la meningite ci ha tenuti lontani.

Per� ci ha anche riavvicinati

perch� a causa della meningite ho frequentato la vostra casa

per farmi curare. Anzi, osservare.

- Io sono guarito. - Lo so.

- E' meglio chiarire, non dovete credere... - Io non credo a niente!

- Io voglio solo sapere... - Ve lo sto dicendo. Calma.

Io ho imparato a stimare vostro padre e anche voi.

Mia zia me lo diceva sempre. Una volta mi disse...

- Io voglio i fatti. - Voi dovete stare calma. E' difficile.

- Mia zia stimava vostro padre. - Lo so. - Non mi interrompete.

- Se vi dico questo c'� una ragione. - E qual �?

Forse c'era affinit� di carattere.

Io voglio sapere la ragione per cui lo dite.

La sto dicendo, ma voi mi interrompete!

Lo ho ereditato da mia zia oltre la stima per la vostra famiglia,

anche le terre che confinano con le vostre. Lo sapevate?

Sono contento, questa vicinanza � molto significativa.

Il mio prato del bove confina con il vostro bosco di betulle.

Avete detto "ll mio prato del bove"?

- S�. - Strano. Quel prato � nostro.

Io parlo del prato che si estende fra il bosco di betulle e la palude.

S�, � nostro.

Cara Natalia, non vorrei essere scortese, ma da quando � vostro?

Da quando? E' sempre stato nostro.

Prima dell'emancipazione dei servi della gleba, la nonna di mia zia...

- Lasciate stare gli antenati. - Sono i miei antenati!

Allora pensate a loro e lasciate la mia terra!

- Ci vorrebbe il frac. - Il frac si mette nelle cerimonie.

Ma lvan Vasilievich deve capire che noi siamo gente facoltosa.

Un marito come lui non si trova tutti i giorni.

- Per� non � stato bene in salute. - Solo un po' di meningite.

Per una donna autoritaria come Natalia

va benissimo un marito un po' cagionevole.

Risveglier� gli istinti materni.

Ora devo andare ad accordarmi per la cerimonia.

Ma � presto, devono ancora fidanzarsi!

Devono sposarsi subito, si conoscono da anni!

Una cosa � conoscersi, uraltra � amarsi.

Scommetto che � gi� innamorata come una gatta!

- Il prato � mio! - No, mio!

- Volete derubarmi? - Non alzate la voce, siete in casa mia!

- Il prato � mio! - No, mio! - Ragazzi, c'� qualche screzio?

II signore ci vuole rapinare.

- Con la scusa delle meningi, mi derubavate. - Ma cosa dite?

- Digli di chi � il prato del bove. - Cosa? - Il nostro prato.

E' mio! Avete sentito? Vostro padre non sa nemmeno cosa sia.

Pap�, tu sei l'uomo della casa, proteggimi!

- Volete aggredirmi? - Smetti di spingermi!

- Pap�, non essere debole. - Ma che le avete fatto?

Niente, difendo la mia terra dai suoi assalti.

Il prato del bove � nostro!

Se lo dice Natalia � vero, lei sa tutto su queste cose.

Allora le date ragione!

No, dico solo che � inutile litigare, tanto...

Dovremmo lasciarci derubare da lui?

Non lascer� che le terre della nonna di mia zia

- siano calpestate dagli usurpatori! - Pap�, hai sentito?

Natalia, basta! Lo so cosa fare! Dobbiamo giungere a un compromesso.

No! Piuttosto regalo il prato ai contadini!

- E io vi denuncio. - Attaccabrighe! Come tutta la vostra famiglia.

E la vostra? Vostro zio � stato denunciato

- per appropriazione indebita! - Quello � stato un errore.

L'errore � stato assolverlo!

Allora vi dir� che nella vostra famiglia

- i casi di meningite sono frequenti. - Bene, pap�!

- Cosa volete dire? - Scusate, mi � sfuggito.

Aiuto! Non mi toccate. Con la scusa di curarmi, volevate assassinarmi!

- Oddio! Mi sento male! - Che vi sentite?

Fermo! Non mi far� pi� curare da voi.

- Trover� chi � pi� esperto di meningi! - Questo non dovete dirlo.

- Siete un "ammazza-cristiani"! - Via da qui, brutto meningitico!

Fuori da casa mia!

Ahi! Dov'� la porta?

Oddio, non sento pi� la gamba! La gamba!

- Ammazza-cristiani! - Non fatevi pi� vedere! Cercate un altro dottore!

- Ammazza-cristiani a me! - Furfante!

- Avevo sbagliato a giudicarlo. - Ti fidi troppo della gente.

E' stato cos� sfacciato da chiedere la tua mano!

- Che c'�? - Era venuto a chiedere la mia mano?

Aveva indossato anche il frac, quel disgraziato!

- Perch� non me l'hai detto subito? - Cosa?

Che era venuto a chiedermi in sposa, l'avrei trattato diversamente.

Se chiama me ammazza-cristiani � capace di qualunque cosa.

- Io voglio che torni. - Ma Natalia!

- Vuoi che muoia zitella? - Ma che gli dico?

Non lo so... Digli che � colpa tua.

Mia? Ma io sono stato insultato.

Se non lo farai, sar� colpa tua se io morir� zitella!

- Va bene. Per� � sempre colpa mia! - Vai.

Pap�.

Fermalo. Fermalo!

Dio, fa' che torni!

Torna!

Torna!

Avanti. Coraggio, amico mio.

- E' tornato il tic alla palpebra. - Non � nulla.

Natalia, l'equivoco � chiarito.

- Ora vi lascio soli, cos� potrete fare la pace. - Ma...

Non temete, torno subito.

- Io... devo... - No! Non dovete, sono io che devo.

No, io devo...

- Io non volevo proprio... - Nemmeno io.

Davvero?

Accomodiamoci in salottino.

Senza volerlo stavamo quasi per litigare.

A me le terre non interessano, era una questione di principio.

Certo, capisco.

Soprattutto perch� ho le prove. La nonna di mia zia...

Cambiamo argomento. Sediamoci qui.

- Allora, ditemi, lvan Vasilievich. - S�.

- Cosa? - Perch� siete venuto qui? Non volevate dirmi qualcosa?

- S�. - Non state bene?

- Forse � il caldo. Qui fa caldo. - S�.

Per� � un caldo piacevole.

E' il caldo della casa. Il caldo dell'intimit�.

S�, ma anche fuori fa caldo.

- Viene quasi voglia di uscire. - S�.

Natalia Stefanovich, sentite gli uccellini?

- Certo. Come sono poetici! - S�.

Mi piacerebbe ammazzarne qualcuno se avessi un fucile.

A me piacciono tanto i cacciatori!

- La caccia piace anche a pap�. - Piace a molti.

Ma i veri cacciatori sono pochi. Ci vuole "occhio" e tempo.

Ad ogni colpo io... PAM! Faccio centro.

Formidabile!

- Andate spesso a caccia? - S�, a caccia del gallo di montagna.

Purtroppo dovr� fare a meno di Azzecca, si � azzoppato.

Poverino, come � successo?

Forse l'hanno morso gli altri cani, o ha preso una storta.

- L'ho pagato 125 rubli! - E' tanto!

No! Allora non siete uresperta di cani.

Per un cane come Azzecca � poco.

Noi abbiamo sempre avuto cani da caccia, anch'io sono uresperta.

Mio padre ha pagato Scappalesto 85 rubli.

Certo, non c'� confronto tra i due! Lasciamo stare.

Non ridete cos�!

Scappalesto � un cane con la mascella corta.

Un cane con la mascella corta vale poco.

Io non ho mai sentito dire una cosa simile.

- Informatevi. - Gi� quella mano! Informatevi voi su Azzecca!

Scappalesto corre bene, ma non � di razza con quella mascella!

Non gridate cos�.

- Il vostro cane pu� fare: Bo, bo. - Non � vero.

- Mentre il mio fa: Buu, buu! - No, il mio fa: Buu, buu!

- Buu, buu! - Buu, buu! - Ragazzi, allegria!

- Avete inventato un nuovo gioco? - Buu, buu! - Buu, buu!

Champagne per brindare al vostro fidanzamento.

Figlioli, questo � il pi� bel giorno della mia vita.

Bo, bo!

Buu, buu.

Che cari, giocano! BU! BU! BU!

CAMPANELLA

- Forza! - Quanta fretta!

- Eccellenza! - Devo vedere il tuo padrone.

- Ma... - Vai ad annunciare.

- Sta festeggiando il fidanzamento della figlia. - Meglio.

Il padrone non vorr� far sapere al signor Lomov che ti deve dei soldi.

- Torna domani, eccellenza. - No, non posso aspettare.

Non rovinare la festa alla mia Natalia.

Torna domani e avrai i soldi.

Ora scusa, ma devo andare. Che il Signore ti benedica.

- E' andata bene? - Certo!

Chubukov festeggia il fidanzamento della figlia.

- Con chi? - Lomov. - Ora capisco il frac e i fiori!

E io ho "l'acqua alla gola"!

Non me l'aspettavo. Lomov sposa Natalia.

- Poveretto, con quel caratterino! Come mai ha deciso? - Non lo so.

- Non dovete prestare i soldi senza garanzia. - Prover� da Maslukov.

- E' malato, ha l'enterite. - Parler� con la moglie.

E' una bambina, non sa niente di queste cose.

- Allora andr� da Nikolaj Mikailovich. - E' morto. - Morto?

Mi deve 1.200 rubli!

- Parler� con la vedova. - Non riceve nessuno. - Mi ricever�.

- E' come se fosse morta anche lei. - Ma non � morta.

Facciamo un po' di luce. Volete rovinarvi la salute?

Guardate che sole! Perch� non uscite un po'?

- A che scopo? - Siete giovane e bella.

E' arrivato un nuovo reggimento. Ci sono begli ufficiali.

- Come ti permetti? - Ah, il lutto.

- Quello non ti aveva neanche reso felice. - Maria!

Va bene, non dico pi� nulla.

Voglio restargli fedele. Deve sentire quanto ancora mi manca.

Invece dovreste uscire. Posso far attaccare Toby?

Toby.

- Era il suo preferito! Dategli doppia razione d'avena. - S�.

Era cos� bello a cavallo. Ricordi?

RUMORE DI CAVALLO AL GALOPPO

CAMPANELLA

- Non voglio ricevere nessuno. Hai capito? - S�.

- Lasciate che vi annunci. - La signora non riceve nessuno.

Vai ad annunciarmi.

- Signora... - Ho detto che non ricevo nessuno. Hai capito?

- Ha detto che � urgentissimo. - Io non ricevo.

Sembra un indemoniato.

Sono il capitano Gregorij Stefanovich Smirnov.

- Sono costretto a disturbarvi. - Cosa vi occorre?

II vostro compianto marito era mio debitore di due cambiali

per 1.200 rubli. Domani devo pagare gli interessi alla Banca Agricola,

- quindi vorrei il denaro. - Perch� mio marito firm� quelle cambiali?

Ha comprato da me dell'avena.

Scusate, oggi non ho denaro disponibile.

Tra qualche giorno il mio fattore verr� dalla citt�

e gli ordiner� di pagarvi.

- Non posso intrattenermi con voi. - Io non posso aspettare.

- Avrete i soldi. - Mi servono oggi.

Vi ho detto che oggi non li ho. Buongiorno.

Tutte a me succedono!

II cavallo zoppica! Sai dove sono gli Jigalov?

S�. Io devo andare in paese, posso accompagnarti in calesse.

- Bravo. Di' allo stalliere di occuparsi del mio cavallo. - S�.

Che villano! Turbare il dolore di una vedova per soldi!

- E' un bell'uomo. - Arrogante!

- E' un vero uomo. - Mio marito gli avrebbe dato la lezione che merita.

La tua padrona vuole commuovere. Con quegli occhioni!

Lo le dico sempre che � giovane, bella e che deve godersi la vita.

- Quanti anni ha? - 26. - Ne dimostra meno.

E' un fiore. Ma la giovent� non � eterna.

Le donne come lei sanno quello che fanno.

Andiamo in casa Jigalov.

E' strano, mio marito non mi ha mai parlato di questo Smirnov.

Perch� avrebbe dovuto parlarvene?

Un debito di 1.200 rubli non era una grande cifra per lui.

Lo so, il signor Smirnov � un villano, ma non un bugiardo.

Strano che mio marito non ne abbia parlato, ha una grande personalit�.

Non dimenticate che vostro marito era geloso.

Quest'anno c'� stata anche l'alluvione.

- Voi avete avuto danni? - S�, per questo ho bisogno dei soldi.

Case allagate, campi sommersi, strade interrotte...

- C'� troppa cattiveria in giro. - Certo.

Accomodatevi.

- Allora... - La giustizia di Dio � scesa sulla Terra.

- S�, ma ora... - Padre lvan dice che dobbiamo espiare.

- L'avete sentito predicare? - No. - E' un sant'uomo. - S�, ma...

- Viene tutti i sabati. - Celebrer� le nozze di nostra figlia.

Quando sar� il momento. Ora dobbiamo pensare ad altre cose.

- Dashenka... - Nostra figlia... - Ha perso la testa...

- Ora basta, voglio i miei soldi. - Li avrete. - Dopo le nozze.

- No, li voglio stasera. - Ci volete rovinare?

Voi non avete figli, non sapete quanto costano i figli!

- Io me ne infischio! - Vediamo se... - Siamo rovinati!

Sono tutte chiacchiere!

- Voi non avete neanche un po' di piet�. - Siete degli avari!

- Voi insultate una povera madre! - Basta!

- Oddio! Mi sento male! - Nastasia!

Non prendetemi in giro, non sono un imbecille!

Vi mander� tutti in galera!

Nastasia, colombella mia. Parlami, cos'hai? Nastasia.

Per pagare c'� sempre tempo.

Un poveraccio ha bisogno dei suoi soldi

e la vedova � triste e quest'altra ha le convulsioni!

Le femmine sono figlie del diavolo, create per dannarci!

Dove sei andato? Andiamo dalla tua padrona.

Senti quanto � bello.

"Ritorner� da me? Ritorner� quaggi�?

Da che l'ho avuto morto, la fossa ho per conforto.

Non torner� mai pi�.

La barba avea di neve e il capo come il lino il giorno che si � spento.

Gli dia questo lamento il perdono divino."

- E' il pianto d'Ofelia. - Prenda il t�, le far� bene.

Cameriera. Cameriera!

Ancora?

Vai.

- Cameriera. - Il signore ha chiamato? - Certo.

- Portami da bere. Subito! - S�, signore.

Vuole da bere.

Portagli da bere. Poi ci penso io.

- Hai detto alla tua signora che sono qui? - Certo.

Vai a dire a quella strega che non vado via finch� non mi paga.

- Non dovrebbe dire queste cose. - Una volta facevo i complimenti.

Ho spasimato in tutte le maniere. Ma ora basta!

Non mi prendono pi� in giro, basta!

Occhi verdi, sguardi appassionati, sospiri, sussurri!

Oggi per tutto questo non darei neppure un soldo!

Neppure un soldo! Vai a dirglielo.

Vi prego di abbassare il tono della voce in casa mia.

Maria, non ho sentito bene.

Che cosa vuole il signore?

Datemi i soldi e non sentirete pi� la mia voce.

Vi ho gi� detto che oggi non li ho.

Non mi muover� da qui finch� non avr� i miei soldi.

Bella giornata, vero?

- Come siete elegante. - Vi credete spiritoso?

Un tempo facevo lo spiritoso con le donne!

Per le donne mi sono battuto a duello tre volte!

Ma ho giurato a me stesso di non farmi coinvolgere pi�.

Voi donne siete tutte pettegole, superficiali, invidiose.

Avete un cervello da gallina e l'animo del coccodrillo.

Se una donna � fedele e sincera, � vecchia e brutta.

Secondo voi gli uomini sono fedeli e sinceri?

II migliore uomo che abbia conosciuto, il mio povero marito,

mi ingannava continuamente.

Perch� ridete?

Siamo stati ufficiali insieme. Una volta a Pietroburgo...

Ma nonostante tutto io l'amavo, gli sono stata e gli sono fedele.

Mi sono seppellita qua dentro.

Tutti sanno che non vi togliete il lutto perch� vi sta troppo bene.

- Insolente! - Siete seppellita qui, ma vi incipriate il nasino!

- Vigliacco! - Evitate le scene.

- Io non sono il vostro compianto marito. - Andate via!

- Non volete andare via? - No! CAMPANELLA

- La signora ha suonato? - Accompagna il signore alla porta.

- Eccellenza... - Togliti dai piedi!

Maria! Dasha! Lvan!

E' inutile chiamare aiuto, andr� via quando voglio io.

- Uscite, villano! - Moderate i termini.

Credete di poter fare il prepotente perch� qui non ci sono uomini?

E voi di avere il diritto di colpirmi perch� siete una donna?

- Vi sfido a duello e alla pistola! - Volete farmi paura?

Nessuno pu� offendermi! Anche se siete una donna, vi sfido!

- Alla pistola? - S� e subito! - Vado a prendere le pistole.

Signore, vai via prima che sia troppo tardi.

Io l'ammazzer�! Per principio!

- Per�, che donna! - Vai via, io pregher� per te.

Mi dispiace ammazzarla.

Ecco le pistole. Ma prima vi prego di mostrarmi come si spara.

Ci sono diversi tipi di pistola.

Questi sono revolver Smith & Wesson, con estrattore a percussione.

Magnifiche pistole.

Si tiene cos�.

- Cos�? - Quasi.

- Si toglie la sicura... - Qual �? - Quella in basso.

E poi si prende la mira.

La testa un pochino pi� indietro.

E poi si preme il grilletto.

Bisogna stare calmi e mirare senza fretta. Capito?

Va bene. Ma qui non si pu� sparare.

- Scendiamo in giardino. - Andiamo.

Prego.

Volete battervi qui o andiamo sul prato?

E' lo stesso. Non avr� pace finch� non vi avr� colpito in fronte.

Dovrete far centro con un solo colpo.

Ci mettiamo di spalle. Cos�.

Faremo dieci passi e al segnale ci volteremo e spareremo.

Benissimo.

- Volete fare una prova? - No, non ho paura.

- Lo sento dalla voce e poi... - Che c'�?

- State tranquilla, sparer� in aria. - Perch�?

Perch�... Lo so io.

- E' tardi per cambiare idea. - Forse ho paura io.

Non � vero. Perch� non volete battervi?

Perch�...

- Perch� mi piacete. - Vi piaccio!

- Osate dire che vi piaccio? - Siete stata voi a provocarmi.

Che male c'� se mi piacete? Mi piacete davvero!

- Vi odio! Vi voglio ammazzare. - E io no!

- Non vi avvicinate... SPARO

Non � nulla. Dovevate stare attenta.

- Mi avete fatto fare male. - Fate vedere. - Non toccatemi!

Sono nobile, ho 10.000 rubli di rendita all'anno,

so sparare molto bene, ho dei magnifici cavalli.

- Volete diventare mia moglie? - Voglio battermi!

Va bene.

- Dieci passi. Va bene? - Va bene.

Uno, due, tre, quattro...

Cinque e sei. Sono le sei. Sei pronta, cara?

Un momento. Abbia pazienza.

- Non farti troppo bella. - Sei geloso?

Certo.

Smettila, orsacchiotto e dammi una mano.

Non � bello farsi aspettare a un pranzo di nozze.

Anche se arriviamo tardi, i Jigalov saranno onorati di averci.

Allacciami.

- Sarai la pi� bella. - Dopo la sposa.

- Sarai pi� bella della sposa. - E io volevo ammazzarti!

Come avrei fatto senza di te!

- Smettila! - Lasciami almeno respirare, orso!

- Non mi provocare. - Altrimenti? - Ecco!

- Stai buono, o faremo tardi. - E' colpa tua.

MUSICA DA BALLO

- Gira! - Io al massimo posso passeggiare.

Ma � il ballo degli sposi, che figura facciamo?

E' il primo e l'ultimo ballo che facciamo.

- Fingi almeno di divertirti. - Ho capito, va bene.

Ancora non sono riuscito a parlare della dote con tua madre.

Come si vogliono bene! Guarda.

Speriamo. Pi� amore c'� e meno si parla di dote.

Andiamo a controllare il rinfresco.

VOCE NON UDIBILE

- Siete impertinente! - A voi piace la poesia e questa � prosa!

- La musica � finita. - Andiamo a mangiare qualcosa.

< Musica! Ballate ancora, divertitevi. Forza, maestro!

Maestro, musica!

Cominciamo con gli antipasti.

Non si tocca niente prima dell'arrivo del generale.

Vai alla porta a ricevere gli invitati.

Adesso basta. Vai a sederti, io parlo con tua madre.

> Mamm�.

- Mamm�. - Perch� non ballate con vostra moglie?

Lo detesto queste frivolezze.

Le can'telle di rendita che dovevate darmi per la dote di Dashenka...

Che mal di testa! Per favore, prendetemi un bicchiere d'acqua.

- Grazie di essere venuto. - E' un onore.

- E' vero che c'� un generale? - Certo.

- Dov'�? - Non � ancora arrivato.

- Da voi in Grecia ci sono i generali? - In Grecia c'� tutto.

- Cara, ricordi Dimba? - S�, pap�.

- Permettete un ballo? - Prego. - Grazie.

- Hanno invitato quel mercante greco! - Che vi importa?

Stasera io vedo solo voi. Penso solo a voi.

Ma il rinfresco?

- Se non avessi appetito vi penserei di pi�. - Come siete prosaico!

Lo penso a una coppa di champagne.

Perch� avete interrotto? Musica! Signori, ballate!

Ballate. Ballate!

- Sono stanca. - Allora sediamoci.

E' noioso aspettare.

Voi siete ostetrica, aspettare � necessario.

S�, ma non senza fare niente.

Dobbiamo parlarne, dopo parto per il viaggio di nozze.

- I gelati li serviamo con il rum o con il Madera? - Con il rum.

Voi state zitto! II rum costa troppo.

Quello per il generale con il rum, gli altri senza niente.

Eccellenza, senza niente � assurdo. Da anni io preparo rinfreschi e...

Ma se li pagaste, la pensereste come me. Ho detto senza niente.

- Ma eccellenza... - E va bene, serviteli con il Madera.

- Io capisco che questo rinfresco costa molto... - Esatto.

- Ma la dote... - Non vi preoccupate, sar� tutto conteggiato.

- Come? - Hanno smesso di suonare!

- Ma alle spese dovevate pensarci voi! - Lasciatemi, ho da fare.

Ma che giovent� strana! Siete gi� stanchi di ballare? Musica!

< Musica! Musica!

- Fermo! Questa roba � per il generale. - Non manger� tutto lui!

No, ma non possiamo mostrargli le bottiglie vuote e i piatti sporchi.

- Quanto costa questa roba? - Poi faremo i conti.

Se il generale non viene, ridaremo indietro tutto.

Lui viene. Ho dato 25 rubli a Njenin per fare venire un generale.

25 rubli!

Come faccio adesso?

Che situazione!

Scusate, da queste parti c'� qualche generale?

No. Credete che i generali si trovino cos� facilmente?

- Lo so. - Avete provato al distaccamento?

S�, l� c'era, ma � partito ieri sera con 15 rubli d'anticipo.

- Rubati? - Quasi. Era un affare.

- Che tempi! Non ci si pu� fidare nemmeno dei generali. - Arrivederci.

Signore. Scusate, non sono del paese.

- Sapete se qui c'� una possibilit� di lavoro? - Non lo so, non credo.

Ho buone referenze, non sono un fannullone.

Sono un ex capitano della Marina fluviale. A riposo.

- Reumatismi. - Voi siete un ufficiale?

Lo ero.

Avrei fatto carriera se i reumatismi non mi avessero bloccato.

E' stato il Volga.

# Volga, Volga, tu mi hai dato i gradi e tu li hai ripresi. #

Quindi senza i reumatismi oggi voi sareste generale.

No, ammiraglio.

Lo sarei diventato sicuramente.

Nessuno sapeva condurre una nave sulle correnti del Volga come me.

E' pi� difficile che sul mare.

- Per� sapreste fare il generale. - Vi ho detto che stavo in Marina.

- Va bene, � la stessa cosa. - No, signore.

E' molto diverso.

Vorrei vedere un generale che si occupa di scotte,

bracci di trinchetto, contropappafico...

Questo non mi interessa. Mi interessate voi.

- Io? - S�, voi siete un generale perfetto.

- Io? - S�.

Non ha capito, ho detto che sono un ex capitano della Marina.

- A causa dei reumatismi... - Lasciate stare i reumatismi.

- Per� mi fanno male. - Avete detto che non siete del paese.

- Quindi non conoscete nessuno. - Esatto.

- Sono di Odessa. Sono arrivato adesso. - Da Odessa?

No, ma � come se venissi da Odessa.

- Perch� ora... - Se avete bisogno di lavorare, ci penso io.

Io sono disposto a tutto.

- Voi dovete fare il generale. - Vi ho detto che non posso far carriera.

Rimarr� capitano per tutta la vita.

Dovrete fare il generale solo per una sera. Dovete fingere.

Signore, mi meraviglio. Non posso.

- Il mio onore... - Bisogna salvare l'onore di una sposa.

Di una sposa? E' un grave dilemma.

Per un marinaio � pi� onorevole compromettere l'onore di una donna

salvando il proprio onore,

o salvare l'onore di una donna compromettendo il proprio?

- C'� un banchetto che vi attende. - Si mangia? - E si beve.

Ho deciso. Per un marinaio l'onore di una donna � sacro. Andiamo.

I gelati si stanno squagliando, bisogna servirli.

- Non mi interessa. - Non daremo i gelati, � una spesa di meno.

- Non fate queste scene. - Per favore, state calmi.

- Nastasia, siamo qui. - Dov'� il generale?

- Si sta mettendo le scarpe. - E' in ritardo.

- Un poco. Ora vado a prenderlo. - Fate presto.

- Buonasera. - Buonasera.

- Buonasera. Scusate il ritardo. - Benvenuti!

Nella buona societ� � segno di distinzione arrivare in ritardo.

Sciocchezze, il ritardo � sempre una maleducazione.

Cara, non puoi saperlo, sei sempre vissuta in campagna. E anche voi.

- Non insultarmi davanti agli altri. - Faccio solo notare delle norme.

Non devi farmi notare niente, io ho avuto una buona educazione.

- Superficiale. La mia famiglia... - Sono tutti maleducati.

- Insulti la mia famiglia? - S�. - Mia zia...

Oddio! Un cognac.

- Un cognac. - Non fare le tue solite scenate.

- Ancora non si pu� toccare niente. - Ma io sto male.

Prendete un bicchiere d'acqua, altrimenti tutti si sentiranno male.

- E tutta questa roba? - Aspettiamo il generale.

- E' un po' in ritardo. - Hai sentito?

Le persone importanti arrivano in ritardo.

Ancora non siete pronto?

- Ma questa non � una divisa! - Perch�?

Come fanno i generali quando hanno fretta?

Un vero generale non ha mai fretta.

Per questo le guerre non finiscono mai!

- Di chi � questa divisa? - Di un mio amico.

- Generale? - No, � un attore.

- Allora � una divisa d'attore. - No, da generale.

- Un generale che fa l'attore? - No, un attore che fa il generale.

E' lo stesso!

Poi si lamentano che l'esercito � in decadenza!

Mettono in riposo me perch� ho i reumatismi, poi prendono gli attori.

TINTINNIO

- Hanno suonato. - No, sono le medaglie.

- A che servono? - Devo applicarle sulla divisa.

Questo non lo permetter� mai.

Io ho meritato solo una medaglia: Questa.

25 anni di servizio. 25 anni di lotta controcorrente.

Contro quale corrente?

Come quale? La corrente del Volga. Metto questa.

Un generale con una medaglia sola farebbe ridere!

Queste sono per le guerre contro i turchi, i tartari!

- Io non ho fatto quelle guerre. - Neanche i nostri generali.

Loro hanno solo preso le medaglie. Avanti, non perdiamo tempo.

E togliete la pipa dalla bocca.

Mi raccomando, non confondiamola con questa.

Questa la metto qui, cos� si vede meglio.

Io aspetto il generale, non mi importa di questi quattro affamati!

- Affamati? Anch'io? - Tutti! E lasciatemi in pace!

Mi ha chiamato affamato!

- Voi mi avete insultato. - Caro, calmati. Scusatelo.

Non scusarti! Questa borghesuccia...

Ringraziate Dio che ho piet� del vostro stato mentale...

- Allude! Vigliacca! Oddio, le gambe! - Ora si sente male!

- E' un malessere passeggero. - Portatelo nell'altra stanza.

VOCI CONCITATE E CONFUSE

- Siete sicuro che il ricevimento � qui? - Sicurissimo.

Sua Eccellenza il generale Remunov Karaulo.

- Abbiamo sbagliato. - No.

- C'� il generale. - Il generale? - Dove sta?

Eccolo. Sua Eccellenza il genrale Remunov Karaulo.

- (NASTASIA) Un generale cos� piccolo? - Questo vale moltissimo.

Eccellenza, vi presento la signora Nastasia Timoijevna.

- Onoratissima. - Sono io onoratissimo.

Generale, lei � troppo buono.

No, io sono onoratissimo di essere onorato.

E' troppo onore per noi sentirvi dire che siete onorato.

Io sarei onorato se voi diceste di essere onorati

- perch� io sono onorato. - Il generale ama essere modesto.

- Io sono il marito. - Ah, voi siete lo sposo.

Complimenti. Vi siete ricordato in ritardo, ma sempre in tempo.

- Dov'� la sposa? - Eccola, � mia figlia. - Sposate vostra figlia?

- No, io ho una moglie. - Allora siete bigamo. - Ma no!

- La moglie � lei. - Il marito sono io.

- Quanti mariti! Ma voi chi sposate? - Lei � mia moglie.

Loro sono i genitori, questi sono gli sposini.

- Loro? - S�. - Io l'avevo capito.

Che simpatici! Propongo una cosa.

- In onore degli sposini, mangiamo qualcosa. - (INSIEME) S�!

Silenzio! II generale ha ragione, ma prima c'� il brindisi augurale.

E' vero! Lo non posso bere, sono astemio, intanto mangio qualcosa.

Un momento! Dovete fare il brindisi, vi abbiamo aspettato.

Brindate, altrimenti si offendono.

Il generale brinder� in onore degli sposi.

Brindiamo agli sposi che oggi affrontano una nuova vita

- come il battello affronta le correnti del Volga. COLPI DI TOSSE

- Bravo! - Bravo!

- Posso continuare. - No, basta. Siete tutti contenti?

(NASTASIA) S�, brindiamo.

- Bevete. - Sono astemio. - Bevete o rovinerete tutto.

Allora, auguri!

- E' amara! - A me sembra buona.

No, dite che � amara.

E' amara!

- Bravi! - Evviva!

Scusate, ma secondo voi � amara questa vodka?

- No, ma � la tradizione. - Quale tradizione?

- Non conoscete le tradizioni russe? - Io sono greco,

sono in Russia da poco tempo.

Qui si usa dire "amara" finch� gli sposi non si baciano.

- Carina, eh? - S�. Allora � amara.

Ora mangio qualcosa, la vodka mi ha fatto girare la testa.

- Signor generale, vi prego, un ballo. - No, tocca a me.

No, tu balli con lo sposo. Tocca a me.

- Un momento. - Un po' di rispetto, � un generale.

- Esatto. - Lui deve scegliere con chi fare il primo ballo.

- Il primo ballo... - Grazie. Sapevo che avreste scelto me. Largo!

Accidenti, io volevo fare l'ammiraglio!

- Ivan, per favore. - Lo sciabolone.

Si vede che � un generale in gamba.

- Vorrei stare tra le sue braccia. - Ha solo qualche grado in pi�.

La divisa � come il termometro:

Pi� sono i gradi e pi� cresce la febbre della passione.

Quando dir� ai miei colleghi che c'era un generale,

- moriranno di rabbia. - Pensi solo a questo. - No, anche alla dote.

- Vorrei che lvan fosse qui. - Vuoi ballare? - No, litigare.

Lui si vanta tanto e al nostro matrimonio

non c'era nemmeno un generale!

Grazie, generale, non dimenticher� questo ballo per tutta la vita.

- Anch'io. - Siete stanco?

Lo? Un marinaio non � mai stanco. Guardate.

Che c'entrano i marinai? Voi siete un generale.

Un generale? S�, infatti...

I marinai non si stancano mai, ma io sono un generale,

quindi mi stanco.

Generale, non abusate del vostro fisico. Riposatevi un po'.

- Mi riposo. - (SOTTOVOCE) Ricordate che siete un generale!

- Un generale che cosa deve fare? - Il generale e basta.

- Posso mangiare? - No!

Generale, dopo un ballo ci vuole un po' di vodka.

- Credete? - Certo.

- Un generale beve? - Certo!

- Il generale � un mattacchione. - Sono un mattacchione.

Mi rallegro che abbiate trovato un buon marito

e non un cacciatore di dote.

- E' urallusione? - No, tutti sanno che vi sposate per amore.

- La dote di Dashenka � davvero trascurabile. - Non � vero!

Oltre 1.000 rubli in contanti, tre vestaglie, i mobili!

Signor generale, vi sembra che la dote di Dashenka sia trascurabile?

No, anche se non ho visto le vestaglie...

Sentito? Se sapevate che Maksimovich era un cacciatore di dote,

- perch� non l'avete detto subito? - Voi gli credete? Grazie.

- Non ho detto che � un cacciatore di dote. - Invece s�.

Basta! Ora parlo io perch� sono un generale.

Secondo me la dote non vi interessa.

E' cos�, era solo una questione di principio.

Allora avete fatto il vostro dovere come io ho fatto il mio.

- Guardate. 25 anni di servizio. - Bellissima.

Vedete?

- Voi che mestiere fate? - Il telegrafista.

Telegrafista! A terra. Fatemi sentire che cosa sapete fare.

- Qui non posso. - Allora trasmettete con la bocca.

Tl-TI, TA-TA-TA, Tl-TI, TA-TA.

- Ma cosa state facendo? - Silenzio! Sta trasmettendo!

Sull'attenti!

Generale, andiamo a prendere qualcosa.

E' facile fare Tl-TI, TA-TA.

Scusi, devo segnalare. Guardate come si fa sul Volga.

- Scusate, generale... - State ferma e sull'attenti!

Venite qua e guardate.

- Cosa ho trasmesso? - Non conosco i segnali della Marina.

Voi, venite qua. State attenti.

Voi sapete che cos'� "gabbiere, fiocco e controfiocco"?

Non lo so. Per� conosco...

Silenzio! Nessuno qui conosce il Volga meglio di me!

- Se non ci fossi io, il battello andrebbe a fondo. - Quale battello?

Non fate domande.

Il dovere di un buon battagliere � quello di obbedire in silenzio!

Ritornate con la ciurma. Attenti!

Dietro-front!

E adesso...

Ascoltatemi. Tenete.

Se il battello riceve il vento sulla sinistra...

Dammi questo.

- Ecco come si fa. Avanti, nostromo. - Dite a me? - S�.

- Prendete il timone e andate a dritta. - S�, a dritta. - Dritta.

Ciurma, ai posti di manovra!

Voi andate sulla coffa di trinchetto e ditemi che vento tira.

- Tu alle vele. - Ma signor generale...

Silenzio! Vi ammutinate? Vi mando tutti alla Corte Marziale!

Alle vele!

Queste sono le vele. Non confondete il fiocco con il controfiocco.

- Signor generale. - Che c'�? - Qui non c'� vento.

Hai ragione, c'� bonaccia. Molla la cima!

Voi alzate tutte le vele! Fiocco e controfiocco!

Orza il sartiame!

(GENERALE) La nave affonda! Ai posti di manovra!

< Ammainate le vele!

Oddio, cos'�? II mare! I pesci!

Oddio, mi hanno imbarcato!

Zia, aiutami! Marinai, salvatemi!

Oddio!

I pesci!

Alla randa!

Ai bracci di maestra sottovento!

- In Grecia ci sono le tempeste? - S�, abbiamo tutto in Grecia.

- Che state facendo? - Devo gonfiare le vele di trinchetto.

- S�. - E' un gioco di societ�? - S�. - Voglio partecipare anch'io.

- Che vento tira? - Maestrale. Ma sta girando libeccio.

Libeccio!

Mollate il contropappafico!

- Scusate, signor generale. - Uravaria?

Lo arrivo adesso e non conosco il gioco.

- Sono lvan Vasilievich Lomov. - Presentatevi al nostromo.

- Al nostromo? - S�. - Chi � il nostromo?

- Siamo su una nave e non sapete chi � il nostromo? - Su una nave?

Nostromo! Presentatevi a lui.

- E' lui il nostromo? - Molla la scotta!

- Mia zia conosceva tutti i generali. - Vostra zia navigava?

- Navigava? - Questo non � il momento di parlare di vostra zia.

- Siete un incosciente! - Forse non avete capito. Sono lvan Lomov.

- Ho capito, ma in navigazione siete tutti uguali. - Tutti uguali!

- Molla la scocca! - Molla!

Lo dico io, voi state zitto. Avanti!

Ma non capite? Avete avuto la meningite?

- Perch�, si vede? - Io non lo so.

- Che scherzi sono? - Calmo. - Sta offendendo le mie meningi!

- Voi non dovete offendere! - Nostromo, ai ferri!

- Ma generale, � un amico. - Obbedite!

Generale, state esagerando. Siete ubriaco!

Signor generale, il pranzo � pronto.

Voi pensate al pranzo adesso?

- Trippona! - Siete un generale, ma siete maleducato!

- Macch� generale, io sono un capitano fluviale. - No, � ubriaco.

- Forse, ma non sono un generale e voi lo sapete. - Io?

- Lui mi ha fatto fare il generale. - Non siete generale e mi insultate?

- Sono pronto a fare un duello. - Io no. - S�!

Se non siete un generale, ridatemi i 25 rubli!

Lo non li ho mai avuti, lo giuro sulle mie medaglie.

- Ha profanato le medaglie! - Mi ha rubato 25 rubli di dote!

Lo non ho rubato niente! Questa medaglia � mia, 25 anni di servizio.

VOCI CONCITATE

Truffatore! Generale dei miei stivali!

- Brava! - La mia medaglia! - Vigliacco!

< Evviva gli sposi!

< Auguri!

Si � perduta.

Si � perduta la mia medaglia.

25 anni di servizio buttati via.

Il mio passato, i miei ricordi.

Tutto quello che avevo. Non avevate il diritto!

Signori, il pranzo � pronto.

Ehi! Dove sono i 25 rubli?

Non parliamo di queste sciocchezze. Viva gli sposi!

Signore e signori.

In questo giorno, diciamo... odierno...

Non vi capisco. Siete tanti, siete sposati, felici...

e mi avete tolto l'unica compagna della mia vita.

Mi avete tolto la mia medaglia.

La mia medaglia.

La mia medaglia!

L'ho trovata! 25 anni!

Signori. Signori, l'ho trovata.

Dimentichiamo tutto e scusate.

Quando uno perde la sua medaglia, dice qualche parola di pi�.

O una in meno.

Adesso sono ancora capitano della Marina fluviale.

E' tardi. Ormai � notte.

Speriamo che gli sposi non siano partiti.

Possiamo andare pi� in fretta.

- Luca, vai pi� svelto. - Subito.

VOCI NON UDIBILI

RINTOCCHI DI CAMPANA

Luca, fermati un momento.

Ti avevo detto che avremmo fatto tardi. Guarda.

Gli sposi stanno partendo.

- Sei felice, cara? - Non lo so, mammina.

Dopo che ho speso cos� tanto, non lo sai?

- Per le spese e i danni rivolgetevi a mia suocera. - Speriamo bene.

Nastasia, bacia tuo genero.

Comportati bene.

Su, non bisogna far aspettare la sposina.

- Evviva gli sposi! - Buon viaggio!

Mamm�, mi raccomando le can'telle.

- In Grecia ci sono le can'telle di rendita? - In Grecia abbiamo tutto.

E' meglio non farci vedere.

Domani inventeremo una scusa.

- E' ora di andare a casa. - Grazie di essere venuti.

> La carrozza.

- Mi far� male la carrozza? - Perch� deve farti male?

- Non capisci mai niente. - Cosa devo capire?

Se a una donna fa male andare in carrozza...

Ma non capisci!

Forse tu...

- Sto per essere padre? - S�!

- Finalmente l'hai capito. > Che succede, ragazzi?

Andiamo.

Su, bravi.

Gli metteremo il nome di mio nonno: Lgor.

- Il nome lo sceglier� io. - Ma il figlio � mio.

E' pi� mio che tuo. Lo chiamer� Andrea.

- Avr� il nome di mio nonno o lo ripudier�. - Lo chiamer� Andrea.

- Igor! - Andrea!

- Igor! - Andrea! - Non discutete, lo chiamerete Stefan, come me.

- Igor! - Andrea!

- Andate. - Quando posso tornare?

Come siete venale! Pensate sempre al denaro. C'� tempo.

Che cos'hai?

- Sono quasi commosso. - Perch�?

Pensa a quegli sposini.

In fondo il matrimonio � una bella cosa.

Luca, a casa.

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